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Numero Atti: 65058

Ultima Gazzetta Ufficiale del: 06 agosto 2020

Ultima Modifica: 07 agosto 2020

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Decreto legislativo 17 agosto 1999 , n. 368

Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli.

(G.U. Serie Generale , n. 250 del 23 ottobre 1999)

												Titolo I*CAMPO DI APPLICAZIONE*
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la direttiva 93/16/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, intesa ad agevolare la libera circolazione dei medici che incorpora anche la direttiva 86/457/CEE del Consiglio, del 15 settembre 1986, relativa alla formazione specifica in medicina in generale; Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee; Visto che l'entrata in vigore al 1 gennaio 1994 dell'Accordo sullo spazio economico europeo, e l'adesione all'Unione europea di tre nuovi stati, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica di Austria ed il Regno di Svezia, hanno reso necessario ampliare l'ambito di applicazione della direttiva 93/16/CEE; Vista la comunicazione della commissione 96/C393/04 pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunita' europee del 31 dicembre 1996, recante l'elenco delle denominazioni dei diplomi, certificati ed altri titoli di formazione e dei titoli professionali di medico generico conformemente all'articolo 41 della direttiva 93/16/CEE; Viste le direttive 97/50/CE del Parlamento europeo e del Cosiglio del 6 ottobre 1997, la direttiva 98/21/CE della commissione dell'8 aprile 1998 e la direttiva 98/63/CE della commissione del 3 settembre 1998, che modificano la direttiva 93/16/CEE; Vista la legge 22 maggio 1978, n. 217, e successive integrazioni e modificazioni, con la quale sono state recepite nell'ordinamento nazionale italiano le direttive 75/362/CEE, 75/363/CEE, 82/76/CEE e 90/658/CEE; Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 1999; Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 agosto 1999; Sulla proposta dei Ministri per le politiche comunitarie, della sanita' e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per gli affari regionali; E m a n a il seguente decreto legislativo: Art. 1 1. Il presente decreto si applica alle attivita' di medico chirurgo esercitate in qualita' di dipendente o libero-professionista.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo I*Diplomi, certificati ed altri titoli*di medico chirurgo*
Art. 2. 1. I diplomi, certificati e altri titoli di medico chirurgo, rilasciati ai cittadini degli Stati membri da altri Stati membri conformemente all'articolo 18 ed elencati nell'allegato A, sono riconosciuti in Italia con gli stessi effetti dei diplomi rilasciati in Italia per l'accesso all'attivita' di medico chirurgo, dipendente o libero- professionfsta. 2. L'elenco di cui all'allegato A, e' aggiornato e modificato con decreto del Ministro della sanita' di concerto con il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, in conformita' alle modifiche definite in sede comunitaria.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo II*Diplomi, certificati ed altri titoli di medico chirurgo specialista*comuni a tutti gli Stati membri e propri di due o piu' Stati membri.*
Art. 3. 1. I diplomi, certificati e altri titoli di medico chirurgo specialista, comuni a tutti gli Stati membri, rilasciati ai cittadini degli Stati membri da altri Stati membri conformemente all'articolo 20 ed elencati nell'allegato B, sono riconosciuti in Italia con gli stessi effetti dei diplomi, certificati ed altri titoli di specializzazione rilasciati in Italia per l'accesso all'attivita' di medico chirurgo specialista, dipendente o libero-professionista. 2. I titoli di cui al comma l e le denominazioni corrispondenti sono indicate nell'allegato B. 3. L'elenco di cui all'allegato B e' modificato con decreto del Ministro della sanita' di concerto con il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica in conformita' alle modifiche definite in sede comunitaria.
                               Art. 4.

  1.  I  diplomi,  certificati  e  altri  titoli  di  medico chirurgo
specialista,  comuni  a  due  o  piu'  Stati  membri  e rilasciati ai
cittadini  degli  Stati  membri  da  altri Stati membri conformemente
all'articolo  20  ed  elencati nell'allegato C, sono riconosciuti con
gli  stessi  effetti  dei  diplomi  di specializzazione rilasciati in
Italia  per  l'accesso  all'attivita' di medico chirurgo specialista,
dipendente o libero professionista.
  2.  I  titoli  di  cui al comma l e le denominazioni corrispondenti
sono indicati nell'allegato C.
  3.  L'elenco  di  cui  all'allegato C e' modificato con decreto del
Ministro della sanita' di concerto con il Ministro dell'universita' e
della   ricerca   scientifica  e  tecnologica,  in  conformita'  alle
modifiche definite in sede comunitaria.
                               Art. 5

  1. I cittadini degli Stati membri in possesso del riconoscimento di
cui  all'articolo  2,  che  intendono  conseguire  uno dei diplomi di
specializzazione,  che  non  figurano negli allegati B e C o che, pur
menzionati nell'allegato C, non sono rilasciati nello Stato membro di
origine  o  di  provenienza,  possono  concorrere all'ammissione alle
scuole  di specializzazione italiane, alle stesse condizioni e limiti
previsti dalla normativa vigente, previa verifica dei requisiti.
  2.  I  cittadini degli Stati membri, che intendono ottenere uno dei
diplomi  di specializzazione di cui al comma l e che sono in possesso
di  un  diploma,  certificato  e altro titolo di formazione di medico
specialista conseguito nello Stato membro di origine o di provenienza
e   riconducibile   alla  specializzazione  per  la  quale  intendono
concorrere,  possono ottenere il riconoscimento, in tutto o in parte,
dei  periodi  di  formazione  compiuti  e  sanzionati  da un diploma,
certificato  o  altro  titolo  di  studio  rilasciato  dall'Autorita'
competente  dello  Stato membro di origine o di provenienza. I titoli
sono valutati anche in funzione del carattere ufficiale che rivestono
nel Paese di origine o di provenienza. ((7))
  ((3.   Il   Ministero   della  salute  d'intesa  con  il  Ministero
dell'istruzione,   dell'universita'   e   della  ricerca,  valuta  il
contenuto  e  la  durata  della  formazione,  l'eventuale  esperienza
professionale,  formazione  supplementare  e  continua  in medicina e
determina la durata della formazione complementare, se necessaria, ed
i settori su cui questa verte, informandone l'interessato.))
  ((3-bis.  La  decisione  di  cui al comma 3 viene pronunciata entro
quattro  mesi  dalla  presentazione  da  parte dell'interessato della
domanda completa di tutti i documenti giustificativi.))
  4.  L'ammissione  di  cui  ai  commi precedenti e' concessa, previo
superamento  delle  prove  selettive,  anche  in deroga ai limiti dei
posti previsti per il corso di specializzazione richiesto.
  5. Le Universita' comunicano annualmente al Ministero della sanita'
il  numero  dei  cittadini  ammessi  ai  benefici  di cui al presente
articolo  con  l'indicazione  dello  Stato  membro  di  origine  o di
provenienza  e  del corso di specializzazione cui sono stati ammessi,
nonche'  l'elenco  dei  cittadini  che ancorche' ammessi ai sensi del
comma 2, hanno conseguito il titolo di medico chirurgo specialista.
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AGGIORNAMENTO (7)
  Il D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277 ha disposto (con l'art. 9, comma 1,
lettera   a))   che   "all'articolo  5,  comma  2,  dopo  la  parola:
"provenienza"    sono    aggiunte   le   seguenti:   "tenendo   conto
dell'eventuale    esperienza    professionale,    della    formazione
supplementare e continua in medicina maturata dall'interessato"".
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo III*Diritti acquisiti*
Art. 6 1. I diplomi, certificati od altri titoli di medico rilasciati dagli Stati di origine o provenienza che comprovino una formazione non rispondente all'insieme delle esigenze minime di formazione di cui all'articolo 18 sono ammessi al riconoscimento di cui all'articolo 2 se: a) sanciscono una formazione iniziata anteriormente al l gennaio 1981 per la Grecia, l gennaio 1986 per la Spagna e il Portogallo e al 20 dicembre 1976 per gli altri Stati membri, alla data di adesione per l'Austria, Svezia e Finlandia; b) sono accompagnati da un attestato, rilasciato dalle Autorita' competenti, dal quale risulti che essi hanno effettivamente svolto la specifica professione o attivita' per un periodo di almeno tre anni consecutivi nel corso dei cinque anni che precedono il rilascio dell'attestato. 2. I diplomi, certificati o altri titoli di medico specialista rilasciati da altri Stati membri che non rispondono ai requisiti di cui all'articolo 20, sono ammessi al riconoscimento di cui agli articoli 3 e 4 se: a) sanciscono una formazione iniziata anteriormente al l gennaio 1981 per la Grecia, al l gennaio 1986 per la Spagna e il Portogallo, al 20 dicembre 1976 per gli altri Stati membri, alla data di adesione per l'Austria, Svezia e Finlandia; b) sono accompagnati da un attestato, rilasciato dalle Autorita' competenti, da cui risulti che essi si sono effettivamente e lecitamente dedicati alla specifica attivita' per un periodo equivalente al doppio della differenza tra la durata di formazione specialistica richiesta nello Stato membro di origine o di provenienza e la durata minima di formazione prevista nell'allegato E. Per le specializzazioni per le quali in Italia era richiesta, prima dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, una durata minima di formazione inferiore a quella prevista nell'allegato E, per il conseguimento dei titoli di cui agli allegati B e C, la differenza e' determinata in base alla durata minima di formazione. 3. I diplomi, certificati ed altri titoli di medico o di medico specialista che non corrispondono alle denominazioni che figurano, per lo Stato membro che li ha rilasciati, negli allegati A, B e C, sono riconosciuti come corrispondenti se corredati di un certificato delle Autorita' competenti nel quale e' attestato che essi sono rilasciati a conclusione di una formazione conforme alle disposizioni previste dalla normativa comunitaria e sono assimilati da parte dello Stato membro che li ha rilasciati a quelli la cui denominazione figura nei predetti allegati. ((3-bis. I titoli di specializzazione in medicina rilasciati in Spagna a medici che hanno portato a termine, anteriormente al 1° gennaio 1995, una formazione specializzata non conforme ai requisiti per la formazione di cui all'articolo 20, sono riconosciuti in Italia se corredati di un certificato rilasciato dalle competenti autorita' spagnole che attesti che l'interessato ha superato l'esame di idoneita' professionale specifica organizzato nel contesto delle misure speciali di regolarizzazione contenute nel regio decreto n. 1497/1999 ivi vigente.)) 4. I diplomi, certificati ed altri titoli che attestano una formazione di medico acquisita dai cittadini degli Stati membri nel territorio dell'ex Repubblica Democratica Tedesca, che non risponde a tutti i requisiti di cui all'articolo 18 sono riconosciuti in Italia se: a) sanzionano una formazione iniziata prima del 3 ottobre 1990; b) danno diritto all'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo in tutto il territorio della Germania alle stesse condizioni dei titoli rilasciati dalle Autorita' competenti tedesche e indicati nell'allegato A, lettera c); c) si accompagnano ad un certificato rilasciato dalle Autorita' competenti tedesche attestante che i loro titolari si sono dedicati effettivamente e lecitamente in Germania alla professione di medico per un periodo di almeno tre anni consecutivi nel corso dei cinque che precedono il rilascio dell'attestato. 5. I diplomi, certificati ed altri titoli che attestano una formazione di medico specialista acquisita dai cittadini degli Stati membri nel territorio dell'ex Repubblica Democratica Tedesca e che non posseggono i requisiti minimi di formazione di cui all'articolo 20, sono riconosciuti in Italia se: a) attestano una formazione iniziata prima del 3 aprile 1992; b) permettono l'esercizio, quale medico specialista, della corrispondente attivita' in tutto il territorio della Germania alle stesse condizioni dei titoli rilasciati dalle Autorita' competenti tedesche ed indicati negli allegati B e C; c) si accompagnano ad un certificato, rilasciato dalle Autorita' competenti tedesche, attestante l'esercizio, in qualita' di medico specialista, dell'attivita' corrispondente per un periodo equivalente al doppio della differenza tra la durata minima di formazione di cui all'articolo 20 e quella acquisita nel territorio tedesco.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo IV*Uso del titolo professionale e di formazione*
Art. 7. 1. I cittadini degli Stati membri che hanno ottenuto il riconoscimento di cui agli articoli 2, 3 e 4 usano rispettivamente il titolo di "medico chirurgo" e "medico chirurgo specialista in ..." e fanno uso delle relative abbreviazioni. 2. Il titolo professionale di cui al comma l puo' essere accompagnato dal titolo di formazione corrispondente, come indicato negli allegati A, B e C, nella lingua dello stato di origine o di provenienza seguito dal nome e luogo dell'universita' o istituzione che ha rilasciato tale titolo nello Stato di origine o di provenienza. 3. Il Ministero della sanita' indica le modalita' di utilizzo del titolo di formazione di cui al comma 2 nel caso in cui il titolo di formazione possa essere confuso con un titolo che richieda in Italia una formazione maggiore che il titolare non ha compiuto o che dia possibilita' di una attivita' diversa da quella prevista dal Paese in cui il titolo e' stato conseguito.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo V*Diritto di stabilimento*
Art. 8. 1. I cittadini di uno Stato membro che hanno ottenuto il riconoscimento di cui agli articoli 2, 3 e 4, si iscrivono all'albo dei medici chirurghi e medici chirurghi specialisti della provincia in cui hanno stabilito la propria residenza o domicilio professionale e sono soggetti a quanto previsto dalle normative nazionali in relazione all'esercizio dell'attivita' professionale. 2. L'iscrizione di cui al comma l e' condizionata alla presentazione della certificazione rilasciata dall'Autorita' competente del Paese di origine o di provenienza nella quale deve essere specificato che non vi e' in atto una inabilitazione temporanea o definitiva per l'esercizio della professione. 3. Quando lo Stato membro di origine o di provenienza non richiede un attestato di moralita' o di onorabilita' per il primo accesso all'attivita' di cui trattasi, deve essere richiesto un estratto del casellario giudiziario o, in mancanza, un documento equipollente rilasciato da una Autorita' competente dello Stato membro di origine o di provenienza. 4. Qualora il Ministero della sanita' venisse a conoscenza di fatti gravi e specifici, avvenuti fuori dal territorio italiano anteriormente allo stabilimento dell'interessato in Italia, che potrebbero avere conseguenze per l'esercizio della relativa attivita' professionale, informa lo Stato di origine o di provenienza che esamina la veridicita' dei fatti. Le autorita' di tale Stato decidono della natura e dell'ampiezza delle indagini che devono essere svolte e comunicano al Ministero della sanita' quali conseguenze esse ne traggono nei confronti dei certificati o dei documenti da esse rilasciati. In caso di conferma della veridicita' dei fatti il Ministero della sanita' ne da' comunicazione alla Federazione degli ordini dei medici chirurghi per l'adozione dei relativi provvedimenti. Le informazioni trasmesse in questo caso sono coperte dal segreto d'ufficio.
                               Art. 9.

  1.  I  cittadini  degli  altri Stati membri dell'Unione europea che
abbiano ottenuto l'iscrizione all'albo professionale hanno gli stessi
diritti  e  sono  soggetti  agli  obblighi  e  sanzioni  disciplinari
stabiliti dalla normativa nazionale.
  2.  Per  i  procedimenti  disciplinari  e  le  relative sanzioni si
applica la normativa vigente in Italia.
  3.  L'ordine  dei  medici  chirurghi  comunica  al  Ministero della
sanita'  tutte le sanzioni che incidono sull'esercizio professionale.
Il  Ministero  della  sanita'  comunica  allo  Stato  di origine o di
provenienza  dell'interessato  le  sanzioni disciplinari adottate. Le
informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio.
                              Art. 10.

  1. Qualora, per l'accesso ad una delle attivita' di medico chirurgo
o  per il suo esercizio, fosse richiesto dalla normativa nazionale un
documento relativo alle condizioni di salute fisica o psichica, per i
cittadini   degli   Stati   membri  e'  riconosciuta  sufficiente  la
presentazione  dello  stesso  documento  richiesto nello Stato membro
d'origine o di provenienza. Ove non sia previsto, lo stesso attestato
deve essere rilasciato dall'Autorita' competente.
                              Art. 11.

  1.  All'atto  della  presentazione della domanda i documenti di cui
all'articolo 10 non devono essere di data anteriore a tre mesi.
                              Art. 12.

  1.  La  procedura di ammissione del beneficiario all'accesso ad una
delle  attivita'  di  medico  chirurgo  deve  essere conclusa al piu'
presto  e  comunque  entro tre mesi dalla presentazione del fascicolo
completo  dell'interessato,  fatte  salve le dilazioni che potrebbero
risultare   indispensabili   per   la   relativa  istruttoria  ovvero
necessarie  a  seguito  di eventuale ricorso proposto alla fine della
procedura  stessa.  Lo  Stato membro consultato deve far pervenire la
propria  risposta  entro  un  termine  di tre mesi. Al momento in cui
riceve  la  risposta  o  alla scadenza di detto termine, il Ministero
della sanita' prosegue la procedura di riconoscimento.
                              Art. 13.

  1.  Nel  caso  in  cui  per  l'accesso  all'esercizio  ad una delle
attivita'  di  medico  chirurgo  sia  richiesto  la prestazione di un
giuramento  o una dichiarazione solenne e qualora la formula di detto
giuramento  o  di detta dichiarazione non possa essere utilizzata dai
cittadini  degli  altri Stati membri agli interessati e' proposta una
formula appropriata ed equivalente.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo VI*Prestazioni di servizi*
Art. 14 1. Per le prestazioni in Italia di servizi, con carattere occasionale, di medico chirurgo o medico chirurgo specialista, i cittadini degli Stati membri sono dispensati dall'iscrizione all'ordine professionale e sono soggetti ai relativi diritti e doveri previsti dalla normativa vigente e sono sottoposti alle disposizioni disciplinari di carattere professionale o amministrativo-fiscale cosi' come previsto dall'ordinamento italiano. 2. Le prestazioni di cui al comma l sono subordinate al rispetto delle disposizioni vigenti in materia di incompatibilita' ed esercizio di attivita' libero-professionali; 3. Di ogni eventuale provvedimento adottato in caso di violazione o inottemperanza delle disposizioni di cui ai commi l e 2, e' data tempestiva comunicazione all'Autorita' competente dello Stato di origine o di provenienza.
                              Art. 15.

  1.  Il  medico o medico specialista cittadino di altri Stati membri
dell'Unione  europea,  che  intende  erogare prestazioni occasionali,
deve   essere   autorizzato   dal  Ministero  della  sanita'  in  via
preventiva.
  2.   L'autorizzazione  di  cui  al  comma  1  e'  subordinata  alla
presentazione,  da  parte  dell'interessato, di apposita richiesta in
lingua  italiana con l'indicazione della motivazione giustificante le
prestazioni di cui al comma 1 e corredata di:
   a)  indicazione  dell'ordine  dei  medici chirurghi corrispondente
alla provincia nella quale intende erogare la prestazione;
   b)   certificazione   relativa   all'attivita'  medica  legalmente
esercitata nello Stato di origine o provenienza;
   c)  certificazione della competente Autorita' del Paese di origine
o  provenienza  che  garantisca  il  possesso  dei  titoli  o diplomi
richiesti;
   d) indicazione del domicilio durante la permanenza in Italia.
  3. In caso di urgenza, la richiesta motivata di autorizzazione deve
essere  presentata  subito  dopo  l'effettuazione della prestazione e
comunque entro il termine di quindici giorni.
  4.  La  documentazione  di  cui  al  comma 2, lettere b) e c), deve
essere  di  data  non  anteriore  ai  dodici  mesi  dalla  data della
richiesta.
  5.  In caso di ulteriori prestazioni nella stessa provincia e nello
stesso  luogo,  entro  un  anno  a far data dalla prima richiesta, e'
sufficiente notificare il motivo e la data delle prestazioni stesse.
  6.   Il   Ministero   della   sanita'   da'   comunicazione   delle
autorizzazioni rilasciate all'ordine dei medici chirurghi competente,
per l'iscrizione in apposito elenco.
												Titolo II*RECIPROCO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI*Capo VII*Disposizioni comuni*
Art. 16 1. Il Ministero della sanita' e la Federazione nazionale medici chirurghi diramano le informazioni utili e necessarie a far si che i cittadini di cui agli articoli 2, 3 e 4 conoscano adeguatamente le condizioni per l'accesso alla professione medica e la relativa legislazione. 2. L'attestato di cui all'articolo 15, comma 2, lettera b), e' rilasciato dal Ministero della sanita', dopo gli opportuni accertamenti, a richiesta dei medici chirurghi iscritti agli ordini provinciali nazionali. 3. Nei casi in cui i soggetti di cui al comma 2 vengano privati in tutto o in parte, definitivamente o temporalmente del diritto ad esercitare la professione di medico chirurgo, il Ministero della sanita' provvede a ritirare l'attestato di cui al comma 2, se gia' rilasciato. ((3-bis. Il Ministero della salute notifica alla Commissione europea, ai fini degli ulteriori atti di competenza, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative adottate dallo Stato italiano in materia di rilascio di diplomi, certificati e altri titoli nel settore oggetto del presente decreto legislativo. 3-ter. Per i cittadini degli Stati membri i cui diplomi, certificati e altri titoli non rispondono alle denominazioni riportate per tale Stato membro dal presente decreto, sono riconosciuti come prova sufficiente i diplomi, i certificati e gli altri titoli rilasciati da tali Stati membri, corredati di un certificato rilasciato dalle loro autorita' o enti competenti. Il certificato attesta che tali diplomi, certificati e altri titoli sanciscono una formazione conforme alle disposizioni del presente decreto e per lo Stato membro che li ha rilasciati sono assimilati a quelli la cui denominazione e' riportata dallo stesso decreto. 3-quater. Sono ammessi alla procedura di cui all'articolo 2, i diplomi, certificati e altri titoli acquisiti dai cittadini di cui all'articolo 1, in Paesi che non fanno parte dell'Unione europea, qualora tali titoli siano stati riconosciuti in un altro Stato membro. Il Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sentita la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, valuta le istanze di riconoscimento tenendo conto, anche, della formazione e dell'esperienza professionale acquisite in un altro Stato membro. La decisione viene pronunciata entro tre mesi dalla presentazione da parte dell'interessato della domanda completa di tutti i documenti giustificativi. 3-quinquies. I provvedimenti di rigetto delle domande di riconoscimento di diplomi, certificati e altri titoli devono essere congruamente motivate e sono impugnabili dinanzi agli organi giurisdizionali competenti. Decorso inutilmente il termine stabilito per l'adozione del provvedimento, il richiedente puo' ricorrere all'autorita' giudiziale.))
                              Art. 17.

  1.  In  casi  di dubbio fondato il Ministero della sanita' richiede
all'Autorita'  competente  di  un  altro  Stato membro conferma della
veridicita'  e  autenticita' dei diplomi, certificati o altri titoli,
rilasciati in detto Stato membro, nonche' conferma dell'osservanza di
tutti  i  requisiti  di  formazione previsti al Titolo II e al Titolo
III.
												Titolo III*FORMAZIONE*Capo I*Condizioni di formazione dei medici chirurghi*
Art. 18 1. La formazione di medico chirurgo comprende: a) adeguate conoscenze delle scienze sulle quali si fonda l'arte medica, nonche' una buona comprensione dei metodi scientifici, compresi i principi relativi alla misura delle funzioni biologiche, alla valutazione di fatti stabiliti scientificamente e all'analisi dei dati; b) adeguate conoscenze della struttura, delle funzioni e del comportamento degli esseri umani, in buona salute e malati, nonche' dei rapporti tra l'ambiente fisico e sociale dell'uomo ed il suo stato di salute; c) adeguate conoscenze dei problemi e delle metodologie cliniche atte a sviluppare una concezione coerente della natura delle malattie mentali e fisiche, dei tre aspetti della medicina: prevenzione, diagnosi e terapia, nonche' della riproduzione umana; d) adeguata esperienza clinica acquisita sotto opportuno controllo in ospedale. 2. La formazione di cui al comma l comprende un percorso formativo di durata minima di sei anni o un minimo di 5.500 ore di insegnamento teoriche e pratiche impartite in una universita' o sotto il controllo di una universita'. ((2-bis. Fermo restando il principio dell'invarianza della spesa, la formazione continua, ai sensi del decreto legislativo n. 229/1999, assicura la formazione professionale e l'aggiornamento permanente di coloro che hanno completato i loro studi, per tutto l'arco della vita professionale.))
                              Art. 19.

  1.  Resta  impregiudicata,  per  il  Ministero  della  sanita',  la
facolta' di consentire sul territorio italiano e secondo le normative
vigenti,  l'accesso  all'attivita'  di  medico chirurgo e il relativo
esercizio  ai  titolari  di  diplomi, certificati e altri titoli, non
conseguiti in uno Stato membro.
												Titolo III*FORMAZIONE*Capo II*Condizione e formazione dei medici specialisti*
Art. 20 1. La formazione che permette di ottenere un diploma di medico chirurgo specialista nelle specializzazioni indicate negli allegati B e C, risponde ai seguenti requisiti: a) presupporre il conferimento e validita' del titolo conseguito a seguito di un ciclo di formazione di cui all'articolo l8 nel corso del quale siano state acquisite adeguate conoscenze nel campo della medicina generale; b) insegnamento teorico e pratico; c) formazione a tempo pieno sotto il controllo delle autorita' o enti competenti; d) formazione effettuata in un ateneo universitario o in una azienda ospedaliera o in un istituto accreditato a tal fine dalle autorita' competenti; e) partecipazione personale del medico chirurgo candidato alla specializzazione, alle attivita' e responsabilita' proprie della disciplina. 2. Il rilascio di un diploma di medico chirurgo specialista e' subordinato al possesso di un diploma di medico chirurgo. 3. Le durate minime delle formazioni specialistiche non possono essere inferiori a quelle indicate per ciascuna di tali formazioni nell'allegato C. Tali durate minime sono modificate secondo la procedura prevista dall'articolo 44-bis, paragrafo 3, della direttiva 93/16/CEE. 3-bis. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, ((da emanare entro il 31 dicembre 2014)), la durata dei corsi di formazione specialistica viene ridotta rispetto a quanto previsto nel decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 1º agosto 2005, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 258 del 5 novembre 2005, con l'osservanza dei limiti minimi previsti dalla normativa europea in materia, riorganizzando altresi' le classi e le tipologie di corsi di specializzazione medica. Eventuali risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma sono destinati all'incremento dei contratti di formazione specialistica medica. ((3-ter. La durata dei corsi di formazione specialistica, come definita dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall'anno accademico 2014/2015 di riferimento per i corsi di specializzazione. Gli specializzandi in corso, fatti salvi coloro che iniziano l'ultimo anno di specialita' nell'anno accademico 2014/2015, per i quali rimane in vigore l'ordinamento previgente, devono optare tra il nuovo ordinamento e l'ordinamento previgente con modalita' determinate dal medesimo decreto di cui al comma 3-bis)).
												Titolo IV*Capo I*Formazione specifica in medicina generale*
Art. 21. 1. Per l'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e' necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale fermo restando la validita' degli attestati gia' rilasciati ai sensi del decreto del Ministro della sanita' di concerto con il Ministro della pubblica istruzione 10 ottobre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 267 del 14 novembre 1988 e del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 256. ((16)) --------------- AGGIORNAMENTO (16) E' stato ripristinato il testo gia' in vigore dal 7-11-1999 a seguito della soppressione della lettera a) dell'art. 12, comma 5 del D.L. 30 aprile 2019, n. 35, che disponeva la modifica del comma 1 del presente articolo, ad opera della L. 25 giugno 2019, n. 60, di conversione del D.L. medesimo.
                              Art. 22.

  1.  Le  denominazioni  dei  diplomi,  certificati  o  altri  titoli
comprovanti  la formazione specifica di medicina generale sono quelli
indicati nell'allegato E.
                              Art. 23.

  1.  I  cittadini  di  uno  Stato  membro  in  possesso  di diplomi,
certificati  o  altri titoli di cui all'articolo 22, se riconosciuti,
utilizzano  in  Italia  il  corrispondente  titolo professionale e la
relativa abbreviazione in lingua italiana.
                               Art. 24 
 
  1. Il diploma di cui all'articolo 21 si consegue a  seguito  di  un
corso di formazione specifica in medicina generale  della  durata  di
tre anni ed  e'  riservato  ai  laureati  in  medicina  e  chirurgia,
abilitati all'esercizio professionale. I primi diplomi  rilasciati  a
seguito di una formazione della durata di tre  anni  sono  rilasciati
entro il 1° gennaio 2006. 
  2. Il corso di cui al comma 1, comporta un impegno dei partecipanti
a tempo pieno con obbligo della frequenza alle  attivita'  didattiche
teoriche e pratiche, da svolgersi sotto il controllo delle regioni  e
province autonome e degli enti competenti. Il corso si  conclude  con
il rilascio di un diploma di formazione in medicina generale da parte
delle  regioni  e  delle  province  autonome,  conforme  al   modello
predisposto con decreto del Ministro della salute. 
  2-bis. La durata del corso di cui al comma 1, puo'  essere  ridotta
per un periodo massimo di un anno e  comunque  pari  a  quello  della
formazione pratica di cui all'articolo  18,  se  tale  formazione  e'
impartita o in ambiente ospedaliero riconosciuto e  che  disponga  di
attrezzature e di servizi adeguati di medicina generale o nell'ambito
di uno studio di  medicina  generale  riconosciuto  o  in  un  centro
riconosciuto in cui i medici dispensano cure primarie. Le Universita'
notificano l'attivazione di tali periodi di formazione  al  Ministero
della salute e al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca. 
  2-ter. Per il primo corso di formazione della durata triennale,  il
cui avvio e' previsto entro il  31  dicembre  2003,  la  durata  puo'
essere ridotta per un periodo massimo  di  un  anno  riconducibile  a
periodi  di   tirocinio   teorico-pratico   precedenti   l'esame   di
abilitazione  che  rispettino  le  caratteristiche  e  le  condizioni
previste  al   comma   2-bis.   Il   rimanente   percorso   formativo
teorico-pratico e', per  questo  primo  corso,  quello  previsto  dal
presente decreto legislativo in attesa dei principi di riferimento di
cui all'articolo 25, comma 2. 
  3. La formazione a tempo  pieno,  implica  la  partecipazione  alla
totalita' delle attivita' mediche del servizio nel quale si  effettua
la formazione,  comprese  le  guardie,  in  modo  che  il  medico  in
formazione dedichi a tale formazione pratica e teorica tutta  la  sua
attivita' professionale per l'intera durata della  normale  settimana
lavorativa e per tutta la durata dell'anno. La  frequenza  del  corso
non comporta l'instaurazione di un rapporto di  dipendenza  o  lavoro
convenzionale ne' con il Servizio  sanitario  nazionale,  ne'  con  i
medici tutori. Le regioni e le province autonome possono  organizzare
corsi  a  tempo  parziale  purche'  siano  soddisfatte  le   seguenti
condizioni: 
   a) il livello  della  formazione  corrisponda  qualitativamente  a
quello della formazione a tempo pieno; 
   b) la durata  complessiva  della  formazione  non  sia  abbreviata
rispetto quella a tempo pieno; 
   c) l'orario settimanale della formazione non sia inferiore al  50%
dell'orario settimanale a tempo pieno; 
   d) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 30 APRILE 2019, N. 35; 
   e) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 30 APRILE 2019, N. 35. 
  4. Il medico iscritto ai corsi di cui al comma l, ove  sussista  un
rapporto di pubblico impiego, e' collocato,  compatibilmente  con  le
esigenze di servizio,  in  posizione  di  aspettativa  senza  assegni
secondo le disposizioni legislative contrattuali vigenti. Il  periodo
di aspettativa e' utile ai fini della progressione di carriera e  del
trattamento di quiescenza e di previdenza. 
  5.  Gli  impedimenti  temporanei  superiori  ai   quaranta   giorni
lavorativi consecutivi per servizio militare, gravidanza e  malattia,
sospendono il periodo di formazione, fermo restando che l'intera  sua
durata non e' ridotta a causa  delle  suddette  sospensioni.  Restano
ferme le disposizioni in materia di tutela della  gravidanza  di  cui
alla legge 30 dicembre 1971, n.  1204,  e  successive  modificazioni,
nonche' quelle sull'adempimento del servizio  militare  di  cui  alla
legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni. 
  6. Non determinano interruzione  della  formazione,  e  non  devono
essere recuperate, le assenze per motivi  personali,  preventivamente
autorizzate salvo causa di forza maggiore, che  non  superino  trenta
giorni complessivi nell'anno di formazione  e  non  pregiudichino  il
raggiungimento degli obiettivi formativi. In  tali  casi  non  vi  e'
sospensione della borsa di studio. 
                                                          (18) ((19)) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 22-29 maggio 2002, n. 219 (in
G.U.  1a  s.s.  5/6/2002,  n.  22)  ha  dichiarato   l'illegittimita'
costituzionale del comma 1 del presente articolo "nella parte in  cui
esclude dall'accesso al corso di  formazione  specifica  in  medicina
generale i possessori di diploma di specializzazione di cui  all'art.
20 del presente decreto, o di dottorato di ricerca". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (18) 
  L'ordinanza 25 gennaio 2020 (in G.U. 27/01/2020, n. 21) ha disposto
(con l'art. 1, comma 1) che "Ai fini di cui alla presente ordinanza e
per i conseguenti accresciuti compiti, il Ministero della  salute  e'
autorizzato, in deroga alle disposizioni di  cui  all'art.  7,  commi
5-bis e 6-bis, del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165  e
all'art. 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30  luglio  2010,  n.  122,  e  successive
modifiche, a  conferire  incarichi  di  collaborazione  coordinata  e
continuativa, della durata massima di novanta giorni,  a  settantasei
medici, anche in deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto
1999,  n.  368,  e  successive   modifiche,   e   alle   disposizioni
dell'Accordo  collettivo  nazionale  23  marzo  2005   e   successive
modifiche, a quattro psicologi,  a  trenta  infermieri  e  a  quattro
mediatori culturali". 
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  3,  comma  1)  che  "La  presente
ordinanza ha validita' di novanta  giorni,  a  decorrere  dalla  data
odierna". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  L'ordinanza 21  febbraio  2020  (in  G.U.  26/02/2020,  n.  48)  ha
disposto (con l'art. 2, comma  1)  che  "Il  soggetto  attuatore  del
Ministero della salute e' autorizzato a prorogare  i  contratti  gia'
autorizzati  ai  sensi  dell'art.  1,  comma  2  dell'ordinanza   del
Ministero della salute del 25 gennaio 2020 ed a  conferire  ulteriori
incarichi di collaborazione coordinata e  continuativa,  a  personale
medico, nel numero massimo di settantasette unita', della durata  non
superiore al termine di vigenza dello stato  di  emegenza,  anche  in
deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto  1999,  n.  368,
all'art. 7, commi 5-bis, 6 e 6-bis del decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165 e all'Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005". 
                               Art. 25

  ((1.  Le regioni e le province autonome entro il 31 ottobre di ogni
anno  determinano il contingente numerico da ammettere annualmente ai
corsi,   nei   limiti  concordati  con  il  Ministero  della  salute,
nell'ambito delle risorse disponibili.))
  ((2. Le regioni e le province autonome, emanano ogni anno, entro il
28  febbraio, i bandi di concorso per l'ammissione al corso triennale
di  formazione  specifica  in  medicina  generale,  in conformita' ai
principi  fondamentali  definiti  dal  Ministero della salute, per la
disciplina unitaria del sistema.))
  3.  Il concorso consiste in una prova scritta, soluzione di quesiti
a  risposta multipla su argomenti di medicina clinica, ((. . .)), che
si svolge nel giorno ed ora fissati dal Ministero della sanita' e nel
luogo stabilito da ciascuna regione o provincia autonoma.
  4.  Del giorno e dell'ora della prova scritta e' data comunicazione
ai  candidati, almeno trenta giorni prima della prova stessa, a mezzo
di  avviso  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana  -  4  serie speciale - "Concorsi ed esami". Del luogo della
prova  scritta  e  dell'ora  di  convocazione  dei candidati, e' data
comunicazione  a  mezzo  avviso  pubblicato  nel Bollettino ufficiale
della  regione o della provincia autonoma e affisso presso gli ordini
provinciali  dei medici chirurghi e degli odontoiatri della regione o
della provincia autonoma.
  5.  Nel  caso  di costituzione di piu' commissioni i candidati sono
assegnati  a  ciascuna commissione, fino al raggiungimento del numero
massimo  di  250 candidati per commissione, in base alla localita' di
residenza  ovvero  in  ordine  alfabetico  ovvero  in  base  ad altro
criterio obiettivo stabilito dalla regione o provincia autonoma.
                               Art. 26

  ((1.  Il  corso  di  formazione  specifica  in medicina generale si
articola  in  attivita'  didattiche  pratiche  e attivita' didattiche
teoriche  da  svolgersi  in un ambiente ospedaliero individuato dalla
regione   o   provincia   autonoma  territorialmente  competente,  in
relazione  alla  disponibilita'  di  attrezzature  e  di  servizi,  o
nell'ambito  di  uno  studio  di  medicina  generale  o  di un centro
anch'esso  accreditato,  ai  fini  della  formazione, dalla regione o
provincia  autonoma.  La  formazione prevede un totale di almeno 4800
ore,  di  cui  2/3 rivolti all'attivita' formativa di natura pratica.
Gli obiettivi didattici, le metodologie di insegnamento-apprendimento
ed  i programmi delle attivita' teoriche e pratiche e l'articolazione
della  formazione  vengono  definiti  con  decreto del Ministro della
salute,  sentito il Consiglio superiore di sanita', la Conferenza per
i rapporti permanenti tra lo Stato, le regioni e le province autonome
di  Trento  e  di Bolzano e la Federazione nazionale degli ordini dei
medici chirurghi e degli odontoiatri)).
  2. Il corso prevede:
   a)  un  periodo  di  formazione  in medicina clinica e medicina di
laboratorio,  articolato  in  almeno  ((sei))  mesi effettuato presso
strutture  ospedaliere,  pubbliche  o  equiparate, individuate a tale
scopo  dalla  regione,  nonche' in centri di cure primarie quali day-
hospital  e  ambulatori  delle  aziende  unita' sanitarie locali, con
attribuzione alle stesse della responsabilita' della formazione.
Il  periodo comprende un'attivita' clinica guidata ed un'attivita' di
partecipazione  a  seminari  su  argomenti  di  metodologia  clinica,
neurologia  e psichiatria, medicina interna, terapia medica, medicina
di urgenza, oncologia medica, geriatria e patologia clinica;
   b)  un  periodo di formazione in chirurgia generale, articolato in
almeno  ((tre))  mesi, effettuato sempre presso le strutture indicate
alla lettera a), comprendente: attivita' clinica guidata ed attivita'
di  partecipazione  a  seminari  su  metodologia  clinica,  chirurgia
generale, chirurgia d'urgenza;
   c)  un  periodo  di formazione nei dipartimenti materno-infantili,
articolato  in  almeno  ((quattro))  mesi,  effettuato  sempre  nelle
strutture  indicate  alla  lettera  a) e nelle strutture territoriali
comprendenti:    attivita'    clinica   guidata   ed   attivita'   di
partecipazione  a seminari di pediatria generale, terapia pediatrica,
neuropsichiatria infantile, pediatria preventiva;
   d)  un  periodo  di  formazione,  articolato  in  ((dodici)) mesi,
effettuato  presso  un  ambulatorio di un medico di medicina generale
convenzionato  con  il  servizio  sanitario  nazionale,  comprendente
attivita'  medica guidata ambulatoriale e domiciliare; ovvero qualora
non  sia  reperibile  un  numero  adeguato  di  medici  convenzionati
all'uopo   disponibili,   il  predetto  periodo  di  formazione  puo'
effettuarsi  anche  in  parte presso le strutture di cui alla lettera
a);
   e)  un  periodo  di formazione, articolata in almeno ((sei)) mesi,
effettuato  presso strutture di base dell'unita' sanitaria locale sul
territorio   con  il  coordinamento  del  responsabile  delle  unita'
operative,  comprendente  attivita' pratica guidata presso distretti,
consultori,  ambulatori  e  laboratori, attivita' di partecipazione a
seminari  in  medicina  preventiva,  igiene  ambientale, medicina del
lavoro ed igiene e profilassi;
   f)  un  periodo  di  formazione  in  ostetricia e ginecologia, con
attivita'  clinica guidata ed attivita' di partecipazione a seminari,
articolato  in  almeno  ((due  mesi))  effettuato presso le strutture
indicate alla lettera a);
   ((f-bis)  un periodo di formazione in pronto soccorso ed emergenza
urgenza ospedaliera articolato in almeno tre mesi.))
  ((2-bis.  I  periodi di cui al comma 2, in attuazione dell'articolo
24,  comma  2-bis,  sono  ridotti in proporzione al credito formativo
riconosciuto.))
  3. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 8 LUGLIO 2003, N. 277)).
  4.  Le  attivita'  pratiche  sono  costituite  da periodi svolti in
pronto  soccorso,  ambulatori,  day-hospital,  oltre  che  presso gli
ambulatori  di  medici  di  medicina generale accreditati ((. . .)) e
caratterizzati didatticamente da un'attivita' clinica guidata.
  ((5.  Il  corso  inizia  entro  il  mese di novembre e si conclude,
compreso  lo  svolgimento  dell'esame finale, entro il 30 ottobre del
triennio  successivo. La formazione non puo' concludersi prima del 30
settembre del terzo anno.))
                               Art. 27

  1.  La  formazione  specifica  in  medicina  generale  comporta  la
partecipazione  personale del candidato all'attivita' professionale e
l'assunzione  delle responsabilita' connesse all'attivita' svolta. Le
attivita'  teoriche  sono articolate in attivita' seminariali, studio
guidato  proposto  dai rispettivi tutori, studio finalizzato proposto
dai  coordinatori  delle attivita' seminariali, sessioni di confronto
con  i  tutori  e  sessioni di ricerca, riflessione e confronto tra i
tirocinanti della stessa area didattica. Il programma delle attivita'
teoriche  e  quello  delle attivita' pratiche si integrano tra loro a
livello  di obiettivi didattici, ma sono autonomi nella realizzazione
concreta.
  2.  Presso le strutture accreditate ((. . .)) la funzione tutoriale
per  le attivita' didattiche di natura pratica deve essere affidata a
dirigenti  medici  del  personale  del Servizio sanitario nazionale o
posizione  corrispondente  qualora si tratti di docente universitario
con  funzioni  assistenziali,  in  accordo  con il responsabile della
unita' operativa.
  3. I tutori di cui all'articolo 26 sono medici di medicina generale
convenzionati  con  il servizio sanitario nazionale con un'anzianita'
di  almeno  dieci  anni  di  attivita'  convenzionale con il servizio
sanitario nazionale, nonche' possedere la titolarita' di un numero di
assistiti nella misura almeno pari alla meta' del massimale vigente e
operare  in  uno  studio professionale accreditato ((. . .)) I medici
che  svolgono la funzione docente o di coordinamento o tutoriale sono
iscritti in un elenco regionale all'uopo istituito.
  4.  I  medici  tutori  di  cui  al  comma  3  durante il periodo di
formazione di loro competenza, eseguono la valutazione del livello di
formazione.  Al  termine  di  ciascuna fase del percorso formativo il
coordinatore  delle attivita' pratiche esprime, sulla base di giudizi
analitici  e  motivati  espressi  dai  singoli  tutori,  un  giudizio
complessivo   sul   profitto   del  partecipante  al  corso.  Analoga
certificazione   e'   rilasciata  dal  coordinatore  delle  attivita'
teoriche.
  5.  L'accesso  alle  varie  fasi  in  cui il corso e' articolato e'
subordinato  al  superamento  con esito positivo della fase svolta in
precedenza.  Qualora  il partecipante alla formazione, a giudizio del
medico preposto alla formazione o del tutore, non abbia conseguito un
idoneo  apprendimento  nel  singolo  periodo  formativo, e' ammesso a
frequentare nuovamente il periodo stesso per una sola volta.
  6.  Qualora il partecipapte alla formazione, sulla base dei giudizi
formulati dai singoli medici preposti alle varie attivita' formative,
non  abbia  raggiunto  gli  obiettivi  previsti  per  una parte di un
determinato   periodo   di  apprendimento  puo'  recuperare,  ove  ne
sussistano  le  condizioni,  ((nello  stesso  triennio)) le attivita'
finalizzate  al  raggiungimento di quel gruppo specifico di obiettivi
mancati.  Qualora  il  partecipante  alla  formazione, sulla base dei
giudizi  formulati  dai  singoli medici preposti alle varie attivita'
formative,  non  abbia  conseguito  un  idoneo  apprendimento per gli
obiettivi  di  un  intero  periodo  di  apprendimento,  e'  ammesso a
frequentare  nuovamente  il  periodo  stesso per una sola volta ((nel
triennio successivo)). Il giudizio non favorevole formulato a seguito
della   nuova   ammissione   comporta   l'immediata   esclusione  del
partecipante dalla frequenza del corso.
  7. COMMA ABROGATO DALLA L. 1 MARZO 2002, N. 39.
                               Art. 28

  1.  I  corsi  sono  organizzati  ed  attivati dalle regioni e dalle
province  autonome che comunicano al Ministero della sanita' il piano
dei corsi stessi entro il 31 ottobre di ogni anno.
  2. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 8 LUGLIO 2003, N. 277)).
                               Art. 29

  1.  La  commissione d'esame, per l'ammissione al corso, e' composta
dal  presidente  dell'ordine  dei  medici  chirurghi del capoluogo di
regione o suo delegato che la presiede, da un primario ospedaliero di
medicina  interna  designato  dalla regione, da un medico di medicina
generale  designato  dall'ordine  e  da un funzionario amministrativo
regionale  con funzioni di segretario. La commissione deve completare
i  suoi lavori entro il termine perentorio di sette giorni dalla data
dell'esame.
  2.  Le  graduatorie  di ammissione dei partecipanti alla formazione
sono  determinate  sulla  base  del  punteggio conseguito nella prova
scritta di cui all'articolo 25.
  3.  Al  termine del ((triennio)), la commissione di cui al comma l,
integrata  da  un  rappresentante del Ministero della sanita' e da un
professore  ordinario  di  medicina interna o disciplina equipollente
designato  dal  Ministero  della sanita' a seguito di sorteggio tra i
nominativi  inclusi  in  appositi  elenchi  predisposti dal Ministero
dell'universita', ricerca scientifica e tecnologica, previo colloquio
finale,  discussione  di una tesina predisposta dal candidato e sulla
base  dei  singoli giudizi espressi dai tutori e coordinatori durante
il periodo formativo, formula il giudizio finale.
                              Art. 30.

  1.  In  deroga a quanto previsto dall'articolo 21, hanno diritto ad
esercitare   l'attivita'  professionale  in  qualita'  di  medico  di
medicina   generale   i   medici  chirurghi  abilitati  all'esercizio
professionale entro il 31 dicembre 1994.
  2.  Detto  diritto e' esteso ai medici cittadini di un Paese membro
gia'  iscritti  all'albo dei medici chirurghi ai sensi della legge 22
maggio  1978, n. 217, e che erano titolari, alla data del 31 dicembre
1996  di  un  rapporto  convenzionale  per  l'attivita'  di medico in
medicina generale.
  3.  I  medici  di  cui  ai  commi  1  e  2 che intendono esercitare
l'attivita'  professionale in qualita' di medico di medicina generale
nel  regime  nazionale  di sicurezza sociale di uno dei Paesi membri,
anche  se  non  in  possesso  di una formazione specifica in medicina
generale,  devono  chiedere  il  rilascio  del  relativo attestato al
competente   ordine   provinciale   dei   medici   chirurghi,  previa
presentazione della documentazione comprovante il diritto acquisito.
  4.   L'ordine  provinciale  dei  medici  chirurghi  competente  per
l'iscrizione    provvede   alla   relativa   annotazione   ai   sensi
dell'articolo  3,  commi  3  e  4,  del  decreto del Presidente della
Repubblica  5  aprile  1950,  n.  221,  al  fine  del  rilascio degli
attestati di cui al comma 3.
                              Art. 31.

  1.  Il  Ministero  della sanita' riconosce i diplomi, certificati o
altri  titoli  di  formazione  specifica  o complementare in medicina
generale  dei  cittadini  dell'Unione europea, al fine dell'esercizio
dell'attivita' di medico in medicina generale.
  2.  Il riconoscimento del diploma di medico in medicina generale e'
subordinato  al possesso di un diploma, certificato o altro titolo di
medico di cui all'allegato A.
  3.  Il  medico di cui ai commi 1 e 2 che abbia ottenuto un rapporto
convenzionale  con  il  servizio  sanitario  nazionale, ha gli stessi
diritti  ed  e' soggetto agli stessi obblighi e sanzioni disciplinari
stabiliti per i medici cittadini italiani.
  4. L'uso del titolo professionale e delle relative abbreviazioni e'
consentito nella lingua italiana.
  5.  Il  Ministero  della  sanita', nel caso di fondato dubbio circa
l'autenticita'  dei  diplomi,  dei  certificati e degli altri titoli,
svolge  i necessari accertamenti presso la competente autorita' dello
Stato  di origine o di provenienza e chiede conferma del possesso, da
parte dell'interessato, di tutti i requisiti di formazione prescritti
per il conseguimento del titolo.
  6. Nel caso in cui il Ministero della sanita' venga a conoscenza di
fatti gravi o specifici, verificatisi fuori del territorio nazionale,
che  possano  influire  sull'ammissione del richiedente all'esercizio
della  professione,  chiede  informazioni al riguardo alle competenti
autorita'  dello  Stato  di  origine  e  provenienza. Le informazioni
acquisite sono sottoposte a segreto d'ufficio.
                              Art. 32.

  1. Il Ministero della sanita' fornisce a richiesta delle competenti
autorita'  sanitarie  dei  Paesi  comunitari le informazioni inerenti
alle  istanze  dei  medici  chirurghi  italiani  tendenti ad ottenere
l'ammissione   all'esercizio  dell'attivita'  specifica  in  medicina
generale  nei  Paesi dell'Unione europea e rilascia le certificazioni
richieste, previa acquisizione della relativa documentazione.
												Titolo V*RICONOSCIMENTO TITOLI*
Art. 33. 1. Ai fini del riconoscimento dei titoli, certificati ed altri titoli, previsti dal presente decreto legislativo, l'interessato deve presentare al Ministero della sanita' istanza in lingua italiana, in carta semplice, corredata dai seguenti documenti: a) originale o copia autentica del titolo previsto dagli allegati A, B, C, D, E per l'attivita' di medico chirurgo, medico chirurgo specialista, medico chirurgo di medicina generale; b) certificato di lecito ed effettivo svolgimento dell'attivita' professionale rilasciato dalla competente autorita' del Paese di origine o provenienza. 2. Il Ministero della sanita', d'intesa con il Ministero dell'universita' e ricerca scientifica e tecnologica, entro tre mesi accerta la regolarita' della domanda e relativa documentazione, provvede ad autorizzare l'ordine provinciale dei medici chirurghi presso il quale l'interessato deve richiedere l'iscrizione, trasmettendo la relativa documentazione. Stessa comunicazione e', per conoscenza, inviata all'interessato. Il rigetto dell'istanza da parte del Ministero della sanita' e' motivato. 3. L'interessato, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, deve, a pena decadenza del diritto di stabilimento, iscriversi all'ordine provinciale dei medici chirurghi. L'ordine provinciale dei medici chirurghi nel termine di tre mesi dalla data di ricezione della domanda corredata dalla documentazione inviata dal Ministero della sanita' adempie alle procedure per l'iscrizione come stabilito dall'ordinamento vigente. Dell'esito della procedura deve essere data comunicazione al Ministero della sanita' entro e non oltre un mese dalla data dell'iscrizione. 4. Il Ministero della sanita' in caso di fondato dubbio circa l'autenticita' dei diplomi dei certificati degli altri titoli, chiede conferma della veridicita' degli stessi alla competente autorita' dello stato membro nonche' di tutti i requisiti di formazione di cui all'articolo 27. 5. I documenti di cui al comma 1 non possono essere di data anteriore ai tre mesi dalla data del rilascio. 6. Restano ferme le disposizioni di cui agli articoli 14 e 15 in materia di prestazione di servizi.
												Titolo VI*FORMAZIONE DEI MEDICI SPECIALISTI*Capo I*
Art. 34 1. La formazione specialistica dei medici ammessi alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di tipologia e durata di cui all'articolo 20 e comuni a tutti o a due o piu' Stati membri, si svolge a tempo pieno. ((Fermo restando il principio del rispetto del tempo pieno, il medico specializzando e il laureato in medicina e chirurgia partecipante al corso di formazione specifica in medicina generale possono esercitare le attivita' di cui all'articolo 19, comma 11, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nei limiti delle risorse finanziarie alle stesse attivita' destinate)). 2. E' soggetta alle disposizioni del presente decreto legislativo anche la formazione specialistica dei medici ammessi a scuole di tipologia non comune a due o piu' Stati membri dell'Unione europea e attivate per corrispondere a specifiche esigenze del servizio sanitario nazionale. 3. L'elenco delle specializzazioni di cui al presente articolo e' predisposto ed aggiornato con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della sanita'. 4. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 8 LUGLIO 2003, N. 277.
                               Art. 35 
 
  1. Con cadenza triennale ed entro il 30 aprile del terzo  anno,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  tenuto  conto
delle relative esigenze sanitarie e sulla base  di  una  approfondita
analisi della situazione occupazionale, individuano il fabbisogno dei
medici  specialisti  da  formare  comunicandolo  al  Ministero  della
sanita' e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica. 
Entro il 30 giugno del terzo  anno  il  Ministro  della  sanita',  di
concerto con il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica
e tecnologica e con il Ministro del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione economica, sentita  la  conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, determina il numero globale degli specialisti da  formare
annualmente, per ciascuna tipologia di specializzazione, tenuto conto
dell'obiettivo di migliorare progressivamente la  corrispondenza  tra
il numero degli studenti ammessi a frequentare i corsi di  laurea  in
medicina e chirurgia e quello  dei  medici  ammessi  alla  formazione
specialistica, nonche' del quadro epidemiologico, dei flussi previsti
per i pensionamenti e delle esigenze di programmazione delle  regioni
e delle province autonome di Trento e di Bolzano con riferimento alle
attivita' del Servizio sanitario nazionale. 
  2. In  relazione  al  decreto  di  cui  al  comma  1,  il  Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, acquisito
il parere del Ministro della sanita', determina il numero  dei  posti
da assegnare a ciascuna scuola  di  specializzazione  accreditata  ai
sensi dell'articolo 43, tenuto conto della capacita' ricettiva e  del
volume assistenziale delle strutture sanitarie  inserite  nella  rete
formativa della scuola stessa. 
  3. Nell'ambito dei posti risultanti dalla programmazione di cui  al
comma 1, e' stabilita, ((d'intesa con il Ministero dell'interno,  una
riserva di posti complessivamente non superiore al cinque  per  cento
per le esigenze di sanita' e formazione specialistica  della  Polizia
di  Stato  e,  qualora  non  coperti,  d'intesa  con   il   Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  per  le  esigenze  di  sanita'   e
formazione  specialistica  del  Corpo  della  guardia  di  finanza)),
nonche' d'intesa con il Ministero degli affari esteri, il numero  dei
posti da riservare ai medici stranieri provenienti dai Paesi  in  via
di  sviluppo.  La  ripartizione  tra  le  singole  scuole  dei  posti
riservati e' effettuata con il decreto di cui al  comma  2,  sentito,
per gli aspetti relativi alla sanita' militare,  il  Ministero  della
difesa.((Per il personale della Polizia di Stato e  del  Corpo  della
guardia di finanza si applicano, in quanto compatibili, le previsioni
di cui agli articoli 757,  comma  3,  758,  964  e  965  del  decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66.)) (10) 
  4. Il Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica  e
tecnologica,  su  proposta   del   Ministro   della   sanita',   puo'
autorizzare,  per  specifiche   esigenze   del   servizio   sanitario
nazionale, l'ammissione, alle scuole, nel  limite  di  un  dieci  per
cento in piu' del  numero  di  cui  al  comma  1  e  della  capacita'
recettiva  delle  singole  scuole,  di  personale  medico  di  ruolo,
appartenente  a  specifiche  categorie,  in  servizio  in   strutture
sanitarie diverse da  quelle  inserite  nella  rete  formativa  della
scuola. 
  5. Per usufruire dei posti riservati  di  cui  al  comma  3  e  per
accedere in soprannumero ai sensi del comma  4,  i  candidati  devono
aver superato le prove di ammissione previste dall'ordinamento  della
scuola. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (10) 
  Il D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 ha disposto (con l'art. 2268,  comma
1, numero 966)) che e' abrogato l'art.  35,  comma  3,  limitatamente
alle parole "sentito, per gli aspetti relativi alla sanita' militare,
il Ministro della difesa". 
                              Art. 36. 
 
  1. Entro centottanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente   decreto   legislativo,   con    decreto    del    Ministro
dell'universita' e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica  sono
determinati  le   modalita'   per   l'ammissione   alle   scuole   di
specializzazione, i contenuti e le modalita' delle prove,  nonche'  i
criteri per la valutazione dei titoli e  per  la  composizione  della
commissione nel rispetto dei seguenti principi: 
   a) le prove di ammissione si svolgono a  livello  locale,  in  una
medesima data per ogni singola tipologia, con  contenuti  definiti  a
livello nazionale, secondo  un  calendario  predisposto  con  congruo
anticipo e adeguatamente pubblicizzato; 
   b) i  punteggi  delle  prove  sono  attribuiti  secondo  parametri
oggettivi; 
   c) appositi punteggi sono assegnati, secondo parametri  oggettivi,
al voto di laurea e al curriculum degli studi: 
   d) all'esito delle prove e' formata una graduatoria  nazionale  in
base alla quale i vincitori sono destinati alle  sedi  prescelte,  in
ordine di graduatoria.  Sono  fatte  salve  le  disposizioni  di  cui
((all'articolo 35 del presente decreto e)) all'articolo 757, comma 2,
del codice dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo
15 marzo 2010, n. 66. 
  1-bis. Sono fatte salve le disposizioni  normative  delle  province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  relative  all'assegnazione  dei
contratti  di  formazione  specialistica  finanziati  dalle  medesime
province   autonome   attraverso   convenzioni   stipulate   con   le
universita'. 
  2. Nelle more dell'adozione del decreto  di  cui  al  comma  1  del
presente articolo si applica l'articolo 3 del decreto  legislativo  8
agosto 1991, n. 257. 
                               Art. 37

  1.   All'atto   dell'iscrizione   alle   scuole   universitarie  di
specializzazione  in  medicina  e  chirurgia,  il  medico stipula uno
specifico   contratto   annuale   ((di   formazione  specialistica)),
disciplinato  dal  presente decreto legislativo e dalla normativa per
essi   vigente,  per  quanto  non  previsto  o  comunque  per  quanto
compatibile   con   le   disposizioni  di  cui  al  presente  decreto
legislativo.    Il    contratto    e'    finalizzato   esclusivamente
all'acquisizione  delle capacita' professionali inerenti al titolo di
specialista,   mediante  la  frequenza  programmata  delle  attivita'
didattiche  formali  e  lo  svolgimento  di  attivita'  assistenziali
funzionali  alla  progressiva  acquisizione delle competenze previste
dall'ordinamento  didattico delle singole scuole, in conformita' alle
indicazioni  dell'Unione  europea. Il contratto non da' in alcun modo
diritto  all'accesso  ai  ruoli  del  Servizio  sanitario nazionale e
dell'universita' o ad alcun rapporto di lavoro con gli enti predetti.
  2.  Lo  schema-tipo  del  contratto  e'  definito  con  decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su  proposta del Ministro
dell'uniersita'   e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica,  di
concerto  con  i  Ministri  della  sanita', del tesoro e del lavoro e
della  previdenza  sociale,  sentita  la  Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.
  3.  Il  contratto  e'  stipulato  con l'universita', ove ha sede la
scuola di specializzazione, e con la regione nel cui territorio hanno
sede  le  aziende  sanitarie  le  cui strutture sono parte prevalente
della rete formativa della scuola di specializzazione.
  4.  Il contratto e' annuale ed e' rinnovabile, di anno in anno, per
un periodo di tempo complessivamente uguale a quello della durata del
corso  di specializzazione. Il rapporto instaurato ai sensi del comma
1  cessa  comunque  alla  data di scadenza del corso legale di studi,
salvo quanto previsto dal successivo comma 5 e dall'articolo 40.
  5. Sono causa di risoluzione anticipata del contratto:
   a) la rinuncia al corso di studi da parte del medico in formazione
specialistica;
   b)    la    violazione    delle   disposizioni   in   materia   di
incompatibilita';
   c) le prolungate assenze ingiustificate ai programmi di formazione
o il superamento del periodo di comporto in caso di malattia;
   d)  il  mancato  superamento delle prove stabilite per il corso di
studi di ogni singola scuola di specializzazione.
  6.  In  caso  di  anticipata risoluzione del contratto il medico ha
comunque diritto a percepire la retribuzione maturata alla data della
risoluzione stessa nonche' a beneficiare del trattamento contributivo
relativo al periodo lavorato.
  7.   Le   eventuali   controversie   sono   devolute  all'autorita'
giudiziaria ordinaria ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 80.
                              Art. 38.

  1.  Con  la  sottoscrizione  del  contratto il medico in formatione
specialistica  si  impegna  a  seguire, con profitto, il programma di
formazione  svolgendo le attivita' teoriche e pratiche previste dagli
ordinamenti  e regolamenti didattici determinati secondo la normativa
vigente  in  materia,  in  conformita'  alle  indicazioni dell'Unione
europea.  Ogni  attivita'  formativa  e  assistenziale  dei medici in
formazione   specialistica  si  svolge  sotto  la  guida  di  tutori,
designati  annualmente  dal  consiglio  della  scuola,  sulla base di
requisiti  di elevata qualificazione scientifica, di adeguato curric-
ulum  professionale, di documentata capacita' didattico-formativa. Il
numero  di  medici  in  formazione  specialistica per tutore non puo'
essere superiore a 3 e varia secondo le caratteristiche delle diverse
specializzazioni.
  2.  Le modalita' di svolgimento delle attivita' teoriche e pratiche
dei  medici in formazione, ivi compresa la rotazione tra le strutture
inserite  nella  rete  formativa,  nonche'  il  numero  minimo  e  la
tipologia degli interventi pratici che essi devono aver personalmente
eseguito per essere ammessi a sostenere la prova finale annuale, sono
preventivamente determinati dal consiglio della scuola in conformita'
agli ordinamenti e regolamenti didattici di cui al comma 1, ed e agli
accordi fra le universita' e le aziende sanitarie di cui all'articolo
6,  comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e suc-
cessive  modificazioni.  Il  programma'  generale di formazione della
scuola  di  specializzazione  e'  portato  a  conoscenza  del  medico
all'inizio  del periodo di formazione ed e' aggiornato annualmente in
relazione  alle  mutate  necessita'  didattiche  ed  alle  specifiche
esigenze del programma di formazione del medico stesso.
  3.  La  formazione del medico specialista implica la partecipazione
guidata  alla totalita' delle attivita' mediche dell'unita' operativa
presso  la  quale e' assegnato dal Consiglio della scuola, nonche' la
graduale  assunzione  di  compiti  assistenziali  e  l'esecuzione  di
interventi  con  autonomia  vincolate  alle  direttive  ricevute  dal
tutore,  di  intesa  con  la  direzione  sanitaria  e  con  dirigenti
responsabili  delle  strutture  delle aziende sanitarie presso cui si
svolge  la  formazione.  In  nessun  caso  l'attivita'  del medico in
formazione specialistica e' sostitutiva del personale di ruolo.
  4.  I tempi e le modalita' di svolgimento dei compiti assistenziali
nonche'  la  tipologia  degli  interventi che il medico in formazione
specialistica  deve  eseguire  sono  concordati  dal  Consiglio della
scuola  con  la  direzione  sanitaria  e con i dirigenti responsabili
delle  strutture  delle  aziende  sanitarie presso le quali lo stesso
svolge  la formazione sulla base del programma formativo personale di
cui  al  comma  2.  Le  attivita'  e gli interventi sono illustrati e
certificati, controfirmati dal medico in formazione specialistica, su
un  apposito  libretto  personale di formazione, a cura del dirigente
responsabile  dell'unita'  operativa  presso  la  quale  il medico in
formazione   specialistica  volta  per  volta  espleta  le  attivita'
assistenziali previste dal programma formativo di cui al comma 2.
  5.  L'attivita'  tutoriale,  ove  svolta  da dirigenti sanitari nei
confronti   dei   medici  in  formazione  specialistica,  costituisce
specifico  titolo  da  valutare  per  il  conferimento  di  incarichi
comportanti   direzione  di  struttura,  ovvero  per  l'accesso  agli
incarichi di secondo livello dirigenziale.
                               Art. 39 
 
  1. Al medico in  formazione  specialistica,  per  tutta  la  durata
legale del corso,  e'  corrisposto  un  trattamento  economico  annuo
onnicomprensivo. 
  2. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2005, N. 266. 
  3. Il trattamento economico  e'  costituito  da  una  parte  fissa,
uguale per tutte le specializzazioni e per tutta la durata del corso,
e da  una  parte  variabile,  ((e,  a  partire  dall'anno  accademico
2013-2014, e' determinato ogni tre anni,)) con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, di concerto con il  Ministro  della
salute e  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  avuto
riguardo preferibilmente al percorso formativo degli ultimi tre anni.
In fase di prima applicazione, per gli anni  accademici  2006-2007  e
2007-2008, la parte variabile non potra' eccedere il 15 per cento  di
quella fissa. 
  4.  Il  trattamento  economico  e'  corrisposto  mensilmente  dalle
universita' presso cui operano le scuole di specializzazione. 
  4-bis. Alla ripartizione ed assegnazione a favore delle universita'
delle risorse previste per  il  finanziamento  della  formazione  dei
medici specialisti per l'anno accademico di riferimento  si  provvede
con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,  su  proposta
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca,  di
concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia
e delle finanze. 
                              Art. 40.

  1.  Per  la  durata  del  la  formazione a tempo pieno al medico e'
inibito  l'esercizio  di  attivita'  libero-professionale all'esterno
delle  strutture  assistenziali  in  cui si effettua la formazione ed
ogni  rapporto  convenzionale  o  precario  con il servizio sanitario
nazionale  o  enti  e  istituzioni  pubbliche  e  private.  L'impegno
richiesto  per  la formazione specialistica e' pari a quello previsto
per  il  personale  medico  del  Servizio sanitario nazionale a tempo
pieno,   assicurando   la   facolta'   dell'esercizio   della  libera
professione intramuraria.
  2.  Il medico in formazione specialistica, ove sussista un rapporto
di pubblico impiego, e' collocato, compatibilmente con le esigenze di
servizio,  in  posizione  di  aspettativa  senza  assegni, secondo le
disposizioni   legislative   contrattuali   vigenti.  Il  periodo  di
aspettativa  e'  utile  ai  fini della progressione di carriera e del
trattamento di quiescenza e di previdenza.
  3.   Gli   impedimenti  temporanei  superiori  ai  quaranta  giorni
lavorativi  consecutivi per servizio militare, gravidanza e malattia,
sospendono  il periodo di formazione, fermo restando che l'intera sua
durata  non  e'  ridotta  a causa delle suddette sospensioni. Restano
ferme  le  disposizioni  in materia di tutela della gravidanza di cui
alla  legge  30  dicembre  1971, n. 1204, e successive modificazioni,
nonche'  quelle  sull'adempimento  del  servizio militare di cui alla
legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni.
  4.  Non  determinano  interruzione  della  formazione, e non devono
essere  recuperate,  le assenze per motivi personali, preventivamente
autorizzate  salvo  causa  di forza maggiore, che non superino trenta
giorni  complessivi  nell'anno  accademico  e  non  pregiudichino  il
raggiungimento  degli  obiettivi  formativi.  In  tali casi non vi e'
sospensione  del  trattamento economico di cui all'articolo 39, comma
3.
  5.  Durante  i  periodi  di  sospensione della formazione di cui al
comma  3,  al  medico  in  formazione compete esclusivamente la parte
fissa  del trattamento economico limitatamentc ad un periodo di tempo
complessivo  massimo  di  un  anno oltre quelli previsti dalla durata
legale del corso.
  6. Nell'ambito dei rapporti di collaborazione didattico-scientifica
integrata tra universita' italiane ed universita' di Paesi stranieri,
la   formazione  specialistica  puo'  svolgersi  anche  in  strutture
sanitarie  dei  predetti Paesi, in conformita' al programma formativo
personale  del  medico  e  su indicazione del consiglio della scuola,
fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  12  del decreto del
Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, 162.
                               Art. 41

  1.  Il  trattamento  economico e' assoggettato alle disposizioni di
cui all'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476.
  ((2.  A  decorrere  dall'anno accademico 2006-2007, ai contratti di
formazione   specialistica   si  applicano  le  disposizioni  di  cui
all'articolo  2,  comma 26, primo periodo, della legge 8 agosto 1995,
n.   335,   nonche'  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  45  del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326)).
  3.  L'azienda  sanitaria  presso  la  quale il medico in formazione
specialistica  svolge  l'attivita'  formativa  provvede,  con oneri a
proprio   carico   alla   copertura   assicurativa   per   i   rischi
professionali,  per  la  responsabilita'  civile  contro  terzi e gli
infortuni  connessi  all'attivita' assistenziale svolta dal medico in
formazione  nelle  proprie  strutture,  alle  stesse  condizioni  del
proprio personale.
                              Art. 42.
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                              Art. 43. 
 
  1. Presso il Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica
e tecnologica e' istituito l'Osservatorio nazionale della  formazione
medica specialistica con il compito di determinare gli  standard  per
l'accreditamento delle strutture universitarie e ospedaliere  per  le
singole specialita', di determinare e di verificare  i  requisiti  di
idoneita' della rete formativa  e  delle  singole  strutture  che  le
compongono,  effettuare   il   monitoraggio   dei   risultati   della
formazione, nonche' definire i criteri e le modalita' per  assicurare
la  qualita'  della  formazione,  in  conformita'  alle   indicazioni
dell'Unione europea. Ai fini della determinazione  dei  requisiti  di
idoneita' della rete formativa si tiene conto: 
   a) dell'adeguatezza delle strutture e delle  attrezzature  per  la
didattica,  la  ricerca  e  lo  studio  dei  medici   in   formazione
specialistica,  ivi  compresi  i  mezzi  di  accesso   alla   lettura
professionale nazionale e internazionale; 
   b)  di  un  numero  e  di  una  varieta'  di  procedure   pratiche
sufficienti per un addestramento completo alla professione; 
   c) della presenza di servizi generali e diagnostici collegati alla
struttura dove si svolge la formazione; 
   d) delle coesistenze  di  specialita'  affini  e  di  servizi  che
permettono un approccio formativo multidisciplinare; 
   e) della sussistenza di un sistema di controllo di qualita'  delle
prestazioni professionali; 
   f) del rispetto del rapporto  numerico  tra  tutori  e  medici  in
formazione spccialistica di cui all'articolo 38, comma 1. 
  2.  L'accreditamento  delle  singole  strutture  e'  disposto,   su
proposta dell'Osservatorio  di  cui  al  comma  1,  con  decreto  del
Ministro della sanita' di concerto con il Ministro dell'universita' e
della ricerca scientifica e tecnologica. 
  3. L'Osservatorio nazionale e' composto da: 
   a) tre  rappresentanti  del  Ministero  dell'universita'  e  della
ricerca scientifica e tecnologica; 
   b) tre rappresentanti del Ministero della sanita'; 
   c) tre presidi della facolta' di medicina e  chirurgia,  designati
dalla Conferenza permanente dei rettori; 
   d) tre rappresentanti delle  regioni  designati  dalla  Conferenza
permanente dei presidenti delle regioni e delle province autonome  di
Trento e Bolzano; 
   e) tre rappresentanti  dei  medici  in  formazione  specialistica,
eletti fra gli studenti iscritti alle scuole di specializzazione  con
modalita' definite con decreto del Ministro dell'universita' e  della
ricerca scientifica e tecnologica. Fino alla data  dell'elezione  dei
rappresentanti  di   cui   alla   presente   lettera,   fanno   parte
dell'Osservatorio tre medici in formazione specialistica nominati, su
designazione delle associazioni nazionali di  categoria  maggiormente
rappresentative, dal Ministro della sanita', d'intesa con il Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,  uno  per
ciascuna delle tre aree  funzionali  cui  afferiscono  le  scuole  di
specializzazione. 
  4. Il presidente dell'Osservatorio  e'  nominato  d'intesa  fra  il
Ministro della  sanita'  ed  il  Ministro  dell'universita'  e  della
ricerca scientifica e tecnologica. 
  5.   L'Osservatorio   propone   ai   Ministri   della   sanita'   e
dell'universita', ricerca scientifica e tecnologica  le  sanzioni  da
applicare in caso di inottemperanza a quanto previsto al comma 1. 
                                                               ((17)) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (17) 
  La L. 27 dicembre 2019, n. 160, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
470)  che  "Le  competenze   dell'Osservatorio   nazionale   di   cui
all'articolo 43 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368,  sono
estese  anche  alle  scuole  di   specializzazione   destinate   alla
formazione   degli   ulteriori   profili   professionali    sanitari.
Conseguentemente, la denominazione dell'Osservatorio nazionale  della
formazione medica specialistica di  cui  al  decreto  legislativo  17
agosto 1999, n. 368, e' modificata in « Osservatorio nazionale per la
formazione  sanitaria  specialistica  »  e  la  sua  composizione  e'
integrata per garantire una rappresentanza degli  specializzandi  dei
profili professionali  sanitari  diversi  da  quello  di  medico,  in
aggiunta  alla  rappresentanza  eletta  dei  medici   in   formazione
specialistica". 
                              Art. 44.

  1.  Presso  le  regioni  nelle  quali  sono  istituite le scuole di
specializzazione  ((di  cui  al  presente  decreto  legislativo))  e'
istituito     l'Osservatorio     regionale    per    la    formazione
medicospecialistica,   composto,  in  forma  paritetica,  da  docenti
universitari  e dirigenti sanitari delle strutture presso le quali si
svolge  la  formazione  nonche'  da  tre rappresentanti dei medici in
formazione  specialistica. L'Osservatorio e' presieduto da un preside
di  facolta'  designato  dai  presidi  delle  facolta'  di medicina e
chirurgia  delle  universita'  della  regione.  Nella  commissione e'
assicurata   la   rappresentanza   dei   direttori  delle  scuole  di
specializzazione.  L'Osservatorio  puo'  articolarsi  in  sezioni  di
lavoro.  L'Osservatorio  definisce  i criteri per la rotazione di cui
all'articolo  38,  comma  2,  e  verifica  lo  standard  di attivita'
assistenziali  dei  medici  in  formazione specialistica nel rispetto
dell'ordinamento  didattico  della  scuola  di  specializzazione, del
piano     formativo     individuale     dello     specializzando    e
dell'organizzazione   delle   aziende   e   strutture  sanitarie,  in
conformita' alle indicazioni dell'Unione europea.
  2.  Le  regioni  provvedono all'istituzione degli osservatori entro
centottanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto  e  ne  danno comunicazione al Ministero della sanita' ((e al
Ministero   dell'universita'   e   della   ricerca   scientifica))  e
tecnologica.  In caso di inutile decorso del termine i ministri della
sanita'  e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica
adottano le misure necessarie per l'attuazione del presente decreto.
  3.  L'Osservatorio  e' nominato dalla regione ed ha sede presso una
delle   aziende   sanitarie   della   rete  formativa  dei  corsi  di
specializzazione.  L'organizzazione  dell'attivita' dell'Osservatorio
e'  disciplinata  dai protocolli d'intesa fra universita' e regione e
negli  accordi  fra  le  universita'  e  le  aziende, attuativi delle
predette  intese,  ai  sensi  dell'articolo  6,  comma 2, del decreto
legislativo  30  dicembre  1992,  n. 502, e successive modificazioni.
L'Osservatorio    fornisce    altresi'    elementi   di   valutazione
all'Osservatorio nazionale.
                              Art. 45.

  1.  Nei  concorsi  di  accesso  al  profilo professionale medico il
periodo  di  formazione  specialistica  e'  valutato  fra i titoli di
carriera  come  servizio  prestato  nel  livello iniziale del profilo
stesso nel limite massimo della durata del corso di studi.
                               Art. 46
                         Disposizioni finali

  ((1.   Agli  oneri  recati  dal  titolo  VI  del  presente  decreto
legislativo   si   provvede   nei   limiti   delle  risorse  previste
dall'articolo  6,  comma  2,  della legge 29 dicembre 1990, n. 428, e
dall'articolo  1  del  decreto-legge 2 aprile 2001, n. 90, convertito
dalla  legge  8 maggio 2001, n. 188, destinate al finanziamento della
formazione dei medici specialisti, incrementate di 70 milioni di euro
per  l'anno 2006 e di 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2007)).
  ((2. Le disposizioni di cui agli articoli da 37 a 42 si applicano a
decorrere   dall'anno   accademico   2006-2007.   I  decreti  di  cui
all'articolo  39,  commi  3  e  4-bis, sono adottati nel rispetto del
limite  di  spesa  di  cui al comma 1. Fino all'anno accademico 2005-
2006  si  applicano  le  disposizioni di cui al decreto legislativo 8
agosto 1991, n. 257)).
  3.  Sono  abrogate  la  legge  22 maggio 1978, n. 217 e la legge 27
gennaio  1986,  n. 19, e successive modificazioni, limitatamente alle
disposizioni  concernenti  i  medici, il decreto legislativo 8 agosto
1991,  n.  256, nonche' il decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257,
fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

  Dato a Roma, addi' 17 agosto 1999
                               CIAMPI

                                    D'Alema, Presidente del Consiglio
                                                         dei Ministri
                                     Letta, Ministro per le politiche
                                                          comunitarie
                                        Bindi, Ministro della sanita'
                                                   Zecchino, Ministro
                                     dell'universita' e della ricerca
                                            scientifica e tecnologica
                                   Dini, Ministro degli affari esteri
                                      Diliberto, Ministro di grazia e
                                                            giustizia
                                      Amato, Ministro del tesoro, del
                                      bilancio e della programmazione
                                                            economica
                                    Bellillo, Ministro per gli affari
                                                            regionali

  Visto, il Guardasigilli: Diliberto
--------------
AGGIORNAMENTO (3)
  L'errata  corrige in G.U. 23/2/2000, n. 44 ha disposto che al comma
2  del  presente  articolo  "dove e' scritto: "...di cui all'articolo
8...", leggasi: "...di cui all'articolo 6..."".
                                                           Allegato A 
 

            Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato B 
                                  PARTE I 

            Parte di provvedimento in formato grafico 

 
 (7) 
                                  PARTE II 

            Parte di provvedimento in formato grafico 

 
 (7) 
 
    
-----------------

    
AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277 ha disposto (con l'art. 9, comma 1, 
 lettera q)) che "l'allegato B-I parte e' sostituito dall'allegato X 
del presente decreto e gli allegati B-II parte, C e D sono sostituiti
dall'allegato  XI  del  presente   decreto.   Tutti   i   riferimenti
all'allegato D sono  intesi  come  effettuati  all'allegato  C,  come
introdotto dal presente decreto legislativo.". 
((IL   D.LGS.   8   LUGLIO   2003,   N.    277,    COME    MODIFICATO
DALL'ERRATA-CORRIGE IN G.U. 12/11/2003,  N.  263,  HA  DISPOSTO  (CON
L'ART. 9, COMMA 1, LETTERA Q) CHE, A DECORRERE DAL 11 NOVEMBRE  2003,
IL  PRESENTE   ALLEGATO   E'   SOSTITUITO   DALL'ATTUALE   PARTE   II
         DELL'ALLEGATO B DEL D.LGS. 17 AGOSTO 1999, N. 368)) 
                                 (7) 
    
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277 ha disposto (con l'art. 9, comma 1, 
 lettera q)) che "l'allegato B-I parte e' sostituito dall'allegato X 
del presente decreto e gli allegati B-II parte, C e D sono sostituiti
dall'allegato  XI  del  presente   decreto.   Tutti   i   riferimenti
all'allegato D sono  intesi  come  effettuati  all'allegato  C,  come
introdotto dal presente decreto legislativo.". 
((IL   D.LGS.   8   LUGLIO   2003,   N.    277,    COME    MODIFICATO
DALL'ERRATA-CORRIGE IN G.U. 12/11/2003,  N.  263,  HA  DISPOSTO  (CON
L'ART. 9, COMMA 1, LETTERA Q) CHE, A DECORRERE DAL 11 NOVEMBRE  2003,
IL  PRESENTE   ALLEGATO   E'   SOSTITUITO   DALL'ATTUALE   PARTE   II
         DELL'ALLEGATO B DEL D.LGS. 17 AGOSTO 1999, N. 368)) 
                                 (7) 
 
    
-----------------

    
AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277 ha disposto (con l'art. 9, comma 1, 
 lettera q)) che "l'allegato B-I parte e' sostituito dall'allegato X 
del presente decreto e gli allegati B-II parte, C e D sono sostituiti
dall'allegato  XI  del  presente   decreto.   Tutti   i   riferimenti
all'allegato D sono  intesi  come  effettuati  all'allegato  C,  come
introdotto dal presente decreto legislativo.". 
                                                           Allegato E 
 
  Elenco delle denominazioni dei diplomi, certificati ed altri titoli
di formazione e dei titoli professionali di medico generico: 
   Austria: Arz fur allgemeimedizin. 
   Belgio: Arrete' ministe'riel d'agre'ment de me'decin 
ge'ne'raliste/ministerieel erkenningsbesluit van huisarts. 
   Danimarca:  Tilladelse   til   at   anvende   betegnelsen   alment
praktiserende l ge/speciallge - I almen medicin. 
   Finlandia:      todistus      laaharin       perusterveydenhuollon
lisakoulutuksesta/bevis om tillaaggsutbildning av lakare  i  primarva
rd. 
   Francia: diplome d'E'tat de docteur en me'decine (avec document 
annexe' attestant la formation spe'cifiche en me'dicine ge'ne'rale). 
   Germania:  zeugnis  uber  die  spezifische   ausbildung   in   der
allgemeinmedizin. 
   Grecia: Titlo s iatrikh s eidikothta s genikh s iatrikh s. 
   Irlanda: certificate of specific qualifications in general medical
practice. 
   Italia: diploma o attestato di formazione  specifica  in  medicina
generale. 
   Lussemburgo: non esistono titoli di formazione in quanto non viene
effettuata alcuna formazione in Lussemburgo. 
   Paesi Bassi: certificaat van  inschrijving  in  het  register  van
erkende huisartsen van de Koninklijke nederlandsche Maatschappij  tot
bevordering der geneeskunst. 
   Portogallo: diploma do internato complementar de cli'geral. 
   Regno Unito: certificate of prescribe/equivalent experienced. 
   Spagna: titulo de especialista en medicina familiar y comunitaria.
   Svezia:  bevis  om  kompetens   som   allmanpraktiserande   lakare
   (Europlakare) utfardat av Socialstyrelsen. 
  Denominazioni dei titoli professionali: 
   Austria: Arz fur allgemeimedizin. 
   Belgio: Me'edecin ge'ne'raliste huisarts. 
   Danimarca: alment praktiserende lge/speciall ge - I almen 
medicin. 
   Finlandia: Yleislaakari/allmanlakare. 
   Francia: Me'decin qualifie' en me'dicine ge'ne'rale. 
   Germania: Praktischer Arzt/Arztin. 
   Grecia: Titlos iatri khs eidi kothtas geni khs iatri khs. 
   Irlanda: General medical practitioner. 
   Italia: medico di medicina generale. 
   Lussemburgo: Me'decin ge'ne'raliste. 
   Paesi Bassi: Huisarts. 
   Portogallo: Assistente de cli'nica geral. 
   Regno Unito: General medical practitioner. 
   Spagna: especialista en medicina familiar y comunitaria. 
   Svezia: Allmanpraktiserande lakare (Europlakare).