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Numero Atti:62664
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 16 ottobre 2019 Ultima Modifica: 18 ottobre 2019
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Dettaglio atto

Decreto del presidente della repubblica 31 luglio 1980 , n. 618

Assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero (art. 37, primo comma, lettere a) e b), della legge n. 833 del 1978).

(G.U. Serie Pregressa , n. 275 del 07 ottobre 1980)

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto  l'art.  37 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, concernente
delega  al  Governo  per  la  disciplina dell'assistenza sanitaria ai
cittadini  italiani all'estero, rinnovata con l'art. 2 della legge 29
febbraio 1980, n. 33;
  Viste le osservazioni delle regioni;
  Udito  il  parere della commissione parlamentare di cui all'art. 79
della citata legge 23 dicembre 1978, n. 833;
  Sentito, in via preliminare, il Consiglio dei Ministri;
  Visto il parere emesso in via definitiva dalla suddetta commissione
parlamentare;
  Vista  la  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri del 31 luglio
1980;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  della  sanita',  di  concerto  con  i Ministri degli affari
esteri,  dell'interno, del bilancio e della programmazione economica,
del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale;

                                EMANA
                        il seguente decreto:
                               Art. 1.

                       Competenza dello Stato

  L'assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero, ed ai loro
familiari  aventi diritto, per tutto il periodo della loro permanenza
fuori  del  territorio italiano connesso ad una attivita' lavorativa,
compete allo Stato, che vi provvede nelle forme indicate nel presente
decreto,   nel  rispetto  dei  livelli  delle  prestazioni  sanitarie
stabiliti ai sensi dell'art. 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
  L'assistenza e' assicurata dal Ministero della sanita'.
  Restano  affidate  al Ministero degli affari esteri le attribuzioni
di  cui  all'art.  1  del  decreto  del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
                               Art. 2.

                     Beneficiari dell'assistenza

  L'assistenza  di cui all'art. 1 viene erogata, fatte salve le norme
in  materia  contenute  in  accordi  bilaterali  o  multilaterali tra
l'Italia ed altri Stati:
    A)  Ai  cittadini italiani iscritti negli elenchi di cui al terzo
comma  dell'art.  19  della  legge  23 dicembre 1978, n. 833, i quali
svolgano  attivita'  lavorativa all'estero, qualora tali soggetti non
godano, mediante forme di assicurazione obbligatoria o volontaria, di
prestazioni  garantite  da  leggi locali o di prestazioni fornite dal
datore  di  lavoro, o i livelli di tali prestazioni siano palesemente
inferiori  a  quelli  stabiliti  ai  sensi dell'art. 3 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, purche' appartenenti alle seguenti categorie:
      1)   cittadini   occupati   temporaneamente   all'estero   alle
dipendenze  o  in rapporto di compartecipazione o di associazione con
imprese  o  datori  di  lavoro,  ivi  compresi  i  ministri del culto
cattolico o di altri culti che svolgano attivita' connesse al proprio
ministero,  i  religiosi  e  le  religiose  del  clero  che  svolgano
attivita'  lavorativa  presso  terzi,  i  collaboratori  familiari al
servizio  personale  di  agenti  o  funzionari  delle  rappresentanze
diplomatiche o consolari;
      2)  lavoratori  autonomi  ivi compresi i liberi professionisti,
che  svolgano all'estero un'attivita' lavorativa per periodi di tempo
limitato;
      3)  titolari di borse di studio presso Universita' o fondazioni
estere;
      4)  lavoratori  all'estero, temporaneamente disoccupati, sempre
che tale condizione risulti da attestazioni rilasciate dai competenti
uffici di collocamento dello Stato estero;
      5)  cittadini  temporaneamente  all'estero titolari di pensione
corrisposta dallo Stato o da istituti previdenziali italiani;
      6)  familiari  dei  soggetti  di  cui  ai precedenti numeri che
seguano  il  lavoratore  all'estero  o lo raggiungano anche per brevi
periodi. (2)
    B)  Ai  cittadini italiani, dipendenti pubblici, con attivita' di
servizio all'estero ed in particolare:
      1)  ai dipendenti dello Stato, compresi i contrattisti italiani
o  stranieri nonche' agli impiegati locali di cui al regio decreto 18
gennaio  1943,  n.  23,  anche se non pubblici dipendenti e ancorche'
prestino  la  propria  opera  per  missioni  di  breve  durata presso
rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, delegazioni permanenti
o  speciali  del  Governo italiano all'estero, ovvero partecipino per
conto  del  Governo  stesso  a  commissioni, conferenze, trattative o
riunioni  fuori  del  territorio  nazionale  anche  presso  organismi
internazionali;
      2)  al  personale militare italiano, anche di leva, in servizio
all'estero  ed  a quello imbarcato su navi o aeromobili italiani, che
abbiano bisogno di trattamento sanitario in territorio estero;
      3) al personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo,
compresi  gli  incaricati  locali,  in servizio presso le istituzioni
scolastiche e culturali italiane all'estero;
      4)  al  personale  dell'Azienda  autonoma  delle ferrovie dello
Stato  che  svolga  attivita'  anche temporanea di servizio fuori del
territorio della Repubblica;
      5) al personale degli enti pubblici che presti la propria opera
presso delegazioni o uffici degli enti stessi all'estero;
      6)  agli  esperti,  ai  tecnici  ed  al  personale  di cui agli
articoli  17,  18,  21,  26  e 33 della legge 9 febbraio 1979, n. 38,
sulla  cooperazione  con  i  Paesi  in  via di sviluppo, salvo quanto
previsto dall'art. 20, secondo comma, della legge stessa;
      7)  alle persone incaricate della direzione di uffici consolari
nonche'  agli  esperti di cui all'art. 168 del decreto del Presidente
della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18;
      8)  ai  familiari  dei  soggetti  di  cui ai numeri precedenti,
esclusi  quelli dei contrattisti stranieri, che le seguano all'estero
o li raggiungano anche per brevi periodi.
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 7 APRILE 2000, N. 103))
  L'assistenza  in  territorio  estero compete anche durante i viaggi
dell'interessato  da  o  per  l'Italia,  ovvero durante i viaggi e la
permanenza  per  ragioni  di  lavoro  in  localita' estere diverse da
quelle di lavoro.
  Per i soggetti di cui alla lettera A) le unita' sanitarie locali di
appartenenza  sono  tenute a comunicare al Ministero della sanita' il
trasferimento all'estero.
  Per  i  soggetti  di  cui  alla  lettera  B) i Ministeri e gli enti
pubblici sono tenuti a comunicare al Ministero della sanita' l'elenco
dei propri dipendenti che si recano all'estero per motivi di lavoro.
  Il  Ministero della sanita' puo' per i soggetti di cui alla lettera
A)  verificare  tramite  le  rappresentanze  consolari  la  effettiva
permanenza  all'estero  degli stessi e la consistenza del loro nucleo
familiare.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  Corte Costituzionale nella sentenza 8 - 14 febbraio 1989, n. 40
(in  G.U.  la  s.s. 22/02/1989, n. 8) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  2,  primo comma, lettera A), del d.P.R. 31
luglio  1980,  n.  618  ('Assistenza  sanitaria ai cittadini italiani
all'estero (art. 37, primo comma, lettere a) e b), della legge n. 833
del  1978)),  nella parte in cui esclude l'erogazione dell'assistenza
sanitaria  di  cui  all'art.  1  ai  cittadini  italiani che svolgono
attivita'   lavorativa  all'estero,  qualora  godano  di  prestazioni
fornite  dal  datore  di lavoro a livelli non palesemente inferiori a
quelli  stabiliti  ai sensi dell'art. 3 della legge 23 dicembre 1978,
n. 833."
                               Art. 3. 
 
                        Forme dell'assistenza 
 
  Alla erogazione dell'assistenza si provvede: 
    a) in  forma  diretta  mediante  convenzioni  da  stipularsi  con
istituti pubblici di sicurezza sociale dello Stato estero o con enti,
istituti o medici privati, che assicurino i  livelli  di  prestazioni
garantiti dal piano sanitario nazionale. Per i dipendenti pubblici in
attivita' di servizio o pensionati, compresi i familiari a  carico  o
in cerca  di  prima  occupazione  residenti  all'estero  in  zone  di
confine, viene riconosciuta la possibilita' di optare,  limitatamente
all'assistenza ospedaliera e riabilitativa, per  strutture  esistenti
in territorio  italiano  limitrofo  ovvero  di  usufruire,  a  carico
dell'unita'  sanitaria  locale  esistente  nel  territorio   italiano
limitrofo,  delle  altre  prestazioni  assicurate  ai  cittadini  ivi
residenti,  salvo  le  limitazioni  conseguenti   alla   stipula   di
convenzioni per la erogazione in territorio estero dell'assistenza in
forma diretta, fissate con decreto del Ministro della sanita' al fine
di evitare duplicazioni di assistenza sanitaria; 
    b) ((LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 DICEMBRE 2012, N. 228));((4)) 
    c)  mediante  il  sistema  di  cui  al  successivo   articolo   4
limitatamente ai soggetti ivi indicati. 
  Per  le  speciali  esigenze  assistenziali  del  personale  di  cui
all'art. 2, lettera B), del presente decreto alle strutture sanitarie
esistenti presso il  Ministero  degli  affari  esteri  e'  conservata
l'attuale destinazione funzionale. 
  A tal fine viene stipulata apposita convenzione  tra  il  Ministero
della sanita' e la regione Lazio. 
    
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AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto: 
    - (con l'art. 1, comma 84) che "A decorrere dal 1° gennaio  2013,
sono altresi' trasferite alle regioni e  alle  province  autonome  di
Trento e di Bolzano le competenze in materia di assistenza  sanitaria
indiretta, di cui alla lettera b) del primo comma dell'articolo 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618." 
    - (con l'art. 1, comma 85) che "Al trasferimento  delle  funzioni
di cui al comma 84, per le  regioni  a  statuto  speciale  e  per  le
province autonome di Trento e di Bolzano, si  provvede  con  apposite
norme  di  attuazione  in  conformita'  ai  rispettivi   statuti   di
autonomia." 
                               Art. 4.

Assistenza   nel   territorio  degli  Stati  membri  della  Comunita'
  economica  europea  e  di  altri  Stati  con i quali siano conclusi
  accordi in materia di assistenza sanitaria.

  Il Ministero della sanita' subentra all'INAM ed alle altre gestioni
mutualistiche soppresse in tutti i rapporti con le istituzioni estere
che  forniscono  prestazioni  assistenziali per malattia, infortuni e
cura  della  maternita'  ai soggetti di cui alla lettera A) del primo
comma  dell'art.  2,  in  base  ai  trattati  ed ai regolamenti della
Comunita'  economica europea o in esecuzione di trattati bilaterali o
multilaterali stipulati dall'Italia.
  I  soggetti  di cui alla lettera B) del primo comma dell'art. 2 che
operano  nel  territorio  degli Stati membri della C.E.E. - ed i loro
familiari  aventi  diritto  -  fruiscono  del  sistema  di assistenza
vigente   nell'ambito   della  Comunita'  europea  per  i  lavoratori
dipendenti.
  Il  Ministero della sanita' agisce di intesa con il Ministero degli
affari  esteri  e,  ove  occorra, con il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale.
  Il  Ministero  della  sanita' provvede all'assistenza in Italia dei
lavoratori  stranieri  e  loro  familiari  in regime di reciprocita',
nonche'  a  rimborsare alle istituzioni estere le spese sostenute per
l'assistenza  ai  lavoratori  italiani  che,  nel  quadro  del regime
comunitario e dei regimi convenzionali richiamati al primo comma, non
siano a carico delle istituzioni stesse.
  Il Ministero medesimo cura inoltre le procedure dirette ad ottenere
dalle  predette  istituzioni  il  rimborso  delle spese sostenute dal
Servizio  sanitario nazionale per l'assistenza ai lavoratori italiani
o  stranieri  ed  ai  loro familiari, il cui onere sia a carico delle
istituzioni stesse.
  Ai  fini  dei  rimborsi  di  cui  ai  commi  precedenti,  presso il
Ministero  della  sanita' e' istituito, d'intesa con il Ministero del
tesoro,  un  conto di debito e credito per ciascuna delle istituzioni
straniere interessate.
  Con decreto del Ministro della sanita', da emanarsi di concerto con
il  Ministro  del  tesoro  entro tre mesi dalla entrata in vigore del
presente  decreto,  sono  disciplinate le modalita' per la tenuta dei
predetti  conti,  per  il  deposito  dei  relativi  fondi in apposita
contabilita'  speciale presso la tesoreria provinciale dello Stato in
Roma e per i relativi movimenti in entrata ed in uscita.
  Le modalita' per l'erogazione dell'assistenza in Italia ai soggetti
di  cui  all'art.  2 ed ai lavoratori stranieri e loro familiari, nel
quadro  del  regime  comunitario e dei regimi convenzionali di cui al
primo  comma,  come  pure le modalita' per il rimborso delle relative
spese  alle  unita'  sanitarie  locali, per il tramite delle regioni,
sono disciplinate con decreto da emanarsi entro tre mesi dall'entrata
in  vigore  del  presente  decreto,  dal  Ministro  della sanita', di
concerto con i Ministri degli affari esteri, dell'interno, del lavoro
e  della  previdenza  sociale  e  del  tesoro,  sentito  il Consiglio
sanitario nazionale.
                               Art. 5. 
 
              Assistenza nel territorio di altri Stati 
 
  Per i soggetti appartenenti alle categorie indicate all'art. 2,  ai
quali non si applichino il regime  comunitario  ovvero  altri  regimi
convenzionali  i  Ministeri  della  sanita'  e  degli  affari  esteri
esplicano  ogni  utile  iniziativa  al  fine  di  ottenere  che   gli
interessati vengano assistiti dalle istituzioni straniere per conto e
a spese dello Stato italiano sempre che  le  prestazioni  da  erogare
rientrino nei livelli stabiliti dal piano sanitario nazionale. 
  L'assistenza, nel territorio degli Stati con i quali  l'Italia  non
abbia stipulato appositi accordi, e'  di  norma  assicurata  mediante
convenzioni con istituti o enti pubblici e preferibilmente con quelli
che garantiscano con  proprie  strutture  l'assistenza  in  tutto  il
territorio di uno o piu' Stati. 
  Qualora non sia possibile la stipula delle convenzioni  di  cui  al
comma precedente, l'assistenza e' assicurata mediante convenzioni con
istituti pubblici  assistenziali  dello  Stato  estero  o  con  enti,
istituti e medici privati riconosciuti dallo Stato locale e che siano
in grado di assicurare livelli di prestazioni sanitarie equivalenti a
quelle stabilite dal piano sanitario nazionale. 
  Le convenzioni di cui ai commi precedenti sono stipulate  dal  capo
della rappresentanza diplomatica accreditato presso lo Stato  in  cui
l'istituto abbia la sede principale, ovvero, nel caso che  l'istituto
abbia sede anche in Italia, dal Ministro della sanita' o  da  un  suo
delegato, ovvero dai capi delle rappresentanze consolari competenti. 
  La stipulazione e' effettuata a trattativa privata e senza  obbligo
di sentire il parere del Consiglio di Stato, sulla base di uno schema
di massima da approvarsi con decreto del Ministro  della  sanita'  di
concerto con i Ministri degli  affari  esteri,  del  lavoro  e  della
previdenza sociale e del tesoro. 
 
  Nello schema sono previsti, tra l'altro: 
    1) i criteri per la determinazione della quota capitaria media da
corrispondere   all'istituzione   contraente,   rispettivamente   per
assistenza medica generica e specialistica, per giornate  di  degenza
ospedaliera, per cure  di  maternita',  per  trattamenti  preventivi,
terapeutici e  riabilitativi  anche  specialistici  a  livello  extra
ospedaliero,  per  somministrazione  diretta   di   farmaci   e   per
prestazioni idrotermali o protesiche; 
    2) la possibilita' di  usufruire,  laddove  previste  dai  regimi
locali di sicurezza sociale e allorquando esistano strutture  idonee,
di visite biennali consistenti in indagini diagnostiche  da  indicare
nello schema anche in relazione alle condizioni geosanitarie  locali,
nonche'  tenendo  conto  delle  indicazioni  della  legge  di   piano
sanitario relative agli interventi di medicina preventiva; 
    3) le modalita' per tenere costantemente aggiornata l'istituzione
contraente sui livelli di prestazioni, che debbono essere  garantiti,
ferme restando, a carico dell'assistito, le spese per prestazioni che
superino i livelli stessi; 
    4) la facolta' dell'autorita' italiana di recedere, in  qualsiasi
momento e senza indennizzi, dalla convenzione in  caso  di  accertata
grave inadempienza o inadeguatezza delle prestazioni stesse; 
    5) l'impegno della istituzione contraente di  provvedere,  previa
autorizzazione ed  a  spese  dell'autorita'  italiana,  al  trasporto
dell'infermo e, ove occorra, di un accompagnatore in altra  localita'
del Paese stesso, d'Italia o di un Paese  terzo,  quando  ricorra  la
necessita'  di  prestazioni  altamente  specializzate,  che  non  sia
possibile ottenere sul posto; 
    6) le modalita' per i pagamenti all'istituzione contraente; 
    7)  la  clausola  di  tacito  rinnovo  della  convenzione,  salvo
disdetta di una delle parti contraenti entro tre mesi  precedenti  la
data di scadenza. 
  Per l'accertamento di congruita' e dell'idoneita'  dell'istituto  o
ente  prescelto  e  per  le   successive   verifiche   le   autorita'
diplomatiche   e   consolari   predette   possono    richiedere    la
collaborazione del Ministero della sanita'. 
  L'approvazione delle singole convenzioni compete al Ministro  della
sanita', di concerto con il Ministro degli affari esteri. 
                               Art. 6.

                     Trasferimento dell'infermo

  Tanto  in  regime  convenzionale  quanto  in  regime  di assistenza
indiretta  le  spese  per  il  trasferimento  dell'infermo  e  di  un
eventuale   accompagnatore  in  Italia  o  da  una  localita'  estera
all'altra,  resosi  necessario  per  insufficienza  di  servizi  o di
attrezzature   sanitarie   o  per  necessita'  derivanti  dall'evento
sanitario o ad esso conseguenti, sono a carico dello Stato sempre che
il  trasferimento  stesso sia stato preventivamente autorizzato per i
soggetti  di  cui  alla  lettera  A)  del  primo  comma  dell'art.  2
dall'autorita'  consolare  competente,  sentito  il  Ministero  della
sanita',  o nei casi di eccezionale gravita' ed urgenza, il medico di
fiducia del consolato o dell'ambasciata, e per i soggetti di cui alla
lettera  B)  del  primo  comma dell'art. 2 dal Ministero degli affari
esteri,  sentito  il  Ministero  della  sanita',  ovvero  nei casi di
eccezionale  gravita'  e  urgenza,  dal  capo  della rappresentanza o
dell'ufficio  consolare;  per  questi  ultimi soggetti i titolari dei
predetti  uffici sono autorizzati ad anticipare il 50% dell'ammontare
delle spese di viaggio.
  Si  prescinde  dalla  predetta  autorizzazione  solo  nei  casi  di
comprovata  impossibilita' per l'interessato, per l'impresa o per chi
altro l'assista, di collegarsi tempestivamente con la sede consolare.
                               Art. 7.

                Procedure per l'assistenza indiretta

  Nei  casi  di  cui all'art. 3, lettera b), del presente decreto, le
spese  sanitarie sostenute dagli interessati in territorio estero per
prestazioni   sanitarie  sono  ad  essi  rimborsate  sempre  che  non
attengano  a  prestazioni  eccedenti  i  livelli  stabiliti  ai sensi
dell'art.  3  della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e sempre che tali
spese  siano  da ritenersi congrue in relazione ai prezzi, tariffe ed
onorari  del  luogo,  tenuto  conto  delle possibilita' di assistenza
sanitaria e degli usi locali.
  Le  domande di rimborso devono essere inoltrate alle rappresentanze
diplomatiche  e  consolari  entro  tre  mesi dall'effettuazione della
relativa  spesa, a pena di decadenza del diritto al rimborso, salvi i
casi  in  cui l'interessato dimostri di non aver potuto rispettare il
termine per motivi di forza maggiore.
  I capi delle rappresentanze diplomatiche e consolari competenti per
territorio,  riferiscono  telegraficamente  in ordine alla domanda di
rimborso  al Ministero della sanita' e per i soggetti di cui all'art.
2,   lettera  B),  anche  al  Ministero  degli  affari  esteri  e  su
autorizzazione  di massima del Ministero della sanita' dispongono per
il  pagamento  in  loco  nella  misura  pari  alla meta' dell'importo
complessivo.  La  domanda  con  la  relativa  documentazione e con il
proprio  motivato  parere circa la ricorrenza dei requisiti di cui al
primo comma e' trasmessa nel contempo al Ministero della sanita'.
  In  caso di domanda tardiva o di mancata autorizzazione di massima,
l'autorita'   consolare  trasmette  la  domanda  al  Ministero  della
sanita',  con  il motivato parere, oltre che a termini del precedente
comma, anche in ordine all'ammissibilita' della domanda.
  Il  Ministero della sanita' dispone, con provvedimento motivato, il
saldo  nella  misura  richiesta o in misura piu' ridotta, l'eventuale
recupero  totale  o  parziale dell'acconto, ovvero la reiezione della
domanda per tardivita' o per altro motivo.
  Nel  caso  di  lavoratori,  occupati  all'estero alle dipendenze di
imprese  italiane  o straniere aventi sede o rappresentanza legale in
Italia,  i  quali  fruiscano  delle  prestazioni  sanitarie  in forma
indiretta,  le  spese  per  l'interessato  e  per  i familiari avanti
diritto  sono  anticipate  dall'impresa  e successivamente rimborsate
alla  stessa  dallo  Stato nei limiti e con le modalita' previsti dal
presente decreto.
                               Art. 8.

         Procedure per i pagamenti da effettuarsi all'estero

  Le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari provvedono ai
pagamenti  in  esecuzione  delle  convenzioni  di  cui  ai precedenti
articoli  3,  lettera  a), 4 e 5, nonche' ai rimborsi parziali di cui
all'art.  7 avvalendosi dei fondi ad essi trimestralmente accreditati
dal  Ministero  della  Sanita',  al  quale  sono trasmessi i relativi
rendiconti.  Si  applicano  le norme di cui agli articoli 75, 76 e 78
del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.
  Il  Ministero  della  sanita'  provvede  al pagamento del saldo dei
rimborsi  di  cui  all'art.  7  o di quelli previsti dall'art. 9, con
mandati  diretti  a favore degli interessati presso la sede di lavoro
all'estero  in cui essi si trovano al momento del pagamento ovvero al
loro domicilio, se nel frattempo sono rientrati in Italia.
                               Art. 9.

           Norme particolari per i lavoratori frontalieri

  L'assistenza  ai lavoratori frontalinei ed ai loro familiari aventi
diritto,  durante  la  permanenza  in  territorio estero strettamente
connessa  al tipo di attivita' lavorativa da essi svolta, e' limitata
ai  soli  casi di urgenza, sempre che anche in tali casi essa non sia
gia'  assicurata dai trattati e dai regolamenti comunitari e, per gli
altri  Stati  confinanti  non membri della Comunita' europea, nonche'
per  il  Principato  di  Monaco,  dagli  accordi  stipulati  da parte
italiana  con  i Governi o direttamente con Istituzioni assistenziali
estere  e  sempre  che  non  sia  garantita  dai sistemi di sicurezza
sociale dei Paesi o dai datori di lavoro.
  Il  Ministero  della  sanita'  subentra  all'INAM ed altre gestioni
mutualistiche  soppresse  nei  rapporti  con le istituzioni estere in
regime  convenzionale su base di reciprocita' e si assume l'onere del
rimborso  delle  prestazioni  di  urgenza  che non sia a carico delle
istituzioni stesse.
  Nei casi in cui la materia dell'assistenza di urgenza ai lavoratori
frontalieri  non risulti disciplinata dai regimi convenzionali di cui
ai commi precedenti, ne' specificamente garantita dalle leggi locali,
i  Ministeri della sanita' e degli affari esteri esplicano ogni utile
iniziativa   per   ottenere  che  l'assistenza  stessa  sia  prestata
dall'istituzione  assistenziale  estera  per  conto  ed a spese dello
Stato italiano.
  In  assenza di tale possibilita', all'interessato e' dato avvalersi
dell'assistenza  in  forma  indiretta  di cui agli articoli 3 e 7 del
presente decreto.
                              Art. 10.

           Libretto sanitario per i lavoratori all'estero

  Agli  aventi  diritto  all'assistenza  e'  rilasciata, dalla unita'
sanitaria   locale   di   provenienza  o  dal  consolato  competente,
unitamente  al libretto sanitario, una speciale appendice al libretto
stesso,  redatta,  nelle sue indicazioni di base, oltre che in lingua
italiana, anche in altre lingue, che attesta tale diritto.
  Il  modello dell'appendice al libretto sanitario, da approvarsi con
decreto  del  Ministro  della  sanita' entro tre mesi dall'entrata in
vigore  del  presente  decreto,  previe  intese con i Ministeri degli
affari  esteri,  del  lavoro  e della previdenza sociale e sentito il
Consiglio  sanitario  nazionale,  deve  altresi' contenere un congruo
numero  di  pagine con sufficienti spazi a fronte per la trascrizione
nelle  altre  lingue  dei dati diagnostici e terapeutici annotati dai
sanitari  italiani o stranieri, che abbiano in cura l'interessato nel
corso della sua attivita'.
  Il Ministero della sanita' pone in essere ogni utile iniziativa per
ottenere  che  alla  traduzione  delle  indicazioni  di  base  e  dei
successivi  dati  nella  lingua  del  luogo  di  lavoro  provveda  la
istituzione  estera  nel  quadro  del regime comunitario e dei regimi
convenzionali.
  L'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato stabilisce le forme e
le  modalita'  di  attestazione  del  diritto  all'assistenza  per il
personale  viaggiante  che presta servizio sui treni che oltrepassano
la frontiera.
                              Art. 11.

                     Contributi per l'assistenza

  Con  decreto  del  Ministro  del  tesoro da emanarsi entro tre mesi
dall'entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  di  concerto con i
Ministri  degli  affari  esteri,  delle finanze e della sanita', sono
previste  le specifiche modalita' per il versamento dei contributi da
parte dei soggetti di cui all'art. 2, lettera A), per i quali non sia
gia'  prevista  dalle  leggi  vigenti l'iscrizione obbligatoria ad un
istituto  mutualistico  pubblico  e  non  sia  applicabile il sistema
previsto  dal quinto comma dell'art. 63 della legge 23 dicembre 1978,
n. 833.
  Per  far  fronte  ai  maggiori  oneri  che  lo  Stato  sostiene per
l'assistenza   all'estero   dei  dipendenti  di  imprese  italiane  o
straniere  aventi  sede o rappresentanza legale in Italia, le imprese
stesse   sono   tenute   al   versamento  di  contributi  aggiuntivi,
determinati  annualmente  con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza  sociale  di  concerto  con i Ministri della sanita' e del
tesoro.
  Con   la   stessa   procedura  possono  essere  previste  forme  di
compensazione  fra  le  spese anticipate dalle imprese e i contributi
dalle stesse dovuti.
  Restano salve, per i familiari in Italia dei lavoratori italiani in
Svizzera  e  per  i  lavoratori  frontalieri  ivi  occupati ed i loro
familiari,  le  norme previste dalla legge 2 maggio 1969, n. 302, con
gli   adattamenti   derivanti   dalla   soppressione  delle  gestioni
assistenziali  dell'INAM  e delle casse mutue provinciali di Trento e
Bolzano.
  A  tali  adattamenti  si  provvede  con  decreto del Ministro della
sanita',  da  emanarsi  entro  tre  mesi  dall'entrata  in vigore del
presente decreto, di concerto con i Ministri degli affari esteri, del
lavoro e della previdenza sociale e del tesoro.
                              Art. 12.

                    Funzioni attribuite ai comuni

  Salvo  quanto  previsto  dal  presente  decreto le funzioni in atto
esercitate,   ai   fini   dell'assistenza   sanitaria  ai  lavoratori
all'estero,  dalle  sedi periferiche dell'INAM e dalle altre gestioni
mutualistiche  soppresse  sono  delegate ai comuni, che le esercitano
attraverso le unita' sanitarie locali in base a direttive emanate dal
Ministero della sanita', d'intesa con i Ministeri degli affari esteri
e del lavoro e della previdenza sociale.
  Alle  unita'  sanitarie  locali  spetta il compito di assicurare ai
soggetti   di   cui  all'art.  2,  che  rientrano  definitivamente  o
temporaneamente  dall'estero,  l'immediata erogazione dell'assistenza
sanitaria   nel   territorio   nazionale,   nonche'   agli  stranieri
l'assistenza  sanitaria nei limiti previsti dalle convenzioni e dalle
direttive di cui al primo comma.
                              Art. 13.

Riconoscimento dell'attivita' medica a favore dei lavoratori italiani
                             all'estero

  Ai  medici  italiani  che  verranno  assunti  da imprese italiane o
straniere  aventi sede o rappresentanza legale in Italia per prestare
assistenza  sanitaria  generica o specialistica a lavoratori italiani
all'estero, e' riconosciuto il servizio prestato ai fini dell'accesso
alle  convenzioni  con  le  unita'  sanitarie locali per l'assistenza
sanitaria  generica, specialistica e pediatrica, a parita' di servizi
analoghi  svolti  in Italia, secondo criteri e modalita' che verranno
stabiliti con decreto del Ministro della sanita'.
                              Art. 14.

                       Norme di programmazione

  Il  piano  sanitario  nazionale  determina gli obiettivi e le forme
idonee  ad  assicurare,  a  favore dei soggetti di cui all'art. 2, la
estensione  graduale  di  una  assistenza  pari  a  quella erogata in
Italia.
  In  tale  contesto,  priorita'  nell'erogazione dei mezzi dei fondi
disponibili  verra'  prevista per i lavoratori italiani residenti nei
Paesi  in  via  di sviluppo o comunque ove piu' acuta si manifesti la
esigenza di tutela sanitaria.
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 7 APRILE 2000, N. 103))
  Alla  spesa  derivante  dall'attuazione  del  precedente  comma  si
provvede  con lo stanziamento del cap. 1501 dello stato di previsione
del   Ministero   degli   affari   esteri   per  l'anno  1980  e  dei
corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
  I   soggetti   di   cui   all'art.  2  sono  tenuti  ad  informarsi
preventivamente  presso le autorita' consolari competenti delle forme
assistenziali  che  lo  Stato italiano assicura nei singoli territori
esteri a termini del presente decreto.
  Il  Ministero  della  sanita' fornisce periodicamente dati, il piu'
possibile  aggiornati,  in  ordine alle forme assistenziali di cui al
comma precedente, agli uffici provinciali del lavoro, per indicazioni
orientative ai lavoratori in partenza per l'estero.
                              Art. 15.

       Norme transitorie per la prima applicazione del decreto

  Nella  prima  applicazione del presente decreto e fino a quando non
sara'  fornita  l'appendice al libretto sanitario di cui all'art. 10,
l'assistenza  e'  erogata  sulla  base di attestazioni rilasciate, di
volta  in volta, dall'amministrazione o ente pubblico di appartenenza
o  dalla  unita'  sanitaria  locale  o dal consolato territorialmente
competente.   In  pendenza  dell'approvazione  dello  schema-tipo  di
convenzione o della stipula delle stesse, l'assistenza e' assicurata,
in  forma  indiretta,  secondo le procedure previste dall'art. 7. Per
gli  incaricati  locali  di  cui  al  n. 3) del punto B) dell'art. 2,
continuano ad applicarsi le norme vigenti.
  Fino  a  quando non sara' emanato il decreto di cui all'art. 11, il
contributo  per  l'assistenza  di  malattia  dovuto  dai soggetti ivi
indicati  sara'  trattenuto  sulla  retribuzione  ad essi spettante e
versato,   a   cura  dell'amministrazione  o  ente  di  appartenenza,
sull'apposito  capitolo  previsto  al quinto comma dell'art. 63 della
legge 23 dicembre 1978, n. 833.
                              Art. 16.

Norma transitoria sull'assistenza  sanitaria  ai  cittadini  italiani
                             all'estero

  L'assistenza sanitaria all'estero ai soggetti di cui all'art. 2 che
non  vi  hanno diritto in base alle vigenti disposizioni e' erogata a
partire dal 1 gennaio 1981.
  Dalla  stessa  data  il  Ministero  della  sanita'  subentra  nelle
funzioni  esercitate  in  materia  di assistenza sanitaria all'estero
dalle   regioni,  dall'INAM  e  dalle  altre  gestioni  mutualistiche
soppresse.
                              Art. 17. 
 
  Alla spesa derivante dall'applicazione del presente decreto,  salvo
quella  prevista  dal  precedente  art.  14,  si  provvede   con   lo
stanziamento del cap. 1536 dello stato di  previsione  del  Ministero
della sanita'  per  l'anno  finanziario  1980  e  dei  corrispondenti
capitoli per gli anni successivi. 
 
  Il presente decreto, munito del sigillo  di  Stato,  sara'  inserto
nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
 
  Dato a Selva di Val Gardena, addi' 31 luglio 1980 
 
                               PERTINI 
 
                                  COSSIGA - ANIASI - 
                                  COLOMBO - ROGNONI - 
                                  LA MALFA - PANDOLFI 
                                  - FOSCHI 
 
Visto, il Guardasigilli: MORLINO 
  Registrato alla Corte dei conti, addi' 4 ottobre 1980 
  Atti di Governo, registro n. 30, foglio n. 2 
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