vai al Contenuto

Portale Norme & Concorsi Salute

...

Numero Atti: 65058

Ultima Gazzetta Ufficiale del: 06 agosto 2020

Ultima Modifica: 07 agosto 2020

servizio rss

Dettaglio atto

torna ai risultati STAMPA STAMPA Atto suddiviso Atto suddiviso

Ministero della Salute

Decreto 30 marzo 2010

Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonche' modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione. (10A06405)

(G.U. Serie Generale , n. 119 del 24 maggio 2010)

 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
 
                                  e 
 
 
                      IL MINISTRO DELL'AMBIENTE 
                    E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 
                             E DEL MARE 
 
  Visto il decreto  legislativo  30  maggio  2008,  n.  116,  recante
attuazione della direttiva 2006/7/CE  relativa  alla  gestione  della
qualita' delle acque di balneazione  e  abrogazione  della  direttiva
76/160/CEE, ed in particolare gli articoli 14, comma 3 e 17, comma 4; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982,  n.
470 e successive modificazioni, recante  attuazione  della  direttiva
76/160/CEE, relativa alla qualita' delle acque di balneazione; 
  Visto il  decreto  legislativo  11  luglio  2007,  n.  94,  recante
attuazione della direttiva 2006/7/CE, concernente la  gestione  delle
acque di balneazione, nella parte relativa all'ossigeno disciolto; 
  Visto il  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  recante
disposizioni in materia ambientale, che prevede,  tra  l'altro,  agli
articoli  76  e  77,  il  raggiungimento  di  obiettivi  di  qualita'
ambientale; 
  Acquisita  in  data  26  marzo  2010  la  nota  con  la  quale   il
coordinamento delle Regioni ha espresso parere tecnico favorevole  in
quanto sono state accolte nel testo tutte le  proposte  dalle  stesse
presentate; 
 
                             Decretano: 
 
                               Art. 1 
 
  1. Il presente decreto e' finalizzato  a  definire  i  criteri  per
determinare il divieto di balneazione,  nonche'  le  modalita'  e  le
specifiche tecniche  per  l'attuazione  del  decreto  legislativo  10
maggio 2008, n. 116. 
  2. Con provvedimento del Ministero della salute di  intesa  con  il
Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare,
possono essere aggiornate le norme tecniche contenute negli  allegati
al presente  decreto,  in  relazione  a  modifiche  della  disciplina
comunitaria ed all'evoluzione delle conoscenze tecnico-scientifiche. 
                               Art. 2 
 
  1. Per le finalita' di cui all'art. 1  il  presente  decreto  fissa
all'allegato A i valori limite relativi ad  un  singolo  campione  ai
fini della balneabilita' delle acque. Il superamento di  tali  limiti
determina il divieto di balneazione. 
  2. Le Regioni  e  le  Province  autonome  provvedono  affinche'  il
monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I,  colonna  A  del
decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, sia effettuato secondo le
modalita'  dell'allegato V  del  medesimo  decreto,  come  modificato
dall'art.  5.  Il  primo  programma  di  monitoraggio  dei  parametri
indicati nell'allegato I,  colonna  A,  del  decreto  legislativo  30
maggio 2008,  n.  116,  viene  attuato  a  decorrere  dalla  stagione
balneare 2010. Non  appena  avviato  il  monitoraggio  ai  sensi  del
presente decreto, cessa il  monitoraggio  dei  parametri  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica  8  giugno  1982,  n.  470  e
successive modificazioni. 
  3. Il Ministero della  salute  consente  l'applicazione  di  metodi
alternativi a quelli  di  riferimento,  specificati  all'allegato  I,
purche' sia dimostrato che tali metodi rispondano a  quanto  previsto
dalla regola tecnica  UNI/ISO  17994  sulla  equivalenza  dei  metodi
microbiologici. 
  4. Qualora i dati di monitoraggio evidenziano  un  superamento  dei
valori limite riportati nell'allegato A, sono attivate le  azioni  di
gestione di seguito riportate: 
    a) adozione di un  divieto  temporaneo  di  balneazione  a  tutta
l'acqua di  balneazione  di  pertinenza  del  punto  di  monitoraggio
attraverso  un'ordinanza  sindacale  ed  informazione   ai   bagnanti
mediante segnali di divieto ai sensi dell'art. 15, comma  1,  lettera
e) del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116. Le  Regioni  e  le
Province autonome valutano se limitare  tale  divieto  ad  un  tratto
dell'area di balneazione a seguito dei  risultati  di  una  serie  di
campionamenti, effettuati nei giorni successivi in punti di controllo
significativi  a  distanza  crescente  dal  punto  di  prelievo,  per
delimitare l'area interessata  dal  fenomeno  inquinante.  A  seguito
della  delimitazione  dell'area  da   interdire,   sara'   necessario
analizzare le cause del superamento del valore  limite,  al  fine  di
rivedere eventualmente la  suddivisione  o  il  raggruppamento  delle
acque di balneazione secondo i criteri di cui all'art.  7,  comma  6,
del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, e di  individuare  ed
attuare adeguate misure di miglioramento. Le Regioni  e  le  Province
autonome possono individuare  ulteriori  punti  di  campionamento  di
controllo, dove si presume, sulla  base  del  profilo  dell'acqua  di
balneazione, sussista un maggior rischio di inquinamento. Le  Regioni
e le Province autonome non possono raggruppare le aree  derivanti  da
un eventuale frazionamento  se  non  rispondono  ai  criteri  di  cui
all'art. 7, comma 6, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n.  116.
Le Regioni e  le  Province  autonome  indicano  e  giustificano  tali
modifiche nella lista delle acque da presentare ai sensi dell'art.  4
del decreto legislativo 30 maggio 2008,  n.  116,  prima  dell'inizio
della successiva stagione balneare.  I  risultati  ottenuti  da  tali
campionamenti  aggiuntivi  non  rientrano  nella   serie   dei   dati
utilizzati per la classificazione; 
    b) revoca del provvedimento di chiusura alla balneazione a fronte
di un primo esito  analitico  favorevole,  successivo  all'evento  di
inquinamento, che dimostri il ripristino della qualita'  delle  acque
di balneazione. 
  5. Le acque di  balneazione  che  in  fase  di  prima  applicazione
risultano temporaneamente vietate ai sensi dell'art.  7  del  decreto
del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n.  470  e  successive
modificazioni,  saranno  considerate  interdette  solamente  se  tale
chiusura e' avvenuta per esclusivo effetto dei valori  dei  parametri
dei coliformi  fecali  e  streptococchi  fecali  eccedenti  i  valori
ammissibili ai sensi del decreto del Presidente  della  Repubblica  8
giugno 1982, n. 470 e successive modificazioni, dette acque  potranno
essere riaperte solo a seguito di quattro  campionamenti,  effettuati
con cadenza  quindicinale,  a  decorrere  dal  mese  di  aprile,  con
risultati analitici inferiori  a  quelli  indicati  nell'allegato  A,
previa  dimostrazione   dell'avvenuto   risanamento   attraverso   la
comunicazione delle misure di miglioramento messe in atto.  Eventuali
campionamenti  precedenti,  effettuati   nella   stagione   2009,   e
successivi  ad  interventi  di  risanamento  gia'   compiuti   e   da
dimostrare, possono  essere  presi  in  considerazione  ed  andare  a
ridurre  il  numero  dei  quattro  campioni  previsti  al   capoverso
precedente. I campionamenti su  tali  acque  devono  comunque  essere
effettuati per tutta la stagione  balneare  corrente,  con  frequenza
almeno bimensile. Qualora durante detto periodo di campionamento  due
campioni, anche non consecutivi, risultino di esito sfavorevole anche
per uno solo dei parametri previsti nell'allegato A, la  zona  dovra'
rimanere  temporaneamente  vietata  alla  balneazione  per   l'intera
stagione balneare. Il suddetto divieto  potra'  essere  rimosso  solo
dopo aver messo in atto le misure di miglioramento, nei limiti  delle
risorse finanziarie previste da apposite leggi di spesa e  a  seguito
dell'esito  favorevole  delle   analisi   eseguite   sui   successivi
campionamenti effettuati  nei  due  mesi  consecutivi  con  frequenza
bimensile. 
  6. Le acque di balneazione che in fase di prima  applicazione  sono
temporaneamente vietate alla balneazione ai  sensi  dell'art.  6  del
decreto del Presidente della Repubblica  8  giugno  1982,  n.  470  e
successive modificazioni, potranno essere  nuovamente  riaperte  alla
balneazione, a seguito di due  campionamenti  consecutivi  favorevoli
effettuati a partire dal mese di aprile. 
  7. Le acque classificate «scarse», e temporaneamente  vietate  alla
balneazione in base all'art. 8, comma 4, lettera  a),  punto  1)  del
decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, potranno essere  riaperte
alla balneazione solo  a  seguito  dell'attuazione  delle  misure  di
risanamento di cui al punto 3, lettera a), del medesimo comma.  Poste
in atto tali misure  si  potra'  monitorare  nuovamente  il  punto  e
procedere  ad  una  nuova  classificazione  secondo  quanto  previsto
all'art. 7, comma 5, lettera b) del  decreto  legislativo  30  maggio
2008, n. 116. 
  8. Qualora i  risultati  analitici  di  un  singolo  campione,  pur
conformi ai  valori  di  cui  all'allegato  A,  rilevino  scostamenti
anomali rispetto ai dati storici, le Regioni e le  Province  autonome
valutano la opportunita' di adottare  adeguate  misure  di  gestione,
quali: 
    a) accertamenti ed ispezioni  atte  a  verificare  le  cause  del
peggioramento qualitativo dell'acqua; 
    b) eventuale  attuazione  di  programmi  di  risanamento  per  il
miglioramento qualitativo. 
                               Art. 3 
 
  1. Qualora  il  profilo  delle  acque  di  balneazione  indichi  un
potenziale  di  proliferazione  cianobatterica   o   di   macroalghe,
fitoplancton o fitobentos marino, le Regioni e le  Province  autonome
provvedono ad effettuare  un  monitoraggio  adeguato  per  consentire
un'individuazione tempestiva dei rischi per la salute secondo  quanto
previsto  nell'allegato  B   e   successive   modificazioni   per   i
cianobatteri ed adottando i criteri contenuti nelle linee  guida  del
Ministero della salute su Ostreopsis ovata di cui  all'allegato  C  e
successive  modificazioni  ed  i  protocolli   operativi   realizzati
dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale  in
collaborazione  con  le  Agenzie  regionali  protezione   ambientale,
consultabili  rispettivamente  sui  siti  web  www.ministerosalute.it
www.iss.it e www.isprambiente.it 
                               Art. 4 
 
  1. II Ministero  della  salute  incoraggia  la  partecipazione  del
pubblico attraverso il Portale Acque  del  medesimo,  per  mezzo  del
quale il pubblico puo' trovare tutte le  informazioni  relative  alle
acque  di  balneazione  e  formulare   nel   contempo   suggerimenti,
osservazioni o reclami. 
  2.  Le  Regioni,  le  Province  autonome  ed  i  Comuni  assicurano
un'adeguata informazione al pubblico sul processo di partecipazione e
ne  favoriscono  la  stessa  per  la  preparazione,  la  revisione  e
l'aggiornamento degli  elenchi  di  acque  di  balneazione  ai  sensi
dell'art. 6, comma l, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116,
attraverso opportune iniziative, utilmente  prima  di  ogni  stagione
balneare. 
  3. La autorita' competenti, secondo le modalita'  di  cui  all'art.
15,  comma  5  del  decreto  legislativo  30  maggio  2008,  n.  116,
utilizzano segni e simboli che  saranno  indicati  dalla  Commissione
Europea. 
                               Art. 5 
 
  1. Il punto 1 dell'allegato V del  decreto  legislativo  30  maggio
2008, n. 116, e' sostituito dall'allegato D. 
                               Art. 6 
 
  1. Le Regioni e le Province autonome trasmettono per via telematica
le informazioni di cui all'art. 4, comma 2, del  decreto  legislativo
30 maggio 2008, n. 116, utilizzando i modelli di cui agli allegati  E
ed F, disponibili nel Portale Acque del Ministero della salute. 
  2. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca  ambientale,
a seguito dell'acquisizione dell'elenco delle acque di balneazione  e
della relativa anagrafica, di cui alla  tabella  1  dell'allegato  F,
messo a disposizione dal Ministero della salute attraverso il Sistema
informativo nazionale per la tutela delle acque italiane non appena i
suddetti dati sono resi disponibili  dalle  Regioni  e  comunque  non
oltre l'8 marzo, rinvia al Ministero della salute entro il 30 aprile,
tramite specifica funzionalita'  di  download  resa  disponibile  sul
Sistema informativo nazionale per la tutela delle acque italiane,  lo
stesso elenco, nello stesso  formato,  delle  acque  di  balneazione,
corredato  dalle   codifiche   dei   Distretti   Idrografici,   delle
sotto-unita' dove esistenti, delle specifiche aree protette,  nonche'
dei corpi idrici associati all'elenco delle acque di balneazione. 
  3. Il Ministero della salute,  in  attuazione  di  quanto  previsto
all'art. 14, comma 3, del decreto 30  maggio  2008,  n.116,  mette  a
disposizione  del  Ministero  dell'ambiente  e   della   tutela   del
territorio e del mare, ogni quattro mesi, a  partire  dal  30  maggio
2011, attraverso il Sistema informativo nazionale per la tutela delle
acque italiane dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca
ambientale, tramite specifica funzionalita' di upload massivo, i dati
relativi ai profili delle acque di balneazione di cui all'allegato  E
nonche' le informazioni sulla stagione balneare di cui alla tabella 2
dell'allegato F, annualmente, non appena la  stessa  viene  trasmessa
dalle Regioni e le Province autonome al Ministero della salute. 
  4.  I  Comuni  trasmettono,  ai  sensi  dell'art.  15  del  decreto
legislativo 30 maggio 2008, n. 116, i provvedimenti di divieto di una
zona di balneazione  ed  eventuale  revoca  non  appena  ricevuta  la
comunicazione dalle strutture tecniche preposte  al  campionamento  e
alle analisi, per posta elettronica al Ministero della salute nonche'
successivamente per posta ordinaria.  In  tali  provvedimenti  devono
essere indicate le ragioni del divieto. 
                               Art. 7 
 
  1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 
  2. I soggetti  pubblici  interessati  provvedono  agli  adempimenti
previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili
a legislazione vigente. 
                               Art. 8 
 
  1. II presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  2. Gli obblighi di  comunicazione  in  capo  alle  Regioni  e  alle
Province autonome previsti all'art.  4  del  decreto  legislativo  30
maggio 2008, n. 116, per l'anno di prima applicazione.  si  intendono
prorogati al 31 marzo 2010. 
  Il presente decreto sara' trasmesso agli organi di controllo per la
registrazione. 
    Roma, 30 marzo 2010 
 
                                             Il Ministro della salute 
                                                       Fazio          
  Il Ministro dell'ambiente 
e della tutela del territorio 
         e del mare 
       Prestigiacomo 
 
Registrato alla Corte dei conti il 14 maggio 2010 
Ufficio di  controllo  preventivo  sui  Ministeri  dei  servizi  alla
persona e dei beni culturali, registro n. 8, foglio n. 1 
                                                           Allegato A 
 
                                           (previsto dall'articolo 2) 
 
                VALORI LIMITE PER UN SINGOLO CAMPIONE 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato B 
 
                                           (previsto dall'articolo 3) 
 
                            Cianobatteri 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato C 
 
                                           (previsto dall'articolo 3) 
 
                             Linee guida 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato D 
 
                                           (previsto dall'articolo 5) 
 
                     Procedure di campionamento 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato E 
 
                                           (previsto dall'articolo 6) 
 
               CRITERI E MODALITA' PER LA DEFINIZIONE 
               DEI PROFILI DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato F 
 
                                           (previsto dall'articolo 6) 
 
                     REPORT ACQUE DI BALNEAZIONE 
 
    Tabella 1 - Lista delle Acque di Balneazione 
    Tabella 2 - Informazioni Stagionali 
    Tabella 3 - Situazioni anomale 
    Tabella 4 - Inquinamento di breve durata 
    Tabella 5 - Risultati del monitoraggio 
    N.B. - Si evidenzia che  nell'allegato  F  (in  excel)  -  pagina
relativa alle «informazioni stagionali» -  prima  di  procedere  alle
operazioni di stampa, e' necessario selezionare la medesima  area  di
stampa, al fine di consentire l'inserimento della nota. 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico