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Numero Atti:63788
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 17 febbraio 2020 Ultima Modifica: 20 febbraio 2020
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Dettaglio atto

Legge 11 novembre 1975 , n. 584

Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico.

(G.U. Serie Pregressa , n. 322 del 05 dicembre 1975)

    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno 
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              PROMULGA 
 
la seguente legge: 
                               Art. 1. 
 
  E' vietato fumare: 
    a) nelle corsie degli ospedali; nelle aule delle scuole  di  ogni
ordine e grado; negli autoveicoli di proprieta' dello Stato, di  enti
pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per trasporto
collettivo di persone; nelle  metropolitane;  nelle  sale  di  attesa
delle stazioni ferroviarie, autofilotranviarie, portuali-marittime  e
aeroportuali; nei compartimenti ferroviari riservati ai non  fumatori
che devono essere posti in ogni convoglio viaggiatori delle  ferrovie
dello Stato  e  nei  convogli  viaggiatori  delle  ferrovie  date  in
concessione ai privati; nei compartimenti  a  cuccette  e  in  quelli
delle carrozze letto, occupati da piu' di  una  persona,  durante  il
servizio di notte; ((1)) 
    b) nei locali chiusi che siano adibiti a pubblica riunione, nelle
sale chiuse di spettacolo  cinematografico  o  teatrale,  nelle  sale
chiuse da ballo, nelle  sale-corse,  nelle  sale  di  riunione  delle
accademie, nei musei, nelle  biblioteche  e  nelle  sale  di  lettura
aperte  al  pubblico,  nelle  pinacoteche  e  nelle  gallerie  d'arte
pubbliche o aperte al pubblico. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753 ha disposto (con l'art.  104)  che
sono abrogati tutti i riferimenti ai servizi  di  pubblico  trasporto
terrestre contenuti nella lettera  a)  del  presente  articolo  salvo
quanto previsto dal precedente art. 103.  Si  riporta  il  testo  del
suddetto articolo: "Fino all'emanazione delle norme  regolamentari  e
delle disposizioni interne di cui al precedente titolo IX, restano in
vigore le disposizioni di legge  e  regolamentari  esistenti  per  le
singole materie indicate nel titolo medesimo". 
                               Art. 2.

  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 11 LUGLIO 1980, N. 753)). ((1))
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 11 LUGLIO 1980, N. 753)). ((1))
  Coloro   cui  spetta  per  legge,  regolamento  o  disposizioni  di
autorita'  assicurare  l'ordine  all'interno  dei  locali indicati al
precedente  articolo  1,  lettere  a)  e b), nonche' i conduttori dei
locali  di  cui alla lettera b) di tale articolo, curano l'osservanza
del  divieto, esponendo, in posizione visibile, cartelli riproducenti
la norma con l'indicazione della sanzione comminata ai trasgressori.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.P.R.  11  luglio  1980,  n.  753 ha disposto (con l'art. 104)
l'abrogazione del presente comma salvo quanto previsto dal precedente
art.   103.   Si  riporta  il  testo  del  suddetto  articolo:  "Fino
all'emanazione delle norme regolamentari e delle disposizioni interne
di  cui al precedente titolo IX, restano in vigore le disposizioni di
legge  e  regolamentari esistenti per le singole materie indicate nel
titolo medesimo".
                               Art. 3.

  Il  conduttore  di  uno dei locali indicati all'articolo 1, lettera
b),   puo'   ottenere   l'esenzione   dall'osservanza   del  disposto
dell'articolo  1  della  presente  legge  ove installi un impianto di
condizionamento    dell'aria    o   un   impianto   di   ventilazione
rispettivamente  corrispondenti alle caratteristiche di definizione e
classificazione   determinate   dall'Ente   nazionale   italiano   di
unificazione (UNI).
  A  tal  fine  deve  essere  presentata  al sindaco apposita domanda
corredata del progetto dell'impianto di condizionamento contenente le
caratteristiche tecniche di funzionamento e di installazione.
  L'esenzione  dall'osservanza  del  divieto di fumare e' autorizzata
dal sindaco, sentito l'ufficiale sanitario.
  Il Ministro per la sanita' dovra' emanare, entro centottanta giorni
dalla   data  di  pubblicazione  della  presente  legge,  sentito  il
Consiglio  superiore  di sanita', disposizioni in ordine ai limiti di
temperatura,   umidita'   relativa,  velocita'  e  tempo  di  rinnovo
dell'aria  nei  locali  di cui all'articolo 1, lettera b), in base ai
quali  dovranno  funzionare  gli  impianti  di  condizionamento  o di
ventilazione.
                               Art. 4.

  Le  norme di cui all'articolo 2, terzo comma, della legge 14 agosto
1971, n. 819, sono estese, ai fini dell'acquisto e dell'installazione
degli  impianti di cui al primo comma dell'articolo 3, agli esercenti
o proprietari delle sale cinematografiche appartenenti alle categorie
del medio e piccolo esercizio cinematografico, ovunque ubicate e gia'
in  attivita'  anteriormente  alla  data  di  entrata in vigore della
presente legge.
                               Art. 5.

  Ferme   le  sanzioni  pecuniarie  previste  dalla  presente  legge,
l'autorita'  di  pubblica  sicurezza  puo'  adottare le misure di cui
all'articolo  140  del  regolamento per la esecuzione del testo unico
delle  leggi  di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, approvato
con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, nei casi:
    a)  che  si  contravvenga alle norme di cui all'articolo 2, terzo
comma;
    b)  che  gli  impianti di condizionamento non siano funzionanti o
non  siano  condotti  in  maniera  idonea  o  non siano perfettamente
efficienti.
  Indipendentemente  dai  provvedimenti  adottati  dall'autorita'  di
pubblica  sicurezza,  l'autorizzazione alla esenzione dall'osservanza
del  divieto  di  fumare  prevista  all'articolo  3,  terzo comma, e'
sospesa  dall'autorita'  locale di pubblica sicurezza nei casi di cui
alla  lettera  b)  del  precedente  comma. La sospensione puo' essere
revocata   dal   sindaco,  sentito  l'ufficiale  sanitario,  dopo  la
constatazione  della  precisa  efficienza dell'impianto in esercizio,
qualora  domanda  in  tal  senso  venga presentata dal conduttore del
locale.
  Nei  casi di ripetute violazioni delle disposizioni contenute nella
lettera  b)  del  primo  comma  del presente articolo o di violazioni
particolarmente  gravi, il sindaco puo' revocare, sentito l'ufficiale
sanitario, l'autorizzazione all'esenzione dall'osservanza del divieto
di fumare prevista dall'articolo 3, terzo comma.
                               Art. 6.

  Sono   a   carico   del  conduttore  di  uno  dei  locali  indicati
all'articolo   1,   lettera   b),   tutte  le  spese  necessarie  per
l'esecuzione dei controlli di cui al precedente articolo.
                               Art. 7.

  ((1. I trasgressori alle disposizioni dell'articolo 1 sono soggetti
alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a
euro  250;  la  misura  della  sanzione  e'  raddoppiata  qualora  la
violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di
gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
  2.  Le  persone  indicate  all'articolo 2, che non ottemperino alle
disposizioni  contenute  in tale articolo, sono soggette al pagamento
di  una  somma  da  euro 200 a euro 2.000; tale somma viene aumentata
della  meta'  nelle  ipotesi contemplate all'articolo 5, primo comma,
lettera b).
  3.  L'obbligazione di pagare le somme previste nella presente legge
non e' trasmissibile agli eredi)).
                               Art. 8.

  La   violazione,  quando  sia  possibile,  deve  essere  contestata
immediatamente  al  trasgressore,  il  quale  e'  ammesso a pagare il
minimo della sanzione nelle mani di chi accerta la violazione.
  Se non sia avvenuta la contestazione personale al trasgressore, gli
estremi  della  violazione debbono essere notificati agli interessati
residenti   in   Italia   entro   il   termine   di   trenta  giorni,
dall'accertamento.
  Qualora  il  pagamento  non avvenga immediatamente, il trasgressore
puo'  provvedervi,  entro  il  termine  perentorio di quindici giorni
dalla  data  di contestazione o della notificazione, anche a mezzo di
versamento  in  conto  corrente  postale nel luogo e con le modalita'
indicate nel verbale di contestazione della violazione.
  A  decorrere  dal  sedicesimo  giorno e fino al sessantesimo giorno
dalla contestazione o dalla notificazione, il trasgressore e' ammesso
al  pagamento,  con  le  modalita' di cui al precedente comma, di una
somma pari ad un terzo del massimo della sanzione.
                               Art. 9.

  I  soggetti  legittimati  ad accertare le infrazioni ai sensi delle
norme  richiamate  dall'articolo  2 della presente legge, qualora non
abbia  avuto  luogo  il  pagamento  di  cui al precedente articolo 8,
presentano   rapporto   al  prefetto  con  la  prova  delle  eseguite
contestazioni o notificazioni.
  Il   prefetto,  se  ritiene  fondato  l'accertamento,  sentiti  gli
interessati  ove  questi  ne facciano richiesta entro quindici giorni
dalla  scadenza  del  termine  utile  per l'oblazione, determina, con
ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione entro i limiti,
minimo  e  massimo, stabiliti dalla legge e ne ingiunge il pagamento,
insieme   con   le  spese  per  le  notificazioni,  all'autore  della
violazione.
  L'ingiunzione  prefigge un termine per il pagamento stesso, che non
puo'  essere  inferiore  a trenta giorni e superiore a novanta giorni
dalla notificazione.
  L'ingiunzione costituisce titolo esecutivo.
  Contro  di  essa gli interessati possono proporre azione davanti al
pretore  del  luogo  in cui e' stata accertata la violazione entro il
termine massimo prefisso per il pagamento.
  L'esercizio   dell'azione   davanti   al   pretore   non   sospende
l'esecuzione  forzata sui beni di coloro contro i quali l'ingiunzione
e'  stata  emessa,  salvo  che  l'autorita'  giudiziaria  ritenga  di
disporre diversamente.
  Nel procedimento di opposizione, l'opponente puo' stare in giudizio
senza   ministero   di   difensore   in   deroga  a  quanto  disposto
dall'articolo  82, secondo comma, del codice di procedura civile. Gli
atti  del  procedimento sono esenti da imposta di bollo e la relativa
decisione non e' soggetta alla formalita' della registrazione.
  L'opposizione  si  propone  mediante  ricorso. Il pretore fissa con
decreto  l'udienza  di comparizione, da tenersi entro venti giorni, e
dispone  la  notifica  a  cura  della  cancelleria  del ricorso e del
decreto al prefetto e ai soggetti interessati.
  E' inappellabile la sentenza che decide la controversia.
                              Art. 10.

  Il diritto a riscuotere le somme, dovute per le violazioni indicate
dalla  presente  legge,  si  prescrive nel termine di cinque anni dal
giorno in cui e' stata commessa la violazione.
                              Art. 11.

  Salvo  quanto  e'  disposto  dall'articolo  9,  decorso  il termine
prefisso  per  il  pagamento, alla riscossione delle somme dovute, su
richiesta della Amministrazione della sanita' procede l'intendenza di
finanza,  mediante  esecuzione  forzata con la osservanza delle norme
del  testo  unico approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639,
sulla  riscossione  coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato e
degli altri enti pubblici.
                              Art. 12. 
 
  La presente legge entra in vigore il centottantesimo  giorno  dalla
data  della  sua  pubblicazione  nella   Gazzetta   Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
 
  La presente legge, munita del sigillo dello  Stato,  sara'  inserta
nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
  Data a Roma, addi' 11 novembre 1975 
 
                                LEONE 
 
                                              MORO - GULLOTTI - REALE 
                                                      GUI - COLOMBO - 
                                                   MARTINELLI - SARTI 
 
Visto, il Guardasigilli: REALE 
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