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Numero Atti:59329
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 14 luglio 2018 Ultima Modifica: 16 luglio 2018
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Dettaglio atto

Decreto-legge 04 luglio 2006 , n. 223

Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.

(G.U. Serie Generale , n. 153 del 04 luglio 2006)

									Titolo I**MISURE URGENTI PER LO SVILUPPO, LA CRESCITA E LA PROMOZIONE*DELLA*CONCORRENZA E DELLA COMPETITIVITA', PER LA TUTELA DEI*CONSUMATORI E*PER LA LIBERALIZZAZIONE DI SETTORI PRODUTTIVI**
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di rafforzare la libera scelta dei consumatori e di rendere piu' concorrenziali gli assetti di mercato, favorendo anche il rilancio dell'economia e dell'occupazione; Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare interventi intesi a razionalizzare e contenere i livelli di spesa pubblica, nonche' in tema di entrate e di contrasto all'evasione ed elusione fiscale; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 giugno 2006; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico; E m a n a il seguente decreto-legge: Art. 1 Finalita' e ambito di intervento 1. Le norme del presente titolo, adottate ai sensi degli articoli 3, 11, 41 e 117, commi primo e secondo, della Costituzione, con particolare riferimento alle materie di competenza statale della tutela della concorrenza, dell'ordinamento civile e della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, recano misure necessarie ed urgenti per garantire il rispetto degli articoli 43, 49, 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunita' europea ed assicurare l'osservanza delle raccomandazioni e dei pareri della Commissione europea, dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato e delle Autorita' di regolazione e vigilanza di settore, in relazione all'improcrastinabile esigenza di rafforzare la liberta' di scelta del cittadino consumatore e la promozione di assetti di mercato maggiormente concorrenziali, anche al fine di favorire il rilancio dell'economia e dell'occupazione, attraverso la liberalizzazione di attivita' imprenditoriali e la creazione di nuovi posti di lavoro. ((1-bis. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in conformita' agli statuti speciali e alle relative norme di attuazione.))
                               Art. 2 
Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore  dei
                        servizi professionali 
 
  1. In conformita' al principio comunitario di libera concorrenza ed
a quello di liberta' di circolazione delle  persone  e  dei  servizi,
nonche' al fine di assicurare agli utenti  un'effettiva  facolta'  di
scelta nell'esercizio dei propri  diritti  e  di  comparazione  delle
prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore  del
presente  decreto  sono  abrogate  le  disposizioni   legislative   e
regolamentari che prevedono con  riferimento  alle  attivita'  libero
professionali e intellettuali: 
    a) l'obbligatorieta' di tariffe fisse o minime ovvero il  divieto
di pattuire compensi parametrati al  raggiungimento  degli  obiettivi
perseguiti; 
    b)  il  divieto,  anche   parziale,   di   svolgere   pubblicita'
informativa circa i titoli e le  specializzazioni  professionali,  le
caratteristiche del servizio offerto, nonche' il  prezzo  e  i  costi
complessivi  delle  prestazioni  secondo  criteri  di  trasparenza  e
veridicita' del messaggio il cui rispetto e' verificato dall'ordine; 
    c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo
interdisciplinare da parte di societa' di persone o associazioni  tra
professionisti,  fermo  restando  che  l'oggetto   sociale   relativo
all'attivita' libero-professionale  deve  essere  esclusivo,  che  il
medesimo professionista non puo' partecipare a piu' di una societa' e
che la specifica prestazione deve essere resa  da  uno  o  piu'  soci
professionisti  previamente  indicati,  sotto  la  propria  personale
responsabilita'. 
  2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti  l'esercizio  delle
professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario  nazionale  o  in
rapporto convenzionale con lo stesso, nonche'  le  eventuali  tariffe
massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il  giudice
provvede alla liquidazione delle spese di  giudizio  e  dei  compensi
professionali, in caso  di  liquidazione  giudiziale  e  di  gratuito
patrocinio,  sulla  base  della  tariffa   professionale.   ((PERIODO
ABROGATO DAL D.LGS. 12 APRILE  2006,  N.  163,  COME  MODIFICATO  DAL
D.LGS. 11 SETTEMBRE 2008, N. 152)). 
  2-bis. All'articolo 2233 del  codice  civile,  il  terzo  comma  e'
sostituito dal seguente: 
    "Sono nulli, se non redatti in forma scritta,  i  patti  conclusi
tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con  i  loro  clienti  che
stabiliscono i compensi professionali". 
  3.  Le  disposizioni  deontologiche  e  pattizie  e  i  codici   di
autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1  sono
adeguate, anche con l'adozione di misure a  garanzia  della  qualita'
delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di
mancato adeguamento, a decorrere dalla  medesima  data  le  norme  in
contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle. 
                               Art. 3 
Regole di tutela della concorrenza nel  settore  della  distribuzione
                             commerciale 
 
  1. Ai sensi  delle  disposizioni  dell'ordinamento  comunitario  in
materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci
e dei servizi ed al fine di  garantire  la  liberta'  di  concorrenza
secondo condizioni di pari opportunita' ed il  corretto  ed  uniforme
funzionamento del  mercato,  nonche'  di  assicurare  ai  consumatori
finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di  accessibilita'
all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi
dell'articolo  117,  comma  secondo,  lettere   e)   ed   m),   della
Costituzione, le attivita' commerciali, come individuate dal  decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di  alimenti
e bevande sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni: 
    a)  l'iscrizione  a  registri  abilitanti  ovvero   possesso   di
requisiti  professionali  soggettivi  per  l'esercizio  di  attivita'
commerciali, fatti salvi quelli riguardanti il settore  alimentare  e
della somministrazione degli alimenti e delle bevande; 
    b) il rispetto di  distanze  minime  obbligatorie  tra  attivita'
commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio; 
    c)  le  limitazioni  quantitative  all'assortimento  merceologico
offerto negli esercizi commerciali, fatta salva  la  distinzione  tra
settore alimentare e non alimentare; 
    d) il rispetto di limiti riferiti a quote di mercato  predefinite
o calcolate sul volume  delle  vendite  a  livello  territoriale  sub
regionale; 
    d-bis), ((. . .)), il rispetto  degli  orari  di  apertura  e  di
chiusura, l'obbligo della  chiusura  domenicale  e  festiva,  nonche'
quello   della   mezza   giornata   di   chiusura    infrasettimanale
dell'esercizio ((. . .)); (30) 
    e) la fissazione di divieti ad effettuare vendite promozionali, a
meno che non siano prescritti dal diritto comunitario; 
    f) l'ottenimento di autorizzazioni preventive e le limitazioni di
ordine  temporale  o  quantitativo  allo   svolgimento   di   vendite
promozionali  di  prodotti,  effettuate  all'interno  degli  esercizi
commerciali, tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi
di fine stagione per i medesimi prodotti; 
  f-bis) il divieto o l'ottenimento di autorizzazioni preventive  per
il consumo immediato dei prodotti di gastronomia  presso  l'esercizio
di vicinato, utilizzando i  locali  e  gli  arredi  dell'azienda  con
l'esclusione  del  servizio  assistito  di  somministrazione  e   con
l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie. 
  2. Sono fatte salve le disposizioni  che  disciplinano  le  vendite
sottocosto e i saldi di fine stagione. 
  3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali  di
disciplina del settore della distribuzione commerciale  incompatibili
con le disposizioni di cui al comma 1. 
  4. Le regioni e gli enti locali adeguano  le  proprie  disposizioni
legislative e regolamentari ai principi e alle disposizioni di cui al
comma 1 entro il 1° gennaio 2007. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (30) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 35, comma 7) che  "Le
regioni  e  gli  enti  locali  adeguano   le   proprie   disposizioni
legislative e regolamentari alla disposizione introdotta dal comma  6
entro la data del 1° gennaio 2012". 
                               Art. 4
            Disposizioni urgenti per la liberalizzazione
                dell'attivita' di produzione di pane

  1.  Al  fine  di  favorire la promozione di un assetto maggiormente
concorrenziale nel settore della panificazione ed assicurare una piu'
ampia   accessibilita'   dei  consumatori  ai  relativi  prodotti,  a
decorrere  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
abrogate la legge 31 luglio 1956, n. 1002, e la lettera b), del comma
2 dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
  2.  L'impianto  di  un  nuovo  panificio  ed  il trasferimento o la
trasformazione di panifici esistenti sono soggetti a dichiarazione di
inizio attivita' da presentare al comune competente per territorio ai
sensi  dell'articolo  19  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241. La
dichiarazione   deve   essere   corredata  dall'autorizzazione  della
competente   Azienda   sanitaria   locale   in  merito  ai  requisiti
igienico-sanitari  e dall'autorizzazione alle emissioni in atmosfera,
dal  titolo  abilitativo  edilizio  e  dal permesso di agibilita' dei
locali  ((,  nonche' dall'indicazione del nominativo del responsabile
dell'attivita'  produttiva,  che assicura l'utilizzo di materie prime
in   conformita'   alle   norme  vigenti,  l'osservanza  delle  norme
igienico-sanitarie  e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualita'
del prodotto finito.
  2-bis.  E'  comunque  consentita  ai titolari di impianti di cui al
comma 2 l'attivita' di vendita dei prodotti di propria produzione per
il  consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda
con  l'esclusione  del  servizio  assistito di somministrazione e con
l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
  2-ter.  Entro  dodici  mesi  dalla  data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo
economico,  di  concerto  con  il  Ministro  delle politiche agricole
alimentari  e forestali e con il Ministro della salute, previa intesa
con  la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni
e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano, emana un decreto ai
sensi  dell'articolo  17  della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a
disciplinare, in conformita' al diritto comunitario:
    a)  la denominazione di "panificio" da riservare alle imprese che
svolgono  l'intero  ciclo  di  produzione del pane, dalla lavorazione
delle materie prime alla cottura finale;
    b)  la  denominazione  di  "pane  fresco"  da  riservare  al pane
prodotto  secondo  un  processo  di  produzione  continuo,  privo  di
interruzioni  finalizzate  al  congelamento, alla surgelazione o alla
conservazione  prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi
della  panificazione  e  degli  impasti,  fatto  salvo  l'impiego  di
tecniche   di  lavorazione  finalizzate  al  solo  rallentamento  del
processo  di  lievitazione,  da porre in vendita entro un termine che
tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;
    c)  l'adozione della dicitura "pane conservato" con l'indicazione
dello   stato   o  del  metodo  di  conservazione  utilizzato,  delle
specifiche  modalita'  di confezionamento e di vendita, nonche' delle
eventuali modalita' di conservazione e di consumo.))
  3. I comuni e le autorita' competenti in materia igienico-sanitaria
esercitano le rispettive funzioni di vigilanza.
  4.  Le  violazioni  delle  prescrizioni di cui al presente articolo
sono  punite  ai sensi dell'articolo 22, commi 1, 2, 5, lettera c), e
7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
                               Art. 5
     Interventi urgenti nel campo della distribuzione di farmaci

  1. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 4, comma 1, lettere
d),  e)  e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono
effettuare attivita' di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di
automedicazione,  di  cui  all'articolo  9-bis  del  decreto-legge 18
settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a
prescrizione medica, ((previa comunicazione al Ministero della salute
e  alla  regione  in cui ha sede l'esercizio e)) secondo le modalita'
previste dal presente articolo. E' abrogata ogni norma incompatibile.
  2.  La  vendita di cui al comma 1 e' consentita durante l'orario di
apertura   dell'esercizio   commerciale   e  deve  essere  effettuata
nell'ambito   di   un   apposito   reparto,  ((alla  presenza  e  con
l'assistenza   personale  e  diretta  al  cliente))  di  uno  o  piu'
farmacisti  abilitati  all'esercizio della professione ed iscritti al
relativo  ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a
premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci.
  3.  Ciascun  distributore al dettaglio puo' determinare liberamente
lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla
confezione  del  farmaco ((rientrante nelle categorie di cui al comma
1)),  purche'  lo  sconto  sia  esposto in modo leggibile e chiaro al
consumatore  e  sia  praticato  a tutti gli acquirenti. Ogni clausola
contrattuale contraria e' nulla. Sono abrogati l'articolo 1, comma 4,
del   decreto-legge   27   maggio   2005,   n.  87,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  26  luglio  2005, n. 149, ed ogni altra
norma incompatibile.
((3-bis.  Nella  provincia  di  Bolzano  e'  fatta  salva  la vigente
normativa  in materia di bilinguismo e di uso della lingua italiana e
tedesca   per   le   etichette  e  gli  stampati  illustrativi  delle
specialita'  medicinali  e  dei  preparati galenici come previsto dal
decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574.))
  4.  Alla  lettera  b)  del  comma  1  dell'articolo 105 del decreto
legislativo  24 aprile 2006, n. 219, e' aggiunto, infine, il seguente
periodo: "L'obbligo di chi commercia all'ingrosso farmaci di detenere
almeno  il 90 per cento delle specialita' in commercio non si applica
ai  medicinali non ammessi a rimborso da parte del servizio sanitario
nazionale,  fatta  salva la possibilita' del rivenditore al dettaglio
di rifornirsi presso altro grossista.".
  5.  Al comma 1 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362,
sono   soppresse   le   seguenti  parole:  "che  gestiscano  farmacie
anteriormente  alla  data di entrata in vigore della presente legge";
al  comma  2 del medesimo articolo sono soppresse le seguenti parole:
"della  provincia in cui ha sede la societa"; al comma 1, lettera a),
dell'articolo   8  della  medesima  legge  e'  soppressa  la  parola:
"distribuzione ((,))".
((6.  Sono  abrogati  i  commi 5, 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8
novembre 1991, n. 362.
  6-bis.  I commi 9 e 10 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991,
n. 362, sono sostituiti dai seguenti:
    "9.  A  seguito  di  acquisto  a  titolo  di  successione  di una
partecipazione  in  una  societa'  di cui al comma 1, qualora vengano
meno  i  requisiti  di  cui  al secondo periodo del comma 2, l'avente
causa  cede  la  quota  di  partecipazione  nel  termine  di due anni
dall'acquisto medesimo.
    10.  Il  termine  di cui al comma 9 si applica anche alla vendita
della  farmacia  privata  da  parte  degli  aventi causa ai sensi del
dodicesimo comma dell'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475".
  6-ter. Dopo il comma 4 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991,
n. 362, e' inserito il seguente:
    "4-bis.  Ciascuna  delle  societa'  di cui al comma 1 puo' essere
titolare dell'esercizio di non piu' di quattro farmacie ubicate nella
provincia dove ha sede legale.".
  7.  Il  comma 2 dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile
2006, n. 219, e' abrogato.))
                               Art. 6
    (( (Interventi per il potenziamento del servizio di taxi) ))

  ((1.  Al  fine  di assicurare per il servizio di taxi il tempestivo
adeguamento  dei  livelli  essenziali  di  offerta  del servizio taxi
necessari  all'esercizio  del diritto degli utenti alla mobilita', in
conformita'  al  principio  comunitario  di  libera  concorrenza ed a
quello  di  liberta'  di  circolazione  delle  persone e dei servizi,
nonche'   la  funzionalita'  e  1'efficienza  del  medesimo  servizio
adeguati  ai  fini della mobilita' urbana ai sensi degli articoli 43,
49,  81,  82  e  86 del Trattato istitutivo della Comunita' europea e
degli  articoli  3, 11, 16, 32, 41 e 117, comma secondo, lettere e) e
m),  della  Costituzione, i comuni, sentite le commissioni consultive
di  cui  all'articolo 4, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21,
ove funzionanti, o analogo organo partecipativo, possono:
    a)   disporre   turnazioni   integrative  in  aggiunta  a  quelle
ordinarie,  individuando  idonee forme di controllo sistematico circa
l'effettivo  svolgimento  del  servizio  nei  turni  dichiarati.  Per
l'espletamento del servizio integrativo di cui alla presente lettera,
i  titolari di licenza si avvalgono, in deroga alla disciplina di cui
all'articolo 10 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, di sostituti alla
guida  in  possesso  dei  requisiti  stabiliti  all'articolo  6 della
medesima  legge.  I sostituti alla guida devono espletare l'attivita'
in  conformita'  alla  vigente  normativa ed il titolo di lavoro deve
essere  trasmesso al comune almeno il giorno precedente all'avvio del
servizio;
    b)  bandire  concorsi  straordinari  in  conformita' alla vigente
programmazione  numerica,  ovvero  in  deroga  ove  la programmazione
numerica manchi o non sia ritenuta idonea dal comune ad assicurare un
livello  di  offerta adeguato, per il rilascio, a titolo gratuito o a
titolo oneroso, di nuove licenze da assegnare ai soggetti in possesso
dei  requisiti stabiliti dall'articolo 6 della citata legge n. 21 del
1992,  fissando,  in  caso  di titolo oneroso, il relativo importo ed
individuando,  in caso di eccedenza delle domande, uno o piu' criteri
selettivi  di  valutazione  automatica o immediata, che assicurino la
conclusione  della  procedura  in  tempi celeri. I proventi derivanti
sono  ripartiti  in  misura  non  inferiore  all'80  per  cento tra i
titolari  di  licenza  di taxi del medesimo comune; la restante parte
degli introiti puo' essere utilizzata dal comune per il finanziamento
di  iniziative  volte  al controllo e al miglioramento della qualita'
degli  autoservizi  pubblici  non  di  linea  e  alla  sicurezza  dei
conducenti  e  dei passeggeri, anche mediante l'impiego di tecnologie
satellitari;
    c)  prevedere  il  rilascio ai soggetti in possesso dei requisiti
stabiliti  dall'articolo  6  della  citata legge n. 21 del 1992, e in
prevalenza  ai  soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e
c),  della  medesima  legge,  di  titoli  autorizzatori  temporanei o
stagionali,   non   cedibili,  per  fronteggiare  particolari  eventi
straordinari  o  periodi di prevedibile incremento della domanda e in
numero proporzionato alle esigenze dell'utenza;
    d)  prevedere in via sperimentale l'attribuzione, prevalentemente
a favore di soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e c),
della  citata  legge n. 21 del 1992, della possibilita' di utilizzare
veicoli  sostitutivi  ed  aggiuntivi  per  l'espletamento  di servizi
diretti  a  specifiche  categorie di utenti. In tal caso, l'attivita'
dei sostituti alla guida deve svolgersi secondo quanto previsto dalla
lettera a);
    e)  prevedere  in  via  sperimentale forme innovative di servizio
all'utenza,   con  obblighi  di  servizio  e  tariffe  differenziati,
rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza
del  servizio  di  taxi o ai soggetti di cui all'articolo 7, comma 1,
lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992;
    f) prevedere la possibilita' degli utenti di avvalersi di tariffe
predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti;
    g)  istituire un comitato permanente di monitoraggio del servizio
di   taxi   al   fine  di  favorire  la  regolarita'  e  l'efficienza
dell'espletamento  del  servizio  e  di  orientare  costantemente  le
modalita'  di svolgimento del servizio stesso alla domanda effettiva,
composto  da funzionari comunali competenti in materia di mobilita' e
di  trasporto  pubblico  e  da rappresentanti delle organizzazioni di
categoria  maggiormente rappresentative, degli operatori di radiotaxi
e delle associazioni degli utenti.
  2.  Sono  fatti  salvi  il conferimento di nuove licenze secondo la
vigente  programmazione  numerica  e  il  divieto  di  cumulo di piu'
licenze  al  medesimo  intestatario,  ai sensi della legge 15 gennaio
1992, n. 21, e della disciplina adottata dalle regioni.))
                               Art. 7
                Misure urgenti in materia di passaggi
               di proprieta' di beni mobili registrati

  1.   L'autenticazione  della  sottoscrizione  degli  atti  e  delle
dichiarazioni   aventi   ad  oggetto  l'alienazione  di  beni  mobili
registrati  e  rimorchi  o la costituzione di diritti di garanzia sui
medesimi  puo'  essere  richiesta  anche  agli  uffici comunali ed ai
titolari  ((,  o  dipendenti  da  loro  delegati,))  degli  sportelli
telematici  dell'automobilista  di cui all'articolo 2 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica \19 settembre 2000,
n.  358,  che  sono  tenuti  a  rilasciarla  gratuitamente,  tranne i
previsti  diritti  di  segreteria, nella stessa data della richiesta,
salvo motivato diniego.
  2.  I commi 390 e 391 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, sono abrogati.
                               Art. 8 
 Clausole anticoncorrenziali in tema di responsabilita' civile auto 
 
  1. In conformita' al principio comunitario della concorrenza e alle
regole sancite dagli articoli 81, 82 e  86  del  Trattato  istitutivo
della Comunita' europea, dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e' fatto divieto alle compagnie assicurative e ai loro agenti
di vendita di stipulare nuove clausole contrattuali di  distribuzione
esclusiva e di imposizione di prezzi minimi o di sconti  massimi  per
l'offerta  ai  consumatori  di  polizze  relative   all'assicurazione
obbligatoria per la responsabilita' civile auto. 
  2. Le clausole contrattuali che impegnano, in esclusiva, uno o piu'
agenti assicurativi o  altro  distributore  di  servizi  assicurativi
relativi al ramo responsabilita' civile auto ad una o piu'  compagnie
assicurative individuate, o che impongono  ai  medesimi  soggetti  il
prezzo minimo o lo sconto massimo praticabili ai consumatori per  gli
stessi servizi, sono nulle secondo quanto previsto dall'articolo 1418
del codice civile. Le  clausole  sottoscritte  prima  della  data  di
entrata in vigore del presente decreto sono  fatte  salve  fino  alla
loro naturale scadenza e comunque non oltre il 1° gennaio 2008. 
  3. Fatto salvo quanto disposto dal comma  2,  costituiscono  intesa
restrittiva ai sensi dell'articolo 2 della legge 10 ottobre 1990,  n.
287, l'imposizione di un mandato di  distribuzione  esclusiva  o  del
rispetto di prezzi minimi o di sconti massimi al  consumatore  finale
nell'adempimento dei contratti che regolano il rapporto di agenzia di
assicurazione  relativamente   all'assicurazione   obbligatoria   per
responsabilita' civile auto. 
  3-bis. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private,  di
cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma  2
sono inseriti i seguenti: 
    "2-bis. Per l'offerta  di  contratti  relativi  all'assicurazione
r.c.  auto,  l'intermediario  rilascia  preventiva  informazione   al
consumatore  sulle  provvigioni   riconosciutegli   dall'impresa   o,
distintamente, dalle imprese per conto di cui  opera.  L'informazione
e' affissa nei locali in cui l'intermediario opera  e  risulta  nella
documentazione rilasciata al contraente. 
    2-ter. I preventivi e le polizze indicano, in  modo  evidenziato,
il premio di tariffa, la provvigione dell'intermediario,  nonche'  lo
sconto   complessivamente   riconosciuto   al   sottoscrittore    del
contratto". ((7)) 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 aprile 2007, n. 40, ha disposto (con l'art. 5, comma 1)  che  "I
divieti di cui all'articolo 8 del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248,  si  applicano  alle  clausole  contrattuali  di   distribuzione
esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni, a decorrere dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, fatta  salva  la  facolta'  di  adeguare  i  contratti  gia'
stipulati alla medesima data entro il 1° gennaio 2008". 
                               Art. 9
               Prime misure per il sistema informativo
               sui prezzi dei prodotti agro-alimentari

  1.  All'articolo  23  del  decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
dopo il comma 2-ter, sono aggiunti i seguenti:
    "2-quater.  Al  fine  di garantire l'informazione al consumatore,
potenziando  il  sistema della rilevazione dei prezzi all'ingrosso ed
al   dettaglio   dei   prodotti   agro-alimentari   e   migliorandone
l'efficienza ed efficacia, il Ministero dello sviluppo economico e il
Ministero  delle  politiche  agricole  ((...)) alimentari e forestali
mettono  a disposizione delle regioni, delle province e dei comuni il
collegamento   ai   sistemi   informativi  delle  strutture  ad  essi
afferenti,  secondo  le  modalita'  prefissate  d'intesa dai medesimi
Ministeri.
    2-quinquies.  I  dati aggregati raccolti sono resi pubblici anche
mediante   la  pubblicazione  sul  sito  internet  e  la  stipula  di
convenzioni  gratuite  con  testate giornalistiche ed emittenti radio
televisive ((e gestori del servizio di telefonia))".
  2.  All'articolo  2,  comma 1, del decreto-legge 17 giugno 1996, n.
321,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 8 agosto 1996, n.
421, dopo la lettera c), e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
    "c-bis)  effettuare,  a richiesta delle amministrazioni pubbliche
interessate,   rilevazioni  dei  prezzi  al  dettaglio  dei  prodotti
agro-alimentari."
                               Art. 10 
((ARTICOLO  ABROGATO  DAL  D.LGS.  13  AGOSTO  2010,  N.  141,   COME
          MODIFICATO DAL D.LGS. 14 DICEMBRE 2010, N. 218)) 
                                                               ((28)) 
 
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AGGIORNAMENTO (28) 
  Il D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218, nel  modificare  il  D.Lgs.  13
agosto 2010, n. 141, ha disposto (con l'art. 16,  comma  8)  che  "Le
disposizioni modificate, introdotte o sostituite dal presente decreto
si applicano  a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei
corrispondenti articoli del decreto legislativo 13  agosto  2010,  n.
141.  I  termini  di  conclusione  dei  procedimenti  amministrativi,
stabiliti da norme di legge o di regolamento, pendenti alla data  del
19 settembre 2010, sono prorogati fino a 120 giorni  successivi  alla
data di entrata in vigore del presente decreto". 
                               Art. 11
   Disposizioni urgenti in materia di soppressione di commissioni

  1.  Sono  soppresse  le commissioni istituite dall'articolo 6 della
legge  25 agosto 1991, n. 287. Le relative funzioni sono svolte dalle
amministrazioni titolari dei relativi procedimenti amministrativi.
  2.  Sono  soppresse  le  commissioni istituite dagli articoli 4 e 7
della  legge 3 febbraio 1989, n. 39. Le relative funzioni sono svolte
rispettivamente  dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  e  dalle
((camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura)).
  3.  Della  commissione  giudicatrice  prevista  dall'articolo 1 del
((regolamento  di  cui  al)) decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato ((21 febbraio 1990, n. 300, e successive
modificazioni)),  non  possono  far parte gli iscritti al ruolo degli
agenti d'affari in mediazione.
  4.  Sono  soppresse  le  commissioni istituite dagli articoli 4 e 8
della  legge  3 maggio 1985, n. 204. Le relative funzioni sono svolte
rispettivamente dalle ((camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura)) e dal Ministero dello sviluppo economico.
  5.  Dei Comitati tecnici istituiti presso le ((camere di commercio,
industria,  artigianato  e agricoltura)) per la rilevazione degli usi
commerciali  non  possono  far  parte  i  rappresentanti di categorie
aventi   interesse   diretto   nella  specifica  materia  oggetto  di
rilevazione.
                               Art. 12
         Disposizioni in materia dicircolazione dei veicoli
               e di trasporto comunale e intercomunale

  1.  Fermi  restando  i principi di universalita', accessibilita' ed
adeguatezza  dei  servizi  pubblici di trasporto locale ed al fine di
assicurare  un  assetto  maggiormente  concorrenziale  delle connesse
attivita' economiche e di favorire il pieno esercizio del diritto dei
cittadini alla mobilita', i comuni possono prevedere che il trasporto
di  linea di passeggeri accessibile al pubblico, in ambito comunale e
intercomunale,  sia  svolto, in tutto il territorio o in tratte e per
tempi  predeterminati,  anche  dai soggetti in possesso dei necessari
requisiti  tecnico-professionali, fermi restando la disciplina di cui
al comma 2 ed il divieto di disporre finanziamenti in qualsiasi forma
a  favore dei predetti soggetti. Il comune sede di scalo ferroviario,
portuale  o  aeroportuale  e'  comunque tenuto a consentire l'accesso
allo scalo da parte degli operatori autorizzati ai sensi del presente
comma da comuni del bacino servito.
  2.  A tutela del diritto alla salute, alla salubrita' ambientale ed
alla sicurezza degli utenti della strada e dell'interesse pubblico ad
una  adeguata  mobilita' urbana, gli enti locali disciplinano secondo
modalita'  non  discriminatorie  tra  gli  operatori  economici ed in
conformita'  ai  principi di sussidiarieta', proporzionalita' e leale
cooperazione,  l'accesso, il transito e la fermata nelle diverse aree
dei  centri  abitati  di  ciascuna  categoria  di  veicolo,  anche in
relazione  alle  specifiche  modalita'  di  utilizzo  in  particolari
contesti  urbani  e  di  traffico.  Per  ragioni  di  sicurezza della
circolazione,  possono  altresi'  essere  previste zone di divieto di
fermata,  anche limitato a fasce orarie. Le infrazioni possono essere
rilevate  senza  contestazione immediata, anche mediante l'impiego di
mezzi  di  rilevazione fotografica o telematica (( nel rispetto della
normativa  vigente  in  tema di riservatezza del trattamento dei dati
personali.))
                               Art. 13 
 
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2016, N. 175)) 
                               Art. 14
               Integrazione dei poteri dell'Autorita'
               garante della concorrenza e del mercato

  1.  Al  capo  II  ((del titolo II)) della legge 10 ottobre 1990, n.
287, dopo l'articolo 14 sono inseriti i seguenti:
    "Art.  14-bis (Misure cautelari). - 1. Nei casi di urgenza dovuta
al  rischio  di  un  danno  grave  e irreparabile per la concorrenza,
l'Autorita'  puo',  d'ufficio,  ove  constati ad un sommario esame la
sussistenza   di   un'infrazione,  deliberare  l'adozione  di  misure
cautelari.
  2.  Le decisioni adottate ai sensi del comma l ((non possono essere
in ogni caso rinnovate o prorogate.))
  3. L'Autorita', quando le imprese non adempiano a una decisione che
dispone  misure  cautelari,  puo'  infliggere sanzioni amministrative
pecuniarie fino al 3 per cento del fatturato.
    (("Art.  14-ter.  (Impegni).  -  1. Entro tre mesi dalla notifica
dell'apertura  di  un'istruttoria per l'accertamento della violazione
degli  articoli  2  o 3 della presente legge o degli articoli 81 o 82
del  Trattato  CE,  le imprese possono presentare impegni tali da far
venire  meno  i  profili anticoncorrenziali oggetto dell'istruttoria.
L'Autorita',  valutata  l'idoneita' di tali impegni, puo', nei limiti
previsti  dall'ordinamento  comunitario,  renderli obbligatori per le
imprese e chiudere il procedimento senza accertare l'infrazione. ))
  2.  L'Autorita'  in  caso  di  mancato  rispetto degli impegni resi
obbligatori  ai  sensi  del  comma  l  puo' irrogare ((una sanzione))
amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del fatturato.
  3. L'Autorita' puo' d'ufficio riaprire il procedimento se:
    a)  si modifica la situazione di fatto rispetto ad un elemento su
cui si fonda la decisione;
    b) le imprese interessate contravvengono agli impegni assunti;
    c)  la  decisione  si fonda su informazioni trasmesse dalle parti
che sono incomplete inesatte o fuorvianti".
  2.  All'articolo  15  della  legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo il
comma 2, e' aggiunto il seguente:
    (("2-bis.))    L'Autorita',    in   conformita'   all'ordinamento
comunitario,  definisce  con proprio provvedimento generale i casi in
cui,  in  virtu'  della  qualificata  collaborazione  prestata  dalle
imprese  nell'accertamento  di infrazioni alle regole di concorrenza,
la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  ((puo' essere non applicata
ovvero ridotta nelle fattispecie previste dal diritto comunitario))".
                             Art. 14-bis
              (((Integrazione dei poteri dell'Autorita'
               per le garanzie nelle comunicazioni)))

  ((1.   Ferme  restando  le  competenze  assegnate  dalla  normativa
comunitaria  e  dalla  legge  10  ottobre 1990, n. 287, all'Autorita'
garante  della concorrenza e del mercato, la presentazione di impegni
da   parte   delle  imprese  interessate  e'  parimenti  ammessa  nei
procedimenti  di  competenza  dell'Autorita'  per  le  garanzie nelle
comunicazioni   in   cui  occorra  promuovere  la  concorrenza  nella
fornitura  delle  reti e servizi di comunicazione elettronica e delle
risorse  e servizi correlati, ai sensi del codice delle comunicazioni
elettroniche  di  cui  al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259,
salva  la disciplina recata dagli articoli 17 e seguenti del medesimo
codice  per  i  mercati individuati nelle raccomandazioni comunitarie
relative ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle
comunicazioni elettroniche.
  2. Nei casi previsti dal comma 1, l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni,  qualora  ritenga  gli impegni proposti idonei ai fini
rispettivamente  indicati,  puo' approvarli con l'effetto di renderli
obbligatori  per  l'impresa proponente. In caso di mancata attuazione
degli impegni resi obbligatori dall'Autorita' trovano applicazione le
sanzioni previste dalle discipline di settore. Qualora la proposta di
impegno provenga da un'impresa incorsa in illecito non ancora punito,
l'Autorita'   tiene   conto   dell'attuazione  dell'impegno  da  essa
approvato  ai fini della decisione circa il trattamento sanzionatorio
applicabile al caso concreto.))
                               Art. 15
      Disposizione sulla gestione del servizio idrico integrato

  1.  All'articolo  113,  commi 15-bis e 15-ter, del ((testo unico di
cui  al))  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: "31
dicembre  2006"  sono sostituite dalle seguenti: "((31 dicembre 2006,
relativamente  al  solo  servizio  idrico  integrato  al  31 dicembre
2007))".
									Titolo II**MISURE PER LA RIPRESA DEGLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI, INTERVENTI*PER IL SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA E MISURE DI CONTENIMENTO E*RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA PUBBLICA**Capo I**Misure per la ripresa degli interventi infrastrutturali**
Art. 16 Contratto collettivo 2004-2005 trasporto pubblico locale 1. A parziale modifica di quanto stabilito dall'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 58, a decorrere dall'anno 2006 l'importo di 60 milioni di euro annui e' corrisposto ai servizi di trasporto pubblico locale direttamente dalle regioni individuate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 1° marzo 2006, emanato d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, senza dover procedere preliminarmente alla corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali nei confronti delle predette regioni. 2. All'articolo 1, comma 147, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le spese in conto capitale relative agli interventi per il trasporto su ferro ricadenti nel territorio della Capitale della Repubblica sono escluse dal patto di stabilita' interno.".
                               Art. 17
                       ANAS e Ferrovie S.p.A.

  1.  Per  la prosecuzione degli interventi relativi al "Sistema alta
velocita' /alta capacita", per l'anno 2006, e' concesso un contributo
in  conto  impianti  nel  limite  massimo  di 1.800 milioni di euro a
favore di Ferrovie dello Stato S.p.A. o a societa' del gruppo.
  2.  All'articolo 1, comma 32, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
come  modificato  dall'articolo  3 del decreto-legge 6 marzo 2006, n.
68,  convertito, con modificazioni, ((dalla)) legge 24 marzo 2006, n.
127,  le  parole:  "1.913  milioni"  sono  sostituite dalle seguenti:
"2.913  milioni".  ((Le  risorse integrative di cui al presente comma
devono essere utilizzate esclusivamente per i cantieri aperti.))
                             Art. 17-bis
              (( (Modifiche a disposizioni concernenti
                      le Autorita' portuali) ))

  ((1.  All'articolo 34-septies del decreto-legge 10 gennaio 2006, n.
4,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80,
sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 1, le parole: "nei limiti di 30 milioni di euro annui
per ciascuno degli anni 2006 e 2007" sono sostituite dalle seguenti:
      "nei  limiti  di  60  milioni  di  euro per l'anno 2006 e di 90
milioni di euro per l'anno 2007";
    b)  al comma 3, le parole: "30 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2006 e 2007" sono sostituite dalle seguenti: "60 milioni di euro
per l'anno 2006 e 90 milioni di euro per l'anno 2007".))
                               Art. 18
      Integrazione del Fondo nazionale per il servizio civile,
           del Fondo nazionale per le politiche sociali e
                  del Fondo unico per lo spettacolo

  1.  La  dotazione del Fondo nazionale per il servizio civile di cui
all'articolo  19  della legge 8 luglio 1998, n. 230, come determinata
dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' integrata di
30 milioni di euro per l'anno 2006.
  2. La dotazione del Fondo ((nazionale)) per le politiche sociali di
cui  all'articolo  20,  comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328,
come  determinata  dalla  tabella  C della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  e'  integrata  di  300  milioni  di  euro annui per il triennio
2006-2008.
  3. La dotazione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge
30  aprile 1985, n. 163, come determinata dalla tabella C della legge
23  dicembre  2005,  n. 266, e' integrata di 50 milioni di euro annui
per il triennio 2006-2008.
                             Art. 18-bis
    (( (Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi) ))

  ((1.  Per  le  esigenze  operative  del Corpo forestale dello Stato
connesse   alle  attivita'  antincendi  boschivi  di  competenza,  e'
autorizzata  la  spesa  di  4 milioni di euro per l'anno 2006 e di 10
milioni di euro annui a decorrere dal 2007.
  2.  All'onere di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2006-2008,  nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base di parte
corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2006,  allo  scopo
parzialmente  utilizzando i seguenti accantonamenti: per l'anno 2006,
quanto  a  3.550.000  euro l'accantonamento relativo al Ministero del
lavoro  e  delle politiche sociali, a 250.000 euro quello relativo al
Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e a 200.000 euro
quello relativo al Ministero per i beni e le attivita' culturali; per
l'anno  2007,  quanto  a  3.100.000 euro l'accantonamento relativo al
Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali, a 5.000.000 di euro
quello  relativo  al  Ministero  degli  affari esteri, a 500.000 euro
quello relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e a
1.400.000  euro quello relativo al Ministero delle politiche agricole
e   forestali;   per   l'anno   2008,   quanto   a   5.650.000   euro
l'accantonamento   relativo  al  Ministero  degli  affari  esteri,  a
1.550.000   euro   quello   relativo  al  Ministero  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, a 1.900.000 euro quello relativo al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, a 500.000 euro
quello relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e a
400.000  euro quello relativo al Ministero delle politiche agricole e
forestali.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare,   con   propri   decreti,   le  occorrenti  variazioni  di
bilancio.))
									Capo II**Interventi per le politiche della famiglia, per le politiche*giovanili e per le politiche relative ai diritti e alle pari*opportunita'**
Art. 19 Fondi per le politiche della famiglia, per le politiche giovanili e per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunita' 1. Al fine di promuovere e realizzare interventi per la tutela della famiglia, in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali, nonche' per supportare l'Osservatorio nazionale sulla famiglia, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e' istituito un fondo denominato "Fondo per le politiche della famiglia", al quale e' assegnata la somma di 3 milioni di euro per l'anno 2006 e di dieci milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. (38)((39)) 2. Al fine di promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e all'inserimento nella vita sociale, anche attraverso interventi volti ad agevolare la realizzazione del diritto dei giovani all'abitazione, nonche' a facilitare l'accesso al credito per l'acquisto e l'utilizzo di beni e servizi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e' istituito un fondo denominato "Fondo per le politiche giovanili", al quale e' assegnata la somma di 3 milioni di euro per l'anno 2006 e di dieci milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 3. Al fine di promuovere le politiche relative ai diritti e alle pari opportunita', presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e' istituito un fondo denominato "Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunita", al quale e' assegnata la somma di 3 milioni di euro per l'anno 2006 e di dieci milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. (35) ---------- AGGIORNAMENTO (35) Il D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito con modificazioni dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119, ha disposto (con l'art. 5-bis, comma 1) che "Al fine di dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, lettera d), del presente decreto, il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunita', di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' incrementato di 10 milioni di euro per l'anno 2013, di 7 milioni di euro per l'anno 2014 e di 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015". ---------- AGGIORNAMENTO (38) La L. 23 dicembre 2014, n. 190 ha disposto (con l'art. 1, comma 132) che "Il Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' incrementato di 5 milioni di euro dal 2015 al fine di sostenere le adozioni internazionali ai sensi dell'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296". ---------- AGGIORNAMENTO (39) La L. 28 dicembre 2015, n. 208, ha disposto (con l'art. 1, comma 412) che "La dotazione del Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come rifinanziato dall'articolo 1, comma 132, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' ridotta nella misura di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2016".
									Capo III**Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica**
Art. 20 Presidenza del Consiglio dei Ministri 1. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge 25 febbraio 1987, n. 67, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' ridotta di 1 milione di euro per l'anno 2006 e di 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. 2. In relazione a quanto disposto dal comma 1, con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono rideterminati i contributi e le provvidenze per l'editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. 3. La dotazione relativa all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' ridotta di 39 milioni di euro per l'anno 2006. 3-bis. All'articolo 3, comma 2-ter, secondo periodo, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, le parole: "Gli stessi contributi" sono sostituite dalle seguenti: "A decorrere dal 1° gennaio 2002 i contributi di cui ai commi 8 e 11". 3-ter. Il requisito della rappresentanza parlamentare indicato dall'articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, non e' richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali od organi di partiti o movimenti politici, che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano gia' maturato il diritto ai contributi di cui all'articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni. (24) ((25)) ------------- AGGIORNAMENTO (24) La L. 23 dicembre 2009, n. 191, ha disposto (con l'art. 2, comma 61) che "L'articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e il comma 460 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si intendono riferiti alle imprese e testate ivi indicate in possesso dei requisiti richiesti anche se abbiano mutato forma giuridica." ------------- AGGIORNAMENTO (25) La L. 23 dicembre 2009, n. 191, come modificata dal D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25, ha disposto (con l'art. 2, comma 61) che "L'articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e il comma 460 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si intendono riferiti alle imprese e testate ivi indicate in possesso dei requisiti richiesti anche se abbiano mutato forma giuridica o vengano editate da altre societa' comunque costituite".
                               Art. 21
                         Spese di giustizia

  ((1.  Per  il  pagamento delle spese di giustizia non e' ammesso il
ricorso  all'anticipazione  da parte degli uffici postali, tranne che
per  gli  atti di notifiche nei procedimenti penali e per gli atti di
notifiche  e di espropriazione forzata nei procedimenti civili quando
i relativi oneri sono a carico dell'erario.))
  2.  Al  pagamento  delle  spese di giustizia si provvede secondo le
ordinarie procedure stabilite dalla vigente normativa di contabilita'
generale dello Stato.
  3.  Lo stanziamento previsto in bilancio per le spese di giustizia,
come  integrato  ai  sensi dell'articolo 1, comma 607, della legge 23
dicembre  2005,  n.  266,  iscritto  nell'unita' previsionale di base
2.1.2.1 (capitolo 1360) dello stato di previsione del Ministero della
giustizia,  e'  ridotto di 50 milioni di euro per l'anno 2006, di 100
milioni  di euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro a decorrere
dal 2008.
  4. All'articolo 13 del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari  in materia di ((spese di)) giustizia di cui al decreto
del  Presidente  della  Repubblica  30  maggio  2002,  n.  115,  sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
    "6-bis.   Per   i   ricorsi   proposti   davanti   ai   Tribunali
amministrativi regionali e al Consiglio di Stato il contributo dovuto
e'  di  euro 500; ((...)) per i ricorsi previsti dall'articolo 21-bis
della  legge  6  dicembre  1971, n. 1034, ((...)) per quelli previsti
dall'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, ((per i
ricorsi  aventi  ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza,
di  soggiorno  e  di  ingresso  nel  territorio dello Stato)) e per i
ricorsi   ((di  esecuzione  della  sentenza  o  di  ottemperanza  del
giudicato))  il  contributo dovuto e' di euro 250. ((L'onere relativo
al  pagamento  dei  suddetti  contributi e' dovuto in ogni caso dalla
parte  soccombente,  anche nel caso di compensazione giudiziale delle
spese  e  anche  se  essa  non  si e' costituita in giudizio. Ai fini
predetti,  la  soccombenza si determina con il passaggio in giudicato
della sentenza. Non e' dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti
dall'articolo  25  della  citata  legge  n.  241  del 1990 avverso il
diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19
agosto   2005,  n.  195,  di  attuazione  della  direttiva  2003/4/CE
sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale)).
    6-ter.  Il  maggior  gettito  derivante  dall'applicazione  delle
disposizioni  di  cui  al  comma  6-bis  e' versato al bilancio dello
Stato,  per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze,  per  le  spese  riguardanti  il
funzionamento  del  Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi
regionali.".
  ((4-bis.  All'onere  derivante dall'attuazione del capoverso 6-bis,
introdotto  dal  comma  4,  valutato per il 2006 in 200.000 euro e in
500.000  euro  a  decorrere  dall'anno  2007, si provvede, per l'anno
2006,  mediante  utilizzo  di parte delle maggiori entrate recate dal
presente  decreto,  e per gli anni successivi mediante corrispondente
utilizzo delle proiezioni, per gli anni 2006-2008, dello stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2006-2008, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello  stato  di  previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze,   allo   scopo   parzialmente  utilizzando  l'accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri.))
  5.  All'articolo  16  del  citato testo unico di cui al decreto del
Presidente  della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 1,
e' aggiunto il seguente:
    "1-bis.  In  caso  di  omesso o parziale pagamento del contributo
unificato,  si  applica  la sanzione di cui all'articolo 71 del testo
unico  delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26  aprile 1986, n. 131,
esclusa la detrazione ivi prevista. ((...))".
  6. All'articolo 1, comma 309, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
dopo  le parole: "degli uffici giudiziari", sono inserite le seguenti
"e  allo  stato  di  previsione  del  Ministero dell'economia e delle
finanze  per  le  spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di
Stato e dei Tribunali amministrativi regionali".
                               Art. 22
             Riduzione delle spese di funzionamento per
             enti ed organismi pubblici non territoriali

  1.  Gli  stanziamenti  per l'anno 2006 relativi a spese per consumi
intermedi dei bilanci di enti ed organismi pubblici non territoriali,
che  adottano  contabilita'  anche  finanziaria, individuati ai sensi
dell'articolo  1,  commi 5 e 6, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
con esclusione delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, degli Istituti
di  ricovero  e cura a carattere scientifico, dell'Istituto superiore
di sanita', dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
del   lavoro,  dell'Agenzia  italiana  del  farmaco,  degli  Istituti
zooprofilattici  sperimentali  , degli enti e degli organismi gestori
delle  aree  naturali  protette e delle istituzioni scolastiche, sono
ridotti  nella  misura  del  10  per cento, comunque nei limiti delle
disponibilita'  non  impegnate  alla  data  di  entrata in vigore del
presente decreto. Per gli enti ed organismi pubblici che adottano una
contabilita'  esclusivamente  civilistica,  i costi della produzione,
individuati all'articolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 6), 7)
e  8),  del  codice  civile,  previsti  nei  rispettivi  budget 2006,
concernenti  i  beni  di consumo e servizi ed il godimento di beni di
terzi,  sono  ridotti  del  10  per cento. Le somme provenienti dalle
riduzioni  di  cui  al  presente  comma sono versate da ciascun ente,
entro  il mese di ottobre 2006, all'entrata del bilancio dello Stato,
con imputazione al capo X, capitolo 2961.
  2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)).
                             Art. 22-bis
               (( (Riduzione della spesa per incarichi
                      di funzione dirigenziale.
                Disposizioni in materia di attivita'
                libero-professionale intramuraria) ))

  ((1.  La  spesa  complessiva  derivante dagli incarichi di funzione
dirigenziale di livello generale e' soggetta ad una riduzione globale
non inferiore al 10 per cento.
  2.  Al  comma 10 dell'articolo 15-quinquies del decreto legislativo
30  dicembre  1992,  n.  502,  e successive modificazioni, le parole:
"fino  al  31 luglio 2006" sono sostituite dalle seguenti: "fino alla
data,  certificata  dalla  regione  o  dalla  provincia autonoma, del
completamento  da  parte dell'azienda sanitaria di appartenenza degli
interventi    strutturali   necessari   ad   assicurare   l'esercizio
dell'attivita'  libero-professionale intramuraria e comunque entro il
31 luglio 2007".
  3.  L'esercizio  straordinario  dell'attivita' libero-professionale
intramuraria in studi professionali, previa autorizzazione aziendale,
e'  informato  ai  principi  organizzativi  fissati  da  ogni singola
azienda sanitaria, nell'ambito della rispettiva autonomia, secondo le
modalita' stabilite dalle regioni e dalle province autonome di Trento
e  di  Bolzano  e  sulla  base  dei  principi  previsti  nell'atto di
indirizzo  e  coordinamento  di  cui  al  decreto  del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri  27  marzo  2000,  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2000.
  4.  Al  fine  di  garantire  il  corretto  equilibrio tra attivita'
istituzionale e attivita' libero-professionale intramuraria, anche in
riferimento  all'obiettivo  di  ridurre  le  liste  di  attesa,  sono
affidati  alle  regioni  i  controlli  sulle modalita' di svolgimento
dell'attivita'  libero-professionale  della  dirigenza  del  Servizio
sanitario  nazionale  e  l'adozione  di  misure  dirette ad attivare,
previo   congruo  termine  per  provvedere  da  parte  delle  aziende
risultate  inadempienti,  interventi  sostitutivi  anche  sotto forma
della  nomina  di  un  commissario  ad acta. In ogni caso l'attivita'
libero-professionale   non  puo'  superare,  sul  piano  quantitativo
nell'arco     dell'anno,    l'attivita'    istituzionale    dell'anno
precedente.))
                               Art. 23
            Parere del Consiglio Universitario Nazionale

  1.  Al  fine di evitare aggravi di spesa derivanti dall'espressione
di  parere da parte del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) sulle
procedure  preordinate  al  reclutamento  di  professori universitari
ordinari,  associati e dei ricercatori, nonche' alla loro conferma in
ruolo, l'articolo 14, comma 4, del decreto legislativo 6 aprile 2006,
n.  164,  e'  abrogato  ((e  nell'articolo 2, comma 4, della legge 16
gennaio  2006,  n. 18, sono soppresse le parole: ", nonche' alla loro
conferma in ruolo".))
                               Art. 24 
       Contenimento spesa per compensi spettanti agli arbitri 
 
  1. Per qualsivoglia  arbitrato,  anche  se  disciplinato  da  leggi
speciali, la misura del compenso spettante agli arbitri,  di  cui  al
punto 9 della tabella D allegata al regolamento di cui al decreto del
Ministro  della  giustizia  8  aprile  2004,  n.  127,   si   applica
inderogabilmente a tutti i componenti dei collegi arbitrali  rituali,
anche se non composti in tutto o in parte da avvocati. La misura  del
compenso spettante all'arbitro unico di cui al punto 8 della medesima 
tabella D si applica anche all'arbitro non avvocato. ((8)) 
 
    
-----------------
AGGIORNAMENTO (8)
Il  D.Lgs.  12  aprile  2006, n. 163, come modificato dal D.Lgs. 31
luglio  2007,  n.  113  ha disposto (con l'art. 241, comma 12) che il
presente  articolo  24  si  interpreta  come non applicabile a quanto
disciplinato ai sensi del comma 12 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163.
    
                               Art. 25
                     Misure di contenimento con
             responsabilizzazione delle amministrazioni

  1.  Negli  stati  di  previsione  della spesa delle Amministrazioni
centrali,  approvati  con  la  legge  23  dicembre 2005, n. 267, sono
accantonate   e   rese   indisponibili  alla  gestione  le  quote  di
stanziamento delle unita' previsionali di base indicate nell'elenco 1
allegato  al  presente  decreto. Nello stesso elenco sono indicate le
riduzioni  da  apportare  alle  previsioni di bilancio a legislazione
vigente per il triennio 2007-2009.
  2. Gli accantonamenti effettuati, ai sensi del comma 1, nell'ambito
delle  scritture  contabili  registrate nel Sistema informativo della
Ragioneria generale dello Stato sono versati all'entrata del bilancio
dello Stato entro il 30 novembre 2006.
  3.  Nel corso della gestione 2006, e fino alla data prevista per il
versamento  di  cui al comma 2, per effettive, motivate e documentate
esigenze gestionali, il Ministro competente, d'intesa con il Ministro
dell'economia e delle finanze, con propri decreti, da comunicare alle
competenti  Commissioni  parlamentari,  alla  Corte  dei conti, ed al
((rispettivo))  Ufficio  centrale  di  bilancio,  puo' modificare gli
accantonamenti  di  cui  al  comma  2, fermo restando il mantenimento
dell'effetto complessivo sul fabbisogno e sull'indebitamento netto.
  4.  Su  richiesta  delle Amministrazioni puo' essere effettuata una
diversa distribuzione delle riduzioni relative al triennio 2007-2009,
indicate  nell'elenco  di  cui  al  comma  1,  in  sede  di ((legge))
finanziaria per il triennio medesimo.
                               Art. 26
    Controlli e sanzioni per il mancato rispetto della regola sul
   contenimento delle spese da parte degli enti inseriti nel conto
        economico consolidato delle pubbliche amministrazioni

  1.  In  caso di mancato rispetto del limite di spesa annuale di cui
all'articolo  1,  comma  57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, da
parte  degli  enti  individuati ai sensi dei commi 5 e 6 del medesimo
articolo, fatte salve le esclusioni previste dal predetto comma 57, i
trasferimenti  statali  a  qualsiasi titolo operati a favore di detti
enti  sono  ridotti in misura pari alle eccedenze di spesa risultanti
dai  conti  consuntivi  relativi agli esercizi 2005, 2006 e 2007. Gli
enti  interessati  che  non ricevono contributi a carico del bilancio
dello  Stato  sono  tenuti  a  versare all'entrata del bilancio dello
Stato,  con  imputazione  al  capo  X,  capitolo  2961,  entro  il 30
settembre  rispettivamente  degli  anni 2006, 2007 e 2008, un importo
pari  alle  eccedenze  risultanti  dai  predetti conti consuntivi. Le
amministrazioni  vigilanti sono tenute a dare, rispettivamente, entro
il  31  luglio  degli  anni  2006,  2007  e 2008, comunicazione delle
predette  eccedenze  di  spesa  al  Ministero  dell'economia  e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
                               Art. 27
           Riduzione del limite di spesa annua per studi e
          incarichi di consulenza, per relazioni pubbliche,
          convegni, mostre, pubblicita' e di rappresentanza

  1. Ai commi 9 e 10 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  le  parole:  "50 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "40
per cento".
                               Art. 28 
                   Diarie per missioni all'estero 
 
  1. Le diarie per le missioni  all'estero  di  cui  alla  tabella  B
allegata al decreto del Ministro del tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica  in  data  27  agosto  1998,  e  successive
modificazioni, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  202  del  31
agosto 1998, sono ridotte del 20 per cento a decorrere dalla data  di
entrata in vigore del presente decreto. La riduzione  si  applica  al
personale appartenente alle amministrazioni di  cui  all'articolo  1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive
modificazioni. 
  2. L'articolo 3  del  regio  decreto  3  giugno  1926,  n.  941,  e
successive modificazioni e' abrogato. 
  3. Le disposizioni di cui ai commi  1  e  2  non  si  applicano  al
personale civile e militare impegnato nelle  missioni  internazionali
di pace, finanziate per l'anno 2006 dall'articolo 1, comma 97,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266. ((26)) 
------------ 
AGGIORNAMENTO (26) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto (con l'art. 6, comma  12)  che
"A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto  le
diarie  per  le  missioni  all'estero  di   cui   all'art.   28   del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con  legge  4  agosto
2006, n. 248, non sono piu' dovute; la predetta disposizione  non  si
applica alle missioni internazionali di  pace  e  a  quelle  comunque
effettuate dalle Forze di polizia, dalle Forze  armate  e  dal  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco". 
                               Art. 29
   Contenimento spesa per commissioni comitati ed altri organismi

  1.  Fermo  restando  il divieto previsto dall'articolo 18, comma 1,
della  legge 28 dicembre 2001, n. 448, la spesa complessiva sostenuta
dalle  amministrazioni  pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   30   marzo   2001,   n.   165,  e  successive
modificazioni,   per  organi  collegiali  e  altri  organismi,  anche
monocratici,    comunque    denominati,   operanti   nelle   predette
amministrazioni,  e'  ridotta  del trenta per cento rispetto a quella
sostenuta   nell'anno  2005.  Ai  suddetti  fini  le  amministrazioni
adottano  con  immediatezza, e comunque entro 30 giorni dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  le necessarie misure di
adeguamento  ai  nuovi  limiti di spesa. Tale riduzione si aggiunge a
quella  prevista  dall'articolo  1, comma 58, della legge 23 dicembre
2005, n. 266.
  2.  Per  realizzare le finalita' di contenimento delle spese di cui
al  comma  1,  per  le  amministrazioni  statali  si  procede,  entro
centoventi  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
decreto,  al  riordino degli organismi, anche mediante soppressione o
accorpamento  delle  strutture,  con  regolamenti da emanare ai sensi
dell'articolo  17,  comma  2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per
gli  organismi  previsti  dalla  legge  o  da  regolamento  e,  per i
restanti,  con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto  con  il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta
del  Ministro  competente. I provvedimenti tengono conto dei seguenti
criteri:
    a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali;
    b)   razionalizzazione   delle  competenze  delle  strutture  che
svolgono funzioni omogenee;
    c)  limitazione  del  numero delle strutture di supporto a quelle
strettamente indispensabili al funzionamento degli organismi;
    d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi;
    e)   riduzione   dei   compensi  spettanti  ai  componenti  degli
organismi;
    e-bis)  indicazione  di un termine di durata, non superiore a tre
anni,   con  la  previsione  che  alla  scadenza  l'organismo  e'  da
intendersi automaticamente soppresso;
    e-ter)   previsione  di  una  relazione  di  fine  mandato  sugli
obiettivi     realizzati     dagli     organismi,    da    presentare
all'amministrazione  competente  e  alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
  2-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri valuta, prima della
scadenza  del  termine  di  durata  degli  organismi  individuati dai
provvedimenti   previsti   dai   commi   2   e  3,  di  concerto  con
l'amministrazione  di  settore  competente,  la  perdurante  utilita'
dell'organismo  proponendo  le conseguenti iniziative per l'eventuale
proroga della durata dello stesso.
  3.  Le  amministrazioni non statali sono tenute a provvedere, entro
lo  stesso  termine e sulla base degli stessi criteri di cui al comma
2,   con   atti  di  natura  regolamentare  previsti  dai  rispettivi
ordinamenti,  da  sottoporre  alla  verifica  degli organi interni di
controllo  e  all'approvazione  dell'amministrazione  vigilante,  ove
prevista. Nelle more dell'adozione dei predetti regolamenti le stesse
amministrazioni  assicurano il rispetto del limite di spesa di cui al
comma 1 entro il termine ivi previsto.
((4.  Ferma restando la realizzazione degli obiettivi di risparmio di
spesa   di  cui  al  comma  1,  gli  organismi  non  individuati  dai
provvedimenti  previsti  dai commi 2 e 3 entro il 15 maggio 2007 sono
soppressi. A tale fine, i regolamenti ed i decreti di cui al comma 2,
nonche'  gli  atti  di natura regolamentare di cui al comma 3, devono
essere trasmessi per l'acquisizione dei prescritti pareri, ovvero per
la  verifica  da  parte  degli  organi  interni  di  controllo  e per
l'approvazione da parte dell'amministrazione vigilante, ove prevista,
entro il 28 febbraio 2007.))
  5.  Scaduti  i  termini  di  cui ai commi 1, 2 e 3 senza che si sia
provveduto  agli  adempimenti  ivi  previsti  e'  fatto  divieto alle
amministrazioni   di   corrispondere  compensi  ai  componenti  degli
organismi di cui al comma 1.
  6.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non  trovano diretta
applicazione alle regioni, alle province autonome, agli enti locali e
agli enti del Servizio sanitario nazionale, per i quali costituiscono
disposizioni  di  principio  ai  fini del coordinamento della finanza
pubblica.
  7.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non  si applicano ai
commissari  straordinari  del  Governo  di  cui all'articolo 11 della
legge   23   agosto  1988,  n.  400,  e  agli  organi  di  direzione,
amministrazione e controllo.
                               Art. 30
                 Verifica delle economie in materia
               di personale per regioni ed enti locali

  1.  Il  comma  204 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266, e' sostituito dai seguenti:
    "204.  Per  le amministrazioni regionali e gli enti locali di cui
al  comma  198,  in  caso di mancato conseguimento degli obiettivi di
risparmio  di  spesa  ivi  previsti, e' fatto divieto di procedere ad
assunzioni  di personale a qualsiasi titolo. Ai fini del monitoraggio
e  della  verifica  degli adempimenti di cui al citato comma 198, con
decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri da emanare previo
accordo  tra  Governo,  regioni  ed autonomie locali da concludere in
sede  di  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro il 30 settembre 2006, viene
costituito  un  tavolo  tecnico  con rappresentanti del sistema delle
autonomie  designati  dai  relativi  enti esponenziali, del Ministero
dell'economia   e  delle  finanze  -  Dipartimento  della  Ragioneria
generale  dello  Stato, della Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento  della funzione pubblica, della Presidenza del Consiglio
dei  Ministri - Dipartimento degli affari regionali ((e del Ministero
dell'interno)), con l'obiettivo di:
      a)  acquisire,  per  il  tramite  del Ministero dell'economia e
delle  finanze,  la  documentazione  da  parte degli enti destinatari
della  norma,  certificata  dall'organo di revisione contabile, delle
misure adottate e dei risultati conseguiti;
      b)  fissare  specifici  criteri  e  modalita'  operative, anche
campionarie  per i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti
e  per  le  comunita'  montane  con  popolazione  inferiore  a 50.000
abitanti,   per   il   monitoraggio   e  la  verifica  dell'effettivo
conseguimento, da parte degli enti, dei previsti risparmi di spesa;
      c)  verificare,  sulla  base  dei  criteri  e  delle  modalita'
operative  di cui alla lettera b) e della documentazione ricevuta, la
puntuale  applicazione  della  disposizione  ed  i  casi  di  mancato
adempimento;
      d)   elaborare   analisi   e   proposte  operative  dirette  al
contenimento  strutturale  della  spesa  di  personale  per  gli enti
destinatari del comma 198.
    204-bis.  Le  risultanze  delle operazioni di verifica del tavolo
tecnico  di cui al comma 204 sono trasmesse con cadenza annuale, alla
Corte  dei  conti,  anche  ai  fini  del referto sul costo del lavoro
pubblico di cui al titolo V del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165. Il mancato invio della documentazione di cui alla lettera a) del
comma  204  da parte degli enti comporta, in ogni caso, il divieto di
assunzione a qualsiasi titolo.
  ((204-ter.  Ai  fini  dell'attuazione dei commi 198, 204 e 204-bis,
limitatamente  agli  enti  locali in condizione di avanzo di bilancio
negli  ultimi  tre  esercizi,  sono  escluse  dal computo le spese di
personale  riferite  a contratti di lavoro a tempo determinato, anche
in  forma  di collaborazione coordinata e continuativa, stipulati nel
corso dell'anno 2005))".
                               Art. 31
         Riorganizzazione del servizio di controllo interno

  1. All'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n.  286,  le  parole: "anche ad un organo collegiale" sono sostituite
dalle   seguenti:  "ad  un  organo  monocratico  o  composto  da  tre
componenti.  In  caso  di  previsione di un organo con tre componenti
viene nominato un presidente.".
  2.  Il  contingente  di  personale  addetto  agli  uffici  preposti
all'attivita'   di  valutazione  e  controllo  strategico,  ai  sensi
dell'articolo  14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, ((...)) non puo' superare il numero massimo di unita' pari al 10
per cento di quello complessivamente assegnato agli uffici di diretta
collaborazione degli organi di indirizzo politico.
                               Art. 32
                     Contratti di collaborazione

  1.  Ai  fini del contenimento della spesa e del coordinamento della
finanza  pubblica,  all'articolo  7  del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, ((il comma 6 e' sostituito)) dai seguenti:
    "6.  Per  esigenze  cui  non  possono far fronte con personale in
servizio,  le  amministrazioni  pubbliche possono conferire incarichi
individuali,  con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale
o  coordinata  e  continuativa,  ad esperti di provata competenza, in
presenza dei seguenti presupposti:
      a)   l'oggetto   della   prestazione  deve  corrispondere  alle
competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente
e ad obiettivi e progetti specifici e determinati;
      b)   l'amministrazione  deve  avere  preliminarmente  accertato
l'impossibilita' oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili
al suo interno;
      c)  la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente
qualificata;
      d)  devono  essere  preventivamente  determinati durata, luogo,
oggetto e compenso della collaborazione.
    6-bis.   Le  amministrazioni  pubbliche  disciplinano  e  rendono
pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il
conferimento degli incarichi di collaborazione.
    6-ter.  I  regolamenti  di  cui  all'articolo  110,  comma 6, del
((testo unico di cui al)) decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
si adeguano ai principi di cui al comma 6.".
                               Art. 33
          Trattenimento in servizio dei dipendenti pubblici

  1.  Il  secondo,  terzo,  quarto e quinto periodo dell'articolo 16,
comma  1,  del  decreto  legislativo  30  dicembre 1992, n. 503, sono
soppressi.
  2. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo
1,  comma  2,  del  decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, con
esclusione   degli   appartenenti   alla   carriera   diplomatica   e
prefettizia,  del  personale  delle  forze  armate  e  delle forze di
polizia   ad  ordinamento  militare  e  ad  ordinamento  civile,  del
personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco, nei confronti dei
quali  alla  data di entrata in vigore del presente decreto sia stata
accolta  e autorizzata la richiesta di trattenimento in servizio sino
al  settantesimo  anno  di  eta',  possono permanere in servizio alle
stesse  condizioni  giuridiche  ed  economiche,  anche  ai  fini  del
trattamento   pensionistico,  previste  dalla  normativa  vigente  al
momento dell'accoglimento della richiesta.
  3.  I  limiti  di  eta' per il collocamento a riposo dei dipendenti
pubblici  risultanti  anche dall'applicazione dell'articolo 16, comma
1,  del  decreto  legislativo  30 dicembre 1992, n. 503, si applicano
anche  ai  fini dell'attribuzione degli incarichi dirigenziali di cui
all'articolo  19,  comma 6, del citato decreto legislativo n. 165 del
2001.
                               Art. 34
             Criteri per i trattamenti accessori massimi
             e pubblicita' degli incarichi di consulenza

  1. All'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n.  165,  e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia   e   delle   finanze  sono  stabiliti  i  criteri  per
l'individuazione  dei trattamenti accessori massimi, secondo principi
di contenimento della spesa e di uniformita' e perequazione.".
  2.  All'articolo  53,  comma  14,  del decreto legislativo 30 marzo
2001,  n.  165,  dopo  l'ultimo  periodo e' aggiunto il seguente: "Le
amministrazioni  rendono  noti,  mediante  inserimento  nelle proprie
banche  dati  accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi
dei  propri  consulenti  indicando l'oggetto, la durata e il compenso
dell'incarico.".
  3.  All'articolo  53,  comma  16,  del decreto legislativo 30 marzo
2001,  n.  165,  dopo  le  parole:  "dati  raccolti" sono inserite le
seguenti:  ",  adotta le relative misure di pubblicita' e trasparenza
((...))".
                             Art. 34-bis
            (( (Autofinanziamento dei servizi anagrafici
informatizzati del Ministero dell'interno) ))

  ((1.  All'articolo  7-vicies  quater, comma 2, del decreto-legge 31
gennaio  2005,  n.  7,  convertito, con modificazioni, dalla legge 31
marzo  2005,  n. 43, sono aggiunti i seguenti periodi: "Con i decreti
indicati  nel  comma 1 e' determinata, altresi', annualmente e con le
modalita'   stabilite   dal   presente   comma,  la  quota  parte  da
riassegnare, anche per le esigenze dei comuni, alle competenti unita'
previsionali   di  base  dello  stato  di  previsione  del  Ministero
dell'interno  quali  proventi specificamente destinati alla copertura
dei  costi  del  servizio.  Alle riassegnazioni previste dal presente
comma non si applica il limite di cui all'articolo 1, comma 46, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266".))
                             Art. 34-ter
       (( (Deroghe ai limiti all'acquisizione di immobili) ))

  ((1.  All'articolo  1,  comma  23, della legge 23 dicembre 2005, n.
266,  dopo  le parole: "enti territoriali" sono inserite le seguenti:
"e   degli   enti   previdenziali  destinatari  delle  operazioni  di
dismissione disciplinate dal decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 57, della legge
30 dicembre 2004, n. 311".))
                           Art. 34-quater
               (( (Controllo del costo del lavoro) ))

  ((1. All'articolo 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
al   comma   2  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  "Le
comunicazioni  previste dal presente comma sono trasmesse, a cura del
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  anche  all'Unione delle
province   d'Italia  (UPI),  all'Associazione  nazionale  dei  comuni
italiani  (ANCI)  e  all'Unione  nazionale  comuni,  comunita',  enti
montani (UNCEM), per via telematica.))
                          Art. 34-quinquies
                 Proroga dei trasferimenti ai sensi
            del decreto legislativo 31 marzo 1988, n. 112

  1.  All'articolo  6,  comma  1, del decreto legislativo 18 febbraio
2000, n. 56, e successive modificazioni, le parole: "1° gennaio 2006"
sono   sostituite  dalle  seguenti:  "1°  gennaio  del  secondo  anno
successivo all'adozione dei provvedimenti di attuazione dell'articolo
119 della Costituzione".((...)).
									Titolo III**MISURE IN MATERIA DI CONTRASTO ALL'EVASIONE ED ELUSIONE*FISCALE, DI RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILE, DI POTENZIAMENTO DEI*POTERI DI CONTROLLO DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA, DI*SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI TRIBUTARI E IN MATERIA DI GIOCHI**
Art. 35 Misure di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale 1. All'articolo 74-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 6 e' aggiunto, in fine, il seguente: "6-bis. Ai fini dell'applicazione dell'aliquota IVA, le consumazioni obbligatorie nelle discoteche e sale da ballo si considerano accessorie alle attivita' di intrattenimento o di spettacolo ivi svolte.". 2. Nel terzo comma dell'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: "Per le cessioni aventi ad oggetto beni immobili e relative pertinenze, la prova di cui al precedente periodo s'intende integrata anche se l'esistenza delle operazioni imponibili o l'inesattezza delle indicazioni di cui al secondo comma sono desunte sulla base del valore normale dei predetti beni, determinato ai sensi dell'articolo 14 del presente decreto.". 3. Nel primo comma dell'articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, alla lettera d), dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: "Per le cessioni aventi ad oggetto beni immobili ovvero la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento sui medesimi beni, la prova di cui al precedente periodo s'intende integrata anche se l'infedelta' dei relativi ricavi viene desunta sulla base del valore normale dei predetti beni, determinato ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917". 4. L'articolo 15 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, e' abrogato. 5. All'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano anche alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attivita' di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore.". 6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano alle prestazioni effettuate successivamente alla data di autorizzazione della misura ai sensi dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977. 6-bis. All'articolo 30, secondo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la parola: "quinto" sono inserite le seguenti: "e sesto". 6-ter. Per i soggetti subappaltatori ai quali si applica l'articolo 17, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, resta ferma la possibilita' di effettuare la compensazione infrannuale ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, e successive modificazioni. Qualora il volume di affari registrato dai predetti soggetti nell'anno precedente sia costituito per almeno l'80 per cento da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto, il limite di cui all'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e' elevato a 1.000.000 di euro. 7. Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dopo l'articolo 10-bis sono inseriti i seguenti: "Articolo 10-ter (Omesso versamento di IVA). - 1. La disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo. Articolo 10-quater (Indebita compensazione). - 1. La disposizione di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, crediti non spettanti o inesistenti.". 8. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 10, primo comma: 1) i numeri 8) e 8-bis) sono sostituiti dai seguenti: "8) le locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, e di fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e affittati, escluse le locazioni di fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni effettuate nei confronti dei soggetti indicati alle lettere b) e c) del numero 8-ter) ovvero per le quali nel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione; 8-bis) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato diversi da quelli di cui al numero 8-ter), escluse quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457"; 2) dopo il numero 8-bis) e' inserito il seguente: "8-ter) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, escluse: a) quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457; b) quelle effettuate nei confronti di cessionari soggetti passivi d'imposta che svolgono in via esclusiva o prevalente attivita' che conferiscono il diritto alla detrazione d'imposta in percentuale pari o inferiore al 25 per cento; c) quelle effettuate nei confronti di cessionari che non agiscono nell'esercizio di impresa, arti o professioni; d) quelle per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione"; b) all'articolo 19-bis1, comma 1, lettera i), primo periodo, le parole "o la rivendita" sono soppresse; c) LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 4 AGOSTO 2006, N. 248; d) nell'allegata Tabella A, parte III, la voce di cui al numero 127-ter) e' soppressa. 9. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui al comma 8 in relazione al mutato regime disposto dall'articolo 10, primo comma, numeri 8) e 8-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non si effettua la rettifica della detrazione dell'imposta prevista dall'articolo 19-bis2 del citato decreto n. 633 del 1972, limitatamente ai fabbricati diversi da quelli strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, posseduti alla data del 4 luglio 2006, e, per le imprese costruttrici degli stessi e per le imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, limitatamente ai fabbricati o porzioni di fabbricato per i quali il termine dei quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento scade entro la predetta data. Per i beni immobili strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, la predetta rettifica della detrazione dell'imposta si effettua esclusivamente se nel primo atto stipulato successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non viene esercitata l'opzione per la imposizione prevista dall'articolo 10, primo comma, numeri 8) e 8-ter), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 10. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 5, comma 2, le parole: "operazioni esenti ai sensi dell'articolo 10, numeri 8), 8-bis)" sono sostituite dalle seguenti: "operazioni esenti e imponibili ai sensi dell'articolo 10, primo comma, numeri 8), 8-bis), 8-ter),"; b) all'articolo 40, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: "1-bis. Sono soggette all'imposta proporzionale di registro le locazioni di immobili strumentali, ancorche' assoggettate all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633."; c) nella Tariffa, parte prima, all'articolo 5, comma 1, dopo la lettera a) e' inserita la seguente: "a-bis) quando hanno per oggetto immobili strumentali, ancorche' assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: 1 per cento". 10-bis. Al testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 10, comma 1, dopo le parole: "a norma dell'articolo 2" sono aggiunte le seguenti: ", anche se relative a immobili strumentali, ancorche' assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-ter), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633"; b) dopo l'articolo 1 della Tariffa e' inserito il seguente: "1-bis. Trascrizioni di atti e sentenze che importano trasferimento di proprieta' di beni immobili strumentali, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-ter), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, anche se assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, o costituzione o trasferimenti di diritti immobiliari sugli stessi: 3 per cento". 10-ter. Per le volture catastali e le trascrizioni relative alle cessioni di beni immobili strumentali di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-ter), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, anche se assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui siano parte fondi immobiliari chiusi disciplinati dall'articolo 37 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, e dall'articolo 14-bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, e successive modificazioni, le aliquote delle imposte ipotecaria e catastale, come modificate dal comma 10-bis del presente articolo, sono ridotte della meta'. 10-ter.1. Alle cessioni, effettuate dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati di cui all'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, nel caso di esercizio, da parte dell'utilizzatore, dell'opzione di acquisto dell'immobile concesso in locazione finanziaria, ovvero nel caso di immobile riveniente da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell'utilizzatore, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa. 10-quater. Le disposizioni in materia di imposte indirette previste per la locazione di fabbricati si applicano, se meno favorevoli, anche per l'affitto di aziende il cui valore complessivo sia costituito, per piu' del 50 per cento, dal valore normale di fabbricati, determinato ai sensi dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 10-quinquies. Ai fini dell'applicazione delle imposte proporzionali di cui all'articolo 5 della Tariffa, parte prima, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni, per i contratti di locazione o di affitto assoggettati ad imposta sul valore aggiunto, sulla base delle disposizioni vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente decreto ed in corso di esecuzione alla medesima data, le parti devono presentare per la registrazione una apposita dichiarazione, nella quale puo' essere esercitata, ove la locazione abbia ad oggetto beni immobili strumentali di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a-bis) della Tariffa, parte prima, del predetto decreto n. 131 del 1986, l'opzione per la imposizione prevista dall'articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con effetto dal 4 luglio 2006. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro il 15 settembre 2006, sono stabiliti le modalita' e i termini degli adempimenti e del versamento dell'imposta. 10-sexies. COMMA ABROGATO DALLA L. 13 DICEMBRE 2010, N. 220. 11. Al fine di contrastare gli abusi delle disposizioni fiscali disciplinanti il settore dei veicoli, con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, sentito il Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero dei trasporti, sono individuati i veicoli che, a prescindere dalla categoria di omologazione, risultano da adattamenti che non ne impediscono l'utilizzo per il trasporto privato di persone. I suddetti veicoli devono essere assoggettati al regime proprio degli autoveicoli di cui al comma 1, lettera b), dell'articolo 164 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ai fini delle imposte dirette, e al comma 1, lettera c), dell'articolo 19-bis1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. 12. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 12-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133. 13. Dopo il comma 5 dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti i seguenti: "5-bis. Salvo prova contraria, si considera esistente nel territorio dello Stato la sede dell'amministrazione di societa' ed enti, che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, del codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1, se, in alternativa: a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, del codice civile, da soggetti residenti nel territorio dello Stato; b) sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato. 5-ter. Ai fini della verifica della sussistenza del controllo di cui al comma 5-bis, rileva la situazione esistente alla data di chiusura dell'esercizio o periodo di gestione del soggetto estero controllato. Ai medesimi fini, per le persone fisiche si tiene conto anche dei voti spettanti ai familiari di cui all'articolo 5, comma 5.". 14. La disposizione di cui al comma 13 ha effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. 15. All'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. Agli effetti del presente articolo le societa' per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilita' limitata, in nome collettivo e in accomandita semplice, nonche' le societa' e gli enti di ogni tipo non residenti, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, si considerano, salvo prova contraria, non operativi se l'ammontare complessivo dei ricavi, degli incrementi delle rimanenze e dei proventi, esclusi quelli straordinari, risultanti dal conto economico, ove prescritto, e' inferiore alla somma degli importi che risultano applicando le seguenti percentuali: a) il 2 per cento al valore dei beni indicati nell'articolo 85, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche se costituiscono immobilizzazioni finanziarie, aumentato del valore dei crediti; b) il 6 per cento al valore delle immobilizzazioni costituite da beni immobili e da beni indicati nell'articolo 8-bis, primo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, anche in locazione finanziaria; c) il 15 per cento al valore delle altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria. Le disposizioni del primo periodo non si applicano: 1) ai soggetti ai quali, per la particolare attivita' svolta, e' fatto obbligo di costituirsi sotto forma di societa' di capitali; 2) ai soggetti che si trovano nel primo periodo di imposta; 3) alle societa' in amministrazione controllata o straordinaria; 4) alle societa' ed enti i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati italiani; 5) alle societa' esercenti pubblici servizi di trasporto; 6) alle societa' con un numero di soci non inferiore a 100."; b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. Fermo l'ordinario potere di accertamento, ai fini dell'imposta personale sul reddito per le societa' e per gli enti non operativi indicati nel comma 1 si presume che il reddito del periodo di imposta non sia inferiore all'ammontare della somma degli importi derivanti dall'applicazione, ai valori dei beni posseduti nell'esercizio, delle seguenti percentuali: a) l'1,50 per cento sul valore dei beni indicati nella lettera a) del comma 1; b) il 4,75 per cento sul valore delle immobilizzazioni costituite da beni immobili e da beni indicati nell'articolo 8-bis, primo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, anche in locazione finanziaria; c) il 12 per cento sul valore complessivo delle altre immobilizzazioni anche in locazione finanziaria. Le perdite di esercizi precedenti possono essere computate soltanto in diminuzione della parte di reddito eccedente quello minimo di cui al presente comma."; c) il comma 4 e' sostituito dal seguente:u' "4. Per le societa' e gli enti non operativi, l'eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione presentata ai fini dell'imposta sul valore aggiunto non e' ammessa al rimborso ne' puo' costituire oggetto di compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o di cessione ai sensi dell'articolo 5, comma 4-ter, del decreto-legge 14 marzo 1988, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 154. Qualora per tre periodi di imposta consecutivi la societa' o l'ente non operativo non effettui operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto non inferiore all'importo che risulta dalla applicazione delle percentuali di cui al comma 1, l'eccedenza di credito non e' ulteriormente riportabile a scomputo dell'IVA a debito relativa ai periodi di imposta successivi."; d) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: "4-bis. In presenza di oggettive situazioni di carattere straordinario che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi nonche' del reddito determinati ai sensi del presente articolo, ovvero non hanno consentito di effettuare le operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto di cui al comma 4, la societa' interessata puo' richiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive ai sensi dell'articolo 37-bis, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.". 16. Le disposizioni del comma 15 si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. 17. All'articolo 172, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In caso di retrodatazione degli effetti fiscali della fusione ai sensi del comma 9, le limitazioni del presente comma si applicano anche al risultato negativo, determinabile applicando le regole ordinarie, che si sarebbe generato in modo autonomo in capo ai soggetti che partecipano alla fusione in relazione al periodo che intercorre tra l'inizio del periodo d'imposta e la data antecedente a quella di efficacia giuridica della fusione.". 18. Le disposizioni del comma 17 si applicano alle operazioni di scissione e fusione deliberate dalle assemblee delle societa' partecipanti dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Per le operazioni deliberate anteriormente alla predetta data resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 19. Nell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 121 e' inserito il seguente: "121-bis. Le agevolazioni di cui al comma 121 spettano a condizione che il costo della relativa manodopera sia evidenziato in fattura.". 20. La disposizione del comma 19 si applica in relazione alle spese sostenute a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 21. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 497: 1) dopo il primo periodo, e' inserito il seguente: "Le parti hanno comunque l'obbligo di indicare nell'atto il corrispettivo pattuito."; 2) nel secondo periodo, le parole: "del 20 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "del 30 per cento"; b) al comma 498, in fine, e' aggiunto il seguente periodo: "Se viene occultato, anche in parte, il corrispettivo pattuito, le imposte sono dovute sull'intero importo di quest'ultimo e si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della differenza tra l'imposta dovuta e quella gia' applicata in base al corrispettivo dichiarato, detratto l'importo della sanzione eventualmente irrogata ai sensi dell'articolo 71 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986.". 22. All'atto della cessione dell'immobile, anche se assoggettata ad IVA, le parti hanno l'obbligo di rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' recante l'indicazione analitica delle modalita' di pagamento del corrispettivo. Con le medesime modalita', ciascuna delle parti ha l'obbligo di dichiarare: a) se si e' avvalsa di un mediatore e, nell'ipotesi affermativa, di fornire i dati identificativi del titolare, se persona fisica, o la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi del legale rappresentante, se soggetto diverso da persona fisica, ovvero del mediatore non legale rappresentante che ha operato per la stessa societa'; b) il codice fiscale o la partita I.V.A.; c) il numero di iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione e della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di riferimento per il titolare ovvero per il legale rappresentante o mediatore che ha operato per la stessa societa'; d) l'ammontare della spesa sostenuta per tale attivita' e le analitiche modalita' di pagamento della stessa. 22.1. In caso di assenza dell'iscrizione al ruolo di agenti di affari in mediazione ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39, e successive modificazioni, il notaio e' obbligato ad effettuare specifica segnalazione all'Agenzia delle entrate di competenza. In caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei dati di cui al comma 22, si applica la sanzione amministrativa da 500 euro a 10.000 euro e, ai fini dell'imposta di registro, i beni trasferiti sono assoggettati a rettifica di valore ai sensi dell'articolo 52, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni. 22-bis. Dopo la lettera b) del comma 1 dell'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e' inserita la seguente: "b-bis) dal 1° gennaio 2007 i compensi comunque denominati pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell'acquisto dell'unita' immobiliare da adibire ad abitazione principale per un importo non superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualita'". 23. I commi 21 e 22 si applicano agli atti pubblici formati ed alle scritture private autenticate a decorrere dal secondo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto. 23-bis. Per i trasferimenti immobiliari soggetti ad IVA finanziati mediante mutui fondiari o finanziamenti bancari, ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, terzo comma, ultimo periodo, il valore normale non puo' essere inferiore all'ammontare del mutuo o finanziamento erogato. 23-ter. All'articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, dopo il comma 5, e' aggiunto il seguente: "5-bis. Le disposizioni dei commi 4 e 5 non si applicano relativamente alle cessioni di immobili e relative pertinenze diverse da quelle disciplinate dall'articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni". 24. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l'articolo 53 e' inserito il seguente: "Art. 53-bis (Attribuzioni e poteri degli uffici). - 1. Le attribuzioni e i poteri di cui agli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, possono essere esercitati anche ai fini dell'imposta di registro, nonche' delle imposte ipotecaria e catastale previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;". b) all'articolo 74, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: "1-bis. Per le violazioni conseguenti alle richieste di cui all'articolo 53-bis, si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.". 25. I dipendenti della Riscossione s.p.a. o delle societa' dalla stessa partecipate ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, di seguito denominate "agenti della riscossione", ai soli fini della riscossione mediante ruolo e previa autorizzazione rilasciata dai direttori generali degli agenti della riscossione, possono utilizzare i dati di cui l'Agenzia delle entrate dispone ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. 25-bis. In caso di morosita' nel pagamento di importi da riscuotere mediante ruolo complessivamente superiori a venticinquemila euro, gli agenti della riscossione, previa autorizzazione del direttore generale ed al fine di acquisire copia di tutta la documentazione utile all'individua- zione dell'importo dei crediti di cui i debitori morosi sono titolari nei confronti di soggetti terzi, possono esercitare le facolta' ed i poteri previsti dagli articoli 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 26. Ai medesimi fini previsti dal comma 25, gli agenti della riscossione possono altresi' accedere a tutti i restanti dati rilevanti, presentando apposita richiesta, anche in via telematica, ai soggetti pubblici o privati che li detengono, con facolta' di prendere visione e di estrarre copia degli atti riguardanti i predetti dati, nonche' di ottenere, in carta libera, le relative certificazioni. 26-bis. Ai fini dell'attuazione dei commi 25 e 26 l'Agenzia delle entrate individua in modo selettivo i dipendenti degli agenti della riscossione che possono utilizzare ed accedere ai dati. 26-ter. Ai fini di cui all'articolo 1, commi 426 e 426-bis, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono considerati efficaci i versamenti effettuati, a titolo di prima e seconda rata, entro il 10 luglio 2006, se comprensivi degli interessi legali, calcolati dalla data di scadenza della rata a quella del pagamento. 26-quater. Le disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 426 e 426-bis, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si interpretano nel senso che la sanatoria ivi prevista non produce effetti sulle responsabilita' amministrative delle societa' concessionarie del servizio nazionale della riscossione o dei commissari governativi provvisoriamente delegati alla riscossione relative: a) ai provvedimenti sanzionatori e di diniego del diritto al rimborso o al discarico per inesigibilita' per i quali, alla data del 30 giugno 2005, non era pendente un ricorso amministrativo o giurisdizionale; b) alle irregolarita' consistenti in falsita' di atti redatti dai dipendenti, se definitivamente dichiarata in sede penale prima della data del 1° gennaio 2005, con esclusione degli atti redatti dai dipendenti gia' soggetti alla specifica sorveglianza di cui all'articolo 100, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43. 26-quinquies. All'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo la lettera e) sono inserite le seguenti: "e-bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni; e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni". 27. All'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "Le imprese, gli intermediari e tutti gli altri operatori del settore delle assicurazioni che erogano, in ragione dei contratti di assicurazione di qualsiasi ramo, somme di denaro a qualsiasi titolo nei confronti dei danneggiati, comunicano in via telematica all'anagrafe tributaria, anche in deroga a contrarie disposizioni legislative, l'ammontare delle somme liquidate, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario e dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata. La presente disposizione si applica con riferimento alle somme erogate a decorrere dal 1° ottobre 2006. I dati acquisiti ai sensi del presente comma sono utilizzati prioritariamente nell'attivita' di accertamento effettuata nei confronti dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata. Il contenuto, le modalita' ed i termini delle trasmissioni mediante posta elettronica certificata, nonche' le specifiche tecniche del formato, sono definite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.". 28. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 21 NOVEMBRE 2014, N. 175)). 28-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 21 NOVEMBRE 2014, N. 175)). 28-ter. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 21 NOVEMBRE 2014, N. 175)). 29. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 30. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 31. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 32. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 33. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 34. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 GIUGNO 2008, N. 97, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 AGOSTO 2008, N. 129. 35. L'Agenzia delle dogane, nelle attivita' di prevenzione e contrasto delle violazioni tributarie connesse alla dichiarazione fraudolenta del valore in dogana e degli altri elementi che determinano l'accertamento doganale ai sensi del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, ha facolta' di procedere, con le modalita' previste dall'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, all'acquisizione dei dati e dei documenti relativi ai costi di trasporto, assicurazione, nolo e di ogni altro elemento di costo che forma il valore dichiarato per l'importazione, l'esportazione, l'introduzione in deposito doganale o IVA ed il transito. Per le finalita' di cui al presente comma, la richiesta di informazioni e di documenti puo' essere rivolta dall'Agenzia delle dogane, agli importatori, agli esportatori, alle societa' di servizi aeroportuali, alle compagnie di navigazione, alle societa' e alle persone fisiche esercenti le attivita' di movimentazione, deposito, trasporto e rappresentanza in dogana delle merci. La raccolta e l'elaborazione dei dati per le finalita' di cui al presente comma e' considerata di rilevante interesse pubblico ai sensi dell'articolo 53 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. In caso di inottemperanza agli inviti a comparire ed alle richieste di informazioni di cui al presente comma, l'Agenzia delle dogane procede all'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 10.000 euro, oltre alle misure di sospensione e revoca delle autorizzazioni e delle facolta' concesse agli operatori inadempienti. 35-bis. Al fine di contrastare l'evasione e l'elusione fiscale, le societa' di calcio professionistiche sono obbligate a inviare per via telematica all'Agenzia delle entrate copia dei contratti di acquisizione delle prestazioni professionali degli atleti professionisti, nonche' dei contratti riguardanti i compensi per tali prestazioni e dei contratti di sponsorizzazione stipulati dagli atleti medesimi in relazione ai quali la societa' percepisce somme per il diritto di sfruttamento dell'immagine. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' delegato ad acquisire analoghe informazioni dalle Federazioni calcistiche estere per le operazioni effettuate da societa' sportive professionistiche residenti in Italia anche indirettamente con analoghe societa' estere. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto, le modalita' ed i termini delle trasmissioni telematiche. 35-ter. E' prorogata per l'anno 2006, nella misura e alle condizioni ivi previste, l'agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal 1° ottobre 2006. 35-quater. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 121-bis e' inserito il seguente: "121-ter. Per il periodo dal 1° ottobre 2006 al 31 dicembre 2006 la quota di cui al comma 121 e' pari al 36 per cento nei limiti di 48.000 euro per abitazione". 35-quinquies. Gli enti previdenziali provvedono al pagamento delle somme dovute a titolo di spese, competenze e altri compensi in favore dei procuratori legalmente costituiti esclusivamente attraverso l'accredito delle medesime sul conto corrente degli stessi. A tal fine il procuratore della parte e' tenuto a formulare richiesta di pagamento delle somme di cui al periodo precedente alla struttura territoriale dell'Ente competente alla liquidazione, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata, comunicando contestualmente gli estremi del proprio conto corrente bancario e non puo' procedere alla notificazione del titolo esecutivo ed alla promozione di azioni esecutive per il recupero delle medesime somme se non decorsi 120 giorni dal ricevimento di tale comunicazione. (30) --------------- AGGIORNAMENTO (30) Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 38, comma 4) che la modifica disposta al presente articolo si applica anche ai giudizi pendenti in primo grado "alla data di entrata in vigore del presente decreto".
                               Art. 36 
                     Recupero di base imponibile 
 
  1. Nella Tabella A, Parte III, allegata al decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  concernente  i  beni  e
servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento, e' soppressa la  voce
di cui al numero 123-bis. 
  2. Ai fini  dell'applicazione  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  del   testo   unico   delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 504, un'area  e'  da  considerare  fabbricabile  se
utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento  urbanistico
generale adottato  dal  comune,  indipendentemente  dall'approvazione
della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo. 
  3. All'articolo 47, comma 4, del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre  1986,  n.  917,  le  parole:  "gli  utili   relativi   alla
partecipazione  al  capitale  o  al  patrimonio,  ai  titoli  e  agli
strumenti finanziari di cui all'articolo 44,  comma  2,  lettera  a),
corrisposti" sono sostituite dalle seguenti: "gli utili provenienti". 
  4. Le disposizioni del comma 3 si applicano a decorrere dal periodo
di imposta in corso alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto. 
  4-bis. All'articolo 89, comma 3, del testo unico delle imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole:  "utili
relativi alla partecipazione al capitale o al patrimonio, ai titoli e
agli strumenti finanziari di cui all'articolo 44,  comma  2,  lettera
a), corrisposti" sono sostituite dalle seguenti: "utili provenienti". 
  5. All'articolo 102, comma 3, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, le  parole:  "La  misura  stessa  puo'  essere
elevata fino a due volte, per ammortamento anticipato  nell'esercizio
in cui i beni sono entrati in funzione per la prima volta e  nei  due
successivi;" sono sostituite dalle seguenti: "Fatta eccezione  per  i
beni di cui all'articolo 164, comma 1, lettera b), la  misura  stessa
puo' essere elevata fino a  due  volte  per  ammortamento  anticipato
nell'esercizio in cui i beni sono  entrati  in  funzione  e  nei  due
successivi;". 
  6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto anche per i beni di cui all'articolo 164,  comma  1,
lettera b), del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 917 del 1986, acquistati nel corso di  precedenti
periodi di imposta. 
  6-bis. Nell'articolo 102, comma 7, del testo  unico  delle  imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: 
"Per i beni  di  cui  all'articolo  164,  comma  1,  lettera  b),  la
deducibilita' dei  canoni  di  locazione  finanziaria  e'  ammessa  a
condizione che la durata del contratto non sia inferiore  al  periodo
di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito a norma  del
comma 2". 
  6-ter. La disposizione del comma 6-bis si applica  con  riferimento
ai canoni relativi a contratti di locazione finanziaria  stipulati  a
decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione
del presente decreto. 
  7. Ai fini del calcolo delle quote di  ammortamento  deducibili  il
costo complessivo dei fabbricati strumentali e' assunto al netto  del
costo delle aree occupate  dalla  costruzione  e  di  quelle  che  ne
costituiscono pertinenza. Il costo da attribuire alle predette  aree,
ove non autonomamente acquistate in precedenza,  e'  quantificato  in
misura  pari  al  maggior  valore  tra  quello  esposto  in  bilancio
nell'anno di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento e,  per
i fabbricati industriali, al  30  per  cento  del  costo  complessivo
stesso. Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla
produzione o trasformazione di beni. 
  7-bis. Le disposizioni del comma 7 si applicano, con riguardo  alla
quota  capitale  dei  canoni,  anche  ai  fabbricati  strumentali  in
locazione finanziaria. Per la determinazione dell'acconto  dovuto  ai
sensi del comma 34 non si tiene conto della disposizione del  periodo
precedente. 
  8. In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27  luglio  2000,
n. 212, recante disposizioni in materia di statuto  dei  diritti  del
contribuente, le norme di cui  ai  precedenti  commi  7  e  7-bis  si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta in  corso  alla  data  di
entrata in  vigore  del  presente  decreto  anche  per  le  quote  di
ammortamento e i canoni di leasing relativi ai fabbricati  acquistati
o acquisiti a partire da periodi d'imposta precedenti. In  tal  caso,
ai fini della individuazione del maggior valore indicato al comma  7,
si tiene conto del valore delle  aree  esposto  nell'ultimo  bilancio
approvato prima della entrata in vigore della presente disposizione e
del valore risultante applicando le percentuali di cui al comma 7  al
costo complessivo del fabbricato, risultante dal  medesimo  bilancio,
assunto al netto  dei  costi  incrementativi  capitalizzati  e  delle
rivalutazioni effettuate. Per ciascun fabbricato  il  residuo  valore
ammortizzabile e' pari alla quota di costo riferibile allo stesso  al
netto delle quote  di  ammortamento  dedotte  nei  periodi  d'imposta
precedenti calcolate sul costo complessivo".((12)) 
  9. All'articolo 115, comma 3, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le
perdite fiscali dei soci relative agli esercizi anteriori  all'inizio
della tassazione per trasparenza non possono  essere  utilizzate  per
compensare i redditi imputati dalle societa' partecipate.". 
  10. All'articolo 116, comma 2, del citato testo  unico  di  cui  al
decreto n. 917 del 1986, dopo le parole: "del terzo" sono inserite le
seguenti: "e del quarto". 
  11. Le disposizioni di cui ai  commi  9  e  10  hanno  effetto  con
riferimento ai redditi delle societa' partecipate relativi a  periodi
d'imposta che iniziano successivamente alla data di entrata in vigore
del presente  decreto.  Per  i  redditi  delle  societa'  partecipate
relativi a periodi d'imposta  precedenti  alla  predetta  data  resta
ferma l'applicazione delle disposizioni di  cui  all'articolo  37-bis
del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.
600. 
  12. All'articolo 84 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2: 
      1) dopo le parole "primi tre periodi d'imposta"  sono  inserite
le seguenti "dalla data di costituzione"; 
      2) in fine, sono aggiunte le seguenti parole: "a condizione che
si riferiscano ad una nuova attivita' produttiva"; 
    b) al comma 3, la lettera a) e' abrogata. 
  13. Le disposizioni della lettera a) del comma 12 si applicano alle
perdite relative ai primi tre periodi d'imposta formatesi a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. Per  le  perdite  relative  ai  primi  tre  periodi
d'imposta formatesi in periodi anteriori  alla  predetta  data  resta
ferma l'applicazione dell'art.  37-bis  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 
  14. Le disposizioni della lettera b) del comma 12 si  applicano  ai
soggetti le cui partecipazioni sono acquisite da  terzi  a  decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 
  15. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)). 
  16. All'articolo 116 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il secondo periodo del comma 1 e' soppresso; 
    b) al comma 2 e' aggiunto il seguente periodo: "Le plusvalenze di
cui all'articolo 87 e gli utili di cui all'articolo 89, commi 2 e  3,
concorrono a formare il reddito  imponibile  nella  misura  indicata,
rispettivamente, nell'articolo 58, comma 2, e nell'articolo 59.". 
  17. Le disposizioni del comma  16  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  18. All'articolo 101, comma 1, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917,  le  parole:  "lettere  a),  b)  e  c),"  sono
sostituite dalle seguenti: "lettere a) e b),". 
  19. Le disposizioni del comma  18  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  20. All'articolo 93 del testo unico delle imposte  sui  redditi  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, il comma 3 e' abrogato. 
  21. Le disposizioni del comma  21  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  22. Nel testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, il comma 1 e'  sostituito  dal  seguente:  "1.
L'imposta si applica sul reddito complessivo  del  soggetto,  formato
per i residenti da tutti i redditi posseduti  al  netto  degli  oneri
deducibili  indicati  nell'articolo  10,  nonche'   delle   deduzioni
effettivamente spettanti ai sensi degli articoli 11 e 12, e per i non
residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato."; 
    b) nell'articolo 24, comma 3, e' soppresso l'ultimo periodo. 
  23. Nell'articolo 19 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, il comma 4-bis e' abrogato. La disciplina  di  cui  al  predetto
comma  4-bis  continua  ad  applicarsi  con  riferimento  alle  somme
corrisposte in relazione a rapporti di  lavoro  cessati  prima  della
data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  nonche'   con
riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di  lavoro
cessati in attuazione di atti o accordi, aventi data certa, anteriori
alla data di entrata in vigore del presente decreto. 
  24. All'articolo 25, primo comma, primo periodo,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  dopo  le
parole: "o nell'interesse di terzi" sono inserite le seguenti: "o per
l'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere". 
  25. All'articolo 51, comma 2-bis, del testo unico delle imposte sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre  1986,  n.  917,  sono  aggiunti  i  seguenti  periodi:  "La
disposizione di  cui  alla  lettera  g-bis)  del  comma  2  si  rende
applicabile a condizione che le azioni  offerte  non  siano  comunque
cedute ne' costituite in garanzia prima che  siano  trascorsi  cinque
anni dalla data  dell'assegnazione  e  che  il  valore  delle  azioni
assegnate non sia superiore complessivamente  nel  periodo  d'imposta
alla retribuzione lorda annua  del  dipendente  relativa  al  periodo
d'imposta precedente. Qualora  le  azioni  siano  cedute  o  date  in
garanzia prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso  a
formare il reddito al momento dell'assegnazione concorre a formare il
reddito ed e' assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta in  cui
avviene la cessione ovvero la  costituzione  della  garanzia.  Se  il
valore delle azioni assegnate e' superiore  al  predetto  limite,  la
differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione  e
l'ammontare  corrisposto  dal  dipendente  concorre  a   formare   il
reddito". 
  25-bis. Il reddito derivante dall'applicazione del comma 25  rileva
anche  ai  fini   contributivi   con   esclusivo   riferimento   alle
assegnazioni  effettuate  in  virtu'  di  piani   di   incentivazione
deliberati  successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto e con esclusivo riferimento,  ai  fini  del  calcolo
delle prestazioni, alle anzianita' maturate in data  successiva  alla
data di entrata in vigore del presente decreto. 
  26. La disposizione di cui al comma 25 si applica  alle  azioni  la
cui assegnazione ai dipendenti si effettua successivamente alla  data
di entrata in vigore del presente decreto. 
  27. L'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,
e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 8 (Determinazione del reddito complessivo). - 
1. Il reddito complessivo si determina sommando  i  redditi  di  ogni
categoria che concorrono a formarlo.  Non  concorrono  a  formare  il
reddito  complessivo  dei  percipienti  i  compensi  non  ammessi  in
deduzione ai sensi dell'articolo 60. 
2. Le perdite delle societa' in nome  collettivo  ed  in  accomandita
semplice  di  cui  all'articolo  5,  nonche'  quelle  delle  societa'
semplici e delle associazioni di cui allo stesso  articolo  derivanti
dall'esercizio di arti e professioni, si imputano a ciascun  socio  o
associato nella proporzione stabilita dall'articolo 5. Per le perdite
della societa' in accomandita semplice che eccedono  l'ammontare  del
capitale  sociale  la  presente  disposizione  si  applica  nei  soli
confronti dei soci accomandatari. 
3. Le perdite  derivanti  dall'esercizio  di  imprese  commerciali  e
quelle derivanti dalla partecipazione in societa' in nome  collettivo
e in accomandita semplice nonche' quelle derivanti dall'esercizio  di
arti e professioni, anche esercitate attraverso societa'  semplici  e
associazioni di cui all'articolo 5, sono computate in diminuzione dai
relativi  redditi  conseguiti  nei  periodi  di  imposta  e  per   la
differenza nei successivi, ma  non  oltre  il  quinto,  per  l'intero
importo che trova capienza in essi. Si applicano le disposizioni  del
comma 2 dell'articolo 84  e,  limitatamente  alle  societa'  in  nome
collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma  3  del
citato articolo 84.". 
  28. Le disposizioni del comma 27 si applicano  ai  redditi  e  alle
perdite realizzati dal periodo di  imposta  in  corso  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. 
  29. Nel testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nell'articolo 54: 
      1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
        "1-bis. Concorrono a formare il reddito le plusvalenze  e  le
minusvalenze dei beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti
d'arte, di antiquariato o da collezione, se: 
          a) sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso; 
          b) sono realizzate mediante il risarcimento, anche in forma 
assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni; 
                   c) i beni vengono destinati al consumo personale o 
familiare dell'esercente  l'arte  o  la  professione  o  a  finalita'
estranee all'arte o professione. 
        1-ter.  Si  considerano   plusvalenza   o   minusvalenza   la
differenza, positiva o negativa, tra il corrispettivo o  l'indennita'
percepiti  e  il  costo  non  ammortizzato  ovvero,  in  assenza   di
corrispettivo, la differenza tra il valore  normale  del  bene  e  il
costo non ammortizzato. 
        1-quater. Concorrono a formare  il  reddito  i  corrispettivi
percepiti a  seguito  di  cessione  della  clientela  o  di  elementi
immateriali   comunque   riferibili   all'attivita'    artistica    o
professionale."; 
      2) nel comma 5, dopo il primo periodo, e' inserito l  seguente:
"Le predette spese sono integralmente  deducibili  se  sostenute  dal
committente per conto del professionista e da questi addebitate nella
fattura."; 
    b) nell'articolo 17, comma 1, dopo la lettera g-bis) e'  inserita
la seguente: "g-ter) corrispettivi  di  cui  all'articolo  54,  comma
1-quater, se percepiti in unica soluzione;". 
  30. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le
disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo  165  del  testo  unico
delle imposte sui redditi di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono intendersi riferite anche
ai crediti d'imposta relativi  ai  redditi  di  cui  al  comma  8-bis
dell'articolo 51 del medesimo testo unico. 
  31. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 OTTOBRE 2006, N. 262 CONVERTITO CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 
  32. Nei periodi di imposta  in  cui  i  termini  di  versamento  di
contributi deducibili dal reddito o che  non  concorrono  a  formarlo
sono sospesi in conseguenza di calamita' pubbliche,  resta  ferma  la
deducibilita' degli stessi, se prevista  da  disposizioni  di  legge;
detti contributi non sono ulteriormente dedotti o esclusi dal reddito
nel periodo di imposta in cui sono versati. In via transitoria  detti
contributi sono dedotti o esclusi dal reddito nei periodi di  imposta
in cui sono versati solo se la deduzione o esclusione dal reddito non
e' stata gia' effettuata nei periodi di imposta, antecedenti a quello
di entrata in vigore della presente norma, in cui il versamento degli
stessi e' stato sospeso in conseguenza di calamita' pubbliche. 
  33. Sono abrogati: l'articolo 13, comma 1, della legge 27  dicembre
1997, n. 449; l'articolo 11 della legge  18  febbraio  1999,  n.  28;
l'articolo 28 della legge 13 maggio 1999, n. 133; l'articolo 3, comma
2-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1985, n.  791,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 46. 
  34. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio  2000,  n.  212,
nella  determinazione  dell'acconto  dovuto  dai  soggetti   di   cui
all'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, ai  fini  dell'imposta  sul  reddito  delle
societa' e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive  per  il
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, si assume, quale imposta  del  periodo  precedente,
quella che si sarebbe  determinata  applicando  le  disposizioni  del
presente decreto;  eventuali  conguagli  sono  versati  insieme  alla
seconda ovvero unica rata dell'acconto. 
  34-bis. In deroga all'articolo 3 della legge  27  luglio  2000,  n.
212, la disposizione di cui al comma 4 dell'articolo 14  della  legge
24 dicembre 1993, n. 537, si interpreta  nel  senso  che  i  proventi
illeciti  ivi  indicati,  qualora  non  siano  classificabili   nelle
categorie di reddito di cui all'articolo 6, comma 1, del testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono comunque  considerati  come
redditi diversi. 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto (con l'art. 1, comma 81)
che  "La  disposizione  contenuta  nel  terzo  periodo  del  comma  8
dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,  e  successive
modificazioni, si interpreta  nel  senso  che  per  ciascun  immobile
strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi  di  imposta
precedenti al periodo di imposta in corso al 4 luglio 2006  calcolate
sul  costo  complessivo  sono  riferite  proporzionalmente  al  costo
dell'area e al costo del fabbricato". 
                             Art. 36-bis 
(Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la  promozione
                della sicurezza nei luoghi di lavoro) 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81. 
  3. Nell'ambito dei  cantieri  edili  i  datori  di  lavoro  debbono
munire, a decorrere dal 1° ottobre 2006,  il  personale  occupato  di
apposita  tessera  di   riconoscimento   corredata   di   fotografia,
contenente le generalita' del lavoratore e l'indicazione  del  datore
di lavoro. I lavoratori sono  tenuti  ad  esporre  detta  tessera  di
riconoscimento. Tale  obbligo  grava  anche  in  capo  ai  lavoratori
autonomi  che  esercitano  direttamente  la  propria  attivita'   nei
cantieri, i quali sono tenuti a provvedervi per  proprio  conto.  Nei
casi in cui  siano  presenti  contemporaneamente  nel  cantiere  piu'
datori di lavoro o  lavoratori  autonomi,  dell'obbligo  risponde  in
solido il committente dell'opera. 
  4. I  datori  di  lavoro  con  meno  di  dieci  dipendenti  possono
assolvere all'obbligo di cui al  comma  3  mediante  annotazione,  su
apposito registro di cantiere vidimato  dalla  Direzione  provinciale
del lavoro  territorialmente  competente  da  tenersi  sul  luogo  di
lavoro,  degli  estremi  del  personale  giornalmente  impiegato  nei
lavori.  Ai  fini  del  presente  comma,  nel  computo  delle  unita'
lavorative  si  tiene  conto  di  tutti  i  lavoratori  impiegati   a
prescindere dalla tipologia dei rapporti di  lavoro  instaurati,  ivi
compresi quelli autonomi per i quali si applicano le disposizioni  di
cui al comma 3. 
  5. La violazione delle previsioni di cui ai commi 3  e  4  comporta
l'applicazione,  in  capo  al  datore  di  lavoro,   della   sanzione
amministrativa da euro 100 ad euro 500  per  ciascun  lavoratore.  Il
lavoratore munito della tessera di riconoscimento di cui al  comma  3
che non provvede ad esporla e' punito con la sanzione  amministrativa
da euro 50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni  non  e'
ammessa la procedura di diffida di cui all'articolo  13  del  decreto
legislativo 23 aprile 2004, n. 124. 
  6.  L'articolo  86,  comma  10-bis,  del  decreto  legislativo   10
settembre 2003, n. 276, e' sostituito dal seguente: 
"10-bis. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel  settore
edile, i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di  cui
all'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1°  ottobre  1996,  n.
510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,  n.
608, e successive modificazioni, il giorno antecedente  a  quello  di
instaurazione dei relativi rapporti, mediante  documentazione  avente
data certa". 
  7. All'articolo 3  del  decreto-legge  22  febbraio  2002,  n.  12,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23  aprile  2002,  n.  73,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il comma 3 e' sostituito  dal  seguente:  "3.  Ferma  restando
l'applicazione  delle  sanzioni  gia'  previste  dalla  normativa  in
vigore, l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture  o  da
altra documentazione obbligatoria e' altresi' punito con la  sanzione
amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000  per  ciascun  lavoratore,
maggiorata di euro 150 per ciascuna  giornata  di  lavoro  effettivo.
L'importo delle sanzioni civili connesse  all'omesso  versamento  dei
contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di  cui  al  periodo
precedente non puo' essere inferiore a euro 3.000,  indipendentemente
dalla durata della prestazione lavorativa accertata."; ((36)) 
    b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:  "5.  Alla  irrogazione
della sanzione amministrativa di cui al comma 3 provvede la Direzione
provinciale del lavoro  territorialmente  competente.  Nei  confronti
della sanzione  non  e'  ammessa  la  procedura  di  diffida  di  cui
all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124". 
  7-bis. L'adozione dei provvedimenti sanzionatori amministrativi  di
cui all'articolo  3  del  decreto-legge  22  febbraio  2002,  n.  12,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23  aprile  2002,  n.  73,
relativi alle violazioni commesse prima  della  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, resta di competenza  dell'Agenzia  delle
entrate ed e' soggetta alle disposizioni del decreto  legislativo  18
dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, ad  eccezione  del
comma 2 dell'articolo 16. 
  8. Le agevolazioni di cui  all'articolo  29  del  decreto-legge  23
giugno 1995, n. 244, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  8
agosto  1995,  n.  341,  trovano  applicazione   esclusivamente   nei
confronti dei datori di lavoro del  settore  edile  in  possesso  dei
requisiti  per  il  rilascio  della  certificazione  di   regolarita'
contributiva  anche  da  parte  delle  Casse   edili.   Le   predette
agevolazioni non trovano applicazione nei  confronti  dei  datori  di
lavoro che abbiano riportato condanne passate  in  giudicato  per  la
violazione della normativa in  materia  di  sicurezza  e  salute  nei
luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla  pronuncia  della
sentenza. 
  9. Al comma 213-bis dell'articolo 1 della legge 23  dicembre  2005,
n. 266, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  "Le  predette
disposizioni non si applicano, inoltre, al  personale  ispettivo  del
lavoro  del  Ministero  del  lavoro  e  della   previdenza   sociale,
dell'Istituto   nazionale   della   previdenza   sociale   (INPS)   e
dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul
lavoro (INAIL)". 
  10. All'articolo 10, comma 1, del  decreto  legislativo  23  aprile
2004, n. 124, dopo le parole:  "Centro  nazionale  per  l'informatica
nella pubblica amministrazione" sono inserite le seguenti: ",  previa
intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,". 
  11. Il termine di prescrizione di  cui  all'articolo  3,  comma  9,
lettera a), della legge 8 agosto 1995, n. 335, relativo ai periodi di
contribuzione per l'anno 1996, di pertinenza della  gestione  di  cui
all'articolo 2, comma 26, della predetta legge n. 335  del  1995,  e'
prorogato fino al 31 dicembre 2007. 
  12. Nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo  1,
comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148,  convertito,  con
modificazioni, dalla  legge  19  luglio  1993,  n.  236,  le  risorse
destinate alla finalita' di cui  all'articolo  1,  comma  410,  della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono ridotte da 480 milioni di euro a
456 milioni di  euro  e  sono  corrispondentemente  aumentate  da  63
milioni di euro a 87  milioni  di  euro  le  risorse  destinate  alla
finalita' di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre
2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge  3  dicembre
2004, n. 291, e successive modificazioni. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (36) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 3 - 13 novembre 2014, n.  254
(in G.U. 1a s.s. 19/11/2014, n. 48), ha dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  36-bis,   comma   7,   lettera   a),   del
decreto-legge 4 luglio 2006, n.  223  (Disposizioni  urgenti  per  il
rilancio  economico   e   sociale,   per   il   contenimento   e   la
razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia
di entrate e di  contrasto  all'evasione  fiscale),  convertito,  con
modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4  agosto  2006,  n.
248, che ha modificato  l'art.  3,  comma  3,  del  decreto-legge  22
febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni urgenti per il completamento delle
operazioni di emersione di attivita' detenute all'estero e di  lavoro
irregolare), convertito, con modificazioni,  dall'art.  1,  comma  1,
della legge del 23 aprile 2002, n. 73, nella parte in cui stabilisce:
«L'importo delle sanzioni civili connesse all'omesso  versamento  dei
contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di  cui  al  periodo
precedente non puo' essere inferiore a euro 3.000,  indipendentemente
dalla durata della prestazione lavorativa accertata»". 
                               Art. 37 
Disposizioni in tema di accertamento, semplificazione e altre  misure
                      di carattere finanziario 
 
  1. All'articolo 23, comma  1,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo  le  parole:  "le  persone
fisiche  che  esercitano  arti  o  professioni,"  sono  inserite   le
seguenti: "il curatore fallimentare, il commissario liquidatore". 
  2. Con effetto dal periodo d'imposta per il  quale  il  termine  di
presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data  di
entrata in vigore del presente decreto, all'articolo 10 della legge 8
maggio 1998, n. 146, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) i commi 2 e 3 sono abrogati; 
    b) nel comma 3-bis le parole "ai commi 2  e  3"  sono  sostituite
dalle seguenti: "al comma 1"; 
    c) al comma 4 le parole "dei commi 1, 2 e  3  "  sono  sostituite
dalle seguenti: "del comma 1". 
  3. Relativamente al primo periodo d'imposta per il quale il termine
di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla  data
di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  l'adeguamento  alle
risultanze degli studi di  settore,  ai  sensi  dell'articolo  2  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31
maggio 1999,  n.  195,  puo'  essere  effettuato  entro  il  predetto
termine, alle condizioni e con le modalita' ivi previste. 
  4. All'articolo 7 del decreto del Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 605, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al sesto comma, dopo le parole: "1.500 euro" sono aggiunte  le
seguenti: "; l'esistenza dei rapporti, nonche' la natura degli stessi
sono comunicate all'anagrafe tributaria, ed  archiviate  in  apposita
sezione, con l'indicazione dei dati anagrafici dei titolari, compreso
il codice fiscale"; 
    b) all'undicesimo comma,  terzo  periodo,  dopo  le  parole:  "Le
rilevazioni e  le  evidenziazioni"  sono  inserite  le  seguenti:  ",
nonche' le comunicazioni"  ed  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "Le informazioni comunicate sono altresi'  utilizzabili  per
le attivita' connesse alla riscossione mediante  ruolo,  nonche'  dai
soggetti di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b),  c)  ed  e),
del regolamento di cui  al  decreto  del  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica 4 agosto 2000, n.  269,  ai
fini dell'espletamento degli accertamenti finalizzati alla ricerca  e
all'acquisizione della prova e delle fonti di prova nel corso  di  un
procedimento penale, sia in fase di indagini preliminari,  sia  nelle
fasi processuali successive, ovvero degli accertamenti  di  carattere
patrimoniale per le finalita' di prevenzione previste  da  specifiche
disposizioni  di  legge  e  per  l'applicazione   delle   misure   di
prevenzione. ". 
  5. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate,  da
emanare ai sensi dell'articolo 7, undicesimo comma, del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono  definite
le  specifiche  tecniche,  le  modalita'  ed   i   termini   per   la
comunicazione delle informazioni di cui al sesto comma  dell'articolo
7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.
605 , relative ai rapporti posti in essere a decorrere dal 1° gennaio
2005, ancorche' cessati, nonche' per l'aggiornamento periodico  delle
medesime informazioni. 
  6. All'articolo 10 del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
471, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 1: 
      1. dopo le parole:  "Se  viene  omessa  la  trasmissione"  sono
inserite le seguenti: "dei dati, delle notizie e"; 
      2. le parole: "alle banche" sono sostituite dalle seguenti: "ai
sensi dell'articolo 32,  primo  comma,  numero  7,  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  29   settembre   1973,   n.   600,   e
dell'articolo 51, secondo comma, numero 7, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633"; 
    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: "1-bis.  La  sanzione
prevista al comma 1 si applica nel caso di violazione degli  obblighi
di comunicazione previsti dall'articolo 7, sesto comma,  del  decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.". 
  7. All'articolo 8, primo comma, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, dopo le parole  "individuazione
del soggetto" e' inserita la seguente: "ovvero". 
  8. In attesa dell'introduzione della normativa  sulla  fatturazione
informatica, all'articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
    a) dopo il  comma  4  e'  inserito  il  seguente:  "4-bis.  Entro
sessanta giorni dal  termine  previsto  per  la  presentazione  della
comunicazione di cui ai precedenti commi,  il  contribuente  presenta
l'elenco dei soggetti nei cui confronti  sono  state  emesse  fatture
nell'anno cui si riferisce la comunicazione nonche', in relazione  al
medesimo periodo, l'elenco dei soggetti titolari di  partita  IVA  da
cui sono effettuati  acquisti  rilevanti  ai  fini  dell'applicazione
dell'imposta sul valore aggiunto. Per ciascun soggetto sono  indicati
il  codice  fiscale  e   l'importo   complessivo   delle   operazioni
effettuate, al netto  delle  relative  note  di  variazione,  con  la
evidenziazione dell'imponibile,  dell'imposta,  nonche'  dell'importo
delle operazioni non imponibili e di quelle esenti. Con provvedimento
del  Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate,  da  pubblicare   nella
Gazzetta Ufficiale: 
      a) sono individuati gli elementi informativi da indicare  negli
elenchi previsti dal presente comma,  nonche'  le  modalita'  per  la
presentazione, esclusivamente in via telematica, degli stessi; 
      b) il termine di cui al primo periodo del presente  comma  puo'
essere differito  per  esigenze  di  natura  esclusivamente  tecnica,
ovvero relativamente a particolari tipologie di  contribuenti,  anche
in considerazione della dimensione dei dati da trasmettere."; 
    b) il comma 6 e' sostituito dal  seguente:  "6.  Per  l'omissione
della comunicazione ovvero degli elenchi, nonche' per  l'invio  degli
stessi  con  dati  incompleti  o  non  veritieri,  si  applicano   le
disposizioni previste dall'articolo 11  del  decreto  legislativo  18
dicembre 1997, n. 471.". 
  9. Per il periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore
del presente decreto l'elenco dei soggetti  nei  cui  confronti  sono
state emesse fatture comprende i soli titolari di partita IVA. 
  10.  Al  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22  luglio  1998,  n.  322,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo  1,  comma  1,  primo  periodo,  le  parole:  "15
febbraio" sono sostituite dalle seguenti: "31 gennaio"; inoltre, dopo
le parole "non coincidente  con  l'anno  solare,"  sono  inserite  le
seguenti: "relativamente ai soggetti di  cui  all'articolo  2,  comma
2,"; 
    b) all'articolo 2: 
      1. al comma 1 le parole: "tra il 1°  maggio  ed  il  31  luglio
ovvero in via telematica entro il 31 ottobre" sono  sostituite  dalle
seguenti: "tra il 1° maggio ed il 30 giugno ovvero in via  telematica
entro il 31 luglio"; 
      2. al comma 2  le  parole  :  "di  cui  all'articolo  3:"  sono
sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 3 in via  telematica,
entro l'ultimo  giorno  del  settimo  mese  successivo  a  quello  di
chiusura del periodo d'imposta."; inoltre sono abrogate le lettere a)
e b); 
    c) all'articolo 3: 
      1. al comma 1 il terzo periodo e' soppresso; 
      2. al comma 2, primo periodo, sono soppresse  le  parole:  "con
esclusione delle persone fisiche che hanno  realizzato  nel  medesimo
periodo un volume di affari inferiore o uguale ad  euro  10.000";  in
fine al medesimo periodo sono aggiunte le  seguenti  parole:  "e  dei
parametri"; 
      3.  al  comma  7  le  parole:  "entro  cinque  mesi",   ovunque
ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: "entro quattro mesi"; 
    d) all'articolo 4: 
      1. al comma 3-bis le  parole:  "entro  il  30  settembre"  sono
sostituite dalle seguenti: "entro il 31 marzo"; 
      2. al comma  4-bis  le  parole:  "entro  il  31  ottobre"  sono
sostituite dalle seguenti: "entro il 31 marzo"; 
      3. al comma 6-quater  le  parole:  "entro  il  15  marzo"  sono
sostituite dalle seguenti: "entro il 28 febbraio"; 
    e) all'articolo 5: 
      1. al comma 1 le parole: ", per il tramite di una  banca  o  un
ufficio  postale,  ovvero  entro  l'ultimo  giorno  del  decimo  mese
successivo", ovunque ricorrano, sono soppresse; 
      2. al comma 4 le parole: "del  decimo"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "del settimo"; 
    f) all'articolo 5-bis "per il tramite di una banca o  un  ufficio
postale, ovvero entro  l'ultimo  giorno  del  decimo  mese",  ovunque
ricorrano, sono soppresse; 
    g) all'articolo 8, comma  1,  le  parole:  "ovvero,  in  caso  di
presentazione in via telematica, entro il 31 ottobre di ciascun anno"
sono sostituite dalle seguenti: ", in via telematica". 
  11. All'articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, il numero  "20",
ovunque ricorra, e' sostituito dal seguente: "16". 
  11-bis. Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di  cui
agli articoli 17 e 20, comma 4,  del  decreto  legislativo  9  luglio
1997, n. 241, che hanno scadenza dal 1º al 20 agosto  di  ogni  anno,
possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza
alcuna maggiorazione. I termini per la trasmissione dei  documenti  e
delle  informazioni  richiesti  ai  contribuenti  dall'Agenzia  delle
entrate o da altri enti impositori sono sospesi dal 1º  agosto  al  4
settembre, esclusi quelli  relativi  alle  richieste  effettuate  nel
corso delle attivita' di accesso, ispezione e verifica, nonche' delle
procedure di rimborso ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. 
  12. Al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze  31
maggio 1999, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 13, comma 1, lettera b) le  parole:  "15  giugno"
sono sostituite dalle seguenti: "mese di maggio"; 
    b) all'articolo 16, comma 1, lettera c), le parole: "entro il  20
ottobre" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 luglio"; 
    c) all'articolo 17, comma 1, lettera c), le parole: "entro il  20
ottobre" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 luglio". 
  13. All'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo  30  dicembre
1992, n. 504, le  parole:  "30  giugno",  ovunque  ricorrano,  e  "20
dicembre"  sono  sostituite,  rispettivamente,  dalle  seguenti:  "16
giugno" e "16 dicembre". 
  14. Le disposizioni di cui ai commi da 10 a  13  decorrono  dal  1°
maggio 2007. 
  14-bis. Resta ferma la disposizione  di  cui  all'articolo  40  del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente la adozione di
regolamenti ministeriali nella materia ivi  indicata.  I  regolamenti
previsti dal citato articolo 40 del decreto legislativo  n.  241  del
1997  possono   comunque   essere   adottati   qualora   disposizioni
legislative  successive  a  quelle  contenute  dal  presente  decreto
regolino la materia, a meno che la legge successiva  non  lo  escluda
espressamente. 
  15. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.
633, dopo l'articolo 32 e' inserito il seguente: 
    "Art.  32-bis  (Contribuenti  minimi  in  franchigia).  -  1.   I
contribuenti  persone  fisiche   esercenti   attivita'   commerciali,
agricole e professionali  che,  nell'anno  solare  precedente,  hanno
realizzato o, in caso di inizio di attivita', prevedono di realizzare
un volume  di  affari  non  superiore  a  7.000  euro,  e  non  hanno
effettuato o prevedono di non effettuare  cessioni  all'esportazione,
sono esonerati dal versamento  dell'imposta  e  da  tutti  gli  altri
obblighi previsti dal presente decreto, ad eccezione  degli  obblighi
di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto  e  delle
bollette doganali e di certificazione e comunicazione telematica  dei
corrispettivi. 
  2. I soggetti di cui al comma 1 non possono addebitare l'imposta  a
titolo di rivalsa e non hanno diritto  alla  detrazione  dell'imposta
assolta sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni. 
  3. Sono esclusi dal regime della franchigia i soggetti passivi  che
si avvalgono di regimi speciali di determinazione  dell'imposta  e  i
soggetti non residenti. 
  4. Le disposizioni  del  presente  articolo  non  si  applicano  ai
soggetti che in via esclusiva o  prevalente  effettuano  cessioni  di
fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni  edificabili  di  cui
all'articolo 10, n. 8) , del presente decreto e di mezzi di trasporto
nuovi di cui all'articolo 53, comma 1, del  decreto-legge  30  agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge  29  ottobre
1993, n. 427. 
  5. A seguito della  prima  comunicazione  dei  dati,  prevista  dal
decreto direttoriale di cui al comma  15,  l'ufficio  attribuisce  un
numero speciale di partita IVA. 
  6. I soggetti che, nell'intraprendere l'esercizio di imprese,  arti
o professioni, ritengono di versare nelle condizioni del comma  1  ne
fanno comunicazione all'Agenzia delle entrate con la dichiarazione di
inizio attivita' di cui all'articolo 35. 
  7. I soggetti che rientrano nel regime di cui al presente  articolo
possono optare per l'applicazione  dell'imposta  nei  modi  ordinari.
L'opzione, valida per almeno un triennio, e' comunicata con la  prima
dichiarazione  annuale  da  presentare  successivamente  alla  scelta
operata.  Trascorso  il  periodo  minimo  di  permanenza  nel  regime
normale, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo,  fino  a
quando permane la concreta  applicazione  della  scelta  operata.  La
revoca e' comunicata con  le  stesse  modalita'  dell'opzione  ed  ha
effetto dall'anno in corso. 
  8. L'applicazione del regime di franchigia  comporta  la  rettifica
della detrazione ai sensi dell'articolo 19-bis2. La stessa  rettifica
si applica se il contribuente transita, anche per opzione, al  regime
ordinario dell'imposta. In relazione al mutato regime  fiscale  delle
stesse,  l'imposta  dovuta  per  effetto  della  rettifica   di   cui
all'articolo 19-bis2 e' versata in tre rate annuali da  corrispondere
entro il termine previsto per il versamento  del  saldo  a  decorrere
dall'anno nel quale e' intervenuta la  modifica.  La  prima  rata  e'
versata entro il 27 dicembre 2006.  Il  debito  puo'  essere  estinto
anche mediante compensazione ai sensi dell'articolo  17  del  decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero con l'utilizzo di eventuali
crediti  risultanti  dalle  liquidazioni   periodiche.   Il   mancato
versamento di ogni singola rata comporta l'applicazione dell'articolo
13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.  471,  e  costituisce
titolo per la riscossione coattiva. 
  9. Nell'ultima dichiarazione annuale in cui l'imposta e'  applicata
nei modi ordinari si tiene conto anche dell'imposta  dovuta  relativa
alle operazioni indicate nell'ultimo comma  dell'articolo  6  per  le
quali non si e' ancora verificata l'esigibilita'. 
  10. Ferme restando le ipotesi di  rimborso  previste  dall'articolo
30,  l'eccedenza  detraibile  emergente   dall'ultima   dichiarazione
annuale IVA presentata dai soggetti di cui al comma 1  e'  utilizzata
in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo  9
luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. 
  11. I soggetti di cui al comma 1, per gli acquisti  intracomunitari
e  per  le  altre  operazioni  per  le   quali   risultano   debitori
dell'imposta, integrano la fattura con l'indicazione dell'aliquota  e
della relativa imposta, che versano  entro  il  giorno  16  del  mese
successivo a quello di effettuazione delle operazioni. 
  12. I soggetti ai quali si applica il  regime  fiscale  di  cui  al
presente  articolo  trasmettono  telematicamente  all'Agenzia   delle
entrate l'ammontare complessivo delle operazioni effettuate. 
  13. I contribuenti in regime di franchigia possono farsi  assistere
negli adempimenti tributari dall'ufficio  locale  dell'Agenzia  delle
entrate competente in ragione del  domicilio  fiscale.  In  tal  caso
devono munirsi  di  una  apparecchiatura  informatica,  corredata  di
accessori idonei, da utilizzare per la  connessione  con  il  sistema
informativo dell'Agenzia delle entrate. 
  14. Il regime di cui al presente articolo cessa di avere  efficacia
ed il contribuente e' assoggettato alla disciplina di  determinazione
dell'imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari: 
    a) a decorrere  dall'anno  solare  successivo  a  quello  in  cui
risulta superato uno dei limiti di cui al comma 1; 
    b) a decorrere dallo stesso anno solare in cui il volume d'affari
dichiarato dal contribuente  o  rettificato  dall'ufficio  supera  il
limite di cui al comma 1 del cinquanta per cento del  limite  stesso;
in tal caso sara' dovuta l'imposta relativa  ai  corrispettivi  delle
operazioni imponibili effettuate nell'intero anno  solare,  salvo  il
diritto alla  detrazione  dell'imposta  sugli  acquisti  relativi  al
medesimo periodo. 
  15. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono
stabilite le modalita' da osservare in occasione dell'opzione per  il
regime ordinario, i termini e  le  procedure  di  applicazione  delle
disposizioni del presente articolo.". 
  16. All'articolo 41, comma 2-bis, del decreto-legge 30 agosto 1993,
n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  ottobre  1993,
n. 427, dopo le parole "Stato  membro",  sono  aggiunte  le  seguenti
"nonche' le cessioni di beni effettuate dai soggetti che applicano il
regime di franchigia di  cui  all'articolo  32-bis  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.". 
  17. Le disposizioni di cui ai commi 15 e 16 si applicano a  partire
dal periodo di imposta successivo a quello  in  corso  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. 
  18. All'articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 15  sono  aggiunti,  in  fine,  i
seguenti commi: 
    "15-bis. L'attribuzione del numero di partita  IVA  determina  la
esecuzione  di  riscontri  automatizzati  per  la  individuazione  di
elementi  di  rischio  connessi  al  rilascio  dello  stesso  nonche'
l'eventuale  effettuazione  di  accessi  nel   luogo   di   esercizio
dell'attivita', avvalendosi dei poteri previsti dal presente decreto. 
    15-ter.  Con  provvedimento  del  Direttore  dell'Agenzia   delle
entrate sono individuate: 
      a)  specifiche  informazioni  da  richiedere   all'atto   della
dichiarazione di inizio di attivita'; 
      b) tipologie di contribuenti per  i  quali  l'attribuzione  del
numero di partita IVA determina la  possibilita'  di  effettuare  gli
acquisti di cui all'articolo 38 del decreto-legge 30 agosto 1993,  n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre  1993,  n.
427, e successive modificazioni,  a  condizione  che  sia  rilasciata
polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per  la  durata  di  tre
anni dalla data del rilascio e per un importo  rapportato  al  volume
d'affari presunto e comunque non inferiore a 50.000 euro; 
      c) LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 4 AGOSTO 2006, N. 248. 
  19. Le disposizioni di cui al comma 18 si applicano alle  richieste
di attribuzione del numero di partita IVA effettuate a decorrere  dal
1° novembre 2006. 
  20. L'Agenzia delle entrate e la  Guardia  di  finanza  programmano
specifici controlli mirati, relativi  ai  contribuenti  ai  quali  e'
attribuito il numero di partita IVA,  anche  in  data  antecedente  a
quella di decorrenza della disposizione di cui al comma 18. 
  21. In attuazione delle disposizioni di  cui  all'articolo  50  del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come modificato dal  decreto
legislativo 4 aprile  2006,  n.  159,  ed  al  fine  di  ridurre  gli
adempimenti dei contribuenti,  le  camere  di  commercio,  industria,
artigianato ed agricoltura comunicano all'anagrafe tributaria,  senza
oneri per lo Stato, in formato elettronico elaborabile, i dati  e  le
notizie  contenuti  nelle  domande  di   iscrizione,   variazione   e
cancellazione, di cui alla lettera f) del primo comma dell'articolo 6
del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.
605, anche se relative a singole unita' locali, nonche'  i  dati  dei
bilanci di esercizio depositati. 
  21-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  da
emanare, ai sensi dell'articolo 71  del  codice  dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive modificazioni, di concerto con il Ministro dello  sviluppo
economico, sentita l'Agenzia delle  entrate,  entro  il  31  dicembre
2007, sono stabilite le specifiche tecniche del  formato  elettronico
elaborabile per la presentazione dei bilanci  di  esercizio  e  degli
altri atti al registro delle imprese ed e' fissata la data,  comunque
non successiva al 31 marzo 2008,  a  decorrere  dalla  quale  diventa
obbligatoria l'adozione di tale modalita' di presentazione. 
  22. Fino alla realizzazione delle modalita'  tecniche  di  deposito
degli  atti  in  formato  elettronico  elaborabile,  le   camere   di
commercio,  industria,  artigianato  ed  agricoltura  forniranno   le
informazioni di cui al comma  21,  senza  oneri  per  lo  Stato,  nel
formato elettronico disponibile. 
  23. Con decreto interdirigenziale dell'Agenzia delle entrate e  del
Ministero dello sviluppo economico sono  stabiliti  i  termini  e  le
modalita' delle  trasmissioni  nonche'  le  specifiche  tecniche  del
formato dei dati. La prima trasmissione e'  effettuata  entro  il  31
ottobre 2006. 
  24. All'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica  29
settembre 1973,  n.  600,  dopo  il  secondo  comma  e'  inserito  il
seguente: 
    "In caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai  sensi
dell'articolo 331 del codice di procedura penale per  uno  dei  reati
previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i  termini  di
cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo  di
imposta in cui e' stata commessa la violazione.". 
  25. All'articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, dopo il secondo comma e' inserito il seguente: 
    "In caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai  sensi
dell'articolo 331 del codice di procedura penale per  uno  dei  reati
previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i  termini  di
cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo  di
imposta in cui e' stata commessa la violazione.". 
  26. Le disposizioni di  cui  ai  commi  24  e  25  si  applicano  a
decorrere dal periodo d'imposta per il quale alla data di entrata  in
vigore del presente decreto sono ancora pendenti i termini di cui  al
primo e secondo comma dell'articolo 43  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600  e  dell'articolo  57  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 
  27. All'articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) dopo la lettera b) del primo comma e' inserita la seguente: 
      "b-bis) se il consegnatario non e' il destinatario dell'atto  o
dell'avviso, il messo consegna  o  deposita  la  copia  dell'atto  da
notificare in busta che provvede a sigillare e su  cui  trascrive  il
numero cronologico della notificazione, dandone atto nella  relazione
in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non
sono apposti  segni  o  indicazioni  dai  quali  possa  desumersi  il
contenuto dell'atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta
e il  messo  da'  notizia  dell'avvenuta  notificazione  dell'atto  o
dell'avviso, a mezzo di lettera raccomandata;"; 
    b) nella lettera e) del primo comma, dopo  le  parole:  "l'avviso
del deposito prescritto dall'articolo 140  del  codice  di  procedura
civile" sono inserite le seguenti: ", in busta chiusa e sigillata,"; 
    c) dopo la lettera e) del primo comma e'  inserita  la  seguente:
"e-bis) e' facolta' del contribuente che non ha  la  residenza  nello
Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d),  o  che
non  abbia  costituito  un  rappresentante  fiscale,  comunicare   al
competente ufficio locale,  con  le  modalita'  di  cui  alla  stessa
lettera d), l'indirizzo estero per la notificazione  degli  avvisi  e
degli altri atti  che  lo  riguardano;  salvo  il  caso  di  consegna
dell'atto o dell'avviso  in  mani  proprie,  la  notificazione  degli
avvisi o degli atti  e'  eseguita  mediante  spedizione  a  mezzo  di
lettera raccomandata con avviso di ricevimento;"; 
    d) il secondo comma e' sostituito dal  seguente:  "L'elezione  di
domicilio non risultante dalla dichiarazione annuale ha  effetto  dal
trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle
comunicazioni previste alla lettera d) ed  alla  lettera  e-bis)  del
comma precedente."; 
    e) al terzo comma le parole: "dal sessantesimo giorno  successivo
a quello dell'avvenuta variazione anagrafica" sono  sostituite  dalle
seguenti: "dal trentesimo giorno successivo  a  quello  dell'avvenuta
variazione anagrafica"; 
    f) dopo il  terzo  comma  e'  aggiunto  il  seguente:  "Qualunque
notificazione a mezzo del servizio postale si considera  fatta  nella
data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione
decorrono dalla data in cui l'atto e' ricevuto.". 
  28. Nell'articolo 16 del decreto legislativo 31 dicembre  1992,  n.
546, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 1, dopo le parole: "con avviso di  ricevimento"  sono
inserite  le  seguenti:  ",  sul  quale  non  sono  apposti  segni  o
indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'avviso."; 
    b) al comma 3, dopo le parole: "con avviso di  ricevimento"  sono
inserite  le  seguenti:  ",  sul  quale  non  sono  apposti  segni  o
indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto,". 
  29. Fuori dai casi previsti all'articolo 11, comma 1, lettere a)  e
b), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono punite con
la sanzione amministrativa pecuniaria da 258  euro  a  2065  euro  la
mancata  restituzione  dei  questionari  inviati  nell'esercizio  dei
poteri di cui all'articolo 2, comma 4,  del  decreto  legislativo  19
marzo 2001, n. 68, o la loro restituzione con risposte  incomplete  o
non veritiere, nonche' l'inottemperanza all'invito a comparire  fatto
sulla base dei medesimi poteri. 
  30. Per la constatazione e l'irrogazione della sanzione di  cui  al
comma 29 si applicano le disposizioni di cui alla legge  24  novembre
1981, n. 689. 
  31. All'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, le parole "nonche' gli organi giurisdizionali
civili e amministrativi" sono sostituite dalle seguenti: "nonche' gli
organi giurisdizionali, requirenti e  giudicanti,  penali,  civili  e
amministrativi  e,  previa  autorizzazione,  gli  organi  di  polizia
giudiziaria". 
  32. All'articolo 32, primo comma, del decreto del Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n.  600,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) al numero 4),  dopo  le  parole:  "nei  loro  confronti"  sono
inserite le seguenti: "nonche' nei confronti  di  altri  contribuenti
con i quali abbiano intrattenuto rapporti"; 
    b) al numero 8), le parole: "nei confronti di clienti,  fornitori
e prestatori  di  lavoro  autonomo,  nominativamente  indicati"  sono
sostituite dalle seguenti: ", rilevanti  ai  fini  dell'accertamento,
nei confronti di loro  clienti,  fornitori  e  prestatori  di  lavoro
autonomo". 
  33. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008,  N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  34. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008,  N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  35. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008,  N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  36. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008,  N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  37. COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008,  N.  185,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  37-bis.  COMMA  ABROGATO  DAL  D.L.  29  NOVEMBRE  2008,  N.   185,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  37-ter COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2. 
  38. All'articolo 67, comma 1, lettera b),  del  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 29 dicembre 1986,  n.  917,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) le parole "o donazione" sono soppresse; 
    b) in fine, e' aggiunto il seguente periodo: "In caso di cessione
a titolo oneroso di immobili  ricevuti  per  donazione,  il  predetto
periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto  da  parte  del
donante". 
  39. Nell'articolo 68, comma 1, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
dicembre 1986,  n.  917,  dopo  il  primo  periodo,  e'  aggiunto  il
seguente: "Per gli immobili di  cui  alla  lettera  b)  del  comma  1
dell'articolo 67 acquisiti per donazione si  assume  come  prezzo  di
acquisto o costo di costruzione quello sostenuto dal donante.". 
  40. La lettera a)  dell'articolo  25,  comma  1,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e'  sostituita
dalla  seguente:  "a)  del  terzo  anno  successivo   a   quello   di
presentazione della dichiarazione, ovvero a quello  di  scadenza  del
versamento dell'unica o ultima rata se il termine per  il  versamento
delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre
dell'anno in cui la dichiarazione e' presentata,  per  le  somme  che
risultano dovute a seguito dell'attivita'  di  liquidazione  prevista
dall'articolo 36-bis del decreto del Presidente della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, nonche' del quarto anno successivo  a  quello
di presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta  per  le
somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del  testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917;". 
  41. Nel comma 1 degli articoli  19  e  20  del  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole "iscrivendo a ruolo  o
rimborsando le maggiori o le minori imposte entro il 31 dicembre  del
terzo anno successivo a quello di presentazione  della  dichiarazione
del sostituto d'imposta" sono sostituite dalle seguenti "iscrivendo a
ruolo  le  maggiori  imposte   dovute   ovvero   rimborsando   quelle
spettanti". 
  42. All'articolo 2 del decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
462: 
    a) al comma 1 le parole ", entro il 31 dicembre del secondo  anno
successivo  a  quello  di  presentazione  della  dichiarazione"  sono
soppresse; 
    b) e' abrogato il comma 1-bis. 
  43.  Per  gli  emolumenti  arretrati  per  prestazioni  di   lavoro
dipendente di cui all'articolo 17, comma 1,  lettera  b),  del  testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  corrisposti  a  decorrere
dal 1 gennaio 2004, per le indennita' di fine rapporto, per le  altre
indennita'  e  somme  e  per  le  indennita'  equipollenti   di   cui
all'articolo 19 del medesimo decreto, corrisposte a decorrere  dal  1
gennaio 2003,  nonche'  per  le  prestazioni  pensionistiche  di  cui
all'articolo 20 del medesimo decreto, corrisposte a decorrere  dal  1
gennaio  2003,  non  si  procede  all'iscrizione  a  ruolo  ed   alla
comunicazione di cui  all'articolo  1,  comma  412,  della  legge  30
dicembre  2004,  n.  311,  ne'  all'effettuazione  di  rimborsi,   se
l'imposta rispettivamente a debito o a credito  e'  inferiore  a  100
euro. La disposizione del periodo  precedente  si  applica  anche  ai
redditi di cui all'articolo 17, comma 1, lettere  c)  e  c-bis),  del
citato testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del
Presidente delle Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2004. 
  44. La  notifica  delle  cartelle  di  pagamento  conseguenti  alle
iscrizioni a ruolo previste dagli articoli 7, 8, 9, 14, 15 e 16 della
legge 27 dicembre  2002,  n.  289,  e  successive  modificazioni,  e'
eseguita, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre  2008.  Entro  il
medesimo termine e' eseguita la notifica delle cartelle di  pagamento
relativa alle dichiarazioni di cui all'articolo 36, comma 2,  lettere
a) e b)  del  decreto  legislativo  26  febbraio  1999,  n.  46,  nei
confronti dei  contribuenti  che  hanno  presentato  dichiarazioni  o
effettuato versamenti ai sensi dell'articolo 9-bis della citata legge
n. 289 del 2002. 
  45. All'articolo 103, comma 1, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nel primo periodo, le parole  "a  un  terzo  del  costo"  sono
sostituite dalle parole "al 50 per cento del costo"; 
    b) nel secondo periodo, le parole  "un  decimo  del  costo"  sono
sostituite dalle seguenti: "un diciottesimo del costo". 
  46. Le disposizioni del comma  45  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo d'imposta in  corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto anche per le quote di ammortamento relative ai costi
sostenuti nel corso dei periodi di imposta precedenti. In riferimento
ai brevetti industriali, la disposizione del comma 45, lettera a), si
applica limitatamente ai brevetti registrati dalla data di entrata in
vigore del presente decreto ovvero nei cinque anni precedenti. 
  47. All'articolo 109, comma 4, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n.  917,  il  secondo  periodo  della  lettera  b)  e'
sostituito dal seguente:  "Gli  ammortamenti  dei  beni  materiali  e
immateriali, le altre rettifiche di valore,  gli  accantonamenti,  le
spese relative a studi e ricerche di sviluppo e le differenze  tra  i
canoni di locazione finanziaria di cui all'articolo 102, comma  7,  e
la  somma  degli  ammortamenti  dei  beni  acquisiti   in   locazione
finanziaria e degli  interessi  passivi  che  derivano  dai  relativi
contratti imputati  a  conto  economico  sono  deducibili  se  in  un
apposito prospetto della dichiarazione dei  redditi  e'  indicato  il
loro importo complessivo, i valori civili e fiscali dei  beni,  delle
spese di cui all'articolo 108, comma 1, e dei fondi.". 
  48. Le disposizioni del comma 47 si applicano alle spese relative a
studi e ricerche di sviluppo sostenute a  decorrere  dal  periodo  di
imposta successivo alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto. 
  49. A partire dal 1° ottobre 2006, i soggetti titolari  di  partita
IVA sono tenuti ad utilizzare, anche tramite intermediari,  modalita'
di pagamento telematiche delle imposte, dei contributi e dei premi di
cui all'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio  1997,
n.  241,  e  delle  entrate  spettanti  agli  enti  ed   alle   casse
previdenziali di cui all'articolo 28, comma 1, dello  stesso  decreto
legislativo n. 241 del 1997. (4) 
  49-bis. I soggetti di cui al comma 49, che intendono effettuare  la
compensazione prevista dall'articolo 17  del  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n.  241,  del  credito  annuale  o  relativo  a  periodi
inferiori  all'anno  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  ovvero  dei
crediti  relativi  alle  imposte  sui   redditi   e   alle   relative
addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle
imposte sul reddito, all'imposta regionale sulle attivita' produttive
e dei crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione
dei redditi  sono  tenuti  ad  utilizzare  esclusivamente  i  servizi
telematici messi a disposizione dall'Agenzia  delle  entrate  secondo
modalita' tecniche definite con  provvedimento  del  direttore  della
medesima Agenzia delle entrate entro sessanta giorni  dalla  data  di
entrata in vigore del presente comma. 
  ((49-ter. L'Agenzia delle entrate puo' sospendere,  fino  a  trenta
giorni, l'esecuzione delle deleghe di pagamento di cui agli  articoli
17 e  seguenti  del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241,
contenenti compensazioni che presentano profili di rischio,  al  fine
del controllo dell'utilizzo del credito. Se all'esito  del  controllo
il credito risulta correttamente utilizzato,  ovvero  decorsi  trenta
giorni dalla data di presentazione  della  delega  di  pagamento,  la
delega e'  eseguita  e  le  compensazioni  e  i  versamenti  in  essa
contenuti sono considerati effettuati alla  data  stessa  della  loro
effettuazione; diversamente la delega di pagamento non e' eseguita  e
i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati. In tal
caso la  struttura  di  gestione  dei  versamenti  unificati  di  cui
all'articolo 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.  241,  non
contabilizza i versamenti e le compensazioni indicate nella delega di
pagamento e non  effettua  le  relative  regolazioni  contabili.  Con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti
i  criteri  e  le  modalita'  di  attuazione  del   presente   comma.
All'attuazione delle disposizioni del presente comma si provvede  con
le  risorse  umane,   strumentali   e   finanziarie   disponibili   a
legislazione vigente, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica)). 
  50. Gli interessi previsti per il rimborso di tributi non producono
in nessun caso interessi  ai  sensi  dell'articolo  1283  del  codice
civile. 
  51. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 1,  commi  da
499 a 518, nonche' del comma 519, secondo  periodo,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266. 
  52. Alla lettera b)  del  comma  1  dell'articolo  67  del  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, le parole "un numero massimo  di"
sono soppresse. 
  53.  A  decorrere  dall'anno  2007,  e'  soppresso   l'obbligo   di
presentazione della dichiarazione ai fini dell'imposta comunale sugli
immobili  (ICI),  di  cui  all'articolo  10,  comma  4,  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992,  n.  504,  ovvero  della  comunicazione
prevista dall'articolo 59, comma 1, lettera l), n.  1),  del  decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Restano fermi  gli  adempimenti
attualmente previsti in materia di riduzione dell'imposta. Fino  alla
data  di  effettiva  operativita'  del  sistema  di  circolazione   e
fruizione dei dati catastali,  da  accertare  con  provvedimento  del
direttore dell'Agenzia del territorio, rimane in vigore l'obbligo  di
presentazione  della  dichiarazione  ai   fini   dell'ICI,   di   cui
all'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 30  dicembre  1992,
n. 504, ovvero della comunicazione prevista dall'articolo  59,  comma
1, lettera l), n. 1), del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.
446. Resta fermo l'obbligo di presentazione della  dichiarazione  nei
casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell'imposta dipendano  da
atti per i  quali  non  sono  applicabili  le  procedure  telematiche
previste dall'articolo 3-bis  del  decreto  legislativo  18  dicembre
1997,  n.  463,  concernente  la   disciplina   del   modello   unico
informatico. 
  54. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 59,  comma
7-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  come  modificato
dal decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, la circolazione  e  la
fruizione della base dei  dati  catastali  gestita  dall'Agenzia  del
territorio  deve  essere  assicurata  entro  il  31  dicembre   2006.
Relativamente alle regioni, alle province e ai comuni i costi a  loro
carico per la circolazione e fruizione della base dei dati  catastali
sono unicamente quelli di connessione. 
  55. L'imposta comunale sugli immobili puo' essere liquidata in sede
di dichiarazione ai fini delle imposte  sui  redditi  e  puo'  essere
versata con le modalita' del  Capo  III  del  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241. Con  provvedimento  del  Direttore  dell'Agenzia
delle entrate, da emanare  entro  centoventi  giorni  dalla  data  di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sentita  la  conferenza
Stato-citta' ed autonomie  locali,  sono  definiti  i  termini  e  le
modalita' per l'attuazione delle disposizioni contenute nel  presente
comma. 
  56. Al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 23 febbraio  2004,
n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2004,  n.
104, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: 
    "Qualora le offerte in opzione siano inviate dagli  enti  gestori
agli aventi diritto, dopo un intervallo di tempo superiore a sei mesi
rispetto alla valutazione dell'Agenzia del territorio, i coefficienti
di abbattimento da applicare dovranno  essere  quelli  pubblicati  in
epoca immediatamente successiva alla data della  valutazione  stessa,
al fine di garantire che il prezzo delle unita'  immobiliari  offerte
in opzione sia effettivamente  corrispondente  in  termini  reali  ai
valori di mercato  del  mese  di  ottobre  2001.  I  coefficienti  di
abbattimento sono calcolati e pubblicati fino a  quelli  relativi  al
secondo semestre 2005.". 
  57. Per la copertura delle minori entrate derivanti dall'emanazione
dei decreti legislativi di recepimento  della  direttiva  2003/123/CE
del Consiglio del 22 dicembre 2003, recante modifica  alla  direttiva
90/435/CEE, concernente il regime  fiscale  comune  applicabile  alle
societa' madri e figlie di Stati membri diversi, pari a 16 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007, a 13 milioni  di  euro  per
l'anno 2008, ed a 23 milioni di euro a decorrere dall'anno  2009,  si
provvede, per l'anno 2006, mediante utilizzo delle  risorse  relative
all'autorizzazione di spesa di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183,
che, a tal  fine,  sono  versate  nell'anno  stesso  all'entrata  del
bilancio  dello  Stato,  per  gli  anni   2007   e   2008,   mediante
corrispondente riduzione della predetta autorizzazione  di  spesa  di
cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183,  e  per  gli  anni  successivi
mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dal presente
decreto. 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.P.C.M. 4 ottobre 2006 (in G.U. 6/10/2006, n. 233), ha disposto
(con l'art. 1, comma 1)  che  "Il  termine  iniziale  fissato  al  1°
ottobre 2006 dall'art. 37, comma 49, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, per l'utilizzo di modalita' di pagamento esclusivamente  in  via
telematica, e' differito al 1° gennaio 2007 per i  soggetti  titolari
di partita IVA diversi da quelli di cui all'art. 73, comma 1, lettere
a) e b), del testo unico delle imposte dirette, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917". 
                               Art. 38 
               Misure di contrasto del gioco illegale 
 
  1. Al fine di contrastare la diffusione  del  gioco  irregolare  ed
illegale, l'evasione e l'elusione  fiscale  nel  settore  del  gioco,
nonche' di  assicurare  la  tutela  del  giocatore,  con  regolamenti
emanati ai sensi dell'articolo 16, comma 1,  della  legge  13  maggio
1999, n. 133, sono disciplinati, entro il 31 dicembre 2006: 
    a) le scommesse  a  distanza  a  quota  fissa  con  modalita'  di
interazione diretta tra i singoli giocatori; 
    b) i giochi di abilita' a distanza con  vincita  in  denaro,  nei
quali  il  risultato   dipende,   in   misura   prevalente   rispetto
all'elemento  aleatorio,  dall'abilita'  dei  giocatori.   L'aliquota
d'imposta unica di cui al decreto legislativo 23  dicembre  1998,  n.
504, e' stabilita in misura pari al 3 per cento della somma giocata i
giochi di carte di qualsiasi tipo, qualora  siano  organizzati  sotto
forma di torneo e nel caso in cui la posta di  gioco  sia  costituita
esclusivamente dalla  sola  quota  di  iscrizione,  sono  considerati
giochi di abilita'. 
    c) le caratteristiche dei punti di vendita aventi come  attivita'
principale la commercializzazione dei  prodotti  di  gioco  pubblici.
Sono  punti  di  vendita  aventi   come   attivita'   principale   la
commercializzazione dei prodotti di  gioco  pubblici  le  agenzie  di
scommessa, le sale pubbliche da gioco, le  sale  destinate  al  gioco
disciplinato dal regolamento di cui al  decreto  del  Ministro  delle
finanze 31 gennaio 2000,  n.  29,  nonche'  gli  ulteriori  punti  di
vendita aventi come attivita' principale la  commercializzazione  dei
prodotti di gioco pubblici di cui ai commi 2 e 4. 
  2. L'articolo 1, comma 287, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,
e' sostituito dal seguente: 
    "287. Con  provvedimenti  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze  -  Amministrazione  autonoma  dei  monopoli  di  Stato  sono
stabilite le nuove modalita' di distribuzione  del  gioco  su  eventi
diversi dalle corse dei cavalli, nel rispetto dei seguenti criteri: 
      a) inclusione, tra i giochi su eventi diversi dalle  corse  dei
cavalli, delle scommesse a totalizzatore e a quota  fissa  su  eventi
diversi dalle corse dei cavalli,  dei  concorsi  pronostici  su  base
sportiva, del concorso pronostici denominato totip,  delle  scommesse
ippiche di  cui  al  comma  498,  nonche'  di  ogni  ulteriore  gioco
pubblico, basato su eventi diversi dalle corse dei cavalli; 
      b) possibilita' di raccolta del gioco su eventi  diversi  dalle
corse dei cavalli da parte degli operatori che esercitano la raccolta
di gioco presso uno Stato membro dell'Unione europea, degli operatori
di Stati membri dell'Associazione europea per  il  libero  scambio  e
anche degli operatori  di  altri  Stati,  solo  se  in  possesso  dei
requisiti di affidabilita' definiti dall'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato; 
      c) esercizio della raccolta tramite  punti  di  vendita  aventi
come attivita' principale  la  commercializzazione  dei  prodotti  di
gioco pubblici e punti di vendita aventi come attivita' accessoria la
commercializzazione dei prodotti  di  gioco  pubblici;  ai  punti  di
vendita aventi come attivita' principale la  commercializzazione  dei
prodotti  di  gioco  pubblici  puo'  essere  riservata  in  esclusiva
l'offerta di alcune tipologie di scommessa; 
      d) previsione dell'attivazione di un numero di nuovi  punti  di
vendita non inferiore a 7.000, di cui almeno il 30 per  cento  aventi
come attivita' principale  la  commercializzazione  dei  prodotti  di
gioco pubblici; 
      e) determinazione del numero massimo dei punti di  vendita  per
comune in proporzione agli abitanti e in considerazione dei punti  di
vendita gia' assegnati; 
      f) localizzazione dei punti di vendita  aventi  come  attivita'
principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, nei
comuni con piu' di 200.000 abitanti a una distanza non  inferiore  ad
800 metri dai punti di vendita gia' assegnati e nei comuni  con  meno
di 200.000 abitanti a una distanza non inferiore a  1.600  metri  dai
punti di vendita gia' assegnati; 
      g) localizzazione dei punti di vendita  aventi  come  attivita'
accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, nei
comuni con piu' di 200.000 abitanti a una distanza  non  inferiore  a
400 metri dai punti di vendita gia' assegnati e nei comuni  con  meno
di 200.000 abitanti a una distanza non inferiore  ad  800  metri  dai
punti di vendita gia'  assegnati,  senza  pregiudizio  dei  punti  di
vendita in cui, alla data del 30 giugno 2006, si effettui la raccolta
dei concorsi pronostici su base sportiva; 
      h) aggiudicazione dei punti di vendita previa effettuazione  di
una o piu' procedure aperte a tutti gli operatori, la cui base d'asta
non puo' essere inferiore ad euro venticinquemila per ogni  punto  di
vendita avente come attivita' principale la  commercializzazione  dei
prodotti di gioco pubblici e ad euro  settemilacinquecento  per  ogni
punto   di   vendita   avente   come    attivita'    accessoria    la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici; 
      i) acquisizione della possibilita' di raccogliere  il  gioco  a
distanza, ivi inclusi i giochi di abilita'  con  vincita  in  denaro,
previo  versamento  di  un  corrispettivo  non   inferiore   a   euro
duecentomila; 
      l)   definizione   delle   modalita'   di   salvaguardia    dei
concessionari della raccolta di scommesse a  quota  fissa  su  eventi
diversi dalle corse dei cavalli disciplinate dal regolamento  di  cui
al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1° marzo  2006,
n. 111". 
  3. All'articolo 4, comma 1, del  decreto  legislativo  23  dicembre
1998, n. 504, e successive modificazioni, il numero 3  della  lettera
b), con effetti dal 1° gennaio 2007, e' sostituito dal seguente: 
    "3) per le scommesse a quota fissa su eventi diversi dalle  corse
dei cavalli e per le scommesse con modalita' di  interazione  diretta
tra i singoli giocatori: 
    3.1)  nel  caso  in  cui  il  movimento  netto  dei  dodici  mesi
precedenti derivante dalle scommesse a quota fissa su eventi  diversi
dalle corse dei cavalli sia superiore a 1.850 milioni di euro,  nella
misura del 3 per cento per ciascuna scommessa composta fino  a  sette
eventi e per le scommesse con modalita' di interazione diretta tra  i
singoli  giocatori;  nella  misura  dell'8  per  cento  per  ciascuna
scommessa composta da piu' di sette eventi; 
    3.2)  nel  caso  in  cui  il  movimento  netto  dei  dodici  mesi
precedenti derivante dalle scommesse a quota fissa su eventi  diversi
dalle corse dei cavalli sia superiore a 2.150 milioni di euro,  nella
misura del 3 per cento per ciascuna scommessa composta fino  a  sette
eventi e per le scommesse con modalita' di interazione diretta tra  i
singoli giocatori; nella  misura  del  6,8  per  cento  per  ciascuna
scommessa composta da piu' di sette eventi; 
    3.3)  nel  caso  in  cui  il  movimento  netto  dei  dodici  mesi
precedenti derivante dalle scommesse a quota fissa su eventi  diversi
dalle corse dei cavalli sia superiore a 2.500 milioni di euro,  nella
misura del 3 per cento per ciascuna scommessa composta fino  a  sette
eventi e per le scommesse con modalita' di interazione diretta tra  i
singoli  giocatori;  nella  misura  del  6  per  cento  per  ciascuna
scommessa composta da piu' di sette eventi; 
    3.4)  nel  caso  in  cui  il  movimento  netto  dei  dodici  mesi
precedenti derivante dalle scommesse a quota fissa su eventi  diversi
dalle corse dei cavalli sia superiore a 3.000 milioni di euro,  nella
misura del 2,5 per cento per ciascuna scommessa composta fino a sette
eventi e per le scommesse con modalita' di interazione diretta tra  i
singoli giocatori; nella  misura  del  5,5  per  cento  per  ciascuna
scommessa composta da piu' di sette eventi; 
    3.5)  nel  caso  in  cui  il  movimento  netto  dei  dodici  mesi
precedenti derivante dalle scommesse a quota fissa su eventi  diversi
dalle corse dei cavalli sia superiore a 3.500 milioni di euro,  nella
misura del 2 per cento per ciascuna scommessa composta fino  a  sette
eventi e per quelle  con  modalita'  di  interazione  diretta  tra  i
singoli  giocatori;  nella  misura  del  5  per  cento  per  ciascuna
scommessa composta da piu' di sette eventi;". 
  4. Al fine di contrastare la diffusione  del  gioco  irregolare  ed
illegale, l'evasione e l'elusione  fiscale  nel  settore  del  gioco,
nonche' di assicurare la tutela del giocatore, con provvedimenti  del
Ministero dell'economia e delle finanze  -  Amministrazione  autonoma
dei  monopoli  di  Stato,  sono  stabilite  le  nuove  modalita'   di
distribuzione del gioco su base ippica,  nel  rispetto  dei  seguenti
criteri: 
    a) inclusione, tra i giochi su base  ippica,  delle  scommesse  a
totalizzatore ed a quota fissa sulle corse dei cavalli, dei  concorsi
pronostici su  base  sportiva,  del  concorso  pronostici  denominato
totip, delle scommesse ippiche di  cui  all'articolo  1,  comma  498,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche' di ogni ulteriore gioco
pubblico; 
    b) possibilita' di raccolta del gioco su  base  ippica  da  parte
degli operatori che esercitano la raccolta di gioco presso uno  Stato
membro  dell'Unione  europea,  degli  operatori   di   Stati   membri
dell'Associazione europea  per  il  libero  scambio,  e  anche  degli
operatori di altri Stati,  solo  se  in  possesso  dei  requisiti  di
affidabilita' definiti dall'Amministrazione autonoma dei monopoli  di
Stato; 
    c) esercizio della raccolta tramite punti di vendita aventi  come
attivita' principale la commercializzazione  dei  prodotti  di  gioco
pubblici e punti di  vendita  aventi  come  attivita'  accessoria  la
commercializzazione dei prodotti  di  gioco  pubblici;  ai  punti  di
vendita aventi come attivita' principale la  commercializzazione  dei
prodotti  di  gioco  pubblici  puo'  essere  riservata  in  esclusiva
l'offerta di alcune tipologie di scommessa; 
    d) previsione dell'attivazione di un numero  di  nuovi  punti  di
vendita non inferiore a 10.000, di cui almeno il 5 per  cento  aventi
come attivita' principale  la  commercializzazione  dei  prodotti  di
gioco pubblici; 
    e) ((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 2 MARZO 2012,  N.  16,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 26 APRILE 2012, N. 44)); 
    f)  LETTERA  ABROGATA  DAL  D.L.  25  SETTEMBRE  2008,  N.   149,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 19 NOVEMBRE 2008, N. 184; 
    g)  LETTERA  ABROGATA  DAL  D.L.  25  SETTEMBRE  2008,  N.   149,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 19 NOVEMBRE 2008, N. 184; 
    h) aggiudicazione dei punti di vendita, previa  effettuazione  di
una o piu' procedure aperte a tutti gli operatori, la cui base d'asta
non puo' essere inferiore  ad  euro  trentamila  per  ogni  punto  di
vendita avente come attivita' principale la  commercializzazione  dei
prodotti di gioco pubblici e ad euro  settemilacinquecento  per  ogni
punto   di   vendita   avente   come    attivita'    accessoria    la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici; 
      i) acquisizione della possibilita' di raccogliere  il  gioco  a
distanza, ivi inclusi i giochi di abilita' con vincita in denaro; 
      l) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.L. 2 MARZO 2012, N. 16, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 26 APRILE 2012, N. 44)). 
  5. L'articolo 22, comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e'
sostituito dal seguente: 
    "6. Il numero massimo di apparecchi  da  intrattenimento  di  cui
all'articolo 110, commi 6  e  7,  del  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive  modificazioni,  che  possono  essere  installati   presso
pubblici esercizi o punti di raccolta  di  altri  giochi  autorizzati
nonche' le prescrizioni da osservare ai fini dell'installazione  sono
definiti con decreti direttoriali del Ministero dell'economia e delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Per i punti
di vendita aventi come attivita'  accessoria  la  commercializzazione
dei prodotti  di  gioco  pubblici,  i  decreti  sono  predisposti  di
concerto  con  il  Ministero  dell'interno,  sentita  la   Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali. Costituiscono criteri direttivi per
la determinazione del numero massimo di  apparecchi  installabili  la
natura dell'attivita'  prevalente  svolta  presso  l'esercizio  o  il
locale e la superficie degli stessi.". 
  6. Nei casi di reiterazione previsti dall'articolo 110,  comma  10,
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di  cui  al  regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni,  decadono
le autorizzazioni alla  raccolta  di  giochi,  concorsi  o  scommesse
rilasciate  dal   Ministero   dell'economia   e   delle   finanze   -
Amministrazione  autonoma  dei  monopoli  di  Stato,  dalla  data  di
notifica  del  provvedimento  di   sospensione   delle   licenze   od
autorizzazioni stesse. Negli stessi casi si interrompono gli  effetti
dei contratti in ragione dei quali i  soggetti  raccolgono  gioco  su
incarico  di  concessionari  affidatari  della  raccolta  di  giochi,
concorsi o scommesse. 
  7. All'articolo 110, comma 6, lettera a),  del  testo  unico  delle
leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno  1931,
n. 773, e successive modificazioni, le parole "in monete  metalliche"
sono soppresse. 
  8. All'articolo 1 della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 530: 
      1. alla lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"a decorrere dal 1° gennaio 2007"; 
      2. alla lettera c), dopo le parole: "l'Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato" sono aggiunte le seguenti: ", a decorrere  dal
1° gennaio 2007,"; 
    b) al comma 531, le parole:  "1°  luglio  2006"  sono  sostituite
dalle seguenti: "1° gennaio 2007". 
									Titolo IV**DISPOSIZIONI FINALI**
Art. 39 Modifica della disciplina di esenzione dall'ICI 1. All'articolo 7 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente: "2-bis. L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attivita' indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale.".
                             Art. 39-bis
       (( (Disposizioni in materia di rimborsi elettorali) ))

  ((1.  All'articolo  1  della  legge  3  giugno  1999,  n. 157, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)  dopo  il  comma 1 e' inserito il seguente: "1-bis. Specifiche
disposizioni  sono  previste  dal  comma  5-bis  per  il  rimborso da
attribuire  ai  movimenti  o partiti politici in relazione alle spese
sostenute  per le campagne elettorali nella circoscrizione Estero, di
cui all'articolo 48 della Costituzione, per l'elezione delle Camere";
    b)  al  comma  4,  le  parole: "lire mille" sono sostituite dalle
seguenti:  "un  euro"  e  le  parole:  "lire  5  miliardi annue" sono
sostituite dalle seguenti: "euro 2.582.285 annui";
    c)  dopo  il  comma  5  e'  inserito  il seguente: "5-bis. Per il
rimborso  previsto dal comma 1-bis, in relazione alle spese sostenute
per  le elezioni nella circoscrizione Estero, i fondi di cui al comma
5 relativi, rispettivamente, al Senato della Repubblica e alla Camera
dei  deputati,  sono incrementati nella misura dell'1,5 per cento del
loro  ammontare.  Ciascuno  dei  due  importi  aggiuntivi  di  cui al
precedente   periodo   e'   suddiviso   tra   le  ripartizioni  della
circoscrizione  Estero in proporzione alla rispettiva popolazione. La
quota  spettante a ciascuna ripartizione e' suddivisa tra le liste di
candidati   in  proporzione  ai  voti  conseguiti  nell'ambito  della
ripartizione.  Partecipano alla ripartizione della quota le liste che
abbiano  ottenuto almeno un candidato eletto nella ripartizione o che
abbiano  conseguito  almeno  il  4  per  cento  dei  voti validamente
espressi  nell'ambito  della  ripartizione  stessa.  Si  applicano le
disposizioni  di  cui  al  comma  13  dell'articolo 15 della legge 10
dicembre 1993, n. 515.";
    d)  al  comma  6,  le parole: "commi 1 e 4" sono sostituite dalle
seguenti:  "commi 1 e 1-bis" e dopo le parole: "entro il 31 luglio di
ciascun  anno" sono inserite le seguenti: "I rimborsi di cui al comma
4  sono  corrisposti  in  un'unica  soluzione,  entro  il  31  luglio
dell'anno in cui si e' svolta la consultazione referendaria".
  2. All'articolo 2, comma 1, della legge 3 giugno 1999, n. 157, dopo
le  parole:  "fondi  medesimi"  sono  inserite  le  seguenti:  ",  ad
eccezione  degli  importi di cui al comma 5-bis dello stesso articolo
1,".
  3.  All'articolo  9  della  legge  10  dicembre  1993, n. 515, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e' abrogato;
    b)  al  comma  3,  le  parole: "per l'attribuzione della quota di
seggi da assegnare in ragione proporzionale" sono soppresse.
  4.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente articolo si applicano a
partire  dai rimborsi delle spese elettorali sostenute per il rinnovo
del  Senato  della  Repubblica  e  della  Camera  dei  deputati nelle
elezioni dell'aprile 2006.
  5.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
valutato  in  1,5  milioni  di  euro  a  decorrere dall'anno 2006, si
provvede   per   l'anno   2006,   mediante  corrispondente  riduzione
dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge 27 dicembre 2004, n. 307, e per gli anni
successivi   mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2006-2008, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo  al Ministero degli affari esteri. Il Ministro dell'economia
e  delle  finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.))
                               Art. 40
                    (( (Copertura finanziaria) ))

  ((1. Agli oneri recati dal presente decreto, ad eccezione di quelli
relativi  agli  articoli  18-bis,  21  e  39-bis,  pari a complessivi
4.384,4  milioni  di  euro per l'anno 2006, a 2.066,6 milioni di euro
per  l'anno  2007  e  a  3.013,7  milioni di euro per l'anno 2008, si
provvede  mediante  utilizzo delle maggiori entrate e delle riduzioni
di spesa recate dal medesimo decreto.
  2.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare,   con   propri   decreti,   le  occorrenti  variazioni  di
bilancio.))
                             Art. 40-bis
                      (( (Norma transitoria) ))

  ((1.  Gli  atti  ed  i  contratti,  pubblici  e  privati,  emanati,
stipulati  o  comunque  posti  in  essere  nello  stesso giorno della
pubblicazione  del  presente  decreto  nella  Gazzetta  Ufficiale  in
applicazione  ed osservanza della disciplina normativa previgente non
costituiscono  in  nessun caso ipotesi di violazione della disciplina
recata  dal decreto stesso. In tali casi, le disposizioni del decreto
si  considerano  entrate  in  vigore il giorno successivo a quello di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.))
                               Art. 41
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 4 luglio 2006
                             NAPOLITANO

                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Padoa  Schioppa, Ministro dell'economia
                              e delle finanze
                              Bersani,    Ministro   dello   sviluppo
                              economico
Visto, il Guardasigilli: Mastella
                                                          Elenco n. 1 
                                     (previsto dall'art. 25, comma 1) 
 

            Parte di provvedimento in formato grafico 
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