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Numero Atti:57452
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 21 novembre 2017 Ultima Modifica: 22 novembre 2017
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Dettaglio atto

Testo aggiornato del decreto legislativo 30 aprile 1992 , n. 285

Testo aggiornato del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il nuovo codice della strada.

(G.U. Serie Generale , n. 67 del 22 marzo 1994)

									TITOLO I*DISPOSIZIONI GENERALI*
AVVERTENZA: Il testo aggiornato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero dei lavori pubblici, ai sensi dell'art. 11, comma 2, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto, integrate con le modifiche apportate dalle nuove disposizioni di legge, che di quelle richiamate nel decreto stesso, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati. Nel testo di detto decreto, pubblicato nel supplemento ordinario n. 74 alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 114 del 18 maggio 1992 (successivamente corretto con avviso di rettifica pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 32 del 9 febbraio 1993 e con avviso di errata-corrige pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 36 del 13 febbraio 1993), sono state, pertanto, inserite le modifiche (evidenziate con caratteri corsivi, salvo quelle riguardanti le rubriche, evidenziate con carattere tondo) ad essa apportate dalle seguenti disposizioni, intervenute successivamente: decreto legislativo 28 giugno 1993, n. 214, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 151 del 30 giugno 1993, recante differimento dei termini di entrata in vigore delle disposizioni contenute nei titoli III e IV, nonche' di quelle rela- tive agli archivi, all'anagrafe nazionale ed al servizio di monitoraggio contenute nel titolo VII del nuovo codice della strada; decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 217 del 15 settembre 1993, recante disposizioni correttive e integrative del codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, successivamente rettificato con avviso di rettifica pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale n. 51 del 3 marzo 1994; decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 203 del 30 agosto 1993), convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 255 del 29 ottobre 1993, recante: "Armonizzazione delle disposizioni in materia di imposte sugli olii minerali, sull'alcole, sulle bevande alcoliche, sui tabacchi lavorati e in materia di IVA con quelle recate da direttive CEE e modificazioni conseguenti a detta armonizzazione, nonche' disposizioni concernenti la disciplina dei centri autorizzati di assistenza fiscale, le procedure dei rimborsi di imposta, l'esclusione dall'ILOR dei redditi di impresa fino all'ammontare corrispondente al contributo diretto lavorativo, l'istituzione per il 1993 di un'imposta erariale straordinaria su taluni beni ed altre disposizoni tributarie"; legge 4 gennaio 1994, n. 11, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 6 del 10 gennaio 1994, recante: "Adeguamento della disciplina dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi". Nello stesso decreto, qui ripubblicato e coordinato, sono state, infine, inserite, direttamente nel testo, talune rettifiche rese necessarie per correggere errori, che non influiscono sul contenuto normativo dell'atto, presenti nel testo a suo tempo pubblicato, secondo la procedura indicata dall'art. 17 del regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, emanato con D.P.R. 14 marzo 1986, n. 217. TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. Principi generali 1. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade e' regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della mobilita', della protezione dell'ambiente e del risparmio energetico. 2. Il Governo comunica annualmente al Parlamento l'esito delle indagini periodiche riguardanti i profili sociali, ambientali ed economici della circolazione stradale. 3. Il Ministro dei lavori pubblici fornisce all'opinione pubblica i dati piu' significativi utilizzando i piu' moderni sistemi di comunicazione di massa e, nei riguardi di alcune categorie di cittadini, il messaggio pubblicitario di tipo prevenzionale ed educativo.
                             Art. 2 (a).
             Definizione e classificazione delle strade
  1. Ai fini dell'applicazione delle norme  del  presente  codice  si
definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione
dei pedoni, dei veicoli e degli animali.
  2.  Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche
costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi:
    A - Autostrade;
    B - Strade extraurbane principali;
    C - Strade extraurbane secondarie;
    D - Strade urbane di scorrimento;
    E - Strade urbane di quartiere;
    F - Strade locali.
  3.  Le  strade  di  cui  al  comma  2  devono  avere  le   seguenti
caratteristiche minime:
    A  -  AUTOSTRADA:  strada  extraurbana  o  urbana  a  carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna  con
almeno  due  corsie  di  marcia,  eventuale  banchina  pavimentata  a
sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva
di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di  recinzione  e
di   sistemi  di  assistenza  all'utente  lungo  l'intero  tracciato,
riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e
contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. (( Deve  essere
attrezzata  con  apposite  aree  di  servizio  ed aree di parcheggio,
entrambe  con  accessi  dotati  di  corsie  di  decelerazione  e   di
accelerazione. ))
    B   -   STRADA   EXTRAURBANA  PRINCIPALE:  strada  a  carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna  con
almeno  due  corsie  di marcia e (( banchina pavimentata a destra, ))
priva di intersezioni a raso, con accessi  alle  proprieta'  laterali
coordinati,  contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine,
riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a  motore;
per  eventuali  altre  categorie  di  utenti  devono  essere previsti
opportuni spazi. (( Deve  essere  attrezzata  con  apposite  aree  di
servizio,  che  comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di
corsie di decelerazione e di accelerazione. ))
    C - STRADA EXTRAURBANA SECONDARIA: strada  ad  unica  carreggiata
con almeno una corsia per senso di marcia e banchine.
    D   -   STRADA   URBANA  DI  SCORRIMENTO:  strada  a  carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna  con  almeno  due
corsie  di  marcia,  ed  una  eventuale  corsia  riservata  ai  mezzi
pubblici, (( banchina pavimentata a destra )) e marciapiedi,  con  le
eventuali  intersezioni  a  raso  semaforizzate;  per  la  sosta sono
previste  apposite  aree  o  fasce  laterali  ((  esterne   ))   alla
carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate.
    E  -  STRADA URBANA DI QUARTIERE: strada ad unica carreggiata con
almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi; per  la  sosta
sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna
alla carreggiata.
    F  -  STRADA  LOCALE: strada urbana od extraurbana opportunamente
sistemata ai fini di cui al comma 1 non  facente  parte  degli  altri
tipi di strade.
  4.  E'  denominata "strada di servizio" la strada affiancata ad una
strada principale (autostrada, strada extraurbana principale,  strada
urbana  di  scorrimento) avente la funzione di consentire la sosta ed
il raggruppamento degli accessi dalle proprieta' laterali alla strada
principale e viceversa, nonche' il movimento e le manovre dei veicoli
non ammessi sulla strada principale stessa.
  5. (( Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento
all'uso e alle tipologie dei collegamenti svolti, )) le strade,  come
classificate   ai  sensi  del  comma  2,  si  distinguono  in  strade
"statali",  "regionali",  "provinciali",   "comunali",   secondo   le
indicazioni  che  seguono.  Enti  proprietari delle dette strade sono
rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune. Per le
strade destinate esclusivamente al  traffico  militare  e  denominate
"strade  militari", ente proprietario e' considerato il comando della
regione militare territoriale.
  6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere (( B, C ed F ))
si distinguono in:
    A - Statali, quando: a) costituiscono le  grandi  direttrici  del
traffico  nazionale;  b) congiungono la rete viabile principale dello
Stato con quelle degli Stati limitrofi; c)  congiungono  tra  loro  i
capoluoghi  di  regione  ovvero  i capoluoghi di provincia situati in
regioni  diverse,  ovvero   costituiscono   diretti   ed   importanti
collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete delle strade
statali  i  porti  marittimi,  gli aeroporti, i centri di particolare
importanza industriale, turistica e climatica;  e)  servono  traffici
interregionali  o  presentano particolare interesse per l'economia di
vaste zone del territorio nazionale.
    B - Regionali, quando allacciano i capoluoghi di provincia  della
stessa  regione  tra  loro  o  con  il  capoluogo  di  regione ovvero
allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la  rete  statale
se  cio'  sia  particolarmente  rilevante  per  ragioni  di carattere
industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico.
    C - Provinciali, quando  allacciano  al  capoluogo  di  provincia
capoluoghi  dei  singoli  comuni  della  rispettiva  provincia o piu'
capoluoghi di comuni tra loro  ovvero  quando  allacciano  alla  rete
statale   o   regionale   i   capoluoghi   di  comune,  se  cio'  sia
particolarmente  rilevante  per  ragioni  di  carattere  industriale,
commerciale, agricolo, turistico e climatico.
(( D - Comunali, quando congiungono il capoluogo del comune con le ))
(( sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero congiungono il      ))
(( capoluogo con la stazione ferroviaria, tranviaria o             ))
(( automobilistica, con un aeroporto o porto marittimo, lacuale o  ))
(( fluviale, con interporti o nodi di scambio intermodale o con le ))
(( localita' che sono sede di essenziali servizi interessanti la   ))
(( collettivita' comunale. Ai fini del presente codice, le strade  ))
(( "vicinali" sono assimilate alle strade comunali. ))             ))
  7.  Le  strade  urbane  di  cui al comma 2, lettere D, E ed F, sono
sempre comunali quando siano situate nell'interno dei centri abitati,
eccettuati  i  tratti  interni  di  strade   statali,   regionali   o
provinciali  che  attraversano  centri  abitati  con  popolazione non
superiore a diecimila abitanti.
  8. Il Ministero dei lavori pubblici, nel termine indicato dall'art.
13,  comma 5, procede alla classificazione delle (( strade statali ai
sensi del comma 5, )) seguendo i criteri di cui ai commi 5,  6  e  7,
sentiti  il  il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il consiglio
di amministrazione dell'Azienda  nazionale  autonoma  per  le  strade
statali, le regioni interessate, nei casi e con le modalita' indicate
dal  regolamento.  Le  regioni,  nel termine e con gli stessi criteri
indicati, procedono, sentiti gli enti  locali,  alle  classificazioni
delle  rimanenti  ((  strade ai sensi del comma 5. )) Le strade cosi'
classificate  sono  iscritte  nell'archivio  nazionale  delle  strade
previsto dall'art. 226.
  9.  ((  Quando  le  strade  non  corrispondono  piu' all'uso e alle
tipologie  di  collegamento  previste  ))  sono  declassificate   dal
Ministero  dei lavori pubblici e dalle regioni, secondo le rispettive
competenze, acquisiti i pareri indicati nel comma  8.  I  casi  e  la
procedura per tale declassificazione sono indicati dal regolamento.
  10.  Le disposizioni di cui alla presente disciplina non modificano
gli effetti del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  10
agosto 1988, n. 377, emanato in attuazione della legge 8 luglio 1986,
n.  349 (b), in ordine all'individuazione delle opere sottoposte alla
procedura di valutazione d'impatto ambientale.
                             Art. 3 (a).
                 Definizioni stradali e di traffico
  1. Ai fini delle presenti norme  le  denominazioni  stradali  e  di
traffico hanno i seguenti significati:
   1)  AREA  DI  INTERSEZIONE: parte della intersezione a raso, nella
quale si intersecano due o piu' correnti di traffico.
   2) AREA PEDONALE: zona interdetta alla circolazione  dei  veicoli,
salvo  quelli  in  servizio  di  emergenza  e  salvo  deroghe  per  i
velocipedi e per i veicoli al servizio  di  persone  con  limitate  o
impedite  capacita'  motorie,  nonche'  per  quelli ad emissioni zero
aventi ingombro e  velocita'  tali  da  poter  essere  assimilati  ai
velocipedi.
   3)    ATTRAVERSAMENTO    PEDONALE:    parte   della   carreggiata,
opportunamente segnalata ed organizzata,  sulla  quale  i  pedoni  in
transito dall'uno all'altro lato della strada godono della precedenza
rispetto ai veicoli.
   4)  BANCHINA:  parte  della  strada  compresa tra il margine della
carreggiata ed il piu' vicino tra i seguenti elementi  longitudinali:
marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta,
ciglio superiore della scarpata nei rilevati.
   5) BRACCIO DI INTERSEZIONE: cfr. RAMO DI INTERSEZIONE.
   6)   CANALIZZAZIONE:   insieme   di   apprestamenti   destinato  a
selezionare le correnti  di  traffico  per  guidarle  in  determinate
direzioni.
   7)  CARREGGIATA: parte della strada destinata allo scorrimento dei
veicoli; essa e' composta da una o  piu'  corsie  di  marcia  ed,  in
genere, e' pavimentata e delimitata da strisce di margine.
   8)  CENTRO ABITATO: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di
accesso dagli appositi segnali di  inizio  e  fine.  Per  insieme  di
edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorche' intervallato
da  strade,  piazze,  giardini  o  simili,  costituito da non meno di
venticinque  fabbricati  e  da  aree  di  uso  pubblico  con  accessi
veicolari o pedonali sulla strada.
   9)  CIRCOLAZIONE:  e'  il  movimento,  la  fermata  e la sosta dei
pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada.
   10) CONFINE  STRADALE:  limite  della  proprieta'  stradale  quale
risulta  dagli  atti  di  acquisizione o dalle fasce di esproprio del
progetto approvato; in mancanza, il confine e' costituito dal  ciglio
esterno  del  fosso  di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal
piede della scarpata se  la  strada  e'  in  rilevato  o  dal  ciglio
superiore della scarpata se la strada e' in trincea.
   11) CORRENTE DI TRAFFICO: insieme di veicoli (corrente veicolare),
o  pedoni  (corrente  pedonale),  che  si muovono su una strada nello
stesso senso di marcia su una o piu'  file  parallele,  seguendo  una
determinata traiettoria.
   12) CORSIA: parte longitudinale della strada di larghezza idonea a
permettere il transito di una sola fila di veicoli.
   13)  CORSIA  DI ACCELERAZIONE: corsia specializzata per consentire
ed agevolare l'ingresso ai veicoli sulla carreggiata.
   14)  CORSIA  DI DECELERAZIONE: corsia specializzata per consentire
l'uscita dei veicoli da una carreggiata  in  modo  da  non  provocare
rallentamenti ai veicoli non interessati a tale manovra.
   15)  CORSIA  DI  EMERGENZA:  corsia,  adiacente  alla carreggiata,
destinata alle  soste  di  emergenza,  al  transito  dei  veicoli  di
soccorso  ed,  eccezionalmente,  al movimento dei pedoni, nei casi in
cui sia ammessa la circolazione degli stessi.
   16) CORSIA DI MARCIA:  corsia  facente  parte  della  carreggiata,
normalmente delimitata da segnaletica orizzontale.
   17) CORSIA RISERVATA: corsia di marcia destinata alla circolazione
esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli.
   18)  CORSIA  SPECIALIZZATA:  corsia  destinata  ai  veicoli che si
accingono  ad   effettuare   determinate   manovre,   quali   svolta,
attraversamento,  sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per
la sosta o che presentano basse velocita' o altro.
   19) CUNETTA: manufatto  destinato  allo  smaltimento  delle  acque
meteoriche  o  di  drenaggio,  realizzato  longitudinalmente od anche
trasversalmente all'andamento della strada.
   20)  CURVA:  raccordo  longitudinale  fra  due  tratti  di  strada
rettilinei,  aventi  assi  intersecantisi,  ((  tali  da  determinare
condizioni di limitata visibilita' )) .
   21) FASCIA DI PERTINENZA: striscia  di  terreno  compresa  tra  la
carreggiata  ed  il  confine  stradale.  E'  parte  della  proprieta'
stradale e puo' essere utilizzata solo per la realizzazione di  altre
parti della strada.
   22)  FASCIA  DI  RISPETTO: striscia di terreno, esterna al confine
stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione,  da  parte
dei proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni,
depositi e simili.
   23)  FASCIA  DI  SOSTA LATERALE: parte della strada adiacente alla
carreggiata,  separata  da  questa  mediante  striscia   di   margine
discontinua  e  comprendente  la  fila  degli  stalli  di  sosta e la
relativa corsia di manovra.
   24)  GOLFO  DI  FERMATA:  parte   della   strada,   esterna   alla
carreggiata,  destinata alle fermate dei mezzi collettivi di linea ed
adiacente al marciapiede o ad altro spazio di attesa per i pedoni.
   25) INTERSEZIONE A LIVELLI  SFALSATI:  insieme  di  infrastrutture
(sovrappassi,  sottopassi  e rampe) che consente lo smistamento delle
correnti veicolari fra rami di strade poste a diversi livelli.
   26) INTERSEZIONE A RASO (o A LIVELLO): area comune a piu'  strade,
organizzata  in  modo  da consentire lo smistamento delle correnti di
traffico dall'una all'altra
di esse.
   27) ISOLA DI CANALIZZAZIONE: parte  della  strada,  opportunamente
delimitata  e non transitabile, destinata a incanalare le correnti di
traffico.
   28) ISOLA DI TRAFFICO: cfr. ISOLA DI CANALIZZAZIONE.
   29) ISOLA SALVAGENTE: cfr. SALVAGENTE.
   30) ISOLA SPARTITRAFFICO: cfr. SPARTITRAFFICO.
   31) ITINERARIO INTERNAZIONALE: strade o tratti di  strade  facenti
parte degli itinerari cosi' definiti dagli accordi internazionali.
   32)   LIVELLETTA:   tratto  di  strada  a  pendenza  longitudinale
costante.
   33)  MARCIAPIEDE:  parte  della  strada, esterna alla carreggiata,
rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni.
   34)  PARCHEGGIO:  area  o   infrastruttura   posta   fuori   della
carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli.
   35)  PASSAGGIO  A  LIVELLO:  intersezione  a  raso, opportunamente
attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra una o piu' strade
ed una linea ferroviaria o tranviaria in sede propria.
   36) PASSAGGIO  PEDONALE  (cfr.  anche  MARCIAPIEDE):  parte  della
strada  separata  dalla  carreggiata, mediante una striscia (( bianca
continua )) o una apposita protezione parallela ad essa  e  destinata
al  transito  dei  pedoni. Esso espleta la funzione di un marciapiede
stradale, in mancanza di esso.
   37) PASSO CARRABILE:  accesso  ad  un'area  laterale  idonea  allo
stazionamento di uno o piu' veicoli.
   38)  PIAZZOLA DI SOSTA: parte della strada, di lunghezza limitata,
adiacente  esternamente  alla  banchina,  destinata  alla  sosta  dei
veicoli.
   39)   PISTA   CICLABILE:   parte   longitudinale   della   strada,
opportunamente   delimitata,   riservata   alla   circolazione    dei
velocipedi.
   40) RACCORDO CONCAVO (( (CUNETTA) )) : raccordo tra due livellette
contigue  di  diversa  pendenza  che si intersecano al di sotto della
superficie stradale. Tratto di  strada  con  andamento  longitudinale
concavo.
   41)  RACCORDO CONVESSO (( (DOSSO) )) : raccordo tra due livellette
contigue di diversa pendenza che si intersecano  al  di  sopra  della
superficie  stradale.  Tratto  di  strada con andamento longitudinale
convesso.
   42)  RAMO  DI  INTERSEZIONE:  tratto  di  strada   afferente   una
intersezione.
   43) RAMPA (DI INTERSEZIONE): strada destinata a collegare due rami
di un'intersezione.
   44) RIPA: zona di terreno immediatamente sovrastante o sottostante
le scarpate del corpo stradale rispettivamente in taglio o in riporto
sul terreno preesistente alla strada.
   45)  SALVAGENTE:  parte  della  strada,  rialzata o opportunamente
delimitata e protetta, destinata al riparo ed alla sosta dei  pedoni,
in  corrispondenza  di  attraversamenti  pedonali  o  di  fermate dei
trasporti collettivi.
   46) SEDE STRADALE: superficie compresa entro i  confini  stradali.
Comprende la carreggiata e le fasce di pertinenza.
   47)   SEDE   TRANVIARIA:   parte   longitudinale   della   strada,
opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei tram e dei
veicoli assimilabili.
   48) SENTIERO (o MULATTIERA o TRATTURO): strada  a  fondo  naturale
formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali.
   49) SPARTITRAFFICO: parte longitudinale non carrabile della strada
destinata alla separazione di correnti veicolari.
   50) STRADA EXTRAURBANA: strada esterna ai centri abitati.
   51) STRADA URBANA: strada interna ad un centro abitato.
   52)  STRADA  VICINALE  (o  PODERALE o di BONIFICA): strada privata
fuori dai centri abitati ad uso pubblico.
   53) SVINCOLO: intersezione a livelli sfalsati in cui  le  correnti
veicolari non si intersecano tra loro.
   54)  ZONA  A  TRAFFICO  LIMITATO:  area  in  cui  l'accesso  e  la
circolazione  veicolare  sono  limitati  ad  ore  prestabilite  o   a
particolari categorie di utenti e di veicoli.
   55)  ZONA DI ATTESTAMENTO: tratto di carreggiata, immediatamente a
monte della linea di arresto, destinato all'accumulo dei  veicoli  in
attesa   di   via   libera   e,  generalmente,  suddiviso  in  corsie
specializzate separate da strisce longitudinali continue.
   56) ZONA DI PRESELEZIONE: tratto  di  carreggiata,  opportunamente
segnalato,  ove e' consentito il cambio di corsia affinche' i veicoli
possano incanalarsi nelle corsie specializzate.
   57) ZONA DI SCAMBIO: tratto  di  carreggiata  a  senso  unico,  di
idonea  lunghezza,  lungo il quale correnti di traffico parallele, in
movimento nello stesso verso, possono cambiare la reciproca posizione
senza doversi arrestare.
   58) ZONA RESIDENZIALE:  zona  urbana  in  cui  vigono  particolari
regole  di  circolazione  a  protezione  dei  pedoni e dell'ambiente,
delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e
di fine.
  2. Nel regolamento sono stabilite altre definizioni stradali  e  di
traffico di specifico rilievo tecnico.
                               Art. 4.
                  Delimitazione del centro abitato
  1. Ai fini  dell'attuazione  della  disciplina  della  circolazione
stradale,  il  comune, entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore del  presente  codice,  provvede  con  deliberazione  della
giunta alla delimitazione del centro abitato.
  2.  La  deliberazione  di  delimitazione  del  centro  abitato come
definito dall'art. 3  e'  pubblicata  all'albo  pretorio  per  trenta
giorni  consecutivi;  ad essa viene allegata idonea cartografia nella
quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso.
                             Art. 5 (a).
           Regolamentazione della circolazione in generale
  1. Il Ministro dei lavori pubblici puo'  impartire  ai  prefetti  e
agli  enti  proprietari  delle strade le direttive per l'applicazione
delle norme concernenti la regolamentazione della circolazione  sulle
strade di cui all'art. 2.
  2.  In  caso  di  inosservanza di norme giuridiche, il Ministro dei
lavori pubblici puo' diffidare gli enti  proprietari  ad  emettere  i
relativi  provvedimenti.  Nel  caso  in  cui gli enti proprietari non
ottemperino nel termine indicato, il  Ministro  dei  lavori  pubblici
dispone,   in   ogni   caso  di  grave  pericolo  per  la  sicurezza,
l'esecuzione delle opere  necessarie,  con  diritto  di  rivalsa  nei
confronti degli enti medesimi.
  3.  I provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono
emessi dagli enti proprietari, attraverso  gli  organi  competenti  a
norma  degli  articoli  6  e 7, con ordinanze motivate e rese note al
pubblico mediante i prescritti segnali. Contro i provvedimenti emessi
dal comando militare  territoriale  di  regione  e'  ammesso  ricorso
gerarchico al Ministro della difesa.
                             Art. 6 (a).
                 Regolamentazione della circolazione
                      fuori dei centri abitati
  1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica  o  inerenti  alla
sicurezza  della  circolazione,  di  tutela della salute, nonche' per
esigenze di carattere militare puo', conformemente alle direttive del
Ministro  dei  lavori   pubblici,   sospendere   temporaneamente   la
circolazione  di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o
su tratti di esse. (( Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi  o  in
particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi
con  decreto  del  Ministro  dei  lavori  pubblici,  puo'  vietare la
circolazione  dei  veicoli  adibiti  al  trasporto   di   cose.   Nel
regolamento sono stabilite le condizioni ed eventuali deroghe. ))
  2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni
per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando
occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio.
  3.  Per  le  strade  militari  i  poteri di cui ai commi 1 e 2 sono
esercitati dal comandante della regione militare territoriale.
  4. L'ente proprietario della strada puo', con  l'ordinanza  di  cui
all'art. 5, comma 3:
    a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione
della  circolazione  di  tutte  o  di  alcune categorie di utenti per
motivi di incolumita' pubblica ovvero  per  urgenti  e  improrogabili
motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di
carattere tecnico;
    b)   stabilire  obblighi,  divieti  e  limitazioni  di  carattere
temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa,  o  per
determinate  categorie  di  utenti,  in relazione alle esigenze della
circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade;
    c) riservare corsie, anche protette, a determinate  categorie  di
veicoli,  anche  con  guida  di  rotaie,  o  a  veicoli  destinati  a
determinati usi;
    d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma  il
parcheggio o la sosta dei veicoli;
    e)   prescrivere   che   i   veicoli   siano   muniti   di  mezzi
antisdrucciolevoli o degli speciali pneumatici per la marcia su  neve
o ghiaccio;
    f)  vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di strade
per esigenze di carattere tecnico o di pulizia,  rendendo  noto  tale
divieto con i prescritti segnali non
meno  di  quarantotto  ore  prima  ed  eventualmente  con altri mezzi
appropriati.
  5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate:
    a) per le strade e le autostrade statali, dal  capo  dell'ufficio
periferico dell'A.N.A.S. competente per territorio;
    b) per le strade regionali, dal presidente della giunta;
    c) per le strade provinciali, dal presidente della provincia;
    d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal sindaco;
    e)  per le strade militari, dal comandante della regione militare
territoriale.
  6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell'ente
proprietario  della strada sono esercitati dal concessionario, previa
comunicazione all'ente concedente. In caso  di  urgenza,  i  relativi
provvedimenti  possono  essere  adottati  anche  senza  la preventiva
comunicazione al concedente, che puo' revocare gli stessi.
  7. Nell'ambito degli aeroporti aperti al traffico  aereo  civile  e
nelle  aree  portuali,  la  competenza a disciplinare la circolazione
delle  strade  interne   aperte   all'uso   pubblico   e'   riservata
rispettivamente   al   direttore  della  circoscrizione  aeroportuale
competente  per  territorio  e  al  comandante  di  porto   capo   di
circondario,   i  quali  vi  provvedono  a  mezzo  di  ordinanze,  in
conformita'  alle  norme  del  presente  codice.  Nell'ambito   degli
aeroporti  ove  le  aerostazioni  siano affidate in gestione a enti o
societa', il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della
circoscrizione aeroportuale competente per  territorio,  sentiti  gli
enti e le societa' interessati.
  8.   Le   autorita'   che   hanno  disposto  la  sospensione  della
circolazione di cui ai  commi  1  e  4,  lettere  a)  e  b),  possono
accordare,  per  esigenze  gravi  e  indifferibili  o  per  accertate
necessita', deroghe o permessi, subordinati a speciali  condizioni  e
cautele.
  9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l'autorita'
competente  disponga  diversamente  in  particolari  intersezioni  in
relazione alla classifica di cui all'art. 2, comma 2. (( Sulle  altre
strade  o  tratti  di  strade  la  precedenza e' stabilita dagli enti
proprietari sulla base della classificazione di cui all'art. 2, comma
2. In caso di controversia decide, con proprio decreto,  il  Ministro
dei  lavori  pubblici.  La  precedenza  deve  essere  resa nota con i
prescritti  segnali  da  installare  a   cura   e   spese   dell'ente
proprietario della strada che ha la precedenza. ))
  10.  L'ente  proprietario  della  strada  a  precedenza,  quando la
intensita' o la sicurezza  del  traffico  lo  richiedano,  puo',  con
ordinanza,  prescrivere  ai conducenti l'obbligo di fermarsi prima di
immettersi sulla strada a precedenza.
  11.  Quando  si  tratti  di  due  strade  entrambe  a   precedenza,
appartenenti  allo  stesso  ente,  l'ente deve stabilire l'obbligo di
dare   la   precedenza   ovvero   anche   l'obbligo   di   arrestarsi
all'intersezione;  quando  si  tratti  di  due  strade  a  precedenza
appartenenti a enti diversi,  gli  obblighi  suddetti  devono  essere
stabiliti  di intesa fra gli enti stessi. Qualora l'accordo non venga
raggiunto,  decide  con  proprio  decreto  il  Ministro  dei   lavori
pubblici.
  12.  Chiunque  non  ottempera ai provvedimenti di sospensione della
circolazione emanati a norma  dei  commi  1  e  3  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila. Se la violazione e'  commessa  dal
conducente  di  un  veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione
amministrativa e' del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila
a lire duemilioni. In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente
di  guida  per  un  periodo  da  uno  a  quattro  mesi, nonche' della
sospensione della carta di circolazione del  veicolo  per  lo  stesso
periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo
VI.
  13.  Chiunque  viola  le prescrizioni di cui al comma 2 e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
trentamila a lire centoventimila.
  14.  Chiunque  viola  gli  altri  obblighi,  divieti  e limitazioni
previsti  nel   presente   articolo   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila.   Nei   casi   di   sosta   vietata   la   sanzione
amministrativa  e' del pagamento di una somma da lire cinquantamila a
lire duecentomila;  qualora  la  violazione  si  prolunghi  oltre  le
ventiquattro  ore, la sanzione amministrativa pecuniaria e' applicata
per ogni periodo di ventiquattro ore  per  il  quale  si  protrae  la
violazione.
  15.  Nelle  ipotesi di violazione del comma 12 l'agente accertatore
intima al conducente di non proseguire il viaggio finche'  non  spiri
il  termine  del  divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta
nel luogo  in  cui  e'  stata  accertata  la  violazione  costituisce
intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto
in  un  luogo  vicino  in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra e'
fatta menzione nel verbale di  contestazione.  Durante  la  sosta  la
responsabilita'   del   veicolo  e  del  relativo  carico  rimane  al
conducente.  Se  le  disposizioni  come  sopra  impartite  non   sono
osservate,  la  sanzione  amministrativa accessoria della sospensione
della patente e' da due a sei mesi.
                             Art. 7 (a).
       Regolamentazione della circolazione nei centri abitati
  1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:
    a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4;
    b) limitare la circolazione di tutte o  di  alcune  categorie  di
veicoli  per  accertate  e  motivate  esigenze  di  prevenzione degli
inquinamenti e di  tutela  del  patrimonio  artistico,  ambientale  e
naturale,  conformemente  alle  direttive  impartite dal Ministro dei
lavori pubblici, sentiti, per le rispettive competenze,  il  Ministro
dell'  ambiente,  il  Ministro per i problemi delle aree urbane ed il
Ministro per i beni culturali e ambientali;
    c) stabilire la precedenza su  determinate  strade  o  tratti  di
strade,  ovvero  in  una  determinata intersezione, in relazione alla
classificazione di cui all'art. 2,  e,  quando  la  intensita'  o  la
sicurezza  del  traffico  lo  richiedano,  prescrivere ai conducenti,
prima  di  immettersi  su  una  determinata  strada,   l'obbligo   di
arrestarsi  all'intersezione e di dare la precedenza a chi circola su
quest'ultima;
    d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli  degli  organi
di  polizia  stradale  di cui all' art. 12, dei vigili del fuoco, dei
servizi di soccorso, nonche' di quelli adibiti al servizio di persone
con limitata o impedita capacita' motoria,  munite  del  contrassegno
speciale,   ovvero  a  servizi  di  linea  per  lo  stazionamento  ai
capilinea;
    e) stabilire aree nelle quali e' autorizzato  il  parcheggio  dei
veicoli;
    f)  stabilire,  previa deliberazione della giunta, aree destinate
al parcheggio sulle quali la sosta  dei  veicoli  e'  subordinata  al
pagamento   di  una  somma  da  riscuotere  mediante  dispositivi  di
controllo di durata della sosta, anche senza  custodia  del  veicolo,
fissando  le  relative  condizioni  e  tariffe  in  conformita'  alle
direttive del Ministero dei  lavori  pubblici,  di  concerto  con  la
Presidenza  del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le aree ur-
bane;
    g) prescrivere orari e riservare spazi per i  veicoli  utilizzati
per il carico e lo scarico di cose;
    h)  istituire  le  aree  attrezzate  riservate  alla  sosta  e al
parcheggio delle autocaravan di cui all'art. 185;
    i) riservare strade  alla  circolazione  dei  veicoli  adibiti  a
servizi  pubblici  di  trasporto,  al  fine  di favorire la mobilita'
urbana.
  2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20,
salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale.
  3. Per i tratti di strade  non  comunali  che  attraversano  centri
abitati,  i  provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1 e 2, sono di
competenza del prefetto e  quelli  indicati  nello  stesso  articolo,
comma  4, lettera a), sono di competenza dell'ente proprietario della
strada. (( I provvedimenti indicati nello stesso comma 4, lettere  ))
b),  c), d), e) ed f) (( sono di competenza del comune, che li adotta
sentito il parere dell'ente proprietario della strada. ))
  4.  Nel  caso  di  sospensione  della  circolazione  per  motivi di
sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o  per  esigenze
di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi,
divieti  o  limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono
essere accordati, per accertate necessita',  permessi  subordinati  a
speciali  condizioni  e  cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o
limitata la sosta, possono essere accordati  permessi  subordinati  a
speciali  condizioni  e  cautele  ai  veicoli  riservati a servizi di
polizia  e  a  quelli  utilizzati  dagli  esercenti  la   professione
sanitaria,  nell'espletamento  delle  proprie mansioni, nonche' dalle
persone  con  limitata  o  impedita  capacita'  motoria,  muniti  del
contrassegno speciale.
  5.  Le  caratteristiche,  le modalita' costruttive, la procedura di
omologazione e i criteri  di  installazione  e  di  manutenzione  dei
dispositivi  di  controllo  di  durata della sosta sono stabiliti con
decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
per i problemi delle aree urbane.
  6. Le aree destinate al  parcheggio  devono  essere  ubicate  fuori
della  carreggiata  e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non
ostacolino lo scorrimento del traffico.
  7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto  spettanti  agli
enti  proprietari  della  strada,  sono destinati alla installazione,
costruzione e gestione di parcheggi  in  superficie,  sopraelevati  o
sotterranei,  e  al  loro  miglioramento  e  le  somme  eventualmente
eccedenti (( ad interventi per migliorare la mobilita' urbana. ))
  8. Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio  con
custodia  o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei
dispositivi di controllo di durata della sosta di  cui  al  comma  1,
lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immedi-
ate   vicinanze,   deve  riservare  una  adeguata  area  destinata  a
parcheggio rispettivamente senza  custodia  o  senza  dispositivi  di
controllo  di  durata  della  sosta. Tale obbligo non sussiste per le
zone definite a norma dell'art. 3 "area pedonale" e "zona a  traffico
limitato",  nonche'  per quelle definite " A" dall'art. 2 del decreto
del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. (( 1444 ))  (b)  ,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in
altre  zone  di  particolare  rilevanza  urbanistica,  opportunamente
individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze
e condizioni particolari di traffico.
  9.   I   comuni,  con  deliberazione  della  giunta,  provvedono  a
delimitare le aree pedonali e le zone  a  traffico  limitato  tenendo
conto  degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione,
sulla salute,  sull'ordine  pubblico,  sul  patrimonio  ambientale  e
culturale  e  sul  territorio.  In  caso  di urgenza il provvedimento
potra' essere  adottato  con  ordinanza  del  sindaco,  ancorche'  di
modifica   o   integrazione   della   deliberazione   della   giunta.
Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza
urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di  traffico,
di  cui  al  secondo  periodo  del  comma  8.  ((  I  comuni  possono
subordinare l'ingresso  o  la  circolazione  dei  veicoli  a  motore,
all'interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una
somma.   Con  direttiva  emanata  dall'Ispettorato  generale  per  la
circolazione e la sicurezza stradale entro un  anno  dall'entrata  in
vigore  del presente codice, sono individuate le tipologie dei comuni
che possono avvalersi di  tale  facolta',  nonche'  le  modalita'  di
riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli esentati. ))
  10.  Le  zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate mediante appositi
segnali.
  11. Nell'ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone
di  particolare  rilevanza   urbanistica   nelle   quali   sussistono
condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi,
i  comuni  hanno  facolta'  di  riservare, con ordinanza del sindaco,
superfici o spazi di sosta per veicoli  privati  dei  soli  residenti
nella zona, a titolo gratuito od oneroso.
  12.  Per  le  citta' metropolitane le competenze della giunta e del
sindaco   previste   dal   presente    articolo    sono    esercitate
rispettivamente    dalla   giunta   metropolitana   e   dal   sindaco
metropolitano.
  13. Chiunque  non  ottemperi  ai  provvedimenti  di  sospensione  o
divieto  della  circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  14. Chiunque  viola  gli  altri  obblighi,  divieti  o  limitazioni
previsti   nel   presente   articolo,   e'   soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  da  lire  cinquantamila  a
lire duecentomila.
   15.  Nei  casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi
oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa  pecuniaria  e'
applicata  per  ogni  periodo  di  ventiquattro  ore, per il quale si
protrae  la  violazione.  Se  si   tratta   di   sosta   limitata   o
regolamentata,  la  sanzione  amministrativa  e' del pagamento di una
somma da lire trentamila a lire centoventimila e la  sanzione  stessa
e' applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.
                             Art. 8 (a).
                  Circolazione nelle piccole isole
  1. Nelle piccole  isole,  dove  si  trovino  comuni  dichiarati  di
soggiorno  o di cura, qualora la rete stradale extraurbana non superi
50 km e le difficolta' ed i  pericoli  del  traffico  automobilistico
siano  particolarmente  intensi,  il  Ministro  dei  lavori pubblici,
sentite le regioni e i comuni interessati, puo', con proprio decreto,
vietare che, nei mesi di piu' intenso movimento turistico, i  veicoli
appartenenti  a  persone  non facenti parte della popolazione stabile
siano  fatti  affluire   e   circolare   nell'isola.   Con   medesimo
provvedimento possono essere stabilite deroghe al divieto a favore di
determinate categorie di veicoli e di utenti.
  2. Chiunque viola gli obblighi, i divieti e le limitazioni previsti
dal  presente  articolo  e' punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
                               Art. 9.
                   Competizioni sportive su strada
  1. Sulle strade ed aree  pubbliche  sono  vietate  le  competizioni
sportive   con   veicoli   o   animali   e  quelle  atletiche,  salvo
autorizzazione. L'autorizzazione e' rilasciata dal sindaco del comune
in cui devono avere luogo le gare atletiche e  ciclistiche  e  quelle
con  animali o con veicoli a trazione animale. Essa e' rilasciata dal
prefetto per le gare con veicoli a  motore,  sentite  le  federazioni
nazionali   sportive  competenti,  nonche'  per  le  gare  atletiche,
ciclistiche e per le gare  con  animali  o  con  veicoli  a  trazione
animale  che  interessano  piu'  comuni.  Nelle  autorizzazioni  sono
precisate le prescrizioni alle quali le gare sono subordinate.
  2. Le autorizzazioni di cui al comma 1 devono essere richieste  dai
promotori  almeno  quindici  giorni  prima  della  manifestazione per
quelle di competenza del sindaco e almeno  trenta  giorni  prima  per
quelle  di  competenza  del prefetto e possono essere concesse previo
nulla osta dell'ente proprietario della strada.
  3. Per le autorizzazioni di competenza  del  prefetto  i  promotori
delle  competizioni  motoristiche devono richiedere il nulla osta per
la loro effettuazione al Ministero dei lavori pubblici, allegando  il
preventivo  parere  del  C.O.N.I.  Per consentire la formulazione del
programma delle competizioni da svolgere nel corso dell'anno, qualora
venga riconosciuto il carattere sportivo delle stesse e non si creino
gravi limitazioni al  servizio  di  trasporto  pubblico,  nonche'  al
traffico  ordinario,  i  promotori  devono avanzare le loro richieste
entro il trentuno dicembre dell'anno precedente.
  4. L'autorizzazione per l'effettuazione delle competizioni previste
dal  programma  di  cui  al  comma  3  deve  essere  richiesta   alla
prefettura,  almeno  trenta  giorni  prima  della data fissata per la
competizione, ed e' subordinata  al  rispetto  delle  norme  tecnico-
sportive  e  di sicurezza vigenti e all'esito favorevole del collaudo
del percorso di gara e delle attrezzature relative, effettuato da  un
tecnico   dell'ente   proprietario   della   strada,   assistito  dai
rappresentanti dei Ministeri dell'interno, dei lavori  pubblici,  dei
trasporti,   unitamente   ai  rappresentanti  degli  organi  sportivi
competenti e dei promotori. Tale collaudo puo' essere omesso  quando,
anziche'  di  gare di velocita', si tratti di gare di regolarita' per
le quali non sia ammessa una velocita' media eccedente 50 km/h  sulle
tratte  da  svolgersi sulle strade aperte al traffico e 80 km/h sulle
tratte da svolgersi sulle strade  chiuse  al  traffico;  il  collaudo
stesso  e'  sempre  necessario  per le tratte in cui siano consentite
velocita' superiori ai detti limiti.
  5. Nei casi in cui, per motivate necessita', si debba inserire  una
competizione  non  prevista  nel  programma,  i  promotori,  prima di
chiedere l'autorizzazione di cui al comma  4,  devono  richiedere  al
Ministero  dei lavori pubblici il nulla osta di cui al comma 3 almeno
sessanta giorni prima della competizione. Il prefetto puo'  concedere
l'autorizzazione  a  spostare  la  data di effettuazione indicata nel
programma quando gli organi sportivi competenti lo richiedano per mo-
tivate necessita', dandone  comunicazione  al  Ministero  dei  lavori
pubblici.
  6.  L'autorizzazione  della prefettura e' altresi' subordinata alla
stipula, da parte dei promotori, di un contratto di assicurazione per
la responsabilita' civile di cui all'art. 3 della legge  24  dicembre
1969,   n.  990,  e  successive  modificazioni  e  integrazioni  (a).
L'assicurazione   deve   coprire    altresi'    la    responsabilita'
dell'organizzazione  e  degli  altri  obbligati  per i danni comunque
causati alle  strade  e  alle  relative  attrezzature.  I  limiti  di
garanzia sono previsti dalla normativa vigente.
  7.   Al   termine   di   ogni  competizione  il  prefetto  comunica
tempestivamente al Ministero  dei  lavori  pubblici,  ai  fini  della
predisposizione  del  programma  per l'anno successivo, le risultanze
della competizione precisando le eventuali inadempienze rispetto alla
autorizzazione  e  l'eventuale   verificarsi   di   inconvenienti   o
incidenti.
  8.  Chiunque  organizza  una  competizione  sportiva  indicata  nel
presente articolo senza esserne  autorizzato  nei  modi  previsti  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire duecentomila a lire ottocentomila, se si tratta di  competizione
sportiva  atletica,  ciclistica o con animali, ovvero di una somma da
lire unmilione a lire quattromilioni, se si  tratta  di  competizione
sportiva   con   veicoli   a   motore.   In   ogni  caso  l'autorita'
amministrativa  dispone  l'immediato   divieto   di   effettuare   la
competizione,  secondo  le  norme  di  cui al capo I, sezione II, del
titolo VI.
  9. Chiunque non ottemperi agli obblighi, divieti  o  limitazioni  a
cui   il   presente   articolo   subordina   l'effettuazione  di  una
competizione sportiva, e risultanti dalla relativa autorizzazione, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire  centomila a lire quattrocentomila, se si tratta di competizione
sportiva atletica, ciclistica o con animali, ovvero di una  somma  da
lire  duecentomila a lire ottocentomila, se si tratta di competizione
sportiva con veicoli a motore.
                            Art. 10 (a).
   Veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalita'
  1. E' eccezionale il veicolo che (( nella propria configurazione di
marcia )) superi, per specifiche esigenze  funzionali,  i  limiti  di
sagoma o massa stabiliti negli articoli 61 e 62.
  2. E' considerato trasporto in condizioni di eccezionalita':
    a)  il trasporto di una o piu' cose indivisibili che, per le loro
dimensioni,  determinano  eccedenza  rispetto  ai  limiti  di  sagoma
stabiliti  dall'art.  61,  ma sempre nel rispetto dei limiti di massa
stabiliti nell'art. 62; insieme  con  le  cose  indivisibili  possono
essere  trasportate  anche  altre cose non eccedenti per dimensioni i
limiti dell'art. 61, sempreche' non  vengano  superati  i  limiti  di
massa stabiliti dall'art. 62;
    b)  il  trasporto  di  blocchi  di pietre naturali o di manufatti
indivisibili (( prodotti siderurgici e industriali compresi i coils e
i limitati grezzi, )) eseguito con  veicoli  eccezionali,  fino  alla
concorrenza  della massa complessiva riportata nelle rispettive carte
di circolazione e comunque in numero  non  superiore  a  tre  unita',
purche'  almeno  un  carico delle cose indicate richieda l'impiego di
veicoli eccezionali e la predetta massa complessiva non sia superiore
a 40 t se isolati ed 86 t se complessi; i richiamati limiti di  massa
possono essere superati nel solo caso in cui sia trasportato un unico
pezzo indivisibile.
(( 3. E' considerato trasporto in condizioni di eccezionalita'     ))
(( anche quello effettuato con veicoli:                            ))
(( a) il cui carico indivisibile sporge posteriormente oltre la    ))
(( sagoma del veicolo di piu' di 3/10 della lunghezza del veicolo  ))
(( stesso;                                                         ))
(( b) che, pur avendo un carico indivisibile sporgente             ))
(( posteriormente meno di 3/10, hanno lunghezza, compreso il       ))
(( carico, superiore alla sagoma limite in lunghezza propria di    ))
(( ciascuna categoria di veicoli;                                  ))
(( c) il cui carico indivisibile sporge anteriormente oltre la     ))
(( sagoma del veicolo;                                             ))
(( d) isolati o costituenti autotreno, ovvero autoarticolati,      ))
(( purche' il carico non sporga anteriormente dal semirimorchio,   ))
(( caratterizzati in modo permanente da particolari attrezzature   ))
(( risultanti dalle rispettive carte di circolazione, destinati    ))
(( esclusivamente al trasporto di veicoli che eccedono i limiti    ))
(( previsti dall'art. 61;                                          ))
(( e) isolati o costituenti autotreno ovvero autoarticolati        ))
(( allestiti per il trasporto esclusivo di containers, o casse     ))
(( mobili di tipo unificato eccedenti le dimensioni stabilite      ))
(( dall'art. 61 o le masse stabilite nell'art. 62;                 ))
(( f) mezzi d'opera definiti all'art. 54, comma 1, lettera n),     ))
(( quando eccedono i limiti di massa stabiliti dall'art. 62; ))    ))
(( g) con carrozzeria ad altezza variabile che effettuano          ))
(( trasporti di animali vivi. ))                                   ))
  4.  Si  intendono  per  cose  indivisibili,  ai fini delle presenti
norme, quelle per le quali la  riduzione  delle  dimensioni  o  delle
masse,  entro  i  limiti  degli articoli 61 o 62, puo' recare danni o
compromettere la funzionalita'  delle  cose  ovvero  pregiudicare  la
sicurezza del trasporto.
  5.  I  veicoli  eccezionali  possono  essere  utilizzati solo dalle
aziende che esercitano ai sensi di legge  l'attivita'  del  trasporto
eccezionale   ((  ovvero  in  uso  proprio  per  necessita'  inerenti
l'attivita' aziendale; ))  l'immatricolazione  degli  stessi  veicoli
potra'  avvenire  solo  a  nome e nella disponibilita' delle predette
aziende.
  6. I trasporti ed i veicoli eccezionali sono soggetti  a  specifica
autorizzazione alla circolazione, rilasciata dall'ente proprietario o
concessionario  per  le autostrade, strade statali e militari e dalle
regioni per la  rimanente  rete  viaria.  ((  Non  sono  soggetti  ad
autorizzazione i veicoli: ))
(( a) di cui al comma 3, lettera d), quando, ancorche' per         ))
(( effetto del carico, non eccedano in altezza 4,20 m e non        ))
(( eccedano in lunghezza di oltre il 12%, con il limite massimo di ))
(( 13,44 m per gli autoveicoli isolati, 20,16 m per gli            ))
(( autotreni e 17,36 m per gli autoarticolati; tale eccedenza puo' ))
(( essere anteriore e posteriore oppure soltanto posteriore, per i ))
(( veicoli isolati o costituenti autotreno, e soltanto posteriore  ))
(( per gli autoarticolati, a condizione che chi esegue il          ))
(( trasporto verifichi che nel percorso siano comprese             ))
(( esclusivamente strade o tratti di strada aventi le              ))
(( caratteristiche indicate nell'art. 167, comma 4;                ))
(( b) di cui al comma 3, lettera e) e lettera g), quando non       ))
(( eccedano l'altezza di 4,30 m con il carico e le altre           ))
(( dimensioni stabilite dall'art. 61 o le masse stabilite          ))
(( dall'art. 62, a condizione che chi esegue il trasporto          ))
(( verifichi che nel percorso siano comprese esclusivamente strade ))
(( o tratti di strada aventi le caratteristiche indicate nell'art. ))
(( 167, comma 4.                                                   ))
  7.  I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera n), classificati
mezzi  d'opera  e  che  eccedono  i   limiti   di   massa   stabiliti
nell'articolo   62,   non   sono   soggetti  ad  autorizzazione  alla
circolazione a condizione che:
    a) non superino i limiti di massa indicati nel comma 8 e comunque
i limiti dimensionali dell'art. 61;
    b) circolino nelle strade o in tratti di strade che nell'archivio
di cui all'art. 226 risultino transitabili  per  detti  mezzi,  fermo
restando quanto stabilito dal comma 4 dello stesso art. 226;
    c)  da  parte di chi esegue il trasporto sia verificato che lungo
il percorso non esistano limitazioni di massa totale a pieno carico o
per asse segnalate dai prescritti cartelli;
    d) per essi sia stato corrisposto l'indennizzo di  usura  di  cui
all'art. 34.
  Qualora non siano rispettate le condizioni di cui alle lettere a) ,
b)  e c) i suddetti mezzi devono richiedere l'apposita autorizzazione
prevista per tutti gli altri trasporti eccezionali.
  8. La massa massima complessiva a pieno carico dei  mezzi  d'opera,
purche' l'asse piu' caricato non superi le 13 t, non puo' eccedere:
    a) veicoli a motore isolati:
    1. due assi: 20 t;
    2. tre assi: 33 t;
    3. quattro o piu' assi, con due assi anteriori direzionali: 40 t;
    b) complessi di veicoli:
    1. quattro assi: 44 t;
    2. cinque o piu' assi: 56 t;
    3.  cinque  o  piu'  assi,  per  il  trasporto di calcestruzzo in
betoniera: 54 t.
  9. L'autorizzazione e' rilasciata o volta  per  volta  o  per  piu'
transiti  o  per  determinati periodi di tempo nei limiti della massa
massima   tecnicamente   ammissibile.   ((   Nel   provvedimento   di
autorizzazione  possono  essere  imposti  percorsi prestabiliti ed un
servizio di scorta della  polizia  stradale  o  tecnica,  secondo  le
modalita'  e nei casi stabiliti dal regolamento. Qualora sia prevista
la scorta della  polizia  stradale,  questa,  ove  le  condizioni  di
traffico  e  la  sicurezza  stradale  lo consentano, puo' autorizzare
l'impresa ad avvalersi, in sua vece, della scorta tecnica, secondo le
modalita' stabilite nel regolamento. ))
  10. L'autorizzazione puo' essere data solo quando  sia  compatibile
con la conservazione delle sovrastrutture stradali, con la stabilita'
dei  manufatti e con la sicurezza della circolazione. In essa (( sono
indicate le prescrizioni )) nei riguardi della sicurezza stradale. Se
il trasporto eccezionale e' causa di maggiore usura della  strada  in
relazione  al  tipo  di  veicolo, alla distribuzione del carico sugli
assi e al periodo di tempo o al numero dei transiti per  i  quali  e'
richiesta   l'autorizzazione,   deve   altresi'   essere  determinato
l'ammontare  dell'indennizzo,  dovuto  all'ente  proprietario   della
strada,  con  le modalita' previste dal comma 17. L'autorizzazione e'
comunque subordinata al pagamento delle spese relative agli eventuali
accertamenti tecnici preventivi e alla  organizzazione  del  traffico
eventualmente  necessaria  per  l'effettuazione del trasporto nonche'
alle opere di rafforzamento necessarie.
  11. L'autorizzazione alla circolazione  non  e'  prescritta  per  i
veicoli eccezionali di cui al comma 1 quando circolano senza superare
nessuno  dei  limiti  stabiliti  dagli  articoli  61  e  62  e quando
garantiscono il rispetto della iscrizione nella  fascia  di  ingombro
prevista dal regolamento.
  12.  Non  costituisce  trasporto  eccezionale,  e  pertanto  non e'
soggetto alla relativa autorizzazione, il traino di veicoli in avaria
non eccedenti i  limiti  dimensionali  e  di  massa  stabiliti  dagli
articoli  61  o  62,  quando  tale  traino sia effettuato con veicoli
rispondenti alle caratteristiche costruttive  e  funzionali  indicate
nel  regolamento  e  sia  limitato  al  solo  itinerario necessario a
raggiungere la piu' vicina officina.
  13. Non costituisce altresi' trasporto eccezionale l'autoarticolato
il cui semirimorchio e' allestito con gruppo frigorifero autorizzato,
sporgente anteriormente a sbalzo, a condizione che il  complesso  non
ecceda le dimensioni stabilite dall'art. 61.
  14.  I  veicoli  per  il trasporto di persone che per specificate e
giustificate esigenze funzionali superino le dimensioni  o  le  masse
stabilite  dagli  articoli 61 o 62 sono compresi tra i veicoli di cui
al comma 1. I predetti  veicoli,  qualora  utilizzino  i  sistemi  di
propulsione  ad  alimentazione  elettrica,  sono  esenti  dal  titolo
autorizzativo allorche' presentano un'eccedenza in lunghezza rispetto
all'art. 61 dovuta all'asta di presa  di  corrente  in  posizione  di
riposo.  L'immatricolazione,  ove  ricorra,  e  l'autorizzazione allo
impiego potranno avvenire solo  a  nome  e  nella  disponibilita'  di
imprese autorizzate ad effettuare il trasporto di persone.
  15. L'autorizzazione non puo' essere accordata per i motoveicoli ed
e'  comunque  vincolata  ai  limiti  di  massa e alle prescrizioni di
esercizio indicate nella carta di circolazione prevista dall'art. 93.
  16. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche costruttive e
funzionali dei veicoli eccezionali e di quelli adibiti  al  trasporto
eccezionale, nonche' dei mezzi d'opera.
  17.  Nel  regolamento  sono  stabilite le modalita' per il rilascio
delle autorizzazioni per l'esecuzione dei trasporti eccezionali,  ivi
comprese  le  eventuali  tolleranze,  l'ammontare dell'indennizzo nel
caso  di  trasporto  eccezionale  per  massa,  e  i  criteri  per  la
imposizione  della  scorta tecnica o della scorta della polizia della
strada.
  18. Chiunque, senza aver ottenuto l'autorizzazione, esegua uno  dei
trasporti eccezionali indicati nei commi 2, 3 e 7, ovvero circoli con
uno  dei  veicoli  eccezionali indicati nel comma 1, e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  unmilione
a lire quattromilioni.
  19.  Chiunque  esegua  trasporti  eccezionali ovvero circoli con un
veicolo eccezionale, senza osservare (( le prescrizioni ))  stabilite
nell'autorizzazione,  e'  soggetto  alla  sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  20. Chiunque,  avendola  ottenuta,  circoli  senza  avere  con  se'
l'autorizzazione   e'   soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.  Il
viaggio potra' proseguire solo dopo l'esibizione dell'autorizzazione;
questa non sana l'obbligo di corrispondere la somma dovuta.
  21. Chiunque adibisce mezzi d'opera al trasporto di cose diverse da
quelle  previste  nell'art. 54, comma 1, lettera n), e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
cinquecentomila  a  lire duemilioni (( e alla sanzione amministrativa
accessoria della )) sospensione della carta di circolazione da uno  a
sei  mesi. La carta di circolazione e' ritirata immediatamente da chi
accerta  la  violazione  e  trasmessa,  senza  ritardo,   all'ufficio
provinciale  della Direzione generale della M.C.T.C. che adottera' il
provvedimento di sospensione. Alla terza violazione, accertata in  un
periodo  di  cinque  anni,  e'  disposta  la  revoca,  sulla carta di
circolazione, della qualifica di mezzo d'opera.
  22. Chiunque transita con un mezzo d'opera in eccedenza  ai  limiti
di  massa  stabiliti nell'art. 62 sulle strade e sulle autostrade non
percorribili ai sensi del presente articolo e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire duemilioni.
  23.  Le  sanzioni  amministrative pecuniarie previste nei commi 18,
19, 21 e 22 si applicano sia al conducente che  al  proprietario  del
veicolo,  nonche'  al  committente  quando  si  tratta  di  trasporto
eseguito per suo conto esclusivo.
  24. Dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste nei commi 18,
19, 21 e 22 consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria  della
sospensione  della  patente di guida del conducente per un periodo da
quindici a sessanta giorni, nonche' la  sospensione  della  carta  di
circolazione  del  veicolo da uno a sei mesi, secondo le norme di cui
al capo I, sezione II, del titolo VI.
  25.  Nelle ipotesi di violazione dei commi 18, 19, 21 e 22 l'agente
accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio fino  a
che  non sia munito dell'autorizzazione, ovvero non abbia ottemperato
alle norme ed alle cautele stabilite nell'autorizzazione; egli  deve,
quando  la  sosta  nel  luogo in cui e' stata accertata la violazione
costituisce intralcio alla circolazione, provvedere a che il  veicolo
sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto
sopra  e'  fatta  menzione  nel  verbale di contestazione. Durante la
sosta la responsabilita' del veicolo e del relativo carico rimane  al
conducente.   Se  le  disposizioni  come  sopra  impartite  non  sono
osservate, la sanzione amministrativa  accessoria  della  sospensione
della patente e' da uno a tre mesi.
(( 26. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle ))
(( macchine agricole eccezionali e alle macchine operatrici        ))
(( eccezionali. ))                                                 ))
                              Art. 11.
                     Servizi di polizia stradale
  1. Costituiscono servizi di polizia stradale:
    a) la prevenzione e l'accertamento delle violazioni in materia di
circolazione stradale;
    b) la rilevazione degli incidenti stradali;
    c) la  predisposizione  e  l'esecuzione  dei  servizi  diretti  a
regolare il traffico;
    d) la scorta per la sicurezza della circolazione;
    e) la tutela e il controllo sull'uso della strada.
  2.  Gli  organi  di  polizia  stradale  concorrono,  altresi', alle
operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere. Possono,
inoltre, collaborare all'effettuazione di rilevazioni per  studi  sul
traffico.
  3.   Ai   servizi   di   polizia  stradale  provvede  il  Ministero
dell'interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne  i
centri  abitati.  Al  Ministero  dell'interno  compete,  altresi', il
coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati.
  4. Gli interessati possono chiedere agli organi di polizia  di  cui
all'art.  12  le  informazioni acquisite relativamente alle modalita'
dell'incidente, alla residenza ed  al  domicilio  delle  parti,  alla
copertura  assicurativa  dei  veicoli  e ai dati di individuazione di
questi ultimi.
                            Art. 12 (a).
            Espletamento dei servizi di polizia stradale
  1. L'espletamento dei servizi  di  polizia  stradale  previsti  dal
presente codice spetta:
    a)  in  via  principale  alla  specialita' Polizia Stradale della
Polizia di Stato;
    b) alla Polizia di Stato;
    c) all'Arma dei carabinieri;
    d) al Corpo della guardia di finanza;
    e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale,  nell'ambito  del
territorio di competenza;
    f)  ai  funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio
di polizia stradale.
  2. L'espletamento dei servizi di cui all'art. 11, comma 1,  lettere
a)  e  b),  spetta  anche  ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia
giudiziaria indicati nell'art.  57,  commi  1  e  2,  del  codice  di
procedura penale.
  3.  La  prevenzione e l'accertamento delle violazioni in materia di
circolazione stradale e la  tutela  e  il  controllo  sull'uso  delle
strade  possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di un
esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal  regolamento  di
esecuzione:
    a)  dal personale dell'Ispettorato generale per la circolazione e
la sicurezza stradale, dell'Amministrazione centrale e periferica del
Ministero  dei  lavori  pubblici,  della  Direzione  generale   della
motorizzazione  civile e dei trasporti in concessione appartenente al
Ministero dei trasporti e dal personale dell'A.N.A.S.;
    b) dal personale degli uffici competenti in materia di viabilita'
delle regioni,  delle  province  e  dei  comuni,  limitatamente  alle
violazioni  commesse  sulle  strade  di  proprieta' degli enti da cui
dipendono;
    c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi
la  qualifica  o  le  funzioni  di  cantoniere,  limitatamente   alle
violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade affidate alla
loro sorveglianza;
    d) dal personale delle Ferrovie dello Stato e delle ferrovie e ((
tranvie  ))  in  concessione,  che  espletano mansioni ispettive o di
vigilanza, nell'esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle
violazioni   commesse   nell'ambito   dei    passaggi    a    livello
dell'amministrazione di appartenenza;
    e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal
Ministero  dei  trasporti,  nell'ambito delle aree di cui all'art. 6,
comma 7.
(( f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto,           ))
(( dipendenti dal Ministero della marina mercantile, nell'ambito   ))
(( delle aree di cui all'art. 6, comma 7. ))                       ))
  4. La scorta e l'attuazione dei servizi diretti  ad  assicurare  la
marcia  delle  colonne  militari  spetta,  inoltre,  agli  ufficiali,
sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate,  appositamente
qualificati   con   specifico   attestato  rilasciato  dall'autorita'
militare competente.
  5.  I  soggetti indicati nel presente articolo, quando non siano in
uniforme, per espletare i propri compiti di polizia  stradale  devono
fare   uso  di  apposito  segnale  distintivo,  conforme  al  modello
stabilito nel regolamento.
									TITOLO II*DELLA COSTRUZIONE E TUTELA*DELLE STRADE*Capo I*COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE ED AREE PUBBLICHE*
Art. 13 (a). Norme per la costruzione e la gestione delle strade 1. Il Ministro dei lavori pubblici, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici ed il Consiglio nazionale delle ricerche, emana entro un anno dalla entrata in vigore del presente codice, sulla base della classificazione di cui all'art. 2, le norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo e il collaudo delle strade, dei relativi impianti e servizi ad eccezione di quelle di esclusivo uso militare. Le norme devono essere improntate alla sicurezza della circolazione di tutti gli utenti della strada, alla riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico per la salvaguardia degli occupanti gli edifici adiacenti le strade ed al rispetto dell'ambiente e di immobili di notevole pregio architettonico o storico. Le norme che riguardano la riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico sono emanate nel rispetto delle direttive e degli atti di indirizzo del Ministero dell'ambiente, che viene richiesto di specifico concerto nei casi previsti dalla legge. 2. La deroga alle norme di cui al comma 1 e' consentita solo per le strade esistenti allorquando particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non ne consentono l'adeguamento, sempre che sia assicurata la sicurezza stradale e siano comunque evitati inquinamenti. 3. Le norme di cui al comma 1 sono aggiornate ogni tre anni. 4. Il Ministro dei lavori pubblici, entro due anni dalla entrata in vigore del presente codice, emana, con i criteri e le modalita' di cui al comma 1, le norme per la classificazione delle strade esistenti (( in base alle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali di cui all'art. 2, comma 2. )) 5. Gli enti proprietari delle strade devono classificare la loro rete entro un anno dalla emanazione delle norme di cui al comma 4. (( Gli stessi enti proprietari provvedono alla declassificazione delle strade di loro competenza, quando le stesse non possiedono piu' le caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali di cui all'art. 2, comma 2. )) 6. Gli enti proprietari delle strade sono obbligati ad istituire e tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e le loro pertinenze secondo le modalita' stabilite con apposito decreto che il Ministro dei lavori pubblici emana sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Consiglio nazionale delle ricerche. Nel catasto dovranno essere compresi anche gli impianti e i servizi permanenti connessi alle esigenze della circolazione stradale. 7. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad effettuare rilevazioni del traffico per l'acquisizione di dati che abbiano validita' temporale riferita all'anno nonche' per adempiere agli obblighi assunti dall'Italia in sede internazionale. 8. Ai fini dell'attuazione delle incombenze di cui al presente articolo, l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, di cui all'art. 35, comma 3, ha il compito di acquisire i dati dell'intero territorio nazionale, elaborarli e pubblicizzarli annualmente, nonche' comunicarli agli organismi internazionali. Detta struttura cura altresi' che i vari enti ottemperino alle direttive, norme e tempi fissati nel presente articolo e nei relativi decreti.
                            Art. 14 (a).
        Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade
  1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo  di  garantire  la
sicurezza e la fluidita' della circolazione, provvedono:
    a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro
pertinenze e arredo, nonche' delle attrezzature, impianti e servizi;
    b)  al  controllo tecnico dell'efficienza delle strade e relative
pertinenze;
    c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.
  2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre:
    a) al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di cui al
presente titolo;
    b)  ((  alla  segnalazione  agli  organi  di  polizia  ))   delle
violazioni  alle  disposizioni di cui al presente titolo e alle altre
norme ad esso attinenti, nonche' alle  prescrizioni  contenute  nelle
autorizzazioni e nelle concessioni.
  3.  Per  le  strade  in  concessione i poteri e i compiti dell'ente
proprietario  della  strada  previsti  dal   presente   codice   sono
esercitati dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito.
  4.  Per  le  strade  vicinali  di cui all'art. 2, comma 7, i poteri
dell'ente proprietario previsti dal presente codice  sono  esercitati
dal comune.
                              Art. 15.
                            Atti vietati
  1. Su tutte le strade e loro pertinenze e' vietato:
    a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni  e  gli
impianti  che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od
occupare la piattaforma e le pertinenze o creare  comunque  stati  di
pericolo per la circolazione;
    b)  danneggiare,  spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica
stradale ed ogni altro manufatto ad essa attinente;
    c) impedire il libero deflusso delle acque nei fossi  laterali  e
nelle relative opere di raccolta e di scarico;
    d)  impedire  il libero deflusso delle acque che si scaricano sui
terreni sottostanti;
    e) far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali  con
l'osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali;
    f)  gettare  o  depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie,
insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze;
    g) apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote
dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni;
    h) scaricare, senza  regolare  concessione,  nei  fossi  e  nelle
cunette  materiali  o  cose  di qualsiasi genere o incanalare in essi
acque di qualunque natura;
    i) gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.
  2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere (( a),
b) e g) )) , e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
  3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere (( c),
d)  ,  e), f), h) ed i) )) , e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire trentamila a lire centoventimila.
  4. Dalle violazioni di cui ai commi 2  e  3  consegue  la  sanzione
amministrativa  accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 16 (a).
       Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilita'
             nelle intersezioni fuori dei centri abitati
  1. Ai proprietari o aventi diritto  dei  fondi  confinanti  con  le
proprieta' stradali fuori dei centri abitati e' vietato:
    a)  aprire  canali,  fossi  ed eseguire qualunque escavazione nei
terreni laterali alle strade;
(( b) costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente alle strade, ))
(( edificazioni di qualsiasi tipo e materiale; ))                  ))
    c) impiantare alberi  lateralmente  alle  strade,  siepi  vive  o
piantagioni ovvero recinzioni.
(( Il regolamento, in relazione alla tipologia dei divieti         ))
(( indicati, alla classificazione di cui all'art. 2, comma 2,      ))
(( nonche' alle strade vicinali, determina le distanze dal confine ))
(( stradale entro le quali vigono i divieti di cui sopra,          ))
(( prevedendo, altresi', una particolare disciplina per le aree    ))
(( fuori dai centri abitati ma entro le zone previste come         ))
(( edificabili o trasformabili dagli strumenti urbanistici.        ))
(( Restano comunque ferme le disposizioni di cui agli artt. 892 e  ))
(( 893 del codice civile )) (b) .                                  ))
  2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto  indicate  nel  comma  1, lettere b) e c), devesi aggiungere
l'area di visibilita' determinata dal triangolo avente due lati sugli
allineamenti delimitanti le  fasce  di  rispetto,  la  cui  lunghezza
misurata  a  partire  dal  punto  di  intersezione degli allineamenti
stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento, e
il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi.
  3. In corrispondenza e all'interno degli  svincoli  e'  vietata  la
costruzione  di  ogni genere di manufatti in elevazione e le fasce di
rispetto da associare alle rampe esterne devono essere  quelle  rela-
tive  alla categoria di strada di minore importanza tra quelle che si
intersecano.
  4. Chiunque viola le  disposizioni  del  presente  articolo  e  del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  5.  La  violazione  delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa  del  ripristino  dei luoghi a proprie spese, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 17.
       Fasce di rispetto nelle curve fuori dei centri abitati
  1.  Fuori  dei  centri  abitati,  all'interno  delle  curve  devesi
assicurare,  fuori della proprieta' stradale, una fascia di rispetto,
inibita  a  qualsiasi  tipo  di  costruzione,   di   recinzione,   di
piantagione,   di  deposito,  osservando  le  norme  determinate  dal
regolamento in relazione all'ampiezza della curvatura.
  2. All'esterno delle  curve  si  osservano  le  fasce  di  rispetto
stabilite per le strade in rettilineo.
  3.  Chiunque  viola  le  disposizioni  del  presente articolo e del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  4. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa  accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 18.
     Fasce di rispetto ed aree di visibilita' nei centri abitati
  1. Nei centri abitati, per le nuove costruzioni,  ricostruzioni  ed
ampliamenti, le fasce di rispetto a tutela delle strade, misurate dal
confine stradale, non possono avere dimensioni inferiori a quelle in-
dicate nel regolamento in relazione alla tipologia delle strade.
  2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto indicate nel comma 1 devesi aggiungere l'area di visibilita'
determinata   dal   triangolo  avente  due  lati  sugli  allineamenti
delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire
dal punto di intersezione  degli  allineamenti  stessi  sia  pari  al
doppio delle distanze stabilite nel regolamento a seconda del tipo di
strada,  e il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti
estremi.
  3. In corrispondenza di intersezioni stradali a livelli sfalsati e'
vietata la costruzione di ogni  genere  di  manufatti  in  elevazione
all'interno  dell'area  di intersezione che pregiudichino, a giudizio
dell'ente proprietario, la funzionalita' dell'intersezione  stessa  e
le  fasce  di  rispetto da associare alle rampe esterne devono essere
quelle relative alla categoria di strada  di  minore  importanza  tra
quelle che si intersecano.
  4.  Le  recinzioni  e  le piantagioni dovranno essere realizzate in
conformita' ai  piani  urbanistici  e  di  traffico  e  non  dovranno
comunque  ostacolare  o  ridurre,  a  giudizio dell'ente proprietario
della strada, il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza
della circolazione.
  5. Chiunque viola le  disposizioni  del  presente  articolo  e  del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  6.  La  violazione  delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa  del  ripristino  dei luoghi a proprie spese, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 19.
                 Distanze di sicurezza dalle strade
  1. La distanza dalle strade da osservare nella costruzione di  tiri
a  segno, di opifici o depositi di materiale esplosivo, gas o liquidi
infiammabili, di cave coltivate mediante l'uso di esplosivo,  nonche'
di  stabilimenti  che  interessino  comunque la sicurezza o la salute
pubblica o la regolarita' della circolazione stradale,  e'  stabilita
dalle  relative  disposizioni  di  legge  e,  in difetto di esse, dal
prefetto, previo parere tecnico degli enti proprietari della strada e
dei vigili del fuoco.
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
unmilione a lire quattromilioni.
  3.  La  violazione  delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa  del  ripristino  dei luoghi a proprie spese, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 20 (a).
                   Occupazione della sede stradale
  1. Sulle strade di tipo (( A), B), C) e D) )) e' vietata ogni  tipo
di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con
veicoli,  baracche,  tende  e  simili;  sulle strade di tipo E) ed F)
l'occupazione della ((  carreggiata  ))  puo'  essere  autorizzata  a
condizione  che  venga  predisposto  un itinerario alternativo per il
traffico.
  2. L'ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni,  anche
a carattere provvisorio, non e' consentita, fuori dei centri abitati,
sulle fasce di rispetto previste per le recinzioni dal regolamento.
  3. Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di
cui   agli   articoli   ed  ai  commi  precedenti,  l'occupazione  di
marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni puo'
essere  consentita  fino  ad  un  massimo  della  meta'  della   loro
larghezza,  purche'  in  adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga
libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m.
Le  occupazioni  non  possono  comunque  ricadere   all'interno   dei
triangoli  di  visibilita'  delle  intersezioni,  di cui all'art. 18,
comma 2. (( Nelle zone di rilevanza storico-ambientale ovvero  quando
sussistano  particolari  caratteristiche  geometriche della strada, i
comuni, limitatamente alle occupazioni gia' esistenti  alla  data  di
entrata  in  vigore del codice, possono autorizzare l'occupazione dei
marciapiedi  in  deroga  alle  disposizioni  del  presente  comma,  a
condizione  che  sia  garantita una zona adeguata per la circolazione
dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacita' motoria.
))
  4. Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale,  ovvero,  avendo
ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire duecentomila a lire ottocentomila.
  5. La violazione di cui ai commi 2,  3  e  4  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell' obbligo per l'autore della violazione
stessa  di  rimuovere  le  opere  abusive a proprie spese, secondo le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 21.
                 Opere, depositi e cantieri stradali
  1. Senza preventiva autorizzazione o concessione  della  competente
autorita' di cui all'articolo 26 e' vietato eseguire opere o depositi
e  aprire  cantieri  stradali,  anche temporanei, sulle strade e loro
pertinenze, nonche' sulle relative fasce di rispetto e sulle aree  di
visibilita'.
  2. Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate
alla  circolazione  o alla sosta di veicoli e di pedoni deve adottare
gli accorgimenti necessari per la  sicurezza  e  la  fluidita'  della
circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di
notte.  Deve  provvedere  a  rendere  visibile,  sia di giorno che di
notte, il  personale  addetto  ai  lavori  esposto  al  traffico  dei
veicoli.
  3. Il regolamento stabilisce le norme relative alle modalita' ed ai
mezzi  per  la  delimitazione  e  la  segnalazione dei cantieri, alla
realizzabilita' della visibilita' sia di  giorno  che  di  notte  del
personale  addetto ai lavori, nonche' agli accorgimenti necessari per
la regolazione del traffico, nonche' le modalita' di svolgimento  dei
lavori nei cantieri stradali.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo, quelle del
regolamento,  ovvero  le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni,
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da lire unmilione a lire quattromilioni.
  5.  La  violazione  delle suddette disposizioni importa la sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo della  rimozione  delle  opere
realizzate,  a  carico  dell'autore  delle  stesse e a proprie spese,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 22.
                        Accessi e diramazioni
  1. Senza la preventiva autorizzazione dell'ente proprietario  della
strada non possono essere stabiliti nuovi accessi e nuove diramazioni
dalla  strada  ai  fondi  o fabbricati laterali, ne' nuovi innesti di
strade soggette a uso pubblico o privato.
  2. Gli accessi o le diramazioni gia' esistenti,  ove  provvisti  di
autorizzazione,  devono  essere  regolarizzati  in  conformita'  alle
prescrizioni di cui al presente titolo.
  3. I passi  carrabili  devono  essere  individuati  con  l'apposito
segnale, previa autorizzazione dell'ente proprietario.
  4.  Sono  vietate  trasformazioni  di accessi o di diramazioni gia'
esistenti  e  variazioni  nell'uso  di   questi,   salvo   preventiva
autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
  5.  Il regolamento determina i casi in cui l'ente proprietario puo'
negare l'autorizzazione di cui al comma 1.
  6.  Chiunque  ha  ottenuto  l'autorizzazione  deve   realizzare   e
mantenere, ove occorre, le opere sui fossi laterali senza alterare la
sezione dei medesimi, ne' le caratteristiche plano-altimetriche della
sede stradale.
  7.   Il  regolamento  indica  le  modalita'  di  costruzione  e  di
manutenzione degli accessi e delle diramazioni.
  8.  Il  rilascio  dell'autorizzazione  di  accessi  a  servizio  di
insediamenti  di  qualsiasi tipo e' subordinato alla realizzazione di
parcheggi nel rispetto delle normative vigenti in materia.
  9. Nel caso di proprieta' naturalmente incluse o risultanti tali  a
seguito di costruzioni o modifiche di opere di pubblica utilita', nei
casi  di impossibilita' di regolarizzare in linea tecnica gli accessi
esistenti, nonche' in caso di forte densita' degli accessi  stessi  e
ogni  qualvolta  le  caratteristiche  plano-altimetriche  nel  tratto
stradale interessato dagli accessi  o  diramazioni  non  garantiscano
requisiti  di  sicurezza  e  fluidita'  per  la  circolazione, l'ente
proprietario della strada rilascia l'autorizzazione per  l'accesso  o
la  diramazione  subordinatamente  alla  realizzazione di particolari
opere quali innesti attrezzati,  intersezioni  a  livelli  diversi  e
strade  parallele,  anche se le stesse, interessando piu' proprieta',
comportino la costituzione di consorzi obbligatori per la costruzione
e la manutenzione delle opere stesse.
  10. Il Ministro dei lavori pubblici stabilisce con proprio decreto,
per ogni strada o per ogni tipo di strada da considerare in  funzione
del   traffico   interessante   le  due  arterie  intersecantisi,  le
caratteristiche  tecniche  da  adottare  nella  realizzazione   degli
accessi  e  delle  diramazioni,  nonche'  le  condizioni  tecniche  e
amministrative che dovranno dall'ente proprietario  essere  tenute  a
base dell'eventuale rilascio dell'autorizzazione. E' comunque vietata
l'apertura di accessi lungo le rampe di intersezioni sia a raso che a
livelli  sfalsati,  nonche'  lungo  le  corsie  di accelerazione e di
decelerazione.
  11.  Chiunque  apre  nuovi  accessi  o  nuove diramazioni ovvero li
trasforma  o  ne  varia  l'uso   senza   l'autorizzazione   dell'ente
proprietario, oppure mantiene in esercizio accessi preesistenti privi
di  autorizzazione,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa del
pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.  La
violazione importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo
del  ripristino  dei  luoghi,  a  carico dell'autore della violazione
stessa e a proprie spese, secondo le norme del capo  I,  sezione  II,
del  titolo  VI.  La  sanzione  accessoria non si applica se le opere
effettuate  possono  essere  regolarizzate  mediante   autorizzazione
successiva. Il rilascio di questa non esime dall'obbligo di pagamento
della sanzione amministrativa pecuniaria.
  12.  Chiunque  viola  le altre disposizioni del presente articolo e
del  regolamento  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 23 (a).
               Pubblicita' sulle strade e sui veicoli
  1. Lungo le strade o in vista di esse e' vietato collocare insegne,
cartelli, manifesti, impianti  di  pubblicita'  o  propaganda,  segni
orizzontali  reclamistici,  sorgenti  luminose,  visibili dai veicoli
transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori,  disegno
e   ubicazione  possono  ingenerare  confusione  con  la  segnaletica
stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne
la visibilita' o l'efficacia, ovvero arrecare  disturbo  visivo  agli
utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo
per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non
devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione
delle  persone  invalide.  Sono,  altresi',  vietati i cartelli e gli
altri mezzi  pubblicitari  rifrangenti,  nonche'  le  sorgenti  e  le
pubblicita'  luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole
di traffico delle intersezioni canalizzate  e'  vietata  la  posa  di
qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.
  2.  ((  E' vietata l'apposizione di scritte o insegne pubblicitarie
luminose sui veicoli. E'  consentita  quella  di  scritte  o  insegne
pubblicitarie  rifrangenti  )) nei limiti e alle condizioni stabiliti
dal regolamento, purche' sia escluso ogni rischio di abbagliamento  o
di  distrazione  dell'attenzione  nella  guida per i conducenti degli
altri veicoli.
  3.  Lungo  le  strade,  nell'ambito  e  in  prossimita'  di  luoghi
sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o
di  edifici  o di luoghi di interesse storico o artistico, e' vietato
collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari.
  4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari  lungo
le   strade  o  in  vista  di  esse  e'  soggetta  in  ogni  caso  ad
autorizzazione da  parte  dell'ente  proprietario  della  strada  nel
rispetto  delle  presenti  norme.  Nell'interno dei centri abitati la
competenza e' dei comuni, salvo  il  preventivo  nulla  osta  tecnico
dell'ente  proprietario  se  la  strada e' statale, (( regionale )) o
provinciale.
  5. Quando i cartelli e gli altri mezzi  pubblicitari  collocati  su
una  strada  sono  visibili  da  un'altra strada appartenente ad ente
diverso, l'autorizzazione e' subordinata al preventivo nulla osta  di
quest'ultimo.  I  cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo
le  sedi  ferroviarie,  quando  siano  visibili  dalla  strada,  sono
soggetti   alle   disposizioni   del  presente  articolo  e  la  loro
collocazione viene autorizzata dalle  Ferrovie  dello  Stato,  previo
nulla osta dell'ente proprietario della strada.
  6.  Il  regolamento  stabilisce  le  norme  per  le  dimensioni, le
caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade,
le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento
di carburante. (( Nell'interno dei centri abitati, limitatamente alle
strade di tipo E) ed F), per  ragioni  di  interesse  generale  o  di
ordine  tecnico, i comuni hanno la facolta' di concedere deroghe alle
norme  relative  alle  distanze  minime  per  il  posizionamento  dei
cartelli  e  degli  altri  mezzi  pubblicitari,  nel  rispetto  delle
esigenze di sicurezza della circolazione stradale )) .
  7. E' vietata qualsiasi forma di pubblicita' lungo e in vista degli
itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane
principali  e  relativi  accessi.  Su  dette  strade e' consentita la
pubblicita'  nelle  aree  di  servizio  o  di  parcheggio   solo   se
autorizzata  dall'ente  proprietario  e  sempre  che non sia visibile
dalle  stesse.  Sono  consentiti  i  cartelli  indicanti  servizi   o
indicazioni  agli  utenti  purche' autorizzati dall'ente proprietario
delle strade.
  8. E' parimenti vietata la pubblicita', relativa ai  veicoli  sotto
qualsiasi  forma,  che  abbia  un  contenuto,  significato  o fine in
contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice.
(( La pubblicita' fonica  sulle  strade  e'  consentita  agli  utenti
autorizzati  e  nelle  forme  stabilite  dal  regolamento. Nei centri
abitati per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla
a determinate ore od a particolari periodi dell'anno. ))
  9. Per l'adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicita'
attuate all'atto dell'entrata in vigore del presente codice, provvede
il regolamento di esecuzione.
  10. Il Ministro  dei  lavori  pubblici  puo'  impartire  agli  enti
proprietari   delle   strade   direttive   per  l'applicazione  delle
disposizioni  del  presente  articolo  e  di  quelle  attuative   del
regolamento, nonche' disporre, a mezzo di propri organi, il controllo
dell'osservanza delle disposizioni stesse.
  11.  Chiunque  viola le disposizioni del presente articolo e quelle
del  regolamento  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  12.   Chiunque   non   osserva   le   prescrizioni  indicate  nelle
autorizzazioni  previste  dal  presente  articolo  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  13. Dalle violazioni suddette consegue la  sanzione  amministrativa
accessoria  dell'obbligo  a  carico  dell'autore e a proprie spese di
rimuovere tutte le opere, cartelli,  manifesti  ed  ogni  impianto  e
forma  di  pubblicita',  secondo le norme del capo I, sezione II, del
titolo VI. Quando la rimozione importa la necessita' di  entrare  nel
fondo  altrui,  la  rimozione  non puo' avvenire se non dopo quindici
giorni dalla diffida notificata dall'ente proprietario  della  strada
al terzo.
                            Art. 24 (a).
                       Pertinenze delle strade
  1. Le pertinenze stradali sono le parti della strada  destinate  in
modo permanente al servizio o all'arredo funzionale di essa.
  2.  Le  pertinenze stradali sono regolate dalle presenti norme e da
quelle del regolamento e si distinguono in pertinenze di esercizio  e
pertinenze di servizio.
  3.  Sono  pertinenze  di  esercizio  quelle che costituiscono parte
integrante  della  strada  o  ineriscono  permanentemente  alla  sede
stradale.
  4.  Sono pertinenze di servizio le aree di servizio, con i relativi
manufatti per il rifornimento ed il ristoro degli utenti, le aree  di
parcheggio,  le aree ed i fabbricati per la manutenzione delle strade
o comunque destinati dall'ente  proprietario  della  strada  in  modo
permanente  ed  esclusivo al servizio della strada e dei suoi utenti.
Le pertinenze di servizio  sono  determinate,  secondo  le  modalita'
fissate  nel regolamento, dall'ente proprietario della strada in modo
che non intralcino la circolazione o limitino la visibilita'.
  5. Le pertinenze  costituite  da  aree  di  servizio,  da  aree  di
parcheggio   e   da   fabbricati  destinate  al  ristoro  possono  ((
appartenere anche a soggetti diversi dall'ente proprietario ovvero ))
essere affidate dall'ente proprietario in concessione a terzi secondo
le condizioni stabilite dal regolamento.
  6. Chiunque installa o mette in esercizio  impianti  od  opere  non
avendo   ottenuto   il   rilascio   dello   specifico   provvedimento
dell'autorita' pubblica previsto dalle vigenti disposizioni di  legge
e indicato nell'art. 26, o li trasforma o ne varia l'uso stabilito in
tale  provvedimento,  e'  soggetto  alla  sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire unmilione a lire quattromilioni.
  7. Chiunque viola le prescrizioni indicate nel provvedimento di cui
sopra e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di  una
somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  8.   La   violazione   di  cui  al  comma  6  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria della rimozione dell'impianto e delle opere
realizzate abusivamente, a carico dell'autore della violazione  ed  a
sue spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La
violazione  di  cui  al  comma  7  importa la sanzione amministrativa
accessoria   della   sospensione   dell'attivita'   esercitata   fino
all'attuazione  delle prescrizioni violate, secondo le norme del capo
I, sezione II, del titolo VI. L'attuazione successiva non  esime  dal
pagamento della somma indicata nel comma 7.
                              Art. 25.
             Attraversamenti ed uso della sede stradale
  1. Non possono  essere  effettuati,  senza  preventiva  concessione
dell'ente  proprietario, attraversamenti od uso della sede stradale e
relative pertinenze con  corsi  d'acqua,  condutture  idriche,  linee
elettriche e di telecomunicazione, sia aeree che in cavo sotterraneo,
sottopassi  e sovrappassi, teleferiche di qualsiasi specie, gasdotti,
serbatoi di combustibili liquidi, o con altri impianti ed opere,  che
possono  comunque interessare la proprieta' stradale. Le opere di cui
sopra devono, per quanto possibile, essere realizzate  in  modo  tale
che il loro uso e la loro manutenzione non intralcino la circolazione
dei  veicoli sulle strade, garantendo l'accessibilita' dalle fasce di
pertinenza della strada.
  2. Le concessioni sono rilasciate  soltanto  in  caso  di  assoluta
necessita',  previo accertamento tecnico dell'autorita' competente di
cui all'art. 26.
  3. I cassonetti per  la  raccolta  dei  rifiuti  solidi  urbani  di
qualsiasi  tipo  e  natura  devono  essere  collocati  in modo da non
arrecare pericolo od intralcio alla circolazione.
  4. Il regolamento stabilisce norme per gli attraversamenti e  l'uso
della sede stradale.
  5.  Chiunque realizza un'opera o un impianto di quelli previsti nel
comma 1 o ne varia l'uso o ne mantiene l'esercizio senza  concessione
e'  soggetto  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire unmilione a lire quattromilioni.
  6. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nella  concessione
o   nelle   norme   del   regolamento   e'   soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire duemilioni.
  7.   La  violazione  prevista  dal  comma  5  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo, a  carico  dell'autore  della
violazione  ed  a sue spese, della rimozione delle opere abusivamente
realizzate, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
  8.  La  violazione  prevista  dal  comma  6  importa  la   sanzione
amministrativa  accessoria  della  sospensione di ogni attivita' fino
all'attuazione successiva  delle  prescrizioni  violate,  secondo  le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 26 (a).
          Competenza per le autorizzazioni e le concessioni
  1. Le autorizzazioni di cui  al  presente  titolo  sono  rilasciate
dall'ente  proprietario  della strada o da altro ente da quest'ultimo
delegato o dall'ente concessionario della strada in conformita'  alle
relative  convenzioni;  l'eventuale delega e' comunicata al Ministero
dei lavori pubblici o al prefetto se trattasi di ente locale.
  2. Le autorizzazioni e le concessioni di  cui  al  presente  titolo
sono  di  competenza  dell'ente  proprietario  della  strada e per le
strade in  concessione  si  provvede  in  conformita'  alle  relative
convenzioni.
  3.  Per  i  tratti  di  strade  statali,  regionali  o provinciali,
correnti  nell'interno  di  ((  centri  ))  abitati  con  popolazione
inferiore  a  diecimila  abitanti,  il  rilascio  di concessioni e di
autorizzazioni  e'  di  competenza  del  comune,  previo  nulla  osta
dell'ente proprietario della strada.
  4.  L'impianto  su  strade  e  sulle  relative  pertinenze di linee
ferroviarie, tranviarie,  di  speciali  tubazioni  o  altre  condotte
comunque   destinate   a   servizio   pubblico,   o   anche  il  solo
attraversamento di strade o relative  pertinenze  con  uno  qualsiasi
degli  impianti  di  cui sopra, sono autorizzati, in caso di assoluta
necessita' e ove non siano possibili altre  soluzioni  tecniche,  con
decreto  del  Ministro  dei  lavori pubblici, sentiti il Ministro dei
trasporti, se trattasi di linea ferroviaria,  e  l'ente  proprietario
della  strada  e,  se trattasi di strade militari, di concerto con il
Ministro della difesa.
                              Art. 27.
    Formalita' per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni
  1.  Le  domande  dirette  a  conseguire   le   concessioni   e   le
autorizzazioni  di  cui  al  presente titolo, se interessano strade o
autostrade   statali,   sono   presentate   al   competente   ufficio
dell'A.N.A.S.   e,   in  caso  di  strade  in  concessione,  all'ente
concessionario che provvede a trasmetterle con il proprio  parere  al
competente  ufficio  dell'A.N.A.S., ove le convenzioni di concessione
non  consentono   al   concessionario   di   adottare   il   relativo
provvedimento.
  2.  Le domande rivolte a conseguire i provvedimenti di cui al comma
1  interessanti  strade  non   statali   sono   presentate   all'ente
proprietario della strada.
  3.  Le domande sono corredate dalla relativa documentazione tecnica
e  dall'impegno  del  richiedente  a  sostenere  tutte  le  spese  di
sopralluogo e di istruttoria, previo deposito di eventuali cauzioni.
  4.  I  provvedimenti  di concessione ed autorizzazione previsti dal
presente titolo sono, in ogni caso, accordati senza  pregiudizio  dei
diritti  dei terzi e con l'obbligo del titolare di riparare eventuali
danni  derivanti  dalle  opere,  dalle  occupazioni  e  dai  depositi
autorizzati.
  5.  I  provvedimenti  di  concessione  ed  autorizzazione di cui al
presente titolo, che sono rinnovabili alla loro scadenza, indicano le
condizioni e le prescrizioni di carattere  tecnico  o  amministrativo
alle  quali esse sono assoggettate, la somma dovuta per l'occupazione
o per l'uso concesso, nonche' la  durata,  che  non  potra'  comunque
eccedere  gli anni ventinove. L'autorita' competente puo' revocarli o
modificarli in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di  pubblico
interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza essere tenuta a
corrispondere alcun indennizzo.
  6.  La  durata dell'occupazione di suolo stradale per l'impianto di
pubblici servizi e' fissata  in  relazione  al  previsto  o  comunque
stabilito termine per l'ultimazione dei relativi lavori.
  7.  La  somma dovuta per l'uso o l'occupazione delle strade e delle
loro pertinenze puo' essere stabilita  dall'ente  proprietario  della
strada in annualita' ovvero in unica soluzione.
  8.  Nel  determinare  la  misura  della  somma  si ha riguardo alle
soggezioni  che  derivano  alla  strada  o  autostrada,   quando   la
concessione  costituisce l'oggetto principale dell'impresa, al valore
economico  risultante   dal   provvedimento   di   autorizzazione   o
concessione e al vantaggio che l'utente ne ricava.
  9.   L'autorita'   competente   al   rilascio   dei   provvedimenti
autorizzatori di cui al presente titolo  puo'  chiedere  un  deposito
cauzionale.
  10.  Chiunque  intraprende  lavori,  effettua  occupazioni o esegue
depositi interessanti le strade o autostrade e le relative pertinenze
per  le  quali  siano  prescritti  provvedimenti  autorizzatori  deve
tenere,  nel  luogo  dei  lavori, dell'occupazione o del deposito, il
relativo  atto  autorizzatorio  o  copia  conforme,  che  e' tenuto a
presentare ad ogni  richiesta  dei  funzionari,  ufficiali  o  agenti
indicati nell'art. 12.
  11.  Per  la mancata presentazione del titolo di cui al comma 10 il
responsabile e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  12.  La  violazione del comma 10 importa la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione dei lavori, secondo le norme del capo I,
sezione  II,  del  titolo  VI.  In  ogni  caso   di   rifiuto   della
presentazione  del  titolo  o  accertata  mancanza  dello  stesso, da
effettuare senza indugio, la sospensione e' definitiva e ne  consegue
la   sanzione   amministrativa   accessoria  dell'obbligo,  a  carico
dell'autore della violazione, del ripristino a sue spese  dei  luoghi
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 28 (a).
          Obblighi dei concessionari di determinati servizi
(( 1. I concessionari di ferrovie, di tranvie, di filovie, di      ))
(( funivie, di teleferiche, di linee elettriche e telefoniche, sia ))
(( aeree che sotterranee, quelli di servizi di oleodotti, di       ))
(( metanodotti, di distribuzione di acqua potabile o di gas,       ))
(( nonche' quelli di servizi di fognature e quelli dei servizi che ))
(( interessano comunque le strade, hanno l'obbligo di osservare le ))
(( condizioni e le prescrizioni imposte dall'ente                  ))
(( proprietario per la conservazione della strada e per la         ))
(( sicurezza della circolazione. Quando si tratta di impianti      ))
(( inerenti a servizi di trasporto, i relativi provvedimenti sono  ))
(( comunicati al Ministero dei trasporti o alla regione            ))
(( competente. Nel regolamento sono indicate le modalita' di       ))
(( rilascio delle concessioni ed autorizzazioni all'esecuzione dei ))
(( lavori ed i casi di deroga.                                     ))
(( 2. Qualora per comprovate esigenze della viabilita' si renda    ))
(( necessario modificare o spostare, su apposite sedi messe a      ))
(( disposizione dall'ente proprietario della strada, le opere e    ))
(( gli impianti eserciti dai soggetti indicati nel comma 1,        ))
(( l'onere relativo allo spostamento dell'impianto e' a carico del ))
(( gestore del pubblico servizio; i termini e le modalita' per     ))
(( l'esecuzione dei lavori sono previamente concordati tra le      ))
(( parti, contemperando i rispettivi interessi pubblici            ))
(( perseguiti. In caso di ritardo ingiustificato, il gestore del   ))
(( pubblico servizio e' tenuto a risarcire i danni e a             ))
(( corrispondere le eventuali penali fissate nelle specifiche      ))
(( convenzioni. ))                                                 ))
                              Art. 29.
                         Piantagioni e siepi
  1. I proprietari confinanti hanno l'obbligo di mantenere  le  siepi
in  modo  da non restringere o danneggiare la strada o l'autostrada e
di tagliare i rami delle piante che si protendono  oltre  il  confine
stradale  e  che  nascondono  la  segnaletica  o che ne compromettono
comunque  la  leggibilita'  dalla  distanza   e   dalla   angolazione
necessarie.
  2.  Qualora  per  effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa
vengano a cadere  sul  piano  stradale  alberi  piantati  in  terreni
laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario
di essi e' tenuto a rimuoverli nel piu' breve tempo possibile.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  4.  Alla  violazione  delle  precedenti  disposizioni  consegue  la
sanzione  amministrativa  accessoria dell'obbligo, per l'autore della
stessa, del ripristino a sue spese dei luoghi o della rimozione delle
opere abusive secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 30.
                Fabbricati, muri e opere di sostegno
  1. I fabbricati ed i muri  di  qualunque  genere  fronteggianti  le
strade   devono  essere  conservati  in  modo  da  non  compromettere
l'incolumita' pubblica e da non arrecare danno alle  strade  ed  alle
relative pertinenze.
  2.  Salvi  i  provvedimenti  che  nei  casi contingibili ed urgenti
possono  essere  adottati  dal  sindaco  a  tutela   della   pubblica
incolumita',    il    prefetto,   sentito   l'ente   proprietario   o
concessionario, puo' ordinare la demolizione o  il  consolidamento  a
spese  dello  stesso  proprietario  dei  fabbricati  e  dei  muri che
minacciano rovina se il  proprietario,  nonostante  la  diffida,  non
abbia provveduto a compiere le opere necessarie.
  3.  In  caso  di  inadempienza  nel  termine  fissato,  l'autorita'
competente ai sensi del comma 2 provvede d'ufficio alla demolizione o
al consolidamento, addebitando le spese al proprietario.
  4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le
strade ed autostrade, qualora esse servano unicamente a difendere  ed
a  sostenere  i  fondi  adiacenti,  sono a carico dei proprietari dei
fondi stessi; se hanno per scopo la  stabilita'  o  la  conservazione
delle  strade od autostrade, la costruzione o riparazione e' a carico
dell'ente proprietario della strada.
  5. La spesa si divide  in  ragione  dell'interesse  quando  l'opera
abbia  scopo  promiscuo.  Il riparto della spesa e' fatto con decreto
del Ministro dei lavori pubblici, su proposta dell'ufficio periferico
dell'A.N.A.S., per le strade statali ed autostrade e negli altri casi
con decreto del presidente della regione, su proposta del  competente
ufficio tecnico.
  6.  La  costruzione  di  opere di sostegno che servono unicamente a
difendere e a sostenere i fondi  adiacenti,  effettuata  in  sede  di
costruzione  di nuove strade, e' a carico dell'ente cui appartiene la
strada, fermo restando a carico dei proprietari dei fondi l'obbligo e
l'onere di manutenzione e di eventuale riparazione o ricostruzione di
tali opere.
  7. In caso di mancata esecuzione di quanto compete  ai  proprietari
dei  fondi si adotta nei confronti degli inadempienti la procedura di
cui ai commi 2 e 3.
  8. Chiunque non osserva le  disposizioni  di  cui  al  comma  1  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquecentomila a lire duemilioni.
                              Art. 31.
                       Manutenzione delle ripe
  1. I proprietari devono mantenere le ripe dei fondi  laterali  alle
strade,  sia  a  valle  che  a monte delle medesime, in stato tale da
impedire franamenti o cedimenti del corpo stradale, ivi  comprese  le
opere  di sostegno di cui all'art. 30, lo scoscendimento del terreno,
l'ingombro  delle  pertinenze  e  della  sede  stradale  in  modo  da
prevenire  la  caduta  di  massi  o  di altro materiale sulla strada.
Devono altresi' realizzare, ove occorrono,  le  necessarie  opere  di
mantenimento  ed evitare di eseguire interventi che possono causare i
predetti eventi.
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  3.  La  violazione  suddetta  importa  a  carico  dell'autore della
violazione la sanzione amministrativa accessoria  del  ripristino,  a
proprie  spese,  dello stato dei luoghi, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI.
                              Art. 32.
                        Condotta delle acque
  1. Coloro che hanno diritto  di  condurre  acque  nei  fossi  delle
strade  sono  tenuti  a provvedere alla conservazione del fosso e, in
difetto, a corrispondere all'ente proprietario della strada le  spese
necessarie  per  la manutenzione del fosso e per la riparazione degli
eventuali danni non causati da terzi.
  2. Salvo quanto e' stabilito nell'art. 33, coloro che hanno diritto
di  attraversare  le  strade  con  corsi  o  condotte  d'acqua  hanno
l'obbligo  di  costruire  e di mantenere i ponti e le opere necessari
per il passaggio e per la condotta  delle  acque;  devono,  altresi',
eseguire  e  mantenere le altre opere d'arte, anche a monte e a valle
della strada, che siano o si rendano necessarie per l'esercizio della
concessione e  per  ovviare  ai  danni  che  dalla  medesima  possono
derivare  alla  strada  stessa.  Tali  opere  devono essere costruite
secondo le prescrizioni tecniche contenute nel disciplinare  allegato
all'atto  di  concessione  rilasciato  dall'ente  proprietario  della
strada e sotto la sorveglianza dello stesso.
  3. L'irrigazione dei terreni laterali deve essere regolata in  modo
che le acque non cadano sulla sede stradale ne' comunque intersechino
questa  e  le  sue  pertinenze, al fine di evitare qualunque danno al
corpo   stradale   o   pericolo   per   la   circolazione.   A   tale
regolamentazione sono tenuti gli aventi diritto sui terreni laterali,
sui quali si effettua l'irrigazione.
  4. L'ente proprietario della strada, nel caso che i soggetti di cui
ai  commi  1  e  2  non provvedano a quanto loro imposto, ingiunge ai
medesimi l'esecuzione delle opere necessarie  per  il  raggiungimento
delle finalita' di cui ai precedenti commi. In caso di inottemperanza
vi  provvede d'ufficio, addebitando ai soggetti obbligati le relative
spese.
  5. Parimenti procede il prefetto in ordine agli  obblighi  indicati
nel   comma   1,   quando   non   siano   ottemperati  spontaneamente
dall'obbligato.
  6. Chiunque viola le norme del presente articolo e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila.
                              Art. 33.
             Canali artificiali e manufatti sui medesimi
  1. I proprietari e gli utenti di canali artificiali in  prossimita'
del  confine  stradale  hanno  l'obbligo  di porre in essere tutte le
misure di carattere tecnico idonee ad impedire l'afflusso delle acque
sulla sede stradale e ogni conseguente danno al corpo stradale e alle
fasce di pertinenza.
  2. Gli oneri di manutenzione e rifacimento  di  manufatti  stradali
esistenti  sopra  canali  artificiali sono a carico dei proprietari e
degli utenti di questi, a meno che ne provino  la  preesistenza  alle
strade o abbiano titolo o possesso in contrario.
  3. I manufatti a struttura portante in legname esistenti sui canali
artificiali   che   attraversano   la  strada  devono,  nel  caso  di
ricostruzione, essere eseguiti con strutture  murarie  o  in  cemento
armato,  in  ferro  o  miste secondo le indicazioni e le prescrizioni
tecniche dell'ente proprietario della strada in relazione ai  carichi
ammissibili  per  la  strada interessata. Non sono comprese in questa
disposizione le opere ricadenti  in  localita'  soggette  a  servitu'
militari  per  le  quali  si  ravvisa  l'opportunita'  di  provvedere
diversamente.
  4. La ricostruzione dei manufatti in legname con le strutture e con
le  prescrizioni  sopra  indicate  e'  obbligatoria  da   parte   dei
proprietari o utenti delle acque ed e' a loro spese:
    a)  quando occorre spostare o allargare le strade attraversate da
canali artificiali;
    b)  quando,  a  giudizio  dell'ente  proprietario,  i   manufatti
presentano condizioni di insufficiente sicurezza.
  5.  E', altresi', a carico di detti proprietari la manutenzione dei
manufatti ricostruiti.
  6. In caso di ampliamento dei manufatti di ogni altro tipo, per dar
luogo all'allargamento della sede stradale, il relativo  costo  e'  a
carico  dell'ente  proprietario della strada, fermo restando a carico
dei  proprietari,  possessori  o  utenti  delle  acque   l'onere   di
manutenzione dell'intero manufatto.
  7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
duecentomila a lire ottocentomila.
                              Art. 34.
           Oneri supplementari a carico dei mezzi d'opera
           per l'adeguamento delle infrastrutture stradali
  1. I mezzi d'opera di cui all'art. 54, comma 1, lettera n),  devono
essere  muniti,  ai fini della circolazione, di apposito contrassegno
comprovante l'avvenuto pagamento di un indennizzo di  usura,  per  un
importo pari alla tassa di possesso, da corrispondere contestualmente
alla stessa e per la stessa durata.
  2.  Per  la  circolazione  sulle  autostrade dei mezzi d'opera deve
essere  corrisposta  alle  concessionarie   un'ulteriore   somma   ad
integrazione dell'indennizzo di usura. Tale somma e' equivalente alla
tariffa  autostradale  applicata  al  veicolo  in condizioni normali,
maggiorata del 50%,  e  deve  essere  versata  insieme  alla  normale
tariffa alle porte controllate manualmente.
  3.  I  proventi  dell'indennizzo  di  usura,  di  cui  al  comma 1,
affluiscono  in  un  apposito  capitolo  dello  stato  di  previsione
dell'entrata del bilancio dello Stato.
  4.  Il  regolamento  determina  le  modalita'  di  assegnazione dei
proventi delle somme di cui al comma 3 agli  enti  proprietari  delle
strade  a  esclusiva  copertura  delle spese per le opere connesse al
rinforzo, all'adeguamento e all'usura delle infrastrutture.
  5. Se il mezzo d'opera circola senza  il  contrassegno  di  cui  al
comma  1,  il conducente e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.  Se
non  e'  stato corrisposto l'indennizzo d'usura previsto dal medesimo
comma 1, si applicano le sanzioni previste dall'art. 1, comma  terzo,
della legge 24 gennaio 1978, n. 27, e successive modificazioni (a), a
carico del proprietario.
									TITOLO II*DELLA COSTRUZIONE E TUTELA*DELLE STRADE*Capo II*ORGANIZZAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE*E SEGNALETICA STRADALE*
Art. 35. Competenze 1. Il Ministero dei lavori pubblici e' competente ad impartire direttive per l'organizzazione della circolazione e della relativa segnaletica stradale, sentito il Ministero dell'ambiente per gli aspetti di sua competenza, su tutte le strade, eccetto quelle di esclusivo uso militare, in ordine alle quali e' competente il comando militare territoriale. Stabilisce, inoltre, i criteri per la pianificazione del traffico cui devono attenersi gli enti proprietari delle strade, coordinando questi ultimi nei casi e nei modi previsti dal regolamento e, comunque, ove si renda necessario. 2. Il Ministro dei lavori pubblici e' autorizzato ad adeguare con propri decreti le norme del regolamento per l'esecuzione del presente codice alle direttive comunitarie ed agli accordi internazionali in materia. Analogamente il Ministro dei trasporti e' autorizzato ad adeguare con propri decreti le norme regolamentari relative alle segnalazioni di cui all'art. 44. 3. L'Ispettorato circolazione e traffico del Ministero dei lavori pubblici assume la denominazione di Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, che e' posto alle dirette dipendenze del Ministro dei lavori pubblici. All'Ispettorato sono de- mandate le attribuzioni di cui ai commi 1 e 2, nonche' le altre attribuzioni di competenza del Ministero dei lavori pubblici di cui al presente codice, le quali sono svolte con autonomia funzionale ed operativa.
                            Art. 36 (a).
           Piani urbani del traffico e piani del traffico
                    per la viabilita' extraurbana
  1. Ai comuni, con  popolazione  residente  superiore  a  trentamila
abitanti,  e'  fatto  obbligo  dell'adozione  del  piano  urbano  del
traffico.
  2. All'obbligo di cui al comma 1 sono tenuti ad adempiere i  comuni
con  popolazione  residente  inferiore  a trentamila abitanti i quali
registrino, anche in periodi  dell'anno,  una  particolare  affluenza
turistica,  risultino interessati da elevati fenomeni di pendolarismo
o siano, comunque,  impegnati  per  altre  particolari  ragioni  alla
soluzione  di  rilevanti problematiche derivanti da congestione della
circolazione  stradale.  L'elenco  dei   comuni   interessati   viene
predisposto  dalla  regione  e  pubblicato,  a cura del Ministero dei
lavori pubblici, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  3. Le province provvedono all'adozione di piani del traffico per la
viabilita' extraurbana (( d'intesa con  gli  altri  enti  proprietari
delle  strade  interessate.  )) La legge regionale puo' prevedere, ai
sensi dell'art. 19 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (b) ,  che  alla
redazione del piano urbano del traffico delle aree, indicate all'art.
17   della   stessa   (b)   ,  provvedano  gli  organi  della  citta'
metropolitana.
  4. (( I piani di  traffico  sono  finalizzati  ))  ad  ottenere  il
miglioramento  delle  condizioni  di  circolazione  e della sicurezza
stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico  ed
il  risparmio  energetico,  in  accordo con gli strumenti urbanistici
vigenti (( e con i piani di trasporto )) e nel  rispetto  dei  valori
ambientali,  stabilendo  le  priorita'  e i tempi di attuazione degli
interventi. Il piano  urbano  del  traffico  prevede  il  ricorso  ad
adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione
e controllo del traffico, nonche' di verifica del rallentamento della
velocita'  e  di dissuasione della sosta, al fine anche di consentire
modifiche ai  flussi  della  circolazione  stradale  che  si  rendano
necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire.
  5.  Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni. Il
sindaco o il sindaco metropolitano, ove ricorrano  le  condizioni  di
cui  al  comma  3, sono tenuti a darne comunicazione al Ministero dei
lavori pubblici per l'inserimento nel  sistema  informativo  previsto
dall'art.  226,  comma  2.  Allo  stesso  adempimento  e'  tenuto  il
presidente  della  provincia  quando   sia   data   attuazione   alla
disposizione di cui al comma 3.
  6. (( La redazione dei piani di traffico )) deve essere predisposta
nel   rispetto  delle  direttive  emanate  dal  Ministro  dei  lavori
pubblici, di concerto con il Ministro dell'ambiente e il Ministro per
i problemi delle aree urbane, sulla base delle indicazioni  formulate
dal  Comitato  interministeriale  per la programmazione economica nel
trasporto. Il piano urbano del traffico viene adeguato agli obiettivi
generali   della  programmazione  economico-sociale  e  territoriale,
fissato dalla regione ai sensi dell'art. 3, comma 4,  della  legge  8
giugno 1990, n. 142 (b) .
  7.  Per il perseguimento dei fini di cui ai commi 1 e 2 e anche per
consentire la integrale attuazione di quanto previsto dal comma 3, le
autorita' indicate dall'art. 27, comma 3, della legge 8 giugno  1990,
n.  142  (b),  convocano  una  conferenza  tra i rappresentanti delle
amministrazioni, anche statali, interessate.
  8. E' istituito, presso il Ministero dei  lavori  pubblici,  l'albo
degli  esperti  in  materia  di  piani  di traffico, formato mediante
concorso biennale per titoli. Il bando di concorso e'  approvato  con
decreto  del Ministro dei lavori pubblici di concerto con il Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica.
  9. A partire dalla data di formazione dell'albo  degli  esperti  di
cui  al  comma  8  e'  fatto  obbligo  di  conferire l'incarico della
redazione dei piani di traffico, oltre che  a  tecnici  specializzati
appartenenti  al  proprio  ((  Ufficio tecnico del traffico )) , agli
esperti specializzati inclusi nell'albo stesso.
  10. I comuni e gli enti inadempienti sono invitati, su segnalazione
del prefetto, dal Ministero dei lavori pubblici a provvedere entro un
termine assegnato, trascorso il  quale  il  Ministero  provvede  alla
esecuzione d'ufficio del piano e alla sua realizzazione.
                              Art. 37.
        Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale
  1. L'apposizione e la manutenzione della segnaletica, ad  eccezione
dei casi previsti nel regolamento per singoli segnali, fanno carico:
    a) agli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati;
    b)  ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e
fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali;
    c) al comune, sulle strade  private  aperte  all'uso  pubblico  e
sulle strade locali;
    d)  nei tratti di strade non di proprieta' del comune all'interno
dei centri abitati con popolazione inferiore ai  diecimila  abitanti,
agli  enti  proprietari delle singole strade limitatamente ai segnali
concernenti  le  caratteristiche  strutturali  o  geometriche   della
strada. La rimanente segnaletica e' di competenza del comune.
  2.  Gli  enti  di  cui  al  comma  1 autorizzano la collocazione di
segnali che indicano posti di servizio stradali, esclusi i segnali di
avvio ai posti di pronto soccorso che fanno carico agli enti  stessi.
L'apposizione  e  la  manutenzione di detti segnali fanno carico agli
esercenti.
  3.  Contro  i  provvedimenti  e  le  ordinanze  che  dispongono   o
autorizzano  la  collocazione  della  segnaletica e' ammesso ricorso,
entro sessanta giorni e con le formalita' stabilite nel  regolamento,
al Ministro dei lavori pubblici, che decide in merito.
                              Art. 38.
                        Segnaletica stradale
  1. La segnaletica stradale comprende i seguenti gruppi:
    a) segnali verticali;
    b) segnali orizzontali;
    c) segnali luminosi;
    d) segnali ed attrezzature complementari.
  2. Gli utenti della strada devono rispettare le  prescrizioni  rese
note  a mezzo della segnaletica stradale ancorche' in difformita' con
le  altre  regole  di  circolazione.  Le  prescrizioni  dei   segnali
semaforici,  esclusa  quella  lampeggiante  gialla di pericolo di cui
all'art. 41, prevalgono su quelle date a mezzo dei segnali  verticali
e orizzontali che regolano la precedenza. Le prescrizioni dei segnali
verticali  prevalgono su quelle dei segnali orizzontali. In ogni caso
prevalgono le segnalazioni degli agenti di cui all'art. 43.
  3. E' ammessa la collocazione temporanea di  segnali  stradali  per
imporre  prescrizioni  in  caso  di  urgenza e necessita' in deroga a
quanto disposto dagli articoli 6 e 7. Gli utenti della strada  devono
rispettare  le  prescrizioni rese note a mezzo di tali segnali, anche
se appaiono in contrasto con altre regole della circolazione.
  4. Quanto stabilito dalle presenti norme, e dal regolamento per  la
segnaletica  stradale  fuori dai centri abitati, si applica anche nei
centri abitati alle strade sulle quali sia fissato un limite  massimo
di velocita' pari o superiore a 70 km/h.
  5.  Nel  regolamento  sono stabiliti, per ciascun gruppo, i singoli
segnali, i  dispositivi  o  i  mezzi  segnaletici,  nonche'  la  loro
denominazione,  il  significato,  i tipi, le caratteristiche tecniche
(forma, dimensioni, colori, materiali,  rifrangenza,  illuminazione),
le  modalita'  di tracciamento, apposizione ed applicazione (distanze
ed altezze), le norme tecniche di impiego, i casi di obbligatorieta'.
Sono, inoltre, indicate le  figure  di  ogni  singolo  segnale  e  le
rispettive  didascalie  costituiscono  esplicazione  del  significato
anche ai fini del comportamento dell'utente della strada.  I  segnali
sono,  comunque,  collocati  in  modo  da  non  costituire ostacolo o
impedimento alla circolazione delle persone invalide.
  6. La collocazione della segnaletica stradale risponde a criteri di
uniformita'  sul  territorio  nazionale,  fissati  con  decreto   del
Ministro dei lavori pubblici nel rispetto della normativa comunitaria
e internazionale vigente.
  7. La segnaletica stradale deve essere sempre mantenuta in perfetta
efficienza da parte degli enti o esercenti obbligati alla sua posa in
opera  e  deve  essere  sostituita o reintegrata o rimossa quando sia
anche parzialmente inefficiente o non sia piu' rispondente allo scopo
per il quale e' stata collocata.
  8. E' vietato apporre su un segnale di  qualsiasi  gruppo,  nonche'
sul  retro  dello  stesso  e  sul suo sostegno, tutto cio' che non e'
previsto dal regolamento.
  9.   Il   regolamento   stabilisce  gli  spazi  da  riservare  alla
installazione   dei   complessi   segnaletici   di   direzione,    in
corrispondenza o prossimita' delle intersezioni stradali.
  10.   Il  campo  di  applicazione  obbligatorio  della  segnaletica
stradale comprende le strade di uso pubblico e  tutte  le  strade  di
proprieta'  privata  aperte  all'uso pubblico. Nelle aree private non
aperte  all'uso  pubblico  l'utilizzo  e  la  posa  in  opera   della
segnaletica, ove adottata, devono essere conformi a quelli prescritti
dal regolamento.
  11.  Per  le esigenze esclusive del traffico militare, nelle strade
di uso pubblico e' ammessa l'installazione  di  segnaletica  stradale
militare, con modalita' particolari di apposizione, le cui norme sono
fissate  dal  regolamento.  Gli  enti  proprietari  delle strade sono
tenuti a consentire  l'installazione  provvisoria  o  permanente  dei
segnali   ritenuti   necessari   dall'autorita'   militare   per   la
circolazione dei propri veicoli.
  12. I conducenti dei veicoli su  rotaia  quando  marciano  in  sede
promiscua sono tenuti a rispettare la segnaletica stradale, salvo che
sia diversamente disposto dalle presenti norme.
  13.  I  soggetti  diversi  dagli  enti  proprietari  che violano le
disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila  a  lire
quattrocentomila.
  14.  Nei  confronti  degli  enti  proprietari  della strada che non
adempiono agli obblighi di cui al presente articolo o al  regolamento
o   che  facciano  uso  improprio  delle  segnaletiche  previste,  il
Ministero dei lavori pubblici ingiunge di adempiere a quanto  dovuto.
In   caso   di   inottemperanza   nel   termine  di  quindici  giorni
dall'ingiunzione, provvede il Ministro dei lavori pubblici ponendo  a
carico  dell'ente  proprietario  della  strada le spese relative, con
ordinanza-ingiunzione che costituisce titolo esecutivo.
  15.  Le  violazioni  da  parte  degli  utenti  della  strada  delle
disposizioni del presente articolo sono regolate dall'art. 146.
                              Art. 39.
                          Segnali verticali
  1. I segnali verticali si dividono nelle seguenti categorie:
    A) segnali di pericolo: preavvisano l'esistenza di  pericoli,  ne
indicano   la   natura   e  impongono  ai  conducenti  di  tenere  un
comportamento prudente;
    B) segnali di prescrizione:  rendono  noti  obblighi,  divieti  e
limitazioni  cui  gli  utenti  della  strada  devono  uniformarsi; si
suddividono in:
     a) segnali di precedenza;
     b) segnali di divieto;
     c) segnali di obbligo;
    C) segnali di indicazione: hanno  la  funzione  di  fornire  agli
utenti  della  strada  informazioni necessarie o utili per la guida e
per la individuazione di localita', itinerari, servizi  ed  impianti;
si suddividono in:
     a) segnali di preavviso;
     b) segnali di direzione;
     c) segnali di conferma;
     d) segnali di identificazione strade;
     e) segnali di itinerario;
     f) segnali di localita' e centro abitato;
     g) segnali di nome strada;
     h) segnali turistici e di territorio;
     i)  altri segnali che danno informazioni necessarie per la guida
dei veicoli;
     l) altri segnali che indicano installazioni o servizi.
  2. Il regolamento stabilisce forme, dimensioni,  colori  e  simboli
dei  segnali  stradali  verticali e le loro modalita' di impiego e di
apposizione.
  3. Ai soggetti diversi dagli enti proprietari delle strade che  non
rispettano le disposizioni del presente articolo e del regolamento si
applica il comma 13 dell'art. 38.
                               Art. 40
                         Segnali orizzontali
  1. I segnali  orizzontali,  tracciati  sulla  strada,  servono  per
regolare  la  circolazione,  per  guidare  gli  utenti  e per fornire
prescrizioni od utili indicazioni per  particolari  comportamenti  da
seguire.
  2. I segnali orizzontali si dividono in:
    a) strisce longitudinali;
    b) strisce trasversali;
    c) attraversamenti pedonali o ciclabili;
    d) frecce direzionali;
    e) iscrizioni e simboli;
    f)  strisce di delimitazione degli stalli di sosta o per la sosta
riservata;
    g) isole di traffico o di presegnalamento di  ostacoli  entro  la
carreggiata;
    h) strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio
di trasporto pubblico di linea;
    i) altri segnali stabiliti dal regolamento.
  3.  Le strisce longitudinali possono essere continue o discontinue.
Le continue, ad eccezione di  quelle  che  delimitano  le  corsie  di
emergenza,  indicano il limite invalicabile di una corsia di marcia o
della carreggiata; le discontinue delimitano le corsie di marcia o la
carreggiata.
  4. Una striscia longitudinale continua  puo'  affiancarne  un'altra
discontinua;  in tal caso esse indicano ai conducenti, marcianti alla
destra di quella discontinua, la possibilita' di oltrepassarle.
  5. Una striscia trasversale continua indica  il  limite  prima  del
quale  il  conducente  ha  l'obbligo  di  arrestare  il  veicolo  per
rispettare le prescrizioni semaforiche o il segnale  di  "fermarsi  e
dare  precedenza"  o  il  segnale  di "passaggio a livello" ovvero un
segnale  manuale  del  personale  che  espleta  servizio  di  polizia
stradale.
  6.  Una striscia trasversale discontinua indica il limite prima del
quale  il  conducente  ha  l'obbligo  di  arrestare  il  veicolo,  se
necessario, per rispettare il segnale "dare precedenza".
  7.   Nel   regolamento  sono  stabilite  norme  per  le  forme,  le
dimensioni, i colori, i simboli  e  le  caratteristiche  dei  segnali
stradali orizzontali, nonche' le loro modalita' di applicazione.
  8.   Le   strisce   longitudinali   continue   non   devono  essere
oltrepassate; le discontinue possono essere oltrepassate  sempre  che
siano  rispettate  tutte  le  altre norme di circolazione. E' vietato
valicare le strisce longitudinali continue, tranne  che  dalla  parte
dove e' eventualmente affiancata una discontinua.
  9.  Le strisce di margine continue possono essere oltrepassate solo
dai veicoli in attivita' di servizio  di  pubblico  interesse  e  dai
veicoli che debbono effettuare una sosta di emergenza.
  10. E' vietata:
    a)  la  sosta sulle carreggiate i cui margini sono evidenziati da
una striscia continua;
    b) la circolazione sopra le strisce longitudinali, salvo che  per
il cambio di corsia;
    c)  la  circolazione  dei  veicoli  non  autorizzati sulle corsie
riservate.
  11. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali  i  conducenti
dei  veicoli  devono  dare la precedenza ai pedoni che hanno iniziato
l'attraversamento; analogo comportamento devono tenere  i  conducenti
dei  veicoli  nei  confronti  dei  ciclisti  in  corrispondenza degli
attraversamenti ciclabili. Gli attraversamenti pedonali devono essere
sempre accessibili anche alle persone  non  deambulanti  su  sedie  a
ruote;  a  tutela  dei non vedenti possono essere collocati segnali a
pavimento  o  altri  segnali  di  pericolo   in   prossimita'   degli
attraversamenti stessi.
                            Art. 41 (a).
                          Segnali luminosi
  1. I segnali luminosi si suddividono nelle seguenti categorie:
    a) segnali luminosi di pericolo e di prescrizione;
    b) segnali luminosi di indicazione;
    c) lanterne semaforiche veicolari normali;
    d) lanterne semaforiche veicolari di corsia;
    e) lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico;
    f) lanterne semaforiche pedonali;
    g) lanterne semaforiche per velocipedi;
    h) lanterne semaforiche veicolari per corsie reversibili;
    i) lanterna semaforica gialla lampeggiante;
    l) lanterne semaforiche speciali;
    m) segnali luminosi particolari.
  2. Le luci delle lanterne semaforiche  veicolari  normali  sono  di
forma circolare e di colore:
    a) rosso, con significato di arresto;
    b) giallo, con significato di preavviso di arresto;
    c) verde, con significato di via libera.
  3.  Le  luci  delle  lanterne semaforiche di corsia sono a forma di
freccia colorata su fondo nero; i colori sono rosso, giallo e  verde;
il  significato e' identico a quello delle luci di cui al comma 2, ma
limitatamente  ai  veicoli  che  devono  proseguire  nella  direzione
indicata dalla freccia.
  4.  Le  luci  delle lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto
pubblico sono a forma di barra bianca su fondo nero, orizzontale  con
significato di arresto, verticale o inclinata a destra o sinistra con
significato  di  via  libera,  rispettivamente  diritto,  a  destra o
sinistra, e di un triangolo giallo su fondo nero, con significato  di
preavviso di arresto.
  5. Gli attraversamenti pedonali semaforizzati possono essere dotati
di  segnalazioni  acustiche  per  non vedenti. Le luci delle lanterne
semaforiche pedonali sono a forma di pedone colorato su fondo nero. I
colori sono:
    a) rosso, con significato di arresto e non consente ai pedoni  di
effettuare l'attraversamento, ne' di impegnare la carreggiata;
    b)  giallo,  con  significato  di  sgombero  dell'attraversamento
pedonale e consente  ai  pedoni  che  si  trovano  all'interno  dello
attraversamento di sgombrarlo il piu' rapidamente possibile e vieta a
quelli che si trovano sul marciapiede di impegnare la carreggiata;
    c)  verde,  con  significato  di  via libera e consente ai pedoni
l'attraversamento della carreggiata nella sola  direzione  consentita
dalla luce verde.
  6.  Le  luci delle lanterne semaforiche per velocipedi sono a forma
di bicicletta colorata su fondo nero; i colori sono rosso,  giallo  e
verde; il significato e' identico a quello delle luci di cui al comma
2, ma limitatamente ai velocipedi provenienti da una pista ciclabile.
  7.  Le  luci delle lanterne semaforiche per corsie reversibili sono
rossa a forma di X, con  significato  di  divieto  di  percorrere  la
corsia  o  di impegnare il varco sottostante la luce, e verde a forma
di freccia, con significato di consenso a percorrere la corsia  o  ad
impegnare il varco sottostante la luce.
  8.  Tutti  i  segnali  e dispositivi luminosi previsti dal presente
articolo sono soggetti ad omologazione da  parte  del  Ministero  dei
lavori  pubblici, previo accertamento del grado di protezione e delle
caratteristiche geometriche, fotometriche, cromatiche e di  idoneita'
indicati (( dal regolamento e da specifiche normative )) .
  9.  Durante  il  periodo  di accensione della luce verde, i veicoli
possono  procedere  verso  tutte  le   direzioni   consentite   dalla
segnaletica  verticale  ed  orizzontale;  in  ogni caso i veicoli non
possono impegnare l'area di intersezione se i conducenti non hanno la
certezza di poterla sgombrare prima dell'accensione della luce rossa;
i conducenti devono  dare  sempre  la  precedenza  ai  pedoni  ed  ai
ciclisti   ai   quali  sia  data  contemporaneamente  via  libera;  i
conducenti in svolta devono, altresi', dare la precedenza ai  veicoli
provenienti  da destra ed ai veicoli della corrente di traffico nella
quale vanno ad immettersi.
  10. Durante il periodo di accensione della luce gialla,  i  veicoli
non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l'arresto, di
cui  al comma 11, a meno che vi si trovino cosi' prossimi, al momento
dell'accensione della luce gialla, che non possano piu' arrestarsi in
condizioni  di  sufficiente  sicurezza;  in  tal  caso  essi   devono
sgombrare   sollecitamente   l'area  di  intersezione  con  opportuna
prudenza.
  11. Durante il periodo di accensione della luce  rossa,  i  veicoli
non  devono  superare  la  striscia  di  arresto; in mancanza di tale
striscia i veicoli non devono impegnare l'area di  intersezione,  ne'
l'attraversamento  pedonale,  ne' oltrepassare il segnale, in modo da
poterne osservare le indicazioni.
  12. Le luci delle lanterne semaforiche veicolari di corsia o quelle
per i veicoli di trasporto pubblico hanno lo stesso significato delle
corrispondenti  luci   delle   lanterne   semaforiche   normali,   ma
limitatamente  ai  soli veicoli che devono proseguire nella direzione
indicata dalle frecce o dalle barre; di conseguenza, i conducenti  di
detti  veicoli  devono  attenersi  alle stesse disposizioni di cui ai
commi 9, 10 e 11.
  13. Nel caso in cui la lanterna semaforica pedonale o quella per  i
velocipedi risulti spenta o presenti indicazioni anomale, il pedone o
il  ciclista  ha  l'obbligo  di  usare  particolare prudenza anche in
relazione alla possibilita' che verso altre  direzioni  siano  accese
luci che consentano il passaggio ai veicoli che interferiscono con la
sua traiettoria di attraversamento.
  14.  Durante  il  periodo  di accensione delle luci verde, gialla o
rossa a forma di bicicletta,  i  ciclisti  devono  tenere  lo  stesso
comportamento  dei veicoli nel caso di lanterne semaforiche veicolari
normali di cui rispettivamente ai commi 9, 10 e 11.
  15. In assenza di lanterne semaforiche per i velocipedi, i ciclisti
sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei
pedoni.
  16.  Durante  il  periodo  di  accensione delle luci delle lanterne
semaforiche  per  corsie  reversibili,  i  conducenti   non   possono
percorrere la corsia o impegnare il varco sottostanti alla luce rossa
a  forma  di  X;  possono  percorrere  la corsia o impegnare il varco
sottostanti la luce verde a forma di freccia rivolta verso il  basso.
E' vietato ai veicoli di arrestarsi comunque dinnanzi alle luci delle
lanterne  semaforiche  per corsie reversibili anche quando venga data
l'indicazione della X rossa.
  17. In presenza di una luce gialla lampeggiante, di cui al comma 1,
lettera i), i veicoli possono procedere purche' a moderata  velocita'
e con particolare prudenza, rispettando le norme di precedenza.
  18.  Qualora  per  avaria o per altre cause una lanterna semaforica
veicolare  di  qualsiasi  tipo  sia  spenta  o  presenti  indicazioni
anomale, il conducente ha l'obbligo di procedere a minima velocita' e
di  usare  particolare  prudenza anche in relazione alla possibilita'
che verso  altre  direzioni  siano  accese  luci  che  consentono  il
passaggio.  Se,  peraltro, le indicazioni a lui dirette sono ripetute
da altre lanterne semaforiche efficienti egli  deve  tener  conto  di
esse.
  19.  Il  regolamento stabilisce forme, caratteristiche, dimensioni,
colori e simboli  dei  segnali  luminosi,  nonche'  le  modalita'  di
impiego  e  il comportamento che l'utente della strada deve tenere in
rapporto alle varie situazioni segnalate.
                              Art. 42.
                        Segnali complementari
  1. I segnali complementari sono destinati ad evidenziare o  rendere
noto:
    a) il tracciato stradale;
    b) particolari curve e punti critici;
    c) ostacoli posti sulla carreggiata o ad essa adiacenti.
  2. Sono, altresi', segnali complementari i dispositivi destinati ad
impedire la sosta o a rallentare la velocita'.
  3.  Il  regolamento  stabilisce forme, dimensioni, colori e simboli
dei segnali complementari, le loro caratteristiche costruttive  e  le
modalita' di impiego e di apposizione.
                              Art. 43.
               Segnalazioni degli agenti del traffico
  1. Gli utenti della strada sono tenuti ad ottemperare senza indugio
alle  segnalazioni  degli  agenti  preposti  alla   regolazione   del
traffico.
  2. Le prescrizioni date mediante segnalazioni eseguite dagli agenti
annullano  ogni  altra  prescrizione  data  a mezzo della segnaletica
stradale ovvero delle norme di circolazione.
  3. Le segnalazioni degli agenti sono, in particolare, le seguenti:
    a) braccio alzato verticalmente significa: "attenzione,  arresto"
per  tutti gli utenti, ad eccezione dei conducenti che non siano piu'
in grado di fermarsi in sufficienti condizioni di  sicurezza;  se  il
segnale  e'  fatto  in una intersezione, esso non impone l'arresto ai
conducenti che abbiano gia' impegnato l'intersezione stessa;
    b) braccio o braccia tesi orizzontalmente significano:  "arresto"
per  tutti  gli  utenti,  qualunque  sia  il  loro  senso  di marcia,
provenienti da direzioni intersecanti quella indicata dal  braccio  o
dalle  braccia e per contro "via libera" per coloro che percorrono la
direzione indicata dal braccio o dalle braccia.
  4. Dopo  le  segnalazioni  di  cui  al  comma  3,  l'agente  potra'
abbassare  il  braccio  o  le  braccia;  la nuova posizione significa
ugualmente "arresto" per tutti gli utenti che si  trovano  di  fronte
all'agente  o  dietro di lui e "via libera" per coloro che si trovano
di fianco.
  5. Gli agenti, per esigenze connesse con  la  fluidita'  o  con  la
sicurezza  della  circolazione,  possono  altresi  far  accelerare  o
rallentare la  marcia  dei  veicoli,  fermare  o  dirottare  correnti
veicolari  o  singoli  veicoli, nonche' dare altri ordini necessari a
risolvere situazioni  contingenti,  anche  se  in  contrasto  con  la
segnaletica esistente, ovvero con le norme di circolazione.
  6.  Nel regolamento sono precisate altre segnalazioni eventualmente
necessarie per la regolazione del traffico, nonche' modalita' e mezzi
per rendere facilmente riconoscibili e visibili a  distanza,  sia  di
giorno  che  di  notte,  gli  agenti  preposti  alla  regolazione del
traffico  e  i  loro  ordini,  anche  a  mezzo  di  apposito  segnale
distintivo.
                            Art. 44 (a).
                         Passaggi a livello
  1. In corrispondenza dei  passaggi  a  livello  con  barriere  puo'
essere  collocato,  a destra della strada, un dispositivo ad una luce
rossa fissa, posto a cura e  spese  dell'esercente  la  ferrovia,  il
quale avverta in tempo utile della chiusura delle barriere, integrato
da   altro  dispositivo  di  segnalazione  acustica.  I  dispositivi,
luminoso e acustico, sono obbligatori qualora  trattasi  di  barriere
manovrate  a  distanza  o  non  visibili  direttamente  dal  posto di
manovra. Sono considerate barriere le sbarre, i cancelli e gli  altri
dispositivi di chiusura equivalenti.
  2.  In  corrispondenza dei passaggi a livello con semibarriere deve
essere  collocato,  sulla  destra  della  strada,  a  cura  e   spese
dell'esercente  la ferrovia, un dispositivo luminoso a due luci rosse
lampeggianti alternativamente che entra in funzione per avvertire  in
tempo  utile  della  chiusura  delle  semibarriere,  integrato  da un
dispositivo di segnalazione acustica. Le semibarriere possono  essere
installate  solo nel caso che la carreggiata sia divisa nei due sensi
di marcia da spartitraffico invalicabile  di  adeguata  lunghezza.  I
passaggi  a  livello  su  strada a senso unico muniti di barriere che
sbarrano  l'intera  carreggiata  solo  in  entrata  sono  considerati
passaggi a livello con semibarriere.
  3.   Nel   regolamento   sono  stabiliti  i  segnali  verticali  ed
orizzontali obbligatori di  presegnalazione  e  di  segnalazione  dei
passaggi   a  livello,  le  caratteristiche  dei  segnali  verticali,
luminosi ed acustici, nonche' la superficie minima rifrangente  delle
barriere, delle semibarriere e dei cavalletti da collocare in caso di
avaria.
  4.  Le opere necessarie (( per l'adeguamento dei passaggi a livello
e quelle )) per assicurare la visibilita' delle strade ferrate  hanno
carattere di pubblica utilita', nonche' di indifferibilita' e urgenza
ai  fini dell'applicazione delle leggi sulle espropriazioni per causa
di pubblica utilita'.
                            Art. 45 (a).
       Uniformita' della segnaletica, dei mezzi di regolazione
                     e controllo ed omologazioni
  1.  Sono  vietati  la  fabbricazione  e  l'impiego  di  segnaletica
stradale  non prevista o non conforme a quella stabilita dal presente
codice, dal regolamento o dai decreti o  da  direttive  ministeriali,
nonche'  la  collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici in modo
diverso da quello prescritto.
  2. Il  Ministero  dei  lavori  pubblici  puo'  intimare  agli  enti
proprietari,  concessionari  o gestori delle strade, ai comuni e alle
province, alle imprese  o  persone  autorizzate  o  incaricate  della
collocazione  della  segnaletica, di sostituire, integrare, spostare,
rimuovere o correggere, entro un termine massimo di quindici  giorni,
ogni  segnale  non conforme, per caratteristiche, modalita' di scelta
del simbolo, di impiego, di  collocazione,  alle  disposizioni  delle
presenti   norme   e   del   regolamento,  dei  decreti  e  direttive
ministeriali, ovvero quelli che  possono  ingenerare  confusione  con
altra  segnaletica,  nonche'  a  provvedere  alla  collocazione della
segnaletica mancante. Per la segnaletica dei passaggi  a  livello  di
cui  all'art.  44  i  provvedimenti  vengono  presi  d'intesa  con il
Ministero dei trasporti.
  3. Decorso inutilmente il  tempo  indicato  nella  intimazione,  la
rimozione,  la  sostituzione, l'installazione, lo spostamento, ovvero
la correzione e quanto altro  occorre  per  rendere  le  segnalazioni
conformi  alle norme di cui al comma 2, sono effettuati dal Ministero
dei lavori pubblici, che esercita il potere sostitutivo nei confronti
degli enti proprietari, concessionari o gestori delle strade, a  cura
dei dipendenti degli uffici centrali o periferici.
  4.  Le  spese  relative  sono  recuperate  dal  Ministro dei lavori
pubblici, a carico degli enti inadempienti,  mediante  ordinanza  che
costituisce titolo esecutivo.
  5. Per i segnali che indicano installazioni o servizi, posti in op-
era  dai  soggetti autorizzati, l'ente proprietario della strada puo'
intimare, ove occorra, ai soggetti stessi di  reintegrare,  spostare,
rimuovere  immediatamente  e,  comunque,  non  oltre  dieci giorni, i
segnali che non siano conformi alle norme di cui al  comma  2  o  che
siano  anche  parzialmente deteriorati o non piu' corrispondenti alle
condizioni locali o che possano disturbare o confondere la visione di
altra segnaletica stradale. Decorso inutilmente il  termine  indicato
nella   intimazione,   l'ente   proprietario  della  strada  provvede
d'ufficio,  a  spese  del  trasgressore.  Il  prefetto  su  richiesta
dell'ente proprietario ne ingiunge il pagamento con propria ordinanza
che costituisce titolo esecutivo.
  6.  Nel  regolamento  sono  precisati  i segnali, i dispositivi, le
apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e  regolazione
del  traffico,  nonche' quelli atti all'accertamento e al rilevamento
automatico  delle  violazioni  alle  norme  di  circolazione,  ed   i
materiali  che, per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti
all'approvazione (( od omologazione )) da  parte  del  Ministero  dei
lavori    pubblici,   previo   accertamento   delle   caratteristiche
geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneita' e di quanto altro
necessario. Nello  stesso  regolamento  sono  precisate  altresi'  le
modalita' di omologazione e di approvazione.
  7.  Chiunque  viola  le  norme  del  comma  1 e quelle relative del
regolamento, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  8. La fabbricazione dei segnali stradali e' consentita alle imprese
autorizzate  dall'Ispettorato  generale  per  la  circolazione  e  la
sicurezza stradale di cui all'art. 35, comma 3, che provvede, a mezzo
di specifico servizio, ad accertare i requisiti tecnico-professionali
e la dotazione di adeguate  attrezzature  che  saranno  indicati  nel
regolamento.  Nel  regolamento  sono,  altresi',  stabiliti i casi di
revoca dell'autorizzazione.
  9. Chiunque abusivamente costruisce, fabbrica o  vende  i  segnali,
dispositivi  o  apparecchiature,  di  cui al comma 6, non omologati o
comunque difformi dai prototipi omologati o  approvati  e'  soggetto,
ove  il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire unmilione  a  lire  quattromilioni.  A
tale  violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della
confisca delle cose oggetto della violazione, secondo  le  norme  del
capo I, sezione II, del titolo VI.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo I*DEI VEICOLI IN GENERALE*
Art. 46. Nozione di veicolo 1. Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall'uomo. Non rientrano nella definizione di veicolo quelle per uso di bambini o di invalidi, anche se asservite da motore, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento.
                            Art. 47 (a).
                     Classificazione dei veicoli
  1. I veicoli si classificano, ai fini  del  presente  codice,  come
segue:
    a) veicoli a braccia;
    b) veicoli a trazione animale;
    c) velocipedi;
    d) slitte;
    e) ciclomotori;
    f) motoveicoli;
    g) autoveicoli;
    h) filoveicoli;
    i) rimorchi;
    l) macchine agricole;
    m) macchine operatrici;
    n) veicoli con caratteristiche atipiche.
  2.  I  veicoli  a  motore  e i loro rimorchi, (( di cui al comma 1,
lettere )) e), f), g), h), i) e n) sono  altresi'  classificati  come
segue in base alle categorie internazionali:
    a)  -  categoria  L1:  veicoli  a due ruote la cilindrata del cui
motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50 cc e  la  cui
velocita'  massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il  sistema  di
propulsione) non supera i 50 km/h;
    - categoria L2: veicoli a tre ruote la cilindrata del cui  motore
(se  si  tratta  di  motore  termico)  non  supera  i  50 cc e la cui
velocita'  massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il  sistema  di
propulsione) non supera i 50 km/h;
    -  categoria L3: veicoli a due ruote la cilindrata del cui motore
(se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o  la  cui  velocita'
massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il sistema di propulsione)
supera i 50 km/h;
    -  categoria  L4:  veicoli  a  tre  ruote  asimmetriche  rispetto
all'asse  longitudinale  mediano, la cilindrata del cui motore (se si
tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui  velocita'  massima
di  costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 50
km/h (motocicli con carrozzetta laterale);
    - categoria L5: veicoli a tre ruote simmetriche rispetto all'asse
longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore (se si tratta  di
motore  termico)  supera  i  50  cc  o  la  cui  velocita' massima di
costruzione (qualunque sia il sistema di  propulsione)  supera  i  50
km/h;
    b)  -  categoria  M:  veicoli  a motore destinati al trasporto di
persone ed aventi almeno quattro ruote;
    - categoria M1: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente;
    - categoria M2: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
piu' di otto posti a sedere oltre al sedile del  conducente  e  massa
massima non superiore a 5 t;
    - categoria M3: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
piu'  di  otto  posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa
massima superiore a 5 t;
    c) - categoria N: veicoli a  motore  destinati  al  trasporto  di
merci, aventi almeno quattro ruote;
    -  categoria  N1: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi
massa massima non superiore a 3,5 t;
    - categoria N2: veicoli destinati al trasporto di  merci,  aventi
massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t;
    -  categoria  N3: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi
massa massima superiore a 12 t;
    d) - categoria O: rimorchi (compresi i semirimorchi);
    - categoria O1: rimorchi con massa massima non superiore  a  0,75
t;
    -  categoria O2: rimorchi con massa massima superiore a 0,75 t ma
non superiore a 3,5 t;
    - categoria O3: rimorchi con massa massima superiore a 3,5  t  ma
non superiore a 10 t;
    - categoria O4: rimorchi con massa massima superiore a 10 t.
                              Art. 48.
                          Veicoli a braccia
  1. I veicoli a braccia sono quelli:
    a) spinti o trainati dall'uomo a piedi;
    b) azionati dalla forza muscolare dello stesso conducente.
                              Art. 49.
                     Veicoli a trazione animale
  1. I veicoli a trazione animale sono i veicoli trainati  da  uno  o
piu' animali e si distinguono in:
    a) veicoli destinati principalmente al trasporto di persone;
    b) veicoli destinati principalmente al trasporto di cose;
    c)  carri  agricoli destinati a trasporti per uso esclusivo delle
aziende agricole.
  2. I veicoli a trazione animale muniti di pattini  sono  denominati
slitte.
                              Art. 50.
                             Velocipedi
  1. I velocipedi sono i veicoli con due o piu' ruote  funzionanti  a
propulsione  esclusivamente  muscolare,  per  mezzo  di  pedali  o di
analoghi dispositivi, azionati  dalle  persone  che  si  trovano  sul
veicolo.
  2.  I  velocipedi  non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di
lunghezza e 2,20 m di altezza.
                              Art. 51.
                               Slitte
  1. La circolazione delle slitte e di  tutti  i  veicoli  muniti  di
pattini,  a  trazione  animale,  e' ammessa soltanto quando le strade
sono ricoperte di ghiaccio o neve di spessore sufficiente ad  evitare
il danneggiamento del manto stradale.
  2.  Chiunque  circola con slitte in assenza delle condizioni di cui
al comma 1 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma da lire trentamila a lire centoventimila.
                            Art. 52 (a).
                             Ciclomotori
  1. I ciclomotori sono veicoli a motore a due o tre ruote aventi  le
seguenti caratteristiche:
    a) motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico;
    b)  capacita'  di  sviluppare su strada orizzontale una velocita'
fino a (( 45 km/h )) .
(( 2. I ciclomotori a tre ruote possono, per costruzione, essere   ))
(( destinati al trasporto di merci. La massa e le dimensioni sono  ))
(( stabilite in adempimento delle direttive comunitarie a          ))
(( riguardo, con decreto del Ministro dei trasporti, o, in         ))
(( alternativa, in applicazione delle corrispondenti prescrizioni  ))
(( tecniche contenute nelle raccomandazioni o nei regolamenti      ))
(( emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione ))
(( economica per l'Europa, recepiti dal Ministero dei trasporti,   ))
(( ove a cio' non osti il diritto comunitario. ))                  ))
  3. Le caratteristiche (( dei veicoli )) di  cui  ai  commi  1  e  2
devono  risultare  per  costruzione. Nel regolamento sono stabiliti i
criteri per la determinazione delle caratteristiche suindicate  e  le
modalita'  per  il  controllo delle medesime, nonche' le prescrizioni
tecniche atte ad  evitare  l'agevole  manomissione  degli  organi  di
propulsione.
  4.  Detti  veicoli,  qualora  superino  il limite stabilito per una
delle caratteristiche indicate nei commi  1  e  2,  sono  considerati
motoveicoli.
                            Art. 53 (a).
                             Motoveicoli
  1. I motoveicoli sono veicoli a motore, a due, tre o quattro ruote,
e si distinguono in:
    a) motocicli: veicoli a  due  ruote  destinati  al  trasporto  di
persone, in numero non superiore a due compreso il conducente;
    b) motocarrozzette: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di
persone, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello
del conducente ed equipaggiati di idonea carrozzeria;
    c)  motoveicoli  per  trasporto  promiscuo:  veicoli  a tre ruote
destinati al trasporto di persone e  cose,  capaci  di  contenere  al
massimo quattro posti compreso quello del conducente;
    d) motocarri: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di cose;
    e)  mototrattori:  motoveicoli a tre ruote destinati al traino di
semirimorchi. (( Tale classificazione deve essere ))
(( abbinata a quella di motoarticolato, con la definizione del     ))
(( tipo o dei tipi dei semirimorchi di cui al comma 2, che possono ))
(( essere abbinati a ciascun mototrattore; ))                      ))
    f) motoveicoli per  trasporti  specifici:  veicoli  a  tre  ruote
destinati   al   trasporto  di  determinate  cose  o  di  persone  in
particolari   condizioni   e   caratterizzati   dall'essere    muniti
permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
    g)   motoveicoli   per   uso   speciale:   veicoli  a  tre  ruote
caratterizzati da particolari attrezzature installate permanentemente
sugli  stessi;  su  tali  veicoli  e'  consentito  il  trasporto  del
personale  e  dei  materiali  connessi  con  il ciclo operativo delle
attrezzature;
    h) quadricicli a motore: veicoli a  quattro  ruote  destinati  al
trasporto  di  cose  con  al  massimo una persona oltre al conducente
nella cabina di guida, ai trasporti specifici e per uso speciale,  la
cui  massa  a  vuoto non superi le 0,55 t, con esclusione della massa
delle batterie se a  trazione  elettrica,  capaci  di  sviluppare  su
strada   orizzontale  una  velocita'  massima  fino  a  80  km/h.  Le
caratteristiche costruttive sono  stabilite  dal  regolamento.  Detti
veicoli,  qualora  superino  anche uno solo dei limiti stabiliti sono
considerati autoveicoli.
  2.  Sono,  altresi',  considerati  motoveicoli  i   motoarticolati:
complessi   di  veicoli,  costituiti  da  un  mototrattore  e  da  un
semirimorchio, destinati al trasporto di cui alle lettere (( d), f) e
g) )) .
  3.  Nel  regolamento  sono  elencati  i  tipi  di  motoveicoli   da
immatricolare  come motoveicoli per trasporti specifici e motoveicoli
per uso speciale.
  4. I motoveicoli non possono superare 1,60 m di larghezza,  4,00  m
di lunghezza e 2,50 m di altezza. La massa complessiva a pieno carico
di un motoveicolo non puo' eccedere 2,5 t.
  5.  I  motoarticolati possono raggiungere la lunghezza massima di 5
m.
  6.  I motoveicoli di cui alle lettere (( d), e), f) e g) )) possono
essere attrezzati con un numero di posti, per le persone  interessate
al trasporto, non superiore a due, compreso quello del conducente.
                              Art. 54.
                             Autoveicoli
  1. Gli autoveicoli sono veicoli a motore con almeno quattro  ruote,
esclusi i motoveicoli, e si distinguono in:
    a) autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
    b)   autobus:   veicoli   destinati   al   trasporto  di  persone
equipaggiati con piu' di nove posti compreso quello del conducente;
    c) autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una  massa
complessiva  a  pieno  carico  non  superiore  a  3,5  t o 4,5 t se a
trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone  e
di  cose  e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello
del conducente;
    d) autocarri: veicoli destinati al  trasporto  di  cose  e  delle
persone addette all'uso o al trasporto delle cose stesse;
    e)  trattori stradali: veicoli destinati esclusivamente al traino
di rimorchi o semirimorchi;
    f) autoveicoli per  trasporti  specifici:  veicoli  destinati  al
trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni,
caratterizzati   dall'essere   muniti   permanentemente  di  speciali
attrezzature relative a tale scopo;
    g)  autoveicoli  per   uso   speciale:   veicoli   caratterizzati
dall'essere   muniti   permanentemente  di  speciali  attrezzature  e
destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su  tali  veicoli  e'
consentito  il  trasporto  del personale e dei materiali connessi col
ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse  alla
destinazione d'uso delle attrezzature stesse;
    h)  autotreni:  complessi  di  veicoli  costituiti  da due unita'
distinte, agganciate, delle quali una motrice.  Ai  soli  fini  della
applicazione dell'art. 61, commi 1 e 2, costituiscono un'unica unita'
gli  autotreni  caratterizzati  in  modo  permanente  da  particolari
attrezzature per il trasporto di cose determinate nel regolamento. In
ogni caso se vengono superate le dimensioni massime di  cui  all'art.
61, il veicolo o il trasporto e' considerato eccezionale;
    i) autoarticolati: complessi di veicoli costituiti da un trattore
e da un semirimorchio;
    l) autosnodati: autobus composti da due tronconi rigidi collegati
tra  loro  da  una  sezione  snodata.  Su  questi  tipi  di veicoli i
compartimenti viaggiatori situati in ciascuno dei due tronconi rigidi
sono comunicanti. La sezione snodata permette la libera  circolazione
dei   viaggiatori   tra  i  tronconi  rigidi.  La  connessione  e  la
disgiunzione delle due parti possono essere  effettuate  soltanto  in
officina;
    m)  autocaravan:  veicoli  aventi  una  speciale  carrozzeria  ed
attrezzati  permanentemente  per  essere  adibiti  al   trasporto   e
all'alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente;
   n)  mezzi  d'opera:  veicoli  o  complessi  di  veicoli  dotati di
particolare attrezzatura per il carico e il trasporto di materiali di
impiego  o  di  risulta   dell'attivita'   edilizia,   stradale,   di
escavazione  mineraria  e materiali assimilati ovvero che completano,
durante  la marcia, il ciclo produttivo di specifici materiali per la
costruzione edilizia; tali veicoli o  complessi  di  veicoli  possono
essere  adibiti a trasporti in eccedenza ai limiti di massa stabiliti
nell'art. 62 e non superiori a quelli di cui all'art. 10, comma 8,  e
comunque nel rispetto dei limiti dimensionali fissati nell'art. 61. I
mezzi  d'opera devono essere, altresi', idonei allo specifico impiego
nei cantieri o utilizzabili a uso misto su strada e fuori strada.
  2. Nel  regolamento  sono  elencati,  in  relazione  alle  speciali
attrezzature   di   cui   sono  muniti,  i  tipi  di  autoveicoli  da
immatricolare come autoveicoli per trasporti specifici ed autoveicoli
per usi speciali.
                              Art. 55.
                             Filoveicoli
  1. I filoveicoli sono veicoli a motore elettrico non  vincolati  da
rotaie e collegati a una linea aerea di contatto per l'alimentazione;
sono  consentite  la installazione a bordo di un motore ausiliario di
trazione, non necessariamente elettrico, e l'alimentazione dei motori
da una sorgente ausiliaria di energia elettrica.
  2. I filoveicoli possono essere distinti,  compatibilmente  con  le
loro  caratteristiche,  nelle categorie previste dall'art. 54 per gli
autoveicoli.
                            Art. 56 (a).
                              Rimorchi
  1. (( Ad eccezione di quanto stabilito dal comma 1,  lettera  e)  e
dal  comma  2  dell'art.  53, )) i rimorchi sono veicoli destinati ad
essere trainati dagli autoveicoli di cui al comma 1  dell'art.  54  e
dai filoveicoli di cui all'art. 55, con esclusione degli autosnodati.
  2. I rimorchi si distinguono in:
    a)  rimorchi  per trasporto di persone, limitatamente ai rimorchi
con almeno due assi ed ai semirimorchi;
    b) rimorchi per trasporto di cose;
    c) rimorchi per  trasporti  specifici,  caratterizzati  ai  sensi
della lettera f) dell'art. 54;
    d)  rimorchi  ad  uso  speciale,  caratterizzati  ai  sensi delle
lettere g) e h) dell'art. 54;
    e) caravan: rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non
superiore ad un metro, aventi speciale carrozzeria ed attrezzati  per
essere adibiti ad alloggio esclusivamente a veicolo fermo;
    f)  rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive:
rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un
metro,  muniti  di  specifica  attrezzatura  atta  al  trasporto   di
attrezzature  turistiche  e  sportive, quali imbarcazioni, alianti od
altre.
  3. I semirimorchi sono veicoli costruiti in modo tale che una parte
di essi si sovrapponga all'unita' motrice e che  una  parte  notevole
della loro massa o del loro carico sia sopportata da detta motrice.
  4.  I  carrelli  appendice  a  non  piu'  di due ruote destinati al
trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da  autoveicoli
di cui all'art. 54, comma 1, esclusi quelli indicati nelle lettere ((
h),  i)  ed l) )) , si considerano parti integranti di questi purche'
rientranti nei limiti di sagoma e di massa previsti dagli articoli 61
e 62 (( e dal regolamento )) .
                            Art. 57 (a).
                          Macchine agricole
  1. Le macchine agricole sono macchine a ruote o a cingoli destinate
ad essere impiegate nelle attivita' agricole e forestali  e  possono,
in quanto veicoli, circolare su strada per il proprio trasferimento e
per  il  trasporto per conto delle aziende agricole e forestali (( di
prodotti agricoli e sostanze di uso agrario, ))  nonche'  di  addetti
alle  lavorazioni;  possono, altresi', portare attrezzature destinate
alla esecuzione di dette attivita'.
  2. Ai fini della circolazione su strada  le  macchine  agricole  si
distinguono in:
    a) SEMOVENTI:
    1)  trattrici  agricole:  macchine  a motore con o senza piano di
carico munite di almeno due assi, prevalentemente atte alla trazione,
concepite per  ((  tirare,  spingere,  portare  prodotti  agricoli  e
sostanze  di  uso  agrario nonche' )) azionare determinati strumenti,
eventualmente equipaggiate con attrezzature portate o semiportate  da
considerare parte integrante della trattrice agricola;
     2)  macchine  agricole  operatrici  a  due o piu' assi: macchine
munite o predisposte per l'applicazione di  speciali  apparecchiature
per l'esecuzione di operazioni agricole;
     3)  macchine  agricole operatrici ad un asse: macchine guidabili
da conducente a terra, che possono essere equipaggiate  con  carrello
separabile  destinato  esclusivamente al trasporto del conducente. La
massa complessiva non puo' superare 0,7 t compreso il conducente;
    b) TRAINATE:
    1) macchine agricole operatrici:  macchine  per  l'esecuzione  di
operazioni agricole e per il trasporto di attrezzature e di accessori
funzionali  per  le  lavorazioni  meccanico-agrarie, trainabili dalle
macchine agricole semoventi  ad  eccezione  di  quelle  di  cui  alla
lettera a), numero 3);
    2)  rimorchi  agricoli:  veicoli destinati al carico e trainabili
dalle trattrici agricole;  possono  eventualmente  essere  muniti  di
apparecchiature   per   lavorazioni   agricole;   qualora   la  massa
complessiva  a  pieno  carico  non  sia  superiore  a  1,5  t,   sono
considerati parte integrante della trattrice traente.
  3.  Ai  fini  della  circolazione  su  strada, le macchine agricole
semoventi a ruote pneumatiche o  a  sistema  equivalente  non  devono
essere  atte  a  superare,  su strada orizzontale, la velocita' di 40
km/h; le macchine agricole a ruote metalliche, semi pneumatiche  o  a
cingoli  metallici,  purche'  muniti  di  sovrappattini,  nonche'  le
macchine  agricole  operatrici  ad  un  asse  con  carrello  per   il
conducente  non devono essere atte a superare, su strada orizzontale,
la velocita' di 15 km/h.
  4. Le macchine agricole di cui alla lettera a), numeri 1) e  2),  e
di cui alla lettera b), numero 1), possono essere
attrezzate  con  un  numero  di posti per gli addetti non superiore a
tre, compreso quello del  conducente;  i  rimorchi  agricoli  possono
essere  adibiti  per  il  trasporto  esclusivo degli addetti, purche'
muniti di idonea attrezzatura non permanente.
                              Art. 58.
                         Macchine operatrici
  1. Le macchine operatrici sono macchine  semoventi  o  trainate,  a
ruote  o  a  cingoli,  destinate ad operare su strada o nei cantieri,
equipaggiate, eventualmente, con  speciali  attrezzature.  In  quanto
veicoli  possono  circolare  su strada per il proprio trasferimento e
per lo spostamento di cose connesse  con  il  ciclo  operativo  della
macchina  stessa  o  del  cantiere,  nei  limiti  e  con le modalita'
stabilite dal regolamento di esecuzione.
  2. Ai fini della circolazione su strada le macchine  operatrici  si
distinguono in:
    a)  macchine  impiegate  per  la costruzione e la manutenzione di
opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino  del
traffico;
    b)   macchine   sgombraneve,   spartineve   o   ausiliarie  quali
spanditrici di sabbia e simili;
    c) carrelli: veicoli destinati alla movimentazione di cose.
  3.  Le  macchine  operatrici  semoventi,  in  relazione  alle  loro
caratteristiche,  possono  essere  attrezzate con un numero di posti,
per gli addetti, non superiore a tre, compreso quello del conducente.
  4. Ai fini della circolazione su strada le macchine operatrici  non
devono essere atte a superare, su strada orizzontale, la velocita' di
40 km/h; le macchine operatrici semoventi a ruote non pneumatiche o a
cingoli  non devono essere atte a superare, su strada orizzontale, la
velocita' di 15 km/h.
                              Art. 59.
                Veicoli con caratteristiche atipiche
  1. Sono considerati atipici i veicoli elettrici leggeri da  citta',
i   veicoli  ibridi  o  multimodali  e  i  microveicoli  elettrici  o
elettroveicoli ultraleggeri, nonche' gli altri  veicoli  che  per  le
loro  specifiche  caratteristiche  non  rientrano fra quelli definiti
negli articoli dal 52 al 58.
  2. Il Ministro  dei  trasporti,  sentiti  i  Ministri  interessati,
stabilisce, con proprio decreto:
    a)  la  categoria,  fra quelle individuate nei suddetti articoli,
alla quale i veicoli atipici devono essere assimilati ai  fini  della
circolazione e della guida;
    b)  i  requisiti  tecnici  di  idoneita'  alla  circolazione  dei
medesimi veicoli individuandoli,  con  criteri  di  equivalenza,  fra
quelli previsti per una o piu' delle categorie succitate.
                            Art. 60 (a).
                  Motoveicoli e autoveicoli d'epoca
              e di interesse storico e collezionistico
  1. Sono considerati appartenenti  alla  categoria  di  veicoli  con
caratteristiche  atipiche  i  motoveicoli  e gli autoveicoli d'epoca,
nonche' i motoveicoli  e  gli  autoveicoli  di  interesse  storico  e
collezionistico.
  2.  Rientrano  nella  categoria dei veicoli d'epoca i motoveicoli e
gli autoveicoli cancellati dal P.R.A.  perche'  destinati  alla  loro
conservazione  in  musei  o  locali pubblici e privati, ai fini della
salvaguardia delle  originarie  caratteristiche  tecniche  specifiche
della  casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei
dispositivi  e  negli  equipaggiamenti  alle   vigenti   prescrizioni
stabilite  per  l'ammissione  alla  circolazione.  Tali  veicoli sono
iscritti in apposito elenco presso il Centro storico della  Direzione
generale della M.C.T.C..
  3. I veicoli d'epoca sono soggetti alle seguenti disposizioni:
    a)  la  loro  circolazione  puo'  essere  consentita  soltanto in
occasione  di   apposite   manifestazioni   o   raduni   autorizzati,
limitatamente   all'ambito  della  localita'  e  degli  itinerari  di
svolgimento delle manifestazioni o raduni. All'uopo  i  veicoli,  per
poter   circolare,   devono   essere  provvisti  di  una  particolare
autorizzazione rilasciata  dal  competente  ufficio  della  Direzione
generale  della  M.C.T.C.  nella  cui  circoscrizione  e' compresa la
localita' sede della manifestazione o del  raduno  ed  al  quale  sia
stato  preventivamente  presentato, da parte dell'ente organizzatore,
l'elenco   particolareggiato   dei   veicoli   partecipanti.    Nella
autorizzazione  sono  indicati  la validita' della stessa, i percorsi
stabiliti  e  la  velocita'  massima  consentita  in  relazione  alla
garanzia di sicurezza offerta dal tipo di veicolo;
    b)  il  trasferimento  di  proprieta'  degli  stessi  deve essere
comunicato   alla   Direzione   generale    della    M.C.T.C.,    per
l'aggiornamento dell'elenco di cui al comma 2.
  4.  Rientrano  nella  categoria  dei  motoveicoli ed autoveicoli di
interesse storico o collezionistico tutti quelli (( di cui risulti ))
l'iscrizione   nei   registri    previsti    dall'art.    5,    comma
trentaquattresimo,  del  decreto-legge  30  dicembre  1982,  n.  953,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio  1983,  n.  53
(b)  .  I  detti veicoli, qualora non iscritti al P.R.A. alla data di
entrata in vigore del presente codice,  per  poter  circolare  devono
essere  reimmatricolati  ed iscritti nei registri del P.R.A., secondo
le norme del presente codice. La reimmatricolazione e' ammessa quando
i motoveicoli e  gli  autoveicoli  rivestono  le  caratteristiche  di
valore storico o collezionistico necessarie per individuare tale tipo
di  veicoli,  determinate  dal regolamento. Il regolamento stabilisce
anche le caratteristiche  ed  i  requisiti  tecnici  che  i  predetti
veicoli  devono presentare e che si ricollegano ai requisiti previsti
al momento della costruzione, con  le  modificazioni  necessarie  per
adattarli  alle  attuali  esigenze  della  circolazione.  I  medesimi
veicoli sono iscritti in apposito elenco presso la Direzione generale
della M.C.T.C..
  5.  I  veicoli  di  interesse  storico  o  collezionistico  possono
circolare sulle strade purche' posseggano i  requisiti  previsti  per
questo  tipo  di  veicoli,  determinati  dal regolamento ai sensi del
comma 4.
  6. Chiunque circola  con  veicoli  d'epoca  senza  l'autorizzazione
prevista dal comma 3, ovvero con veicoli di cui al comma 5 sprovvisti
dei requisiti previsti per questo tipo di veicoli dal regolamento, e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila se si tratta di autoveicoli, o
da  lire  cinquantamila  a  lire  duecentomila  se   si   tratta   di
motoveicoli.
                            Art. 61 (a).
                            Sagoma limite
  1. Fatto salvo quanto disposto nell'art. 10 e nei commi  successivi
del  presente  articolo,  ogni  veicolo  compreso  il suo carico deve
avere:
    a) larghezza massima non eccedente 2,50 m; nel  computo  di  tale
larghezza  non  sono  comprese  le  sporgenze  dovute ai retrovisori,
purche' mobili;
    b) altezza massima non eccedente 4 m; per gli autobus e i filobus
destinati a servizi pubblici di linea urbani e  suburbani  circolanti
su  itinerari prestabiliti e' consentito che tale altezza sia di 4,30
m;
    c) lunghezza totale, compresi gli organi di traino, non eccedente
7,50 m per i veicoli ad un asse e  12  m,  ((  con  l'esclusione  dei
semirimorchi, )) per i veicoli isolati a due o piu' assi.
  2.  Gli  autoarticolati  e  gli  autosnodati non devono eccedere la
lunghezza totale, compresi gli organi di traino, di 16,50  m,  sempre
che  siano rispettati gli altri limiti stabiliti nel regolamento; gli
autosnodati  e  filosnodati  adibiti  a  servizio  di  linea  per  il
trasporto  di  persone  destinati a percorrere itinerari prestabiliti
possono raggiungere la lunghezza massima di 18  m;  gli  autotreni  e
filotreni non devono eccedere la lunghezza massima di 18,35 m, sempre
che siano rispettati gli altri limiti stabiliti nel regolamento.
(( 3. Le caratteristiche costruttive e funzionali delle            ))
(( autocaravan e dei caravan sono stabilite con decreto del        ))
(( Ministro dei trasporti. ))                                      ))
  4.  La  larghezza  massima  dei  veicoli  per  trasporto  di  merci
deperibili  in  regime  di   temperatura   controllata   (ATP)   puo'
raggiungere  il  valore  di  2,60  m,  escluse le sporgenze dovute ai
retrovisori, purche' mobili.
  5. Ai fini  della  inscrivibilita'  in  curva  dei  veicoli  e  dei
complessi  di  veicoli,  il  regolamento  stabilisce le condizioni da
soddisfare e le modalita' di controllo.
  6. I veicoli che per specifiche esigenze  funzionali  superano,  da
soli  o  compreso  il  loro  carico, i limiti di sagoma stabiliti nei
precedenti  commi  possono  essere  ammessi  alla  circolazione  come
veicoli o trasporti eccezionali (( se rispondenti alle apposite norme
contenute nel regolamento. ))
  7.  Chiunque  circola  con un veicolo o con un complesso di veicoli
compreso il carico che  supera  i  limiti  di  sagoma  stabiliti  dal
presente  articolo,  ((  salvo  che  lo  stesso costituisca trasporto
eccezionale, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di  una  somma  da  lire  cinquecentomila  a  lire duemilioni. Per la
prosecuzione del  viaggio  si  applicano  le  disposizioni  contenute
nell'art. 164, comma 9 )) .
                              Art. 62.
                            Massa limite
  1. La massa limite complessiva a pieno carico di un veicolo,  salvo
quanto  disposto nell'art. 10 e nei commi 2, 3, 4, 5 e 6 del presente
articolo, costituita dalla massa del  veicolo  stesso  in  ordine  di
marcia  e  da  quella  del  suo  carico,  non puo' eccedere 5 t per i
veicoli ad un asse, 8 t per quelli a due assi e 10 t per quelli a tre
o piu' assi.
(( 2. Con esclusione dei semirimorchi, per i rimorchi muniti di    ))
(( pneumatici tali che il carico unitario medio trasmesso all'area ))
(( di impronta sulla strada non sia superiore a 8 daN/cm(Elevato   ))
(( al Quadrato), la massa complessiva a pieno carico non puo'      ))
(( eccedere 6 t se ad un asse, con esclusione dell'unita'          ))
(( posteriore dell'autosnodato, 22 t se a due assi e 26 t se a tre ))
(( o piu' assi )) .                                                ))
  3. (( Salvo quanto  diversamente  previsto  dall'art.  104,  per  i
veicoli  a  motore  isolati  muniti di pneumatici, tali che il carico
unitario medio trasmesso all'area di impronta sulla  strada  non  sia
superiore  a  8  daN/cm(Elevato al Quadrato) e quando, se trattasi di
veicoli a tre o piu' assi, la distanza fra due assi contigui non  sia
inferiore  ad  1  m,  la massa complessiva a pieno carico del veicolo
isolato non puo' eccedere 18 t se si tratta di veicoli a due  assi  e
25  t  se  si  tratta  di  veicoli  a  tre  o piu' assi; 26 t e 32 t,
rispettivamente, se si tratta di veicoli a tre o quattro o piu'  assi
quando  l'asse  motore  e'  munito  di  penumatici  accoppiati  e  di
sospensioni pneumatiche ovvero riconosciute equivalenti dal Ministero
dei trasporti. )) Qualora si tratti di autobus o filobus a  due  assi
destinati  a  servizi  pubblici  di linea urbani e suburbani la massa
complessiva a pieno carico non deve eccedere le 19 t.
(( 4. Nel rispetto delle condizioni prescritte nei commi 2, 3 e 6, ))
(( la massa complessiva di un autotreno a tre assi non puo'        ))
(( superare 24 t, quella di autoarticolato o di un autosnodato a   ))
(( tre assi non puo' superare 30 t, quella di un autotreno, di un  ))
(( autoarticolato o di un autosnodato non puo' superare 40 t se a  ))
(( quattro assi e 44 t se a cinque o piu' assi. ))                 ))
  5. Qualunque sia il tipo di veicolo, la  massa  gravante  sull'asse
piu' caricato non deve eccedere 12 t.
(( 6. In corrispondenza di due assi contigui la somma delle masse  ))
(( non deve superare 12 t, se la distanza assiale e' inferiore a 1 ))
(( m; nel caso in cui la distanza assiale sia pari o superiore a 1 ))
(( m ed inferiore a 1,3 m, il limite non puo' superare 16 t; nel   ))
(( caso in cui la distanza sia pari o superiore a 1,3 m ed         ))
(( inferiore a 2 m, tale limite non puo' eccedere 20 t.            ))
 7.  Chiunque  circola  con un veicolo che supera compreso il carico,
salvo quanto disposto dall'art. 167, i limiti di massa stabiliti  dal
presente  articolo  e (( dal regolamento )) e' soggetto alle sanzioni
previste dall'art. 10.
                              Art. 63.
                           Traino veicoli
  1. Nessun veicolo puo' trainare o essere trainato  da  piu'  di  un
veicolo,  salvo  che  cio' risulti necessario per l'effettuazione dei
trasporti eccezionali di cui all'art.  10  e  salvo  quanto  disposto
dall'art. 105.
  2. Un autoveicolo puo' trainare un veicolo che non sia rimorchio se
questo  non  e'  piu'  atto  a circolare per avaria o per mancanza di
organi  essenziali,  ovvero  nei  casi  previsti  dall'art.  159.  La
solidita'  dell'attacco,  le  modalita'  del traino, la condotta e le
cautele di guida devono rispondere alle esigenze di  sicurezza  della
circolazione.
  3.  Salvo  quanto  indicato nel comma 2, il Ministero dei trasporti
puo' autorizzare, per speciali esigenze, il traino con autoveicoli di
veicoli non considerati rimorchi.
  4. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per  la  determinazione
della  massa  limite  rimorchiabile, nonche' le modalita' e procedure
per l'agganciamento.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo II*DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, SLITTE E VELOCIPEDI*
Art. 64. Dispositivi di frenatura dei veicoli a trazione animale e delle slitte 1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di un dispositivo di frenatura efficace e disposto in modo da poter essere in qualunque occasione facilmente e rapidamente manovrato. 2. Sono vietati i dispositivi di frenatura che agiscono direttamente sul manto stradale. 3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e dell'art. 69 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 65 (a).
           Dispositivi di segnalazione visiva dei veicoli
                  a trazione animale e delle slitte
  1. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, comma 1, i  veicoli
a  trazione  animale  e  le  slitte devono esser muniti di due fanali
anteriori che  emettano  in  avanti  luce  bianca  e  di  due  fanali
posteriori  che  emettano  all'indietro luce rossa, disposti sui lati
del veicolo. Devono,  altresi',  essere  muniti  di  due  catadiottri
bianchi  anteriormente,  due catadiottri rossi posteriormente e di un
catadiottro arancione su ciascun lato.
  2. I veicoli di cui al comma 1 devono essere dotati di  un  segnale
mobile di pericolo.
  3.  Chiunque  circola  con  un veicolo a trazione animale o con una
slitta non provvisti di dispositivi di segnalazione visiva, nei  casi
in  cui  l'uso dei medesimi e' prescritto, ovvero con dispositivi non
conformi  alle  disposizioni  stabilite  nel  presente   articolo   e
nell'art.  69, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 66 (a).
                        Cerchioni alle ruote
  1. I veicoli a trazione  animale,  di  massa  complessiva  a  pieno
carico  sino  a  6  t,  possono essere muniti di cerchioni metallici,
sempre che tale massa non superi 0,15 volte la somma della  larghezza
dei  cerchioni,  espressa in centimetri. In ogni altro caso i veicoli
devono essere muniti di ruote gommate.
  2. La larghezza di ciascun cerchione non puo' essere mai  inferiore
a  50 mm; i bordi del cerchione a contatto della strada devono essere
arrotondati con raggio non  inferiore  allo  spessore  del  cerchione
metallico;  nella  determinazione  della larghezza si tiene conto dei
raccordi nella misura massima di 5 mm per parte.
  3. La superficie di rotolamento della ruota deve essere  cilindrica
senza spigoli, sporgenze o discontinuita'.
  4.  I  comuni accertano la larghezza dei cerchioni e determinano la
massa complessiva a  pieno  carico  consentita  per  ogni  veicolo  a
trazione animale destinato a trasporto di cose.
  5.   Chiunque  circola  con  un  veicolo  a  trazione  animale  non
rispondente ai requisiti stabiliti dal presente articolo e'  soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 67.
Targhe dei veicoli a trazione animale e delle slitte
  1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di
una targa contenente le indicazioni del proprietario, del  comune  di
residenza,  della  categoria di appartenenza, del numero di matricola
e, per quelli destinati al trasporto di cose, della massa complessiva
a pieno carico, nonche' della larghezza dei cerchioni.
  2. La targa deve essere rinnovata solo  quando  occorre  modificare
alcuna  delle  indicazioni  prescritte o quando le indicazioni stesse
non siano piu' chiaramente leggibili.
  3. La fornitura  delle  targhe  e'  riservata  ai  comuni,  che  le
consegnano  agli interessati complete delle indicazioni stabilite dal
comma 1. Il modello delle targhe  e'  indicato  nel  regolamento.  Il
prezzo  che  l'interessato  corrispondera' al comune e' stabilito con
decreto del Ministro dei lavori pubblici.
  4. I veicoli a trazione animale e le slitte sono  immatricolati  in
apposito registro del comune di residenza del proprietario.
  5.  Chiunque  circola  con  un veicolo a trazione animale o con una
slitta  non  munito  della  targa   prescritta,   ovvero   viola   le
disposizioni  del  comma  2, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
  6. Chiunque abusivamente fabbrica o  vende  targhe  per  veicoli  a
trazione animale o slitte, ovvero usa targhe abusivamente fabbricate,
e'  soggetto,  ove  il  fatto  non  costituisca  reato, alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila  a  lire
quattrocentomila.
  7.  Alle  violazioni  di  cui  ai  commi 5 e 6 consegue la sanzione
amministrativa accessoria della confisca della targa non  rispondente
ai requisiti indicati o abusivamente fabbricata, secondo le norme del
capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 68 (a).
Caratteristiche   costruttive   e   funzionali   e   dispositivi   di
   equipaggiamento dei velocipidi
  1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonche':
    a)  per  la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun
asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote;
    b) per le segnalazioni acustiche: di un campanello;
    c) per le segnalazioni visive: anteriormente di  luci  bianche  o
gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre,
sui  pedali  devono  essere  applicati catadiottri gialli ed analoghi
dispositivi devono essere applicati sui lati.
  2. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1
devono essere presenti e funzionanti nelle ore e  nei  casi  previsti
dall'art. 152, comma 1.
  3.  Le  disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1 non
si applicano ai velocipedi quando  sono  usati  durante  competizioni
sportive.
(( 4. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici sono stabilite  ))
(( le caratteristiche costruttive, funzionali nonche' le modalita' ))
(( di omologazione dei velocipedi a piu' ruote simmetriche che     ))
(( consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente.   ))
(( 5. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di ))
(( un bambino, con idonee attrezzature, le cui caratteristiche     ))
(( sono stabilite nel regolamento. ))                              ))
(( 6. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel    ))
(( quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazione     ))
(( acustica o visiva manchi o non sia conforme alle disposizioni   ))
(( stabilite nel presente articolo e nell'articolo 69, e' soggetto ))
(( alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire ))
(( trentamila a lire centoventimila. ))                            ))
(( 7. Chiunque circola con un velocipede di cui al comma 4, non    ))
(( omologato, e' soggetto alla sanzione amministrativa del         ))
(( pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire             ))
(( duecentomila. ))                                                ))
(( 8. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi o i         ))
(( relativi dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo    ))
(( omologato, ove ne sia richiesta l'omologazione, e' soggetto, se ))
(( il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa    ))
(( del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire       ))
(( duemilioni. ))                                                  ))
                            Art. 69 (a).
   Caratteristiche dei dispositivi di segnalazione e di frenatura
    dei veicoli a trazione animale, delle slitte e dei velocipedi
  1. Nel regolamento sono  stabiliti,  per  i  veicoli  di  cui  agli
articoli 49, 50 e 51, il numero, il (( colore )) , le caratteristiche
e le modalita' di applicazione dei dispositivi di segnalazione visiva
e  le  caratteristiche e le modalita' di applicazione dei dispositivi
di frenatura  dei  veicoli  a  trazione  animale  e  dei  velocipedi,
nonche',   limitatamente   ai   velocipedi,  le  caratteristiche  dei
dispositivi di segnalazione acustica.
                              Art. 70.
   Servizio di piazza con veicoli a trazione animale o con slitte
  1. I comuni sono autorizzati a rilasciare licenze per  il  servizio
di  piazza  con  veicoli  a trazione animale. Tale servizio si svolge
nell'area comunale ed i comuni possono determinare i tratti e le zone
in cui  tali  servizi  sono  consentiti  per  interessi  turistici  e
culturali.  I  veicoli  a  trazione  animale  destinati  a servizi di
piazza, oltre alla targa indicata nell'art. 67, devono essere  muniti
di  altra  targa  con  l'indicazione  "servizio  di piazza". I comuni
possono destinare speciali  aree,  delimitate  e  segnalate,  per  lo
stazionamento  delle  vetture  a  trazione  animale  per i servizi di
piazza.
  2. Il regolamento di esecuzione determina:
     a) i tipi di vettura a trazione animale con le quali puo' essere
esercitato il servizio di piazza;
    b) le condizioni ed i requisiti per ottenere  la  licenza  per  i
servizi di piazza con vetture a trazione animale;
    c)  le  modalita'  per  la revisione, che deve essere eseguita di
regola ogni cinque anni;
    d) le modalita' per il rilascio delle licenze di cui al comma 1.
  3. Nelle localita' e nei periodi di  tempo  in  cui  e'  consentito
l'uso  delle  slitte  possono  essere destinate slitte al servizio di
piazza. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul servizio di
piazza a trazione animale.
  4. Chiunque destina vetture a trazione animale o slitte a  servizio
pubblico  o  di  piazza  senza  avere ottenuto la relativa licenza e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire  centomila  a  lire  quattrocentomila.  Se  la  licenza e' stata
ottenuta, ma non ne sono osservate le condizioni, la sanzione e'  del
pagamento  di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila. In
tal caso consegue la sanzione amministrativa  accessoria  del  ritiro
della licenza.
  5. Dalla violazione prevista dal primo periodo del comma 4 consegue
la  sanzione  accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo III*VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI*Sezione I - Norme costruttive e di equipaggiamento*e accertamenti tecnici per la circolazione*
Art. 71 (a). Caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi 1. Le caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi che interessano sia i vari aspetti della sicurezza della circolazione sia la protezione dell'ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i sistemi di frenatura, sono soggette ad accertamento e sono indicate nel regolamento. 2. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, di concerto con il Ministro dell'ambiente per gli aspetti di sua competenza e con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le particolari caratteristiche costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti specifici o per uso speciale, nonche' i veicoli blindati. 3. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, di concerto con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui ai commi 1 e 2, nonche' le modalita' per il loro accertamento. 4. Qualora i decreti di cui al comma 3 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; in alternativa a quanto prescritto nei richiamati decreti, (( se a cio' non osta il diritto comunitario, )) l'omologazione e' effettuata in applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa, recepiti dal Ministero dei trasporti. (( 5. Con provvedimento del Ministero dei trasporti - Direzione )) (( generale della M.C.T.C. - sono approvate tabelle e norme di )) (( unificazione riguardanti le materie di propria competenza. )) 6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un rimorchio non conformi alle prescrizioni stabilite dal regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila. Se i veicoli e i rimorchi sono adibiti al trasporto di merci pericolose, la sanzione amministrativa e' da lire duecentomila a lire ottocentomila.
                            Art. 72 (a).
         Dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore
                           e loro rimorchi
  1. I ciclomotori, i motoveicoli e  gli  autoveicoli  devono  essere
equipaggiati con:
    a) dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione;
    b)  dispositivi  silenziatori  e  di  scarico  se hanno il motore
termico;
    c) dispositivi di segnalazione acustica;
    d) dispositivi retrovisori;
    e) pneumatici o sistemi equivalenti.
(( 2. Gli autoveicoli e i motoveicoli di massa a vuoto superiore a ))
(( 0,35 t devono essere muniti del dispositivo per la retromarcia. ))
(( Gli autoveicoli devono altresi' essere equipaggiati con:        ))
(( a) dispositivi di ritenuta e dispositivi di protezione, se      ))
(( trattasi di veicoli predisposti fin dall'origine con gli        ))
(( specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, ))
(( per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del Ministro dei ))
(( trasporti;                                                      ))
(( b) segnale mobile di pericolo di cui all'art. 162;              ))
(( c) contachilometri avente le caratteristiche stabilite nel      ))
(( regolamento.                                                    ))
(( 3. Gli autoveicoli possono essere equipaggiati con              ))
(( apparecchiature per il pagamento automatico di pedaggi anche    ))
(( urbani, oppure per la ricezione di segnali ed informazioni      ))
(( sulle condizioni di viabilita'. Possono altresi' essere         ))
(( equipaggiati con il segnale mobile plurifunzionale di soccorso, ))
(( le cui caratteristiche e disciplina d'uso sono stabilite nel    ))
(( regolamento.                                                    ))
  4. I filoveicoli  devono  essere  equipaggiati  con  i  dispositivi
indicati  nei  commi  1,  2 e 3, in quanto applicabili a tale tipo di
veicolo.
  5. I rimorchi devono essere equipaggiati con i dispositivi indicati
al comma  1,  lettere  a)  ed  e).  I  veicoli  di  cui  al  comma  1
riconosciuti atti al traino di rimorchi ed i rimorchi devono altresi'
essere equipaggiati con idonei dispositivi di agganciamento.
  6. Il Ministro dei trasporti, sentito il Ministro dell'interno, con
propri decreti stabilisce i dispositivi supplementari di cui devono o
possono  essere  equipaggiati  i  veicoli indicati nei commi 1 e 5 in
relazione  alla  loro  particolare  destinazione  o  uso,  ovvero  in
dipendenza di particolari norme di comportamento.
  7.  Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, stabilisce norme
specifiche sui dispositivi di equipaggiamento dei  veicoli  destinati
ad essere condotti dagli invalidi ovvero al loro trasporto.
  8.  I  dispositivi  di  cui  ai  commi  precedenti sono soggetti ad
omologazione da parte del Ministero dei trasporti Direzione  generale
della  M.C.T.C., secondo modalita' stabilite con decreti del Ministro
dei trasporti, salvo quanto previsto nell'art.    162.  Negli  stessi
decreti  e' indicata la documentazione che l'interessato deve esibire
a corredo della domanda di omologazione.
  9. (( Nei decreti di cui al comma 8 sono altresi' stabilite, )) per
i dispositivi indicati nei precedenti commi, le prescrizioni tecniche
relative al numero, alle caratteristiche costruttive e  funzionali  e
di  montaggio,  le  caratteristiche  del  contrassegno  che indica la
conformita' dei dispositivi alle norme del  presente  articolo  ed  a
quelle attuative e le modalita' dell'apposizione.
  10. Qualora le norme di cui al comma 9 si riferiscano a dispositivi
oggetto  di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche sono
quelle  contenute  nelle  predette  direttive,  salvo  il  caso   dei
dispositivi  presenti  al comma 7; in alternativa a quanto prescritto
dai richiamati decreti, l'omologazione e' effettuata in  applicazione
delle  corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti
o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per  le  Nazioni
Unite  -  Commissione  economica per l'Europa, recepiti dal Ministero
dei trasporti.
  11. L'omologazione rilasciata da  uno  Stato  estero  per  uno  dei
dispositivi  di cui sopra puo' essere riconosciuta valida in Italia a
condizione di reciprocita' e fatti salvi gli accordi internazionali.
  12. Con  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  puo'  essere  reso
obbligatorio  il  rispetto  di tabelle e norme di unificazione aventi
carattere definitivo ed attinenti alle  caratteristiche  costruttive,
funzionali  e  di  montaggio  dei  dispositivi  di  cui  al  presente
articolo.
  13. Chiunque circola  con  uno  dei  veicoli  citati  nel  presente
articolo  in  cui  alcuno dei dispositivi ivi prescritti manchi o non
sia conforme alle disposizioni stabilite nei  previsti  provvedimenti
e'  soggetto  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 73.
                 Veicoli su rotaia in sede promiscua
  1. I veicoli su rotaia, per circolare  in  sede  promiscua,  devono
essere  muniti  di  dispositivi  di  illuminazione  e di segnalazione
visiva e acustica analoghi a quelli degli autoveicoli. Inoltre devono
essere  muniti  di  dispositivi  tali  da  consentire  al  conducente
l'agevole  visibilita'  anche  a  tergo.  Negli  stessi  il  campo di
visibilita' del conducente, in avanti  e  lateralmente,  deve  essere
tale da consentirgli di guidare con sicurezza.
  2.  Con  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  sono  stabilite le
caratteristiche e le modalita' di installazione  dei  dispositivi  di
cui  al  comma 1, nonche' le caratteristiche del campo di visibilita'
del conducente.
  3. Chiunque circola in sede promiscua  con  un  veicolo  su  rotaia
mancante  di  alcuno dei dispositivi previsti dal presente articolo o
nel quale alcuno dei dispositivi stessi, ivi  compreso  il  campo  di
visibilita',  non  sia  conforme  per  caratteristiche o modalita' di
installazione e funzionamento a quanto stabilito ai sensi del comma 2
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da lire centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 74 (a).
                       Dati di identificazione
  1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i
rimorchi devono avere per costruzione:
    a) una  targhetta  di  identificazione,  solidamente  fissata  al
veicolo stesso;
    b)  un numero di identificazione impresso sul telaio, (( anche se
realizzato con )) una struttura portante o equivalente, riprodotto in
modo tale da non poter essere cancellato o alterato.
  2. La targhetta  e  il  numero  di  identificazione  devono  essere
collocati in punti visibili, su una parte del veicolo che normalmente
non  sia  suscettibile  di  sostituzione  durante l'utilizzazione del
veicolo stesso.
  3. Nel caso in cui il numero di identificazione del telaio o  della
struttura   portante   sia   contraffatto,  alterato,  manchi  o  sia
illeggibile, deve  essere  riprodotto,  a  cura  degli  uffici  della
Direzione  generale della M.C.T.C., un numero distintivo, preceduto e
seguito dal marchio con punzone dell'ufficio stesso.
  4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche, le  modalita'
di applicazione e le indicazioni che devono contenere le targhette di
identificazione, le caratteristiche del numero di identificazione, le
caratteristiche  e le modalita' di applicazione del numero di ufficio
di cui al comma 3.
  5. Qualora le norme del regolamento si riferiscano  a  disposizioni
oggetto  di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche sono
quelle contenute nelle predette direttive; e' fatta salva la facolta'
per gli interessati di chiedere, per  l'omologazione,  l'applicazione
delle  corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti
e nelle raccomandazioni emanate dall'Ufficio europeo per  le  Nazioni
Unite  -  Commissione  economica per l'Europa, recepite dal Ministero
dei trasporti.
  6. Chiunque contraffa', asporta, sostituisce,  altera,  cancella  o
rende  illeggibile  la targhetta del costruttore, ovvero il numero di
identificazione del telaio, e' punito  con  l'arresto  da  quattro  a
dodici   mesi   e  con  l'ammenda  da  lire  cinquecentomila  a  lire
duemilioni, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato.
                            Art. 75 (a).
      Accertamento dei requisiti di idoneita' alla circolazione
                           e omologazione
  1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i
rimorchi,  per  essere  ammessi  alla  circolazione,  sono   soggetti
all'accertamento   dei   dati   di   identificazione   e  della  loro
corrispondenza alle prescrizioni  tecniche  ed  alle  caratteristiche
costruttive  e  funzionali  previste dalle norme del presente codice.
Per i ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un  motore
ausiliario  di cilindrata fino a 50 cc, tale accertamento e' limitato
al solo motore.
  2. L'accertamento di cui al comma 1  ha  luogo  mediante  visita  e
prova  da  parte dei competenti uffici della Direzione generale della
M.C.T.C.  con  modalita'  stabilite  con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti.  Con  lo  stesso decreto e' indicata la documentazione che
l'interessato deve esibire a corredo della domanda di accertamento.
  3. I veicoli indicati nel comma 1, (( i loro componenti  o  entita'
tecniche,  ))  prodotti  in serie, sono soggetti all'omologazione del
tipo; questa ha luogo a seguito dell'accertamento di cui ai commi 1 e
2, effettuata su un prototipo, secondo  le  modalita'  stabilite  con
decreto del Ministro dei trasporti. Con lo stesso decreto e' indicata
la  documentazione  che  l'interessato  deve  esibire a corredo della
domanda di omologazione.
  4. I veicoli di tipo omologato da adibire a  servizio  di  noleggio
con  conducente  per  trasporto  di  persone  di  cui all'art. 85 o a
servizio di piazza, di cui all'art. 86, (( o a servizio di linea  per
trasporto   di   persone   di  cui  all'art.  87,  ))  sono  soggetti
all'accertamento di cui al comma 2.
  5. Fatti salvi gli accordi internazionali, l'omologazione, totale o
parziale, rilasciata da uno Stato estero, puo' essere riconosciuta in
Italia a condizione di reciprocita'.
  6. L'omologazione puo' essere rilasciata anche a veicoli  privi  di
carrozzeria.  Il  successivo  accertamento  sul veicolo carrozzato ha
luogo con le modalita' previste nel comma 2.
  7. Sono fatte salve le competenze del Ministero dell'ambiente.
                            Art. 76 (a).
         Certificato di approvazione, certificato di origine
                   e dichiarazione di conformita'
  1.  L'ufficio  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.  che  ha
proceduto  con  esito favorevole all'accertamento di cui all'art. 75,
comma 2, rilascia  al  costruttore  del  veicolo  il  certificato  di
approvazione.
  2.  Alla richiesta di accertamento deve essere unito il certificato
di origine del veicolo, rilasciato dal medesimo  costruttore.  Quando
si  tratta  di veicoli di tipo omologato (( in uno Stato membro delle
Comunita' europee )) che, a  termine  dell'art.  75,  comma  4,  sono
soggetti   all'accertamento   dei   requisiti   di   idoneita'   alla
circolazione,  il  certificato  di  origine   e'   sostituito   dalla
dichiarazione di conformita' di cui al comma 6.
  3.  Il  rilascio  del  certificato di approvazione e' sospeso per i
necessari  accertamenti  qualora  emergano  elementi   che   facciano
presumere   che  il  veicolo  o  parte  di  esso  siano  di  illecita
provenienza.
  4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e il contenuto
del certificato di approvazione e del certificato di origine.
  5. La Direzione generale della M.C.T.C., visto  l'esito  favorevole
dell'accertamento sul prototipo di cui all'art. 75, comma 3, rilascia
al  costruttore  il certificato di omologazione ed il certificato che
contiene la descrizione degli elementi che caratterizzano il veicolo.
 6. Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato, il
costruttore rilascia all'acquirente la dichiarazione di  conformita'.
Tale  dichiarazione,  redatta sul modello approvato dal Ministero dei
trasporti, (( per i veicoli di tipo omologato in Italia  in  base  ad
omologazione nazionale, )) attesta che il veicolo e' conforme al tipo
omologato.  Di  tale  dichiarazione  il  costruttore  assume la piena
responsabilita' ad ogni effetto di legge. Il costruttore deve  tenere
una  registrazione  progressiva  delle  dichiarazioni  di conformita'
rilasciate.
(( 7. Nel caso di veicoli allestiti o trasformati da costruttori   ))
(( diversi da quello che ha costruito l'autotelaio, ogni           ))
(( costruttore rilascia, per la parte di propria competenza, la    ))
(( certificazione di origine che deve essere accompagnata dalla    ))
(( dichiarazione di conformita', o dal certificato di origine      ))
(( relativi all'autotelaio. Nel caso di omologazione in piu' fasi, ))
(( le relative certificazioni sono costituite dalle dichiarazioni  ))
(( di conformita'. I criteri e le modalita' operative per le       ))
(( suddette omologazioni sono stabilite dal Ministro dei           ))
(( trasporti, con proprio decreto.                                 ))
  8. Chiunque rilascia la dichiarazione  di  conformita'  di  cui  ai
commi  6  e 7 per veicoli non conformi al tipo omologato e' soggetto,
ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma da lire unmilione a lire quattromilioni.
                              Art. 77.
             Controlli di conformita' al tipo omologato
  1.  Il  Ministero  dei  trasporti  ha  facolta'  di  procedere,  in
qualsiasi   momento,   all'accertamento  della  conformita'  al  tipo
omologato dei veicoli a motore, dei rimorchi e dei dispositivi per  i
quali  sia stata rilasciata la relativa dichiarazione di conformita'.
Ha facolta', inoltre, di sospendere  l'efficacia  della  omologazione
dei  veicoli  e  dei  dispositivi o di revocare l'omologazione stessa
qualora dai suddetti accertamenti di  controllo  risulti  il  mancato
rispetto della conformita' al tipo omologato.
  2.  Con  decreto  del  Ministro  dei trasporti, sentiti i Ministeri
interessati,  sono  stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'  per  gli
accertamenti  e  gli  eventuali  prelievi di veicoli e dispositivi. I
relativi oneri sono a carico del titolare dell'omologazione.
  3. Chiunque produce o mette in commercio un veicolo non conforme al
tipo omologato e' soggetto, se il fatto non costituisce  reato,  alla
sanzione  amministrativa del pagamento di una somma da lire unmilione
a lire quattromilioni.
  4. Sono fatte salve le competenze del Ministero dell'ambiente.
                              Art. 78.
     Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in
      circolazione e aggiornamento della carta di circolazione
  1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a
visita e prova presso i competenti uffici  della  Direzione  generale
della  M.C.T.C.  quando  siano  apportate  una  o piu' modifiche alle
caratteristiche  costruttive  o  funzionali,  ovvero  ai  dispositivi
d'equipaggiamento  indicati  negli articoli 71 e 72, oppure sia stato
sostituito  o   modificato   il   telaio.   Entro   sessanta   giorni
dall'approvazione   delle   modifiche,  gli  uffici  della  Direzione
generale della M.C.T.C. ne danno comunicazione ai  competenti  uffici
del P.R.A. solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.
  2.  Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche costruttive e
funzionali, nonche' i  dispositivi  di  equipaggiamento  che  possono
essere  modificati  solo  previa  presentazione  della documentazione
prescritta dal regolamento medesimo.  Sono  stabilite,  altresi',  le
modalita'  per  gli  accertamenti  e  l'aggiornamento  della carta di
circolazione.
  3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano  state  apportate
modifiche   alle   caratteristiche   indicate   nel   certificato  di
omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione,  oppure
con il telaio modificato e che non risulti abbia sostenuto, con esito
favorevole,  le  prescritte  visita  e  prova,  ovvero circola con un
veicolo al quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e
che non risulti abbia sostenuto con esito  favorevole  le  prescritte
visita   e  prova,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  4. Le violazioni  suddette  importano  la  sanzione  amministrativa
accessoria  del  ritiro della carta di circolazione, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 79.
           Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi
                           in circolazione
  1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi  durante  la  circolazione
devono  essere  tenuti  in condizioni di massima efficienza, comunque
tale  da  garantire  la  sicurezza  e  da  contenere  il   rumore   e
l'inquinamento entro i limiti di cui al comma 2.
  2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative
alle  caratteristiche  funzionali  ed  a  quelle  dei  dispositivi di
equipaggiamento cui devono corrispondere i  veicoli,  particolarmente
per  quanto  riguarda  i  pneumatici  e  i  sistemi  equivalenti,  la
frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e  di  illuminazione,
la limitazione della rumorosita' e delle emissioni inquinanti.
  3. Qualora le norme di cui al comma 2 si riferiscano a disposizioni
oggetto  di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche sono
quelle contenute nelle direttive stesse.
  4. Chiunque circola con un veicolo che presenti  alterazioni  nelle
caratteristiche  costruttive  e funzionali prescritte, ovvero circola
con  i  dispositivi  di  cui  all'art.  72  non  funzionanti  o   non
regolarmente installati, e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 80 (a).
                              Revisioni
  1. Il Ministro dei trasporti  stabilisce,  con  propri  decreti,  i
criteri,  i  tempi e le modalita' per l'effettuazione della revisione
generale o parziale delle categorie di veicoli a motore  e  dei  loro
rimorchi,  al  fine di accertare che sussistano in essi le condizioni
di sicurezza per la circolazione e di silenziosita' e che  i  veicoli
stessi  non  producano  emanazioni  inquinanti  superiori  ai  limiti
prescritti; le revisioni,  salvo  quanto  stabilito  nei  commi  8  e
seguenti,  sono  effettuate  a  cura  degli  uffici provinciali della
Direzione generale della M.C.T.C.. Nel regolamento sono stabiliti gli
elementi su cui deve  essere  effettuato  il  controllo  tecnico  dei
dispositivi  che  costituiscono  l'equipaggiamento  dei veicoli e che
hanno rilevanza ai fini della sicurezza stessa.
  2. Le prescrizioni contenute nei decreti  emanati  in  applicazione
del  comma  1  sono  mantenute  in armonia con quelle contenute nelle
direttive della Comunita' europea relative al controllo  tecnico  dei
veicoli a motore.
  3.  Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di
cose o ad uso speciale  di  massa  complessiva  a  pieno  carico  non
superiore  a  3,5  t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la
revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima
immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto  delle
specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in
materia.
  4.  Per  i  veicoli destinati al trasporto di persone con numero di
posti superiore a  nove  compreso  quello  del  conducente,  per  gli
autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa
complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i rimorchi di massa
complessiva  a  pieno  carico  superiore  a 3,5 t, per i taxi, per le
autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e  per
i  veicoli  atipici  la  revisione  deve essere disposta annualmente,
salvo che siano stati gia' sottoposti nell'anno in corso a  visita  e
prova ai sensi dei commi 5 e 6.
  5.  Gli  uffici  della  Direzione generale della M.C.T.C., anche su
segnalazione degli organi di polizia stradale  di  cui  all'art.  12,
qualora  sorgano  dubbi sulla persistenza dei requisiti di sicurezza,
rumorosita' ed inquinamento prescritti, possono ordinare in qualsiasi
momento la revisione di singoli veicoli.
  6. I decreti  contenenti  la  disciplina  relativa  alla  revisione
limitata  al controllo dell'inquinamento acustico ed atmosferico sono
emanati sentito il Ministero dell'ambiente.
  7. In caso di incidente stradale nel quale i  veicoli  a  motore  o
rimorchi  abbiano subito gravi danni in conseguenza dei quali possono
sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione,  gli
organi  di  polizia  stradale  di  cui  all'art.  12,  commi  1  e 2,
intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al  competente
ufficio  della  Direzione generale della M.C.T.C. per la adozione del
provvedimento di revisione singola.
 8. Il Ministro dei trasporti, al fine di assicurare in  relazione  a
particolari   e   contingenti   situazioni   operative  degli  uffici
provinciali della Direzione generale della M.C.T.C., il rispetto  dei
termini  previsti  per  le  revisioni periodiche dei veicoli a motore
capaci di contenere al massimo sedici persone compreso il conducente,
ovvero con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5  t,  puo'  per
singole   province   individuate  con  proprio  decreto  affidare  in
concessione  quinquennale  le  suddette  revisioni  ad   imprese   di
autoriparazione  che  svolgono  la  propria attivita' nel campo della
meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad
imprese che,  esercendo  in  prevalenza  attivita'  di  commercio  di
veicoli, esercitino altresi', con carattere strumentale o accessorio,
l'attivita'  di  autoriparazione. Tali imprese devono essere iscritte
nel registro delle imprese esercenti attivita' di autoriparazione  di
cui  all'art. 2, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 122 (b). ((
Le suddette revisioni possono essere altresi' affidate in concessione
ai  consorzi  e  alle  societa'  consortili,  anche   in   forma   di
cooperativa,  appositamente  costituiti  tra  imprese iscritte ognuna
almeno in una diversa sezione  del  medesimo  registro,  in  modo  da
garantire l'iscrizione in tutte e quattro le sezioni. ))
  9.  Le  imprese  di  cui  al  comma  8 devono essere in possesso di
requisiti tecnico-professionali, di attrezzature e di  locali  idonei
al  corretto esercizio delle attivita' di verifica e controllo per le
revisioni, precisati nel regolamento; il titolare della ditta  o,  in
sua  vece,  il  responsabile  tecnico  devono  essere in possesso dei
requisiti personali e professionali precisati nel  regolamento.  Tali
requisiti   devono   sussistere   durante   tutto  il  periodo  della
concessione. Il Ministro dei trasporti definisce con proprio  decreto
le  modalita'  tecniche  e amministrative per le revisioni effettuate
dalle imprese di cui al comma 8.
  10. Il Ministero dei trasporti - Direzione generale della  M.C.T.C.
effettua  periodici  controlli sulle officine delle imprese di cui al
comma 8 e controlli, anche  a  campione,  sui  veicoli  sottoposti  a
revisione  presso  le  medesime. I controlli periodici sulle officine
delle imprese di cui al comma 8 sono effettuati, con le modalita'  di
cui  all'art.  19, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 1 dicembre 1986, n.
870 (c), da personale della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.  in
possesso  di  laurea ad indirizzo tecnico ed inquadrato in qualifiche
funzionali e profili  professionali  corrispondenti  alle  qualifiche
della  ex carriera direttiva tecnica, (( individuati nel regolamento.
)) I relativi importi a carico delle officine dovranno essere versati
in conto corrente postale ed affluire alle entrate  dello  Stato  con
imputazione  al  capitolo  3566  del  Ministero dei trasporti, la cui
denominazione viene  conseguentemente  modificata  dal  Ministro  del
tesoro.
  11.  Nel  caso  in  cui,  nel  corso  dei controlli, si accerti che
l'impresa non sia piu' in  possesso  delle  necessarie  attrezzature,
oppure  che  le revisioni siano state effettuate in difformita' dalle
prescrizioni vigenti, le concessioni relative ai compiti di revisione
sono revocate.
  12. Il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, di concerto con
il  Ministro  del  tesoro, stabilisce le tariffe per le operazioni di
revisione svolte dalla Direzione  generale  della  M.C.T.C.  e  dalle
imprese  di  cui  al  comma  8,  nonche' quelle inerenti ai controlli
periodici sulle officine ed ai controlli a  campione  effettuati  dal
Ministero dei trasporti - Direzione generale della M.C.T.C., ai sensi
del comma 10.
 13. Le imprese di cui al comma 8, entro i termini e con le modalita'
che  saranno  stabilite  con disposizioni del Ministro dei trasporti,
trasmettono  all'ufficio  provinciale  competente   della   Direzione
generale  della  M.C.T.C. la carta di circolazione, la certificazione
della  revisione  effettuata  con  indicazione  delle  operazioni  di
controllo  eseguite e degli interventi prescritti effettuati, nonche'
l'attestazione del pagamento della tariffa da parte  dell'utente,  al
fine  della  relativa  annotazione sulla carta di circolazione cui si
dovra' procedere entro e non oltre sessanta  giorni  dal  ricevimento
della   carta  stessa.  Effettuato  tale  adempimento,  la  carta  di
circolazione sara' a disposizione presso gli uffici  della  Direzione
generale  della  M.C.T.C.  per il ritiro da parte delle officine, che
provvederanno a restituirla all'utente.  ((  Fino  ))  alla  avvenuta
annotazione   sulla   carta   di   circolazione   la   certificazione
dell'impresa che ha effettuato la revisione sostituisce a  tutti  gli
effetti la carta di circolazione.
  14.  Chiunque  circola  con un veicolo che non sia stato presentato
alla prescritta revisione e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa
del   pagamento   di  una  somma  da  lire  duecentomila  a  lire  ((
ottocentomila. Tale sanzione e' raddoppiabile )) in caso di revisione
omessa per piu' di una volta in relazione alle cadenze previste dalle
disposizioni vigenti (( ovvero nel caso in  cui  si  circoli  con  un
veicolo   sospeso  dalla  circolazione  in  attesa  dell'esito  della
revisione. Da tali violazioni )) discende la sanzione  amministrativa
accessoria  del  ritiro della carta di circolazione, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
  15. Le imprese di cui al comma 8, nei  confronti  delle  quali  sia
stato  accertato  da  parte  dei  competenti uffici provinciali della
Direzione generale della M.C.T.C. il mancato rispetto dei  termini  e
delle  modalita'  stabiliti  dal  Ministro dei trasporti ai sensi del
comma 13, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni. Se nell'arco  di
due  anni  decorrenti  dalla  prima vengono accertate tre violazioni,
l'ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.  revoca
la concessione.
  16. L'accertamento della falsita' della certificazione di revisione
comporta la cancellazione dal registro di cui al comma 8.
  17.   Chiunque  produce  agli  organi  competenti  attestazione  di
revisione  falsa  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento  di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni. Da
tale violazione discende la sanzione  amministrativa  accessoria  del
ritiro  della  carta  di  circolazione,  secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI.
                              Art. 81.
        Competenze dei funzionari del Ministero dei trasporti
                  Direzione generale della M.C.T.C.
  1. Gli accertamenti tecnici previsti dal presente codice in materia
di veicoli a motore e di quelli da essi trainati sono  effettuati  da
dipendenti  appartenenti  ai  ruoli  della  Direzione  generale della
M.C.T.C. della VI, VII, VIII e IX qualifica funzionale  o  dirigenti,
muniti  di diploma di laurea in ingegneria o architettura, ovvero di-
ploma di perito industriale, perito  nautico,  geometra  o  maturita'
scientifica.
  2.  I  dipendenti  di  cui  al comma 1, muniti di diploma di perito
industriale,  perito  nautico,  geometra  o  maturita'   scientifica,
vengono  abilitati  all'effettuazione  degli  accertamenti  tecnici a
seguito di apposito corso di qualificazione con esame finale, secondo
le modalita' stabilite con decreto del Ministro dei trasporti.
  3. Il regolamento  determina  i  profili  professionali  che  danno
titolo  all'effettuazione  degli accertamenti tecnici di cui ai commi
precedenti.
  4. Con decreto del Ministro dei trasporti vengono fissate le  norme
e  le modalita' di effettuazione del corso di qualificazione previsto
dal comma 2.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo III*VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI*Sezione II - Destinazione ed uso dei veicoli*
Art. 82. Destinazione ed uso dei veicoli 1. Per destinazione del veicolo s'intende la sua utilizzazione in base alle caratteristiche tecniche. 2. Per uso del veicolo s'intende la sua utilizzazione economica. 3. I veicoli possono essere adibiti a uso proprio o a uso di terzi. 4. Si ha l'uso di terzi quando un veicolo e' utilizzato, dietro corrispettivo, nell'interesse di persone diverse dall'intestatario della carta di circolazione. Negli altri casi il veicolo si intende adibito a uso proprio. 5. L'uso di terzi comprende: a) locazione senza conducente; b) servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone; c) servizio di linea per trasporto di persone; d) servizio di trasporto di cose per conto terzi; e) servizio di linea per trasporto di cose; f) servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi. 6. Previa autorizzazione dell'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C., gli autocarri possono essere utilizzati, in via eccezionale e temporanea, per il trasporto di persone. L'autorizzazione e' rilasciata in base al nulla osta del prefetto. Analoga autorizzazione viene rilasciata dall'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. agli autobus destinati a servizio di noleggio con conducente, i quali possono essere impiegati, in via eccezionale secondo direttive emanate dal Ministero dei trasporti con decreti ministeriali, in servizio di linea e viceversa. 7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche costruttive del veicolo in relazione alle destinazioni o agli usi cui puo' essere adibito. 8. Ferme restando le disposizioni di leggi speciali, chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila. 9. Chiunque, senza l'autorizzazione di cui al comma 6, utilizza per il trasporto di persone un veicolo destinato al trasporto di cose e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni. 10. Dalla violazione dei commi 8 e 9 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di recidiva la sospensione e' da sei a dodici mesi.
                            Art. 83 (a).
                             Usoproprio
  1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati
al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a  uso  proprio,
la  carta  di  circolazione  puo'  essere  rilasciata soltanto a enti
pubblici, imprenditori,  collettivita',  per  il  soddisfacimento  di
necessita'  strettamente connesse con la loro attivita', a seguito di
accertamento effettuato dalla Direzione generale della M.C.T.C. sulla
sussitenza  di  tali  necessita',  secondo  direttive   emanate   dal
Ministero dei trasporti con decreti ministeriali.
  2.  La  carta  di circolazione dei veicoli soggetti alla disciplina
del trasporto di cose in conto proprio e' rilasciata sulla base della
licenza per l'esercizio del trasporto di cose in  conto  proprio;  su
detta  carta  dovranno  essere annotati gli estremi della licenza per
l'esercizio dell'autotrasporto in conto proprio cosi'  come  previsto
dalla  legge  6  giugno  1974, n. 298, e successive modificazioni. Le
disposizioni di tale legge non si applicano agli  autoveicoli  aventi
una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t.
  3.  Per  gli  altri  documenti di cui deve essere munito il veicolo
adibito al trasporto di  cose  in  conto  proprio  restano  salve  le
disposizioni stabilite dalle norme speciali in materia.
  4.  Chiunque  adibisce  ad  uso proprio un veicolo per trasporto di
persone senza il titolo prescritto oppure violi  le  condizioni  o  i
limiti  stabiliti  nella  carta  di  circolazione  e'  soggetto  alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  5.  La  violazione  di  cui  al  comma  4  importa  ((  la sanzione
accessoria )) della sospensione della carta di  circolazione  per  un
periodo  da  due  a  otto  mesi,  secondo  le norme di cui al capo I,
sezione II, del titolo VI.
  6. Chiunque adibisce ad  uso  proprio  per  trasporto  di  cose  un
veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti
contenuti  nella licenza e' punito con le sanzioni previste dall'art.
46 della legge 6 giugno 1974, n. 298 (b).
                            Art. 84 (a).
                     Locazione senza conducente
(( 1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende     ))
(( adibito a locazione senza conducente quando il locatore, dietro ))
(( corrispettivo, si obbliga a mettere a disposizione del          ))
(( locatario, per le esigenze di quest'ultimo, il veicolo stesso.  ))
(( 2. E' ammessa nell'ambito delle disposizioni che regolano i     ))
(( trasporti internazionali tra Stati membri delle Comunita'       ))
(( europee, l'utilizzazione di autocarri, trattori, rimorchi e     ))
(( semirimorchi, autotreni e autoarticolati locati senza           ))
(( conducente, dei quali risulti locataria un'impresa stabilita in ))
(( un altro Stato membro delle Comunita' europee, a condizione che ))
(( i suddetti veicoli risultino immatricolati o messi in           ))
(( circolazione conformemente alla legislazione dello Stato        ))
(( membro.                                                         ))
(( 3. L'impresa italiana iscritta all'albo degli autotrasportatori ))
(( di cose per conto terzi e titolare di autorizzazioni puo'       ))
(( utilizzare autocarri, rimorchi e semirimorchi, autotreni ed     ))
(( autoarticolati muniti di autorizzazione, acquisiti in           ))
(( disponibilita' mediante contratto di locazione ed in proprieta' ))
(( di altra impresa italiana iscritta all'albo degli               ))
(( autotrasportatori e titolare di autorizzazioni.                 ))
(( 4. Possono, inoltre, essere destinati a locazione senza         ))
(( conducente:                                                     ))
(( a) i veicoli ad uso speciale ed i veicoli destinati al          ))
(( trasporto di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non  ))
(( sia superiore a 6 t;                                            ))
(( b) i veicoli aventi massimo nove posti compreso quello del      ))
(( conducente, destinati al trasporto di persone, nonche' i        ))
(( veicoli per il trasporto promiscuo e le autocaravan, le caravan ))
(( ed i rimorchi destinati al trasporto di attrezzature turistiche ))
(( e sportive.                                                     ))
(( 5. La carta di circolazione di tali veicoli e' rilasciata sulla ))
(( base della prescritta licenza.                                  ))
(( 6. Il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, d'intesa con ))
(( il Ministro dell'interno, e' autorizzato a stabilire eventuali  ))
(( criteri limitativi e le modalita' per il rilascio della carta   ))
(( di circolazione.                                                ))
(( 7. Chiunque adibisce a locazione senza conducente un veicolo    ))
(( non destinato a tale uso e' soggetto alla sanzione              ))
(( amministrativa del pagamento di una somma da lire               ))
(( cinquecentomila a lire duemilioni se trattasi di autoveicoli o  ))
(( rimorchi ovvero da lire cinquantamila a lire duecentomila se    ))
(( trattasi di altri veicoli.                                      ))
(( 8. Alla suddetta violazione consegue la sanzione amministrativa ))
(( accessoria della sospensione della carta di circolazione per un ))
(( periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I,        ))
(( sezione II, del titolo VI.                                      ))
                              Art. 85.
    Servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone
  1. Il servizio di noleggio con conducente per trasporto di  persone
e' disciplinato dalle leggi specifiche che regolano la materia.
  2.  Possono essere destinati ad effettuare servizio di noleggio con
conducente per trasporto di persone:
    a) le motocarrozzette;
    b) le autovetture;
    c) gli autobus;
    d) i motoveicoli e gli autoveicoli per trasporto promiscuo o  per
trasporti specifici di persone;
    e) i veicoli a trazione animale.
  3.  La  carta  di  circolazione di tali veicoli e' rilasciata sulla
base della licenza comunale d'esercizio.
  4. Chiunque adibisce a  noleggio  con  conducente  un  veicolo  non
destinato  a  tale  uso  e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire duecentomila a lire  ottocentomila  e,
se  si  tratta di autobus, da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
La violazione  medesima  importa  la  sanzione  amministrativa  della
sospensione  della carta di circolazione per un periodo da due a otto
mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 86.
      Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi
  1. Il servizio di piazza con autovetture con conducente o  taxi  e'
disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore.
  2.  Chiunque  guidi  un  taxi  senza  essere  munito della relativa
licenza e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire duecentomila a  lire  ottocentomila.  Dalle  violazioni
conseguono  le  sanzioni  amministrative  accessorie del ritiro della
carta di circolazione e della confisca del veicolo,  ai  sensi  delle
disposizioni del capo I, sezione II, del titolo VI.
  3.  Chiunque,  pur  essendo  munito di licenza, guida un taxi senza
ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di  cui  alla
licenza e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma  da  lire  centomila  a lire quattrocentomila. Dalla violazione
consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta
di circolazione e della licenza, ai sensi delle  norme  del  capo  I,
sezione II, del titolo VI.
                              Art. 87.
             Servizio di linea per trasporto di persone
  1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
al  servizio  di  linea  quando  l'esercente,  comunque   remunerato,
effettua  corse  per  una  destinazione  predeterminata  su itinerari
autorizzati e con  offerta  indifferenziata  al  pubblico,  anche  se
questo sia costituito da una particolare categoria di persone.
  2.  Possono  essere  destinati ai servizi di linea per trasporto di
persone:  gli  autobus,  gli  autosnodati,  gli  autoarticolati,  gli
autotreni,  i  filobus, i filosnodati, i filoarticolati e i filotreni
destinati a tale trasporto.
  3. La carta di circolazione di tali  veicoli  e'  rilasciata  sulla
base del nulla osta emesso dalle autorita' competenti ad accordare le
relative concessioni.
  4.  I  suddetti  veicoli  possono  essere utilizzati esclusivamente
sulle linee per le quali l'intestatario della carta  di  circolazione
ha  ottenuto il titolo legale, salvo le eventuali limitazioni imposte
in detto titolo. Il concedente la linea puo'  autorizzare  l'utilizzo
di  veicoli  destinati al servizio di linea per quello di noleggio da
rimessa, purche' non sia pregiudicata la regolarita' del servizio.  A
tal  fine  la  carta  di  circolazione deve essere accompagnata da un
documento rilasciato dall'autorita' concedente, in cui sono  indicate
le  linee  o i bacini di traffico o il noleggio per i quali i veicoli
possono essere utilizzati.
  5. I proprietari di autoveicoli immatricolati  a  uso  servizio  di
linea  per  trasporto  di persone possono locare temporaneamente e in
via eccezionale, secondo direttive emanate con decreto  del  Ministro
dei  trasporti,  ad altri esercenti di servizi di linea per trasporto
persone  parte  dei  propri  veicoli,  con   l'autorizzazione   delle
rispettive autorita' competenti a rilasciare le concessioni.
  6.  Chiunque utilizza in servizio di linea un veicolo non adibito a
tale uso, ovvero impiega un veicolo su linee diverse da quelle per le
quali ha titolo legale, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  7.  La  violazione di cui al comma 6 importa la sanzione accessoria
della sospensione della carta di circolazione da  due  a  otto  mesi,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 88.
            Servizio di trasporto di cose per conto terzi
  1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
al  servizio  di  trasporto  di   cose   per   conto   terzi   quando
l'imprenditore si obbliga, dietro corrispettivo, a prestare i servizi
di trasporto ordinati dal mittente.
  2.  La  carta  di  circolazione  e'  rilasciata  sulla  base  della
autorizzazione  prescritta  per  effettuare   il   servizio   ed   e'
accompagnata  dall'apposito documento previsto dalle leggi specifiche
che disciplinano la materia, che costituisce parte  integrante  della
carta  di circolazione. Le disposizioni della legge 6 giugno 1974, n.
298, non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a
pieno carico non superiore a 6 t.
  3. Chiunque adibisce al trasporto di cose per conto  terzi  veicoli
non  adibiti  a  tale uso o viola le prescrizioni e i limiti indicati
nell'autorizzazione o nella carta di circolazione e'  punito  con  le
sanzioni previste dalla legge 6 giugno 1974, n. 298 (a).
                              Art. 89.
               Servizio di linea per trasporto di cose
  1. Il servizio di linea per trasporto di cose e' disciplinato dalle
leggi specifiche che regolano la materia.
                            Art. 90 (a).
       Trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza
  1. Il servizio di piazza di trasporto di cose per  conto  terzi  e'
disciplinato   dalle   norme  specifiche  di  settore;  la  carta  di
circolazione e' rilasciata sulla base della autorizzazione prescritta
per effettuare il servizio.
  2. Chiunque utilizza per il trasporto di cose per  conto  terzi  in
servizio  di  piazza  veicoli non adibiti a tale uso e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
cinquecentomila a lire duemilioni.
                              Art. 91.
    Locazione senza conducente con facolta' di acquistoleasing e
          vendita di veicoli con patto di riservato dominio
  1. I motoveicoli, gli autoveicoli ed i rimorchi locati con facolta'
di acquisto sono immatricolati a nome del locatore, ma con  specifica
annotazione  sulla carta di circolazione del nominativo del locatario
e della data di scadenza del relativo contratto. In tale ipotesi,  la
immatricolazione   viene  effettuata  in  relazione  all'uso  cui  il
locatario intende adibire il veicolo e a condizione che lo stesso sia
in possesso del titolo e dei requisiti eventualmente prescritti dagli
articoli  da  82  a  90.  Nelle  medesime   ipotesi,   si   considera
intestatario  della  carta  di  circolazione  anche  il  locatore. Le
indicazioni di cui sopra sono riportate nella iscrizione al P.R.A..
  2. Ai fini del risarcimento dei danni prodotti  a  persone  o  cose
dalla  circolazione  dei  veicoli,  il  locatario  e' responsabile in
solido con il conducente ai sensi dell'art. 2054,  comma  terzo,  del
codice civile (a).
  3.  Nell'ipotesi  di  vendita  di  veicolo  con  patto di riservato
dominio, il veicolo e' immatricolato al nome dell'acquirente, ma  con
specifica  indicazione  nella  carta  di  circolazione  del  nome del
venditore e della data  di  pagamento  dell'ultima  rata.  Le  stesse
indicazioni sono riportate nella iscrizione al P.R.A..
  4.   Ai   fini   delle   violazioni   amministrative   si   applica
all'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria  e  all'acquirente
con patto di riservato dominio l'art. 196, comma 1.
                            Art. 92 (a).
          Estratto dei documenti di circolazione o di guida
  1. Quando per ragione d'ufficio i  documenti  di  circolazione,  la
patente  di  guida  e  il  certificato di abilitazione professionale,
ovvero uno degli altri  documenti  previsti  dall'art.  180,  vengono
consegnati  agli  uffici che ne hanno curato il rilascio per esigenze
inerenti alle loro rispettive attribuzioni, questi ultimi  provvedono
a  fornire,  previo  accertamento  degli  adempimenti  prescritti, un
estratto  del  documento  che  sostituisce  a   tutti   gli   effetti
l'originale per la durata massima di sessanta giorni.
  2. La ricevuta rilasciata dalle imprese o societa' di consulenza ai
sensi  dell'art.  7,  comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264 (b),
sostituisce l'estratto di cui al comma 1 per la durata massima di  ((
trenta  giorni )) dalla data di rilascio, che deve corrispondere allo
stesso giorno  di  annotazione  sul  registro-giornale  tenuto  dalle
predette  imprese  o  societa'.  Queste  devono  porre a disposizione
dell'interessato, entro  ((  trenta  giorni  ))  dal  rilascio  della
ricevuta, l'estratto di cui al comma 1.
(( 3. Chiunque abusivamente rilascia la ricevuta e' punito con la  ))
(( sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire      ))
(( cinquecentomila a lire due milioni. Alla contestazione di tre   ))
(( violazioni nell'arco di un triennio consegue la revoca          ))
(( dell'autorizzazione di cui all'art. 3 della legge 8 agosto      ))
(( 1991, n. 264 )) (b). (( Ogni altra irregolarita' nel rilascio   ))
(( della ricevuta e' punita con la sanzione amministrativa del     ))
(( pagamento di una somma da lire centomila a lire                 ))
(( quattrocentomila. ))                                            ))
  4.  Alla violazione di cui al comma 2, secondo periodo, consegue la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo III*VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI*Sezione III - Documenti di circolazione e immatricolazione*
Art. 93 (a). Formalita' necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi 1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi per circolare devono essere muniti di una carta di circolazione e immatricolati presso la Direzione generale della M.C.T.C.. 2. L'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. provvede all'immatricolazione e rilascia la carta di circolazione intestandola a chi si dichiara proprietario del veicolo, indicando, ove ricorrano, anche le generalita' dell'usufruttuario o del locatario con facolta' di acquisto o del venditore con patto di riservato dominio, con le specificazioni di cui all'art. 91. 3. La carta di circolazione non puo' essere rilasciata se non sussistono il titolo o i requisiti per il servizio o il trasporto, ove richiesti dalle disposizioni di legge. 4. Il Ministero dei trasporti, con propri decreti, stabilisce le procedure e la documentazione occorrente per l'immatricolazione, il contenuto della carta di circolazione, prevedendo, in particolare per i rimorchi, le annotazioni eventualmente necessarie per consentirne il traino. L'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C., per i casi previsti dal comma 5, da' immediata comunicazione delle nuove immatricolazioni al Pubblico Registro Automobilistico gestito dall'A.C.I. ai sensi della legge 9 luglio 1990, n. 187 (b). 5. Per i veicoli soggetti ad iscrizione nel P.R.A., oltre la carta di circolazione, e' previsto il certificato di proprieta', rilasciato dallo stesso ufficio ai sensi dell'art. 7, comma 2, della legge 9 luglio 1990, n. 187 (b), a seguito di istanza da presentare a cura dell'interessato entro sessanta giorni dalla data di effettivo rilascio della carta di circolazione. Della consegna e' data comunicazione dal P.R.A. agli uffici della Direzione generale della M.C.T.C.. I tempi e le modalita' di tale comunicazione sono definiti nel regolamento. Dell'avvenuta presentazione della istanza il P.R.A. rilascia ricevuta. 6. Per gli autoveicoli e i rimorchi indicati nell'art. 10, comma 1, e' rilasciata una speciale carta di circolazione, che deve essere accompagnata dall'autorizzazione, quando prevista dall'articolo stesso. Analogo speciale documento e' rilasciato alle macchine agricole quando per le stesse ricorrono le condizioni di cui all'art. 104, comma 8. 7. Chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni. Alla medesima sanzione e' sottoposto separatamente il proprietario del veicolo o l'usufruttuario o il locatario con facolta' di acquisto o l'acquirente con patto di riservato dominio. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. 8. Chiunque circola con un rimorchio agganciato ad una motrice le cui caratteristiche non siano indicate, ove prescritto, nella carta di circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila. 9. Chiunque non provveda a richiedere, nei termini stabiliti, il rilascio del certificato di proprieta' e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila. La carta di circolazione e' ritirata da chi accerta la violazione; e' inviata all'ufficio del P.R.A. ed e' restituita dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse. 10. Le norme suddette non si applicano ai veicoli delle Forze armate di cui all'art. 138, comma 1, ed a quelli degli enti e corpi equiparati ai sensi dell'art. 138, comma 11; a tali veicoli si applicano le disposizioni dell'art. 138. 11. I veicoli destinati esclusivamente all'impiego dei servizi di polizia stradale indicati nell'art. 11 vanno immatricolati dall'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C., su richiesta del corpo, ufficio o comando che utilizza tali veicoli per i servizi di polizia stradale. A siffatto corpo, ufficio o comando viene rilasciata, dall'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. che ha immatricolato il veicolo, la carta di circolazione; questa deve contenere, oltre i dati di cui al comma 4, l'indicazione che il veicolo e' destinato esclusivamente a servizio di polizia stradale. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche di tali veicoli. 12. Al fine di realizzare la massima semplificazione procedurale e di assicurare soddisfacenti rapporti con il cittadino, in aderenza agli obiettivi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241 (c), gli adempimenti amministrativi previsti dal presente articolo e dall'art. 94 devono essere gestiti dagli uffici di livello provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. e del Pubblico Registro Automobilistico gestito dall'A.C.I. a mezzo di sistemi informatici compatibili. La determinazione delle modalita' di interscambio dei dati, riguardanti il veicolo e ad esso connessi, tra gli uffici suindicati e tra essi e il cittadino e' disciplinata dal regolamento.
                            Art. 94 (a).
         Formalita' per il trasferimento di proprieta' degli
    autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di
                    residenza dell'intestatario.
  1. In  caso  di  trasferimento  di  proprieta'  degli  autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi o nel caso di costituzione dell'usufrutto o di
stipulazione  di  locazione  con  facolta' di acquisto, il competente
ufficio del P.R.A., su richiesta  avanzata  dalla  parte  interessata
entro  sessanta  giorni dalla data in cui la sottoscrizione dell'atto
e'  stata  autenticata  o  giudizialmente  accertata,  provvede  alla
trascrizione  del  trasferimento  o  degli  altri mutamenti indicati,
nonche'  all'emissione  e  al  rilascio  del  nuovo  certificato   di
proprieta'.
  2.  ((  Nei casi ed entro i termini previsti dal comma 1, l'ufficio
della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.,  su  richiesta  avanzata
dall'interessato,  ))  provvede  al rinnovo o all'aggiornamento della
carta di circolazione che tenga conto dei mutamenti di cui  al  comma
suddetto. Analogamente procede per i trasferimenti di residenza.
  3.  Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  4.  Chiunque  circoli  con  un  veicolo  per  il quale non e' stato
richiesto, nel termine stabilito dai commi 1 e 2,  l'aggiornamento  o
il   rinnovo  della  carta  di  circolazione  e  del  certificato  di
proprieta' e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  5.  La  carta  di  circolazione  e'  ritirata immediatamente da chi
accerta le violazioni previste ((  nel  comma  4  ))  ed  e'  inviata
all'ufficio  della Direzione generale della M.C.T.C., che provvede al
rinnovo dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse, ((  secondo  le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI. ))
                            Art. 95 (a).
                  Carta provvisoria di circolazione
               ed estratto della carta di circolazione
  1. Qualora il  rilascio  della  carta  di  circolazione  non  possa
avvenire  contestualmente  al  rilascio  della targa, l'ufficio della
Direzione generale della M.C.T.C.,  all'atto  della  immatricolazione
del  veicolo,  rilascia  la  carta  provvisoria di circolazione della
validita' massima di novanta giorni.
  2. L'estratto della carta di circolazione  puo'  essere  rilasciato
dall'ufficio   della   Direzione  generale  della  M.C.T.C.,  con  le
modalita' previste all'articolo 92
  3. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della carta di
circolazione  l'intestatario  deve,  entro  quarantotto   ore   dalla
constatazione,  farne  denuncia  agli  organi di (( polizia )) che ne
prendono formalmente atto e ne rilasciano ricevuta.
  4.  L'ufficio  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.,  previa
presentazione della ricevuta e della dichiarazione di responsabilita'
ai  fini  amministrativi resa nelle forme di cui alle leggi 4 gennaio
1968, n. 15, e  11  maggio  1971,  n.  390  (b),  rilascia  la  carta
provvisoria di circolazione della validita' massima di trenta giorni.
  5.  Trascorsi  trenta  giorni dalla presentazione della denuncia di
cui al  comma  3  senza  che  la  carta  di  circolazione  sia  stata
rinvenuta,   l'intestatario   ((   deve   ))   richiedere  una  nuova
immatricolazione.
  6. Chiunque circola con un veicolo  per  il  quale  non  sia  stata
rilasciata  la  carta  provvisoria  di  circolazione e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a  lire  quattrocentomila.  Dalla  violazione  consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria (( del  fermo  amministrativo  del  veicolo
fino  al rilascio della carta di circolazione, )) secondo le norme di
cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
  7. Chiunque circola senza avere con se' l'estratto della  carta  di
circolazione  e'  soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire trentamila a lire centoventimila.
                              Art. 96.
            Adempimenti conseguenti al mancato pagamento
                     della tassa automobilistica
  1. Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per
le tasse  automobilistiche,  l'A.C.I.,  qualora  accerti  il  mancato
pagamento  di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica
al   proprietario   del   veicolo    la    richiesta    dei    motivi
dell'inadempimento  e,  ove non sia dimostrato l'effettuato pagamento
entro  trenta  giorni  dalla  data  di  tale  notifica,   chiede   la
cancellazione  d'ufficio del veicolo dagli archivi del P.R.A., che ne
da' comunicazione al  competente  ufficio  della  Direzione  generale
della  M.C.T.C. per il ritiro d'ufficio delle targhe e della carta di
circolazione  tramite  gli  organi  di  polizia,  con  le   modalita'
stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro
dei trasporti.
  2.  Avverso  il  provvedimento  di cancellazione e' ammesso ricorso
entro trenta giorni al Ministro delle finanze.
                            Art. 97 (a).
      Formalita' necessarie per la circolazione dei ciclomotori
  1. I ciclomotori, per circolare, devono essere muniti di:
    a) un certificato di  idoneita'  tecnica  contenente  i  dati  di
identificazione   e  costruttivi,  rilasciato  da  un  ufficio  della
Direzione generale della M.C.T.C. sulla base della  dichiarazione  di
conformita'   ovvero   del   certificato   di   approvazione  di  cui
all'articolo 76;
    b) un contrassegno di identificazione, che permetta  di  risalire
all'intestatario responsabile della circolazione.
  2.   La   fabbricazione   e   la   vendita   dei   contrassegni  di
identificazione sono riservate allo (( Stato. ))
  3. Il trasferimento di residenza dell'intestatario del contrassegno
di identificazione, qualora non risulti gia' registrato nell'archivio
integrato del centro elaborazione dati della Direzione generale della
M.C.T.C.,  deve  essere  comunicato,   unitamente   alla   prescritta
documentazione,  dall'interessato, entro trenta giorni, ad un ufficio
provinciale  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.,  il   quale
registra il mutamento e ne rilascia ricevuta.
  4.  Nel  regolamento  per l'esecuzione delle presenti norme saranno
stabilite, sulla base di criteri di economicita' e di procedimenti al
massimo  semplificati,  le  caratteristiche   del   contrassegno   di
identificazione,  le  modalita' per la sua applicazione e le relative
procedure di assegnazione e di distribuzione all'utenza,  nonche'  le
procedure per i passaggi di proprieta'.
  5.   Chiunque   fabbrica,   produce,  pone  in  commercio  o  vende
ciclomotori che sviluppino una velocita' superiore a quella  prevista
dall'art.  52  e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.  Alla  stessa
sanzione  soggiace  chi  effettua sui ciclomotori modifiche idonee ad
aumentarne la velocita' oltre i limiti previsti dall'art. 52.
  6. Chiunque circola con un ciclomotore non  rispondente  ad  una  o
piu' delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell'art. 52 o nel
certificato  di  idoneita' tecnica, ovvero che sviluppi una velocita'
superiore a quella prevista dallo stesso art. 52,  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
cinquantamila a lire duecentomila.
  7. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale  non  e'  stato
rilasciato  il  certificato  di  idoneita'  tecnica  e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
cinquantamila a lire duecentomila.
  8.  Chiunque circola con un ciclomotore sprovvisto del contrassegno
di identificazione  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
  9.   Chiunque   abusivamente   fabbrica  o  vende  contrassegni  di
identificazione per ciclomotori ovvero circola con un ciclomotore con
contrassegno contraffatto  o  alterato  e'  punito  con  le  sanzioni
previste dall'art. 100, comma 12.
  10.  Chiunque  circola con un ciclomotore munito di un contrassegno
di identificazione i cui  dati  non  siano  chiaramente  visibili  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire trentamila a lire centoventimila.
  11. Chiunque circola con un ciclomotore munito di  un  contrassegno
di  identificazione  che  non  permetta  di risalire all'intestatario
responsabile   della   circolazione   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila. Alla stessa sanzione e' soggetto l'intestatario del
contrassegno.
  12. Chiunque omette di comunicare il trasferimento di cui al  comma
3  nel termine stabilito e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
  13.  In  caso  di  smarrimento,  sottrazione  o   distruzione   del
contrassegno  di  identificazione si applicano al suo intestatario le
norme e le sanzioni previste dall'art. 102.
  14. Alle violazioni previste dai commi 5 e 6 consegue  la  sanzione
amministrativa  accessoria della confisca del ciclomotore, secondo le
norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (( Alla violazione
prevista dal comma 8 consegue la sanzione  amministrativa  accessoria
del  fermo  amministrativo  del  ciclomotore  fino  al  rilascio  del
contrassegno, secondo le norme di cui al  capo  I,  sezione  II,  del
titolo VI. ))
                              Art. 98.
                        Circolazione di prova
  1. Le fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di  rimorchi,  i
loro   rappresentanti,   concessionari,  commissionari  e  agenti  di
vendita, i commercianti autorizzati di  tali  veicoli,  le  fabbriche
costruttrici  di  carrozzerie  e  di  pneumatici,  gli  esercenti  di
officine di riparazione e di trasformazione, anche per proprio conto,
non sono soggetti all'obbligo di munire della carta  di  circolazione
di  cui  agli articoli 93, 110 e 114 i veicoli che facciano circolare
per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive,
dimostrazioni  o  trasferimenti  per  ragioni   di   vendita   o   di
allestimento.  I detti veicoli, pero', devono essere provvisti di una
autorizzazione per la circolazione di prova, rilasciata  dall'ufficio
provinciale  della  Direzione generale della M.C.T.C.. Sul veicolo in
circolazione   di   prova   deve   essere   presente   il    titolare
dell'autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega.
  2.   La  validita'  dell'autorizzazione  e'  annuale;  puo'  essere
confermata previa verifica dei requisiti necessari.
  3. Chiunque adibisce un veicolo in circolazione  di  prova  ad  uso
diverso e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma  da  lire centomila a lire quattrocentomila. La stessa sanzione
si applica se il veicolo circola senza che su di esso sia presente il
titolare dell'autorizzazione o un suo dipendente munito  di  apposita
delega.
  4. Se le violazioni di cui al comma 3 superano il numero di tre, la
sanzione  amministrativa  e'  del  pagamento  di  una  somma  da lire
duecentomila a lire ottocentomila; ne consegue in  quest'ultimo  caso
la  sanzione  amministrativa  accessoria  della confisca del veicolo,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                              Art. 99.
                            Foglio di via
  1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le
operazioni di accertamento e di controllo  della  idoneita'  tecnica,
per   recarsi   ai   transiti  di  confine  per  l'esportazione,  per
partecipare a riviste prescritte dall'autorita' militare, a mostre  o
a  fiere  autorizzate  di  veicoli nuovi ed usati, per i quali non e'
stata pagata la tassa di circolazione, devono  essere  muniti  di  un
foglio  di  via  e  di una targa provvisoria rilasciati da un ufficio
provinciale della Direzione generale della M.C.T.C..
  2. Il foglio di via deve indicare  il  percorso,  la  durata  e  le
eventuali prescrizioni tecniche. La durata non puo' comunque eccedere
i   giorni   sessanta.   Tuttavia,   per   particolari   esigenze  di
sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati,  l'ufficio
provinciale  della  Direzione generale della M.C.T.C. puo' rilasciare
alla  fabbrica  costruttrice  uno  speciale  foglio  di  via,   senza
limitazioni di percorso, della durata massima di centottanta giorni.
  3.  Chiunque  circola  senza  avere con se' il foglio di via e/o la
targa provvisoria di  cui  al  comma  1  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire trentamila a lire
centoventimila.
  4. Chiunque circola senza rispettare il percorso o le  prescrizioni
tecniche  del  foglio di via e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
  5. Ove le violazioni di cui ai commi 3 e 4 siano compiute per  piu'
di  tre  volte,  alla  successiva  la  sanzione amministrativa e' del
pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila e ne
consegue la sanzione amministrativa  accessoria  della  confisca  del
veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del
titolo VI.
                            Art. 100 (a).
            Targhe di immatricolazione degli autoveicoli,
                   dei motoveicoli e dei rimorchi
  1.  Gli  autoveicoli  devono   essere   muniti,   anteriormente   e
posteriormente, di una targa contenente i dati di immatricolazione.
  2.  I  motoveicoli devono essere muniti posteriormente di una targa
contenente i dati di immatricolazione.
  3.  I  rimorchi  devono  essere  muniti  di  una  targa  posteriore
contenente i dati di immatricolazione.
  4. I rimorchi e i carrelli appendice, quando sono agganciati ad una
motrice, devono essere muniti posteriormente di una targa ripetitrice
dei dati di immatricolazione della motrice stessa.
  5.  Le  targhe  indicate  ai  commi  1,  2,  3  e  4  devono  avere
caratteristiche rifrangenti.
  6.  I  veicoli  in  circolazione  di  prova  devono  essere  muniti
posteriormente di una targa che e' trasferibile da veicolo a veicolo;
nel caso di autotreni o autoarticolati la targa deve essere applicata
posteriormente al veicolo rimorchiato.
(( 7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri di definizione      ))
(( delle targhe di immatricolazione, ripetitrici, di prova e di    ))
(( riconoscimento.                                                 ))
(( 8. Nel regolamento e' stabilito il marchio ufficiale che le     ))
(( targhe di ogni tipo, con esclusione di quelle ripetitrici       ))
(( devono portare. ))                                              ))
  9.  Il  regolamento  stabilisce  per  le  targhe di cui al presente
articolo:
    a) i criteri per la formazione dei dati di immatricolazione;
    b) la collocazione e le modalita' di installazione;
    c) le caratteristiche  costruttive,  dimensionali,  fotometriche,
cromatiche  e  di  leggibilita', nonche' i requisiti di idoneita' per
l'accettazione.
  10. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi  e'  vietato  apporre
iscrizioni,  distintivi  o  sigle  che  possano creare equivoco nella
identificazione del veicolo.
  11. Chiunque viola le disposizioni (( dei commi 1, 2, 3 e 4  ))  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila.
  12. Chiunque circola con un veicolo munito di targa non  propria  o
contraffatta  e'  punito  con  l'arresto  da  tre  a  nove mesi e con
l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  13. Chiunque viola le disposizioni (( dei commi 5, 6  e  10  ))  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire trentamila a lire centoventimila.
  14. Chiunque falsifica, manomette o altera targhe  automobilistiche
ovvero  usa  targhe  manomesse,  falsificate  o alterate e' punito ai
sensi del codice penale.
  15.  Dalle violazioni di cui ai commi precedenti deriva la sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della targa non  rispondente  ai
requisiti  indicati. Dalla violazione di cui al (( comma 12 )) deriva
la sanzione accessoria della confisca del veicolo, secondo  le  norme
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 101 (a).
    Produzione, distribuzione, restituzione e ritiro delle targhe
  1. La produzione e la distribuzione  delle  targhe  dei  veicoli  a
motore  o  da essi rimorchiati sono riservate allo Stato. Il Ministro
dei trasporti, con proprio decreto, sentiti il Ministro del tesoro  e
il  Ministro  delle  finanze,  stabilisce  il prezzo di vendita delle
targhe comprensivo  del  costo  di  produzione  e  di  una  quota  di
maggiorazione  da  destinare  esclusivamente  alle attivita' previste
dall'art. 208, comma  2.  Il  Ministro  dei  trasporti,  con  proprio
decreto, di concerto con i Ministri del tesoro e dei lavori pubblici,
assegna annualmente i proventi derivanti dalla quota di maggiorazione
al  Ministero  dei lavori pubblici nella misura del venti per cento e
alla Direzione generale della M.C.T.C. nella misura dell'ottanta  per
cento.  Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad adottare, con propri
decreti, le necessarie variazioni di bilancio.
  2. Le targhe sono consegnate agli  intestatari  dall'ufficio  della
Direzione  generale della M.C.T.C. all'atto dell'immatricolazione dei
veicoli.
  3. Le targhe del veicolo e il relativo  documento  di  circolazione
devono  essere  restituiti all'ufficio della Direzione generale della
M.C.T.C. in caso che l'interessato non ottenga l'iscrizione al P.R.A.
entro novanta giorni dal rilascio (( del documento stesso. ))
  4. Nel caso di mancato adempimento degli obblighi di cui  al  comma
3,  l'ufficio  della  Direzione  generale della M.C.T.C., su apposita
segnalazione dell'ufficio del P.R.A. provvede, tramite gli organi  di
polizia, al ritiro delle targhe e della carta di circolazione.
  5.   Chiunque   abusivamente  produce  o  distribuisce  targhe  per
autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e'  soggetto,  se  il  fatto  non
costituisce  reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  6.  La  violazione  di  cui  al  comma  5   importa   la   sanzione
amministrativa  accessoria  della  confisca  delle targhe, secondo le
norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 102 (a).
              Smarrimento, sottrazione, deterioramento
                       e distruzione di targa
  1. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di  una  delle
targhe   di   cui   all'art.   100,  l'intestatario  della  carta  di
circolazione deve, entro quarantotto ore, farne denuncia agli  organi
di  polizia,  che  ne  prendono  formalmente  atto  e  ne  rilasciano
ricevuta.
  2. Trascorsi quindici giorni dalla presentazione della denuncia  di
smarrimento o sottrazione (( anche di una sola )) delle targhe, senza
che queste siano state rinvenute, l'intestatario deve richiedere alla
Direzione  generale  della  M.C.T.C.  una  nuova immatricolazione del
veicolo, con le procedure indicate dall'art. 93.
  3.  Durante  il  periodo  di  cui  al  comma  2  e'  consentita  la
circolazione  del  veicolo  previa  apposizione  sullo stesso, a cura
dell'intestatario, di  un  pannello  a  fondo  bianco  riportante  le
indicazioni  contenute  nella  targa  originaria;  la  posizione e la
dimensione del pannello, nonche' i  caratteri  di  iscrizione  devono
essere corrispondenti a quelli della targa originaria.
  4.  I  dati di immatricolazione indicati nelle targhe devono essere
sempre leggibili. Quando per deterioramento tali dati non siano  piu'
leggibili, l'intestatario della carta di circolazione deve richiedere
all'ufficio  competente  della  Direzione generale della M.C.T.C. una
nuova  immatricolazione  del  veicolo,  con  le  procedure   indicate
nell'art. 93.
  5. Nei casi di distruzione di una delle targhe di cui all'art. 100,
comma  1, l'intestatario della carta di circolazione sulla base della
ricevuta di cui al comma 1 deve richiedere una nuova immatricolazione
del veicolo.
  6. L'intestatario della  carta  di  circolazione  che  in  caso  di
smarrimento,  sottrazione o distruzione (( anche di una sola )) delle
targhe di immatricolazione o della targa per veicoli in  circolazione
di  prova  non  provvede  agli  adempimenti di cui al comma 1, ovvero
circola con il pannello di cui al comma 3 senza aver provveduto  agli
adempimenti  di  cui  ai  commi  1  e  2,  e'  soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila  a  lire
quattrocentomila.
  7.  Chiunque  circola  con  targa  non  chiaramente e integralmente
leggibile e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 103 (a).
       Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione
                 dei veicoli a motore e dei rimorchi
  1.  La  parte  interessata,   intestataria   di   un   autoveicolo,
motoveicolo  o  rimorchio, o l'avente titolo (( deve )) comunicare al
competente ufficio del P.R.A., entro sessanta giorni, la distruzione,
la demolizione o la definitiva esportazione  all'estero  del  veicolo
stesso,  restituendo  il  certificato  di  proprieta',  la  carta  di
circolazione e le targhe.  L'ufficio  del  P.R.A.  ne  da'  immediata
comunicazione  all'ufficio  della  Direzione  generale della M.C.T.C.
provvedendo altresi' alla  restituzione  al  medesimo  ufficio  della
carta   di  circolazione  e  delle  targhe.  Con  il  regolamento  di
esecuzione  sono  stabilite  le  modalita'  per  lo   scambio   delle
informazioni tra il P.R.A. e la Direzione generale della M.C.T.C..
  2.  Le  targhe  ed  i  documenti di circolazione vengono, altresi',
ritirati d'ufficio tramite gli organi di polizia, che  ne  curano  la
consegna  agli  uffici del P.R.A., nel caso che trascorsi centottanta
giorni dalla rimozione  del  veicolo  dalla  circolazione,  ai  sensi
dell'art.  159, non sia stata denunciata la sua sottrazione ovvero il
veicolo  stesso  non  sia  stato  reclamato   dall'intestatario   dei
documenti  anzidetti o dall'avente titolo o venga demolito o alienato
ai sensi dello stesso articolo. L'ufficio competente  del  P.R.A.  e'
tenuto agli adempimenti previsti dal comma 1.
  3.  I  gestori  di  centri di raccolta e di vendita di motoveicoli,
autoveicoli e rimorchi da avviare allo smontaggio ed alla  successiva
riduzione  in  rottami non possono alienare, smontare o distruggere i
suddetti mezzi senza aver prima adempiuto, qualora gli intestatari  o
gli  aventi  titolo  non  lo abbiano gia' fatto, ai compiti di cui al
comma 1.  Gli  estremi  della  ricevuta  della  avvenuta  denuncia  e
consegna  delle  targhe e dei documenti agli uffici competenti devono
essere annotati su appositi registri  di  entrata  e  di  uscita  dei
veicoli, da tenere secondo le norme del regolamento.
  4.  Agli  stessi  obblighi  di  cui  al  comma  3  sono  soggetti i
responsabili dei centri di raccolta o altri  luoghi  di  custodia  di
veicoli  rimossi  ai  sensi dell'art. 159 nel caso di demolizione del
veicolo prevista dall'art. 215, comma 4.
  5. Chiunque viola le disposizioni di  cui  ((  al  comma  1  ))  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire duecentomila a  lire  ottocentomila.  La  sanzione  e'  da  lire
cinquecentomila  a  lire  duemilioni  se la violazione e' commessa ai
sensi dei commi 3 e 4.
									TITOLO III*DEI VEICOLI*Capo IV*CIRCOLAZIONE SU STRADA DELLE MACCHINE AGRICOLE*E DELLE MACCHINE OPERATRICI*
Art. 104 (a). Sagome e masse limite delle macchine agricole 1. Alle macchine agricole semoventi e a quelle trainate che circolano su strada si applicano per la sagoma limite le norme stabilite dall'art. 61 rispettivamente per i veicoli in genere e per i rimorchi. 2. Salvo quanto diversamente disposto dall'art. 57, la massa complessiva a pieno carico delle macchine agricole su ruote non puo' eccedere 5 t se a un asse, 8 t se a due assi e 10 t se a tre o piu' assi. 3. Per le macchine agricole semoventi e per quelle trainate munite di pneumatici, tali che il carico unitario medio trasmesso dall'area di impronta sulla strada non sia superiore a 8 daN/cm2 e quando, se trattasi di veicoli a tre o piu' assi, la distanza fra due assi contigui non sia inferiore a 1,20 m, le masse complessive di cui al comma 2 non possono superare rispettivamente 6 t, 14 t e 20 t. 4. La massa massima sull'asse piu' caricato non puo' superare 10 t; quella su due assi contigui a distanza inferiore a 1,20 m non puo' superare 11 t e, se a distanza non inferiore a 1,20 m, 14 t. 5. Qualunque sia la condizione di carico della macchina agricola semovente, la massa trasmessa alla strada dall'asse di guida in condizioni statiche non deve essere inferiore al 20% della massa della macchina stessa in ordine di marcia. Tale valore non deve essere inferiore al 15% per le macchine con velocita' inferiore a 15 km/h, ridotto al 13% per le macchine agricole semicingolate. 6. La massa complessiva delle macchine agricole cingolate non puo' eccedere 16 t. 7. Le trattrici agricole per circolare su strada con attrezzature di tipo portato o semiportato devono rispondere alle seguenti prescrizioni: a) lo sbalzo anteriore del complesso non deve risultare superiore al 60% della lunghezza della trattrice non zavorrata; b) lo sbalzo posteriore del complesso non deve risultare superiore al 90% della lunghezza della trattrice non zavorrata; c) la lunghezza complessiva dell'insieme, data dalla somma dei due sbalzi e del passo della trattrice agricola, non deve superare il doppio di quella della trattrice non zavorrata; d) la sporgenza laterale non deve eccedere di 1,60 m dal piano mediano verticale longitudinale della trattrice; e) la massa del complesso trattrice e attrezzi comunque portati non deve superare la massa ammissibile accertata nel rispetto delle norme stabilite dal regolamento, nei limiti delle masse fissati nei commi precedenti; f) il bloccaggio tridimensionale degli attacchi di supporto degli attrezzi deve impedire, durante il trasporto, qualsiasi oscillazione degli stessi rispetto alla trattrice, a meno che l'attrezzatura sia equipaggiata con una o piu' ruote liberamente orientabili intorno ad un asse verticale rispetto al piano di appoggio. 8. Le macchine agricole che per necessita' funzionali hanno sagome e masse eccedenti quelle previste nei commi dall'1 al 6 e le trattrici equipaggiate con attrezzature di tipo portato o semiportato, che non rientrano nei limiti stabiliti nel comma 7, sono considerate macchine agricole eccezionali e devono essere munite, per circolare su strada, dell'autorizzazione valida per un anno e rinnovabile, rilasciata dal compartimento A.N.A.S. di partenza per le strade statali e dalla regione di partenza per la rimanente rete stradale. 9. Nel regolamento sono stabilite posizioni, caratteristiche fotometriche, colorimetriche e modalita' di applicazione di pannelli e dispositivi di segnalazione visiva, atti a segnalare gli ingombri dati dalle macchine agricole indicate nei commi 7 e 8; nel regolamento saranno indicate le condizioni e le cautele da osservare durante la marcia su strada. 10. Chiunque circola su strada con una macchina agricola che supera le sagome o le masse fissate e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni. 11. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale (( in violazione delle norme sul bloccaggio degli attrezzi, sui pannelli e dispositivi di segnalazione visiva di cui al comma 9 oppure )) senza osservare (( le prescrizioni )) stabilite nell'autorizzazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila. 12. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale senza avere con se' l'autorizzazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila. Il viaggio potra' proseguire solo dopo la esibizione dell'autorizzazione; questa non sana l'obbligo di corrispondere la somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria. 13. Dalle violazioni di cui ai commi 10 e 11 consegue la sanzione amministrativa accessoria prevista dai commi 24 e 25 dell'art. 10.
                            Art. 105 (a).
                     Traino di macchine agricole
  1. I convogli formati da macchine  agricole  semoventi  e  macchine
agricole trainate non possono superare la lunghezza di (( 16,50 )) m.
  2.  Nel  limite  di  cui  al  comma 1 le trattrici agricole possono
trainare un solo rimorchio  agricolo  o  non  piu'  di  due  macchine
operatrici  agricole, se munite di dispositivi di frenatura comandati
dalla trattrice.
  3. Alle trattrici agricole con attrezzi  portati  anteriormente  e'
fatto  divieto  di traino di macchine agricole rimorchiate sprovviste
di disposivo di frenatura, anche se considerate parte integrante  del
veicolo traente.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
duecentomila a lire ottocentomila.
                              Art. 106.
         Norme costruttive e dispositivi di equipaggiamento
                       delle macchine agricole
  1. Le macchine agricole indicate  nell'art.  57,  comma  2,  devono
essere  costruite  in  modo che, ai fini della circolazione stradale,
garantiscano   sufficiente   stabilita'    sia    quando    circolano
isolatamente,  sia quando effettuano il traino, se previsto, sia, in-
fine, quando sono equipaggiate con attrezzi portati o semiportati dei
quali  deve  essere  garantito  il  bloccaggio  tridimensionale.   Le
macchine  agricole  semoventi devono essere inoltre costruite in modo
da consentire un idoneo  campo  di  visibilita',  anche  quando  sono
equipaggiate   con   cabina  di  guida  chiusa,  con  dispositivi  di
protezione del conducente e con attrezzi portati  o  semiportati.  Il
sedile   del   conducente   deve   essere  facilmente  accessibile  e
confortevole ed i comandi adeguatamente agibili.
 2. Le macchine agricole semoventi indicate nell'art.  57,  comma  2,
lettera  a),  escluse quelle di cui al punto 3), devono essere munite
di:
    a) dispositivi per la segnalazione visiva e per l'illuminazione;
    b) dispositivi per la frenatura;
    c) dispositivo di sterzo;
    d) dispositivo silenziatore del rumore emesso dal motore;
    e) dispositivo per la segnalazione acustica;
    f) dispositivo retrovisore;
(( g) ruote o cingoli idonei per la marcia su strada;              ))
    h)  dispositivi  amovibili  per   la   protezione   dalle   parti
pericolose;
    i)  dispositivi di agganciamento, anche amovibili, se predisposte
per il traino;
    l) superfici trasparenti di sicurezza  e  dispositivo  tergivetro
del parabrezza.
  3.  Le  macchine agricole semoventi indicate nell'art. 57, comma 2,
lettera  a),  punto  3),  devono  essere  munite,   con   riferimento
all'elencazione  del  comma 2, dei dispositivi di cui alle lettere ((
b), c),  d),  g)  ed  h)  ))  ;  devono  inoltre  essere  munite  dei
dispositivi di cui alla lettera a), anche se amovibili; nel limite di
massa  di 0,3 t possono essere sprovviste dei dispositivi di cui alla
lettera b).
  4. Le macchine agricole trainate indicate nell'art.  57,  comma  2,
lettera  b),  devono essere munite dei dispositivi di cui al comma 2,
lettere (( a), b), g), h) ed i) )) ; le macchine agricole trainate di
cui all'art.  57,  comma  2,  lettera  b),  punto  1),  se  di  massa
complessiva  inferiore  od uguale a quella rimorchiabile riconosciuta
alla macchina agricola traente per macchine operatrici trainate prive
di freni, possono essere  sprovviste  dei  dispositivi  di  cui  alla
lettera  b)  del comma 2. Sulle macchine agricole trainate, esclusi i
rimorchi agricoli, e'  consentito  che  i  dispositivi  di  cui  alla
lettera a) siano amovibili.
  5.   Le   prescrizioni   tecniche   relative  alle  caratteristiche
costruttive delle macchine agricole e ai dispositivi di cui le stesse
devono  essere  munite,  quando  non   espressamente   previste   dal
regolamento,  sono  stabilite con decreto del Ministro dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell'agricoltura e delle  foreste,  fatte
salve   le  competenze  del  Ministro  dell'ambiente  in  materia  di
emissioni inquinanti e di rumore. Con  lo  stesso  strumento  possono
essere  stabilite caratteristiche, numero e modalita' di applicazione
dei dispositivi di cui al presente articolo.
  6. Le macchine agricole indicate  nell'art.  57,  comma  2,  devono
inoltre  rispondere  alle disposizioni relative ai mezzi e sistemi di
difesa previsti dalle normative per la sicurezza e igiene del lavoro,
nonche' per la protezione dell'ambiente da ogni tipo di inquinamento.
  7.  Qualora  i  decreti  di  cui  al  comma  5  si  riferiscano   a
disposizioni  oggetto  di direttive del Consiglio o della Commissione
delle  Comunita'  europee,  le  prescrizioni  tecniche  sono   quelle
contenute nelle predette direttive; per l'omologazione si fa salva la
facolta',  per  gli  interessati,  di richiedere l'applicazione delle
corrispondenti prescrizioni  tecniche  contenute  nei  regolamenti  o
nelle  raccomandazioni  emanate  dall'Ufficio  europeo per le Nazioni
Unite - Commissione economica per l'Europa, accettati  dal  Ministero
competente per la materia.
  8. Con gli stessi decreti puo' essere reso obbligatorio il rispetto
di  norme di unificazione attinenti alle disposizioni dei commi 1, 2,
3, 4, 5 e 6.
                            Art. 107 (a).
               Accertamento dei requisiti di idoneita'
                       delle macchine agricole
  1. Le macchine agricole di cui all'art. 57, comma 2, sono  soggette
all'accertamento  dei  dati  di  identificazione,  della  potenza del
motore  quando  ricorre  e  della  corrispondenza  alle  prescrizioni
tecniche  ed  alle  caratteristiche  disposte  a  norma  di legge. Il
regolamento stabilisce le categorie di macchine  agricole  operatrici
trainate che sono escluse dall'accertamento di cui sopra.
  2.  L'accertamento  di  cui  al  comma 1 ha luogo mediante visita e
prova da parte degli uffici della Direzione generale della  M.C.T.C.,
secondo  modalita'  stabilite con decreto del Ministro dei trasporti,
di concerto con i Ministri dell'agricoltura e  delle  foreste  e  del
lavoro  e  della  previdenza  sociale,  fatte salve le competenze del
Ministro dell'ambiente  in  materia  di  emissioni  inquinanti  e  di
rumore.
  3. Per le macchine agricole di cui al comma 1, (( i loro componenti
o  entita'  tecniche,  prodotti  ))  in  serie,  l'accertamento viene
effettuato su un prototipo mediante omologazione  del  tipo,  secondo
modalita'  stabilite  con decreto del Ministro dei trasporti, sentito
il Comitato interministeriale per le  macchine  agricole  (C.I.M.A.),
fatte  salve  le  competenze del Ministro dell'ambiente in materia di
emissioni  inquinanti  e  di  rumore.   Fatti   salvi   gli   accordi
internazionali,  l'omologazione  totale  o parziale rilasciata da uno
Stato estero puo' essere riconosciute valida in Italia  a  condizione
di reciprocita'.
                            Art. 108 (a).
   Rilascio del certificato di idoneita' tecnica alla circolazione
        e della carta di circolazione delle macchine agricole
  1. Per essere immesse in circolazione le macchine agricole, con  le
esclusioni  previste  dall'art. 107, comma 1, devono essere munite di
un certificato di idoneita' tecnica alla circolazione ovvero  di  una
carta di circolazione.
  2.  ((  Il  certificato  di idoneita' tecnica alla circolazione, la
carta di circolazione, ovvero il certificato di approvazione ))  sono
rilasciati  a  seguito dell'esito favorevole dell'accertamento di cui
all'art.  107,  comma  1,  sulla  base  di  documentazione  idonea  a
stabilire  l'origine  della  macchina  agricola. Nel regolamento sono
stabiliti il  contenuto  e  le  caratteristiche  del  certificato  di
idoneita' tecnica e della carta di circolazione.
  3.  Per  le  macchine  agricole  non  prodotte in serie, compresi i
prototipi, la documentazione di origine e' costituita dal certificato
di origine dell'esemplare rilasciato dalla fabbrica costruttrice o da
chi  ha  proceduto  alla  costruzione  del  medesimo.   Qualora   gli
accertamenti  siano  richiesti  per  macchine  agricole costruite con
parti  staccate,  deve  essere  inoltre  esibita  la   documentazione
relativa alla provenienza delle parti impiegate.
  4.  Per le macchine agricole di tipo omologato prodotte in serie il
costruttore o il suo legale  rappresentante  rilascia  all'acquirente
una formale dichiarazione, redatta su modello approvato dal Ministero
dei  trasporti,  attestante che la macchina agricola, in tutte le sue
parti, e' conforme  al  tipo  omologato.  Di  tale  dichiarazione  il
costruttore  assume  la  piena responsabilita' a tutti gli effetti di
legge. La dichiarazione di conformita',  quando  ne  sia  ammesso  il
rilascio, ha anche valore di certificato di origine.
  5.  Per le macchine agricole di tipo omologato (( il certificato di
idoneita' tecnica alla circolazione ovvero la carta  di  circolazione
))  vengono rilasciati sulla base della dichiarazione di conformita',
senza ulteriori accertamenti.
  6. Chiunque rilascia la dichiarazione di conformita'  per  macchine
agricole  non  conformi  al  tipo omologato e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire duemilioni.
  7.  Il  rilascio del certificato di idoneita' tecnica o della carta
di circolazione e' sospeso qualora  emergano  elementi  che  facciano
ritenere  la  possibilita' della sussistenza di un reato perseguibile
ai sensi delle leggi penali.
                              Art. 109.
             Controlli di conformita' al tipo omologato
                       delle macchine agricole
  1. Le macchine agricole ed i relativi dispositivi di tipo omologato
sono identificati ai sensi dell'art. 74.
  2. Il Ministero  dei  trasporti  ha  facolta'  di  prelevare  e  di
sottoporre  in  qualsiasi  momento ad accertamenti di controllo della
conformita'  al  tipo  omologato  le  macchine  agricole  non  ancora
immatricolate e i relativi dispositivi destinati al mercato nazionale
e  identificati  a  norma  del  comma 1. Con decreto del Ministro dei
trasporti, emesso di concerto con i Ministri dell'agricoltura e delle
foreste e del lavoro e  della  previdenza  sociale,  fatte  salve  le
competenze   del  Ministro  dell'ambiente  in  materia  di  emissioni
inquinanti e di rumore, sono stabiliti i criteri e le  modalita'  per
gli accertamenti e gli eventuali prelievi, nonche' i relativi oneri a
carico del titolare dell'omologazione.
  3.  Con  lo  stesso  decreto sono stabilite le modalita' da seguire
fino alla sospensione dell'efficacia dell'omologazione o alla  revoca
dell'omologazione  stessa,  qualora in seguito al controllo di cui al
comma 2 risulti il mancato rispetto della conformita' della serie  al
tipo omologato.
  4.  Chiunque  produce  o  mette  in vendita una macchina agricola o
dispositivi non conformi ai tipi omologati e' soggetto alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire cinquecentomila a
lire duemilioni.
  5. Chiunque produce  o  mette  in  vendita  una  macchina  agricola
omologata,  rilasciando  la relativa dichiarazione di conformita' non
munita dei dati di identificazione a norma del comma 1,  e'  soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 110 (a).
      Immatricolazione, carta di circolazione e certificato di
     idoneita' tecnica alla circolazione delle macchine agricole
  1. Le macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a),
punto 1) e punto 2), e lettera  b),  punto  2),  esclusi  i  rimorchi
agricoli  di  massa complessiva non superiore a 1,5 t (( ed aventi le
altre caratteristiche fissate dal regolamento, ))  per  circolare  su
strada  sono soggette all'immatricolazione ed al rilascio della carta
di circolazione. Quelle invece indicate nello stesso comma 2, lettera
a), punto 3), e lettera b), punto  1),  con  le  esclusioni  previste
all'art.  107,  comma  1, ed i rimorchi agricoli di massa complessiva
non superiore a 1,5 t (( ed aventi le altre  caratteristiche  fissate
dal regolamento, )) per circolare su strada sono soggette al rilascio
di un certificato di idoneita' tecnica alla circolazione.
  2.  La  carta  di  circolazione  ovvero il certificato di idoneita'
tecnica alla circolazione sono  rilasciati  dall'ufficio  provinciale
della Direzione generale della M.C.T.C. competente per territorio; il
medesimo   ufficio  provvede  alla  immatricolazione  delle  macchine
agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), punto 1) e punto
2), e lettera b), punto 2), ad esclusione dei  rimorchi  agricoli  di
massa  complessiva  non  superiore  a  1,5  t  ((  ed aventi le altre
caratteristiche fissate dal regolamento,  ))  a  nome  di  colui  che
dichiari di essere titolare di impresa agricola o forestale ovvero di
impresa  che  effettua  lavorazioni  agromeccaniche  o  locazione  di
macchine agricole, nonche' a nome di enti e consorzi pubblici.
  3. Il trasferimento di proprieta' delle macchine agricole  soggette
all'immatricolazione,  nonche'  il  trasferimento  di  sede ovvero di
residenza ed abitazione del titolare devono essere  comunicati  entro
trenta  giorni,  unitamente  alla  prescritta  documentazione ed alla
carta di circolazione, all'ufficio  della  Direzione  generale  della
M.C.T.C. rispettivamente dal nuovo titolare e dall'intestatario della
carta  di  circolazione.  Detto ufficio annota le relative variazioni
sul certificato di circolazione stessa. Qualora il titolo  presentato
per  la  trascrizione  del trasferimento di proprieta' consista in un
atto  unilaterale,  lo  stesso  ufficio  dovra'  acquisire  anche  la
dichiarazione  di  assunzione  di  responsabilita'  e provvedere alla
comunicazione  al  nuovo  titolare  secondo  le  modalita'   indicate
nell'art. 95, comma 4, in quanto applicabili.
  4.  L'annotazione  del  trasferimento di proprieta' e' condizionata
dal possesso da parte del nuovo titolare dei requisiti  richiesti  al
comma 2.
  5.  Il  regolamento  stabilisce  il  contenuto e le caratteristiche
della carta di circolazione e del certificato di  idoneita'  tecnica,
nonche' le modalita' per gli adempimenti previsti ai commi 2, 3 e 4.
  6.  Chiunque  circola  su  strada  con una macchina agricola per la
quale non e' stata rilasciata la carta  di  circolazione,  ovvero  il
certificato  di idoneita' tecnica alla circolazione, e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  7.  Chiunque  circola  su  strada  con  una  macchina  agricola non
osservando le prescrizioni  contenute  nella  carta  di  circolazione
ovvero  nel  certificato  di  idoneita'  tecnica,  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
  8. Chiunque omette di comunicare il trasferimento di proprieta', di
sede  o  di residenza ed abitazione nel termine stabilito e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
cinquantamila  a  lire  duecentomila.  Dalla  violazione  consegue la
sanzione  amministrativa  accessoria  del  ritiro  della   carta   di
circolazione   o   del   certificato   di   idoneita'   tecnica  alla
circolazione, secondo le norme di cui al  capo  I,  sezione  II,  del
titolo VI.
                            Art. 111 (a).
          Revisione delle macchine agricole in circolazione
  1.  Il  Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  il   Ministro
dell'agricoltura   e   delle  foreste,  puo'  disporre,  con  decreto
ministeriale,  la  revisione  generale  o  parziale  delle   macchine
agricole soggette all'immatricolazione a norma dell'art. 110, al fine
di  accertarne la permanenza dei requisiti minimi di idoneita' per la
sicurezza della circolazione, nonche' lo stato di efficienza.
  2. Gli uffici della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.,  qualora
sorgano  dubbi  sulla  persistenza  dei  requisiti di cui al comma 1,
possono  ordinare  in  qualsiasi  momento  la  revisione  di  singole
macchine agricole.
  3.  Nel  regolamento  sono  stabilite  le  procedure,  i tempi e le
modalita' delle revisioni di cui al presente articolo,  nonche',  ove
ricorrano,   i   criteri  per  l'accertamento  dei  requisiti  minimi
d'idoneita'  cui  devono  corrispondere  le  macchine   agricole   in
circolazione e del loro stato di efficienza.
  4. Il Ministro dei trasporti, con decreto emesso di concerto con il
Ministro   dell'agricoltura  e  delle  foreste,  puo'  modificare  la
normativa prevista  dal  presente  articolo  in  relazione  a  quanto
stabilito  in  materia  da  disposizioni  della  Comunita'  economica
europea.
  5. Alle macchine agricole, di  cui  al  comma  1  si  applicano  le
disposizioni dell'art. 80, comma 7.
  6.  Chiunque circola su strada con una macchina agricola che non e'
stata  presentata  alla   revisione   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila.   Da   tale   violazione   discende   la   sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione (( o
del certificato di idoneita' tecnica, )) secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI.
                            Art. 112 (a).
   Modifiche dei requisiti di idoneita' delle macchine agricole in
     circolazione e aggiornamento del documento di circolazione
  1. Le macchine agricole soggette all'accertamento dei requisiti  ai
sensi  dell'art.  107 non devono presentare difformita' rispetto alle
caratteristiche indicate  nella  carta  di  circolazione  ovvero  nel
certificato di idoneita' tecnica alla circolazione, ne' alterazioni o
danneggiamenti dei dispositivi prescritti.
  2.  Gli uffici provinciali della Direzione generale della M.C.T.C.,
su richiesta dell'interessato, sottopongono alla visita  e  prova  di
accertamento  prevista  all'art.  107,  comma 2, la macchina agricola
alla quale siano state modificate una o piu'  caratteristiche  oppure
uno  o  piu'  dispositivi  indicati  nel documento di circolazione; a
seguito dell'esito favorevole  dell'accertamento  i  predetti  uffici
provvedono all'aggiornamento del documento stesso.
  3.  Alle  macchine  agricole  soggette  all'immatricolazione  ed al
rilascio della carta di circolazione  si  applicano  le  disposizioni
contenute negli articoli 93, 94, 95, 98 e 103 in quanto applicabili.
  4.  Chiunque  circola  su strada con una macchina agricola difforme
nelle  caratteristiche  indicate  nel  comma   1,   nonche'   con   i
dispositivi,  prescritti  a  norma  di legge, alterati, danneggiati o
mancanti e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento  di
una  somma  da  lire  centomila a lire quattrocentomila, salvo che il
fatto costituisca reato. (( Da tale violazione discende  la  sanzione
amministrativa  accessoria  del  ritiro  della carta di circolazione,
secondo le norme del capo I, sezione II, titolo VI. ))
                            Art. 113 (a).
                   Targhe delle macchine agricole
  1. Le macchine agricole semoventi di  cui  all'art.  57,  comma  2,
lettera  a),  punti  1)  e  2), per circolare su strada devono essere
munite  posteriormente  di   una   targa   contenente   i   dati   di
immatricolazione.
(( 2. L'ultimo elemento del convoglio di macchine agricole deve    ))
(( essere individuato con la targa ripetitrice della macchina      ))
(( agricola traente, quando sia occultata la visibilita' della     ))
(( targa di immatricolazione di quest'ultima. ))                   ))
  3.  I  rimorchi  agricoli,  esclusi quelli di massa complessiva non
superiore a 1,5  t,  devono  essere  muniti  di  una  speciale  targa
contenente i dati di immatricolazione del rimorchio stesso.
  4.  La  targatura e' disciplinata dalle disposizioni degli articoli
99,  100  e  102,  in  quanto   applicabili.   Per   la   produzione,
distribuzione e restituzione delle targhe si applica l'art. 101.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alle sanzioni stabilite dagli articoli 100, 101 e 102.
  6.  Il  Ministro  dei trasporti stabilisce, con proprio decreto, le
modalita' per l'applicazione di quanto previsto al comma 4.
                            Art. 114 (a).
          Circolazione su strada delle macchine operatrici
  1. Le macchine operatrici per circolare su strada devono rispettare
per le sagome e masse le norme stabilite negli articoli 61 e 62 e per
le norme costruttive  ed  i  dispositivi  di  equipaggiamento  quelle
stabilite dall'articolo 106.
  2.  Le macchine operatrici per circolare su strada sono soggette ((
ad immatricolazione )) presso gli  uffici  della  Direzione  generale
della  M.C.T.C.,  che rilasciano la carta di circolazione a colui che
dichiari di essere il proprietario del veicolo.
  3. Le macchine operatrici per circolare  su  strada  sono  soggette
altresi'  alla  disciplina prevista dagli articoli 99, 107, 108, 109,
111 e 112. Le macchine operatrici che per necessita' funzionali hanno
sagome e massa eccedenti quelle previste dagli articoli 61 e 62  sono
considerate  macchine operatrici eccezionali; ad esse si applicano le
norme previste dall'art. 104, comma 8.
(( 4. Le macchine operatrici semoventi per circolare su strada     ))
(( devono essere munite di una targa contenente i dati di          ))
(( immatricolazione; le macchine operatrici trainate devono essere ))
(( munite di una speciale targa di immatricolazione. ))            ))
  5. Le modalita' per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3,  nonche'
per quelli riguardanti le modificazioni nella titolarita' del veicolo
ed il contenuto e le caratteristiche della carta di circolazione sono
stabilite con decreto del Ministro dei trasporti.
  6.  Le  modalita'  per (( l'immatricolazione )) e la targatura sono
stabilite dal regolamento.
  7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alle medesime sanzioni previste per le analoghe  violazioni  commesse
con macchine agricole.
									TITOLO IV*GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE*DEGLI ANIMALI*
Art. 115 (a). Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali 1. Chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto: a) anni quattordici per guidare veicoli a trazione animale o condurre animali da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti di animali; b) anni quattordici per guidare ciclomotori; c) anni sedici per guidare: motoveicoli di cilindrata fino a 125 cc che non trasportino altre persone oltre al conducente; macchine agricole o loro complessi che non superino i limiti di sagoma e di peso stabiliti per i motoveicoli e che non superino la velocita' di 40 km/h, la cui guida sia consentita con patente di categoria A, sempreche' non trasportino altre persone oltre al conducente; d) anni diciotto per guidare: 1) motoveicoli; autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose; autoveicoli per uso speciale, con o senza rimorchio; macchine agricole diverse da quelle indicate alla lettera c), ovvero che trasportino altre persone oltre al conducente; macchine operatrici; 2) autocarri, autoveicoli per trasporti specifici, autotreni, autoarticolati, adibiti al trasporto di cose la cui massa complessiva a pieno carico non superi 7,5 t; 3) i veicoli di cui al punto 2) la cui massa complessiva a pieno carico, compresa la massa dei rimorchi o dei semirimorchi, superi 7,5 t, purche' munito di un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.; e) anni ventuno per guidare: i veicoli di cui al punto 3) della lettera d), quando il conducente non sia munito del certificato di abilitazione professionale; motocarrozzette ed autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente; autobus, autocarri, autotreni, autosnodati, adibiti al trasporto di persone, nonche' i mezzi adibiti ai servizi di emergenza. 2. Chi guida veicoli a motore non puo' aver superato: a) anni sessantacinque per guidare autotreni (( ed autoarticolati )) la cui massa complessiva a pieno carico sia superiore a 20 t; b) anni sessanta per guidare autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone. Tale limite puo' essere elevato, anno per anno, fino a sessantacinque anni qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale, secondo le modalita' stabilite nel regolamento. 3. Chiunque guida veicoli (( o conduce animali )) e non si trovi nelle condizioni richieste dal presente articolo e' soggetto, salvo quanto disposto nei successivi commi, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila. Qualora trattasi di motoveicoli e autoveicoli di cui al comma 1, lettera e), e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila. 4. Il minore degli anni diciotto, munito di patente di categoria A, che guida motoveicoli di cilindrata superiore a 125 cc o che trasporta altre persone su motoveicoli di cilindrata (( non superiore )) a 125 cc e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila. 5. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di veicoli o di animali, ne affida o ne consente la condotta a persone che non si trovino nelle condizioni richieste dal presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila se si tratta di (( veicolo )) o alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trentamila a lire centoventimila se si tratta di animali. 6. Le violazioni alle disposizioni che precedono, quando commesse con veicoli a motore, importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni trenta, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 116 (a).
         Patente e certificato di abilitazione professionale
              per la guida di motoveicoli e autoveicoli
  1. Non si possono guidare  autoveicoli  e  motoveicoli  senza  aver
conseguito  la patente di guida rilasciata dalla prefettura nella cui
provincia e' compreso il comune di residenza del richiedente.
  2. Per sostenere gli esami di idoneita' per  la  patente  di  guida
occorre  indirizzare  al  prefetto  apposita domanda da presentare al
competente  ufficio  provinciale  della  Direzione   generale   della
M.C.T.C.  ed  essere  in  possesso  dei  requisiti  fisici e psichici
prescritti.
  3. La patente  di  guida  conforme  al  modello  comunitario,  come
previsto  nel  regolamento,  ((  puo' )) contenere le indicazioni del
gruppo sanguigno del  titolare  il  quale  e'  tenuto  a  verificarne
l'esattezza.  Tale  indicazione non vale comunque in nessun caso come
autorizzazione all'esecuzione di eventuale trasfusione. La patente di
guida si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei
veicoli indicati per le rispettive categorie:
   A - Motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 t;
   B  -  Motoveicoli,  esclusi  i  motocicli,  autoveicoli  di  massa
complessiva  non superiore a 3,5 t e il cui numero di posti a sedere,
escluso quello del conducente, non e'  superiore  a  otto,  anche  se
trainanti  un rimorchio leggero ovvero un rimorchio che non ecceda la
massa a  vuoto  del  veicolo  trainante  e  non  comporti  una  massa
complessiva  totale  a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5
t;
   C - Autoveicoli, di massa complessiva a pieno carico  superiore  a
3,5 t, anche se trainanti un rimorchio leggero, esclusi quelli per la
cui guida e' richiesta la patente della categoria D;
   D - Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone
il  cui  numero  di posti a sedere, escluso quello del conducente, e'
superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero;
(( E - Autoveicoli per la cui guida e' richiesta la patente delle  ))
(( categorie B, C e D, per ciascuna delle quali il conducente sia  ))
(( abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in      ))
(( quelli indicati per ciascuna delle precedenti categorie;        ))
(( autoarticolati destinati al trasporto di persone e autosnodati, ))
(( purche' il conducente sia abilitato alla guida di autoveicoli   ))
(( per i quali e' richiesta la patente della categoria D; altri    ))
(( autoarticolati, purche' il conducente sia abilitato alla guida  ))
(( degli autoveicoli per i quali e' richiesta la patente della     ))
(( categoria C.                                                    ))
  4. I rimorchi leggeri sono quelli  di  massa  complessiva  a  pieno
carico fino a 0,75 t.
  5.  I  mutilati  ed  i  minorati  fisici,  anche se affetti da piu'
minorazioni, possono ottenere la patente speciale delle categorie  ((
A,  B,  C  e  D, )) anche se (( alla guida di veicoli )) trainanti un
rimorchio leggero. (( Le suddette patenti )) possono essere  limitate
alla  guida  di  veicoli  di  particolari  tipi  e caratteristiche ((
nonche' con determinate prescrizioni )) in relazione all'esito  degli
accertamenti  di  cui  all'art.  119,  comma 4. Le limitazioni devono
essere riportate sulla patente e devono precisare quale  protesi  sia
prescritta,  ove ricorra, e/o quale tipo di adattamento sia richiesto
sul veicolo.  Essi  non  possono,  comunque,  guidare  i  veicoli  in
servizio  di  piazza  o  di  noleggio con conducente per trasporto di
persone o in servizio di linea, le autoambulanze, nonche'  i  veicoli
adibiti al trasporto di merci pericolose.
  6.  Possono  essere abilitati alla guida di autoveicoli per i quali
e' richiesta la patente delle categorie C e D solo coloro che gia' lo
siano per autoveicoli e motoveicoli per la cui guida e' richiesta  la
patente della categoria B, rispettivamente da sei e da dodici mesi.
  7.   La  validita'  della  patente  puo'  essere  estesa  ((  dalla
prefettura  del  luogo  di  residenza,  ))  previo  accertamento  dei
requisiti  fisici  e  psichici  ed  esame integrativo, a categorie di
veicoli diversi.
  8. I titolari di patente  di  categoria  A,  B  e  C,  per  guidare
motocarrozzette ed autovetture in servizio di noleggio con conducente
e  taxi,  i  titolari  di  patente  di  categoria  C  e di patente di
categoria E, correlata con patente di categoria C, di eta'  inferiore
agli anni ventuno per la guida di autoveicoli adibiti al trasporto di
cose  di cui all'art. 115, comma 1, lettera d), numero 3), i titolari
di patente della categoria D e di patente di categoria  E,  correlata
con  patente  di  categoria  D,  per  guidare  autobus,  autotreni ed
autosnodati adibiti al trasporto di persone in servizio di linea o di
noleggio con conducente o per trasporto di  scolari,  i  titolari  di
patente  di  categoria  B e C per guidare mezzi adibiti ai servizi di
emergenza  devono   conseguire   un   certificato   di   abilitazione
professionale  rilasciato  dal  competente  ufficio  della  Direzione
generale della M.C.T.C. sulla base dei requisiti, delle  modalita'  e
dei  programmi  di  esame stabiliti nel regolamento. Tale certificato
non puo' essere  rilasciato  a  mutilati  o  minorati  fisici.  ((  I
conducenti di veicoli adibiti a servizi di emergenza possono ottenere
entro  il 1 luglio 1994 il rilascio del certificato del tipo KE senza
sostenere   il   relativo   esame,    purche'    esibiscano    idonea
documentazione,  che  sara'  definita  con  decreto  del Ministro dei
trasporti, dalla quale risulti che, alla data  del  1  gennaio  1993,
svolgevano tale attivita' da almeno un anno. ))
  9.  Nei  casi  previsti  dagli  accordi internazionali cui l'Italia
abbia  aderito,  per  la  guida  di  veicoli  adibiti  a  determinati
trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la
prescritta   categoria   devono   inoltre   conseguire   il  relativo
certificato  di  abilitazione,  idoneita',  capacita'  o   formazione
professionale,  rilasciato  dal  competente  ufficio  della Direzione
generale  della  M.C.T.C..  Tali  certificati  non   possono   essere
rilasciati ai mutilati e ai minorati fisici.
  10.  Nel  regolamento,  in  relazione a quanto disposto al riguardo
nella  normativa  internazionale,  saranno  stabiliti  i   tipi   dei
certificati  professionali  di cui al comma 9 nonche' i requisiti, le
modalita' e i programmi d'esame  per  il  loro  conseguimento.  Nello
stesso   regolamento  saranno  indicati  il  modello  e  le  relative
caratteristiche della patente di guida,  anche  ai  fini  di  evitare
rischi di falsificazione.
  11.  Il  titolare  di  patente di guida deve, nel termine di trenta
giorni, comunicare alla prefettura, nella cui circoscrizione si trova
il comune di residenza, il trasferimento di residenza da  uno  ad  un
altro  comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso
comune, esibendo la patente  per  farvi  annotare  il  mutamento.  Il
mutamento stesso vi verra' annotato subito.
  12.  Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di un veicolo, lo
affida o ne consenta la guida a (( persona che non  abbia  conseguito
la   patente   di   guida   o   il  ))  certificato  di  abilitazione
professionale,   se   prescritto,   e'   soggetto    alla    sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire cinquecentomila a
lire duemilioni.
  13. Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver  conseguito
la  patente  di  guida e' punito con l'arresto da tre a dodici mesi e
con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire  duemilioni;  la  stessa
pena  si  applica  ai  conducenti  che  guidano senza patente perche'
revocata o non rinnovata per  mancanza  dei  requisiti  previsti  dal
presente codice.
  14.  Chiunque,  pur avendo sostenuto con esito favorevole gli esami
di cui all'art. 121, guida  senza  essere  munito  della  patente  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila. ((  Ove  ricorrano  i  motivi
ostativi  al  rilascio  della patente di cui all'art. 120, si applica
quanto disposto dal comma 13. ))
  15. Parimenti chiunque  guida  autoveicoli  o  motoveicoli  essendo
munito  della patente di guida ma non del certificato di abilitazione
professionale,  quando  prescritto,  o  di   apposita   dichiarazione
sostitutiva,   rilasciata  dal  competente  ufficio  della  Direzione
generale della M.C.T.C., ove non sia stato possibile provvedere,  nei
dieci   giorni   successivi   all'esame,   alla  predisposizione  del
certificato di abilitazione, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  16. Il titolare di patente di guida che omette di far  annotare  il
trasferimento   nel  termine  stabilito  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  da  lire  cinquantamila  a
lire duecentomila.
  17. Le violazioni alle disposizioni di cui al comma 15 importano la
sanzione  accessoria  del fermo amministrativo del veicolo per giorni
sessanta e  quelle  alle  disposizioni  del  comma  16  importano  la
sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente di guida;
l'una  e  l'altra secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo
VI.
  18. Con sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 13,  il
giudice  ordina  la confisca del veicolo, salvo che esso appartenga a
persona estranea al reato.  Quando  non  sia  possibile  ordinare  la
confisca  del  veicolo, dispone la sospensione della patente di guida
(( eventualmente posseduta dal )) condannato per la durata della pena
principale.  L'autorita'  giudiziaria  competente  e,  in   caso   di
flagranza,  anche  gli  ufficiali  ed  agenti  di polizia giudiziaria
devono procedere al sequestro del veicolo, osservando  le  norme  del
codice di procedura penale.
                            Art. 117 (a).
                       Limitazioni nella guida
  1. (( Al titolare di patente italiana, per i  tre  anni  successivi
alla  data del conseguimento della patente stessa e comunque prima di
aver raggiunto l'eta' di venti anni, )) non e' consentita la guida di
motocicli di potenza superiore a 25  kW  e/o  di  potenza  specifica,
riferita alla tara, superiore a 0,16 kW/kg.
  2.  ((  Al  titolare  di  patente di guida italiana, per i tre anni
successivi alla data del conseguimento della patente di categoria  ))
B,  non  e'  consentita  la  guida  di autoveicoli aventi una potenza
specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kW/t,  o  che  comunque
sviluppino  una  velocita' massima, accertata in sede di omologazione
del tipo, superiore a 150 km/h.
  3. Nel regolamento saranno stabilite le modalita' per l'indicazione
sulla carta di circolazione dei  limiti  di  cui  ai  commi  1  e  2.
Analogamente  sono stabilite norme per i veicoli in circolazione alla
data di entrata in vigore del presente codice.
(( 4. Le limitazioni alla guida sono automatiche e decorrono dalla ))
(( data di superamento dell'esame di cui all'art. 121. Le predette ))
(( limitazioni non si applicano nel caso in cui la patente         ))
(( italiana sia ottenuta per conversione di una patente rilasciata ))
(( da uno Stato membro delle Comunita' europee.                    ))
  5. (( Il titolare di patente di guida italiana che,  ))  nei  primi
tre anni dal conseguimento della patente, (( e comunque prima di aver
raggiunto  l'eta' di venti anni, )) circola oltrepassando i limiti di
guida  di  cui  al  presente  articolo  e'  soggetto  alla   sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila. La violazione importa  la  sanzione  amministrativa
accessoria  della sospensione della validita' della patente da due ad
otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 118 (a).
           Patente e certificato di idoneita' per la guida
                           di filoveicoli
  1. Non si possono guidare filoveicoli  senza  avere  conseguito  la
patente  di  guida  per  autoveicoli,  il certificato di abilitazione
professionale nel caso della guida di filoveicoli  per  trasporto  di
persone  e  un  certificato  di  idoneita'  rilasciato dal competente
ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.,  su  proposta  della
azienda interessata.
  2.  La categoria della patente di guida e il tipo di certificato di
abilitazione professionale di cui devono essere muniti  i  conducenti
di  veicoli  filoviari  devono essere gli stessi di quelli prescritti
per i corrispondenti autoveicoli.
  3. Il certificato di idoneita' si consegue mediante esame che  deve
essere  preceduto da un periodo di esercitazioni nella condotta di un
veicolo filoviario da effettuarsi con la assistenza di  un  guidatore
gia' autorizzato e sotto il controllo di un funzionario tecnico della
azienda  che  intende adibire il candidato alla funzione di guidatore
di filobus.
  4. Nel regolamento sono stabiliti i requisiti, le  modalita'  ed  i
programmi  di  esame per il conseguimento del suddetto certificato di
idoneita'.
  5. I  candidati  che  hanno  sostenuto  gli  esami  con  esito  non
favorevole possono ripresentarsi ad un successivo esame solo dopo che
abbiano ripetuto il periodo di esercitazioni e siano trascorsi almeno
trenta giorni.
  6.  L'ufficio  competente  rilascia ai candidati che hanno superato
gli esami un certificato di idoneita' alle funzioni di  guidatore  di
filobus,  che  e'  valido  solo  se  accompagnato  dalla  patente per
autoveicoli di cui al comma  2  e  dal  certificato  di  abilitazione
professionale,   qualora  prescritto.  Il  certificato  di  idoneita'
abilita a condurre le vetture filoviarie presso qualsiasi azienda.
  7. La validita' nel tempo del certificato di idoneita' e' la stessa
della patente di guida in  possesso  dell'interessato  ai  sensi  del
comma  2.  Quando  la  patente  viene confermata di validita' a norma
dell'art. 126, l'ufficio competente provvede ad analoga conferma  per
anni  cinque  del  certificato  di  idoneita'.  Se la validita' della
patente non viene confermata, il certificato di idoneita' deve essere
ritirato a cura dell'ufficio che lo ha rilasciato.
  8. I competenti uffici  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.
possono  disporre  che siano sottoposti a visita medica o ad esame di
idoneita' i titolari del  certificato  di  idoneita'  alla  guida  di
vetture   filoviarie  quando  sorgano  dubbi  sulla  persistenza  dei
requisiti fisici o psichici prescritti o della idoneita'.
  9. Le disposizioni relative alla sospensione e  alla  revoca  della
patente di guida di cui agli articoli 129 e 130 si applicano anche ai
certificati  di  idoneita'  alla  guida  dei  filoveicoli  per  fatti
derivanti dalla guida degli stessi.
  10. Avverso i provvedimenti di sospensione o revoca del certificato
di idoneita' alla guida di filoveicoli e' ammesso ricorso al Ministro
dei trasporti.
  11. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di un filoveicolo,
ne affida o ne consente la guida a persone che non siano munite della
patente  di guida per autoveicoli, (( del certificato di abilitazione
professionale, quando richiesto, )) o del certificato di idoneita' e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire duecentomila a lire ottocentomila.
  12. Chiunque guida filoveicoli senza essere munito della patente di
guida  ((  e  del  certificato  di abilitazione professionale, quando
richiesto, )) e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento
di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  13.  Chiunque,  munito di patente di guida, guida filoveicoli senza
essere munito del certificato di idoneita' e' soggetto alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila.
  14. Alle violazioni suddette consegue la  sanzione  accessoria  del
fermo  amministrativo  del  veicolo per sei mesi, secondo le norme di
cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 119 (a).
                     Requisiti fisici e psichici
             per il conseguimento della patente di guida
  1. Non puo' ottenere la patente  di  guida  o  l'autorizzazione  ad
esercitarsi  alla guida di cui all'art. 122, comma 2, chi sia affetto
da malattia fisica o  psichica,  deficienza  organica  o  minorazione
psichica,  anatomica  o  funzionale  tale da impedire di condurre con
sicurezza veicoli a motore.
  2. L'accertamento dei requisiti fisici e  psichici,  tranne  per  i
casi  stabiliti  nel comma 4, e' effettuato dall'ufficio della unita'
sanitaria locale territorialmente  competente,  cui  sono  attribuite
funzioni  in  materia  medico-legale.  L'accertamento suindicato puo'
essere effettuato altresi' da un medico responsabile dei  servizi  di
base  del  distretto  sanitario  ovvero  da un medico appartenente al
ruolo dei medici del Ministero  della  sanita',  o  da  un  ispettore
medico delle Ferrovie dello Stato o da un medico militare in servizio
permanente  effettivo  o  da  un  medico  del ruolo professionale dei
sanitari della Polizia di Stato (( o da un medico del ruolo sanitario
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco )) o da un ispettore  medico
del  Ministero del lavoro e della previdenza sociale. In tutti i casi
tale accertamento deve essere effettuato (( nei gabinetti medici. ))
(( 3. L'accertamento di cui al comma 2 deve risultare da           ))
(( certificazione di data non anteriore a tre mesi dalla           ))
(( presentazione della domanda per sostenere l'esame di guida. La  ))
(( certificazione deve tenere conto dei precedenti morbosi del     ))
(( richiedente dichiarati da un certificato medico rilasciato dal  ))
(( medico di fiducia.                                              ))
(( 4. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici e' effettuato ))
(( da commissioni mediche locali costituite in ogni provincia      ))
(( presso le unita' sanitarie locali del capoluogo di provincia,   ))
(( nei riguardi:                                                   ))
(( a) )) dei mutilati e minorati fisici. (( Nel caso che il        ))
(( giudizio di idoneita' non possa essere formulato in base ai     ))
(( soli accertamenti clinici si dovra' procedere ad una prova      ))
(( pratica di guida su veicolo adattato in relazione alle          ))
(( particolari esigenze;                                           ))
    b) di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni  di  eta'
ed  abbiano  titolo a guidare autocarri di massa complessiva, a pieno
carico, superiore a 3,5 t, (( autotreni ed autoarticolati, )) adibiti
al trasporto di cose, la cui massa complessiva, a pieno  carico,  non
sia superiore a 20 t, macchine operatrici;
    c)  di  coloro  per  i  quali  e'  fatta richiesta dal prefetto o
dall'ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.;
    d) di coloro nei confronti dei quali l'esito  degli  accertamenti
clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico di cui
al comma 2 dubbi circa l'idoneita' e la sicurezza della guida.
  5.  Avverso  il  giudizio  delle  commissioni  di cui al comma 4 e'
ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro dei trasporti. Questi
decide, sentita la commissione medica centrale  istituita  presso  il
Ministero  dei  trasporti.  Tale  commissione  esprime  il suo parere
avvalendosi  eventualmente  di  accertamenti  demandati  agli  organi
sanitari  periferici  delle  Ferrovie  dello  Stato.   La   anzidetta
commissione  ha  altresi'  il  compito,  su  richiesta  del  suddetto
Ministero,  di   esprimere   il   parere   su   particolari   aspetti
dell'idoneita'   psichica   e   fisica   alla   guida,   nonche'  sul
coordinamento e  sull'indirizzo  della  attivita'  delle  commissioni
mediche locali.
  6. Di tale parere il Ministro dei trasporti si avvale anche in sede
di   decisione   del   ricorso  avverso  ((  il  provvedimento  della
sospensione della patente di guida di  cui  all'art.  129,  comma  2,
nonche'  in  sede  di  decisione  del ricorso avverso la revoca della
patente di guida disposta dal prefetto ai sensi dell'art. 130,  comma
1, lettera )) a).
  7.  Per  esprimersi sui ricorsi inoltrati dai richiedenti di cui al
comma 4, lettera a),  il  Ministro  dei  trasporti  si  avvale  della
collaborazione  di  medici appartenenti ai servizi territoriali della
riabilitazione.
  8. Nel regolamento di esecuzione sono stabiliti:
    a) i requisiti fisici e psichici per conseguire e  confermare  le
patenti di guida;
    b) le modalita' di rilascio ed i modelli dei certificati medici;
    c)   la  composizione  e  le  modalita'  di  funzionamento  delle
commissioni mediche di cui al comma 4, delle quali dovra'  far  parte
un  medico appartenente ai servizi territoriali della riabilitazione,
qualora vengano sottoposti a visita aspiranti conducenti di cui  alla
lettera  a) del citato comma 4. In questa ipotesi, dovra' farne parte
un ingegnere del ruolo della Direzione generale della M.C.T.C..  Puo'
intervenire,   ove  richiesto  dall'interessato,  un  medico  di  sua
fiducia.
(( d) i tipi e le caratteristiche dei veicoli che possono essere   ))
(( guidati con le patenti speciali di categorie A, B, C            ))
(( e D.                                                            ))
(( 9. I medici di cui al comma 2 o, nei casi previsti, le          ))
(( commissioni mediche di cui al comma 4, possono richiedere,      ))
(( qualora lo ritengano opportuno, che l'accertamento dei          ))
(( requisiti fisici e psichici sia integrato da specifica          ))
(( valutazione psico-diagnostica effettuata da psicologi abilitati ))
(( all'esercizio della professione ed iscritti all'albo            ))
(( professionale. ))                                               ))
  10. Con decreto del Ministro dei  trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro della sanita', e' istituito un apposito comitato tecnico che
ha il compito di fornire alle commissioni mediche locali informazioni
sul  progresso  tecnico-scientifico  che  ha riflessi sulla guida dei
veicoli a motore da parte dei mutilati e minorati fisici.
                              Art. 120.
              Requisiti morali per ottenere il rilascio
                       della patente di guida
  1. Non possono ottenere la patente di guida i delinquenti abituali,
professionali  o  per  tendenza  e  coloro  che  sono  o  sono  stati
sottoposti   a  misure  di  sicurezza  personali  o  alle  misure  di
prevenzione previste dalla legge 27  dicembre  1956,  n.  1423,  come
sostituita dalla legge 3 agosto 1988, n. 327 (a), nonche' dalla legge
31  maggio  1965,  n.  575,  cosi'  come successivamente modificata e
integrata   (b),   fatti   salvi   gli   effetti   di   provvedimenti
riabilitativi.
  2.  La  patente  puo'  essere  negata  dal  prefetto  alle  persone
condannate a  pena  detentiva,  non  inferiore  a  tre  anni,  quando
l'utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione
di reati della stessa natura.
  3.  Avverso il mancato rilascio della patente e' ammesso il ricorso
al Ministro dell'interno, il quale decide, entro sessanta giorni,  di
concerto con il Ministro dei trasporti.
                            Art. 121 (a).
                         Esame di idoneita'
  1. L'idoneita' tecnica necessaria per il rilascio della patente  di
guida  si  consegue superando una prova di verifica delle capacita' e
dei comportamenti ed una prova di controllo delle cognizioni.
  2. Gli esami di cui al comma 1 sono effettuati  secondo  direttive,
modalita'   e  programmi  stabiliti  con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti sulla base delle direttive della Comunita' europea e con il
ricorso a sussidi  audiovisivi,  questionari  d'esame  e  quant'altro
necessario per una uniforme formulazione del giudizio.
  3.   Gli   esami  per  la  patente  di  guida,  per  i  certificati
professionali di cui all'art. 116 e per l'idoneita' degli  insegnanti
e  degli  istruttori  delle  autoscuole  di  cui  all'art.  123  sono
effettuati da dipendenti della Direzione generale della M.C.T.C..
  4. Nel regolamento sono determinati  i  profili  professionali  dei
dipendenti  della  Direzione generale della M.C.T.C. che danno titolo
all'effettuazione degli esami di cui al comma 3.
  5. Con decreto del Ministro dei trasporti sono determinate le norme
e modalita' di effettuazione dei  corsi  di  qualificazione  e  degli
esami per l'abilitazione del personale di cui al comma 4.
  6.  L'esame  di  coloro  che  hanno frequentato una autoscuola puo'
svolgersi presso la stessa  se  dotata  di  locali  riconosciuti  dal
competente  ufficio  della  Direzione  generale della M.C.T.C. idonei
allo scopo  o  presso  centri  di  istruzione  da  questa  formati  e
legalmente costituiti.
  7. Le prove d'esame sono pubbliche.
  8. Le prove (( d'esame )) non possono essere sostenute prima che ((
sia  trascorso un mese )) dalla data del rilascio dell'autorizzazione
per l'esercitazione di guida.
  9. (( A partire dal 1 gennaio 1995 )) la prova  pratica  di  guida,
con esclusione di quella per il conseguimento di patente di categoria
A, va in ogni caso effettuata su veicoli muniti di doppi comandi.
  10.  Tra  una  prova d'esame sostenuta con esito sfavorevole ed una
successiva prova (( deve trascorrere almeno un mese. ))
  11.  Gli  esami  possono  essere  sostenuti  entro  il  termine  di
validita'  dell'autorizzazione  per  l'esercitazione  di  guida.  Nel
limite di detta  validita'  e'  consentito  ripetere  per  una  volta
soltanto una delle due prove d'esame.
  12.  Una  volta  superati  favorevolmente  gli esami prescritti, il
competente  ufficio  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.   ((
rilascia  un  attestato  che  certifichi l'avvenuto superamento degli
esami di guida ma che, comunque, non abilita alla  guida.  Lo  stesso
ufficio  )) predispone la documentazione necessaria e la trasmette al
prefetto competente, che rilascia  la  patente  a  chi  ne  ha  fatto
richiesta  ai  sensi  dell'art.  116.  Le modalita' ed il termine del
rilascio sono determinati dal regolamento.
                              Art. 122.
                       Esercitazioni di guida
  1. A chi ha fatto domanda per sostenere l'esame per la  patente  di
guida  ovvero  per  l'estensione  di validita' della patente ad altre
categorie di veicoli  ed  e'  in  possesso  dei  requisiti  fisici  e
psichici  prescritti  e' rilasciata un'autorizzazione per esercitarsi
alla guida.
  2.  L'autorizzazione  consente  all'aspirante  di  esercitarsi   su
veicoli  delle categorie per le quali e' stata richiesta la patente o
l'estensione di validita' della medesima, purche' al  suo  fianco  si
trovi,  in  funzione  di  istruttore, persona di eta' non superiore a
sessantacinque  anni,  munita  di  patente  valida  per   la   stessa
categoria,  conseguita  da  almeno  dieci  anni, ovvero valida per la
categoria superiore; l'istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare
sulla   marcia   del   veicolo,   intervenendo   tempestivamente   ed
efficacemente  in  caso di necessita'. Se il veicolo non e' munito di
doppi comandi a  pedale  almeno  per  il  freno  di  servizio  e  per
l'innesto  a  frizione,  l'istruttore non puo' avere eta' superiore a
sessanta anni.
  3. Agli aspiranti autorizzati  ad  esercitarsi  per  conseguire  la
patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma
quelle di cui al comma 5.
  4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono
essere  muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica
"P". Tale contrassegno e' sostituito per i veicoli  delle  autoscuole
con   la   scritta   "scuola   guida".  Le  caratteristiche  di  tali
contrassegni e le modalita' di applicazione saranno  determinate  nel
regolamento.
  5.  Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere posto,
oltre al conducente, altra persona in  funzione  di  istruttore  sono
consentite in luoghi poco frequentati.
  6. L'autorizzazione e' valida per sei mesi.
  7.  Chiunque  guida  senza l'autorizzazione per l'esercitazione, ma
avendo a fianco, in funzione  di  istruttore,  persona  provvista  di
patente  di  guida  ai  sensi  del comma 2, e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire duemilioni. La stessa sanzione si applica alla persona che funge
da istruttore.
  8.  Chiunque,  autorizzato per l'esercitazione, guida senza avere a
fianco, in funzione  di  istruttore,  persona  provvista  di  patente
valida ai sensi del comma 2, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
Alla   violazione   consegue   la   sanzione   accessoria  del  fermo
amministrativo del veicolo per tre mesi, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI. Alla violazione di cui al comma 5 consegue
la sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
  9.  Chiunque  viola  le  disposizioni di cui al comma 4 e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 123.
                             Autoscuole
  1.  Le  scuole  per  l'educazione  stradale,  l'istruzione   e   la
formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.
  2.  Le  autoscuole  sono  soggette  ad  autorizzazione  e vigilanza
amministrativa da parte delle province  ed  a  vigilanza  tecnica  da
parte   degli  uffici  provinciali  della  Direzione  generale  della
M.C.T.C..
  3. I compiti delle province  in  materia  di  autorizzazione  e  di
vigilanza  amministrativa  sulle autoscuole sono svolti sulla base di
apposite direttive emanate dal Ministro dei trasporti,  nel  rispetto
dei principi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica
sull'insegnamento  e  per la limitazione numerica delle autoscuole in
relazione alla popolazione, all'indice della  motorizzazione  e  alla
estensione del territorio.
  4.  Le  persone fisiche o giuridiche, le societa', gli enti possono
ottenere l'autorizzazione. Il titolare dell'autorizzazione di cui  al
comma  2  deve avere la gestione diretta e personale dell'esercizio e
dei beni patrimoniali dell'autoscuola, rispondendo del  suo  regolare
funzionamento  nei  confronti del concedente. Nel caso di societa' od
enti l'autorizzazione puo' essere rilasciata a persona  delegata  dal
legale  rappresentante della societa' od ente secondo quanto previsto
dal regolamento.
  5. L'autorizzazione e' rilasciata a chi  abbia  compiuto  gli  anni
ventuno,  risulti  di  buona  condotta  e sia in possesso di adeguata
capacita' finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di
abilitazione quale insegnante di teoria o istruttore di guida. Per le
persone giuridiche i  requisiti  richiesti  dal  presente  comma,  ad
eccezione della capacita' finanziaria che deve essere posseduta dalla
persona  giuridica,  sono  richiesti  al legale rappresentante o, nel
caso di societa' od enti, alla persona da questi delegata.
  6. L'autorizzazione  non  puo'  essere  rilasciata  ai  delinquenti
abituali, professionali o per tendenza e a coloro che sono sottoposti
a  misure  amministrative  di  sicurezza  personali  o alle misure di
prevenzione previste dall'art. 120, comma 1.
  7. L'autoscuola deve possedere un'adeguata attrezzatura  tecnica  e
didattica  e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei
dal Ministero dei trasporti,  che  rilascia  specifico  attestato  di
qualifica   professionale.   Qualora   piu'   scuole  autorizzate  si
consorzino e costituiscano un centro di  istruzione  automobilistica,
riconosciuto  dall'ufficio provinciale della Direzione generale della
M.C.T.C. secondo criteri uniformi fissati con  decreto  del  Ministro
dei   trasporti,   le   dotazioni   complessive,   in   personale  ed
attrezzature, possono essere adeguatamente ridotte.
  8. L'autorizzazione e' sospesa per un periodo da  uno  a  tre  mesi
quando:
    a) l'attivita' dell'autoscuola non si svolga regolarmente;
    b)  il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o
degli istruttori che non siano piu' ritenuti  idonei  dal  competente
ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.;
    c)  il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall'ufficio
provinciale della Direzione  generale  della  M.C.T.C.  ai  fini  del
regolare funzionamento dell'autoscuola.
  9. L'autorizzazione e' revocata quando:
    a)  siano  venuti  meno  la  capacita'  finanziaria e i requisiti
morali del titolare;
    b) venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica dell'autoscuola;
    c) siano stati adottati piu' di due provvedimenti di  sospensione
in un quinquennio.
  10.  Il  Ministro  dei  trasporti stabilisce, con propri decreti: i
requisiti minimi di capacita' finanziaria; i requisiti  di  idoneita'
degli  insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti;
le prescrizioni sui locali e  sull'arredamento  didattico,  anche  al
fine  di  consentire  l'eventuale svolgimento degli esami, nonche' la
durata dei corsi; i  programmi  di  esame  per  l'accertamento  della
idoneita' tecnica degli insegnanti e degli istruttori; i programmi di
esame per il conseguimento della patente di guida.
  11.   Chiunque   gestisce  un'autoscuola  senza  autorizzazione  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire  unmilione  a  lire quattromilioni. Dalla violazione consegue la
sanzione   amministrativa    accessoria    dell'immediata    chiusura
dell'autoscuola  e  di  cessazione della relativa attivita', ordinata
dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II,
del titolo VI.
  12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida
su veicoli  delle  autoscuole,  senza  essere  a  cio'  abilitato  ed
autorizzato,  e'  soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  13. Nel regolamento saranno stabilite le modalita' per il  rilascio
della  autorizzazione  di  cui  al comma 2. Con lo stesso regolamento
saranno dettate  norme  per  lo  svolgimento,  da  parte  degli  enti
pubblici  non  economici,  dell'attivita'  di  consulenza, secondo la
legge 8 agosto 1991, n. 264 (a).
                            Art. 124 (a).
                    Guida delle macchine agricole
                     e delle macchine operatrici
  1. Per guidare macchine agricole, escluse quelle con  conducente  a
terra,  nonche'  macchine  operatrici,  escluse  quelle a vapore, che
circolano su strada, occorre avere ottenuto una delle patenti di  cui
all'art. 116, comma 3, e precisamente:
    a)  della categoria A, per la guida delle macchine agricole indi-
cate dall'art. 115, comma 1, lettera c);
    b) della categoria B,  per  la  guida  delle  macchine  agricole,
nonche' delle macchine operatrici;
    c) della categoria C, per le macchine operatrici eccezionali.
  2.  Con  decreto del Ministro dei trasporti sono stabiliti i tipi e
le caratteristiche dei veicoli di cui al comma 1  che,  eventualmente
adattati,  possono  essere  guidati da mutilati e minorati fisici con
patenti speciali delle categorie A e B, previste dall'art. 116, comma
5.
  3. Qualora non sia necessario prescrivere  adattamenti,  lo  stesso
decreto  di cui al comma 2 stabilisce i tipi e le caratteristiche dei
veicoli di cui al comma 1 che possono essere guidati  da  mutilati  e
minorati fisici.
  4.  Chiunque  guida  macchine  agricole o macchine operatrici senza
essere munito della patente e' punito ai sensi dell'art.  116,  comma
13.  ((  All'incauto  affidamento  si  applica la disposizione di cui
all'art. 116, comma 12. ))
                            Art. 125 (a).
ce Validita' della patente di guida
  1. Le  patenti  di  guida  delle  categorie  C  e  D  sono  valide,
rispettivamente,  anche  per  la  guida  dei  veicoli  per i quali e'
richiesta la patente della categoria B e per quella dei veicoli per i
quali e' richiesta la patente delle categorie
B e C.
  2. La patente speciale di guida delle categorie (( A, B, C e  D  ))
rilasciata  a  mutilati  o  minorati fisici e' valida soltanto per la
guida dei veicoli  aventi  le  caratteristiche  in  essa  indicate  e
risultanti dalla carta di circolazione.
  3.  Chiunque,  (( munito di patente di categoria B, C o D, )) guida
un (( autoveicolo ))  per  il  quale  e'  richiesta  una  patente  di
categoria  diversa  da quella della patente di cui e' in possesso, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire duecentomila a lire ottocentomila.
  4.  Parimenti  chiunque, munito di patente speciale delle categorie
(( A, B, C o D, )) guida un veicolo  diverso  da  quello  indicato  e
specialmente   adattato   in   relazione   alla   sua  mutilazione  o
minorazione, ovvero, munito di patente speciale delle categorie A e B
quale mutilato o minorato fisico, guida un autoveicolo o  motoveicolo
di  tipo  diverso  o  per  la  cui  guida  e' prevista una patente di
categoria diversa,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  5.  Dalle  violazioni  di  cui  ai commi 3 e 4 consegue la sanzione
amministrativa (( accessoria )) della sospensione  della  patente  da
uno  a  sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo
VI.
                            Art. 126 (a).
                  Durata e conferma della validita'
                       della patente di guida
  1. Le patenti di guida delle categorie A e B sono valide  per  anni
dieci;  qualora  siano  rilasciate  o confermate a chi ha superato il
cinquantesimo anno di eta' sono valide per cinque anni  e  a  chi  ha
superato il settantesimo anno di eta' sono valide per tre anni.
  2.  La patente speciale di guida delle categorie A e B rilasciata a
mutilati e minorati fisici e quella ((  della  categoria  C  ))  sono
valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno
di  eta'.  (( La patente della categoria D e' valida per cinque anni.
))
  3. Il Ministro dei trasporti, con propri  decreti,  puo'  stabilire
termini  di  validita'  piu'  ridotti  per  determinate  categorie di
patenti anche in relazione  all'uso  cui  sono  destinati  i  veicoli
condotti,  all'eta'  dei  conducenti  o  ai  loro  requisiti fisici e
psichici, determinando altresi' in quali casi debba addivenirsi  alla
sostituzione della patente.
  4.  L'accertamento  dei  requisiti previsti dall'art. 119, comma 1,
per la guida dei motoveicoli e degli autoveicoli di cui all'art. 116,
comma 8, deve essere effettuato ogni  due  anni.  Detto  accertamento
biennale dovra' effettuarsi anche nei confronti di coloro che abbiano
superato  i  sessantacinque  anni di eta' ed abbiano titolo a guidare
autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5  t,  ((
autotreni  ed autoarticolati, )) adibiti al trasporto di cose, la cui
massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 20 t, e macchine
operatrici.
  5. La validita'  della  patente  puo'  essere  confermata  da  ogni
prefettura;  a  tal fine occorre presentare un certificato medico, di
data non anteriore a tre  mesi  e  rilasciato  da  uno  dei  sanitari
indicati nell'art. 119, comma 2, dal quale risulti che il titolare e'
in  possesso  dei  requisiti  fisici  e  psichici descritti. Nel caso
dell'art.  116,  ((  comma  5,  ))  la  visita  e'  effettuata  dalla
commissione di cui all'art. 119, comma 4.
  6. L'autorita' sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al
comma  5  rilevi  che  siano  venute  a  mancare le condizioni per la
conferma della validita' della patente, comunica al prefetto  ((  del
luogo  di  residenza  ))  e  al  competente  ufficio  della Direzione
generale  della  M.C.T.C.  l'esito  dell'accertamento  stesso  per  i
provvedimenti di cui agli articoli 129, (( comma 2, )) e 130.
  7.  Chiunque  guida  con  patente  la  cui validita' sia scaduta e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire  duecentomila a lire ottocentomila. Dalla violazione consegue la
sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente,  secondo
le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 127 (a).
                    Permesso provvisorio di guida
  1. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della  patente
il  titolare  deve, entro quarantotto ore, farne denuncia agli organi
di (( polizia )) , i quali rilasciano attestazione di resa denuncia.
  2.   La   prefettura   competente,   previa   presentazione   della
attestazione di cui al comma 1 e della dichiarazione di assunzione di
responsabilita'  ai  fini amministrativi resa nelle forme di cui alle
leggi 4 gennaio 1968, n. 15 (b),  e  11  maggio  1971,  n.  390  (b),
rilascia un documento provvisorio di guida della validita' massima di
(( un mese. ))
  3.  In  caso di accertata distruzione, la domanda di duplicato puo'
essere presentata immediatamente.
  4. (( Trascorso un mese  ))  senza  che  il  documento  smarrito  o
sottratto sia stato rinvenuto o recuperato, l'interessato ne richiede
il  duplicato  presentando  all'ufficio  provinciale  della Direzione
generale M.C.T.C. la relativa domanda indirizzata al prefetto ((  del
luogo di residenza. ))
                            Art. 128 (a).
                  Revisione della patente di guida
  1. I prefetti e gli uffici della Direzione generale della  M.C.T.C.
possono  disporre  che  siano  sottoposti  a  visita medica presso la
commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, o ad esame di
idoneita' i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi  sulla
persistenza  nei  medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti
(( o  dell'idoneita'  tecnica.  ))  L'esito  della  visita  medica  o
dell'esame di idoneita' sono comunicati al prefetto per gli eventuali
provvedimenti  di  sospensione  o revoca della patente. L'esito della
visita  medica  e'  comunicato  anche  ai  competenti  uffici   della
Direzione generale della M.C.T.C..
  2.  Chiunque  circoli  senza essersi sottoposto agli accertamenti o
esami previsti dal comma 1 e' soggetto alla  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
Alla  stessa  sanzione soggiace chiunque circoli nonostante sia stato
dichiarato, a seguito dell'accertamento sanitario effettuato ai sensi
del comma 1, temporaneamente inidoneo alla guida.
  3. Dalle violazioni suddette consegue la sanzione amministrativa ((
accessoria )) del ritiro della patente, secondo le norme del capo  I,
sezione II, del titolo VI.
                            Art. 129 (a).
                 Sospensione della patente di guida
  1. La patente di guida e' sospesa,  per  la  durata  stabilita  nel
provvedimento  di  interdizione  alla  guida  adottato quale sanzione
amministrativa accessoria,  quando  il  titolare  sia  incorso  nella
violazione  di una delle norme di comportamento indicate o richiamate
nel titolo V, per il periodo di  tempo  da  ciascuna  di  tali  norme
indicato.
   2.  La  patente di guida e' sospesa a tempo indeterminato qualora,
in sede di accertamento sanitario per la conferma di validita' o  per
la  revisione  disposta ai sensi dell'art. 128, risulti la temporanea
perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all'art. 119.  In  tal
caso  la patente e' sospesa fintanto che l'interessato non produca la
certificazione della commissione medica locale attestante il recupero
dei  prescritti   requisiti   psichici   e   fisici.   Dei   suddetti
provvedimenti  di  sospensione viene data comunicazione ai competenti
uffici della Direzione generale della M.C.T.C..
   3. La patente di guida e' sospesa dal prefetto  ((  del  luogo  di
residenza del titolare o dal prefetto che ha disposto la revisione ai
sensi  dell'art.  128.  Per  ))  le  patenti  rilasciate da uno Stato
estero, dal prefetto del luogo dove e' stato commesso il fatto di cui
al comma 1  e  all'art.  222  e  seguenti.  Quest'ultimo  segnala  il
provvedimento  all'autorita' competente dello Stato che ha rilasciato
la patente e lo annota, ove possibile, sul documento di guida.
   4. Avverso il provvedimento di sospensione della patente di cui al
comma 2 e' ammesso ricorso al Ministro dei trasporti, nel termine  di
giorni  venti  dalla comunicazione dell'ordinanza stessa. Il Ministro
provvede nei (( quarantacinque )) giorni successivi. Il provvedimento
del Ministro e' comunicato all'interessato ed  ai  competenti  uffici
della Direzione generale della M.C.T.C.. Se il ricorso e' accolto, la
patente e' restituita all'interessato.
                            Art. 130 (a).
                    Revoca della patente di guida
  1. La patente di guida e' revocata dal prefetto  ((  del  luogo  di
residenza  del  titolare  della stessa, )) secondo le norme di cui al
capo I, sezione II, del titolo VI:
    a)  quando  il  titolare  non  sia  in  possesso,  con  carattere
permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti dall'art. 119;
    b)  quando  il  titolare  non  sia piu' in possesso dei requisiti
morali previsti dall'art. 120;
    c)  quando  il  titolare,  sottoposto  alla  revisione  ai  sensi
dell'art. 128, risulti non piu' idoneo;
    d)  quando  il  titolare  abbia  ottenuto  la  sostituzione della
propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.
  2. Allorche' siano  cessati  i  motivi  che  hanno  determinato  il
provvedimento  di  revoca  della patente di guida, l'interessato puo'
direttamente conseguire, per esame  e  con  i  requisiti  psichici  e
fisici previsti per la conferma di validita', una patente di guida di
categoria  non  superiore  a quella della patente revocata, senza che
siano operanti i criteri di propedeuticita'  previsti  dall'art.  116
per  il  conseguimento  delle  patenti  delle categorie C, D ed E. Le
limitazioni di cui all'art. 117 si  applicano  con  riferimento  alla
data di rilascio della patente revocata.
                              Art. 131.
                      Agenti diplomatici esteri
  1. Le violazioni alle disposizioni del presente codice commesse  da
agenti  diplomatici  e  consolari  accreditati  in Italia, o da altre
persone che, con riguardo  a  tali  violazioni,  godano,  nei  limiti
previsti  dalle  norme internazionali, delle immunita' spettanti agli
agenti suddetti, sono segnalate dagli  uffici  o  comandi  dai  quali
dipendono  coloro  che  le  hanno accertate al Ministero degli affari
esteri, per le comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica.
  2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti  ad  uso  promiscuo
appartenenti  agli  agenti  diplomatici,  agli  agenti  consolari  di
carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero  dei
trasporti,  su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia,
ai  sensi  delle  vigenti  norme,  previe  visita  e  prova,   quando
prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione,
assegnando  speciali  targhe  di  riconoscimento,  nei  tipi  e nelle
caratteristiche determinate con decreto del Ministro  dei  trasporti,
di concerto con il Ministro degli affari esteri.
  3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe
speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel
comma  1  sono  perseguite  nei  modi  ordinari  di legge, oltre alla
segnalazione  per  via  diplomatica  nei   confronti   del   titolare
dell'autoveicolo.
  4.  La  validita'  delle  speciali targhe di riconoscimento e delle
carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento
in cui cessa lo (( status )) diplomatico di colui al quale il veicolo
appartiene. La relativa restituzione deve aver  luogo  non  oltre  il
termine di novanta giorni dalla scadenza.
  5.  Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione
di reciprocita', salvo gli accordi  speciali  con  le  organizzazioni
internazionali.
                            Art. 132 (a).
               Circolazione dei veicoli immatricolati
                         negli Stati esteri
  1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno
Stato estero e che abbiano gia' adempiuto alle formalita' doganali ((
o a quelle di cui all'articolo 53,  comma  2,  del  decreto-legge  30
agosto  1993,  n. 331 )) (b), se prescritte, sono ammessi a circolare
in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di
immatricolazione dello Stato di origine.
  2. La disposizione di cui al comma 1 non si  applica  ai  cittadini
residenti nel comune di Campione d'Italia.
  3.  Le  targhe  dei  veicoli  di  cui  al  comma  1  devono  essere
chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione
composto da cifre arabe e da caratteri latini maiuscoli,  secondo  le
modalita' che verranno stabilite nel regolamento.
  4.  Il  mancato  rispetto  della  norma  di cui al comma 1 comporta
l'interdizione all'accesso sul territorio nazionale.
  5. Chiunque viola le disposizioni di cui al  comma  1  e'  soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 133.
          Sigla distintiva dello Stato di immatricolazione
  1. Gli autoveicoli, motoveicoli e  rimorchi  immatricolati  in  uno
Stato  estero,  quando  circolano  in  Italia,  devono  essere muniti
posteriormente della sigla distintiva dello Stato di origine.
  2.  La  sigla  deve  essere  conforme   alle   disposizioni   delle
convenzioni internazionali.
  3.  Sugli  autoveicoli,  motoveicoli  e  rimorchi sia nazionali che
stranieri che circolano in Italia e' vietato l'uso di  sigla  diversa
da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 134.
       Circolazione di autoveicoli e motoveicoli appartenenti
       a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri
  1.   Agli   autoveicoli,   motoveicoli   e    rimorchi    importati
temporaneamente  o  nuovi  di fabbrica acquistati per l'esportazione,
che abbiano gia' adempiuto alle formalita' doganali, se prescritte, e
appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a  stranieri
che  sono  di  passaggio,  sono  rilasciate una carta di circolazione
della durata massima di un  anno,  salvo  eventuale  proroga,  e  una
speciale targa di riconoscimento, come stabilito nel regolamento.
  2.  Chiunque circola con la carta di circolazione di cui al comma 1
scaduta di validita' e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento  di  una  somma  da lire centomila a lire quattrocentomila.
Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della
confisca del veicolo, secondo le norme del capo I,  sezione  II,  del
titolo VI.
                              Art. 135.
                  Circolazione con patenti di guida
                     rilasciate da Stati esteri
  1.  I  conducenti  muniti  di  patente  di  guida  o  di   permesso
internazionale  rilasciati  da  uno  Stato  estero possono guidare in
Italia veicoli per i quali e'  valida  la  loro  patente  o  il  loro
permesso, purche' non siano residenti in Italia da oltre un anno.
  2. Qualora la patente o il permesso internazionale rilasciati dallo
Stato  estero  non siano conformi ai modelli stabiliti in convenzioni
internazionali  cui  l'Italia  abbia  aderito,  essi  devono   essere
accompagnati  da  una traduzione ufficiale in lingua italiana o da un
documento equipollente. Resta salvo quanto stabilito  in  particolari
convenzioni internazionali.
  3.  I  conducenti  muniti  di  patente o di permesso internazionale
rilasciati da uno Stato estero nel quale, per la guida di determinati
veicoli, e' prescritto, altresi', il possesso di  un  certificato  di
abilitazione  professionale  o di altri titoli abilitativi, oltre che
della patente o del permesso rilasciati dallo  Stato  stesso,  devono
essere  muniti,  per  la  guida  dei  suddetti veicoli, dei necessari
titoli abilitativi di cui sopra, concessi  dall'autorita'  competente
dello Stato ove e' stata rilasciata la patente.
  4.  Chiunque  viola  le  disposizioni  del comma 2 e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
  5.  Chiunque  guida  munito  della  patente  di  guida  ma  non del
certificato di abilitazione  professionale  o  di  idoneita',  quando
prescritto, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  6.   I  conducenti  muniti  di  patenti  di  guida  o  di  permesso
internazionale, rilasciati da uno  Stato  estero,  sono  tenuti  alla
osservanza  di  tutte  le  prescrizioni  e  le norme di comportamento
stabilite nel presente codice; ai medesimi si applicano  le  sanzioni
previste per i titolari di patente italiana.
                              Art. 136.
     Conversioni di patenti di guida rilasciate da Stati esteri
                 e da Stati della Comunita' europea
  1. I titolari di patente in corso di validita', rilasciata  da  uno
Stato membro della Comunita' economica europea, che abbiano acquisito
la  residenza  anagrafica  in Italia, possono ottenere, a richiesta e
dietro consegna della suddetta patente, la  patente  di  guida  delle
stesse  categorie  per  le  quali  e'  valida  la  loro patente senza
sostenere l'esame di  idoneita'  di  cui  all'art.  121.  La  patente
sostituita  e'  restituita,  da  parte dell'autorita' italiana che ha
rilasciato la nuova patente, all'autorita'  dello  Stato  membro  che
l'ha   rilasciata.   Le  stesse  disposizioni  si  applicano  per  il
certificato di abilitazione professionale, senza peraltro  provvedere
al ritiro dell'eventuale documento abilitativo a se stante.
  2.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, a condizione di
reciprocita', anche ai titolari di patenti  di  guida  rilasciate  da
Paesi  non  comunitari,  fatto  salvo  quanto  stabilito  in  accordi
internazionali.
  3. Il rilascio di patente in sostituzione di una patente  di  altro
Stato  avviene previo controllo del possesso da parte del richiedente
dei requisiti psichici,  fisici  e  morali  stabiliti  ripettivamente
dagli  articoli  119  e  120.  Il  controllo dei requisiti psichici e
fisici avviene a norma dell'art. 126, comma 5.
  4. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici non e'  richiesto
qualora  si  dimostri  che  il  rilascio della patente da sostituire,
emessa  da  uno  Stato  membro  della  Comunita'  europea,  e'  stato
subordinato  al possesso di requisiti psichici e fisici equivalenti a
quelli previsti dalla normativa vigente. In questa ipotesi alla nuova
patente non puo' essere accordata una validita'  che  vada  oltre  il
termine stabilito per la patente da sostituire.
  5.  Nel  caso  in  cui  e'  richiesta la sostituzione, ai sensi dei
precedenti commi, di patente rilasciata da uno Stato estero, gia'  in
sostituzione  di  una  precedente patente italiana, e' rilasciata una
nuova patente di categoria non superiore  a  quella  originaria,  per
ottenere la quale il titolare sostenne l'esame di idoneita'.
  6.   A   coloro   che,   trascorso  piu'  di  un  anno  dal  giorno
dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano  con  patente  o
altro  prescritto  documento  abilitativo,  rilasciati  da  uno Stato
estero, non piu' in corso  di  validita'  si  applicano  le  sanzioni
previste  per  chi guida senza essere munito della patente di guida o
del certificato di abilitazione professionale.
  7. A coloro che, avendo acquisito la residenza  in  Italia  da  non
oltre  un  anno,  guidano  con  patente  o altro necessario documento
abilitativo, rilasciati da uno Stato estero,  scaduti  di  validita',
ovvero   a   coloro  che,  trascorso  piu'  di  un  anno  dal  giorno
dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano con i  documenti
di cui sopra in corso di validita', si applicano le sanzioni previste
per chi guida con patente italiana scaduta di validita'.
                              Art. 137.
      Certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli,
             rimorchi e permessi internazionali di guida
  1. I certificati  internazionali  per  autoveicoli,  motoveicoli  e
rimorchi  necessari  per  circolare  negli  stati nei quali, ai sensi
delle convenzioni internazionali,  tali  documenti  siano  richiesti,
sono  rilasciati  dagli  uffici  provinciali della Direzione generale
della M.C.T.C.,  previa  esibizione  dei  documenti  di  circolazione
nazionali.
  2. I prefetti rilasciano i permessi internazionali di guida, previa
esibizione della patente.
                            Art. 138 (a).
               Veicoli e conducenti delle Forze armate
  1. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi dei veicoli
di loro dotazione  agli  accertamenti  tecnici,  all'immatricolazione
militare, al rilascio dei documenti di circolazione e delle targhe di
riconoscimento.
  2.  I  veicoli delle Forze armate, qualora eccedono i limiti di cui
agli articoli 61 e 62, devono  essere  muniti,  per  circolare  sulle
strade  non  militari,  di  una  autorizzazione  speciale  che  viene
rilasciata  dal  comando  militare  sentiti  gli   enti   competenti,
conformemente  a quanto previsto dall'art. 10, comma 6. All'eventuale
scorta provvede il predetto comando competente.
  3.  Le  Forze  armate  provvedono  direttamente  nei  riguardi  del
personale in servizio:
    a) all'addestramento, (( all'individuazione )) e all'accertamento
dei  requisiti  necessari  per  la guida, all'esame di idoneita' e al
rilascio della patente militare di guida, che abilita  soltanto  alla
guida dei veicoli comunque in dotazione delle Forze armate;
    b)  al  rilascio dei certificati di abilitazione alle mansioni di
insegnante di teoria  e  di  istruttore  di  scuola  guida,  relativi
all'addestramento di cui alla lettera a).
  4.  Gli insegnanti, gli istruttori e i conducenti di cui al comma 3
non sono soggetti alle disposizioni del presente titolo.
  5. Coloro che sono muniti di  patente  militare  possono  ottenere,
senza sostenere l'esame di idoneita', la patente di guida per veicoli
delle  corrispondenti  categorie,  secondo la tabella di equipollenza
stabilita dal Ministero dei trasporti, di concerto con  il  Ministero
della difesa, sempreche' la richiesta venga presentata per il tramite
dell'autorita'  dalla quale dipendono durante il servizio o non oltre
un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio.
  6. Il personale provvisto di abilitazione ad  istruttore  di  guida
militare  puo'  ottenere  la  conversione  in  analogo certificato di
abilitazione ad istruttore di guida civile senza esame e  secondo  le
modalita'   stabilite   dal  Ministero  dei  trasporti,  purche'  gli
interessati ne facciano  richiesta  entro  un  anno  dalla  data  del
congedo o dalla cessazione dal servizio.
  7.   I   veicoli   alienati   dalle  Forze  armate  possono  essere
reimmatricolati con targa civile previo accertamento  dei  prescritti
requisiti.
  8.  Le caratteristiche delle targhe di riconoscimento dei veicoli a
motore o da  essi  trainati  in  dotazione  alle  Forze  armate  sono
stabilite  d'intesa  tra il Ministero dal quale dipendono l'arma o il
corpo e il Ministero dei trasporti.
  9. Le Forze armate provvedono direttamente al trasporto stradale di
materie radioattive e fissili speciali, mettendo  in  atto  tutte  le
prescrizioni  tecniche  e le misure di sicurezza previste dalle norme
vigenti in materia.
  10. In ragione della pubblica utilita' del loro impiego in  servizi
di  istituto,  i mezzi di trasporto collettivo militare, appartenenti
alle categorie M2 e M3, sono assimilati ai mezzi adibiti al trasporto
pubblico.
  11.  Le  disposizioni  del  presente articolo si applicano anche ai
veicoli e ai conducenti della Polizia  di  Stato,  della  Guardia  di
finanza,  del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, (( dei Corpi dei vigili del  fuoco  delle  province
autonome  di  Trento  e  Bolzano,  )) della Croce rossa italiana, del
Corpo forestale dello Stato e della Protezione civile.
  12. Chiunque munito di patente militare, ovvero munito  di  patente
rilasciata  ai sensi del comma 11, guida un veicolo immatricolato con
targa civile e' soggetto alle sanzioni previste dall'art. 125,  comma
3.  ((  La  patente  di  guida  e'  sospesa  dall'autorita'  che l'ha
rilasciata,  secondo   le   procedure   e   la   disciplina   proprie
dell'amministrazione di appartenenza. ))
                              Art. 139.
                Patente di servizio per il personale
              che esplica servizio di polizia stradale
  1. Il personale gia' in possesso di patente di guida,  che  esplica
il  servizio  di polizia stradale indicato nell'art. 12, comma 1, per
guidare i veicoli immatricolati per tale esclusivo impiego  ai  sensi
dell'art. 93, comma 11, deve essere munito di una patente speciale di
servizio,  che indichi le generalita' dell'intestatario, tutti i dati
atti alla sua identificazione, la sua qualifica ed il corpo,  ufficio
o comando da cui dipende.
  2.  La  patente  di  servizio  e'  rilasciata  dal  prefetto  della
provincia nella quale l'agente o dipendente esplica  il  servizio  di
polizia  stradale,  su  richiesta  del  corpo,  comando o ufficio cui
appartiene. Nel regolamento sono stabiliti i requisiti e le modalita'
per il rilascio di tale patente.
  3. La patente rilasciata dall'autorita' militare ai sensi dell'art.
138 e' alternativa a quella prevista dal comma 1.
									TITOLO V*NORME DI COMPORTAMENTO*
Art. 140. Principio informatore della circolazione 1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale. 2. I singoli comportamenti, oltre quanto gia' previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono.
                              Art. 141.
                              Velocita'
  1. E' obbligo del conducente regolare la velocita' del  veicolo  in
modo  che,  avuto  riguardo  alle  caratteristiche,  allo stato ed al
carico del veicolo stesso, alle  caratteristiche  e  alle  condizioni
della  strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi
natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza  delle  persone  e
delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.
  2.  Il  conducente  deve sempre conservare il controllo del proprio
veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in
condizione  di  sicurezza,  specialmente  l'arresto  tempestivo   del
veicolo  entro  i  limiti  del  suo  campo di visibilita' e dinanzi a
qualsiasi ostacolo prevedibile.
  3. In particolare, il conducente deve  regolare  la  velocita'  nei
tratti  di strada a visibilita' limitata, nelle curve, in prossimita'
delle intersezioni e delle scuole o di altri  luoghi  frequentati  da
fanciulli  indicati  dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei
passaggi stretti o  ingombrati,  nelle  ore  notturne,  nei  casi  di
insufficiente  visibilita'  per  condizioni  atmosferiche o per altre
cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque  nei  tratti  di
strada fiancheggiati da edifici.
  4.   Il   conducente   deve,  altresi',  ridurre  la  velocita'  e,
occorrendo, anche fermarsi quando riesce  malagevole  l'incrocio  con
altri  veicoli,  in  prossimita' degli attraversamenti pedonali e, in
ogni caso, quando i pedoni che si  trovino  sul  percorso  tardino  a
scansarsi  o  diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi,
gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.
  5. Il conducente non deve gareggiare in velocita'.
  6. Il conducente non deve circolare a velocita' talmente ridotta da
costituire  intralcio  o  pericolo  per  il  normale   flusso   della
circolazione.
  7.  All'osservanza  delle  disposizioni  del  presente  articolo e'
tenuto anche il conducente di animali da tiro, da soma e da sella.
  8. Chiunque viola le disposizioni del  comma  3  e'  soggetto  alla
sanzione  amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila
a lire quattrocentomila.
  9. Chiunque viola la disposizione del  comma  5  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente  di  cui  al
comma  7  la sanzione amministrativa e' del pagamento di una somma da
lire trentamila a lire centoventimila.
  11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 142 (a).
                         Limiti di velocita'
  1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela  della
vita  umana  la velocita' massima non puo' superare i 130 km/h per le
autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, (( i  90
km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane
locali,  ed  i  50  km/h  per  le  strade  nei centri abitati, con la
possibilita' di elevare tale limite fino ad un  massimo  di  70  km/h
sulle  strade  urbane  di  scorrimento,  previa  l'apposizione  degli
appositi segnali. ))
  2. Entro i limiti massimi  suddetti,  gli  enti  proprietari  della
strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione,
limiti  di velocita' minimi e limiti di velocita' massimi, diversi da
quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti  di  strada
quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma
1  renda  opportuna  la determinazione di limiti diversi, seguendo le
direttive che saranno impartite dal Ministro dei lavori pubblici. Gli
enti  proprietari  della   strada   hanno   l'obbligo   di   adeguare
tempestivamente  i  limiti di velocita' al venir meno delle cause che
hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro  dei  lavori
pubblici puo' modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari
della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque
contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo stesso Ministro puo'
anche  disporre  l'imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto
l'ente proprietario; in caso di mancato adempimento, il Ministro  dei
lavori  pubblici  puo'  procedere  direttamente alla esecuzione delle
opere necessarie, con diritto  di  rivalsa  nei  confronti  dell'ente
proprietario.
  3.  Le  seguenti  categorie  di  veico'li  non  possono superare le
velocita' sottoindicate:
    a) ciclomotori: 45 km/h;
    b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto (( delle
merci pericolose rientranti nella  classe  1  figurante  in  allegato
all'accordo  di  cui  all'art.  168,  comma  1,  ))  quando viaggiano
carichi: 50 km/h  fuori  dei  centri  abitati;  30  km/h  nei  centri
abitati;
   c)  ((  macchine  agricole  e  macchine  operatrici: )) 40 km/h se
montati su pneumatici o su altri sistemi  equipollenti;  15  km/h  in
tutti gli altri casi,;
    d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;
    e)  treni  costituiti  da un autoveicolo e da un rimorchio di cui
alle lettere (( h), i) e l) )) dell'art. 54, comma 1: 70  km/h  fuori
dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
    f)  autobus  e  filobus  di  massa  complessiva  a  pieno  carico
superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri  abitati;  100  km/h  sulle
autostrade;
    g)  autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di
massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t:  80
km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;
    h)  autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di
massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori  dei
centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
    i)  autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t
se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell'art. 82, comma
6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
    l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno  carico:  40  km/h  nei
centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.
  4.  Nella  parte  posteriore  dei  veicoli  di  cui  al comma 3, ad
eccezione di quelli di cui alle lettere a) e b) ,  ((  devono  essere
indicate  le  velocita'  massime  consentite. )) Qualora si tratti di
complessi di veicoli,  l'indicazione  del  limite  va  riportata  sui
rimorchi  ovvero  sui  semirimorchi.  Sono  comunque  esclusi da tale
obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere (( c),  g),
h)  ed  i)  ))  del  comma 3, (( quando siano in dotazione alle Forze
armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati  nell'art.  138,  comma
11. ))
  5.  In  tutti  i  casi  nei  quali sono fissati limiti di velocita'
restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141.
  6. Per la determinazione dell'osservanza dei  limiti  di  velocita'
sono  considerate  fonti  di  prova  le risultanze di apparecchiature
debitamente omologate, nonche' le registrazioni del cronotachigrafo e
i documenti relativi ai percorsi  autostradali,  come  precisato  dal
regolamento.
  7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocita', ovvero supera
i  limiti massimi di velocita' di non oltre 10 km/h, e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
cinquantamila a lire duecentomila.
  8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti
massimi  di  velocita'  e'  soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  9. Chiunque supera di oltre 40 km/h i limiti massimi  di  velocita'
e'  soggetto  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da  lire  cinquecentomila  a  lire  duemilioni.  Da  tale  violazione
consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria  della sospensione
della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi delle norme di cui
al capo I, sezione II, del titolo VI. Se la violazione e' commessa da
un conducente in possesso della patente di guida da meno di tre anni,
la sospensione della stessa e' da tre a sei mesi.
  10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma  4  e'  soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
trentamila a lire centoventimila.
 11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8 e  9  sono  commesse  alla
guida  di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere (( b), e), f),
g), h), i) e l) )) le sanzioni ivi previste sono raddoppiate.
  12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso,  in  un
periodo  di  due  anni,  in  una ulteriore violazione del comma 9, la
sanzione amministrativa accessoria e' della sospensione della patente
da due a sei mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II,
del titolo VI. (( Se la violazione e' commessa da  un  conducente  in
possesso  della  patente di guida da meno di tre anni, la sospensione
della stessa e' da quattro a otto mesi. ))
                            Art. 143 (a).
               Posizione dei veicoli sulla carreggiata
  1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della  carreggiata
e  in  prossimita' del margine destro della medesima, anche quando la
strada e' libera.
  2. I veicoli sprovvisti di  motore  e  gli  animali  devono  essere
tenuti il piu' vicino possibile al margine destro della carreggiata.
  3.  La disposizione del comma 2 si applica anche agli altri veicoli
quando si incrociano  ovvero  percorrono  una  curva  o  un  raccordo
convesso, a meno che circolino su strade a due carreggiate separate o
su una carreggiata ad almeno due corsie per ogni senso di marcia o su
una carreggiata a senso unico di circolazione.
  4. Quando una strada e' divisa in due carreggiate separate, si deve
percorrere quella di destra; quando e' divisa in tre carreggiate sep-
arate,  si  deve percorrere quella di destra o quella centrale, salvo
diversa segnalazione.
  5. Salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata e'  a  due  o
piu'  corsie  per  senso di marcia, si deve percorrere la corsia piu'
libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate  al
sorpasso.
  6.  Sulle strade di tipo A) e B) di cui all'art. 2, (( comma 2 )) ,
a tre o piu' corsie per senso di  marcia,  la  corsia  di  destra  e'
riservata ai veicoli lenti.
  7.  All'interno  dei  centri  abitati,  salvo diversa segnalazione,
quando una carreggiata e' a due o piu' corsie per senso di marcia, si
deve percorrere la corsia libera piu' a destra; la corsia o le corsie
di sinistra  sono  riservate  al  sorpasso.  Tuttavia  i  conducenti,
qualunque  sia l'intensita' del traffico, possono impegnare la corsia
piu'  opportuna  in  relazione  alla  direzione  che  essi  intendono
prendere  alla  successiva  intersezione;  i  conducenti  stessi  non
possono peraltro cambiare corsia se non per predisporsi a svoltare  a
destra  o  a sinistra, o per fermarsi, in conformita' delle norme che
regolano queste manovre, ovvero per effettuare la manovra di sorpasso
che in tale ipotesi e' consentita anche a destra.
  8. Nelle strade con binari tranviari  a  raso,  i  veicoli  possono
procedere  sui binari stessi purche', compatibilmente con le esigenze
della circolazione, non ostacolino o rallentino la marcia  dei  tram,
salva diversa segnalazione.
  9.  Nelle  strade con doppi binari tranviari a raso, entrambi su di
un lato della carreggiata, i  veicoli  possono  marciare  a  sinistra
della  zona interessata dai binari, purche' rimangano sempre entro la
parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione.
  10. Ove la fermata dei tram o dei filobus sia corredata da apposita
isola salvagente posta a destra dell'asse della  strada,  i  veicoli,
salvo  diversa  segnalazione  che  imponga  il  passaggio  su un lato
determinato,  possono  transitare  indifferentemente  a  destra  o  a
sinistra  del  salvagente,  purche'  rimangano  entro  la parte della
carreggiata relativa al loro senso  di  circolazione  e  purche'  non
comportino intralcio al movimento dei viaggiatori.
  11.   Chiunque   circola   contromano  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila  a  lire
quattrocentomila.
  12.  Chiunque circola contromano in corrispondenza delle curve, dei
raccordi convessi o in  ogni  altro  caso  di  limitata  visibilita',
ovvero  percorre  la  carreggiata  contromano,  quando  la strada sia
divisa in  piu'  carreggiate  separate,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire
ottocentomila.  Dalla violazione prevista dal presente comma consegue
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente
da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. In
casi di recidiva la sospensione e' da due a sei mesi.
  13. Chiunque viola le altre disposizioni del presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 144.
             Circolazione dei veicoli per file parallele
  1. La circolazione per file parallele e' ammessa nelle  carreggiate
ad almeno due corsie per ogni senso di marcia, quando la densita' del
traffico  e'  tale  che  i  veicoli  occupano  tutta  la  parte della
carreggiata riservata al loro senso di marcia e  si  muovono  ad  una
velocita' condizionata da quella dei veicoli che precedono, ovvero in
tutti  i  casi  in  cui  gli  agenti  del traffico la autorizzano. E'
ammessa,  altresi',  lungo  il  tronco  stradale  adducente   a   una
intersezione  controllata da segnali luminosi o manuali; in tal caso,
al segnale di via libera, essa deve  continuare  anche  nell'area  di
manovra dell'intersezione stessa.
  2.   Nella   circolazione  per  file  parallele  e'  consentito  ai
conducenti  di  veicoli,  esclusi  i  veicoli  non  a  motore  ed   i
ciclomotori,  di  non mantenersi presso il margine della carreggiata,
pur rimanendo in ogni caso nella corsia prescelta.
  3. Il passaggio da una corsia all'altra e'  consentito,  previa  la
necessaria  segnalazione,  soltanto  quando  si  debba raggiungere la
prima corsia di destra per svoltare a destra, o  l'ultima  corsia  di
sinistra per svoltare a sinistra, ovvero per effettuare una riduzione
di  velocita'  o  una  volontaria sospensione della marcia al margine
della carreggiata, quando cio' non sia vietato. I conducenti  che  si
trovano  nella  prima corsia di destra possono, inoltre, spostarsi da
detta corsia  quando  devono  superare  un  veicolo  senza  motore  o
comunque assai lento, sempre previa la necessaria segnalazione.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 145.
                             Precedenza
  1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono  usare
la massima prudenza al fine di evitare incidenti.
  2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero
laddove  le  loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha
l'obbligo di dare la precedenza  a  chi  proviene  da  destra,  salvo
diversa segnalazione.
  3.  Negli  attraversamenti  di  linee  ferroviarie  e  tranviarie i
conducenti  hanno  l'obbligo  di  dare  la  precedenza   ai   veicoli
circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.
  4.  I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle
intersezioni  nelle  quali   sia   cosi'   stabilito   dall'autorita'
competente  ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con
apposito segnale.
  5. I conducenti sono tenuti  a  fermarsi  in  corrispondenza  della
striscia  di  arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando
sia cosi' stabilito dall'autorita' competente ai sensi dell'art. 37 e
la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
  6. Negli sbocchi su  strada  da  luoghi  non  soggetti  a  pubblico
passaggio  i  conducenti  hanno  l'obbligo  di  arrestarsi  e dare la
precedenza a chi circola sulla strada.
  7. E' vietato impegnare una intersezione o  un  attraversamento  di
linee  ferroviarie  o  tranviarie  quando  il  conducente  non  ha la
possibilita' di proseguire e  sgombrare  in  breve  tempo  l'area  di
manovra  in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da
altre direzioni.
  8. Negli sbocchi su strada  di  sentieri,  tratturi,  mulattiere  e
piste  ciclabili  e' fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare
la precedenza a chi circola sulla strada. L'obbligo sussiste anche se
le caratteristiche di dette vie  variano  nell'immediata  prossimita'
dello sbocco sulla strada.
  9.  I  conducenti  di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali
negativi della precedenza.
  10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila.
  11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in  un  periodo  di  due
anni,  in  una  delle  violazioni  di  cui al comma 10 per almeno due
volte, all'ultima  infrazione  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria  della  sospensione  della  patente  da uno a tre mesi, ai
sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 146 (a).
                Violazione della segnaletica stradale
  1. L'utente della strada e' tenuto  ad  osservare  i  comportamenti
imposti  dalla  segnaletica  stradale  e  dagli agenti del traffico a
norma  degli  articoli  da  38  a  43  e  delle  relative  norme  del
regolamento.
  2.  Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica
stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero  dagli  agenti
del  traffico, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire cinquantamila a lire  duecentomila.  Sono  fatte
salve  le  particolari  sanzioni  previste  dagli  articoli  6 e 7 ((
nonche' dall'art. 191, comma 4. ))
  3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che
le segnalazioni del semaforo o dell'agente del  traffico  vietino  la
marcia stessa, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 147 (a).
                 Comportamento ai passaggi a livello
  1. Gli utenti della  strada,  approssimandosi  ad  un  passaggio  a
livello,  devono  usare  la  massima  prudenza  al  fine  di  evitare
incidenti e devono (( osservare )) le segnalazioni indicate nell'art.
44.
  2. Prima di impegnare un  passaggio  a  livello  senza  barriere  o
semibarriere,   gli   utenti  della  strada  devono  assicurarsi,  in
prossimita'  delle  segnalazioni  previste  nel  regolamento  di  cui
all'art.  44,  comma  3,  che  nessun  treno  sia  in vista e in caso
affermativo attraversare rapidamente  i  binari;  in  caso  contrario
devono fermarsi senza impegnarli.
  3.  Gli  utenti della strada non devono attraversare un passaggio a
livello quando:
    a)  siano  chiuse  o  stiano  per  chiudersi  le  barriere  o  le
semibarriere;
    b) siano in movimento di apertura le semibarriere;
    c)  siano  in  funzione  i dispositivi di segnalazione luminosa o
acustica previsti dall'art. 44, comma 2, e dal regolamento, di cui al
comma 3 dello stesso articolo;
    d) siano  in  funzione  i  mezzi  sostitutivi  delle  barriere  o
semibarriere previsti dal medesimo articolo.
  4.  Gli  utenti  della  strada  devono  sollecitamente sgombrare il
passaggio a livello. In  caso  di  arresto  forzato  del  veicolo  il
conducente  deve  cercare  di portarlo fuori dei binari o, in caso di
materiale impossibilita', deve fare tutto quanto gli e' possibile per
evitare ogni pericolo per le persone, nonche'  fare  in  modo  che  i
conducenti  dei  veicoli  su  rotaia  siano  avvisati  in tempo utile
dell'esistenza del pericolo.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
  6.  Quando  lo  stesso  soggetto  sia incorso, in un periodo di due
anni, in una violazione di cui al  comma  5  per  almeno  due  volte,
all'ultima  violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria
della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai  sensi
del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 148 (a).
                              Sorpasso
  1. Il sorpasso e' la manovra mediante la quale un veicolo supera un
altro veicolo, un animale o un pedone  in  movimento  o  fermi  sulla
corsia  o  sulla  parte  della carreggiata destinata normalmente alla
circolazione.
  2.  Il  conducente  che  intende  sorpassare  deve  preventivamente
accertarsi:
    a)  che la visibilita' sia tale da consentire la manovra e che la
stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio;
    b) che il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia
segnalato di voler compiere analoga manovra;
    c) che nessun conducente che segue  sulla  stessa  carreggiata  o
semicarreggiata,  ovvero  sulla  corsia  immediatamente  alla propria
sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in
corsie, abbia iniziato il sorpasso;
    d) che la strada sia libera per uno spazio tale da consentire  la
completa esecuzione del sorpasso, tenuto anche conto della differenza
tra  la propria velocita' e quella dell'utente da sorpassare, nonche'
della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria
o che precedono l'utente da sorpassare.
  3. Il conducente (( che sorpassa un veicolo o  altro  utente  della
strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo aver fatto l'apposita
segnalazione, deve portarsi sulla sinistra dello stesso, )) superarlo
rapidamente  tenendosi  da questo ad una adeguata distanza laterale e
riportarsi  a  destra  appena  possibile,  senza  creare  pericolo  o
intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in piu'
corsie,   il   sorpasso   deve   essere   effettuato   sulla   corsia
immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare.
  4. L'utente che viene sorpassato deve agevolare la  manovra  e  non
accelerare. Nelle strade ad una corsia per senso di marcia, lo stesso
utente  deve tenersi il piu' vicino possibile al margine destro della
carreggiata.
  5. Quando la larghezza, il profilo o lo  stato  della  carreggiata,
tenuto  anche  conto  della  densita'  della  circolazione  in  senso
contrario, non consentono di sorpassare facilmente e  senza  pericolo
un  veicolo  lento, ingombrante o obbligato a rispettare un limite di
velocita', il conducente di quest'ultimo veicolo deve  rallentare  e,
se  necessario,  mettersi  da  parte  appena  possibile,  per lasciar
passare i veicoli che seguono. Nei centri  abitati  non  sono  tenuti
all'osservanza  di  quest'ultima disposizione i conducenti di veicoli
in servizio pubblico di linea per trasporto di persone.
  6. Sulle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di  marcia
il  conducente  che,  dopo  aver  eseguito un sorpasso, sia indotto a
sorpassare un altro veicolo o animale,  puo'  rimanere  sulla  corsia
impegnata  per  il primo sorpasso a condizione che la manovra non sia
di intralcio ai veicoli piu' rapidi che sopraggiungono da tergo.
  7. Il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente
del veicolo che si  vuole  sorpassare  abbia  segnalato  che  intende
svoltare  a  sinistra  ovvero,  in una carreggiata a senso unico, che
intende arrestarsi a sinistra, e abbia iniziato dette manovre.
  8.  Il  sorpasso dei tram, qualora gli stessi non circolino in sede
stradale riservata, deve effettuarsi a  destra  quando  la  larghezza
della  carreggiata  a destra del binario lo consenta; se si tratta di
carreggiata a  senso  unico  di  circolazione  il  sorpasso  si  puo'
effettuare su ambo i lati.
   9.  Qualora  ((  il tram o il filobus )) siano fermi in mezzo alla
carreggiata per la salita e la discesa dei viaggiatori e  non  esista
un salvagente, il sorpasso a destra e' vietato.
  10. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in corrispondenza delle
curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilita'; in tali
casi  il  sorpasso  e'  consentito  solo  quando  la  strada e' a due
carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con  almeno  due
corsie  con  lo  stesso  senso  di marcia e vi sia tracciata apposita
segnaletica orizzontale.
  11. E' vietato il sorpasso di un veicolo che ne stia sorpassando un
altro, nonche' il superamento di veicoli fermi o in  lento  movimento
ai  passaggi  a livello, ai semafori o per altre cause di congestione
della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi  nella
parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia.
  12. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in corrispondenza delle
intersezioni. Esso e', pero', consentito:
    a) quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia
segnalato  che  intende  svoltare  a  sinistra e abbia iniziato detta
manovra;
    b)  quando  avvenga  su  strada  a  precedenza,  purche'  a   due
carreggiate  separate  o  a senso unico o ad almeno due corsie con lo
stesso senso di marcia e le  corsie  siano  delimitate  dall'apposita
segnaletica orizzontale;
    c) quando il veicolo che si sorpassa e' a due ruote non a motore,
sempre che non sia necessario spostarsi sulla parte della carreggiata
destinata al senso opposto di marcia;
    d)  quando  la  circolazione sia regolata da semafori o da agenti
del traffico.
  13. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in  corrispondenza  dei
passaggi a livello senza barriere, salvo che la circolazione stradale
sia  regolata  da  semafori, nonche' il sorpasso di un veicolo che si
sia  arrestato  o  abbia  rallentato  in  corrispondenza  di  ((   un
attraversamento  pedonale )) per consentire ai pedoni di attraversare
la carreggiata.
(( 14. E' vietato il sorpasso ai conducenti di veicoli di massa a  ))
(( pieno carico superiore a 3,5 t, oltre che nei casi              ))
(( sopraprevisti, anche nelle strade o tratti di esse in cui il    ))
(( divieto sia imposto dall'apposito segnale.                      ))
 15. Chiunque sorpassa a destra, eccetto  i  casi  in  cui  cio'  sia
consentito, ovvero compia un sorpasso senza osservare le disposizioni
dei  commi  2,  3  e  8  e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire  cinquantamila  a  lire  duecentomila.
Alla  stessa sanzione soggiace chi viola le disposizioni (( di cui ai
commi 4, 5 e 7 )) .
  16. Chiunque non osservi i divieti di sorpasso posti dai  commi  9,
10,  11,  12  e  13  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa del
pagamento di una somma da lire  centomila  a  lire  quattrocentomila.
Quando  non  si osservi il divieto di sorpasso di cui al comma 14, la
sanzione  amministrativa  e'  del  pagamento  di  una  somma  da lire
duecentomila a lire ottocentomila. Ove il medesimo  soggetto,  in  un
periodo  di  due  anni, sia incorso in una delle violazioni di cui al
presente comma per almeno due volte, all'ultima  violazione  consegue
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente
di guida da uno a tre mesi, ovvero da due a sei mesi quando si tratti
del divieto di cui al comma 14.
                              Art. 149.
                  Distanza di sicurezza tra veicoli
  1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto  al  veicolo
che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni
caso  l'arresto  tempestivo  e siano evitate collisioni con i veicoli
che precedono.
  2. Fuori dei centri abitati, quando sia  stabilito  un  divieto  di
sorpasso  solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve
essere  mantenuta  una  distanza  non  inferiore  a  100  m.   Questa
disposizione  non  si  osserva  nei  tratti  di strada con due o piu'
corsie per senso di marcia.
  3. Quando siano in azione macchine  sgombraneve  o  spargitrici,  i
veicoli  devono  procedere  con  la  massima  cautela. La distanza di
sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore
a 20 m. I veicoli che procedono in  senso  opposto  sono  tenuti,  se
necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
  5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui  al  presente
articolo  deriva  una collisione con grave danno ai veicoli e tale da
determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80,  comma
7,  la  sanzione amministrativa e' del pagamento di una somma da lire
centomila a lire quattrocentomila. Ove il medesimo  soggetto,  in  un
periodo  di  due  anni, sia incorso per almeno due volte in una delle
violazioni di cui al presente comma, all'ultima  violazione  consegue
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente
da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
  6.  Se  dalla  collisione  derivano  lesioni gravi alle persone, il
conducente e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una   somma   da   lire  cinquecentomila  a  lire  duemilioni,  salva
l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose
o di omicidio colposo. Si applicano  le  disposizioni  del  capo  II,
sezioni I e II, del titolo VI.
                              Art. 150.
            Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati
                       o su strade di montagna
  1. Quando l'incrocio non sia possibile a causa di  lavori,  veicoli
fermi  o  altri  ostacoli,  il  conducente, il cui senso di marcia e'
ostacolato  e  non  puo'  tenersi  vicino  al  margine  destro  della
carreggiata,  deve  arrestarsi  per  lasciar  passare  i  veicoli che
provengono in senso inverso.
  2. Sulle strade  di  montagna  o  comunque  a  forte  pendenza,  se
l'incrocio   con  altri  veicoli  e'  malagevole  o  impossibile,  il
conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto
piu' possibile al margine destro della carreggiata o spostarsi  sulla
piazzola,  ove  esista.  Tuttavia,  se  il  conducente che procede in
salita dispone di una piazzola deve arrestarsi  su  di  essa,  se  la
strada  e'  tanto stretta da rendere altrimenti necessaria la manovra
di retromarcia.
  3.  Quando  la  manovra  di  retromarcia  si  rende  necessaria,  i
complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri veicoli;
i  veicoli  di  massa  complessiva  a  pieno carico superiore a 3,5 t
rispetto a quelli di massa complessiva a pieno carico fino a  3,5  t;
gli  autobus  rispetto  agli  autocarri.  Se  si  tratta  di  veicoli
appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la
retromarcia deve essere eseguita dal conducente del veicolo che  pro-
cede  in  discesa, a meno che non sia manifestamente piu' agevole per
il conducente del veicolo che procede in salita,  in  particolare  se
quest'ultimo si trovi in prossimita' di una piazzola.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
  5. Alla violazione delle  disposizioni  del  presente  articolo  si
applica l'art. 149, commi 5 e 6.
                            Art. 151 (a).
            Definizioni relative alle segnalazioni visive
       e all'illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi
  1. Ai fini del presente titolo si intende per:
    a)  proiettore  di  profondita':  il  dispositivo  che  serve  ad
illuminare in profondita' la strada antistante il veicolo;
    b)   proiettore   anabbagliante:  il  dispositivo  che  serve  ad
illuminare la strada antistante il veicolo senza abbagliare;
    c) proiettore fendinebbia anteriore: il dispositivo che  serve  a
migliorare  l'illuminazione della strada in caso di nebbia, caduta di
neve, pioggia o nubi di polvere;
    d)  proiettore  di  retromarcia:  il  dispositivo  che  serve  ad
illuminare  la strada retrostante al veicolo e ad avvertire gli altri
utenti della strada che il veicolo effettua o sta per  effettuare  la
retromarcia;
    e)  indicatore  luminoso  di  direzione  a luci intermittenti: il
dispositivo che serve a segnalare agli altri utenti della strada  che
il  conducente  intende  cambiare  direzione  verso  destra  o  verso
sinistra;
    f) segnalazione luminosa di pericolo: il funzionamento simultaneo
di tutti gli indicatori luminosi di direzione;
    g)  dispositivo  d'illuminazione  della  targa   posteriore:   il
dispositivo che serve ad illuminare la targa posteriore;
    h)  luci  di  posizione anteriore e posteriore: i dispositivi che
servono a segnalare contemporaneamente la presenza e la larghezza del
veicolo viste dalla parte anteriore e posteriore;
    i) luce posteriore per nebbia: il dispositivo  singolo  o  doppio
che  serve  a rendere piu' visibile il veicolo dalla parte posteriore
in caso di forte nebbia, (( di pioggia intensa o di fitta nevicata in
atto )) ;
    l) luce di  sosta:  il  dispositivo  che  serve  a  segnalare  la
presenza  di  un  veicolo  in sosta in un centro abitato. In tal caso
sostituisce le luci di posizione;
    m) luce d'ingombro: il dispositivo destinato a completare le luci
di posizione del veicolo, per segnalare le particolari dimensioni del
suo ingombro;
    n) luce di arresto: il dispositivo che  serve  ad  indicare  agli
altri utenti che il conducente aziona il freno di servizio;
    o)  catadiottro:  il  dispositivo  a  luce  riflessa  destinato a
segnalare la presenza del veicolo;
    p) pannello riflettente o fluorescente:  il  dispositivo  a  luce
riflessa   oppure  fluorescente  destinato  a  segnalare  particolari
categorie di veicoli.
                            Art. 152 (a).
           Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli
  1. L'uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di  illuminazione
dei  veicoli  e' obbligatoria da mezz'ora dopo il tramonto del sole a
mezz'ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie,  in
caso  di  nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro
caso di scarsa visibilita'.
  2. (( Ad eccezione dei velocipedi )) e dei ciclomotori a due  ruote
e  dei  motocicli,  l'uso  dei  dispositivi di segnalazione visiva e'
obbligatorio anche durante la fermata o  la  sosta,  a  meno  che  il
veicolo  sia  reso  pienamente visibile dall'illuminazione pubblica o
venga collocato fuori dalla carreggiata. Tale obbligo sussiste  anche
se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 153 (a).
    Uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione
                 dei veicoli a motore e dei rimorchi
  1. Nelle ore e nei casi indicati nell'art. 152, comma 1, durante la
marcia dei veicoli a motore e dei veicoli trainati, si devono  tenere
accese le luci di posizione, le luci della targa e, se prescritte, le
luci  di  ingombro. In aggiunta a tali luci, sui veicoli a motore, si
devono tenere accesi:
    a) i proiettori anabbaglianti:  nei  centri  abitati,  quando  la
illuminazione  pubblica  manchi o sia insufficiente; fuori dei centri
abitati, anche se l'illuminazione pubblica sia sufficiente;  fuori  e
dentro  i  centri  abitati, anche di giorno, in caso di nebbia, fumo,
foschia, nevicata in atto, pioggia intensa. Nei centri  abitati  tali
proiettori  devono  essere  utilizzati  anche quando la illuminazione
pubblica sia discontinua e quando  altre  sorgenti  di  luce  possano
pregiudicare  sia  la  visibilita'  per il conducente, sia quella del
veicolo da parte di altri;
    b) i proiettori di profondita' fuori dei  centri  abitati  quando
l'illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Peraltro, durante
le  brevi  interruzioni  della  marcia connesse con le esigenze della
circolazione, devono essere usati i proiettori anabbaglianti.
  2. I proiettori di profondita' non devono essere  usati  fuori  dei
casi  rispettivamente  previsti  nel comma 1.   Di giorno, in caso di
nebbia, fumo, foschia,  nevicata  in  atto,  pioggia  intensa,  ((  i
proiettori  anabbaglianti  e  quelli di profondita' )) possono essere
sostituiti da proiettori fendinebbia anteriori. Inoltre  sui  veicoli
che  trasportano  feriti  o  ammalati gravi si devono tenere accesi i
proiettori anabbaglianti di giorno in ogni caso e  nelle  ore  e  nei
casi  indicati  dall'art.  152,  comma 1, nei centri abitati anche se
l'illuminazione pubblica sia sufficiente.
  3.  I  conducenti  devono  spegnere  i  proiettori  di  profondita'
passando a quelli anabbaglianti nei seguenti casi:
    a)  quando  stanno  per  incrociare altri veicoli, effettuando la
commutazione  delle  luci  alla  distanza  necessaria   affinche'   i
conducenti  dei  veicoli incrociati possano continuare la loro marcia
agevolmente e senza pericolo;
    b) quando seguono altro veicolo a breve distanza, salvo che l'uso
dei  proiettori   di   profondita'   avvenga   brevemente   in   modo
intermittente  per  segnalare  al veicolo che precede l'intenzione di
sorpassare;
    c)  in  qualsiasi  altra  circostanza  se  vi  sia  pericolo   di
abbagliare  gli  altri  utenti  della  strada ovvero i conducenti dei
veicoli circolanti su binari, su corsi  d'acqua  o  su  altre  strade
contigue.
  4.  E' consentito l'uso intermittente dei proiettori di profondita'
per dare avvertimenti utili  al  fine  di  evitare  incidenti  e  per
segnalare al veicolo che precede l'intenzione di sorpassare. Tale uso
e'  consentito durante la circolazione notturna e diurna e, in deroga
al comma 1, punto b), anche all'interno dei centri abitati.
  5.  Nelle ore e nei casi indicati nell'art. 152, durante la fermata
e la sosta si devono tenere accese le  luci  di  posizione,  le  luci
della targa e, se prescritte, le luci di ingombro.
  6.  Nei  centri  abitati  e nelle ore e nei casi indicati nell'art.
152, comma 1, durante  la  sosta  al  margine  della  carreggiata,  i
veicoli a motore, e loro rimorchi se agganciati, aventi lunghezza non
superiore  a  6  m  e  larghezza  non  superiore a 2 m possono essere
segnalati, utilizzando in luogo delle luci di posizione, le  luci  di
sosta poste dalla parte del traffico.
  7.   I   conducenti   dei  veicoli  a  motore  devono  azionare  la
segnalazione luminosa di pericolo:
    a) nei casi di ingombro della carreggiata;
    b) durante il  tempo  necessario  a  collocare  e  riprendere  il
segnale mobile di pericolo ove questo sia necessario;
    c)  quando  per  avaria  il  veicolo  e'  costretto a procedere a
velocita' particolarmente ridotta;
    d)   quando   si   verifichino   improvvisi    rallentamenti    o
incolonnamenti;
    e)  in  tutti  i  casi in cui la fermata di emergenza costituisce
pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada.
  8. In caso di nebbia con  visibilita'  inferiore  a  50  m,  ((  di
pioggia  intensa  o di fitta nevicata in atto )) deve essere usata la
luce posteriore per nebbia, (( qualora il veicolo ne sia dotato )) .
  9. E' vietato l'uso  di  dispositivi  o  di  altre  fonti  luminose
diversi da quelli indicati nell'art. 151.
  10.  Chiunque  viola  la  disposizione del comma 3 e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
  11.  Chiunque  viola  le  altre  disposizioni del presente articolo
ovvero usa impropriamente i dispositivi di segnalazione  luminosa  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 154 (a).
                Cambiamento di direzione o di corsia
                           o altre manovre
  1. I conducenti che intendono eseguire una manovra  per  immettersi
nel  flusso  della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per
invertire il senso di marcia, per fare  retromarcia,  per  voltare  a
destra  o a sinistra, per impegnare un'altra strada, o per immettersi
in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero  per  fermarsi,
devono:
    a)  assicurarsi  di  poter  effettuare  la  manovra  senza creare
pericolo o intralcio agli altri utenti della  strada,  tenendo  conto
della posizione, distanza, direzione di essi;
    b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.
  2.   Le   segnalazioni   delle  manovre  devono  essere  effettuate
servendosi degli appositi indicatori ((  luminosi  ))  di  direzione.
Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra
e  devono  cessare allorche' essa e' stata completata. Con gli stessi
dispositivi deve essere segnalata anche  l'intenzione  di  rallentare
per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve
effettuare  le  segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio
qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro
o quello sinistro, qualora intenda voltare.
  3. I conducenti devono, altresi':
    a) per voltare a destra, tenersi  il  piu'  vicino  possibile  al
margine destro della carreggiata;
    b)  per  voltare  a  sinistra,  anche per immettersi in luogo non
soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il piu' possibile  all'asse
della  carreggiata  e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la
svolta in prossimita' del centro della intersezione e a  sinistra  di
questo,  salvo  diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una
carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il piu'  possibile
sul  margine  sinistro  della  carreggiata.  In  entrambi  i  casi  i
conducenti non devono imboccare l'altra strada  contromano  e  devono
usare la massima prudenza;
    c)  nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della
circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.
  4. E' vietato usare impropriamente le segnalazioni  di  cambiamento
di direzione.
  5.  Nell'esecuzione  delle manovre i conducenti non devono eseguire
brusche frenate o rallentare improvvisamente.
  6. L'inversione del senso di marcia e' vietata in prossimita' o  in
corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.
  7.  Chiunque  viola  la  disposizione  del comma 6 e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
  8.  Chiunque  viola  le altre disposizioni del presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 155 (a).
                       Limitazione dei rumori
  1. Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati
sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia  dal
modo  in  cui e' sistemato il carico e sia da altri atti connessi con
la circolazione stessa.
  2. Il dispositivo silenziatore,  qualora  prescritto,  deve  essere
tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato.
  3.  Nell'usare  apparecchi  radiofonici  o di riproduzione sonora a
bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori  massimi  di
accettabilita' fissati dal regolamento.
  4.  I  dispositivi  di  allarme  acustico  antifurto installati sui
veicoli devono limitare l'emissione sonora ai tempi massimi  previsti
dal  regolamento  ((  e,  in  ogni caso, non devono superare i limiti
massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto  del  Presidente
del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991 )) (b) .
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 156.
            Uso dei dispositivi di segnalazione acustica
  1. Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la
massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale.  La
segnalazione deve essere la piu' breve possibile.
  2.  Fuori  dei centri abitati l'uso del dispositivo di segnalazione
acustica e' consentito ogni qualvolta le condizioni ambientali o  del
traffico  lo  richiedano al fine di evitare incidenti, in particolare
durante le manovre di sorpasso. Durante le  ore  notturne  ovvero  di
giorno,  se ne ricorre la necessita', il segnale acustico puo' essere
sostituito da segnali  luminosi  a  breve  intermittenza  mediante  i
proiettori di profondita', nei casi in cui cio' non sia vietato.
  3. Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo
i  casi  di  effettivo  e  immediato pericolo. Nelle ore notturne, in
luogo  delle  segnalazioni  acustiche,  e'   consentito   l'uso   dei
proiettori di profondita' a breve intermittenza.
  4.  In caso di necessita', i conducenti dei veicoli che trasportano
feriti o ammalati  gravi  sono  esentati  dall'obbligo  di  osservare
divieti  e  limitazioni  sull'uso  dei  dispositivi  di  segnalazione
acustica.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 157.
                Arresto, fermata e sosta dei veicoli
  1. Agli effetti delle presenti norme:
    a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo
dovuta ad esigenze della circolazione;
    b) per fermata si intende la temporanea sospensione della  marcia
anche  se  in  area  ove  non sia ammessa la sosta, per consentire la
salita o la discesa delle  persone,  ovvero  per  altre  esigenze  di
brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare
intralcio  alla  circolazione,  il  conducente deve essere presente e
pronto a riprendere la marcia;
    c) per sosta si intende la sospensione della marcia  del  veicolo
protratta  nel tempo, con possibilita' di allontanamento da parte del
conducente;
    d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della  marcia
nel  caso  in cui il veicolo e' inutilizzabile per avaria ovvero deve
arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.
  2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto  dal  comma
4,  in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il
piu'  vicino  possibile  al   margine   destro   della   carreggiata,
parallelamente  ad  esso  e  secondo  il senso di marcia. Qualora non
esista  marciapiede  rialzato,  deve  essere  lasciato   uno   spazio
sufficiente  per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un
metro.
  3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono
essere collocati fuori della carreggiata,  ma  non  sulle  piste  per
velocipedi   ne',   salvo  che  sia  appositamente  segnalato,  sulle
banchine. In caso di impossibilita', la fermata  e  la  sosta  devono
essere  effettuate  il  piu' vicino possibile al margine destro della
carreggiata, parallelamente ad esso e secondo  il  senso  di  marcia.
Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta e' vietata.
  4.  Nelle  strade  urbane  a  senso  unico  di  marcia  la sosta e'
consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purche'
rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di  veicoli
e comunque non inferiore a tre metri di larghezza.
  5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli devono essere
collocati nel modo prescritto dalla segnaletica.
  6.  Nei  luoghi  ove  la sosta e' permessa per un tempo limitato e'
fatto  obbligo  ai  conducenti  di  segnalare,  in  modo  chiaramente
visibile,  l'orario  in  cui  la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il
dispositivo di controllo della durata della sosta e' fatto obbligo di
porlo in funzione.
  7. E' fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di
discendere dallo stesso, nonche' di lasciare aperte le  porte,  senza
essersi  assicurato che cio' non costituisca pericolo o intralcio per
gli altri utenti della strada.
  8. Chiunque viola le disposizioni di cui al  presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 158 (a).
              Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
  1. La fermata e la sosta sono vietate:
    a) in corrispondenza o in prossimita' dei passaggi  a  livello  e
sui  binari  di linee ferroviarie o tranviarie o cosi' vicino ad essi
da intralciarne la marcia;
    b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi,  sotto  i
fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
    c)  sui  dossi  e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle
strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimita';
    d)  in  prossimita'  e  in  corrispondenza  di  segnali  stradali
verticali  e  semaforici  in  modo da occultarne la vista, nonche' in
corrispondenza dei segnali orizzontali di  preselezione  e  lungo  le
corsie di canalizzazione;
    e)   fuori   dei   centri  abitati,  sulla  corrispondenza  e  in
prossimita' delle aree di intersezione;
    f)  nei  centri  abitati,  sulla  corrispondenza  delle  aree  di
intersezione  e  in  prossimita'  delle  stesse  a  meno  di  5 m dal
prolungamento del bordo piu' vicino  della  carreggiata  trasversale,
salvo diversa segnalazione;
    g)  sui  passaggi (( e attraversamenti )) pedonali e sui passaggi
per ciclisti, nonche' sulle piste ((  ciclabili  ))  e  agli  sbocchi
delle medesime;
    h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.
  2. La sosta di un veicolo (( e' inoltre vietata )) :
    a) allo sbocco dei passi carrabili;
    b)  dovunque  venga  impedito  di  accedere  ad  un altro veicolo
regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
    c) in seconda fila, (( salvo che si tratti di veicoli a due ruote
)) ;
    d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata  degli
autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi
non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore
a  15 m, nonche' negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli
in servizio di piazza;
(( e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e ))
(( lo scarico di cose, nelle ore stabilite;                        ))
    f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
    g) negli spazi riservati alla fermata o alla  sosta  dei  veicoli
per  persone  invalide  di cui all'art. 188 e in corrispondenza degli
scivoli o dei  raccordi  tra  i  marciapiedi,  rampe  o  corridoi  di
transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
    h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
    i) nelle aree pedonali urbane;
    l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
    m)  negli  spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a
servizi di emergenza o di igiene  pubblica  indicati  dalla  apposita
segnaletica;
    n)  davanti  ai  cassonetti  dei  rifiuti  urbani  o  contenitori
analoghi;
    o)  limitatamente  alle  ore  di esercizio, in corrispondenza dei
distributori di carburante ubicati sulla sede  stradale  ed  in  loro
prossimita'  sino  a  5  m  prima  e  dopo le installazioni destinate
all'erogazione.
  3. Nei centri abitati e' vietata la sosta dei rimorchi quando siano
staccati dal veicolo trainante, salvo diversa segnalazione.
  4. Durante la sosta e la fermata il  conducente  deve  adottare  le
opportune  cautele  atte  a  evitare  incidenti ed impedire l'uso del
veicolo senza il suo consenso.
  5. Chiunque viola le disposizioni del  comma  1  e'  soggetto  alla
sanzione  amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila
a lire quattrocentomila.
  6. Chiunque viola le altre disposizioni del  presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
  7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun
giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.
                            Art. 159 (a).
                   Rimozione e blocco dei veicoli
  1. Gli organi  di  polizia,  di  cui  all'art.  12,  dispongono  la
rimozione dei veicoli:
    a)  nelle  strade  e  nei  tratti  di  esse  in cui con ordinanza
dell'ente proprietario della strada sia stabilito che  la  sosta  dei
veicoli  costituisce  grave  intralcio o pericolo per la circolazione
stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall'apposito
pannello aggiuntivo;
    b) nei casi di cui agli articoli 157, (( comma 4, )) e 158, commi
1, 2 e 3;
    c) in tutti gli  altri  casi  in  cui  la  sosta  sia  vietata  e
costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione;
    d)  quando  il  veicolo  sia lasciato in sosta in violazione alle
disposizioni emanate dall'ente proprietario della strada  per  motivi
di manutenzione o pulizia delle strade e del relativo arredo.
  2.  Gli  enti proprietari della strada sono autorizzati a concedere
il servizio della rimozione dei veicoli stabilendone le modalita' nel
rispetto delle norme regolamentari. I veicoli adibiti alla  rimozione
devono  avere  le  caratteristiche prescritte nel regolamento. (( Con
decreto del Ministro dei trasporti puo' provvedersi all'aggiornamento
delle caratteristiche costruttive funzionali dei veicoli adibiti alla
rimozione, in relazione ad esigenze determinate dall'evoluzione della
tecnica  di  realizzazione  dei  veicoli   o   di   sicurezza   della
circolazione. ))
  3.  In  alternativa  alla  rimozione  e'  consentito,  anche previo
spostamento del veicolo, il blocco dello stesso con attrezzo a chiave
applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche
tecniche  e  modalita'  di   applicazione   saranno   stabilite   nel
regolamento.  L'applicazione di detto attrezzo non e' consentita ogni
qual volta il veicolo in posizione irregolare costituisca intralcio o
pericolo alla circolazione.
  4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi  costituiscono
sanzione   amministrativa  accessoria  alle  sanzioni  amministrative
pecuniarie previste per la violazione dei  comportamenti  di  cui  al
comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
  5.   Gli  organi  di  polizia  possono,  altresi',  procedere  alla
rimozione dei veicoli in sosta, ove per il loro  stato  o  per  altro
fondato  motivo  si  possa ritenere che siano stati abbandonati. Alla
rimozione puo' provvedere anche  l'ente  proprietario  della  strada,
sentiti preventivamente gli organi di polizia. Si applica in tal caso
l'art.  15  del  decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre
1982, n. 915 (b).
                              Art. 160.
                         Sosta degli animali
  1. Salvo quanto disposto nell'art. 672 del codice penale  (a),  nei
centri  urbani  il  conducente deve vigilare affinche' gli animali in
sosta,  con  o  senza  attacco,  a   lui   affidati,   siano   sempre
perfettamente  assicurati  mediante  appositi  dispositivi o sostegni
fissi e legati in modo tale da non arrecare intralcio o pericolo alla
circolazione dei veicoli e dei pedoni. Durante le  ore  notturne  gli
animali   potranno   sostare   soltanto  in  luoghi  sufficientemente
illuminati. Fuori dei  centri  abitati  e'  vietata  la  sosta  degli
animali sulla carreggiata.
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
trentamila a lire centoventimila.
                              Art. 161.
                     Ingombro della carreggiata
  1. Nel caso di ingombro della carreggiata per avaria  del  veicolo,
per  caduta del carico o per qualsiasi altra causa, il conducente, al
fine di evitare ogni pericolo per il traffico  sopraggiungente,  deve
sollecitamente  rendere  libero  per  quanto  possibile  il  transito
provvedendo a rimuovere l'ingombro e  a  spingere  il  veicolo  fuori
della  carreggiata  o,  se  cio'  non  e' possibile, a collocarlo sul
margine destro della carreggiata e parallelamente all'asse di essa.
  2. Chiunque non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento  di
materie  viscide,  infiammabili  o  comunque atte a creare pericolo o
intralcio  alla  circolazione  deve  provvedere   immediatamente   ad
adottare  le  cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e
libero il transito.
  3.  Nei  casi  previsti  dal  presente  articolo,   l'utente   deve
provvedere a segnalare il pericolo o l'intralcio agli utenti mediante
il  segnale di cui all'art. 162 o in mancanza con altri mezzi idonei,
nonche' informare l'ente proprietario della strada od  un  organo  di
polizia.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 162 (a).
                    Segnalazione di veicolo fermo
  1. Fatti salvi gli obblighi di cui all'art. 152, fuori  dei  centri
abitati  i veicoli, esclusi i velocipedi, i ciclomotori a due ruote e
i motocicli, che per qualsiasi motivo siano fermi sulla  carreggiata,
di  notte  quando manchino o siano inefficienti le luci posteriori di
posizione o di emergenza e, in ogni caso, anche di giorno, quando non
possono  essere  scorti  a  sufficiente  distanza   da   coloro   che
sopraggiungono  da  tergo,  devono essere presegnalati con il segnale
mobile di pericolo, di cui i veicoli devono essere dotati. Il segnale
deve essere collocato alla distanza prevista dal regolamento.
  2. Il segnale mobile di pericolo e' di forma triangolare, rivestito
di materiale retroriflettente e munito di un apposito sostegno che ne
consenta  l'appoggio  sul  piano  stradale  in  posizione  pressoche'
verticale in modo da garantirne la visibilita'.
  3. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalita'
di  approvazione  del  segnale.  Il triangolo deve essere conforme al
modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.
  4. Qualora il veicolo non sia dotato dell'apposito  segnale  mobile
di   pericolo,   il  conducente  deve  provvedere  in  altro  modo  a
presegnalare efficacemente l'ostacolo.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 163.
                 Convogli militari, cortei e simili
  1. E' vietato interrompere  convogli  di  veicoli  militari,  delle
forze  di  polizia  o  di  mezzi  di soccorso segnalati come tali; e'
vietato  altresi'  inserirsi  tra  i  veicoli  che  compongono   tali
convogli.
  2. E' vietato interrompere colonne di truppe o di scolari, cortei e
processioni.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 164 (a).
                 Sistemazione del carico sui veicoli
  1. Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo  da  evitare
la  caduta  o  la  dispersione  dello  stesso;  da  non  diminuire la
visibilita' al conducente ne' impedirgli la  liberta'  dei  movimenti
nella  guida;  da non compromettere la stabilita' del veicolo; da non
mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva  ne'
le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.
  2.  Il  carico  non  deve  superare  i  limiti  di sagoma stabiliti
dall'art. 61  e  non  puo'  sporgere  longitudinalmente  dalla  parte
anteriore  del  veicolo;  puo' sporgere longitudinalmente dalla parte
posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino  ai  3/10  della
lunghezza  del veicolo stesso, purche' nei limiti stabiliti dall'art.
61.
  3. Fermi restando i limiti massimi di sagoma di  cui  all'art.  61,
comma  1,  possono  essere trasportate cose che sporgono lateralmente
fuori della sagoma del veicolo,  purche'  la  sporgenza  da  ciascuna
parte non superi centimetri 30 cm di distanza dalle luci di posizione
anteriori  e  posteriori.  Pali,  sbarre,  lastre  o  carichi  simili
difficilmente percepibili,  collocati  orizzontalmente,  non  possono
comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.
  4.  Gli  accessori mobili non devono sporgere nelle oscillazioni al
di fuori della sagoma propria del veicolo e non devono strisciare sul
terreno.
  5. E'  vietato  trasportare  o  trainare  cose  che  striscino  sul
terreno, anche se in parte sostenute da ruote.
  6.  Se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, devono
essere adottate tutte le cautele  idonee  ad  evitare  pericolo  agli
altri  utenti  della  strada. In ogni caso la sporgenza longitudinale
deve  essere  segnalata  mediante  uno  o   due   speciali   pannelli
quadrangolari,  rivestiti  di  materiale retroriflettente, posti alle
estremita' della sporgenza in modo da risultare costantemente normali
all'asse del veicolo.
  7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalita'
di approvazione dei pannelli. Il pannello  deve  essere  conforme  al
modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.
  8.  Chiunque viola le disposizioni dei commi precedenti e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
  9.  Il  veicolo non puo' proseguire il viaggio se il conducente non
abbia provveduto a sistemare il carico secondo le modalita' stabilite
dal presente articolo. Percio' l'organo  accertatore,  nel  caso  che
trattasi  di  veicolo a motore, oltre all'applicazione della sanzione
di cui al comma  8,  procede  al  ritiro  immediato  della  carta  di
circolazione  e  della  patente  di  guida,  provvedendo con tutte le
cautele che il veicolo sia condotto in  luogo  idoneo  per  la  detta
sistemazione;  del  ritiro  e'  fatta  menzione  nel  verbale  di  ((
contestazione  ))  della  violazione.  I  documenti  sono  restituiti
all'avente  diritto  allorche'  il  carico  sia  stato  sistemato  in
conformita' delle presenti norme.  Le  modalita'  della  restituzione
sono fissate dal regolamento.
                              Art. 165.
                     Traino di veicoli in avaria
  1. Al di fuori dei casi  previsti  dall'art.  63,  il  traino,  per
incombente  situazione  di  emergenza,  di  un veicolo da parte di un
altro deve avvenire attraverso un solido collegamento tra  i  veicoli
stessi,  da  effettuarsi  mediante  aggancio  con fune, catena, cavo,
barra rigida od altro analogo attrezzo, purche' idoneamente segnalati
in modo tale da essere avvistati e risultare chiaramente  percepibili
da parte degli altri utenti della strada.
  2.  Durante  le  operazioni  di  traino  il  veicolo  trainato deve
mantenere attivato il dispositivo luminoso a  luce  intermittente  di
cui   all'art.   151,   lettera  f),  oppure,  in  mancanza  di  tale
segnalazione, mantenere esposto sul lato rivolto alla circolazione il
pannello di cui all'art. 164, comma 6, ovvero il  segnale  mobile  di
cui  all'art.  162.  Il  veicolo  trainante,  ove ne sia munito, deve
mantenere attivato l'apposito dispositivo a  luce  gialla  prescritto
dal regolamento per i veicoli di soccorso stradale.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 166 (a).
           Trasporto di cose su veicoli a trazione animale
  1. Sui veicoli a trazione (( animale )) il trasporto  di  cose  non
puo'  superare  (( la massa complessiva )) a pieno carico (( indicata
)) nella targa.
  2. Chiunque circola con un veicolo che supera la massa  complessiva
a  pieno  carico  indicata  nella targa, ove non ricorra alcuna delle
ipotesi di violazione di cui all'art. 62, e' soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire trentamila a lire
centoventimila.
                            Art. 167 (a).
        Trasporti di cose su veicoli a motore e sui rimorchi
  1. (( I veicoli a motore e i rimorchi )) non  possono  superare  la
massa complessiva indicata sulla carta di circolazione.
  2. Chiunque circola con un veicolo la cui massa complessiva a pieno
carico risulta essere superiore di oltre il cinque per cento a quella
indicata nella carta di circolazione, quando detta massa e' superiore
a  10 t e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma:
    a) da lire cinquantamila a lire duecentomila, se l'eccedenza  non
supera 1 t;
    b)  da lire centomila a lire quattrocentomila, se l'eccedenza non
supera le 2 t;
    c) da lire duecentomila a lire ottocentomila, se l'eccedenza  non
supera le 3 t;
    d)  da  lire  cinquecentomila  a  lire duemilioni, se l'eccedenza
supera le 3 t.
  3. Per i veicoli  di  massa  complessiva  a  pieno  carico  ((  non
superiore  )) a 10 t, le sanzioni amministrative previste nel comma 2
sono applicabili allorche' la  eccedenza,  superiore  al  cinque  per
cento,  non superi rispettivamente il dieci, venti, trenta per cento,
oppure superi il trenta per cento della massa complessiva.
  4. Gli autoveicoli adibiti al trasporto di veicoli di cui  all'art.
10,  comma  3,  lettera  d),  possono  circolare  con  il loro carico
soltanto  sulle  autostrade  o  sulle  strade  con  carreggiata   non
inferiore  a  6,50 m e con altezza libera delle opere di sottovia che
garantisca un  franco  minimo  rispetto  all'intradosso  delle  opere
d'arte  non inferiore a 20 cm. I veicoli di cui all'art. 10, comma 3,
(( lettere e) e )) g), possono circolare con  il  loro  carico  sulle
strade  che  abbiano  altezza  libera  delle  opere  di  sottovia che
garantisca un  franco  minimo  rispetto  all'intradosso  delle  opere
d'arte non inferiore a 30 cm.
  5. Chiunque circola con un autotreno o con un autoarticolato la cui
((  massa )) complessiva a pieno carico risulti superiore di oltre il
cinque per cento a quella indicata nella  carta  di  circolazione  e'
soggetto ad un'unica sanzione amministrativa uguale a quella prevista
nel comma 2.
  6.  La  sanzione di cui al comma 5 si applica anche nell'ipotesi di
eccedenze di massa (( di uno solo dei veicoli, anche se  non  ci  sia
eccedenza di massa )) nel complesso.
  7.  Chiunque  circola  in  violazione  delle disposizioni di cui al
comma 4 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire duecentomila a lire ottocentomila,  ferma  restando  la
responsabilita' civile di cui all'art. 2054 del codice civile (b).
  8. Agli effetti delle sanzioni amministrative previste dal presente
articolo  le masse complessive a pieno carico indicate nelle carte di
circolazione,   nonche'   i   valori   numerici   ottenuti   mediante
l'applicazione   di  qualsiasi  percentuale,  si  devono  considerare
arrotondati ai cento chilogrammi superiori.
  9.  Le  sanzioni  amministrative  previste nel presente articolo si
applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo,  nonche'
al  committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto
esclusivo. L'intestatario della carta di circolazione del veicolo  e'
tenuto  a  corrispondere  agli enti proprietari delle strade percorse
l'indennizzo di cui all'art. 10, comma 10, commisurato  all'eccedenza
rispetto ai limiti di massa di cui all'art. 62.
  10.  Quando  e' accertata una eccedenza di massa superiore al dieci
per cento della massa complessiva a pieno carico indicata nella carta
di circolazione, la continuazione del  viaggio  e'  subordinata  alla
riduzione del carico entro i limiti consentiti.
  11.  Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo sono
applicabili anche ai trasporti ed ai  veicoli  eccezionali,  definiti
all'art.  10,  quando  venga  superata  la  massa complessiva massima
indicata nell'autorizzazione, limitando in questo caso la  franchigia
del  cinque  per cento alle masse massime relative a quel veicolo, ai
sensi dell'art. 62. La prosecuzione del  viaggio  e'  subordinata  al
rilascio (( di una nuova autorizzazione. ))
  12.  Costituiscono  fonti  di  prova per il controllo del carico le
risultanze degli strumenti di pesa in  regola  con  le  verifiche  di
legge  e  di  quelli  in  dotazione agli organi di polizia, nonche' i
documenti di accompagnamento previsti da disposizioni  di  legge.  Le
spese  per l' accertamento sono a carico dei soggetti di cui al comma
9 in solido.
  13. Ai veicoli immatricolati all'estero si applicano tutte le norme
previste dal presente articolo.
                            Art. 168 (a).
                 Disciplina del trasporto su strada
                      dei materiali pericolosi
  1. Ai fini del  trasporto  su  strada  sono  considerati  materiali
pericolosi  quelli  appartenenti  alle classi indicate negli allegati
all'accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada di
merci pericolose di cui alla legge 12 agosto 1962, n. 1839, e succes-
sive modificazioni e integrazioni (b).
  2. Le prescrizioni relative all'etichettaggio, all'imballaggio,  al
carico,  allo  scarico ed allo stivaggio sui veicoli stradali ed alla
sicurezza del trasporto delle merci pericolose ammesse  al  trasporto
in  base  agli  allegati all'accordo di cui al comma 1 sono stabilite
con decreto del Ministro dei trasporti.  Il  Ministro  dei  trasporti
puo'   altresi'   prescrivere,   con   propri   decreti,  particolari
attrezzature ed equipaggiamenti dei veicoli che si rendano  necessari
per il trasporto di singole merci o classi di merci pericolose di cui
al  comma  1. Per le merci che presentino pericolo di esplosione o di
incendio le prescrizioni di cui al primo ed al secondo  periodo  sono
stabilite  con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell'interno. Gli addetti al carico ed  allo  scarico  delle
merci  pericolose,  con  esclusione  dei  prodotti  petroliferi degli
impianti di rifornimento stradali per  autoveicoli,  debbono  a  cio'
essere  abilitati;  il  Ministro  dei  trasporti, con propri decreti,
stabilisce, entro tre mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente codice, le necessarie misure applicative.
  3.  Le  merci pericolose, il cui trasporto internazionale su strada
e' ammesso dagli accordi internazionali, possono  essere  trasportate
su   strada,   all'interno  dello  Stato,  alle  medesime  condizioni
stabilite per i predetti trasporti internazionali. Per le  merci  che
presentino  pericolo  di  esplosione  e per i gas tossici resta salvo
l'obbligo per gli interessati di munirsi delle licenze e dei permessi
di trasporto qualora previsti dalle vigenti disposizioni.
  4. Con decreti del  Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  i
Ministri    dell'interno,    dell'industria,    del    commercio    e
dell'artigianato e della sanita', possono essere  classificate  merci
pericolose,  ai  fini del trasporto su strada, materie ed oggetti non
compresi fra  quelli  di  cui  al  comma  1  ma  che  siano  ad  essi
assimilabili.  Negli  stessi  decreti sono indicate le condizioni nel
rispetto delle quali le singole merci elencate possono essere ammesse
al trasporto; per le merci assimilabili a quelle di cui  al  comma  3
puo'  altresi'  essere  imposto  l'obbligo  della  autorizzazione del
singolo  trasporto,  precisando  l'autorita'  competente,  nonche'  i
criteri e le modalita' da seguire.
  5.  Per  il  trasporto  delle  materie  fissili  o  radioattive  si
applicano le norme dell'art. 5 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860,
modificato dall'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1965, n. 1704, e successive modifiche (c).
  6. Il  Ministro  dei  trasporti  provvede  con  propri  decreti  al
recepimento  delle direttive comunitarie riguardanti la sicurezza del
trasporto su strada delle merci pericolose.
  7.  Chiunque  circola  con un veicolo o con un complesso di veicoli
adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva  a
pieno  carico  risulta  superiore  a  quella  indicata sulla carta di
circolazione,  e'  soggetto  alle  sanzioni  amministrative  previste
nell'art. 167, comma 2, in misura doppia.
  8.    Chiunque    trasporta   merci   pericolose   senza   regolare
autorizzazione,  quando  sia  prescritta,  ovvero  non  rispetta   le
condizioni   imposte,   a   tutela   della  sicurezza,  negli  stessi
provvedimenti di autorizzazione, e' punito con l'arresto sino a  otto
mesi  e  con  l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni. ((
All'accertamento del reato )) conseguono le  sanzioni  amministrative
accessorie  della  sospensione  della  carta  di circolazione e della
sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei  mesi,
a  norma  ((  rispettivamente, del capo I, sezione II, e del capo II,
sezione II, del titolo VI. ))
  9. Parimenti, chiunque viola le prescrizioni contenute nei  decreti
del  Ministro dei trasporti di concerto con il Ministro dell'interno,
di cui al comma 2 ovvero non rispetti le condizioni di  trasporto  di
cui  ai  commi  3  e  4, e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire  duemilioni.  A
tale  violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente di guida e della carta di  circolazione  da
uno a quattro mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI.
  10.  Alle  violazioni  di  cui  ai precedenti commi si applicano le
disposizioni dell'art. 167, comma (( 9. ))
                            Art. 169 (a).
               Trasporto di persone, animali e oggetti
                        sui veicoli a motore
  1. In tutti i veicoli  il  conducente  deve  avere  la  piu'  ampia
liberta'  di  movimento  per  effettuare le manovre necessarie per la
guida.
  2. Il numero delle persone che possono prendere posto sui  veicoli,
esclusi  quelli  di cui al comma 5, anche in relazione all'ubicazione
dei  sedili,  non  puo'  superare  quello  indicato  nella  carta  di
circolazione.
  3.  Il numero delle persone che possono prendere posto, sedute o in
piedi, sugli autoveicoli  e  filoveicoli  destinati  a  trasporto  di
persone,  escluse  le  autovetture, nonche' il carico complessivo del
veicolo non possono superare i corrispondenti valori massimi indicati
nella carta di circolazione; tali valori sono fissati dal regolamento
in relazione ai tipi ed alle caratteristiche di detti veicoli.
  4. Tutti i passeggeri dei veicoli a motore devono prendere posto in
modo da non limitare la liberta' di movimento del conducente e da non
impedirgli la visibilita'.  Inoltre,  su  detti  veicoli,  esclusi  i
motocicli  e i ciclomotori a due ruote, il conducente e il passeggero
non  devono  determinare  sporgenze  dalla  sagoma  trasversale   del
veicolo.
  5.  Sulle  autovetture  e  sugli  autoveicoli  adibiti al trasporto
promiscuo  di  persone  e  cose  e'  consentito   il   trasporto   in
soprannumero  sui posti posteriori di due ragazzi di eta' inferiore a
dieci  anni  a  condizione  che  siano  accompagnati  da  almeno   un
passeggero di eta' non inferiore ad anni sedici.
  6.  Sui  veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38
del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954,  n.  320
(b)  ,  e'  vietato il trasporto di animali (( domestici )) in numero
superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento  o
pericolo  per  la  guida.  E' consentito il trasporto di soli animali
domestici, anche in numero superiore, purche' custoditi  in  apposita
gabbia  o  contenitore  o  nel  vano  posteriore  al  posto  di guida
appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo  idoneo  che,  se
installati   in   via   permanente,  devono  essere  autorizzati  dal
competente  ufficio  provinciale  della  Direzione   generale   della
M.C.T.C..
  7. Chiunque guida veicoli destinati a trasporto di persone, escluse
le   autovetture,  che  hanno  un  numero  di  persone  e  un  carico
complessivo superiore ai  valori  massimi  indicati  nella  carta  di
circolazione,  ovvero  trasporta  un  numero  di  persone superiore a
quello  indicato  nella  carta  di  circolazione,  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
duecentomila a lire ottocentomila.
  8. Qualora le violazioni di cui al comma 7 sono  commesse  adibendo
abusivamente  il  veicolo  ad  uso  di  terzi, si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire  duemilioni, nonche' la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della carta di circolazione da uno a sei  mesi,  a  norma
del capo I, sezione II, del titolo VI.
  9.  ((  Qualora le violazioni di cui al comma 7 siano commesse alla
guida di una autovettura, il conducente )) e' soggetto alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire cinquantamila a
lire duecentomila.
  10. Chiunque viola (( le altre  disposizioni  di  cui  al  presente
articolo )) e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 170 (a).
               Trasporto di persone, animali e oggetti
                  sui veicoli a motore a due ruote
  1. Sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il  conducente  deve
avere  libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare
seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio  con  ambedue
le  mani,  ovvero con una mano in caso di necessita' per le opportune
manovre o  segnalazioni.  Non  deve  procedere  sollevando  la  ruota
anteriore.
  2.  Sui  ciclomotori e' vietato il trasporto di altre persone oltre
al conducente.
  3. Sui motocicli l'eventuale passeggero deve essere seduto in  modo
stabile  ed  equilibrato,  nella posizione determinata dalle apposite
attrezzature del veicolo.
  4. E' vietato ai conducenti dei  veicoli  di  cui  al  comma  1  di
trainare o farsi trainare da altri veicoli.
  5. Sui veicoli di cui al comma 1 e' vietato trasportare oggetti che
non  siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto
all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso
oltre i  cinquanta  centimetri,  ovvero  impediscano  o  limitino  la
visibilita'  al conducente. (( Entro i predetti limiti, e' consentito
il trasporto di  animali  purche'  custoditi  in  apposita  gabbia  o
contenitore. ))
  6.  Chiunque  viola  le disposizioni di cui al presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire cinquantamila a lire duecentomila.
  7.  Se  le  violazioni  di  cui  ai  commi  1  e 2 sono commesse da
conducente  minorenne,  alla   sanzione   pecuniaria   amministrativa
consegue  il  fermo  amministrativo del veicolo per trenta giorni, ai
sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 171 (a).
         Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli
                             a due ruote
  1. E' fatto obbligo durante la marcia  di  indossare  e  di  tenere
regolarmente   allacciato   un  casco  protettivo  conforme  ai  tipi
omologati,  secondo  la  normativa  stabilita   dal   Ministero   dei
trasporti:
    a)  ai conducenti minorenni alla guida di ciclomotori a due ruote
e di motocicli;
    b) ai conducenti di motocicli di qualsiasi cilindrata,  ((  o  di
motocarrozzette,  )) nonche' agli eventuali passeggeri, questi ultimi
anche se minorenni.
  2. Chiunque viola le  presenti  norme  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire cinquantamila a
lire duecentomila. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore
(( trasportato, )) della violazione risponde il conducente.
  3. Se la violazione e' commessa da conducente minorenne,  in  luogo
della  sanzione  pecuniaria  si  applica  il fermo amministrativo del
veicolo per giorni trenta, ai sensi  del  capo  I,  sezione  II,  del
titolo VI.
  4.  Chiunque  importa  o  produce  per  la  commercializzazione sul
territorio nazionale  e  chi  commercializza  caschi  protettivi  per
motocicli,  motocarrozzette  o  ciclomotori  di tipo non omologato e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire unmilione a lire quattromilioni.
  5.  I caschi di cui al comma 4, ancorche' utilizzati, sono soggetti
al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme  di  cui
al capo I, sezione II, del titolo VI.
                            Art. 172 (a).
        Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta
(( 1. Il conducente ed i passeggeri dei veicoli delle categorie:   ))
    a) (( M1; ))
(( b) M2, ad eccezione degli occupanti i sedili posteriori, di     ))
(( coloro che viaggiano su veicoli di massa massima                ))
(( ammissibile superiore a 3,5 t e su quelli che dispongono di     ))
(( posti appositamente realizzati per passeggeri in piedi;         ))
(( c) N1, ad eccezione degli occupanti i sedili posteriori,        ))
(( classificati nell'art. 47, comma 2, muniti dei dispositivi di   ))
(( ritenuta previsti nell'art. 72, comma 2, hanno l'obbligo di     ))
(( utilizzarli in qualsisi situazione di marcia. ))                ))
  2.  Il  conducente  e'  tenuto  ad  assicurarsi  della  persistente
efficienza (( dei dispositivi di ritenuta. ))
(( 3. Sono esentati dall'obbligo di indossare le cinture di        ))
(( sicurezza:                                                      ))
(( a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia ))
(( municipale nell'espletamento di un servizio di emergenza;       ))
(( b) i conducenti ed addetti dei veicoli del servizio antincendio ))
(( e sanitario in casi di interventi di emergenza;                 ))
(( c) gli appartenenti a servizi di vigilanza privati regolarmente ))
(( riconosciuti che effettuano scorte;                             ))
(( d) i conducenti di autoveicoli per il trasporto di persone in   ))
(( servizio pubblico da piazza, ovvero adibiti al noleggio con     ))
(( conducente, durante il servizio nei centri abitati;             ))
(( e) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni         ))
(( previste dall'art. 122, comma 2;                                ))
(( f) le persone che risultino, sulla base di certificazione       ))
(( rilasciata dalla unita' sanitaria locale o dalle competenti     ))
(( autorita' sanitarie di altro Stato membro delle Comunita'       ))
(( europee, affette da patologie particolari che costituiscono     ))
(( controindicazione specifica all'uso delle cinture di sicurezza. ))
(( Tale certificazione deve indicare la durata di validita', deve  ))
(( recare il simbolo previsto nell'art. 5 della direttiva          ))
(( n. 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi   ))
(( di polizia di cui all'art. 12;                                  ))
(( g) le donne in stato di gravidanza sulla base della             ))
(( certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi   ))
(( condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle     ))
(( cinture di sicurezza.                                           ))
(( 4. I passeggeri di eta' inferiore ai dodici anni che abbiano    ))
(( una statura inferiore a 1,50 m devono essere trattenuti da un   ))
(( sistema di ritenuta, adeguato alla loro statura ed al loro      ))
(( peso.                                                           ))
(( 5. I bambini di eta' inferiore ai tre anni che occupano i       ))
(( sedili posteriori possono non essere trattenuti da un sistema   ))
(( di ritenuta se sono trasportati in un veicolo in cui tale       ))
(( sistema non sia disponibile, purche' siano accompagnati da      ))
(( almeno un passeggero di eta' non inferiore ai sedici anni.      ))
(( 6. Le norme di cui al comma 4 non si applicano ai passeggeri    ))
(( che viaggiano sui sedili posteriori di autovetture adibite al   ))
(( trasporto di persone in servizio pubblico da piazza ovvero a    ))
(( noleggio da rimessa con conducente, durante il servizio, quando ))
(( circolano nei centri abitati o su itinerario da e per stazioni  ))
(( ferroviarie, porti ed aeroporti, a condizione che siano         ))
(( accompagnati da almeno un passeggero di eta' non inferiore ad   ))
(( anni sedici.                                                    ))
  7.  I  sistemi  di  ritenuta devono essere conformi ad uno dei tipi
omologati secondo le normative stabilite dal Ministero dei trasporti.
  8. Chiunque non fa uso delle (( cinture di sicurezza o dei  sistemi
di  ritenuta )) previsti e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire  cinquantamila  a  lire  duecentomila.
Quando  il  mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde
il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento  del  fatto,
chi e' tenuto alla sorveglianza del minore stesso.
  9.  Chiunque,  pur facendo uso della cintura, ne altera od ostacola
il normale funzionamento, e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da lire trentamila a lire centoventimila.
  10.  Chiunque  importa  o  produce  per  la commercializzazione sul
territorio nazionale e chi  commercializza  cinture  di  sicurezza  o
sistemi  di  ritenuta di tipo non omologato e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  unmilione  a  lire
quattromilioni.
  11.  Le cinture o sistemi di ritenuta di cui al comma 10, ancorche'
installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed  alla  relativa
confisca,  ai  sensi  delle  norme  di cui al capo I, sezione II, del
titolo VI.
                            Art. 173 (a).
              Uso di lenti o di determinati apparecchi
                          durante la guida
  1. Il titolare di patente di guida, al quale in sede di rilascio  o
rinnovo  della  patente  stessa  sia stato prescritto di integrare le
proprie deficienze organiche e minorazioni  anatomiche  o  funzionali
per  mezzo  di  lenti  o  di  determinati apparecchi, ha l'obbligo di
usarli durante la guida.
  2. E' vietato al  conducente  di  far  uso  durante  la  marcia  di
apparecchi  radiotelefonici  ovvero  di  usare  cuffie  sonore, fatta
eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate  ((  e  dei
Corpi  di  cui all'art. 138, comma 11, )) e di polizia, nonche' per i
conducenti dei veicoli adibiti ((  ai  servizi  delle  strade,  delle
autostrade  ed  ))  al  trasporto  di  persone  in  conto  terzi.  E'
consentito l'uso di apparecchi a viva voce che non richiedono per  il
loro funzionamento l'uso delle mani.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 174.
                Durata della guida degli autoveicoli
               adibiti al trasporto di persone o cose
  1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto  di
persone  e  di  cose, e i relativi controlli, sono disciplinati dalle
norme previste dal regolamento CEE n. 3820/85 (a).
  2. Gli estratti del registro e le copie dell'orario di servizio  di
cui  all'art.  14  del  regolamento CEE n. 3820/85 (a) debbono essere
esibiti, per il controllo, al personale cui  sono  stati  affidati  i
servizi  di  polizia  stradale  ai  sensi  dell'art.  12 del presente
codice.
  3.  I  registri  di  servizio  di  cui  all'art.  14  del  suddetto
regolamento,  conservati dall'impresa, debbono essere esibiti, per il
controllo, ai funzionari della Direzione generale  della  M.C.T.C.  e
dell'Ispettorato del lavoro.
  4.  Il  conducente  che  supera i periodi di guida prescritti o non
osservi periodi di pausa entro i limiti stabiliti dal regolamento CEE
n. 3820/85 (a) e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  5. Il conducente che non osserva i  periodi  di  riposo  prescritti
ovvero  e'  sprovvisto dell'estratto del registro di servizio o della
copia dell'orario di servizio di cui al medesimo regolamento  CEE  n.
3820/85 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  6.   Gli   altri   membri  dell'equipaggio  che  non  osservano  le
prescrizioni  previste  nel  comma  5  sono  soggetti  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire trentamila a lire
centoventimila.
  7. Chiunque non ha con se' o tiene in modo  incompleto  o  alterato
l'estratto  del  registro di servizio o copia dell'orario di servizio
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da  lire trentamila a lire centoventimila, salva l'applicazione delle
sanzioni previste dalla legge penale, ove il fatto costituisca reato.
  8. Per le violazioni  delle  norme  di  cui  al  presente  articolo
l'impresa,  da  cui  dipende  il lavoratore al quale la violazione si
riferisce, e' obbligata in solido con l'autore  della  violazione  al
pagamento della somma da questi dovuta.
  9.  L'impresa  che,  nell'esecuzione  dei trasporti, non osserva le
disposizioni contenute nel regolamento CEE n. 3820/85 (a) e non tiene
i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o  alterati  e'
soggetta  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila per ciascun dipendente cui  la
violazione si riferisce, salva l'applicazione delle sanzioni previste
dalla legge penale, ove il fatto costituisca reato.
  10.  Nel  caso  di  ripetute inadempienze, tenuto conto anche della
loro entita' e frequenza, l'impresa  che  effettua  il  trasporto  di
persone in servizio non di linea o di cose incorre nella sospensione,
per un periodo da uno a tre mesi, del titolo abilitativo al trasporto
riguardante  il  veicolo  cui  le  infrazioni  si  riferiscono, se, a
seguito   di   diffida   rivoltale   dall'autorita'   competente    a
regolarizzare  in  un  congruo termine la sua posizione, non vi abbia
provveduto.
  11. Qualora l'impresa di cui al comma 10, malgrado il provvedimento
adottato a suo carico, continui a dimostrare una costante recidivita'
nel  commettere  infrazioni,  anche nell'eventuale esercizio di altri
servizi  di  trasporto,  incorre  nella  decadenza   o   revoca   del
provvedimento  che  l'abilita al trasporto cui le ripetute infrazioni
maggiormente si riferiscono.
  12. Per le  inadempienze  commesse  dalle  imprese  che  effettuano
trasporto  di  viaggiatori  in  servizio  di  linea  si  applicano le
sanzioni previste dalle disposizioni vigenti in materia.
  13. La sospensione, la decadenza o  la  revoca,  di  cui  ai  commi
precedenti,  sono disposte dall'autorita' che ha rilasciato il titolo
che abilita al trasporto.
  14. Contro i provvedimenti di revoca e di  decadenza  adottati  dai
competenti  uffici  della Direzione generale della M.C.T.C., ai sensi
del comma 11, e' ammesso ricorso gerarchico entro  trenta  giorni  al
Ministro  dei  trasporti,  il  quale  decide entro sessanta giorni. I
provvedimenti adottati da autorita' diverse sono definitivi.
                            Art. 175 (a).
             Condizioni e limitazioni della circolazione
       sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali
  1. Le norme del presente articolo e dell'art. 176 si  applicano  ai
veicoli   ammessi   a   circolare   sulle  autostrade,  sulle  strade
extraurbane principali e ((  su  altre  strade,  ))  individuate  con
decreto  del  Ministro  dei  lavori  pubblici,  su proposta dell'ente
proprietario, e da indicare con apposita segnaletica d'inizio e fine.
  2. E' vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade
e sulle strade di cui al comma 1:
    a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata  inferiore  a
150  cc se a motore termico e motocarrozzette di cilindrata inferiore
a 250 cc se a motore termico;
    b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg  o  di  massa
complessiva fino a 1300 kg;
    c) veicoli non muniti di pneumatici;
(( d) macchine agricole e macchine operatrici )) ;                 ))
    e)  veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o
sporgente oltre i limiti consentiti;
    f) veicoli  a  tenuta  non  stagna  e  con  carico  scoperto,  se
trasportano materie suscettibili di dispersione;
    g)  veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti
dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi previsti dall'art. 10;
    h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e  gommatura
possono costituire pericolo per la circolazione;
    i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e fissato.
  3.  Le  esclusioni  di  cui  al comma 2 non si applicano ai veicoli
appartenenti agli enti proprietari o concessionari dell'autostrada  o
da  essi  autorizzati. (( L'esclusione di cui al comma 2, lettera d),
relativamente alle macchine operatrici-gru,  come  individuate  dalla
carta  di  circolazione,  non  si  applica  sulle  strade extraurbane
principali. ))
  4. Nel regolamento sono fissati i limiti minimi  di  velocita'  per
l'ammissione  alla  circolazione  sulle  autostrade  e  sulle  strade
extraurbane principali di determinate categorie di veicoli.
  5. Con decreto del Ministro  dei  lavori  pubblici,  da  pubblicare
nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, fermi restando i
poteri di ordinanza degli enti proprietari di cui all'art. 6, possono
essere escluse dal transito su talune autostrade, o tratti  di  esse,
anche  altre determinate categorie di veicoli o trasporti, qualora le
esigenze  della  circolazione  lo  richiedano.  Ove  si   tratti   di
autoveicoli  destinati  a servizi pubblici di linea, il provvedimento
e' adottato di concerto con il  Ministro  dei  trasporti  mentre  per
quelli  appartenenti  alle Forze armate il concerto e' realizzato con
il Ministro della difesa.
  6. E' vietata la circolazione di pedoni e animali,  eccezion  fatta
per  le aree di servizio e le aree di sosta. In tali aree gli animali
possono circolare solo se debitamente custoditi. Lungo le  corsie  di
emergenza e' consentito il transito dei pedoni solo per raggiungere i
punti per le richieste di soccorso.
  7.  Sulle  carreggiate,  sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di
servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza  autostradale  e'
vietato:
    a) trainare veicoli che non siano rimorchi;
    b) richiedere o concedere passaggi;
    c) svolgere attivita' commerciali o di propaganda sotto qualsiasi
forma; esse sono consentite nelle aree di servizio o di parcheggio se
autorizzate dall'ente proprietario;
    d)  campeggiare, salvo che nelle aree all'uopo destinate e per il
periodo stabilito dall'ente proprietario o concessionario.
  8. Nelle zone attigue alle autostrade  o  con  esse  confinanti  e'
vietato,  anche  a  chi  sia  munito  di licenza o di autorizzazione,
svolgere  attivita'  di  propaganda  sotto  qualsiasi  forma   ovvero
attivita'  commerciali  con  offerta  di  vendita  agli  utenti delle
autostrade stesse.
  9. Nelle aree di servizio e di parcheggio, nonche'  in  ogni  altra
pertinenza  autostradale  e' vietato lasciare in sosta il veicolo per
un tempo superiore  alle  ventiquattro  ore,  ad  eccezione  che  nei
parcheggi  riservati agli alberghi esistenti nell'ambito autostradale
o in altre aree analogamente attrezzate.
  10. Decorso il termine indicato al comma 9, il veicolo puo'  essere
rimosso  coattivamente;  si applicano le disposizioni di cui all'art.
159.
  11. Gli organi di polizia stradale provvedono  alla  rimozione  dei
veicoli  in  sosta  che  per il loro stato o per altro fondato motivo
possano ritenersi abbandonati, nonche' al loro trasporto in  uno  dei
centri  di  raccolta autorizzati a norma dell'art. 15 del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 (b).  Per  tali
operazioni  i  predetti  organi  di polizia possono incaricare l'ente
proprietario.
  12. Il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli sono consentiti
solo agli enti e alle  imprese  autorizzati,  anche  preventivamente,
dall'ente  proprietario.  Sono  esentati dall'autorizzazione le Forze
armate e di polizia.
  13. Chiunque viola le disposizioni del comma 2, lettere e)  ed  f),
e'  soggetto  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire cinquecentomila a lire duemilioni.
  14. Chiunque viola le disposizioni (( del comma 7,  ))  lettere  ((
a),  b)  e  d)  ))  ,  e'  soggetto  alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire  cinquantamila  a  lire  duecentomila,
salvo  l'applicazione  delle  norme della legge 28 marzo 1991, n. 112
(c) .
  15. Chiunque viola le disposizioni dei commi 7, lettera c), e 8  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire  cinquecentomila  a  lire  duemilioni.  Dalla  detta  violazione
consegue    la   sanzione   amministrativa   accessoria   del   fermo
amministrativo  del  veicolo  per   giorni   sessanta,   secondo   le
disposizioni di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
  16.  Chiunque  viola le altre disposizioni del presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire  cinquantamila a lire duecentomila. Se la violazione riguarda le
disposizioni di cui al comma 6 la sanzione e' da  lire  trentamila  a
lire centoventimila.
  17.  Accertate  le  violazioni di cui ai commi 2 e 4, gli organi di
polizia impongono ai conducenti di abbandonare con i  veicoli  stessi
l'autostrada,  dando la necessaria assistenza per il detto abbandono.
Nelle ipotesi di cui al comma 2,  lettere  e)  ed  f),  la  norma  si
applica  solo  nel  caso in cui non sia possibile riportare il carico
nelle condizioni previste dalle presenti norme.
                            Art. 176 (a).
       Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade
                e sulle strade extraurbane principali
  1. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade  di
cui all'art. 175, comma 1, e' vietato:
    a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico,
anche  all'altezza  dei  varchi,  nonche' percorrere la carreggiata o
parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;
    b) effettuare la retromarcia, anche sulle corsie per la sosta  di
emergenza,  fatta  eccezione  per le manovre necessarie nelle aree di
servizio o di parcheggio;
    c) circolare sulle corsie per la sosta di emergenza  se  non  per
arrestarsi o riprendere la marcia;
    d)  circolare  sulle corsie di variazione di velocita' se non per
entrare o uscire dalla carreggiata.
  2. E' fatto obbligo:
    a) di impegnare la corsia di accelerazione per  immettersi  sulla
corsia  di  marcia,  nonche'  di  dare  la  precedenza  ai veicoli in
circolazione su quest'ultima corsia;
    b) di impegnare tempestivamente, per uscire dalla carreggiata, la
corsia  di  destra,  immettendosi  quindi  nell'apposita  corsia   di
decelerazione sin dal suo inizio;
    c)  di  segnalare tempestivamente nei modi indicati nell'art. 154
il cambiamento di corsia.
  3. In occasione  di  arresto  della  circolazione  per  ingorghi  o
comunque  per  formazione  di code, qualora la corsia per la sosta di
emergenza manchi o sia occupata da veicoli in sosta  di  emergenza  o
non  sia  sufficiente  alla  circolazione dei veicoli di polizia e di
soccorso, i veicoli che occupano la prima  corsia  di  destra  devono
essere disposti il piu' vicino possibile alla striscia di sinistra.
  4.  In caso di ingorgo e' consentito transitare sulla corsia per la
sosta di emergenza al solo fine di uscire dall'autostrada  a  partire
dal  cartello  di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo
svincolo.
  5. Sulle carreggiate, sulle  rampe  e  sugli  svincoli  e'  vietato
sostare  o solo fermarsi, fuorche' in situazioni d'emergenza dovute a
malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza  del  veicolo
medesimo; in tali casi, il veicolo deve essere portato nel piu' breve
tempo  possibile  sulla  corsia per la sosta di emergenza o, mancando
questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia,  evitando  comunque
qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento.
  6.  La  sosta  d'emergenza  non deve eccedere il tempo strettamente
necessario per superare l'emergenza  stessa  e  non  deve,  comunque,
protrarsi  oltre  le  tre  ore.  Decorso tale termine il veicolo puo'
essere rimosso coattivamente e si applicano le  disposizioni  di  cui
all'art. 175, (( comma 10 )) .
  7.  Fermo restando il disposto dell'art. 162, durante la sosta e la
fermata di notte, in caso  di  visibilita'  limitata,  devono  sempre
essere  tenute  accese  le  luci  di  posizione,  nonche'  gli  altri
dispositivi prescritti (( dall'art. 153, ))
(( comma 5 )) .                                                    ))
  8.  Qualora  la  natura  del  guasto  renda impossibile spostare il
veicolo sulla corsia per la  sosta  di  emergenza  o  sulla  piazzola
d'emergenza,  oppure allorche' il veicolo sia costretto a fermarsi su
tratti  privi  di  tali  appositi  spazi,  deve   essere   collocato,
posteriormente  al  veicolo  e  alla  distanza  di almeno 100 m dallo
stesso, l'apposito segnale  mobile.  Lo  stesso  obbligo  incombe  al
conducente  durante  la sosta sulla banchina di emergenza, di notte o
in  ogni  altro  caso  di   limitata   visibilita',   qualora   siano
inefficienti le luci di posizione.
  9.  Nelle  autostrade  con  carreggiate  a tre o piu' corsie, salvo
diversa segnalazione, e' vietato ai conducenti di veicoli adibiti  al
trasporto  merci,  la  cui  massa a pieno carico supera le 5 t, ed ai
conducenti di veicoli  o  complessi  veicolari  di  lunghezza  totale
superiore ai 7 m di impegnare altre corsie all'infuori delle due piu'
vicine al bordo destro della carreggiata.
  10.  Fermo restando quando disposto dall'art. 144 per la marcia per
file parallele e' vietato affiancarsi ad altro veicolo  nella  stessa
corsia.
  11.  Sulle  autostrade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un
pedaggio, i conducenti, ove previsto e segnalato,  devono  arrestarsi
in    corrispondenza    delle    apposite   barriere,   eventualmente
incolonnandosi  secondo  le  indicazioni  date   dalle   segnalazioni
esistenti o dal personale addetto e corrispondere il pedaggio secondo
le modalita' e le tariffe vigenti.
  12.  I  conducenti  dei veicoli adibiti ai servizi dell'autostrada,
purche' muniti di specifica  autorizzazione  dell'ente  proprietario,
sono  esentati,  quando  sussistano  effettive  esigenze di servizio,
dall'osservanza delle norme del presente articolo relative al divieto
di effettuare:
    a) la manovra di inversione del senso di marcia;
    b) la marcia, la retromarcia e la sosta in banchina di emergenza;
    c) il traino dei veicoli in avaria.
  13. I conducenti di cui al comma 12,  nell'effettuare  le  manovre,
che  devono essere eseguite con la massima prudenza e cautela, devono
tenere in  funzione  sui  veicoli  il  dispositivo  supplementare  di
segnalazione visiva a luce gialla lampeggiante.
  14.  Sono  esonerati  dall'osservanza  del divieto di effettuare le
manovre di cui al comma 12 anche i  conducenti  degli  autoveicoli  e
motoveicoli  adibiti  a  servizi  di  polizia,  antincendio  e  delle
autoambulanze, che tengano in funzione il  dispositivo  supplementare
di segnalazione visiva a luce blu lampeggiante.
  15.  Il personale in servizio sulle autostrade e loro pertinenze e'
esonerato, in caso di effettive esigenze di servizio e con l'adozione
di opportune cautele, dall'osservanza del divieto di circolazione per
i pedoni.
  16. Per l'utente di autostrada a pedaggio sprovvisto del titolo  di
entrata, o che impegni gli impianti di controllo in maniera impropria
rispetto  al  titolo in suo possesso, il pedaggio da corrispondere e'
calcolato dalla piu' lontana stazione di entrata per  la  classe  del
suo  veicolo.  All'utente e' data la facolta' di prova in ordine alla
stazione di entrata.
  17.  Chiunque  transita  senza  fermarsi  in  corrispondenza  delle
stazioni,  creando  pericolo  per  la  circolazione,  nonche'  per la
sicurezza individuale e collettiva, ovvero ponga in essere  qualsiasi
atto  al  fine  di  eludere  in  tutto  o  in  parte il pagamento del
pedaggio,  e'  soggetto,  salvo  che il fatto costituisca reato, alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
cinquecentomila a lire duemilioni.
  18.  Parimenti  il  conducente  che  circola  sulle  autostrade con
veicolo non in regola con la revisione prevista dall'art. 80,  ovvero
che  non  l'abbia  superata  con  esito  favorevole, e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
duecentomila  a  lire  ottocentomila.  E'  sempre  disposto  il fermo
amministrativo del  veicolo  che  verra'  restituito  al  conducente,
proprietario  o  legittimo  detentore,  ovvero a persona delegata dal
proprietario, solo dopo la prenotazione per la visita  di  revisione.
Si applicano le norme dell'art. 214.
  19.  Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettera a), quando
il  fatto  sia  commesso  sulle  carreggiate,  sulle  rampe  o  sugli
svincoli,  e'  punito con l'arresto da due a sei mesi e con l'ammenda
da lire duecentomila a lire unmilione.
  20. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettere (( b), c) e
d) )) ,  e  dei  ((  commi  6  e  7  ))  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da lire cinquecentomila a
lire duemilioni.
  21. Chiunque viola le altre disposizioni del presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila.
  22. Dall'accertamento del reato per la violazione  del  divieto  di
cui  al  comma  1,  lettera  a),  consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da
sei a ventiquattro mesi, secondo le disposizioni di cui al  capo  II,
sezione  II,  del  titolo  VI.  Quando  si tratti di violazione delle
disposizioni  del  comma  1,  lettere  c)   e   d),   alla   sanzione
amministrativa   pecuniaria   consegue   la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da
due a sei mesi.
                            Art. 177 (a).
      Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti
      a servizi di polizia o antincendio e delle autoambulanze
  1. L'uso del  dispositivo  acustico  supplementare  di  allarme  e,
qualora   i   veicoli   ne   siano   muniti,  anche  del  dispositivo
supplementare di segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  blu  e'
consentito  ai  conducenti  degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a
servizi di polizia o antincendio,  a  quelli  delle  autoambulanze  e
veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per
l'espletamento  di servizi urgenti di istituto. (( I predetti veicoli
assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento  di  idoneita'  al
servizio  da  parte  della Direzione generale della M.C.T.C.. )) Agli
incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno  a  concedere
immediatamente la via libera ai veicoli suddetti.
  2. I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di
servizi   urgenti   di  istituto,  qualora  usino  congiuntamente  il
dispositivo  acustico  supplementare   di   allarme   e   quello   di
segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  blu,  non  sono tenuti a
osservare gli obblighi, i divieti  e  le  limitazioni  relativi  alla
circolazione,  le  prescrizioni della segnaletica stradale e le norme
di comportamento in genere, ad  eccezione  delle  segnalazioni  degli
agenti  del  traffico  e nel rispetto comunque delle regole di comune
prudenza e diligenza.
  3. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli  di  cui  al
comma  1, o sulle strade adiacenti in prossimita' degli sbocchi sulla
prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme,  ha
l'obbligo  di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi.
E' vietato seguire da  presso  tali  veicoli  avvantaggiandosi  nella
progressione di marcia.
  4.  Chiunque,  al  di  fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei
dispositivi supplementari ivi  indicati  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di una somma da lire centomila a lire
quattrocentomila.
  5. Chiunque viola le disposizioni del  comma  3  e'  soggetto  alla
sanzione   amministrativa   del   pagamento  di  una  somma  da  lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                              Art. 178.
          Documenti di viaggio per trasporti professionali
              con veicoli non muniti di cronotachigrafo
  1. I libretti individuali, gli estratti del registro di servizio  e
le  copie dell'orario di servizio di cui al regolamento devono essere
esibiti, per il controllo, agli organi di  polizia  stradale  di  cui
all'art. 12.
  2.  I  libretti individuali conservati dall'impresa e i registri di
servizio  di  cui  al  regolamento  devono  essere  esibiti,  per  il
controllo,  ai  funzionari  della Direzione generale della M.C.T.C. e
dell'Ispettorato del lavoro.
  3. Il conducente che supera i periodi di  guida  prescritti  o  non
osserva  i  periodi di pausa entro i limiti stabiliti dal regolamento
ovvero  non  osserva  i  periodi  di  riposo  prescritti  ovvero   e'
sprovvisto  del libretto individuale di controllo o dell'estratto del
registro di servizio o della copia dell'orario di servizio di cui  al
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una  somma  da  lire  centomila  a  lire  quattrocentomila. La stessa
sanzione  si  applica  agli  altri  membri  dell'equipaggio  che  non
osservano le dette prescrizioni.
  4.  Chiunque  non ha con se' o tiene in modo incompleto o altera il
libretto individuale  di  controllo  o  l'estratto  del  registro  di
servizio  o  copia  dell'orario di servizio e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  da  lire  cinquantamila  a
lire duecentomila, salvo che il fatto costituisca reato.
  5.  Per  le  violazioni  alle  norme  di  cui  al presente articolo
l'impresa, da cui dipende il lavoratore al  quale  la  violazione  si
riferisce,  e'  obbligata  in solido con l'autore della violazione al
pagamento della somma dovuta.
  6. L'impresa che, nell'esecuzione dei  trasporti,  non  osserva  le
disposizioni  contenute  nel  regolamento  e  non  tiene  i documenti
prescritti o li detiene scaduti, incompleti o  alterati  e'  soggetta
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
duecentomila a lire  ottocentomila  per  ciascun  dipendente  cui  la
violazione si riferisce, salvo che il fatto costituisca reato.
  7. Nel caso di ripetute inadempienze, tenuto conto anche della loro
entita'  e  frequenza, l'impresa che effettua trasporto di persone in
servizio non di linea o di cose incorre  nella  sospensione,  per  un
periodo   da   uno  a  tre  mesi,  dell'autorizzazione  al  trasporto
riguardante il veicolo cui le infrazioni si riferiscono se, a seguito
di diffida da parte dell'autorita'  competente  a  regolarizzare  nel
termine di trenta giorni la sua posizione, non vi abbia provveduto.
  8.  Qualora  l'impresa,  malgrado il provvedimento adottato a norma
del comma 7, sia recidiva, anche nell'eventuale  esercizio  di  altri
servizi  di  trasporto,  incorre  nella revoca dell'autorizzazione al
trasporto.
  9. Le stesse sanzioni si  applicano  alle  imprese  che  effettuano
trasporto di persone in servizio di linea.
  10.  Le  sanzioni della sospensione e delle revoca, di cui ai commi
7,  8  e  9,  sono  adottate   dall'autorita'   che   ha   rilasciato
l'autorizzazione.
  11.  Contro i provvedimenti di revoca e' ammesso ricorso gerarchico
entro trenta giorni al Ministro dei trasporti, il quale decide  entro
sessanta giorni.
                            Art. 179 (a).
                           Cronotachigrafo
  1. I veicoli devono circolare provvisti di cronotachigrafo, con  le
caratteristiche  e  le  modalita' d'impiego stabilite nel regolamento
CEE n. 3821/85 (b), nei casi previsti dal regolamento stesso.
  2.  Chiunque   circola   con   un   autoveicolo   non   munito   di
cronotachigrafo, nei casi in cui esso e' previsto, ovvero circola con
autoveicolo  munito  di un cronotachigrafo avente caratteristiche non
rispondenti a quelle  fissate  nel  regolamento  o  non  funzionante,
oppure  non  inserisce  il  foglio di registrazione, e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  unmilione
a  lire  quattromilioni.  La  sanzione  amministrativa  pecuniaria e'
raddoppiata nel caso che l'infrazione riguardi  la  manomissione  dei
sigilli o l'alterazione del cronotachigrafo.
  3.  Il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di
cose  che  mette   in   circolazione   un   veicolo   sprovvisto   di
cronotachigrafo  e  dei  relativi  fogli di registrazione, ovvero con
cronotachigrafo manomesso oppure non funzionante,  e'  soggetto  alla
sanzione  amministrativa del pagamento di una somma da lire unmilione
a lire quattromilioni.
  4. Qualora siano accertate nel corso di un anno tre violazioni alle
norme di cui  al  comma  3,  l'ufficio  provinciale  della  Direzione
generale   della   M.C.T.C.  applica  la  sanzione  accessoria  della
sospensione della licenza o autorizzazione, relativa al  veicolo  con
il quale le violazioni sono state commesse, per la durata di un anno.
La sospensione si cumula alle sanzioni pecuniarie previste.
  5. Se il conducente del veicolo o il datore di lavoro e il titolare
della  licenza  o  dell'autorizzazione al trasporto di cose su strada
sono la stessa persona, le sanzioni previste sono applicate una  sola
volta nella misura stabilita per la sanzione piu' grave.
  6.  Per  le  violazioni  di cui al comma 3, le violazioni accertate
devono essere  comunicate  all'ufficio  provinciale  della  Direzione
generale   della   M.C.T.C.   presso  il  quale  il  veicolo  risulta
immatricolato.
  7. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni previste dai  commi
precedenti,   il   funzionario   o   l'agente  che  ha  accertato  la
circolazione di veicolo con cronotachigrafo mancante, manomesso o non
funzionante diffida il  conducente  con  annotazione  sul  verbale  a
regolarizzare  la  strumentazione  entro  un termine di dieci giorni.
Qualora il conducente ed il titolare della licenza od  autorizzazione
non  siano  la stessa persona, il predetto termine decorre dalla data
di ricezione della  notifica  del  verbale,  da  effettuare  al  piu'
presto.
  8.  Decorso inutilmente il termine di dieci giorni dalla diffida di
cui al comma 7, durante i quali trova applicazione l'articolo 16  del
regolamento CEE n. 3821/85 (b) , e' disposto, in caso di circolazione
del  veicolo,  il (( fermo )) amministrativo dello stesso. Il veicolo
verra' restituito dopo un mese  al  proprietario  o  all'intestatario
della carta di circolazione.
  9.  Alla  violazione  di  cui  al  comma  2  consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da
quindici giorni a tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione  II,
del titolo VI.
  10.  Gli articoli 15, 16 e 20 della legge 13 novembre 1978, n. 727,
sono abrogati (c). Per le restanti  norme  della  legge  13  novembre
1978,  n.  727,  e  successive  modificazioni  (c),  si  applicano le
disposizioni del titolo VI. Nel caso di  accertamento  di  violazioni
alle  disposizioni  di  cui  ai  commi  2 e 3, il verbale deve essere
inviato all'ufficio metrico provinciale per le  necessarie  verifiche
del  ripristino  della  regolarita' di funzionamento dell'apparecchio
cronotachigrafo.
                            Art. 180 (a).
          Possesso dei documenti di circolazione e di guida
  1. Per poter circolare con veicoli  a  motore  il  conducente  deve
avere con se' i seguenti documenti:
   a)  la carta di circolazione o il certificato di idoneita' tecnica
alla circolazione del veicolo;
   b) la patente di guida valida per la corrispondente categoria  del
veicolo;
   c)   l'autorizzazione   per  l'esercitazione  alla  guida  per  la
corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di  guida
di   cui   alla   lettera  b),  nonche'  un  documento  personale  di
riconoscimento;
   d) il certificato di assicurazione obbligatoria.
  2. La persona che funge da istruttore durante le  esercitazioni  di
guida  deve avere con se' la patente di guida prescritta; se trattasi
di istruttore di scuola guida deve aver con se' anche l'attestato  di
qualifica professionale di cui all'art. 123, comma 7.
  3.  Il  conducente deve, altresi', avere con se' l'autorizzazione o
la licenza quando il veicolo e' impiegato in uno degli  usi  previsti
dall'art. 82.
  4.  Quando  l'autoveicolo  sia  adibito  ad  uso  diverso da quello
risultante dalla carta di circolazione ovvero quando il  veicolo  sia
in  circolazione  di  prova,  il  conducente  deve  avere  con se' la
relativa autorizzazione.
  5. Il conducente deve avere con se' il certificato di  abilitazione
professionale (( e il certificato di idoneita', quando prescritti. ))
  6.  Il  conducente  di  ((  ciclomotore  ))  deve  avere con se' il
certificato di (( idoneita' tecnica )) del veicolo e un documento  di
riconoscimento.
  7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila. Quando si tratta di ciclomotori la
sanzione e' da lire trentamila a lire centoventimila.
  8. Chiunque senza  giustificato  motivo  non  ottempera  all'invito
dell'autorita' di presentarsi, entro il termine stabilito nell'invito
medesimo,  ad  uffici  di  polizia per fornire informazioni o esibire
documenti ai fini dell'accertamento delle  violazioni  amministrative
previste   dal   presente   codice,   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire  cinquecentomila  a
lire duemilioni.
                              Art. 181.
          Esposizione dei contrassegni per la circolazione
  1. E' fatto obbligo di esporre  sugli  autoveicoli  e  motoveicoli,
esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il
contrassegno  attestante  il  pagamento della tassa automobilistica e
quello relativo all'assicurazione obbligatoria.
  2.  I  conducenti  di  motocicli  e  ciclomotori   sono   esonerati
dall'obbligo di cui al comma 1 purche' abbiano con se' i contrassegni
stessi.
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
trentamila a lire centoventimila.  Si  applica  la  disposizione  del
comma 8 dell'art. 180.
                            Art. 182 (a).
                     Circolazione dei velocipedi
  1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui
le condizioni della  circolazione  lo  richiedano  e,  comunque,  mai
affiancati  in  numero  superiore  a  due; quando circolano fuori dai
centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo  che  uno
di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro.
  2.  I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani
e reggere il manubrio almeno con una  mano;  essi  devono  essere  in
grado  in  ogni  momento  di vedere liberamente davanti a se', ai due
lati e compiere con la massima liberta',  prontezza  e  facilita'  le
manovre necessarie.
  3.  Ai  ciclisti  e'  vietato  trainare  veicoli,  salvo  nei  casi
consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da
altro veicolo.
  4. I ciclisti devono condurre il veicolo  a  mano  quando,  per  le
condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i
pedoni.  In  tal  caso  sono  assimilati  ai pedoni e devono usare la
comune diligenza e la comune prudenza.
  5. E' vietato trasportare altre persone sul velocipede a  meno  che
lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato. E' consentito
tuttavia  al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a
otto anni di eta', opportunamente assicurato con le attrezzature,  ((
di cui all'art. 68, comma 5. ))
  6.  I  velocipedi  appositamente  costruiti  ed  omologati  per  il
trasporto di altre persone oltre al conducente ((  devono  ))  essere
condotti,   se   a   piu'  di  due  ruote  simmetriche,  ((  solo  da
quest'ultimo. ))
  7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare piu' di
quattro persone adulte compresi i conducenti; e' consentito anche  il
trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di eta'.
  8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l'art. 170.
  9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando
esistono,  salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le
modalita' stabilite nel regolamento.
  10.  Chiunque  viola  le  disposizioni  del  presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire trentamila  a  lire  centoventimila.  La  sanzione  e'  da  lire
cinquantamila  a  lire duecentomila quando si tratta di velocipedi di
cui al comma 6.
                              Art. 183.
 Circolazione dei veicoli a trazione animale ))                  ))
  1. Ogni veicolo a  trazione  animale  deve  essere  guidato  da  un
conducente  che non deve mai abbandonare la guida durante la marcia e
deve avere costantemente il controllo degli animali.
  2. Un veicolo adibito al trasporto di persone o di  cose  non  puo'
essere  trainato  da  piu' di due animali se a due ruote o da piu' di
quattro se a quattro ruote. Fanno eccezione i trasporti funebri.
  3. I veicoli adibiti al trasporto di cose, quando  devono  superare
forti  pendenze  o  per  altre  comprovate necessita', possono essere
trainati da un numero di animali  superiore  a  quello  indicato  nel
comma  2  previa  autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
Nei centri abitati l'autorizzazione e' rilasciata in  ogni  caso  dal
sindaco.
  4.  I  veicoli  trainati  da  piu'  di tre animali devono avere due
conducenti.
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
trentamila a lire centoventimila.
                            Art. 184 (a).
      Circolazione degli animali, degli armenti e delle greggi
  1. Per ogni due animali da tiro, quando non siano attaccati  ad  un
veicolo, da soma o da sella, e per ogni animale indomito o pericoloso
occorre  almeno  un  conducente, il quale deve avere costantemente il
controllo dei medesimi e condurli in  modo  da  evitare  intralcio  e
pericolo per la circolazione.
  2.  La disposizione del comma 1 si applica anche agli altri animali
isolati o in piccoli gruppi, a meno che la strada attraversi una zona
destinata al pascolo, segnalata con gli appositi segnali di pericolo.
  3. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, ad eccezione per le
strade sufficientemente illuminate o interne  ai  centri  abitati,  i
conducenti  devono  tenere  acceso un dispositivo di segnalazione che
proietti in orizzontale luce arancione in tutte le direzioni, esposto
in modo che risulti visibile sia  dalla  parte  anteriore  che  dalla
parte posteriore.
  4. A tergo dei veicoli a trazione animale possono essere legati non
piu'  di  due animali senza obbligo di conducente e delle luci di cui
al comma 3. Tuttavia nei casi previsti dall'art. 152 tali animali non
dovranno ostacolare la visibilita' delle luci previste per il veicolo
a cui sono legati.
  5. Gli armenti, le greggi e qualsiasi altre moltitudini di  animali
quando  circolano  su  strada  devono essere condotti da un guardiano
fino al numero di (( cinquanta )) e da non meno di due per un  numero
superiore.
  6.  I  guardiani  devono regolare il transito degli animali in modo
che resti libera sulla sinistra almeno la  meta'  della  carreggiata.
Sono, altresi', tenuti a frazionare e separare i gruppi di animali ((
superiori  al  numero di cinquanta )) ad opportuni intervalli al fine
di assicurare la regolarita' della circolazione.
  7. Le moltitudini di animali di cui al comma 5 non possono  sostare
sulle  strade  e, di notte, devono essere precedute da un guardiano e
seguite da un altro; ambedue devono tenere acceso un  dispositivo  di
segnalazione  che  proietti in orizzontale luce arancione in tutte le
direzioni, esposto in modo  che  risulti  visibile  sia  dalla  parte
anteriore che da quella posteriore.
  8. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da lire
cinquantamila a lire duecentomila.
                            Art. 185 (a).
               Circolazione e sosta delle autocaravan
  1. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera m), ai fini della
circolazione stradale  in  genere  ed  agli  effetti  dei  divieti  e
limitazioni  previsti negli articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa
disciplina prevista per gli altri veicoli.
  2. La sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale
non costituisce campeggio, attendamento e simili se l'autoveicolo non
poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi  propri,
salvo  quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede
stradale in  misura  eccedente  l'ingombro  proprio  dell'autoveicolo
medesimo.
  3.  Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle autocaravan si
applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate  per
le autovetture in analoghi parcheggi della zona.
  4.  E' vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare
e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti
di smaltimento igienico-sanitario.
  5. Il divieto di  cui  al  comma  4  e'  esteso  anche  agli  altri
autoveicoli dotati di appositi impianti interni di raccolta.
  6.  Chiunque viola le disposizioni dei commi 4 e 5 e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire  centomila
a lire quattrocentomila.
  7.  Nel  regolamento sono stabiliti i criteri per la realizzazione,
lungo le strade e autostrade, nelle aree  attrezzate  riservate  alla
sosta  e  al parcheggio delle autocaravan e nei campeggi, di impianti
igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici  e  le  acque
chiare  e  luride,  raccolti negli appositi impianti interni di detti
veicoli, (( le tariffe per l'uso degli impianti igienico-sanitari, ))
nonche' i criteri per l'istituzione da parte dei comuni  di  analoghe
aree  attrezzate  nell'ambito  dei  rispettivi territori e l'apposito
segnale stradale col quale deve essere indicato ogni impianto.
  8. Con decreto del Ministro  della  sanita',  di  concerto  con  il
Ministro  dell'ambiente,  sono  determinate  le  caratteristiche  dei
liquidi e delle  sostanze  chimiche  impiegati  nel  trattamento  dei
residui  organici  e delle acque chiare e luride fatti defluire negli
impianti igienico-sanitari di cui al comma 4.
                              Art. 186.
                 Guida sotto l'influenza dell'alcool
  1. E' vietato guidare in stato di ebrezza in  conseguenza  dell'uso
di bevande alcooliche.
  2.  Chiunque  guida in stato di ebrezza e' punito, ove il fatto non
costituisca piu' grave reato, con l'arresto fino ad  un  mese  e  con
l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni. All'accertamento
del  reato  consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria  della
sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi, ovvero da un
mese a sei mesi quando lo stesso soggetto compie piu' violazioni  nel
corso di un anno, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.
  3.  Il  veicolo,  qualora non possa essere guidato da altra persona
idonea,  puo'  essere  fatto  trainare   fino   al   luogo   indicato
dall'interessato  o  fino  alla piu' vicina autorimessa e lasciato in
consegna al proprietario o gestore di essa con  le  normali  garanzie
per la custodia.
  4. In caso di incidente o quando si abbia motivo di ritenere che il
conducente  del veicolo si trovi in stato di alterazione psico-fisica
derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di polizia  stradale
di cui all'art. 12 hanno la facolta' di effettuare l'accertamento con
strumenti e procedure determinati dal regolamento.
  5. Qualora dall'accertamento risulti un valore corrispondente ad un
tasso  alcoolemico  superiore  ai  limiti  stabiliti dal regolamento,
l'interessato e' considerato  in  stato  di  ebrezza  ai  fini  della
applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
  6.  In  caso  di  rifiuto  dell'accertamento  di cui al comma 4, il
conducente e' punito, salvo  che  il  fatto  costituisca  piu'  grave
reato,  con  l'arresto  fino  a  un  mese  e  con  l'ammenda  da lire
cinquecentomila a lire duemilioni.
                            Art. 187 (a).
          Guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti
  1. E' vietato guidare in ((  condizioni  di  alterazione  fisica  e
psichica   correlata   con   l'uso  ))  di  sostanze  stupefacenti  o
psicotrope.
  2. In caso di incidente o quando si ha  ragionevolmente  motivo  di
ritenere  che  il  conducente del veicolo si trovi (( sotto l'effetto
conseguente all'uso )) di sostanze  stupefacenti  o  psicotrope,  gli
agenti  di  polizia  stradale  di  cui  all'art.  12, fatti salvi gli
ulteriori  obblighi  previsti  dalla  legge,  ((  hanno  facolta'  di
accompagnare  il  conducente  presso  le  strutture  pubbliche di cui
all'art. 2, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale  12  luglio
1990,  n.  186 (b), per il prelievo di campioni di liquidi biologici.
Lo stato di alterazione fisica e psichica )) sara' accertato  con  le
modalita'  stabilite  con  decreto  del  Ministro  della  sanita', di
concerto con i Ministri dell'interno e dei lavori pubblici. Copia del
referto sanitario positivo deve essere tempestivamente  trasmessa,  a
cura  dell'organo  di  polizia che ha proceduto agli accertamenti, al
prefetto (( del luogo della commessa violazione )) per gli  eventuali
provvedimenti di competenza.
  3.  Il  prefetto,  sulla  base  della certificazione rilasciata dai
centri di cui al comma 2, ordina che il guidatore  sia  sottoposto  a
visita  medica  ai  sensi  dell'art.  119  e  puo'  disporre,  in via
cautelare, la sospensione  della  patente  di  guida  fino  all'esito
dell'esame  di  revisione,  che  deve avvenire, comunque, nel termine
indicato dal regolamento.
  4. Si applicano le disposizioni (( dei commi 2  e  3  ))  dell'art.
186.
(( 5. In caso di rifiuto dell'accertamento di cui al comma 2, il   ))
(( conducente e' punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave ))
(( reato, con l'arresto fino a un mese e con l'ammenda da lire     ))
(( cinquecentomila a lire duemilioni. ))                           ))
                              Art. 188.
                  Circolazione e sosta dei veicoli
                   al servizio di persone invalide
  1. Per la circolazione e la sosta dei  veicoli  al  servizio  delle
persone  invalide  gli  enti  proprietari della strada sono tenuti ad
allestire e mantenere  apposite  strutture,  nonche'  la  segnaletica
necessaria, per consentire ed agevolare la mobilita' di esse, secondo
quanto stabilito nel regolamento.
  2.  I  soggetti  legittimati ad usufruire delle strutture di cui al
comma 1 sono autorizzati dal sindaco del comune di residenza nei casi
e con limiti determinati dal regolamento  e  con  le  formalita'  nel
medesimo indicate.
  3.  I  veicoli  al servizio di persone invalide autorizzate a norma
del comma 2 non sono tenuti all'obbligo del rispetto  dei  limiti  di
tempo  se  lasciati  in  sosta  nelle  aree  di  parcheggio  a  tempo
determinato.
  4. Chiunque usufruisce delle strutture di cui  al  comma  1,  senza
avere  l'autorizzazione  prescritta  dal  comma  2  o  ne  faccia uso
improprio, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma da lire centomila a lire quattrocentomila.
  5.  Chiunque  usa  delle  strutture di cui al comma 1, pur avendone
diritto, ma  non  osservando  le  condizioni  ed  i  limiti  indicati
nell'autorizzazione  prescritta dal comma 2 e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  da  lire  cinquantamila  a
lire duecentomila.
                              Art. 189.
                 Comportamento in caso di incidente
  1.  L'utente  della  strada,  in   caso   di   incidente   comunque
ricollegabile  al  suo  comportamento,  ha l'obbligo di fermarsi e di
prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano
subito danno alla persona.
  2. Le persone coinvolte in un incidente devono porre in  atto  ogni
misura  idonea  a  salvaguardare  la  sicurezza della circolazione e,
compatibilmente con tale esigenza,  adoperarsi  affinche'  non  venga
modificato  lo  stato  dei  luoghi  e  disperse  le  tracce utili per
l'accertamento delle responsabilita'.
  3. Ove dall'incidente  siano  derivati  danni  alle  sole  cose,  i
conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono inoltre,
ove  possibile,  evitare  intralcio  alla  circolazione,  secondo  le
disposizioni  dell'art.  161.  Gli  agenti  in  servizio  di  polizia
stradale,  in  tali  casi,  dispongono  l'immediata rimozione di ogni
intralcio  alla  circolazione,  salva  soltanto   l'esecuzione,   con
assoluta  urgenza,  degli eventuali rilievi necessari per appurare le
modalita' dell'incidente.
  4. In ogni caso i conducenti devono, altresi', fornire  le  proprie
generalita',  nonche'  le  altre  informazioni  utili,  anche ai fini
risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti,
comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.
  5. Chiunque, nelle condizioni di cui  al  comma  1,  non  ottempera
all'obbligo  di  fermarsi  in  caso di incidente, con danno alle sole
cose, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di  una
somma da lire duecentomila a lire ottocentomila.
  6.  Chiunque,  nelle  condizioni  di  cui  al  comma  1, in caso di
incidente con  danno  alle  persone,  non  ottempera  all'obbligo  di
fermarsi  e'  punito  con  la  reclusione  fino  a  quattro  mesi. Il
conducente che si sia dato alla fuga e' in  ogni  caso  passibile  di
arresto.  Si  applica  la  sanzione  amministrativa  accessoria della
sospensione della patente di guida da tre mesi ad un anno,  ai  sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI.
  7.  Chiunque,  nelle  condizioni  di  cui al comma 1, non ottempera
all'obbligo di prestare l'assistenza occorrente alle  persone  ferite
e'  punito con la reclusione fino a dodici mesi e con la multa fino a
lire duemilioni.
  8. Il conducente che si fermi e, occorrendo,  presti  assistenza  a
coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente
a   disposizione   degli   organi   di  polizia  giudiziaria,  quando
dall'incidente derivi il delitto di omicidio  colposo  o  di  lesioni
personali  colpose, non e' soggetto all'arresto stabilito per il caso
di flagranza di reato.
  9. Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3  e
4 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire centomila a lire quattrocentomila.
                            Art. 190 (a).
                      Comportamento dei pedoni
  1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle  banchine,  sui
viali  e  sugli  altri  spazi  per  essi  predisposti; qualora questi
manchino,  siano  ingombri,  interrotti   o   insufficienti,   devono
circolare  sul  margine  della carreggiata opposto al senso di marcia
dei veicoli in modo da causare il  minimo  intralcio  possibile  alla
circolazione.  Fuori  dei  centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di
circolare in senso opposto a  quello  di  marcia  dei  veicoli  sulle
carreggiate  a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla
direzione di marcia dei veicoli quando si  tratti  di  carreggiata  a
senso  unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a
mezz'ora prima  del  suo  sorgere,  ai  pedoni  che  circolano  sulla
carreggiata   di   strade   esterne   ai  centri  abitati,  prive  di
illuminazione pubblica, e' fatto obbligo di marciare su unica fila.
  2. I pedoni, per attraversare la carreggiata,  devono  servirsi  ((
degli   attraversamenti   ))   pedonali,   dei  sottopassaggi  e  dei
sovrappassaggi. Quando questi non esistono, o distano piu'  di  cento
metri  dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la
carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria
ad evitare situazioni di pericolo per se' o per altri.
  3. E' vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni;
e' inoltre vietato attraversare le piazze e  i  larghi  al  di  fuori
degli  attraversamenti  pedonali,  qualora  esistano, anche se sono a
distanza superiore a quella indicata nel comma 2.
  4. E' vietato ai pedoni  sostare  o  indugiare  sulla  carreggiata,
salvo i casi di necessita'; e', altresi', vietato, sostando in gruppo
sui   marciapiedi,   sulle  banchine  o  presso  gli  attraversamenti
pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.
  5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona
sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la  precedenza  ai
conducenti.
  6.  E'  vietato  ai  pedoni  effettuare  l'attraversamento stradale
passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle
fermate.
(( 7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche  ))
(( se asservite da motore, con le limitazioni di cui all'art. 46,  ))
(( possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni. ))
(( ))                                                              ))
  8. La circolazione mediante tavole, pattini od  altri  acceleratori
di andatura e' vietata sulla carreggiata delle strade.
  9. E' vietato effettuare sulle carreggiate (( giochi, allenamenti e
manifestazioni  )) sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai
pedoni e' vietato usare tavole,  pattini  od  altri  acceleratori  di
andatura  che  possano  creare  situazioni  di pericolo per gli altri
utenti.
  10.  Chiunque  viola  le  disposizioni  del  presente  articolo  e'
soggetto  alla  sanzione  ammnistrativa del pagamento di una somma da
lire trentamila a lire centoventimila.
                              Art. 191.
        Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni
  1. Quando il traffico non e' regolato da agenti o  da  semafori,  i
conducenti  devono  dare  la precedenza, rallentando e all'occorrenza
fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti  pedonali.
I  conducenti  che  svoltano per inoltrarsi in un'altra strada al cui
ingresso  si  trova  un  attraversamento  pedonale  devono  dare   la
precedenza,  rallentando  e  all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che
transitano sull'attraversamento medesimo,  quando  ad  essi  non  sia
vietato il passaggio.
  2. Sulle strade sprovviste di attraversamenti pedonali i conducenti
devono    consentire    al    pedone,   che   abbia   gia'   iniziato
l'attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungere  il  lato
opposto in condizioni di sicurezza.
  3.  I  conducenti  devono  fermarsi quando una persona invalida con
ridotte capacita' motorie o  su  carrozzella,  o  munita  di  bastone
bianco,   o   accompagnata  da  cane  guida,  o  comunque  altrimenti
riconoscibile,  attraversa   la   carreggiata   o   si   accinge   ad
attraversarla  e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che
possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini  o
di  anziani,  quando  sia  ragionevole  prevederli  in relazione alla
situazione di fatto.
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  lire
centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 192.
            Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti
  1. Coloro  che  circolano  sulle  strade  sono  tenuti  a  fermarsi
all'invito  dei  funzionari,  ufficiali  ed  agenti  ai  quali spetta
l'espletamento dei servizi  di  polizia  stradale,  quando  siano  in
uniforme o muniti dell'apposito segnale distintivo.
  2. I conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei
funzionari,  ufficiali e agenti indicati nel comma 1, il documento di
circolazione e la patente di  guida,  se  prescritti,  e  ogni  altro
documento  che,  ai  sensi  delle  norme  in  materia di circolazione
stradale, devono avere con se'.
  3. I funzionari, ufficiali ed agenti, di cui ai  precedenti  commi,
possono:
    a)  procedere  ad  ispezioni  del  veicolo  al fine di verificare
l'osservanza   delle   norme   relative   alle   caratteristiche    e
all'equipaggiamento del veicolo medesimo;
    b)  ordinare  di  non  proseguire  la  marcia al conducente di un
veicolo,  qualora  i  dispositivi  di  segnalazione   visiva   e   di
illuminazione  o i pneumatici presentino difetti o irregolarita' tali
da determinare grave pericolo per  la  propria  e  altrui  sicurezza,
tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;
    c)  ordinare  ai  conducenti  dei  veicoli  sprovvisti  di  mezzi
antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o  di
proseguire la marcia con l'osservanza di specifiche cautele.
  4.  Gli  organi  di  polizia  giudiziaria  e  di pubblica sicurezza
possono, per controlli necessari ai fini dell'espletamento  del  loro
servizio, formare posti di blocco e, in tal caso, usare mezzi atti ad
assicurare,  senza  pericolo  di  incidenti,  il graduale arresto dei
veicoli che non si fermino nonostante l'ordine  intimato  con  idonei
segnali.  Le  caratteristiche di detti mezzi, nonche' le condizioni e
le modalita'  del  loro  impiego,  sono  stabilite  con  decreto  del
Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri dei lavori pubblici
e di grazia e giustizia.
  5.  I  conducenti  devono  ottemperare  alle  segnalazioni  che  il
personale militare, anche non coadiuvato  dal  personale  di  polizia
stradale  di  cui  all'art. 12, comma 1, impartisce per consentire la
progressione del convoglio militare.
  6. Chiunque viola gli obblighi di cui ai commi  1,  2,  3  e  5  e'
soggetto  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire centomila a lire quattrocentomila.
  7. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4, ove  il  fatto
non  costituisca piu' grave reato, e' punito con l'arresto fino a tre
mesi e con l'ammenda da lire centomila a lire quattrocentomila.
                              Art. 193.
        Obbligo dell'assicurazione di responsabilita' civile
  1. I veicoli a motore senza guida di rotaie, compreso i filoveicoli
e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione  sulla  strada
senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di
legge sulla responsabilita' civile verso terzi.
  2.  Chiunque  circola  senza  la  copertura  dell'assicurazione  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
lire unmilione a lire quattromilioni.
  3.  La  sanzione  amministrativa di cui al comma 2 e' ridotta ad un
quarto quando l'assicurazione  del  veicolo  per  la  responsabilita'
verso  i  terzi  sia  comunque  resa  operante  nei  quindici  giorni
successivi al termine di cui all'art. 1901, secondo comma, del codice
civile (a).
  4. Si applicano gli articoli 13, comma terzo, e  21,  comma  primo,
della legge 24 novembre 1981, n. 689 (b).
									TITOLO VI*DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE*CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI*Capo I*DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI*Sezione I - Degli illeciti amministrativi importanti sanzioni*amministrative pecuniarie ed applicazione di queste ultime*
Art. 194. Disposizioni di carattere generale 1. In tutte le ipotesi in cui il presente codice prevede che da una determinata violazione consegua una sanzione amministrativa pecuniaria, si applicano le disposizioni generali contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (a), salve le modifiche e le deroghe previste dalle norme del presente capo.
                            Art. 195 (a).
        Applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
  1. La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento  di
una somma di danaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato
dalla  singola  norma, sempre entro il limite minimo generale di lire
trentamila ed il limite massimo generale di lire quattromilioni. Tale
limite massimo generale puo' essere superato solo quando si tratti di
sanzioni proporzionali, ovvero di piu' violazioni ai sensi  dell'art.
198, ovvero nelle ipotesi di aggiornamento di cui al comma 3.
  2.  Nella  determinazione  della sanzione amministrativa pecuniaria
fissata dal presente codice,  tra  un  limite  minimo  ed  un  limite
massimo,  si  ha  riguardo  alla gravita' della violazione, all'opera
svolta  dall'agente   per   l'eliminazione   o   attenuazione   delle
conseguenze  della  violazione,  nonche'  alla  personalita'  ((  del
trasgressore )) e alle sue condizioni economiche.
  3. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie e' aggiornata
ogni  due  anni  in  misura  pari  all'intera  variazione,  accertata
dall'ISTAT,  dell'indice  dei  prezzi  al  consumo per le famiglie di
operai e  impiegati  (media  nazionale)  verificatasi  nei  due  anni
precedenti.  All'uopo,  entro  il  1  dicembre  di  ogni  biennio, il
Ministro di grazia e  giustizia,  di  concerto  con  i  Ministri  del
tesoro,  dei  lavori  pubblici,  dei trasporti e per i problemi delle
aree urbane, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i  nuovi  limiti
delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie,  che  si applicano dal 1
gennaio dell'anno successivo. Tali  limiti  possono  superare  quelli
massimi di cui al comma 1.
                            Art. 196 (a).
                      Principio di solidarieta'
  1. Per  le  violazioni  punibili  con  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria   il   proprietario   del   veicolo,   o,   in  sua  vece,
l'usufruttuario,  l'acquirente  con  patto  di  riservato  dominio  o
l'utilizzatore  a  titolo  di  locazione finanziaria, e' obbligato in
solido con l'autore della violazione  al  pagamento  della  somma  da
questi  dovuta,  se  non  prova  che  la  circolazione del veicolo e'
avvenuta contro la sua volonta'. Nelle ipotesi  di  cui  all'art.  84
risponde   solidalmente   il  locatario  ((  e,  per  i  ciclomotori,
l'intestatario del contrassegno di identificazione. ))
  2. Se la violazione e' commessa da persona capace di intendere e di
volere, ma soggetta all'altrui autorita', direzione o  vigilanza,  la
persona rivestita dell'autorita' o incaricata della direzione o della
vigilanza  e'  obbligata, in solido con l'autore della violazione, al
pagamento della somma da questi dovuta, salvo che provi di  non  aver
potuto impedire il fatto.
  3. Se la violazione e' commessa dal rappresentante o dal dipendente
di  una  persona  giuridica  o  di  un  ente  o associazione privi di
personalita' giuridica o comunque da un imprenditore,  nell'esercizio
delle  proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l'ente o
associazione o l'imprenditore e' obbligato, in  solido  con  l'autore
della violazione, al pagamento della somma da questi dovuta.
  4.  Nei  casi  di  cui  ai  commi 1, 2 e 3, chi ha versato la somma
stabilita per la violazione ha diritto di regresso per  l'intero  nei
confronti dell'autore della violazione stessa.
                              Art. 197.
                Concorso di persone nella violazione
  1. Quando piu' persone concorrono in una violazione, per  la  quale
e'   stabilita   una  sanzione  amministrativa  pecuniaria,  ciascuna
soggiace alla sanzione per la violazione prevista, salvo che la legge
disponga diversamente.
                              Art. 198.
                      Piu' violazioni di norme
          che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie
  1. Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge,  chi  con  una
azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni
amministrative  pecuniarie,  o  commette piu' violazioni della stessa
disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione  piu'
grave aumentata fino al triplo.
  2.  In deroga a quanto disposto nel comma 1, nell'ambito delle aree
pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato, il trasgressore  ai
divieti  di  accesso  e  agli  altri  singoli  obblighi  e  divieti o
limitazioni  soggiace  alle  sanzioni  previste  per   ogni   singola
violazione.
                              Art. 199.
               Non trasmissibilita' dell'obbligazione
  1. L'obbligazione di pagamento a titolo di sanzione  amministrativa
pecuniaria non si trasmette agli eredi.
                              Art. 200.
          Contestazione e verbalizzazione delle violazioni
  1. La violazione, quando e' possibile, deve  essere  immediatamente
contestata   tanto  al  trasgressore  quanto  alla  persona  che  sia
obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.
  2.  Dell'avvenuta  contestazione  deve   essere   redatto   verbale
contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono che vi
siano inserite. Nel regolamento e' indicato il relativo modello.
  3.  Copia  del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se
presente, alla persona obbligata in solido.
  4. Copia del verbale e'  consegnata  immediatamente  all'ufficio  o
comando da cui dipende l'agente accertatore.
                            Art. 201 (a).
                   Notificazione delle violazioni
  1.  Qualora  la  violazione   non   possa   essere   immediatamente
contestata,  il  verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della
violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile
la  contestazione  immediata,  deve,  entro   centocinquanta   giorni
dall'accertamento,  essere  notificato  all'effettivo trasgressore o,
quando questi non sia stato identificato e si  tratti  di  violazione
commessa  dal  conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad
uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta  dai  pubblici
registri  alla data dell'accertamento. Se si tratta di ciclomotore la
notificazione deve essere fatta (( all'intestatario del  contrassegno
di  identificazione.  )) Qualora l'effettivo trasgressore o altro dei
soggetti indicati sia identificato successivamente, la  notificazione
puo'  essere  effettuata  agli  stessi  entro  centocinquanta  giorni
dall'identificazione. Per i residenti  all'estero  la  notifica  deve
essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento.
  2.  Qualora la residenza, la dimora o il domicilio del soggetto cui
deve essere effettuata la notifica non siano noti, la notifica stessa
non e' obbligatoria nei confronti di quel soggetto e si effettua agli
altri soggetti di cui al comma 1.
  3. Alla notificazione si provvede a  mezzo  degli  organi  indicati
nell'art.   12,   ((   dei   messi   comunali  o  di  un  funzionario
dell'amministrazione  che  ha  accertato  la  violazione  ))  con  le
modalita'  previste  dal  codice  di procedura civile, ovvero a mezzo
della posta,  secondo  le  norme  sulle  notificazioni  a  mezzo  del
servizio postale. Comunque, le notificazioni si intendono validamente
eseguite  quando  siano  fatte  alla  residenza, domicilio o sede del
soggetto, risultante dalla  carta  di  circolazione  o  dall'archivio
nazionale  dei  veicoli  istituito presso la Direzione generale della
M.C.T.C. o dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente.
  4. Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a  carico
di   chi   e'  tenuto  al  pagamento  della  sanzione  amministrativa
pecuniaria.
  5. L'obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a  titolo
di  sanzione amministrativa pecuniaria, si estingue nei confronti del
soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel  termine
prescritto.
                            Art. 202 (a).
                     Pagamento in misura ridotta
  1. Per le violazioni per le quali il presente codice stabilisce una
sanzione amministrativa pecuniaria, (( ferma restando  l'applicazione
delle  eventuali sanzioni accessorie, )) il trasgressore e' ammesso a
pagare,  entro  sessanta   giorni   dalla   contestazione   o   dalla
notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme.
  2.  Il  trasgressore  puo'  corrispondere  la  somma  dovuta presso
l'ufficio dal quale dipende l'agente accertatore oppure  a  mezzo  di
versamento in conto corrente postale, oppure, se l'amministrazione lo
prevede,  a  mezzo  di conto corrente bancario. All'uopo, nel verbale
contestato o  notificato  devono  essere  indicate  le  modalita'  di
pagamento,  con  il  richiamo  delle  norme  sui  versamenti in conto
corrente postale, o,  eventualmente,  su  quelli  in  conto  corrente
bancario.
  3.  Il  pagamento  in  misura  ridotta  non e' consentito quando il
trasgressore non abbia  ottemperato  all'invito  a  fermarsi  ovvero,
trattandosi  di  conducente  di veicolo a motore, si sia rifiutato di
esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi
altro documento che, ai sensi delle presenti norme, deve avere
(( )) con se'; (( in tal caso il verbale di contestazione della    ))
(( violazione deve essere trasmesso al prefetto entro dieci giorni ))
(( dall'identificazione. ))                                        ))
                            Art. 203 (a).
                         Ricorso al prefetto
  1. Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'art. 196, nel
termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione,
qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura  ridotta  nei
casi  in  cui e' consentito, possono proporre ricorso al prefetto del
luogo della commessa violazione, da presentarsi all'ufficio o comando
cui appartiene l'organo accertatore ovvero da  inviarsi  agli  stessi
con raccomandata con ricevuta di ritorno.
  2.  Il responsabile dell'ufficio o del comando indicati nel comma 1
e' tenuto a trasmettere gli atti al prefetto entro trenta giorni  dal
deposito  o  dal ricevimento del ricorso, con la prova delle eseguite
contestazioni o notificazioni, nonche' con ogni altro elemento  utile
alla decisione, anche se fornito dal ricorrente.
  3.  Qualora  nei  termini previsti non sia stato proposto ricorso e
non sia avvenuto il pagamento  in  misura  ridotta,  il  verbale,  in
deroga  alle  disposizioni di cui all'art. 17 della legge 24 novembre
1981, n. 689 (b) , costituisce titolo esecutivo per  una  somma  pari
alla  meta'  del  massimo della sanzione amministrativa edittale (( e
per le spese di procedimento )) .
                            Art. 204 (a).
                     Provvedimenti del prefetto
  1.  Il  prefetto,  esaminati  il  verbale  e  gli   atti   prodotti
dall'ufficio  o comando accertatore, nonche' il ricorso e i documenti
allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta,  se
ritiene  fondato  l'accertamento emette, entro (( sessanta )) giorni,
ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento  di  una  somma
determinata,  nel  limite non inferiore al doppio del minimo edittale
per ogni singola violazione, secondo  i  criteri  dell'articolo  195,
comma  2.  L'ingiunzione  comprende  anche  le spese ed e' notificata
all'autore della violazione ed alle altre persone che sono tenute  al
pagamento  ai  sensi  del  presente  titolo. Ove, invece, non ritenga
fondato l'accertamento, il prefetto,  ((  nello  stesso  termine,  ))
emette  ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola
integralmente  all'ufficio  o   comando   cui   appartiene   l'organo
accertatore, il quale ne da' notizia ai ricorrenti.
  2.    L'ordinanza-ingiunzione    di    pagamento   della   sanzione
amministrativa pecuniaria deve essere notificata nelle forme previste
dall'art. 201. Il pagamento della somma  ingiunta  e  delle  relative
spese deve essere effettuato, entro il termine di trenta giorni dalla
notificazione, all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato
nella  stessa  ingiunzione. L'ufficio del registro che ha ricevuto il
pagamento, entro  trenta  giorni  dalla  sua  effettuazione,  ne  da'
comunicazione al prefetto e all'ufficio o comando accertatore.
  3.  L'ordinanza-ingiunzione,  trascorso il termine per il pagamento
della  sanzione   amministrativa   pecuniaria,   costituisce   titolo
esecutivo  per  l'ammontare  della  somma  ingiunta  e delle relative
spese.
                            Art. 205 (a).
            Opposizione innanzi all'autorita' giudiziaria
  1. Contro l'ordinanza-ingiunzione  di  pagamento  di  una  sanzione
amministrativa    pecuniaria   gli   interessati   possono   proporre
opposizione entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del
provvedimento, o di sessanta giorni dalla  stessa,  se  l'interessato
risiede all'estero.
  2.  Nei  casi  indicati  dal  comma  3  dell'art.  7  del codice di
procedura civile, nel testo sostituito dall'art. 17  della  legge  21
novembre  1991,  n.  374  (b),  l'opposizione  e' proposta innanzi al
giudice di pace del luogo della commessa violazione. Resta  ferma  la
competenza  del  pretore  quando  sia  stata  applicata  una sanzione
amministrativa accessoria.
  3. Il giudizio di opposizione previsto  dal  comma  2  e'  regolato
dalle  disposizioni  di  cui  agli  articoli  22  e 23 della legge 24
novembre 1981, n. 689 (c).
                              Art. 206.
                      Riscossione dei proventi
              delle sanzioni amministrative pecuniarie
  1. Se il pagamento non e' effettuato  nei  termini  previsti  dagli
articoli 202 e 204, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'art.
22  della  legge  24  novembre 1981, n. 689 (a), la riscossione delle
somme dovute  a  titolo  di  sanzione  amministrativa  pecuniaria  e'
regolata  dall'art.  27  della  stessa legge 24 novembre 1981, n. 689
(a).
  2. I ruoli per i titoli esecutivi, i  cui  proventi  spettano  allo
Stato,  sono predisposti dal prefetto competente per territorio della
commessa violazione. Se i proventi spettano ad ente diverso, i  ruoli
sono  predisposti  dalle  amministrazioni  da  cui  dipende  l'organo
accertatore.
  3. I ruoli di  cui  al  comma  2  sono  trasmessi  dal  prefetto  o
dall'ente  all'intendente  di  finanza  competente,  il  quale da' in
carico all'esattore il ruolo per la riscossione in unica soluzione.
                            Art. 207 (a).
        Veicoli immatricolati all'estero o muniti di targa EE
  1. Quando con un veicolo immatricolato all'estero o munito di targa
EE viene violata una disposizione del presente codice da cui consegue
una sanzione amministrativa pecuniaria, il trasgressore e' ammesso ad
effettuare immediatamente, nelle  mani  dell'agente  accertatore,  il
pagamento   in   misura  ridotta  previsto  dall'art.  202.  L'agente
trasmette al proprio  comando  od  ufficio  il  verbale  e  la  somma
riscossa e ne rilascia ricevuta al trasgressore, facendo menzione del
pagamento  nella  copia  del  verbale  che  consegna  al trasgressore
medesimo.
  2. Qualora il trasgressore non si avvalga,  per  qualsiasi  motivo,
della  facolta'  prevista  del pagamento in misura ridotta, egli deve
versare all'agente accertatore, a titolo di cauzione, una somma  pari
alla  meta'  del  massimo  della  sanzione pecuniaria prevista per la
violazione. In sostituzione del versamento della  cauzione  suddetta,
il  trasgressore  puo'  fornire  apposito  documento fideiussorio che
garantisca il pagamento delle  somme  dovute.  Del  versamento  della
cauzione  o del rilascio del documento fideiussorio e' fatta menzione
nel verbale di contestazione della violazione. L'una e  l'altro  sono
versati al comando od ufficio da cui l'accertatore dipende.
  3.  In mancanza del versamento della cauzione o della presentazione
della garanzia di cui al comma 2, viene  disposto  in  via  cautelare
l'immediato ritiro della patente da parte dell'agente accertatore. ((
In  mancanza  della  patente  si  applica il fermo amministrativo del
veicolo fino a quando non sia stato adempiuto uno degli oneri di  cui
al  comma  2,  e  comunque,  per  un periodo non superiore a sessanta
giorni. ))
  4. Le disposizioni  del  presente  articolo  non  si  applicano  ai
veicoli  di proprieta' dei cittadini italiani residenti nel comune di
Campione d'Italia.
                            Art. 208 (a).
          Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie
  1.  I  proventi  delle  sanzioni  amministrative   pecuniarie   per
violazioni  previste  dal  presente  codice sono devoluti allo Stato,
quando le violazioni siano  accertate  da  funzionari,  ufficiali  ed
agenti  dello  Stato,  nonche' da funzionari ed agenti delle Ferrovie
dello Stato o delle ferrovie e tranvie  in  concessione.  I  proventi
stessi  sono  devoluti  alle  regioni,  province  e comuni, quando le
violazioni  siano  accertate  da  funzionari,  ufficiali  ed  agenti,
rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni.
(( 2. I proventi di cui al comma 1, spettanti allo Stato, sono     ))
(( destinati:                                                      ))
(( a) al Ministero dei lavori pubblici - Ispettorato generale per  ))
(( la circolazione e la sicurezza stradale, nella misura           ))
(( dell'ottanta per cento del totale annuo, definito a norma       ))
(( dell'art. 2, lettera x), della legge 13 giugno 1991, n. 190     ))
(( (b), per studi, ricerche e propaganda ai fini della sicurezza   ))
(( stradale, attuata anche attraverso il Centro di coordinamento   ))
(( delle informazioni sul traffico, sulla viabilita' e sulla       ))
(( sicurezza stradale (CCISS), istituito con legge 30 dicembre     ))
(( 1988, n. 556 (c), per la redazione dei piani urbani di          ))
(( traffico, per finalita' di educazione stradale e per            ))
(( l'assistenza e previdenza del personale della Polizia di Stato  ))
(( dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza;           ))
(( b) alla Direzione generale della M.C.T.C. nella misura del      ))
(( venti per cento del totale annuo sopra richiamato, per studi e  ))
(( ricerche sulla sicurezza del veicolo.                           ))
  3.  Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con i Ministri del
tesoro e dei trasporti, determina annualmente le quote  dei  proventi
da  destinarsi  alle  suindicate finalita'. Il Ministro del tesoro e'
autorizzato ad adottare, con propri decreti, le necessarie variazioni
di bilancio, nel rispetto delle quote come annualmente determinate.
  4. I proventi spettanti agli altri enti indicati nel comma  1  sono
devoluti  alle  finalita' di cui al comma 2, nonche' al miglioramento
della circolazione sulle strade,  al  potenziamento  e  miglioramento
della segnaletica stradale e alla redazione dei piani di cui all'art.
36,  alla  fornitura  di  mezzi  tecnici  necessari  per i servizi di
polizia stradale di loro  competenza.  Gli  stessi  enti  determinano
annualmente,  con  delibera della giunta, le quote da destinarsi alle
suindicate finalita'. Le determinazioni sono comunicate  al  Ministro
dei  lavori pubblici; per i comuni la comunicazione e' dovuta solo da
quelli con popolazione superiore a cinquemila abitanti.
  5. Il Ministro del tesoro e' autorizzato a  introdurre  con  propri
decreti   le   occorrenti   variazioni   nello  stato  di  previsione
dell'entrata e nello stato di previsione della  spesa  del  Ministero
dei lavori pubblici.
                              Art. 209.
                            Prescrizione
  1. La prescrizione del diritto  a  riscuotere  le  somme  dovute  a
titolo  di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste
dal presente codice e' regolata dall'art. 28 della legge 24  novembre
1981, n. 689 (a).
									TITOLO VI*DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE*CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI*Capo I*DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI*Sezione II -  Delle sanzioni amministrative accessorie*a sanzioni amministrative pecuniarie*
Art. 210 (a). Sanzioni amministrative accessorie a sanzioni amministrative pecuniarie in generale 1. Quando le norme del presente codice dispongono che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegua una sanzione accessoria non pecuniaria, quest'ultima si applica di diritto, secondo le norme che seguono. 2. Le sanzioni amministrative accessorie non pecuniarie comminate nel presente codice si distinguono in: a) sanzioni relative ad obblighi di compiere una determinata attivita' o di sospendere o cessare una determinata attivita'; b) sanzioni concernenti il veicolo; c) sanzioni concernenti i documenti di circolazione e la patente di guida. 3. Nei casi in cui e' prevista l'applicazione della sanzione accessoria della confisca del veicolo, non e' ammesso il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa pecuniaria cui accede. In tal caso il verbale di contestazione della violazione deve essere trasmesso al prefetto (( del luogo della commessa violazione )) entro dieci giorni. 4. Dalla intrasmissibilita' dell'obbligazione di pagamento a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria consegue anche l'intrasmissibilita' di qualsiasi obbligo relativo alla sanzione accessoria. Alla morte dell'obbligato, si estingue ogni procedura in corso per la sua esecuzione. Se vi e' stato sequestro del veicolo o ritiro della carta di circolazione o della patente, l'organo competente dispone il dissequestro o la restituzione su istanza degli eredi.
                            Art. 211 (a).
     Sanzione accessoria dell'obbligo di ripristino dello stato
             dei luoghi o di rimozione di opere abusive
  1. Nel caso in cui le norme del presente codice dispongono  che  da
una  violazione  consegua  la  sanzione  accessoria  dell'obbligo  di
ripristino dei luoghi, ovvero l'obbligo di rimozione  di  opere  abu-
sive,   l'agente   accertatore   ne   fa   menzione  nel  verbale  di
contestazione da redigere ai sensi  dell'art.  200  o,  in  mancanza,
nella  notificazione  prescritta  dall'art.  201.  Il  verbale  cosi'
redatto costituisce titolo anche per  l'applicazione  della  sanzione
accessoria.
  2.  Il  ricorso  al  prefetto  contro  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria si estende  alla  sanzione  accessoria.  Si  applicano  le
disposizioni  dei  commi  1  e  2  dell'art. 203. Nel caso di mancato
ricorso, l'ufficio o comando  da  cui  dipende  l'agente  accertatore
trasmette   copia   del   verbale   al   prefetto   per   l'emissione
dell'ordinanza di cui al comma 3, entro trenta giorni dalla  scadenza
del termine per ricorrere.
  3.  Il prefetto, nell'ingiungere al trasgressore il pagamento della
sanzione pecuniaria, gli ordina  l'adempimento  del  suo  obbligo  di
ripristino dei luoghi o di rimozione delle opere abusive, nel termine
fissato  in  relazione  all'entita'  delle  opere da eseguire ed allo
stato dei luoghi; l'ordinanza costituisce titolo esecutivo. Nel  caso
di  mancato  ricorso,  l'ordinanza  suddetta  e' emanata dal prefetto
entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione  dell'ufficio
o  comando  di  cui  al comma 2. L'esecuzione delle opere si effettua
sotto il controllo  dell'ente  proprietario  o  concessionario  della
strada.  Eseguite  le  opere,  l'ente  proprietario  della  strada ne
avverte immediatamente il prefetto,  il  quale  emette  ordinanza  di
estinzione   del   procedimento   per   adempimento   della  sanzione
accessoria. L'ordinanza e' comunicata  al  trasgressore  ed  all'ente
proprietario della strada.
  4.  Ove  il  trasgressore  non  compia  nel termine le opere cui e'
obbligato, il prefetto, su  comunicazione  dell'ente  proprietario  o
concessionario  della strada, da' facolta' a quest'ultimo di compiere
le opere suddette. Successivamente al compimento, l'ente proprietario
trasmette la  nota  delle  spese  sostenute  ed  il  prefetto  emette
ordinanza-ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo
esecutivo ai sensi di legge.
  5.   Nell'ipotesi   in   cui   il   prefetto  non  ritenga  fondato
l'accertamento, l'ordinanza di archiviazione si estende alla sanzione
accessoria.
(( 6. Nei casi di immediato pericolo per la circolazione e nella   ))
(( ipotesi di impossibilita' a provvedere da parte del             ))
(( trasgressore, l'agente accertatore trasmette, senza indugio, al ))
(( prefetto il verbale di contestazione. In tal caso il prefetto   ))
(( puo' disporre l'esecuzione degli interventi necessari a cura    ))
(( dell'ente proprietario, con le modalita' di cui al comma 4.     ))
  7.  L'opposizione  di  cui  all'art.  205  si estende alla sanzione
accessoria.
                              Art. 212.
           Sanzione accessoria dell'obbligo di sospendere
                      una determinata attivita'
  1. Nell'ipotesi in cui le norme del presente codice dispongono  che
da  una  violazione  consegua  la sanzione accessoria dell'obbligo di
sospendere o  di  cessare  da  una  determinata  attivita',  l'agente
accertatore  ne  fa menzione nel verbale di contestazione da redigere
ai sensi dell'art. 200 o nella notificazione  da  effettuare  secondo
l'art.  201.  Il  verbale  cosi' redatto costituisce titolo anche per
l'applicazione  della  sanzione   accessoria.   Questa,   quando   le
circostanze   lo   esigano,  deve  essere  adempiuta  immediatamente,
altrimenti l'inizio dell'esecuzione deve avvenire nei  cinque  giorni
dal  verbale o dalla sua notificazione. L'esecuzione avviene sotto il
controllo dell'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore.
  2.  Il  ricorso  al  prefetto  contro  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria  si  estende  alla  sanzione  accessoria.  Si applicano le
disposizioni dell'art. 203, commi 1 e 2. Quando il  prefetto  rigetta
il   ricorso,  nell'ordinanza-ingiunzione  da'  atto  della  sanzione
accessoria e della sua esecuzione. Quando  invece  ritenga  infondato
l'accertamento, l'ordinanza di archiviazione si estende alla sanzione
accessoria.
  3.  L'opposizione  prevista  dall'art. 205 si estende alla sanzione
accessoria.
  4. Quando il trasgressore non esegua il suo obbligo in applicazione
e nei termini di cui al comma 1, l'ufficio  o  comando  summenzionato
provvede  alla denuncia del trasgressore per il reato di cui all'art.
650  del  codice  penale  (a)  e,  previa  notifica  al  trasgressore
medesimo,  provvede,  con  i  suoi  agenti  od organi, all'esecuzione
coattiva dell'obbligo. Di tale esecuzione viene redatto verbale,  che
deve  essere  comunicato  al  prefetto  e  al  trasgressore. Le spese
eventualmente sostenute per la esecuzione coattiva sono a carico  del
trasgressore  ed  al  riguardo  provvede  il  prefetto con ordinanza-
ingiunzione che costituisce titolo esecutivo.
  5. Ove trattasi di attivita' continuativa sottoposta  dal  presente
codice a determinate condizioni, il trasgressore puo' successivamente
porre  in  essere  le  condizioni suddette; in tal caso egli presenta
istanza all'ufficio o comando di cui al comma 1 e  questo,  accertato
il  venir  meno degli impedimenti, consente a che l'attivita' sospesa
sia ripresa o continuata. Di cio' e' data comunicazione al prefetto.
                            Art. 213 (a).
                   Misura cautelare del sequestro
         e sanzione accessoria della confisca amministrativa
  1. Nell'ipotesi in cui  il  presente  codice  prevede  la  sanzione
accessoria  della  confisca  amministrativa,  l'organo di polizia che
accerta la violazione provvede al sequestro del veicolo o delle altre
cose oggetto della  violazione  facendone  menzione  nel  verbale  di
contestazione della violazione.
  2.  L'organo  di  polizia  che procede al sequestro fa rimuovere il
veicolo e lo fa condurre in un apposito luogo di custodia secondo  le
modalita'  previste  dal  regolamento.  Di  cio'  si  fa menzione nel
verbale di contestazione  della  violazione.  Sul  veicolo  e'  posta
segnalazione  visibile  dello  stato  di  sequestro  con le modalita'
stabilite dal regolamento.
  3. Avverso il provvedimento di  sequestro  e'  ammesso  ricorso  al
prefetto  ai sensi dell'art. 203. Nel caso di rigetto del ricorso, il
sequestro e' confermato. Nel caso  di  declaratoria  di  infondatezza
dell'accertamento,  l'ordinanza  di  archiviazione  si  estende  alla
misura cautelare ed importa il dissequestro del veicolo.
  4. Chiunque, durante il periodo in cui il veicolo e' sottoposto  al
sequestro,  circola  abusivamente con il veicolo stesso e' punito con
l'arresto da uno a otto mesi e con l'ammenda da lire  duecentomila  a
lire  ottocentomila. Si applica la sanzione amministrativa accessoria
della sospensione della patente da uno a tre mesi.
  5. Quando  siano  trascorsi  centottanta  giorni  dal  rigetto  del
ricorso  al  prefetto  di cui al comma 3 o dalla scadenza del termine
per il ricorso al prefetto quando questo non sia presentato, o  dalla
scadenza  del  periodo  prescritto di durata del sequestro, senza che
sia stata presentata istanza di dissequestro, il veicolo puo'  essere
venduto  secondo  le modalita' previste nel regolamento. Il prezzo di
vendita serve alla soddisfazione della sanzione pecuniaria, se questa
non e' stata soddisfatta, nonche'  delle  spese  di  trasporto  e  di
custodia  del  veicolo. Il residuo eventuale e' restituito all'avente
diritto. Per le altre cose  oggetto  del  sequestro  in  luogo  della
vendita e' disposta la distruzione.
  6.  La  sanzione stabilita nel comma 1 non si applica se il veicolo
appartiene a persone estranee alla violazione amministrativa e  l'uso
puo' essere consentito mediante autorizzazione amministrativa.
  7.  Il provvedimento con il quale e' stata disposta la confisca del
veicolo e' comunicato dal prefetto al P.R.A.  per  l'annotazione  nei
propri registri.
                            Art. 214 (a).
                  Fermo amministrativo del veicolo
  1. Nelle ipotesi in cui il  presente  codice  prevede  la  sanzione
accessoria  del  fermo amministrativo del veicolo l'organo di polizia
che accerta la violazione provvede  direttamente  a  far  cessare  la
circolazione  ed  a  far  ricoverare  il veicolo in apposito luogo di
custodia, secondo le modalita' previste dal regolamento. Di  cio'  e'
fatta  menzione nel verbale di contestazione della violazione. (( Nel
caso  di  fermo  amministrativo  del  ciclomotore,  e'  ritirato   il
certificato  di  idoneita' tecnica, facendone menzione nel verbale di
contestazione. ))
  2. Il veicolo  e'  restituito  all'avente  titolo  o,  in  caso  di
trasgressione  commessa  da  minorenne,  ai genitori o a chi ne fa le
veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo pagamento
delle spese di trasporto e custodia.
  3. Della restituzione e' redatto verbale  da  consegnare  in  copia
all'interessato.
  4.  Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo e'
ammesso ricorso al prefetto a norma dell'art. 203.
  5.  Quando  il  ricorso  sia   accolto   e   dichiarato   infondato
l'accertamento  della  violazione,  l'ordinanza  estingue la sanzione
accessoria ed importa la  restituzione  del  veicolo  dall'organo  di
polizia indicato nel comma 1.
  6.  Quando  sia stata presentata opposizione ai sensi dell'articolo
205, la restituzione non puo' avvenire se non dopo  il  provvedimento
della autorita' giudiziaria che rigetta il ricorso.
  7.  E'  sempre  disposto  il  fermo  amministrativo del veicolo per
uguale durata nei casi in cui a  norma  del  presente  codice  ((  e'
previsto   ))   il   provvedimento  di  sospensione  della  carta  di
circolazione. Per l'esecuzione provvedono gli organi  di  polizia  di
cui  all'articolo  12,  comma  1.  Nel  regolamento sono stabilite le
modalita' e le forme per eseguire detta sanzione accessoria.
(( 8. Chiunque circola con un ciclomotore sottoposto al fermo      ))
(( amministrativo e' soggetto alla sanzione amministrativa del     ))
(( pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire           ))
(( duemilioni. Viene disposta, inoltre la custodia del veicolo in  ))
(( un deposito autorizzato.                                        ))
                            Art. 215 (a).
                 Sanzione accessoria della rimozione
                        o blocco del veicolo
  1. Quando, ai sensi del presente codice, e'  prevista  la  sanzione
amministrativa  accessoria  della  rimozione  del  veicolo, questa e'
operata dagli organi di polizia che accertano la violazione, i  quali
provvedono  a  che il veicolo, secondo le norme di cui al regolamento
di esecuzione,  sia  trasportato  e  custodito  in  luoghi  appositi.
L'applicazione  della  sanzione accessoria e' indicata nel verbale di
contestazione notificato a termine dell'art. 201.
  2.  I  veicoli  rimossi  ai  sensi  del  comma  1  sono  restituiti
all'avente  diritto,  previo  rimborso  delle  spese  di  intervento,
rimozione e custodia, con le modalita' previste  dal  regolamento  di
esecuzione. Alle dette spese si applica il terzo comma dell'art. 2756
del codice civile (b).
  3.  Nell'ipotesi in cui e' consentito il blocco del veicolo, questo
e' disposto dall'organo di polizia che accerta la violazione, secondo
le modalita' stabilite dal  regolamento.    Dell'eseguito  blocco  e'
fatta  menzione  nel  verbale  di  contestazione  notificato ai sensi
dell'art. 201. La rimozione del  blocco  e'  effettuata  a  richiesta
dell'avente  diritto,  previo  pagamento  delle  spese di intervento,
bloccaggio e rimozione del blocco, secondo le modalita' stabilite nel
regolamento. Alle dette spese si applica  il  terzo  comma  dell'art.
2756 del codice civile (b).
  4.  Trascorsi  centottanta  giorni  dalla notificazione del verbale
contenente la contestazione della violazione  e  l'indicazione  della
effettuata   rimozione   o   blocco,  senza  che  il  proprietario  o
l'intestatario del documento  di  circolazione  si  siano  presentati
all'ufficio  o  comando  da cui dipende l'organo che ha effettuato la
rimozione o il blocco, il veicolo puo'  essere  alienato  o  demolito
secondo  le  modalita'  stabilite  dal  regolamento.  Nell'ipotesi di
alienazione,  il  ((  ricavato  ))  serve  alla  soddisfazione  della
sanzione pecuniaria se non versata, nonche' delle spese di rimozione,
di  custodia  e  di  blocco.  L'eventuale  residuo  viene  restituito
all'avente diritto.
(( 5. Avverso la sanzione amministrativa accessoria della          ))
(( rimozione o blocco del veicolo e' ammesso ricorso al prefetto,  ))
(( a norma dell'art. 203.                                          ))
                            Art. 216 (a).
            Sanzione accessoria del ritiro dei documenti
        di circolazione, della targa o della patente di guida
(( 1. Nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, e'        ))
(( stabilita la sanzione amministrativa accessoria del ritiro      ))
(( della carta di circolazione o del certificato di idoneita'      ))
(( tecnica per le macchine agricole, o di autorizzazioni o licenze ))
(( nei casi in cui sono previste, ovvero della targa, ovvero della ))
(( patente di guida, il documento e' ritirato, contestualmente     ))
(( all'accertamento della violazione, dall'organo accertatore ed   ))
(( inviato, entro i cinque giorni successivi, al competente        ))
(( ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. se si tratta    ))
(( della carta di circolazione, del certificato di idoneita'       ))
(( tecnica per le macchine agricole, delle autorizzazioni, licenze ))
(( o della targa, ovvero alla prefettura se si tratta della        ))
(( patente; la competenza territoriale di detti uffici e'          ))
(( determinata con riferimento al luogo della commessa violazione. ))
(( Il prefetto competente da' notizia dei procedimenti e dei       ))
(( provvedimenti adottati sulla patente al prefetto del luogo di   ))
(( residenza del trasgressore. Del ritiro e' fatta menzione nel    ))
(( verbale di contestazione della violazione. Nel regolamento sono ))
(( stabilite le modalita' per consentire il viaggio fino al luogo  ))
(( di custodia. Nei casi di ritiro della targa, si procede al      ))
(( fermo amministrativo del veicolo ai sensi dell'art. 214 )) .    ))
  2.   La   restituzione   del   documento   puo'   essere    chiesta
dall'interessato  soltanto  quando  ha  adempiuto  alla  prescrizione
omessa. La restituzione viene effettuata dagli enti di cui  al  comma
1, previo accertamento del compimento delle prescrizioni suddette.
 3.  Il ritiro e la successiva restituzione sono annotate nella carta
di circolazione (( o nel certificato  di  idoneita'  tecnica  per  le
macchine agricole, )) o nella patente.
  4.  Il  ricorso  al  prefetto  presentato ai sensi dell'art. 203 si
estende anche alla  sanzione  accessoria.  In  caso  di  rigetto  del
ricorso,   la   sanzione   accessoria   e'  confermata.  In  caso  di
declaratoria di infondatezza  dell'accertamento,  questa  si  estende
alla sanzione accessoria e l'interessato puo' chiedere immediatamente
all'ente indicato nel comma 1 la restituzione del documento.
  5.  L'opposizione  di  cui  all'art.  205  si estende alla sanzione
accessoria.
  6.  Chiunque,  durante  il  periodo  in  cui  il  documento  ((  di
circolazione  ))  e'  ritirato,  circola  abusivamente  con lo stesso
veicolo cui il ritiro si riferisce (( ovvero guida un veicolo  quando
la  patente gli sia stata ritirata, )) e' punito con l'arresto da uno
ad  otto  mesi  e  con  l'ammenda  da  lire   duecentomila   a   lire
ottocentomila.
                            Art. 217 (a).
                Sanzione accessoria della sospensione
                     della carta di circolazione
  1. Nell'ipotesi in cui  il  presente  codice  prevede  la  sanzione
accessoria   della   sospensione   della  validita'  della  carta  di
circolazione, questa e' ritirata dall'agente od organo di polizia che
accerta la violazione; del ritiro e' fatta menzione  nel  verbale  di
contestazione.  L'agente accertatore rilascia permesso provvisorio di
circolazione limitatamente al periodo di tempo necessario a  condurre
il  veicolo  nel  luogo  di  custodia  indicato dall'interessato, con
annotazione sul verbale di contestazione.
  2. L'organo che ha ritirato la carta di circolazione la  invia,  ((
unitamente  a  copia  del  verbale,  )) nel termine di cinque giorni,
all'ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C., che,
nei quindici giorni successivi,  emana  l'ordinanza  di  sospensione,
indicando  il periodo cui questa si estende. Tale periodo, nei limiti
minimo e massimo fissati  dalla  singola  norma,  e'  determinato  in
relazione  alla  gravita'  della violazione commessa, all'entita' del
danno apportato ed al pericolo che l'ulteriore circolazione  potrebbe
apportare.  L'ordinanza e' notificata all'interessato e comunicata al
prefetto. Il periodo di sospensione  inizia  dal  giorno  in  cui  il
documento  e'  ritirato  a  norma del comma 1. Qualora l'ordinanza di
sospensione non sia  emanata  nel  termine  di  quindici  giorni,  il
titolare   puo'  ottenerne  la  restituzione  da  parte  dell'ufficio
provinciale della Direzione generale della M.C.T.C..  ((  Qualora  si
tratti  di  carta  di circolazione rilasciata da uno Stato estero, il
competente  ufficio  della  Direzione  generale  della  M.C.T.C.   ne
sospende  la  validita'  ai  fini  della  circolazione sul territorio
nazionale  per  un  determinato  periodo  con  le  stesse  modalita'.
L'interdizione   alla   circolazione   e'   comunicata  all'autorita'
competente dello Stato che ha rilasciato la carta di  circolazione  e
viene annotata sulla stessa. ))
  3.  Al  termine  del periodo fissato la carta di circolazione viene
restituita  all'interessato  dall'ufficio  della  Direzione  generale
della  M.C.T.C.. Della restituzione e' data comunicazione al prefetto
ed all'ufficio del P.R.A. per l'iscrizione nei propri registri. (( Le
modalita' per la  restituzione  del  documento  agli  stranieri  sono
stabilite nel regolamento. ))
  4.  Avverso  l'ordinanza  di  cui  al  comma  2  l'interessato puo'
proporre  ricorso  al  prefetto.  Il  prefetto,  se  ritiene  fondato
l'accertamento,   applica  la  sanzione  accessoria;  se  lo  ritiene
infondato, dispone l'immediata restituzione.
  5. L'opposizione di cui  all'art.  205  si  estende  alla  sanzione
accessoria.
  6.  Chiunque,  durante  il  periodo  di  sospensione della carta di
circolazione, circola abusivamente con lo stesso  veicolo  e'  punito
con  l'arresto  da  un  mese  ad  otto  mesi  e con l'ammenda da lire
duecentomila  a  lire   ottocentomila.   Si   applica   la   sanzione
amministrativa accessoria (( della sospensione della patente da tre a
dodici mesi. ))
                            Art. 218 (a).
         Sanzione accessoria della sospensione della patente
  1. Nell'ipotesi in cui  il  presente  codice  prevede  la  sanzione
amministrativa  accessoria  della  sospensione della patente di guida
per un periodo determinato, la patente  e'  ritirata  dall'agente  od
organo  di  polizia  che  accerta  la violazione; del ritiro e' fatta
menzione nel verbale  di  contestazione  della  violazione.  L'agente
accertatore  rilascia  permesso provvisorio di guida limitatamente al
periodo necessario a  condurre  il  veicolo  nel  luogo  di  custodia
indicato   dall'interessato,   con   annotazione   sul   verbale   di
contestazione.
  2. L'organo che ha ritirato  la  patente  di  guida  la  invia,  ((
unitamente  a  copia  del verbale, )) entro cinque giorni dal ritiro,
alla prefettura  ((  del  luogo  della  commessa  violazione.  ))  Il
prefetto,  nei  quindici  giorni  successivi,  emana  l'ordinanza  di
sospensione, indicando il  periodo  cui  si  estende  la  sospensione
stessa.  Tale  periodo,  nei  limiti  minimo  e massimo fissati nella
singola norma,  e'  determinato  in  relazione  alla  gravita'  della
violazione  commessa  ed alla entita' del danno apportato, nonche' al
pericolo che l'ulteriore circolazione potrebbe cagionare. L'ordinanza
e'  notificata  immediatamente  all'interessato   e   comunicata   al
competente  ufficio  della Direzione generale della M.C.T.C.. Essa e'
iscritta sulla patente. Il periodo  di  durata  fissato  decorre  dal
giorno del ritiro. Qualora l'ordinanza di sospensione non sia emanata
nel  termine  di  quindici  giorni,  il  titolare  della patente puo'
ottenerne la restituzione da parte della prefettura.
  3. Quando le norme del presente codice  dispongono  che  la  durata
della  sospensione  della  patente di guida e' aumentata a seguito di
piu' violazioni della medesima disposizione  di  legge,  l'organo  di
polizia  che accerta l'ultima violazione e che dalle iscrizioni sulla
patente constata la sussistenza delle precedenti  violazioni  procede
ai  sensi  del comma 1, indicando, anche nel verbale, la disposizione
applicata ed il numero delle sospensioni precedentemente disposte; si
applica altresi' il comma 2. Qualora la sussistenza delle  precedenti
sospensioni risulti successivamente, l'organo od ufficio che ne viene
a conoscenza informa immediatamente il prefetto, che provvede a norma
del comma 2.
  4.  Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene
restituita dal prefetto. L'avvenuta restituzione viene comunicata  al
competente  ufficio  della  Direzione generale della M.C.T.C., che la
iscrive nei propri registri.
(( 5. Avverso il provvedimento di sospensione della patente e'     ))
(( ammessa opposizione ai sensi dell'art. 205. ))                  ))
  6. Chiunque, durante il  periodo  di  sospensione  della  validita'
della patente, circola abusivamente e' punito con l'arresto da uno ad
otto  mesi e con l'ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila.
Si applica la sanzione amministrativa accessoria della  revoca  della
patente.
                            Art. 219 (a).
                    Revoca della patente di guida
(( 1. Quando, ai sensi del presente codice, e' prevista la revoca  ))
(( della patente di guida, il provvedimento e' emesso dal prefetto ))
(( del luogo di residenza del titolare della patente stessa, nei   ))
(( casi previsti dall'art. 130, comma 1, e dal prefetto del luogo  ))
(( della commessa violazione quando la stessa revoca costituisce   ))
(( sanzione amministrativa accessoria. ))                          ))
  2. L'organo, l'ufficio o comando, che accerta  l'esistenza  di  una
delle  condizioni  per  le  quali  la legge prevede la sanzione della
revoca della patente, ne  da',  entro  i  cinque  giorni  successivi,
comunicazione  al  prefetto  indicato  nel  comma  1.  Questi, previo
accertamento delle condizioni predette, emette l'ordinanza di  revoca
della  patente,  con  l'intimazione  all'intestatario di consegnarla,
entro  cinque  giorni  dalla  notifica  dell'ordinanza  stessa,  alla
prefettura.   Dell'ordinanza   si   da'   comunicazione   all'ufficio
competente della Direzione generale della M.C.T.C..
  3. Avverso  il  provvedimento  di  revoca  e'  ammesso  ricorso  al
Ministro  dei  trasporti,  entro  venti  giorni  dalla  comunicazione
dell'ordinanza di cui al comma 2. Il  Ministro  decide  nei  sessanta
giorni  successivi. Se il ricorso e' accolto, il provvedimento stesso
e'  revocato  e  la  patente  e'   restituita   all'interessato;   la
restituzione  e'  comunicata  al  competente  ufficio della Direzione
generale della M.C.T.C..
									TITOLO VI*DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE*CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI*Capo II*DEGLI ILLECITI PENALI*Sezione I - Disposizioni generali in tema di reati*e relative sanzioni*
Art. 220 (a). Accertamento e cognizione dei reati previsti dal presente codice 1. Per le violazioni che costituiscono reato, l'agente od organo accertatore e' tenuto, senza ritardo, a dare notizia del reato al pubblico ministero, ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale (b). 2. La sentenza o il decreto definitivi sono comunicati dal cancelliere al prefetto (( del luogo di residenza. )) La sentenza o il decreto definitivi di condanna sono annotati a cura della prefettura sulla patente del trasgressore. 3. Quando da una violazione prevista dal presente codice derivi un reato contro la persona, l'agente od organo accertatore deve dare notizia al pubblico ministero, ai sensi del comma 1. 4. L'autorita' giudiziaria, in tutte le ipotesi in cui ravvisa solo una violazione amministrativa, rimette gli atti all'ufficio o comando che ha comunicato la notizia di reato, perche' si proceda contro il trasgressore ai sensi delle disposizioni del capo I del presente titolo. In tali casi i termini ivi previsti decorrono dalla data della ricezione degli atti da parte dell'ufficio o comando suddetti.
                              Art. 221.
                 Connessione obiettiva con un reato
  1. Qualora l'esistenza di un reato dipenda dall'accertamento di una
violazione  non  costituente  reato  e  per  questa  non  sia   stato
effettuato   il  pagamento  in  misura  ridotta,  il  giudice  penale
competente a conoscere del reato e' anche competente a decidere sulla
predetta violazione e ad applicare con la  sentenza  di  condanna  la
sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.
  2.  La  competenza  del  giudice  penale  in ordine alla violazione
amministrativa  cessa  se  il  procedimento  penale  si  chiude   per
estinzione   del   reato   o   per   difetto  di  una  condizione  di
procedibilita'.  Si  applica  la  disposizione  di  cui  al  comma  4
dell'art. 220.
									TITOLO VI*DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE*CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI*Capo II*DEGLI ILLECITI PENALI*Sezione II - Sanzioni amministrative accessorie*a sanzioni penali*
Art. 222. Sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di reati 1. Qualora da una violazione delle norme di cui al presente codice derivino danni alle persone, il giudice applica con la sentenza di condanna le sanzioni amministrative pecuniarie previste, nonche' le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente. 2. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente e' da quindici giorni a tre mesi. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente e' da uno a sei mesi. Nel caso di omicidio colposo la sospensione e' da due mesi a un anno. 3. Il giudice puo' applicare la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente nell'ipotesi di recidiva reiterata specifica verificatasi entro il periodo di cinque anni a decorrere dalla data della condanna definitiva per la prima violazione.
                            Art. 223 (a).
                 Ritiro della patente in conseguenza
                         a ipotesi di reato
(( 1. Nelle ipotesi di reato per le quali sono previste le         ))
(( sanzioni accessorie di cui all'art. 222, commi 2 e 3, l'agente  ))
(( o l'organo che ha proceduto al rilevamento del sinistro         ))
(( trasmette, entro dieci giorni, copia del rapporto e del verbale ))
(( della violazione contestata, tramite il proprio comando o       ))
(( ufficio, al prefetto del luogo della commessa violazione. Copia ))
(( dello stesso rapporto e' trasmessa, contestualmente,            ))
(( all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C..            ))
(( 2. Il prefetto, appena ricevuti gli atti, sentito il competente ))
(( ufficio della Direzione generale della M.C.T.C., che deve       ))
(( esprimere parere entro quindici giorni                          ))
(( dalla ricezione del rapporto, dispone, ove sussistano fondati   ))
(( elementi di una evidente responsabilita', la sospensione        ))
(( provvisoria della validita' della patente fino ad un massimo di ))
(( un anno ed ordina all'intestatario di consegnare la patente     ))
(( entro cinque giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, presso  ))
(( il proprio ufficio; il provvedimento e' iscritto sulla patente  ))
(( e comunicato all'ufficio della Direzione generale della         ))
(( M.C.T.C.. ))                                                    ))
(( 3. Nelle altre ipotesi di reato per le quali e' prevista la     ))
(( sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della    ))
(( revoca della patente di guida, l'agente od organo accertatore   ))
(( della violazione ritira immediatamente la patente e la          ))
(( trasmette, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, tramite  ))
(( il proprio comando o ufficio, alla prefettura del luogo della   ))
(( commessa violazione. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone la ))
(( sospensione provvisoria della validita' della patente di guida, ))
(( fino ad un massimo di un anno. Il provvedimento e' iscritto     ))
(( sulla patente e comunicato all'ufficio della Direzione generale ))
(( della M.C.T.C.. Se il ritiro immediato non e' possibile, per    ))
(( qualsiasi motivo, il verbale di contestazione e' trasmesso,     ))
(( senza indugio, al prefetto che ordina all'autore della          ))
(( violazione di consegnare la patente entro cinque giorni dalla   ))
(( comunicazione dell'ordinanza, presso il proprio ufficio.        ))
(( 4. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o  ))
(( il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell'art. 648 del     ))
(( codice di procedura penale (b), nel termine di quindici giorni, ))
(( ne trasmette copia autentica al prefetto indicato nei commi 1 e ))
(( 3.                                                              ))
(( 5. Avverso il provvedimento di sospensione della patente, di    ))
(( cui al comma 2, e' ammesso ricorso al Ministro dei trasporti,   ))
(( nel termine di venti giorni dalla comunicazione dell'ordinanza  ))
(( stessa. Il Ministro provvede nei quarantacinque giorni          ))
(( successivi. Il provvedimento del Ministro e' comunicato         ))
(( all'interessato ed ai competenti uffici della Direzione         ))
(( generale della M.C.T.C.. Se il ricorso e' accolto, la patente   ))
(( e' restituita all'interessato. Avverso il provvedimento di      ))
(( sospensione della patente, di cui al comma 3, e' ammessa        ))
(( opposizione, ai sensi dell'art. 205. ))                         ))
									TITOLO VI*DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE*CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI*Capo II*DEGLI ILLECITI PENALI*Sezione I - Disposizioni generali in tema di reati*e relative sanzioni*
Art. 224 (a). Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente. 1. Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche a pena condizionalmente sospesa, il prefetto, se e' previsto dal presente codice che da esso consegua la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall'autorita' giudiziaria e ne da' comunicazione al competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.. 2. Quando la sanzione amministrativa accessoria e' costituita dalla revoca della patente, il prefetto, entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza o del decreto di condanna irrevocabile, adotta il relativo provvedimento di revoca comunicandolo all'interessato e all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.. 3. La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato importa l'estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto procede all'accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 nelle parti compatibili. L'estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria. 4. Salvo quanto previsto dal comma 3, nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione della patente all'intestatario. L'ordinanza di estinzione e' comunicata all'interessato e all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.. Essa e' iscritta nella patente.
									TITOLO VII*DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE*Capo I*DISPOSIZIONI FINALI*
Art. 225. Istituzione di archivi ed anagrafe nazionali 1. Ai fini della sicurezza stradale e per rendere possibile l'acquisizione dei dati inerenti allo stato delle strade, dei veicoli e degli utenti e dei relativi mutamenti, sono istituiti: a) presso il Ministero dei lavori pubblici un archivio nazionale delle strade; b) presso la Direzione generale della M.C.T.C. un archivio nazionale dei veicoli; c) presso la Direzione generale della M.C.T.C. una anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, che include anche incidenti e violazioni.
                            Art. 226 (a).
       Organizzazione degli archivi e dell'anagrafe nazionali
  1. Presso il Ministero dei lavori pubblici e' istituito  l'archivio
nazionale  delle  strade,  che comprende tutte le strade distinte per
categorie, come indicato nell'art. 2.
  2. Nell'archivio nazionale, per ogni strada, devono essere indicati
i dati relativi allo stato  tecnico  e  giuridico  della  strada,  al
traffico  veicolare,  agli  incidenti e allo stato di percorribilita'
anche da parte  dei  veicoli  classificati  mezzi  d'opera  ai  sensi
dell'art.  54,  comma  1,  lettera n), che eccedono i limiti di massa
stabiliti nell'art. 62 e nel rispetto dei limiti di  massa  stabiliti
nell'art. 10, comma 8.
  3.  La  raccolta  dei  dati avviene attraverso gli enti proprietari
della strada, che sono tenuti a trasmettere all'Ispettorato  generale
per  la  circolazione  e  la sicurezza stradale tutti i dati relativi
allo stato tecnico e giuridico delle singole strade,  allo  stato  di
percorribilita'  da  parte  dei veicoli classificati mezzi d'opera ai
sensi dell'art. 54, comma 1, lettera n), nonche'  i  dati  risultanti
dal  censimento  del  traffico  veicolare,  e attraverso la Direzione
generale della M.C.T.C., che e' tenuta a  trasmettere  al  suindicato
Ispettorato   tutti   i   dati  relativi  agli  incidenti  registrati
nell'anagrafe di cui al comma 10.
  4.  In  attesa  della  attivazione  dell'archivio  nazionale  delle
strade,  la  circolazione  dei mezzi d'opera che eccedono i limiti di
massa stabiliti nell'art. 62 potra'  avvenire  solo  sulle  strade  o
tratti  di  strade  non  comprese  negli  elenchi  delle  strade  non
percorribili, che annualmente sono pubblicati a  cura  del  Ministero
dei  lavori  pubblici  nella  Gazzetta  Ufficiale sulla base dei dati
trasmessi  dalle  societa'  concessionarie,  per  le  autostrade   in
concessione,  dall'A.N.A.S.,  per  le autostrade e le strade statali,
dalle regioni, per la rimanente viabilita'. Il regolamento  determina
i  criteri  e  le  modalita'  per  la  formazione,  la  trasmissione,
l'aggiornamento e la pubblicazione degli elenchi.
  5.  Presso  la  Direzione  generale  della  M.C.T.C.  e'  istituito
l'archivio  nazionale  dei  veicoli  contenente  i  dati  relativi ai
veicoli di cui all'art. 47, comma 1, lettere (( e), f), g),  h),  i),
l), m) e n) )) .
  6.  Nell'archivio nazionale per ogni veicolo devono essere indicati
i  dati  relativi  alle   caratteristiche   di   costruzione   e   di
identificazione,  all'emanazione  della  carta  di circolazione e del
certificato di proprieta', a tutte le successive vicende  tecniche  e
giuridiche  del  veicolo,  agli incidenti in cui il veicolo sia stato
coinvolto.
  7. L'archivio  e'  completamente  informatizzato;  e'  popolato  ed
aggiornato  con  i  dati  raccolti  dalla  Direzione  generale  della
M.C.T.C., dal  P.R.A.,  dagli  organi  addetti  all'espletamento  dei
servizi  di  polizia  stradale di cui all'art. 12, dalle compagnie di
assicurazione, che sono tenuti a trasmettere i dati, con le modalita'
e nei tempi di cui al regolamento, al C.E.D. della Direzione generale
della M.C.T.C..
(( 8. Nel regolamento sono specificate le sezioni componenti       ))
(( l'archivio nazionale dei veicoli. ))                            ))
(( 9. Le modalita' di accesso all'archivio sono stabilite nel      ))
(( regolamento. ))                                                 ))
  10.  Presso  la  Direzione  generale  della  M.C.T.C.  e' istituita
l'anagrafe  nazionale  degli  abilitati  alla  guida  ai  fini  della
sicurezza stradale.
  11.  Nell'anagrafe  nazionale  devono  essere  indicati,  per  ogni
conducente,  i  dati  relativi  al  procedimento  di  rilascio  della
patente,  nonche'  a  tutti i procedimenti successivi, come quelli di
rinnovo, di revisione, di sospensione,  di  revoca,  nonche'  i  dati
relativi  alle  violazioni  commesse  alla  guida  di  un determinato
veicolo,  agli  incidenti  che  si  siano   verificati   durante   la
circolazione ed alle sanzioni comminate.
  12.   L'anagrafe  nazionale  e'  completamente  informatizzata;  e'
popolata ed aggiornata con i dati raccolti dalla  Direzione  generale
della    M.C.T.C.,    dalle    prefetture,   dagli   organi   addetti
all'espletamento dei servizi di polizia stradale di cui all'art.  12,
dalle  compagnie  di  assicurazione,  che sono tenuti a trasmettere i
dati, con le modalita' e nei tempi di cui al regolamento,  al  C.E.D.
della Direzione generale della M.C.T.C..
  13.  Nel  regolamento per l'esecuzione delle presenti norme saranno
altresi' specificati i contenuti, le modalita' di impianto, di tenuta
e di aggiornamento degli archivi e dell'anagrafe di cui  al  presente
articolo.
                            Art. 227 (a).
               Servizio e dispositivi di monitoraggio
  1. (( Nell'ambito  dell'intero  sistema  viario  ))  devono  essere
installati  dispositivi  di  monitoraggio  per  il  rilevamento della
circolazione,  i  cui  dati  sono  destinati  alla   costituzione   e
all'aggiornamento   dell'archivio   nazionale  delle  strade  di  cui
all'art. 226, comma 1, e per la individuazione dei punti di  maggiore
congestione del traffico.
  2.  Gli  enti  proprietari delle strade sono tenuti ad installare i
dispositivi di  cui  al  comma  1  e  contestualmente,  ove  ritenuto
necessario,  quelli  per  il rilevamento dell'inquinamento acustico e
atmosferico,  in  conformita',  per  tali  ultimi,   alle   direttive
impartite  dal  Ministero  dell'ambiente,  sentito  il  Ministero dei
lavori pubblici.
  3. Gli enti proprietari delle strade inadempienti sono invitati, su
segnalazione del  prefetto,  dal  Ministero  dei  lavori  pubblici  a
provvedere   entro  un  termine  assegnato,  trascorso  il  quale  il
Ministero provvede alla installazione d'ufficio  dei  dispositivi  di
monitoraggio.
                              Art. 228.
      Regolamentazione dei diritti dovuti dagli interessati per
      l'attuazione delle prescrizioni contenute nelle norme del
                           presente codice
  1. Con il  regolamento  sono  adeguati  e  aggiornati  gli  importi
previsti  nella tabella 3 allegata alla legge 1 dicembre 1986, n. 870
(a),  relativi  alle  tariffe  per  le  applicazioni  in  materia  di
motorizzazione  di  competenza  degli uffici della Direzione generale
della M.C.T.C..
  2. La destinazione degli importi di cui al comma  1  rimane  quella
prevista  dagli  articoli 16 e 19 della legge 1 dicembre 1986, n. 870
(a). Con il regolamento di cui al comma 1 potranno essere,  altresi',
aggiornati  i  limiti  di  destinazione  degli  importi medesimi alle
singole voci contemplate nei richiamati articoli 16 e 19.
  3. Gli importi relativi ai diritti per  le  operazioni  tecniche  e
tecnico-amministrative   di   competenza  del  Ministero  dei  lavori
pubblici sono destinati alle seguenti spese:
    a) per l'acquisto delle attrezzature tecniche  necessarie  per  i
servizi   del   Ministero   dei   lavori  pubblici,  nonche'  per  il
funzionamento e la manutenzione delle attrezzature stesse;
    b)  per  la  effettuazione   di   corsi   di   qualificazione   e
aggiornamento  o  di  specializzazione  post-laurea del personale del
suindicato dicastero, in merito all'applicazione del presente codice,
nonche'  per  la  partecipazione  del  personale  stesso   ai   corsi
anzidetti;
    c)   per   le  diverse  operazioni  riguardanti  gare,  collaudi,
omologazioni, sopralluoghi, fornitura  e  provvista  di  materiali  e
stampati  vari,  necessari  per  l'espletamento di tutti i servizi di
competenza  del  Ministero  dei   lavori   pubblici,   magazzinaggio,
distribuzione e spedizione dei materiali e stampati suddetti;
    d)  per  la  formazione e l'aggiornamento periodico dell'archivio
nazionale delle strade e dei censimenti di traffico di  cui  all'art.
226.
  4.  Il  Ministro  del tesoro e' autorizzato ad adottare, con propri
decreti, le  necessarie  variazioni  di  bilancio,  accreditando  gli
importi versati nei capitoli del Ministero dei lavori pubblici.
  5.  Con  il  regolamento  sono  stabilite  le tabelle degli importi
relativi  ai  diritti  per  le   operazioni   tecniche   e   tecnico-
amministrative, nonche' per gli oneri di concessione, autorizzazione,
licenze  e permessi, dovuti agli enti proprietari delle strade, salvo
quanto stabilito per i concessionari di strade nelle  convenzioni  di
concessione.
  6.  Gli  importi  di  cui  al  comma 5 sono destinati alle seguenti
spese:
    a) per l'acquisto delle attrezzature tecniche  necessarie  per  i
servizi,  nonche'  per  il  funzionamento  e  la  manutenzione  delle
attrezzature stesse;
    b)   per   la   effettuazione   di   corsi  di  qualificazione  e
aggiornamento del personale o di  specializzazione  post  laurea,  in
merito   all'applicazione   del   presente  codice,  nonche'  per  la
partecipazione del personale stesso ai corsi anzidetti;
    c) per la formazione e  l'aggiornamento  periodico  dell'archivio
nazionale  delle  strade di propria competenza e dei censimenti della
circolazione.
                              Art. 229.
                 Attuazione di direttive comunitarie
  1. Salvo i casi di attuazione disposti dalla legge  comunitaria  ai
sensi  dell'art.  4 della legge 9 marzo 1989, n. 86 (a), le direttive
comunitarie, nelle materie disciplinate  dal  presente  codice,  sono
recepite  con  decreti  dei  Ministri  della  Repubblica,  secondo le
competenze loro attribuite, da emanarsi entro i termini dalle  stesse
indicati  o, comunque, non oltre dodici mesi dalla loro pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' europea.
                              Art. 230.
                         Educazione stradale
  1. Allo scopo di promuovere la formazione dei giovani in materia di
comportamento  stradale  e  della  sicurezza  del  traffico  e  della
circolazione,  i  Ministri  dei  lavori  pubblici  e  della  pubblica
istruzione, di intesa con i Ministri dell'interno  e  dei  trasporti,
avvalendosi   della  collaborazione  dell'Automobile  club  d'Italia,
nonche' di enti e associazioni di comprovata esperienza  nel  settore
della  prevenzione e della sicurezza stradale individuati con decreto
del Ministro  dei  lavori  pubblici,  predispongono,  entro  un  anno
dall'entrata  in  vigore  del  presente  codice,  appositi programmi,
corredati dal relativo piano finanziario, da svolgere come  attivita'
obbligatoria  nelle  scuole  di ogni ordine e grado, ivi compresi gli
istituti di istruzione artistica e le scuole materne, che  concernano
la  conoscenza  dei  principi della sicurezza stradale, nonche' delle
strade, della relativa  segnaletica,  delle  norme  generali  per  la
condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti.
  2.  Il  Ministro  della pubblica istruzione, con propria ordinanza,
disciplina le modalita' di svolgimento dei predetti  programmi  nelle
scuole,  anche  con l'ausilio degli appartententi ai Corpi di polizia
municipale, nonche' di personale esperto appartenente  alle  predette
istituzioni   pubbliche   e   private;   l'ordinanza  puo'  prevedere
l'istituzione  di  appositi  corsi  per  i  docenti  che  collaborano
all'attuazione   dei   programmi   stessi.   Le  spese  eventualmente
occorrenti sono reperite nell'ambito degli ordinari  stanziamenti  di
bilancio delle amministrazioni medesime.
                            Art. 231 (a).
           Abrogazione di norme precedentemente in vigore
  1. Sono abrogate dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
codice,  salvo  quanto  diversamente  previsto dalle disposizioni del
capo II del presente titolo, le seguenti disposizioni:
   - regio decreto 8 dicembre 1933, n. 1740, nella parte  rimasta  in
vigore  ai  sensi  dell'art.  145  del  decreto  del Presidente della
Repubblica 15 giugno 1959, n. 393;
(( - regio decreto-legge 16 dicembre 1935, n. 2771,                ))
(( modificato dalla legge 24 dicembre 1951, n. 1583, art. 3; ))    ))
   - legge 12 (( febbraio )) 1958, n. 126, (( ad eccezione  dell'art.
14; ))
   - decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393;
   - decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1959, n. 420;
   - legge 7 febbraio 1961, n. 59, art. 25, lettera n);
   - legge 24 luglio 1961, n. 729, art. 9, sesto comma;
   - legge 12 dicembre 1962, n. 1702;
   - legge 3 febbraio 1963, n. 74;
   - legge 11 febbraio 1963, n. 142;
   - legge 26 giugno 1964, n. 434;
   - legge 15 febbraio 1965, n. 106;
   - legge 14 maggio 1965, n. 576;
   - legge 4 maggio 1966, n. 263;
   - legge 1 giugno 1966, n. 416;
   - legge 20 giugno 1966, n. 599;
   - legge 13 luglio 1966, n. 615, (( limitatamente al capo VI )) ;
   -  decreto-legge 21 dicembre 1966, n. 1090, convertito dalla legge
16 febbraio 1967, n. 14;
   - legge 9 luglio 1967, n. 572;
   - legge 4 gennaio 1968, n. 14;
   - legge 13 agosto 1969, n. 613;
   - legge 24 dicembre 1969, n. 990, art.  32,  ((  limitatamente  ai
veicoli )) ;
   - legge 10 luglio 1970, n. 579;
   -  decreto  del  Presidente  della Repubblica 22 febbraio 1971, n.
323;
   - legge 31 marzo 1971, n. 201;
   - legge 3 giugno 1971, n. 437;
   - legge 22 febbraio 1973, n. 59;
   - decreto-legge 23 novembre 1973, n. 741, convertito  dalla  legge
22 dicembre 1973, n. 842;
   - legge 27 dicembre 1973, n. 942;
   - legge 14 febbraio 1974, n. 62;
   - legge 15 febbraio 1974, n. 38;
   - legge 14 agosto 1974, n. 394;
   -  decreto-legge 11 agosto 1975, n. 367, convertito dalla legge 10
ottobre 1975, n. 486;
   - legge 10 ottobre 1975, n. 486;
   - legge 25 novembre 1975, n. 707;
   - legge 7 aprile 1976, n. 125;
   - legge 5 maggio 1976, n. 313;
   - legge 8 agosto 1977, n. 631;
   - legge 18 ottobre 1978, n. 625, art. 4, terzo comma;
   - legge 24 marzo 1980, n. 85;
   -  legge  24 novembre 1981, n. 689, art. 16, secondo comma, per la
parte  relativa  al  testo  unico  delle  norme  sulla   circolazione
stradale,  approvato  con  decreto del Presidente della Repubblica 15
giugno 1959, n. 393;
   - legge 10 febbraio 1982, n. 38;
   - legge 16 ottobre 1984, n. 719;
   - legge 11 gennaio 1986, n. 3;
   - decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito dalla legge  30
marzo 1987, n. 132, articoli 8, 9, 14, 15 e 16;
   - legge 14 febbraio 1987, n. 37;
   - legge 18 marzo 1988, n. 111;
   - legge 24 marzo 1988, n. 112;
   - legge 24 marzo 1989, n. 122, titolo IV;
   - legge 22 aprile 1989, n. 143;
   -  decreto-legge  24 giugno 1989, n. 238, convertito dalla legge 4
agosto 1989, n. 284;
   - legge 23 marzo 1990, n. 67;
   - legge 2 agosto 1990, n. 229;
   - legge 15 dicembre 1990, n. 399;
   - legge 8 agosto 1991, n. 264, art. 7, comma 3;
   - legge 14 ottobre 1991, n. 336;
   - legge 8 novembre 1991, n. 376;
   - legge 5 febbraio 1992, n. 122, art. 12.
  2. Sono inoltre abrogate tutte le disposizioni comunque contrarie o
incompatibili con le norme del presente codice.
  3. In deroga a quanto previsto dal capo I del titolo II, continuano
ad applicarsi le disposizioni di cui al libro quarto, titolo I,  capo
VI,  del  testo  unico  delle  disposizioni  legislative  in  materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  marzo  1973, n. 156. Restano,
comunque, in vigore le disposizioni di  cui  alla  legge  24  gennaio
1978, n. 27 (b).
									TITOLO VII*DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE*Capo II*DISPOSIZIONI TRANSITORIE*
Art. 232 (a). Norme regolamentari e decreti ministeriali di esecuzione e di attuazione 1. In tutti i casi in cui, ai sensi delle norme del presente codice, e' demandata ai Ministri competenti l'emanazione di norme regolamentari di esecuzione o di attuazione nei limiti delle proprie competenze, le relative disposizioni sono emanate nel termine di (( dodici )) mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, salvi i diversi termini fissati dal medesimo. 2. I decreti di cui al comma 1, nonche' quelli previsti dall'art. 3 (( comma 2 )) , della legge delega 13 giugno 1991, n. 190 (b) , entrano in vigore dopo sei mesi dalla loro (( pubblicazione )) . 3. Fino alla scadenza del termine di applicazione, rimangono in vigore nelle singole materie le disposizioni regolamentari previgenti, salvo quanto diversamente stabilito dagli articoli da 233 a 239.
                            Art. 233 (a).
               Norme transitorie relative al titolo I
  1. La regolamentazione dei parcheggi  ai  sensi  dell'art.  7  deve
essere  effettuata nel termine di mesi sei dall'entrata in vigore del
presente codice. Fino a quella  data  si  applicano  le  disposizioni
previgenti.
  2. Le disposizioni di cui all'art. 9 si applicano alle competizioni
sportive  su  strada  che  avranno  luogo  dal 1 gennaio 1994. Fino a
quella data si applicano le disposizioni previgenti.
(( 3. Restano ferme le disposizioni contenute nell'articolo 14,    ))
(( comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito,    ))
(( con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1993, n. 162 )) (b) .  ))
                            Art. 234 (a).
               Norme transitorie relative al titolo II
(( 1. Per gli adeguamenti conseguenti alle disposizioni degli      ))
(( articoli 20, 22 e 23 e' fissato il termine di tre anni a        ))
(( decorrere dall'entrata in vigore delle presenti norme. Fino a   ))
(( tale data sono consentite le occupazioni, le installazioni e    ))
(( gli accessi attualmente esistenti. ))                           ))
  2. Le norme relative al rilascio di  autorizzazioni  e  concessioni
previste  dal  titolo  II  ed  alle  relative  formalita' di cui agli
articoli 26 e 27 si applicano dopo sei mesi  dall'entrata  in  vigore
del  presente  codice.  I  lavori  e le prescrizioni tecniche fissati
nelle autorizzazioni e concessioni rilasciate anteriormente al  detto
termine  devono  essere  iniziati entro tre mesi ed ultimati entro un
anno dalla data dell'autorizzazione  o  concessione,  fatti  salvi  i
diversi  termini  eventualmente stabiliti nei rispettivi disciplinari
di autorizzazione o di concessione.
(( 3. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente codice    ))
(( devono essere emanate le direttive di cui all'articolo 36,      ))
(( comma 6; entro un anno dall'emanazione di tali direttive devono ))
(( essere adottati i piani di traffico di cui ai commi 1, 2 e 3    ))
(( dello stesso articolo, da attuare nell'anno successivo. ))      ))
  4. Entro un anno dall'entrata in vigore del presente codice  ((  la
segnaletica  di  pericolo e di prescrizione permanente )) deve essere
adattata alle norme del presente codice  e  del  regolamento;  ((  la
restante  segnaletica deve essere adeguata entro tre anni. In caso di
sostituzione, i nuovi segnali devono essere conformi alle  norme  del
presente  codice e del regolamento. )) Fino a tale data e' consentito
il permanere della segnaletica attualmente  esistente.  ((  Entro  lo
stesso  termine  devono  essere  realizzate  le  opere necessarie per
l'adeguamento dei passaggi a livello di cui all'art. 44. ))
(( 5. Le norme di cui agli articoli 16, 17 e 18 si applicano       ))
(( successivamente alla delimitazione dei centri abitati prevista  ))
(( dall'articolo 4 ed alla classificazione delle strade prevista   ))
(( dall'articolo 2, comma 2. Fino all'attuazione di tali           ))
(( adempimenti si applicano le previgenti disposizioni in materia. ))
(( ))                                                              ))
                            Art. 235 (a).
              Norme transitorie relative al titolo III
  1. Le disposizioni concernenti le nuove classificazioni dei veicoli
e la determinazione delle relative caratteristiche di cui al  capo  I
del titolo III si applicano dal (( 1 ottobre ))
(( 1993, salvo che per l'attuazione sia prevista l'emanazione di   ))
(( appositi decreti. I decreti attuativi sono emanati entro il 31  ))
(( marzo 1994 ed entrano in vigore dopo sei mesi dalla             ))
(( pubblicazione, restando salva la facolta' di applicazione       ))
(( immediata a richiesta dei soggetti interessati )) .             ))
(( 2. Le disposizioni del capo II del titolo III relative ai       ))
(( veicoli a trazione animale, slitte e velocipedi si applicano a  ))
(( decorrere dal 1 ottobre 1993, salvo che, per l'attuazione, sia ))
(( prevista l'emanazione di appositi decreti. I decreti attuativi  ))
(( sono emanati entro il 31 marzo 1994 ed entrano in vigore dopo   ))
(( sei mesi dalla pubblicazione. A decorrere dal                   ))
(( 1 aprile 1995 non possono piu' essere immessi in circolazione  ))
(( veicoli non rispondenti alle disposizioni stabilite dalle       ))
(( presenti norme. ))                                              ))
(( 3. Le disposizioni della sezione I del capo III del titolo III  ))
(( si applicano a decorrere dal 1 ottobre 1993, salvo che, per    ))
(( l'attuazione, sia prevista l'emanazione di appositi decreti. I  ))
(( decreti attuativi sono emanati entro il 31 marzo 1994 ed        ))
(( entrano in vigore dopo sei mesi dalla pubblicazione, restando   ))
(( salva la facolta' di applicazione immediata, a richiesta dei    ))
(( soggetti interessati. A decorrere dal 1 aprile 1995 non        ))
(( possono piu' essere immessi in circolazione veicoli non         ))
(( rispondenti alle disposizioni stabilite dalle presenti norme.   ))
(( ))                                                              ))
  4. Il Ministro dei trasporti puo', con propri decreti, disporre che
determinati  requisiti  o caratteristiche tecniche o funzionali siano
applicati (( in tempi piu' brevi di  quelli  stabiliti  nel  presente
articolo  ))  ,  in relazione anche all'incidenza di tali requisiti o
caratteristiche sulla sicurezza stradale.
  5. Le disposizioni della sezione II del capo  III  del  titolo  III
(Destinazione  ed  uso dei veicoli) si applicano a decorrere dal (( 1
ottobre 1993 )) . Fino a tale data  la  destinazione  e  l'uso  delle
varie  categorie  di  veicoli  sono  disciplinate dalle norme gia' in
vigore.
  6.  Le  norme  del  presente  codice   relative   alle   carte   di
circolazione,  alle  loro  caratteristiche  ed al loro rilascio, alle
formalita' relative al trasferimento di proprieta' degli  autoveicoli
e  al  rilascio  della  carta provvisoria di circolazione di cui agli
articoli 93, 94 e 95, nonche' a tutti gli adempimenti  conseguenziali
di cui agli articoli 96, 97, 98, 99 e 103, si applicano a partire dal
((   1   ottobre  1993,  salvo  che  per  l'attuazione  sia  prevista
l'emanazione di appositi decreti. I decreti  attuativi  sono  emanati
entro  il  31  marzo  1994,  ed  entrano  in  vigore  il giorno della
pubblicazione. )) Le procedure per il rilascio e  le  annotazioni  in
corso,  secondo  le  norme  gia'  vigenti,  continuano  e la carta di
circolazione  rilasciata  secondo  esse  conserva  piena   validita'.
Parimenti conservano piena validita' le carte di circolazione tuttora
esistenti,    fino   alla   prima   annotazione   che   si   effettui
successivamente (( alla data di decorrenza dei suddetti  decreti;  ))
in tale momento la carta deve essere adeguata alle norme del presente
codice. Analoga disposizione si applica al certificato di proprieta'.
  7. Le disposizioni sulle targhe di cui agli articoli 100, 101 e 102
si applicano a partire dal (( 1 ottobre 1993 )) . Fino a tale data le
targhe,  il  loro  rilascio  e la loro disciplina sono regolate dalle
norme gia' in vigore.
  8. Alle macchine agricole e alle macchine operatrici di cui al capo
IV del titolo III (Circolazione su strada delle macchine  agricole  e
delle  macchine  operatrici), sia in ordine alle loro caratteristiche
che alla loro costruzione ed omologazione,  alla  circolazione,  alla
revisione  ed  alla  targatura, si applicano in quanto compatibili le
disposizioni  del  presente   articolo.   ((   Fanno   eccezione   le
motoagricole  di  cui  alle  previgenti  disposizioni in materia, che
possono essere immesse in circolazione senza necessita' di successivi
adeguamenti,  con  la  classificazione  prevista  dalle  disposizioni
citate,  fino alla scadenza temporale dell'omologazione del tipo gia'
concessa, e comunque non oltre il 31  marzo  1996.  Per  i  complessi
costituiti  da trattrici e attrezzi comunque portati, di cui all'art.
104, comma 7, lettera  e),  immessi  in  circolazione  alla  data  di
entrata  in  vigore del presente codice, si applicano le disposizioni
per essi previgenti. ))
                            Art. 236 (a).
               Norme transitorie relative al titolo IV
  1. Le disposizioni del presente codice sulle patenti  di  guida  si
applicano alle nuove patenti relative a qualsiasi tipo di veicolo che
siano   rilasciate  successivamente  ((  al  30  settembre  1993;  le
disposizioni dell'art. 117 si applicano  alle  patenti  rilasciate  a
seguito di esame superato successivamente al 30 settembre 1993. )) Le
procedure  in  corso  a  quel  momento  sono  osservate  e le patenti
rilasciate  secondo  le  norme  gia'  vigenti  conservano   la   loro
validita'.  Parimenti conservano validita' le patenti gia' rilasciate
alla predetta data. Tale validita' dura fino alla prima  conferma  di
validita'  o revisione che si effettua, ai sensi dell'art. 126 o 128,
dopo la detta scadenza; in tal caso  si  procedera',  all'atto  della
conferma o della revisione, a conformare la patente alle nuove norme.
((  Sono  fatti  salvi i diritti acquisiti dai titolari di patenti di
categoria B o superiore, rilasciate anteriormente al 26 aprile  1988,
per la guida dei motocicli. ))
  2.  Le  autoscuole  attualmente  esistenti dovranno essere adeguate
alle norme del presente codice entro un anno  dalla  sua  entrata  in
vigore.   Fino   a  tale  data  le  autoscuole  sono  regolate  dalle
disposizioni previgenti.
                            Art. 237 (a).
               Norme transitorie relative al titolo V
  1. Gli utenti della strada sono tenuti ad osservare i comportamenti
imposti dal presente codice dalla data della sua entrata  in  vigore.
((   Per   i   ciclomotori   e  le  macchine  agricole  l'obbligo  di
assicurazione sulla responsabilita' civile ))
(( di cui all'articolo 193 decorre dal 1 ottobre 1993. Dalla      ))
(( stessa data e' abrogato l'articolo 5 della legge 24 dicembre    ))
(( 1969, n. 990 (b). Il contratto di assicurazione per la          ))
(( responsabilita' civile derivante dalla circolazione delle       ))
(( macchine agricole puo' essere stipulato, in relazione alla      ))
(( effettiva circolazione delle macchine sulla strada, anche per   ))
(( periodi infrannuali, non inferiori ad un bimestre. ))           ))
  2. Per le violazioni commesse prima della data di cui  al  comma  1
continuano  ad applicarsi (( le sanzioni amministrative principali ))
ed accessorie e ad osservarsi le disposizioni concernenti  le  proce-
dure  di  accertamento  e  di  applicazione, rispettivamente previste
dalle disposizioni previgenti.
                              Art. 238.
               Norme transitorie relative al titolo VI
  1. Le disposizioni del titolo VI, capo I si applicano dal 1 gennaio
1993.
  2. Le sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di  reati
previsti dal presente codice sono applicate ai reati commessi dopo la
sua entrata in vigore.
  3. Sono decise dal pretore, secondo le norme anteriormente vigenti,
le  cause  pendenti  dinanzi  a  tale  organo alla data di entrata in
vigore della legge 21 novembre 1991, n. 374 (a), anche se  attribuite
dal presente codice alla competenza del giudice di pace.
                            Art. 239 (a).
              Norme transitorie relative al titolo VII
  1. Gli archivi e l'anagrafe nazionali previsti dagli articoli 225 e
226 sono impiantati a partire (( dal 1 ottobre 1993. )) Da tale  data
iniziera'   l'invio  dei  dati  necessari  da  parte  degli  enti  ed
amministrazioni interessati. L'impianto degli archivi e dell'anagrafe
dovra' essere completato nell'anno successivo.
  2. Il servizio ed i dispositivi di monitoraggio di cui all'art. 227
sono installati a partire (( dal 1 ottobre 1993 ))  e  devono  essere
completati (( nel triennio successivo )) .
                              Art. 240.
          Entrata in vigore delle norme del presente codice
  1. Le norme del presente codice entrano in vigore il 1 gennaio 1993
(a).
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