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Numero Atti:61250
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 16 marzo 2019 Ultima Modifica: 19 marzo 2019
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Dettaglio atto

Decreto del presidente del consiglio dei ministri 14 febbraio 2001

Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie.

(G.U. Serie Generale , n. 129 del 06 giugno 2001)

              IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Visto  l'art. 2, comma 1, lettera n), della legge 30 novembre 1998,
n.  419,  laddove  e' prevista l'emanazione di un atto di indirizzo e
coordinamento   che   assicuri  livelli  uniformi  delle  prestazioni
socio-sanitarie  di  alta integrazione sanitaria, anche in attuazione
del Piano sanitario nazionale;
  Visto l'art. 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502,  e  successive  modifiche  e integrazioni, in cui e' prevista la
tipologia  delle  prestazioni socio-sanitarie e l'ambito dell'atto di
indirizzo  e  coordinamento  da  emanarsi ai sensi del citato art. 2,
comma 1, lettera n), della legge n. 419 del 1998;
  Visto  il  decreto  del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998,
recante  "Approvazione  del Piano sanitario nazionale per il triennio
1998-2000",    con   particolare   riguardo   alla   parte   relativa
all'integrazione tra assistenza sanitaria e sociale;
  Visto  l'art.  8,  commi  1 e 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e
successive modifiche ed integrazioni;
  Visto l'art. 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Considerata,   quindi,   l'esigenza   di   assicurare  l'emanazione
dell'atto  di  indirizzo  e  coordinamento  relativo all'integrazione
socio-sanitaria;
  Vista  l'intesa  con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in data
21 dicembre 2000;
  Visto  il  parere della Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali
unificata  con  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e Bolzano in data
21 dicembre 2000;
  Consultate  le  province  autonome  di  Trento  e Bolzano, ai sensi
dell'art. 3, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266;
  Vista  la  deliberazione  del Consiglio dei Ministri nella riunione
del 26 gennaio 2001;
  Sulla  proposta  del  Ministro  della  sanita'  di  concerto con il
Ministro della solidarieta' sociale;
                              Decreta:
                               Art. 1.
                  Atto di indirizzo e coordinamento
  1. E' approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento.
                               Art. 2.
                     Tipologia delle prestazioni
  1.  L'assistenza  socio-sanitaria  viene  prestata alle persone che
presentano  bisogni di salute che richiedono prestazioni sanitarie ed
azioni  di  protezione sociale, anche di lungo periodo, sulla base di
progetti   personalizzati   redatti   sulla   scorta  di  valutazioni
multidimensionali.  Le regioni disciplinano le modalita' ed i criteri
di definizione dei progetti assistenziali personalizzati.
  2.  Le  prestazioni  socio-sanitarie  di cui all'art. 3-septies del
decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche
e  integrazioni  sono definite tenendo conto dei seguenti criteri: la
natura  del  bisogno,  la complessita' e l'intensita' dell'intervento
assistenziale, nonche' la sua durata.
  3.  Ai  fini della determinazione della natura del bisogno si tiene
conto degli aspetti inerenti a:
    a) funzioni psicofisiche;
    b) natura delle attivita' del soggetto e relative limitazioni;
    c) modalita' di partecipazione alla vita sociale;
    d) fattori  di contesto ambientale e familiare che incidono nella
risposta al bisogno e nel suo superamento.
  4. L'intensita' assistenziale e' stabilita in base a fasi temporali
che caratterizzano il progetto personalizzato, cosi' definite:
    a) la  fase intensiva, caratterizzata da un impegno riabilitativo
specialistico   di   tipo   diagnostico  e  terapeutico,  di  elevata
complessita'  e  di  durata breve e definita, con modalita' operative
residenziali, semiresidenziali, ambulatoriali e domiciliari;
    b) la  fase  estensiva,  caratterizzata  da una minore intensita'
terapeutica,   tale  comunque  da  richiedere  una  presa  in  carico
specifica,  a  fronte  di  un  programma  assistenziale  di  medio  o
prolungato periodo definito;
    c) la   fase   di   lungoassistenza,   finalizzata   a  mantenere
l'autonomia    funzionale    possibile    e   a   rallentare   il suo
deterioramento,  nonche'  a  favorire  la  partecipazione  alla  vita
sociale, anche attraverso percorsi educativi.
  5.  La  complessita' dell'intervento e' determinata con riferimento
alla  composizione  dei fattori produttivi impiegati (professionali e
di   altra   natura),   e   alla   loro  articolazione  nel  progetto
personalizzato.
                               Art. 3.
                             Definizioni
  1. Sono da considerare prestazioni sanitarie a rilevanza sociale le
prestazioni  assistenziali  che,  erogate contestualmente ad adeguati
interventi  sociali,  sono  finalizzate alla promozione della salute,
alla  prevenzione,  individuazione, rimozione e contenimento di esiti
degenerativi  o  invalidanti  di  patologie  congenite  o  acquisite,
contribuendo,   tenuto   conto   delle  componenti  ambientali,  alla
partecipazione  alla vita sociale e alla espressione personale. Dette
prestazioni, di competenza delle aziende unita' sanitarie locali ed a
carico  delle  stesse,  sono  inserite  in progetti personalizzati di
durata   medio/lunga   e   sono   erogate  in  regime  ambulatoriale,
domiciliare    o    nell'ambito    di    strutture   residenziali   e
semiresidenziali.
  2.  Sono  da  considerare prestazioni sociali a rilevanza sanitaria
tutte  le  attivita'  del  sistema  sociale  che hanno l'obiettivo di
supportare   la   persona  in  stato  di  bisogno,  con  problemi  di
disabilita' o di emarginazione condizionanti lo stato di salute. Tali
attivita', di competenza dei comuni, sono prestate con partecipazione
alla  spesa, da parte dei cittadini, stabilita dai comuni stessi e si
esplicano attraverso:
    a) gli   interventi   di   sostegno   e   promozione   a   favore
dell'infanzia, dell'adolescenza e delle responsabilita' familiari;
    b) gli  interventi  per  contrastare la poverta' nei riguardi dei
cittadini   impossibilitati   a   produrre  reddito  per  limitazioni
personali o sociali;
    c) gli  interventi  di  sostegno  e  di aiuto domestico familiare
finalizzati  a  favorire  l'autonomia  e  la  permanenza  nel proprio
domicilio di persone non autosufficienti;
    d) gli  interventi  di  ospitalita'  alberghiera presso strutture
residenziali  e  semiresidenziali di adulti e anziani con limitazione
dell'autonomia, non assistibili a domicilio;
    e) gli  interventi,  anche  di  natura economica, atti a favorire
l'inserimento  sociale di soggetti affetti da disabilita' o patologia
psicofisica  e  da  dipendenza,  fatto  salvo  quanto  previsto dalla
normativa vigente in materia di diritto al lavoro dei disabili;
    f) ogni  altro intervento qualificato quale prestazione sociale a
rilevanza   sanitaria   ed  inserito  tra  i  livelli  essenziali  di
assistenza secondo la legislazione vigente.
  Dette  prestazioni,  inserite  in progetti personalizzati di durata
non limitata, sono erogate nelle fasi estensive e di lungoassistenza.
  3.  Sono  da  considerare  prestazioni  socio-sanitarie  ad elevata
integrazione  sanitaria  di  cui  all'art.  3-septies,  comma  4, del
decreto  legislativo  n.  502  del  1992,  e  successive  modifiche e
integrazioni,  tutte  le  prestazioni  caratterizzate  da particolare
rilevanza  terapeutica  e  intensita'  della componente sanitaria, le
quali attengono prevalentemente alle aree materno-infantile, anziani,
handicap,  patologie  psichiatriche  e  dipendenze da droga, alcool e
farmaci,  patologie  per  infezioni  da H.I.V. e patologie terminali,
inabilita'      o     disabilita'     conseguenti     a     patologie
cronico-degenerative.  Tali  prestazioni sono quelle, in particolare,
attribuite  alla  fase post-acuta caratterizzate dall'inscindibilita'
del  concorso  di  piu'  apporti  professionali  sanitari  e  sociali
nell'ambito   del   processo   personalizzato  di  assistenza,  dalla
indivisibilita'  dell'impatto  congiunto  degli interventi sanitari e
sociali  sui risultati dell'assistenza e dalla preminenza dei fattori
produttivi  sanitari  impegnati  nell'assistenza. Dette prestazioni a
elevata integrazione sanitaria sono erogate dalle aziende sanitarie e
sono  a  carico  del  fondo sanitario. Esse possono essere erogate in
regime   ambulatoriale   domiciliare   o   nell'ambito  di  strutture
residenziali  e  semiresidenziali e sono in particolare riferite alla
copertura  degli  aspetti  del  bisogno  socio-sanitario  inerenti le
funzioni  psicofisiche e la limitazione delle attivita' del soggetto,
nelle fasi estensive e di lungoassistenza.
                               Art. 4.
                     Principi di programmazione
                 e di organizzazione delle attivita'
  1.  La  regione  nell'ambito  della programmazione degli interventi
socio-sanitari  determina  gli  obiettivi,  le funzioni, i criteri di
erogazione  delle prestazioni socio-sanitarie, ivi compresi i criteri
di  finanziamento,  tenendo  conto  di  quanto espresso nella tabella
allegata.  A  tal  fine  si  avvale  del  concerto  della  Conferenza
permanente   per   la   programmazione  sanitaria  e  socio-sanitaria
regionale  di cui all'art. 2, comma 2-bis, del decreto legislativo n.
502  del  1992,  e  successive  modifiche  e integrazioni, o di altri
organismi   consultivi   equivalenti   previsti   dalla  legislazione
regionale.
  La   regione  con  il  concorso  della  stessa  Conferenza,  svolge
attivita'   di  vigilanza  e  coordinamento  sul  rispetto  di  dette
indicazioni  da parte delle aziende sanitarie e dei comuni al fine di
garantire uniformita' di comportamenti a livello territoriale.
  La  programmazione  degli interventi socio-sanitari avviene secondo
principi  di  sussidiarieta',  cooperazione, efficacia, efficienza ed
economicita',  omogeneita',  copertura  finanziaria  e  patrimoniale,
nonche' di continuita' assistenziale.
  2.  Al  fine di favorire l'integrazione con i servizi di assistenza
primaria   e   con   le   altre   prestazioni   socio-sanitarie,   la
programmazione   dei   servizi   e   delle   prestazioni  ad  elevata
integrazione   sanitaria   rientra   nel  Programma  delle  attivita'
territoriali,   di  cui  all'art.  3-quater,  comma  3,  del  decreto
legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni. I
comuni  adottano  sul  piano territoriale gli assetti piu' funzionali
alla  gestione,  alla  spesa  ed  al  rapporto  con  i  cittadini per
consentirne  l'esercizio  del  diritto soggettivo a beneficiare delle
suddette prestazioni.
  3.  Per  favorire  l'efficacia e l'appropriatezza delle prestazioni
socio-sanitarie  necessarie  a soddisfare le necessita' assistenziali
dei  soggetti  destinatari,  l'erogazione  delle  prestazioni  e  dei
servizi   e'   organizzata   di   norma   attraverso  la  valutazione
multidisciplinare  del  bisogno, la definizione di un piano di lavoro
integrato  e  personalizzato e la valutazione periodica dei risultati
ottenuti.   La   regione   emana  indirizzi  e  protocolli  volti  ad
omogeneizzare  a  livello  territoriale  i  criteri della valutazione
multidisciplinare    e    l'articolazione   del   piano   di   lavoro
personalizzato  vigilando sulla loro corretta applicazione al fine di
assicurare comportamenti uniformi ed omogenei a livello territoriale.
                               Art. 5.
                      Criteri di finanziamento
  1.  Le  regioni,  nella ripartizione delle risorse del Fondo per il
servizio  sanitario regionale con il concorso della Conferenza di cui
all'art.  3,  comma  1,  tengono  conto  delle finalita' del presente
provvedimento,    sulla    base    di   indicatori   demografici   ed
epidemiologici,  nonche' delle differenti configurazioni territoriali
e ambientali.
  2.  La  regione  definisce  i  criteri  per  la  definizione  della
partecipazione  alla  spesa  degli  utenti  in  rapporto  ai  singoli
interventi,  fatto salvo quanto previsto per le prestazioni sanitarie
dal  decreto  legislativo  n.  124  del 1998 e per quelle sociali dal
decreto  legislativo  n.  109  del  1998  e  successive  modifiche  e
integrazioni.
                               Art. 6.
         Norma di garanzia per le regioni a statuto speciale
                     e per le province autonome
  1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
Bolzano  provvedono  alle  finalita' del presente atto di indirizzo e
coordinamento  nell'ambito  delle  proprie competenze, secondo quanto
previsto dai rispettivi ordinamenti.
  Il  presente  decreto  verra' trasmesso alle competenti commissioni
parlamentari  e  sara'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana.
    Roma, 14 febbraio 2001

              Il Presidente del Consiglio dei Ministri
                                Amato

                      Il Ministro della sanita'
                              Veronesi

               Il Ministro della solidarieta' sociale
                                Turco

Registrato alla Corte dei conti l'11 maggio 2001
Ministeri  istituzionali  -  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri,
registro n. 5, foglio n. 81
      ---->Parte di provvedimento in formato grafico <----
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