vai al Contenuto

Portale Norme & Concorsi Salute

Numero Atti:59524
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 16 agosto 2018 Ultima Modifica: 17 agosto 2018
servizio rss

Dettaglio atto

Legge 29 luglio 1975 , n. 405

Istituzione dei consultori familiari.

(G.U. Serie Pregressa , n. 227 del 27 agosto 1975)

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  Il  servizio  di assistenza alla famiglia e alla maternita' ha come
scopi:
    a)  l'assistenza  psicologica  e sociale per la preparazione alla
maternita'  ed  alla  paternita'  responsabile e per i problemi della
coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile;
    b)  la  somministrazione  dei  mezzi  necessari per conseguire le
finalita'  liberamente  scelte  dalla  coppia e dal singolo in ordine
alla  procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche
e dell'integrita' fisica degli utenti;
    c)  la  tutela  della  salute  della  donna  e  del  prodotto del
concepimento;
    d)  la divulgazione delle informazioni idonee a promuovere ovvero
a prevenire la gravidanza consigliando i metodi ed i farmaci adatti a
ciascun caso.
    ((d-bis) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della
sterilita'  e  della  infertilita'  umana,  nonche'  alle tecniche di
procreazione medicalmente assistita;
    d-ter)   l'informazione   sulle   procedure   per   l'adozione  e
l'affidamento familiare)).
                               Art. 2.

  La  regione  fissa  con  proprie norme legislative i criteri per la
programmazione,  il  funzionamento,  la  gestione  e il controllo del
servizio di cui all'articolo 1 in conformita' ai seguenti principi:
    a)  sono  istituiti  da  parte  dei  comuni  o di loro consorzi i
consultori  di  assistenza  alla  famiglia  e  alla  maternita' quali
organismi  operativi  delle  unita'  sanitarie  locali, quando queste
saranno istituite;
    b)  consultori possono essere istituiti anche da istituzioni o da
enti  pubblici  e  privati che abbiano finalita' sociali, sanitarie e
assistenziali  senza scopo di lucro quali presidi di gestione diretta
o  convenzionata delle unita' sanitarie locali, quando queste saranno
istituite;
    c) i consultori pubblici ai fini della assistenza ambulatoriale e
domiciliare,  degli opportuni interventi e della somministrazione dei
mezzi  necessari  si  avvalgono del personale dei distretti sanitari,
degli  uffici sanitari comunali e consorziali, delle condotte mediche
e  ostetriche e delle altre strutture di base sociali, psicologiche e
sanitarie.  I  consultori di cui alla precedente lettera b) adempiono
alle  funzioni  di  cui  sopra  mediante  convenzioni  con  le unita'
sanitarie locali. Fino all'entrata in vigore della riforma sanitaria,
i consultori di cui alla lettera b) possono stipulare convenzioni con
gli  enti  sanitari  operanti  nel  territorio,  in base ai programmi
annuali regionali di cui all'articolo 6 e secondo i criteri stabiliti
dalle  regioni.  I  consultori  pubblici  e  privati per gli esami di
laboratorio  e  radiologici ed ogni altra ricerca strumentale possono
avvalersi  degli  ospedali  e dei presidi specialistici degli enti di
assistenza sanitaria.
                               Art. 3.

  Il  personale  di  consulenza e di assistenza addetto ai consultori
deve  essere  in  possesso  di titoli specifici in una delle seguenti
discipline:  medicina,  psicologia,  pedagogia ed assistenza sociale,
nonche'     nell'abilitazione,    ove    prescritta,    all'esercizio
professionale.
                               Art. 4.

  L'onere  delle  prescrizioni  di  prodotti farmaceutici va a carico
dell'ente o del servizio cui compete l'assistenza sanitaria.
  Le  altre  prestazioni  previste  dal  servizio  istituito  con  la
presente legge sono gratuite per tutti i cittadini italiani e per gli
stranieri  residenti  o  che  soggiornino,  anche temporaneamente, su
territorio italiano.
                               Art. 5.

  Lo  Stato  assegna  alle  regioni  5  miliardi  di  lire per l'anno
finanziario  1975  e 10 miliardi negli anni successivi per finanziare
il servizio previsto dalla presente legge.
  Il  fondo  comune  e'  ripartito  tra  le  regioni entro il mese di
febbraio  di  ogni  anno con decreto del Ministro per il tesoro sulla
base dei seguenti criteri:
    a)  il  50 per cento in proporzione alla popolazione residente in
ciascuna regione; ((2))
    b) il residuo 50 per cento in proporzione al tasso di natalita' e
di   mortalita'   infantile   quali   risultano  dai  dati  ufficiali
dell'Istituto  centrale  di  statistica  relativi  al  penultimo anno
precedente a quello della devoluzione. ((2))
  Le  somme  non  impiegate  in un esercizio possono essere impiegate
negli anni seguenti.
  Tali  finanziamenti  possono  essere integrati dalle regioni, dalle
province,  dai  comuni  o  dai  consorzi  di  comuni  direttamente  o
attraverso altre forme da essi stabilite.
  Alla copertura dell'onere di 5 miliardi per il 1975 si provvede per
il  medesimo  anno  finanziario mediante riduzione dello stanziamento
del capitolo 6856 dello stato di previsione della spesa del Ministero
del tesoro per l'anno medesimo.
  Il  Ministro  per  il tesoro e' autorizzato ad apportare con propri
decreti le occorrenti variazioni di bilancio.(1)
---------------
AGGIORNAMENTO(1)
La  L.  22 maggio 1978, n.194 ha disposto (con l'art. 3, comma 1) che
"Anche  per  l'adempimento  dei  compiti  ulteriori  assegnati  dalla
presente legge ai consultori familiari, il fondo dei cui all'articolo
5  della  legge  29  luglio  1975,  n.  405,  e'  aumentato  con  uno
stanziamento di L. 50.000.000.000 annui, da ripartirsi fra le regioni
in base agli stessi criteri stabiliti dal suddetto articolo."
---------------
AGGIORNAMENTO(2)
La  L.  5 dicembre 1978, n.785 ha disposto (con l'articolo unico) che
"Il  criterio  di  ripartizione  del  fondo  comune,  stabilito dalle
lettere  a)  e  b)  del  secondo comma dell'articolo 5 della legge 29
luglio 1975, n. 405, limitatamente al 1978 e' cosi' modificato:
    a)  il  75 per cento in proporzione alla popolazione residente in
ciascuna regione;
    b) il residuo 25 per cento in proporzione al tasso di natalita' e
a  quello di mortalita' infantile, quali risultano dai dati ufficiali
dell'Istituto  centrale  di  statistica  relativi  al  penultimo anno
precedente a quello della ripartizione."
                               Art. 6.

  La  regione,  tenuto  conto  delle  proposte  dei comuni e dei loro
consorzi nonche' delle esigenze di una articolazione territoriale del
servizio,  redige  un  programma  annuale,  approvato  dal  consiglio
regionale,  per finanziare i consultori di cui all'articolo 2, sempre
che  si  riscontrino  le  finalita'  indicate  all'articolo  1  della
presente legge.
                               Art. 7.

  Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge
le regioni emaneranno le norme legislative di cui all'articolo 2.
                               Art. 8.

  E' abrogata ogni norma incompatibile o in contrasto con la presente
legge.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 29 luglio 1975

                                LEONE

                                                    MORO - GULLOTTI -
                                                  COLOMBO - ANDREOTTI

Visto, il Guardasigilli: REALE
Torna su