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Numero Atti:55930
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 23 maggio 2017 Ultima Modifica: 24 maggio 2017
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Dettaglio atto

Decreto legislativo 29 aprile 1998 , n. 124

Ridefinizione del sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni, a norma dell'articolo 59, comma 50, della legge 27 dicembre 1997, n. 449

(G.U. Serie Generale , n. 99 del 30 aprile 1998)

									
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 5, 76, 87, 117, 118 e 128 della Costituzione; Visto l'articolo 59, commi 50 e 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 aprile 1998; Acquisito il parere della commissione Igiene e sanita' del Senato; Acquisito il parere della commissione Affari sociali della Camera; Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; Acquisito il parere della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, unificata con la conferenza Statocitta' e autonomie locali; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 aprile 1998; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanita', di concerto con i Ministri delle finanze, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per la funzione pubblica e gli affari regionali e per la solidarieta' sociale; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Finalita' e criteri generali 1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce la tutela della salute e l'accesso ai servizi alla totalita' dei propri assistiti, senza distinzioni individuali o sociali. Nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza efficaci, appropriati ed uniformi posti a carico del Servizio sanitario nazionale sono individuate le prestazioni la cui fruizione e' subordinata al pagamento diretto da parte dell'assistito di una quota limitata di spesa, finalizzata a promuovere la consapevolezza del costo delle prestazioni stesse. La partecipazione e' strutturata in modo da evitare l'uso inappropriato dei diversi regimi di erogazione dei servizi e delle prestazioni. 2. In armonia con i principi e le finalita' del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, il presente decreto fissa i criteri, gli ambiti e le modalita' di applicazione del sistema di partecipazione al costo delle prestazioni, nonche' i criteri di esenzione dalla stessa per i singoli assistiti in relazione alla situazione economica del nucleo familiare e alle condizioni di malattia. ((2)) 3. Nel rispetto del principio della sostenibilita' economica della spesa associata al consumo di prestazioni sanitarie soggette a partecipazione, e' riconosciuta agli assistiti l'esenzione dalla partecipazione in relazione a: a) la situazione economica del nucleo familiare, ai sensi dell'articolo 4; ((2)) b) la presenza di specifiche condizioni di malattia, limitatamente alle prestazioni connesse, ai sensi dell'articolo 5. 4. Al fine di favorire la partecipazione a programmi di prevenzione di provata efficacia, di garantire l'accesso all'assistenza sanitaria di base, nonche' di assicurare il ricorso all'assistenza ospedaliera ogniqualvolta il trattamento in regime di ricovero ordinario risulti appropriato rispetto alle specifiche condizioni di salute, sono escluse dal sistema di partecipazione al costo e, quindi, erogate senza oneri a carico dell'assistito al momento della fruizione: a) le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica incluse in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva realizzati in attuazione del piano sanitario nazionale, dei piani sanitari regionali o comunque promossi o autorizzati con atti formali della regione; b) le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica finalizzate alla tutela della salute collettiva obbligatorie per legge o disposte a livello locale in caso di situazioni epidemiche, nonche' quelle finalizzate all'avviamento al lavoro derivanti da obblighi di legge; c) le prestazioni di medicina generale e di pediatria di libera scelta; d) i trattamenti erogati nel corso di ricovero ospedaliero in regime ordinario, ivi inclusi i ricoveri di riabilitazione e di lungodegenza postacuzie, e le prestazioni strettamente e direttamente correlate al ricovero programmato, preventivamente erogate dalla medesima struttura, ai sensi dell'articolo 1, comma 18, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 5. Restano altresi' escluse dalla partecipazione al costo le prestazioni erogate a fronte di condizioni di interesse sociale, finalizzate a: a) la tutela della maternita', limitatamente alle prestazioni definite dal decreto del Ministro della sanita' del 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, da aggiornare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito il Consiglio superiore di sanita' e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; b) la prevenzione della diffusione dell'infezione da HIV, limitatamente all'accertamento dello stato di infezione, in favore dei soggetti appartenenti a categorie a rischio, con comportamenti a rischio o incidentalmente esposti a rischio di infezione; c) la promozione delle donazioni di sangue, organi e tessuti, limitatamente alle prestazioni connesse all'attivita' di donazione; d) la tutela dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, limitatamente alle prestazioni ivi indicate; e) i vaccini per le vaccinazioni non obbligatorie di cui all'articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche' quelli previsti da programmi approvati con atti formali delle regioni nell'ambito della prevenzione delle malattie infettive nell'infanzia. --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2, lettera a)) che "In vista della progressiva eliminazione della partecipazione degli assistiti al costo delle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del presente dell'articolo 1, comma 2, e comma 3, lettera a).
                               Art. 2
                   Prestazioni soggette al sistema
                     di partecipazione al costo

  1.  Nell'ambito  dei  livelli  essenziali  di  assistenza efficaci,
appropriati  ed  uniformi, garantiti dal Servizio sanitario nazionale
alla   totalita'   dei   propri   assistiti,   sono   soggette   alla
partecipazione al costo le seguenti prestazioni:
a) prestazioni di assistenza farmaceutica;
b) prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale;
c) prestazioni  erogate  in  regime di ricovero diurno finalizzato ad
   accertamenti  diagnostici  e  quindi con l'esclusione dei ricoveri
   diurni individuati nell'allegato 1; ((2))
d) prestazioni di assistenza termale;
e) prestazioni  di  assistenza riabilitativa extraospedaliera erogate
   in   regime   domiciliare,   ambulatoriale,   semiresidenziale   e
   residenziale. ((2))
  2.  E'  confermato l'attuale regime di erogazione delle prestazioni
di assistenza protesica. Con il decreto del Ministro della sanita' di
cui  all'articolo  8,  comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
sono  ridefinite  le  modalita'  di erogazione e di distribuzione dei
prodotti  al  fine  di contenere la corrispondente spesa a carico del
Servizio sanitario nazionale.
  3.  E'  confermato  l'attuale  regime  di  erogazione  dei prodotti
dietetici  ai  sensi  del  decreto  del  Ministro della sanita' del 1
luglio  1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 9 agosto
1982.  Il  Ministro  della  sanita'  provvede  all'aggiornamento  del
suddetto  decreto,  prevedendo  la  gratuita'  dei  prodotti relativi
all'allattamento dei bambini nati da madri HIV positive e ridefinendo
le modalita' di erogazione e di distribuzione dei prodotti dietetici,
al  fine  di  contenere la corrispondente spesa a carico del Servizio
sanitario nazionale.
  4.  Le  regioni,  fermo  restando  quanto disposto dall'articolo 1,
possono  includere tra le prestazioni soggette alla partecipazione al
costo  quelle  erogate  in regime di pronto soccorso ospedaliero, non
seguite  da  ricovero,  effettuabili  in  regime  ambulatoriale senza
pregiudizio del paziente e per le quali non si riscontra carattere di
emergenza  o  urgenza.  Tale  ampliamento  e'  volto  a  favorire  la
redistribuzione  degli  oneri da partecipazione fra gli assistiti non
esenti  e  a  promuovere  il ricorso appropriato ai diversi regimi di
erogazione delle prestazioni.
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  b))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente dell'articolo 2, comma 1, lettere c) ed e).
                               Art. 3
       Modalita' di partecipazione al costo delle prestazioni

  1. Le modalita' di partecipazione al costo da parte degli assistiti
non  esenti  per  le  prestazioni  di cui all'articolo 2, comma 1, si
applicano a decorrere dall'introduzione del sistema di partecipazione
e  di  esenzione  correlato  alla  situazione  economica  del  nucleo
familiare,  ai  sensi  dell'articolo  4,  e  comunque a partire dal 1
gennaio 2000. (2)
  2.  Per  i  farmaci  collocati  nella classe di cui all'articolo 8,
comma 10, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e' dovuta
una  partecipazione  al  costo  pari  a  3.000  lire per ricetta, per
prescrizione  di una confezione, e pari a 6.000 lire per ricetta, per
prescrizioni di piu' confezioni. Per i farmaci collocati nella classe
di  cui  al  citato  articolo  8, comma 10, lettera b), e' dovuta una
partecipazione al costo pari al 50% del prezzo di vendita al pubblico
dagli   assistiti   parzialmente   esentati   e  non  esentati  dalla
partecipazione   ai  sensi  del  successivo  articolo  4.  I  farmaci
collocati nella classe di cui al citato articolo 8, comma 10, lettera
c),  sono  a  totale carico dell'assistito. E' abrogato l'articolo 1,
comma 42, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. (2)
  3.  Per  le  singole  prestazioni  di  diagnostica strumentale e di
laboratorio  e  per  le  altre  prestazioni specialistiche erogate in
regime  ambulatoriale  e'  dovuta  una  partecipazione  al costo pari
all'85%  della  corrispondente  tariffa  determinata dalla regione di
appartenenza  del  soggetto  erogatore, fino ad un importo massimo di
spesa  di  100.000  lire  per  singola ricetta, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 1, comma 3, della legge 25 gennaio 1990, n. 8,
e  successive  modificazioni.  Per  gli  assistiti  che hanno diritto
all'esenzione  parziale  ai sensi dell'articolo 4, comma 5, e' dovuta
una  partecipazione al costo pari al 70% della corrispondente tariffa
fino ad un importo massimo di spesa per singola ricetta pari a 60.000
lire.  Le regioni ridefiniscono il valore del limite massimo di spesa
per  le ricette contenenti accorpamenti per profilo di trattamento di
due  o  piu' prestazioni eventualmente definiti a livello regionale e
provinciale  ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  del decreto del
Ministro  della sanita' del 22 luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  216  del  14  settembre  1996. Al fine di procedere al
graduale  superamento  dei  limiti di prescrivibilita' per ricetta di
cui  alla legge 25 gennaio 1990, n. 8, e successive modificazioni, di
razionalizzare la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale, di
semplificare  l'accesso  alle  prestazioni  da parte degli assistiti,
nonche'  di ridurre la spesa a loro carico e di promuovere l'utilizzo
dei percorsi diagnostici e terapeutici, il Ministro della sanita' con
proprio  decreto, ai sensi dell'articolo 59, comma 50, della legge 27
dicembre  1997, n. 449, individua i criteri per la sperimentazione di
forme agevolate di erogazione di pacchetti di prestazioni predefiniti
a  fronte di determinate condizioni cliniche, identificati sulla base
dei  percorsi, consentendo la prescrivibilita' in un'unica ricetta di
prestazioni  afferenti  a branche specialistiche diverse e prevedendo
la  ridefinizione  in  aumento del valore del limite massimo di spesa
per ricetta. (2)
  4.   Per   ciascun  episodio  di  ricovero  diurno  finalizzato  ad
accertamenti   diagnostici,  e  quindi  con  l'esclusione  di  quelli
individuati  nell'allegato 1, e' dovuta una partecipazione forfetaria
pari   a   150.000   lire;   per  gli  assistiti  che  hanno  diritto
all'esenzione  parziale  ai  sensi  dell'articolo  4,  comma  5, tale
partecipazione e' pari a 75.000 lire. (2)
  5.   Per  le  prestazioni  di  assistenza  termale  e'  dovuta  una
partecipazione  al  costo  pari  al  75% della corrispondente tariffa
determinata  dalla  regione  di  appartenenza del soggetto erogatore,
fino ad un massimo di spesa di 200.000 lire per prescrizione; per gli
assistiti   che   hanno   diritto  all'esenzione  parziale  ai  sensi
dell'articolo 4, comma 5, il limite massimo di spesa per prescrizione
e' pari a 100.000 lire. (2)
  6.  Per le prestazioni di assistenza riabilitativa extraospedaliera
erogate  in  regime  semiresidenziale  e  residenziale, e' dovuta una
partecipazione  forfetaria,  differenziata  in  base  al  costo delle
diverse  modalita'  di  erogazione, fissata dalle regioni, fino ad un
massimo  di  spesa  di 80.000 lire a settimana. Per gli assistiti che
hanno  diritto all'esenzione parziale ai sensi dell'articolo 4, comma
5,   tale  limite  massimo  di  spesa  e'  pari  a  40.000  lire.  La
partecipazione  non  puo'  comunque  essere inferiore a 20.000 lire a
settimana.   Per   le   prestazioni   di   assistenza   riabilitativa
extraospedaliera   semiresidenziale  e  residenziale  conseguenti  ad
episodi  di  ricovero  in  ospedale  per  acuti  erogate in favore di
soggetti direttamente inviati da ospedali per acuti la partecipazione
e'  dovuta  a decorrere dal sessantesimo giorno di assistenza. Per le
prestazioni  di  assistenza riabilitativa extraospedaliera erogate in
regime  domiciliare  e  ambulatoriale  e'  dovuta  una partecipazione
forfetaria,  fissata  dalle  regioni  fino  ad un massimo di spesa di
20.000  lire  per  giornata;  per  gli  assistiti  che  hanno diritto
all'esenzione parziale ai sensi dell'articolo 4, comma 5, tale limite
massimo  di  spesa  e' pari a 10.000 lire. La partecipazione non puo'
comunque  essere  inferiore  a  6.000  lire  per  giornata. Il valore
massimo  della  partecipazione  alla  spesa  mensile  non puo' essere
superiore  a  100.000  lire  e,  per  gli assistiti che hanno diritto
all'esenzione  parziale  ai  sensi  dell'articolo  4, comma 5, a lire
60.000. (2)
  7.  Per  le  prestazioni  erogate  in regime di pronto soccorso non
seguite  da  ricovero,  effettuabili  in  regime  ambulatoriale senza
pregiudizio del paziente e per le quali non si riscontra carattere di
emergenza  o urgenza le regioni possono fissare una partecipazione al
costo  in  relazione  alle  prestazioni  erogate,  fino ad un importo
massimo  di  100.000  lire  per  accesso. Per gli assistiti che hanno
diritto  all'esenzione  parziale  ai  sensi dell'articolo 4, comma 5,
tale limite massimo di spesa e' pari a 60.000 lire. (2)
  8.  La partecipazione al costo da parte degli assistiti non esenti,
per  le  prestazioni  di  cui  al  comma  3, non puo' comunque essere
inferiore a 6.000 lire per ricetta; gli importi dovuti per ricetta si
arrotondano, per eccesso o per difetto, alle 500 lire. (2)
  9.   ((PERIODO  ABROGATO  DAL  D.L.  18  SETTEMBRE  2001,  N.  347,
CONVERTITO,  CON  MODIFICAZIONI, DALLA L. 16 NOVEMBRE 2001, N. 405)).
((PERIODO  ABROGATO  DAL  D.L. 18 SETTEMBRE 2001, N. 347, CONVERTITO,
CON  MODIFICAZIONI,  DALLA  L.  16  NOVEMBRE 2001, N. 405)). La quota
fissa  per  ricetta  non  e' dovuta per le prescrizioni relative alle
prestazioni  di  diagnostica  strumentale  e  di laboratorio e per le
altre  prestazioni  specialistiche erogate in regime ambulatoriale di
cui  al comma 3. Per le prescrizioni relative alle restanti tipologie
di  prestazioni  di  cui  ai  commi 4, 5, 6 e 7 la quota fissa dovuta
dagli assistiti totalmente esenti e' pari a 6.000 lire. (2)
  10.  Entro  tre  mesi  dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  le  regioni  disciplinano  i  criteri  secondo  i  quali  i
direttori   generali   delle   aziende  unita'  sanitarie  locali  ed
ospedaliere  determinano,  entro  trenta  giorni dall'efficacia della
disciplina  regionale,  il tempo massimo che puo' intercorrere tra la
data  della  richiesta  delle  prestazioni  di  cui  ai commi 3 e 4 e
l'erogazione  della  stessa.  Di  tale  termine e' data comunicazione
all'assistito  al  momento  della  presentazione  della domanda della
prestazione,  nonche'  idonea pubblicita' a cura delle aziende unita'
sanitarie locali ed ospedaliere.
  11.  In  caso  di  mancata  definizione  da parte delle regioni dei
criteri  e  delle  modalita'  di  cui  al comma 10, il Ministro della
sanita'  vi  provvede,  previa  diffida, tenendo conto dell'interesse
degli  utenti,  della  realta'  organizzativa  delle  aziende  unita'
sanitarie  locali ed ospedaliere della regione, della media dei tempi
fissati  dalle  regioni adempienti. I direttori generali provvedono a
determinare  il  tempo massimo di cui al comma 10 entro trenta giorni
dall'efficacia  del provvedimento ministeriale. Le determinazioni del
Ministro  cessano  di  avere  effetto  al  momento dell'esercizio dei
poteri regionali di cui al comma 10.
  12.  Le regioni disciplinano, anche mediante l'adozione di appositi
programmi,  il  rispetto  della  tempestivita'  dell'erogazione delle
predette  prestazioni,  con  l'osservanza  dei  seguenti  principi  e
criteri direttivi:
    a)  assicurare all'assistito la effettiva possibilita' di vedersi
garantita  l'erogazione delle prestazioni nell'ambito delle strutture
pubbliche  attraverso  interventi di razionalizzazione della domanda,
nonche'  interventi  tesi  ad aumentare i tempi di effettivo utilizzo
delle apparecchiature e delle strutture, ad incrementare la capacita'
di   offerta   delle  aziende  eventualmente  attraverso  il  ricorso
all'attivita'  liberoprofessionale  intramuraria,  ovvero  a forme di
remunerazione  legate  al  risultato, anche ad integrazione di quanto
gia'  previsto  dai  vigenti  accordi  nazionali di lavoro, nonche' a
garantire  l'effettiva corresponsabilizzazione di sanitari dipendenti
e convenzionati;
    b)  prevedere, anche sulla scorta dei risultati dell'attivita' di
vigilanza e controllo di cui all'articolo 32, comma 9, della legge 27
dicembre  1997,  n. 449, idonee misure da adottarsi nei confronti del
direttore   generale   dell'azienda   unita'   sanitaria   locale   o
dell'azienda  ospedaliera  in  caso di reiterato mancato rispetto dei
termini  individuati  per l'erogazione delle prestazioni ai sensi del
comma 10;
    c)  imputare  gli  eventuali maggiori oneri derivanti dal ricorso
all'erogazione    delle    prestazioni   in   regime   di   attivita'
liberoprofessionale  intramuraria alle risorse di cui all'articolo 13
del  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  con  conseguente esclusione di ogni
intervento finanziario a carico dello Stato;
    d) prevedere correzioni al regime di partecipazione al costo come
definito nei commi 3 e 4 secondo i criteri desumibili dal comma 13.
  13. Fino all'entrata in vigore delle discipline regionali di cui al
comma  12,  qualora l'attesa della prestazione richiesta si prolunghi
oltre il termine fissato dal direttore generale ai sensi dei commi 10
e  11,  l'assistito  puo'  chiedere  che  la  prestazione  venga resa
nell'ambito  dell'attivita' liberoprofessionale intramuraria, ponendo
a  carico  dell'azienda  unita'  sanitaria  locale  di appartenenza e
dell'azienda  unita'  sanitaria locale nel cui ambito e' richiesta la
prestazione,  in  misura eguale, la differenza tra la somma versata a
titolo  di  partecipazione  al  costo della prestazione e l'effettivo
costo  di  quest'ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti. Nel caso
l'assistito sia esente dalla predetta partecipazione l'azienda unita'
sanitaria  locale di appartenenza e l'azienda unita' sanitaria locale
nel  cui  ambito e' richiesta la prestazione corrispondono, in misura
eguale,  l'intero  costo  della  prestazione. Agli eventuali maggiori
oneri  derivanti  dal  ricorso  all'erogazione  delle  prestazioni in
regime di attivita' liberoprofessionale intramuraria si fa fronte con
le risorse di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre
1992,  n.  502,  e  successive  modificazioni  ed  integrazioni,  con
conseguente  esclusione di ogni intervento finanziario a carico dello
Stato.
  14.   Il  direttore  generale  dell'azienda  sanitaria  vigila  sul
rispetto  delle disposizioni adottate in attuazione del comma 12 e di
quelle  del  comma  13,  anche  al  fine  dell'esercizio  dell'azione
disciplinare   e  di  responsabilita'  contabile  nei  confronti  dei
soggetti   ai  quali  sia  imputabile  la  mancata  erogazione  della
prestazione nei confronti dell'assistito.
  15.   L'utente   che   non   si   presenti  ovvero  non  preannunci
l'impossibilita' di fruire della prestazione prenotata e' tenuto, ove
non esente, al pagamento della quota di partecipazione al costo della
prestazione.
-----------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  c))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente  dell'articolo 3, comma l; comma 2, ad eccezione dell'ultimo
periodo;  comma  3,  primo  e  secondo periodo; commi 4, 5, 6, 7 e 8;
comma 9, primo periodo.
                               Art. 4
       Partecipazione al costo delle prestazioni in relazione
           alla situazione economica del nucleo familiare

  1.  La  valutazione  della  situazione  economica rilevante ai fini
della  esenzione  parziale  o totale e' effettuata con riferimento al
nucleo  familiare  composto  dal  richiedente l'esenzione stessa, dai
soggetti  con  i quali convive e da quelli considerati a suo carico a
fini  IRPEF  secondo quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo
1998,   n.   109.   Al  fine  di  favorire  l'autonomia  dell'anziano
convivente,  i  soggetti  di  eta'  superiore  ai  65 anni conviventi
possono  scegliere  di  costituire  un  nucleo  familiare  autonomo e
richiedere  l'esenzione,  totale  o parziale, dalla partecipazione al
costo  delle  prestazioni  con  riferimento  alla  propria situazione
economica;  in tal caso l'anziano non e' incluso nel nucleo familiare
come  definito  nel  presente  comma.  L'anziano  non  puo'  comunque
costituire  un  nucleo  familiare  autonomo  rispetto  al coniuge non
legalmente ed effettivamente separato.
  2.  L'indicatore  della  situazione  economica  e'  definito  dalla
combinazione  dei redditi complessivi dei membri del nucleo familiare
e  dei valori dei patrimoni mobiliari ed immobiliari, corretti con il
coefficiente  di  cui  all'allegato  2.  Dal  calcolo  del patrimonio
immobiliare e' esclusa la casa di abitazione. Per ogni componente del
nucleo familiare di eta' inferiore ai sei anni o di eta' compresa tra
sessantacinque e settantacinque anni dall'indicatore della situazione
economica  e'  detratto  un ammontare pari a 5 milioni di lire; oltre
settantacinque  anni  e'  detratto  un  ammontare pari a 7 milioni di
lire.  L'allegato  2  specifica le modalita' di calcolo del reddito e
del patrimonio.
  3.  L'indicatore  della  situazione economica equivalente, utile ai
fini  dell'individuazione  delle  soglie  di  cui  ai commi 4 e 5, e'
calcolato  come  rapporto  tra  l'indicatore  di  cui al comma 2 e il
parametro  corrispondente  alla  specifica  composizione  del  nucleo
familiare,  desunto dalla scala di equivalenza riportata all'allegato
2.
  4.   L'esenzione   totale   dalla  partecipazione  al  costo  delle
prestazioni  di  cui all'articolo 2 e' garantita qualora l'indicatore
della  situazione economica equivalente sia inferiore a 18 milioni di
lire. Per i nuclei familiari di un solo componente il suddetto valore
e' elevato di 5 milioni di lire.
  5.  Il diritto all'esenzione parziale dalla partecipazione al costo
delle  prestazioni, ai sensi dell'articolo 3, e' riconosciuto qualora
l'indicatore  della  situazione economica equivalente sia inferiore a
36 milioni di lire.
  6.  A decorrere dal 1 gennaio 2002 le regioni possono incrementare,
sentite  le  organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, i
valori  soglia della situazione economica di cui ai commi 4 e 5 entro
un margine del 20%.
  7.  Il  diritto  all'esenzione,  totale o parziale, e' riconosciuto
dalle  aziende  unita'  sanitarie locali di residenza, che rilasciano
per  ciascun  componente il nucleo familiare un documento individuale
attestante il diritto stesso. A tale fine l'assistito deve presentare
una  dichrazione  sostitutiva, a norma della legge 4 gennaio 1968, n.
15,   e   successive   modificazioni,   concernente  le  informazioni
necessarie  per  la  determinazione  dell'indicatore della situazione
economica  equivalente.  Il  richiedente  dichiara  inoltre  di avere
conoscenza  che,  nel  caso  di  riconoscimento  del diritto, possono
essere  eseguiti i controlli previsti dalla normativa vigente diretti
ad  accertare la veridicita' delle informazioni fornite ed effettuati
presso  le banche o altri intermediari finanziari, specificando a tal
fine  il  codice  identificativo  degli  intermediari  finanziari che
gestiscono il patrimonio mobiliare. Si applica l'articolo 4, comma 8,
del  decreto  legislativo  31  marzo 1998, n. 109. Il Ministero della
sanita'  definisce  i  contenuti  del  modello uniforme relativo alla
dichiarazione  sostitutiva  e  alle  altre  dichiarazioni  di  cui al
presente comma.
  8.  Ai fini del riconoscimento del diritto all'esenzione parziale o
totale,  in  sede  di prima dichiarazione il richiedente si impegna a
comunicare  eventuali  modifiche  della  situazione economica e della
composizione del nucleo familiare che comportino un cambiamento della
propria  posizione rispetto al diritto all'esenzione. Le regioni e le
aziende  unita'  sanitarie locali attivano sistemi, anche campionari,
di  accertamento  della permanenza delle condizioni che danno diritto
all'esenzione.  Qualora  si  verifichino modifiche della composizione
del  nucleo  familiare  o  della  situazione  economica, e' possibile
richiedere un aggiornamento del calcolo della situazione economica ai
fini del riconoscimento del diritto all'esenzione, totale o parziale,
dalla   partecipazione   al   costo  delle  prestazioni.  Le  regioni
individuano  gli  organismi  incaricati di valutare i singoli casi di
composizione  del nucleo familiare o di situazione economica, nonche'
le relative modifiche, di particolare complessita'.
  9. Fino all'introduzione del sistema di esenzione in relazione alla
situazione economica del nucleo familiare, e comunque non oltre il 31
dicembre  1999,  rimangono  confermati  i  criteri di esenzione dalla
partecipazione  al costo in relazione al reddito definiti dalla legge
24  dicembre  1993,  n.  537, come modificata dalla legge 23 dicembre
1994, n. 724, e dalla legge 28 dicembre 1995, n. 549. ((2))
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  d))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente dell'articolo 4.
                               Art. 5.
                    Esenzione dalla partecipazione
          in relazione a particolari condizioni di malattia
  1. Con distinti regolamenti del  Ministro della sanita' da emanarsi
ai sensi  dell'articolo 17, comma 3,  della legge 23 agosto  1988, n.
400, sono individuate, rispettivamente:  a) le condizioni di malattia
croniche o invalidanti; b) le malattie rare. Le condizioni e malattie
di  cui  alle lettere  a)  e  b)  danno diritto  all'esenzione  dalla
partecipazione per  le prestazioni  di assistenza  sanitaria indicate
dai medesimi regolamenti. Nell'individuare le condizioni di malattia,
il Ministro  della sanita'  tiene conto  della gravita'  clinica, del
grado  di  invalidita',  nonche'  della  onerosita'  della  quota  di
partecipazione derivante dal costo del relativo trattamento.
  2. I  regolamenti individuano inoltre le  prestazioni di assistenza
sanitaria  correlate  a  ciascuna  condizione  di  malattia  ed  alle
relative complicanze, per le  quali e' riconosciuta l'esenzione dalla
partecipazione al costo, tenendo conto:  a) della loro inclusione nei
livelli  essenziali di  assistenza; b)  della loro  appropriatezza ai
fini   del   monitoraggio   della   evoluzione   della   malattia   e
dell'efficacia per  la prevenzione  degli ulteriori  aggravamenti; c)
della  definizione   dei  percorsi   diagnostici  e   terapeutici.  I
regolamenti individuano altresi' le  condizioni di malattia che danno
diritto  all'esenzione  dal  pagamento   della  quota  fissa  di  cui
all'articolo  3,  comma  9,  per le  prestazioni  cui  e'  necessario
ricorrere  con  frequenza  particolarmente  elevata,  indicate  dagli
stessi regolamenti.
  3. L'esenzione dalla partecipazione al  costo per le prestazioni di
assistenza sanitaria correlate a ciascuna malattia e' riconosciuta in
qualsiasi regime di erogazione.
  4.   Sono  escluse   dall'esenzione   le  prestazioni   finalizzate
all'accertamento  delle  condizioni  di malattia  che  danno  diritto
all'esenzione, ad eccezione di  quelle individuate dal regolamento di
cui al comma 1, lettera b), per la diagnosi delle malattie rare. Sono
altresi' esclusi  dall'esenzione i farmaci collocati  nella classe di
cui all'articolo  8, comma  10, lettera b),  della legge  24 dicembre
1993, n. 537.
  5. Con il regolamento di cui  al comma 1, lettera b), sono altresi'
individuate specifiche forme di  tutela garantite ai soggetti affetti
da patologie  rare, con particolare riguardo  alla disponibilita' dei
farmaci   orfani   ed    all'organizzazione   dell'erogazione   delle
prestazioni di assistenza.
  6. Le  condizioni e le malattie  di cui al comma  1 sono aggiornate
con la  procedura di  cui all'articolo  17, comma  3, della  legge 23
agosto 1988, n. 400, sulla base dei risultati della ricerca applicata
e delle  evidenze scientifiche,  nonche' dello sviluppo  dei percorsi
diagnostici  e  terapeutici.  Entro  sessanta giorni  dalla  data  di
entrata in vigore delle nuove tabelle indicative delle percentuali di
invalidita' per  le minorazioni  e malattie invalidanti,  il Ministro
della sanita' provvede  ad aggiornare il regolamento di  cui al comma
1,  lettera   a),  inserendovi   le  eventuali   ulteriori  patologie
invalidanti e le  correlate prestazioni per le  quali e' riconosciuto
il  diritto   all'esenzione  dalla  partecipazione  al   costo.  Fino
all'aggiornamento del regolamento, agli assistiti di cui all'articolo
6, commi 1 e 2, del decreto del Ministro della sanita' del 1 febbraio
1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n. 32 del 7 febbraio 1991,
e successive modificazioni ed integrazioni, e' confermata l'esenzione
dalla  partecipazione al  costo delle  prestazioni come  disciplinata
dallo stesso  articolo 6 e dall'articolo  1, comma 3, della  legge 23
dicembre  1994,  n. 724,  nonche'  l'esenzione  agli invalidi  civili
minori di  anni 18  con indennita'  di frequenza  e alle  vittime del
terrorismo  e della  criminalita' organizzata  di cui  alla legge  20
ottobre 1990, n. 302.
  7.  Ai  soli  fini  dell'assistenza sanitaria,  la  percentuale  di
invalidita'  dei soggetti  ultrasessantacinquenni  e' determinata  in
base alla presenza di difficolta'  persistenti a svolgere i compiti e
le funzioni proprie della loro eta'.
                               Art. 6
                          Procedure e tempi

  1.  Con  uno  o piu' regolamenti emanati entro il 31 ottobre 1998 a
norma  dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sono  definite  le  modalita'  di  accertamento  e  di verifica della
situazione  economica  del  nucleo  familiare  e  delle condizioni di
malattia  che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione o alla
partecipazione  in misura ridotta, nonche' le misure per semplificare
le   procedure   di  prescrizione  e  di  pagamento  della  quota  di
partecipazione,  anche mediante l'utilizzazione della carta sanitaria
elettronica.  I  regolamenti determinano i criteri per lo svolgimento
dei  controlli  sulle esenzioni riconosciute e per il trattamento dei
dati  personali  comunque  effettuato  in  applicazione  del presente
decreto,  con particolare riferimento alle modalita' di utilizzazione
dei   dati,   ai  soggetti  che  possono  accedervi  e  al  tempo  di
conservazione  dei dati stessi, nel rispetto delle disposizioni della
legge  31  dicembre  1996, n. 675, e della legge 31 dicembre 1996, n.
676,  nonche' di quelle introdotte dai decreti legislativi emanati in
attuazione  di  quest'ultima.  Entro  il 31 ottobre 1998, il Ministro
della  sanita',  d'intesa  con  la Conferenza unificata, individua le
regioni  nelle  quali  avviare,  a  partire  dal  1 novembre 1998, la
sperimentazione  del  nuovo  sistema di partecipazione al costo delle
prestazioni  e  delle  esenzioni,  con riferimento sia alle procedure
amministrative  sia  all'impatto  economico. Sulla base dei risultati
della    sperimentazione   potranno   essere   emanate   disposizioni
integrative e correttive dei regolamenti di cui al presente comma.
  2. Nel rispetto di quanto stabilito nei suddetti regolamenti, entro
il 30 giugno 1999, le regioni disciplinano:
a) le  procedure per il riconoscimento, da parte delle aziende unita'
   sanitarie  locali,  del diritto all'esenzione dalla partecipazione
   al  costo  delle prestazioni sanitarie ai sensi degli articoli 4 e
   5, o alla partecipazione in misura ridotta, ai sensi dell'articolo
   4;
b) le  procedure  per  il  rilascio,  da  parte  delle aziende unita'
   sanitarie    locali,   del   documento   attestante   il   diritto
   all'esenzione  o alla partecipazione in misura ridotta, prevedendo
   a  tal  fine  anche  l'avvio di sperimentazioni locali di utilizzo
   della  carta sanitaria elettronica, di cui la lettera i) del comma
   50 dell'articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
c) le  modalita'  con le quali effettuare i controlli sulle esenzioni
   riconosciute,  anche  ricorrendo ad appositi uffici consorziati di
   piu'  aziende  unita'  sanitarie  locali  o di altri enti eroganti
   prestazioni  sociali  agevolate,  in ordine alla veridicita' della
   situazione  familiare  dichiarata,  nonche'  confrontando  i  dati
   reddituali  e  patrimoniali  dichiarati con quelli in possesso del
   sistema  informativo  del Ministero delle finanze, sulla scorta di
   convenzioni stipulate con il Ministero stesso;
d) le  procedure  per  il  pagamento delle quote di partecipazione da
   parte  degli  assistiti  a  fronte delle prestazioni fruite, anche
   mediante  l'avvio  di sperimentazioni di modalita' innovative, ivi
   incluso  l'utilizzo  a  tal  fine  della  citata  carta  sanitaria
   elettronica;
e) le  modalita'  di controllo sul comportamento dei singoli soggetti
   erogatori   relativamente   alla   riscossione   delle   quote  di
   partecipazione  al costo delle prestazioni dagli assistiti ed alla
   relativa  rendicontazione  nei  confronti  della  propria  azienda
   unita' sanitaria locale;
f) le modalita' di controllo del ricorso alle prestazioni nei diversi
   regimi  di  erogazione,  ivi  compresi  i ricoveri brevi in regime
   ordinario.
  3. Il trattamento dei dati di cui al presente decreto e' svolto nel
rispetto  delle  disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e
di  quelle  contenute  nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109,
anche  al  fine di assicurare la perdurante efficacia del sistema dei
controlli.
  4.  La carta sanitaria elettronica e' sperimentata e introdotta nel
rispetto  delle  garanzie previste dai decreti legislativi emanati in
attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676. ((2))
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  d))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente dell'articolo 6.
                               Art. 7
                      Entrate da partecipazione
                     al costo delle prestazioni

  1.  Il  gettito annuale corrispondente alle quote di partecipazione
al  costo  delle  prestazioni  dovute  dagli  assistiti  del Servizio
sanitario  nazionale  ai  sensi  del  presente  decreto concorre alle
disponibilita'  finanziarie  complessive  per  il  finanziamento  del
Servizio  sanitario  nazionale,  nei  limiti  della  quota a tal fine
annualmente  predeterminata  in  base: a) alla normativa nazionale in
materia  di  partecipazione  e di relative esenzioni; b) al numero di
assistiti   esentati  dalla  partecipazione  in  relazione  sia  alla
situazione   economica   del  nucleo  familiare,  sia  a  particolari
condizioni  di  malattia;  c)  al  ricorso alle prestazioni sanitarie
nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. A tale fine, le aziende
sanitarie  sono  tenute  a  rilevare  separatamente  i  dati relativi
all'ammontare  della partecipazione al costo e al numero di assistiti
esenti  per tipologia di esenzione riconosciuta e a trasmetterli alla
regione  e  al  Ministero della sanita'. Le regioni validano i dati e
comunicano  alle aziende sanitarie le eventuali rettifiche da operare
entro  il  mese  successivo  alla  trasmissione;  soltanto  dopo tale
periodo  il  Ministero  della  sanita'  provvede a utilizzare i dati.
((2))
  2.  Le  regioni possono modificare le soglie di cui all'articolo 4,
comma 6, con oneri a proprio carico e comunque con esclusione di ogni
onere finanziario a carico dello Stato. ((2))
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  e))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente dell'articolo articolo 7, comma 1, lettera b), limitatamente
alle  parole:  "sia  alla situazione economica del nucleo famigliare,
sia" e comma 2.
                               Art. 8
                  Disposizioni finali e transitorie

  1.   Sono   abrogate  tutte  le  precedenti  norme  in  materia  di
partecipazione  alla  spesa sanitaria e di esenzione dalla stessa non
esplicitamente   confermate   dal   presente  decreto.  E'  abrogato,
altresi',  l'articolo  2,  comma  2, della legge 28 dicembre 1995, n.
549.
  2.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei  regolamenti  di  cui
all'articolo   5,   commi   1   e  6,  cessano  di  avere  efficacia,
rispettivamente, le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 del
decreto  del  Ministro  della sanita' del 1 febbraio 1991, pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  32  del 7 febbraio 1991, e successive
modificazioni,  e  quelle  di  cui all'articolo 6, commi 1 e 2, dello
stesso decreto.
  3.  Le  province  autonome  di  Trento  e di Bolzano e le regioni a
statuto  speciale  provvedono  alle  finalita'  del  presente decreto
nell'ambito  delle  proprie  competenze, secondo quanto stabilito dai
rispettivi ordinamenti.
  4. Le disposizioni legislative collegate alla legge finanziaria per
il  2000  disciplinano  l'eventuale  revisione  delle  soglie  di cui
all'articolo  4,  commi 4 e 5, con riferimento agli esiti della prima
fase  di  applicazione  del  nuovo sistema di partecipazione al costo
delle prestazioni e del regime delle esenzioni. ((2))
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AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  d))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente dell'articolo 8, comma 4".
                               Art. 9.
                          Entrata in vigore
  1. Il presente decreto entra in vigore il 1 maggio 1998.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 29 aprile 1998
                              SCALFARO
                                  Prodi, Presidente del Consiglio dei
                                  Ministri
                                  Bindi, Ministro della sanita'
                                  Visco, Ministro delle finanze
                                  Ciampi,  Ministro  del tesoro,  del
                                  bilancio e    della  programmazione
                                  economica
                                  Bassanini, Ministro per la funzione
                                  pubblica e gli affari regionali
                                  Turco, Ministro per la solidarieta'
                                  sociale
 Visto, il Guardasigilli: Flick
                                                           Allegato 1 
                                      (previsto dall'art. 2, comma 1) 
  CRITERI  PER  L'INDIVIDUAZIONE  DELLE  PRESTAZIONI  DI   ASSISTENZA
OSPEDALIERA, EROGATE  IN  REGIME  DI  RICOVERO  DIURNO,  ESCLUSE  NEL
SISTEMA DI PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI. 
  Sono  inclusi  nel  sistema  di  partecipazione  al   costo   delle
prestazioni di cui al presente decreto tutti gli episodi di  ricovero
erogati in regime di ricovero diurno, ad esclusione di quelli: 
  1) attribuiti a DRG chirurgici; 
  2)   comportanti   l'esecuzione   di   procedure   diagnostiche   o
terapeutiche   invasive,    che    non    siano    erogabili    anche
ambulatorialmente; 
  3) finalizzati all'esecuzione di  radioterapia  e  chemioterapia  o
quelli programmati per la terapia ed  il  monitoraggio  dei  pazienti
oncologici, nonche' dei  pazienti  affetti  da  altre  condizioni  di
malattia croniche e/o invalidanti e  da  malattie  rare  previste  ai
sensi dell'articolo 5; 
  4) effettuati  in  ospedali  di  riabilitazione  e  in  reparti  di
riabilitazione identificati dai codici di disciplina "56" e "28"  (di
cui al  decreto  del  Ministro  della  sanita'  del  19  marzo  1988,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1988); 
   5) attribuiti al DRG 462 (riabilitazione). 
                                                           Allegato 2 
                                               (previsto dall'art. 4) 
                        MODALITA' DI CALCOLO 
                     DELLA SITUAZIONE ECONOMICA 
                       E SCALA DI EQUIVALENZA 
  Modalita' di calcolo dell'indicatore della situazione economica del
nucleo familiare. 
  L'indicatore della situazione economica  del  nucleo  familiare  si
calcola combinando i redditi ed i patrimoni di  tutti  i  componenti,
calcolati secondo le modalita' di seguito  specificate  e  applicando
gli eventuali fattori correttivi. 
 Modalita' di calcolo del reddito. 
  Il reddito si calcola sommando, per ciascun componente  del  nucleo
familiare: 
  a) il reddito complessivo ai fini IRPEF quale  risulta  dall'ultima
dichiarazione presentata o, in mancanza di obbligo  di  presentazione
della dichiarazione dei redditi, dall'ultimo certificato  sostitutivo
rilasciato dai datori di lavoro o da enti previdenziali.  Per  quanto
riguarda la valutazione dei redditi agrari dovra'  farsi  riferimento
all'apposita circolare ministeriale prevista dal decreto  legislativo
31 marzo 1998, n. 109; 
  b) il reddito da attivita' finanziarie, determinato  applicando  il
rendimento annuo  dei  titoli  decennali  del  Tesoro  al  patrimonio
mobiliare, come definito al successivo punto 2. 
  Il reddito del nucleo familiare si calcola sommando  i  redditi  di
ciascun componente. Da tale somma si detraggono 2,5 milioni  di  lire
qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione.  Tale
importo e' elevato a 3,5 milioni di lire qualora i membri del  nucleo
familiare non posseggano altri immobili adibiti ad  uso  abitativo  o
residenziale  nel  comune   di   residenza.   Le   regioni   possono,
analogamente,  consentire  la  detrazione  dal  reddito  del   nucleo
familiare l'ammontare delle rette pagate alle case di riposo entro il
limite massimo di 2,5 milioni. 
 Modalita' di calcolo del patrimonio. 
  Il patrimonio si  calcola  sommando,  per  ciascun  componente  del
nucleo familiare: 
  a) il valore dei  fabbricati  e  terreni  edificabili  ed  agricoli
intestati a persone fisiche diverse da  imprese,  quale  definito  ai
fini  ICI  al  31  dicembre  dell'anno   precedente   a   quello   di
presentazione  della  domanda,  indipendentemente  dal   periodo   di
possesso nel periodo di  imposta  considerato.  Nel  calcolo  non  e'
considerata la casa di abitazione del nucleo  familiare;  qualora  la
casa di abitazione appartenga alle categorie catastali A1, A8 e A9 si
considera il valore per il 50%; 
  b) il valore del  patrimonio  mobiliare  e'  calcolato  sommando  i
valori mobiliari in senso stretto, le partecipazioni in societa'  non
quotate e gli altri  cespiti  patrimoniali  individuali,  secondo  le
modalita' definite con  circolare  del  Ministro  delle  finanze,  di
concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del   bilancio   e   della
programmazione economica, ai sensi del decreto legislativo  31  marzo
1998, n. 109. 
  Il  valore  risultante  da  tale  somma  e'  moltiplicato  per   un
coefficiente, individuato in maniera differenziata a seconda  che  la
casa di abitazione del nucleo familiare appartenga, o  meno,  ad  uno
dei componenti. 
  Qualora la casa di abitazione appartenga ad uno dei componenti,  il
coefficiente e' individuato sulla  base  dei  seguenti  scaglioni  di
valore: 
   sino a lire 50 milioni, il coefficiente e' pari a zero; 
  per la parte di valore eccedente lire 50 milioni e sino a lire  150
milioni, il coefficiente e' pari al 10%; 
  per la parte di valore eccedente lire 150 milioni, il  coefficiente
e' pari al 20%. 
  Qualora la casa di abitazione non appartenga ad uno dei componenti,
il coefficiente e' individuato sulla base dei seguenti  scaglioni  di
valore: 
   sino a lire 100 milioni, il coefficiente e' pari a zero; 
  per la parte di valore eccedente lire 100 milioni e sino a lire 150
milioni, il coefficiente e' pari al 10%; 
  per la parte di valore eccedente lire 150 milioni, il  coefficiente
e' pari al 20%. 
 Fattori correttivi. 
  Per ogni componente del nucleo familiare di eta' inferiore  ai  sei
anni o di eta' compresa fra i sessantacinque e i settantacinque anni,
dall'indicatore della situazione economica e' detratto  un  ammontare
pari a 5 milioni di lire. 
  Per ogni componente del  nucleo  familiare  di  eta'  superiore  ai
settantacinque anni, dall'indicatore della  situazione  economica  e'
detratto un ammontare pari a 7 milioni di lire. 
 Scala d'equivalenza. 
  I parametri da utilizzare  per  il  calcolo  dell'indicatore  della
situazione economica equivalente sono i seguenti: 
Numero dei componenti il nucleo familiare Parametro 
                   - - 
                   1 1.00 
                   2 1.57 
                   3 2.04 
                   4 2.46 
                   5 2.85 
    
                            ____________

    
 Maggiorazioni 
      - 
     + 0.35 per ogni ulteriore componente 
          + 0.2 in caso di assenza di un coniuge e presenza 
                      di figli minori 
     + 0.5 per ogni componente con handicap psicofisico 
                      permanente di cui all'articolo 3, comma 3, 
                      della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o di 
                      invalidita' superiore al 66% 
     + 0.2 per i nuclei familiari con figli minori in cui 
                      entrambi i genitori svolgono attivita' di 
                      lavoro o di impresa. 
  Il denominatore  del  rapporto  che  definisce  l'indicatore  della
situazione economica equivalente e' dato dal parametro corrispondente
alla numerosita' del nucleo familiare, eventualmente incrementato dal
parametro, o parametri, correttivo. 
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