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Numero Atti:55930
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 23 maggio 2017 Ultima Modifica: 24 maggio 2017
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Dettaglio atto

Legge 25 febbraio 1992 , n. 210

Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati.

(G.U. Serie Generale , n. 55 del 06 marzo 1992)

									
Art. 1 1. Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorita' sanitaria italiana, lesioni o infermita', dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrita' psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge. (3) (4) (5) (6) ((12)) 2. L'indennizzo di cui al comma 1 spetta anche ai soggetti che risultino contagiati da infezioni da HIV a seguito di somministrazione di sangue e suoi derivati, nonche' agli operatori sanitari che, in occasione e durante il servizio, abbiano riportato danni permanenti alla integrita' psico-fisica conseguenti a infezione contratta a seguito di contatto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da infezione da HIV. 3. I benefici di cui alla presente legge spettano altresi' a coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali. (7) (9) 4. I benefici di cui alla presente legge spettano alle persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, i danni di cui al comma 1; alle persone che, per motivi di lavoro o per incarico del loro ufficio o per potere accedere ad uno Stato estero, si siano sottoposte a vaccinazioni che, pur non essendo obbligatorie, risultino necessarie; ai soggetti a rischio operanti nelle strutture sanitarie ospedaliere che si siano sottoposti a vaccinazioni anche non obbligatorie. (3) ------------- AGGIORNAMENTO (3) La L. 25 luglio 1997, n. 238 ha disposto: - (con l'art. 1, comma 1) che "L'indennizzo di cui all'articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, consiste un assegno, reversibile per quindici anni, determinato nella misura di cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976, n. 177, come modificata dall'articolo 8 della legge 2 maggio 1984, n. 111. L'indennizzo e' cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito ed e' rivalutato annualmente sulla base del tasso di inflazione programmato."; - (con l'art. 1, comma 2) che "Ai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, anche nel caso in cui l'indennizzo sia stato gia' concesso, e' corrisposto, a domanda, per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell'evento dannoso e l'ottenimento dell'indennizzo, un assegno una tantum nella misura pari, per ciascun anno, al 30 per cento dell'indennizzo dovuto ai sensi del comma 1 del presente articolo e del primo periodo del presente comma, con esclusione di interessi legali e rivalutazione monetaria."; - (con l'art. 1, comma 5) che "I soggetti di cui all'articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, sono esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria di cui ai commi 14 e 15 dell'articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, nonche' dal pagamento della quota fissa per ricetta di cui al comma 16 -ter del medesimo articolo 8, introdotto dall'articolo 1 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, limitatamente alle prestazioni sanitarie necessarie per la diagnosi e la cura delle patologie previste dalla predetta legge n. 210 del 1992."; - (con l'art. 1, comma 6) che "I benefici di cui alla presente legge spettano altresi' al coniuge che risulti contagiato da uno dei soggetti di cui all'articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, nonche' al figlio contagiato durante la gestazione.". ------------- AGGIORNAMENTO (4) La Corte costituzionale con sentenza 23-26 febbraio 1998, n. 27 (in G.U. 1a s.s. 4/03/1998, n. 9) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del comma 1 del presente articolo "nella parte in cui non prevede il diritto all'indennizzo, alle condizioni ivi stabilite, di coloro che siano stati sottoposti a vaccinazione antipoliomielitica nel periodo di vigenza della legge 30 luglio 1959, n. 695 (Provvedimenti per rendere integrale la vaccinazione antipoliomielitica)". ------------- AGGIORNAMENTO (5) La L. 14 ottobre 1999, n. 362 ha disposto (con l'art. 3, comma 3) che " L'indennizzo di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, spetta, alle condizioni ivi stabilite, anche a coloro che si siano sottoposti a vaccinazione antipoliomelitica non obbligatoria nel periodo di vigenza della legge 30 luglio 1959, n.695. I soggetti danneggiati devono presentare la domanda alla azienda unita' sanitaria locale competente, entro il termine perentorio di quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge". ------------- AGGIORNAMENTO (6) La Corte costituzionale con la sentenza 9-16 ottobre 2000, n. 417 (in G.U. 1a s.s. 18/10/2000, n. 43) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del comma 1 del presente articolo, "nella parte in cui non prevede il diritto all'indennizzo, alle condizioni ivi stabilite, di coloro che siano stati sottoposti a vaccinazioni antiepatite B, a partire dall'anno 1983". ------------- AGGIORNAMENTO (7) La Corte costituzionale con sentenza 20-26 novembre 2002, n. 476 (in G.U. 1a s.s. 4/12/2002, n. 48) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del comma 3 del presente articolo, "nella parte in cui non prevede che i benefici previsti dalla legge stessa spettino anche agli operatori sanitari che, in occasione del servizio e durante il medesimo, abbiano riportato danni permanenti alla integrita' psico-fisica conseguenti a infezione contratta a seguito di contatto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da epatiti". ------------- AGGIORNAMENTO (9) La Corte costituzionale, con sentenza 26 gennaio-6 febbraio 2009, n. 28 (in G.U. 1a s.s. 11/2/2009, n. 6), ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del comma 3 del presente articolo "nella parte in cui non prevede che i benefici riconosciuti dalla legge citata spettino anche ai soggetti che presentino danni irreversibili derivanti da epatite contratta a seguito di somministrazione di derivati del sangue". ------------- AGGIORNAMENTO (12) La Corte costituzionale, con sentenza 16 - 26 aprile 2012, n. 107 (in G.U. 1a s.s. 2/5/2012, n. 18), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subito le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia".
                               Art. 2 
 
  1. L'indennizzo di cui all'articolo 1,  comma  1,  consiste  in  un
assegno, reversibile per quindici anni, determinato nella  misura  di
cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976, n.  177,  come
modificata dall'articolo  8  della  legge  2  maggio  1984,  n.  111.
L'indennizzo e' cumulabile con  ogni  altro  emolumento  a  qualsiasi
titolo percepito ed e' rivalutato annualmente sulla base del tasso di
inflazione programmato. (8) 
   2. L'indennizzo di cui al  comma  1  e'  integrato  da  una  somma
corrispondente all'importo dell'indennita'  integrativa  speciale  di
cui alla legge 27 maggio 1959, n. 324,  e  successive  modificazioni,
prevista per la prima qualifica  funzionale  degli  impiegati  civili
dello Stato, ed ha decorrenza dal primo giorno del mese successivo  a
quello della presentazione della domanda ai sensi dell'articolo 3. La
predetta somma integrativa e' cumulabile con l'indennita' integrativa
speciale o altra analoga indennita'  collegata  alla  variazione  del
costo della vita. Ai soggetti di cui  al  comma  1  dell'articolo  1,
anche nel caso in  cui  l'indennizzo  sia  stato  gia'  concesso,  e'
corrisposto, a domanda, per il periodo ricompreso tra il manifestarsi
dell'evento dannoso e l'ottenimento  dell'indennizzo  previsto  dalla
presente legge, un assegno una tantum nella misura pari, per  ciascun
anno, al 30 per cento dell'indennizzo dovuto ai sensi del comma  1  e
del primo periodo del presente comma,  con  esclusione  di  interessi
legali e rivalutazione monetaria. (10)((13)) 
   3. Qualora a causa delle vaccinazioni o delle  patologie  previste
dalla presente legge sia derivata la  morte,  l'avente  diritto  puo'
optare fra l'assegno reversibile di cui al comma 1 e un  assegno  una
tantum di lire 150  milioni.  Ai  fini  della  presente  legge,  sono
considerati aventi diritto nell'ordine i seguenti soggetti a  carico:
il coniuge, i figli, i genitori, i  fratelli  minorenni,  i  fratelli
maggiorenni inabili al lavoro. I benefici di cui  al  presente  comma
spettano anche nel caso in cui il reddito della persona deceduta  non
rappresenti l'unico sostentamento della famiglia. 
   4. Qualora la persona sia deceduta in  eta'  minore,  l'indennizzo
spetta ai genitori o a chi esercita la potesta' parentale. 
   5.  I  soggetti  di  cui  all'articolo  1  sono   esentati   dalla
partecipazione  alla  spesa  sanitaria  di  cui  ai  commi  14  e  15
dell'articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n.  537,  e  successive
modificazioni, nonche' dal pagamento della quota fissa per ricetta di
cui al comma 16-ter del medesimo articolo 8 della citata legge n. 537
del 1993, introdotto dall'articolo 1 della legge 23 dicembre 1994, n. 
724, limitatamente  alle  prestazioni  sanitarie  necessarie  per  la
diagnosi e la cura delle patologie previste dalla presente legge. 
   6. I benefici di cui alla  presente  legge  spettano  altresi'  al
coniuge  che  risulti  contagiato  da  uno  dei   soggetti   di   cui
all'articolo 1, nonche' al figlio contagiato durante la gestazione. 
   7. Ai soggetti danneggiati che contraggono piu' di una malattia ad
ognuna delle quali sia conseguito un esito  invalidante  distinto  e'
riconosciuto, in aggiunta ai benefici previsti dal presente articolo,
un indennizzo aggiuntivo, stabilito dal Ministro  della  sanita'  con
proprio decreto, in misura non superiore al 50 per  cento  di  quello
previsto ai commi 1 e 2. (2) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 15-18 aprile 1996, n. 118 (in
G.U. 1a s.s.  24/04/1996  n.  17)  ha  dichiarato  la  illegittimita'
costituzionale del comma 2 del presente articolo nella parte  in  cui
esclude, per il periodo ricompreso tra  il  manifestarsi  dell'evento
prima dell'entrata in vigore della legge stessa e l'ottenimento della
prestazione determinata a norma della  stessa  legge,  il  diritto  -
fuori dell'ipotesi dell'art. 2043 del codice  civile  -  ad  un  equo
indennizzo a carico dello Stato per le menomazioni riportate a  causa
di vaccinazione obbligatoria antipoliomelitica da quanti vi si  siano
sottoposti e da quanti abbiano prestato ai primi assistenza personale
diretta. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 23 ottobre 1996, n. 548, convertito con modificazioni dalla
L. 20 dicembre 1996, n. 641 ha disposto: 
  - (con l'art. 7, comma 2) che  "In  attesa  di  una  nuova  e  piu'
completa disciplina legislativa, le disposizioni di cui al comma 1 si
applicano per gli anni 1995 e 1996"; 
  - (con  l'art.  7,  comma  3)  che  "Ai  maggiori  oneri  derivanti
dall'attuazione dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210,
come sostituito dal comma 1 del presente articolo,  pari  a  lire  90
miliardi per l'anno 1995 e a lire 91 miliardi  per  l'anno  1996,  si
provvede, quanto a lire 90 miliardi per l'anno 1995  e  a  lire  60,5
miliardi per l'anno 1996, a carico  dello  stanziamento  iscritto  al
capitolo 2599 dello stato di previsione del Ministero  della  sanita'
per l'anno 1995 e corrispondente capitolo  per  l'esercizio  1996,  e
quanto a lire 30,5 miliardi per l'anno 1996 mediante riduzione  dello
stanziamento  del  capitolo  5941  dello  stato  di  previsione   del
Ministero del tesoro per lo stesso anno". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (8) 
  La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto  (con  l'art.  3,  comma
145)  che  "La  reversibilita'  dell'assegno  di  cui  al   comma   1
dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n.  210,  e  successive
modificazioni,  si  intende  applicabile  solo  in   presenza   delle
condizioni di cui al comma 3 dell'articolo 2 della stessa legge". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (10) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto (con l'art. 11, comma 13)  che
"Il comma 2 dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992,  n.  210  e
successive  modificazioni  si  interpreta  nel  senso  che  la  somma
corrispondente all'importo dell'indennita' integrativa  speciale  non
e' rivalutata secondo il tasso d'inflazione". 
  Successivamente  la  Corte  Costituzionale,  con  sentenza  7  -  9
novembre 2011, n. 293  (in  G.U.  1a  s.s.  16/11/2011,  n.  48),  ha
dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art.  11,  comma  13,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  La L. 27 dicembre 2013, n. 147 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
223) che " Al fine di  dare  attuazione  alla  sentenza  della  Corte
europea dei diritti dell'uomo  del  3  settembre  2013  (Requête  no.
5376/11),   recante   l'obbligo   di   liquidazione    ai    titolari
dell'indennizzo di cui alla legge 25 febbraio  1992,  n.  210,  degli
importi  maturati   a   titolo   di   rivalutazione   dell'indennita'
integrativa speciale, l'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo
2, comma 2, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, e' incrementata  di
euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015". 
                             Art. 3. 
 ((1.  I  soggetti  interessati  ad  ottenere  l'indennizzo  di   cui
all'articolo 1, comma 1, presentano alla USL competente  le  relative
domande, indirizzate al Ministro  della  sanita',  entro  il  termine
perentorio di tre anni nel caso di vaccinazioni o di epatiti  post  -
trasfusionali o di dieci anni nei casi di infezioni da HIV. I termini
decorrono dal momento in cui, sulla base delle documentazioni di  cui
ai commi 2 e 3, l'avente diritto risulti aver  avuto  conoscenza  del
danno.  La  USL  provvede,  entro  novanta  giorni  dalla   data   di
presentazione delle domande, all'istruttoria delle domande  stesse  e
all'acquisizione del giudizio di cui all'articolo 4,  sulla  base  di
direttive del Ministero della sanita', che  garantiscono  il  diritto
alla riservatezza anche mediante opportune modalita' organizzative.)) 
 ((1-bis. Chiunque, nell'esercizio delle proprie  funzioni,  venga  a
conoscenza di casi di persone  danneggiate  da  complicanze  di  tipo
irreversibile a causa di  vaccinazioni  obbligatorie,  trasfusioni  e
somministrazioni di emoderivati, e' tenuto a  rispettare  il  segreto
d'ufficio e ad adottare, nell'ambito delle proprie competenze,  tutte
le misure occorrenti per la tutela della riservatezza  della  persona
interessata.)) 
  2. Alla domanda e' allegata la documentazione comprovante: la  data
della vaccinazione, i dati relativi  al  vaccino,  le  manifestazioni
cliniche conseguenti alla vaccinazione e l'entita'  delle  lesioni  o
dell'infermita' da cui e'  derivata  la  menomazione  permanente  del
soggetto. 
  3. Per le infezioni da HIV la domanda deve essere corredata da  una
documentazione comprovante la data di effettuazione della trasfusione
o della somministrazione di emoderivati con  l'indicazione  dei  dati
relativi all'evento trasfusionale o all'emoderivato, nonche' la  data
dell'avvenuta infezione da HIV. 
  4. Alla domanda di indennizzo ai sensi dell'articolo 2, comma 3, e'
allegata la documentazione comprovante: la data della vaccinazione, i
dati relativi al vaccino, le manifestazioni cliniche conseguenti alla
vaccinazione e il decesso. Per le infezioni da HIV  alla  domanda  e'
allegata la documentazione comprovante la data di effettuazione della
trasfusione o della somministrazione di emoderivati con l'indicazione
dei dati relativi all'evento trasfusionale o all'emoderivato, nonche'
la data dell'avvenuto decesso. 
  5. Il medico che effettua la vaccinazione  di  cui  all'articolo  1
compila una scheda informativa dalla quale  risultino  gli  eventuali
effetti collaterali derivanti dalle vaccinazioni stesse. 
  6. Il medico che effettua  trasfusioni  o  somministra  emoderivati
compila una scheda informativa dei dati relativi alla  trasfusione  o
alla somministrazione. 
  7. Per coloro che, alla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, hanno gia' subito la menomazione prevista dall'articolo 1,  il
termine di cui al comma 1 del presente articolo decorre dalla data di
entrata in vigore della legge stessa. (1) 
----------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  La Corte costituzionale con sentenza 15-18 aprile 1996, n. 118  (in
G.U. 1a s.s.  24/04/1996  n.  17)  ha  dichiarato  la  illegittimita'
costituzionale del comma 7 del presente articolo nella parte  in  cui
esclude, per il periodo ricompreso tra  il  manifestarsi  dell'evento
prima dell'entrata in vigore della legge stessa e l'ottenimento della
prestazione determinata a norma della  stessa  legge,  il  diritto  -
fuori dell'ipotesi dell'art. 2043 del codice  civile  -  ad  un  equo
indennizzo a carico dello Stato per le menomazioni riportate a  causa
di vaccinazione obbligatoria antipoliomelitica da quanti vi si  siano
sottoposti e da quanti abbiano prestato ai primi assistenza personale
diretta. 
                               Art. 4. 
  1. Il giudizio sanitario sul nesso causale tra la vaccinazione,  la
trasfusione, la somministrazione di emoderivati, il contatto  con  il
sangue e  derivati  in  occasione  di  attivita'  di  servizio  e  la
menomazione dell'integrita' psico-fisica o la morte e' espresso dalla
commissione medico-ospedaliera di  cui  all'articolo  165  del  testo
unico approvato  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
dicembre 1973, n. 1092. 
  2.  La  commissione  medico-ospedaliera  redige  un  verbale  degli
accertamenti  eseguiti  e  formula  il  giudizio  diagnostico   sulle
infermita' e sulle lesioni riscontrate. 
  3. La commissione medico-ospedaliera esprime il proprio parere  sul
nesso causale tra le infermita' o le lesioni e  la  vaccinazione,  la
trasfusione, la somministrazione di emoderivati, il contatto  con  il
sangue e derivati in occasione di attivita' di servizio. 
  4. Nel verbale e' espresso il  giudizio  di  classificazione  delle
lesioni e delle infermita' secondo la  tabella  A  annessa  al  testo
unico approvato  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  23
dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella  A  allegata  al
decreto del Presidente della Repubblica 30  dicembre  1981,  n.  834.
((3)) 
----------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 25 luglio 1997, n. 238 ha disposto (con l'art. 1,  comma  12)
che "le commissioni medico - ospedaliere di cui all'articolo 4  della
legge 25 febbraio 1992, n. 210, sono  integrate  con  medici  esperti
nelle materie  attinenti  alle  richieste  di  indennizzo,  ai  sensi
dell'ultimo comma dell'articolo 165 del  testo  unico  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092". 
                               Art. 5. 
 
  1. Avverso il giudizio della commissione di cui all'articolo 4,  e'
ammesso ricorso al Ministro della sanita'. Il  ricorso  e'  inoltrato
entro trenta giorni dalla  notifica  o  dalla  piena  conoscenza  del
giudizio stesso. 
  2. Entro tre mesi dalla  presentazione  del  ricorso,  il  Ministro
della sanita', sentito l'ufficio medico-legale,  decide  sul  ricorso
stesso con atto che e' comunicato al ricorrente entro trenta giorni. 
  3. E' facolta' del ricorrente esperire l'azione dinanzi al  giudice
ordinario  competente  entro  un  anno  dalla   comunicazione   della
decisione sul ricorso o,  in  difetto,  dalla  scadenza  del  termine
previsto per la comunicazione. 
                               Art. 6. 
 
  1. Nel caso di  aggravamento  delle  infermita'  o  delle  lesioni,
l'interessato puo' presentare domanda di revisione al Ministro  della
sanita' ((, tramite la USL territorialmente competente,))  entro  sei
mesi dalla data di conoscenza dell'evento. 
  2. Per il giudizio sull'aggravamento si osserva la procedura di cui
agli articoli 3 e 4. 
                               Art. 7. 
 
  1.  Ai  fini  della  prevenzione  delle  complicanze   causate   da
vaccinazioni, le unita' sanitarie  locali  predispongono  e  attuano,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
progetti di informazione rivolti alla popolazione e in particolare ai
donatori e ai soggetti  riceventi  materiali  biologici  umani,  alle
persone da vaccinare e alle persone a contatto. 
  2.  I  progetti  di  cui  al  comma  1  assicurano   una   corretta
informazione  sull'uso  dei   vaccini,   sui   possibili   rischi   e
complicanze,  sui  metodi  di  prevenzione  e  sono  prioritariamente
rivolti ai genitori, alle scuole ed alle comunita' in genere. 
  3. Le regioni, attraverso le unita'  sanitarie  locali,  curano  la
raccolta dei dati conoscitivi sulle complicanze da vaccino, anche  al
fine di adeguare a tali dati i progetti di informazione e i metodi di
prevenzione. 
                               Art. 8. 
 
  1. Gli indennizzi previsti dalla presente  legge  sono  corrisposti
dal Ministero della sanita'. 
  2. All'onere  derivante  dall'applicazione  della  presente  legge,
valutato in lire 19 miliardi per l'anno 1992 e in lire 10 miliardi  a
decorrere dal 1993, si provvede mediante riduzione dello stanziamento
iscritto al capitolo 4550 dello stato  di  previsione  del  Ministero
della sanita' per l'anno 1992 e corrispondenti capitoli per gli  anni
successivi. 
  3. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,  con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
   Data a Roma, addi' 25 febbraio 1992 
 
                               COSSIGA 
                     ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri 
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI 
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