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Numero Atti:63026
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 21 novembre 2019 Ultima Modifica: 22 novembre 2019
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Dettaglio atto

Ministero della Sanità

Circolare 11 marzo 1992 , n. 10

Direttive e raccomandazioni in merito alla presenza di larve di Anisakis nel pesce.

(G.U. Serie Generale , n. 62 del 14 marzo 1992)

							 
Ai presidenti delle regioni Ai presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano Agli assessorati alla sanita' delle regioni e province autonome Ai veterinari di confine, porto, aeroporto e dogana interna e, per conoscenza: Alla segreteria del Sottosegretario di Stato on. Bruno Alla segreteria del Sottosegretario di Stato sen. Marinucci Al Ministero della marina mercantile - Direzione generale della pesca marittima Al Ministero dell'industria - Ufficio di Gabinetto Ai direttori degli istituti zooprofilattici sperimentali All'Istituto superiore di sanita' Alla Confindustria Federalimentari Alla Confcommercio Alla Confartigianato Alla Federpesca Alla Federazione nazionale cooper- ative pesca All'Associazione generale cooper- ative italiane All'A.N.C.P. lega pesca Alla Fed.Al. Confartigianato All'Associazione nazionale pescatori ed affini All'Unione nazionale consumatori Al Movimento consumatori All'Associazione piscicoltori italiani presso Agricenter All'Assoittica Italia All'Associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare Al Comando carabinieri A.S. Alla luce delle recenti notizie di stampa relative al riscontro di larve di parassiti del genere Anisakis in alici (Engraulis encrasicolus) e sardine (Sardina pilchardus), si ritiene opportuno fornire con la presente, in conformita' ai recenti pareri delle sezioni congiunte I e V del Consiglio superiore di sanita', direttive per una uniforme e corretta applicazione su tutto il territorio nazionale dei controlli ispettivi nonche' raccomandazioni rivolte a pescatori, operatori del settore alimentare, ristoratori e consumatori, al fine di prevenire i rischi per la salute. Innanzitutto vale rilevare che, sotto il profilo epidemiologico, la parassitosi umana da Anisakis non e', in Italia, una patologia significativa. Le manifestazioni morbose nell'uomo, soprattutto a carico dell'apparato gastroenterico, possono verificarsi esclusivamente a seguito di ingestione di pesce contenente larve vive di specie patogene del parassita; invece, larve non vitali non determinano nell'uomo la comparsa di alcuna forma morbosa. Vale anche rilevare che l'infestazione da parassiti del genere Anisakis ha una variabilita' stagionale con prevalenza nel tardo autunno e nell'inverno e non riguarda in modo uniforme tutte le spe- cie ittiche. L'aringa (Clupea harengus), lo sgombro (Scomber scombrus), il tracuro (Trachurus trachurus), il melu' (Gadus potassou), il pesce sciabola (Lepidopus caudatus), il merluzzo (Merluccius merluccius), le acciughe (Engraulis encrasicolus), la sardina (Sardina pilchardus) e le triglie (Mullus spp) risultano essere le specie piu' frequentemente colpite. Poiche' e' noto che le larve permangono di norma nella cavita' celomatica del pesce vivo e si trasferiscono in genere nel tessuto muscolare dopo la morte del pesce stesso, una pronta eviscerazione puo' rappresentare un importante intervento di prevenzione della parassitosi umana. A tal fine si ritiene necessario raccomandare ai pescatori ed agli operatori che manipolano il pesce fresco (i quali ovviamente non sono responsabili della presenza di Anisakis nel pesce) di provvedere ad una tempestiva eviscerazione dei pesci di pezzatura superiore a 18 cm appartenenti a tutte le specie sopraelencate, escluse sardine ed acciughe. Si raccomanda altresi' che detti operatori evitino di gettare in mare i visceri asportati al fine di interrompere il ciclo biologico del parassita. Per quanto concerne la vigilanza e i controlli sanitari alla produzione, la direttiva del Consiglio n. 91/493/CEE, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 88 del 14 novembre 1991 - 2a serie speciale, prevede al cap. V dell'allegato quanto segue: "Prima dell'immissione sul mercato per il consumo umano i pesci e i prodotti ittici devono essere sottoposti ad un controllo visivo per campionatura per la ricerca dei parassiti visibili. I pesci o le parti di pesci che presentano manifestamente parassiti e che sono asportati non devono essere immessi sul mercato per il consumo umano". Le modalita' di tale controllo dovranno essere stabilite con decisione della Commissione delle Comunita' europee previo parere del comitato veterinario permanente. Fino a quando non interverra' questa decisione, i servizi veterinari sono tenuti ad attuare a livello di ispezione del pesce fresco o refrigerato, in particolare sulle specie precedentemente elencate, un campionamento a sondaggio statisticamente significativo con esame visivo del pesce previa apertura della cavita' celomatica. L'obbligo della distruzione sussiste nei casi in cui l'invasione da parassiti delle parti edibili conferisce al pesce, a giudizio del veterinario ispettore, un aspetto repellente o ripugnante. Altrimenti lo stesso veterinario ispettore puo' consentire la bonifica o risanamento del pesce mediante le seguenti metodiche: a) congelamento a - 20 C all'interno del pesce per non meno di 24 ore presso stabilimenti autorizzati, previo trasferimento dai mercati ittici sotto vincolo sanitario. L'immissione sul mercato del prodotto bonificato e' subordinata ad autocertificazione del trattamento sotto la responsabilita' del conduttore dell'azienda; b) trattamento termico del pesce ad almeno 60 C per dieci minuti o altro trattamento equivalente, previa toelettatura delle parti parassitate, presso stabilimenti di conservazione o trasformazione, previo trasferimento dai mercati ittici sotto vincolo sanitario. Le parti asportate nel corso della toelettatura debbono essere distrutte. Su conforme parere del Consiglio superiore di sanita', sono in corso di adozione i provvedimenti del Ministro della sanita' recanti il divieto di somministrazione a livello di ristorazione pubblica (alberghi, ristoranti, bar, ecc.) e di ristorazione collettiva (mense aziendali, scolastiche o di comunita' quali caserme, ospedali, collegi, carceri, ecc.) di preparazioni a base di pesce crudo o praticamente crudo (marinato o affumicati a freddo) a meno che si tratti di pesce congelato o surgelato ovvero che abbia subito altri trattamenti idonei ad assicurare l'inattivazione o l'assenza dell'Anisakis. Nelle more dell'emanazione dei provvedimenti citati, gli operatori del settore sono invitati ad attenersi a quanto summenzionato. Si raccomanda a quanti effettuano campagne di educazione alimentare di voler dare divulgazione del contenuto della presente circolare. Le SS.LL. sono pregate di voler dare la massima diffusione alle raccomandazioni contenute nella presente circolare. Il Ministro: DE LORENZO
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