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Numero Atti:62527
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 16 settembre 2019 Ultima Modifica: 18 settembre 2019
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Dettaglio atto

Ministero della Sanità

Decreto 27 agosto 1999 , n. 332

Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale: modalita' di erogazione e tariffe.

(G.U. Serie Generale , n. 227 del 27 settembre 1999)

                      IL MINISTRO DELLA SANITA'

  VISTI gli articoli 26 e 57 della legge 21 dicembre 1978, n. 833;
   VISTO l'articolo 34 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
   VISTO   il  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502,  e
successive modificazioni e integrazioni;
   VISTO l'articolo 8, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
   VISTO il decreto ministeriale 28 dicembre 1992, recante
"Approvazione  del  nomenclatore-tariffario  delle protesi dirette al
recupero  funzionale  e  sociale  dei soggetti affetti da minorazioni
fisiche,  psichiche  e  sensoriali,  dipendenti  da  qualunque causa,
revisionato  ai  sensi  dell'articolo 34 della l. 5 febbraio 1992, n.
104";
   VISTO  il  decreto  ministeriale  29 luglio 1994, pubblicato sulla
Gazzetta  Ufficiale  n.  192  del  18  agosto  1994, di proroga delle
disposizioni di cui al citato decreto ministeriale 28 dicembre 1992;
   VISTO  il  decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46 concernente
l'attuazione  della  direttiva  93/42/CEE  riguardante  i dispositivi
medici;
   VISTO il decreto legislativo 25 febbraio 1998, n. 95;
   VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
   VISTO il decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124;
   VISTO  l'articolo  8,  comma  3, del decreto legislativo 19 giugno
1999,  n.  229,  che  abroga  i commi 5, 6, 7 e 9 dell'articolo 8 del
decreto   legislativo   30   dicembre  1992,  n.  502,  e  successive
modificazioni;
   VISTO  l'articolo  8-sexies,  comma  7,  dello stesso decreto, che
prevede  che  il Ministro della sanita' con proprio decreto, d'intesa
con  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e  le  province autonome di Trento e Bolzano, disciplini le modalita'
di erogazione e di remunerazione dell'assistenza protesica;
   SENTITO  il parere del Consiglio Superiore di Sanita' nella seduta
del 15 luglio 1998;
   SENTITA  la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni  e le province autonome di Trento e Bolzano, nelle seduta del
14 settembre 1998;
   UDITO  il  parere  del  Consiglio  di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 26 ottobre 1998;
   VISTA la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
a  norma  dell'articolo  17,  comma  3, della citata legge n. 400 del
1988,  effettuata  con nota n. 100/SCPS/3.13281 del 17 novembre 1998,
nonche'  la risposta della stessa Presidenza in data 14 gennaio 1999,
n. DAGL1/1.1.4/51890/4.18.170;
   RITENUTO  di  accogliere  le  osservazioni  dell'Autorita' garante
della concorrenza e del mercato;
   SENTITA  nuovamente la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, nella
seduta del 27 maggio 1999;
   UDITO  nuovamente  il parere del Consiglio di Stato espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 25 giugno
1999;
   VISTA  la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
a  norma  dell'articolo  17,  comma  3, della citata legge n. 400 del
1988, effettuata con nota n. 100/SCPS/15.7216 del 7 luglio 1999;
   VISTO il proprio decreto 9 luglio 1999, registrato dalla Corte dei
conti  il 28 luglio 1999, con il quale, sulla base delle disposizioni
normative e degli atti istruttori sopra richiamati, e' stato adottato
il  regolamento  recante  norme  per  le  prestazioni  di  assistenza
protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale;
   RITENUTO  di  dover sostituire il predetto decreto, non pubblicato
nella  Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, con altro il cui
contenuto   tenga  conto  delle  modifiche  normative  nel  frattempo
intervenute con l'entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno
1999, n. 229:
   RAGGIUNTA,  sul nuovo testo, l'intesa con la Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, nella seduta del 5 agosto 1999,

                               ADOTTA
il seguente regolamento

                               Art. 1
    Prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del
Servizio sanitario nazionale e articolazione del nomenclatore

  1.  Il  presente regolamento individua le prestazioni di assistenza
protesica che comportano l'erogazione dei dispositivi riportati negli
elenchi  1, 2 e 3 del nomenclatore di cui all'allegato 1, ((erogabili
nell'ambito  del  Servizio  sanitario  nazionale  (SSN)  fino  al  31
dicembre  2001))  e ne definisce le modalita' di erogazione. Entro la
suddetta  data  il  Ministro  della  sanita' provvede a ridefinire la
disciplina   dell'assistenza   protesica  e  le  tariffe  massime  da
corrispondere ai soggetti erogatori dei dispositivi di cui all'elenco
1 del nomenclatore.
  2.  L'elenco n. 1 del nomenclatore contiene i dispositivi (protesi,
ortesi e ausili tecnici) costruiti su misura e quelli di serie la cui
applicazione  richiede  modifiche eseguite da un tecnico abilitato su
prescrizione  di  un  medico specialista ed un successivo collaudo da
parte dello stesso. L'elenco n.1 contiene, altresi', i dispositivi di
fabbricazione  continua  o di serie finiti che, per essere consegnati
ad  un  determinato  paziente,  necessitano  di essere specificamente
individuati  e  allestiti  a  misura  da  un  tecnico  abilitato,  su
prescrizione   del   medico   specialista.  I  dispositivi  contenuti
nell'elenco  n.  1 sono destinati esclusivamente al paziente cui sono
prescritti.  La  loro  applicazione  e'  effettuata  da un tecnico in
possesso   del   titolo   abilitante  all'esercizio  della  specifica
professione o arte sanitaria ausiliaria ai sensi del regio decreto 27
luglio  1934,  n.  1265,  dell'articolo  6 del decreto legislativo 30
dicembre  1992,  n.  502  e successive modificazioni e integrazioni e
dell'articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42.
  3.  L'elenco  n.  2 del nomenclatore contiene i dispositivi (ausili
tecnici)  di  serie  la  cui  applicazione  o  consegna  non richiede
l'intervento del tecnico abilitato.
  4.   L'elenco   n.  3  del  nomenclatore  contiene  gli  apparecchi
acquistati  direttamente  dalle aziende unita' sanitarie locali (Usl)
ed assegnati in uso con le procedure indicate nell'articolo 4.
  5.  Qualora  l'assistito scelga un tipo o un modello di dispositivo
non  incluso  nel  nomenclatore  allegato al presente regolamento, ma
riconducibile,   a   giudizio  dello  specialista  prescrittore,  per
omogeneita'  funzionale a quello prescritto ai sensi dell'articolo 4,
comma  2,  l'azienda  Usl  di  competenza  autorizza  la  fornitura e
corrisponde al fornitore una remunerazione non superiore alla tariffa
applicata  o  al  prezzo  determinato  dalla  stessa  azienda  per il
dispositivo  incluso  nel  nomenclatore  e  corrispondente  a  quello
erogato.
  6.  In  casi  particolari,  per  i  soggetti  affetti da gravissime
disabilita',   l'azienda   Usl   puo'  autorizzare  la  fornitura  di
dispositivi  non  inclusi  negli  elenchi  del nomenclatore allegato,
sulla  base  dei criteri fissati dal Ministro della sanita', d'intesa
con  la  Conferenza  per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e' le
province  autonome,  relativi  alle  condizioni  dei  soggetti,  alle
modalita'  di  prescrizione  e  di  controllo  e  alla  tipologia  di
dispositivi che possono essere autorizzati.
                               Art. 2 
       Aventi diritto alle prestazioni di assistenza protesica 
 
  1. Hanno  diritto  all'erogazione  dei  dispositivi  contenuti  nel
nomenclatore gli assistiti di seguito indicati, in connessione a loro
menomazioni e disabilita' invalidanti: 
   a) gli invalidi civili, di guerra e per servizio,  i  privi  della
vista e i sordomuti indicati rispettivamente dagli  articoli  6  e  7
della legge 2 aprile 1968, n. 482, nonche' i minori di  anni  18  che
necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di
un'invalidita' permanente; 
   b) gli istanti in attesa di  accertamento  che  si  trovino  nelle
condizioni previste dall'articolo 1 della legge 11 febbraio 1980,  n.
18; 
   c) gli  istanti  in  attesa  di  riconoscimento  cui,  in  seguito
all'accertamento  sanitario  effettuato  dalla   commissione   medica
dell'azienda Usl, sia stata riscontrata una menomazione che  comporta
una riduzione della  capacita'  lavorativa  superiore  ad  un  terzo,
risultante dai verbali di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 15
ottobre 1990, n. 295; 
   ((d)   i   soggetti    laringectomizzati    e    tracheotomizzati,
ileo-colostomizzati  e  urostomizzati,  i   portatori   di   catetere
permanente, gli affetti  da  incontinenza  stabilizzata  nonche'  gli
affetti da  patologia  grave  che  obbliga  all'allettamento,  previa
presentazione di certificazione medica. Per i suddetti  soggetti,  la
prescrizione, redatta  da  uno  specialista  del  Ssn,  dipendente  o
convenzionato, competente per la menomazione;  indica  i  dispositivi
protesici  necessari  e  appropriati,   riportati   dall'allegato   2
rispettivamente nelle classi "Ausili  per  tracheotomia  ISO  09.15",
"Ausili per stomie ISO 09.18", "Cateteri  vescicali  ed  esterni  ISO
09.24" e "Raccoglitore  per  urina  ISO  09.27",  "Ausili  assorbenti
l'urina ISO 09.30", "Ausili per la prevenzione e trattamento  lesioni
cutanee ISO 09.21", per il periodo intercorrente fino alla successiva
visita di controllo, quando necessaria, e comunque per un periodo non
superiore ad un  anno.  Nell'indicazione  del  fabbisogno,  la  prima
prescrizione tiene conto della  eventuale  necessita'  di  verificare
l'adattabilita' del paziente allo specifico  dispositivo  prescritto.
L'azienda  unita'  sanitaria  locale  di   residenza   dell'assistito
autorizza la fornitura dei dispositivi per il  periodo  indicato  dal
medico  prescrittore,  prevedendo  idonee   modalita'   di   consegna
frazionata; 
   d-bis) i soggetti amputati di arto,  le  donne  con  malformazione
congenita che comporti l'assenza di una o di entrambe le  mammelle  o
della sola ghiandola mammaria ovvero che abbiano subito un intervento
di mastectomia  ed  i  soggetti  che  abbiano  subito  un  intervento
demolitore  dell'occhio,  previa  presentazione   di   certificazione
medica;)) 
   e) i ricoverati in una struttura sanitaria accreditata, pubblica o
privata, per i quali il  medico  responsabile  dell'unita'  operativa
certifichi la contestuale necessita' e urgenza  dell'applicazione  di
una protesi, di un'ortesi o di un ausilio prima della dimissione, per
l'attivazione tempestiva o la conduzione del progetto  riabilitativo,
a fronte di una menomazione grave e permanente. Contestualmente  alla
fornitura  della  protesi  o  dell'ortesi  deve  essere  avviata   la
procedura per il riconoscimento dell'invalidita'. 
  2. Agli invalidi del lavoro, i  dispositivi  dovuti  ai  sensi  del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono
erogati  dall'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro   gli
infortuni sul lavoro (Inail) con spesa a proprio carico,  secondo  le
indicazioni e le modalita' stabilite dall'istituto stesso. 
  3. Sono fatti salvi i benefici gia' previsti dalle norme in  vigore
in favore degli invalidi di guerra e categorie assimiliate. 
  4. Per ciascuno dei propri assistiti che fruisca delle  prestazioni
di assistenza protesica, l'azienda  Usl  e'  tenuta  ad  aprire  e  a
mantenere   aggiornata   una    scheda/fascicolo,    contenente    la
documentazione  attestante  la  condizione  di  avente  diritto,   le
prestazioni erogate  e  le  relative  motivazioni  e  la  data  delle
forniture. 
                               Art. 3
                 Fornitori dei dispositivi protesici

  1.  Per  l'erogazione dei dispositivi definiti "su misura" ai sensi
dell'articolo  1,  comma  2,  lettera  d), del decreto legislativo 24
febbraio  1997,  n. 46, inclusi nell'elenco 1 del nomenclatore di cui
all'allegato  1, le regioni e le aziende Usl si rivolgono ai soggetti
iscritti presso il Ministero della sanita' ai sensi dell'articolo 11,
comma 7, del citato decreto legislativo n. 46 del 1997. A tal fine il
contenuto  della  banca  dati  di cui al comma 7 dell'articolo 11 del
medesimo decreto legislativo e' messo a disposizione delle regioni.
  2.  Per l'erogazione dei restanti dispositivi inclusi nell'elenco 1
del  nomenclatore  di cui all'allegato 1, le regioni e le aziende Usl
si  rivolgono  ai  soggetti  autorizzati all'immissione in commercio,
alla  distribuzione  o alla vendita ai sensi della normativa vigente,
che  dispongano del tecnico abilitato di cui all'articolo 1, comma 2,
operante  in  nome  e per conto del fornitore mediante un rapporto di
dipendenza  o professionale che ne assicuri la presenza per un orario
tale  da  garantire  la  fornitura  dei  dispositivi  entro i termini
previsti dall'articolo 4, comma 7.
  3.  In  via transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 1999 le
aziende  Usl  possono  altresi'  rivolgersi ai soggetti gia' iscritti
negli  elenchi  regionali  di  cui all'allegato A, paragrafo "Aziende
abilitate  alle  forniture",  del  decreto  ministeriale, 28 dicembre
1992.  Gli  elenchi  sono  aggiornati  tenendo  conto delle modifiche
apportate  dal  presente  regolamento ai fini dei requisiti richiesti
per le forniture.
  4. Per l'erogazione dei dispositivi inclusi negli elenchi 2 e 3 del
nomenclatore  di  cui  all'allegato  1,  le  regioni o le aziende Usl
stipulano  contratti  con  i  fornitori aggiudicatari delle procedure
pubbliche   di   acquisto  di  cui  all'articolo  8,  comma  2.  Fino
all'espletamento  di  tali  procedure  e comunque non oltre 90 giorni
dalla  data di entrata in vigore del presente regolamento, le regioni
e  le  aziende Usl assicurano l'erogazione dei dispositivi secondo le
modalita' gia' in essere.
                               Art. 4
                       Modalita' di erogazione

  1.  L'erogazione  a  carico del Ssn delle prestazioni di assistenza
protesica   individuate  nel  presente  regolamento  e'  subordinata,
((fatta  eccezione per le ipotesi disciplinate dall'articolo 2, comma
1,  lettere  d)  e  d-bis) )), salvo i casi eventualmente individuati
dalle  regioni,  al preliminare svolgimento delle seguenti attivita':
prescrizione, autorizzazione, fornitura e collaudo.
  2.  La  prescrizione  dei  dispositivi  protesici  e' redatta da un
medico  specialista  del  Ssn, dipendente o convenzionato, competente
per  tipologia  di  menomazione  o  disabilita',  fatto  salvo quanto
previsto  dall'articolo  2,  comma  1,  lettera  e).  La prescrizione
costituisce  parte  integrante di un programma di prevenzione, cura e
riabilitazione  delle  lesioni  o  loro esiti che, singolarmente, per
concorso  o  coesistenza, determinano la menomazione o disabilita'. A
tal  fine,  la  prima  prescrizione  di un dispositivo protesico deve
comprendere:
a) una  diagnosi  circostanziata,  che  scaturisca  da  una  completa
   valutazione clinica e strumentale dell'assistito;
b) l'indicazione  del  dispositivo protesico, ortesico o dell'ausilio
   prescritto,  completa  del  codice  identificativo  riportato  nel
   nomenclatore e l'indicazione degli eventuali adattamenti necessari
   per la sua personalizzazione;
c) un programma terapeutico di utilizzo del dispositivo comprendente:
   il significato terapeutico e riabilitativo; le modalita', i limiti
   e  la  prevedibile durata di impiego del dispositivo; le possibili
   controindicazioni;  le  modalita'  di  verifica del dispositivo in
   relazione all'andamento del programma terapeutico.
  4.  La  prescrizione e' integrata da una esauriente informazione al
paziente  ed  eventualmente  a  chi lo assiste, sulle caratteristiche
funzionali   e   terapeutiche  e  sulle  modalita'  di  utilizzo  del
dispositivo stesso.
  5.  L'autorizzazione  alla  fornitura  del  dispositivo  protesico,
dell'ortesi  o dell'ausilio prescritto e' rilasciata dall'azienda Usl
di  residenza  dell'assistito  previa  verifica dello stato di avente
diritto  del  richiedente,  della  corrispondenza tra la prescrizione
medica  ed  i  dispositivi  codificati del nomenclatore, nonche', nel
caso di forniture successive alla prima, del rispetto delle modalita'
e  dei  tempi di rinnovo. La azienda Usl si pronuncia sulla richiesta
di  autorizzazione  tempestivamente  e  comunque;  in  caso  di prima
fornitura,  entro  venti  giorni dalla richiesta. In caso di silenzio
della  Usl,  trascorso  tale  termine,  l'autorizzazione  alla  prima
fornitura  si  intende  concessa. All'atto dell'autorizzazione, sulla
prescrizione e' riportato il corrispettivo riconosciuto dalla azienda
Usl al fornitore a fronte dell'erogazione del dispositivo prescritto.
In  caso  di  autorizzazione  tacita il corrispettivo riconosciuto al
fornitore  e'  pari  alla  tariffa  applicata o al prezzo determinato
dalla stessa azienda di residenza dell'assistito.
  6.  Qualora  i  dispositivi  protesici, ortesici e gli ausili siano
prescritti, per motivi di necessita' e urgenza, nel corso di ricovero
presso  strutture sanitarie accreditate, pubbliche o private, ubicate
fuori del territorio dell'azienda Usl di residenza dell'assistito, la
prescrizione  e'  inoltrata  dalla  unita' operativa di ricovero alla
azienda    Usi    di   residenza,   che   rilascia   l'autorizzazione
tempestivamente,  anche  a  mezzo  fax.  Limitatamente ai dispositivi
inclusi  nell'elenco  1  del  nomenclatore, in caso di silenzio della
azienda   Usl,   trascorsi   cinque   giorni  dal  ricevimento  della
prescrizione,  l'autorizzazione  si  intende  concessa da parte della
azienda  Usl  di  residenza.  In  caso  di  autorizzazione  tacita il
corrispettivo  riconosciuto al fornitore e' pari alla tariffa fissata
dalla regione di residenza dell'assistito.
  7.  La fornitura del dispositivo protesico prescritto avviene entro
termini  definiti nell'ambito delle procedure di cui agli articoli 8,
comma  2,  e  9,  comma  1,  e  comunque non oltre i termini massimi,
specifici  per  categoria di dispositivo, indicati nell'allegato 2 al
presente    regolamento,    pena   l'applicazione   delle   penalita'
contestualmente  definite;  per  le  forniture urgenti autorizzate in
favore degli assistiti ricoverati, previste dall'articolo 2, comma 1,
lettera  e), i fornitori devono garantire tempi di consegna inferiori
ai   suddetti   tempi  massimi.  La  fornitura  di  protesi  di  arto
provvisoria  o temporanea di cui all'articolo 6, comma 1 non modifica
il tempo massimo di rilascio della prima fornitura definitiva.
  8.  Il fabbricante di dispositivi protesici e' tenuto a corredare i
prodotti  delle  istruzioni  previste  dalla  normativa  vigente.  Il
fornitore  fornisce  al  paziente  ed eventualmente a chi lo assiste,
dettagliate  istruzioni sulla manutenzione e sull'uso del dispositivo
erogato, anche a mezzo di indicazioni scritte.
  9. Al momento della consegna del dispositivo protesico, l'assistito
o  chi  ne esercita la tutela rilascia al fornitore una dichiarazione
di  ricevuta  da  allegare alla fattura trasmessa alla azienda Usl ai
fini del rimborso. Qualora il dispositivo venga spedito per corriere,
per  posta  o per altro mezzo, il fornitore allega alla fattura copia
del bollettino di spedizione o della lettera di vettura.
  10.  Il collaudo accerta la congruenza clinica e la rispondenza del
dispositivo  ai  termini  dell'autorizzazione ed e' effettuato, entro
venti giorni dalla data di consegna, dallo specialista prescrittore o
dalla  sua  unita'  operativa;  a  tal  fine, entro il termine di tre
giorni  lavorativi,  il  fornitore  comunica  all'azienda  Usl che ha
rilasciato  la  prescrizione  la data di consegna o di spedizione del
dispositivo.  L'azienda  Usl  invita,  entro 15 giorni dall'avventura
fornitura,   l'assistito  a  presentarsi  per  il  collaudo.  Qualora
l'assistito  non  si presenti alla data fissata per il collaudo senza
giustificato  motivo  incorre  nelle  sanzioni fissate dalla regione.
Qualora  all'atto del collaudo il dispositivo non risulti rispondente
alla  prescrizione,  il fornitore e' tenuto ad apportare le opportune
variazioni.  Trascorsi  venti  giorni  dalla consegna del dispositivo
senza  che  il fornitore abbia ricevuto alcuna comunicazione da parte
dell'azienda  Usl,  il  collaudo  si intende effettuato ai fini della
fatturazione  e del pagamento. Il collaudo dei dispositivi erogati ad
assistiti  non  deambulanti  viene  effettuato presso la struttura di
ricovero  o  a  domicilio. Sono esclusi dalla procedura di collaudo i
dispositivi  monouso,  valendo  ai  medesimi fini le prescrizioni dei
relativi capitolati.
  11.  I  fornitori sono tenuti a garantire la perfetta funzionalita'
dei  dispositivi  protesici per il periodo, successivo alla consegna,
specificamente  definito  nell'ambito  delle  procedure  di  cui agli
articoli  8,  comma  2,  e  9,  comma  1, e comunque non inferiore al
termine di garanzia indicato nell'allegato 2 al presente regolamento.
  12.  I  dispositivi  protesici  di  cui  agli  elenchi  1  e  2 del
nomenclatore    allegato    si   intendono   ceduti   in   proprieta'
all'assistito,  fatta salva la facolta' delle regioni di disciplinare
modalita'  di  cessione  in  comodato dei dispositivi per i quali sia
possibile  il  riutilizzo,  allo  scopo  di  conseguire  economie  di
gestione,  prevedendo  comunque  l'obbligo  dell'azienda  cedente  di
garantire  la perfetta funzionalita' e sicurezza dei dispositivi e di
fornire all'assistito le istruzioni previste dalla normativa vigente.
I  fornitori  sono  tenuti  all'adempimento  degli obblighi di cui al
comma 11 anche nei confronti dei soggetti ai quali i dispositivi sono
ceduti in proprieta'.
  13. L'azienda USL proprietaria degli apparecchi di cui all'elenco 3
del nomenclatore e' tenuta ad assicurarne la perfetta funzionalita' e
la  sicurezza ed a fornire all'assistito le istruzioni previste dalla
normativa vigente. I contratti stipulati con i fornitori dei suddetti
apparecchi  prevedono la manutenzione e la tempestiva riparazione per
tutto il periodo di assegnazione in uso all'assistito.
                               Art. 5
               Tempi minimi di rinnovo dell'erogazione

  1.  La  azienda Usl non autorizza la fornitura di nuovi dispositivi
protesici definitivi in favore dei propri assistiti di eta' superiore
ai  18  anni  prima  che  sia  trascorso  il tempo minimo di rinnovo,
specifico  per  tipo  di  dispositivo,  riportato  nell'allegato 2 al
presente regolamento.
  2.  I tempi minimi di rinnovo possono essere abbreviati, sulla base
di una dettagliata relazione del medico prescrittore, per particolari
necessita'  terapeutiche  o riabilitative o in caso di modifica dello
stato psicofisico dell'assistito.
  3.  In  caso di smarrimento, di rottura accidentale, di particolare
usura  del dispositivo, di impossibilita' tecnica della riparazione o
di  non  convenienza  della riparazione stessa ovvero di non perfetta
funzionalita' del presidio riparato, la azienda Usl puo' autorizzare,
per  una  sola  volta, la fornitura di un nuovo dispositivo protesico
prima  che siano decorsi i tempi minimi di cui al comma 1. sulla base
di  una dichiarazione sottoscritta dall'invalido o da chi ne esercita
la tutela.
  4.  Alla  scadenza  del  tempo minimo di cui al comma 1, il rinnovo
della  fornitura e' comunque subordinato alla verifica di idoneita' e
convenienza  alla  sostituzione  o  riparazione  da  parte del medico
specialista prescrittore, ai sensi dell'articolo 4.
  5. Per i dispositivi forniti agli assistiti di eta' inferiore ai 18
anni  non  si  applicano  i  tempi  minimi di rinnovo; la azienda Usl
autorizza  le  sostituzioni o modificazioni dei dispositivi protesici
erogati, in base ai controlli clinici previsti e secondo il programma
terapeutico.
                               Art. 6
      Dispositivi protesici temporanei, provvisori e di riserva

  1.  dispositivi protesici sono consegnati agli assistiti nella loro
configurazione definitiva. Fa eccezione la fornitura di:
a) dispositivi  protesici  provvisori,  necessari  per  affrontare  i
   problemi  riabilitativi  nel  periodo precedente la consegna delle
   protesi  definitive  e non utilizzabili, se non marginalmente, per
   la loro realizzazione;
b) dispositivi  protesici temporanei, utilizzabili significativamente
   per la realizzazione dei dispositivi definitivi.
  2.   I  dispositivi  provvisori  e  temporanei  sono  prescrivibili
esclusivamente  in  favore  delle donne mastectomizzate, dei soggetti
con  enucleazione del bulbo oculare e dei soggetti con amputazione di
arto;   per  tali  ultimi  soggetti,  la  fornitura  del  dispositivo
provvisorio e' alternativa a quella del dispositivo temporaneo.
  3  L'azienda Usl puo' autorizzare la fornitura di un dispositivo di
riserva  rispetto  al  primo  dispositivo  definitivo  in  favore dei
soggetti   con   amputazione  bilaterale  di  arto  superiore  o  con
amputazione   monolaterale   o  bilaterale  di  arto  inferiore.  Nei
confronti  di  altri soggetti con gravi difficolta' di deambulazione,
cui  non  e' riconosciuto il diritto alla fornitura di una protesi di
riserva,   l'azienda  Usl  e'  tenuta  ad  assicurare  la  tempestiva
sostituzione    dei    dispositivi   divenuti   temporaneamente   non
utilizzabili, ai sensi dell'articolo 5.
                               Art. 7
           Numerazione dei dispositivi protesici su misura

  1.  I  dispositivi  su  misura  indicati  nell'eleneo 1 allegato al
presente  regolamento debbono riportare un numero di matricola da cui
si  rilevi anche il mese e l'anno dell'autorizzazione di cui all'art.
4,  comma  5, che deve essere impresso in modo visibile ed indelebile
in  un  punto  non  asportabile  e non soggetto a logorio. In caso di
sostituzione  della  parte  su cui inizialmente e' stato impresso, il
numero di matricola deve essere reimpresso sulla parte sostituita.
                               Art. 8
       Tariffe e prezzi di acquisto dei dispositivi protesici

  1.  In  sede  di  prima  applicazione  del presente regolamento, le
regioni fissano il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel
proprio  territorio  ai  soggetti  erogatori,  entro un intervallo di
variazione  compreso tra il valore delle tariffe indicate dall'elenco
1 del nomenclatore allegato nel presente regolamento ed una riduzione
di tale valore non superiore al venti per cento.
  2.  I  prezzi  corrisposti  dalle  aziende  Usl  per  i dispositivi
protesici e gli apparecchi inclusi, rispettivamente, agli elenchi 2 e
3  del  nomenelatore  allegato,  sono  determinati mediante procedure
pubbliche  di  acquisto  espletate  secondo  la normativa vigente. Le
regioni emanano direttive per lo svolgimento delle suddette procedure
da  parte  delle aziende Usl, anche in forma associata, anche al fine
di  garantire  la  capillarita'  della  distribuzione dei dispositivi
protesici, il rispetto di standard di qualita' e la disponibilita' di
una  gamma  di  modelli idonea a soddisfare specifiche esigenze degli
assistiti.
  3.   Al   fine  di  consentire  l'acquisizione  delle  informazioni
necessarie alla programmazione sanitaria nazionale ed al monitoraggio
della  spesa  relativa  all'assistenza  protesica,  le  regioni  e le
province  autonome provvedono ad inviare al Ministero della sanita' i
provvedimenti regionali e provinciali di determinazione delle tariffe
e   dei   prezzi  di  acquisto  dei  dispositivi  protesici  di  cui,
rispettivamente, agli elenchi 1 e 2 e 3 del nomenclatore allegato.
                               Art. 9
            Rapporti tra Regioni, aziende Usl e fornitori

  1.  Nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 8-quinquies
del  decreto  legislativo  30  dicembre 1992, n. 502, come modificato
dall'articolo  8, comma 4, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,  le  regioni,  anche  in  forma associata, e le aziende Usl, nel
rispetto  dei  piani  annuali  preventivi  individuati  dalle regioni
sentite  le  organizzazioni  dei  fornitori  di assistenza protesica,
contrattano  con  i fornitori dei dispositivi di cui all'elenco 1 del
nomenclatore  operanti  sul  proprio  territorio  le  modalita'  e le
condizioni delle forniture.
  2.  Le  modalita'  di  fatturazione  e  pagamento  dei  dispositivi
protesici di cui al presente regolamento sono stabilite dalle regioni
nel rispetto della normativa vigente in materia di contabilita'.
                               Art. 10
                       Modalita' di controllo

  1.  A ciascuno dei dispositivi inclusi nel nomenclatore allegato e'
attribuito  lo specifico codice riportato negli elenchi allegati, che
costituisce  l'elemento  identificativo  del  dispositivo nell'ambito
degli  scambi  all'interno  del Ssn e deve essere utilizzato per ogni
finalita' di carattere amministrativo ed informativo.
  2.  Le  regioni  e  le  province  autonome  vigilano sulla corretta
applicazione  da  parte delle aziende Usl del presente regolamento ed
assicurano   l'attivazione  da  parte  di  ciascuna  azienda  Usl  di
specifici sistemi di controllo, interno ed esterno.
                               Art. 11
                   Aggiornamento del nomenclatore

  1. Il nomenclatore e' aggiornato periodicamente, con riferimento al
periodo  di  validita' del Piano sanitario nazionale e, comunque, con
cadenza   massima  triennale,  con  la  contestuale  revisione  della
nomenclatura dei dispositivi erogabili.
                               Art. 12

  1.  Il  presente regolamento sostituisce il decreto ministeriale 28
dicembre  1992,  pubblicato  sul  Supplemento  Ordinario  n.  9  alla
Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1993.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana.  la'  fatto  obbligo  a  chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

  Roma, 28 agosto 1999
                                                   Il Ministro: BINDI

Visto, il Guardasigilli: DILIBERTO
  Registrato alla Corte dei conti il 14 settembre 1999
  Registro n. 2 Sanita', foglio n. 76
                                                           Allegato 1 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico 

 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico 

 
((1)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
   L'avviso di rettifica in G.U. 3/2/2000, n. 27 ha disposto  che  "a
pag. 158, prima colonna, dopo  "Sacca  a  Fondo  chiuso  con  filtro,
barriera protettiva  autoportante  o  anello  protettivo  e  supporto
adesivo  microporoso  ipoallergenico,  con   o   senza   rivestimento
antiaspirante  in  TNT,  con  o  senza  cintura.",  deve   intendersi
pubblicato il seguente richiamo alla "Legenda": "(1)": dopo "Sacca  a
fondo chiuso con flangia con o senza filtro, con o senza  dispositivo
di sicurezza, con o senza rivestimento antitraspirante in TNT." deve 
intendersi pubblicato il seguente richiamo alla "Legenda": "(1)"." 
                                                           Allegato 2 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico 
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