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Numero Atti:63788
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 17 febbraio 2020 Ultima Modifica: 20 febbraio 2020
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Dettaglio atto

Ministero della Salute

Decreto 03 marzo 2005

Caratteristiche e modalita' per la donazione del sangue e di emocomponenti.

(G.U. Serie Generale , n. 85 del 13 aprile 2005)

							 
Allegato 2 PREPARAZIONE DEGLI EMOCOMPONENTI E LORO CONSERVAZIONE Emazie concentrate. Le emazie concentrate senza ulteriori soluzioni additive, sono ottenute da sangue intero attraverso la rimozione di parte del plasma mediante centrifugazione, senza ulteriori lavorazioni. Alla fine della procedura ciascuna unita' deve possedere: contenuto minimo di emoglobina pari a 45 g; ematocrito compreso tra 65 e 75%; emolisi: meno dello 0,8% della massa di globuli rossi alla fine del periodo massimo di conservazione. Le emazie concentrate, preparate senza interruzione del circuito chiuso, devono essere conservate a +4°C (+ o -) 2°C per un periodo di tempo che dipende dal tipo di anticoagulante impiegato. Emazie concentrate private del buffy-coat. Le emazie concentrate private del buffy-coat sono ottenute da sangue intero con la rimozione di parte del plasma e dello strato leucopiastrinico (buffy-coat), pari ad un volume compreso tra 20 e 60 ml. L'ematocrito del concentrato deve essere compreso tra il 65 ed il 75%. L'unita' preparata deve contenere tutti gli eritrociti di partenza meno una quota compresa tra 10 e 30 ml. Emolisi: meno dello 0,8% della massa di globuli rossi alla fine del periodo massimo di conservazione. Ad un controllo di qualita' a campione, il contenuto di leucociti e di piastrine deve essere inferiore rispettivamente a 1,2x10(elevato a 9) e a 20x10(elevato a 9) per unita', quello di emoglobina non inferiore a 43 g. La durata del periodo di conservazione del preparato e' analoga a quella indicata per le emazie concentrate. Emazie concentrate con aggiunta di soluzioni additive. Le emazie concentrate con aggiunta di soluzioni additive sono ottenute da sangue intero, dopo centrifugazione e rimozione del plasma e successiva aggiunta al concentrato eritrocitario di appropriate soluzioni nutritive. Il volume della soluzione additiva e' compreso tra 80 e 110 ml. La procedura deve essere effettuata appena possibile dopo la raccolta (al massimo entro tre giorni). L'ematocrito del preparato ottenuto, che dipende dalla metodica di centrifugazione impiegata, dalla quantita' di plasma residuo; dalle caratteristiche della soluzione additiva, non deve essere superiore al 70%; ogni unita' deve avere un contenuto minimo di emoglobina pari a 45g. Emolisi: meno dello 0,8% della massa di globuli rossi alla fine del periodo massimo di conservazione. L'unita' preparata deve possedere l'intero patrimonio eritrocitario dell'unita' di partenza e deve contenere, sempreche' non siano stati rimossi, la maggior parte dei leucociti e piastrine, in funzione del metodo di centrifugazione impiegato. La durata del periodo di conservazione del preparato e' in rapporto alla soluzione additiva impiegata. Emazie concentrate private del buffy-coat e risospese in soluzioni additive. Le emazie concentrate private del buffy-coat e risospese in soluzioni additive sono ottenute da sangue intero centrifugato, dopo rimozione del plasma e del buffy-coat e successiva addizione al concentrato eritrocitario di opportune soluzioni nutritive. Il volume della soluzione additiva e' compreso tra 80 e 110 ml. La procedura deve essere effettuata appena possibile dopo la raccolta (al massimo entro tre giorni). L'ematocrito del preparato e' in diretto rapporto con il metodo di centrifugazione adottato, con il volume di plasma residuo, con il volume e le caratteristiche della soluzione additiva impiegata, non deve essere superiore al 70%; ogni unita' deve avere un contenuto minimo di emoglobina pari a 43 g. L'unita' preparata deve contenere tutti gli eritrociti di partenza, meno una quota non superiore a 30 ml; il contenuto medio di leucociti e di piastrine per unita' deve essere inferiore rispettivamente a 1,2x10(elevato a 9), e a 20x10(elevato a 9). Emolisi: meno dello 0,8% della massa di globuli rossi alla fine del periodo massimo di conservazione. La durata del periodo di conservazione del preparato e' in rapporto alla soluzione impiegata. Emazie lavate. Le emazie lavate sono ottenute da sangue intero mediante centrifugazione, rimozione del plasma e successivo lavaggio delle emazie in soluzione isotonica a +4°C. Questo componente e' una sospensione di eritrociti dalla quale sono stati rimossi leucociti e piastrine e parte del plasma. La quantita' di plasma residuo e' in diretto rapporto con il protocollo di lavaggio impiegato. L'ematocrito varia in funzione delle necessita' cliniche. Alla fine del procedimento di lavaggio ciascuna unita' deve possedere un contenuto minimo di emoglobina pari a 40 g. Ad un controllo di qualita' a campione, il contenuto di proteine deve essere inferiore a 0,3 g/unita'. Il preparato deve essere conservato a +4°C (+ o -) 2°C per un periodo di tempo il piu' breve possibile e comunque non superiore a ventiquattro ore se non vengono utilizzati metodi che garantiscono l'integrita' del circuito chiuso. Emazie leucodeplete. Le emazie leucodeplete sono ottenute attraverso la rimozione, mediante filtrazione, della maggior parte dei leucociti da una preparazione di emazie o, al momento del prelievo, mediante filtro in linea. Ad un controllo di qualita' a campione, il contenuto di leucociti deve essere inferiore a 1x10(elevato a 6) per unita'. Ciascuna unita' deve possedere un contenuto minimo di emoglobina pari a 40 g. Emolisi: meno dello 0,8% della massa di globuli rossi alla fine del periodo massimo di conservazione. Se la preparazione del prodotto ha comportato l'apertura del sistema, il tempo di conservazione deve essere inferiore a ventiquattro ore a 4°C (+ o - 9) 2°C. Emazie congelate. Le emazie congelate sono ottenute per congelamento con idoneo crioprotettivo entro sette giorni dalla raccolta e conservate a temperature comprese tra -60°C e -80°C in congelatore meccanico se si utilizza un metodo con alta concentrazione di glicerolo, o a temperature inferiori in azoto liquido se si utilizza un metodo con bassa concentrazione di glicerolo. Per entrambi i metodi si richiede una procedura di deglicerolizzazione/lavaggio. Le emazie congelate possono essere conservate fino a dieci anni e il loro impiego a scopo trasfusionale e' condizionato ai criteri di idoneita' previsti dalla normativa in vigore e dalla garanzia che sia sempre mantenuta la corretta temperatura di conservazione. Prima dell'uso le emazie sono scongelate, deglicerolizzate, lavate, risospese in soluzione fisiologica o soluzione additiva e utilizzate nel piu' breve tempo possibile; possono essere conservate a +4°C (+ o -) 2°C per non piu' di ventiquattro ore se non vengono utilizzati metodi che garantiscono l'integrita' del circuito chiuso. L'unita' ricostituita di emazie congelate e' praticamente priva di proteine, granulociti e piastrine. Ogni unita' deve possedere un contenuto emoglobinico non inferiore a 36 g. Il trasporto del preparato allo stato congelato richiede misure atte a mantenere adeguate condizioni di conservazione. Concentrato di emazie da aferesi. Il concentrato di emazie da aferesi e' ottenuto da un singolo donatore sottoposto ad aferesi utilizzando un separatore cellulare ed e' costituito da una o due unita'. Ogni unita' deve possedere un contenuto minimo di emoglobina pari a 40 g, con un ematocrito del 65-75%, ridotto a 50-70% se risospeso in soluzione additiva. La durata e le modalita' per la conservazione sono le medesime del concentrato di emazie. Concentrato piastrinico da singola unita' di sangue intero. Il concentrato piastrinico da singola unita' di sangue intero e' ottenuto da sangue intero fresco mantenuto a + 22 (+ o -) 2°C, attraverso centrifugazione e successivo recupero della maggior parte del contenuto in piastrine. Ad un controllo di qualita' a campione, il preparato deve contenere, nel 75% delle unita' esaminate, un numero di piastrine compreso tra le 4,5 e le 8,5x10(elevato a 10) in 50-60 ml del mezzo di sospensione. Il preparato deve possedere, per singola unita', un contenuto di leucociti inferiore a 0,2x10(elevato a 9), se da plasma ricco di piastrine, o inferiore a 0,05x10(elevato a 9), se da buffy-coat, sempreche' non siano state adottate misure volte a diminuire il contenuto dei componenti predetti. Il concentrato piastrinico da singola unita' di sangue intero, qualora preparato in sistema chiuso, puo' essere conservato a 22°C (+ o -) 2°C, in agitazione continua, per un periodo di tempo variabile in funzione del contenitore impiegato e comunque non oltre cinque giorni dal prelievo. La conservazione deve essere effettuata con modalita' che garantiscano la vitalita' e l'attivita' emostatica delle piastrine contenute. Il volume di plasma o di liquido conservante deve essere in quantita' tale da garantire, durante tutto il periodo di conservazione, un pH compreso fra 6,4 e 7,4, corretto per 22°C. Concentrato piastrinico da pool di buffy-coat. Il concentrato piastrinico da pool di buffy-coat e' ottenuto da un pool di 5-8 buffy-coat da singole unita' di sangue intero fresco e deve contenere almeno 2,5x10(elevato a 11) piastrine. La miscela di buffy-coat, compatibile per gruppo sanguigno, deve essere quindi diluita con una adeguata quantita' di plasma o con appropriata soluzione nutriente e centrifugata in modo da ridurre il contenuto di leucociti ad una quantita' inferiore a 0,05x10(elevato a 9) per singola unita' di partenza. Il valore di pH e la temperatura di conservazione sono quelli previsti per i concentrati piastrinici. La durata del periodo di conservazione dipende dal contenitore impiegato. La conservazione deve essere effettuata con modalita' che garantiscano la vitalita' e l'attivita' emostatica delle piastrine contenute. Si possono preparare concentrati piastrinici lavati per pazienti con ripetute reazioni dopo trasfusione di piastrine o in pazienti con anticorpi anti -IgA, se non sono disponibili piastrine da donatori con carenza di IgA. I lavaggi comportano la riduzione proteica, ma contemporaneamente diminuisce il contenuto piastrinico. Le piastrine devono poi essere risospese in una soluzione additiva. Concentrato piastrinico da aferesi. Il concentrato piastrmnico da aferesi e' ottenuto da un singolo donatore sottoposto a piastrinoaferesi utilizzando un separatore cellulare. Ad un controllo di qualita' a campione, il contenuto di piastrine del concentrato non deve essere inferiore a 3x10(elevato a 11) piastrine in almeno il 75% dei campioni. Il concentrato ottenuto da plasmapiastrinoaferesi o da prelievo multicomponente deve contenere almeno 2x10(elevato a 11) piastrine. L'emocomponente, se preparato in sistema chiuso, puo' essere conservato a 22°C (+ o -) 2 °C in agitazione continua per un periodo di tempo variabile in funzione del contenitore impiegato, e comunque non superiore a cinque giorni dal prelievo. La conservazione deve essere effettuata con modalita' che garantiscano la vitalita' e l'attivita' emostatica delle piastrine contenute. Il volume di plasma o di liquido conservante deve essere in quantita' tale da garantire, durante tutto il periodo di conservazione, un pH compreso fra 6,4 e 7,4. Si possono preparare concentrati piastrinici lavati per pazienti con ripetute reazioni dopo trasfusione di piastrine o in pazienti con anticorpi anti -IgA, se non sono disponibili piastrine da donatori con carenza di IgA. I lavaggi comportano la riduzione proteica, ma contemporaneamente diminuisce il contenuto piastrinico. Le piastrine devono poi essere risospese in una soluzione additiva. Piastrine crioconservate (da aferesi). Le piastrine crioconservate (da aferesi) sono preparate congelando a -80°C, o a temperature inferiori, un concentrato di piastrine prelevate in aferesi da non piu' di ventiquattro ore. Il preparato puo' essere conservato in congelatore meccanico a -80°C fino ad un anno, in vapori di azoto liquido a -150°C, fino a dieci anni. E' necessario utilizzare un crioprotettivo. Prima dell'uso le piastrine devono essere scongelate e risospese in appropriata soluzione. Dopo scongelamento devono essere usate immediatamente. Il caso di breve periodo di conservazione vanno mantenute in adeguata agitazione a +22°C (+ o -) 2°C. Una unita' ricostituita di piastrine crioconservate deve avere: volume da 50 a 200 ml, conta piastrinica maggiore del 40% del contenuto piastrinico prima del congelamento, leucociti residui inferiori a 1x10(elevato a 6). Per il trasporto allo stato congelato devono essere adottate misure volte a mantenere adeguate condizioni di conservazione. Concentrato granulocitario da aferesi. Il concentrato granulocitario da aferesi sospeso in plasma e' ottenuto da un singolo donatore mediante l'impiego di separatori cellulari. Ad un controllo di qualita' a campione, il preparato deve contenere almeno 1x10(elevato a 10) granulociti in un volume inferiore a 500 ml in almeno il 75% delle unita' esaminate. La preparazione deve essere trasfusa quanto prima possibile e comunque entro ventiquattro ore se mantenuta a 22°C (+ o -) 2°C. Cellule staminali emopoietiche periferiche. Le cellule staminali da sangue periferico vengono raccolte come cellule mononucleate mediante leucoaferesi. Le cellule staminali da cordone ombelicale vengono raccolte dalla placenta attraverso le vene del cordone ombelicale. Quando indicate, successive addizionali purificazioni e manipolazioni possono comprendere: la rimozione di granulociti ed eritrociti nonche' la riduzione ed eliminazione di cellule neoplastiche nelle preparazioni di cellule progenitrici ematopoietiche autologhe o del numero dei T - linfociti nelle preparazioni di cellule progenitrici ematopoietiche allogeniche, al fine di minimizzare la Graft versus Host Disease (GvHD). Le cellule raccolte vengono sospese in una soluzione contenente un crioprotettivo e proteine, congelate in idonei contenitori e poi conservate a temperature inferiori a -80°C. Le cellule progenitrici ematopoietiche congelate debbono essere scongelate in bagno termostatico a +37°C, sotto agitazione continua, e trasfuse immediatamente. Debbono essere congelati anche i campioni di riferimento delle preparazioni di cellule progenitrici ematopoietiche per i dovuti controlli. Plasma fresco congelato. ll plasma fresco congelato (P.F.C.) e' ottenuto attraverso il congelamento di plasma, dopo separazione del sangue intero o mediante aferesi (plasmaferesi), che deve avvenire entro limiti di tempo e a temperature tali da preservare adeguatamente l'attivita' dei fattori labili della coagulazione. Tale preparazione contiene normali livelli di fattori stabili e labili della coagulazione, albumina e immunoglobuline, per una quantita' totale di proteine superiore a 50 g/L. Il preparato dovrebbe contenere meno di 6x10(elevato a 9/l) di emazie, meno di 0,1x10(elevato a 9/l) di leucociti e meno di 50x10(elevato a 9/l) di piastrine. Qualora il plasma sia ottenuto da sangue intero deve essere separato preferenzialmente entro sei ore e non oltre le 18 ore dalla raccolta ed il suo congelamento deve avvenire utilizzando una apparecchiatura che lo completi entro un'ora a temperatura inferiore a -30°C. Qualora il plasma sia ottenuto da aferesi, deve essere congelato utilizzando una apparecchiatura che lo completi entro un'ora a temperatura inferiore a -30°C. Ad un controllo di qualita' a campione, il preparato deve contenere almeno il 70% del contenuto originale di fattore VIIIc. Il plasma fresco congelato, se mantenuto costantemente a temperatura inferiore a -25°C puo' essere conservato fino a ventiquattro mesi, se a temperaura compresa tra -18 e -25°C fino a tre mesi. Trascorsi i periodi anzidetti il preparato e' utilizzabile solo per la produzione di frazioni plasmatiche. Lo scongelamento del PFC deve avvenire a temperatura compresa tra 30°C e 37°C in bagno con agitazione o con altra strumentazione idonea, tale da consentire il controllo della temperatura; dopo lo scongelamento deve essere usato il piu' presto possibile e comunque non oltre ventiquattro ore se conservato a +2°C (+ o - ) 2°C e non puo' essere ricongelato. In rapporto all'eventuale applicazione di trattamenti virucidi possono essere accettate caratteristiche finali del prodotto diverse purche' in accordo con i criteri internazionalmente riconosciuti validi. Il plasma fresco congelato non deve contenere anticorpi irregolari clinicamente significativi. Crioprecipitato e plasma privo di crioprecipitato. Il crioprecipitato e' un preparato costituito dalla frazione crioglobulinica del plasma fresco, ottenuta da una singola donazione, concentrato ad un volume finale di non superiore a 40 ml. Il prodotto contiene, oltre al fattore VIII, anche la maggior parte del fattore Von Willebrand, del fibrinogeno, del fattore XIII e della fibronectina, presenti nel plasma fresco di partenza. Ad un controllo di qualita' a campione, il preparato deve contenere piu' di 70 U.I. di Fattore VIIIc, piu' di 140 mg di fibrinogeno e piu' di 100 UI di Fattore Von Willebrand. Le condizioni di conservazione sono quelle del PFC. Il plasma privo di crioprecipitato e' costituito da plasma fresco congelato dopo rimozione del crioprecipitato. Contiene albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione nella stessa quantita' del plasma fresco congelato, eccetto i livelli di FV, FVIII, che sono ridotti marcatamente e fibrinogeno ugualmente ridotti. Le condizioni di conservazione sono quelle del PFC. Lo scongelamento immediatamente prima dell'uso deve seguire le modalita' indicate per il plasma fresco congelato. Il plasma privo di crioprecipitato non deve contenere anticorpi irregolari clinicamente significativi. Emocomponenti irradiati. Le unita' di sangue ed emocomponenti, nel casosia indicata l'irradiazione, devono essere sottoposte a una dose di radiazioni compresa tra 25 Gray e 50 Gray, allo scopo di ridurre il rischio di GvHD post-trasfusionale. Il tempo di esposizione deve essere standardizzato per ogni apparecchio emittente ed aggiustato ad intervalli regolari per tener conto del decadimento dell'isotopo. L'irradiazione delle emazie deve avvenire entro quattordici giorni dal prelievo e le unita' iradiate debbono essere trasfuse entro ventotto giorni dal prelievo. Nei casi di trasfusione intrauterina, o a neonato, o a paziente con iperpotassiemia e' necessario procedere alla trasfusione entro quarantotto ore dall'irradiazione, oppure provvedere all'eliminazione, con mezzi idonei, dell'eccesso di potassio. L'irradiazione non modifica la scadenza dei concentrati piastrinici. Le unita' di sangue ed emocomponenti irradiate possono essere assegnate anche a pazienti immunologicamente normali, fatte salve le dovute precauzioni per categorie a rischio di iperpotassiemia. La irradiazione degli emocomponenti deve avvenire in locali conformi alle norme di sicurezza. Unita' di predeposito per autotrasfusione. L'unita' di predeposito per autotrasfusione consiste in una unita' di sangue intero e/o di emocomponenti prelevata al paziente cui e' destinata per corrispondere a proprie esigenze terapeutiche. Il preparato e' di esclusivo uso autologo pertanto non e' soggetto ai vincoli imposti dai protocolli per l'accertamento della idoneita' del donatore di sangue. Il responsabile della struttura trasfusionale adotta il protocollo per la procedura operativa del predeposito in cui viene definita anche la modalita' di acquisizione del consenso informato del paziente. Piu' unita' di sangue intero e/o di emocomponenti, in funzione delle esigenze terapeutiche, possono essere prelevate dal paziente a brevi intervalli di tempo, secondo le procedure adottate nella struttura trasfusionale e con l'eventuale supporto farmacologico, e predepositate. L'unita' di predeposito deve essere identificata in maniera univoca, sulla etichetta della relativa sacca deve essere apposta la firma del paziente e del medico responsabile del prelievo. Per ogni unita' devono essere effettuate le seguenti indagini: gruppo AB0 ed Rh (D); HbsAg; HCVAb; HIV(base1-2)Ab. Il paziente deve essere informato che le unita' predepositate sono conservate fino a scadenza della componente eritrocitaria e che sono disponibili per le sue necessita' trasfusionali. La scadenza dell'unita' di predeposito, le relative modalita' di conservazione e di trasporto sono analoghe a quelle per le unita' allogeniche. Emocomponenti per uso non trasfusionale (topico). Gel piastrinico. Il gel piastrinico e' un emocomponente per uso topico, di origine autologa od allogenica, ottenuto dall'aggregazione di un concentrato piastrinico messo a contatto con calcio e fattori proaggreganti biologici (trombina) o farmacologica. Nel corso del processo di formazione del coagulo le piastrine liberano i fattori contenuti negli alpha granuli. L'uso topico del preparato, favorito dalle sue caratteristiche di plasticita' e modellabilita' alla sede di applicazione, favorisce ed accelera la riparazione tissutale sia cutanea sia ossea. Trova il maggior impiego nella chirurgia maxillo - facciale, ortopedica e nella cura delle ulcere torpide cutanee. Il preparato puo' essere ottenuto da sangue intero da predeposito o da donazione allogenica per frazionamento, con o senza reinfusione delle emazie, o da piastrinoaferesi antologa o allogenica. Tutto il processo deve avvenire garantendo l'asepsi. Dopo la preparazione va utilizzato il piu' rapidamente possibile, oppure congelato secondo tempi e modalita' analoghi a quelli del PFC. In caso di origine allogenica devono essere eseguiti gli esami obbligatori per la validazione biologica. Colla di fibrina. La colla di fibrina e' un emocomponente per uso topico, di origine autologa od allogenica. Il suo uso topico, facilita l'adesione tissutale, favorisce l'emostasi, coadiuva le suture chirurgiche nel processo di cicatrizzazione. Trova il maggior impiego nella chirurgia cardiovascolare, toracica ed epatica, ma anche in neurochirurgia e in chirurgia plastica. Il preparato e' ottenuto dal plasma di origine autologa od allogenica, attraverso una procedura che garantisca l'asepsi. Dopo la preparazione va utilizzato il piu' rapidamente possibile, oppure congelato secondo tempi e modalita' analoghi a quelli del PFC. In caso di origine allogenica devono essere eseguiti gli esami obbligatori per la validazione biologica.
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