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Numero Atti:61308
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 23 marzo 2019 Ultima Modifica: 26 marzo 2019
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Dettaglio atto

Decreto legislativo 30 giugno 1993 , n. 266

Riordinamento del Ministero della sanità, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421.

(G.U. Serie Generale , n. 180 del 03 agosto 1993)

									
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 giugno 1993; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; Acquisiti i pareri delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 giugno 1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanita', di concerto con i Ministri degli affari esteri, del tesoro, della difesa, dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, per la funzione pubblica e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali; E M A N A il seguente decreto legislativo: Art. 1. Funzioni del Ministero della sanita' 1. Il Ministero della sanita' esercita le funzioni amministrative riservate allo Stato della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e succes- sive modifiche ed integrazioni, in materia sanitaria, non delegate alle regioni ((ai sensi dell'art. 7 dalla stessa legge)). 2. Il Ministero partecipa alla elaborazione e alla attuazione delle politiche comunitarie. 3. Il Ministero svolge, inoltre funzioni in materia di: a) programmazione sanitaria, predisposizione del piano sanitario nazionale, definizione degli obiettivi fondamentali di prevenzione, cura e riabilitazione, indirizzo del Servizio sanitario nazionale, determinazione dei livelli delle prestazioni da assicurare uniformente sul territorio nazionale; b) coordinamento del sistema informativo sanitario e verifica comparativa dei costi e dei risultati conseguiti dalle regioni e dalle strutture operative del Servizio sanitario nazionale; c) vigilanza sulla conformita' delle specialita' medicinali alle norme nazionali e comunitarie, e regolamentazione della materia farmaceutica tenuto conto delle indicazioni della commissione di cui all'art. 7; d) sanita' pubblica, sanita' pubblica veterinaria, nutrizione e igiene degli alimenti; e) ricerca e sperimentazione in materia sanitaria; f) professioni e attivita' sanitarie.
                               Art. 2. 
     (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 7 DICEMBRE 2000, N. 435 )) 
                               Art. 3. 
                    Consiglio sanitario nazionale 
  1. Il Consiglio sanitario nazionale e' soppresso. 
  2. I compiti di cui all'art. 8 della legge  23  dicembre  1978,  n.
833, sono attribuiti alla Conferenza permanente per i rapporti fra lo
Stato, le regioni e le province autonome. 
                               Art. 4 
                   Consiglio superiore di sanita' 
 
  1. Il Consiglio superiore di sanita' e' organo  consultivo  tecnico
del Ministro della sanita' e svolge le seguenti funzioni: 
   a) prende in esame i fatti  riguardanti  la  salute  pubblica,  su
richiesta del Ministro per la sanita'; 
   b) propone lo studio  di  problemi  attinenti  all'igiene  e  alla
sanita'; 
   c) propone indagini scientifiche e  inchieste  su  avvenimenti  di
rilevante interesse nel campo igienico e sanitario; 
   d) propone all'amministrazione sanitaria la formulazione di schemi
di norme e di provvedimenti per la tutela della salute pubblica; 
   e)  propone   la   formulazione   di   standards   costruttivi   e
organizzativi per la edificazione di ospedali, istituti  di  cura  ed
altre opere igieniche da parte di pubbliche amministrazioni. 
  2. Il Consiglio superiore di sanita' esprime parere obbligatorio: 
   a)  sui  regolamenti  predisposti  da  qualunque   amministrazione
centrale che interessino la salute pubblica; 
   b)  sulle  convenzioni  internazionali  relative   alla   predetta
materia; 
   c) sugli elenchi  delle  lavorazioni  insalubri  e  dei  coloranti
nocivi; 
   d)  sui  provvedimenti  di  coordinamento   e   sulle   istruzioni
obbligatorie per la tutela della salute  pubblica  da  adottarsi  dal
Ministero della sanita', ai sensi dei nn. 2 e  3  dell'art.  1  della
legge 13 marzo 1958, n. 296; 
   e) (( LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 6 OTTOBRE 1998, N. 392 )); 
   f)  sulla  determinazione  dei  lavori  pericolosi,   faticosi   o
insalubri, delle donne e dei fanciulli e sulle  norme  igieniche  del
lavoro; 
   g)  sulle  domande  di  attestati  di  privativa  industriale  per
invenzioni e scoperte concernenti generi  commestibili  di  qualsiasi
natura; 
   h)  sulle  modificazioni  da  introdursi   negli   elenchi   degli
stupefacenti; 
   i) sul diniego e sulla revoca di registrazione  delle  specialita'
medicinali; 
   l) sui servizi diretti a prevenire  ed  eliminare  i  danni  delle
emanazioni radioattive e delle contaminazioni atmosferiche in genere,
che non siano di competenza delle unita' sanitarie locali. 
  3. La composizione  e  l'ordinamento  del  Consiglio  superiore  di
sanita' sono determinati con regolamento adottato ai sensi del  comma
3 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro quattro mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 
                             Art. 4-bis 
((  (Modalita'   dell'accertamento   medico-legale   effettuato   dal
                     Ministero della salute). )) 
 
  (( 1. Per la  formulazione  dei  pareri  medico-legali  di  propria
competenza, il Ministero della salute ha facolta' di  istituire,  nel
limite massimo di spesa di cui al comma  4,  collegi  medici  con  la
partecipazione di esperti  universitari  od  ospedalieri  specialisti
nelle varie discipline mediche, nei seguenti casi: 
   a) quando sia  richiesto  un  parere  medico-legale  dagli  organi
giudiziari  o  dalle  Amministrazioni  pubbliche,  e  sia  necessario
sottoporre l'interessato ad esame diretto; 
   b) quando dagli atti rimessi al Ministero risulti  una  disparita'
di giudizio tra gli organi competenti; 
   c) quando negli atti si notino discordanze tra i  risultati  degli
accertamenti medico-fiscali ed i giudizi diagnostico e  medico-legale
espressi; 
   d) quando il giudizio diagnostico sia stato espresso  in  modo  da
non permettere una sicura applicazione delle tabelle A  e  B  annesse
alla legge 10 agosto 1950, n. 648, e successive modificazioni. 
  2. I collegi medici di cui al comma 1 sono composti  dal  dirigente
dell'Ufficio medico-legale della Direzione generale delle professioni
sanitarie  e  medico-legali,  quale  presidente,  da  un  medico  del
predetto Ufficio, quale relatore, e da uno o piu' esperti scelti  tra
medici universitari od ospedalieri. 
  3. A ciascun esperto, per ogni giornata di seduta,  e'  corrisposto
un compenso commisurato alle tariffe  minime  degli  onorari  per  le
prestazioni  medico-chirurgiche  stabilite  dall'Ordine  dei   medici
chirurghi e degli odontoiatri e vigenti al momento della prestazione. 
  4. Per i compensi delle prestazioni degli esperti di cui al comma 3
e' autorizzata la spesa annua  massima  di  3.693  euro  a  decorrere
dall'anno 2002. 
  5.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato nella misura massima di  3.693  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2002, si provvede mediante corrispondente  riduzione  dello
stanziamento iscritto, ai  fini  del  bilancio  triennale  2002-2004,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale" dello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze per l'anno 2002, allo  scopo  parzialmente  utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero della salute. 
  6. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare,  con  propri  decreti,   le   occorrenti   variazioni   di
bilancio)). 
                               Art. 5. 
              Agenzia per i servizi sanitari regionali 
 
  1. E' istituita una agenzia  dotata  di  personalita'  giuridica  e
sottoposta alla vigilanza del Ministero della sanita', con compiti di
supporto delle attivita' regionali, di  valutazione  comparativa  dei
costi  e  dei  rendimenti  dei  servizi  resi  ai  cittadini   e   di
segnalazione di disfunzioni e sprechi nella  gestione  delle  risorse
personali  e  materiali   e   nelle   forniture,   di   trasferimento
dell'innovazione e delle sperimentazioni in materia sanitaria. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.L. 19 FEBBRAIO 2001, N. 17, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 MARZO 2001, N. 129. 
  3. Il direttore dell'agenzia e' nominato con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro  della  sanita',
tra esperti di riconosciuta competenza in materia di organizzazione e
programmazione    dei    servizi     sanitari,     anche     estranei
all'ammistrazione. Il direttore e' assunto con contratto  di  diritto
privato di durata quinquennale non rinnovabile. 
  4. Per consentire all'Agenzia  di  fare  fronte  tempestivamente  e
compiutamente ai propri compiti  istituzionali,  in  particolare  per
quanto concerne  il  supporto  al  Ministero  della  sanita'  per  la
definizione  dei  livelli  essenziali  di  assistenza,  da  correlare
effettivamente alle risorse finanziarie necessarie e disponibili,  la
dotazione organica del relativo personale e' determinata in cinquanta
unita' di personale di ruolo e in  trenta  unita'  di  personale  con
contratto a termine di diritto privato. L'Agenzia puo'  avvalersi  di
esperti con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa  nel
limite massimo di dieci unita'. 
  5. Alle spese di funzionamento dell'Agenzia si  fa  fronte  con  un
contributo annuo a carico dello Stato pari a  lire  12,8  miliardi  a
partire dall'anno  2001.  Al  relativo  onere  si  provvede  mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 12, comma 2, lettera  b),  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, come rideterminata
dalla  tabella  C  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388  (legge
finanziaria 2001). 
  6. Sono abrogati i commi 11  e  12  dell'art.  53  della  legge  23
dicembre 1978, n. 833. ((7)) 
    
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AGGIORNAMENTO (7) 
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto  (con  l'art.  2,  comma
357) che "La gestione  amministrativa  del  programma  di  ECM  e  il
supporto alla Commissione nazionale per la formazione continua di cui
all'articolo 16-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni, sono trasferiti all'Agenzia per i servizi
sanitari regionali, istituita dall'articolo 5 del decreto legislativo
30 giugno 1993, n. 266, e successive modificazioni, che, a  decorrere
dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  assume  la
denominazione di Agenzia nazionale per i servizi sanitari  regionali,
organo tecnico-scientifico  del  Servizio  sanitario  nazionale,  che
svolge attivita' di ricerca e di supporto nei confronti del  Ministro
della salute, delle regioni e delle province autonome di Trento e  di
Bolzano". 
                               Art. 6. 
                          Organi periferici 
  1. Sono organi periferici del Ministero della sanita' gli uffici di
sanita' marittima, aerea e di frontiera,  gli  uffici  veterinari  di
confine, porto e aeroporto e quelli per gli adempimenti CEE. 
                               Art. 7. 
                    Commissione unica del farmaco 
  1. Presso il Ministero della sanita' e' costituita  la  commissione
unica del farmaco, che provvede a: 
    a)  valutare  la  rispondenza  delle  specialita'  medicinali  ai
requisiti richiesti dalle disposizioni di legge e dalle direttive em-
anate dalla Comunita' europea ed  esprimere  pareri  sulle  procedure
comunitarie per  l'autorizzazione  all'immissione  in  commercio  dei
farmaci; 
    b)  esprimere  parere  vincolante  sul  valore  terapeutico   dei
medicinali  e  sulla  compatibilita'  finanziaria  delle  prestazioni
farmaceutiche e, a richiesta del Ministro della  sanita',  parere  su
tutte le questioni relative alla farmaceutica; 
    c) dare indicazioni di carattere generale  sulla  classificazione
dei medicinali, secondo il decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n.
539. 
  2. La commissione unica del farmaco e'  nominata  con  decreto  del
Ministro della sanita' e presieduta dal Ministro stesso  o  dal  vice
presidente da lui designato ed e'  composta  da  dodici  esperti,  di
documentata competenza scientifica nel campo delle  scienze  mediche,
biologiche e farmacologiche, di cui sette nominati  dalla  Conferenza
dei presidenti delle regioni  e  delle  province  autonome  e  cinque
nominati dal Ministro della sanita'. ((La commissione dura in  carica
due anni ed i componenti)) possono essere confermati una sola volta. 
  3. Sono inoltre componenti di diritto il dirigente del dipartimento
competente per materia ed il  direttore  dell'Istituto  superiore  di
sanita' o un direttore di laboratorio da quest'ultimo designato. 
  4. La commissione puo' invitare a  partecipare  alle  sue  riunioni
esperti nazionali e stranieri. 
                               Art. 8. 
                              Vigilanza 
  1. Il Ministro della sanita', nell'esercizio  del  potere  di  alta
vigilanza e ai  fini  di  cui  all'art.  10,  comma  2,  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, interviene con i propri  uffici
e si avvale dei nuclei dell'Arma dei carabinieri e del  personale  di
cui all'art. 4, comma 2, della legge 1› febbraio 1989, n. 37. 
  2. Il Ministro della sanita' si  avvale  dei  nuclei  specializzati
dell'Arma dei carabinieri per la repressione delle attivita' illecite
in materia sanitaria. 
                               Art. 9. 
                            Norme finali 
  1. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta del Ministro della sanita', di concerto con il Ministro  del
tesoro, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato,
le regioni e le province autonome, sono individuati, entro  due  mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nello stato  di
previsione del Ministero della sanita', i fondi da  trasferire,  alle
regioni e province autonome destinati a  finalita'  che  attengono  a
funzioni non esercitate dal Ministero della sanita'. 
                              Art. 10. 
                             Abrogazione 
  1. Sono abrogate le seguenti norme: l'art. 3 della legge  13  marzo
1958, n. 296; il decreto del Presidente della Repubblica 11  febbraio
1961, n. 257; l'art. 16 della legge 26  febbraio  1963,  n.  441;  la
legge 20 giugno 1967, n. 487; l'art. 5 della legge 20 giugno 1969, n.
383; l'art. 59 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; l'art. 2,  comma
9,  del  decreto-legge  8  maggio  1981,  n.  208,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 1 luglio 1981, n.  344;  l'art.  1,  comma
quinto, sesto e settimo, del decreto-legge 7 novembre 1981,  n.  632,
convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 1981,  n.  767;
l'art. 1, comma primo, del decreto del Presidente della Repubblica 23
agosto 1982, n. 791; l'art. 1,  comma  decimo,  del  decreto-legge  2
luglio 1982, n. 402, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3
settembre  1982,  n.  627;   l'art.   6,   comma   8,   limitatamente
all'organizzazione del Servizio ispettivo  centrale,  della  legge  7
agosto 1986, n. 462; gli articoli 1-ter e  1-quater  della  legge  26
giugno 1990, n. 162, nonche' tutte  le  altre  incompatibili  con  il
presente decreto. 
  2. L'abrogazione di cui al comma 1  ha  efficacia  dall'entrata  in
vigore dei regolamenti previsti dal presente  decreto,  in  relazione
alle materie di rispettiva competenza, (( . . . )). 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
   Dato a Roma, addi' 30 giugno 1993 
                              SCALFARO 
                                  CIAMPI, Presidente del Consiglio 
                                  dei Ministri 
                                  GARAVAGLIA, Ministro della sanita' 
                                  ANDREATTA, Ministro degli affari 
                                  esteri 
                                  BARUCCI, Ministro del tesoro 
                                  FABBRI, Ministro della difesa 
                                  COLOMBO, Ministro dell'universita' 
                                  e della ricerca scientifica e 
                                  tecnologica 
                                  CASSESE, Ministro per la funzione 
                                  pubblica 
                                  PALADIN, Ministro per il 
                                  coordinamento delle politiche 
                                  comunitarie e gli affari regionali 
Visto, il Guardasigilli: CONSO 
                              TABELLA A 
  (( TABELLA ABROGATA DAL D.L. 19 FEBBRAIO 2001, N. 17, CONVERTITO 
        CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 MARZO 2001, N. 129 )) 
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