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Numero Atti:61746
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 23 maggio 2019 Ultima Modifica: 24 maggio 2019
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Dettaglio atto

Legge 27 marzo 1992 , n. 257

Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto

(G.U. Serie Generale , n. 87 del 13 aprile 1992)

									CAPO I*DISPOSIZIONI GENERALI*
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: ART. 1. Finalita' 1. La presente legge concerne l'estrazione, l'mportazione, la lavorazione, l'utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonche' l'esportazione dell'amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dell'estrazione, dell'importazione, dell'esportazione e dell'utilizzazione dell'amianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall'inquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull'inquinamento da amianto. 2. Sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto. ((Previa autorizzazione espressa d'intesa fra i Ministri dell'ambiente, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanita', e' ammessa la deroga ai divieti di cui al presente articolo per una quantita' massima di 800 chilogrammi e non oltre il 31 ottobre 2000, per amianto sotto forma di treccia o di materiale per guarnizioni non sostituibile con prodotti equivalenti disponibili. Le imprese interessate presentano istanza al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato che dispone, con proprio provvedimento, la ripartizione pro-quota delle quantita' sopra indicate, nonche' determina le modalita' operative conformandosi alle indicazioni della commissione di cui all'articolo 4)). (4) --------------- AGGIORNAMENTO (4) La L. 24 aprile 1998, n. 128 ha disposto (con l'art. 16, comma 3) che la disposizione di cui al comma 2 del presente articolo 1 ha efficacia decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della suddetta legge.
                               ART. 2.
                             Definizioni
1. Ai fini della presente legge si intendono per:
a)  amianto:  i  silicati  fibrosi di cui all'articolo 23 del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
b) utilizzazione dell'amianto: la  lavorazione  e  la  produzione  di
prodotti  di amianto o di prodotti contenenti amianto libero o legato
in matrice friabile  o  in  matrice  cementizia  o  resinoide,  o  di
prodotti  che  comunque  possano  immettere  nell'ambiente  fibre  di
amianto;
c)  rifiuti  di  amianto:  i  materiali  di  scarto  delle  attivita'
estrattive  di  amianto,  i detriti e le scorie delle lavorazioni che
utilizzano   amianto,   anche   provenienti   dalle   operazioni   di
decoibentazione   nonche'  qualsiasi  sostanza  o  qualsiasi  oggetto
contenente che abbia perso la sua  destinazione  d'uso  e  che  possa
disperdere fibre di amianto nell'ambiente in concentrazioni superiori
a quelle ammesse dall'articolo 3.
                               ART. 3. 
                          (( (Valori limite.) 
  1. La concentrazione di fibre di amianto respirabili nei luoghi  di
lavoro ove si utilizza o si trasforma o  si  smaltisce  amianto,  nei
luoghi ove si  effettuano  bonifiche,  negli  ambienti  delle  unita'
produttive ove si utilizza amianto  e  delle  imprese  o  degli  enti
autorizzati  alle  attivita'  di  trasformazione  o  di   smaltimento
dell'amianto o di bonifica delle aree interessate, non puo'  superare
i valori limite fissati dall'articolo 31 del decreto  legislativo  15
agosto 1991, n. 277, come modificato dalla presente legge. 
  2. I limiti, le procedure e i metodi di analisi per la  misurazione
dei valori  dell'inquinamento  da  amianto,  compresi  gli  effluenti
liquidi e gassosi contenenti amianto, sono disciplinati  dal  decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 144. 
    Eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui ai commi  1
e 2 sono disposti, in coerenza con la normativa comunitaria,  che  su
proposta della commissione di cui all'articolo  4,  con  decreto  del
Ministro della sanita', di concerto con il Ministro  dell'ambiente  e
con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 
  4.  La  lettera  a)  del  comma  1  dell'articolo  31  del  decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277, e' sostituita dalla seguente: 
    "a) 0,6 fibre per centimetro cubo per il crisotilo". 
  5. Il comma 2 dell'articolo 31 del decreto  legislativo  15  agosto
1991, n. 277, e' abrogato)). ((4)) 
    
--------------


    
AGGIORNAMENTO (4) 
La L. 24 aprile 1998, n. 128 ha disposto (con l'art. 16, comma 3) che
le disposizioni di cui al presente articolo 3 hanno efficacia decorsi
centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  suddetta
legge. 
									CAPO II*ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DI*VALUTAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE*
ART. 4. Istituzione della commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all'impiego dell'amianto 1. Con decreto del Ministro della sanita', di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con il Ministro dell'ambiente, con il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica e con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e' istituita, presso il Ministero della sanita', entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all'impiego dell'amianto, di seguito denominata commissione, composta da: a) due esperti di tecnologia industriale, designati dal Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica; b) due esperti di materiali e di prodotti industriali, designati dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato; c) due esperti di problemi dell'igiene ambientale e della prevenzione nei luoghi di lavoro, designati dal Ministro della sanita'; d) due esperti di valutazione di impatto ambientale e di sicurezza delle produzioni industriali, designati dal Ministro dell'ambiente; e) un esperto di problemi della previdenza sociale, designato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale; f) un esperto dell'Istituto superiore di sanita'; g) un esperto del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR); h) un esperto dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (ENEA); i) un esperto dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL); l) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale; m) due rappresentanti delle organizzazioni delle imprese industriali e artigianali del settore; n) un rappresentante delle associazioni di protezione ambientale di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349. 2. La commissione di cui al comma 1 e' presieduta dal Ministro della sanita' o da un Sottosegretario di Stato da questi delegato.
                               ART. 5.
                      Compiti della commissione
1. La commissione di cui all'articolo 4 provvede:
a) ad acquisire i dati dei censimenti di cui all'articolo 10;
b)  a  predisporre  entro centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, avvalendosi dell'Istituto  superiore  di
sanita'  e  dell'ISPESL, un piano di indirizzo e di coordinamento per
la formazione professionale  del  personale  del  Servizio  sanitario
nazionale addetto al controllo dell'attivita' di bonifica;
c)   a  predisporre  disciplinari  tecnici  sulle  modalita'  per  il
trasporto  e  il  deposito  dei  rifiuti  di  amianto   nonche'   sul
trattamento,  l'imballaggio  e  la  ricopertura  dei rifiuti medesimi
nelle discariche autorizzate ai  sensi  del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, successive modificazioni
e integrazioni;
a) ad individuare i  requisiti  per  la  omologazione  dei  materiali
sostitutivi  dell'amianto e dei prodotti che contengono materiali, in
relazione alle necessita' d'uso ed a rischi sanitari  ed  ambientali,
avvalendosi  anche  dei  laboratori  delle universita' o del CNR o di
enti operanti nel  settore  del  controllo  della  qualita'  e  della
sicurezza dei prodotti;
e)  a  definire  i  requisiti  tecnici  relativi  ai  marchi  e  alla
denominazione  di  qualita'  dei  prodotti  costituiti  da  materiali
sostitutivi dell'amianto;
f)  a  predisporre, entro centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, normative e metodologie tecniche per gli
interventi di bonifica,  ivi  compresi  quelli  per  rendere  innocuo
l'amianto.
2.  Per  l'espletamento  delle  attivita'  di  cui  al  comma  1,  la
commissione puo' avvalersi della collaborazione di istituti  ed  enti
di ricerca.
3.   La  commissione  predispone  rapporti  annuali  sullo  stato  di
attuazione dei compiti ad essa attribuiti dalla  presente  legge  che
trasmette    al    Ministro    dell'industria,    del   commercio   e
dell'artigianato,   al   Ministro   della   sanita',   al    Ministro
dell'ambiente, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica.
                               ART. 6.
                         Norme di attuazione
1.  Il  Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di
concerto con il Ministro della sanita', puo'  integrare  con  proprio
decreto,  su  proposta  della  commissione  di cui all'articolo 4, la
lista delle sostanze di cui all'articolo 23 del  decreto  legislativo
15 agosto 1991, n. 277.
2.  Entro  trecentosessantacinque  giorni  dalla  data  di entrata in
vigore  della  presente  legge,  il  Ministro   dell'industria,   del
commercio   e   dell'artigianato,   di   concerto   con  il  Ministro
dell'ambiente e con il Ministro della sanita', stabilisce con proprio
decreto, sulla base di  quanto  indicato  dalla  commissione  di  cui
all'articolo  4  ai  sensi  dell'articolo  5,  comma 1, lettera d), i
requisiti per la omologazione dei materiali sostitutivi  dell'amianto
e dei prodotti che contengono tali materiali e individua prodotti per
i quali sia prevista la sostituzione dei componenti di amianto.
3.   Il   Ministro   della  sanita',  di  concerto  con  il  Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, adotta con  proprio
decreto, da emanare entro trecentosessantacinque giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, le normative e le metodologie
tecniche di cui all'articolo 5, comma 1, lettera f).
4.  Il  Ministro  dell'ambiente,  di  concerto  con il Ministro della
sanita',   adotta   con   proprio   decreto,   da    emanare    entro
trecentosessantacinque  giorni  dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i disciplinari tecnici di cui all'articolo  5,  comma
1, lettera c).
5.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  emana  con proprio
decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente  legge,  gli  atti  di  indirizzo  e  di coordinamento delle
attivita' delle regioni e delle province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano  di  cui  all'articolo  10  della  presente  legge,  ai sensi
dell'articolo 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988,  n.
400.
6.  Il  Ministro  dell'industria,  del  commercio e dell'artigianato,
sentiti il Ministro della  sanita',  il  Ministro  dell'ambiente,  il
Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  e  il  Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,  presenta
annualmente  al Parlamento, anche in base dei rapporti annuali di cui
all'articolo 5, comma 3, una  relazione  sullo  stato  di  attuazione
della presente legge.
7.   Le   disposizioni   concernenti   l'omologazione  dei  materiali
sostitutivi dell'amianto e dei prodotti che contengono tali materiali
non si applicano agli elementi costruttivi e ai componenti  privi  di
fibre  di  amianto  che alla data di entrata in vigore della presente
legge risultino omologabili sulla base  della  normativa  di  settore
ovvero di innocuita' accertata dall'Istituto superiore di sanita'.
                               ART. 7.
                        Conferenza nazionale
1.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  avvalendosi della
commissione di cui  all'articolo  4  e  d'intesa  con  la  Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano di cui all'articolo 12 della legge 23
agosto 1988, n. 400, promuove, entro due anni dalla data  di  entrata
in  vigore  della  presente  legge,  una  conferenza  nazionale sulla
sicurezza  ambientale  e  sanitaria  delle  tecnologie   industriali,
nonche'  dei materiali e dei prodotti di cui alla presente legge, con
la partecipazione di esperti e di rappresentanti delle organizzazioni
sindacali  dei  lavoratori  maggiormente  rappresentative  a  livello
nazionale, delle imprese, delle associazioni di protezione ambientale
di  cui  all'articolo  13  della  legge  8 luglio 1986, n. 349, delle
associazioni dei consumatori e degli utenti riconosciute  per  legge,
delle universita' e dei centri ed istituti di ricerca.
									CAPO III*TUTELA DELL'AMBIENTE*E DELLA SALUTE*
ART. 8. Classificazione, imballaggio, etichettatura 1. La classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura dell'amianto e dei prodotti che contengono amianto sono disciplinati dalla legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modificazioni e integrazioni, e dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 215.
                               ART. 9.
               Controllo sulle dispersioni causate dai
             processi di lavorazione e sulle operazioni
                      di smaltimento e bonifica
1.  Le imprese che utilizzano amianto, direttamente o indirettamente,
nei processi produttivi, o che svolgono attivita' di smaltimento o di
bonifica dell'amianto, inviano annualmente alle regioni,  alle  prov-
ince  autonome  di Trento e di Bolzano e alle unita' sanitarie locali
nel cui ambito di competenza  sono  situati  gli  stabilimenti  o  si
svolgono le attivita' dell'impresa, una relazione che indichi:
a)  i  tipi  e  i quantitativi di amianto utilizzati e dei rifiuti di
amianto che sono oggetto dell'attivita' di smaltimento o di bonifica;
b) le attivita' svolte, i procedimenti applicati, il numero e i  dati
anagrafici  degli  addetti,  il  carattere  e  la  durata  delle loro
attivita'  e  le  esposizioni  dell'amianto  alle  quali  sono  stati
sottoposti;
c) le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto;
d) le misure adottate o in via di adozione ai fini della tutela della
salute dei lavoratori e della tutela dell'ambiente.
2.  Le  unita'  sanitarie  locali vigilano sul rispetto dei limiti di
concentrazione di  cui  all'articolo  3,  comma  1,  e  predispongono
relazioni  annuali  sulle  condizioni  dei  lavoratori  esposti,  che
trasmettono alle competenti regioni e province autonome di  Trento  e
di Bolzano ed al Ministero della sanita'.
3. Nella prima attuazione della presente legge la relazione di cui al
comma  1  deve  riferirisi  anche  alle attivita' dell'impresa svolte
nell'ultimo quinquennio ed essere articolata per ciascin anno.
                              ART. 10.
              Piani regionali e delle province autonome
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano,
entro  centottanta  giorni  dalla  data di emanazione del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 6, comma 5,
piani  di   protezione   dell'ambiente,   di   decontaminazione,   di
smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti
dall'amianto.
2. I piani di cui al comma 1 prevedono tra l'altro:
a)  il  censimento  dei  siti  interessati da attivita' di estrazione
dell'amianto;
b) il censimento delle imprese che utilizzano  o  abbiano  utilizzato
amianto  nelle rispettive attivita' produttive, nonche' delle imprese
che operano nelle attivita' di smaltimento o di bonifica;
c)  la  predisposizione  di  programmi  per  dismettere   l'attivita'
estrattiva dell'amianto e realizzare la relativa bonifica dei siti;
d)  l'individuazione  dei  siti  che  devono  essere  utilizzati  per
l'attivita' di smaltimento dei rifiuti di amianto;
e) il controllo  delle  condizioni  di  salubrita'  ambientale  e  di
sicurezza  del lavoro attraverso i presidi e i servizi di prevenzione
delle unita' sanitarie locali competenti per territorio;
f) la rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo  derivanti
dalla presenza di amianto;
g) il controllo delle attivita' di smaltimento e di bonifica relative
all'amianto;
h)  la predisposizione di specifici corsi di formazione professionale
e il  rilascio  di  titoli  di  abilitazione  per  gli  addetti  alle
attivita'  di  rimozione  e di smaltimento dell'amianto e di bonifica
delle areee interessate, che e' condizionato alla frequenza  di  tali
corsi;
i)  l'assegnazione  delle  risorse  finanziarie alle unita' sanitarie
locali per  la  dotazione  della  strumentazione  necessaria  per  lo
svolgimento  delle  attivita'  di  controllo  previste dalla presente
legge;
l) il censimento degli edifici nei quali siano presenti  materiali  o
prodotti  contenenti  amianto  libero  o  in  matrice  friabile,  con
priorita' per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o
di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti.
3. I piani di cui al comma 1  devono  armonizzarsi  con  i  piani  di
organizzazione  dei  servizi  di  smaltimento  dei  rifiuti di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915,  e
successive modificazioni e integrazioni.
4.  Qualora  le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano
non adottino il piano ai sensi del comma 1, il medesimo  e'  adottato
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del
Ministro  della  sanita', di concerto con il Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato e  con  il  Ministro  dell'ambiente,
entro  novanta  giorni  dalla scadenza del termine di cui al medesimo
comma 1.
                              ART. 11.
               Risanamento della miniera di Balangero
1.  Il  Ministero dell'ambiente promuove la conclusione di un accordo
di  programma  con  il  Ministero  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato,  con  il  Ministero  della  sanita', con la regione
Piemonte, con la comunita' montana di Valle di Lanzo e con il  Comune
di   Balangero  per  il  risanamento  ambientale  della  miniera  ivi
esistente e del territorio interessato, con priorita' di utilizzo dei
lavoratori della medesima miniera nelle attivita' di bonifica.
2. Per il finanziamento dell'accordo di programma di cui al  comma  1
e'  autorizzata,  a carico del bilancio dello Stato, la spesa di lire
30 miliardi in ragione di lire 15 miliardi per il 1992 e di  lire  15
miliardi per il 1993.
3.  All'onere  derivante  dall'attuazione del comma 2, pari a lire 15
miliardi per l'anno 1992 e a lire 15 miliardi  per  l'anno  1993,  si
provvede   mediante   corrispondente   riduzione  dello  stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo  9001
dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992,
all'uopo parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  "Norme  per  la
riconversione  delle  produzioni  a  base di amianto (di cui lire 6,3
miliardi quale limite di impegno dal 1993)".
                              ART. 12.
                       Rimozione dell'amianto
                       e tutela dell'ambiente
1.  Le  unita' sanitarie locali effettuano l'analisi del rivestimento
degli  edifici  di  cui  all'articolo  10,  comma  2,   lettera   l),
avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli
uffici tecnici degli enti locali.
2.   Con  decreto  del  Ministro  della  sanita',  da  emanare  entro
centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge,  sono  stabilite le norme relative agli strumenti necessari ai
rilevamenti e alle analisi del rivestimento  degli  edifici,  nonche'
alla   pianificazione   e  alla  programmazione  delle  attivita'  di
rimozione e di fissaggio di cui al comma 3 e le procedure da  seguire
nei diversi processi lavorativi di rimozione.
3. Qualora non si possa ricorrere a tecniche di fissaggio, e solo nei
casi   in  cui  i  risultati  del  processo  diagnostico  la  rendano
necessaria, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano
dispongono   la  rimozione  dei  materiali  contenenti  amianto,  sia
floccato che in  matrice  friabile.  Il  costo  delle  operazioni  di
rimozione e' a carico dei proprietari degli immobili.
4.  Le  imprese  che  operano  per  lo  smaltimento  e  la  rimozione
dell'amianto  e  per  la  bonifica  delle  aree  interessate  debbono
iscriversi  a  una  speciale sezione dell'albo di cui all'articolo 10
del  decreto-legge  31  agosto   1987,   n.   361,   convertito   con
modificazioni,  dalla  legge  29  ottobre  1987,  n. 441. Il Ministro
dell'ambiente,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'industria,  del
commercio  e  dell'artigianato,  stabilisce  con  proprio  decreto da
emanare entro centottanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
della  presente  legge,  i  requisiti,  i  termini,  le modalita' e i
diritti di iscrizione. Le imprese  di  cui  al  presente  comma  sono
tenute  ad  assumere,  in  via prioritaria, il personale gia' addetto
alle lavorazioni dell'amianto, che abbia i titoli di cui all'articolo
10, coma 2, lettera h), della presente legge.
5. Presso le unita' sanitarie locali e'  istituito  un  registro  nel
quale  e'  indicata  la  localizzazione  dell'amianto  floccato  o in
matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili
devono comunicare alle unita' sanitarie locali i dati  relativi  alla
presenza   dei  materiali  di  cui  al  presente  comma.  Le  imprese
incaricate di eseguire lavori  di  manutenzione  negli  edifici  sono
tenute   ad   acquisire,   presso  le  unita'  sanitarie  locali,  le
informazioni necessarie per l'adozione di misure cautelative per  gli
addetti.  Le  unita'  sanitarie locali comunicano alle regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano i dati registrati,  ai  fini
del censimento di cui all'articolo 10, comma 2, lettera l).
6.  I  rifiuti  di  amianto sono classificati tra i rifiuti speciali,
tossici e nocivi, ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente
della  Repubblica  10  settembre  1982,  n.   915,   in   base   alle
caratteristiche  fisiche che ne determinano la pericolosita', come la
friabilita' e la densita'.
									CAPO IV*MISURE DI SOSTEGNO*PER I LAVORATORI*
Art. 13 Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato 1. Ai lavoratori occupati in imprese che utilizzano ovvero estraggono amianto, impegnate in processi di ristrutturazione e riconversione produttiva, e' concesso il trattamento straordinario di integrazione salariale secondo la normativa vigente anche se il requisito occupazionale sia pari a quindici unita' per effetto di decremento di organico dovuto al pensionamento anticipato. 2. Con effetto fino a settecentotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i lavoratori occupati nelle imprese di cui al comma 1, anche se in corso di dismissione o sottoposte a pro- cedure fallimentari, e che possano far valere nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti almeno trenta anni di anzianita' assicurativa e contributiva agli effetti delle disposizioni previste dall'articolo 22, primo comma, lettere a) e b), della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, hanno facolta' di richiedere la concessione di un trattamento di pensione secondo la disciplina di cui al medesimo articolo 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, con una maggiorazione dell'anzianita' assicurativa e contributiva pari al periodo necessario per la maturazione del requisito dei trantacinque anni prescritto dalle disposizioni soprarichiamate, in ogni caso non superiore al periodo compreso tra la data di risoluzione del rapporto e quella del compimento di sessanta anni, se uomini, o cinquantacinque anni se donne. 3. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentito il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, individua i criteri per la selezione delle imprese di cui al comma 1 e determina, entro il limite di seicento unita', il numero massimo di pensionamenti anticipati. 4. Le imprese, singolarmente o per gruppo di appartenenza, rientranti nei criteri di cui al comma 3, che intendano avvalersi delle disposizioni del presente articolo, presentano programmi di ristrutturazione e riorganizzazione e dichiarano l'esistenza e l'entita' delle eccedenze strutturali di manodopera, richiedendone l'accertamento da parte del CIPE unitamente alla sussistenza dei requisiti di cui al comma 2. 5. La facolta' di pensionamento anticipato puo' essere esercitata da un numero di lavoratori non superiore a quello delle eccedenze accertate dal CIPE. I lavoratori interessati sono tenuti a presentare all'impresa di appartenenza domanda irrevocabile per l'esercizio della facolta' di cui al comma 2 del presente articolo, entro trenta giorni dalla comunicazione all'impresa stessa o al gruppo di imprese degli accertamenti del CIPE, ovvero entro trenta giorni dalla maturazione dei trenta anni di anzianita' di cui al medesimo comma 2, se posteriore. L'impresa entro dieci giorni dalla scadenza del termine trasmette all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) le domande dei lavoratori, in deroga all'articolo 22, primo comma, lettera c), della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni. Nel caso in cui il numero dei lavoratori che esercitano la facolta' di pensionamento anticipato sia superiore a quello delle eccedenze accertate, l'impresa opera una selezione in base alle esigenze di ristrutturazione e riorganizzazione. Il rapporto di lavoro dei dipendenti le cui domande sono trasmesse all'INPS si estingue nell'ultimo giorno del mese in cui l'impresa effettua la trasmissione. 6. Per i lavoratori delle miniere o delle cave di amianto il numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa ai periodi di prestazione lavorativa ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche e' moltiplicato per il coefficiente di 1,5. 7. Ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori, che abbiano contratto malattie professionali a causa dell'esposizione all' amianto documentate dall'Istituto nazionale per l' assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), il numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa a periodi di prestazione lavorativa per il periodo di provata esposizione all'amianto e' moltiplicato per il coefficiente di 1,5. 8. Per i lavoratori che siano stati esposti all'amianto per un periodo superiore a dieci anni, l'intero periodo lavorativo soggetto all' assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall' esposizione all'amianto gestita dall' INAIL e' moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche per il coefficiente di 1,5. (6) ((8)) 9. Ai dipendenti delle miniere o delle cave di amianto o delle imprese di cui al comma 1, anche se in corso di dismissione o sottoposte a procedure fallimentari o fallite, che possano far valere i medesimi requisiti di eta' e anzianita' contributiva previsti dal comma 2 presso l'Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali (INPDAI), e' dovuto, dall'Istituto medesimo, a domanda e a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro, l'assegno di cui all'articolo 17 della legge 23 aprile 1981, n. 155. L'anzianita' contributiva dei dirigenti ai quali e' corrisposto il predetto assegno e' aumentata di un periodo pari a quello compreso tra la data di risoluzione del rapporto di lavoro e quella del compimento di sessanta anni, se uomini, e cinquantacinque anni se donne. 10. La gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, corrisponde al Fondo pensioni lavoratori dipendenti per ciascun mese di anticipazione della pensione una somma pari all'importo risultante dall'applicazione dell'aliquota contributiva in vigore per il Fondo medesimo sull'ultima retribuzione annua percepita da ciascun lavoratore interessato, ragguagliata a mese, nonche' una somma pari all'importo mensile della pensione anticipata, ivi compresa la tredicesima mensilita'. L'impresa, entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell'INPS, e' tenuta a corrispondere a favore della gestione di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun dipendente che abbia usufruito del pensionamento anticipato, un contributo pari al trenta per cento degli oneri complessivi di cui la presente comma, con facolta' di optare per il pagamento del contributo stesso, con addebito di interessi nella misura del dieci per cento in ragione d'anno, in un numero di rate mensili, di pari importo, non superiore a quello dei mesi di anticipazione della pensione. 11. Nei territori di cui all'articolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive modificazioni, nonche' nelle zone industriali in declino, individuate dalla decisione della Commissione delle Comunita' europee del 21 marzo 1989 (89/288/CEE), ai sensi del regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, il contributo di cui al comma 10 del presente articolo e' ridotto al venti per cento. La medesima percentuale ridotta si applica altresi' nei confronti delle imprese assoggettate alle procedure concorsuali di cui alle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, e al decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95, e successive modificazioni e integrazioni, e al relativo pagamento si applica l'articolo 111, primo comma, n. 1), delle disposizioni approvate con il citato regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. 12. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a lire 6 miliardi per il 1992, lire 60 miliardi per il 1993 e lire 44 miliardi per il 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti iscritti, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992, all'uopo parzialmente utilizzando, per il 1992, l'accantonamento "Finanziamento di un piano di pensionamenti anticipati" e, per il 1993 e il 1994, l'accantonamento "Interventi in aree di crisi occupazionale". 13. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le conseguenti variazioni di bilancio. ------------ AGGIORNAMENTO (6) Il D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n.326, ha disposto (con l'art. 47, comma 1) che a decorrere dal 1 ottobre 2003, il coefficiente stabilito dal comma 8 del presente articolo, e' ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell'importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime. ------------ AGGIORNAMENTO (8) La L. 27 dicembre 2017, n. 205 ha disposto (con l'art. 1, comma 247) che "I benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, sono estesi, a decorrere dall'anno 2018, anche ai lavoratori che abbiano prestato la loro attivita' nei reparti di produzione degli stabilimenti di fabbricazione di fibre ceramiche refrattarie".
									CAPO V*SOSTEGNO ALLE IMPRESE*
ART. 14. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134)) ((8)) ---------------- AGGIORNAMENTO (8) Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, ha disposto (con l'art. 23, comma 11) che "I procedimenti avviati in data anteriore a quella di entrata in vigore del presente decreto-legge sono disciplinati, ai fini della concessione e dell'erogazione delle agevolazioni e comunque fino alla loro definizione, dalle disposizioni delle leggi di cui all'Allegato 1 e dalle norme di semplificazione recate dal presente decreto-legge."
									CAPO VI*SANZIONI*
ART. 15. Sanzioni 1. La mancata adozione delle misure idonee a garantire il rispetto dei valori limite di cui all'articolo 3, nonche' l'inosservanza del divieto di cui al comma 2 dell'articolo 1, sono punite con l'ammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni. 2. Per l'inosservanza degli obblighi concernenti l'adozione delle misure di sicurezza previste dai decreti emanati ai sensi dell'articolo 6, commi 3 e 4, si applica la sanzione amministrativa da lire 7 milioni a lire 35 milioni. 3. A chiunque operi nelle attivita' di smaltimento, rimozione e bonifica senza il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 12, comma 4, si applica la sanzione amministrativa da lire 5 milioni a lire 30 milioni. 4. Per l'inosservanza degli obblighi di informazione derivanti dall'articolo 9, comma 1, e dall'articolo 12, comma 5, si applica la sanzione amministrativa da lire 5 milioni a lire 10 milioni. 5. Alla terza irrogazione di sanzioni previste dal presente articolo, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato dispone la cessazione delle attivita' delle imprese interessate.
									CAPO VII*DISPOSIZIONI FINANZIARIE*
ART. 16. Disposizioni finanziarie 1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 4, pari a lire 2 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento "Norme per la protezione dalla esposizione all'amianto". 2. Per la realizzazione dei piani di cui all'articolo 10 sono concessi contributi a carico del bilancio dello Stato pari a lire 8 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano secondo modalita' definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro della sanita', entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. All'onere derivante dall'attuazione del comma 2, pari a lire 8 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento "Norme per la protezione dalla esposizione all'amianto". 4. La Cassa depositi e prestiti e' autorizzata a concedere nell'anno 1992, entro il limite massimo di mutui concedibili dalla Cassa medesima ai sensi della legislazione vigente, agli enti locali che rientrano nei piani di cui all'articolo 10, ai fini della bonifica delle strutture di competenza, previa certificazione dell'inesistenza di cespiti delegabili, entro il limite complessivo di lire 40 miliardi, mutui decennali con ammortamento a carico dello Stato. A tal fine e' autorizzata la spesa di lire 6,3 miliardi annui a decorrere dall'anno 1993. 5. All'onere derivante dall'attuazione del comma 4, pari a lire 6,3 miliardi a decorrere dall'anno 1993, si provvede negli anni 1993 e 1994 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento "Norme per la riconversione delle produzioni a base di amianto (di cui lire 6,3 miliardi quale limite di impegno dal 1993)". 6. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi' 27 marzo 1992 COSSIGA ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, Il Guardasigilli: MARTELLI
                               TABELLA 
                                 (prevista dall'articolo 1, comma 2). 
a) lastre di amianto piane o ondulate, di grande  formato  (due  anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge); 
b)  tubi,  canalizzazioni  e  contenitori  per  il  trasporto  e   lo
stoccaggio di fluidi, ad uso civile e  industriale  (due  anni  dalla
data di entrata in vigore della presente legge); 
c) guarnizioni di attrito per veicoli a motore, macchine  e  impianti
industriali (un anno dalla data di entrata in vigore  della  presente
legge); 
d) guarnizioni di attrito di ricambio per veicoli a  motore,  veicoli
ferroviari,  macchine  e   impianti   industriali   con   particolari
caratteristiche tecniche (due anni dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge); 
e) guarnizioni delle testate per motori di  vecchio  tipo  (due  anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge); 
f)  giunti  piatti  statici  e  guarnizioni  dinamiche  per  elementi
sottoposti a forti sollecitazioni (due anni dalla data di entrata  in
vigore della presente legge); 
g) filtri e mezzi  ausiliari  di  filtraggio  per  la  produzione  di
bevande (un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
legge); 
h) filtri ultrafini per la sterilizzazione e  per  la  produzione  di
bevande e medicinali (due anni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge); 
i) diaframmi per processi di elettrolisi  (due  anni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge). 
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