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Numero Atti: 65063

Ultima Gazzetta Ufficiale del: 08 agosto 2020

Ultima Modifica: 10 agosto 2020

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Legge 16 gennaio 2003 , n. 3

Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione.

(G.U. Serie Generale , n. 15 del 20 gennaio 2003)

Articoli di interesse sanitario: Capo IX DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE

												Capo I*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI*
La Camera dei deputati ed Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione 1. E' istituito l'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione, di seguito denominato "Alto Commissario", alla diretta dipendenza funzionale del Presidente del Consiglio dei ministri. 2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa annua massima di 582.000 euro a decorrere dall'anno 2002. 3. Il Governo adotta, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, volto a determinare la composizione e le funzioni dell'Alto Commissario, al fine di garantirne l'autonomia e l'efficacia operativa. 4. L'Alto Commissario, che si avvale di un vice Commissario vicario scelto dal Presidente del Consiglio dei ministri, su sua proposta, tra gli appartenenti alle categorie di personale, nell'ambito delle quali e' scelto il Commissario, svolge le proprie funzioni nell'osservanza dei seguenti principi fondamentali: a) principio di trasparenza e libero accesso alla documentazione amministrativa, salvo i casi di legittima opposizione del segreto; b) libero accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni; c) facolta' di esercitare le proprie funzioni d'ufficio o su istanza delle pubbliche amministrazioni; d) obbligo di relazione semestrale al Presidente del Consiglio dei ministri, che riferisce periodicamente ai Presidenti delle Camere; e) supporto di un vice Commissario aggiunto, nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Commissario, e cinque esperti, tutti scelti tra i magistrati ordinari, amministrativi e contabili e gli avvocati dello Stato, collocati obbligatoriamente fuori ruolo o in aspettativa retribuita dalle rispettive amministrazioni di appartenenza anche in deroga alle norme ed ai criteri che disciplinano i rispettivi ordinamenti, ivi inclusi quelli del personale di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, se appartenenti ai ruoli degli organi costituzionali, che abbiano prestato non meno di cinque anni di servizio effettivo nell'amministrazione di appartenenza, nonche' altri dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in posizione di comando secondo i rispettivi ordinamenti. Per tutto il personale destinato all'ufficio del Commissario il servizio e' equiparato ad ogni effetto a quello prestato presso le amministrazioni di appartenenza; f) obbligo di rapporto all'autorita' giudiziaria e alla Corte dei conti nei casi previsti dalla legge; g) rispetto delle competenze regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 5. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a 582.000 euro a decorrere dall'anno 2002, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. 6. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ((13)) ------------------ AGGIORNAMENTO (13) Il D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 68, comma 6, lettera a)) la soppressione dell'Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione di cui al presente articolo.
                               Art. 2
             Commissione per le adozioni internazionali

  1.  All'articolo  38  della  legge  4  maggio  1983,  n.  184, come
sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
   "2. La Commissione e' composta da:
   a)  un  presidente  nominato  dal  Presidente  del  Consiglio  dei
   ministri  nella  persona  di  un  magistrato avente esperienza nel
   settore minorile ovvero di un dirigente dello Stato avente analoga
   specifica esperienza;
   b) due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri;
   c)  un  rappresentante  del Ministero del lavoro e delle politiche
   sociali;
   d) un rappresentante del Ministero degli affari esteri;
   e) un rappresentante del Ministero dell'interno;
   f) due rappresentanti del Ministero della giustizia;
   g) un rappresentante del Ministero della salute;
   h) un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze;
   i)    un    rappresentante    del    Ministero    dell'istruzione,
   dell'universita' e della ricerca;
   l)   tre   rappresentanti   della   Conferenza  unificata  di  cui
   all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
   m)  tre  rappresentanti  designati, sulla base di apposito decreto
   del   Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  da  associazioni
   familiari  a  carattere  nazionale, almeno uno dei quali designato
   dal Forum delle associazioni familiari";
b) al comma 4, il secondo e il terzo periodo sono soppressi.
  2. Dalle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o
maggiori  oneri a carico del bilancio dello Stato e, a tal fine, sono
corrispondentemente    rideterminati    i    trattamenti    economici
corrisposti,  a  qualsiasi  titolo,  ai componenti della Commissione,
previsti  dal medesimo articolo 38 della citata legge n. 184 del 1983
nel  testo vigente anteriormente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
  3.  Le  spese  per l'esecuzione della Convenzione per la tutela dei
minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta
a  L'Aja  il  29 maggio 1993, previste dall'articolo 9 della legge 31
dicembre 1998, n. 476, pari a 6.817.231,07 euro, iscritte nell'unita'
previsionale  di  base 3.1.5.1 "Fondo per le politiche sociali" dello
stato  di  previsione  del  Ministero  del  lavoro  e delle politiche
sociali  sono  trasferite  all'unita'  previsionale  di  base 3.1.5.2
"Presidenza del Consiglio dei ministri" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze, con esclusione della quota
di  minori  entrate,  pari  a 1.549.370,70 euro, recate dall'articolo
39-quater della legge 4 maggio 1983, n. 184, introdotto dall'articolo
3  della  citata  legge  n.  476  del  1998,  e dall'articolo 4 della
medesima legge n. 476 del 1998.
                               Art. 3
          Soppressione dell'Agenzia per il servizio civile
        Modifica all'articolo 10 della legge n. 230 del 1998

  1.  I  commi  7,  8 e 9 dell'articolo 10 del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 303, sono abrogati.
  2.  L'articolo  10,  comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230, e'
sostituito dal seguente:
"3.  La  Consulta nazionale per il servizio civile e' composta da non
piu'  di  quindici  membri,  nominati  con decreto del Presidente del
Consiglio  dei  ministri  o  del  Ministro da lui delegato, scelti in
maggioranza  tra  rappresentanti  degli  enti e delle organizzazioni,
pubblici  e privati, che impiegano obiettori di coscienza e volontari
del   servizio   civile   nazionale   ovvero   dei   loro   organismi
rappresentativi,   nonche'  tra  rappresentanti  degli  obiettori  di
coscienza  e  dei  volontari,  delle  regioni e delle amministrazioni
pubbliche coinvolte".
  3. Dall'attuazione del comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
                               Art. 4
 Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia
     di formazione del personale delle pubbliche amministrazioni

  1. Dopo l'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e' inserito il seguente:
"Art. 7-bis. - (Formazione del personale). - 1. Le amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, con esclusione delle universita' e degli
enti  di  ricerca,  nell'ambito  delle  attivita'  di  gestione delle
risorse  umane  e  finanziarie, predispongono annualmente un piano di
formazione  del  personale, compreso quello in posizione di comando o
fuori  ruolo, tenendo conto dei fabbisogni rilevati, delle competenze
necessarie  in relazione agli obiettivi, nonche' della programmazione
delle  assunzioni  e  delle  innovazioni normative e tecnologiche. Il
piano  di  formazione  indica  gli obiettivi e le risorse finanziarie
necessarie,   nei  limiti  di  quelle,  a  tale  scopo,  disponibili,
prevedendo  l'impiego  delle  risorse  interne,  di  quelle statali e
comunitarie,   nonche'   le  metodologie  formative  da  adottare  in
riferimento ai diversi destinatari.
2.  Le  amministrazioni  dello  Stato, anche ad ordinamento autonomo,
nonche'  gli  enti  pubblici non economici, predispongono entro il 30
gennaio  di  ogni  anno  il  piano  di  formazione del personale e lo
trasmettono,  a  fini  informativi, alla Presidenza del Consiglio dei
ministri  -  Dipartimento  della  funzione  pubblica  e  al Ministero
dell'economia  e delle finanze. Decorso tale termine e, comunque, non
oltre  il 30 settembre, ulteriori interventi in materia di formazione
del  personale,  dettati  da  esigenze  sopravvenute o straordinarie,
devono essere specificamente comunicati alla Presidenza del Consiglio
dei  ministri  -  Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero
dell'economia  e  delle  finanze indicando gli obiettivi e le risorse
utilizzabili,  interne, statali o comunitarie. Ai predetti interventi
formativi  si  da'  corso qualora, entro un mese dalla comunicazione,
non intervenga il diniego della Presidenza del Consiglio dei ministri
-  Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero
dell'economia   e  delle  finanze.  Il  Dipartimento  della  funzione
pubblica assicura il raccordo con il Dipartimento per l'innovazione e
le  tecnologie  relativamente  agli interventi di formazione connessi
all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
                               Art. 5
             Modifiche all'articolo 102 del testo unico
            di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000

  1.  All'articolo  102  del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267,  nel  comma 2, le parole: "da due esperti" sono sostituite dalle
seguenti: "da tre esperti".
  2. Dalle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o
maggiori  oneri a carico del bilancio dello Stato e, a tal fine, sono
corrispondentemente    rideterminati    i    trattamenti    economici
corrisposti,  a  qualsiasi  titolo,  ai  componenti  del consiglio di
amministrazione  dell'Agenzia  autonoma per la gestione dell'albo dei
segretari  comunali e provinciali, previsti dal medesimo articolo 102
del  testo  unico  di  cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 nel
testo  vigente  anteriormente  alla  data  di entrata in vigore della
presente legge.
                               Art. 6
                     Servizi dei beni culturali

  1.  All'articolo  10,  comma  1, del decreto legislativo 20 ottobre
1998,  n. 368, alla lettera b-bis), introdotta dall'articolo 33 della
legge  28  dicembre 2001, n. 448, le parole: ", i livelli retributivi
minimi per il personale, a prescindere dal contratto di impiego" sono
soppresse.
                               Art. 7
                Disposizioni in materia di mobilita'
            del personale delle pubbliche amministrazioni

  1.  Dopo  l'articolo  34  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e' inserito il seguente:
"Art. 34-bis. - (Disposizioni in materia di mobilita' del personale).
- 1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, con
esclusione  delle  amministrazioni previste dall'articolo 3, comma 1,
ivi  compreso  il  Corpo  nazionale  dei  vigili  del fuoco, prima di
avviare  le  procedure  di  assunzione  di  personale,  sono tenute a
comunicare  ai  soggetti di cui all'articolo 34, commi 2 e 3, l'area,
il  livello  e la sede di destinazione per i quali si intende bandire
il  concorso  nonche',  se  necessario,  le  funzioni  e le eventuali
specifiche idoneita' richieste.
2.  La  Presidenza  del  Consiglio  dei ministri - Dipartimento della
funzione pubblica, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze  e  le  strutture regionali e provinciali di cui all'articolo
34,  comma  3, provvedono, entro quindici giorni dalla comunicazione,
ad  assegnare il personale collocato in disponibilita' ai sensi degli
articoli  33  e  34,  ovvero  interessato  ai  processi  di mobilita'
previsti   dalle  leggi  e  dai  contratti  collettivi.  Le  predette
strutture regionali e provinciali, accertata l'assenza negli appositi
elenchi  di personale da assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire  il  concorso, comunicano tempestivamente alla Presidenza del
Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento della funzione pubblica, le
informazioni  inviate  dalle  stesse  amministrazioni. Entro quindici
giorni  dal  ricevimento  della predetta comunicazione, la Presidenza
del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di
concerto  con il Ministero dell'economia e delle finanze, provvede ad
assegnare  alle  amministrazioni che intendono bandire il concorso il
personale  inserito  nell'elenco  previsto dall'articolo 34, comma 2,
nonche'   collocato   in   disponibilita'   in  forza  di  specifiche
disposizioni normative.
3.  Le  amministrazioni  possono provvedere a organizzare percorsi di
qualificazione del personale assegnato ai sensi del comma 2.
4. Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla comunicazione di cui al
comma  1, possono procedere all'avvio della procedura concorsuale per
le  posizioni  per  le  quali  non  sia intervenuta l'assegnazione di
personale ai sensi del comma 2.
5.  Le assunzioni effettuate in violazione del presente articolo sono
nulle   di   diritto.   Restano   ferme   le   disposizioni  previste
dall'articolo  39  della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni".
  2.  All'articolo  17,  comma 1, della legge 28 luglio 1999, n. 266,
dopo  le  parole:  "legge  19  maggio 1986, n. 224," sono inserite le
seguenti: "nonche' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,".
  3.  All'articolo  18,  comma 9, secondo periodo, del regolamento di
cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n.
465,  dopo  le parole: "per le amministrazioni statali" sono inserite
le seguenti: "e per gli uffici territoriali del Governo".
  4. All'articolo 43, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Si  applica quanto
disposto  dagli  articoli  33  e  34 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165".
                               Art. 8
           Contratti individuali dei dirigenti incaricati
          presso i collegi di revisione degli enti pubblici

  1.   Alla   stipula  dei  contratti  individuali  con  i  dirigenti
incaricati presso i collegi di revisione degli enti pubblici ai sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  e successive modificazioni, provvedono le amministrazioni dello
Stato nel cui interesse l'incarico viene svolto.
                               Art. 9
           Utilizzazione degli idonei di concorsi pubblici

  1.   A   decorrere   dal   2003,  fermo  restando  quanto  previsto
dall'articolo  39  della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni,  in  materia  di  programmazione delle assunzioni, con
regolamento  emanato  ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge
23  agosto  1988,  n.  400,  su proposta del Ministro per la funzione
pubblica,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono   stabiliti   le   modalita'   e   i  criteri  con  i  quali  le
amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad ordinamento autonomo, e gli
enti  pubblici  non  economici possono ricoprire i posti disponibili,
nei  limiti  della propria dotazione organica, utilizzando gli idonei
delle   graduatorie   di   pubblici   concorsi   approvate  da  altre
amministrazioni del medesimo comparto di contrattazione.
  2.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
provvedono  alle  finalita'  del  presente capo secondo le rispettive
competenze previste dai relativi statuti e dalle norme di attuazione.
                               Art. 10
        Personale della Presidenza del Consiglio dei ministri

  1.  Al  fine di conseguire risparmi di spesa prevenendo contenzioso
giurisdizionale,  il  personale inquadrato nei ruoli della Presidenza
del  Consiglio  dei ministri in base alle procedure di cui alla legge
23  agosto  1988,  n.  400, che, alla data di entrata in vigore della
medesima  legge,  risulti  essere  in possesso dei requisiti indicati
all'articolo  38,  comma  4,  della  citata  legge,  previa  rinuncia
espressa ad ogni contenzioso giurisdizionale, puo' essere inquadrato,
a   domanda   e  qualora  superi  l'apposito  esame-colloquio,  nelle
posizioni   corrispondenti  a  quelle  conseguite,  a  seguito  della
definizione di ricorsi esperiti avverso gli atti di inquadramento, da
dipendenti  dei  medesimi  ruoli  in possesso degli stessi requisiti.
Tale  inquadramento decorre, ai fini giuridici, dalla data di entrata
in  vigore  della citata legge n. 400 del 1988, e, ai fini economici,
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2.  All'onere derivante dal comma 1, pari a 427.000 euro per l'anno
2002  e 437.000 euro a decorrere dall'anno 2003, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero.
                               Art. 11 
        Codice unico di progetto degli investimenti pubblici 
 
  1. A decorrere  dal  1  gennaio  2003,  per  le  finalita'  di  cui
all'articolo 1, commi 5 e 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144, e in
particolare per la funzionalita' della  rete  di  monitoraggio  degli
investimenti pubblici, ogni nuovo progetto di investimento  pubblico,
nonche' ogni progetto in corso di attuazione alla predetta  data,  e'
dotato  di  un  "Codice  unico  di  progetto",  che   le   competenti
amministrazioni  o  i  soggetti  aggiudicatori  richiedono   in   via
telematica secondo la procedura definita dal CIPE. 
  2. Entro il 30 settembre 2002, il CIPE, acquisito il  parere  della
Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281,  disciplina  le  modalita'  e  le   procedure   necessarie   per
l'attuazione del comma 1. 
  ((2-bis. Gli atti  amministrativi  anche  di  natura  regolamentare
adottati dalle Amministrazioni di cui all'articolo 1,  comma  2,  del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  che  dispongono  il
finanziamento pubblico o  autorizzano  l'esecuzione  di  progetti  di
investimento pubblico,  sono  nulli  in  assenza  dei  corrispondenti
codici di cui  al  comma  1  che  costituiscono  elemento  essenziale
dell'atto stesso. 
  2-ter. Le  Amministrazioni  che  emanano  atti  amministrativi  che
dispongono il finanziamento pubblico o  autorizzano  l'esecuzione  di
progetti di investimento pubblico, associano negli  atti  stessi,  il
Codice unico di progetto dei progetti  autorizzati  al  programma  di
spesa con l'indicazione dei finanziamenti concessi a valere su  dette
misure, della data di efficacia di detti finanziamenti e  del  valore
complessivo dei singoli investimenti. A tal fine il Dipartimento  per
la programmazione e il coordinamento  della  politica  economica,  il
Dipartimento ella Ragioneria Generale dello Stato e  il  Dipartimento
per le Politiche di Coesione  concordano  modalita'  per  fornire  il
necessario supporto tecnico per lo svolgimento dell'attivita' di  cui
al periodo precedente al fine di garantire la corretta programmazione
e il monitoraggio della spesa di ciascun  programma  e  dei  relativi
progetti finanziati. 
  2-quater. I soggetti titolari di progetti  d'investimento  pubblico
danno notizia, con periodicita'  annuale,  in  apposita  sezione  dei
propri siti web istituzionali, dell'elenco dei  progetti  finanziati,
indicandone il CUP, l'importo  totale  del  finanziamento,  le  fonti
finanziarie, la data di avvio del progetto e lo stato  di  attuazione
finanziario e procedurale. 
  2-quinquies. Entro il 30 giugno di ogni anno, l'Autorita'  politica
delegata agli investimenti pubblici ove nominata, con il supporto del
Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della  politica
economica,   presenta   al   Comitato   Interministeriale   per    la
Programmazione Economica un'informativa  sullo  stato  di  attuazione
della programmazione degli investimenti pubblici, in base agli  esiti
dell'applicazione del presente articolo. Entro il  medesimo  termine,
il Ministro per il SUD e la Coesione Territoriale,  con  il  supporto
del Dipartimento per le Politiche di Coesione, presenta  al  Comitato
Interministeriale  per  la  Programmazione  Economica  un'informativa
sullo stato di attuazione  della  programmazione  degli  investimenti
pubblici finanziati con le risorse nazionali  e  comunitarie  per  lo
sviluppo e la coesione. A tal fine il Dipartimento  della  Ragioneria
dello  Stato  mette  a   disposizione   del   Dipartimento   per   la
programmazione e il coordinamento  della  politica  economica  e  del
Dipartimento  per  le  Politiche   di   Coesione,   in   cooperazione
applicativa, i corrispondenti  dati  rilevati  dalle  Amministrazioni
pubbliche nella banca dati delle  Amministrazioni  pubbliche  di  cui
alla legge 31 dicembre 2009, n.  196,  con  le  riconciliazioni,  ove
presenti, con i dati di pagamento del  Sistema  SIOPE  PLUS,  di  cui
all'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e  dal  sistema
della fatturazione elettronica, di cui alla legge 24  dicembre  2007,
n. 144. 
  2-sexies. All'attuazione del presente articolo  le  Amministrazioni
provvedono nei limiti delle risorse umane finanziarie  e  strumentali
disponibili allo scopo a legislazione vigente.)) 
                               Art. 12
         Personale dell'Ente nazionale di assistenza al volo

  1.  Entro  sei  mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, al personale dell'Ente nazionale di assistenza al volo gia' in
servizio alla data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 1996,
n.  665, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 30 e 33
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
                               Art. 13
                    Modifica all'articolo 10 del
                 decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8

  1.  All'articolo  10  del  decreto-legge  15  gennaio  1991,  n. 8,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e
successive  modificazioni,  dopo  il  comma  2-octies  e' aggiunto il
seguente:
"2-nonies.  Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro   dell'economia   e  delle  finanze,  vengono  stabilite  le
modalita'  di  corresponsione  dei  gettoni di presenza ai componenti
della commissione centrale ed al personale chiamato a partecipare con
compiti  di  segreteria e di istruttoria alle riunioni della medesima
commissione.  All'onere derivante dall'attuazione del presente comma,
determinato  nella misura massima di 42.000 euro per l'anno 2002 e di
100.000  euro  annui a decorrere dall'anno 2003, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero".
                               Art. 14
        Disposizione correttiva concernente la compatibilita'
   della spesa in materia di contrattazione collettiva integrativa

  1.  All'articolo  40-bis  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  introdotto  dall'articolo  17, comma 2, della legge 28 dicembre
2001, n. 448, il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3.  In  relazione  a  quanto  previsto  dai commi 1 e 2, qualora dai
contratti integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi
vincoli   di   bilancio   delle   amministazioni,   si  applicano  le
disposizioni di cui all'articolo 40, comma 3".
												Capo II*NORME DI SEMPLIFICAZIONE*
Art. 15 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente: "Art. 19-bis.(L). (Disposizioni concernenti la dichiarazione sostitutiva) - 1. La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta', di cui all'articolo 19, che attesta la conformita' all'originale di una copia di un atto o di un documento rilasciato o conservato da una pubblica amministrazione, di un titolo di studio o di servizio e di un documento fiscale che deve obbligatoriamente essere conservato dai privati, puo' essere apposta in calce alla copia stessa"; b) dopo l'articolo 77 e' inserito il seguente: "Art. 77-bis.(L). (Applicazione di norme) - 1. Le disposizioni in materia di documentazione amministrativa contenute nei capi II e III si applicano a tutte le fattispecie in cui sia prevista una certificazione o altra attestazione, ivi comprese quelle concernenti le procedure di aggiudicazione e affidamento di opere pubbliche o di pubblica utilita', di servizi e di forniture, ancorche' regolate da norme speciali, salvo che queste siano espressamente richiamate dall'articolo 78".
												Capo III*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTI LOCALI*
Art. 16 Modifica al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di sanzioni amministrative per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali 1. Dopo l'articolo 7 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' inserito il seguente: "Art. 7-bis. - (Sanzioni amministrative) - 1. Salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro. 2. L'organo competente a irrogare la sanzione amministrativa e' individuato ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689".
												Capo IV*NORME IN MATERIA DI ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA*
Art. 17 Gestione di fondi 1. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca affida alla Cassa depositi e prestiti la gestione dei fondi relativi alla realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 338, corrispondendo a favore della stessa una commissione sulle somme erogate, a valere sui medesimi fondi, nella misura definita dalla convenzione tipo approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
                               Art. 18
       Modifiche al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297

  1. Al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3, comma 1, lettera a), dopo il numero 2) e' inserito
   il seguente:
   "2-bis)   le  attivita'  di  assistenza  a  soggetti  individuali,
   assimilati  e  associati ai fini della predisposizione di progetti
   da  presentare  nell'ambito degli interventi previsti da programmi
   dell'Unione europea;";
b) all'articolo  3,  comma  1, lettera c), numero 4), dopo le parole:
   "dottorato  di  ricerca"  sono inserite le seguenti: ", nonche' ad
   assegni di ricerca di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27
   dicembre 1997, n. 449,";
c) all'articolo 9, comma 2, dopo le parole: "Restano valide fino alla
   scadenza"  sono  inserite  le  seguenti:  ",  integrate per quanto
   necessario  ai  fini della gestione di tutti gli interventi di cui
   al presente decreto,";
d) all'articolo  9,  comma  3,  le  parole:  "fatto  salvo che per la
   gestione  dei  contratti  stipulati  entro  la medesima data" sono
   sostituite  dalle  seguenti:  "fatto salvo che per la gestione dei
   contratti  stipulati,  nonche'  per  le  attivita'  istruttorie  e
   gestionali  di natura economico-finanziaria, comprese la stipula e
   la   gestione   dei   contratti,  relativamente  alle  domande  di
   agevolazione  presentate  fino  alla  data del 31 dicembre 1999 ai
   sensi  degli  articoli 4, 5, 6, 7, 9 e 11 del decreto del Ministro
   dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica 8
   agosto  1997,  pubblicato  nel supplemento ordinario alla Gazzetta
   Ufficiale  n.  270  del 19 novembre 1997, degli articoli da 8 a 13
   della  legge  17 febbraio 1982, n. 46, e successive modificazioni,
   dell'articolo  11  del  decreto-legge  16  maggio  1994,  n.  299,
   convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451,
   e  successive modificazioni, limitatamente alle domande presentate
   nell'esercizio  1997, dell'articolo 14 della legge 24 giugno 1997,
   n.  196,  e  successive  modificazioni,  con esclusivo riferimento
   all'esercizio  1998,  nonche'  per  la  completa dismissione della
   propria  quota  di  partecipazione  al  capitale delle societa' di
   ricerca  istituite  ai sensi dell'articolo 2, primo comma, lettera
   d),   della   citata   legge   n.   46   del  1982,  e  successive
   modificazioni".
                               Art. 19
              Disposizioni in materia di enti pubblici
                 di ricerca, ENEA, ISS, ISPESL e ASI

  1.   Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  66  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e all'articolo 4,
comma  5, della legge 19 ottobre 1999, n. 370, si applicano anche nei
confronti  degli  enti di ricerca, dell'Ente per le nuove tecnologie,
l'energia  e  l'ambiente  (ENEA),  dell'Istituto superiore di sanita'
(ISS),  dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL) e dell'Agenzia spaziale italiana (ASI).
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1-bis dell'articolo 5 del
decreto-legge  28  marzo  1997, n. 79, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  28  maggio  1997,  n.  140, e successive modificazioni,
concernente  la  concessione  di anticipazioni da parte del Ministero
degli affari esteri sui finanziamenti erogati per la realizzazione di
progetti   di  cooperazione  allo  sviluppo  alle  universita',  sono
applicate  anche a favore degli enti di ricerca, dell'ENEA, dell'ISS,
dell'ISPESL e dell'ASI.
                               Art. 20
   Disposizioni concernenti il Consiglio nazionale delle ricerche

  1. In deroga alle disposizioni della legge 29 ottobre 1984, n. 720,
i  trasferimenti  disposti  dal Consiglio nazionale delle ricerche in
favore  dei propri istituti o di altre strutture fornite di autonomia
contabile e di bilancio sono accreditati su appositi conti bancari ad
essi intestati presso l'Istituto incaricato del servizio di cassa. Il
Consiglio  nazionale  delle ricerche provvede a tali trasferimenti in
relazione   all'oggettivo   fabbisogno  di  liquidita'  dei  suddetti
istituti o strutture.
                               Art. 21
           Disposizioni in materia di ricerca industriale

  1.  Al  fine  di  rendere  possibile  l'attivazione  di  tutti  gli
strumenti   di  intervento  nel  settore  della  ricerca  industriale
previsti dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, e successive
modificazioni,   e  di  garantire  altresi'  il  necessario  sostegno
finanziario  ai  progetti  di  ricerca  o  formazione  presentati  al
Ministero  dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica
ai  sensi  degli  articoli  4,  5,  6  e  11 del decreto del Ministro
dell'universita'  e  della ricerca scientifica e tecnologica 8 agosto
1997, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
270  del  19  novembre  1997, in attuazione delle disposizioni di cui
agli  articoli  da  1  a  13  della  legge 17 febbraio 1982, n. 46, e
successive     modificazioni,     il     Ministro    dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca e' autorizzato, nell'ambito delle
direttive  per  la  ripartizione  del  Fondo per le agevolazioni alla
ricerca   di   cui  all'articolo  6,  comma  4,  del  citato  decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, a riservare annualmente una quota
non  inferiore  al  30 per cento delle complessive disponibilita' del
Fondo stesso alla copertura degli oneri derivanti dai progetti di cui
alla medesima legge n. 46 del 1982, e successive modificazioni.
                               Art. 22
                     Disposizione interpretativa

  1.  Il comma 10 dell'articolo 1 del decreto-legge 12 novembre 2001,
n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 2002, n.
1, si interpreta nel senso che i diplomi di assistente sociale validi
ai  fini  dell'accesso ai corsi di laurea specialistica, ai master ed
agli  altri  corsi  di  formazione  post-base  di  cui al decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3
novembre  1999,  n.  509,  sono  i diplomi universitari di assistente
sociale.
                               Art. 23
   Contributo per le iniziative del Comitato italiano per il 2002
  Anno Internazionale delle Montagne e collaborazione dell'Istituto
  nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna

  1.  Per  concorrere  al  finanziamento delle attivita' e iniziative
connesse  alla  celebrazione dell'Anno Internazionale delle Montagne,
e' attribuito un contributo speciale di 2 milioni di euro, per l'anno
2002,   in   favore  del  "Comitato  italiano  per  il  2002  -  Anno
Internazionale  delle  Montagne". Per lo svolgimento dei suoi compiti
il   Comitato   puo'  avvalersi  della  collaborazione  dell'Istituto
nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna.
  2.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  in  2  milioni  di  euro  per  l'anno  2002, si provvede
mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
fini   del  bilancio  triennale  2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'
previsionale  di  base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato
di  previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2002,  allo  scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al medesimo Ministero.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
												Capo V*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AFFARI ESTERI*
Art. 24 Modifiche alla legge 21 novembre 1967, n. 1185, in materia di rilascio dei passaporti 1. La lettera b) dell'articolo 3 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e' sostituita dalla seguente: "b) i genitori che, avendo prole minore, non ottengano l'autorizzazione del giudice tutelare; l'autorizzazione non e' necessaria quando il richiedente abbia l'assenso dell'altro genitore, o quando sia titolare esclusivo della potesta' sul figlio;". 2. All'articolo 17 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo periodo del primo comma e' sostituito dal seguente: "Il passaporto ordinario e' valido per dieci anni"; b) il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Il passaporto ordinario, qualora rilasciato per un periodo inferiore a dieci anni, puo' essere rinnovato, anche prima della scadenza, per periodi complessivamente non superiori a dieci anni dalla data del rilascio"; c) il quarto comma e' abrogato. 3. L'articolo 28 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e' abrogato. 4. La disposizione di cui al primo periodo del primo comma dell'articolo 17 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, come sostituito dalla lettera a) del comma 2 del presente articolo, si applica ai passaporti ordinari rilasciati dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
                               Art. 25
       Funzionamento dell'Ufficio dell'Autorita' nazionale per
   l'attuazione della legge sulla proibizione delle armi chimiche

  1.  Gli  incarichi  di  cui all'articolo 9, comma 4, della legge 18
novembre  1995,  n.  496,  e successive modificazioni, conferiti agli
esperti nominati ai sensi della medesima disposizione, possono essere
rinnovati  anche dopo la scadenza del primo rinnovo, per la durata di
due anni, prorogabile per un periodo ulteriore di due anni.((11a))
--------------
AGGIORNAMENTO (11a)
  Il  D.L.  30  dicembre  2005,  n. 273, convertito con modificazioni
dalla  L.  23  febbraio  2006,  n. 51 ha disposto (Con l'art. 23-ter,
comma 1) che "Gli incarichi conferiti ai sensi dell'articolo 9, comma
4,  della  legge  18  novembre  1995,  n.  496,  e rinnovati ai sensi
dell'art.  25  della  legge  16  gennaio  2003,  n.  3,  si intendono
rinnovabili alle rispettive scadenze per ulteriori due anni".
                               Art. 26
              Costituzione e partecipazione italiana ad
          associazioni e fondazioni in Italia e all'estero

  1.  Il  Ministero  degli  affari  esteri puo', anche attraverso gli
istituti di cultura all'estero, acquisito il parere della Commissione
nazionale  per la promozione della cultura italiana all'estero di cui
all'articolo  4  della  legge  22 dicembre 1990, n. 401, costituire o
partecipare, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze,
nei  limiti  degli  ordinari  stanziamenti di bilancio destinati agli
interventi  di  promozione  culturale  all'estero,  ad associazioni o
fondazioni  in  Italia e all'estero, finanziate da soggetti privati o
enti pubblici con propri apporti di capitale, per la realizzazione di
grandi  progetti  di  promozione e cooperazione culturale, nonche' di
diffusione  e  promozione  della lingua italiana e delle tradizioni e
culture  locali. L'atto costitutivo e lo statuto delle associazioni e
fondazioni   devono   prevedere   che,   in   caso  di  estinzione  o
scioglimento,   il  Ministero  degli  affari  esteri  partecipa  alla
divisione   dell'attivo   patrimoniale   in   relazione   ai   propri
conferimenti. ((4))
  2.  Il  Governo  riferisce  sulle iniziative assunte in conformita'
alle  disposizioni  del  presente articolo nella relazione annuale al
Parlamento di cui all'articolo 3, comma 1, lettera g), della legge 22
dicembre 1990, n. 401.
---------------
AGGIORNAMENTO (4)
  La L. 24 dicembre 2003, n. 360 ha disposto (con l'art. 12, comma 1)
che  e' autorizzata la spesa complessiva di euro 1.000.000 per l'anno
2004  per  contribuire alla costituzione da parte del Ministero degli
affari  esteri,  nell'ambito  delle proprie competenze, di fondazioni
che  hanno  per  scopo  la  promozione  dell'immagine dell'Italia nel
Mondo,  anche  in  deroga  al  comma  1,  primo periodo, del presente
articolo.
												Capo VI*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INNOVAZIONE*
Art. 27 Disposizioni in materia di innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione 1. Nel perseguimento dei fini di maggior efficienza ed economicita' dell'azione amministrativa, nonche' di modernizzazione e sviluppo del Paese, il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, nell'attivita' di coordinamento e di valutazione dei programmi, dei progetti e dei piani di azione formulati dalle amministrazioni per lo sviluppo dei sistemi informativi, sostiene progetti di grande contenuto innovativo, di rilevanza strategica, di preminente interesse nazionale, con particolare attenzione per i progetti di carattere intersettoriale, con finanziamenti aggiuntivi a carico e nei limiti del Fondo di cui al comma 2; puo' inoltre promuovere e finanziare progetti ((, anche di carattere internazionale,)) del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie con le medesime caratteristiche. 2. Il Ministro, sentito il Comitato dei Ministri per la societa' dell'informazione, individua i progetti di cui al comma 1, con l'indicazione degli stanziamenti necessari per la realizzazione di ciascuno di essi. Per il finanziamento relativo e' istituito il "Fondo di finanziamento per i progetti strategici nel settore informatico", iscritto in una apposita unita' previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. 3. Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 2 e' autorizzata la spesa di 25.823.000 euro per l'anno 2002, 51.646.000 euro per l'anno 2003 e 77.469.000 euro per l'anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 4. Le risorse di cui all'articolo 29, comma 7, lettera b), secondo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, destinate al finanziamento dei progetti innovativi nel settore informatico, confluiscono nel Fondo di cui al comma 2 e a tal fine vengono mantenute in bilancio per essere versate in entrata e riassegnate al Fondo medesimo. 5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. 6. A decorrere dall'anno 2005, l'autorizzazione di spesa puo' essere rifinanziata ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 7. Il Ministro per l'innovazione e le tecnologie assicura il raccordo con il Ministro per la funzione pubblica relativamente alle innovazioni che riguardano l'ordinamento organizzativo e funzionale delle pubbliche amministrazioni. 8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge sono emanati uno o piu' regolamenti, ai sensi dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione e dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per introdurre nella disciplina vigente le norme necessarie ai fini del conseguimento dei seguenti obiettivi: a) diffusione dei servizi erogati in via telematica ai cittadini e alle imprese, anche con l'intervento dei privati, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 97 della Costituzione e dei provvedimenti gia' adottati; b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 7 MARZO 2005, N. 82 c) diffusione dell'uso delle firme elettroniche; d) ricorso a procedure telematiche da parte della pubblica amministrazione per l'approvvigionamento di beni e servizi, potenziando i servizi forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze attraverso la CONSIP Spa (concessionaria servizi informativi pubblici); e) estensione dell'uso della posta elettronica nell'ambito delle pubbliche amministrazioni e dei rapporti tra pubbliche amministrazioni e privati; f) generalizzazione del ricorso a procedure telematiche nella contabilita' e nella tesoreria; g) alfabetizzazione informatica dei pubblici dipendenti; h) impiego della telematica nelle attivita' di formazione dei dipendenti pubblici; i) diritto di accesso e di reclamo esperibile in via telematica da parte dell'interessato nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 9. I regolamenti di cui al comma 8 sono adottati su proposta congiunta dei Ministri per la funzione pubblica e per l'innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. 10. All'articolo 29 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 6 e' sostituito dal seguente: "6. Con regolamento, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro il 30 giugno 2003, il Governo, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, sentite le organizzazioni sindacali per quanto riguarda i riflessi sulla destinazione del personale, procede alla soppressione dell'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione e del Centro tecnico di cui all'articolo 17, comma 19, della legge 15 maggio 1997, n. 127, nonche' all'istituzione dell'Agenzia nazionale per l'innovazione tecnologica. L'Agenzia subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi dell'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione e del Centro tecnico; subentra altresi' nelle funzioni gia' svolte dai predetti organismi, fatte salve quelle attribuite dalla legge al Ministro per l'innovazione e le tecnologie"; b) al comma 7, lettera b), dopo le parole: "pubblica amministrazione (AIPA)" sono inserite le seguenti: ", fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 6".
												Capo VII*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DIFESA E DI PUBBLICA SICUREZZA*
Art. 28 Modifiche all'allegato D annesso al decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, e successive modificazioni, concernente la riforma strutturale delle Forze armate 1. Al numero 4 dell'allegato D annesso al decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, e successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le funzioni in materia di attribuzione degli stipendi agli ufficiali, di cui all'articolo 3, secondo comma, del testo unico di cui al regio decreto 31 dicembre 1928, n. 3458, come sostituito dalla legge 26 febbraio 1960, n. 165, nonche' quelle in materia di cessazione dal servizio, attribuzione e liquidazione del trattamento normale di quiescenza del personale militare e di collocamento a riposo per eta' e liquidazione del trattamento normale di quiescenza del personale civile di cui all'articolo 2, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 19 gennaio 1976, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 13 luglio 1976, gia' conferite ai comandanti di regione militare, sono attribuite all'Ispettore logistico dell'Esercito, che le esplica anche a mezzo delega".
                               Art. 29
           Disposizioni in materia di acquisti all'estero
di materiali per l'Amministrazione della difesa

  1.  Dopo  il comma 1-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 28 marzo
1997,  n.  79,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 maggio
1997, n. 140, e successive modificazioni, e' inserito il seguente:
"1-ter.  Il divieto di cui al comma 1 non si applica per gli acquisti
eseguiti  all'estero  dall'Amministrazione  della  difesa, relativi a
macchinari,  strumenti  e  oggetti  di  precisione che possono essere
forniti,  con i requisiti tecnici e il grado di perfezione richiesti,
soltanto  da  ditte  straniere.  Per  tali  acquisti  possono  essere
concesse   anticipazioni   di  importo  non  superiore  ad  un  terzo
dell'importo complessivo del prezzo contrattuale, previa costituzione
di idonea garanzia".
                               Art. 30
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 31
                       Differimento di termine

  1.  Il  termine  previsto  dall'articolo 3, comma 4, della legge 14
novembre  2000,  n.  331,  per  l'emanazione  di  uno  o piu' decreti
legislativi recanti disposizioni integrative e correttive del decreto
legislativo  8  maggio  2001,  n. 215, e' differito fino al 31 luglio
2003.
                               Art. 32
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 33
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
                               Art. 34
           Beneficio a favore dei congiunti del personale
         delle Forze armate e delle Forze di polizia e spese
             sanitarie sostenute dal medesimo personale

  1.  Le  disposizioni previste dall'articolo 1, comma 2, della legge
23  novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni, sono estese al
coniuge  e  ai  figli  superstiti,  ovvero  ai genitori o ai fratelli
conviventi  e  a carico qualora unici superstiti, del personale delle
Forze   armate   e   delle  Forze  di  polizia  deceduto  o  divenuto
permanentemente  inabile  al servizio per effetto di ferite o lesioni
di natura violenta riportate nello svolgimento di attivita' operative
((ovvero)) a causa di atti delittuosi commessi da terzi.
  2.  Le spese sanitarie sostenute dal personale delle Forze armate e
delle Forze di polizia per cure relative a ferite e lesioni riportate
nello    svolgimento   di   attivita'   operative   sono   anticipate
dall'Amministrazione   di   competenza,   nei  limiti  delle  risorse
disponibili  destinate  a tali finalita', su richiesta del Comandante
di Corpo o del funzionario responsabile.
                               Art. 35
  Modifica all'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313

  1.  All'articolo  1,  comma 1, del decreto-legge 25 maggio 1994, n.
313,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n.
460,  dopo  le  parole:  "Corpo nazionale dei vigili del fuoco," sono
inserite  le  seguenti:  "o  del Cassiere del Ministero dell'interno,
comunque".
                               Art. 36
                    Modifica all'articolo 12 del
             decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 53

  1.  Al comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 28 febbraio
2001,  n.  53,  le  parole:  "fatta  salva  la decorrenza a tutti gli
effetti"  sono  sostituite dalle seguenti: "fatta salva la decorrenza
economica".
                               Art. 37
          Disposizioni a favore dei congiunti del personale
         delle Forze di polizia e dell'Arma dei carabinieri

  1.  All'articolo  6,  comma  5,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  24 aprile 1982, n. 335, recante ordinamento del personale
della  Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia, e successive
modificazioni, ed all'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente
della  Repubblica  24  aprile  1982,  n. 337, recante ordinamento del
personale    della   Polizia   di   Stato   che   espleta   attivita'
tecnico-scientifica  o  tecnica,  e successive modificazioni, dopo le
parole: "a causa di azioni criminose di cui all'articolo 82, comma 1,
della  legge  23  dicembre  2000, n. 388," sono inserite le seguenti:
"ovvero  per  effetto di ferite o lesioni riportate nell'espletamento
di servizi di polizia o di soccorso pubblico".
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66)).
                               Art. 38
               Disposizioni a favore dei congiunti del
         personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

  1.  Possono  essere  assunti,  a  domanda,  nel Corpo nazionale dei
vigili  del fuoco, previo superamento del corso per vigile permanente
in  prova  e  nei  profili  professionali  del  settore  dei  servizi
amministrativi,  tecnici e informatici, fino alla posizione economica
B1,  il  coniuge  o  un figlio o un fratello convivente del personale
appartenente  al Corpo nazionale, deceduto o divenuto permanentemente
inabile  al  servizio,  per effetto di ferite o lesioni riportate nel
corso  di  eventi  verificatisi  a  decorrere  dal  1  gennaio  1999,
nell'espletamento  delle  attivita'  istituzionali,  purche' siano in
possesso  dei  requisiti  previsti  per  l'accesso e nel limite delle
vacanze organiche. Per l'accesso ai profili professionali del settore
dei   servizi   amministrativi,  tecnici  e  informatici,  fino  alla
posizione   economica   B1,   restano  comunque  ferme  le  ulteriori
disposizioni vigenti in materia.
                               Art. 39 
                 Convenzioni in materia di sicurezza 
 
 1. Nell'ambito delle direttive impartite dal Ministro dell'interno 
  per il potenziamento dell'attivita' di prevenzione, il Dipartimento
della pubblica sicurezza  puo'  stipulare  convenzioni  con  soggetti
pubblici e privati dirette a  fornire,  con  la  contribuzione  degli
stessi soggetti, servizi specialistici, finalizzati  ad  incrementare
la sicurezza pubblica. 
  2. La contribuzione puo'  consistere  nella  fornitura  dei  mezzi,
attrezzature,  locali,  nella  corresponsione  dei  costi  aggiuntivi
sostenuti  dal  Ministero  dell'interno,  nella   corresponsione   al
personale impiegato di indennita' commisurate a  quelle  vigenti  per
servizi analoghi o determinate con decreto del Ministro dell'interno,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il
Ministro  per  la  funzione  pubblica,  sentite   le   organizzazioni
sindacali del personale rappresentative sul piano nazionale. 
  3. Per le convenzioni di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le
disposizioni dell'articolo 27, comma 2, della legge 23 dicembre 1999,
n. 488. 
  4. L'articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 232, non si  applica
alle convenzioni stipulate in attuazione del presente articolo. 
  4-bis.  Nell'ambito  delle   direttive   impartite   dal   Ministro
dell'interno per la semplificazione delle procedure amministrative  e
per la riduzione degli oneri amministrativi negli uffici di  pubblica
sicurezza, il Ministero dell'interno puo' altresi', stipulare,  senza
oneri  aggiuntivi  per   la   finanza   pubblica,   convenzioni   con
concessionari di pubblici servizi ((dotati di una rete  di  sportelli
capillare  su  tutto  il  territorio  nazionale,  di   infrastrutture
logistiche e piattaforme tecnologiche integrate, che  siano  Identity
Provider e  che  abbiano  la  qualifica  di  Certification  Authority
accreditata  dall'Agenzia  per  l'Italia  digitale,  con   esperienza
pluriennale  nella  ricezione,  digitalizzazione  e  gestione   delle
istanze e dichiarazioni alla pubblica amministrazione e  nei  servizi
finanziari di pagamento,)) per la raccolta e  l'inoltro  agli  uffici
dell'Amministrazione dell'interno delle domande, dichiarazioni o atti
dei privati indirizzati ai medesimi uffici nonche' per lo svolgimento
di  altre  operazioni  preliminari  all'adozione  dei   provvedimenti
richiesti e per l'eventuale  inoltro,  ai  privati  interessati,  dei
provvedimenti o atti conseguentemente  rilasciati.  Con  decreto  del
Ministro dell'interno, si determina  l'importo  dell'onere  a  carico
dell'interessato al rilascio dei provvedimenti richiesti. 
  4-ter. Per le finalita' di cui al comma 4-bis, gli  incaricati  del
pubblico servizio, addetti alle procedure definite dalle convenzioni,
((procedono))   all'identificazione   degli   interessati,    ((anche
attraverso riconoscimento  biometrico  e  firma  grafometrica,))  con
l'osservanza delle disposizioni di legge o di regolamento  in  vigore
per gli addetti alla ricezione delle domande,  dichiarazioni  o  atti
destinati alle pubbliche amministrazioni. 
                               Art. 40
    Revisione delle sanzioni disciplinari per il personale della
Polizia di Stato e regolamentazione dei relativi procedimenti

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi per aggiornare le disposizioni del decreto del Presidente
della   Repubblica   25   ottobre  1981,  n.  737,  recante  sanzioni
disciplinari   per  il  personale  dell'Amministrazione  di  pubblica
sicurezza  e  la  regolamentazione  dei  relativi  procedimenti,  con
l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) esclusione del richiamo orale dal novero delle sanzioni;
b) esclusione   della  sanzione  della  deplorazione,  ripartendo  le
   fattispecie  fra  le  sanzioni della pena pecuniaria, aumentata in
   misura non superiore al doppio, e della sospensione dal servizio;
c) conseguente  rideterminazione  delle  fattispecie per le quali una
   sanzione  disciplinare  puo'  essere  inflitta, anche in relazione
   alla mutata articolazione del trattamento economico e tenuto conto
   delle specifiche esigenze disciplinari;
d) adeguamento   delle   disposizioni   concernenti   la  sospensione
   cautelare dal servizio e la destituzione con riguardo alle vigenti
   disposizioni  processuali  penali ed a quelle della legge 27 marzo
   2001, n. 97;
e) rideterminazione  degli organi competenti ad irrogare la sanzione,
   a  decidere  in  sede  di  riesame  ed a svolgere gli accertamenti
   necessari  in relazione alla mutata disciplina delle articolazioni
   dirigenziali della Polizia di Stato e delle rispettive competenze,
   nonche'  di quelle del Capo della polizia-direttore generale della
   pubblica sicurezza;
f) aggiornamento   delle  disposizioni  concernenti  il  procedimento
   disciplinare, con criteri di semplificazione e accelerazione delle
   procedure,  prevedendo,  per  le  sanzioni  piu'  gravi della pena
   pecuniaria,  un  procedimento  in  contraddittorio  davanti  ad un
   organo  collegiale,  con  distinzione  dei  ruoli fra l'organo che
   sostiene    la    contestazione    e   la   difesa,   nonche'   la
   rideterminazione,  con  le medesime finalita' di semplificazione e
   accelerazione  dei  procedimenti,  della composizione degli organi
   collegiali, anche relativamente alla partecipazione sindacale;
g) previsione  dei  casi,  delle  modalita'  e  degli  effetti  della
   riapertura    del   procedimento   disciplinare,   nonche'   della
   riabilitazione;
h) previsione  delle  occorrenti disposizioni transitorie anche per i
   procedimenti  pendenti  alla data di entrata in vigore dei decreti
   legislativi di cui al presente comma.
  2.  I decreti legislativi di cui al comma 1 possono anche prevedere
l'abrogazione  del  citato decreto del Presidente della Repubblica n.
737  del  1981,  previa riproduzione delle disposizioni ivi contenute
coerenti con i principi ed i criteri di cui al medesimo comma 1.
  3.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui al comma 1 sono
trasmessi  alle  organizzazioni  sindacali  rappresentative a livello
nazionale  del  personale  della  Polizia  di Stato, che esprimono il
parere  nei  successivi venti giorni; gli schemi medesimi, unitamente
ai  predetti  pareri  pervenuti entro il termine, sono trasmessi alla
Camera  dei deputati e al Senato della Repubblica per il parere delle
Commissioni  parlamentari  competenti  per  materia, che si esprimono
entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
  4.  Disposizioni correttive dei decreti legislativi di cui al comma
1,  nel  rispetto  dei principi, dei criteri direttivi, nonche' delle
procedure  stabiliti  dal presente articolo, possono essere adottate,
con uno o piu' decreti legislativi, entro il 31 dicembre 2003.
												Capo VIII*DISPOSIZIONI IN MATERIA*DI COMUNICAZIONI*
Art. 41 Tecnologie delle comunicazioni 1. Nell'ambito dell'attivita' del Ministero delle comunicazioni nel campo dello sviluppo delle tecnologie delle comunicazioni e dell'informazione, nonche' della sicurezza delle reti e della tutela delle comunicazioni, l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, organo tecnico-scientifico del Ministero delle comunicazioni, continua a svolgere compiti di studio e ricerca scientifica, anche mediante convenzioni con enti ed istituti di ricerca specializzati nel settore delle poste e delle comunicazioni, di predisposizione della normativa tecnica, di certificazione e di omologazione di apparecchiature e sistemi, di formazione del personale del Ministero e di altre organizzazioni pubbliche e private sulla base dell'articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto-legge 1 dicembre 1993, n. 487, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71. Presso l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione opera la Scuola superiore di specializzazione in telecomunicazioni ai sensi del regio decreto 19 agosto 1923, n. 2483, e successive modificazioni. 2. Per un efficace ed efficiente svolgimento dei compiti di cui al comma 1, all'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione e' attribuita autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e contabile nei limiti stabiliti dalla legge. I finanziamenti che l'Istituto riceve per effettuare attivita' di ricerca sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero delle comunicazioni - centro di responsabilita' amministrativa "Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione" e destinati all'espletamento delle attivita' di ricerca. L'Istituto e' sottoposto al controllo della Corte dei conti, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, e al potere di indirizzo e vigilanza del Ministero delle comunicazioni. 3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge il Consiglio superiore tecnico delle poste e delle telecomunicazioni acquista la denominazione di Consiglio superiore delle comunicazioni ed assume tra le proprie attribuzioni quelle riconosciute in base all'articolo 1, comma 24, della legge 31 luglio 1997, n. 249, al Forum permanente per le comunicazioni, che e' conseguentemente soppresso e nella cui dotazione finanziaria il Consiglio succede. Trascorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i componenti del Consiglio cessano dalla carica. Il Consiglio superiore delle comunicazioni e' organo consultivo del Ministero delle comunicazioni con compiti di proposta nei settori di competenza del Ministero. Con regolamento da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede al riordinamento del Consiglio. 4. Il Ministero delle comunicazioni, anche attraverso i propri organi periferici, esercita la vigilanza sui tetti di radiofrequenze compatibili con la salute umana anche a supporto degli organi indicati dall'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, ferme restando le competenze del Ministero della salute. 5. (( La Fondazione Ugo Bordoni e' riconosciuta istituzione di alta cultura e ricerca ed e' sottoposta alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico. La Fondazione elabora e propone, in piena autonomia scientifica, strategie di sviluppo del settore delle comunicazioni, da potere sostenere nelle sedi nazionali e internazionali competenti, e coadiuva operativamente il Ministero dello sviluppo economico e altre amministrazioni pubbliche nella soluzione organica ed interdisciplinare delle problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio connesse alle attivita' del Ministero e delle amministrazioni pubbliche. La Fondazione, su richiesta dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ovvero di altre Autorita' amministrative indipendenti, svolge attivita' di ricerca ed approfondimento su argomenti di carattere tecnico, economico e regolatorio. Le modalita' di collaborazione con il Ministero, con le altre amministrazioni pubbliche e con l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e altre Autorita' amministrative indipendenti sono stabilite, nei limiti delle disponibilita' delle amministrazioni, attraverso apposite convenzioni, predisposte sulla base di atti che stabiliscono le condizioni anche economiche cui la Fondazione Ugo Bordoni e' tenuta ad attenersi nell'assolvere agli incarichi ad essa affidati )). Al finanziamento della Fondazione lo Stato contribuisce mediante un contributo annuo per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 di 5.165.000 euro per spese di investimento relative alle attivita' di ricerca. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle comunicazioni. Prosegue senza soluzione di continuita', rimanendo confermato, il regime convenzionale tra il Ministero delle comunicazioni e la Fondazione Ugo Bordoni, di cui all'atto stipulato in data 7 marzo 2001, recante la disciplina delle reciproche prestazioni relative alle attivita' di collaborazione e la regolazione dei conseguenti rapporti. Nell'interesse generale alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica, la Fondazione Ugo Bordoni realizza altresi' la rete di monitoraggio dei livelli di campo elettromagnetico a livello nazionale, a valere sui fondi di cui all'articolo 112 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, secondo le modalita' stabilite da apposita convenzione. (8) 6. (( Lo statuto, l'organizzazione e i ruoli organici della Fondazione Ugo Bordoni sono ridefiniti in coerenza con le attivita' indicate al comma 5 e con la finalita', prevalente e dedicata, di ricerca e assistenza in favore del Ministero dello sviluppo economico, di altre amministrazioni pubbliche, nonche' delle Autorita' amministrative indipendenti )). I dipendenti della Fondazione risultanti in esubero in base alla nuova organizzazione, e comunque fino ad un massimo di 80 unita', possono chiedere di essere immessi, anche in soprannumero, nel ruolo dell'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione e del Ministero delle comunicazioni, al quale accedono con procedure concorsuali, secondo criteri e modalita' da definire con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica. Al loro inquadramento si provvede nei posti e con le qualifiche professionali analoghe a quelle rivestite. Al personale immesso compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla qualifica in cui ciascun dipendente e' inquadrato, senza tenere conto dell'anzianita' giuridica ed economica maturata con il precedente rapporto. Per le finalita' di cui al presente comma, e' autorizzata la spesa annua massima di 4.648.000 euro a decorrere dall'anno 2002, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle comunicazioni. I dipendenti che hanno presentato domanda di inquadramento possono essere mantenuti in servizio presso la Fondazione fino al completamento delle procedure concorsuali. 7. Al fine di incentivare lo sviluppo della radiodiffusione televisiva in tecnica digitale su frequenze terrestri, in aggiunta a quanto gia' previsto dal decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, il Ministero delle comunicazioni promuove attivita' di sperimentazione di trasmissioni televisive digitali terrestri e di servizi interattivi, con particolare riguardo alle applicazioni di carattere innovativo nell'area dei servizi pubblici e dell'interazione tra i cittadini e le amministrazioni dello Stato, avvalendosi della riserva di frequenze di cui all'articolo 2, comma 6, lettera d), della legge 31 luglio 1997, n. 249. Tali attivita' sono realizzate, sotto la vigilanza del Ministero delle comunicazioni e dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, con la supervisione tecnica della Fondazione Ugo Bordoni attraverso convenzioni da stipulare tra la medesima Fondazione e soggetti abilitati alla sperimentazione ai sensi del citato decreto-legge n. 5 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 66 del 2001, e della deliberazione n. 435/01/CONS dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni del 15 novembre 2001, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2001, sulla base di progetti da questi presentati. Fino alla data di entrata in vigore del provvedimento previsto dall'articolo 29 della citata deliberazione n. 435/01/CONS, per le predette attivita' di sperimentazione sono utilizzate, su base non interferenziale, le frequenze libere o disponibili. 8. All'articolo 2-bis, comma 10, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, dopo le parole: "sono rilasciate dal Ministero delle comunicazioni" sono aggiunte le seguenti: "che esercita la vigilanza e il controllo sull'assolvimento degli obblighi derivanti anche da quelle rilasciate dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni". 9. Le imprese di radiodiffusione sonora e televisiva in ambito locale che alla data di entrata in vigore della presente legge risultino debitrici per canoni di concessione per l'esercizio di attivita' di radiodiffusione dovuti fino al 31 dicembre 1999 possono definire la propria posizione debitoria, senza applicazione di interessi, mediante pagamento di quanto dovuto, da effettuarsi entro novanta giorni dalla comunicazione alle interessate da parte del Ministero delle comunicazioni, in un'unica soluzione se l'importo e' inferiore ad euro 5.000, ovvero in un numero massimo di cinque rate mensili di ammontare non inferiore ad euro 2.000, con scadenza a partire dal trentesimo giorno successivo alla data di ricevimento della comunicazione, se l'importo e' pari o superiore ad euro 5.000. --------------- AGGIORNAMENTO (8) Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, ha disposto (con l'art. 7, comma 2) che il contributo dello Stato alla fondazione Ugo Bordoni previsto dal comma 5 del presente articolo, e' rinnovato, per il triennio 2005-2007 per l'importo di 5.165.000 euro annui. La fondazione invia, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione al Governo e alle competenti Commissioni parlamentari nella quale da' conto delle attivita' svolte nell'anno precedente.
												Capo IX*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE*
Art. 42 Delega per la trasformazione degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico in fondazioni 1. Il Governo e' delegato ad adottare, su proposta del Ministro della salute, d'intesa con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico, di cui al decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 269, e successive modificazioni, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere e disciplinare, nel rispetto delle attribuzioni delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le modalita' e le condizioni attraverso le quali il Ministro della salute, d'intesa con la regione interessata, possa trasformare gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, in fondazioni di rilievo nazionale, aperte alla partecipazione di soggetti pubblici e privati e sottoposte alla vigilanza del Ministero della salute e del Ministero dell'economia e delle finanze, ferma restando la natura pubblica degli istituti medesimi; b) prevedere che i nuovi enti adeguino la propria organizzazione al principio di separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo, da un lato, e gestione e attuazione dall'altro, garantendo, nell'organo di indirizzo, composto dal consiglio di amministrazione e dal presidente eletto dal consiglio di amministrazione, la presenza maggioritaria di membri designati dalle istituzioni pubbliche, Ministero della salute, regioni e comuni, con rappresentanza paritetica del Ministero della salute e della regione interessata, e assicurando che la scelta di tutti i componenti del consiglio sia effettuata sulla base di idonei requisiti di professionalita' e onorabilita', periodicamente verificati; dell'organo di gestione fanno parte il direttore generale-amministratore delegato, nominato dal consiglio di amministrazione, e il direttore scientifico responsabile della ricerca, nominato dal Ministero della salute, sentita la regione interessata; ((10)) c) trasferire ai nuovi enti, in assenza di oneri, il patrimonio, i rapporti attivi e passivi e il personale degli istituti trasformati. Il personale gia' in servizio all'atto della trasformazione puo' optare per un contratto di lavoro di diritto privato, fermi restando, in ogni caso, i diritti acquisiti; d) individuare, nel rispetto della programmazione regionale, misure idonee di collegamento e sinergia con le altre strutture di ricerca e di assistenza sanitaria, pubbliche e private, e con le universita', al fine di elaborare e attuare programmi comuni di ricerca, assistenza e formazione; e) prevedere strumenti che valorizzino e tutelino la proprieta' dei risultati scientifici, ivi comprese la costituzione e la partecipazione ad organismi ed enti privati, anche aventi scopo di lucro, operanti nel settore della ricerca biomedica e dell'industria, con modalita' atte a salvaguardare la natura no-profit delle fondazioni; f) prevedere che il Ministro della salute assegni a ciascuna fondazione, o a fondazioni aggregate a rete, diversi e specifici progetti finalizzati di ricerca, anche fra quelli proposti dalla comunita' scientifica, sulla base dei quali aggregare scienziati e ricercatori considerando la necessita' di garantire la qualita' della ricerca e valorizzando le specificita' scientifiche gia' esistenti o nelle singole fondazioni ovvero nelle singole realta' locali; g) disciplinare le modalita' attraverso le quali applicare i principi di cui al presente articolo agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto privato, salvaguardandone l'autonomia giuridico-amministrativa; h) disciplinare i rapporti di collaborazione con ricercatori e scienziati su progetti specifici, anche di altri enti e strutture, caratterizzati da flessibilita' e temporaneita' e prevedere modalita' di incentivazione, anche attraverso la collaborazione con gli enti di cui alla lettera e); i) disciplinare le modalita' attraverso le quali le fondazioni, nel rispetto degli scopi, dei programmi e degli indirizzi deliberati dal consiglio di amministrazione, possono concedere ad altri soggetti, pubblici e privati, compiti di gestione, anche di assistenza sanitaria, in funzione della migliore qualita' e maggiore efficienza del servizio reso; l) prevedere che le erogazioni liberali da parte di soggetti privati verso i nuovi enti di diritto privato avvengano in regime di esenzione fiscale; m) regolamentare i criteri generali per il riconoscimento delle nuove fondazioni e le ipotesi e i procedimenti per la revisione e la eventuale revoca dei riconoscimenti gia' concessi, sulla base di una programmazione nazionale riferita ad ambiti disciplinari specifici secondo criteri di qualita' ed eccellenza; n) prevedere, in caso di estinzione, la devoluzione del patrimonio in favore di altri enti pubblici disciplinati dal presente articolo aventi analoghe finalita'; o) istituire, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, con contestuale soppressione di organi collegiali aventi analoghe funzioni tecnico-consultive nel settore della ricerca sanitaria, presso il Ministero della salute un organismo indipendente, con il compito di sovrintendere alla ricerca biomedica pubblica e privata, composto da esperti altamente qualificati in ambiti disciplinari diversi, espressione della comunita' scientifica nazionale e internazionale e delle istituzioni pubbliche centrali e regionali, con compiti di consulenza e di supporto tecnico; p) prevedere che gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico, non trasformati ai sensi della lettera a), adeguino la propria organizzazione e il proprio funzionamento ai principi, in quanto applicabili, di cui alle lettere d), e), h) e n), nonche' al principio di separazione fra funzioni di cui alla lettera b), garantendo che l'organo di indirizzo sia composto da soggetti designati per la meta' dal Ministro della salute e per l'altra meta' dal presidente della regione, scelti sulla base di requisiti di professionalita' e di onorabilita', periodicamente verificati, e dal presidente dell'istituto, nominato dal Ministro della salute, e che le funzioni di gestione siano attribuite a un direttore generale nominato dal consiglio di amministrazione, assicurando comunque l'autonomia del direttore scientifico, nominato dal Ministro della salute, sentito il presidente della regione interessata. ((10)) 2. Sullo schema di decreto legislativo di cui al comma 1 il Governo acquisisce il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che si esprime entro quaranta giorni dalla richiesta. Il Governo acquisisce altresi' il parere delle competenti Commissioni parlamentari, che deve essere espresso entro quarantacinque giorni dalla trasmissione dello schema di decreto. Decorsi inutilmente i termini predetti, il decreto legislativo e' emanato anche in mancanza dei pareri. 3. L'attuazione della delega di cui al comma 1 non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. -------------- AGGIORNAMENTO (10) La Corte costituzionale, con sentenza 23 giugno-7 luglio 2005, n. 270 (in G.U. 1a s.s. 13/7/2005, n. 28) ha disposto l'illegittimita' costituzionale del comma 1 del presente articolo lettera b) "limitatamente alle parole Ministero della salute, regioni e comuni, con rappresentanza paritetica del Ministero della salute e della regione interessata" e lettera p) "limitatamente alle parole designati per la meta' dal Ministro della salute e per l'altra meta' dal Presidente della Regione" nonche' con riferimento al presidente dell'istituto, alle parole "nominato dal Ministro della salute".
                               Art. 43
        Organizzazione a rete di istituti di ricovero e cura
      a carattere scientifico dedicati a particolari discipline

  1.  Al  fine  di  favorire  la ricerca nazionale e internazionale e
poter  acquisire  risorse  anche  a  livello comunitario, il Ministro
della  salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
individua,   con  proprio  decreto,  l'organizzazione  a  rete  degli
istituti  di  ricovero  e  cura  a  carattere  scientifico dedicati a
particolari discipline.
                               Art. 44
     Modifica all'articolo 1 della legge 8 febbraio 2001, n. 12

  1.  All'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2001, n. 12, la
lettera  d)  e' abrogata. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  riacquistano  efficacia le previsioni di cui
agli  articoli  46, 47 e 48 del testo unico delle leggi in materia di
disciplina  degli  stupefacenti  e  sostanze psicotrope, prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui
al  decreto  del  Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,
nel  testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata
legge n. 12 del 2001.
                               Art. 45
     Partecipazione finanziaria dei privati in materia sanitaria

  1.  Per  la  realizzazione  della  comunicazione  istituzionale  in
materia  sanitaria  il  Ministero  della  salute puo' avvalersi anche
della  partecipazione  finanziaria  di  qualificate  aziende  private
operanti  nei  settori  commerciali  ed economici nonche' nel settore
della  comunicazione  e  dell'informazione, assicurando alle medesime
gli  effetti  derivanti,  in termini di ritorno di immagine, dal loro
coinvolgimento  nelle peculiari tematiche di utilita' sociale dirette
alla promozione della salute.
  2.  Per  la  realizzazione  della  comunicazione  istituzionale  in
materia  sanitaria,  di  cui al comma 1, si applicano le disposizioni
della legge 7 giugno 2000, n. 150.
  3.  Con  decreto  del  Ministro  della  salute,  di concerto con il
Ministro   dell'economia  e  delle  finanze,  da  adottare  ai  sensi
dell'articolo  17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
disciplinati  i criteri, le forme, le condizioni e le modalita' della
partecipazione  di  cui  al  comma  1,  assicurando  prioritariamente
l'inesistenza  di  situazioni  di  conflitto  di interessi, diretto o
indiretto,  tra  i  soggetti privati finanziatori e le finalita' e il
contenuto  della comunicazione istituzionale di cui al medesimo comma
1.
                               Art. 46
          Semplificazione in materia di sedi farmaceutiche

  1.  I  farmacisti  che  gestiscono  in  via  provvisoria  una  sede
farmaceutica  rurale  o  urbana, ai sensi dell'articolo 129 del testo
unico  delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934,
n.  1265,  e  successive modificazioni, nonche' i farmacisti a cui e'
stata  attribuita la gestione provvisoria, nel rispetto dell'articolo
1, comma 2, della legge 16 marzo 1990, n. 48, anche se hanno superato
il  limite  di  eta'  di  cui  all'articolo 4, comma 2, della legge 8
novembre  1991, n. 362, hanno diritto a conseguire per una sola volta
la titolarita' della farmacia, purche' alla data di entrata in vigore
della presente legge risultino assegnatari della gestione provvisoria
da  almeno  due  anni  e  non sia stata pubblicata la graduatoria del
concorso per l'assegnazione della relativa sede farmaceutica.
  2.  E'  escluso  dal beneficio di cui al comma 1 il farmacista che,
alla  data  di  entrata  in  vigore  della presente legge, abbia gia'
trasferito  la titolarita' di altra farmacia da meno di dieci anni ai
sensi del quarto comma dell'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n.
475,  nonche' il farmacista che abbia gia' ottenuto, da meno di dieci
anni, altri benefici o sanatorie.
  3. Le domande devono pervenire, a pena di decadenza, alle regioni e
alle  province  autonome di Trento e di Bolzano entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  4.  L'accertamento  dei  requisiti  e delle condizioni previste dai
commi  1, 2 e 3 e' effettuato entro un mese dalla presentazione delle
domande. ((12))
---------------
AGGIORNAMENTO (12)
  la  Corte  costituzionale,  con sentenza 6-10 marzo 2006, n. 87 (in
G.U.   1a   s.s.  15/3/2006,  n.  11)  ha  disposto  l'illegittimita'
costituzionale del presente art. 46.
                               Art. 47
                    Istituto superiore di sanita'

  1.  All'Istituto  superiore di sanita' e' estesa dal 1 gennaio 2003
la  disciplina  contenuta  nell'articolo  1, comma 93, della legge 23
dicembre  1996,  n. 662, e successive modificazioni, sostituendosi il
Ministro della salute al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca nella effettuazione del concerto.
  2.  All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, determinato in
1.136.205  euro  annui,  si  provvede, a decorrere dal 2003, mediante
corrispondente  riduzione  delle  proiezioni per gli anni 2003 e 2004
dello   stanziamento   iscritto,   ai  fini  del  bilancio  triennale
2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2002,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
salute.  Il  Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 48
               Centro di alta specializzazione per il
              trattamento e lo studio della talassemia

  1.  Per  l'attivazione di un centro di alta specializzazione per il
trattamento  e  lo  studio  della  talassemia, con connessa scuola di
specializzazione,  rispettivamente  destinati,  in via prioritaria, a
pazienti  e  medici  di altri Paesi del bacino del Mediterraneo e del
Medio  Oriente,  e'  autorizzata  la  spesa  di 4.000.000 di euro per
l'anno  2002  e  di 10.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2003 e
2004.
  2.  La  sede  del  centro  e  della  scuola  di  cui  al comma 1 e'
individuata  dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero
dell'istruzione,  dell'universita'  e della ricerca e d'intesa con la
Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  tenuto  conto  delle
esperienze di eccellenza maturate sul territorio nazionale nella cura
e nell'insegnamento riguardanti la talassemia.
  3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  in  4.000.000 di euro per l'anno 2002 e in 10.000.000 di
euro  per  ciascuno  degli  anni  2003  e  2004, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente  utilizzando, quanto a 3.499.666 euro per l'anno 2002, a
3.787.248  euro  per  l'anno 2003 e a 7.472.168 euro per l'anno 2004,
l'accantonamento  relativo  al  Ministero  della  salute,  e quanto a
500.334  euro  per  l'anno 2002, a 6.212.752 euro per l'anno 2003 e a
2.527.832   euro   per  l'anno  2004,  l'accantonamento  relativo  al
Ministero  dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e
delle  finanze  e'  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 49
                  Convenzione di Oviedo sui diritti
                    dell'uomo e sulla biomedicina

  1.  Il  termine per l'esercizio della delega previsto dall'articolo
3,  comma  1,  della  legge 28 marzo 2001, n. 145, e' differito al 31
luglio 2003.
                               Art. 50
                    Modifica all'articolo 27 del
             decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300

  1.  All'articolo  27,  comma  2,  del decreto legislativo 30 luglio
1999,  n.  300,  come sostituito dall'articolo 3 del decreto-legge 12
giugno  2001,  n.  217,  convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto  2001,  n.  317,  le  parole: "acque minerali e termali," sono
soppresse.
                               Art. 51 
                Tutela della salute dei non fumatori 
 
  1. E' vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di: 
    a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico; 
    b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati. 
  1-bis. Il divieto di cui al comma  1  e'  esteso  anche  alle  aree
all'aperto di pertinenza delle istituzioni del sistema  educativo  di
istruzione e di formazione ((, nonche' alle pertinenze esterne  delle
strutture universitarie  ospedaliere,  presidi  ospedalieri  e  IRCCS
pediatrici e alle pertinenze esterne dei  reparti  di  ginecologia  e
ostetricia, neonatologia e pediatria  delle  strutture  universitarie
ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS)). ((20)) 
  ((1-ter Il divieto di cui al comma 1 e'  esteso  al  conducente  di
autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a  bordo  degli
stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato  di
gravidanza.)) ((20)) 
  2. Gli esercizi e i luoghi di lavoro di cui al comma 1, lettera b),
devono essere dotati di impianti per la ventilazione ed  il  ricambio
di aria regolarmente funzionanti. Al  fine  di  garantire  i  livelli
essenziali del diritto alla salute, le caratteristiche tecniche degli
impianti per la ventilazione ed il ricambio di  aria  sono  definite,
entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione  della  presente
legge nella  Gazzetta  Ufficiale,  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri di recepimento di un accordo tra lo Stato,  le
regioni e le  province  autonome,  su  proposta  del  Ministro  della
salute. Con lo stesso provvedimento sono definiti i locali  riservati
ai fumatori nonche' i modelli dei  cartelli  connessi  all'attuazione
delle disposizioni di cui al presente articolo. 
  3. Negli esercizi di ristorazione, ai sensi del  comma  1,  lettera
b), devono essere adibiti ai  non  fumatori  uno  o  piu'  locali  di
superficie  prevalente  rispetto  alla  superficie   complessiva   di
somministrazione dell'esercizio. 
  4. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17,  comma  1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e  successive  modificazioni,  su
proposta  del  Ministro  della  salute,  possono  essere  individuati
eventuali ulteriori luoghi chiusi nei quali  sia  consentito  fumare,
nel rispetto delle disposizioni di cui  ai  commi  1,  2  e  3.  Tale
regolamento deve prevedere che  in  tutte  le  strutture  in  cui  le
persone sono  costrette  a  soggiornare  non  volontariamente  devono
essere previsti locali adibiti ai fumatori. 
  5. Alle infrazioni al divieto previsto  dal  presente  articolo  si
applicano le sanzioni di cui all'articolo 7 della legge  11  novembre
1975, n. 584, come sostituito dall'articolo 52, comma 20, della legge
28 dicembre 2001, n. 448. 
  6. Al fine di consentire una adeguata attivita' di informazione, da
attivare  d'intesa  con   le   organizzazioni   di   categoria   piu'
rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo,
3 e 5 entrano in vigore decorso un anno  dalla  data  di  entrata  in
vigore del provvedimento di cui al comma 2.(6) 
  7. Entro  centoventi  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  della
presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con accordo sancito in  sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, su  proposta  del  Ministro
della  salute  di  concerto  con  i  Ministri   della   giustizia   e
dell'interno, sono ridefinite le procedure per  l'accertamento  delle
infrazioni, la relativa modulistica per  il  rilievo  delle  sanzioni
nonche'  l'individuazione  dei  soggetti  legittimati  ad  elevare  i
relativi  processi  verbali,  di  quelli  competenti  a  ricevere  il
rapporto sulle infrazioni accertate ai sensi dell'articolo  17  della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e di quelli deputati  a  irrogare  le
relative sanzioni.(7) 
  8. Le disposizioni di  cui  al  presente  articolo  non  comportano
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 
  9. Rimangono in vigore, in quanto compatibili, le  disposizioni  di
cui agli articoli 3, 5, 6, 8, 9, 10 e  11  della  legge  11  novembre
1975, n. 584. 
  10. Restano ferme le disposizioni che disciplinano  il  divieto  di
fumo nei locali delle pubbliche amministrazioni. 
  10-bis. Il Ministero della salute esercita il monitoraggio,  per  i
profili di competenza, sugli  effetti  dei  prodotti  succedanei  dei
prodotti da fumo, al fine  di  promuovere  le  necessarie  iniziative
anche normative a tutela della salute. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L.  12
SETTEMBRE 2013, N. 104,  CONVERTITO  CON  MODIFICAZIONI  DALLA  L.  8
NOVEMBRE 2013, N. 128. 
  10-ter. La  pubblicita'  di  marchi  di  liquidi  o  ricariche  per
sigarette elettroniche contenenti nicotina e' consentita a condizione
che riporti, in modo chiaramente visibile: 
    a) la dicitura: 'presenza di nicotina'; 
    b) l'avvertimento sul rischio di dipendenza da nicotina. 
  10-quater. Entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente  disposizione,  le  emittenti  radiotelevisive  pubbliche  e
private e le  agenzie  pubblicitarie,  unitamente  ai  rappresentanti
della produzione, adottano un codice  di  autoregolamentazione  sulle
modalita' e sui contenuti dei  messaggi  pubblicitari  relativi  alle
ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina. 
  10-quinquies. E' vietata la pubblicita' di liquidi o ricariche  per
sigarette elettroniche contenenti nicotina che: 
    a) sia trasmessa all'interno di programmi rivolti ai minori e nei
quindici minuti  precedenti  e  successivi  alla  trasmissione  degli
stessi; 
    b) attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano
espressamente riconosciute dal Ministero della salute; 
    c) rappresenti minori di anni diciotto  intenti  all'utilizzo  di
sigarette elettroniche. 
  10-sexies. E' vietata la  pubblicita'  diretta  o  indiretta  delle
ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina  nei  luoghi
frequentati prevalentemente dai minori. 
  10-septies. E' vietata la pubblicita' radiotelevisiva di liquidi  o
ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina nella fascia
oraria dalle 16 alle 19. 
  10-octies. E' vietata in qualsiasi forma la pubblicita' di  liquidi
o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina: 
    a) sulla stampa quotidiana e periodica destinata ai minori; 
    b) nelle sale cinematografiche in occasione della  proiezione  di
film destinati prevalentemente alla visione da parte dei minori. 
  10-novies. La violazione delle disposizioni  di  cui  ai  commi  da
10-ter  a  10-octies  e'  punita  con  la   sanzione   amministrativa
consistente nel pagamento di una somma da euro 5.000 a  euro  25.000.
La sanzione e' raddoppiata per ogni ulteriore trasgressione. 
  10-decies. La  sanzione  di  cui  al  comma  10-novies  si  applica
altresi' alle industrie produttrici e ai responsabili delle emittenti
radiotelevisive e degli organi di stampa nonche' ai proprietari delle
sale cinematografiche. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.L. 9 novembre 2004, n. 266, convertito con modificazioni dalla
L. 27 dicembre 2004, n. 306, ha disposto (con l'art. 19, comma 1) che
il termine previsto dal comma 6 del presente  articolo  e'  prorogato
fino al 10 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (7) 
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
189) che le sanzioni amministrative  per  infrazioni  al  divieto  di
fumare, previste dal comma 7 del presente articolo sono aumentate del
10 per cento. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (20) 
  Il D.Lgs. 12 gennaio 2016, n. 6, ha disposto (con l'art. 24,  comma
5) che le presenti modifiche si applicano a decorrere dalla  data  di
entrata in vigore del suindicato D.Lgs. 
                               Art. 52
              Modalita' dell'accertamento medico-legale
                effettuato dal Ministero della salute

  1.  Al  decreto  legislativo 30 giugno 1993, n. 266, concernente il
riordinamento del Ministero della sanita', da intendersi ora riferito
al Ministero della salute, dopo l'articolo 4 e' inserito il seguente:
"Art.  4-bis. - (Modalita' dell'accertamento medico-legale effettuato
dal  Ministero  della  salute)  -  1.  Per la formulazione dei pareri
medico-legali  di  propria  competenza,  il Ministero della salute ha
facolta' di istituire, nel limite massimo di spesa di cui al comma 4,
collegi  medici  con  la  partecipazione  di  esperti universitari od
ospedalieri  specialisti nelle varie discipline mediche, nei seguenti
casi:
a) quando   sia   richiesto  un  parere  medico-legale  dagli  organi
   giudiziari  o  dalle  Amministrazioni  pubbliche, e sia necessario
   sottoporre l'interessato ad esame diretto;
b) quando  dagli  atti rimessi al Ministero risulti una disparita' di
   giudizio tra gli organi competenti;
c) quando  negli  atti  si  notino  discordanze tra i risultati degli
   accertamenti   medico-fiscali   ed   i   giudizi   diagnostico   e
   medico-legale espressi;
d) quando  il  giudizio diagnostico sia stato espresso in modo da non
   permettere  una  sicura  applicazione  delle tabelle A e B annesse
   alla legge 10 agosto 1950, n. 648, e successive modificazioni.
  2.  I  collegi medici di cui al comma 1 sono composti dal dirigente
dell'Ufficio medico-legale della Direzione generale delle professioni
sanitarie  e  medico-legali,  quale  presidente,  da  un  medico  del
predetto  Ufficio, quale relatore, e da uno o piu' esperti scelti tra
medici universitari od ospedalieri.
  3.  A  ciascun esperto, per ogni giornata di seduta, e' corrisposto
un  compenso  commisurato  alle  tariffe  minime degli onorari per le
prestazioni   medico-chirurgiche  stabilite  dall'Ordine  dei  medici
chirurghi e degli odontoiatri e vigenti al momento della prestazione.
  4. Per i compensi delle prestazioni degli esperti di cui al comma 3
e'  autorizzata  la  spesa  annua  massima  di 3.693 euro a decorrere
dall'anno 2002.
  5.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato  nella  misura  massima  di  3.693 euro annui a decorrere
dall'anno  2002,  si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2002-2004,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  per  l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero della salute.
  6.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".
                               Art. 53
 Contributi straordinari a favore della provincia autonoma di Trento
per lo svolgimento di un servizio di assistenza domiciliare integrata

  1.  Alla  provincia  autonoma  di Trento e' assegnato un contributo
straordinario  di 2.000.000 di euro per l'anno 2002 e di 4.000.000 di
euro  per  ciascuno degli anni 2003 e 2004 per lo svolgimento, in via
sperimentale, di un servizio di assistenza domiciliare integrata.
  2.  All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari
a  2.000.000 di euro per l'anno 2002 e 4.000.000 di euro per ciascuno
degli anni 2003 e 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello   stanziamento   iscritto,   ai  fini  del  bilancio  triennale
2002-2004,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2002,  allo  scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
												Capo X*DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA E SOSTEGNO*DELLA PATERNITA' E DELLA MATERNITA'*
Art. 54 Differimento del termine per l'emanazione di disposizioni correttive del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 1. Al comma 3 dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, le parole: "Entro un anno" sono sostituite dalle seguenti: "Entro due anni". La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi' 16 gennaio 2003 CIAMPI Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Mazzella, Ministro per la funzione pubblica Visto, il Guardasigilli: Castelli