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Numero Atti:56786
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 19 settembre 2017 Ultima Modifica: 20 settembre 2017
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Dettaglio atto

Ministero della Sanità

Decreto 03 novembre 1989

Criteri per la fruizione di prestazioni assistenziali in forma indiretta presso centri di altissima specializzazione all'estero.

(G.U. Serie Generale , n. 273 del 22 novembre 1989)

									
IL MINISTRO DELLA SANITA' Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833 ed in particolare l'art. 6, primo comma, lettera a), che riserva allo Stato le funzioni amministrative concernenti l'assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero; Vista la legge 23 ottobre 1985, n. 595, ed in particolare l'art. 3, comma quinto, il quale stabilisce che con decreto del Ministro della sanita' sono previsti i criteri di fruizione, in forma indiretta, di prestazioni assistenziali presso centri di altissima specializzazione all'estero in favore di cittadini italiani residenti in Italia, per prestazioni che non siano ottenibili nel nostro Paese tempestivamente o in forma adeguata alla particolarita' del caso clinico e sono, altresi', stabiliti i limiti e le modalita' per il concorso nella spesa relativa da porre a carico dei bilanci delle unita' sanitarie locali; Ritenuto di dare attuazione alla predetta disposizione; Visto il parere del Consiglio superiore di sanita'; Sentito il Consiglio sanitario nazionale; Decreta: Art. 1. Soggetti aventi diritto e forma dell'assistenza 1. Le prestazioni assistenziali presso centri di altissima specializzazione all'estero, disciplinate dal presente decreto, sono assicurate ai cittadini italiani residenti in Italia e iscritti negli elenchi delle unita' sanitarie locali. 2. Le prestazioni sono erogate in forma indiretta mediante il parziale rimborso della spesa sostenuta nei limiti fissati dai successivi articoli.
                               Art. 2.
                        Prestazioni erogabili
 
  1.  Possono  essere  erogate  le  prestazioni  di  diagnosi, cura e
riabilitazione,  che  richiedono  specifiche   professionalita'   del
personale, non comuni procedure tecniche o curative o attrezzature ad
avanzata tecnologia e  che  non  sono  ottenibili  tempestivamente  o
adeguatamente  presso  i  presidi  e  i  servizi  di alta specialita'
italiani di cui all'art. 5 della  legge  23  ottobre  1985,  n.  595,
nonche',  limitatamente alle prestazioni che non rientrano fra quelle
di competenza dei predetti presidi e  servizi  di  alta  specialita',
presso  gli  altri  presidi e servizi pubblici o convenzionati con il
Servizio sanitario nazionale.
  2.  Le  prestazioni  erogabili,  che  non  rientrano  fra quelle di
competenza  dei  presidi  e  servizi  di   alta   specialita',   sono
individuate,  almeno  annualmente,  con  decreto  del  Ministro della
sanita' su proposta del Consiglio superiore di sanita'. Fino a quando
non  sara'  data  attuazione  al  disposto  di  cui  al secondo comma
dell'art. 5 della legge 23 ottobre 1985,  n.  595,  con  il  predetto
decreto  sono  individuate,  altresi',  le  prestazioni  erogabili di
competenza dei presidi e servizi di alta specialita'.
  3.  Ai  fini  del  presente decreto e' considerata "prestazione non
ottenibile tempestivamente in  Italia"  la  prestazione  per  la  cui
erogazione  le  strutture  pubbliche  o convenzionate con il Servizio
sanitario nazionale richiedono un periodo di attesa incompatibile con
l'esigenza  di  assicurare  con  immediatezza  la prestazione stessa,
ossia quando il periodo  di  attesa  comprometterebbe  gravemente  lo
stato  di  salute dell'assistito ovvero precluderebbe la possibilita'
dell'intervento o delle cure.
  4.  E'  considerata  "prestazione  non ottenibile in forma adeguata
alla particolarita' del caso clinico"  la  prestazione  che  richiede
specifiche  professionalita' ovvero procedure tecniche o curative non
praticate ovvero attrezzature non presenti nelle  strutture  italiane
pubbliche o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
                               Art. 3.
                   Centro regionale di riferimento
 
  1.   La   regione   attribuisce,  per  ogni  branca  specialistica,
l'accertamento della  sussistenza  dei  presupposti  sanitari  -  che
legittimano  l'autorizzazione  al trasferimento per cure all'estero e
l'erogazione del  concorso  nelle  relative  spese  -  e  ogni  altra
valutazione   di   natura  tecnico-sanitaria,  comunque  connessa  al
trasferimento per cure all'estero, ad uno o piu' presidi e servizi di
alta  specialita'  di  cui all'art. 5 della legge 23 ottobre 1985, n.
595, siti  nel  proprio  territorio  o,  se  necessario,  in  regione
limitrofa  nonche',  limitatamente alle prestazioni che non rientrano
fra quelle di competenza dei predetti presidi e servizi, ad  apposite
commissioni  sanitarie  costituite  dalla  regione  stessa  a livello
regionale e composte da personale medico di qualifica  apicale  delle
strutture   pubbliche  o  convenzionate  con  il  Servizio  sanitario
nazionale.
  2. I predetti presidi, servizi e commissioni regionali assumono, ai
fini dei trasferimenti per cure all'estero disciplinati dal  presente
decreto,  la  denominazione di centro regionale di riferimento per la
branca specialistica di competenza.
                               Art. 4.
                            Autorizzazione
 
  1.  Il  concorso  nella  spesa  e' concesso solo per le prestazioni
autorizzate.
  2.  A  tali  fini  l'assistito  deve presentare domanda alla unita'
sanitaria locale di appartenenza corredata dalla proposta motivata di
un   medico   specialista   nonche'   dall'ulteriore   documentazione
prescritta dalle disposizioni regionali.
  3.   L'istanza  deve  contenere  l'indicazione  del  centro  estero
prescelto per la prestazione.
  4.  L'unita' sanitaria locale provvede, secondo modalita' stabilite
dalla regione, alla trasmissione della domanda e della documentazione
al  centro  regionale  di  riferimento territorialmente competente ad
autorizzare le prestazioni all'estero.
  5.   Il   centro   di  riferimento,  valutata  la  sussistenza  dei
presupposti  sanitari  per  usufruire  delle  prestazioni   richieste
(impossibilita'  di  fruirle tempestivamente ovvero in forma adeguata
alla  particolarita'  del  caso  clinico),  autorizza   o   meno   le
prestazioni  presso  il  centro  estero di altissima specializzazione
prescelto,  dandone   comunicazione   all'unita'   sanitaria   locale
competente.
  6.   Il   centro   di  riferimento,  qualora  non  fosse  possibile
autorizzare le prestazioni presso il centro  estero  prescelto,  puo'
autorizzare,  se  richiesto,  le prestazioni stesse presso un diverso
centro estero, fornendone adeguata motivazione.
  7.  Il  centro di riferimento autorizza, inoltre, in relazione alla
gravita' del caso clinico, il trasporto dell'assistito con  il  mezzo
ritenuto  piu'  idoneo  nonche',  nel  caso  di  minori  anni 18 o di
pazienti   maggiorenni   non    autosufficienti,    l'accompagnatore,
fornendone adeguata motivazione.
  8.  Il  centro  di  riferimento  autorizza,  altresi', ove ritenuto
necessario, il viaggio con il  mezzo  aereo  per  l'assistito  e  per
l'eventuale accompagnatore nei casi previsti dal precedente comma.
                               Art. 5.
           Centri di altissima specializzazione all'estero
 
  1.  Ai  fini  del  presente  decreto  e'  da considerarsi centro di
altissima  specializzazione   la   struttura   estera,   notoriamente
riconosciuta  in  Italia,  che sia in grado di assicurare prestazioni
sanitarie   di   altissima   specializzazione    e    che    possegga
caratteristiche   superiori   paragonate   a   standards,  criteri  e
definizioni propri dell'ordinamento sanitario italiano.
  2.  La  valutazione  della  sussistenza  dei  predetti requisiti e'
rimessa  al  centro   regionale   di   riferimento   territorialmente
competente.
                               Art. 6.
                         Concorso nelle spese
 
  1.  Le  spese  devono  essere documentate con fatture quietanzate o
titoli equipollenti, in originale, secondo le norme e gli usi locali.
  2.  La  documentazione  delle spese, unitamente alla documentazione
sanitaria  sulle  prestazioni  usufruite  (copia  cartella   clinica,
referti,  ecc.),  e'  trasmessa dall'interessato all'unita' sanitaria
locale competente, tramite il centro regionale di riferimento che  ha
autorizzato le prestazioni all'estero.
  3.   L'unita'   sanitaria  locale,  previo  parere  del  centro  di
riferimento sulle spese sanitarie rimborsabili ed in conformita' allo
stesso,  dispone  la  liquidazione all'interessato del concorso nella
spesa. L'eventuale concessione di  concorsi  su  spese  non  ritenute
rimborsabili  dal  centro  di  riferimento  deve  essere congruamente
motivata; in tal caso copia del provvedimento dovra' essere trasmessa
alla regione ed al Ministero della sanita'.
  4.  Ai  fini  del  presente  decreto,  sono  considerate  spese  di
carattere  strettamente   sanitario   quelle   riferite   alle   sole
prestazioni  sanitarie  (spese  sostenute  per onorari professionali,
degenza, diagnostica strumentale e di laboratorio,  farmaci,  protesi
ed   endoprotesi,   ecc.)   con   esclusione,  in  caso  di  ricovero
ospedaliero, di quelle di  confort  alberghiero  non  comprese  nella
retta di degenza.
  5.  Le  spese  di  carattere strettamente sanitario sono rimborsate
nella misura dell'80% se sostenute presso centri di  natura  pubblica
ovvero  presso  centri  di natura privata senza scopo di lucro le cui
tariffe  siano  approvate  o  controllate  dalle   locali   autorita'
sanitarie  competenti.  Tali  condizioni  (natura  pubblica, mancanza
dello scopo di lucro e tariffe approvate o controllate) devono essere
certificate  dalle  locali  rappresentanze  diplomatiche  o consolari
italiane.
  6.  Le  spese  di carattere strettamente sanitario sostenute presso
centri diversi da quelli di cui al comma precedente  sono  rimborsate
nella  misura  dell'80%,  fermo  restando  che  il  rimborso non puo'
comunque essere superiore a quello cui l'assistito  avrebbe  diritto,
per  analoghe  prestazioni,  presso  i  locali centri di cui al comma
precedente.  A  tali  fini   l'assistito   deve   produrre   apposita
certificazione  vistata  dalle  locali  rappresentanze diplomatiche o
consolari italiane.
  7.  Le  spese per prestazioni libero professionali, comprese quelle
fruite in regime di ricovero ospedaliero sono rimborsate nella misura
del 40%.
  8.  Le  misure  di rimborso di cui ai comma precedenti si applicano
sulla spesa sostenuta, al netto delle quote  di  partecipazione  alla
spesa, in misura percentuale o forfettaria, eventualmente previste in
generale dagli istituti o enti  pubblici  assistenziali  dello  Stato
estero nei confronti dei propri assistiti.
  9.  Ai  fini del presente decreto sono considerate, altresi', spese
di carattere strettamente sanitario le spese per il trasporto  ovvero
le  spese  di viaggio dell'assistito e dell'eventuale accompagnatore,
nei limiti di cui ai comma successivi.
  10.  Le  spese  per  il  trasporto  dell'assistito e dell'eventuale
accompagnatore,  con  il  mezzo  preventivamente  autorizzato,   sono
rimborsate nella misura dell'80%.
  11.   Le   spese   di   viaggio   per   l'assistito  e  l'eventuale
accompagnatore, con il mezzo aereo preventivamente autorizzato,  sono
rimborsate nella misura dell'80%.
  12. Salvo quanto previsto dai precedenti commi 10 e 11, le spese di
trasporto   o    di    viaggio    dell'assistito    nonche'    quelle
dell'accompagnatore,  nel  caso  di  minori  di anni 18 o di pazienti
maggiorenni  non  autosufficienti,  sono  rimborsate   nella   misura
dell'80% della tariffa ferroviaria o marittima piu' economica.
  13.  Acconti  sul  prevedibile  rimborso  spettante  ai  sensi  dei
precedenti  comma  possono   essere   concessi,   anche   prima   del
trasferimento  all'estero  o del rientro in Italia, in considerazione
della particolare entita' della presumibile spesa o  delle  modalita'
di  pagamento  in  uso  presso  la  struttura estera; gli acconti non
possono, in ogni caso,  superare  complessivamente  il  settanta  per
cento del prevedibile rimborso spettante.
  14.  Non  sono  rimborsabili  le  spese di soggiono nella localita'
estera.
                               Art. 7.
                               Deroghe
 
  1.  In  caso  di gravita' ed urgenza nonche' in caso di ricovero in
ospedale ubicato in una regione diversa da quella di appartenenza, il
centro  regionale  di  riferimento,  nel  cui  territorio e' presente
l'assistito, puo' autorizzare direttamente, in deroga alla  procedura
di  cui  all'art.  4,  le  prestazioni all'estero, dandone tempestiva
comunicazione all'unita' sanitaria locale competente.
  2. Ferma restando la sussistenza dei presupposti e delle condizioni
di cui all'art. 2, si prescinde dalla preventiva  autorizzazione  per
le  prestazioni  di  comprovata  eccezionale  gravita' ed urgenza ivi
comprese  quelle  usufruite  dai  cittadini  che  si   trovino   gia'
all'estero.  In  tali  casi  la  valutazione  sulla  sussistenza  dei
presupposti e condizioni ed il parere sulle spese  rimborsabili  sono
dati  dal  centro di riferimento territorialmente competente, sentita
la commissione prevista dal successivo art. 8. Le relative domande di
rimborso   devono   essere  presentate  all'unita'  sanitaria  locale
competente entro tre mesi dall'effettuazione della relativa  spesa  a
pena di decadenza dal diritto al rimborso.
  3.  Deroghe  alle  disposizioni  ed ai criteri di cui al precedente
art. 6 possono essere disposte, qualora le spese che restano a carico
dell'assistito,  siano  particolarmente elevate in relazione anche al
reddito complessivo del nucleo familiare dell'assistito stesso, dalla
regione  d'intesa con il Ministero della sanita' che determina, per i
singoli casi, il  concorso  globale  complessivo  massimo  erogabile,
sentita la commissione di cui all'art. 8.
  4.  In  caso  di  prestazioni  usufruite  ai  sensi  dell'art.  22,
paragrafo 1, lettera c), punto i), del regolamento CEE n.  1408/71  e
delle  analoghe disposizioni delle vigenti convenzioni internazionali
di reciprocita', possono essere concessi, con la procedura di cui  al
comma  precedente,  concorsi  nelle  spese  di carattere strettamente
sanitario di cui all'art. 6  che  restano  a  carico  dell'assistito,
qualora  le predette spese siano particolarmente elevate in relazione
anche al reddito  complessivo  del  nucleo  familiare  dell'assistito
stesso.
                               Art. 8.
                         Commissione centrale
 
  1. Presso il Ministero della sanita' - Ufficio per l'attuazione del
Servizio sanitario nazionale, e' istituita una  commissione,  con  la
partecipazione dei rappresentanti delle regioni e di responsabili dei
centri regionali di riferimento, che esprime pareri  sugli  indirizzi
necessari  ad  assicurare  omogeneita'  di  comportamento in tutto il
territorio nazionale nella attuazione delle disposizioni del presente
decreto  e  formula  proposte  in  materia  di  assistenza  sanitaria
all'estero.
  2.  A  tali  fini  e  in attuazione di quanto disposto dall'art. 3,
sesto comma, della legge 23 ottobre 1985, n. 595, le regioni  emanano
le  direttive  necessarie  per  l'acquisizione  dei  dati  statistici
relativi  alle  prestazioni  di   assistenza   sanitaria   all'estero
attraverso schede informative il cui schema di massima e' predisposto
dal Ministero della sanita'.
                               Art. 9.
                       Disposizioni transitorie
 
  1.  Fino  a  quando il Piano sanitario nazionale e i piani sanitari
regionali  non  avranno  stabilito  i  presidi  e  servizi  di   alta
specialita',  in  attuazione dell'art. 5 della legge 23 ottobre 1985,
n. 595, le funzioni di centro regionale  di  riferimento  di  cui  al
precedente  art.  3  sono  svolte,  per ogni branca specialistica, da
presidi  ospedalieri   o   da   policlinici   universitari   all'uopo
individuati  dalla  regione  ovvero da apposite commissioni sanitarie
costituite dalla regione a livello regionale e composte da  personale
medico   di   qualifica   apicale   delle   strutture  ospedaliere  e
universitarie.
  2.  Le  domande  di  rimborso,  prodotte  ai  sensi  delle  vigenti
disposizioni  regionali,  per   prestazioni   fruite   all'estero   e
rientranti  tra  quelle  di cui al secondo comma dell'art. 2, che non
siano state ancora definite alla data  di  cui  al  primo  comma  del
successivo  art.  11,  sono definite in base alla normativa regionale
ovvero in base  ai  criteri  di  cui  al  presente  decreto  se  piu'
favorevoli.
                               Art. 10.
                Province autonome di Trento e Bolzano
 
  Le  province autonome di Trento e Bolzano, attueranno, negli ambiti
territoriali di competenza,  le  disposizioni  del  presente  decreto
secondo i propri ordinamenti statutari.
                               Art. 11.
                             Norma finale
 
  1.  A decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  del
decreto  di cui al secondo comma dell'art. 2 del presente decreto non
puo' far carico al Fondo sanitario nazionale la concessione, da parte
delle  unita'  sanitarie  locali, di rimborsi di spese per assistenza
sanitaria  fruita  all'estero  diversi  da  quelli  disciplinati  dal
presente  decreto  o  da  quelli  previsti  dai  vigenti  trattati  e
convenzioni bilaterali o multilaterali di sicurezza sociale.
  2.  Il  presente  decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
   Roma, addi' 3 novembre 1989
                                              Il Ministro: DE LORENZO
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