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Numero Atti:62417
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 22 agosto 2019 Ultima Modifica: 23 agosto 2019
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Dettaglio atto

Decreto legislativo 30 maggio 2008 , n. 116

Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE

(G.U. Serie Generale , n. 155 del 04 luglio 2008)

									Capo I**Disposizioni generali**
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 6 febbraio 2007, n. 13, recante delega al Governo per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 2006, ed in particolare l'articolo 1, commi 1 e 3, e l'allegato B; Vista la direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e successive modificazioni, recante attuazione della direttiva 76/160/CEE, relativa alla qualita' delle acque di balneazione; Visto il decreto legislativo 11 luglio 2007, n. 94, recante attuazione della direttiva 2006/7/CE, concernente la gestione delle acque di balneazione, nella parte relativa all'ossigeno disciolto; Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante disposizioni in materia ambientale, che prevede, tra l'altro, agli articoli 76 e 77, il raggiungimento di obiettivi di qualita' ambientale; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 febbraio 2008; Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del 20 marzo 2008; Acquisito il parere della competente Commissione parlamentare della Camera dei deputati; Considerato che la competente Commissione del Senato della Repubblica non si e' espressa nei termini previsti; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 maggio 2008; Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e del territorio e del mare e per i rapporti con le regioni; E m a n a il seguente decreto legislativo: Art. 1. Finalita' e campo di applicazione 1. Il presente decreto e' finalizzato a proteggere la salute umana dai rischi derivanti dalla scarsa qualita' delle acque di balneazione anche attraverso la protezione ed il miglioramento ambientale ed integra le disposizioni di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. 2. Il presente decreto stabilisce disposizioni in materia di: a) monitoraggio e classificazione della qualita' delle acque di balneazione; b) gestione della qualita' delle acque di balneazione; c) informazione al pubblico in merito alla qualita' delle acque di balneazione. 3. Il presente decreto si applica alle acque superficiali o parte di esse nelle quali l'autorita' competente prevede che venga praticata la balneazione e non ha imposto un divieto permanente di balneazione. 4. Le norme del presente decreto non si applicano: a) alle piscine e alle terme; b) alle acque confinate soggette a trattamento o utilizzate a fini terapeutici; c) alle acque confinate create artificialmente e separate dalle acque superficiali e dalle acque sotterranee.
                               Art. 2.
                             Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
    a) «autorita' competente»: l'autorita' o le autorita' di cui agli
articoli 3,  4,  e  5,  designate  per  garantire  il  rispetto delle
prescrizioni del presente decreto;
    b) «permanente/permanentemente»:   in  relazione  al  divieto  di
balneazione, della durata almeno di un'intera stagione balneare;
    c) «inquinamento»: la presenza di contaminazione microbiologica o
di  altri organismi o di materiale/sostanza di cui agli articoli 11 e
12  e all'allegato I, colonna A, che influiscono sulla qualita' delle
acque  di  balneazione  e  comportano  un  rischio  per la salute dei
bagnanti;
  d) «inquinamento di breve durata»: la contaminazione microbiologica
di  cui  all'allegato  I,  colonna  A,  le cui cause sono chiaramente
identificabili  e  che  si  presume  normalmente  non influisca sulla
qualita'  delle  acque  di  balneazione  per piu' di 72 ore circa dal
momento  della  prima  incidenza  e per cui l'autorita' competente ha
stabilito  procedure  per  prevedere  e  affrontare tali episodi come
indicato nell'allegato II;
    e) «stagione  balneare»:  il  periodo  di  tempo  compreso fra il
1° maggio  e  il  30 settembre di ogni anno, salvo eccezioni dovute a
motivi  climatici,  in  cui  le acque di cui all'articolo 1, comma 3,
vengono utilizzate per la balneazione;
    f) «misure   di   gestione»:   le   misure  indicate  di  seguito
riguardanti le acque di balneazione:
      1)  istituzione  e  aggiornamento  di un profilo delle acque di
balneazione;
      2) istituzione di un calendario di monitoraggio;
      3) monitoraggio delle acque di balneazione;
      4) valutazione della qualita' delle acque di balneazione;
      5) classificazione delle acque di balneazione;
      6)  identificazione e valutazione delle cause dell'inquinamento
che  potrebbero  influire  sulle  acque di balneazione e nuocere alla
salute dei bagnanti;
      7) informazione al pubblico;
      8)   azioni   volte   ad  evitare  l'esposizione  dei  bagnanti
all'inquinamento;
      9) azioni volte a ridurre il rischio di inquinamento;
      10) azioni  volte alla rimozione delle cause di inquinamento ed
al miglioramento delle acque di balneazione;
    g) «situazione  anomala»:  un evento o una combinazione di eventi
che impattano sulla qualita' delle acque di balneazione nella zona in
questione  e  il cui verificarsi e' previsto in media non piu' di una
volta ogni quattro anni;
    h) «serie  di  dati sulla qualita' delle acque di balneazione»: i
dati ottenuti a norma dell'articolo 6;
    i) «valutazione  della  qualita'  delle acque di balneazione»: il
processo  di  valutazione  della  qualita' delle acque di balneazione
utilizzando il metodo di valutazione definito nell'allegato II;
    l) «proliferazione  cianobatterica»:  un accumulo di cianobatteri
sotto forma di fioritura, stratificazione o schiuma;
    m) «acque  di  balneazione»:  le  acque  di  cui  all'articolo 1,
comma 3;
    n) «punto   di   monitoraggio»:   la   stazione  di  monitoraggio
localizzata all'interno di ciascuna acqua di balneazione, nella quale
si  prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio piu' elevato
di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione.
  2.  I  termini  «acque  superficiali»,  «acque sotterranee», «acque
interne»,   «acque   di  transizione»,  «acque  costiere»  e  «bacino
idrografico»  e  il  termine  «pubblico  interessato» hanno lo stesso
significato ad essi attribuiti dal decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, e successive modificazioni.
                               Art. 3.
                         Competenze statali

  1. Sono di competenza statale:
    a) le   funzioni   di   indirizzo,   promozione,   consulenza   e
coordinamento  delle  attivita'  connesse  con  la  applicazione  del
presente decreto;
    b) l'aggiornamento  e  l'integrazione delle tabelle e delle norme
tecniche   allegate,   in   base  a  nuove  acquisizioni  tecniche  e
scientifiche  o  per  il  miglioramento  della  qualita'  delle acque
destinate alla balneazione;
    c) l'elaborazione dei dati di monitoraggio e la trasmissione alla
Commissione  europea  di  tutte le informazioni previste dal presente
decreto;
    d) l'informazione al pubblico di cui all'articolo 15.
                               Art. 4.
                        Competenze regionali

  1. Sono di competenza regionale:
    a) l'individuazione  delle  acque  di  balneazione e dei punti di
monitoraggio.  Le  acque di balneazione individuate sono riportate in
appositi  registri  per  le  finalita'  di  cui  all'articolo 117 del
decreto   legislativo   3 aprile   2006,   n.   152,   e   successive
modificazioni;
    b) istituzione   e  aggiornamento  del  profilo  delle  acque  di
balneazione, secondo le indicazioni fornite nell'allegato III;
    c) l'istituzione   di   un   programma   di   monitoraggio  prima
dell'inizio di ogni stagione balneare;
    d) la   classificazione   delle   acque  di  balneazione  di  cui
all'articolo 8;
    e) la facolta' di ampliare o ridurre la stagione balneare secondo
le esigenze o le consuetudini locali;
    f) l'aggiornamento dell'elenco delle acque di balneazione;
    g) azioni  volte alla rimozione delle cause di inquinamento ed al
miglioramento delle acque di balneazione;
    h) l'informazione al pubblico ai sensi dell'articolo 15.
  2.  Le  regioni trasmettono al Ministero del lavoro, della salute e
delle  politiche  sociali secondo le modalita' stabilite dal presente
decreto,  le  informazioni  di  cui alle lettere d) e g) del comma 1,
nonche'   i  risultati  delle  attivita'  di  monitoraggio  entro  il
30 novembre di ogni anno. Esse trasmettono, altresi', le informazioni
di  cui  alle  lettere a), b), c), e)  ed  f)  del  comma 1  entro il
1° marzo di ogni anno. Le informazioni di cui alle lettere a), c), g)
ed h)  del comma 1 sono trasmesse, con le medesime scadenze, anche al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
                               Art. 5.
                         Competenze comunali

  1. Sono di competenza comunale:
    a) la  delimitazione,  prima dell'inizio della stagione balneare,
delle acque non adibite alla balneazione e delle acque di balneazione
permanentemente   vietate   ricadenti   nel  proprio  territorio,  in
conformita' a quanto stabilito dall'apposito provvedimento regionale;
    b) la  delimitazione  delle zone vietate alla balneazione qualora
nel  corso  della  stagione  balneare  si  verifichi o una situazione
inaspettata  che  ha,  o  potrebbe  verosimilmente  avere, un impatto
negativo sulla qualita' delle acque di balneazione o sulla salute dei
bagnanti;
    c) la   revoca   dei  provvedimenti  adottati  sulla  base  delle
disposizioni di cui alle lettere a) e b);
    d) l'apposizione,   nelle   zone  interessate,  in  un'ubicazione
facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di
balneazione,  di  segnaletica che indichi i divieti di balneazione di
cui al comma 1, lettere c), e), ed f) dell'articolo 15;
    e) la  segnalazione in un'ubicazione facilmente accessibile nelle
immediate  vicinanze  di ciascuna acqua di balneazione, di previsioni
di  inquinamenti  di  breve  durata  di  cui  al comma 2, lettera c),
dell'articolo 15.
									Capo II**Qualita' e gestione delle acque di balneazione**
Art. 6. Monitoraggio 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano ogni anno, entro e non oltre il 31 dicembre, le acque di balneazione e determinano la durata della stagione balneare cosi' come definita dall'articolo 2, comma 1, lettera e). 2. Le regioni e le province autonome provvedono affinche' il monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I, colonna A, sia effettuato secondo le modalita' dell'allegato VI. Il primo programma di monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I, colonna A, avviene a decorrere dalla stagione balneare 2009. I risultati di tale monitoraggio possono essere utilizzati per determinare la serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione di cui all'articolo 7. Non appena viene avviato il monitoraggio ai sensi del presente decreto, puo' cessare il monitoraggio dei parametri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e successive modificazioni. 3. Il punto di monitoraggio e' fissato, all'interno di ciascuna acqua di balneazione, dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio piu' elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. 4. Per ciascuna acqua di balneazione e' fissato un programma di monitoraggio prima dell'inizio di ogni stagione balneare e, per la prima volta, prima dell'inizio della stagione balneare 2009. Il campionamento e' effettuato non oltre quattro giorni dopo la data indicata nel calendario di monitoraggio. 5. I campioni prelevati durante l'inquinamento di breve durata possono non essere presi in considerazione ai fini della valutazione di cui all'articolo 7 e sono sostituiti da campioni prelevati secondo le modalita' di cui all'allegato IV. 6. In caso di situazioni anomale, il programma di monitoraggio di cui al comma 4 puo' essere sospeso e viene ripreso appena possibile, dopo il termine della situazione anomala, prelevando nuovi campioni in sostituzione di quelli mancanti a causa della situazione anomala. 7. Le regioni e le province autonome comunicano al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ogni sospensione del programma di monitoraggio, indicandone le ragioni. Esse forniscono tali rapporti entro sessanta giorni dal verificarsi dell'evento ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali comunica tali dati alla Commissione europea al piu' tardi in concomitanza con la relazione annuale successiva, di cui all'articolo 16. 8. Le regioni e le province autonome garantiscono che l'analisi della qualita' delle acque di balneazione sia effettuata secondo i metodi di riferimento specificati nell'allegato I e le procedure di cui all'allegato V. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali puo' consentire l'applicazione di metodi o procedure alternative, purche' sia dimostrato che i risultati ottenuti siano equivalenti a quelli ottenuti applicando i metodi specificati nell'allegato I e le procedure di cui all'allegato V. Tutte le informazioni pertinenti sui metodi o sulle procedure applicate e sulla loro equivalenza sono trasmesse alla Commissione europea da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. 9. I risultati dei programmi di monitoraggio, eseguiti almeno con la frequenza indicata negli allegati di cui al presente decreto, sono trasmessi tempestivamente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e ai comuni interessati, anche ai fini delle disposizioni di cui agli articoli 14, comma 2, e 15, comma 3.
                               Art. 7.
        Valutazione della qualita' delle acque di balneazione

  1.  La  serie  di dati sulla qualita' delle acque di balneazione e'
ottenuta  dalle  regioni  e  dalle  province  autonome  attraverso il
monitoraggio dei parametri di cui all'allegato I, colonna A.
  2. Le valutazioni della qualita' delle acque di balneazione vengono
effettuate:
    a) in relazione a ciascuna acqua di balneazione;
    b) al termine di ciascuna stagione balneare;
    c) sulla  base  delle serie di dati sulla qualita' delle acque di
balneazione  relativi  alla stagione balneare in questione e alle tre
stagioni balneari precedenti;
    d) secondo la procedura di cui all'allegato II.
  3. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e
il  Ministro  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sentita la Conferenza unificata, possono stabilire che le valutazioni
di  cui  al  comma 2,  lettera c),  sulla  qualita'  delle  acque  di
balneazione,  siano  riferite  unicamente  alle tre stagioni balneari
precedenti.  Il  Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali informa preventivamente la Commissione europea, la quale deve
essere  altresi'  informata  anche  nel  caso  del  ripristino  delle
valutazioni  sulla  base  di quattro stagioni balneari. Il periodo di
valutazione  applicato  non  puo' essere modificato piu' di una volta
ogni cinque anni.
  4.  La  serie  di  dati  sulla  qualita' delle acque di balneazione
utilizzati per effettuare le relative valutazioni comprende almeno 16
campioni,  o  nelle  circostanze  particolari di cui all'allegato IV,
punto 2, 12 campioni.
  5.  Purche'  siano  soddisfatti  i  requisiti  di  cui al comma 4 o
qualora  la  serie  di dati sulla qualita' delle acque di balneazione
utilizzata per effettuare la valutazione comprenda almeno 8 campioni,
nel  caso di acque di balneazione con una stagione balneare di durata
non  superiore  a  8 settimane, la valutazione puo' essere effettuata
sulla  base  di una serie di dati relativa a meno di quattro stagioni
balneari se:
    a) le acque di balneazione sono di nuova individuazione;
    b) si  sono  verificate  modifiche  tali  da poter influire sulla
classificazione  di  dette  acque  di  balneazione.  In  tale caso la
valutazione  e'  effettuata  sulla  base  di  una serie di dati sulla
qualita'  delle  acque  di  balneazione  consistenti  unicamente  nei
risultati   di   campioni  raccolti  successivamente  alle  modifiche
verificatesi;
    c) le  acque  di balneazione risultano gia' valutate ai sensi del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 8 giugno 1982, n. 470. In
tale  caso  i  parametri  2 e 3 di cui all'allegato I del decreto del
Presidente  della  Repubblica  8 giugno  1982,  n. 470, sono ritenuti
equivalenti  ai  parametri  2  e  1  dell'allegato  I, colonna A, del
presente decreto.
  6.  Le  regioni  e  le  province  autonome  possono  suddividere  o
raggruppare   acque   di   balneazione   esistenti  alla  luce  delle
valutazioni  della  qualita' delle acque di balneazione solo se dette
acque:
    a) sono contigue;
    b) hanno  ricevuto valutazioni simili nei quattro anni precedenti
ai sensi dei commi 2, 4 e 5, lettera c);
    c) hanno  profili  che  identificano  fattori di rischio comuni o
assenza degli stessi.
                               Art. 8.
   Classificazione e stato qualitativo delle acque di balneazione

  1.  A  seguito  della  valutazione  sulla  qualita'  delle acque di
balneazione  effettuata  ai  sensi  dell'articolo 7  le  regioni e le
province  autonome,  conformemente ai criteri stabiliti nell'allegato
II, classificano tali acque come acque di qualita':
    a) «scarsa»;
    b) «sufficiente»;
    c) «buona»;
    d) «eccellente».
  2.  La  prima  classificazione  conformemente alle prescrizioni del
presente  decreto  legislativo  e'  completata  entro  la  fine della
stagione balneare 2015.
  3.  Le regioni e le province autonome assicurano che, entro la fine
della  stagione  balneare  2015,  tutte le acque di balneazione siano
almeno  «sufficienti».  Esse  adottano inoltre misure appropriate per
aumentare  il  numero  delle  acque  di  balneazione  classificate di
qualita' «eccellente» o «buona».
  4.  Indipendentemente  dal requisito generale di cui al comma 3, le
acque di balneazione possono essere temporaneamente classificate come
acque  di  qualita'  «scarsa».  In tale caso le regioni e le province
autonome assicurano che le seguenti condizioni siano soddisfatte:
    a) per  ciascuna acqua di balneazione classificata «scarsa», sono
adottate  le  seguenti  misure  che  hanno  effetto a decorrere dalla
stagione balneare successiva alla classificazione:
      1)   adeguate   misure  di  gestione,  inclusi  il  divieto  di
balneazione,     per     impedire    l'esposizione    dei    bagnanti
all'inquinamento;
      2)  individuazione  delle  cause  e  delle  ragioni del mancato
raggiungimento dello status qualitativo «sufficiente»;
      3)  adeguate  misure per impedire, ridurre o eliminare le cause
di inquinamento;
      4)   conformemente   all'articolo 15,   avvertire  il  pubblico
mediante  un  segnale  chiaro  e  semplice  ed informarlo delle cause
dell'inquinamento e dei provvedimenti adottati sulla base del profilo
delle acque di balneazione;
    b) se  le  acque  di  balneazione  sono  classificate di qualita'
«scarsa»   per  cinque  anni  consecutivi,  e'  disposto  un  divieto
permanente  di balneazione. Le regioni e le province autonome possono
tuttavia  disporre  un  divieto permanente di balneazione prima della
scadenza   del   termine   di   cinque   anni  se  ritengono  che  il
raggiungimento  di una qualita' «sufficiente» non sia fattibile o sia
sproporzionatamente costoso.
                               Art. 9.
                 Profili delle acque di balneazione

  1.  Le  regioni e le province autonome predispongono, riesaminano e
aggiornano   i   profili   delle   acque   di  balneazione  ai  sensi
dell'allegato  III.  Ciascun  profilo delle acque di balneazione puo'
riguardare   una  singola  acqua  di  balneazione  o  piu'  acque  di
balneazione  contigue.  I  profili  delle  acque  di balneazione sono
predisposti per la prima volta entro il 24 marzo 2011.
  2.  All'atto  di  predisporre,  riesaminare  e aggiornare i profili
delle  acque  di balneazione, si utilizzano anche i dati ottenuti dal
monitoraggio  e  dalle  valutazioni  effettuate  ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
                              Art. 10.
            Misure di gestione in circostanze eccezionali

  1.  Le  autorita'  competenti provvedono affinche' vengano adottate
misure di gestione tempestive e adeguate qualora vengano a conoscenza
di  situazioni  inaspettate  che  hanno,  o potrebbero verosimilmente
avere,  un impatto negativo sulla qualita' delle acque di balneazione
o sulla salute dei bagnanti. Tali misure includono l'informazione del
pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione.
                              Art. 11.
                       Rischi da cianobatteri

  1.  Qualora  il  profilo  delle  acque  di  balneazione  indichi un
potenziale di proliferazione cianobatterica, le regioni e le province
autonome  provvedono  ad  effettuare  un  monitoraggio  adeguato  per
consentire un'individuazione tempestiva dei rischi per la salute.
  2. Le autorita' competenti, qualora si verifichi una proliferazione
cianobatterica  e si individui o si presuma un rischio per la salute,
adottano  immediatamente  misure  di  gestione adeguate per prevenire
l'esposizione   dei   bagnanti,   di   cui  all'articolo 2,  comma 1,
lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
                              Art. 12.
                           Altri parametri

  1.  Qualora  il  profilo  delle  acque  di  balneazione  mostri una
tendenza  alla proliferazione di macroalghe o fitoplancton marino, le
regioni  e  le  province  autonome  provvedono  allo  svolgimento  di
indagini  per  determinarne il grado di accettabilita' e i rischi per
la   salute   ed   adottano  misure  di  gestione  adeguate,  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
  2.  Le  regioni  e  le  province  autonome provvedono affinche' sia
effettuata   l'ispezione   visiva  delle  acque  di  balneazione  per
individuare  inquinanti  quali  residui  bituminosi, vetro, plastica,
gomma  o  altri  rifiuti.  Qualora si riscontri tale inquinamento, le
autorita'  competenti  adottano  adeguate  misure di gestione, di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
                              Art. 13. 
                        (( (Cooperazione).)) 
 
  ((1. Se il bacino idrografico comporta un impatto  transfrontaliero
sulla  qualita'  delle  acque  di  balneazione,  lo  Stato   italiano
collabora con gli altri Stati  dell'Unione  europea  interessati  nel
modo piu' opportuno per attuare il presente decreto, anche tramite lo
scambio di informazioni e un'azione comune per limitare tale impatto. 
  2. Se il bacino idrografico  comporta  un  impatto  sulla  qualita'
delle acque di balneazione che  coinvolge  piu'  regioni  e  province
autonome, gli  enti  territoriali  interessati  attuano  le  medesime
procedure di cui al comma 1)). 
									Capo III**Scambio di informazioni**
Art. 14. Partecipazione del pubblico 1. Le autorita' competenti, ciascuna per quanto di competenza, incoraggiano la partecipazione del pubblico all'attuazione del presente decreto e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunita' di informarsi sul processo di partecipazione, e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami, in particolare per la preparazione, la revisione e l'aggiornamento delle acque di balneazione di cui all'articolo 6, comma 1. Le autorita' competenti tengono conto delle informazioni acquisite. 2. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali fornisce informazioni al pubblico attraverso il proprio sito internet utilizzando i dati sulla balneazione inviati dalle Regioni e Province autonome, utilizzando una tecnologia geo-referenziata. Tali informazioni sono integrate anche dai dati ambientali. 3. Ai fini dell'integrazione dei dati sanitari relativi allo stato delle acque di balneazione e dei dati ambientali sui programmi di miglioramento, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, vengono stabilite le modalita' dirette a realizzare forme comuni di trattamento dei dati in possesso di ciascuna amministrazione e garantirne la pubblicita'.
                              Art. 15.
                      Informazione al pubblico

  1. I comuni assicurano che le seguenti informazioni siano divulgate
e messe a disposizione con tempestivita' durante la stagione balneare
in  un'ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di
ciascuna acqua di balneazione:
    a) classificazione   corrente   delle  acque  di  balneazione  ed
eventuale  divieto di balneazione di cui al presente decreto mediante
una simbologia che risponda agli indirizzi comunitari;
    b) descrizione   generale  delle  acque  di  balneazione,  in  un
linguaggio non tecnico, basata sul profilo delle acque di balneazione
predisposto in base all'allegato III;
    c) nel  caso  di  acque  di balneazione identificata a rischio di
inquinamento di breve durata:
      1)  avviso di acqua di balneazione a rischio di inquinamento di
breve durata;
      2) indicazione del numero di giorni nei quali la balneazione e'
stata  vietata  durante  la  stagione  balneare  precedente  a  causa
dell'inquinamento di cui al n. 1);
      3)  avviso tempestivo di inquinamento, previsto o presente, con
divieto temporaneo di balneazione;
    d) informazioni   sulla   natura   e  la  durata  prevista  delle
situazioni  anomale  durante  gli  eventi di cui articolo 2, comma 1,
lettera g);
    e) laddove  la  balneazione  e' vietata, avviso che ne informi il
pubblico, precisandone le ragioni;
    f) ogniqualvolta   e'   introdotto   un  divieto  di  balneazione
permanente, avviso che l'area in questione non e' piu' balneabile con
la ragione del declassamento;
    g) indicazione  delle  fonti  da  cui  reperire informazioni piu'
esaurienti, conformemente al comma 2.
  2.  Le  autorita'  competenti,  ciascuna per la propria competenza,
utilizzano  adeguati  mezzi  e  tecnologie  di comunicazione, tra cui
Internet,   per   promuovere   e   divulgare   con  tempestivita'  le
informazioni  sulle  acque di balneazione di cui al comma 1, nonche',
ove opportuno, in varie lingue, le seguenti informazioni:
    a) elenco delle acque di balneazione;
    b) classificazione  di ciascuna acqua di balneazione negli ultimi
tre  anni e il relativo profilo, inclusi i risultati del monitoraggio
effettuato    ai   sensi   del   presente   decreto   dopo   l'ultima
classificazione;
    c) misure   di   risanamento   di  cui  all'articolo 2,  comma 1,
lettera f), numero 10);
    d) nel  caso  di  acque  di  balneazione  classificate  «scarse»,
informazioni  sulle  cause  dell'inquinamento e sulle misure adottate
per  prevenire  l'esposizione  dei  bagnanti  all'inquinamento  e per
affrontarne le cause come prescritto nell'articolo 8, comma 4;
    e) nel  caso di acque di balneazione a rischio di inquinamento di
breve durata, informazioni generali relative a:
      1)  condizioni  che  possono  condurre  a inquinamento di breve
durata;
      2)  grado  di  probabilita'  di  tale  inquinamento e della sua
probabile durata;
      3)   cause   dell'inquinamento  e  delle  misure  adottate  per
prevenire   l'esposizione   dei   bagnanti   all'inquinamento  e  per
affrontarne le cause;
    f) nel  caso  di acque interessate dagli inquinamenti di cui agli
articoli 10, 11 e 12, informazioni relative ai rischi per i bagnanti.
  3. L'elenco di cui alla lettera a) del comma 2 e' aggiornato e reso
disponibile  ogni  anno  prima dell'inizio della stagione balneare. I
risultati  del  monitoraggio  di cui alla lettera b) del comma 2 sono
resi  disponibili sul sito web del Ministero del lavoro, della salute
e  delle  politiche  sociali,  dalle  autorita'  competenti una volta
completate le analisi.
  4.  Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono divulgate non appena
disponibili e comunque non oltre la stagione balneare 2012.
  5.  Le  autorita' competenti forniscono, se possibile, informazioni
al    pubblico,    utilizzando    la   tecnologia   geo-referenziata,
presentandole  in  modo chiaro e coerente, in particolare utilizzando
segni e simboli.
                              Art. 16.
                  Comunicazione delle informazioni

  1.  Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
trasmette  alla  Commissione  europea  i risultati del monitoraggio e
della  valutazione della qualita' delle acque di balneazione, nonche'
una  descrizione  delle  specifiche  misure  di gestione adottate. Le
informazioni  sono  trasmesse  annualmente, entro il 31 dicembre, per
quanto  riguarda  la  stagione  balneare  precedente  e, per la prima
volta,  dopo  l'effettuazione  della prima valutazione della qualita'
delle acque di balneazione a norma dell'articolo 7.
  2.  Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
notifica  annualmente  alla  Commissione  europea,  prima dell'inizio
della stagione balneare, l'elenco di tutte le acque identificate come
acque  di  balneazione,  incluse  le ragioni di eventuali cambiamenti
rispetto  all'anno  precedente.  Si procede in tal senso per la prima
volta anteriormente all'inizio della stagione balneare immediatamente
successiva al 24 marzo 2009.
  3.  Dopo  l'avvio  del  monitoraggio  delle acque di balneazione ai
sensi  del  presente decreto, le comunicazioni inviate ogni anno alla
Commissione  europea  ai  sensi  del  comma 1  continuano  ad  essere
trasmesse  a  norma  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica
8 giugno  1982, n. 470, e successive modificazioni, fino a che non e'
possibile  presentare  una  prima  valutazione  ai sensi del presente
decreto. Nel periodo summenzionato il parametro 1 dell'allegato I del
decreto  del  Presidente  della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, non
viene  preso in considerazione nella relazione annuale ed i parametri
2  e  3  dell'allegato  I del decreto del Presidente della Repubblica
8 giugno 1982, n. 470, vengono considerati equivalenti ai parametri 2
e 1 dell'allegato I, colonna A, del presente decreto.
                               Art. 17
                     Norme transitorie e finali

  1.   Le  disposizioni  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  8  giugno  1982,  n.  470,  cessano  di avere efficacia a
decorrere  dal  31 dicembre 2014. Le norme tecniche adottate ai sensi
del  decreto  del  Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470,
restano  in vigore, ove compatibili, con le disposizioni del presente
decreto, fino all'adozione di diverse specifiche tecniche in materia.
Il  parametro dell'ossigeno disciolto non rileva ai fini del giudizio
sulla  balneabilita' ma deve essere sempre monitorato dalle strutture
tecniche  che  effettuano  il programma di sorveglianza. Sono in ogni
caso   adottate   misure  di  gestione  adeguate,  che  includano  la
prosecuzione  delle  attivita'  di controllo algale, sulla base delle
vigenti disposizioni e l'informazione al pubblico.
  2.  Ai  fini  del  giudizio di idoneita' per l'individuazione delle
zone  di  balneazione  delle  acque,  in  sede  di  svolgimento delle
indagini  per determinare i potenziali rischi per la salute umana non
rileva  la valutazione dei parametri pH, colorazione, trasparenza, di
cui  all'articolo 6 e all'allegato 1 del decreto del Presidente della
Repubblica  8  giugno 1982, n. 470. Sono in ogni caso adottate misure
di  gestione  adeguate, che includano la prosecuzione delle attivita'
di   controllo  algale,  sulla  base  delle  vigenti  disposizioni  e
l'informazione al pubblico.
  3.  Le  regioni  e  le  province  autonome possono effettuare dalla
prossima stagione balneare il programma di monitoraggio, individuando
le aree di balneazione secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma
6,  e dal punto 1, lettere a) e b), dell'allegato III, ed individuare
il punto di campionamento sulla base dell'articolo 6, comma 3.
  4.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro,  della salute e delle
politiche  sociali  e  del  Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio  e  del mare si provvede, sentita la Conferenza unificata,
alla  indicazione  dei  limiti  di  riferimento  per  individuare  le
condizioni  di  qualita'  delle  acque  tali da imporre il divieto di
balneazione,  nonche' degli ulteriori criteri, modalita' e specifiche
tecniche  per l'attuazione del presente decreto anche in relazione ai
nuovi  indirizzi  comunitari,  ((  entro  il  31  dicembre 2009 )) ad
eccezione di quanto non ancora definito dalla Commissione europea.
                              Art. 18.
                      Disposizioni finanziarie

  1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri, ne' minori entrate a carico della finanza pubblica.
  2.  All'adempimento  dei  compiti derivanti dal presente decreto le
amministrazioni   interessate   provvedono   con  le  risorse  umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
                              Art. 19.
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 30 maggio 2008
                             NAPOLITANO

                                 Berlusconi, Presidente del Consiglio
                                 dei Ministri
                                 Ronchi,  Ministro  per  le politiche
                                 europee
                                 Sacconi,  Ministro del lavoro, della
                                 salute e delle politiche sociali
                                 Frattini,   Ministro   degli  affari
                                 esteri
                                 Alfano, Ministro della giustizia
                                 Tremonti,  Ministro del-l'economia e
                                 delle finanze
                                 Prestigiacomo,              Ministro
                                 dell'ambiente  e  della  tutela  del
                                 territorio e del mare
                                 Fitto,  Ministro  per i rapporti con
                                 le regioni
Visto, il Guardasigilli: Alfano
                                                           Allegato I 
                                           (previsto dall'articolo 2) 
                            ACQUE INTERNE 
 
 
    
=====================================================================
             |             |             |             | E Metodi di
             | B Qualita'  | C Qualita'  | D Qualita'  | riferimento
 A Parametro | eccellente  |    buona    | sufficiente |dell'analisi
=====================================================================
1            |             |             |             |
Enterococchi |             |             |             |
intestinali  |             |             |             |
espressi in  |             |             |             | ISO 7899-1 o
ufc/100 ml   |   200 (*)   |   400 (*)   |  330 (**)   |   ISO 7899-2
---------------------------------------------------------------------
2 Escherichia|             |             |             |
coli espressi|             |             |             | ISO 9308-3 o
in ufc/100 ml|   500 (*)   |  1000 (*)   |  900 (**)   |   ISO 9308-1

    
 
                (*) Basato sulla valutazione del 95° percentile. Cfr. 
          allegato II. 
               (**) Basato sulla valutazione del 90° percentile. Cfr. 
          allegato II. 
 
                ACQUE COSTIERE E ACQUE DI TRANSIZIONE 
 
    
=====================================================================
             |             |             |             | E Metodi di
             | B Qualita'  | C Qualita'  | D Qualita'  | riferimento
 A Parametro | eccellente  |    buona    | sufficiente |dell'analisi
=====================================================================
1            |             |             |             |
Enterococchi |             |             |             |
intestinali  |             |             |             |
espressi in  |             |             |             | ISO 7899-1 o
ufc/100 ml   |   100 (*)   |   200 (*)   |  185 (**)   |   ISO 7899-2
---------------------------------------------------------------------
2 Escherichia|             |             |             |
coli espressi|             |             |             | ISO 9308-3 o
in ufc/100 ml|   250 (*)   |   500 (*)   |  500 (**)   |   ISO 9308-1

    
 
                (*) Basato sulla valutazione del 95° percentile. Cfr. 
          allegato II. 
               (**) Basato sulla valutazione del 90° percentile. Cfr. 
          allegato II. 
                                                          Allegato II 
                                           (previsto dall'articolo 2) 
                    VALUTAZIONE E CLASSIFICAZIONE 
                     DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE 
 
1. Qualita' scarsa. 
  Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' scarsa»  se,
nella serie di dati sulla qualita' delle  acque  di  balneazione  per
l'ultimo periodo di valutazione (a), i valori  percentili  (b)  delle
enumerazioni microbiologiche sono peggiori  (c)  rispetto  ai  valori
corrispondenti alla «qualita' sufficiente» indicati nell'allegato  I,
colonna D. 
2. Qualita' sufficiente. 
  Le  acque   di   balneazione   sono   classificate   di   «qualita'
sufficiente»: 
    1) se,  nella  serie  di  dati  sulla  qualita'  delle  acque  di
balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori  percentili
delle enumerazioni microbiologiche  sono  uguali  a  o  migliori  (d)
rispetto  ai  valori  corrispondenti  alla   «qualita'   sufficiente»
indicati nell'allegato I, colonna D; 
    2) se le acque di balneazione sono  soggette  a  inquinamento  di
breve durata, a condizione che: 
      a) siano adottate  misure  di  gestione  adeguate,  inclusa  la
sorveglianza, sistemi  di  allarme  rapido  e  il  monitoraggio,  per
prevenire l'esposizione dei bagnanti mediante un  avviso  o,  se  del
caso, un divieto di balneazione; 
      b) siano adottate misure di gestione  adeguate  per  prevenire,
ridurre o eliminare le cause di inquinamento; 
      c) il numero di campioni  scartati  a  norma  dell'articolo  6,
comma 6, a causa dell'inquinamento di breve durata  durante  l'ultimo
periodo di valutazione rappresentino non piu' del 15% del totale  dei
campioni previsti nei calendari  di  monitoraggio  fissati  per  quel
periodo o non piu' di un  campione  per  stagione  balneare,  potendo
scegliere il maggiore. 
3. Qualita' buona. 
  Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' buona»: 
    1) se,  nella  serie  di  dati  sulla  qualita'  delle  acque  di
balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori  percentili
delle enumerazioni microbiologiche  sono  uguali  a  o  migliori  (d)
rispetto ai valori  corrispondenti  alla  «qualita'  buona»  indicati
nell'allegato I, colonna C; 
    2) se le acque di balneazione sono  soggette  a  inquinamento  di
breve durata, a condizione che: 
      a) siano adottate  misure  di  gestione  adeguate,  inclusa  la
sorveglianza, sistemi  di  allarme  rapido  e  il  monitoraggio,  per
prevenire l'esposizione dei bagnanti mediante un  avviso  o,  se  del
caso, un divieto di balneazione; 
      b) siano adottate misure di gestione  adeguate  per  prevenire,
ridurre o eliminare le cause di inquinamento; 
      c) il numero di campioni  scartati  a  norma  dell'articolo  6,
comma 6, a causa dell'inquinamento di breve durata  durante  l'ultimo
periodo di valutazione rappresentino non piu' del 15% del totale  dei
campioni previsti nei calendari  di  monitoraggio  fissati  per  quel
periodo o non piu' di un  campione  per  stagione  balneare,  potendo
scegliere il maggiore. 
4. Qualita' eccellente. 
  Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' eccellente»: 
    1) se,  nella  serie  di  dati  sulla  qualita'  delle  acque  di
balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori  percentili
delle enumerazioni microbiologiche sono uguali a o migliori  rispetto
ai valori corrispondenti alla «qualita' eccellente» indicati 
nell'allegato I, colonna B; e 
    2) se le acque di balneazione sono  soggette  a  inquinamento  di
breve durata, a condizione che: 
      a) siano adottate  misure  di  gestione  adeguate,  inclusa  la
sorveglianza, sistemi  di  allarme  rapido  e  il  monitoraggio,  per
prevenire l'esposizione dei bagnanti mediante un  avviso  o,  se  del
caso, un divieto di balneazione; 
      b) siano adottate misure di gestione  adeguate  per  prevenire,
ridurre o eliminare le cause di inquinamento; 
      c) il numero di campioni  scartati  a  norma  dell'articolo  6,
comma 6, a causa dell'inquinamento di breve durata  durante  l'ultimo
periodo di valutazione rappresentino non piu' del 15% del totale  dei
campioni previsti nei calendari  di  monitoraggio  fissati  per  quel
periodo o non piu' di un  campione  per  stagione  balneare,  potendo
scegliere il maggiore. 
              (a) «Ultimo periodo di valutazione» significa le ultime 
                 quattro stagioni balneari o, se del caso, il periodo 
          specificato nell'articolo 7. 
                (b) Sulla base della valutazione del percentile della 
             normale funzione di densita' di probabilita' (PDF) log10 
            dei dati microbiologici ricavati su una particolare acqua 
          di balneazione, il percentile viene cosi' ricavato: 
                        1) prendere il log10 di tutte le enumerazioni 
                 batteriche nella sequenza di dati da valutare (se si 
          ottiene un valore zero, prendere invece il log10 del limite 
          minimo di rilevazione del metodo analitico usato); 
              2) calcolare la media aritmetica dei log10 (µ); 
              3) calcolare la deviazione standard dei log10 (omega). 
             Il punto superiore del 90° percentile della funzione PDF 
                 si ricava dalla seguente equazione: superiore al 90° 
          percentile = antilog (µ + 1,282 (omega)). 
             Il punto superiore del 95° percentile della funzione PDF 
                 si ricava dalla seguente equazione: superiore al 95° 
          percentile = antilog (µ + 1,65 (omega)). 
             (c) Per «peggiori» si intendono valori di concentrazione 
          superiori, espressi in ufc/100 ml. 
             (d) Per «migliori» si intendono valori di concentrazione 
          inferiori, espressi in ufc/100 ml. 
                                                         Allegato III 
                                           (previsto dall'articolo 4) 
 
                 PROFILO DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE 
 
  1. Il profilo delle acque di  balneazione  di  cui  all'articolo  6
contiene: 
    a) la descrizione delle caratteristiche  fisiche,  geografiche  e
idrologiche delle acque di balneazione e di altre acque di superficie
nel bacino drenante  delle  acque  di  balneazione  interessate,  che
potrebbero essere una fonte di inquinamento, rilevanti ai sensi della
presente direttiva e come previsto nella direttiva 2000/60/EC; 
    b) l'identificazione e la valutazione delle cause di inquinamento
che possono influire sulle acque  di  balneazione  e  danneggiare  la
salute dei bagnanti; 
    c)   la   valutazione   del    potenziale    di    proliferazione
cianobatterica; 
    d) la valutazione del potenziale di proliferazione di  macroalghe
e/o fitoplancton; 
    e) se la valutazione di cui alla lettera b) segnala  la  presenza
di  un  rischio  di  inquinamento  di  breve  durata,   le   seguenti
informazioni: 
      previsioni  circa  la  natura,  la  frequenza   e   la   durata
dell'inquinamento di breve durata previsto, 
      informazioni dettagliate sulle restanti cause di  inquinamento,
incluse le misure di gestione adottate  e  le  scadenze  fissate  per
l'eliminazione di dette cause, 
      le misure di gestione adottate durante l'inquinamento di  breve
durata e l'identita' e le  coordinate  degli  organismi  responsabili
della loro adozione; 
    f) l'ubicazione del punto di monitoraggio. 
  2. Se le acque di  balneazione  sono  classificate  come  acque  di
qualita' «buona», «sufficiente» o «scarsa», il profilo delle acque di
balneazione deve essere riesaminato su base regolare, per valutare se
gli  aspetti  di  cui  al  punto  1  hanno  subito  cambiamenti.   Se
necessario, occorre  aggiornarlo.  La  frequenza  e  la  portata  dei
riesami devono essere stabilite sulla base del tipo e della  gravita'
dell'inquinamento.  Devono  comunque  rispettare   come   minimo   le
disposizioni e la frequenza specificata nella tabella seguente. 
 
    
=====================================================================
Classificazione |                |                 |
 delle acque di |                |    {Qualita'    |
  balneazione   |{Qualita' buona}|  sufficiente}   |{Qualita' scarsa}
=====================================================================
I riesami devono|                |                 |
avvenire almeno |                |                 |
ogni            |     4 anni     |     3 anni      |     2 anni
---------------------------------------------------------------------
Aspetti da      |                |                 |
riesaminare     |                |                 |
(lettere del    |                |                 |
punto 1)        |   da a) a f)   |   da a) a f)    |   da a) a f)

    
 
  Nel caso di acque di  balneazione  classificate  in  precedenza  di
«qualita' eccellente», il profilo delle  acque  di  balneazione  deve
essere  riesaminato  e,  se  del  caso,   aggiornato   solo   se   la
classificazione passa a «buona», «sufficiente» o «scarsa». Il riesame
deve riguardare tutti gli aspetti di cui al punto 1. 
  3.  In  caso  di  rilevanti  lavori  di  costruzione  o   rilevanti
cambiamenti di infrastrutture nelle  acque  di  balneazione  o  nelle
immediate  vicinanze  delle  stesse,  il  profilo  delle   acque   di
balneazione deve essere aggiornato prima dell'inizio  della  stagione
balneare successiva. 
  4. Le informazioni di cui al punto  1,  lettere  a)  e  b),  devono
essere indicate su una mappa dettagliata ogniqualvolta sia possibile. 
  5. Se l'autorita' competente lo ritiene  opportuno  possono  essere
allegate o incluse altre informazioni pertinenti. 
                                                          Allegato IV 
                                           (previsto dall'articolo 6) 
 
               MONITORAGGIO DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE 
 
  1. Poco prima dell'inizio di ciascuna stagione balneare deve essere
prelevato un campione. Considerando tale campione aggiuntivo e  fatto
salvo il punto  2,  per  ogni  stagione  balneare  sono  prelevati  e
analizzati almeno quattro campioni. 
  2. Tuttavia, per ogni stagione balneare devono essere  prelevati  e
analizzati solo tre campioni in caso di acque di balneazione: 
    a) con una stagione balneare di durata non superiore a 8 
settimane; oppure 
    b) situate in una regione soggetta a particolari  impedimenti  di
tipo geografico. 
  3. Le date di prelievo  sono  distribuite  nell'arco  di  tutta  la
stagione balneare, con un intervallo tra le date di prelievo che  non
supera mai la durata di un mese. 
  4. In caso  di  inquinamento  di  breve  durata,  e'  prelevato  un
campione aggiuntivo per confermare la conclusione dell'evento. Questo
campione non deve essere parte della serie  di  dati  sulla  qualita'
delle acque di balneazione. Se e' necessario sostituire  un  campione
scartato, deve essere prelevato un campione aggiuntivo 7 giorni  dopo
la conclusione dell'inquinamento di breve durata. 
                                                           Allegato V 
                                           (previsto dall'articolo 6) 
               NORME PER LA MANIPOLAZIONE DEI CAMPIONI 
                   PER LE ANALISI MICROBIOLOGICHE 
 
1. Punto di campionamento. 
  Laddove possibile, i campioni devono essere prelevati 30 centimetri
sotto la superficie dell'acqua e in acque profonde almeno 1 metro. 
2. Sterilizzazione dei contenitori dei campioni. 
  I contenitori dei campioni sono: 
    sterilizzati in autoclave per almeno 15 minuti a 121°C, o 
    sterilizzati a secco a una temperatura compresa tra 160°C e 170°C 
per almeno un'ora, o 
    contenitori per  campioni,  forniti  irradiati  direttamente  dal
fabbricante. 
3. Campionamento. 
  Il volume del contenitore di campionamento dipende dalla  quantita'
di acqua necessaria per verificare ciascun parametro;  in  genere  il
volume minimo e' 250 ml. 
  I contenitori sono di materiale trasparente, non  colorato  (vetro,
polietene o polipropilene). 
  Per  evitare  la  contaminazione  accidentale  del  campione,   chi
effettua il prelievo impiega una tecnica asettica  per  garantire  la
sterilita' dei contenitori.  Se  il  campionamento  viene  effettuato
correttamente, non sono necessarie altre attrezzature  sterili  (come
guanti chirurgici sterili, pinze o tubo di campionamento). 
  Il campione e' identificato chiaramente con  inchiostro  indelebile
sul contenitore e sul verbale di campionamento. 
4. Stoccaggio e trasporto dei campioni prima dell'analisi. 
  In tutte le fasi del trasporto i campioni di  acqua  sono  protetti
contro l'esposizione alla luce, ed in particolare  alla  luce  solare
diretta. 
  Il campione e' conservato ad una temperatura di 4°C  circa  in  una
borsa frigo o, in  base  alle  condizioni  climatiche,  in  un  mezzo
refrigerato fino all'arrivo in laboratorio. Se il trasporto  fino  al
laboratorio puo' durare piu' di quattro ore e' necessario  conservare
il campione in frigorifero. 
  Il lasso di tempo che intercorre tra il campionamento  e  l'analisi
e' ridotto al minimo. Si raccomanda di analizzare  i  campioni  nello
stesso giorno; se non fosse possibile per motivi pratici, i  campioni
sono esaminati al massimo entro 24 ore. Nel frattempo  sono  stoccati
in un luogo buio a una temperatura di 4°C ± 3°C. 
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