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Numero Atti:64078
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 25 marzo 2020 Ultima Modifica: 28 marzo 2020
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Dettaglio atto

Legge 01 febbraio 2006 , n. 43

Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali.

(G.U. Serie Generale , n. 40 del 17 febbraio 2006)

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

la seguente legge:

                               ART. 1.
                           (Definizione).

1.    Sono   professioni   sanitarie   infermieristiche,   ostetrica,
riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, quelle previste
ai  sensi  della  legge  10  agosto  2000,  n. 251, e del decreto del
Ministro  della  sanita'  29  marzo  2001,  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  118  del  23 maggio 2001, i cui operatori svolgono, in
forza  di  un  titolo abilitante rilasciato dallo Stato, attivita' di
prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione.
2.  Resta  ferma  la  competenza  delle regioni nell'individuazione e
formazione  dei  profili  di  operatori  di  interesse  sanitario non
riconducibili alle professioni sanitarie come definite dal comma 1.
3.  Le norme della presente legge si applicano alle regioni a statuto
speciale  e  alle  province autonome di Trento e di Bolzano in quanto
compatibili  con i rispettivi statuti speciali e le relative norme di
attuazione.
                               ART. 2.
                            (Requisiti).

1.  L'esercizio  delle  professioni  sanitarie di cui all'articolo 1,
comma  1,  e'  subordinato  al conseguimento del titolo universitario
rilasciato   a   seguito   di  esame  finale  con  valore  abilitante
all'esercizio   della   professione.  Tale  titolo  universitario  e'
definito  ai  sensi  dell'articolo  4, comma 1, lettera c), e' valido
sull'intero territorio nazionale nel rispetto della normativa europea
in  materia di libera circolazione delle professioni ed e' rilasciato
a  seguito  di un percorso formativo da svolgersi in tutto o in parte
presso  le  aziende  e le strutture del Servizio sanitario nazionale,
inclusi  gli  Istituti  di  ricovero  e  cura a carattere scientifico
(IRCCS), individuate dalle regioni, sulla base di appositi protocolli
d'intesa   tra  le  stesse  e  le  universita',  stipulati  ai  sensi
dell'articolo  6,  comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n.   502,  e  successive  modificazioni.  Fermo  restando  il  titolo
universitario   abilitante,   il  personale  del  servizio  sanitario
militare,  nonche'  quello  addetto  al  comparto sanitario del Corpo
della  guardia di finanza, puo' svolgere il percorso formativo presso
le  strutture  del  servizio  stesso,  individuate  con  decreto  del
Ministro  della  salute,  che  garantisce la completezza del percorso
formativo.  Per  il  personale  addetto  al  settore  sanitario della
Polizia  di  Stato,  alle  medesime condizioni, il percorso formativo
puo' essere svolto presso le stesse strutture della Polizia di Stato,
individuate  con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il
Ministro  della  salute,  che  garantisce la completezza del percorso
formativo.
2.  Gli  ordinamenti  didattici dei corsi di laurea di cui al comma 1
sono  definiti  con  uno o piu' decreti del Ministro dell'istruzione,
dell'universita'  e  della ricerca, di concerto con il Ministro della
salute,  ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 17, comma 95,
della  legge  15  maggio  1997,  n.  127, e successive modificazioni.
L'esame   di   laurea   ha   valore  di  esame  di  Stato  abilitante
all'esercizio della professione. Dall'applicazione delle disposizioni
di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico  della finanza pubblica. Le universita' possono procedere alle
eventuali  modificazioni  dell'organizzazione  didattica dei corsi di
laurea  gia'  esistenti,  ovvero  all'istituzione  di  nuovi corsi di
laurea,   nei  limiti  delle  risorse  a  tal  fine  disponibili  nei
rispettivi bilanci.
3.  L'iscrizione  all'albo  professionale e' obbligatoria anche per i
pubblici  dipendenti  ed  e'  subordinata al conseguimento del titolo
universitario  abilitante  di cui al comma 1, salvaguardando comunque
il valore abilitante dei titoli gia' riconosciuti come tali alla data
di entrata in vigore della presente legge.
4.  L'aggiornamento  professionale  e'  effettuato  secondo modalita'
identiche a quelle previste per la professione medica.
5.  All'articolo  3-bis, comma 3, lettera b), del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
",  ovvero  espletamento  del  mandato  parlamentare  di  senatore  o
deputato della Repubblica nonche' di consigliere regionale".
6.  All'articolo  16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
"2-bis.  I  laureati  in  medicina  e chirurgia e gli altri operatori
delle  professioni  sanitarie,  obbligati  ai programmi di formazione
continua  di  cui  ai  commi  1 e 2, sono esonerati da tale attivita'
formativa  limitatamente  al  periodo  di  espletamento  del  mandato
parlamentare  di  senatore  o  deputato  della  Repubblica nonche' di
consigliere regionale".
                               ART. 3.
       (Istituzione degli ordini delle professioni sanitarie).

1.  In  ossequio  all'articolo 32 della Costituzione e in conseguenza
del  riordino  normativo  delle  professioni  sanitarie  avviato,  in
attuazione  dell'articolo  1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, dal
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, dal decreto legislativo
7 dicembre 1993, n. 517, e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,  nonche'  delle riforme degli ordinamenti didattici adottate dal
Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, al fine
di  adeguare il livello culturale, deontologico e professionale degli
esercenti le professioni in ambito sanitario a quello garantito negli
Stati  membri  dell'Unione  europea, la presente legge regolamenta le
professioni sanitarie di cui all'articolo 1, nel rispetto dei diversi
iter formativi, anche mediante l'istituzione dei rispettivi ordini ed
albi,  ai  quali  devono  accedere  gli  operatori  delle professioni
sanitarie esistenti, nonche' di quelle di nuova configurazione.
                               ART. 4.
          Delega al Governo per l'istituzione degli ordini
                        ed albi professionali

  1.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro ((ventiquattro mesi))
dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge, uno o piu'
decreti   legislativi  al  fine  di  istituire,  per  le  professioni
sanitarie   di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  i  relativi  ordini
professionali,  senza  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica,  nel  rispetto  delle competenze delle regioni e sulla base
dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  trasformare  i  collegi  professionali  esistenti  in  ordini
professionali,   salvo  quanto  previsto  alla  lettera  b)  e  ferma
restando,  ai  sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, e del citato
decreto  del  Ministro  della  sanita'  29 marzo 2001, l'assegnazione
della   professione   dell'assistente   sanitario   all'ordine  della
prevenzione,  prevedendo  l'istituzione  di  un ordine specifico, con
albi  separati  per  ognuna delle professioni previste dalla legge n.
251  del  2000,  per  ciascuna  delle  seguenti  aree  di professioni
sanitarie:   area  delle  professioni  infermieristiche;  area  della
professione  ostetrica;  area delle professioni della riabilitazione;
area  delle  professioni  tecnico-sanitarie;  area  delle professioni
tecniche della prevenzione;
    b)  aggiornare  la  definizione  delle  figure  professionali  da
includere  nelle  fattispecie  di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della
legge  10  agosto  2000,  n.  251,  come attualmente disciplinata dal
decreto ministeriale 29 marzo 2001;
    c)  individuare,  in  base  alla  normativa vigente, i titoli che
consentano l'iscrizione agli albi di cui al presente comma;
    d)  definire,  per  ciascuna delle professioni di cui al presente
comma, le attivita' il cui esercizio sia riservato agli iscritti agli
ordini  e  quelle  il  cui  esercizio  sia riservato agli iscritti ai
singoli albi;
    e)  definire  le  condizioni e le modalita' in base alle quali si
possa  costituire  un  unico  ordine  per  due  o  piu' delle aree di
professioni sanitarie individuate ai sensi della lettera a);
    f)  definire  le  condizioni e le modalita' in base alle quali si
possa  costituire  un  ordine  specifico  per  una  delle professioni
sanitarie  di cui al presente comma, nell'ipotesi che il numero degli
iscritti  al relativo albo superi le ventimila unita', facendo salvo,
ai fini dell'esercizio delle attivita' professionali, il rispetto dei
diritti   acquisiti   dagli  iscritti  agli  altri  albi  dell'ordine
originario  e  prevedendo  che  gli  oneri della costituzione siano a
totale carico degli iscritti al nuovo ordine;
    g)   prevedere,   in   relazione   al   numero  degli  operatori,
l'articolazione  degli  ordini  a  livello  provinciale o regionale o
nazionale;
    h) disciplinare i principi cui si devono attenere gli statuti e i
regolamenti degli ordini neocostituiti;
    i)  prevedere  che  le  spese  di costituzione e di funzionamento
degli  ordini ed albi professionali di cui al presente articolo siano
poste  a  totale  carico  degli  iscritti,  mediante la fissazione di
adeguate tariffe;
    l)  prevedere  che,  per gli appartenenti agli ordini delle nuove
categorie   professionali,   restino   confermati   gli  obblighi  di
iscrizione  alle  gestioni  previdenziali previsti dalle disposizioni
vigenti.
  2.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi predisposti ai sensi del
comma  1,  previa acquisizione del parere della Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento   e   di   Bolzano,   sono   trasmessi  alle  Camere  ai  fini
dell'espressione  dei  pareri da parte delle Commissioni parlamentari
competenti  per  materia,  che  sono resi entro quaranta giorni dalla
data  di  trasmissione.  Decorso tale termine, i decreti sono emanati
anche  in  mancanza  dei  pareri.  Qualora  il termine previsto per i
pareri dei competenti organi parlamentari scada nei trenta giorni che
precedono  o  seguono  la  scadenza  del  termine  di cui al comma 1,
quest'ultimo s'intende automaticamente prorogato di novanta giorni.
                               ART. 5. 
(( (Individuazione e istituzione di nuove professioni sanitarie). )) 
 
  ((1. L'individuazione di nuove professioni sanitarie da comprendere
in una delle aree di cui agli articoli 1, 2, 3 e  4  della  legge  10
agosto 2000, n. 251, il cui esercizio  deve  essere  riconosciuto  in
tutto il territorio nazionale, avviene  in  sede  di  recepimento  di
direttive dell'Unione europea ovvero per  iniziativa  dello  Stato  o
delle  regioni,  in  considerazione  dei  fabbisogni  connessi   agli
obiettivi di salute previsti nel  Piano  sanitario  nazionale  o  nei
Piani sanitari regionali, che non trovino rispondenza in  professioni
gia'  riconosciute,   ovvero   su   iniziativa   delle   associazioni
professionali rappresentative di coloro che intendono  ottenere  tale
riconoscimento. A  tal  fine,  le  associazioni  interessate  inviano
istanza motivata al Ministero della salute, che si pronuncia entro  i
successivi sei mesi e, in caso di  valutazione  positiva,  attiva  la
procedura di cui al comma 2. 
  2. L'istituzione di nuove professioni sanitarie e' effettuata,  nel
rispetto dei principi fondamentali stabiliti  dalla  presente  legge,
previo parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanita',
mediante uno o piu' accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  Province  autonome  di
Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del  Presidente  della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. 
  3.  Gli  accordi  di  cui  al  comma  2   individuano   il   titolo
professionale, l'ambito  di  attivita'  di  ciascuna  professione,  i
criteri  di  valutazione  dell'esperienza  professionale  nonche'   i
criteri per il riconoscimento dei titoli  equipollenti.  Con  decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca,  di
concerto con il  Ministro  della  salute,  acquisito  il  parere  del
Consiglio  universitario  nazionale  e  del  Consiglio  superiore  di
sanita',  e'  definito  l'ordinamento  didattico   della   formazione
universitaria per le nuove professioni sanitarie individuate ai sensi
del presente articolo. 
  4.  La  definizione  delle  funzioni   caratterizzanti   le   nuove
professioni   sanitarie   avviene   evitando    parcellizzazioni    e
sovrapposizioni  con  le  professioni  gia'  riconosciute  o  con  le
specializzazioni delle stesse)). 
                               ART. 6.
           (Istituzione della funzione di coordinamento).

1. In conformita' all'ordinamento degli studi dei corsi universitari,
disciplinato  ai  sensi  dell'articolo  17,  comma 95, della legge 15
maggio  1997,  n.  127,  e  successive  modificazioni,  il  personale
laureato  appartenente alle professioni sanitarie di cui all'articolo
1, comma 1, della presente legge, e' articolato come segue:
a)  professionisti  in  possesso  del  diploma di laurea o del titolo
universitario  conseguito  anteriormente all'attivazione dei corsi di
laurea  o  di  diploma  ad esso equipollente ai sensi dell'articolo 4
della legge 26 febbraio 1999, n. 42;
b)  professionisti  coordinatori  in  possesso  del  master  di primo
livello  in  management o per le funzioni di coordinamento rilasciato
dall'universita'  ai  sensi dell'articolo 3, comma 8, del regolamento
di  cui  al  decreto  del  Ministro  dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3,
comma   9,   del   regolamento   di   cui  al  decreto  del  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n.
270;
c) professionisti specialisti in possesso del master di primo livello
per  le  funzioni specialistiche rilasciato dall'universita' ai sensi
dell'articolo  3,  comma  8,  del  regolamento  di cui al decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3
novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di
cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
d) professionisti dirigenti in possesso della laurea specialistica di
cui   al  decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica  e  tecnologica 2 aprile 2001, pubblicato nel supplemento
ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n. 128 del 5 giugno 2001, e che
abbiano  esercitato  l'attivita' professionale con rapporto di lavoro
dipendente  per  almeno  cinque  anni,  oppure  ai  quali siano stati
conferiti incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 7 della legge
10 agosto 2000, n. 251, e successive modificazioni.
2.  Per  i profili delle professioni sanitarie di cui al comma 1 puo'
essere istituita la funzione di coordinamento, senza nuovi o maggiori
oneri  a  carico  della  finanza  pubblica.  A  tal fine, l'eventuale
conferimento  di  incarichi  di  coordinamento  ovvero  di  incarichi
direttivi  comporta per le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie
pubbliche interessate, ai sensi dell'articolo 7 della legge 10 agosto
2000,  n.  251,  l'obbligo  contestuale  di  sopprimere  nelle piante
organiche  di  riferimento  un  numero  di  posizioni  effettivamente
occupate ed equivalenti sul piano finanziario.
3.  I  criteri  e  le  modalita'  per l'attivazione della funzione di
coordinamento  in tutte le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie
pubbliche e private sono definiti, entro novanta giorni dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge, con apposito accordo, ai
sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
tra  il  Ministro della salute e le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
4. L'esercizio della funzione di coordinamento e' espletato da coloro
che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a)  master  di  primo  livello  in  management  o  per le funzioni di
coordinamento   nell'area   di   appartenenza,  rilasciato  ai  sensi
dell'articolo  3,  comma  8,  del  regolamento  di cui al decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3
novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di
cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
b) esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza.
5.   Il   certificato   di   abilitazione   alle  funzioni  direttive
nell'assistenza  infermieristica,  incluso  quello rilasciato in base
alla pregressa normativa, e' valido per l'esercizio della funzione di
coordinatore.
6.   Il   coordinamento  viene  affidato  nel  rispetto  dei  profili
professionali,  in  correlazione  agli ambiti ed alle specifiche aree
assistenziali, dipartimentali e territoriali.
7.   Le  organizzazioni  sanitarie  e  socio-sanitarie,  pubbliche  e
private,  nelle  aree  caratterizzate da una determinata specificita'
assistenziale,  ove  istituiscano  funzioni di coordinamento ai sensi
del  comma  2,  affidano  il  coordinamento  allo  specifico  profilo
professionale.
                               ART. 7.
                       (Disposizioni finali).

1.    Alle   professioni   sanitarie   infermieristiche,   ostetrica,
riabilitative,    tecnico-sanitarie    e   della   prevenzione   gia'
riconosciute  alla  data  di  entrata  in vigore della presente legge
continuano  ad  applicarsi le disposizioni contenute nelle rispettive
fonti di riconoscimento, salvo quanto previsto dalla presente legge.
2. Con il medesimo procedimento di cui all'articolo 6, comma 3, della
presente  legge,  in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
previa  acquisizione  del  parere  degli  ordini  professionali delle
professioni  interessate,  si  puo'  procedere  ad integrazioni delle
professioni  riconosciute  ai  sensi  dell'articolo  6,  comma 3, del
decreto   legislativo   30   dicembre  1992,  n.  502,  e  successive
modificazioni.
3.  La  presente  legge  non comporta nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 1° febbraio 2006

                               CIAMPI

                                  Berlusconi,      Presidente     del
                                  Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli

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