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Numero Atti:54653
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 01 dicembre 2016 Ultima Modifica: 02 dicembre 2016
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Dettaglio atto

Legge 08 novembre 2012 , n. 189

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute (12G0212)

(G.U. Serie Generale , n. 263 del 10 novembre 2012)

 
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
                              Promulga 
 
la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
 
  1. Il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni
urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante  un  piu'  alto
livello di tutela  della  salute,  e'  convertito  in  legge  con  le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 
  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 8 novembre 2012 
 
                             NAPOLITANO 
 
                              Monti,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri 
 
                              Balduzzi, Ministro della salute 
 
Visto, il Guardasigilli: Severino 
                                                             Allegato 
 
           Modificazioni apportate in sede di conversione 
             al decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 
 
  L'articolo 1 e' sostituito dal seguente: 
  «Art. 1. (Riordino dell'assistenza  territoriale  e  mobilita'  del
personale delle aziende  sanitarie).  -  1.  Le  regioni  definiscono
l'organizzazione dei  servizi  territoriali  di  assistenza  primaria
promuovendo l'integrazione con  il  sociale,  anche  con  riferimento
all'assistenza domiciliare, e  i  servizi  ospedalieri,  al  fine  di
migliorare il livello di efficienza e di capacita' di presa in carico
dei  cittadini,  secondo  modalita'  operative  che  prevedono  forme
organizzative monoprofessionali, denominate  aggregazioni  funzionali
territoriali, che condividono,  in  forma  strutturata,  obiettivi  e
percorsi  assistenziali,  strumenti  di  valutazione  della  qualita'
assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi, nonche' forme
organizzative multiprofessionali, denominate unita' complesse di cure
primarie, che erogano, in coerenza con la  programmazione  regionale,
prestazioni assistenziali tramite il coordinamento  e  l'integrazione
dei  medici,  delle  altre  professionalita'  convenzionate  con   il
Servizio    sanitario    nazionale,    degli    infermieri,     delle
professionalita' ostetrica,  tecniche,  della  riabilitazione,  della
prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria. In  particolare,  le
regioni  disciplinano  le   unita'   complesse   di   cure   primarie
privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori  territoriali
dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l'arco
della giornata, nonche' nei giorni prefestivi e  festivi  con  idonea
turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico
con le strutture  ospedaliere.  Le  regioni,  avvalendosi  di  idonei
sistemi informatici, assicurano l'adesione  obbligatoria  dei  medici
all'assetto  organizzativo  e  al  sistema   informativo   nazionale,
compresi gli aspetti relativi al  sistema  della  tessera  sanitaria,
secondo  quanto  stabilito  dall'articolo  50  del  decreto-legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2003,  n.  326,  e  successive  modificazioni,  nonche'  la
partecipazione   attiva   all'applicazione   delle    procedure    di
trasmissione telematica delle ricette mediche. 
  2. Le aggregazioni funzionali territoriali e le unita' complesse di
cure primarie  erogano  l'assistenza  primaria  attraverso  personale
convenzionato  con  il  Servizio  sanitario  nazionale.  Le   regioni
possono, senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,
prevedere la presenza, presso le medesime strutture, sulla base della
convenzione nazionale, di personale dipendente del Servizio sanitario
nazionale,  in  posizione  di  comando  ove  il   soggetto   pubblico
incaricato dell'assistenza territoriale sia diverso  dalla  struttura
di appartenenza. 
  3. Il personale convenzionato e' costituito dai medici di  medicina
generale,  dai  pediatri  di  libera  scelta  e   dagli   specialisti
ambulatoriali. Per i medici di  medicina  generale  e'  istituito  il
ruolo unico, disciplinato dalla convenzione nazionale, fermi restando
i livelli retributivi specifici delle diverse figure professionali. 
  4. All'articolo 8, comma 1, del  decreto  legislativo  30  dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni, sono apportate le  seguenti
modificazioni: 
    a) alla lettera a) e' premessa la seguente: 
    "0a) prevedere  che  le  attivita'  e  le  funzioni  disciplinate
dall'accordo  collettivo  nazionale  siano  individuate  tra   quelle
previste nei livelli essenziali di assistenza di cui all'articolo  1,
comma 2, nei limiti delle disponibilita' finanziarie complessive  del
Servizio sanitario  nazionale,  fatto  salvo  quanto  previsto  dalle
singole regioni  con  riguardo  ai  livelli  di  assistenza  ed  alla
relativa copertura economica a carico del bilancio regionale;"; 
    b) dopo la lettera b) sono inserite le seguenti: 
    "b-bis)   nell'ambito   dell'organizzazione   distrettuale    del
servizio, garantire l'attivita' assistenziale per l'intero arco della
giornata e per tutti i giorni  della  settimana,  nonche'  un'offerta
integrata delle prestazioni dei  medici  di  medicina  generale,  dei
pediatri di libera scelta, della guardia medica, della  medicina  dei
servizi  e   degli   specialisti   ambulatoriali,   adottando   forme
organizzative monoprofessionali, denominate  aggregazioni  funzionali
territoriali, che condividono,  in  forma  strutturata,  obiettivi  e
percorsi  assistenziali,  strumenti  di  valutazione  della  qualita'
assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi, nonche' forme
organizzative multiprofessionali, denominate unita' complesse di cure
primarie,  che   erogano   prestazioni   assistenziali   tramite   il
coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie
e del sociale a rilevanza sanitaria tenuto conto  della  peculiarita'
delle aree territoriali quali aree metropolitane, aree a  popolazione
sparsa e isole minori; 
    b-ter)    prevedere    che    per    le    forme    organizzative
multiprofessionali le aziende sanitarie possano adottare,  anche  per
il tramite del distretto sanitario, forme di finanziamento a budget; 
    b-quater) definire  i  compiti,  le  funzioni  ed  i  criteri  di
selezione del referente o del coordinatore delle forme  organizzative
previste alla lettera b-bis); 
    b-quinquies)  disciplinare  le  condizioni,  i  requisiti  e   le
modalita' con cui le regioni provvedono alla  dotazione  strutturale,
strumentale e di  servizi  delle  forme  organizzative  di  cui  alla
lettera b-bis) sulla base di accordi regionali o aziendali; 
    b-sexies) prevedere le modalita' attraverso le quali  le  aziende
sanitarie  locali,  sulla  base  della  programmazione  regionale   e
nell'ambito degli indirizzi nazionali, individuano  gli  obiettivi  e
concordano i programmi di attivita' delle forme  aggregative  di  cui
alla lettera b-bis) e definiscono  i  conseguenti  livelli  di  spesa
programmati, in coerenza con gli obiettivi e i programmi di attivita'
del distretto, anche avvalendosi di  quanto  previsto  nella  lettera
b-ter); 
    b-septies) prevedere che  le  convenzioni  nazionali  definiscano
standard relativi  all'erogazione  delle  prestazioni  assistenziali,
all'accessibilita' ed alla continuita' delle  cure,  demandando  agli
accordi integrativi regionali  la  definizione  di  indicatori  e  di
percorsi applicativi;"; 
    c) la lettera e) e' abrogata; 
    d) la lettera f) e' abrogata; 
    e) dopo la lettera f) e' inserita la seguente: 
    "f-bis) prevedere la possibilita' per  le  aziende  sanitarie  di
stipulare  accordi   per   l'erogazione   di   specifiche   attivita'
assistenziali,  con  particolare  riguardo  ai  pazienti  affetti  da
patologia cronica, secondo  modalita'  e  in  funzione  di  obiettivi
definiti in ambito regionale"; 
    f) la lettera h) e' sostituita dalle seguenti: 
    "h) prevedere che l'accesso al ruolo unico  per  le  funzioni  di
medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale  avvenga
attraverso una graduatoria unica per titoli, predisposta  annualmente
a  livello  regionale  e  secondo  un  rapporto   ottimale   definito
nell'ambito degli accordi regionali, in modo che  l'accesso  medesimo
sia consentito ai medici forniti dell'attestato o del diploma di  cui
all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368,  e  a
quelli in possesso di titolo equipollente, ai sensi dell'articolo  30
del medesimo decreto. Ai medici forniti dell'attestato o del  diploma
e' comunque riservata una percentuale prevalente di posti in sede  di
copertura delle zone  carenti,  con  l'attribuzione  di  un  adeguato
punteggio, che tenga conto anche dello  specifico  impegno  richiesto
per il conseguimento dell'attestato o del diploma; 
    h-bis) prevedere che  l'accesso  alle  funzioni  di  pediatra  di
libera scelta del Servizio sanitario nazionale avvenga attraverso una
graduatoria per titoli predisposta annualmente a livello regionale  e
secondo un  rapporto  ottimale  definito  nell'ambito  degli  accordi
regionali; 
    h-ter)  disciplinare  l'accesso  alle  funzioni  di   specialista
ambulatoriale del Servizio sanitario  nazionale  secondo  graduatorie
provinciali alle quali sia  consentito  l'accesso  esclusivamente  al
professionista fornito del titolo di specializzazione  inerente  alla
branca d'interesse;"; 
    g) alla lettera i), le parole: "di tali medici"  sono  sostituite
dalle seguenti: "dei medici convenzionati"; 
    h) dopo la lettera m-bis) e' inserita la seguente: 
    "m-ter) prevedere l'adesione obbligatoria dei medici  all'assetto
organizzativo e al sistema informativo definiti da ciascuna  regione,
al Sistema informativo nazionale, compresi gli  aspetti  relativi  al
sistema   della   tessera   sanitaria,   secondo   quanto   stabilito
dall'articolo  50  del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
e  successive  modificazioni,  nonche'   la   partecipazione   attiva
all'applicazione delle procedure  di  trasmissione  telematica  delle
ricette mediche". 
  5. Nell'ambito del patto della salute, senza nuovi o maggiori oneri
a carico della finanza pubblica, vengono definiti modalita',  criteri
e procedure per valorizzare, ai fini della  formazione  specifica  in
medicina  generale,  l'attivita'  remunerata  svolta  dai  medici  in
formazione presso i servizi dell'azienda sanitaria e  della  medicina
convenzionata. 
  6. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
legge di conversione del presente  decreto  si  procede,  secondo  la
normativa vigente, all'adeguamento degli accordi collettivi nazionali
relativi alla disciplina  dei  rapporti  con  i  medici  di  medicina
generale, con i pediatri di  libera  scelta  e  con  gli  specialisti
ambulatoriali ai contenuti dell'articolo  8,  comma  1,  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dal comma 4 del
presente articolo, con particolare riguardo ai principi di  cui  alle
lettere  b-bis),  b-ter),  b-quater),  b-quinquies),  b-sexies),  h),
h-bis) e h-ter) del citato  articolo  8,  comma  1,  nel  limite  dei
livelli remunerativi fissati dai medesimi vigenti accordi  collettivi
nazionali  e  nel  rispetto   dell'articolo   15,   comma   25,   del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
dalla  legge  7  agosto  2012,  n.  135,  e  delle  disposizioni  ivi
richiamate. Entro i successivi novanta giorni, senza ulteriori  oneri
per la finanza pubblica, sono stipulati i relativi accordi  regionali
attuativi. 
  7. Decorso il termine di cui al comma 6, primo periodo, il Ministro
della salute, con  decreto  adottato  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza delle regioni  e
delle  province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano   nonche'   le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative,  emana,  nelle
more   della   conclusione   delle   trattative,   disposizioni   per
l'attuazione in via transitoria dei principi richiamati dal  medesimo
comma 6. Tali disposizioni cessano di  avere  efficacia  a  decorrere
dalla data di entrata in vigore degli accordi di cui al comma 6. 
  8.  Per  comprovate  esigenze  di   riorganizzazione   della   rete
assistenziale, anche connesse a quanto disposto dall'articolo 15  del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le  regioni  possono  attuare,  ai
sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
previo confronto  con  le  organizzazioni  sindacali  firmatarie  dei
contratti collettivi nazionali di lavoro, processi di  mobilita'  del
personale dipendente dalle aziende sanitarie con  ricollocazione  del
medesimo personale  presso  altre  aziende  sanitarie  della  regione
situate  anche  al   di   fuori   dell'ambito   provinciale,   previo
accertamento delle situazioni di eccedenza ovvero  di  disponibilita'
di posti per effetto della predetta riorganizzazione da  parte  delle
aziende sanitarie. Le aziende sanitarie non  possono  procedere  alla
copertura di eventuali posti vacanti o carenze di organico, prima del
completamento dei procedimenti di ricollocazione del personale di cui
al presente comma». 
  All'articolo 2, al comma 1: 
    alla  lettera  b),  le  parole:  «di  seguito  IRCCS  di  diritto
pubblico» sono sostituite dalle seguenti: «,  di  seguito  denominati
IRCCS di diritto pubblico,», le parole: «30 novembre  2012»,  ovunque
ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre  2012»,  dopo
le parole: «ricognizione straordinaria degli spazi disponibili»  sono
inserite le seguenti: «e che si renderanno disponibili in conseguenza
dell'applicazione  delle  misure  previste   dall'articolo   15   del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive  modificazioni,»,  le
parole: «presso la strutture» sono sostituite dalle seguenti: «presso
le strutture», la parola: «vincolante» e' soppressa,  le  parole  da:
«Lo schema tipo» fino a:  «12.000  euro  annui»  sono  soppresse,  le
parole: «le autorizzazioni di cui  comma  3»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «le autorizzazioni di cui al comma 3»  e  dopo  la  parola:
«garantiscono» sono inserite le seguenti: «, anche attraverso proprie
linee guida,»; 
    dopo la lettera b) e' inserita la seguente: 
    «b-bis) al comma 4, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
    "a) adozione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica, di sistemi e di  moduli  organizzativi  e  tecnologici  che
consentano   il    controllo    dei    volumi    delle    prestazioni
libero-professionali,   che   non   devono   superare,    globalmente
considerati, quelli eseguiti nell'orario di lavoro"»; 
    alla lettera c), capoverso a-bis),  la  parola:  «telematico»  e'
sostituita dalle seguenti: «in voce o in dati», le  parole:  «prevede
l'espletamento, in via esclusiva»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«prevede, con l'utilizzo  esclusivo  della  predetta  infrastruttura,
l'espletamento», dopo il secondo periodo  e'  inserito  il  seguente:
«Ferme restando le disposizioni in materia  di  tracciabilita'  delle
prestazioni  e  dei  relativi  pagamenti,  la  suddetta  disposizione
regionale deve prevedere le misure da adottare in caso  di  emergenze
assistenziali  o  di  malfunzionamento  del  sistema»  e  la  parola:
«implementazione» e' sostituita dalla seguente: «attivazione». 
  Dopo l'articolo 2 e' inserito il seguente: 
  «Art.  2-bis. (Misure  in  materia  di  tariffe  massime   per   la
remunerazione delle prestazioni sanitarie). - 1. All'articolo 15  del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo il comma 17  e'  inserito  il
seguente: 
  "17-bis. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro della
salute e' istituita, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, una  commissione  per  la  formulazione  di  proposte,  nel
rispetto degli equilibri di  finanza  pubblica,  per  l'aggiornamento
delle tariffe determinate ai sensi  del  comma  15.  La  commissione,
composta da rappresentanti del Ministero della salute, del  Ministero
dell'economia e delle finanze e  della  Conferenza  delle  regioni  e
delle  province  autonome,   si   confronta   con   le   associazioni
maggiormente  rappresentative  a  livello  nazionale   dei   soggetti
titolari  di  strutture  private  accreditate.  Ai  componenti  della
commissione non e' corrisposto alcun emolumento, compenso o  rimborso
spese. La commissione conclude i suoi lavori  entro  sessanta  giorni
dalla data dell'insediamento. Entro i  successivi  trenta  giorni  il
Ministro della salute, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
provvede all'eventuale aggiornamento delle predette tariffe". 
  2. Il decreto di cui al comma 17-bis, primo periodo,  dell'articolo
15  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e'  adottato  entro
quindici giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto». 
  All'articolo 3: 
    il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
    «1. L'esercente la professione sanitaria  che  nello  svolgimento
della propria attivita' si attiene a linee  guida  e  buone  pratiche
accreditate dalla comunita' scientifica non risponde  penalmente  per
colpa lieve. In tali casi  resta  comunque  fermo  l'obbligo  di  cui
all'articolo  2043  del  codice  civile.  Il  giudice,  anche   nella
determinazione del risarcimento del danno,  tiene  debitamente  conto
della condotta di cui al primo periodo»; 
    al comma 2: 
      all'alinea,  dopo  le  parole:  «n.  400,»  sono  inserite   le
seguenti: «da emanare entro il 30 giugno 2013,»  e  dopo  le  parole:
«imprese  assicuratrici  (ANIA),»  sono  inserite  le  seguenti:  «la
Federazione nazionale degli  ordini  dei  medici  chirurghi  e  degli
odontoiatri, nonche'»; 
      alla lettera a), dopo le parole:  «dei  professionisti  che  ne
facciano espressa richiesta» sono inserite le seguenti: «, in  misura
definita in sede di contrattazione collettiva,»  e  dopo  la  parola:
«sentite» sono inserite le seguenti: «la Federazione nazionale  degli
ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonche'»; 
      alla lettera c) sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:
«accertata con sentenza definitiva»; 
    al comma 5 sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  «tra  i
quali  scegliere  per  la  nomina  tenendo  conto  della   disciplina
interessata nel procedimento»; 
    al comma 6, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:
«devono derivare». 
  Dopo l'articolo 3 e' inserito il seguente: 
  «Art. 3-bis. (Gestione e monitoraggio dei rischi sanitari). - 1. Al
fine di ridurre i costi connessi al  complesso  dei  rischi  relativi
alla propria attivita', le aziende sanitarie, nell'ambito della  loro
organizzazione e senza nuovi o maggiori oneri a carico della  finanza
pubblica, ne curano l'analisi,  studiano  e  adottano  le  necessarie
soluzioni per la gestione dei rischi medesimi, per la prevenzione del
contenzioso e la riduzione degli  oneri  assicurativi.  Il  Ministero
della salute e le regioni monitorano, a livello nazionale e a livello
regionale, i dati relativi al rischio clinico». 
  L'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
  «Art. 4. (Dirigenza sanitaria e governo clinico). - 1.  Al  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n.  502,  e  successive  modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    0a)  all'articolo  3,  comma  1-quater,  il  primo   periodo   e'
sostituito dal  seguente:  "Sono  organi  dell'azienda  il  direttore
generale, il collegio di direzione e il collegio sindacale"; 
    a) all'articolo 3-bis, il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    "3. La regione provvede alla nomina dei direttori generali  delle
aziende e degli enti del  Servizio  sanitario  regionale,  attingendo
obbligatoriamente  all'elenco  regionale  di  idonei,   ovvero   agli
analoghi  elenchi  delle  altre  regioni,  costituiti  previo  avviso
pubblico  e  selezione  effettuata,  secondo  modalita'   e   criteri
individuati dalla regione, da parte  di  una  commissione  costituita
dalla  regione  medesima  in  prevalenza  tra  esperti  indicati   da
qualificate  istituzioni  scientifiche  indipendenti,  di   cui   uno
designato dall'Agenzia nazionale per i  servizi  sanitari  regionali,
senza nuovi o maggiori oneri a carico  della  finanza  pubblica.  Gli
elenchi sono aggiornati almeno  ogni  due  anni.  Alla  selezione  si
accede con il possesso di laurea magistrale e di adeguata  esperienza
dirigenziale,  almeno  quinquennale,  nel   campo   delle   strutture
sanitarie o settennale negli altri settori, con autonomia  gestionale
e  con  diretta  responsabilita'  delle  risorse  umane,  tecniche  o
finanziarie, nonche' di eventuali ulteriori requisiti stabiliti dalla
regione.  La  regione  assicura,  anche  mediante  il  proprio   sito
internet, adeguata pubblicita' e trasparenza ai bandi, alla procedura
di selezione, alle nomine e ai curricula. Resta ferma l'intesa con il
rettore  per  la   nomina   del   direttore   generale   di   aziende
ospedaliero-universitarie"; 
    b) all'articolo 3-bis, comma 5, il primo  periodo  e'  sostituito
dal  seguente:  "Al  fine  di  assicurare   una   omogeneita'   nella
valutazione  dell'attivita'  dei  direttori  generali,   le   regioni
concordano, in sede di Conferenza  delle  regioni  e  delle  province
autonome, criteri e sistemi per valutare e verificare tale attivita',
sulla base di obiettivi di salute  e  di  funzionamento  dei  servizi
definiti nel quadro della programmazione regionale,  con  particolare
riferimento   all'efficienza,    all'efficacia,    alla    sicurezza,
all'ottimizzazione dei servizi sanitari e al rispetto degli equilibri
economico-finanziari di bilancio concordati, avvalendosi dei  dati  e
degli elementi forniti anche dall'Agenzia  nazionale  per  i  servizi
sanitari regionali"; 
    b-bis) all'articolo 7-quater: 
      1) al comma 1,  secondo  periodo,  la  parola:  "dirigenti"  e'
sostituita dalle seguenti:  "direttori  di  struttura  complessa  del
dipartimento"; 
      2) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
      "4. Le strutture organizzative dell'area  di  sanita'  pubblica
veterinaria  e  sicurezza  alimentare   operano   quali   centri   di
responsabilita',   dotati   di   autonomia    tecnico-funzionale    e
organizzativa   nell'ambito   della   struttura   dipartimentale,   e
rispondono  del  perseguimento  degli  obiettivi   dipartimentali   e
aziendali,   dell'attuazione   delle   disposizioni    normative    e
regolamentari regionali, nazionali e  internazionali,  nonche'  della
gestione delle risorse economiche attribuite"; 
      3) al comma 5 sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole:
"ovvero  di  altre  funzioni  di  prevenzione  comprese  nei  livelli
essenziali di assistenza"; 
    c) all'articolo 15, il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
    "5. I dirigenti medici e sanitari sono sottoposti a una  verifica
annuale  correlata  alla  retribuzione  di  risultato,   secondo   le
modalita' definite dalle regioni, le quali tengono  conto  anche  dei
principi del titolo II del decreto legislativo 27  ottobre  2009,  n.
150, e successive modificazioni, nonche' a una valutazione al termine
dell'incarico, attinente alle attivita' professionali,  ai  risultati
raggiunti e al livello di partecipazione ai programmi  di  formazione
continua, effettuata dal Collegio  tecnico,  nominato  dal  direttore
generale e presieduto dal direttore di dipartimento, con le modalita'
definite  dalla  contrattazione  nazionale.  Gli  strumenti  per   la
verifica annuale dei dirigenti medici  e  sanitari  con  incarico  di
responsabile  di  struttura  semplice,  di  direzione  di   struttura
complessa e dei direttori di dipartimento rilevano la quantita' e  la
qualita'  delle  prestazioni  sanitarie  erogate  in  relazione  agli
obiettivi assistenziali assegnati, concordati preventivamente in sede
di  discussione  di  budget,  in  base  alle  risorse  professionali,
tecnologiche e  finanziarie  messe  a  disposizione,  registrano  gli
indici di soddisfazione degli utenti e  provvedono  alla  valutazione
delle strategie adottate per il contenimento dei costi tramite  l'uso
appropriato delle risorse. Degli esiti positivi di tali verifiche  si
tiene   conto   nella   valutazione   professionale   allo    scadere
dell'incarico.  L'esito  positivo  della  valutazione   professionale
determina la  conferma  nell'incarico  o  il  conferimento  di  altro
incarico di pari rilievo, senza nuovi o maggiori oneri per l'azienda,
fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  9,  comma  32,  del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122"; 
    d) all'articolo 15, comma 7, secondo periodo, le  parole  da:  "e
secondo" fino alla fine del periodo sono soppresse e il terzo periodo
e' soppresso; dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti: 
    "7-bis.  Le  regioni,  nei  limiti  delle   risorse   finanziarie
ordinarie, e nei limiti del numero delle strutture complesse previste
dall'atto aziendale di cui all'articolo 3, comma 1-bis, tenuto  conto
delle norme in materia  stabilite  dalla  contrattazione  collettiva,
disciplinano i criteri e  le  procedure  per  il  conferimento  degli
incarichi di direzione di  struttura  complessa,  previo  avviso  cui
l'azienda e' tenuta a  dare  adeguata  pubblicita',  sulla  base  dei
seguenti principi: 
      a) la selezione viene effettuata da  una  commissione  composta
dal direttore sanitario dell'azienda interessata e da  tre  direttori
di struttura complessa nella  medesima  disciplina  dell'incarico  da
conferire, individuati  tramite  sorteggio  da  un  elenco  nazionale
nominativo  costituito  dall'insieme  degli  elenchi  regionali   dei
direttori di struttura complessa appartenenti ai ruoli regionali  del
Servizio  sanitario  nazionale.  Qualora  fossero   sorteggiati   tre
direttori di struttura complessa della medesima regione ove  ha  sede
l'azienda interessata alla copertura del posto, non si  procede  alla
nomina del terzo sorteggiato e si  prosegue  nel  sorteggio  fino  ad
individuare almeno  un  componente  della  commissione  direttore  di
struttura complessa in regione diversa  da  quella  ove  ha  sede  la
predetta azienda. La commissione  elegge  un  presidente  tra  i  tre
componenti sorteggiati; in caso di  parita'  di  voti  e'  eletto  il
componente piu' anziano. In caso di parita' nelle deliberazioni della
commissione prevale il voto del presidente; 
      b) la commissione riceve dall'azienda il profilo  professionale
del dirigente da incaricare. Sulla base dell'analisi comparativa  dei
curricula, dei titoli professionali posseduti, avuto  anche  riguardo
alle necessarie competenze organizzative  e  gestionali,  dei  volumi
dell'attivita' svolta, dell'aderenza al  profilo  ricercato  e  degli
esiti di un colloquio, la commissione presenta al direttore  generale
una terna  di  candidati  idonei  formata  sulla  base  dei  migliori
punteggi attribuiti. Il direttore generale individua il candidato  da
nominare nell'ambito della terna predisposta dalla  commissione;  ove
intenda nominare uno dei due candidati che non  hanno  conseguito  il
migliore punteggio, deve motivare analiticamente la scelta. L'azienda
sanitaria interessata puo' preventivamente  stabilire  che,  nei  due
anni successivi alla data del conferimento dell'incarico, nel caso in
cui  il  dirigente  a  cui  e'  stato  conferito  l'incarico  dovesse
dimettersi  o  decadere,  si  procede  alla  sostituzione  conferendo
l'incarico ad uno dei due professionisti facenti  parte  della  terna
iniziale; 
      c) la nomina dei responsabili di unita' operativa  complessa  a
direzione universitaria e' effettuata dal direttore generale d'intesa
con il rettore, sentito  il  dipartimento  universitario  competente,
ovvero, laddove  costituita,  la  competente  struttura  di  raccordo
interdipartimentale,  sulla  base  del   curriculum   scientifico   e
professionale del responsabile da nominare; 
      d) il profilo professionale  del  dirigente  da  incaricare,  i
curricula  dei  candidati,  la  relazione  della   commissione   sono
pubblicati sul sito internet dell'azienda prima  della  nomina.  Sono
altresi' pubblicate sul medesimo sito le motivazioni della scelta  da
parte del direttore generale di cui alla lettera b), terzo periodo. I
curricula dei candidati e l'atto motivato di nomina  sono  pubblicati
sul  sito  dell'ateneo   e   dell'azienda   ospedaliero-universitaria
interessati. 
    7-ter. L'incarico di direttore di struttura complessa e' soggetto
a conferma al termine di un periodo di prova di sei mesi, prorogabile
di altri sei, a decorrere dalla data  di  nomina  a  detto  incarico,
sulla base della valutazione di cui al comma 5. 
    7-quater.  L'incarico  di  responsabile  di  struttura  semplice,
intesa come articolazione interna  di  una  struttura  complessa,  e'
attribuito dal direttore generale, su proposta  del  direttore  della
struttura complessa di afferenza, a un dirigente con un'anzianita' di
servizio   di   almeno   cinque   anni   nella   disciplina   oggetto
dell'incarico. L'incarico  di  responsabile  di  struttura  semplice,
intesa come articolazione interna di un dipartimento,  e'  attribuito
dal direttore generale, sentiti i direttori delle strutture complesse
di  afferenza  al  dipartimento,  su  proposta   del   direttore   di
dipartimento, a un dirigente con un'anzianita' di servizio di  almeno
cinque anni nella disciplina  oggetto  dell'incarico.  Gli  incarichi
hanno durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque  anni,
con possibilita' di rinnovo. L'oggetto, gli obiettivi da  conseguire,
la  durata,  salvo  i  casi  di  revoca,  nonche'  il  corrispondente
trattamento   economico   degli   incarichi   sono   definiti   dalla
contrattazione collettiva nazionale. 
    7-quinquies.  Per  il  conferimento  dell'incarico  di  struttura
complessa non possono essere utilizzati contratti a tempo determinato
di cui all'articolo 15-septies"; 
    e) all'articolo 15-ter, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
    "2. Gli incarichi di struttura complessa hanno durata da cinque a
sette anni, con facolta' di rinnovo  per  lo  stesso  periodo  o  per
periodo piu' breve"; 
    e-bis)  all'articolo  15-septies,  comma  1,  primo  periodo,  le
parole: "entro il limite del due per cento della  dotazione  organica
della dirigenza," sono sostituite  dalle  seguenti:  "rispettivamente
entro i limiti del due  per  cento  della  dotazione  organica  della
dirigenza sanitaria e del due  per  cento  della  dotazione  organica
complessiva degli altri ruoli della dirigenza,  fermo  restando  che,
ove le predette percentuali determinino valori non interi, si applica
in ogni caso il valore arrotondato per difetto"; 
    e-ter) all'articolo 15-septies,  comma  2,  le  parole  da:  "non
superiore"   fino   a:   "dirigenza    professionale,    tecnica    e
amministrativa"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "non   superiore
rispettivamente al cinque per cento della  dotazione  organica  della
dirigenza sanitaria, ad esclusione della dirigenza medica, nonche' al
cinque  per  cento   della   dotazione   organica   della   dirigenza
professionale, tecnica e amministrativa, fermo restando che,  ove  le
predette percentuali determinino valori non  interi,  si  applica  in
ogni caso il valore arrotondato per difetto"; 
    f) l'articolo 17 e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 17. (Collegio di direzione).  -  1.  Le  regioni  prevedono
l'istituzione, nelle aziende e  negli  enti  del  Servizio  sanitario
regionale, del collegio  di  direzione,  quale  organo  dell'azienda,
individuandone la composizione in modo da garantire la partecipazione
di tutte le figure professionali presenti nella azienda o nell'ente e
disciplinandone le competenze e i criteri di  funzionamento,  nonche'
le  relazioni  con  gli  altri  organi  aziendali.  Il  collegio   di
direzione,  in  particolare,  concorre  al  governo  delle  attivita'
cliniche, partecipa alla pianificazione delle attivita',  incluse  la
ricerca, la didattica, i  programmi  di  formazione  e  le  soluzioni
organizzative per  l'attuazione  dell'attivita'  libero-professionale
intramuraria. Nelle aziende ospedaliero universitarie il collegio  di
direzione partecipa alla pianificazione delle attivita' di ricerca  e
didattica nell'ambito di quanto definito  dall'universita';  concorre
inoltre allo sviluppo organizzativo e gestionale delle  aziende,  con
particolare riferimento all'individuazione di indicatori di risultato
clinico-assistenziale e  di  efficienza,  nonche'  dei  requisiti  di
appropriatezza e di qualita' delle  prestazioni.  Partecipa  altresi'
alla valutazione interna dei risultati conseguiti in  relazione  agli
obiettivi prefissati ed e' consultato obbligatoriamente dal direttore
generale su tutte le questioni attinenti al governo  delle  attivita'
cliniche. Ai componenti del  predetto  collegio  non  e'  corrisposto
alcun emolumento, compenso, indennita' o rimborso spese". 
    2. Le modifiche introdotte dal comma 1 agli articoli 3-bis, comma
3, e  15  del  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502,  e
successive modificazioni, non si applicano ai procedimenti di  nomina
dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere, nonche' dei direttori di struttura  complessa,  pendenti
alla data di entrata in vigore  del  presente  decreto.  Le  predette
modifiche non si applicano altresi'  agli  incarichi  gia'  conferiti
alla data di entrata in vigore del presente decreto  fino  alla  loro
scadenza. 
    3. Le regioni entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore del  presente  decreto  predispongono  ovvero  aggiornano  gli
elenchi di cui all'articolo 3-bis, comma 3, del  decreto  legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, come sostituito
dal comma 1, lettera a), del presente articolo. 
    4. Ciascuna regione promuove, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza  pubblica,  un  sistema  di  monitoraggio  delle
attivita'  assistenziali  e  della  loro   qualita'   finalizzato   a
verificare  la  qualita'  delle  prestazioni  delle  singole   unita'
assistenziali  delle  strutture   sanitarie   pubbliche   e   private
accreditate, in raccordo con il programma nazionale valutazione esiti
dell'Agenzia nazionale per i servizi  sanitari  regionali  e  con  il
coinvolgimento dei direttori di dipartimento. 
    5. Dopo il comma 4-bis dell'articolo 10 del decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368, e' inserito il seguente: 
    "4-ter. Nel rispetto dei vincoli finanziari che limitano, per  il
Servizio sanitario nazionale, la spesa per il personale e  il  regime
delle assunzioni, sono esclusi dall'applicazione del presente decreto
i contratti a tempo determinato del personale sanitario del  medesimo
Servizio sanitario nazionale, ivi compresi quelli dei  dirigenti,  in
considerazione della necessita' di garantire la  costante  erogazione
dei  servizi  sanitari  e  il  rispetto  dei  livelli  essenziali  di
assistenza. La proroga dei contratti di cui  al  presente  comma  non
costituisce nuova assunzione. In ogni  caso  non  trova  applicazione
l'articolo 5, comma 4-bis"». 
  Dopo l'articolo 4 e' inserito il seguente: 
  «Art. 4-bis. (Disposizioni in materia di assunzioni  del  personale
del Servizio sanitario nazionale e livelli  di  spesa).  -  1.  Nelle
regioni sottoposte ai piani di rientro  dai  disavanzi  sanitari,  ai
sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30  dicembre  2004,  n.
311, e successive modificazioni, nelle quali sia scattato per  l'anno
2012 il blocco automatico del turn-over  ai  sensi  dell'articolo  1,
comma 174, della  medesima  legge  n.  311  del  2004,  e  successive
modificazioni, ovvero sia comunque previsto per il medesimo  anno  il
blocco del turn-over  in  attuazione  del  piano  di  rientro  o  dei
programmi operativi di  prosecuzione  del  piano,  tale  blocco  puo'
essere disapplicato, nel limite del 15 per cento  e  in  correlazione
alla necessita' di garantire l'erogazione dei livelli  essenziali  di
assistenza,  qualora  i  competenti  tavoli   tecnici   di   verifica
dell'attuazione dei piani accertino, entro trenta giorni  dalla  data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
il raggiungimento, anche parziale, degli obiettivi previsti nei piani
medesimi. La predetta disapplicazione e'  disposta  con  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
della salute e con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e
lo sport». 
  All'articolo 5: 
    al comma 1, dopo  le  parole:  «di  Trento  e  di  Bolzano»  sono
inserite le seguenti: «e con il parere delle Commissioni parlamentari
competenti» e dopo le parole: «decreto del Ministro della sanita'  18
maggio 2001, n. 279,» sono  inserite  le  seguenti:  «e  ai  relativi
aggiornamenti previsti dal  comma  1  dell'articolo  8  del  medesimo
decreto,»; 
    dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: 
    «2-bis. Il Ministro della salute procede entro il 31 maggio  2013
all'aggiornamento del nomenclatore tariffario di cui all'articolo  11
del regolamento di cui al  decreto  del  Ministro  della  sanita'  27
agosto 1999, n. 332». 
  All'articolo 6: 
    al comma 1, la parola: «anche» e' soppressa ed  e'  aggiunto,  in
fine, il seguente periodo: «I lavori di ristrutturazione  nonche'  di
costruzione di strutture ospedaliere di cui al presente comma  devono
prevedere,  previa  analisi  costi-benefici   che   ne   accerti   la
convenienza,  anche  interventi  di  efficienza   energetica   ovvero
l'utilizzo  di  fonti  energetiche  rinnovabili,  nonche'  interventi
ecosostenibili quali quelli finalizzati al  risparmio  delle  risorse
idriche e al riutilizzo delle acque meteoriche»; 
    al comma 2: 
      all'alinea, secondo periodo, dopo  le  parole:  «relativa  alle
strutture sanitarie  e  socio-sanitarie»  e'  inserita  la  seguente:
«pubbliche»; 
      alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «,
che  non  abbiano  completato  l'adeguamento  alle  disposizioni  ivi
previste»; 
      alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «.
Fino alla data di sostituzione della struttura sanitaria con altra in
regola, l'adozione del modello citato  ha  efficacia  esimente  dalla
responsabilita' delle persone fisiche della struttura medesima di cui
alle disposizioni del capo III del titolo I del decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni»; 
    dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
    «2-bis. La normativa antincendio, come  integrata  ai  sensi  del
comma 2, si applica anche alle strutture private»; 
    al comma 3: 
      all'alinea, le parole: «dal  seguente»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «dai seguenti»; 
      al capoverso, primo periodo, le parole: «e province autonome» e
le parole: «o provincia autonoma», ovunque ricorrono, sono  soppresse
e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, che deve  consentire
la    realizzabilita'    di    progetti     terapeutico-riabilitativi
individuali». 
  Nel capo I, dopo l'articolo 6 e' aggiunto il seguente: 
  «Art. 6-bis. (Misure finanziarie  e  patrimoniali  a  favore  delle
regioni). - 1. In parziale deroga all'articolo 29, comma  1,  lettera
c), del decreto legislativo 23 giugno  2011,  n.  118,  le  eventuali
plusvalenze derivanti dalle operazioni di vendita di immobili di  cui
all'articolo 6, comma 2-sexies, del decreto-legge 29  dicembre  2011,
n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio  2012,
n. 14, per l'importo eccedente il valore  destinato  al  ripiano  del
disavanzo sanitario dell'esercizio 2011, ai  sensi  dell'articolo  1,
comma 174, della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  e  successive
modificazioni, possono essere utilizzate dalla regione per  finalita'
extra-sanitarie. 
    2. All'articolo 1, comma 51, della legge  13  dicembre  2010,  n.
220,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
      a) al primo periodo, dopo le parole:  "azioni  esecutive"  sono
inserite le seguenti: ", anche ai sensi dell'articolo 112 del  codice
del  processo  amministrativo,  di  cui  all'allegato  1  al  decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104," e le parole: "dicembre 2012" sono
sostituite dalle seguenti: "dicembre 2013"; 
      b)  il  secondo  periodo  e'  sostituito   dai   seguenti:   "I
pignoramenti e le prenotazioni a  debito  sulle  rimesse  finanziarie
trasferite dalle regioni  di  cui  al  presente  comma  alle  aziende
sanitarie locali e  ospedaliere  delle  regioni  medesime,  ancorche'
effettuati prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n.
78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge  n.  122  del
2010, sono estinti di diritto dalla data di entrata in  vigore  della
presente disposizione.  Dalla  medesima  data  cessano  i  doveri  di
custodia sulle  predette  somme,  con  obbligo  per  i  tesorieri  di
renderle   immediatamente   disponibili,   senza   previa   pronuncia
giurisdizionale,  per  garantire   l'espletamento   delle   finalita'
indicate nel primo periodo."». 
  All'articolo 7: 
    dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: 
    «3-bis. Dopo l'articolo 14-bis della legge 30 marzo 2001, n. 125,
e' inserito il seguente: 
    "Art. 14-ter. (Introduzione del divieto  di  vendita  di  bevande
alcoliche a  minori).  -  1.  Chiunque  vende  bevande  alcoliche  ha
l'obbligo  di  chiedere   all'acquirente,   all'atto   dell'acquisto,
l'esibizione di un documento di identita', tranne che nei casi in cui
la maggiore eta' dell'acquirente sia manifesta. 
    2. Salvo che il  fatto  non  costituisca  reato,  si  applica  la
sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a  1.000  euro  a  chiunque
vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se  il  fatto  e'
commesso piu' di una volta  si  applica  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria da 500 a 2.000 euro con la sospensione dell'attivita'  per
tre mesi". 
    3-ter. All'articolo 689 del codice penale, dopo  il  primo  comma
sono inseriti i seguenti: 
    "La stessa pena di cui al primo comma si applica a  chi  pone  in
essere una delle  condotte  di  cui  al  medesimo  comma,  attraverso
distributori automatici che non consentano la  rilevazione  dei  dati
anagrafici dell'utilizzatore mediante sistemi di lettura  ottica  dei
documenti. La pena di  cui  al  periodo  precedente  non  si  applica
qualora sia presente sul posto personale incaricato di effettuare  il
controllo dei dati anagrafici. 
    Se il fatto di cui al primo comma e' commesso piu' di  una  volta
si applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000  euro
a 25.000 euro con la sospensione dell'attivita' per tre mesi". 
    3-quater. Fatte salve  le  sanzioni  previste  nei  confronti  di
chiunque eserciti illecitamente attivita' di offerta  di  giochi  con
vincita in  denaro,  e'  vietata  la  messa  a  disposizione,  presso
qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che,  attraverso  la
connessione  telematica,  consentano  ai  clienti  di  giocare  sulle
piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari  on-line,
da soggetti autorizzati all'esercizio dei giochi a  distanza,  ovvero
da soggetti privi di qualsiasi titolo  concessorio  o  autorizzatorio
rilasciato dalle competenti autorita'»; 
    al comma 4: 
      all'alinea: 
        al primo periodo,  le  parole:  «rivolte  prevalentemente  ai
giovani» sono sostituite dalle seguenti: «rivolte  ai  minori  e  nei
trenta  minuti  precedenti  e  successivi  alla  trasmissione   delle
stesse»; 
        dopo il primo periodo e' inserito il seguente:  «E'  altresi'
vietata, in qualsiasi forma, la pubblicita' sulla stampa quotidiana e
periodica destinata  ai  minori  e  nelle  sale  cinematografiche  in
occasione  della  proiezione  di  film  destinati  alla  visione  dei
minori»; 
        alla lettera c), le parole: «dalla Agenzia delle dogane e dei
monopoli» sono sostituite dalle seguenti: «dell'Agenzia delle  dogane
e dei monopoli»; 
    dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
    «4-bis. La pubblicita' dei giochi che prevedono vincite in denaro
deve  riportare  in  modo  chiaramente  visibile  la  percentuale  di
probabilita'  di  vincita  che  il  soggetto  ha  nel  singolo  gioco
pubblicizzato. Qualora la stessa percentuale non sia  definibile,  e'
indicata la percentuale storica  per  giochi  similari.  In  caso  di
violazione, il soggetto proponente e' obbligato a ripetere la  stessa
pubblicita'  secondo  modalita',  mezzi  utilizzati  e  quantita'  di
annunci identici alla campagna  pubblicitaria  originaria,  indicando
nella stessa i requisiti previsti dal presente  articolo  nonche'  il
fatto che la pubblicita' e' ripetuta per violazione  della  normativa
di riferimento»; 
    al comma 5: 
      al secondo periodo, le parole: «e' tale» sono sostituite  dalle
seguenti: «sia tale» e le parole: «dalla Agenzia delle dogane  e  dei
monopoli» sono sostituite dalle seguenti: «dell'Agenzia delle  dogane
e dei monopoli»; 
      e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Ai  fini  del
presente comma, i gestori di sale da gioco e di esercizi  in  cui  vi
sia offerta  di  giochi  pubblici,  ovvero  di  scommesse  su  eventi
sportivi, anche ippici,  e  non  sportivi,  sono  tenuti  a  esporre,
all'ingresso e  all'interno  dei  locali,  il  materiale  informativo
predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a  evidenziare  i
rischi correlati al gioco e a segnalare la  presenza  sul  territorio
dei servizi di assistenza pubblici e  del  privato  sociale  dedicati
alla cura e al reinserimento  sociale  delle  persone  con  patologie
correlate alla G.A.P.»; 
    dopo il comma 5 e' inserito il seguente: 
    «5-bis. Il Ministero dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca segnala agli istituti di istruzione primaria e secondaria  la
valenza educativa del  tema  del  gioco  responsabile  affinche'  gli
istituti, nell'ambito della propria  autonomia,  possano  predisporre
iniziative didattiche volte a rappresentare agli  studenti  il  senso
autentico del gioco  e  i  potenziali  rischi  connessi  all'abuso  o
all'errata percezione del medesimo»; 
    al comma 8: 
      al primo periodo, le parole: «e' vietato l'ingresso  ai  minori
di anni diciotto» sono sostituite  dalle  seguenti:  «e'  vietato  ai
minori di anni diciotto l'ingresso»; 
      e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Il  Ministero
dell'economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data  di  entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto,  emana  un
decreto  per  la  progressiva  introduzione  obbligatoria  di  idonee
soluzioni tecniche volte a  bloccare  automaticamente  l'accesso  dei
minori ai giochi,  nonche'  volte  ad  avvertire  automaticamente  il
giocatore dei pericoli di dipendenza dal gioco»; 
    al comma 9, primo periodo, la parola: «cinquemila» e'  sostituita
dalla seguente: «diecimila»; 
    al comma 10: 
      il primo periodo e' sostituito dal seguente: «L'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione,
l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, tenuto conto  degli  interessi
pubblici di settore, sulla  base  di  criteri,  anche  relativi  alle
distanze  da  istituti  di  istruzione  primaria  e  secondaria,   da
strutture sanitarie e ospedaliere, da  luoghi  di  culto,  da  centri
socio-ricreativi  e  sportivi,  definiti  con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  della
salute, previa intesa sancita in sede di Conferenza unificata, di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  e
successive modificazioni, da emanare entro  centoventi  giorni  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, provvede a pianificare forme di  progressiva  ricollocazione
dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato  mediante
gli apparecchi di cui all'articolo 110,  comma  6,  lettera  a),  del
testo unico di cui al regio decreto n. 773  del  1931,  e  successive
modificazioni, che risultano territorialmente  prossimi  ai  predetti
luoghi»; 
      sono  aggiunti,  in   fine,   i   seguenti   periodi:   «Presso
l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a  seguito  della
sua incorporazione, presso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli,  e'
istituito, senza nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica, un osservatorio  di  cui  fanno  parte,  oltre  ad  esperti
individuati   dai   Ministeri    della    salute,    dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca,  dello  sviluppo   economico   e
dell'economia e delle finanze,  anche  esponenti  delle  associazioni
rappresentative delle famiglie e dei giovani, nonche'  rappresentanti
dei comuni, per valutare le misure piu' efficaci per  contrastare  la
diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza  grave.
Ai componenti dell'osservatorio non e' corrisposto alcun  emolumento,
compenso o rimborso di spese». 
  All'articolo 8: 
    al comma 1, capoverso 4, dopo le parole: «senza nuovi o  maggiori
oneri» sono inserite le seguenti: «a carico della finanza pubblica,»; 
    al comma 2, capoverso, secondo periodo, le parole:  «senza  oneri
aggiuntivi» sono sostituite dalle seguenti: «senza nuovi  o  maggiori
oneri»; 
    al comma 8, la parola: «sottoporlo» e' sostituita dalle seguenti:
«garantire che durante le fasi di lavorazione sia sottoposto»; 
    al comma 11, le parole:  «da  euro  5.000  a  euro  50.000»  sono
sostituite dalle seguenti: «da euro 2.000 a euro 20.000»; 
    il comma 16 e' sostituito dal seguente: 
    «16. Le bibite analcoliche di cui all'articolo 4 del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958,  n.
719, e successive modificazioni, devono essere  commercializzate  con
un contenuto di succo naturale non inferiore al 20 per cento»; 
    dopo il comma 16 sono aggiunti i seguenti: 
    «16-bis. Alla legge 3 aprile 1961,  n.  286,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
      a) all'articolo 1, le parole: "non possono essere  colorate  se
non  contengono  anche"  sono  sostituite  dalle  seguenti:   "devono
contenere" e le parole: "al  12  per  cento"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "al 20 per cento"; 
      b) all'articolo 2,  le  parole:  "colorate  in  violazione  del
divieto"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "in  violazione   delle
disposizioni". 
    16-ter. Le disposizioni di cui ai commi 16 e 16-bis si  applicano
a decorrere dal nono mese successivo alla data di entrata  in  vigore
della   legge   di   conversione   del   presente   decreto,   previo
perfezionamento, con esito positivo, della procedura di  notifica  di
cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,
del  22  giugno  1998.  Le  bevande  prive   del   contenuto   minimo
obbligatorio ai sensi dei commi 16 e  16-bis,  prodotte  prima  della
data di inizio dell'efficacia delle disposizioni di cui  ai  medesimi
commi 16 e 16-bis, stabilita ai sensi del precedente periodo, possono
essere commercializzate entro gli otto mesi successivi a tale data. 
    16-quater.  Ai  fini  dell'applicazione  uniforme,  su  tutto  il
territorio  nazionale,  delle  modalita'  di  formazione,   anche   a
distanza,   del   personale    adibito    alla    produzione,    alla
somministrazione e alla commercializzazione di alimenti, il  Ministro
della salute, con decreto di natura  non  regolamentare,  sentita  la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, definisce i criteri di tale
formazione. 
    16-quinquies. Al fine  di  incentivare  il  consumo  di  prodotti
vegetali freschi, le regioni e le province autonome di  Trento  e  di
Bolzano  possono  adottare  provvedimenti  volti  a   promuovere   la
distribuzione di frutta fresca di  stagione  in  buste  monoporzione,
mediante l'installazione di appositi  distributori  automatici  negli
istituti scolastici». 
  All'articolo 9: 
    al comma 2, primo periodo, dopo  le  parole:  «Ministro  per  gli
affari regionali» sono inserite le  seguenti:  «,  il  turismo  e  lo
sport». 
  All'articolo 10: 
    al comma 2, le parole: «di particolare rilevanza» sono sostituite
dalle  seguenti:  «,  come  definito  dall'articolo   1,   comma   1,
dell'accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano 18 novembre 2010, n. 197/CSR»; 
    al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «,  anche
attraverso  audizioni  periodiche  delle  organizzazioni  civiche  di
tutela del diritto alla salute maggiormente rappresentative a livello
nazionale. Ai componenti del tavolo di cui al presente comma  non  e'
corrisposto alcun emolumento, compenso o rimborso di spese». 
  All'articolo 11: 
    al comma 1, le parole da: «e quelli la cui efficacia non risulti»
fino a: «stabilito al 31 dicembre 2013» sono soppresse e  le  parole:
«dei  precedenti  periodi»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «del
precedente periodo»; 
    i commi 3 e 4 sono soppressi; 
    al comma 5, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le  seguenti
parole: «, con indicazione del numero di lotto  di  origine  e  della
data di scadenza». 
  Dopo l'articolo 11 e' inserito il seguente: 
    «Art. 11-bis. (Modifica al comma 811 dell'articolo 1 della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, in materia di truffe ai danni del  Servizio
sanitario nazionale). - 1. Al comma 811 dell'articolo 1  della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
"L'autorizzazione sanitaria all'esercizio della farmacia, in caso  di
condanna con sentenza di primo grado per  i  fatti  disciplinati  dal
presente comma, non puo' essere trasferita per  atto  tra  vivi  fino
alla conclusione  del  procedimento  penale  a  seguito  di  sentenza
definitiva"». 
  L'articolo 12 e' sostituito dal seguente: 
  «Art. 12. (Procedure concernenti i medicinali). - 1. La domanda  di
classificazione di un medicinale fra i medicinali erogabili a  carico
del Servizio sanitario nazionale ai sensi dell'articolo 8, comma  10,
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni,  e'
istruita dall'Agenzia italiana  del  farmaco  (AIFA)  contestualmente
alla contrattazione del relativo prezzo, ai sensi  dell'articolo  48,
comma 33, del decreto-legge 30 settembre 2003,  n.  269,  convertito,
conmodificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 
    2. Fatto salvo il disposto del comma  3,  l'azienda  farmaceutica
interessata puo' presentare all'AIFA la domanda di classificazione di
cui al comma 1 e di  avvio  della  procedura  di  contrattazione  del
prezzo soltanto dopo aver ottenuto l'autorizzazione all'immissione in
commercio del medicinale  prevista  dall'articolo  6,  comma  1,  del
decreto  legislativo  24  aprile   2006,   n.   219,   e   successive
modificazioni. 
    3. In deroga al disposto del  comma  2,  la  domanda  riguardante
farmaci  orfani  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  141/2000  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16  dicembre  1999,  o  altri
farmaci di eccezionale rilevanza terapeutica e  sociale  previsti  in
una specifica deliberazione dell'AIFA,  adottata  su  proposta  della
Commissione consultiva tecnico-scientifica, o riguardante  medicinali
utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad
esso assimilabili, puo' essere presentata anteriormente  al  rilascio
dell'autorizzazione all'immissione in commercio. 
    4. L'AIFA  comunica  all'interessato  le  proprie  determinazioni
entro centottanta giorni dal ricevimento della  domanda.  Il  rigetto
della domanda e' comunicato al richiedente unitamente al parere della
Commissione consultiva tecnico-scientifica o del  Comitato  prezzi  e
rimborso sul quale la decisione e' fondata. Parimenti documentata  e'
la comunicazione della determinazione di esclusione di un  medicinale
in precedenza classificato  fra  i  farmaci  erogabili  dal  Servizio
sanitario nazionale. 
    5. Fatta  eccezione  per  i  medicinali  per  i  quali  e'  stata
presentata domanda ai sensi del comma 3, i medicinali per i quali  e'
rilasciata un'autorizzazione all'immissione in commercio  comunitaria
a norma del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 31 marzo 2004, del regolamento (CE) n.  1901/2006  del
Parlamento europeo e del Consiglio,  del  12  dicembre  2006,  o  del
regolamento (CE) n. 1394/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 13 novembre 2007, o un'autorizzazione all'immissione in commercio
ai sensi del  decreto  legislativo  24  aprile  2006,  n.  219,  sono
automaticamente collocati in apposita sezione,  dedicata  ai  farmaci
non ancora valutati ai fini della rimborsabilita',  della  classe  di
cui all'articolo 8, comma 10, lettera c),  della  legge  24  dicembre
1993,  n.  537,  e  successive  modificazioni,   nelle   more   della
presentazione, da parte  dell'azienda  interessata,  di  un'eventuale
domanda di diversa classificazione ai sensi della citata disposizione
legislativa. Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione  nella
Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione  europea   della   decisione   della
Commissione europea sulla domanda di autorizzazione all'immissione in
commercio a norma del regolamento (CE) n. 726/2004,  del  regolamento
(CE) n.  1901/2006  o  del  regolamento  (CE)  n.  1394/2007,  l'AIFA
pubblica  nella  Gazzetta  Ufficiale  un  provvedimento  recante   la
classificazione  del  medicinale  ai  sensi  del  primo  periodo  del
presente comma e  il  suo  regime  di  fornitura.  Per  i  medicinali
autorizzati ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, n.  219,
le indicazioni della classificazione ai sensi del primo  periodo  del
presente  comma  e  del  regime  di  fornitura   sono   incluse   nel
provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio. In  ogni
caso,  prima  dell'inizio  della  commercializzazione,  il   titolare
dell'autorizzazione  all'immissione  in   commercio   e'   tenuto   a
comunicare all'AIFA il prezzo ex factory e il prezzo al pubblico  del
medicinale. Le disposizioni del presente comma si applicano anche  ai
medicinali oggetto di importazione parallela. 
    6. Fatto in ogni caso salvo il disposto dell'ultimo  periodo  del
comma 1 dell'articolo 11 del presente decreto, ciascun medicinale che
abbia le caratteristiche di medicinale generico, di cui  all'articolo
10, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 24 aprile  2006,  n.
219, o di medicinale biosimilare, di cui all'articolo  10,  comma  7,
dello   stesso   decreto,   e'   automaticamente   collocato,   senza
contrattazione del prezzo, nella classe di rimborso a cui  appartiene
il medicinale di riferimento qualora l'azienda titolare  proponga  un
prezzo di vendita di evidente convenienza per il  Servizio  sanitario
nazionale. E' considerato tale il prezzo che, rispetto a  quello  del
medicinale di riferimento, presenta un ribasso almeno pari  a  quello
stabilito con decreto adottato dal Ministro della salute, su proposta
dell'AIFA, in rapporto ai volumi di vendita previsti. Le disposizioni
del presente comma  si  applicano  anche  ai  medicinali  oggetto  di
importazione parallela. 
    7.  Quando  e'  autorizzata   un'estensione   delle   indicazioni
terapeutiche  di  un  medicinale  autorizzato  per  l'immissione   in
commercio secondo la procedura prevista dai regolamenti comunitari di
cui al comma  5  e  gia'  classificato  come  farmaco  erogabile  dal
Servizio  sanitario  nazionale,  il  medicinale   non   puo'   essere
prescritto per le nuove indicazioni con onere a carico  del  Servizio
sanitario  nazionale  prima  della  conclusione  della  procedura  di
contrattazione  del  prezzo  e   della   correlata   conferma   della
rimborsabilita' del medicinale medesimo, nonche' della pubblicazione,
da parte  dell'AIFA,  del  nuovo  prezzo  ai  sensi  della  normativa
vigente.  Quando  e'  autorizzata  un'estensione  delle   indicazioni
terapeutiche  di  un  medicinale  autorizzato  per  l'immissione   in
commercio secondo le disposizioni del decreto legislativo  24  aprile
2006, n. 219, e gia' classificato come farmaco erogabile dal Servizio
sanitario nazionale,  il  provvedimento  che  autorizza  l'estensione
delle  indicazioni  terapeutiche  contiene,   altresi',   il   prezzo
concordato in seguito alla  nuova  procedura  di  contrattazione  del
prezzo e di conferma della rimborsabilita' del medicinale. 
    8. All'articolo 15  della  legge  21  ottobre  2005,  n.  219,  e
successive modificazioni, e' abrogato il comma 6. 
    9. Le  competenze  in  materia  di  sperimentazione  clinica  dei
medicinali attribuite dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211,
all'Istituto superiore di sanita' sono trasferite all'AIFA, la  quale
si avvale del predetto Istituto,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica, ai fini dell'esercizio delle  funzioni
trasferite, secondo modalita'  stabilite  con  decreto  del  Ministro
della salute, sentiti i due enti interessati. Fino  all'adozione  del
decreto del Ministro della salute, l'Istituto superiore  di  sanita',
raccordandosi  con  l'AIFA,  svolge  le  competenze  ad   esso   gia'
attribuite,  secondo  le  modalita'   previste   dalle   disposizioni
previgenti. Sono altresi' trasferite all'AIFA le  competenze  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettera t), numeri 1) e 1-bis), del  decreto
legislativo 24 giugno 2003, n. 211. Sono confermate in capo  all'AIFA
le competenze in materia di  sperimentazione  clinica  di  medicinali
attribuite  dal  citato  decreto  legislativo  n.  211  del  2003  al
Ministero della salute e trasferite all'AIFA ai  sensi  dell'articolo
48 del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.  269,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni. 
    10. Entro il 30  giugno  2013  ciascuna  delle  regioni  e  delle
province autonome di Trento e di Bolzano provvede a  riorganizzare  i
comitati etici  istituiti  nel  proprio  territorio,  attenendosi  ai
seguenti criteri: 
      a) a  ciascun  comitato  etico  e'  attribuita  una  competenza
territoriale di una o piu' province, in modo che  sia  rispettato  il
parametro di un comitato per ogni milione di abitanti, fatta salva la
possibilita' di prevedere un ulteriore comitato etico, con competenza
estesa a  uno  o  piu'  istituti  di  ricovero  e  cura  a  carattere
scientifico; 
      b) la scelta dei comitati da confermare tiene conto del  numero
dei pareri unici per sperimentazione clinica di medicinali emessi nel
corso dell'ultimo triennio; 
      c) la competenza di ciascun  comitato  puo'  riguardare,  oltre
alle sperimentazioni cliniche dei medicinali,  ogni  altra  questione
sull'uso dei medicinali e dei  dispositivi  medici,  sull'impiego  di
procedure chirurgiche e cliniche o relativa allo studio  di  prodotti
alimentari sull'uomo generalmente rimessa, per prassi internazionale,
alle valutazioni dei comitati; 
      d)  sono  assicurate  l'indipendenza  di  ciascun  comitato   e
l'assenza di rapporti gerarchici tra diversi comitati. 
    11. Con decreto del Ministro della salute, su proposta  dell'AIFA
per  i  profili  di  sua  competenza,  d'intesa  con  la   Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  sono  dettati  criteri  per  la
composizione dei comitati etici e per  il  loro  funzionamento.  Fino
alla data di entrata in vigore del  predetto  decreto  continuano  ad
applicarsi le norme vigenti alla data  di  entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto. 
    12. A decorrere dal 1º luglio 2013, la documentazione riguardante
studi clinici sui medicinali disciplinati dal decreto legislativo  24
giugno  2003,  n.  211,  e'  gestita  esclusivamente  con   modalita'
telematiche,  attraverso   i   modelli   standard   dell'Osservatorio
nazionale sulla sperimentazione clinica dell'AIFA». 
  All'articolo 13: 
    al comma 1, capoverso  Art.  20,  comma  1,  ultimo  periodo,  le
parole: «Tale  disposizione»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «La
disposizione del terzo periodo»; 
    il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
    «2. I primi tre  periodi  del  comma  12  dell'articolo  158  del
decreto  legislativo  24  aprile   2006,   n.   219,   e   successive
modificazioni, sono sostituiti dai seguenti: "Le tariffe vigenti alla
data  di  entrata  in  vigore  della   legge   di   conversione   del
decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, sono aggiornate con  decreto
del Ministro della salute, da adottare entro il 30 novembre 2012, con
un incremento del 10 per cento dei relativi importi, applicabile  dal
1º gennaio 2013. Con lo stesso decreto sono  individuate,  in  misura
che tiene conto delle affinita' tra le prestazioni rese,  le  tariffe
relative a prestazioni non ancora tariffate ed  e'  stabilito,  nella
misura  del  20  per   cento   dell'importo   dovuto   per   ciascuna
autorizzazione all'immissione in commercio, il diritto annuale dovuto
per ciascuna registrazione di un medicinale omeopatico e per ciascuna
registrazione  di  un   medicinale   di   origine   vegetale   basata
sull'impiego tradizionale. A decorrere dal 2014,  entro  il  mese  di
marzo di ogni anno, le tariffe e il diritto annuale sono  aggiornati,
con  le  stesse  modalita',  sulla  base  delle  variazioni   annuali
dell'indice  ISTAT  del  costo  della  vita  riferite  al   mese   di
dicembre"»; 
    dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente: 
    «4-bis. Il comma 3 dell'articolo 84  del  decreto  legislativo  6
aprile 2006, n. 193, e' sostituito dal seguente: 
    "3. Il medico veterinario, nell'ambito della propria attivita'  e
qualora  l'intervento  professionale  lo  richieda,  puo'  consegnare
all'allevatore o al  proprietario  degli  animali  le  confezioni  di
medicinali veterinari della propria scorta e,  nel  caso  di  animali
destinati alla produzione  di  alimenti,  solo  quelle  da  lui  gia'
utilizzate, allo scopo di iniziare la terapia  in  attesa  che  detto
soggetto si procuri, dietro presentazione della ricetta  redatta  dal
medico veterinario secondo le tipologie previste, le altre confezioni
prescritte  per  il  proseguimento  della  terapia  medesima,   fermi
restando gli obblighi di registrazione di  cui  all'articolo  15  del
decreto  legislativo  16   marzo   2006,   n.   158,   e   successive
modificazioni. Il medico veterinario, in deroga  a  quanto  stabilito
dal comma 4 del presente articolo e  dall'articolo  82,  registra  lo
scarico delle confezioni da lui non utilizzate"». 
  All'articolo 14: 
    al comma 1, ultimo periodo, le parole: «versamento in entrata del
bilancio dello Stato» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «versamento
all'entrata del bilancio dello Stato»; 
    al comma 3, le parole: «socio sanitario»  sono  sostituite  dalla
seguente: «socio-sanitario»; 
    al comma 4, ultimo periodo, le parole: «viene disciplinato»  sono
sostituite dalle seguenti: «sono disciplinati»; 
    al comma 5, dopo le parole: «a  decorrere  dall'anno  2013»  sono
aggiunte le seguenti: «, alla cui erogazione, a favore  del  medesimo
Istituto, si provvede annualmente,  a  seguito  dell'intesa  espressa
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano sulla ripartizione  delle
disponibilita' finanziarie complessive destinate al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale per l'anno di riferimento»; 
    al comma 8, primo periodo, dopo le parole: «nonche' in  11»  sono
inserite le seguenti: «euro mensili»; 
    al comma 9: 
      al secondo periodo, le parole: «e' stabilita»  sono  sostituite
dalle seguenti: «sono stabilite»; 
      al quarto periodo, le  parole:  «inferiore  a  600  euro»  sono
sostituite dalle seguenti: «inferiore a 500 euro»; 
    dopo il comma 9 sono inseriti i seguenti: 
    «9-bis. Al comma 1 dell'articolo 1  del  decreto  legislativo  16
ottobre 2003, n. 288, le  parole:  ",  unitamente  a  prestazioni  di
ricovero e cura di alta specialita'" sono sostituite dalle  seguenti:
"ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta  specialita'  o
svolgono altre attivita' aventi i  caratteri  di  eccellenza  di  cui
all'articolo 13, comma 3, lettera d)". 
    9-ter. Al comma 3 dell'articolo 13  del  decreto  legislativo  16
ottobre 2003, n. 288, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
      "d) caratteri  di  eccellenza  del  livello  dell'attivita'  di
ricovero e cura di alta specialita' direttamente svolta negli  ultimi
tre  anni,  ovvero  del   contributo   tecnico-scientifico   fornito,
nell'ambito di  un'attivita'  di  ricerca  biomedica  riconosciuta  a
livello nazionale e internazionale, al fine di  assicurare  una  piu'
alta qualita' dell'attivita' assistenziale,  attestata  da  strutture
pubbliche del Servizio sanitario nazionale"»; 
    al comma 10, le parole:  «va  precisata»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «devono essere indicate», le parole: «puo' trarre argomenti
di convinzione dai  necessari  sopralluoghi»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «puo' procedere ai necessari sopralluoghi  e  valutare  gli
elementi cosi' acquisiti» e  le  parole:  «Al  comma  3,  le  parole:
"d'intesa" sono sostituite dalle  seguenti:  "previa  intesa".»  sono
soppresse; 
    dopo il comma 10 e' inserito il seguente: 
    «10-bis. Al comma 3 dell'articolo 14 del decreto  legislativo  16
ottobre 2003, n. 288, le parole:  "d'intesa"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "previa intesa"»; 
    al comma 11, le parole: «altresi' indicata» sono sostituite dalle
seguenti: «secondo quanto  stabilito»  e  le  parole:  «l'accesso  al
finanziamento degli enti interessati» sono sostituite dalle seguenti:
«l'erogazione   dei   finanziamenti   nei   confronti   degli    enti
interessati»; 
    al comma 12, la parola: «sentito» e' sostituita  dalla  seguente:
«sentiti» e  la  parola:  «quali-quantitativi»  e'  sostituita  dalle
seguenti: «qualitativi e quantitativi». 
  All'articolo 15: 
    al comma 1: 
      al  capoverso  90,  le   parole:   «dell'infrastrutture»   sono
sostituite dalle seguenti: «delle infrastrutture»; 
      al capoverso 92-bis e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
«Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore   dei   provvedimenti   di
organizzazione del  servizio  adottati  dalle  regioni,  in  base  ai
principi definiti dai predetti accordi, al fine di garantire su tutto
il territorio nazionale la continuita' delle funzioni  conferite,  le
regioni  erogano  l'assistenza  sanitaria  al  personale   navigante,
marittimo e dell'aviazione civile, attraverso gli ambulatori dei SASN
esistenti e i medici fiduciari incaricati, i quali stipulano apposite
convenzioni non onerose»; 
      al capoverso 92-ter, le parole: «medico legali» sono sostituite
dalla seguente: «medico-legali»; 
    al comma 3, le parole: «diviso il numero» sono  sostituite  dalle
seguenti: «divisa per il numero»; 
    dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: 
    «3-bis.  In  considerazione  delle  funzioni   di   giurisdizione
speciale esercitate, la Commissione centrale  per  gli  esercenti  le
professioni sanitarie, di cui all'articolo 17 del decreto legislativo
del Capo provvisorio  dello  Stato  13  settembre  1946,  n.  233,  e
successive modificazioni, e' esclusa dal riordino di cui all'articolo
2, comma 4, della legge 4  novembre  2010,  n.  183,  e  continua  ad
operare, sulla base della normativa di riferimento, oltre il  termine
di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 giugno 2012,  n.
89, convertito, con modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n.  132,
come modificato dal comma 3-ter del presente articolo. All'allegato 1
annesso al citato decreto-legge  n.  89  del  2012,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge n. 132 del 2012, il numero 29 e' abrogato. 
    3-ter. All'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 giugno 2012,
n. 89, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.
132, le parole: "non oltre il 31 dicembre 2012" sono sostituite dalle
seguenti: "non oltre il 30 aprile 2013"». 
  Dopo l'articolo 15 e' inserito il seguente: 
  «Art.  15-bis. (Razionalizzazione  della  spesa  sanitaria)  -   1.
All'articolo 15, comma 13, lettera d),  del  decreto-legge  6  luglio
2012, n. 95, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto
2012, n. 135,  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Il
rispetto  di  quanto  disposto  alla  presente  lettera   costituisce
adempimento ai fini  dell'accesso  al  finanziamento  integrativo  al
Servizio sanitario nazionale. Alla verifica del predetto  adempimento
provvede il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti  di  cui
all'articolo  12  dell'intesa  Stato-regioni  del  23   marzo   2005,
pubblicata nel supplemento alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  105  del  7
maggio 2005, sulla base dell'istruttoria congiunta  effettuata  dalla
CONSIP e dall'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici". 
  2. All'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 6  luglio  2011,  n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.
111,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) alla lettera a): 
      1) dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: "Per prezzo
di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza si  intende  il
5º percentile, ovvero il 10º percentile, ovvero  il  20º  percentile,
ovvero il 25º percentile dei  prezzi  rilevati  per  ciascun  bene  o
servizio  oggetto  di  analisi  sulla  base  della   significativita'
statistica e della eterogeneita' dei beni e dei  servizi  riscontrate
dal predetto Osservatorio. Il percentile e' tanto piu' piccolo quanto
maggiore risulta essere l'omogeneita' del bene  o  del  servizio.  Il
prezzo e' rilasciato in presenza di almeno tre rilevazioni."; 
      2) al quarto periodo, dopo  le  parole:  "di  cui  al  presente
comma, nonche'" sono inserite le seguenti: ", in sua assenza,"; 
    b) dopo la lettera a) e' inserita la seguente: 
    "a-bis) in fase di  prima  applicazione,  la  determinazione  dei
prezzi di riferimento di cui alla lettera a) e' effettuata sulla base
dei dati rilevati dalle stazioni appaltanti che  hanno  effettuato  i
maggiori  volumi  di  acquisto,  come  risultanti  dalla  Banca  dati
nazionale dei contratti pubblici;"». 
  All'allegato 1: 
    alla rubrica, le parole: «del  decreto  legislativo  19  novembre
2008, n. 194» sono soppresse. 
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