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Numero Atti:57590
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 06 dicembre 2017 Ultima Modifica: 11 dicembre 2017
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Dettaglio atto

Decreto-legge 18 settembre 2001 , n. 347

Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria.

(G.U. Serie Generale , n. 218 del 19 settembre 2001)

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare misure
finalizzate alla stabilizzazione della spesa sanitaria, sulla base di
quanto  stabilito  nell'accordo  Stato-regioni  approvato  in  data 8
agosto  2001 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 settembre 2001;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, del
Ministro  dell'economia  e delle finanze e del Ministro della salute,
di concerto con il Ministro per gli affari regionali, con il Ministro
per  l'innovazione  e le tecnologie e con il Ministro per la funzione
pubblica;
                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:

                               Art. 1.
                     Patto di stabilita' interno

  1. Ai fini del concorso delle autonomie regionali al rispetto degli
obblighi    comunitari   della   Repubblica   ed   alla   conseguente
realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza pubblica per il triennio
2002-2004  il complesso delle spese correnti per l'esercizio 2002, al
netto  delle  spese  per interessi passivi, delle spese finanziate da
programmi  comunitari e delle spese relative all'assistenza sanitaria
delle regioni a statuto ordinario non puo' superare l'ammontare degli
impegni  a tale titolo relativi all'esercizio 2000, aumentati del 4,5
per cento. Per gli esercizi 2003 e 2004 si applica un incremento pari
al   tasso  di  inflazione  programmato  indicato  dal  documento  di
programmazione  economico  finanziaria.  L'ammontare  delle spese per
l'assistenza  sanitaria  resta  regolato  sino  al  2004  nei termini
stabiliti  dall'accordo  Stato-regioni  ((sancito))  l'8  agosto 2001
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome.
  2.  In  deroga  a  quanto  previsto dal comma 1, le regioni possono
prevedere  ulteriori  spese correnti necessarie per l'esercizio delle
funzioni  statali  ad  esse  trasferite  a decorrere dall'anno 2000 e
seguenti, nei limiti dei corrispondenti finanziamenti statali.
  3.  Le  limitazioni percentuali di incremento di cui al comma 1, si
applicano  al  complesso  dei  pagamenti  per  spese  correnti,  come
definite  dai  commi  1  e 2, con riferimento ai pagamenti effettuati
nell'esercizio 2000.
  4. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di  Bolzano concordano con il Ministero dell'economia e delle finanze
il  livello  delle  spese  correnti  e dei relativi pagamenti per gli
esercizi 2002, 2003 e 2004.
  5.  All'articolo  1,  comma  2, del decreto legislativo 30 dicembre
1992,  n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, le parole:
"risorse  pubbliche"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "le risorse
finanziarie pubbliche individuate ai sensi del comma 3".
                               Art. 2
       Disposizioni in materia di spesa nel settore sanitario

  1.  Le  regioni adottano le iniziative e le disposizioni necessarie
affinche'  le aziende sanitarie ed ospedaliere, nell'acquisto di beni
e servizi, ((attuino i principi di cui all'articolo 26 della legge 23
dicembre  1999,  n.  488,  e  all'articolo 59 della legge 23 dicembre
2000,  n.  388,  ovvero)) altri strumenti di contenimento della spesa
sanitaria  approvati  dal CIPE, su parere della Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome. Le
regioni,  inoltre,  prevedono  con legge le sanzioni da applicare nei
confronti  degli  amministratori  che non si adeguino. Le regioni, in
conformita'  alle  direttive  tecniche  stabilite  dal  Ministro  per
l'innovazione  e  le  tecnologie,  di  concerto  con i Ministri della
salute  e  dell'economia  e  delle  finanze,  adottano  le  opportune
iniziative  per  favorire  lo  sviluppo  del  commercio elettronico e
semplificare l'acquisto di beni e servizi in materia sanitaria.
  1-bis.  COMMA  ABROGATO  DALLA  L.  16  NOVEMBRE 2001, N. 405, COME
MODIFICATA DAL D.P.R. 15 LUGLIO 2003, N. 254.
  2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2003, N. 350)).
  3.  Le  regioni,  attraverso  le  proprie  strutture  ed  unita' di
controllo, attivano sistemi informatizzati per la raccolta di dati ed
informazioni  riguardanti  la spesa per beni e servizi, e realizzano,
entro  il  31  dicembre  2001, l'Osservatorio regionale dei prezzi in
materia  sanitaria,  rendendo  disponibili  i  relativi  dati  su  un
apposito sito internet.
  4.  Nel  monitoraggio  della  spesa sanitaria relativa alle singole
regioni si attribuisce separata evidenza:
   a)  agli  acquisti  effettuati al di fuori delle convenzioni e per
importi superiori ai prezzi di riferimento;
   b)  alla  spesa complessiva per il personale del comparto sanita',
ivi  compreso il personale dirigente, superiore al livello registrato
nell'anno  2000,  fatti  salvi  gli  incrementi  previsti dai rinnovi
contrattuali.
  5.  All'articolo  87  della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo il
comma 5, sono inseriti i seguenti:
  "5-bis.  Le regioni adottano le necessarie iniziative per attivare,
nel  proprio  territorio, il monitoraggio delle prescrizioni mediche,
farmaceutiche,  specialistiche  ed  ospedaliere previsto dal presente
articolo,    assicurando    la    tempestiva   disponibilita'   delle
informazioni,  anche  per via telematica, ai Ministeri della salute e
dell'economia  e delle finanze, nonche' alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per gli affari regionali.
  5-ter.  Le  regioni  garantiscono  la  standardizzazione dei dati e
l'interoperabilita'  delle soluzioni tecnologiche adottate con quelle
che  verranno  definite  nell'ambito  del  nuovo  sistema informativo
nazionale del Ministero della salute.
  5-quater.  Le  regioni determinano le modalita' e gli strumenti del
monitoraggio.   Le  regioni  determinano,  inoltre,  le  sanzioni  da
applicare  a  carico  dei soggetti che abbiano omesso gli adempimenti
connessi  al  monitoraggio  o  che abbiano effettuato prescrizioni in
misura superiore al livello appropriato.".
  5-bis.  Al  comma 3 dell'articolo 15-bis del decreto legislativo 30
dicembre  1992,  n.  502,  e successive modificazioni, sono aggiunte,
prima  delle  parole: "Sono soppressi" le seguenti: "A far data dal 1
febbraio 2002".
  6.  All'articolo 85, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
sono apportate le seguenti modificazioni:
   a)  le  parole:  "A  decorrere dal 1 gennaio 2002" sono sostituite
dalle seguenti: "Dal 1 gennaio 2003";
   b) le parole: "dal 1 gennaio 2003" sono sostituite dalle seguenti:
"dal 1 gennaio 2004".
                               Art. 3.
          Disposizioni in materia di equilibrio dei presidi
             ospedalieri e di sperimentazioni gestionali

  1.  Dopo  il  comma  2  dell'articolo 19 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, e'
aggiunto il seguente:
    "2-bis.   Non   costituiscono  principi  fondamentali,  ai  sensi
dell'articolo 117 della Costituzione, le materie di cui agli articoli
4, comma 1-bis, e 9-bis.".
  2. Le regioni adottano le disposizioni necessarie:
    ((a)   per   stabilire   l'obbligo  delle  aziende  sanitarie  ed
ospedaliere  nonche' delle aziende ospedaliere autonome, di garantire
l'equilibrio economico;))
    b)  per individuare le tipologie degli eventuali provvedimenti di
riequilibrio;
    c)  per  determinare  le  misure  a carico dei direttori generali
nell'ipotesi di mancato raggiungimento dell'equilibrio economico.
  3.  Fino alla data di entrata in vigore delle leggi regionali o dei
provvedimenti adottati in applicazione dei commi 1 e 2, continuano ad
applicarsi tutte le disposizioni contenute nel decreto legislativo 30
dicembre  1992,  n.  502,  e successive modificazioni ((. . .)), come
modificate dal presente articolo.
  4.   Nell'ambito  della  ristrutturazione  della  rete  ospedaliera
prevista  dall'articolo  2, comma 5, della legge 28 dicembre 1995, n.
549,  e  successive  modificazioni  ((. . .)), le regioni adottano lo
standard  di  dotazione  media di 5 posti letto per mille abitanti di
cui  l'1 per mille riservato alla riabilitazione ed alla lungodegenza
post-acuzie.    Gli    esuberi    di   personale   risultanti   dalla
ristrutturazione  sono prioritariamente riassorbiti nell'ambito delle
strutture realizzate in sede di riconversione di quelle dismesse, per
assicurare   la  sostituzione  del  personale  cessato  dal  servizio
nell'ambito  della  stessa azienda e per realizzare servizi medici ed
infermieristici  domiciliari  per  malati cronici e terminali. Per le
ulteriori  eccedenze di personale si applicano le disposizioni di cui
agli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  5. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 16 NOVEMBRE 2001, N. 405)).
  6.  All'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, e successive modificazioni ((. . .)), sono apportate le seguenti
modificazioni:
    a) al comma 1 le parole: "La Conferenza permanente per i rapporti
tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano,  autorizza" sono sostituite dalle seguenti: "Le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano";
    b)  al comma 2 le parole: "e' proposto dalla regione interessata"
sono  sostituite  dalle  seguenti: "e' adottato dalla regione o dalla
provincia autonoma interessata".
  7.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
trasmettono  ai  Ministeri  della  salute  e  dell'economia  e  delle
finanze,  nonche'  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -
Dipartimento  per  gli  affari  regionali,  copia  dei  programmi  di
sperimentazione aventi ad oggetto i nuovi modelli gestionali adottati
sulla  base  dell'articolo  9-bis del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni ((. . .)), ovvero sulla base
della  normativa regionale o provinciale disciplinante la materia. Le
regioni  e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano trasmettono
annualmente  ai  predetti  Ministeri,  nonche'  alla  Presidenza  del
Consiglio  dei  Ministri-Dipartimento  per  gli affari regionali, una
relazione  sui  risultati  conseguiti con la sperimentazione, sia sul
piano economico sia su quello della qualita' dei servizi.
                               Art. 4
               Accertamento e copertura dei disavanzi

  1.  Relativamente all'anno 2001, per le finalita' di cui al comma 4
dell'articolo 83, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ai fini della
anticipazione  delle misure di copertura degli eventuali disavanzi di
gestione,   l'accertamento  di  detti  disavanzi  e'  effettuato  con
riferimento  ai  dati di preconsuntivo entro trenta giorni dalla data
di   entrata   in   vigore   del   presente  decreto.  Le  risultanze
dell'accertamento  sono comunicate entro i successivi dieci giorni al
Ministero della salute ed al Ministero dell'economia e delle finanze,
nonche' alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
gli affari regionali.
  2. Entro il 30 giugno dell'anno successivo le regioni comunicano al
Ministero  della  salute, al Ministero dell'economia e delle finanze,
nonche' alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
gli  affari  regionali,  le  risultanze  dell'accertamento  dei conti
consuntivi  della spesa sanitaria previsto dall'articolo 83, comma 4,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  3.  Gli  eventuali  disavanzi  di gestione accertati o stimati, nel
rispetto  dell'accordo  Stato-regioni di cui all'articolo 1, comma 1,
sono  coperti  dalle  regioni  con  le  modalita'  stabilite da norme
regionali    che   prevedano   alternativamente   o   cumulativamente
l'introduzione di:
    a)  misure di compartecipazione alla spesa sanitaria, ivi inclusa
l'introduzione  di  forme  di  corresponsabilizzazione dei principali
soggetti che concorrono alla determinazione della spesa;
    b)    variazioni    dell'aliquota    dell'addizionale   regionale
all'imposta  sul reddito delle persone fisiche o altre misure fiscali
previste nella normativa vigente;
    c)  altre  misure  idonee  a  contenere  la  spesa,  ivi  inclusa
l'adozione di interventi sui meccanismi di distribuzione dei farmaci.
(6) ((7))
  3-bis.  Limitatamente  all'anno  2002, in deroga ai termini ed alle
modalita'  previste  dall'articolo  50, comma 3, secondo periodo, del
decreto  legislativo  15  dicembre  1997, n. 446, ed all'articolo 24,
comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, le regioni
possono  disporre  la  maggiorazione  dell'aliquota  dell'addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche e determinare
i  tributi  regionali  di  cui  all'articolo  23  del  citato decreto
legislativo  n.  504  del 1992 con propri provvedimenti da pubblicare
nella  Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2001. La maggiorazione
dell'addizionale  regionale  all'imposta  sul  reddito  delle persone
fisiche  superiore  alla  aliquota dello 0,5 e' determinata con legge
regionale.
  4.  Al  fine  di  assicurare la copertura della quota dei disavanzi
relativi  all'anno  2000  di pertinenza regionale in base all'accordo
tra  lo Stato e le regioni citato all'articolo 1, comma 1, le regioni
sono  autorizzate  a  contrarre,  anche  in  deroga  alle limitazioni
previste  dalle  vigenti  disposizioni,  mutui con oneri a carico dei
rispettivi bilanci.
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AGGIORNAMENTO (6)
  La  L.  30  dicembre  2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma
164)  che  "Lo  Stato,  in deroga a quanto stabilito dall'articolo 4,
comma 3, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  16  novembre  2001, n. 405, concorre al
ripiano  dei  disavanzi del Servizio sanitario nazionale per gli anni
2001, 2002 e 2003".
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AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.  23  dicembre  2005, n. 266 ha disposto (con l'art. 1, comma
279)  che  "Lo  Stato,  in deroga a quanto stabilito dall'articolo 4,
comma 3, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  16  novembre  2001, n. 405, concorre al
ripiano  dei  disavanzi del Servizio sanitario nazionale per gli anni
2002, 2003 e 2004".
                               Art. 5.
                           Tetti di spesa

  1.  A  decorrere  dall'anno  2002  l'onere  a  carico  del Servizio
sanitario  nazionale  per  l'assistenza farmaceutica territoriale non
puo'  superare, a livello nazionale ed in ogni singola regione, il 13
per  cento  della spesa sanitaria complessiva. A tale fine le regioni
adottano,   sentite  le  associazioni  di  categoria  interessate,  i
provvedimenti  necessari ad assicurare il rispetto della disposizione
di cui al presente articolo.
                               Art. 6.
                        Livelli di assistenza

  1.  Nell'ambito  della  ridefinizione  dei  Livelli  essenziali  di
assistenza (LEA), entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  la  Commissione  unica  del  farmaco, con proprio
provvedimento,  individua  i  farmaci che, in relazione al loro ruolo
non  essenziale,  alla  presenza  fra  i  medicinali  concedibili  di
prodotti  aventi  attivita'  terapeutica  sovrapponibile  secondo  il
criterio   delle  categorie  terapeutiche  omogenee,  possono  essere
totalmente  o parzialmente esclusi dalla rimborsabilita'. Con decreto
del  Presidente  del  Consiglia dei ministri, da adottare entro il 30
novembre,  su  proposta  del Ministro della salute di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle finanze, d'intesa con la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento e di Bolzano, sono definiti i livelli essenziali
di  assistenza,  ai  sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.
  2.  La  totale  o  parziale  esclusione  dalla  rimborsabilita' dei
farmaci  di  cui  al  comma  1  e'  disposta, anche con provvedimento
amministrativo  della  regione,  tenuto  conto  dell'andamento  della
propria spesa farmaceutica rispetto al tetto di spesa programmato.
  ((2-bis.  Sono  nulli  i provvedimenti regionali di cui al comma 2,
assunti  in  difformita'  da quanto deliberato, ai sensi del comma 1,
dalla   Commissione   unica   del  farmaco  o,  successivamente  alla
istituzione      dell'AIFA,      dalla     Commissione     consultiva
tecnico-scientifica  di tale Agenzia, fatte salve eventuali ratifiche
adottate dall'AIFA antecedentemente al 1 ottobre 2007)).
                               Art. 7
        Prezzo di rimborso dei farmaci di uguale composizione

  1.  I  medicinali,  aventi  uguale composizione in principi attivi,
nonche'  forma  farmaceutica,  via  di somministrazione, modalita' di
rilascio,  numero  di unita' posologiche e dosi unitarie uguali, sono
rimborsati  al  farmacista dal Servizio sanitario nazionale fino alla
concorrenza   del  prezzo  piu'  basso  del  corrispondente  prodotto
disponibile  nel  normale ciclo distributivo regionale, sulla base di
apposite direttive definite dalla regione; ((. . .)).
  2. Il medico nel prescrivere i farmaci di cui al comma 1, aventi un
prezzo  superiore  al  minimo,  puo'  apporre  sulla ricetta adeguata
indicazione   secondo   la   quale   il   farmacista  all'atto  della
presentazione,  da  parte  dell'assistito,  della  ricetta  non  puo'
sostituire  il  farmaco prescritto con un medicinale uguale avente un
prezzo  piu'  basso  di  quello originariamente prescritto dal medico
stesso.
  3.  Il  farmacista,  in assenza dell'indicazione di cui al comma 2,
dopo  aver  informato  l'assistito,  consegna  allo stesso il farmaco
avente   il   prezzo   piu'  basso,  disponibile  nel  normale  ciclo
distributivo  regionale,  in  riferimento  a  quanto  previsto  nelle
direttive regionali di cui al comma 1.
  4.  Qualora il medico apponga sulla ricetta l'indicazione di cui al
comma  2, con cui ritiene il farmaco prescritto insostituibile ovvero
l'assistito  non  accetti la sostituzione proposta dal farmacista, ai
sensi  del  comma  3,  la  differenza  fra il prezzo piu' basso ed il
prezzo   del  farmaco  prescritto  e'  a  carico  dell'assistito  con
l'eccezione dei pensionati di guerra titolari di pensioni vitalizie.
                               Art. 8.
                 Particolari modalita' di erogazione
                    di medicinali agli assistiti

  1.  Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anche
con provvedimenti amministrativi, hanno facolta' di:
   a) LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 16 NOVEMBRE 2001, N. 405.
   a)  stipulare accordi con le associazioni sindacali delle farmacie
convenzionate,  pubbliche e private, per consentire agli assistiti di
rifornirsi  delle categorie di medicinali che richiedono un controllo
ricorrente  del  paziente  anche  presso  le farmacie predette con le
medesime  modalita'  previste  per  la  distribuzione  attraverso  le
strutture aziendali del Servizio sanitario nazionale, da definirsi in
sede di convenzione ((regionale));
   b)   assicurare   l'erogazione  diretta  da  parte  delle  aziende
sanitarie  dei  medicinali  necessari  al trattamento dei pazienti in
assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale;
   c)  disporre,  al  fine di garantire la continuita' assistenziale,
che   la   struttura   pubblica   fornisca  direttamente  i  farmaci,
limitatamente  al  primo  ciclo  terapeutico  completo, sulla base di
direttive  regionali,  per  il periodo immediatamente successivo alla
dimissione  dal  ricovero  ospedaliero  o  alla  visita specialistica
ambulatoriale.
                               Art. 9. 
      (Numero di confezioni prescrivibili per singola ricetta). 
 
  1. Fermo restando quanto previsto dal  comma  12  dell'articolo  85
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, la prescrizione dei  medicinali
destinati al trattamento delle patologie individuate dai  regolamenti
emanati ai sensi dell'articolo 5, comma  1,  lettere  a)  e  b),  del
decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124,  e'  limitata  al  numero
massimo di tre pezzi per ricetta. La prescrizione non  puo'  comunque
superare i sessanta giorni di terapia. 
  ((1-bis. Fermo restando quanto previsto dal  comma  1,  nelle  more
della messa a regime sull'intero territorio nazionale  della  ricetta
dematerializzata di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze del 2 novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.
264 del 12 novembre 2011, per le patologie croniche  individuate  dai
regolamenti di cui al comma 1, il medico puo' prescrivere  medicinali
fino ad un massimo di sei pezzi per ricetta, purche' gia'  utilizzati
dal paziente da almeno  sei  mesi.  In  tal  caso,  la  durata  della
prescrizione non puo' comunque superare i 180 giorni di terapia.)) 
  2. Sono abrogati il comma 6 dell'articolo 1  del  decreto-legge  30
maggio 1994, n. 325, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio 1994, n. 467, nonche' il primo e il secondo periodo del  comma
9 dell'articolo 3 del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124. 
  3. Limitatamente ai medicinali a base di antibiotici in  confezione
monodose ai medicinali a base di interferone a  favore  dei  soggetti
affetti  da   epatite   cronica   e   ai   medicinali   somministrati
esclusivamente  per  fleboclisi  e'  confermata  la  possibilita'  di
prescrizione fino a sei pezzi per ricetta, ai sensi dell'articolo  9,
comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. 
  4. Per i farmaci analgesici oppiacei, utilizzati nella terapia  del
dolore di cui all'articolo 43, comma 3-bis,  del  testo  unico  delle
leggi  in  materia  di  disciplina  degli  stupefacenti  e   sostanze
psicotrope, di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9
ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni,  e'  consentita  la
prescrizione  in  un'unica  ricetta  di  un  numero   di   confezioni
sufficienti a coprire una terapia massima di trenta giorni. 
                             Art. 9-bis.
           (((Medicinali non soggetti a ricetta medica).))

  ((1.  Le  confezioni  esterne dei medicinali non soggette a ricetta
medica  immesse  sul mercato a partire dal 1 marzo 2002 devono recare
un bollino di riconoscimento che ne permetta la chiara individuazione
da  parte  del consumatore; il bollino sara' definito con decreto non
regolamentare  del  Ministro  della  salute da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. E' ammesso il libero e diretto accesso da parte dei
cittadini ai medicinali di automedicazione in farmacia)).
                              Art. 10.
    Introduzione sperimentale del prezzo di rimborso dei farmaci

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto  il  Ministro  della salute, sentita la Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento   e   di   Bolzano,  avvia  con  le  regioni  interessate  una
sperimentazione  della  durata  di  sei  mesi  per l'introduzione del
prezzo  di  rimborso di particolari categorie di farmaci in relazione
alle due seguenti metodiche:
    a)  adozione  del prezzo di riferimento dei farmaci per categorie
((. . .)) omogenee;
    b)  riduzione  del  prezzo del farmaco rimborsabile all'aumentare
del fatturato relativo al farmaco medesimo.
                              Art. 11.
        (((Percentuale di sconto a carica delle farmacie).))

  ((1.  Il  terzo  e  quarto periodo dell'articolo 1, comma 40, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono sostituiti dai seguenti: "Per le
farmacie  rurali  che  godono  dell'indennita'  di residenza ai sensi
dell'articolo  2  della  legge  8  marzo  1968,  n. 221, e successive
modificazioni, con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario
nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 750 milioni, restano
in  vigore  le  quote di sconto di cui all'articolo 2, comma 1, della
legge  28  dicembre 1995, n. 549. Per le farmacie con fatturato annuo
in  regime  di  Servizio  sanitario  nazionale  al netto dell'IVA non
superiore  a  lire  500 milioni, le percentuali previste dal presente
comma sono ridotte in misura pari al 60 per cento")).
                            Art. 11-bis.
                         (((Monitoraggio).))

  ((1.  Il Ministro della salute ed il Ministro dell'economia e delle
finanze  verificano  periodicamente l'attuazione del presente decreto
con particolare riferimento all'andamento della spesa farmaceutica)).
                              Art. 12.
                            Norma finale
  1.  I  principi desumibili dal presente decreto costituiscono norme
fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica.
                              Art. 13.
                          Entrata in vigore
  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 18 settembre 2001
                               CIAMPI
                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze
                              Sirchia, Ministro della salute
                              La  Loggia,  Ministro  per  gli  affari
                              regionali
                              Stanca, Ministro per l'innovazione e le
                              tecnologie
                              Frattini,   Ministro  per  la  funzione
                              pubblica
Visto, il Guardasigilli: Castelli
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