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Numero Atti:62647
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 12 ottobre 2019 Ultima Modifica: 14 ottobre 2019
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Dettaglio atto

Decreto del presidente del consiglio dei ministri 16 aprile 2002

Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa.

(G.U. Serie Generale , n. 122 del 27 maggio 2002)

              IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Visto il decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124, "Ridefinizione
del  sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e
del  regime  delle  esenzioni,  a norma dell'art. 59, comma 50, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449", ed in particolare l'art. 3, commi 10
e  15,  nei  quali si prevede la definizione, da parte delle regioni,
dei criteri secondo i quali i direttori generali delle aziende unita'
sanitarie  locali  ed  ospedaliere  determinano,  entro trenta giorni
dall'efficacia  della disciplina regionale, il tempo massimo che puo'
intercorrere   tra  la  data  della  richiesta  delle  prestazioni  e
l'erogazione della stessa;
  Visto  l'accordo  tra il Governo, le regioni e le province autonome
di  Trento  e  Bolzano  in  materia  di spesa sanitaria sancito dalla
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e di Bolzano l'8 agosto 2001, che, al
punto  6,  stabilisce  le  risorse  da destinare al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale;
  Visto  il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito dalla
legge  16 novembre  2001,  n.  405,  recante  "Interventi  urgenti in
materia di spesa sanitaria" ed in particolare l'art. 6 che prevede la
definizione,  con  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano, dei livelli
essenziali di assistenza ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni;
  Visto  l'accordo  tra il Governo, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano sui livelli essenziali di assistenza sanitaria
ai  sensi  dell'art.  1  del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502,  e successive modificazioni, sancito dalla Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano il 22 novembre 2001;
  Visto   il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
29 novembre  2001,  pubblicato  nel  supplemento ordinario n. 26 alla
Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002 che definisce i livelli
essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale;
  Considerato  che  il  criterio  dell'appropriatezza  e quindi anche
l'erogazione   delle   prestazioni   entro   tempi  appropriati  alle
necessita'   di  cura  degli  assistiti  rappresenta  una  componente
strutturale dei livelli essenziali di assistenza;
  Visti gli articoli 34 e 34-bis della legge 23 dicembre 1996, n. 662
"Misure  di  razionalizzazione  della finanza pubblica", e successive
modificazioni,  che  prevedono  il finanziamento, con quote vincolate
del   Fondo   sanitario  nazionale,  di  progetti  regionali  per  il
perseguimento  degli  obiettivi di carattere prioritario e di rilievo
nazionale  indicati  nel  Piano sanitario nazionale, e del successivo
programma  approvato  dalla Conferenza Stato-regioni che individua la
riduzione  delle  liste  di  attesa  tra  gli obiettivi prioritari in
attuazione del Piano sanitario nazionale;
  Valutata  la  necessita' di adottare ulteriori misure per garantire
l'erogazione    tempestiva    delle    prestazioni   diagnostiche   e
terapeutiche,   ed   in   particolare  di  quelle  ritenute  urgenti,
nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza individuati;
  Visto l'accordo sancito dalla Conferenza Stato-regioni nella seduta
del  14 febbraio  2002 con il quale Governo e regioni hanno convenuto
sui  criteri di priorita' per l'accesso alle prestazioni diagnostiche
e  terapeutiche  e  sui tempi massimi di attesa, integrando i livelli
essenziali  di assistenza sanitaria, gia' definiti con il decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  del  29 novembre 2001, con
apposite linee-guida di cui alla lettera b) del suddetto accordo;
  Acquisita  l'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in
data 14 febbraio 2002;
  Sulla  proposta  del  Ministro  della  salute,  di  concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze;

                              Decreta:
                               Art. 1.
  1.  Al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri del
29 novembre  2001,  che ha definito, ai sensi del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni e
dell'art.  6  del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito
con modificazioni dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, conformemente
agli  accordi sanciti dalla Conferenza Stato-regioni in data 8 agosto
e  22 novembre  2001  e  14 febbraio  2002,  i  livelli essenziali di
assistenza  sanitaria,  e'  aggiunto,  come allegato 5, l'allegato al
presente  decreto  recante  "Linee guida sui criteri di priorita' per
l'accesso  alle  prestazioni  diagnostiche e terapeutiche e sui tempi
massimi di attesa".
  2.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il quindicesimo giorno
successivo  a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
    Roma, 16 aprile 2002

                            Il Presidente
                     del Consiglio dei Ministri
                             Berlusconi

                      Il Ministro della salute
                               Sirchia

                      Il Ministro dell'economia
                           e delle finanze
                              Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 6 maggio 2002
Ministeri  istituzionali,  registro n. 4 Presidenza del Consiglio dei
Ministri, foglio n. 383
                                                             Allegato
LINEE  GUIDA  SUI CRITERI DI PRIORITA' PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI
     DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE E SUI TEMPI MASSIMI DI ATTESA.

    1. Le regioni e le province autonome indicano, entro il 31 maggio
2002,   i   criteri  di  priorita'  per  l'accesso  alle  prestazioni
diagnostiche   e   terapeutiche,   sulla   base   di  valutazioni  di
appropriatezza e di urgenza, e le modalita' per una corretta gestione
delle  liste  di prenotazione al fine di garantire l'uniformita' e la
trasparenza delle stesse.
    2.  Sulla  base  delle indicazioni sull'appropriatezza ed urgenza
delle  prestazioni  di  cui  al  punto  1,  le  regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano adottano specifiche iniziative per la
responsabilizzazione  dei  medici prescrittori al fine di ottimizzare
il rapporto tra domanda e offerta.
    3.  Le indicazioni regionali previste al punto 1 integrano quanto
gia'  disposto  in  attuazione  dell'art.  3,  comma  10, del decreto
legislativo  29 aprile  1998,  n.  124,  nonche'  dei progetti di cui
all'art.  1,  comma  34-bis,  della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e
successive  modificazioni.  In  particolare, le regioni e le province
autonome,  in  base  ai  criteri di priorita' dalle stesse definiti e
sulla  base  di quanto individuato ai sensi del punto a) dell'accordo
Governo-regioni  del  14 febbraio  2002, fissano e aggiornano i tempi
massimi  di  attesa  per  le  prestazioni diagnostiche e terapeutiche
urgenti,  in  regime  ambulatoriale  e di ricovero, e ne danno idonea
pubblicita'.
    4.  I  direttori generali delle aziende unita' sanitarie locali e
delle  aziende  ospedaliere  sono  responsabili dell'attuazione delle
indicazioni  regionali  e  provinciali  formulate in applicazione dei
punti 1 e 2.
    5.  L'inosservanza  dei  tempi  massimi  di attesa costituisce un
elemento  negativo  da valutare ai fini dell'attribuzione della quota
variabile  del  trattamento economico del direttore generale connesso
ai  risultati  di  gestione  ottenuti  e  agli  obiettivi  di  salute
conseguiti.   Il   direttore   generale   valuta  la  responsabilita'
dell'inosservanza dei tempi di attesa e dei criteri di appropriatezza
ed   urgenza   all'interno   dell'azienda  sanitaria  anche  al  fine
dell'attribuzione  della  retribuzione  di  risultato  del  direttore
sanitario   e   dei  dirigenti  di  struttura  complessa  o  semplice
interessati.
    6.  Le  regioni  e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano
provvedono  ad  attivare  sistemi  di  monitoraggio  dei  tempi e dei
procedimenti  trasmettendo  i relativi dati al Ministero della salute
e,  per  il tramite dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, al
tavolo di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza sanitaria
previsto   al   punto   15   dell'Accordo  sancito  dalla  Conferenza
Stato-regioni l'8 agosto 2001, ai fini dell'elaborazione di periodici
rapporti.
    7. Con lo stesso atto di cui al punto 1, le regioni e le province
autonome  disciplinano nelle situazioni caratterizzate da particolare
urgenza:
      a)  l'eventuale  attribuzione alle equipe sanitarie, sulla base
di  quanto  stabilito  dalla  contrattazione  collettiva, di forme di
incentivazione  specificamente  finalizzate  al rispetto dei tempi di
attesa  di  cui  all'accordo  sancito  dalla Conferenza Stato-regioni
nella seduta del 14 febbraio 2002;
      b) l'eventuale espletamento di prestazioni libero professionali
nei  confronti  dell'azienda  stessa  da  parte  di proprio personale
dipendente  (dirigenti  sanitari, infermieri, ostetriche e tecnici di
radiologia  medica) finalizzate al rispetto delle liste di attesa. Le
prestazioni   libero  professionali  devono  essere  espletate  fuori
dall'orario  di  servizio  ed  in  misura  aggiuntiva non superiore a
quelle rese in regime istituzionale;
      c)  l'eventuale  stipula  di  contratti  a  termine  con liberi
professionisti in possesso dei requisiti professionali previsti dalla
normativa  vigente,  ovvero  il  ricorso a contratti di "service" con
ambulatori o studi professionali associati purche' accreditati, anche
se provvisoriamente.
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