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Numero Atti:61746
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 23 maggio 2019 Ultima Modifica: 24 maggio 2019
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Dettaglio atto

Decreto legislativo 06 novembre 2007 , n. 200

Attuazione della direttiva 2005/28/CE recante principi e linee guida dettagliate per la buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di sperimentazione a uso umano, nonche' requisiti per l'autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali medicinali.

(G.U. Serie Generale , n. 261 del 09 novembre 2007)

									Capo I*DEFINIZIONI E CAMPO DI APPLICAZIONE*
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2005, ed in particolare l'articolo 1 e l'allegato B; Vista la direttiva 2005/28/CE della Commissione, dell'8 aprile 2005, che stabilisce i principi e linee guida dettagliate per la buona pratica clinica dei medicinali in fase di sperimentazione a uso umano nonche' i requisiti per l'autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali medicinali; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 2001, n. 439, recante regolamento di semplificazione delle procedure per la verifica ed il controllo di nuovi sistemi e protocolli terapeutici sperimentali; Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e successive modificazioni, recante attuazione della direttiva 2001/20/CE relativa all'applicazione della buona pratica clinica nell'esecuzione delle sperimentazioni cliniche di medicinali per uso clinico; Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, recante attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica), relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonche' della direttiva 2003/94/CE; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 luglio 2007; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 20 settembre 2007; Acquisiti i pareri espressi dalle competenti Commissioni della Camera dei deputati; Considerato che la competente Commissione del Senato della Repubblica non ha espresso il proprio parere nei termini previsti; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 ottobre 2007; Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali; E m a n a il seguente decreto legislativo: Art. 1. Definizioni 1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni: a) AIC: autorizzazione all'immissione in commercio a norma del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219; b) AIFA: Agenzia italiana del farmaco, istituita dall'articolo 48, comma 2, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; c) buona pratica clinica (Good Clinical Practice o GCP) (o norme di buona pratica clinica): insieme di requisiti in materia di qualita' in campo etico e scientifico, riconosciuti a livello internazionale, che devono essere osservati ai fini del disegno, della conduzione, della registrazione e della comunicazione degli esiti della sperimentazione clinica con la partecipazione di esseri umani; d) Comitato etico: un organismo indipendente, composto da personale sanitario e non, che ha la responsabilita' di garantire la tutela dei diritti e del benessere dei soggetti in sperimentazione e di fornire pubblica garanzia di tale tutela, esprimendo, ad esempio, un parere sul protocollo di sperimentazione, sull'idoneita' degli sperimentatori, sulla adeguatezza delle strutture e sui metodi e documenti che verranno impiegati per informare i soggetti e per ottenerne il consenso informato; che svolga i compiti di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, alle norme di buona pratica clinica definite nell'allegato 1 al decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 1997 e al decreto del Ministro della salute in data 12 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22 agosto 2006; e) dossier per lo sperimentatore: raccolta di dati clinici e non clinici sul medicinale o sui medicinali in fase di sperimentazione che sono pertinenti per lo studio dei medesimi nell'essere umano; f) Ispettorato GCP: Ispettorato di cui all'articolo 15, comma 8, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, che svolge i compiti richiamati al medesimo articolo 15 e che si identifica con l'«Ufficio attivita' ispettive di buona pratica clinica (GCP) sulle sperimentazioni dei medicinali, follow up delle ispezioni, promozione di norme e linee guida di buona pratica clinica, mutuo riconoscimento nel settore; ispezioni di farmacovigilanza», di cui alla delibera dell'Agenzia italiana del farmaco 19 maggio 2005, n. 13, recante regolamento di organizzazione, di amministrazione e dell'ordinamento del personale dell'Agenzia italiana del farmaco, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 149 del 29 giugno 2005; g) ispezioni: svolgimento da parte degli Uffici Ispettivi dell'AIFA o di autorita' regolatorie di altri Stati di un controllo ufficiale dei documenti, delle strutture, delle registrazioni, dei sistemi per la garanzia di qualita' e di qualsiasi altra risorsa che le predette autorita' giudicano pertinenti ai fini della verifica della conformita' al presente decreto, alle norme di buona pratica clinica e alle altre norme vigenti nel settore delle sperimentazioni cliniche dei medicinali. L'ispezione puo' svolgersi presso il centro di sperimentazione, presso le strutture del promotore della sperimentazione o presso le strutture di organizzazione di ricerca a contratto, oppure in altri luoghi ritenuti appropriati dall'AIFA e dalle altre autorita' sopra richiamate; h) medicinale sperimentale: 1) una forma farmaceutica di un principio attivo o di un placebo saggiato come medicinale sperimentale o come controllo in una sperimentazione clinica, compresi i prodotti che hanno gia' ottenuto un'autorizzazione di commercializzazione, ma che sono utilizzati o preparati (secondo formula magistrale o confezionati) in forme diverse da quella autorizzata, o quando sono utilizzati per indicazioni non autorizzate o per ottenere ulteriori informazioni sulla forma autorizzata o comunque utilizzati come controllo; 2) i medicinali non oggetto dello studio sperimentale, ma comunque utilizzati nell'ambito di una sperimentazione, quando essi non sono autorizzati al commercio in Italia o sono autorizzati ma utilizzati in maniera difforme all'autorizzazione; i) Paesi terzi: Paesi non appartenenti all'Unione europea; l) paziente: soggetto affetto da patologia o che comunque si trovi, anche solo temporaneamente, in uno stato di sofferenza fisica o psichica o di modificazione dei normali parametri fisiologici tale da determinare sofferenza fisica o psichica o rischi per la salute; m) promotore: una societa', istituzione oppure un organismo che si assume la responsabilita' di avviare, gestire ed eventualmente finanziare una sperimentazione clinica; n) sperimentatore: un medico o un odontoiatra qualificato ai fini delle sperimentazioni, responsabile dell'esecuzione della sperimentazione clinica in un dato centro; o) sperimentazione clinica: qualsiasi studio sull'essere umano finalizzato a scoprire o verificare gli effetti clinici, farmacologici o altri effetti farmacodinamici di uno o piu' medicinali sperimentali, o a individuare qualsiasi reazione avversa ad uno o piu' medicinali sperimentali, o a studiarne l'assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l'eliminazione, con l'obiettivo di accertarne la sicurezza o l'efficacia, nonche' altri elementi di carattere scientifico e non, effettuata in un unico centro o in piu' centri, in Italia o anche in altri Stati membri dell'Unione europea o in Paesi terzi; p) sperimentazione non interventistica: uno studio nel quale i medicinali sono prescritti secondo le indicazioni dell'autorizzazione all'immissione in commercio ove l'assegnazione del paziente ad una determinata strategia terapeutica non e' decisa in anticipo da un protocollo di sperimentazione, rientra nella normale pratica clinica e la decisione di prescrivere il medicinale e' del tutto indipendente da quella di includere il paziente nello studio, e nella quale ai pazienti non si applica nessuna procedura supplementare di diagnosi o monitoraggio; q) sperimentazioni a fini industriali o a fini commerciali: sperimentazioni promosse da industrie o societa' farmaceutiche o comunque da strutture private a fini di lucro, fatta eccezione per gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico privati, i cui risultati possono essere utilizzati nello sviluppo industriale del farmaco o a fini regolatori o a fini commerciali; r) sperimentazioni non a fini industriali o non a fini commerciali: sperimentazioni cliniche che presentino i requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a), b), c) e d) del decreto del Ministro della salute in data 17 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 2005; s) uffici ispettivi: l'Ispettorato di cui alla lettera f), nonche' «l'Ufficio attivita' ispettive di buona pratica di fabbricazione (GMP) sulla produzione dei medicinali, dei gas medicinali e coordinamento con l'ISS per gli adempimenti ispettivi sui centri ematologici, mutuo riconoscimento nel settore» e «l'Unita' dirigenziale con funzioni ispettive sulla produzione delle materie prime finalizzate alla produzione dei medicinali» di cui alla citata delibera dell'Agenzia italiana del farmaco 19 maggio 2005, n. 13.
                               Art. 2.
                        Campo di applicazione
  1.  Il  presente decreto legislativo, con riferimento ai medicinali
per uso umano in fase di sperimentazione, stabilisce:
    a)  i  principi  di  buona  pratica  clinica  e  le  linee  guida
dettagliate conformi a tali principi, previsti dall'articolo 1, comma
3,   del   decreto  legislativo  24  giugno  2003,  n.  211,  per  la
progettazione,  la  conduzione,  la  registrazione e la comunicazione
degli  esiti  di  sperimentazioni  cliniche sull'essere umano di tali
medicinali,  al  fine  di  assicurare  la  tutela  dei diritti, della
sicurezza  e  del  benessere  dei soggetti e la credibilita' dei dati
concernenti la sperimentazione clinica stessa;
    b)   i   requisiti  per  l'autorizzazione  alla  fabbricazione  o
all'importazione di tali medicinali, previsti dall'articolo 13, comma
1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211;
    c)  le indicazioni dettagliate sulla documentazione relativa alla
sperimentazione  clinica,  sull'archiviazione,  sulla idoneita' degli
ispettori  e  sulle procedure di ispezione previste dall'articolo 15,
comma 6, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211.
  2.   Il   presente   decreto   legislativo   non  si  applica  alle
sperimentazioni non interventistiche.
									Capo II*Buona pratica clinica nella progettazione, conduzione,*registrazione e comunicazione degli esiti*delle sperimentazioni cliniche*SEZIONE I*Buona pratica clinica*
Art. 3. Principi di buona pratica clinica 1. La tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti della sperimentazione prevale sugli interessi della scienza e della societa'. 2. Prima che una sperimentazione abbia inizio, devono essere valutati rischi e inconvenienti prevedibili rispetto al beneficio atteso sia per il singolo soggetto della sperimentazione, sia per la collettivita'. Una sperimentazione puo' essere iniziata e continuata solamente se i benefici previsti giustificano i rischi. 3. Le sperimentazioni cliniche sono realizzate in conformita' alla Dichiarazione di Helsinki sui principi etici per le sperimentazioni mediche sugli esseri umani, adottata dall'Assemblea generale dell'Associazione medica mondiale, (1996) e nel rispetto delle norme di buona pratica clinica e delle disposizioni normative applicabili. 4. Prima che il soggetto sia sottoposto a sperimentazione e' necessario acquisirne il consenso libero, specifico ed informato. 5. Le sperimentazioni cliniche devono essere valide dal punto di vista scientifico, descritte in un protocollo chiaro e dettagliato e guidate dai principi etici in tutti i loro aspetti. 6. Le informazioni cliniche e non cliniche, che siano disponibili su un farmaco in fase di sperimentazione, devono essere adeguate a giustificare la sperimentazione clinica in progetto. 7. La sperimentazione deve essere condotta in conformita' al protocollo che abbia preventivamente ricevuto il parere favorevole di un comitato etico indipendente e che definisca, tra l'altro, i criteri di inclusione ed esclusione dei soggetti della sperimentazione clinica, il monitoraggio e gli aspetti concernenti la pubblicazione dei dati. Lo sperimentatore e il promotore tengono conto di tutte le indicazioni relative all'avvio e alla realizzazione della sperimentazione clinica espresse dal Comitato etico e dall'Autorita' competente. 8. Chiunque conduca o partecipi alla realizzazione della sperimentazione deve essere qualificato, in base alla sua istruzione, formazione ed esperienza, ad eseguire i propri compiti. 9. Devono essere attuati sistemi con procedure prefissate e da osservare per garantire la qualita' di ogni singolo aspetto della sperimentazione. 10. Tutte le informazioni sulla sperimentazione clinica devono essere registrate, trattate e conservate in modo tale da poter essere comunicate, interpretate e verificate in modo preciso. 11. Deve essere garantita la riservatezza dei documenti che potrebbero identificare i soggetti, rispettando le regole di riservatezza e confidenzialita' previste dalle disposizioni normative applicabili. 12. Le cure mediche prestate ai soggetti in sperimentazione e le decisioni di natura medica prese nel loro interesse ricadono sempre sotto la responsabilita' di un medico qualificato o, se del caso, di un odontoiatra qualificato. 13. I prodotti in sperimentazione devono essere preparati, gestiti e conservati nel rispetto delle norme di buona fabbricazione applicabili. Essi devono essere impiegati secondo quanto prescritto dal protocollo approvato.
                               Art. 4.
               Osservanza della buona pratica clinica
  1.  Tutte  le fasi della sperimentazione clinica, inclusi gli studi
di  biodisponibilita'  e  bioequivalenza,  devono  essere progettate,
condotte e i loro esiti resi noti secondo i principi di buona pratica
clinica di cui all'articolo 3.
  2.  Le  linee  guida  dettagliate  di  buona pratica clinica per le
sperimentazioni   a   fini   industriali,   da   osservare  ai  sensi
dell'articolo  1, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211,  nella  esecuzione  delle  sperimentazioni cliniche, sono quelle
stabilite  dal  presente  decreto  legislativo  e  dall'allegato 1 al
decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n 191 del 18 agosto
1997.
  3.  Le  sperimentazioni  a  fini non industriali debbono seguire le
linee dettagliate di buona pratica clinica di cui al presente decreto
legislativo,  tenendo  conto di quanto specificato nell'allegato 1 al
richiamato decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997.
									SEZIONE II*Comitato etico*
Art. 5. Comitato etico 1. Ciascun Comitato etico, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, fatta salva la normativa delle Regioni e delle Province autonome, adotta le norme procedurali necessarie all'osservanza dei requisiti stabiliti nel medesimo decreto legislativo, ed in particolare negli articoli 6, 7 e 8, nonche' necessarie all'applicazione di quanto stabilito dal decreto del Ministro della salute in data 12 maggio 2006. 2. I Comitati etici devono, in ogni caso, conservare i documenti essenziali relativi alla sperimentazione clinica di cui al Capo IV per almeno sette anni dopo il completamento della sperimentazione stessa. 3. Parte integrante dei compiti dei Comitati etici e' la trasmissione delle informazioni alle Autorita' competenti e all'Osservatorio nazionale sulle sperimentazioni di cui all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
									SEZIONE III*Promotore*
Art. 6. Promotore 1. Con decreto del Ministro della salute, su proposta dell'AIFA e sentite le associazioni di categoria, da emanarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i requisiti minimi di cui devono essere in possesso i promotori delle sperimentazioni a fini industriali, per l'esercizio delle attivita' da loro direttamente svolte in Italia in qualita' di promotori, necessari ai fini della garanzia della qualita' delle sperimentazioni. 2. Il possesso dei requisiti minimi di cui al comma 1, nonche' quelli di cui al decreto del Ministro della salute previsto dall'articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e' attestato dal promotore mediante autocertificazione presentata al Comitato etico insieme alla domanda a fini dell'espressione dei pareri di cui agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211. 3. Il promotore puo' delegare in tutto o in parte le sue funzioni connesse con la sperimentazione, a una societa', a un'istituzione o a un'organizzazione in possesso dei requisiti di cui al decreto del Ministro della salute previsto dall'articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211. Il promotore puo' altresi' delegare una parte delle sue funzioni ad una persona fisica, purche' in possesso dei requisiti minimi previsti, per le funzioni equivalenti, dal suddetto medesimo decreto ministeriale. In tutti i casi il promotore conserva la responsabilita' di garantire che la realizzazione delle sperimentazioni e i dati finali generati dalle medesime soddisfino le disposizioni del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, del presente decreto e delle norme di buona pratica clinica di cui all'allegato 1 del decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997. 4. I Comitati etici verificano che la sperimentazione presentata ai sensi del decreto del Ministro della salute in data 17 dicembre 2004 non sia sperimentazione ai fini industriali. In tale caso gli oneri connessi con tale sperimentazione sono a carico del promotore. 5. La medesima persona puo' contemporaneamente svolgere il ruolo di promotore e di sperimentatore nel caso in cui lavori alle dipendenze delle strutture di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto del Ministro della salute 17 dicembre 2004, e limitatamente ai casi in cui svolga il ruolo di promotore di sperimentazioni a fini non industriali nell'ambito dei propri compiti istituzionali. 6. Per le sperimentazioni cliniche dei medicinali di cui al presente decreto non sono consentiti accordi di carattere economico diretti tra il promotore e lo sperimentatore. Tali accordi possono essere stipulati solo con l'amministrazione della struttura ove opera lo sperimentatore.
									SEZIONE IV*Dossier per lo sperimentatore*
Art. 7. Dossier per lo sperimentatore 1. Il dossier per lo sperimentatore, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, deve contenere almeno le informazioni relative alle tematiche elencate nel paragrafo 7 dell'allegato 1 al decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997, da presentare in forma concisa, semplice, obiettiva, equilibrata e non pubblicitaria, in modo tale da consentire allo sperimentatore clinico o al potenziale sperimentatore, nonche' al Comitato etico di comprenderle e di effettuare una valutazione imparziale, sotto il profilo dei rischi e benefici, dell'adeguatezza della sperimentazione clinica in progetto. 2. Il comma 1 si applica anche ad ogni aggiornamento del dossier per lo sperimentatore. 3. Se il medicinale in fase di sperimentazione e' provvisto di una AIC, il riassunto delle caratteristiche del prodotto puo' sostituire il dossier per lo sperimentatore, fatta salva la necessita' di integrare tale riassunto con le informazioni riguardanti ogni eventuale ulteriore uso diverso da quello previsto nel provvedimento di AIC. 4. Il dossier per lo sperimentatore e' convalidato e aggiornato dal promotore almeno una volta l'anno.
									Capo III*Produzione e importazione*
Art. 8. Autorizzazione alla produzione e all'importazione 1. L'autorizzazione di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, che viene rilasciata conformemente a quanto previsto dal titolo IV del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, deve essere richiesta per la fabbricazione totale o parziale dei medicinali in fase di sperimentazione ivi comprese le operazioni di divisione e di confezionamento primario e secondario e di presentazione. L'autorizzazione e' necessaria anche nei casi in cui i prodotti fabbricati siano destinati all'esportazione. 2. L'autorizzazione deve essere richiesta anche per l'importazione in Italia da Paesi terzi. 3. L'autorizzazione di cui al primo periodo del comma 1, non e' richiesta per le attivita' di seguito elencate quando vengono effettuate nelle strutture autorizzate alla sperimentazione e sempre che i medicinali in fase di sperimentazione siano destinati ad essere utilizzati esclusivamente in tali strutture: a) ricostituzione prima dell'uso, se effettuata da farmacisti o da personale autorizzato a tale operazione nell'ambito della normale attivita' clinica; b) operazioni di confezionamento primario, secondario, e di presentazione se effettuate da farmacisti nel rispetto delle norme di buona preparazione in farmacia secondo la vigente edizione della Farmacopea ufficiale della Repubblica italiana; c) operazioni di preparazione di medicinali, effettuate da farmacisti nel rispetto delle norme di buona preparazione in farmacia secondo la vigente Farmacopea ufficiale della Repubblica italiana che non richiedano particolari procedimenti di fabbricazione o imballaggio, che siano realizzate con specialita' medicinali provviste di AIC, fabbricate o importate in conformita' alle disposizioni del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, che siano condotte su pazienti aventi le medesime caratteristiche di quelle previste dall'indicazione specificata nell'AIC. 4. Nei casi di cui al comma 3, lettere b) e c), il farmacista provvede a redigere il rendiconto di preparazione per ciascun lotto.
                               Art. 9.
                      Domanda di autorizzazione
  1.    Per    ottenere   l'autorizzazione   alla   fabbricazione   o
all'importazione,  il  richiedente  deve presentare domanda all'AIFA,
allegando i relativi documenti e specificando:
    a)  le  tipologie  di  medicinali e le forme farmaceutiche che si
intendono fabbricare o importare;
    b) le operazioni di fabbricazione o importazione;
    c)  il  procedimento  di  fabbricazione, quando necessario, ed in
particolare  nel  caso  di  inattivazione  di  agenti  virali  o  non
convenzionali;
    d)  il luogo in cui i prodotti saranno fabbricati ovvero i locali
adatti  e  sufficienti di cui dispone per la loro fabbricazione o per
le  attivita'  connesse  all'importazione,  nonche'  le  attrezzature
tecniche,  gli  impianti di controllo e le modalita' di produzione di
cui   si   avvale,  in  conformita'  alle  disposizioni  del  decreto
legislativo  24  aprile  2006, n. 219 relative alla fabbricazione, al
controllo e all'immagazzinamento dei prodotti;
    e) il nominativo di almeno una persona qualificata di cui dispone
in  modo permanente e continuativo a norma dell'articolo 13, comma 2,
del  decreto  legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e i riferimenti del
relativo decreto di idoneita'.
  2.  Ai  sensi  della  lettera  a)  del  comma  1  per «tipologie di
medicinali»  si  intendono: prodotti derivati dal sangue o dal plasma
umano,  prodotti  immunologici,  prodotti  per  la  terapia  genica e
cellulare  somatica,  prodotti  di  biotecnologia,  prodotti estratti
dall'uomo  o  da  animali,  prodotti  vegetali,  prodotti omeopatici,
prodotti  radiofarmaceutici  e prodotti contenenti principi attivi di
origine chimica.
                              Art. 10.
                    Rilascio dell'autorizzazione
  1.  L'AIFA  rilascia l'autorizzazione entro 90 giorni dal giorno in
cui  riceve  una  domanda completa solo dopo che l'esattezza dei dati
forniti  dal  richiedente  in  conformita'  all'articolo 9, sia stata
verificata  mediante  una ispezione di buona pratica di fabbricazione
di  cui  all'articolo  53, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile
2006, n. 219.
  2. L'AIFA puo' richiedere ulteriori informazioni sui dati forniti a
norma  dell'articolo  9, comma 1, incluse le informazioni riguardanti
la   persona  qualificata  a  disposizione  del  richiedente  di  cui
all'articolo  9, comma 1, lettera e). Nel caso in cui l'AIFA eserciti
tale  facolta',  il  termine  di  cui al comma 1 e' sospeso fino alla
presentazione delle informazioni richieste.
                              Art. 11.
                   Specifiche dell'autorizzazione
  1.  Per  garantire l'osservanza dei requisiti di cui all'articolo 9
l'autorizzazione puo' essere vincolata al rispetto di taluni obblighi
imposti all'atto del suo rilascio o successivamente.
  2.  L'autorizzazione  si  applica soltanto ai locali indicati nella
domanda  e  alle  tipologie  di medicinali e alle forme farmaceutiche
indicati nella medesima a norma dell'articolo 9, comma 1, lettera a).
                              Art. 12.
              Obblighi del titolare dell'autorizzazione
  1. Il titolare dell'autorizzazione e' tenuto a:
    a)   disporre  di  personale  addetto  alla  fabbricazione  e  ai
controlli  che risponda ai requisiti di cui al decreto legislativo 24
aprile 2006, n. 219;
    b) non cedere medicinali in fase di sperimentazione o autorizzati
al commercio, se non in conformita' con la legislazione vigente;
    c) informare previamente l'AIFA di qualsiasi modifica che intenda
apportare ai dati forniti a norma dell'articolo 9, comma 1;
    d)   informare   immediatamente   l'AIFA,   allorche'  sia  stato
improvvisamente  necessario procedere alla sostituzione della persona
qualificata  di cui all'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo
24 giugno 2003, n. 211;
    e)   consentire  in  qualsiasi  momento  al  personale  ispettivo
dell'AIFA l'accesso ai suoi locali;
    f) mettere a disposizione della persona qualificata tutti i mezzi
necessari per permetterle di espletare le sue funzioni;
    g)  conformarsi  ai  principi e alle linee direttrici fissati dal
diritto comunitario per la buona pratica di fabbricazione.
                              Art. 13.
                    Modifiche dell'autorizzazione
  1.  Qualora  il  titolare  dell'autorizzazione  alla  fabbricazione
chieda la modifica dei dati di cui all'articolo 9, comma 1, la durata
del  relativo procedimento non deve superare i trenta giorni. In casi
di  rilevanza  dei dati modificati tale termine puo' essere prorogato
fino a novanta giorni.
                              Art. 14.
              Sospensione o revoca dell'autorizzazione
  1.  L'AIFA sospende o revoca, in tutto o in parte, l'autorizzazione
alla  fabbricazione se il titolare dell'autorizzazione non adempie in
un qualsiasi momento alle relative disposizioni.
                              Art. 15.
          Farmacie ospedaliere autorizzate alla produzione
  1.  Ai  sensi dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 24
giugno  2003,  n.  211, le farmacie operanti in strutture ospedaliere
pubbliche  o  ad  esse  equiparate, nonche' in Istituti di ricovero e
cura  a  carattere  scientifico  privati,  sono  autorizzate,  con il
presente  decreto,  anche in assenza di quanto previsto dall'articolo
13,  comma  2,  del  medesimo decreto legislativo, alla produzione di
medicinali  sperimentali,  con  esclusione  di medicinali per terapia
genica,  cellulare  o contenenti organismi geneticamente modificati e
con  l'esclusione  dei radiofarmaci di cui al successivo articolo 16,
purche':
    a)  il  farmacista  responsabile  della  produzione  abbia svolto
attivita'  pratica di preparazione di medicinali per almeno 2 anni in
farmacia  ospedaliera e si assuma la responsabilita' della produzione
di  cui  al  presente articolo, nonche' dello svolgimento dei compiti
attribuiti  alla persona qualificata ai sensi dell'articolo 13, commi
3,  lettera  a),  e  4,  escluso  il  secondo  periodo,  del  decreto
legislativo 24 giugno 2003, n. 211;
    b)   detti   medicinali   siano   utilizzati  esclusivamente  per
sperimentazioni non a fini industriali;
    c)  detti medicinali siano utilizzati esclusivamente per soggetti
in  trattamento  nella  struttura  di  appartenenza  o  presso  altre
strutture  partecipanti  alla stessa sperimentazione multicentrica in
Italia e, in tale caso, ceduti senza fini di lucro;
    d)  detti  medicinali siano prodotti in conformita' alle norme di
buona  preparazione  in  farmacia,  secondo la vigente edizione della
Farmacopea ufficiale della Repubblica italiana;
    e)  il  responsabile  legale  delle  istituzioni  ove  operano le
suddette farmacie, trasmetta all'AIFA una dichiarazione attestante il
possesso  dei  requisiti  di  cui al presente comma, almeno 60 giorni
prima dell'avvio di tale produzione.
  2.   L'autorizzazione   di   cui   al  comma  1  si  applica  anche
all'importazione  di  medicinali,  purche', per le parti applicabili,
siano rispettati i requisiti di cui al comma 1 medesimo, e purche' il
farmacista  responsabile  della produzione di cui al comma 1, lettera
a), si assuma la responsabilita':
    a) dei compiti previsti dall'articolo 13, commi 3, lettere a), b)
e  c),  e  4,  del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, per le
parti applicabili;
    b)  dei  compiti  previsti  dall'articolo  68,  comma  3, secondo
periodo, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
    c) di ottenere da struttura specificatamente autorizzata ai sensi
dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211,  un  rilascio  di  lotto  a seguito di tutte le analisi, prove o
verifiche  pertinenti  e  necessarie  per  confermare  la qualita' di
quanto  importato,  nei casi in cui lo stesso farmacista responsabile
non  abbia  ottenuto  la  documentazione  attestante che i medicinali
importati  siano  stati  prodotti  e  controllati secondo i requisiti
almeno equivalenti a quelli previsti dalle normative comunitarie.
  3.  L'AIFA  puo'  disporre  le ispezioni di cui all'articolo 15 del
decreto  legislativo  24 giugno 2003, n. 211 al fine di verificare il
possesso dei requisiti di cui al presente articolo ed il mantenimento
di  detti requisiti. In caso di farmacia ospedaliera che non possegga
uno o piu' dei suddetti requisiti, l'AIFA sospende per dette farmacie
l'autorizzazione di cui al presente articolo, per un periodo di tempo
da  6  mesi  a  12  mesi, fatta salva la necessita' di conformarsi ai
richiamati requisiti.
  4. Nessuna spesa o tariffa e' dovuta dalle strutture pubbliche o ad
esse  equiparate  di  cui  al  presente  articolo  per  le  eventuali
ispezioni o autorizzazioni di cui al presente decreto.
                              Art. 16.
       Laboratori pubblici per la preparazione di radiofarmaci
          per medicina nucleare autorizzati alla produzione
  1.  Ai  sensi dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 24
giugno 2003, n. 211, i laboratori per la preparazione di radiofarmaci
per  medicina  nucleare operanti in strutture ospedaliere pubbliche o
ad  esse  equiparate,  nonche'  in  Istituti  di  ricovero  e  cura a
carattere  scientifico  privati,  sono  autorizzati,  con il presente
decreto,  anche in assenza di quanto previsto dall'articolo 13, comma
2,  del  medesimo  richiamato decreto legislativo, alla produzione di
radiofarmaci sperimentali, purche':
    a) il responsabile della produzione sia in possesso dei requisiti
previsti  dalle  norme vigenti per la preparazione dei radiofarmaci e
si  assuma  la  responsabilita'  della  produzione di cui al presente
articolo,  nonche'  dello  svolgimento  dei  compiti  attribuiti alla
persona qualificata ai sensi dell'articolo 13, commi 3, lettera a), e
4,  escluso  il  secondo  periodo,  del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211;
    b)   il   laboratorio  per  la  produzione  di  radiofarmaci  sia
autorizzato  conformemente  alle norme vigenti per la preparazione di
radiofarmaci non sperimentali;
    c)  i  radiofarmaci  sperimentali siano utilizzati esclusivamente
per sperimentazioni non a fini industriali;
    d)    detti    radiofarmaci    sperimentali    siano   utilizzati
esclusivamente   per  soggetti  in  trattamento  nella  struttura  di
appartenenza  o  presso  altre  strutture  partecipanti  alla  stessa
sperimentazione  multicentrica in Italia e, in tal caso, ceduti senza
fini di lucro;
    e)  detti radiofarmaci sperimentali siano prodotti in conformita'
alle norme vigenti per la preparazione di radiofarmaci;
    f)  il  responsabile  legale  delle  istituzioni  ove  operano  i
suddetti  laboratori  trasmetta all'AIFA una dichiarazione attestante
il  possesso  dei requisiti di cui al presente comma almeno 60 giorni
prima dell'avvio di tali produzioni.
  2.   L'autorizzazione   di   cui   al  comma  1  si  applica  anche
all'importazione  di radiofarmaci sperimentali, purche', per le parti
applicabili,  siano rispettati i requisiti di cui al comma 1 medesimo
ed  il  responsabile  di  cui  al  comma  1, lettera a), si assuma la
responsabilita':
    a) dei compiti previsti dall'articolo 13, commi 3, lettere a), b)
e  c),  e  4  del  decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, per le
parti applicabili;
    b)  dei  compiti  previsti  dall'articolo  68,  comma  3, secondo
periodo, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
    c) di ottenere da struttura specificatamente autorizzata ai sensi
dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211,  un  rilascio  di  lotto  a seguito di tutte le analisi, prove o
verifiche  pertinenti  e  necessarie  per  confermare  la qualita' di
quanto  importato,  nei  casi in cui lo stesso responsabile non abbia
ottenuto  la  documentazione  attestante  che  i medicinali importati
siano  stati  prodotti  e  controllati  secondo  i  requisiti  almeno
equivalenti a quelli previsti dalle normative comunitarie.
  3.  Fatta  salva  la  vigilanza  sui  laboratori di preparazione di
radiofarmaci, attribuita dalle norme vigenti agli organi del Servizio
sanitario  nazionale competenti per territorio, potranno anche essere
disposte  ispezioni  da parte dell'AIFA ai sensi dell'articolo 15 del
decreto  legislativo 24 giugno 2003, n. 211, al fine di verificare il
possesso dei requisiti di cui al presente articolo ed il mantenimento
di  detti  requisiti.  In  caso di laboratorio che non possegga uno o
piu'  dei  suddetti  requisiti,  l'AIFA sospende per detti laboratori
l'autorizzazione di cui al presente articolo, per un periodo di tempo
da  6  mesi  a  12  mesi, fatta salva la necessita' di conformarsi ai
richiamati requisiti.
  4. Nessuna spesa o tariffa e' dovuta dalle strutture pubbliche o ad
esse  equiparate  di  cui  al  presente  articolo  per  le  eventuali
ispezioni o autorizzazioni di cui al presente decreto.
									Capo IV*Il fascicolo permanente della sperimentazione e l'archiviazione*
Art. 17. Fascicolo permanente della sperimentazione 1. Il fascicolo permanente della sperimentazione previsto dall'articolo 15, comma 6, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e' costituito dai documenti essenziali che consentono l'effettuazione della sperimentazione clinica e la valutazione della qualita' dei dati conseguiti e, qualora sia formato e conservato in modalita' informatica, e' conforme agli articoli 20 e 22 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Detti documenti devono dimostrare se lo sperimentatore e il promotore hanno adempiuto ai principi e alle linee guida dettagliate relative alla buona pratica clinica, di cui al presente decreto legislativo e di cui all'allegato 1 al decreto del Ministro della sanita' in data 15 luglio 1997, fatto salvo quanto previsto dal decreto del Ministro della salute in data 17 dicembre 2004, nonche' a tutte le norme applicabili, in particolare, all'allegato 1 al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e alle norme autorizzative della sperimentazione di cui al richiamato decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211. 2. Il fascicolo permanente della sperimentazione fornisce le basi per il controllo da parte del responsabile della verifica della qualita' individuato dal promotore e per l'ispezione da parte dell'AIFA. 3. Il contenuto dei documenti essenziali deve essere adeguato al carattere specifico di ciascun periodo temporale in cui si svolge la sperimentazione clinica. 4. Con provvedimento del Direttore generale dell'AIFA vengono stabilite linee guida supplementari per specificare il contenuto di tali documenti, tenuto conto, anche delle linee guida della Commissione europea in materia. 5. La conduzione di sperimentazioni in difformita' da quanto previsto dalle norme di cui al comma 1, comprese quelle relative alla autorizzazione dei siti ove venga compiuta qualsiasi attivita' connessa con la sperimentazione, nonche' l'inadeguatezza o la mancanza della documentazione di cui al presente capo, comportano la non utilizzabilita' dei risultati delle sperimentazioni ai fini dell'AIC.
                              Art. 18.
               Conservazione dei documenti essenziali
  1.  Fatto  salvo  quanto previsto per i titolari di AIC dal decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e relativi allegati, il promotore
e lo sperimentatore devono conservare i documenti essenziali relativi
alla  sperimentazione clinica per almeno sette anni dal completamento
della medesima; debbono conservarli per un periodo piu' lungo qualora
cio'  sia richiesto da altre norme applicabili o da un accordo tra il
promotore e lo sperimentatore.
  2. I documenti essenziali devono essere archiviati in modo da poter
essere  facilmente  messi  a  disposizione delle autorita' competenti
qualora queste li richiedano.
  3.  I  dati  originali di una sperimentazione clinica devono essere
registrati  e  conservati  in cartella clinica; qualora tali cartelle
per  soggetti  ambulatoriali  non  siano  previste dalla prassi della
struttura  o  dell'ambulatorio  sede della sperimentazione, le stesse
dovranno  essere  predisposte  ai  fini  del  presente articolo. Tali
disposizioni  si  applicano  a  tutte  le  fasi delle sperimentazioni
cliniche, comprese le bioequivalenze e biodisponibilita'.
  4.  Le  cartelle cliniche di cui al comma 3 devono essere custodite
per  il periodo massimo di tempo previsto dalla struttura sanitaria o
dallo  studio  medico,  comunque  per  non meno del periodo di cui al
comma 1.
  5. Le spese relative alle attivita' di cui al presente articolo non
devono comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  6. In caso di sperimentazione condotta in strutture di Paesi terzi,
i  cui  risultati  vengono  presentati  per  l'AIC  in  Italia, dette
strutture  devono  possedere  requisiti  almeno  equivalenti a quelli
previsti  per  le  strutture italiane, da dimostrare anche tramite la
documentazione  di  cui  al  presente  Capo,  in mancanza dei quali i
risultati   delle   sperimentazioni   non  possono  essere  presi  in
considerazione ai fini di AIC.
                              Art. 19.
                     Trasferimento dei documenti
  1.  Qualsiasi  trasferimento di proprieta' dei dati o dei documenti
deve   essere   documentato.   Il   nuovo   proprietario   assume  la
responsabilita'  della conservazione e dell'archivio dei dati a norma
dell'articolo  18.  In  caso  di ispezioni di cui all'articolo 15 del
decreto  legislativo  24 giugno 2003 n. 211, il nuovo proprietario e'
tenuto al pagamento del rimborso delle relative spese e al versamento
della  tariffa di cui al decreto del Ministro della salute in data 24
maggio  2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 3 giugno
2004.
                              Art. 20.
                     Responsabili degli archivi
  1.  Il  promotore  nomina  all'interno  della sua organizzazione le
persone responsabili degli archivi.
  2.  L'accesso  agli archivi e' limitato alle persone responsabili a
tale fine nominate.
                              Art. 21.
              Modalita' di conservazione dei documenti
  1.  I mezzi utilizzati per conservare i documenti essenziali devono
garantire  che  i  documenti  rimangano  completi  e leggibili per il
periodo  di  conservazione  prestabilito  e  possano  essere  messi a
disposizione   delle   autorita'   competenti,   qualora   queste  lo
richiedano.
  2. Qualsiasi modifica dei dati deve essere rintracciabile.
									Capo V*Qualificazione e attivita' degli ispettori di buona pratica clinica*
Art. 22. Qualificazione degli ispettori di Buona Pratica Clinica 1. Gli ispettori designati dall'AIFA a norma dell'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, devono salvaguardare la riservatezza delle informazioni qualora accedano a dati riservati nello svolgimento delle ispezioni relative alla buona pratica clinica, in conformita' alle disposizioni comunitarie, alle normative nazionali e agli accordi internazionali. 2. L'AIFA provvede affinche' tra i requisiti degli ispettori siano presenti la laurea in medicina, in farmacia, chimica e tecnologie farmaceutiche, biologia o altra laurea in discipline scientifiche pertinenti, come stabilito dalle procedure adottate dall'Ispettorato GCP. 3. L'AIFA, con modalita' da dettagliare tramite le procedure dell'Ispettorato GCP, assicura che gli ispettori ricevano una formazione adeguata, che il loro fabbisogno di formazione sia sottoposto a regolare valutazione e che siano adottate le misure necessarie per il mantenimento e il miglioramento delle loro competenze. 4. L'AIFA garantisce altresi' che gli ispettori siano a conoscenza dei principi e dei procedimenti che si applicano allo sviluppo dei medicinali e alla ricerca clinica. Gli ispettori devono anche essere a conoscenza della legislazione comunitaria e nazionale e delle linee guida che si applicano alla realizzazione delle sperimentazioni cliniche e al rilascio di autorizzazioni alla commercializzazione. 5. Gli ispettori devono conoscere le procedure, i sistemi di registrazione dei dati clinici, l'organizzazione e la regolamentazione del sistema di assistenza sanitaria vigenti in Italia e, in caso di ispezione in Stati membri e in Paesi terzi, le relative regolamentazioni. 6. L'Ispettorato conserva la documentazione aggiornata relativa alle qualificazioni, alla formazione e all'esperienza di ciascun ispettore. 7. Ogni ispettore riceve la documentazione contenente le procedure operative standard in tema di ispezione, nonche' quelle relative ai compiti, alle responsabilita' e agli obblighi degli ispettori, in generale e in materia di formazione continua. Tali procedure, nonche' le altre del presente Capo e del Capo VI, da approvare da parte del Direttore dell'Ispettorato, devono essere periodicamente aggiornate. 8. Gli ispettori devono essere dotati di adeguati mezzi di identificazione. 9. Ciascun ispettore firma una dichiarazione da cui risultino gli eventuali vincoli finanziari o di altro tipo intercorrenti tra esso e i soggetti da ispezionare. Detta dichiarazione deve essere presa in considerazione nel momento della assegnazione delle ispezioni ai singoli ispettori, al fine di evitare conflitti di interesse.
                              Art. 23.
                          Gruppo ispettivo
  1.   Per   garantire   la   presenza  delle  competenze  necessarie
nell'ambito  di  determinate  ispezioni,  l'AIFA  puo' designare, per
ciascuna  ispezione,  piu'  ispettori  ed  eventualmente  esperti che
abbiano  collettivamente  le qualificazioni ed esperienze adeguate ai
fini dello svolgimento della specifica ispezione.
  2. Il Gruppo ispettivo e' coordinato da un ispettore in possesso di
esperienza   specifica,   come   previsto   dalle  procedure  di  cui
all'articolo 22.
									Capo VI*Procedure di ispezione di buona pratica clinica*
Art. 24. Tipologia d'ispezione 1. Le ispezioni relative alla buona pratica clinica possono svolgersi in una delle seguenti situazioni: a) prima, durante o dopo la realizzazione delle sperimentazioni cliniche; b) nell'ambito della verifica delle domande di autorizzazione alla commercializzazione; c) nell'ambito delle verifiche successive alle autorizzazioni alla commercializzazione. 2. In conformita' all'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, le ispezioni possono essere richieste e coordinate dall'Agenzia europea per i medicinali nell'ambito dell'applicazione del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, con particolare riguardo alle sperimentazioni relative alle domande presentate mediante la procedura stabilita da detto regolamento. 3. Le ispezioni sono realizzate in conformita' alle linee guida sulle ispezioni, elaborate in ambito comunitario a sostegno del riconoscimento reciproco delle risultanze delle ispezioni in medesimo ambito comunitario. 4. L'Ispettorato provvede al miglioramento e all'armonizzazione delle linee guida sulle ispezioni, in collaborazione con la Commissione europea e l'EMEA, nonche' con altre organizzazioni internazionali e Paesi terzi, mediante ispezioni congiunte, accordi relativi a procedure, a procedimenti e a specifici programmi di collaborazione e condivisione di esperienze e formazione.
                              Art. 25.
         Documentazione relativa alla buona pratica clinica
  1.  L'Ispettorato  predispone  e rende pubblicamente disponibile la
documentazione  relativa  all'adozione  dei principi di buona pratica
clinica e alle relative modalita' applicative.
  2.   Esso   elabora   proposte   relative  all'ambito  giuridico  e
amministrativo  nel  quale  sono svolte le attivita' di buona pratica
clinica,  le  ispezioni  e  le  sperimentazioni,  nonche' relative ai
poteri   degli  ispettori  per  quanto  riguarda  l'accesso  ai  fini
ispettivi  alle  strutture  comunque  coinvolte  nella gestione della
sperimentazione  clinica e nell'iter che ne consente la realizzazione
nonche'  alla  relativa  documentazione.  Al  riguardo  esso provvede
affinche', su richiesta, e qualora sia opportuno, anche gli ispettori
delle autorita' competenti degli altri Stati membri e dei Paesi terzi
abbiano accesso ai centri di sperimentazione clinica e ai dati.
                              Art. 26.
                      Risorse dell'Ispettorato
  1. L'AIFA fornisce risorse sufficienti ed in particolare designa un
numero  adeguato  di  ispettori  per  garantire  l'effettiva verifica
dell'osservanza della buona pratica clinica.
  2. Tutte le spese occorrenti per le attivita' ispettive in Italia e
all'estero  condotte  ai  sensi  del  presente  decreto e dei decreti
legislativi  24  giugno  2003,  n. 211, e 24 aprile 2006, n. 219, sia
antecedenti  che  successive  al  rilascio  delle autorizzazioni alla
immissione in commercio, sono a carico, secondo i casi, delle aziende
farmaceutiche  ispezionate, di quelle richiedenti l'autorizzazione al
commercio,  dei promotori della sperimentazione, delle organizzazioni
private  di cui all'articolo 15, comma 10, del decreto legislativo 24
giugno   2003,  n.  211,  dei  soggetti  titolari  di  autorizzazione
all'immissione  al  commercio  al  momento dell'ispezione nonche' dei
proprietari  dei dati al momento dell'ispezione. Nei casi in cui piu'
soggetti  tra  quelli  nominati sono coinvolti a diverso titolo nelle
sperimentazioni  ispezionate  o  nella  utilizzazione  o possesso dei
relativi risultati, le spese per le ispezioni sono da attribuire «pro
quota» a ciascuno dei soggetti coinvolti.
  3. Le tariffe per le ispezioni di cui al punto 4 dell'allegato 3 al
decreto  del  Ministro  della  salute  in  data  24  maggio  2004,  e
successivi  aggiornamenti,  sono  versate  per intero da ciascuno dei
titolari di AIC o richiedenti l'AIC.
  4.  Il  mancato  versamento  delle tariffe e dei rimborsi di cui al
presente  articolo  entro  15  giorni  dal ricevimento della relativa
richiesta,  fatte  salve le altre misure di cui puo' avvalersi l'AIFA
per il recupero delle somme, determina:
    a)  nei  casi  in  cui  inadempiente sia un'azienda farmaceutica,
l'interruzione  da  parte  dell'AIFA dei procedimenti per il rilascio
delle autorizzazioni inerenti alla medesima azienda;
    b)  nei  casi  in  cui inadempiente sia una organizzazione di cui
all'articolo 15, comma 10, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211,  la  sospensione  dell'esercizio  delle funzioni che i promotori
possono delegare a tali strutture.
  5.   L'interruzione   dei   procedimenti   per  il  rilascio  delle
autorizzazioni  di cui al comma 4, lettera a), nonche' la sospensione
all'esercizio  delle funzioni di cui al medesimo comma 4, lettera b),
saranno  revocate al momento del ricevimento da parte dell'AIFA degli
importi dovuti.
                              Art. 27.
                         Procedure ispettive
  1. L'Ispettorato stabilisce le procedure per:
    a)  la  verifica dell'osservanza della buona pratica clinica, tra
cui  le  modalita'  che  l'ispettore  deve  seguire nell'esaminare le
procedure  di  gestione delle sperimentazioni da parte del promotore,
nell'esaminare   le   procedure   secondo  cui  vengono  programmate,
realizzate,  controllate  e  registrate  le sperimentazioni cliniche,
nonche'  nel controllare le misure messe in atto, a seguito di quanto
disposto    dall'Ispettorato   successivamente   all'ispezione,   dal
promotore,  dagli  sperimentatori  e dai responsabili delle strutture
comunque  coinvolte  nella gestione delle sperimentazioni e nell'iter
che ne consente la realizzazione;
    b)  la  designazione di esperti che accompagneranno gli ispettori
in caso di necessita';
    c)  la  richiesta  di  ispezioni  o  di assistenza da altri Stati
membri, in conformita' all'articolo 15, commi 2, 4, 5 e 8 del decreto
legislativo  24  giugno  2003,  n. 211, e per cooperare nei centri di
ispezione di un altro Stato membro;
    d) l'organizzazione di ispezioni in Paesi terzi.
                              Art. 28.
                      Archivio dell'Ispettorato
  1.  L'Ispettorato  conserva  per  almeno  15 anni i documenti delle
ispezioni  nazionali  ed internazionali con particolare riguardo alla
situazione  relativa  all'osservanza  delle buone pratiche cliniche e
dei relativi provvedimenti consequenziali.
                              Art. 29.
             Armonizzazione comunitaria delle procedure
  1.  L'Ispettorato  provvede  affinche'  le  procedure  di ispezione
nazionali  siano  armonizzate  con  le linee guida in materia e con i
relativi   aggiornamenti   pubblicati  dalla  Commissione  europea  e
partecipa a tale fine ai relativi lavori comunitari e internazionali.
                              Art. 30.
          Riservatezza dei dati e dei rapporti di ispezione
  1.  L'Ispettorato  provvede  affinche' la riservatezza dei dati sia
salvaguardata dagli ispettori ed altri esperti. Relativamente ai dati
personali  devono  essere  rispettate  le  disposizioni  del  decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
  2.  I  rapporti  di ispezione, fatti salvi gli eventuali aspetti di
riservatezza,  vengono  forniti  dall'Ispettorato  al promotore della
sperimentazione,   allo   sperimentatore,  al  Comitato  etico  e  ai
responsabili delle strutture comunque coinvolte nella sperimentazione
e  possono  essere  messi  a  disposizione degli altri Stati membri e
dell'Agenzia  europea  dei  medicinali (EMEA), su richiesta motivata.
Possono  altresi'  essere  messi  a  disposizione  dei Paesi terzi in
funzione  degli accordi con questi conclusi dalla Comunita' europea o
tra l'AIFA e le autorita' regolatorie o sanitarie di tali Paesi.
  3.  A  seguito  del  rapporto di ispezione l'Ispettorato dispone le
eventuali  prescrizioni  da seguire per rendere la sperimentazione in
corso conforme alle norme di buona pratica clinica.
                              Art. 31.
                      Funzioni dell'Ispettorato
  1.  Con  provvedimento  del  Direttore  Generale  dell'AIFA possono
essere  stabiliti ulteriori requisiti, funzioni e modalita' operative
dell'Ispettorato  dell'AIFA  per  la realizzazione di quanto previsto
dal presente decreto.
  2.  Le  ispezioni  di  cui  al  presente decreto e quelle di cui ai
decreti legislativi 24 giugno 2003, n. 211, e 24 aprile 2006, n. 219,
costituiscono   adempimento   degli   obblighi   istituzionali  degli
ispettori in servizio presso gli Uffici ispettivi dell'AIFA.
  3.  Su  proposta  dell'Ispettorato, con provvedimento del Direttore
generale  dell'AIFA,  sono stabiliti i requisiti minimi necessari per
le  strutture  sanitarie,  di  cui  all'articolo  11  del decreto del
Presidente  della  Repubblica 21 settembre 2001, n. 439, che eseguono
sperimentazioni di fase I.
  4. Con le medesime modalita' di cui al comma 3 vengono aggiornati i
requisiti  tecnici  di cui all'allegato al decreto del Ministro della
sanita' in data 19 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
122 del 28 maggio 1998.
  5.  Nei  provvedimenti  di  cui  ai commi 3 e 4 vengono indicate le
modalita'  per  il  riconoscimento  del  possesso  dei  requisiti ivi
previsti.    In    ogni   caso   l'esito   di   eventuali   verifiche
dell'Ispettorato prevale, ai fini del riconoscimento, su ogni diversa
modalita'.
  6.  Al  fine  di  verificare  la  conformita' delle sperimentazioni
oggetto di ispezione ai principi etici della buona pratica clinica di
cui  all'articolo  3  commi  1,  2,  3,  4  e  5,  l'Ispettorato puo'
richiedere  specifici  pareri  al  Comitato  nazionale  di  bioetica,
istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
                              Art. 32.
                  Disposizioni a carattere generale
  1.  Con decreto del Ministro della salute possono essere stabilite,
nel  rispetto  delle direttive e raccomandazioni dell'Unione europea,
condizioni  e prescrizioni di carattere generale relative ai principi
e  alle  linee  guida  dettagliate per la buona pratica clinica, alle
relative    attivita'   ispettive,   ai   medicinali   in   fase   di
sperimentazione a uso umano nonche' ai requisiti per l'autorizzazione
alla fabbricazione o importazione di tali medicinali, e per garantire
la qualita' delle sperimentazioni.
									Capo VII*Ulteriori disposizioni*
Art. 33. Modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo n. 211 del 2003 1. All'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211 dopo le parole: «con l'obiettivo di accertarne la sicurezza e/o l'efficacia» sono inserite le seguenti: «, nonche' altri elementi di carattere scientifico e non». 2. All'articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, le parole: «, e per l'analisi dei dati raccolti sono utilizzati metodi epidemiologici» sono soppresse. 3. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: «d) "medicinale sperimentale": 1) una forma farmaceutica di un principio attivo o di un placebo saggiato come medicinale sperimentale o come controllo in una sperimentazione clinica, compresi i prodotti che hanno gia' ottenuto un'autorizzazione di commercializzazione ma che sono utilizzati o preparati (secondo formula magistrale o confezionati) in forme diverse da quella autorizzata, o quando sono utilizzati per indicazioni non autorizzate o per ottenere ulteriori informazioni sulla forma autorizzata o comunque utilizzati come controllo; 2) i medicinali non oggetto dello studio sperimentale, ma comunque utilizzati nell'ambito di una sperimentazione, quando essi non sono autorizzati al commercio in Italia o sono autorizzati ma utilizzati in maniera difforme all'autorizzazione.». 4. All'articolo 2, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, le parole: «e/o finanziare» sono sostituite dalle seguenti: «ed eventualmente finanziare». 5. All'articolo 2, comma 1, lettera t), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, dopo il numero 1), e' inserito il seguente: «1-bis) il Direttore generale dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio nei casi di strutture private autorizzate alla sperimentazione clinica ai sensi della normativa vigente; ». 6. All'articolo 2, comma 1, lettera t), numero 3), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, il numero: «43» e' sostituito dalle seguenti parole: «439, e comunque per tutte le sperimentazioni di fase I».
                              Art. 34.
  Modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1. All'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003,
n. 211, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  alla  lettera  c)  le  parole: «di cui alla legge 31 dicembre
1996,  n.  675»  sono  sostituite  dalle seguenti: «di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196»;
    b)  alla lettera g) le parole : «una persona di riferimento dalla
quale»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «un medico di riferimento
operante nella struttura ove si svolge la sperimentazione dal quale».
                              Art. 35.
  Modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1. All'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 24 giugno 2003,
n.  211,  alla fine del primo periodo, dopo le parole: «geneticamente
modificati»  sono aggiunte le seguenti: «e per le sperimentazioni con
prodotto  farmaceutico  di  nuova  istituzione, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 21 settembre 2001, n. 439, e comunque per
tutte le sperimentazioni di fase I».
                              Art. 36.
  Modifiche all'articolo 11 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1.  All'articolo  11,  comma  1,  del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211, l'alinea e' sostituito dal seguente:
  «I  Comitati  etici  ed  i soggetti promotori della sperimentazione
comunicano   all'autorita'   competente,  alla  Regione  o  Provincia
autonoma sede della sperimentazione e comunque in ogni caso all'AIFA,
anche ai fini dell'inserimento nelle banche dati nazionale ed europea
i seguenti dati:»
                              Art. 37.
  Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1.  All'articolo  13,  comma  3,  del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211, alla lettera a), dopo la parola: «Italia» sono inserite
le  seguenti:  «o  in  Paesi dell'Unione europea o in Paesi terzi nei
quali  vige  un  accordo di mutuo riconoscimento con l'Unione europea
nel settore della fabbricazione dei medicinali sperimentali»
                              Art. 38.
  Modifiche all'articolo 17 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1.  All'articolo  17,  comma  1,  del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211, le parole: «per il soggetto della sperimentazione» sono
soppresse.
                              Art. 39.
  Modifiche all'articolo 22 del decreto legislativo n. 211 del 2003
  1.  All'articolo  22,  comma  3,  del decreto legislativo 24 giugno
2003,  n.  211, le parole: « e g)» sono sostituite dalle seguenti: «,
f), g) e h)».
  2.  All'articolo  22,  comma  4,  del decreto legislativo 24 giugno
2003,  n.  211,  le  parole:  «commi  1,  lettere  a)  e g) e 2» sono
soppresse.
  3.  All'articolo  22,  comma  5,  del decreto legislativo 24 giugno
2003,  n.  211,  dopo le parole: «il promotore della sperimentazione»
sono inserite le seguenti: «o lo sperimentatore»; la parola: «inizia»
e'  sostituita dalla seguente: «iniziano» e le parole: «e' soggetto»,
sono sostituite dalle seguenti «sono soggetti».
  4.  All'articolo  22,  comma  9,  del decreto legislativo 24 giugno
2003,  n.  211,  dopo  le  parole: «le disposizioni» sono inserite le
seguenti:  «adottate dalle autorita' competenti» e le parole: «di cui
all'articolo 12, commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
all'articolo 12, commi 1, 3, 5 e 6».
                              Art. 40.
                 Clausola di invarianza finanziaria
  1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
  2.   Le   Amministrazioni  pubbliche  provvedono  agli  adempimenti
previsti  dal  presente  decreto  con le risorse finanziarie, umane e
strumentali gia' previste a legislazione vigente.
									Capo VIII*Sanzioni*
Art. 41. Sanzioni 1. Salvo che il fatto costituisca reato e salvo quanto previsto dalle altre norme vigenti in materia, chiunque produca, predisponga o presenti, a fini di valutazione per atti autorizzativi o per pubblicazione, dati non conformi alla realta', inerenti alle sperimentazioni cliniche dei medicinali, di cui al presente decreto, tali da poter incidere sulla valutazione di quanto presentato, e' sospeso per un periodo di tempo da sei mesi a due anni, in relazione al ruolo svolto, dall'esercizio delle funzioni di produzione, predisposizione o presentazione di dati inerenti alle sperimentazioni dei medicinali, nonche' dall'attivita' di sperimentatore e di richiedente autorizzazioni basate su sperimentazioni di medicinali e dall'attivita' di promotore di sperimentazioni o suo delegato. Ai soggetti di cui al precedente periodo si applica altresi' la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25.000 a euro 150.000. 2. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 6, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria pari a tre volte l'importo economico previsto nell'accordo di cui al medesimo articolo 6, comma 6, comunque non superiore a euro 150.000. 3. I promotori delle sperimentazioni a fini industriali che operano in carenza dei requisiti previsti dall'articolo 6, comma 1, o in difformita' da quanto previsto dal medesimo articolo 6, comma 3 del presente decreto, e le organizzazioni private di cui all'articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, che operano in carenza dei requisiti previsti dal decreto di cui al medesimo articolo 20, comma 3, sono soggetti alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25.000 a euro 150.000 e alla sospensione dall'esercizio delle attivita' in ordine alle quali sono state riscontrate le carenze o difformita', per un periodo di tempo da sei a diciotto mesi, fatta salva la necessita' di conformarsi ai requisiti previsti e sanare le difformita' riscontrate. 4. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque esegua sperimentazioni cliniche dei medicinali in difformita' ai principi di buona pratica clinica di cui all'articolo 3, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000 a 90.000. 5. Al titolare o al legale rappresentante dell'impresa che inizi l'attivita' di fabbricazione o importazione di un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica senza munirsi dell'autorizzazione di cui al capo III, ovvero prosegua l'attivita' di fabbricazione o importazione quando l'autorizzazione sia stata revocata o sospesa, si applica la sanzione di cui all'articolo 147, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219. 6. Chiunque non ottemperi alle prescrizioni di cui all'articolo 30, comma 3, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000.
                              Art. 42.
                       Procedure sanzionatorie
  1.  Le sanzioni amministrative di cui all'articolo 41 sono irrogate
dal Ministero della salute, a seguito di istruttoria dell'AIFA.
                              Art. 43.
                       Clausola di cedevolezza
  1.  In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma,
della  Costituzione,  e  dall'articolo  16,  comma  3,  della legge 4
febbraio   2005,   n.   11,  le  disposizioni  del  presente  decreto
legislativo   riguardanti  ambiti  di  competenza  legislativa  delle
regioni  e  delle  province autonome si applicano, nell'esercizio del
potere  sostitutivo  dello  Stato  e  con carattere di cedevolezza, a
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l'attuazione della
direttiva  oggetto  del presente decreto legislativo, nelle regioni e
nelle  province autonome nelle quali non sia ancora stata adottata la
normativa  di  attuazione  regionale o provinciale e perdono comunque
efficacia  dalla  data  di  entrata  in vigore di quest'ultima, fermi
restando  i  principi  fondamentali ai sensi dell'articolo 117, terzo
comma, della Costituzione.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 6 novembre 2007
                             NAPOLITANO
                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Bonino,   Ministro   per  le  politiche
                              europee
                              Turco, Ministro della salute
                              D'Alema, Ministro degli affari esteri
                              Mastella, Ministro della giustizia
                              Padoa  Schioppa, Ministro dell'economia
                              e delle finanze
                              Bersani,    Ministro   dello   sviluppo
                              economico
                              Lanzillotta,  Ministro  per  gli affari
                              regionali e le autonomie locali
Visto, il Guardasigilli: Mastella
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