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Numero Atti:62417
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 22 agosto 2019 Ultima Modifica: 23 agosto 2019
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Dettaglio atto

Ministero della Salute

Decreto 22 febbraio 2007 , n. 43

Regolamento recante: «Definizione degli standard relativi all'assistenza ai malati terminali in trattamento palliativo, in attuazione dell'articolo 1, comma 169, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

(G.U. Serie Generale , n. 81 del 06 aprile 2007)

                      IL MINISTRO DELLA SALUTE
                           di concerto con
                      IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
                           E DELLE FINANZE
  Visto  il  decreto-legge  28 dicembre 1998, n. 450, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 39, ed in particolare
l'articolo 1,  che  ha  previsto  l'adozione  di un programma su base
nazionale  per  la  realizzazione,  in  ciascuna  regione e provincia
autonoma,   in   coerenza  con  gli  obiettivi  del  Piano  sanitario
nazionale, di una o piu' strutture, ubicate nel territorio in modo da
consentire  un'agevole  accessibilita'  da parte dei pazienti e delle
loro  famiglie,  dedicate  all'assistenza  palliativa  e  di supporto
prioritariamente  per  i  pazienti  affetti  da patologia neoplastica
terminale  che  necessitono  di  cure  finalizzate  ad assicurare una
migliore qualita' della loro vita e di quella dei loro familiari;
  Visto  il  decreto del Ministro della salute del 28 settembre 1999,
con  il  quale  e'  stato  adottato  il  «Programma  nazionale per la
realizzazione  di  strutture  per  le  cure palliative», finalizzato,
appunto,  ad  assicurare  la  realizzazione  in  ciascuna  regione  o
provincia  autonoma  di  una o piu' strutture sul territorio dedicate
all'assistenza palliativa;
  Visto  il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri del
20 gennaio   2000   di   approvazione   dell'atto   di   indirizzo  e
coordinamento   recante   i  requisiti  strutturali,  tecnologici  ed
organizzativi  minimi  per  i centri residenziali di cure palliative,
nonche'  le modalita' di verifica dei risultati dell'attivita' svolta
presso  le  strutture dedicate all'erogazione di cure palliative e di
supporto,  prioritariamente  per  i  pazienti  affetti  da  patologia
neoplastica  terminale  e  che  necessitano  di  cure  finalizzate ad
assicurare ad essi e ai loro familiari una migliore qualita' di vita;
  Visto  l'accordo  sancito  dalla  Conferenza Unificata il 19 aprile
2001,  che  ha  approvato  il  documento  di  «Linee  -  guida  sulla
realizzazione  delle  attivita'  assistenziali  concernenti  le  cure
palliative»;
  Visto  il  decreto  del Ministro della salute del 5 settembre 2001,
recante:  «Ripartizione  dei  finanziamenti  per gli anni 2000, 2001,
2002 per la realizzazione di strutture per le cure palliative», ed in
particolare   l'articolo 2,   comma 1,   che   prevede   la  verifica
dell'attuazione  del  programma  di  cure  palliative  sulla  base di
specifici  indicatori,  da  parte del Ministero della salute d'intesa
con  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e Bolzano;
  Visto   il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
29 novembre   2001,   e  successive  modifiche  e  integrazioni,  che
definisce  i Livelli essenziali di assistenza sanitaria garantiti dal
Servizio   sanitario  nazionale,  tra  cui  l'assistenza  domiciliare
sanitaria  e  socio-sanitaria  ai  pazienti  terminali,  l'assistenza
territoriale residenziale e semi-residenziale nei centri residenziali
di  cure  palliative  a  favore dei pazienti terminali, i trattamenti
erogati nel corso del ricovero ospedaliero (quindi anche per pazienti
terminali) e gli interventi ospedalieri a domicilio;
  Visto  l'accordo  sancito  tra il Governo, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano nella seduta della Conferenza permanente
Stato-Regioni  del 31 gennaio 2002, sulle modalita' di erogazione dei
fondi  relativi  al  «Programma  nazionale  per  la  realizzazione di
strutture   per  le  cure  palliative»,  di  cui  all'articolo 1  del
decreto-legge    28 dicembre    1998,   n.   450,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 39;
  Visto  l'accordo  sancito  tra il Governo, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano nella seduta della Conferenza permanente
Stato-regioni  del  19 dicembre  2002,  sulla  semplificazione  delle
procedure per l'attivazione dei programmi di investimento in sanita',
ivi   comprese   quelle   riferite  al  Programma  nazionale  per  la
realizzazione di strutture dedicate alle cure palliative;
  Visto  l'accordo  sancito  tra il Governo, le regioni e le province
autonome   di   Trento  e  Bolzano,  nella  seduta  della  Conferenza
permanente  Stato-Regioni  del 13 marzo 2003, con il quale sono stati
definiti  gli indicatori per la verifica dei risultati ottenuti dalla
rete  di  assistenza ai pazienti terminali e per la valutazione delle
prestazioni erogate;
  Visto  il  parere  reso  dal  Consiglio  Superiore di sanita' nelle
sedute  del  27 novembre  e  del  16 dicembre  2003,  con  il  quale,
nell'intento  di  fornire  punti  di  riferimento  per  una  ottimale
valutazione   dei   risultati   ottenuti,   sono   stati  indicati  i
valori-soglia  dei  piu' significativi indicatori inclusi nell'elenco
che  forma oggetto del citato Accordo tra il Governo, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano del 13 marzo 2003;
  Visto  l'articolo 1,  comma 164,  della  legge 30 dicembre 2004, n.
311,  il  quale dispone che, per garantire il rispetto degli obblighi
comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per
il  triennio  2005-2007,  il  livello  complessivo  della  spesa  del
Servizio sanitario nazionale, al cui finanziamento concorre lo Stato,
e'  determinato  in 88.195 milioni di euro per l'anno 2005, in 89.960
milioni  di  euro  per  l'anno  2006 ed in 91.759 milioni di euro per
l'anno   2007,   ivi  incluso,  per  ciascuno  degli  anni  indicati,
l'ulteriore  finanziamento di 50 milioni di euro a carico dello Stato
per l'ospedale «Bambino Gesu»;
  Visto  l'articolo 1  dell'Intesa  tra  il  Governo, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e di Bolzano sancita dalla Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  il 23 marzo 2005, in attuazione
dell'articolo 1, comma 173, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
  Visto  l'articolo 1,  comma 169,  della  legge 30 dicembre 2004, n.
311,  il  quale dispone che, al fine di garantire che l'obiettivo del
raggiungimento  dell'equilibrio  economico finanziario da parte delle
regioni sia conseguito nel rispetto della garanzia della tutela della
salute,  ferma  restando la disciplina dettata dall'articolo 54 della
legge  27 dicembre 2002, n. 289, per le prestazioni gia' definite dal
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001, e
successive modificazioni, anche al fine di garantire che le modalita'
di  erogazione  delle  stesse  siano  uniformi nell'intero territorio
nazionale,  coerentemente  con le risorse programmate per il Servizio
sanitario    nazionale,    con    regolamento   adottato   ai   sensi
dell'articolo 17,  comma 3,  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, di
concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro
della    salute,   che   si   avvale   della   commissione   di   cui
all'articolo 4-bis,  comma 10,  del  decreto-legge 15 aprile 2002, n.
63,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 15 giugno 2002, n.
112, sono fissati gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici,
di  processo  e  possibilmente  di  esito,  e  quantitativi di cui ai
livelli  essenziali  di  assistenza, sentita la Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano;
  Vista  la  sentenza della Corte Costituzionale n. 134 del 2006, che
ha  dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'articolo 1, comma
169, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nella parte in cui prevede
che il regolamento del Ministro della salute ivi contemplato, con cui
sono  fissati  gli  standard  e  sono  individuate  le  tipologie  di
assistenza   e   i  servizi,  sia  adottato  «sentita  la  Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e  Bolzano»,  anziche'  «previa  intesa  con la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano»;
  Ritenuto  necessario,  per le finalita' sopra individuate, anche al
fine  di  una  corretta  garanzia  della  tutela  della salute di cui
all'articolo 32  della  Costituzione,  procedere alla definizione, in
modo  uniforme  per  l'intero  territorio  nazionale,  degli standard
qualitativi, strutturali e quantitativi delle strutture dedicate alle
cure palliative e della rete di assistenza ai pazienti terminali;
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400, e
successive modificazioni;
  Dato  atto  che,  per l'individuazione degli standard, il Ministero
della    salute    si   e'   avvalso   della   Commissione   di   cui
all'articolo 4-bis,  comma 10,  del  decreto-legge 15 aprile 2002, n.
63,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 15 giugno 2002, n.
112,  che ha fornito il proprio contributo nelle sedute del 30 giugno
e del 21 luglio 2005;
  Acquisita  l'intesa  della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
nella seduta del 20 aprile 2006;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 10 novembre 2006;
  Ritenuto  di  non  poter  recepire  l'osservazione del Consiglio di
Stato  riguardo alla formulazione dell'articolo 1, comma 4, in quanto
l'adozione  di  tale  specifica  formulazione  e'  stata  posta  come
condizione  determinante per l'espressione dell'intesa da parte della
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano;
  Vista  la  nota  di  comunicazione  al Presidente del Consiglio dei
Ministri  n.  3898  del  27 novembre  2006, a norma dell'articolo 17,
comma 3, della citata legge 23 agosto 1988, n. 400;
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
          Standard qualitativi, quantitativi e strutturali
  1. Gli standard qualitativi e quantitativi delle strutture dedicate
alle cure palliative e della rete di assistenza ai pazienti terminali
sono  individuati  nell'Allegato  1. La descrizione e la modalita' di
calcolo   degli  indicatori  sono  riportate  nell'Allegato  2.  Tali
Allegati costituiscono parte integrante del presente Regolamento.
  2. Le regioni garantiscono:
    a) l'informazione   ai   cittadini   ed   agli   operatori  sulla
istituzione della rete di assistenza palliativa, sulla localizzazione
dei  servizi  e delle strutture, sull'assistenza erogata dalla rete e
sulle  modalita'  di accesso secondo quanto previsto dall'articolo 14
del  decreto  legislativo  30 dicembre  1992,  n.  502,  e successive
modificazioni;
    b) l'utilizzo  sistematico e continuativo, da parte della rete di
assistenza  palliativa,  di  strumenti  di valutazione della qualita'
percepita  dai  malati e dalle loro famiglie, secondo quanto previsto
nel  punto 2.2 della «Carta dei servizi pubblici sanitari», di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 maggio 1995.
  3.  Per  quanto  attiene  agli  standard  strutturali si applica il
decreto  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2000,
integrato dalle norme regionali in vigore.
  4.  Le  regioni  si  attivano  al  fine di garantire il progressivo
adeguamento  agli  standard  di cui al presente decreto nel corso del
triennio  2006-2008,  in  coerenza  con le risorse programmate per il
Servizio  sanitario  nazionale,  nell'ambito  della propria autonomia
organizzativa  nell'erogazione  delle prestazioni incluse nei Livelli
essenziali  di  assistenza sanitaria di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001, e successive modifiche e
integrazioni.
                               Art. 2.
           Regioni a statuto speciale e province autonome
  1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
Bolzano  applicano  il  presente decreto compatibilmente con i propri
statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione.
  Il  presente  regolamento,  munito  del  sigillo dello Stato, sara'
inserito   nella   Raccolta   ufficiale  degli  atti  nomativi  della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
    Roma, 22 febbraio 2007
                      Il Ministro della salute
                                Turco
                      Il Ministro dell'economia
                           e delle finanze
                           Padoa Schioppa
Visto, il Guardasigilli: Mastella
  Registrato alla Corte dei conti il 22 marzo 2007
  Ufficio  di  controllo  preventivo  sui  Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 305
                                                           Allegato 1 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato 2 
                    DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI 
  Si descrivono, di seguito, gli indicatori  riportati  nell'Allegato
1, le modalita' di calcolo  ed  i  valori  standard  individuati  per
ciascun indicatore, con alcune avvertenze di carattere generale: 
    a) gli standard di cui ai numeri 1, 2, 3,  4,  5  e  6  riportati
nell'Allegato 1 sono da intendersi come requisiti minimi (ovvero come
valori minimi accettabili) delle attivita' delle  strutture  dedicate
alle cure palliative e della rete di assistenza ai pazienti terminali
in eta' adulta e pediatrica. Gli standard di cui  ai  numeri  7  e  8
esprimono il valore massimo accettabile; 
    b) gli standard indicati nell'Allegato 1 sono stati definiti  con
esclusivo riferimento ai malati oncologici, in  quanto,  attualmente,
solo in questo  settore  e'  disponibile  un  solido  riferimento  di
esperienza  e  di  letteratura.  Si  ricorda,  tuttavia,  anche   con
riferimento al decreto ministeriale 28 settembre 1999 ed  all'Accordo
Stato-Regioni 19 aprile 2001  citato  nelle  premesse,  che  le  cure
palliative sono rivolte a tutti i malati inguaribili in fase avanzata
e  terminale,  indipendentemente  dalla  patologia  di  base  (malati
cardiologici, neurologici, pneumologici, metabolici, ecc.); 
    c) il numero di malati deceduti per malattia oncologica e' sempre
calcolato sulla media dei deceduti per malattia  oncologica  rilevati
nel triennio precedente alla rilevazione in ciascuna regione. 
                        INDICATORI E STANDARD 
  01. Numero di malati deceduti a causa di tumore  (Istat  ICD9  Cod.
140-208) assistiti dalla rete di cure palliative a domicilio  e/o  in
hospice/numero di deceduti per malattia oncologica: \geq 65%. 
Descrizione e significato. 
  Rapporto tra il numero di  malati  oncologici  deceduti,  assistiti
dalla rete di cure palliative al  domicilio  e/o  in  hospice,  e  il
numero totale di deceduti per malattia oncologica. L'obiettivo  dello
standard e' quello di incrementare  il  numero  di  malati  terminali
affetti da tumore assistiti dalla rete. Lo standard e' stato definito
con esclusivo riferimento ai  malati  oncologici,  sulla  base  delle
esperienze italiane piu' consolidate e  dei  dati  della  letteratura
internazionale, pur nella consapevolezza che l'utenza  potenziale  di
cure palliative, secondo quanto indicato dalle  normative  nazionali,
dovrebbe  tener  conto  anche   dell'utenza   affetta   da   malattie
inguaribili non oncologiche in fase terminale. Lo standard  e'  stato
calcolato considerando che  l'Accordo  Stato-regioni  del  19  aprile
2001, meglio citato nelle premesse, indica un'utenza  potenziale  per
l'inserimento in un programma di cure palliative oncologiche pari  al
90% dei deceduti per malattia oncologica,  con  riferimento  ai  dati
regionali. Per questo motivo e' stato fissato un valore  soglia  pari
al 72% dell'utenza potenziale, corrispondente  al  65%  dei  deceduti
ogni anno a causa di tumore, in base ai dati ISTAT ICD9 Cod. 140-208. 
  Esempio: regione con tasso di mortalita' per tumore  di  300  morti
per cancro ogni anno e ASL con 100.000 residenti. 
  Utenza potenziale = 270 casi. 
  72% dell'utenza potenziale =  195  casi  =  65%  dei  deceduti  per
cancro. 
  Considerata   la   variabilita'   epidemiologica   sul   territorio
nazionale, questo indicatore va calcolato  con  riferimento  ai  dati
regionali. 
Nota. 
  Lo standard  e'  comprensivo  della  popolazione  pediatrica  (0-14
anni), per la quale e' necessario procedere a una  misura  specifica,
tenendo presente che l'incidenza nazionale di decessi per  tumore  e'
pari a 0.8 ogni 100.000 residenti  (Le  cure  palliative  pediatriche
oncologiche rappresentano 1/3 del bisogno totale di  cure  palliative
in ambito pediatrico). 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di  interesse  dell'Azienda  sanitaria  locale  e  della
regione. 
  02. Numero posti letto in hospice: \geq 1 ogni 56 deceduti a  causa
di tumore (1,8 %). 
Descrizione e significato. 
  Dotazione  di  posti  letto  per  la   degenza   presso   strutture
specificamente dedicate ai malati terminali, in rapporto ai  deceduti
a causa di tumore. 
  L'obiettivo  dello  standard   e'   quello   di   incrementare   la
realizzazione di posti letto. 
Nota. 
  Il valore soglia e' in linea con i programmi  regionali  finanziati
in  base  alla  legge  n.  39  del  1999  e  ai  successivi   decreti
ministeriali 28 marzo 2001, 4 maggio  2001,  5  settembre  2001  e  6
dicembre 2001, con il numero di posti  letto  hospice  realizzati  ed
accreditati nelle regioni, anche indipendentemente dai  finanziamenti
della legge n. 39 del 1999, e con le esperienze programmatorie  e  di
esperienza del Regno Unito (U.K.),  Stato  europeo  con  la  maggiore
tradizione in cure palliative. 
  Il numero di posti letto e' rapportato  al  numero  di  deceduti  a
causa di tumore, con riferimento alla mortalita' regionale (media del
triennio precedente l'anno di rilevazione). 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di interesse regionale. 
  03. Numero di hospice in possesso dei requisiti di cui  al  decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 20  gennaio  2000  e  degli
eventuali specifici  requisiti  fissati  a  livello  regionale/numero
totale di hospice: = 100%. 
Descrizione e significato. 
  Presenza dei requisiti  fissati  dal  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2000 e  dalla  specifica  normativa
regionale di settore in tutte le strutture  residenziali  per  malati
terminali. L'obiettivo dello standard  e'  quello  di  garantire  che
tutte le strutture siano in possesso dei requisiti previsti. 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di interesse regionale. 
  04. Numero annuo di giornate di cure palliative erogate a domicilio
per malati deceduti a causa di tumore (ISTAT ICD9 Cod. 140-208): \geq
55 giorni x (valore standard n. 01 - 20%). 
Descrizione e significato. 
  L'indicatore esprime il numero di giornate di assistenza erogate al
domicilio  da  parte  dell'equipe  di  cure  palliative   domiciliari
operante  nelle  ASL.  L'obiettivo  dello  standard  e'   quello   di
assicurare   un'adeguata   presenza    dell'equipe    al    domicilio
dell'assistito. 
  Per  definire  lo  standard   si   considera   il   valore   soglia
dell'indicatore n. 1 (65% del numero di morti  per  cancro),  cui  va
sottratto  il  20%  assistito  in   hospice   (secondo   gli   indici
programmatori di cui alle Linee Guida  Conferenza  Unificata  2001  -
Gazzetta Ufficiale 14 maggio 2001). Il risultato  viene  moltiplicato
per 55 giorni, che rappresentano un valore medio di durata delle cure
palliative domiciliari, ritenuto congruo sulla base delle  esperienze
pluriennali regionali in atto. Nel periodo di assistenza  domiciliare
i dati di letteratura indicano come appropriato un  "coefficiente  di
intensita' assistenziale" \geq  50  [il  coefficiente  di  intensita'
assistenziale  (CIA)  e'  il  rapporto  tra  giornate  "effettive  di
assistenza o assistenza domiciliare attiva" (n. di giorni con  almeno
un accesso domiciliare) e la durata del piano di cura domiciliare (n. 
di giorni di assistenza fra presa in carico e decesso/dimissione)]. 
  Esempio: ASL con 100.000 residenti e tasso di mortalita' per cancro
di 300 morti ogni anno. [195 (65% dei morti per cancro) - 39 (20%)] x
55 = 8.580 giornate di assistenza. 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di  interesse  dell'Azienda  sanitaria  locale  e  della
regione. 
  05. Numero di malati nei quali il tempo massimo di  attesa  fra  la
segnalazione del caso e l'inizio della presa in carico domiciliare da
parte della Rete e' inferiore o uguale ai 3 giorni/numero dei  malati
presi in carico a domicilio dalla Rete  e  con  assistenza  conclusa:
\geq 80%. 
Descrizione e significato. 
  Percentuale dei malati presi in carico a domicilio da  parte  della
Rete per le  cure  palliative  entro  3  giorni  dalla  segnalazione.
S'intende per presa in carico del malato la  data  di  primo  accesso
domiciliare da parte di un sanitario dell'equipe di cure  palliative.
S'intende per data di segnalazione del caso la data di ricevimento da
parte della Rete della proposta di attivazione  di  un  programma  di
cure domiciliari. In caso di dimissione dall'ospedale,  per  data  di
segnalazione  s'intende  la   data   di   dimissione   dall'ospedale.
L'obiettivo  dello  standard  e'  quello  di  garantire  la   massima
tempestivita' dell'intervento degli operatori della Rete al domicilio
dell'assistito, considerato che l'avvio tempestivo della  palliazione
e' fondamentale in una condizione di terminalita'. 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di  interesse  dell'Azienda  sanitaria  locale  e  della
regione. 
  06. Numero di malati nei quali il tempo massimo di  attesa  fra  la
segnalazione del caso e il ricovero in hospice da parte della Rete e'
inferiore o uguale a 3  giorni/numero  di  malati  ricoverati  e  con
assistenza conclusa: \geq 40%. 
Descrizione e significato. 
  Percentuale di malati ricoverati in hospice da parte della Rete per
le cure palliative entro 3 giorni  dalla  segnalazione.  L'indicatore
esprime  la  tempestivita'  nell'accesso  al  ricovero  in   hospice.
S'intende per data di segnalazione del caso la data di ricevimento da
parte della Rete della proposta di ricovero in hospice.  In  caso  di
dimissione dall'ospedale, per data di segnalazione s'intende la  data
di dimissione dall'ospedale. L'obiettivo dello standard e' quello  di
garantire la massima tempestivita' del ricovero. 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di  interesse  dell'Azienda  sanitaria  locale  e  della
Regione: 
  07.  Numero  di  ricoveri  in  hospice  di  malati  con   patologia
oncologica, nei quali il periodo di ricovero e' inferiore o uguale  a
7 giorni/numero di  ricoveri  in  hospice  di  malati  con  patologia
oncologica: minore o uguale a 20%. 
  08. Numero di ricoveri di  malati  con  patologia  oncologica,  nei
quali il periodo di ricovero in hospice e' superiore o  uguale  a  30
giorni / numero di  ricoveri  in  hospice  di  malati  con  patologia
oncologica: minore o uguale a 25%. 
Descrizione e significato. 
  Attraverso il calcolo degli indicatori si ricava la percentuale dei
ricoveri  in  hospice  di  durata  ritenuta  congrua  rispetto   alle
finalita' e alle funzioni  dell'hospice  per  il  malato  oncologico.
L'obiettivo degli  standard  e'  quello  di  ridurre  il  numero  dei
ricoveri di durata inferiore  a  7  giorni  e  di  quelli  di  durata
superiore a 30 giorni. 
Livello di applicazione. 
  Indicatore di  interesse  dell'Azienda  sanitaria  locale  e  della
regione. 
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