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Numero Atti:54110
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 27 settembre 2016 Ultima Modifica: 30 settembre 2016
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Dettaglio atto

Decreto legislativo 13 agosto 2010 , n. 155

Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualita' dell'aria ambiente e per un'aria piu' pulita in Europa. (10G0177)

(G.U. Serie Generale , n. 216 del 15 settembre 2010)

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; 
  Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, concernente  disposizioni  per
l'adempimento  di   obblighi   dall'appartenenza   dell'Italia   alle
Comunita' europee  -  Legge  comunitaria  2008,  e,  in  particolare,
l'articolo 10 e l'allegato B; 
  Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  recante
disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento  della  Presidenza
del Consiglio dei ministri; 
  Vista  la  direttiva  2008/50/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 21  maggio  2008,  relativa  alla  qualita'  dell'aria
ambiente e per un'aria piu' pulita in Europa; 
  Vista  la  direttiva  2004/107/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente l'arsenico,  il  cadmio,
il mercurio,  il  nichel  e  gli  idrocarburi  policiclici  aromatici
nell'aria ambiente; 
  Visto il  decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  112,  recante
conferimento di funzioni e compiti amministrativi  dello  Stato  alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge  15
marzo 1997, n. 59; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 13 maggio 2010; 
  Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso  nella  seduta
dell'8 luglio 2010; 
  Acquisiti i pareri  delle  competenti  commissioni  di  Camera  dei
deputati e Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 30 luglio 2010; 
  Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto
con  i  Ministri  della  salute,  dello  sviluppo  economico,   delle
infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole alimentari e
forestali, degli affari  esteri,  della  giustizia,  dell'economia  e
delle finanze e per i rapporti con  le  regioni  e  per  la  coesione
territoriale; 
 
                                Emana 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
 
 
                        Principi e finalita' 
 
  1.  Il  presente  decreto  recepisce  la  direttiva  2008/50/CE   e
sostituisce   le   disposizioni   di   attuazione   della   direttiva
2004/107/CE, istituendo un quadro normativo unitario  in  materia  di
valutazione  e  di  gestione  della   qualita'   dell'aria   ambiente
finalizzato a: 
    a) individuare obiettivi di qualita' dell'aria ambiente  volti  a
evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per
l'ambiente nel suo complesso; 
    b) valutare la qualita' dell'aria ambiente sulla base di metodi e
criteri comuni su tutto il territorio nazionale; 
    c) ottenere informazioni sulla qualita' dell'aria  ambiente  come
base  per  individuare  le  misure  da   adottare   per   contrastare
l'inquinamento e gli effetti nocivi  dell'inquinamento  sulla  salute
umana e sull'ambiente e per monitorare le tendenze a  lungo  termine,
nonche' i miglioramenti dovuti alle misure adottate; 
    d) mantenere la qualita' dell'aria  ambiente,  laddove  buona,  e
migliorarla negli altri casi; 
    e) garantire al pubblico le informazioni sulla qualita' dell'aria
ambiente; 
    f) realizzare una migliore cooperazione tra gli Stati dell'Unione
europea in materia di inquinamento atmosferico. 
  2. Ai fini previsti dal comma 1 il presente decreto stabilisce: 
    a) i valori limite per le concentrazioni  nell'aria  ambiente  di
biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio,
piombo e PM10; 
    b) i livelli critici per le concentrazioni nell'aria ambiente  di
biossido di zolfo e ossidi di azoto; 
    c) le soglie di allarme per le concentrazioni nell'aria  ambiente
di biossido di zolfo e biossido di azoto; 
    d)  il  valore  limite,  il  valore   obiettivo,   l'obbligo   di
concentrazione dell'esposizione e l'obiettivo nazionale di  riduzione
dell'esposizione per le concentrazioni nell'aria ambiente di PM2,5; 
    e) i valori obiettivo per le concentrazioni nell'aria ambiente di
arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene. 
  3. Ai fini previsti dal comma  1  il  presente  decreto  stabilisce
altresi' i valori obiettivo, gli obiettivi a lungo termine, le soglie
di allarme e le soglie di informazione per l'ozono. 
  4. Il presente decreto si fonda sui seguenti principi: 
    a) il sistema di valutazione e gestione della qualita'  dell'aria
rispetta ovunque standard qualitativi elevati ed omogenei al fine  di
assicurare un approccio uniforme su tutto il territorio  nazionale  e
di assicurare che le stesse situazioni di inquinamento siano valutate
e gestite in modo analogo; 
    b) il sistema di acquisizione,  di  trasmissione  e  di  messa  a
disposizione dei dati e delle informazioni relativi alla  valutazione
della  qualita'  dell'aria  ambiente  e'  organizzato  in   modo   da
rispondere alle esigenze di tempestivita' della conoscenza  da  parte
di tutte le amministrazioni interessate e del pubblico e si  basa  su
misurazioni e  su  altre  tecniche  di  valutazione  e  su  procedure
funzionali a tali finalita' secondo i canoni di efficienza, efficacia
ed economicita'; 
    c)  la  zonizzazione  dell'intero  territorio  nazionale  e'   il
presupposto su cui si  organizza  l'attivita'  di  valutazione  della
qualita'  dell'aria  ambiente.  A  seguito  della  zonizzazione   del
territorio, ciascuna zona o agglomerato e' classificata allo scopo di
individuare  le  modalita'  di  valutazione  mediante  misurazioni  e
mediante altre tecniche in conformita' alle disposizioni del presente
decreto; 
    d)  la   zonizzazione   del   territorio   richiede   la   previa
individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle
altre zone. Gli agglomerati sono individuati sulla base  dell'assetto
urbanistico, della popolazione residente e della densita'  abitativa.
Le altre zone sono individuate, principalmente, sulla base di aspetti
come  il  carico  emissivo,  le   caratteristiche   orografiche,   le
caratteristiche meteo-climatiche e il  grado  di  urbanizzazione  del
territorio, al fine di individuare le aree in cui uno o piu' di  tali
aspetti sono predominanti nel determinare i livelli degli  inquinanti
e di accorpare tali aree  in  zone  contraddistinte  dall'omogeneita'
degli aspetti predominanti; 
    e) la valutazione della qualita' dell'aria ambiente e' fondata su
una rete di misura e su un programma di valutazione.  Le  misurazioni
in siti fissi, le misurazioni  indicative  e  le  altre  tecniche  di
valutazione  permettono  che  la  qualita'  dell'aria  ambiente   sia
valutata in conformita' alle disposizioni del presente decreto; 
    f) la valutazione  della  qualita'  dell'aria  ambiente  condotta
utilizzando determinati siti fissi  di  campionamento  e  determinate
tecniche di  valutazione  si  considera  idonea  a  rappresentare  la
qualita'  dell'aria  all'interno  dell'intera  zona   o   dell'intero
agglomerato di riferimento qualora la scelta dei siti e  delle  altre
tecniche sia operata in conformita' alle  disposizioni  del  presente
decreto; 
    g) ai fini della valutazione della qualita' dell'aria ambiente e'
evitato l'uso di stazioni di misurazione non conformi e, nel rispetto
dei canoni di efficienza, di efficacia e di  economicita',  l'inutile
eccesso di stazioni di misurazione. Le stazioni  di  misurazione  che
non sono inserite nella rete di misura e nel programma di valutazione
non sono utilizzate per le finalita' del presente decreto; 
    h) la rete di misura e' soggetta alla  gestione  o  al  controllo
pubblico. Il controllo pubblico e' assicurato dalle regioni  o  dalle
province autonome o,  su  delega,  dalle  agenzie  regionali  per  la
protezione dell'ambiente. Le stazioni di misurazione non  soggette  a
tale gestione o controllo non sono utilizzate per  le  finalita'  del
presente decreto; 
    i)  la  valutazione  della  qualita'  dell'aria  ambiente  e'  il
presupposto  per  l'individuazione  delle  aree  di  superamento  dei
valori, dei livelli, delle soglie  e  degli  obiettivi  previsti  dal
presente decreto; 
    l) i piani e  le  misure  da  adottare  ed  attuare  in  caso  di
individuazione di una o piu' aree di superamento all'interno  di  una
zona o di un agglomerato devono agire, secondo criteri di  efficienza
ed efficacia, sull'insieme delle principali  sorgenti  di  emissione,
ovunque localizzate, che influenzano tali aree,  senza  l'obbligo  di
estendersi all'intero territorio della zona o  dell'agglomerato,  ne'
di limitarsi a tale territorio. 
  5. Le funzioni amministrative relative  alla  valutazione  ed  alla
gestione della qualita' dell'aria ambiente competono allo Stato, alle
regioni e alle province autonome e agli enti locali, nei modi  e  nei
limiti previsti dal presente decreto. Il  Ministero  dell'ambiente  e
della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  di  seguito  Ministero
dell'ambiente, si puo' avvalere, nei modi e per le finalita' previsti
dal presente decreto, del supporto  tecnico  dell'Istituto  Superiore
per la protezione e  la  ricerca  ambientale,  di  seguito  ISPRA,  e
dell'Agenzia nazionale  per  le  nuove  tecnologie,  l'energia  e  lo
sviluppo economico sostenibile, di seguito ENEA. 
  6. I compiti tecnici finalizzati ad assicurare  la  qualita'  della
valutazione  in  materia  di  aria  ambiente  sono  assicurati  dalle
autorita' e dagli organismi di cui all'articolo 17, in conformita' al
disposto dell'allegato I, paragrafo 3. 
                               Art. 2 
 
                             Definizioni 
 
  1.  Ai  fini  del  presente  decreto  si  applicano   le   seguenti
definizioni: 
    a) aria ambiente: l'aria esterna presente  nella  troposfera,  ad
esclusione di quella presente  nei  luoghi  di  lavoro  definiti  dal
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; 
    b) inquinante: qualsiasi sostanza presente nell'aria ambiente che
puo' avere effetti dannosi sulla salute umana o sull'ambiente nel suo
complesso; 
    c) livello: concentrazione nell'aria ambiente di un inquinante  o
deposizione di questo su una superficie in un dato periodo di tempo; 
    d)  valutazione:  utilizzo  dei  metodi  stabiliti  dal  presente
decreto per misurare, calcolare, stimare o prevedere i livelli  degli
inquinanti; 
    e) zona: parte del territorio nazionale delimitata, ai sensi  del
presente decreto, ai fini della valutazione e  della  gestione  della
qualita' dell'aria ambiente; 
    f) agglomerato: zona costituita da un'area urbana o da un insieme
di aree urbane che distano tra loro non piu'  di  qualche  chilometro
oppure da un'area urbana principale e dall'insieme delle aree  urbane
minori che dipendono da quella principale sul piano demografico,  dei
servizi e dei flussi di persone e merci, avente: 
      1) una popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure; 
      2) una popolazione inferiore a 250.000 abitanti e una  densita'
di popolazione per km2 superiore a 3.000 abitanti; 
    g) area di superamento: area, ricadente all'interno di una zona o
di un agglomerato, nella quale e' stato valutato il superamento di un
valore limite o di un valore  obiettivo;  tale  area  e'  individuata
sulla base della rappresentativita' delle misurazioni in siti fissi o
indicative o sulla base delle tecniche di modellizzazione; 
    ((h) valore limite:  livello  fissato  in  base  alle  conoscenze
scientifiche al fine di evitare,  prevenire  o  ridurre  gli  effetti
nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel  suo  complesso,  che
deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito  non
deve essere superato;)) 
    i) livello critico:  livello  fissato  in  base  alle  conoscenze
scientifiche, oltre il  quale  possono  sussistere  effetti  negativi
diretti su  recettori  quali  gli  alberi,  le  altre  piante  o  gli
ecosistemi naturali, esclusi gli esseri umani; 
    l) margine di tolleranza: percentuale del valore limite entro  la
quale e' ammesso il superamento del  valore  limite  alle  condizioni
stabilite dal presente decreto; 
    m)  valore  obiettivo:  livello  fissato  al  fine  di   evitare,
prevenire o  ridurre  effetti  nocivi  per  la  salute  umana  o  per
l'ambiente nel suo complesso, da conseguire, ove possibile, entro una
data prestabilita; 
    n) soglia di allarme: livello oltre il quale sussiste un  rischio
per la salute umana in caso di esposizione di  breve  durata  per  la
popolazione nel suo complesso ed  il  cui  raggiungimento  impone  di
adottare provvedimenti immediati; 
    o) soglia di informazione: livello oltre  il  quale  sussiste  un
rischio per la salute umana in caso di esposizione  di  breve  durata
per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo
complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare  informazioni
adeguate e tempestive; 
    p) obiettivo a lungo termine: livello da  raggiungere  nel  lungo
periodo  mediante  misure  proporzionate,  al  fine   di   assicurare
un'efficace protezione della salute umana e dell'ambiente; 
    q) indicatore di esposizione media: livello medio da  determinare
sulla base di misurazioni effettuate da stazioni di fondo ubicate  in
siti  fissi  di  campionamento  urbani  presso  l'intero   territorio
nazionale e che riflette l'esposizione della popolazione. Permette di
calcolare se sono stati rispettati l'obiettivo nazionale di riduzione
dell'esposizione e l'obbligo di concentrazione dell'esposizione; 
    r) obbligo di concentrazione  dell'esposizione:  livello  fissato
sulla base dell'indicatore di esposizione media al  fine  di  ridurre
gli effetti nocivi sulla salute umana, da raggiungere entro una  data
prestabilita; 
    s) obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione:  riduzione,
espressa in percentuale, dell'esposizione  media  della  popolazione,
fissata, in relazione ad un determinato anno di riferimento, al  fine
di ridurre gli effetti nocivi per la salute  umana,  da  raggiungere,
ove possibile, entro una data prestabilita; 
    t) misurazioni in  siti  fissi:  misurazioni  dei  livelli  degli
inquinanti effettuate in stazioni  ubicate  presso  siti  fissi,  con
campionamento  continuo  o  discontinuo,  eccettuate  le  misurazioni
indicative; 
    u)  misurazioni  indicative:  misurazioni   dei   livelli   degli
inquinanti, basate su obiettivi di qualita'  meno  severi  di  quelli
previsti per le misurazioni in siti fissi ((...)); 
    v) tecniche di stima obiettiva: metodi ((...)) per  calcolare  le
concentrazioni a partire da valori misurati in luoghi o tempi diversi
da quelli a  cui  si  riferisce  il  calcolo,  basati  su  conoscenze
scientifiche circa la distribuzione delle concentrazioni; 
    z) soglia di valutazione superiore: livello al di sotto del quale
le misurazioni in siti fissi possono essere combinate con misurazioni
indicative o  tecniche  di  modellizzazione  e,  per  l'arsenico,  il
cadmio, il nichel ed il benzo(a)pirene, livello al di sotto del quale
le misurazioni in siti fissi o indicative  possono  essere  combinate
con tecniche di modellizzazione; 
    aa) soglia di valutazione inferiore:  livello  al  di  sotto  del
quale e' previsto, anche in via esclusiva, l'utilizzo di tecniche  di
modellizzazione o di stima obiettiva; 
    bb)  contributo  di  fonti  naturali:   emissione   di   sostanze
inquinanti non causata in  modo  diretto  o  indiretto  da  attivita'
umane, come nel caso  di  eruzioni  vulcaniche,  attivita'  sismiche,
attivita' geotermiche, incendi spontanei, tempeste di vento ed  altri
eventi naturali, aerosol marini, emissioni  biogeniche,  trasporto  o
risospensione in  atmosfera  di  particelle  naturali  dalle  regioni
secche; 
    cc) rete di misura: sistema  di  stazioni  di  misurazione  degli
inquinanti atmosferici da utilizzare ai fini del presente decreto; il
numero  delle  stazioni  della  rete  di  misura  non  eccede  quello
sufficiente ad assicurare le funzioni previste dal presente  decreto.
L'insieme di tali stazioni di  misurazione  presenti  sul  territorio
nazionale costituisce la rete di misura nazionale; 
    dd) programma di valutazione: il programma che indica le stazioni
di misurazione della rete di misura utilizzate per le misurazioni  in
siti  fissi  e  per  le  misurazioni  indicative,  le   tecniche   di
modellizzazione e le tecniche di  stima  obiettiva  da  applicare  ai
sensi del presente decreto e che prevede le stazioni di  misurazione,
utilizzate insieme a quelle della rete di  misura,  alle  quali  fare
riferimento nei casi in cui i dati rilevati dalle stazioni della rete
di misura, anche a causa di fattori esterni, non  risultino  conformi
alle disposizioni del presente decreto, con  particolare  riferimento
agli obiettivi di qualita' dei dati  di  cui  all'allegato  I  ed  ai
criteri di ubicazione di cui agli allegati III e VIII; 
    ee) garanzia di  qualita':  realizzazione  di  programmi  la  cui
applicazione pratica consente l'ottenimento di dati di concentrazione
degli inquinanti atmosferici con precisione e accuratezza  conosciute
((le attivita' di  controllo  sulla  corretta  applicazione  di  tali
programmi sono comprese nella realizzazione dei programmi stessi;)); 
    ff) campioni primari: campione designato come avente le piu' alte
qualita' metrologiche ed il cui valore e' accettato senza riferimento
ad altri campioni della stessa grandezza; 
    gg)  campioni  di  riferimento:  campioni  riconosciuti  da   una
decisione nazionale come base  per  fissare  il  valore  degli  altri
campioni della grandezza in questione; 
    hh) deposizione totale: massa totale di sostanze inquinanti  che,
in una data area e in un dato periodo, e'  trasferita  dall'atmosfera
al suolo, alla vegetazione, all'acqua, agli  edifici  e  a  qualsiasi
altro tipo di superficie; 
    ii) PM10: il materiale  particolato  che  penetra  attraverso  un
ingresso dimensionale selettivo conforme al metodo di riferimento per
il campionamento e la misurazione del PM10 (norma UNI EN 12341),  con
un'efficienza  di  penetrazione  del  50  per  cento  per   materiale
particolato di un diametro aerodinamico di 10 μm; 
    ll) PM2,5: il materiale particolato  che  penetra  attraverso  un
ingresso dimensionale selettivo conforme al metodo di riferimento per
il campionamento e la misurazione del PM2,5 (norma UNI EN 14907), con
un'efficienza  di  penetrazione  del  50  per  cento  per   materiale
particolato di un diametro aerodinamico di 2,5 μm; 
    mm) ossidi di azoto: la somma dei «rapporti  di  mescolamento  in
volume (ppbv)» di monossido di azoto (ossido nitrico) e  di  biossido
di azoto espressa in unita' di concentrazione di massa di biossido di
azoto (μg/m³); 
    nn) idrocarburi policiclici aromatici: composti organici con  due
o piu' anelli aromatici  fusi,  formati  interamente  da  carbonio  e
idrogeno; 
    oo) mercurio gassoso totale: vapore di mercurio elementare (Hg0 )
e  mercurio  gassoso  reattivo,  intesi  come  specie   di   mercurio
idrosolubili con una pressione di vapore sufficientemente elevata per
esistere nella fase gassosa; 
    pp) composti organici volatili: tutti i composti organici diversi
dal metano provenienti da fonti antropogeniche e biogeniche, i  quali
possono produrre ossidanti fotochimici reagendo  con  gli  ossidi  di
azoto in presenza di luce solare; 
    qq)  precursori  dell'ozono:  sostanze  che  contribuiscono  alla
formazione di ozono a livello del suolo. 
                               Art. 3 
 
 
                     Zonizzazione del territorio 
 
  1. L'intero territorio nazionale e' suddiviso in zone e agglomerati
da classificare ai fini della valutazione  della  qualita'  dell'aria
ambiente. 
  2. Alla zonizzazione provvedono le regioni e le  province  autonome
sulla base dei criteri indicati nell'appendice I. La zonizzazione  e'
riesaminata in caso di variazione dei presupposti su cui e' basata ai
sensi dell'appendice I. Per il riesame di  ciascuna  zonizzazione  in
atto alla data di entrata in vigore del presente decreto il  progetto
di zonizzazione e di classificazione di cui al comma 3 e'  presentato
entro i successivi quattro mesi. 
  3.   Ciascun   progetto   di    zonizzazione,    corredato    dalla
classificazione di cui  all'articolo  4,  commi  1  e  2,  e  di  cui
all'articolo 8, commi 2 e 5, e' trasmesso dalle  regioni  o  province
autonome  al  Ministero  dell'ambiente  e  all'ISPRA.  Il   Ministero
dell'ambiente, avvalendosi  dell'ISPRA  valuta,  entro  i  successivi
quarantacinque  giorni,  anche  attraverso  un  esame  congiunto  nel
Coordinamento di cui all'articolo 20,  la  conformita'  del  progetto
alle disposizioni del presente decreto  ed  agli  indirizzi  espressi
dallo  stesso  Coordinamento  e  tenendo  conto  della  coerenza  dei
progetti  di  zonizzazioni  regionali  relativamente  alle  zone   di
confine. In caso di mancata conformita' il  Ministero  dell'ambiente,
con atto motivato diretto alla regione  o  alla  provincia  autonoma,
indica  le  variazioni  e  le  integrazioni  da  effettuare  ai  fini
dell'adozione del provvedimento di zonizzazione e di classificazione.
La trasmissione del progetto e' effettuata  su  supporto  informatico
non riscrivibile, utilizzando,  ove  gia'  individuato  con  apposito
decreto del Ministro dell'ambiente, il formato a tal fine previsto. 
  4. Le regioni e le province autonome possono individuare  d'intesa,
sulla base dei criteri dell'appendice I, zone sovraregionali. In  tal
caso, le regioni  e  le  province  autonome  interessate  individuano
apposite modalita' di coordinamento per assicurare una valutazione ed
una gestione unitaria dell'aria ambiente nelle zone sovraregionali. 
                               Art. 4 
 
 
                Classificazione di zone e agglomerati 
     ai fini della valutazione della qualita' dell'aria ambiente 
 
  1.  Ai  fini  della  valutazione  della  qualita'   dell'aria,   la
classificazione delle zone e degli  agglomerati  e'  effettuata,  per
ciascun inquinante di cui all'articolo 1, comma 2, sulla  base  delle
soglie di valutazione superiori e  inferiori  previste  dall'allegato
II, sezione I, e secondo  la  procedura  prevista  dall'allegato  II,
sezione II. 
  2. La classificazione delle zone e degli agglomerati e' riesaminata
almeno ogni  cinque  anni  e,  comunque,  in  caso  di  significative
modifiche delle attivita' che incidono sulle concentrazioni nell'aria
ambiente degli inquinanti di cui all'articolo 1, comma 2. 
  3. Nella comunicazione  prevista  all'articolo  3,  comma  3,  sono
allegati, per ciascuna classificazione, gli esiti del monitoraggio  e
delle valutazioni sulla cui base le zone e gli agglomerati sono stati
classificati. 
  4. Alla classificazione delle zone e degli  agglomerati  provvedono
le regioni e le province autonome. 
                               Art. 5 
 
            Valutazione della qualita' dell'aria ambiente 
 
  1. La valutazione della qualita' dell'aria ambiente e'  effettuata,
per ciascun inquinante  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  con  le
modalita' previste ((dai commi 2, 3, 4, e 5)). Si applicano,  per  la
valutazione, l'allegato III, relativo all'ubicazione  delle  stazioni
di misurazione, l'appendice II, relativa alla scelta  della  rete  di
misura, e l'appendice III, relativa ai metodi di valutazione  diversi
dalla misurazione. Alla valutazione della qualita' dell'aria ambiente
provvedono le regioni e le province autonome. 
  2. Nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti
di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a), b), c) e d), superano  la
rispettiva soglia di valutazione superiore, le  misurazioni  in  siti
fissi sono obbligatorie e possono essere  integrate  da  tecniche  di
modellizzazione o da misurazioni indicative al  fine  di  fornire  un
adeguato  livello  di  informazione  circa  la   qualita'   dell'aria
ambiente.  Se  il  superamento  interessa  gli  inquinanti   di   cui
all'articolo 1, comma 2, lettera e), le  misurazioni  in  siti  fissi
sono  obbligatorie  e  possono  essere  integrate  da   tecniche   di
modellizzazione  al  fine  di  fornire   un   adeguato   livello   di
informazione circa la qualita' dell'aria ambiente. 
  3. Nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti
di cui all'articolo 1, comma  2,  lettere  a),  b),  c)  e  d),  sono
compresi tra la rispettiva  soglia  di  valutazione  inferiore  e  la
rispettiva soglia di valutazione superiore, le  misurazioni  in  siti
fissi sono obbligatorie e possono essere  combinate  con  misurazioni
indicative o tecniche di modellizzazione. Se il superamento interessa
gli inquinanti di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  lettera  e),  le
misurazioni  in  siti  fissi  o  indicative  mediante   stazioni   di
misurazione sono obbligatorie e possono essere combinate con tecniche
di  modellizzazione  al  fine  di  fornire  un  adeguato  livello  di
informazione circa la qualita' dell'aria ambiente. 
  4. Nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti
di cui all'articolo 1, comma 2, sono inferiori alla rispettiva soglia
di valutazione inferiore, sono utilizzate, anche  in  via  esclusiva,
tecniche di modellizzazione o di stima obiettiva. 
  5. Ai fini  della  determinazione  del  numero  delle  stazioni  di
misurazione per le misurazioni in siti fissi nei casi in  cui  vi  e'
integrazione o combinazione tra misurazioni in siti fissi e  tecniche
di modellizzazione o misurazioni indicative, si applicano  i  criteri
previsti dall'articolo 7, commi 2 e 3. 
  6. Le regioni e  le  province  autonome  trasmettono  al  Ministero
dell'ambiente, all'ISPRA e all'ENEA, entro ((il 31  dicembre  2012)),
un progetto volto ad adeguare la propria rete di misura alle relative
disposizioni, in conformita' alla zonizzazione risultante  dal  primo
riesame previsto dall'articolo 3, comma 2,  ed  in  conformita'  alla
connessa classificazione. Il progetto indica anche la  data  prevista
per l'adeguamento e contiene il programma di valutazione  da  attuare
nelle  zone  e  negli  agglomerati.   Il   Ministero   dell'ambiente,
avvalendosi  dell'ISPRA  e  dell'ENEA,  valuta,  entro  i  successivi
sessanta  giorni,   anche   attraverso   un   esame   congiunto   del
Coordinamento di cui all'articolo 20,  la  conformita'  del  progetto
alle disposizioni del presente decreto  ed  agli  indirizzi  espressi
dallo  stesso  Coordinamento.  In  caso  di  mancata  conformita'  il
Ministero dell'ambiente, con atto motivato  diretto  alla  regione  o
alla provincia autonoma, indica le variazioni e  le  integrazioni  da
effettuare ai fini dell'attuazione del progetto di adeguamento.  Tale
procedura si applica anche ai successivi progetti di  modifica  o  di
integrazione della rete di misura ((o del programma di valutazione)).
La trasmissione del progetto e' effettuata  su  supporto  informatico
non riscrivibile, utilizzando,  ove  gia'  individuato  con  apposito
decreto del Ministro dell'ambiente, il formato a tal  fine  previsto.
((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 24 DICEMBRE 2012, N. 250)). 
  7. Le stazioni di misurazione previste nel programma di valutazione
di cui al comma  6  devono  essere  gestite  dalle  regioni  e  dalle
province autonome ovvero, su delega, dalle agenzie regionali  per  la
protezione dell'ambiente oppure da altri soggetti pubblici o privati.
In quest'ultimo caso, sono sottoposte al controllo  delle  regioni  e
delle province autonome ovvero, su delega, delle  agenzie  regionali.
Il controllo si esercita sulla base di appositi protocolli  approvati
dalle regioni e dalle province autonome o, in caso di  delega,  dalle
agenzie regionali e deve prevedere una continua supervisione su tutte
le modalita' di gestione della stazione e di raccolta, trattamento  e
validazione dei dati.  Per  le  stazioni  di  misurazione  esistenti,
gestite da enti locali o soggetti privati, il Ministero dell'ambiente
promuove la sottoscrizione di accordi tra il gestore, le regioni o le
province autonome e le agenzie regionali al  fine  di  assicurare  la
sottoposizione a tale controllo. 
  8. Le stazioni previste nel programma  di  valutazione  di  cui  al
comma 6 sono esercite e manutenute in condizioni atte  ad  assicurare
le funzioni previste dal presente decreto. Per i casi in cui  i  dati
rilevati da una stazione della rete  di  misura,  anche  a  causa  di
fattori  esterni,  non  risultino  conformi  alle  disposizioni   del
presente decreto,  con  particolare  riferimento  agli  obiettivi  di
qualita' dei dati di cui all'allegato I ed ai criteri  di  ubicazione
di cui all'allegato III e all'allegato VIII, si utilizza, sulla  base
del programma di valutazione,  un'altra  stazione  avente  le  stesse
caratteristiche in relazione alla  zona  oppure,  nello  stesso  sito
fisso di campionamento, una stazione di misurazione mobile al fine di
raggiungere  la  necessaria  copertura  dei  dati.  Il  numero  delle
stazioni di misurazione previste dal programma  di  valutazione  deve
essere individuato nel rispetto dei canoni di  efficienza,  efficacia
ed economicita'. Nel  caso  in  cui  risultino  variati  il  contesto
territoriale, le attivita' e le altre circostanze da cui  dipende  la
classificazione e l'ubicazione di una o piu' stazioni della  rete  di
misura ai sensi degli allegati III, IV, VIII e X,  le  regioni  e  le
province autonome provvedono comunque al conseguente adeguamento  del
programma  di  valutazione,  nei  limiti  delle  risorse  finanziarie
destinate a tali finalita', in base alla legislazione vigente. 
  9. Le decisioni di valutazione  di  impatto  ambientale  statali  e
regionali, le autorizzazioni integrate ambientali statali e regionali
e le autorizzazioni previste dal decreto legislativo 3  aprile  2006,
n. 152, e successive modificazioni, per gli  impianti  che  producono
emissioni in atmosfera possono disporre ((, al fine di valutarne  gli
effetti,)) l'installazione o l'adeguamento ((, nonche' la  gestione))
di una o  piu'  stazioni  di  misurazione  della  qualita'  dell'aria
ambiente da parte del proponente solo nel caso in cui la regione o la
provincia autonoma interessata o, su delega, l'agenzia regionale  per
la protezione dell'ambiente ((consideri))  tali  stazioni  necessarie
per la rete di misura o per il programma di valutazione. In tal caso,
la decisione di valutazione di impatto ambientale o  l'autorizzazione
prescrivono  che  la  stazione  di  misurazione  sia  conforme   alle
disposizioni del presente  decreto  e  sia  sottoposta  al  controllo
previsto al comma 7. In sede di  rinnovo  o  di  aggiornamento  delle
autorizzazioni che sono state rilasciate prima dell'entrata in vigore
del presente decreto per gli  impianti  che  producono  emissioni  in
atmosfera, anche ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
24  maggio  1988,  n.  203,  e  che  prevedevano  l'installazione   o
l'adeguamento di una o piu' stazioni di  misurazione  della  qualita'
dell'aria ambiente, l'autorita' competente autorizza la permanenza di
tali stazioni solo nel caso in cui la regione o la provincia autonoma
interessata o, su  delega,  l'agenzia  regionale  per  la  protezione
dell'ambiente le valuti necessarie per la rete di  misura  o  per  il
programma di valutazione, prescrivendo in questo caso che la stazione
sia conforme alle disposizioni del presente decreto e sia  sottoposta
al controllo previsto dal comma 7. 
  10.  I  dati  e  le  informazioni  aventi  ad   oggetto   attivita'
produttive,  attivita'  di  servizio,  infrastrutture  e   mezzi   di
trasporto, utili a stimare le emissioni in atmosfera ed  a  valutarne
l'impatto  sulla  qualita'   dell'aria,   devono   essere   messi   a
disposizione del  Ministero  dell'ambiente,  delle  regioni  o  delle
province  autonome  o  delle  agenzie  regionali  per  la  protezione
dell'ambiente che li richiedano, a cura ((delle  autorita'  pubbliche
definite dall'articolo 2,  comma  1,))  del  decreto  legislativo  19
agosto 2005, n. 195. L'eccezione di  cui  all'articolo  5,  comma  2,
lettera b), del decreto legislativo n. 195 del 2005, non puo'  essere
comunque opposta in riferimento a dati ed informazioni che le vigenti
normative di settore prescrivono  di  utilizzare  per  l'adozione  di
provvedimenti di autorizzazione o di  pianificazione  pubblici  o  di
tariffe pubbliche. Nel caso in cui una  richiesta  formulata  da  una
regione o  provincia  autonoma  per  lo  svolgimento  delle  funzioni
previste dal presente  decreto  non  sia  stata  accolta,  anche  per
un'eccezione prevista all'articolo 5, comma 1 o comma 2, del  decreto
legislativo n. 195 del 2005, il Ministero dell'ambiente, sentita tale
regione o provincia autonoma, puo' promuovere forme di  consultazione
con l'autorita' che non ha accolto la  richiesta,  anche  nell'ambito
del Coordinamento di cui all'articolo 20, per accertare  se  esistano
modalita' atte ad assicurare la messa a disposizione dei dati e delle
informazioni senza  pregiudizio  per  gli  interessi  tutelati  dalle
eccezioni. A tali consultazioni partecipa anche  il  Ministero  della
difesa nei casi  in  cui  la  richiesta  non  sia  stata  accolta  da
un'autorita' competente alla gestione di strutture, porti o aeroporti
militari. 
  11.  Le  misurazioni  e  le  altre  tecniche  utilizzate   per   la
valutazione della qualita' dell'aria ambiente devono  rispettare  gli
obiettivi di qualita' previsti dall'allegato I. 
  12. ((Con uno o  piu'  decreti))  del  Ministro  dell'ambiente,  di
concerto  con  il  Ministro  della  salute,  sentita  la   Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  sono
disciplinate le  modalita'  di  utilizzo  dei  bioindicatori  per  la
valutazione degli effetti determinati sugli ecosistemi dai livelli di
arsenico,  cadmio,  nichel,  idrocarburi  policiclici   aromatici   e
mercurio. 
                               Art. 6 
 
   Casi speciali di valutazione della qualita' dell'aria ambiente 
 
  1. ((Con uno  o  piu'  decreti))  del  Ministro  dell'ambiente,  di
concerto con  il  Ministro  della  salute  e  sentita  la  Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997, sono scelte,
in modo da individuare le  variazioni  geografiche  e  l'andamento  a
lungo  termine  delle  concentrazioni  nell'aria  ambiente   e,   ove
previsto, delle deposizioni: 
    a) almeno tre stazioni di misurazione di fondo in siti  fissi  di
campionamento  rurali  ((...))  in  cui  si  effettuano   misurazioni
finalizzate ad acquisire  informazioni  circa  la  concentrazione  di
massa totale e le concentrazioni per speciazione chimica del PM2,5 su
base annuale. Il decreto di individuazione  puo'  altresi'  stabilire
forme di coordinamento con le  attivita'  svolte  in  attuazione  del
programma  denominato  «monitoring  and  evaluation   of   pollutants
(EMEP)». Sulla base di appositi accordi con altri Stati tali stazioni
di misurazione possono essere comuni a piu' Stati  in  riferimento  a
zone confinanti. A tali stazioni  di  misurazione  si  applicano  gli
allegati I, ((III)), IV e VI. I  paragrafi  1  e  3  dell'allegato  I
devono essere tuttavia riferiti alle  sole  concentrazioni  di  massa
totale; 
    b)  almeno  sette  stazioni  di  misurazione  del  benzo(a)pirene
((...)) in  cui  si  effettua  la  misurazione  delle  concentrazioni
nell'aria   ambiente   di   benzo(a)antracene,   benzo(b)fluorantene,
benzo(j)fluorantene,  benzo(k)fluorantene,  indeno(1,2,3-cd)pirene  e
dibenzo(a,h)antracene, al fine di verificare la costanza dei rapporti
nel  tempo  e  nello  spazio  tra  il  benzo(a)pirene  e  gli   altri
idrocarburi policiclici aromatici di rilevanza tossicologica. A  tali
stazioni di misurazione si applicano l'allegato I, l'allegato  III  e
l'allegato VI; 
    c) almeno tre stazioni di misurazione di fondo, scelte  ((anche))
nell'ambito ((...)) di quelle appartenenti alla  rete  realizzata  in
sede di attuazione del programma denominato «European monitoring  and
evaluation of pollutants (EMEP)», in cui si effettua  la  misurazione
indicativa delle concentrazioni nell'aria ambiente dell'arsenico, del
cadmio, del nichel, del  benzo(a)pirene  e  degli  altri  idrocarburi
policiclici aromatici  di  cui  alla  lettera  b)  e  la  misurazione
indicativa  della  deposizione  totale  di  tali   inquinanti.   Tale
misurazione indicativa  ha  altresi'  ad  oggetto  le  concentrazioni
nell'aria ambiente del  mercurio  gassoso  totale  e  la  deposizione
totale del mercurio. Con il decreto di individuazione si selezionano,
tra le stazioni scelte, ove tecnicamente fattibile  alla  luce  degli
indirizzi espressi dal Coordinamento di cui all'articolo  20,  quelle
in cui si effettua  anche  la  misurazione  indicativa  del  mercurio
bivalente particolato e gassoso. Sulla base di appositi  accordi  con
altri Stati, nel rispetto degli indirizzi forniti  dalla  Commissione
europea, tali stazioni di misurazione possono essere  comuni  a  piu'
Stati  in  riferimento  a  zone  confinanti.  A  tali   stazioni   di
misurazione si applicano l'allegato I, l'allegato  III  e  l'allegato
VI; 
    d) sette stazioni di misurazione in  sito  fisso  urbano,  scelte
preferibilmente tra  quelle  di  cui  alla  lettera  b),  in  cui  si
effettuano misurazioni finalizzate ad acquisire informazioni circa la
concentrazione di massa totale e le  concentrazioni  per  speciazione
chimica del PM10 e del PM2,5 su base  annuale.  A  tali  stazioni  di
misurazione si applicano gli allegati I, III, IV e VI. I paragrafi  1
e 3  dell'allegato  I  devono  essere  tuttavia  riferiti  alle  sole
concentrazioni di massa totale. 
  2. Nella scelta delle stazioni di misurazione si deve  valutare  la
possibilita' di utilizzare  le  medesime  stazioni  per  entrambe  le
finalita' di cui alle lettere a) e c) del  comma  1.  Possono  essere
individuate stazioni diverse soltanto se, da una valutazione tecnica,
emerge che tali finalita' non  sarebbero  conseguite  per  tutti  gli
inquinanti. 
  3. Nel caso in cui  le  stazioni  di  misurazione  prescelte  siano
gestite  da  enti  di  ricerca,  i  decreti  previsti  al   comma   1
disciplinano le modalita' ed i tempi con i  quali  tali  enti  devono
trasmettere  i  dati  e  le  informazioni   rilevati   al   Ministero
dell'ambiente  e  all'ISPRA.  I  decreti  disciplinano  altresi'   le
modalita' ed i tempi con i quali i dati e le informazioni rilevati da
tutte le stazioni di misurazione ai sensi del comma  1,  lettere  a),
b), c) e d), sono messi a disposizione di tutte le regioni e province
autonome. Disciplinano inoltre, per le stazioni di misurazione di cui
al comma 1, lettera a), i metodi da  utilizzare  e  le  modalita'  di
comunicazione  di  tali  metodi  alla  Commissione  europea,  per  le
stazioni di misurazione di cui al comma 1, lettera d),  i  metodi  da
utilizzare e, per le stazioni di  misurazione  di  cui  al  comma  1,
lettere b) e c), i metodi da utilizzare ai fini del  campionamento  e
dell'analisi degli  idrocarburi  policiclici  aromatici  diversi  dal
benzo(a)pirene. 
                               Art. 7 
 
 
       Stazioni di misurazione in siti fissi di campionamento 
 
  1. Nelle zone e negli agglomerati in cui  le  misurazioni  in  siti
fissi costituiscono l'unica  fonte  di  informazioni  sulla  qualita'
dell'aria ambiente e' assicurato un  numero  minimo  di  stazioni  di
misurazione di ciascun inquinante di cui  all'articolo  1,  comma  2,
pari a quello previsto all'allegato V, paragrafi 1, 2 e 3. 
  2. Nelle zone e negli agglomerati in cui  le  misurazioni  in  siti
fissi sono integrate da tecniche di modellizzazione o da  misurazioni
indicative, il numero complessivo delle stazioni  di  misurazione  di
cui all'allegato V puo' essere ridotto fino ad un massimo del 50  per
cento, purche': 
    a) le tecniche di valutazione utilizzate  ad  integrazione  delle
misurazioni in siti fissi permettano di ottenere un adeguato  livello
d'informazione ai fini della valutazione della qualita' dell'aria  in
relazione ai valori limite, ai valori obiettivo  ed  alle  soglie  di
allarme previsti dal presente decreto, nonche'  un  adeguato  livello
d'informazione del pubblico; 
    b) il numero delle  stazioni  di  misurazione  e  la  risoluzione
spaziale delle tecniche di modellizzazione permettano di  valutare  i
livelli in conformita' agli obiettivi di qualita'  dei  dati  di  cui
all'allegato I, paragrafo 1, e  di  soddisfare  i  requisiti  di  cui
all'allegato I, paragrafo 2. 
  3. Nelle zone e negli agglomerati in cui  le  misurazioni  in  siti
fissi sono combinate con tecniche di  modellizzazione  o  misurazioni
indicative, il numero complessivo delle stazioni  di  misurazione  di
cui all'allegato V puo' essere ridotto oltre il 50 per cento, purche'
si rispettino le condizioni previste al comma 2. 
  4. In relazione ai  livelli  critici  di  cui  all'allegato  XI  le
riduzioni previste ai commi 2 e 3 si applicano a  condizione  che  il
numero delle stazioni di misurazione e la risoluzione spaziale  delle
tecniche di modellizzazione  permettano  di  valutare  i  livelli  in
conformita' agli obiettivi di qualita' dei dati di  cui  all'allegato
I, paragrafo 1. 
  5. Ai fini della misurazione della qualita' dell'aria ambiente,  si
applicano i metodi di riferimento o  i  metodi  equivalenti  previsti
all'allegato VI. 
                               Art. 8 
 
Valutazione  della  qualita'  dell'aria  ambiente   e   stazioni   di
  misurazione in siti fissi di campionamento in relazione all'ozono 
 
  1. La valutazione della qualita' dell'aria ambiente e'  effettuata,
per l'ozono, sulla base dei criteri previsti dai commi  successivi  e
dagli allegati VII e VIII e dalle appendici II e III. 
  2. Nelle zone e  negli  agglomerati  in  cui  i  livelli  di  ozono
superano, in almeno  uno  sui  cinque  anni  civili  precedenti,  gli
obiettivi a lungo termine previsti all'allegato VII, paragrafo 3,  le
misurazioni in siti fissi in continuo sono obbligatorie.  Se  non  si
dispone di dati sufficienti per i cinque anni civili  precedenti,  e'
consentito determinare il superamento anche mediante una combinazione
di campagne di misurazione di breve durata, effettuate in passato nel
periodo dell'anno e nei luoghi in  cui  si  potrebbero  registrare  i
massimi livelli  di  inquinamento,  e  tecniche  di  modellizzazione,
utilizzando a tal fine anche le informazioni ricavate dagli inventari
delle emissioni. 
  3. Nelle zone e negli agglomerati in cui  le  misurazioni  in  siti
fissi in continuo costituiscono l'unica fonte di  informazioni  sulla
qualita' dell'aria ambiente, fatto salvo quanto previsto dal comma 5,
e' assicurato un numero minimo di stazioni di misurazione  dell'ozono
pari a quello previsto dall'allegato IX, paragrafo 1 ed un numero  di
stazioni di misurazione del biossido di azoto pari a quello  previsto
dall'allegato IX paragrafo 3. 
  4. Nelle zone e negli agglomerati in cui  le  misurazioni  in  siti
fissi sono integrate da tecniche di modellizzazione o da  misurazioni
indicative, il  numero  complessivo  delle  stazioni  di  misurazione
previsto dall'allegato IX, paragrafo  1,  puo'  essere  ridotto  alle
condizioni previste dal paragrafo 2 di tale allegato. 
  5. Nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli  di  ozono  sono
stati inferiori, in tutti  i  cinque  anni  civili  precedenti,  agli
obiettivi a lungo termine previsti dall'allegato VII, paragrafo 3, il
numero delle stazioni di misurazione di ozono e di biossido di  azoto
e' stabilito in conformita' all'allegato IX, paragrafo 4. 
  6. ((Con uno  o  piu'  decreti))  del  Ministro  dell'ambiente,  di
concerto con  il  Ministro  della  salute  e  sentita  la  Conferenza
unificata di cui  al  decreto  legislativo  n.  281  del  1997,  sono
individuate ((...)) le stazioni di misurazione di fondo in siti fissi
di campionamento rurali per l'ozono. Il numero di tali  stazioni,  su
tutto il territorio nazionale, e'  compreso  tra  sei  e  dodici,  in
funzione dell'orografia, in riferimento alle zone ed agli agglomerati
di cui al comma 2, ed e' pari ad almeno tre in riferimento alle  zone
ed agli agglomerati di cui  al  comma  5.  ((I  decreti  disciplinano
altresi' le modalita' ed i tempi con i quali i dati e le informazioni
rilevati da tali stazioni di misurazione sono messi a disposizione di
tutte le regioni e province autonome.)) 
  7. La misurazione dei precursori dell'ozono e' svolta nei modi  ((e
secondo  i  metodi))  indicati  all'allegato  X.  ((Con  uno  o  piu'
decreti)) del Ministro dell'ambiente, di  concerto  con  il  Ministro
della salute e sentita la Conferenza  unificata  di  cui  al  decreto
legislativo  n.  281  del  1997,  sono  individuate,  sul  territorio
nazionale ((...)) almeno tre stazioni di misurazione  dei  precursori
dell'ozono ai sensi dell'allegato X e sono disciplinate le  modalita'
di  comunicazione  dei  metodi  di  campionamento  e  di  misurazione
utilizzati  alla  Commissione  europea.  ((I   decreti   disciplinano
altresi' le modalita' ed i tempi con i quali i dati e le informazioni
rilevati da tali stazioni di misurazione sono messi a disposizione di
tutte le regioni e province autonome.)) 
  8. Alla valutazione  della  qualita'  dell'aria  ambiente  ed  alla
classificazione delle zone e degli agglomerati provvedono le  regioni
e le province autonome. 
  9. Si applica, anche in riferimento al  presente  articolo,  quanto
previsto dall'articolo 4, comma 3, e dall'articolo 5, commi da 6 a  9
e comma 11. 
  10. Ai fini della misurazione della qualita' dell'aria ambiente, si
applicano i metodi di riferimento o  i  metodi  equivalenti  previsti
dall'allegato VI. 
                               Art. 9 
 
Piani e misure per il raggiungimento dei valori limite e dei  livelli
critici,  per  il  perseguimento  dei  valori  obiettivo  e  per   il
                 mantenimento del relativo rispetto 
 
  1. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i  valori  limite
di cui all'allegato XI,  le  regioni  e  le  province  autonome,  nel
rispetto dei criteri previsti all'appendice IV, adottano un piano che
contenga almeno gli elementi previsti all'allegato XV e  che  preveda
le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di  emissione
aventi influenza su tali aree  di  superamento  ed  a  raggiungere  i
valori limite nei termini prescritti. In caso di superamenti  dopo  i
termini prescritti all'allegato XI il piano deve essere integrato con
l'individuazione  di  misure  atte  a  raggiungere  i  valori  limite
superati nel piu' breve tempo possibile.  Se,  in  una  o  piu'  aree
all'interno di zone o di agglomerati, e' superato il valore obiettivo
previsto per il  PM2,5  all'allegato  XIV,  il  piano  contiene,  ove
individuabili, le misure  che  non  comportano  costi  sproporzionati
necessarie a perseguirne il raggiungimento. 
  2. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla  base  della  valutazione  di  cui  all'articolo  5,  i  valori
obiettivo  di  cui  all'allegato  XIII,  le  regioni  e  le  province
autonome, adottano, anche sulla base  degli  indirizzi  espressi  dal
Coordinamento di cui all'articolo 20, le misure  che  non  comportano
costi sproporzionati necessarie ad agire sulle principali sorgenti di
emissione  aventi  influenza  su  tali  aree  di  superamento  ed   a
perseguire  il  raggiungimento  dei  valori  obiettivo  entro  il  31
dicembre 2012. Il perseguimento del valore  obiettivo  non  comporta,
per gli impianti soggetti ((all'autorizzazione integrata  ambientale,
di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152  ,  e  successive
modificazioni,))  condizioni  piu'  rigorose   di   quelle   connesse
all'applicazione delle migliori tecniche disponibili. 
  3. Le regioni e le province autonome  adottano,  anche  sulla  base
degli indirizzi espressi dal Coordinamento di cui all'articolo 20, le
misure  necessarie  a  preservare  la  migliore  qualita'   dell'aria
ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile nelle aree  in  cui,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i  livelli  degli
inquinanti di cui all'articolo 1, comma 2, rispettano i valori limite
e i valori obiettivo. Le misure interessano, anche in via preventiva,
le principali sorgenti di emissione che possono influenzare i livelli
degli inquinanti in tali aree e sono inserite, laddove adottati,  nei
piani di cui al comma 1. 
  4. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i livelli critici
di cui all'allegato XI, le regioni e le province  autonome  adottano,
anche sulla base degli indirizzi espressi dal  Coordinamento  di  cui
all'articolo 20, le  misure  necessarie  ad  agire  sulle  principali
sorgenti di emissione aventi influenza su tali aree di superamento ed
a raggiungere i livelli critici nei termini prescritti. 
  5. I piani e le misure di cui ai  commi  1,  2  e  4,  relativi  ad
un'area di superamento all'interno di una zona o di  un  agglomerato,
devono agire sull'insieme delle  principali  sorgenti  di  emissione,
puntuali  o  diffuse,  aventi  influenza  su  tale  area   anche   se
localizzate in altre aree o in altre zone e agglomerati della regione
o della provincia autonoma. 
  6. Se lo stesso insieme  di  sorgenti  di  emissione  determina  il
superamento dei  valori  limite  o  dei  valori  obiettivo  per  piu'
inquinanti, le regioni e le province autonome predispongono un  piano
integrato per tali inquinanti. 
  7. Ai fini dell'elaborazione e dell'attuazione dei  piani  previsti
dal presente articolo le regioni e le province autonome assicurano la
partecipazione  degli  enti  locali  interessati  mediante  opportune
procedure di raccordo  e  concertazione,  ai  sensi  della  normativa
vigente. Si provvede anche, con  tali  procedure,  ad  individuare  e
coordinare, all'interno dei  piani,  i  provvedimenti  di  attuazione
previsti dall'articolo 11, al  fine  di  assicurare  che  gli  stessi
concorrano in modo efficace e programmato all'attuazione  dei  piani.
Le regioni e le province autonome provvedono, nel rispetto del quadro
delle competenze amministrative in materia territoriale e ambientale,
con  apposita  normativa  e  comunque  in  conformita'   al   proprio
ordinamento,  ad  adottare  i  piani  di  cui  al  presente  decreto,
assicurando  il  coordinamento  di  tali  piani  e  degli   obiettivi
stabiliti dagli stessi con  gli  altri  strumenti  di  pianificazione
settoriale e con gli strumenti di pianificazione degli enti locali. 
  8. Nel caso in cui, sulla base di una specifica istruttoria  svolta
da una regione  o  provincia  autonoma,  risulti  che  le  principali
sorgenti di emissione aventi influenza su un'area di superamento sono
localizzate in una  diversa  regione  o  provincia  autonoma,  devono
essere adottate da entrambe le regioni  o  province  autonome  misure
coordinate finalizzate al  raggiungimento  dei  valori  limite  o  al
perseguimento  dei  valori  obiettivo.  Il  Ministero   dell'ambiente
promuove l'elaborazione e l'adozione di tali misure  nell'ambito  del
Coordinamento di cui all'articolo 20. 
  9. Nel caso in cui, sulla base di una specifica istruttoria svolta,
su richiesta di una o piu' regioni o province  autonome,  nell'ambito
del Coordinamento di cui  all'articolo  20,  risulti  che,  tutte  le
possibili  misure  individuabili  dalle  regioni  e  dalle   province
autonome nei propri piani di qualita' dell'aria non sono in grado  di
assicurare il raggiungimento dei valori limite in aree di superamento
influenzate, in modo determinante, da sorgenti di emissione su cui le
regioni e le province autonome non hanno competenza amministrativa  e
legislativa,  si  procede  all'adozione  di   misure   di   carattere
nazionale. ((La richiesta della regione o  della  provincia  autonoma
deve essere adeguatamente motivata sotto  il  profilo  tecnico.))  In
tali casi e'  convocato,  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri, su  richiesta  del  Ministero  dell'ambiente,  un  comitato
tecnico con il compito  di  presentare  un  programma  di  misure  di
carattere  nazionale  alla  cui  elaborazione  partecipano  anche   i
Ministeri aventi competenza  su  specifici  settori  emissivi,  quali
trasporti, energia, inclusi gli usi civili,  attivita'  produttive  e
agricoltura. Il programma e' approvato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Il comitato e' istituito senza oneri a carico
dello  Stato  ed  opera  per  il  tempo  strettamente  necessario  ad
elaborare il programma. Ai  soggetti  che  partecipano,  a  qualsiasi
titolo, al comitati non e' dovuto alcun compenso o rimborso  spese  o
altro tipo di emolumento per tale partecipazione. Per lo  svolgimento
di tale attivita' il Ministero dell'ambiente si avvale  del  supporto
dell'ISPRA e dell'ENEA. 
  10. Nelle zone e negli  agglomerati  per  i  quali  la  Commissione
europea conceda le deroghe previste dall'articolo 22 della  direttiva
2008/50/CE secondo la procedura ivi  disciplinata,  i  valori  limite
previsti dall'allegato XI per il biossido di azoto ed il  benzene  si
applicano a partire dalla  data  individuata  nella  decisione  della
Commissione e i valori limite previsti dall'allegato XI per  il  PM10
si  applicano  a  partire   dall'11   giugno   2011.   Il   Ministero
dell'ambiente cura, in accordo con la Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri, l'esecuzione di tale procedura  in  collaborazione  con  le
regioni e le province autonome, coordinando le attivita'  istruttorie
finalizzate a dimostrare i requisiti richiesti all'articolo 22  della
direttiva 2008/50/CE per la concessione delle deroghe.  Il  Ministero
dell'ambiente coordina, in particolare, l'adeguamento, da parte delle
regioni e delle province autonome,  dei  vigenti  piani  di  qualita'
dell'aria al fine di introdurre gli elementi richiesti  dall'articolo
22 della direttiva 2008/50/CE per la concessione delle deroghe  e  di
dimostrare che, presso tali  zone  e  agglomerati,  i  valori  limite
oggetto di deroga saranno rispettati entro i nuovi termini. Nel  caso
in cui da una specifica istruttoria risulti che il rispetto dei nuovi
termini possa essere ottenuto solo con il  contributo  di  misure  di
carattere nazionale, il Ministero dell'ambiente presenta un programma
di  misure  alla  cui  elaborazione  partecipano  anche,   sotto   il
coordinamento  della  Presidenza  del  Consiglio  dei   Ministri,   i
Ministeri aventi competenza  su  specifici  settori  emissivi,  quali
trasporti, energia, inclusi gli usi civili,  attivita'  produttive  e
agricoltura. Il programma e' approvato con decreto del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri.  Per   lo   svolgimento   delle   attivita'
istruttorie previste dal presente articolo il Ministero dell'ambiente
si avvale dell'ISPRA e dell'ENEA. Fino alla data di entrata in vigore
dei valori limite  oggetto  di  deroga,  le  regioni  e  le  province
autonome attuano,  in  tali  zone  e  agglomerati,  tutte  le  misure
necessarie a raggiungere  e  mantenere  i  livelli  degli  inquinanti
interessati al di sotto dei  valori  limite  aumentati  del  relativo
margine di tolleranza massimo previsti dall'allegato XI. 
  11. Nella elaborazione dei piani previsti dal presente articolo  e'
assicurata  la  coerenza  con   le   prescrizioni   contenute   nella
pianificazione nazionale per la  riduzione  delle  emissioni  di  gas
responsabili dell'effetto serra, nei piani e nei  programmi  adottati
ai sensi del decreto legislativo  21  maggio  2004,  n.  171,  e  del
decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  194,  nei  provvedimenti
regionali di attuazione dell'articolo 2, comma 167,  della  legge  24
dicembre  2007,  n.  244,  ed  in  tutti  gli  altri   strumenti   di
pianificazione e di programmazione regionali e locali, come  i  piani
energetici, i piani dei trasporti e i piani  di  sviluppo.  Anche  le
autorita' competenti all'elaborazione  e  all'aggiornamento  di  tali
piani, programmi e provvedimenti assicurano la coerenza degli  stessi
con  le  prescrizioni  contenute  nei  piani  di  qualita'  dell'aria
previsti dal presente articolo. 
  12.  I  piani  previsti  dal  presente   articolo   sono   soggetti
all'obbligo di cui all'articolo 6, comma 2, del  decreto  legislativo
n. 152 del 2006, esclusivamente nel caso in cui sia stata  verificata
la condizione prevista dall'articolo 6,  comma  1,  di  tale  decreto
secondo la procedura ivi disciplinata all'articolo 12. 
                               Art. 10 
 
 
          Piani per la riduzione del rischio di superamento 
               dei valori limite, dei valori obiettivo 
                      e delle soglie di allarme 
 
  1. Le regioni e le province autonome adottano  piani  d'azione  nei
quali si prevedono gli interventi da attuare nel breve termine per  i
casi in cui insorga, presso una zona o un agglomerato, il rischio che
i livelli degli inquinanti di  cui  all'articolo  1,  commi  2  e  3,
superino le soglie di allarme previste all'allegato XII. In  caso  di
rischio di superamento delle soglie di allarme  di  cui  all'allegato
XII, paragrafo 2, i piani d'azione sono adottati se, alla luce  delle
condizioni geografiche, meteorologiche ed economiche, la durata o  la
gravita' del rischio o la possibilita' di  ridurlo  risultano,  sulla
base di un'apposita istruttoria, significative. 
  2. Le  regioni  e  le  province  autonome  possono  adottare  piani
d'azione nei quali si prevedono gli interventi da attuare  nel  breve
termine per i casi in cui insorga, presso una zona o un  agglomerato,
il rischio che i livelli degli  inquinanti  di  cui  all'articolo  1,
commi 2 e 3, superino i valori limite o i valori  obiettivo  previsti
dagli allegati VII e XI. All'adozione si procede nel caso in cui  sia
possibile individuare le situazioni previste al comma 3. 
  3. Nei casi previsti al comma 2 i piani d'azione hanno  ad  oggetto
specifiche circostanze contingenti, non aventi carattere  strutturale
o ricorrente, che  possono  causare  un  superamento  o  che  possono
pregiudicare il processo di raggiungimento dei  valori  limite  o  di
perseguimento dei valori obiettivo e che, per effetto di tale natura,
non sono prevedibili e contrastabili attraverso i piani e  le  misure
di cui agli articoli 9 e 13. 
  4. Gli interventi  previsti  nei  piani  d'azione  sono  diretti  a
ridurre il rischio o a limitare la durata del  superamento.  I  piani
d'azione possono prevedere, se necessario per le finalita' di  legge,
interventi finalizzati a limitare oppure a  sospendere  le  attivita'
che contribuiscono all'insorgenza  del  rischio  di  superamento  dei
valori limite, dei valori obiettivo e delle soglie  di  allarme.  Gli
indirizzi formulati dalla Commissione europea ai sensi  dell'articolo
24 della direttiva 2008/50/CE  integrano  i  requisiti  previsti  dal
presente articolo per l'adozione dei piani d'azione. 
  5. Le regioni e le province autonome che adottano un piano d'azione
mettono a disposizione del pubblico, nei modi  previsti  all'articolo
18, le informazioni relative  ai  risultati  dell'istruttoria  svolta
circa la  fattibilita'  del  piano  e  le  informazioni  relative  ai
contenuti ed all'attuazione del piano. Nel pubblico  sono  inclusi  i
soggetti previsti all'articolo 18, comma 4. 
  6. Ai fini dell'elaborazione e dell'attuazione dei  piani  previsti
dal presente articolo si applica l'articolo 9, comma 7. 
                               Art. 11 
 
            Modalita' e procedure di attuazione dei piani 
 
  1. I  piani  di  cui  agli  articoli  9,  10  e  13  possono  anche
individuare, con  le  modalita'  e  per  le  finalita'  dagli  stessi
previste: 
    a) criteri per limitare la circolazione dei veicoli a motore; 
    b) valori limite  di  emissione,  prescrizioni  per  l'esercizio,
criteri di localizzazione ed altre condizioni di  autorizzazione  per
gli impianti  di  cui  alla  parte  quinta,  titolo  I,  del  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, secondo le relative disposizioni; 
    c) valori limite di emissione,  prescrizioni  per  l'esercizio  e
criteri di localizzazione per gli impianti di trattamento dei rifiuti
che producono emissioni in atmosfera; 
    d) valori limite di emissione,  prescrizioni  per  l'esercizio  e
criteri di localizzazione per gli impianti soggetti ad autorizzazione
integrata ambientale che producono emissioni in atmosfera; 
    e) valori limite  di  emissione,  prescrizioni  per  l'esercizio,
caratteristiche tecniche e costruttive per gli impianti di  cui  alla
parte quinta, titolo II, del decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.
152, secondo le relative disposizioni; 
    f) limiti e condizioni per l'utilizzo  dei  combustibili  ammessi
dalla parte quinta, titolo III,  del  decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152, secondo le relative disposizioni e nel  rispetto  delle
competenze autorizzative attribuite allo Stato ed alle regioni; 
    g)  limiti  e  condizioni  per  l'utilizzo  di  combustibili  nei
generatori di calore sotto il valore di soglia di 0,035 MW  nei  casi
in cui l'allegato X alla  parte  quinta  del  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n.  152,  prevede  il  potere  dei  piani  regionali  di
limitare l'utilizzo dei combustibili negli impianti termici civili; 
    h)  prescrizioni  per  prevenire  o  limitare  le  emissioni   in
atmosfera che si producono nel corso delle  attivita'  svolte  presso
qualsiasi tipo di cantiere, incluso l'obbligo che le macchine  mobili
non stradali ed i veicoli di cui all'articolo 47, comma 2, lett. c) -
categoria N2 e N3 del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.  285,
utilizzati nei cantieri e per il trasporto di materiali da e verso il
cantiere  rispondano  alle  piu'  recenti  direttive  comunitarie  in
materia di controllo delle emissioni inquinanti  o  siano  dotati  di
sistemi di abbattimento delle emissioni di materiale particolato; 
    i)  prescrizioni  per  prevenire  o  limitare  le  emissioni   in
atmosfera prodotte dalle navi all'ormeggio; 
    l) misure specifiche per tutelare la popolazione infantile e  gli
altri gruppi sensibili della popolazione; 
    m)  prescrizioni  per  prevenire  o  limitare  le  emissioni   in
atmosfera che si producono nel corso delle attivita' e delle pratiche
agricole  relative  a  coltivazioni,  allevamenti,  spandimento   dei
fertilizzanti  e  degli  effluenti  di  allevamento,  ferma  restando
l'applicazione  della  normativa  vigente  in  materia  di   rifiuti,
combustibili,  fertilizzanti,  emissioni  in   atmosfera   e   tutela
sanitaria e fito-sanitaria; 
    n) prescrizioni di limitazione delle combustioni  all'aperto,  in
particolare in  ambito  agricolo,  forestale  e  di  cantiere,  ferma
restando  l'applicazione  della  normativa  vigente  in  materia   di
rifiuti, combustibili, emissioni in atmosfera e  tutela  sanitaria  e
fito-sanitaria. 
  2. Con decreto del  Ministero  dell'ambiente,  di  concerto  con  i
Ministeri competenti per materia, sentita  la  Conferenza  Unificata,
possono essere emanate linee guida per l'individuazione delle  misure
di cui al comma 1 relativamente ai settori non disciplinati da  norme
statali. 
  3. All'attuazione delle previsioni contenute nei  piani  in  merito
alla limitazione della circolazione dei veicoli a  motore,  ai  sensi
del comma 1, lettera a), provvedono i sindaci o la diversa  autorita'
individuata dalle regioni o  dalle  province  autonome.  In  caso  di
inerzia, provvedono in via  sostitutiva  le  regioni  o  le  province
autonome o la diversa autorita' individuata  dalle  regioni  o  dalle
province autonome ai sensi  della  vigente  normativa  regionale.  La
normativa  regionale  stabilisce   idonee   forme   di   raccordo   e
coordinamento tra regioni o province autonome ed autorita' competente
ad adottare i provvedimenti di  limitazione  della  circolazione.  Le
modalita' e la durata delle limitazioni devono essere funzionali alle
finalita' dei diversi piani di cui agli  articoli  9,  10  e  13.  Le
ordinanze di cui all'articolo 7,  comma  1,  lettere  a)  e  b),  del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, possono  essere  adottate
dai sindaci per motivi connessi all'inquinamento atmosferico nei casi
e con i criteri previsti dal presente comma. Resta fermo, in  assenza
dei piani di cui agli articoli 9, 10 e  13  o  qualora  i  piani  non
individuino i casi ed i criteri di limitazione della circolazione dei
veicoli a motore, il potere del sindaco di imporre  tali  limitazioni
per  motivi  connessi  all'inquinamento  atmosferico  attraverso   le
ordinanze previste dal decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267.
((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 24 DICEMBRE 2012, N. 250)). 
  4. All'attuazione delle previsioni contenute nei piani ai sensi del
comma 1, lettere b), e) e f), provvedono le autorita' competenti  per
l'autorizzazione o per i  controlli  ai  sensi  della  parte  quinta,
titoli I, II e III, del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152,
nei modi ivi previsti. All'attuazione delle previsioni contenute  nei
piani ai sensi del comma 1, lettere c) e d), provvedono le  autorita'
competenti al rilascio delle autorizzazioni ivi indicate. 
  5. All'attuazione delle previsioni contenute nei  piani,  nei  casi
non previsti dai commi 3 e  4,  procedono  le  regioni,  le  province
autonome e gli enti locali mediante provvedimenti adottati sulla base
dei poteri attribuiti dalla legislazione statale e  regionale.  Resta
ferma, a tal fine, la ripartizione dei poteri previsti dalla  vigente
normativa. 
  6. Le previsioni contenute nei piani  in  merito  ai  cantieri,  ai
sensi  del  comma  1,  lettera  h),  sono  altresi'   inserite   come
prescrizioni nelle decisioni di  valutazione  di  impatto  ambientale
adottate dalle autorita' competenti ai fini della realizzazione delle
opere sottoposte a tale procedura di valutazione. 
  7. Le modalita' e le procedure di attuazione previste dal  presente
articolo si applicano anche in caso di misure adottate ai sensi degli
articoli 9 e 13 al di fuori dei piani regionali. 
                               Art. 12 
 
Obbligo di concentrazione dell'esposizione e obiettivo  nazionale  di
               riduzione dell'esposizione per il PM2,5 
 
  1. In relazione ai livelli di PM2,5 nell'aria ambiente, le  regioni
e le province autonome adottano, sulla base degli indirizzi  espressi
dal Coordinamento di cui all'articolo 20,  le  misure  necessarie  ad
assicurare    il    rispetto    dell'obbligo    di     concentrazione
dell'esposizione  di  cui  all'allegato  XIV  e  le  misure  che  non
comportano  costi   sproporzionati   necessarie   a   perseguire   il
raggiungimento dell'obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione
disciplinato dal medesimo allegato. 
  2.  Al  fine  di   calcolare   se   l'obbligo   di   concentrazione
dell'esposizione    e    l'obiettivo    nazionale    di     riduzione
dell'esposizione di cui al comma 1 sono stati rispettati si  utilizza
l'indicatore di esposizione  media  di  cui  all'allegato  XIV.  Tale
indicatore  e'  fissato  sulla  base  di  misurazioni  effettuate  da
stazioni di fondo ubicate in siti fissi di campionamento  urbani,  il
cui numero, non inferiore a quello previsto all'allegato V, paragrafo
2,  e  la  cui  distribuzione  in  zone  e  agglomerati   dell'intero
territorio  devono  essere  tali  da  riflettere  in  modo   adeguato
l'esposizione della popolazione. Tali stazioni sono scelte ((con  uno
o piu' decreti)) del  Ministro  dell'ambiente,  di  concerto  con  il
Ministro della salute e sentita la Conferenza  unificata  di  cui  al
decreto legislativo n. 281 del 1997, nell'ambito delle reti di misura
regionali,  in  modo  da  individuare  le  variazioni  geografiche  e
l'andamento a lungo termine delle concentrazioni. 
                               Art. 13 
 
 
             Gestione della qualita' dell'aria ambiente 
                       in relazione all'ozono 
 
  1. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli dell'ozono superano, sulla  base  della  valutazione  di  cui
all'articolo 8, i  valori  obiettivo  di  cui  all'allegato  VII,  le
regioni e le province  autonome  adottano,  anche  sulla  base  degli
indirizzi espressi dal  Coordinamento  di  cui  all'articolo  20,  le
misure che non comportano costi sproporzionati  necessarie  ad  agire
sulle principali sorgenti di emissione aventi influenza su tali  aree
ed a perseguire il raggiungimento dei valori  obiettivo  nei  termini
prescritti. Tali misure devono essere previste in un piano,  adottato
nel rispetto dei criteri di cui all'appendice IV, che contenga almeno
gli elementi di cui all'allegato XV e che  tenga  anche  conto  delle
misure contenute nel programma nazionale di riduzione delle emissioni
di cui al decreto legislativo n. 171 del 2004. Il piano  deve  essere
integrato con i piani di qualita' dell'aria di cui all'articolo 9. 
  2. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli dell'ozono superano, sulla  base  della  valutazione  di  cui
all'articolo 8, gli obiettivi a lungo  termine  e  sono  inferiori  o
uguali ai valori obiettivo di cui all'allegato VII, le regioni  e  le
province autonome adottano, anche sulla base degli indirizzi espressi
dal  Coordinamento  di  cui  all'articolo  20,  le  misure  che   non
comportano costi sproporzionati necessarie ad agire sulle  principali
sorgenti di emissione aventi influenza su tali aree ed  a  perseguire
il  raggiungimento  degli  obiettivi  a  lungo  termine  nei  termini
prescritti. Tali misure devono essere coerenti  con  quelle  previste
nel piano di cui al comma 1, nei piani di qualita' dell'aria  di  cui
all'articolo 9 e nel programma nazionale di riduzione delle emissioni
di cui al decreto legislativo n. 171 del 2004. 
  3. Le regioni e le province autonome  adottano,  anche  sulla  base
degli indirizzi espressi dal Coordinamento di cui all'articolo 20,  e
nella misura in cui cio' sia consentito da  fattori  come  la  natura
transfrontaliera  dell'inquinamento  da   ozono   e   le   condizioni
meteorologiche,  le  misure  necessarie  a  preservare  la   migliore
qualita' dell'aria ambiente compatibile con lo  sviluppo  sostenibile
ed a garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della
salute umana nelle aree in cui, sulla base della valutazione  di  cui
all'articolo 8, i livelli dell'ozono sono  inferiori  o  uguali  agli
obiettivi a lungo  termine.  Le  misure  interessano,  anche  in  via
preventiva,  le  principali  sorgenti  di   emissione   che   possono
influenzare i livelli dell'ozono in tali aree. 
  4. Si applica, anche in relazione ai piani e alle  misure  previste
dal presente articolo, quanto disposto dall'articolo 9, commi  6,  7,
8, 9, 11 e 12. 
                               Art. 14 
 
 
               Misure per il superamento delle soglie 
                    di informazione e di allarme 
 
  1. Se, in una zona o in un agglomerato, i livelli degli  inquinanti
superano, sulla base delle valutazioni di cui agli articoli 5 e 8, la
soglia di informazione o una soglia di allarme prevista  all'allegato
XII, le regioni o le province autonome adottano tutti i provvedimenti
necessari per informare il pubblico in  modo  adeguato  e  tempestivo
attraverso radio, televisione, stampa,  internet  o  qualsiasi  altro
opportuno mezzo di comunicazione. 
  2. In caso di superamento della  soglia  di  informazione  o  delle
soglie di allarme, le regioni e le province autonome  trasmettono  al
Ministero dell'ambiente informazioni circa i livelli  misurati  e  la
durata del superamento entro lo stesso termine previsto  all'articolo
19, comma 8,  lettera  a),  numero  1).  Il  Ministero  dell'ambiente
comunica tali informazioni alla Commissione europea  e  al  Ministero
della salute nei termini previsti all'articolo 19, comma  9,  lettera
e), in caso di soglie riferite all'ozono, ed  entro  tre  mesi  dalla
data  della  misurazione  in  caso  di  soglie  riferite   ad   altri
inquinanti. 
                               Art. 15 
 
                             Esclusioni 
 
  1. Le regioni  e  le  province  autonome  comunicano  al  Ministero
dell'ambiente, per l'approvazione e  per  il  successivo  invio  alla
Commissione europea, l'elenco delle zone e degli agglomerati in  cui,
relativamente ad un determinato  anno,  i  livelli  degli  inquinanti
previsti all'articolo 1, comma 2, superano i rispettivi valori limite
o livelli critici a  causa  del  contributo  di  fonti  naturali.  La
comunicazione e'  accompagnata  da  informazioni  sui  livelli  degli
inquinanti e le  relative  fonti  e  contiene  gli  elementi  atti  a
dimostrare il contributo dato dalle fonti  naturali  ai  superamenti,
sulla  base  degli  indirizzi  espressi  dal  Coordinamento  di   cui
all'articolo  20  ed  utilizzando,  ove  esistenti,   gli   indirizzi
formulati dalla Commissione europea. I superamenti  oggetto  di  tale
comunicazione non rilevano ai sensi del presente decreto. 
  2. ((Con uno  o  piu'  decreti))  del  Ministro  dell'ambiente,  di
concerto  con  il  Ministro  della  salute,  sentita  la   Conferenza
unificata di cui  al  decreto  legislativo  n.  281  del  1997,  sono
stabiliti i criteri per la valutazione del contributo di cui al comma
1. 
  3. Le regioni  e  le  province  autonome  comunicano  al  Ministero
dell'ambiente, per l'approvazione e  per  il  successivo  invio  alla
Commissione europea, l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui i
livelli del PM10 superano il rispettivo  valore  limite  per  effetto
della risospensione del particolato  a  seguito  della  sabbiatura  o
della  salatura   delle   strade   nella   stagione   invernale.   La
comunicazione e' accompagnata da informazioni sui livelli del PM10  e
le relative fonti e contiene gli elementi atti a  dimostrare  che  il
superamento e' dovuto a tale risospensione e che sono state  comunque
adottate misure ragionevoli per  ridurre  i  livelli.  I  superamenti
dovuti a tale risospensione non impongono l'adozione dei piani di cui
agli articoli 9 e 10, ferma restando l'adozione di ragionevoli misure
di riduzione da individuare anche sulla base degli indirizzi espressi
dal  Coordinamento  di  cui  all'articolo  20  ed  utilizzando,   ove
esistenti, gli  indirizzi  formulati  dalla  Commissione  europea,  e
l'integrale applicazione del  presente  decreto  ai  superamenti  dei
livelli del PM10 dovuti ad altre cause. 
                               Art. 16 
 
 
                    Inquinamento transfrontaliero 
 
  1. In caso di superamento di un valore limite aumentato del margine
di tolleranza, di un valore obiettivo, di una soglia di allarme o  di
un obiettivo a lungo termine, a causa del trasporto  transfrontaliero
di quantitativi significativi di sostanze inquinanti o  dei  relativi
precursori, il Ministero dell'ambiente, d'intesa con le regioni e  le
province autonome interessate, provvede  a  consultare  le  autorita'
competenti degli Stati appartenenti all'Unione europea che  risultano
coinvolti al fine di individuare le iniziative  da  avviare  in  modo
congiunto  per  eliminare  il  superamento  attraverso  provvedimenti
adeguati e proporzionati. In tal caso possono essere  adottati  piani
comuni, da attuare in modo  coordinato,  per  il  raggiungimento  dei
valori limite ed  il  perseguimento  dei  valori  obiettivo  e  degli
obiettivi a lungo  termine.  All'adozione  dei  piani  provvedono  le
regioni e le province autonome interessate, d'intesa con il Ministero
dell'ambiente. 
  2. In caso di rischio di superamento di un valore limite  o  di  un
valore obiettivo di cui agli allegati VII e XI o  di  una  soglia  di
allarme di cui all'allegato XII presso  zone  di  Stati  appartenenti
all'Unione europea, prossime ai confini nazionali, sono adottati, nei
casi e nei limiti previsti dall'articolo 10, piani d'azione  a  breve
termine comuni che si applicano  alle  zone  confinanti  degli  Stati
coinvolti. All'adozione dei piani provvedono le regioni e le province
autonome interessate, d'intesa con  il  Ministero  dell'ambiente.  Il
Ministero dell'ambiente riceve le richieste di piani comuni  che  gli
Stati  confinanti  in  cui  sussiste  tale  rischio  di   superamento
trasmettano all'Italia ed  invia  agli  Stati  confinanti,  anche  su
indicazione della regione o della provincia autonoma interessata,  le
richieste di piani comuni nel caso in cui tale rischio  sussista  nel
proprio  territorio.  In  presenza  di  zone  di  Stati  appartenenti
all'Unione europea, prossime ai confini nazionali, presso le quali e'
stato adottato un piano d'azione a breve termine,  le  regioni  e  le
province   autonome   interessate,   d'intesa   con   il    Ministero
dell'ambiente, assicurano l'invio di tutte le informazioni utili alle
autorita' competenti dello Stato confinante. 
  3. In caso di superamento delle  soglie  di  informazione  o  delle
soglie di allarme di cui al presente decreto in  zone  o  agglomerati
prossimi ai confini nazionali, le  regioni  e  le  province  autonome
interessate, d'intesa con il Ministero  dell'ambiente,  provvedono  a
informare  tempestivamente  le  autorita'  competenti   degli   Stati
confinanti  appartenenti  all'Unione  europea,  anche  al   fine   di
consentire che tali informazioni possano essere rese  disponibili  al
pubblico. 
  4. Nell'esecuzione degli adempimenti previsti dai commi  precedenti
devono essere altresi' assunte, ove opportuno, le iniziative utili ad
assicurare una cooperazione con  Stati  non  appartenenti  all'Unione
europea, con particolare riferimento a quelli confinanti ed a  quelli
che sono candidati all'adesione. 
                               Art. 17 
 
       Qualita' della valutazione in materia di aria ambiente 
 
  ((1. Con uno o piu' decreti del Ministro dell'ambiente, di concerto
con il Ministro della salute e sentita la Conferenza Unificata,  sono
stabilite: 
    a) le procedure di garanzia di qualita' previste  per  verificare
il rispetto della qualita' delle misure dell'aria ambiente; 
    b)  le  procedure   per   l'approvazione   degli   strumenti   di
campionamento e misura della qualita' dell'aria.)) 
  ((1-bis. Le procedure di cui al comma 1 sono  definite  avvalendosi
del supporto tecnico di ISPRA. 
  1-ter. L'ISPRA, con apposite linee guida, individua i  criteri  per
garantire l'applicazione delle procedure di cui al comma  1  su  base
omogenea in tutto il territorio nazionale.)) 
  2.  Le  procedure  di  approvazione  previste  al  comma   1   sono
finalizzate  ad  accertare  e  ad  attestare  che  gli  strumenti  di
campionamento e misura soddisfano i requisiti  fissati  dal  presente
decreto. 
  3. Le regioni e le province  autonome  o,  su  delega,  le  agenzie
regionali per la protezione dell'ambiente, effettuano le attivita' di
controllo volte  ad  accertare  che  il  gestore  delle  stazioni  di
misurazione rispetti le procedure di garanzia di qualita' di  cui  al
comma 1, lettera a). Ai fini di tale controllo, si verifica anche  se
il gestore abbia partecipato ai programmi di cui al comma 4 ed  abbia
applicato  le  eventuali  correzioni   prescritte   dal   laboratorio
nazionale di riferimento designato ai sensi del comma 8. 
  4. Il laboratorio nazionale di riferimento designato ai  sensi  del
comma  8  organizza,  con   adeguata   periodicita',   programmi   di
intercalibrazione su base nazionale correlati a quelli comunitari  ai
quali  devono  partecipare  tutti  i  gestori   delle   stazioni   di
misurazione utilizzate ai fini del presente decreto. Nel caso in  cui
i risultati della intercalibrazione per una o piu' stazioni non siano
conformi, tale laboratorio nazionale indica al gestore le  correzioni
((operative)) da apportare. 
  ((5. Le approvazioni degli strumenti  di  campionamento  e  misura,
sulla base delle procedure  previste  dal  comma  1,  lettera  b),  e
l'approvazione  dei  metodi  di  analisi  della  qualita'   dell'aria
equivalenti a  quelli  di  riferimento,  con  le  modalita'  previste
dall'allegato VI, competono, anche sulla base di  specifiche  intese,
all'ISPRA, al CNR e ai laboratori  pubblici  accreditati  secondo  la
norma  ISO/IEC  17025  nella  versione  piu'  aggiornata  al  momento
dell'accreditamento in relazione al  pertinente  metodo  previsto  da
tale allegato. Tali soggetti accettano anche, previa  verifica  della
documentazione, i rapporti delle prove condotte  da  laboratori  siti
nel territorio dell'Unione europea accreditati secondo  le  procedure
stabilite dalla norma ISO/IEC 17025 nella versione piu' aggiornata al
momento  dell'accreditamento,  in  relazione  al  pertinente   metodo
previsto da tale allegato e previa verifica  che  il  produttore  sia
certificato secondo la norma EN 15267 nella versione piu'  aggiornata
al momento della certificazione, in relazione alla  produzione  dello
strumento. I medesimi soggetti verificano anche,  a  campione,  se  i
laboratori che hanno condotto le  prove  dispongono  delle  dotazioni
strumentali idonee allo svolgimento di tali  prove.  Non  e'  ammessa
l'approvazione di strumenti e metodi sui quali si possiedono diritti;
il soggetto che procede all'approvazione dichiara con apposito  atto,
da allegare alla documentazione di  approvazione,  di  non  possedere
diritti sullo strumento o sul metodo approvato. L'ISPRA, il CNR ed  i
laboratori pubblici accreditati secondo la norma ISO/IEC 17025  nella
versione piu' aggiornata al momento dell'accreditamento in  relazione
al pertinente metodo previsto dall'allegato VI del presente  decreto,
predeterminano  e  pubblicano  le  tariffe  relative  alla   suddetta
attivita' di approvazione e di controllo.)) 
  6. L'Istituto nazionale di ricerca metrologica (I.N.RI.M)  assicura
la certificazione dei campioni primari e di riferimento,  nonche'  la
preparazione ed il mantenimento dei campioni primari e di riferimento
delle  miscele  gassose  di  inquinanti.  In  tale   certificato   si
determinano la composizione chimica, la concentrazione,  la  purezza,
le proprieta' fisiche o le particolari caratteristiche  tecniche  del
campione. 
  7. Il laboratorio nazionale di riferimento designato ai  sensi  del
comma   8   assicura   la   partecipazione    alle    attivita'    di
intercalibrazione  a   livello   comunitario   per   gli   inquinanti
disciplinati dal presente decreto. 
  8. ((Con uno o  piu'  decreti))  del  Ministro  dell'ambiente  sono
individuati uno o piu' laboratori nazionali di riferimento tra quelli
pubblici accreditati secondo la norma  ISO/IEC  17025  per  i  metodi
previsti dal presente decreto, sono designate le relative funzioni  e
sono stabiliti i relativi obblighi di comunicazione nei confronti del
Ministero dell'ambiente. 
  ((9. Fino alla data di entrata in vigore del decreto o dei  decreti
previsti al comma 8 le funzioni di cui ai commi 4 e 7 sono assicurate
dall'ISPRA.)) 
                               Art. 18 
 
                      Informazione del pubblico 
 
  1. Le amministrazioni e gli altri enti che esercitano  le  funzioni
previste dal presente decreto assicurano, per quanto  di  competenza,
l'accesso del pubblico e la diffusione  al  pubblico  delle  seguenti
informazioni: 
    a) le informazioni  relative  alla  qualita'  dell'aria  ambiente
previste all'allegato XVI; 
    b) le decisioni con le quali sono concesse o  negate  le  deroghe
previste all'articolo 9, comma 10; 
    c) i piani  di  qualita'  dell'aria  previsti  all'articolo  9  e
all'articolo 13 e le misure di cui all'articolo 9, comma 2, e di  cui
all'articolo 13, comma 2; 
    d) i piani di azione previsti all'articolo 10; 
    e) le autorita' e gli organismi titolari dei compiti  tecnici  di
cui all'articolo 17. 
    ((e-bis) i progetti approvati previsti dall'articolo 3, comma  3,
e dall'articolo 5, comma 6; 
    e-ter) la documentazione di cui all'allegato III, paragrafo 5.)) 
  2.  Per  l'accesso  alle  informazioni  si   applica   il   decreto
legislativo n. 195  del  2005.  Per  la  diffusione  al  pubblico  si
utilizzano  la  radiotelevisione,  la  stampa,  le  pubblicazioni,  i
pannelli informativi, le  reti  informatiche  o  altri  strumenti  di
adeguata potenzialita' e di facile accesso,  senza  oneri  aggiuntivi
per il pubblico. Le informazioni diffuse al  pubblico  devono  essere
aggiornate  e  precise  e  devono  essere  rese  in  forma  chiara  e
comprensibile. I piani e un documento riepilogativo delle  misure  di
cui al  comma  1,  lettera  c),  devono  essere,  in  tutti  i  casi,
pubblicati  su  pagina  web.  E'  assicurato,   nei   modi   previsti
dall'articolo 9 del decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  32,
l'accesso del pubblico ai servizi di rete per le informazioni di  cui
al  presente  articolo  che  ricadano   tra   i   dati   territoriali
disciplinati dal predetto decreto e che siano prodotti e  gestiti  in
conformita' allo stesso. 
  3. Le  regioni  e  le  province  autonome  elaborano  e  mettono  a
disposizione del pubblico relazioni annuali aventi ad  oggetto  tutti
gli inquinanti disciplinati dal presente  decreto  e  contenenti  una
sintetica illustrazione circa i superamenti dei  valori  limite,  dei
valori obiettivo, degli obiettivi a lungo termine,  delle  soglie  di
informazione e delle soglie di allarme con riferimento ai periodi  di
mediazione previsti, con una sintetica valutazione degli  effetti  di
tali  superamenti.   Le   relazioni   possono   includere   ulteriori
informazioni e valutazioni in merito  alla  tutela  delle  foreste  e
informazioni su altri inquinanti per cui il presente decreto  prevede
la misurazione, tra cui i precursori dell'ozono di  cui  all'allegato
X, parte 2. 
  4.  Sono  inclusi  tra  il  pubblico,  agli  effetti  del  presente
articolo, anche le associazioni ambientaliste,  le  associazioni  dei
consumatori, le  associazioni  che  rappresentano  gli  interessi  di
gruppi sensibili  della  popolazione,  nonche'  gli  altri  organismi
sanitari e le associazioni di categoria interessati. 
  5. I soggetti pubblici e privati che procedono, anche al  di  fuori
dei casi previsti dal presente  articolo,  alla  pubblicazione  o  ad
altre forme di diffusione al pubblico  di  dati  inerenti  i  livelli
rilevati da stazioni di misurazione della qualita' dell'aria ambiente
devono contestualmente indicare, in  forma  chiara,  comprensibile  e
documentata, se tali livelli sono stati misurati  in  conformita'  ai
criteri ed alle modalita' previsti dal  presente  decreto  oppure  in
modo difforme. 
                               Art. 19 
 
                      Relazioni e comunicazioni 
 
  1. Fatto salvo quanto previsto per le sostanze  inquinanti  oggetto
delle comunicazioni disciplinate ((ai commi 3, 5, 7 e 8)), le regioni
e le province autonome trasmettono i seguenti dati ed informazioni al
Ministero dell'ambiente ed all'ISPRA: 
    a) per le zone di cui all'articolo 9, comma 1: 
      1) entro sei mesi dalla fine di ciascun  anno,  i  livelli  che
superano i valori limite ((o i livelli critici)) oltre il margine  di
tolleranza o che superano i valore limite  ((o  i  livelli  critici))
degli  inquinanti  per  i  quali  non  e'  stabilito  un  margine  di
tolleranza, le  date  o  i  periodi  in  cui  il  superamento  si  e'
verificato, nonche' i valori misurati,  utilizzando  a  tal  fine  il
formato dell'appendice VI; 
      2) entro sei mesi dalla fine  di  ciascun  anno,  i  motivi  di
ciascun superamento, utilizzando a tal fine il formato dell'appendice
VI; 
      3) entro diciotto mesi dalla fine dell'anno  durante  il  quale
sono stati misurati o valutati i livelli di cui al numero 1), i piani
di cui all'articolo 9, comma 1, ((sempre che quelli  gia'  presentati
dalle regioni e province autonome  non  siano  considerati  idonei  a
contrastare i superamenti predetti)) nonche' le informazioni  di  cui
all'appendice  VII   nel   formato   ivi   previsto   ((eventualmente
accompagnati   dalla   comunicazione    relativa    alla    idoneita'
soprarichiamata)); 
      4)((entro  due  mesi  dalla  relativa  adozione,  le  eventuali
modifiche, integrazioni ed aggiornamenti dei piani trasmessi ai sensi
del punto 3);)) 
    b) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno,  gli  aggiornamenti
intervenuti  nell'elenco  delle  zone  e  degli  agglomerati  di  cui
all'articolo 9, commi 1 e  3,  utilizzando  a  tal  fine  il  formato
dell'appendice VI; 
    c)   ricorrendone   i   presupposti,   la   relazione    prevista
dall'allegato I, paragrafo 2, da inviare unitamente alle informazioni
trasmesse ai sensi della lettera a), punti 1) e 2), e  delle  lettere
b) ed f); 
    d) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i dati sui  livelli
di concentrazione  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,  lettera  a),
utilizzando  il  formato  stabilito  nel  decreto  previsto  da  tale
articolo; 
    e) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i dati sui  livelli
di concentrazione  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,  lettera  d),
utilizzando  il  formato  stabilito  nel  decreto  previsto  da  tale
articolo; 
    f) per tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine
di ciascun anno, la determinazione del superamento  delle  soglie  di
valutazione superiore o inferiore utilizzando a tal fine  il  formato
dell'appendice VI ((, nonche' le altre informazioni previste da  tale
appendice)). 
  2.  Il  Ministero  dell'ambiente,  sulla  base  dei  dati  e  delle
informazioni di cui al comma 1 verificati  ai  sensi  del  comma  12,
comunica alla Commissione europea: 
    a) entro nove mesi dalla fine  di  ciascun  anno,  i  dati  e  le
informazioni di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 2), e lettere
b), c) ed f); 
    b) entro due anni dalla fine dell'anno in cui sono stati misurati
o valutati i livelli di cui al comma 1, lettera  a),  numero  1),  le
informazioni di cui all'appendice VII nel formato ivi previsto; 
    c) entro due anni dalla fine dell'anno in cui sono stati  per  la
prima volta misurati o valutati i livelli di cui al comma 1,  lettera
a), numero 1), i piani di cui al comma 1, lettera a), numero 3); 
    d) entro tre mesi dalla  relativa  ricezione,  le  modifiche,  le
integrazioni e gli aggiornamenti di  cui  al  comma  1,  lettera  a),
numero 4); 
    e)  entro  tre  mesi  dalla  relativa  ricezione,  i  dati  e  le
informazioni di cui al comma 1, lettera d). 
  ((2-bis. Nella comunicazione prevista dal comma 2, lettera  b),  il
Ministero  dell'ambiente  inserisce  anche,  nel   formato   previsto
dall'appendice VII, le  informazioni  relative  alle  misure  di  cui
all'articolo 9, comma 9)). 
  3. Le regioni  e  le  province  autonome,  utilizzando  il  formato
dell'appendice VI, trasmettono al Ministero dell'ambiente e all'ISPRA
i dati sui livelli di  concentrazione  e  sulle  deposizioni  di  cui
all'articolo 6, comma 1, lettere b) e c), e, per tutte le zone e  gli
agglomerati  la  determinazione  del  superamento  delle  soglie   di
valutazione superiore o inferiore di cui all'allegato  II,  paragrafo
1, tabella 7, nonche', in relazione alle zone ed agli agglomerati  di
cui all'articolo 9, comma 2, i seguenti dati e informazioni: 
    a) l'elenco di tali zone e agglomerati, con individuazione  delle
aree di superamento; 
    b) i  livelli  di  concentrazione  degli  inquinanti  oggetto  di
valutazione; 
    c) le informazioni sui motivi dei  superamenti,  con  particolare
riferimento alle fonti; 
    d) le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti. 
  4. I dati e le  informazioni  di  cui  al  comma  3  ((,  le  altre
informazioni  previste  dall'appendice   VI))   e,   ricorrendone   i
presupposti, la relazione prevista all'allegato I, paragrafo 2,  sono
trasmessi con cadenza annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo
a quello a cui si riferiscono. 
  5. Le regioni e le province autonome trasmettono tempestivamente al
Ministero dell'ambiente e all'ISPRA: 
    a) la documentazione relativa all'istruttoria effettuata al  fine
di individuare le misure necessarie a  perseguire  il  raggiungimento
dei valori obiettivo di cui all'allegato XIII e di  individuare,  tra
le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati; 
    b) nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o provincia
autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo
9, comma 2. 
  6. Il Ministero dell'ambiente, entro i  tre  mesi  successivi  alla
data prevista nel comma 4, comunica alla Commissione europea i dati e
le informazioni previsti da tale comma verificati ai sensi del  comma
12, nonche', limitatamente agli idrocarburi policiclici aromatici  ed
ai metalli, i dati e le informazioni di cui all'articolo 6, comma  3,
verificati ai sensi del comma 12. Il Ministero dell'ambiente comunica
inoltre alla Commissione europea la documentazione e le misure di cui
al comma 5 verificate ai sensi del comma 12,  entro  tre  mesi  dalla
relativa ricezione. 
  7. Le regioni e le province autonome trasmettono i seguenti dati ed
informazioni al Ministero dell'ambiente ed all'ISPRA: 
    a) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno,  gli  aggiornamenti
intervenuti  nell'elenco  delle  zone  e  degli  agglomerati  di  cui
all'articolo 13, commi 1, 2 e 3, utilizzando a tal fine il formato di
cui all'appendice VI; 
    b) entro diciotto mesi dalla fine dell'anno  in  cui  sono  stati
misurati  o  valutati  superamenti  del  valore  obiettivo   di   cui
all'allegato  VII,  le  informazioni  previste  all'appendice   VIII,
sezione  I,  inclusa  la  documentazione   relativa   all'istruttoria
effettuata al fine di individuare le misure necessarie  a  perseguire
il raggiungimento del valore  obiettivo  e  di  individuare,  tra  le
stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati; 
    c) per le zone di cui all'articolo 13, commi 1  e  2,  entro  sei
mesi dalla fine di ciascun anno, i livelli di ozono che  superano  il
valore obiettivo e l'obiettivo a lungo termine, le  date  in  cui  il
superamento si e' verificato, nonche' le relative cause ed  i  valori
misurati, utilizzando a tal fine il formato di cui all'appendice VI; 
    d) per tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine
di ciascun anno, i  livelli  di  ozono  che  superano  le  soglie  di
informazione e di allarme, le  date  in  cui  il  superamento  si  e'
verificato,  nonche'  le  relative  cause  ed  i   valori   misurati,
utilizzando il formato di cui all'appendice VI; 
    e) per tutte le zone e gli agglomerati, entro 6 mesi  dalla  fine
di ciascun anno, le altre informazioni previste per l'ozono e  per  i
relativi precursori di cui all'appendice VI; 
    f) ogni tre anni, entro il  30  marzo  successivo  alla  fine  di
ciascun  triennio,  le  informazioni  previste  all'appendice   VIII,
sezioni II e III,  con  la  documentazione  relativa  all'istruttoria
effettuata al fine di individuare le misure necessarie  a  perseguire
il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine  e  di  individuare,
tra le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati; 
    g) ricorrendone i presupposti, la relazione prevista all'allegato
I, paragrafo 2, da inviare unitamente alle informazioni trasmesse  ai
sensi delle lettere a), c), d) ed e). 
  8. Le regioni e le province autonome trasmettono i seguenti dati ed
informazioni all'ISPRA: 
    a) per ciascuno dei mesi compresi tra aprile e settembre di  ogni
anno: 
      1) entro i primi dieci giorni del  mese  successivo,  per  ogni
giorno in  cui  sono  stati  misurati  superamenti  delle  soglie  di
informazione o di allarme per l'ozono, le informazioni, formulate  in
via provvisoria, previste all'appendice IX, sezione I; 
      2) entro il 5 ottobre di ciascun anno,  le  altre  informazioni
provvisorie previste all'appendice IX, sezione II. 
  9.  Il  Ministero  dell'ambiente,  sulla  base  dei  dati  e  delle
informazioni di cui al comma 7 verificati  ai  sensi  del  comma  12,
comunica alla Commissione europea: 
    a) entro nove mesi dalla fine di ciascun anno, le informazioni di
cui al comma 7, lettera a); 
    b) entro due anni dalla fine dell'anno in cui sono stati misurati
o valutati i superamenti del valore obiettivo, le informazioni di cui
al comma 7, lettera b); 
    c) entro nove mesi dalla fine di ciascun anno, le informazioni di
cui al comma 7, lettere c), d) e) e g); 
    d) ogni tre anni, entro il 30 settembre successivo alla  fine  di
ciascun triennio, le informazioni di cui al comma 7, lettera f); 
    e) entro i cinque giorni successivi  alla  scadenza  del  termine
previsto al comma 13, lettera a), le  informazioni  ivi  previste  e,
entro il 31 ottobre di ciascun  anno,  le  informazioni  previste  al
comma 13, lettera b). 
  10. Per la trasmissione dei dati e delle  informazioni  di  cui  al
presente articolo si  osservano,  ove  gia'  definite,  le  modalita'
stabilite dalla Commissione europea. 
  11. La trasmissione dei dati e delle informazioni di cui  ai  commi
1,  4,  5  e  7  e'  effettuata  mediante  supporto  informatico  non
riscrivibile. 
  12. L'ISPRA, d'intesa con il Ministero dell'ambiente,  verifica  la
completezza e la correttezza dei dati e delle  informazioni  ricevuti
ai sensi dei commi 1, 4, 5 e 7, e dell'articolo 6, comma  3,  nonche'
la conformita' del formato ((...)). ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 24
DICEMBRE 2012, N. 250)). Sono esclusi da tale verifica i piani  e  le
relative modifiche ed integrazioni di cui al  comma  1,  lettera  a),
punti 3 e 4. In caso di dati ed informazioni  incompleti  o  difformi
rispetto ai requisiti previsti, il Ministero dell'ambiente informa le
regioni  e  le   province   autonome   interessate   che   provvedono
tempestivamente ad un nuovo invio all'ISPRA ed al Ministero stesso. 
  13. L'ISPRA verifica la completezza e la  correttezza  dei  dati  e
delle informazioni ricevuti ai sensi  del  comma  8  e  li  invia  al
Ministero dell'ambiente nel formato di cui all'appendice IX,  sezioni
I e II, entro: 
    a) quindici giorni nel caso di cui al comma 8, lettera a),  punto
1); 
    b) venti giorni nel caso di cui al comma 8, lettera a), punto 2). 
  14. L'ISPRA carica tempestivamente, sulla banca dati  appositamente
individuata  dall'Agenzia  europea  per  l'ambiente,  i  dati  e   le
informazioni trasmessi dal Ministero dell'ambiente ai sensi dei commi
2, 6 e 9. 
  15. Il Ministero dell'ambiente, d'intesa  con  il  Ministero  della
salute,  comunica  alla  Commissione  europea  le  autorita'  e   gli
organismi di cui all'articolo 1, comma 6. 
  16. I dati relativi ai livelli misurati oggetto di trasmissione  ai
sensi del comma 1, lettere a) ed e), del comma  3,  lettera  b),  del
comma 7, lettere c) e d), e del comma 8 si  riferiscono  a  tutte  le
stazioni di misurazione previste nel programma di valutazione. 
  17. I dati e le informazioni necessari  ai  fini  dell'applicazione
del sistema di  scambio  reciproco  previsto  dalla  decisione  della
Commissione europea 97/101/CE del  27  gennaio  1997  sono  trasmessi
dalle regioni e dalle province autonome o, su delega,  dalle  agenzie
regionali per la protezione  dell'ambiente,  all'ISPRA  entro  il  30
aprile di ciascun anno.  Tale  trasmissione  ha  ad  oggetto  i  dati
rilevati  dalle  stazioni  di  misurazione  previste   nei   relativi
programmi di valutazione, nonche'  le  correlate  informazioni.  ((In
caso di mancato o incompleto invio dei dati alla data del  30  luglio
di  ciascun  anno,  l'ISPRA  informa  tempestivamente  il   Ministero
dell'ambiente.)) La  successiva  trasmissione,  da  parte  dell'ISPRA
all'Agenzia europea per l'ambiente, entro il 1°  ottobre  di  ciascun
anno,  include  anche  i  dati  rilevati  dalle  altre  stazioni   di
misurazione   previste    all'articolo    6.    ((L'ISPRA    notifica
tempestivamente al Ministero dell'ambiente l'avvenuta trasmissione.)) 
                               Art. 20 
 
Coordinamento tra  Ministero,  regioni  ed  autorita'  competenti  in
                      materia di aria ambiente 
 
  1.  E'   istituito,   presso   il   Ministero   dell'ambiente,   un
Coordinamento tra i rappresentanti di tale Ministero,  del  Ministero
della salute, di ogni regione e provincia autonoma, dell'Unione delle
province italiane (UPI) e dell'Associazione nazionale comuni italiani
(ANCI).  Partecipano  al  Coordinamento  rappresentanti   dell'ISPRA,
dell'ENEA e del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e  di  altre
autorita' competenti all'applicazione del  presente  decreto,  e,  su
indicazione del Ministero della salute, rappresentanti  dell'Istituto
superiore  di  sanita',  nonche',  su  indicazione  della  regione  o
provincia autonoma  di  appartenenza,  rappresentanti  delle  agenzie
regionali  e  provinciali  per  la   protezione   dell'ambiente.   Il
Coordinamento opera attraverso l'indizione di riunioni  periodiche  e
la creazione di una rete di referenti per lo scambio  di  dati  e  di
informazioni. 
  2. Il Coordinamento previsto dal comma 1 assicura,  anche  mediante
gruppi di lavoro, l'elaborazione di indirizzi e  di  linee  guida  in
relazione  ad  aspetti  di  comune  interesse  e  permette  un  esame
congiunto di temi connessi  all'applicazione  del  presente  decreto,
anche al fine di garantire un'attuazione coordinata e omogenea  delle
nuove norme e di  prevenire  le  situazioni  di  inadempimento  e  le
relative conseguenze. ((Il Coordinamento assicura  inoltre  un  esame
congiunto e l'elaborazione di indirizzi e linee guida in relazione ad
aspetti di comune interesse inerenti la normativa vigente in  materia
di emissioni in atmosfera.)) 
  3.  Ai  soggetti  che   partecipano,   a   qualsiasi   titolo,   al
Coordinamento previsto al comma 1 non  e'  dovuto  alcun  compenso  o
rimborso spese o altro tipo di emolumento per tale partecipazione. 
                               Art. 21 
 
 
                             Abrogazioni 
 
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogati: 
    a) il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351; 
    b) il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 183; 
    c) il decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152; 
    d) il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988,  n.
203, fatte salve le disposizioni di  cui  il  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, preveda l'ulteriore vigenza; 
    e) l'articolo 3 della legge 4 novembre 1997, n. 413; 
    f) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  in  data
28 marzo 1983, pubblicato nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 28 maggio 1983; 
    g) il decreto del Ministro dell'ambiente 20 maggio 1991,  recante
criteri per la raccolta dei  dati  inerenti  la  qualita'  dell'aria,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 1991; 
    h)  il  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  20  maggio   1991,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  126  del  31  maggio  1991,
recante i criteri per  l'elaborazione  dei  piani  regionali  per  il
risanamento e la tutela della qualita' dell'aria; 
    i) il decreto del Presidente della Repubblica  10  gennaio  1992,
recante atto di indirizzo e coordinamento in materia  di  sistema  di
rilevazione  dell'inquinamento  urbano,  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale n. 7 del 10 gennaio 1992; 
    l)  il  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  6   maggio   1992,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  111  del  14  maggio  1992,
recante la definizione del sistema nazionale finalizzato a  controllo
ed assicurazione di qualita' dei  dati  di  inquinamento  atmosferico
ottenuti dalle reti di monitoraggio; 
    m)  il  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  15  aprile   1994,
concernente le norme tecniche in materia di livelli  e  di  stati  di
attenzione e di allarme per gli  inquinanti  atmosferici  nelle  aree
urbane, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  107  del  10  maggio
1994; 
    n) il  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  25  novembre  1994,
recante l'aggiornamento delle norme tecniche in materia di limite  di
concentrazione e di livelli  di  attenzione  e  di  allarme  per  gli
inquinanti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la misura
di alcuni inquinanti di cui al decreto del Ministro dell'ambiente  15
aprile 1994,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 290 del 13 dicembre 1994; 
    o) il decreto del Ministro dell'ambiente 16 maggio 1996,  recante
attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento  da  ozono,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 13 luglio 1996; 
    p) il decreto del Ministro dell'ambiente 21 aprile 1999, n.  163,
recante norme per l'individuazione dei criteri ambientali e  sanitari
in base ai quali i sindaci adottano le misure  di  limitazione  della
circolazione, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  135  dell'11
giugno 1999; 
    q) il decreto del Ministro dell'ambiente 2 aprile  2002,  n.  60,
recante recepimento della direttiva 1999/30/CE del 22 aprile 1999 del
Consiglio concernente i valori limite di qualita' dell'aria  ambiente
per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di  azoto,
le particelle e il piombo e della direttiva  2000/69/CE  relativa  ai
valori limite di qualita' dell'aria ambiente per  il  benzene  ed  il
monossido di carbonio,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2002; 
    r) il decreto  del  Ministro  dell'ambiente  20  settembre  2002,
recante le modalita' per la garanzia della qualita' del sistema delle
misure  di  inquinamento  atmosferico,  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale n. 231 del 2 ottobre 2002; 
    s) il decreto del Ministro dell'ambiente 1° ottobre 2002, n. 261,
recante le direttive tecniche per la  valutazione  preliminare  della
qualita' dell'aria ambiente, i criteri per l'elaborazione del piano o
dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del  decreto  legislativo  4
agosto 1999, n. 351, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  272  del
20 novembre 2002. 
                               Art. 22 
 
 
                  Disposizioni transitorie e finali 
 
  1. I provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la rete di
misura, i piani e le misure di qualita' dell'aria esistenti ai  sensi
della  normativa  previgente  sono  adeguati  alle  disposizioni  del
presente decreto nel rispetto delle procedure e dei  termini  fissati
dagli articoli che precedono, anche alla luce di un  esame  congiunto
nel  Coordinamento  di  cui  all'articolo  20.  In  caso  di  mancato
adeguamento si applicano i poteri sostitutivi previsti all'articolo 5
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e all'articolo 8 della
legge 5 giugno 2003, n. 131. 
  2. I provvedimenti generali attributivi di finanziamenti o di altri
benefici alle regioni, alle province autonome ed  agli  enti  locali,
adottati dal Ministero dell'ambiente in materia di qualita' dell'aria
o  di  mobilita'  sostenibile,  prevedono,  tra  le  cause   ostative
all'erogazione,   la   reiterata   violazione   degli   obblighi   di
trasmissione o di conformazione previsti  all'articolo  3,  comma  3,
all'articolo 5, comma 6, all'articolo 19 ed ai commi 1,  3  e  4  del
presente articolo, nonche' l'indisponibilita' a sottoscrivere, in  un
dato termine,  gli  accordi  di  cui  all'articolo  5,  comma  7.  Il
Ministero dell'ambiente provvede ad inserire  tale  previsione  anche
nei provvedimenti generali vigenti in materia, fatti salvi i  diritti
acquisiti. Resta in tutti casi fermo, in presenza di tali violazioni,
l'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla vigente normativa. 
  3. Lo  Stato,  le  regioni  e  le  province  autonome  elaborano  i
rispettivi inventari delle  emissioni,  aventi  adeguata  risoluzione
spaziale  e   temporale,   in   conformita'   ai   criteri   previsti
all'appendice V. L'ISPRA provvede, ogni cinque anni, e per  la  prima
volta entro il 2012 con riferimento all'anno 2010, a scalare su  base
provinciale l'inventario nazionale disciplinato  all'articolo  4  del
decreto  legislativo  n.  171  del  2004,  al  fine   di   consentire
l'armonizzazione con gli inventari delle  regioni  e  delle  province
autonome. Gli inventari delle regioni e delle province autonome  sono
predisposti con cadenza almeno triennale e, comunque, con riferimento
a tutti gli anni per i quali lo Stato provvede a scalare l'inventario
nazionale su base provinciale. Tali inventari sono predisposti per la
prima volta con  riferimento  all'anno  2010.  Per  ciascun  anno  in
riferimento  al  quale  lo  Stato  provvede  a  scalare  l'inventario
nazionale su base provinciale, le  regioni  e  le  province  autonome
armonizzano, sulla base degli indirizzi espressi dal Coordinamento di
cui all'articolo 20, i propri inventari con tale inventario nazionale
scalato su base provinciale. L'ENEA, in collaborazione  con  l'ISPRA,
provvede a scalare ulteriormente,  in  coerenza  con  la  risoluzione
spaziale del modello nazionale,  l'inventario  nazionale  scalato  su
base provinciale entro sei mesi dall'elaborazione di quest'ultimo, al
fine  di  ottenere  gli  elementi  di   base   per   le   simulazioni
modellistiche di cui al comma 5 e consentire il confronto previsto da
tale comma e  le  valutazioni  necessarie  all'esercizio  dei  poteri
sostitutivi di cui al comma 1. I risultati di tali elaborazioni  sono
resi disponibili  alle  regioni  e  alle  province  autonome  per  le
valutazioni di cui al comma 1 e di cui agli articoli 5 e 8. 
  4. Lo  Stato,  le  regioni  e  le  province  autonome  elaborano  i
rispettivi  scenari  energetici  e  dei   livelli   delle   attivita'
produttive, con proiezione agli anni in riferimento ai quali lo Stato
provvede a scalare l'inventario  nazionale  su  base  provinciale  e,
sulla base di questi, elaborano i rispettivi  scenari  emissivi.  Gli
scenari energetici  e  dei  livelli  delle  attivita'  produttive  si
riferiscono alle  principali  attivita'  produttive  responsabili  di
emissioni di sostanze inquinanti in  atmosfera,  ai  piu'  importanti
fattori che determinano la crescita economica dei principali settori,
come l'energia, l'industria, i trasporti,  il  riscaldamento  civile,
l'agricoltura, e che determinano i consumi energetici e le  emissioni
in  atmosfera,  individuati  nell'appendice  IV,  parte  II.  L'ISPRA
elabora  lo  scenario  energetico  e  dei  livelli  delle   attivita'
produttive nazionale e provvede a scalarlo su base regionale e, sulla
base di tale scenario, l'ENEA elabora, secondo la metodologia a  tali
fini  sviluppata  a  livello  comunitario,   lo   scenario   emissivo
nazionale. Le regioni e le province  autonome  armonizzano  i  propri
scenari con le rispettive disaggregazioni  su  base  regionale  dello
scenario  nazionale  sulla  base   degli   indirizzi   espressi   dal
Coordinamento di cui  all'articolo  20.  Le  regioni  e  le  province
autonome assicurano la coerenza tra gli scenari  elaborati  ai  sensi
del presente comma e gli strumenti di pianificazione e programmazione
previsti  in  altri  settori,  quali,  per  esempio,   l'energia,   i
trasporti, l'agricoltura. 
  5. Lo Stato, le regioni  e  le  province  autonome  selezionano  le
rispettive  tecniche  di  modellizzazione,  da  utilizzare   per   la
valutazione e la gestione della qualita'  dell'aria  ambiente,  sulla
base delle caratteristiche e dei criteri  individuati  dall'appendice
III. Il confronto  tra  le  simulazioni  effettuate  con  il  modello
nazionale e le simulazioni effettuate con i modelli delle  regioni  e
delle  province  autonome  e'  operato  sulla  base   dei   parametri
individuati nell'appendice III e sulla base degli indirizzi  espressi
dal Coordinamento di cui all'articolo 20. L'ENEA elabora ogni  cinque
anni, e per  la  prima  volta  entro  il  mese  di  giugno  2014  con
riferimento all'anno 2010, simulazioni modellistiche  della  qualita'
dell'aria su base nazionale, utilizzando l'inventario delle emissioni
nazionale opportunamente scalato. I risultati  di  tali  elaborazioni
sono resi disponibili alle regioni e alle province  autonome  per  le
valutazioni di cui al comma 1 e di cui agli articoli 5  e  8.  L'ENEA
elabora inoltre, su richiesta del Ministero dell'ambiente, proiezioni
su  base  modellistica  della  qualita'  dell'aria  in  relazione   a
specifiche circostanze  quali,  ad  esempio,  procedure  comunitarie,
azioni  previste  all'articolo  16  e  situazioni  di   inadempimento
previste al comma 1. L'ENEA partecipa regolarmente agli  esercizi  di
intercomparazione  fra  modelli  avviati  nell'ambito  dei  programmi
comunitari riferiti alla valutazione della qualita' dell'aria. 
  6. Per l'invio dei dati e delle informazioni  di  cui  all'articolo
19, comma 4, riferiti al 2008, continuano  ad  applicarsi  i  termini
previsti dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 152 del 2007. Per
l'invio delle informazioni di cui all'articolo 19, comma  7,  lettera
f), relative  al  triennio  2007-2009,  continuano  ad  applicarsi  i
termini previsti dall'articolo 9, comma 1, lettera  g),  e  comma  2,
lettera g), del decreto legislativo n. 183 del 2004. 
  7. Alla modifica degli allegati  e  delle  appendici  del  presente
decreto si provvede con regolamenti da adottare in base  all'articolo
17, comma 3, della legge 17 agosto 1988,  n.  400,  su  proposta  del
Ministro dell'ambiente, di concerto con  il  Ministro  della  salute,
sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo n.  281
del 1997, e, limitatamente all'appendice IV, parte II,  di  concerto,
per quanto di competenza, con il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. In caso di attuazione di successive direttive  comunitarie
che modificano le modalita' esecutive e le caratteristiche di  ordine
tecnico previste nei predetti allegati,  alla  modifica  si  provvede
mediante appositi decreti da adottare in base all'articolo  13  della
legge 4 febbraio 2005, n. 11, su proposta del Ministro dell'ambiente,
di  concerto  con  il  Ministro   della   salute   e,   limitatamente
all'appendice IV, parte II, di concerto, per  quanto  di  competenza,
con   il   Ministero   delle   infrastrutture   e   dei    trasporti.
All'integrazione dell'appendice III, con la disciplina delle tecniche
di modellizzazione e delle tecniche di misurazione  indicativa  e  di
stima obiettiva, si deve provvedere entro sei  mesi  dall'entrata  in
vigore del presente decreto. 
  8. Con apposito regolamento ai sensi  dell'articolo  17,  comma  2,
della legge  17  agosto  1988,  n.  400,  su  proposta  del  Ministro
dell'ambiente, di concerto con il Ministro della salute, da  adottare
entro l'inizio del secondo  anno  civile  successivo  all'entrata  in
vigore della decisione  prevista  all'articolo  28,  comma  2,  della
direttiva 2008/50/CE, si provvede, in conformita' a  tale  decisione,
alla disciplina delle  attivita'  di  relazione  e  comunicazione  in
sostituzione  di  quanto  previsto  all'articolo  14,  comma  2,   ed
all'articolo 19. 
  9. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri o minori entrate per la finanza pubblica. Le attivita'
previste dal presente decreto ricadono tra  i  compiti  istituzionali
delle amministrazioni e degli enti interessati, cui si fa fronte  con
le risorse di bilancio allo scopo destinate a  legislazione  vigente,
incluse, nei casi ammessi, le risorse previste dai vigenti  programmi
di finanziamento in materia di qualita' dell'aria. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  Ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
 
    Dato a Roma, addi' 13 agosto 2010 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                  Berlusconi,     Presidente      del
                                  Consiglio  dei   Ministri   e,   ad
                                  interim,  Ministro  dello  sviluppo
                                  economico 
 
                                  Ronchi, Ministro per  le  politiche
                                  europee 
 
                                  Prestigiacomo,             Ministro
                                  dell'ambiente e  della  tutela  del
                                  territorio e del mare 
 
                                  Fazio, Ministro della salute 
 
                                  Matteoli,      Ministro       delle
                                  infrastrutture e dei trasporti 
 
                                  Galan,  Ministro  delle   politiche
                                  agricole alimentari e forestali 
 
                                  Frattini,  Ministro  degli   affari
                                  esteri 
 
                                  Alfano, Ministro della giustizia 
 
                                  Tremonti, Ministro dell'economia  e
                                  delle finanze 
 
                                  Fitto, Ministro per i rapporti  con
                                  le  regioni  e  per   la   coesione
                                  territoriale 
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano 
 
                             Allegato I 
 
               (art. 1, comma 6, art. 2 comma 1, art. 5 commi 8 e 11, 
                                   art. 6 comma 1, art. 7 commi 2 e 4 
                                           e art. 19, commi 1, 4 e 7) 
 
                   Obiettivi di qualita' dei dati 
 
 
1. Obiettivi di qualita'. 
1. Si applicano gli obiettivi di  qualita'  previsti  dalle  seguenti
tabelle: Tabella 1 
 
                              Tabella 1 
    

---------------------------------------------------------------------
                      | Biossido di  |       |            |
                      |   zolfo,     |       |            |
                      | biossido di  |       |Particolato | Ozono e
                      |azoto e ossidi|Benzene|(PM10/PM2,5)| relativi
                      |  di azoto,   |       |  e piombo  | NO e NO2
                      | monossido di |       |            |
                      |  carbonio    |       |            |
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni in siti   |              |       |            |
fissi(1)              |              |       |            |
Incertezza            |15%           |25%    |25%         |15%
Raccolta minima dei   |              |       |            |
dati                  |90%           |90%    |90%         |90% in
Periodo minimo di     |              |       |            |estate
copertura             |              |       |            |75% in
- stazioni di fondo in|              |       |            |inverno
siti urbani e stazioni|              |       |            |
traffico              |-             |35%(2) |-           |-
- stazioni industriali|-             |90%    |-           |-
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni indicative|              |       |            |
Incertezza            |25%           |30%    |50%         |30%
Raccolta minima dei   |              |       |            |
dati                  |90%           |90%    |90%         |90%
Periodo minimo di     |              |       |            |
copertura             |14%(4)        |14%(3) |14%(4)      |>10% in
                      |              |       |            |estate
---------------------------------------------------------------------
Incertezza della      |              |       |            |
modellizzazione       |              |       |            |
Medie orarie          |50%           |-      |-           |50%
Medie su otto ore     |50%           |-      |-           |50%
Medie giornaliere     |50%           |-      |da definire |-
Medie annuali         |30%           |50%    |50%         |-
---------------------------------------------------------------------
Stima obiettiva       |              |       |            |
Incertezza            |75%           |100%   |100%        |75%
---------------------------------------------------------------------
(1) Per il benzene, il piombo e il particolato e' possibile applicare
misurazioni discontinue invece delle misurazioni in continuo.  A  tal
fine, le misurazioni discontinue devono essere equamente  distribuite
nel corso dell'anno per evitare di falsare  i  risultati  e  si  deve
dimostrare che l'incertezza risponde all'obiettivo  di  qualita'  del
25% e che il periodo di copertura rimane superiore al periodo  minimo
di copertura previsto per  le  misurazioni  indicative.  L'incertezza
dovuta alle misurazioni discontinue puo' essere  determinata  secondo
le procedure stabilite nella norma ISO 11222:2002 "Qualita' dell'aria
- Determinazione dell'incertezza della media temporanea delle  misure
di qualita' dell'aria". Se le misurazioni discontinue sono utilizzate
per valutare il rispetto del valore limite del PM10, occorre valutare
il 90,4 percentile (che deve essere inferiore o uguale  a  50  μg/m³)
anziche' il numero di superamenti, il quale e' fortemente influenzato
dalla copertura dei dati.
(2)  Distribuita  nell'arco  dell'anno  in  modo   tale   da   essere
rappresentativa delle varie condizioni climatiche e di traffico.
(3) Misurazione effettuata in un giorno fisso scelto a caso  di  ogni
settimana  dell'anno  in  modo  tale   che   le   misurazioni   siano
uniformemente distribuite nell'arco dell'anno oppure  effettuata  per
otto settimane distribuite equamente nell'arco dell'anno.
(4) Misurazione effettuata in un giorno variabile di  ogni  settimana
dell'anno  in  modo  tale  che  le  misurazioni  siano  uniformemente
distribuite nell'arco dell'anno oppure effettuata per otto  settimane
distribuite equamente nell'arco dell'anno.

    
 
                              Tabella 2 
    

---------------------------------------------------------------------
                  | B(a)P | As, Cd e Ni|  Idrocarburi  | Deposizione
                  |       |            |  diversi dal  |   totale
                  |       |            |   B(a)P, Hg   |
                  |       |            | gassoso totale|
---------------------------------------------------------------------
Incertezza
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni in    |       |            |               |
siti fissi        |  50%  |     40%    |      50%      |     70%
e indicative      |       |            |               |
---------------------------------------------------------------------
Tecniche          |       |            |               |
di modellizzazione|  60%  |     60%    |      60%      |     60%
---------------------------------------------------------------------
Tecniche di stima |       |            |               |
obiettiva         | 100%  |    100%    |     100%      |
---------------------------------------------------------------------
Raccolta minima
di dati validi
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni in    |       |            |               |
siti fissi e      |  90%  |     90%    |      90%      |     90%
indicative        |       |            |               |
---------------------------------------------------------------------
Periodo minimo
di copertura (1)
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni in    |       |            |               |
siti fissi        |  33%  |     50%    |               |
---------------------------------------------------------------------
Misurazioni       |       |            |               |
indicative        |  14%  |     14%    |      14%      |     33%
---------------------------------------------------------------------
(1) Possono essere applicati periodi minimi di copertura inferiori  a
quelli indicati nella tabella, senza violare il limite del 14% per le
misurazioni in siti fissi e del 6%  per  le  misurazioni  indicative,
purche' si dimostri che e' rispettata l'incertezza estesa al  livello
di confidenza del  95%  riferita  alla  media  annuale,  calcolata  a
partire dagli obiettivi di qualita'  dei  dati  indicati  in  tabella
sulla base  della  norma  ISO  11222:  2002,  "Qualita'  dell'aria  -
Determinazione dell'incertezza della media temporanea delle misure di
qualita' dell'aria".

    
 
 
2. L'incertezza, ad un livello di confidenza  del  95%,  deve  essere
determinata  secondo  i   principi   della   "Guida   all'espressione
dell'incertezza di misura" (UNI CEI ENV 13005-2000),  la  metodologia
ISO 5725:1994 e  le  indicazioni  contenute  nel  rapporto  CEN  "Air
quality  -  Approach  to  uncertainty  estimation  for  ambient   air
reference measurement methods" (CR 14377:2002E). 
3. Per le misurazioni in siti fissi e indicative, le  percentuali  di
incertezza riguardano le singole misurazioni  che  sono  mediate  sui
tempi di prelievo prescritti ad un livello  di  confidenza  del  95%.
L'incertezza  delle   misure   va   interpretata   come   applicabile
nell'intorno del pertinente valore limite o valore obiettivo. 
4. Le misurazioni in siti fissi e indicative devono essere  ripartite
in modo uniforme nel corso dell'anno al fine di evitare risultati non
rappresentativi. 
5. I requisiti relativi alla raccolta minima  di  dati  validi  e  al
periodo minimo di copertura non comprendono le perdite di dati dovute
alla  taratura  periodica  o  alla   manutenzione   ordinaria   della
strumentazione, ove tali attivita'  si  svolgano  in  conformita'  ai
programmi di garanzia di qualita'. 
6. Per le tecniche di modellizzazione l'incertezza  corrisponde  allo
scarto massimo tra le concentrazioni determinate con tali tecniche  e
quelle  rilevate  nel  90%  di  una  selezione  di  siti   fissi   di
campionamento, indipendentemente dall'ordine  cronologico  a  cui  si
riferiscono i dati nel  periodo  considerato,  rapportato  al  valore
limite o al valore obiettivo. Per le sostanze inquinanti di cui  alla
tabella 2 tale incertezza  e'  riferita  a  tutti  i  siti  fissi  di
campionamento ed il periodo di mediazione  corrisponde  ad  un  anno.
L'incertezza e' calcolata come indicato all'appendice III,  paragrafo
1.4. 
7.  Ai  fini  dell'applicazione  del  punto  6,  i  siti   fissi   di
campionamento selezionati devono fornire dati  rappresentativi  della
scala coperta dal modello. 
8. Per le tecniche di modellizzazione  l'incertezza  va  interpretata
come applicabile nell'intorno del pertinente valore limite  o  valore
obiettivo. 
9. In caso di utilizzo di tecniche di modellizzazione i  dati  devono
essere accompagnati dalla descrizione del modello e  da  informazioni
relative al grado di incertezza. 
10. Per le tecniche di stima obiettiva l'incertezza corrisponde  alla
deviazione  massima  tra  le  concentrazioni  determinate  con   tali
tecniche e le concentrazioni rilevate con le misurazioni  e  relative
al periodo di mediazione del valore limite o  del  valore  obiettivo,
indipendentemente  dall'ordine  cronologico  dei  periodi  a  cui  si
riferiscono i dati. 
11.  Per  le  misurazioni  in   siti   fissi   e   indicative   delle
concentrazioni del benzo(a)pirene  e  degli  idrocarburi  policiclici
aromatici il campionamento deve avere una durata di 24 ore. I singoli
campioni prelevati durante un periodo non eccedente un  mese  possono
essere combinati e analizzati come un  campione  unico,  purche'  sia
garantita la stabilita' dei singoli campioni in tale periodo. In caso
di difficolta' nella risoluzione analitica  del  benzo(b)fluorantene,
del benzo(j)fluorantene e del benzo(k)fluorantene, le  concentrazioni
di tali inquinanti  possono  essere  riportate  come  somma.  Per  le
misurazioni  in  siti  fissi  e   indicative   delle   concentrazioni
dell'arsenico, del cadmio e del nichel il campionamento  deve  avere,
ove tecnicamente possibile, una durata di 24 ore. 
12. I campionamenti di cui al punto 11  devono  essere  ripartiti  in
modo uniforme nel corso della settimana e dell'anno. 
13. Per la misurazione dei tassi di deposizione il campionamento deve
avere una durata di una settimana  o  di  un  mese.  I  campionamenti
devono essere ripartiti in modo uniforme nel corso dell'anno. I tassi
di deposizione devono essere espressi in μg/m2 giornalieri. 
14. Per la misurazione dei tassi di deposizione si puo' effettuare il
campionamento della sola deposizione umida  se  si  dimostra  che  la
differenza con il campionamento della deposizione totale  non  supera
il 10%. 
 
2. Risultati della valutazione della qualita' dell'aria. 
1. Per le zone e gli agglomerati in cui, in relazione  alle  sostanze
inquinanti di cui alle tabelle 1 e 2, le misurazioni  in  siti  fissi
sono  integrate  o  combinate  con  tecniche  di  modellizzazione   o
misurazioni indicative e per le zone e  gli  agglomerati  in  cui  in
relazione alle sostanze inquinanti di cui alle  tabelle  1  e  2,  le
tecniche di modellizzazione o di stima  obiettiva  o  le  misurazioni
indicative sono l'unica  fonte  di  informazioni,  le  regioni  e  le
province autonome elaborano una apposita relazione contenente: 
a) una descrizione delle attivita' di valutazione svolte; 
b) i metodi utilizzati e loro descrizione; 
c) le fonti dei dati e delle informazioni; 
d)  una  descrizione  dei  risultati,  compresa  l'incertezza  e,  in
particolare, l'estensione di ogni area di superamento o, se del caso,
la lunghezza della strada, all'interno di  una  zona  o  agglomerato,
nonche' l'estensione di ogni area dove le concentrazioni superano  la
soglia di valutazione superiore o inferiore; 
e) la popolazione potenzialmente esposta a  livelli  che  superano  i
valori limite, i valori obiettivo e gli obiettivi a lungo termine per
la protezione della salute umana; 
f) una mappa che mostri la distribuzione dei livelli  all'interno  di
ogni zona e agglomerato. 
 
3. Qualita' della valutazione in materia di aria ambiente 
1. Al fine di assicurare il rispetto degli obiettivi di qualita'  del
presente allegato e l'accuratezza delle misurazioni: 
a) le misurazioni della qualita' dell'aria effettuate  ai  sensi  del
presente  decreto  devono  essere  riferibili  ai  campioni  e   agli
strumenti di riferimento secondo i requisiti previsti  nella  sezione
5.6.2.2. delle norma ISO/IEC 17025:2005; 
b) devono essere predisposte ed applicate procedure  di  garanzia  di
qualita' per le reti di misura, per le stazioni di misurazione e  per
il  rilevamento,  in  cui  si  prevedano  anche   le   attivita'   di
manutenzione  periodica  volte  a   garantire   l'accuratezza   degli
strumenti di misura; 
c) devono  essere  predisposte  e  applicate  apposite  procedure  di
garanzia di qualita' per la comunicazione dei dati rilevati; 
d) devono  essere  effettuati  i  controlli  volti  ad  accertare  il
rispetto delle procedure di garanzia di qualita'. 
                             Allegato II 
 
                  (art. 4, comma 1, art. 6 comma 1 e art. 19 comma 3) 
 
Classificazione di zone e agglomerati ai fini della valutazione della
qualita'  dell'aria  ambiente.  Soglie  di  valutazione  superiore  e
inferiore per biossido di zolfo, biossido di azoto, ossidi di  azoto,
particolato (PM10 e PM2,5), piombo, benzene, monossido  di  carbonio,
             arsenico, cadmio, nichel e benzo(a) pirene. 
 
1. Soglie di valutazione superiore e inferiore 
Si applicano le seguenti soglie di valutazione superiore e inferiore: 
1. BIOSSIDO DI ZOLFO 
    

---------------------------------------------------------------------
                     |Protezione della salute |   Protezione della
                     |        umana           |     vegetazione
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione| 60% del valore limite  |   60% del livello
superiore            | sulle 24 ore (75 μg/m³ |  critico invernale
                     | da non superare piu' di|     (12μg/m³)
                     |3 volte per anno civile)|     
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione|  40% del valore limite |   40% del livello
inferiore            | sulle 24 ore (50 μg/m³ |  critico invernale
                     | da non superare piu' di|     (8μg/m³)
                     |3 volte per anno civile)|
---------------------------------------------------------------------

    
2. BIOSSIDO DI AZOTO E OSSIDI DI AZOTO 
    

---------------------------------------------------------------------
           |   Protezione   |  Protezione   |   Protezione della
           |  della salute  | della salute  |   vegetazione (NOx)
           |  umana (NO2)   |  umana (NO2)  |
---------------------------------------------------------------------
Soglia di  | 70% del valore |80% del valore |80% del livello critico
valutazione| limite orario  |limite annuale |  annuale (24 μg/m³)
superiore  |(140 μg/m³      |  (32 μg/m³)   |
           |da non superare |               |
           |piu' di 18 volte|               |
           |per anno civile)|               |
---------------------------------------------------------------------
Soglia di  | 50% del valore |65% del valore |65% del livello critico
valutazione|limite orario   |limite annuale |  annuale (19,5 μg/m³)
inferiore  |(100 μg/m³      |  (26 μg/m³)   |
           |da non superare |               |
           |piu' di 18 volte|               |
           |per anno civile)|               |
---------------------------------------------------------------------

    
3. MATERIALE PARTICOLATO (PM10 PM2,5) 
    

---------------------------------------------------------------------
           | Media su 24 ore PM10 |Media annuale |   Media annuale
           |                      |     PM10     |      PM2,5*
---------------------------------------------------------------------
Soglia di  |70% del valore limite |70% del valore|70% del valore
valutazione|(35 μg/m³ da non      |limite        |limite (17 μg/m³)
superiore  |superare piu' di 35   |(28 μg/m³)    |
           |volte per anno civile)|              |
---------------------------------------------------------------------
Soglia di  |50% del valore limite |50% del valore|50% del valore
valutazione|(25 μg/m³ da non      |limite        |limite (12 μg/m³)
inferiore  |superare piu' di 35   |(20 μg/m³)    |
           |volte per anno civile)|              |
---------------------------------------------------------------------
* La  soglia  di valutazione superiore  e  la soglia  di  valutazione
inferiore del PM2,5 non si applicano alle  misurazioni effettuate per
valutare la conformita'  all'obiettivo di riduzione  dell'esposizione
al PM2,5 per la protezione della salute umana
---------------------------------------------------------------------

    
4. PIOMBO 
    

---------------------------------------------------------------------
                                |           Media annuale
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione superiore | 70% del valore limite (0,35 μg/m³)
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione inferiore | 50% del valore limite (0,25 μg/m³)
---------------------------------------------------------------------

    
5. BENZENE 
    

---------------------------------------------------------------------
                                |           Media annuale
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione superiore | 70% del valore limite (3,5 μg/m³)
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione inferiore | 40% del valore limite (2 μg/m³)
---------------------------------------------------------------------

    
6. MONOSSIDO DI CARBONIO 
    

---------------------------------------------------------------------
                                |           Media su 8 ore
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione superiore | 70% del valore limite (7 mg/m³)
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione inferiore | 50% del valore limite (5 mg/m³)
---------------------------------------------------------------------

    
7. ARSENICO, CADMIO, NICHEL E BENZO(A)PIRENE. 
    

---------------------------------------------------------------------
                     |Arsenico   |Cadmio   |Nichel    |B(a)P
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione|60%        |60%      |70%       |60%
superiore in         |(3,6 ng/m³)|(3 ng/m³)|(14 ng/m³)|(0,6 ng/m³)
percentuale          |           |         |          |
del valore obiettivo |           |         |          |
---------------------------------------------------------------------
Soglia di valutazione|40%        |40%      |50%       |40%
inferiore in         |(2,4 ng/m³)|(2 ng/m³)|(10 ng/m³)|(0,4 ng/m³)
percentuale          |           |         |          |
del valore obiettivo |           |         |          |
---------------------------------------------------------------------

    
2. Procedura di classificazione 
1. Il superamento delle  soglie  di  valutazione  superiore  e  delle
soglie di valutazione inferiore deve essere determinato in base  alle
concentrazioni degli inquinanti nell'aria ambiente  nei  cinque  anni
civili precedenti.  Il  superamento  si  realizza  se  la  soglia  di
valutazione e' stata superata in almeno tre sui  cinque  anni  civili
precedenti. 
2.  I  dati  relativi  ai  precedenti  anni  civili  derivano   dalla
valutazione effettuata ai sensi dell'articolo 5. Se tuttavia  non  si
dispone di dati sufficienti per i cinque anni civili  precedenti,  il
superamento deve essere  determinato  mediante  una  combinazione  di
campagne di misurazione di breve durata, da  effettuare  nel  periodo
dell'anno e nei luoghi in cui  si  potrebbero  registrare  i  massimi
livelli di inquinamento, e tecniche di modellizzazione, utilizzando a
tal  fine  anche  le  informazioni  ricavate  dagli  inventari  delle
emissioni. 
                            Allegato III 
 
                                     (art. 2, comma 1, art. 6 comma 1 
                                               e art. 5, commi 1 e 8) 
 
Valutazione della qualita' dell'aria  ambiente  ed  ubicazione  delle
stazioni di misurazione delle concentrazioni  in  aria  ambiente  per
biossido di zolfo,  biossido  di  azoto,  ossidi  di  azoto,  piombo,
particolato (PM10 e PM2,5), benzene, monossido di carbonio, arsenico,
    cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici 
 
 
1. Definizioni 
1. Per le stazioni di misurazione e i siti fissi di campionamento  si
applicano le seguenti definizioni: 
a) stazioni di misurazione di traffico: stazioni ubicate in posizione
tale che il livello di inquinamento sia  influenzato  prevalentemente
da  emissioni  da  traffico,  provenienti  da  strade  limitrofe  con
intensita' di traffico medio alta; 
b) stazioni di misurazione di fondo: stazioni  ubicate  in  posizione
tale  che  il   livello   di   inquinamento   non   sia   influenzato
prevalentemente  da  emissioni  da   specifiche   fonti   (industrie,
traffico,  riscaldamento  residenziale,  ecc.)  ma   dal   contributo
integrato di tutte le fonti poste sopravento alla  stazione  rispetto
alle direzioni predominanti dei venti nel sito; 
c) concentrazioni di fondo: concentrazioni misurate  da  stazioni  di
misurazione di fondo o comunque rilevate con riferimento a luoghi non
influenzati da emissioni derivanti da  specifiche  fonti  (industrie,
traffico,  riscaldamento  residenziale,  ecc.),  ma  dal   contributo
integrato di tutte le fonti poste sopravento alla  stazione  rispetto
alle direzioni predominanti dei venti; 
d) stazioni di misurazione industriali: stazioni ubicate in posizione
tale che il livello di inquinamento sia  influenzato  prevalentemente
da singole fonti industriali o da zone industriali limitrofe; 
e) siti fissi di campionamento urbani: siti fissi  inseriti  in  aree
edificate in continuo o almeno in modo predominante; 
f) siti fissi di campionamento suburbani: siti fissi inseriti in aree
largamente edificate in cui sono presenti  sia  zone  edificate,  sia
zone non urbanizzate; 
g) siti fissi di campionamento rurali: siti fissi inseriti  in  tutte
le aree diverse da quelle di cui alle lettere e) ed f). Il sito fisso
si definisce rurale remoto se e' localizzato ad una distanza maggiore
di 50 km dalle fonti di emissione. 
 
2. Disposizioni generali 
1. La qualita' dell'aria ambiente e' valutata in tutte le zone e  gli
agglomerati. 
2. I criteri di ubicazione su macroscala e su microscala previsti dai
paragrafi 3 e 4 si applicano ai siti fissi di campionamento  ed  alle
stazioni di misurazione, al di fuori dei luoghi previsti al punto 4. 
3. I criteri previsti da paragrafi 3 e  4  si  applicano,  se  utili,
anche per individuare le ubicazioni in relazione alle quali i livelli
degli inquinanti sono valutati con misurazioni indicative. 
4. In relazione ai valori limite finalizzati  alla  protezione  della
salute umana la qualita' dell'aria ambiente non deve essere valutata: 
a) nei luoghi in cui il pubblico non ha accesso e in cui non esistono
abitazioni fisse; 
b) nei luoghi di lavoro di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a); 
c) presso le carreggiate delle strade e, fatti salvi i casi in cui  i
pedoni vi abbiano normalmente accesso, presso gli spartitraffico. 
5. L'esposizione media della popolazione e'  valutata  attraverso  le
stazioni di misurazione di fondo nei siti urbani. 
 
3. Ubicazione su macroscala 
1. Siti fissi di campionamento in cui si valuta la qualita' dell'aria
ambiente ai fini della protezione della salute umana. 
1.1 I siti fissi di campionamento devono essere individuati  in  modo
da: 
a) fornire dati sui livelli degli inquinanti presso le aree,  ubicate
all'interno di  zone  o  agglomerati,  nelle  quali  la  popolazione,
secondo la valutazione di cui all'articolo 5, puo' essere esposta, in
modo diretto o indiretto, per un periodo significativo  in  relazione
al periodo di mediazione del valore limite o  del  valore  obiettivo,
alle concentrazioni piu' elevate; 
b)  fornire   dati   sui   livelli   degli   inquinanti   che   siano
rappresentativi  dell'esposizione  della  popolazione   nelle   aree,
ubicate all'interno di zone o agglomerati, diverse da quelle  di  cui
alla lettera a); 
c) fornire dati sui tassi di deposizione totale di arsenico,  cadmio,
mercurio,  nichel  e  idrocarburi  policiclici  aromatici,  utili   a
valutare l'esposizione indiretta della  popolazione  agli  inquinanti
attraverso la catena alimentare. 
1.2 I siti fissi di campionamento devono essere individuati  in  modo
tale da evitare misurazioni rappresentative  di  microambienti  nelle
immediate vicinanze. 
1.3. L'area di rappresentativita' delle stazioni di misurazione  deve
essere: 
a) tale da rappresentare la qualita' dell'aria su un tratto di strada
di almeno 100 m in caso di stazioni  di  traffico,  ove  tecnicamente
fattibile, per la valutazione dei livelli  degli  inquinanti  di  cui
all'articolo 1, comma 2, eccetto arsenico, cadmio, mercurio, nichel e
idrocarburi policiclici aromatici; 
b) pari ad almeno 200 m2 in caso di  stazioni  di  traffico,  per  la
valutazione dei livelli  di  arsenico,  cadmio,  mercurio,  nichel  e
idrocarburi policiclici aromatici; 
c) pari ad almeno 250 m x 250 m, ove tecnicamente fattibile, in  caso
di stazioni industriali; 
d) pari ad alcuni km2 in caso di stazioni di fondo in siti urbani. 
1.4. Le stazioni di misurazione di fondo in  sito  fisso  rurale  non
devono  essere  influenzate  da   agglomerati   o   da   insediamenti
industriali localizzati entro cinque chilometri. 
1.5. Al fine di valutare l'influenza delle fonti  industriali  devono
essere confrontati i dati rilevati da almeno una stazione  installata
nei siti  urbani  o  suburbani  interessati  da  tali  fonti  con  le
concentrazioni di  fondo  relative  agli  stessi  siti.  Ove  non  si
conoscano tali concentrazioni di fondo, deve  essere  installata  una
stazione di fondo sopravento alla  fonte  industriale  rispetto  alla
direzione predominante dei venti. In caso di valutazione dei  livelli
di arsenico,  cadmio,  mercurio,  nichel  e  idrocarburi  policiclici
aromatici, la scelta dell'ubicazione di  tali  stazioni  deve  essere
funzionale anche alla verifica degli effetti dell'applicazione  delle
migliori tecniche disponibili presso gli impianti industriali. 
1.6 Le stazioni di misurazione devono essere ubicate in modo tale  da
risultare, per quanto possibile, rappresentative anche di aree simili
a quelle in cui e' inserito il sito fisso di  campionamento,  incluse
quelle che non si situano nelle immediate vicinanze.  La  valutazione
della qualita' dell'aria effettuata nell'area in cui e'  inserito  il
sito fisso di campionamento puo' essere  considerata  rappresentativa
della qualita' dell'aria anche  presso  le  aree  simili.  L'area  di
rappresentativita' della stazione di misurazione e'  in  questo  caso
estesa alle aree simili. 
1.7 I siti fissi di campionamento  devono  essere  individuati  anche
sulle isole, ove necessario ai fini  della  protezione  della  salute
umana. 
1.8 Per la valutazione dei livelli  di  arsenico,  cadmio,  mercurio,
nichel  e  idrocarburi  policiclici  aromatici,  i  siti   fissi   di
campionamento  devono  coincidere  con   quelli   previsti   per   la
misurazione delle concentrazioni di PM10 salvo il caso  in  cui  tale
ubicazione non risulti funzionale alle finalita' di cui al punto  1.1
del presente paragrafo. 
2. Siti fissi di campionamento in cui si valuta la qualita' dell'aria
ambiente  ai  fini  della  protezione  della  vegetazione   e   degli
ecosistemi naturali. 
2.1 Le stazioni di misurazione devono essere localizzate ad oltre  20
km dalle aree urbane e  ad  oltre  5  km  da  altre  zone  edificate,
impianti industriali, autostrade o strade principali con conteggi  di
traffico superiori a 50.000 veicoli al giorno. 
2.2 L'area di rappresentativita' delle stazioni di  misurazione  deve
essere pari ad almeno 1.000 km2 . 
2.3 I punti 2.1 e 2.2 possono essere  oggetto  di  deroga  alle  luce
delle condizioni geografiche o  dell'opportunita'  di  tutelare  zone
particolarmente vulnerabili. 
2.4 I siti fissi di campionamento  devono  essere  individuati  anche
sulle isole ove necessario ai fini della protezione della vegetazione
e degli ecosistemi naturali. 
 
4. Ubicazione su microscala 
1. Alle stazioni di misurazione si applicano i  seguenti  criteri  di
ubicazione su microscala: 
1.1  L'ingresso  della  sonda  di  prelievo  deve  essere  libero  da
qualsiasi ostruzione, per un  angolo  di  almeno  270°.  Al  fine  di
evitare ostacoli al flusso dell'aria,  il  campionatore  deve  essere
posto ad una distanza di alcuni metri rispetto ad  edifici,  balconi,
alberi e altri ostacoli e, nel caso in cui si  intendano  valutare  i
livelli in prossimita' degli edifici, ad una distanza di almeno 0,5 m
dalla facciata dell'edificio piu' vicino. 
1.2 Il  punto  di  ingresso  della  sonda  di  prelievo  deve  essere
collocato ad un'altezza compresa tra 1,5 m e 4 m sopra il livello del
suolo. Una collocazione piu' elevata, fino al limite  di  8  m,  puo'
essere richiesta in presenza di particolari situazioni o, anche oltre
il limite di 8 m, nel caso in cui  la  stazione  di  misurazione  sia
rappresentativa di un'ampia zona. 
1.3 Il punto di ingresso della  sonda  non  deve  essere  posizionato
nelle immediate vicinanze di fonti di emissione al  fine  di  evitare
l'aspirazione diretta di emissioni non disperse nell'aria ambiente. 
1.4 Lo scarico del campionatore deve essere posizionato  in  modo  da
evitare il ricircolo dell'aria scaricata verso l'ingresso della sonda
di prelievo. 
1.5 I campionatori delle stazioni di misurazione di  traffico  devono
essere localizzati ad almeno 4 m di distanza dal centro della  corsia
di traffico piu' vicina, a non oltre 10 m dal  bordo  stradale  e  ad
almeno 25 m di distanza dal limite dei  grandi  incroci  e  da  altri
insediamenti  caratterizzati  da  scarsa  rappresentativita'  come  i
semafori, i parcheggi  e  le  fermate  degli  autobus.  Il  punto  di
ingresso della sonda deve essere localizzato  in  modo  tale  che  la
stazione di misurazione rappresenti i livelli  in  prossimita'  degli
edifici. 
1.6 Per la misurazione  della  deposizione  totale  di  di  arsenico,
cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici,  presso
siti  fissi  di  campionamento  rurale,  si  applicano,   in   quanto
compatibili, gli orientamenti  e  i  criteri  elaborati  in  sede  di
attuazione del programma EMEP, fermo  restando  quanto  previsto  dal
presente allegato. 
2.  Nella  realizzazione  e  nella  collocazione  delle  stazioni  di
misurazione si deve tenere conto dei seguenti aspetti: 
a) assenza di fonti di interferenza; 
b) protezione rispetto all'esterno; 
c) possibilita' di accesso; 
d) disponibilita' di energia elettrica e di connessioni telefoniche; 
e) impatto visivo sull'ambiente esterno; 
f) sicurezza della popolazione e degli addetti; 
g) opportunita' di effettuare il campionamento  di  altri  inquinanti
nello stesso sito fisso di campionamento; 
h) conformita' agli strumenti di pianificazione territoriale. 
 
5. Documentazione e riesame della scelta del sito 
1. Le procedure di selezione dei siti fissi di  campionamento  devono
essere  interamente  documentate,  ad  esempio  mediante   fotografie
dell'ambiente circostante in direzione nord, sud, est, ovest, e mappe
dettagliate.  La  selezione  deve  essere  riesaminata  a  intervalli
regolari, aggiornando tale documentazione 
                             Allegato IV 
 
                                                    (art. 6, comma 1) 
 
Stazioni di  misurazione  in  siti  fissi  di  campionamento  per  la
                   speciazione chimica del PM2,5. 
 
1. Obiettivi 
Le misurazioni di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e d),  sono
principalmente  finalizzate  ad  acquisire  informazioni  sufficienti
circa le concentrazioni di fondo. Tali informazioni  sono  essenziali
per valutare i livelli piu' elevati nelle zone piu'  inquinate  (come
quelli rilevati da stazioni di misurazione di fondo in siti fissi  di
campionamento urbani o da stazioni di misurazione  industriali  o  di
traffico), per definire il possibile contributo  dato  da  inquinanti
atmosferici  trasportati  su   lunghe   distanze,   per   contribuire
all'analisi della ripartizione tra le differenti fonti, per conoscere
il comportamento di inquinanti specifici come il  particolato  e  per
utilizzare maggiormente le tecniche di  modellizzazione  anche  nelle
zone urbane. 
 
2. Sostanze 
La misurazione del PM2,5 comprende almeno la concentrazione di  massa
totale e le concentrazioni dei componenti  piu'  idonei  al  fine  di
determinarne  la  composizione  chimica   e,   in   ogni   caso,   le
concentrazioni delle specie chimiche di cui alla seguente tabella: 
 
--------------------------------------------------------------------- 
SO4 2-    Na+    NH4 +    Ca2+    Carbonio elementare (CE) 
--------------------------------------------------------------------- 
NO3 -     K+     Cl-      Mg2+    Carbonio organico (CO) 
--------------------------------------------------------------------- 
 
3. Ubicazione 
Le misurazioni  sono  effettuate  nel  rispetto  di  quanto  previsto
all'allegato III, paragrafi 1, 2, 3 e 4. 
                             Allegato V 
 
                         (art. 7, commi 1, 2 e 3, e art. 12, comma 2) 
 
Numero mimino delle stazioni di misurazione per  biossido  di  zolfo,
biossido di azoto, ossidi  di  azoto,  particolato  (PM10  e  PM2,5),
piombo, benzene, monossido di carbonio, arsenico,  cadmio,  nichel  e
                           benzo(a)pirene. 
 
 
1. Numero minimo di stazioni di misurazione per la valutazione  della
qualita' dell'aria ambiente in relazione ai  valori  limite  previsti
per la protezione della salute umana ed alle soglie di allarme  nelle
zone e  negli  agglomerati  in  cui  le  misurazioni  in  siti  fissi
costituiscono l'unica fonte di informazioni. 
1. Per le fonti diffuse si applicano le seguenti tabelle: 
 
                              Tabella 1 
    

---------------------------------------------------------------------
Popolazione|Se la concentrazione massima|Se la concentrazione massima
dell'agglo-|supera la soglia di valuta- |e' compresa tra la soglia di
merato o   |zione superiore (1) (2)     |valutazione superiore e
della zona |                            |quella inferiore
(in        |---------------------------------------------------------
migliaia di|Per inquinanti|Per il PM (3)|Per inquinanti|Per il PM (3)
abitanti)  |diversi dal PM|(somma delle |diversi dal PM|(somma delle
           |              |stazioni di  |              |stazioni di
           |              |PM10 e PM2,5)|              |PM10 e PM2,5)
---------------------------------------------------------------------
0-249      |       1      |      2      |      1       |     1
---------------------------------------------------------------------
250-499    |       2      |      3      |      1       |     2
---------------------------------------------------------------------
500-749    |       2      |      3      |      1       |     2
---------------------------------------------------------------------
750-999    |       3      |      4      |      1       |     2
---------------------------------------------------------------------
1000-1499  |       4      |      6      |      2       |     3
---------------------------------------------------------------------
1500-1999  |       5      |      7      |      2       |     3
---------------------------------------------------------------------
2000-2749  |       6      |      8      |      3       |     4
---------------------------------------------------------------------
2750-3749  |       7      |     10      |      3       |     4
---------------------------------------------------------------------
3750-4749  |       8      |     11      |      3       |     6
---------------------------------------------------------------------
4750-5999  |       9      |     13      |      4       |     6
---------------------------------------------------------------------
≥6000      |      10      |     15      |      4       |     7
---------------------------------------------------------------------

    
(1) Per il biossido  di  azoto,  il  particolato,  il  benzene  e  il
monossido di carbonio deve essere prevista  almeno  una  stazione  di
fondo in sito urbano ed una stazione di traffico. Nel caso in cui sia
prevista una sola stazione, la stessa deve  essere  una  stazione  di
misurazione di fondo in siti urbani. Per tali  inquinanti  il  numero
totale di stazioni di fondo in sito urbano  e  il  numero  totale  di
stazioni di traffico presenti non devono  differire  per  un  fattore
superiore a 2. 
(2) Le stazioni di misurazione in cui sono stati rilevati superamenti
del valore limite previsto per il PM10 negli ultimi tre  anni  devono
essere   mantenute   in   esercizio,   salvo   sia   necessaria   una
delocalizzazione per circostanze speciali come,  in  particolare,  le
trasformazioni dovute allo sviluppo urbanistico, infrastrutturale  ed
industriale. Tale disposizione non si applica  con  riferimento  alle
stazioni di misurazione che sono escluse dalla  rete  di  misura  per
effetto dell'adeguamento della rete di misura previsto  dall'articolo
5, comma 6, perche' non conformi ai requisiti degli allegati I e III,
o perche' i livelli misurati dalla stazione di misurazione  sono  gli
stessi rilevati da almeno un'altra stazione che  possiede  le  stesse
caratteristiche ed e' posta nella stessa zona o agglomerato. 
(3) Si considera che esistano due distinte  stazioni  di  misurazione
nel caso in cui vi sia una stazione in cui il PM2,5 e  il  PM10  sono
misurati in conformita' al presente  decreto.  Il  numero  totale  di
stazioni di misurazione del PM2,5 e il numero totale di  stazioni  di
misurazione del PM10 non devono differire per un fattore superiore  a
2. Resta fermo quanto previsto dal paragrafo 2. 
 
 
                              Tabella 2 
    

---------------------------------------------------------------------
  Popolazione   |                            |  Se le concentrazioni
dell'agglomerato|Se le concentrazioni massime| massime sono comprese
  o della zona  |   superano la soglia di    |  tra la soglia di
(in migliaia di |  valutazione superiore (1) |valutazione superiore e
    abitanti)   |                            |   quella inferiore
---------------------------------------------------------------------
                |As, Cd, Ni     |B(a)P       |As, Cd, Ni  |B(a)P
---------------------------------------------------------------------
0-749           |1              |1 (2)       |1           |1
---------------------------------------------------------------------
750-1.999       |2              |2           |1           |1
---------------------------------------------------------------------
2.000-3.749     |2              |3           |1           |1
---------------------------------------------------------------------
3.750-4.749     |3              |4           |2           |2
---------------------------------------------------------------------
4.750-5.999     |4              |5           |2           |2
---------------------------------------------------------------------
≥ 6.000         |5              |5           |2           |2
---------------------------------------------------------------------
(1) Deve essere prevista almeno una stazione di misurazione di  fondo
in siti urbani. Per il benzo(a)pirene deve essere prevista  anche una
stazione di misurazione  di  traffico  in  prossimita' di una zona di
traffico intenso; tale obbligo non  comporta  un  aumento  del numero
minimo di stazioni di misurazione indicato in tabella.
(2) In presenza di  una  sola  stazione,  la stessa  deve  essere una
stazione di misurazione di fondo in siti urbani.

    
2. Per le fonti puntuali, il numero  delle  stazioni  di  misurazione
industriali deve essere stabilito in base ai livelli delle  emissioni
della fonte industriale, alle probabili  modalita'  di  distribuzione
degli inquinanti nell'aria ambiente  ed  alla  possibile  esposizione
della popolazione. In caso di valutazione dei  livelli  di  arsenico,
cadmio,  mercurio,  nichel  e  idrocarburi   policiclici   aromatici,
l'ubicazione  di  tali  stazioni  deve  essere  finalizzata  anche  a
verificare l'applicazione delle migliori tecniche disponibili  presso
gli impianti industriali. 
 
2. Numero minimo di stazioni di misurazione per la valutazione  della
qualita' dell'aria ambiente in relazione all'obiettivo  di  riduzione
dell'esposizione al PM2,5 previsto per  la  protezione  della  salute
umana. 
Il numero minimo di stazioni di misurazione corrisponde  ad  una  per
milione di abitanti, facendo riferimento, ai soli fini  del  calcolo,
al numero delle persone residenti nel complesso degli  agglomerati  e
delle altre zone urbane con piu' di 100.000 abitanti.  Tali  stazioni
di misurazione possono coincidere con quelle previste al paragrafo 1. 
 
3. Numero minimo di stazioni di misurazione per la valutazione  della
qualita' dell'aria ambiente in relazione ai livelli critici  previsti
per  la  protezione  della  vegetazione   in   zone   diverse   dagli
agglomerati. 
 
1. Si applica la seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
Se la concentrazione massima supera| Se la concentrazione massima e'
la soglia di valutazione superiore |     compresa tra la soglia
                                   |  di valutazione superiore e la
                                   | soglia di valutazione inferiore
---------------------------------------------------------------------        
    1 stazione ogni 20.000 km2     |   1 stazione ogni 40.000 km2
---------------------------------------------------------------------

    
2 Nelle zone insulari il numero  delle  stazioni  di  misurazione  e'
stabilito   in   considerazione   delle   probabili   modalita'    di
distribuzione degli inquinanti nell'aria ambiente e  della  possibile
esposizione della vegetazione. 
                             Allegato VI 
(art. 6 comma 1, art.7, comma 5, art. 8, comma 10 e art. 17, comma 5) 
 
 
                        Metodi di riferimento 
 
A. Metodi di riferimento. 
 
1. Metodo di riferimento per la misurazione del biossido di zolfo. 
Il metodo di riferimento per la misurazione del biossido di zolfo  e'
descritto nella norma UNI EN 14212:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.
Metodo  normalizzato  per  la  misurazione  della  concentrazione  di
diossido di zolfo mediante fluorescenza ultravioletta". 
2. Metodo di riferimento per la misurazione del biossido di  azoto  e
degli ossidi di azoto. 
Il metodo di riferimento per la misurazione e' descritto nella  norma
UNI EN 14211:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.  Metodo  normalizzato
per la misurazione  della  concentrazione  di  diossido  di  azoto  e
monossido di azoto mediante chemiluminescenza". 
3. Metodo di riferimento per il campionamento e  la  misurazione  del
piombo. 
Il metodo di  riferimento  per  il  campionamento  e'  descritto  nel
presente  allegato,  punto  4.  Il  metodo  di  riferimento  per   la
misurazione e' descritto nella  norma  UNI  EN  14902:2005  "Qualita'
dell'aria ambiente. Metodo normalizzato per la misurazione di Pb, Cd,
As e Ni nella frazione PM10 del particolato in sospensione". 
4. Metodo di riferimento per il campionamento e  la  misurazione  del
PM10. 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto  nella  norma  UNI  EN  12341:1999   "Qualita'   dell'aria.
Determinazione  del  particolato  in  sospensione  PM10.  Metodo   di
riferimento e procedimento per  prove  in  campo  atte  a  dimostrare
l'equivalenza  dei  metodi  di  misurazione  rispetto  al  metodi  di
riferimento". 
5. Metodo di riferimento per il campionamento e  la  misurazione  del
PM2,5. 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto nella norma UNI EN 14907:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.
Metodo normalizzato di misurazione gravimetrico per la determinazione
della frazione massima PM2,5 del particolato in sospensione". 
6. Metodo di riferimento per il campionamento e  la  misurazione  del
benzene 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto nella norma UNI EN 14662:2005, parti 1, 2  e  3,  "Qualita'
dell'aria ambiente. Metodo  normalizzato  per  la  misurazione  della
concentrazione di benzene". 
7.  Metodo  di  riferimento  per  la  misurazione  del  monossido  di
carbonio. 
Il metodo di riferimento per la misurazione e' descritto nella  norma
UNI EN 14626:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.  Metodo  normalizzato
per la misurazione della  concentrazione  di  monossido  di  carbonio
mediante spettroscopia a raggi infrarossi non dispersiva". 
8. Metodo di riferimento per la misurazione dell'ozono 
Il metodo di riferimento per la misurazione e' descritto nella  norma
UNI EN 14625:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.  Metodo  normalizzato
per la misurazione della concentrazione di ozono mediante  fotometria
ultravioletta". 
9. Metodo di  riferimento  per  il  campionamento  e  la  misurazione
dell'arsenico, del cadmio e del nichel nell'aria ambiente. 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto nella norma UNI EN 14902:2005 "Qualita' dell'aria ambiente.
Metodo normalizzato per la misurazione di  Pb,  Cd,  As  e  Ni  nella
frazione PM10 del particolato in sospensione". 
10. Metodo di riferimento per il campionamento e la  misurazione  del
benzo(a)pirene nell'aria ambiente. 
Il metodo di riferimento per il campionamento e  la  misurazione  del
benzo(a)pirene e' descritto nella norma UNI EN  15549:2008  "Qualita'
dell'aria.   Metodo   normalizzato   per   la    misurazione    della
concentrazione di benzo(a)pirene in aria ambiente". 
((11. Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del
mercurio nell'aria ambiente. 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto nella norma UNI EN 15852:2010 'Qualita' dell'aria ambiente.
Metodo  normalizzato  per  la  determinazione  di  mercurio   gassoso
totale'.)) 
((12.  Metodo  di  riferimento  per  la  misurazione  dei  tassi   di
deposizione di arsenico, cadmio e nichel. 
Il metodo di riferimento per la misurazione e' descritto nella  norma
UNI EN 15841:2010 'Qualita' dell'aria ambiente - Metodo  normalizzato
per la  determinazione  di  arsenico,  cadmio,  piombo  e  nichel  in
deposizioni atmosferiche'.)) 
((13. Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione dei
tassi di deposizione del mercurio. 
Il metodo di riferimento per il campionamento  e  la  misurazione  e'
descritto nella norma UNI EN 15853:2010 'Qualita' dell'aria ambiente.
Metodo  normalizzato  per  la  determinazione   di   deposizione   di
mercurio'.)) 
((13-bis. Metodo di riferimento  per  la  misurazione  dei  tassi  di
deposizione degli IPA. 
Il metodo di riferimento per la misurazione e' descritto nella  norma
UNI  EN  15980:2011  'Qualita'  dell'aria  -   Determinazione   della
deposizione di benzo [a]  antracene,  benzo  [b]  fluorantene,  benzo
[j]fluorantene, benzo [k] fluorantene, benzo [a] pirene,  dibenz  [a,
h] antracene e indeno pirene [1,2,3-cd'].)) 
14. I  metodi  di  riferimento  stabiliti  dal  Comitato  europeo  di
normalizzazione (CEN) si  sostituiscono,  a  decorrere  dall'adozione
delle relative norme, ai metodi di  riferimento  indicati  nei  punti
precedenti. 
 
B. Metodi equivalenti. 
1. E' ammesso l'utilizzo di metodi diversi da quelli  di  riferimento
purche' dotati di apposita certificazione di equivalenza,  rilasciata
secondo i principi, le metodologie e le procedure di  prova  indicati
nelle "Guidances for the demonstration of equivalence of ambient  air
monitoring  methods"  pubblicate  dalla  Commissione  europea  e  nei
successivi atti che modificano o sostituiscono tali linee  guida.  La
certificazione che un metodo presenta un  rapporto  costante  con  il
metodo di riferimento e fornisce risultati che necessitano di  essere
rettificati con un fattore di correzione puo' essere utilizzata  come
certificazione di equivalenza solo nel caso  in  cui  la  Commissione
europea,  su  richiesta  del  Ministero  dell'ambiente,  ne  dichiari
l'accettabilita' secondo la procedura stabilita da tali "Guidances". 
((2. I soggetti che rilasciano la certificazione di cui  al  punto  1
provvedono tempestivamente a trasmettere  alla  competente  Direzione
generale del Ministero  dell'ambiente  gli  atti  di  certificazione,
corredati dalla documentazione tecnica valutata ai fini del rilascio.
Nel caso in cui tale certificazione si riferisca alla presenza di  un
rapporto costante, il Ministero  dell'ambiente  provvede  ad  inviare
tali atti e  documentazione  tecnica  alla  Commissione  europea.  Il
Ministero dell'ambiente provvede inoltre  a  pubblicare  sul  proprio
sito  web  gli  atti  e  la  documentazione  tecnica  relativi   alle
certificazioni di equivalenza rilasciate  da  tali  soggetti  e,  ove
previsto, dichiarate accettabili dalla Commissione europea.)) 
3. Il Ministero dell'ambiente invia comunque alla Commissione europea
la documentazione di cui al punto 2,  in  tutti  i  casi  in  cui  la
Commissione richieda la presentazione di un rapporto  per  verificare
l'accettabilita' delle certificazioni di equivalenza. 
4. ((PARAGRAFO SOPPRESSO DAL D.LGS. 24 DICEMBRE 2012, N. 250)). 
 
C. Introduzione di nuove apparecchiature 
1. In caso di acquisto di strumenti di campionamento e  misura  della
qualita' dell'aria da  utilizzare  per  l'applicazione  del  presente
decreto, dopo la relativa entrata in vigore, gli stessi devono essere
idonei all'applicazione  del  metodo  di  riferimento  o  dei  metodi
equivalenti. 
((2. Tutti gli strumenti di campionamento  e  misura  della  qualita'
dell'aria  utilizzati  per  le   misurazioni   in   siti   fissi   di
campionamento ai fini dell'applicazione del presente  decreto  devono
essere idonei all'applicazione del metodo di riferimento o dei metodi
equivalenti entro l'11 giugno 2013. Fino a tale data  possono  essere
utilizzati gli strumenti di campionamento e misura gia' acquistati  e
conformi ai requisiti previsti  dalle  direttive  adottate  ai  sensi
della direttiva 96/62/CE. In caso di strumenti che utilizzano  metodi
che presentano un rapporto costante con  il  metodo  di  riferimento,
l'utilizzo fino a tale data e' ammesso a condizione che  sia  inviato
al Ministero, entro 60 giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente
decreto, un apposito  rapporto  dal  quale  risultino  i  fattori  di
correzione, i criteri di individuazione degli stessi e  le  modalita'
di applicazione anche in riferimento alle misurazioni gia' effettuate
ed a condizione che il Ministero, anche avvalendosi  dell'ISPRA,  non
esprima parere contrario entro i successivi 60 giorni.)) 
 
D. ((PARTE SOPPRESSA DAL D.LGS. 24 DICEMBRE 2012, N. 250)). 
 
E. Standardizzazione 
1. Per gli inquinanti gassosi il volume  deve  essere  standardizzato
alla temperatura di 293°K e alla pressione atmosferica di 101,3  kPa.
Per il particolato e le sostanze in esso contenute da analizzare  (ad
esempio il piombo), il volume  di  campionamento  si  riferisce  alle
condizioni  ambiente  in  termini  di  temperatura  e  di   pressione
atmosferica alla data delle misurazioni. 
                            Allegato VII 
 
           (art. 8, commi 1, 2 e 5, art. 9 comma 7, art. 10, comma 2, 
       art. 13, commi 1 e 2, art. 16, comma 2 e art. 19 commi 1,2,7 ) 
 
      Valori obiettivo e obiettivi a lungo termine per l'ozono 
 
 
1. Introduzione. 
1. Si devono utilizzare i criteri indicati nella seguente tabella per
verificare la validita' dell'aggregazione dei dati e del calcolo  dei
parametri statistici: 
    

---------------------------------------------------------------------
             Parametro          |Percentuale richiesta di dati validi
---------------------------------------------------------------------
Valori su 1 ora                 |75% (ovvero 45 minuti)
---------------------------------------------------------------------
Valori su 8 ore                 |75% dei valori (ovvero 6 ore)
---------------------------------------------------------------------
Valore medio massimo giornaliero|75% delle concentrazioni medie
su 8 ore sulla base delle medie |consecutive su 8 ore calcolate in
consecutive di 8 ore            |base a dati orari (ossia 18 medie
                                |su 8 ore al giorno)
---------------------------------------------------------------------
AOT40                           |90% dei valori di 1 ora nel periodo
                                |di tempo definito per il calcolo del
                                |valore AOT 40(1)
---------------------------------------------------------------------
MEDIA annuale                   |75% dei valori di 1 ora nella
                                |stagione estiva (da aprile a
                                |settembre) e 75% nella stagione
                                |invernale (da gennaio a marzo e da
                                |ottobre a dicembre)
---------------------------------------------------------------------
Numero di superamenti e valori  |90% dei valori medi massimi
massimi per mese                |giornalieri su 8 ore (27 valori
                                |giornalieri disponibili al mese)
                                |90% dei valori di 1 ora tra le 8:00
                                |e le 20:00, CET
---------------------------------------------------------------------
Numero di superamenti e valori  |Cinque mesi su sei nella stagione
massimi per anno                |estiva (da aprile a settembre)
---------------------------------------------------------------------
   (1) Qualora non siano disponibili tutti i dati misurati possibili,
   i valori AOT40 saranno calcolati in base ai seguenti fattori:

    
                               numero totale di ore possibili (* ) 
AOT40stimato  = AOT40misurato  x -------------------------------- 
                               numero di valori orari misurati 
 
 * il numero di ore  compreso  nel  periodo  di  tempo  di  cui  alla
definizione di AOT40 (ossia tra le ore 8:00 e le 20:00, dal 1° maggio
al 31 luglio di ogni anno per la protezione della vegetazione  e  dal
1° aprile al 30 settembre  di  ogni  anno  per  la  protezione  delle
foreste). 
--------------------------------------------------------------------- 
 
2. Per AOT40 (espresso in μg/m3  •  h)  si  intende  la  somma  della
differenza tra le concentrazioni orarie superiori a 80  μg/m3  (=  40
parti per  miliardo)  e  80  μg/m3  in  un  dato  periodo  di  tempo,
utilizzando solo i valori orari rilevati ogni giorno tra le 8:00 e le
20:00, ora dell'Europa centrale (CET). 
 
 
2. Valori obiettivo 
    

---------------------------------------------------------------------
  Finalita'  |  Periodo di  |    Valore obiettivo      | Data entro
             |  mediazione  |                          |  la quale
             |              |                          |deve essere
             |              |                          |raggiunto il
             |              |                          |   valore-
             |              |                          |obiettivo (1) 
---------------------------------------------------------------------
Protezione   |MEDIA massima |120 μg/m3 da non superare |1.1.2010
della salute |giornaliera   |piu' di 25 volte per anno |
umana        |calcolata su 8|civile come media su tre  |
             |ore (2)       |anni (3)                  |
---------------------------------------------------------------------
Protezione   |Da maggio a   |AOT40 (calcolato sulla    |1.1.2010
della        |luglio        |base dei valori di 1 ora) |
vegetazione  |              |18.000 μg/m3•h come media |
             |              |su cinque anni (3)        |
---------------------------------------------------------------------

    
(1) Il raggiungimento del valori obiettivo e' valutato nel 2013,  con
riferimento al triennio 2010-2012, per  la  protezione  della  salute
umana e nel 2015, con riferimento al quinquennio  2010-2014,  per  la
protezione della vegetazione. 
(2) La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore deve  essere
determinata esaminando le medie consecutive su 8  ore,  calcolate  in
base a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su  8  ore  cosi'
calcolata e' riferita al giorno nel quale la stessa si  conclude.  La
prima fascia di calcolo per ogni singolo giorno  e'  quella  compresa
tra le ore 17:00 del giorno precedente e  le  ore  01:00  del  giorno
stesso; l'ultima fascia di calcolo per ogni giorno e' quella compresa
tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso. 
(3) Se non e' possibile determinare le medie su tre o cinque anni  in
base ad una serie intera e consecutiva di dati annui, la  valutazione
della conformita' ai valori obiettivo si puo' riferire, come  minimo,
ai dati relativi a: 
- Un anno per il valore-obiettivo  ai  fini  della  protezione  della
salute umana. 
- Tre anni per il valore-obiettivo ai  fini  della  protezione  della
vegetazione. 
 
 
3. Obiettivi a lungo termine 
    

---------------------------------------------------------------------
  Finalita'  | Periodo di mediazione | Obiettivo a | Data entro la
             |                       |lungo termine|quale deve essere
             |                       |             |   raggiunto
             |                       |             | l'obiettivo a
             |                       |             | lungo termine
---------------------------------------------------------------------
Protezione   |Media massima          |120 μg/m3    |non definito
della salute |giornaliera calcolata  |             |
umana        |su 8 ore nell'arco     |             |
             |di un anno civile      |             |
---------------------------------------------------------------------
Protezione   |Da maggio a luglio     |AOT40,       |non definito
della        |                       |(calcolato   |
vegetazione  |                       |sulla base   |
             |                       |dei valori di|
             |                       |1 ora) 6 000 |
             |                       |μg/m3•h      |
---------------------------------------------------------------------

    
                            Allegato VIII 
 
                      (art. 2 comma 1, art. 5 comma 8, art. 8 comma 1 
                                                   e art. 19 comma 7) 
 
     Valutazione della qualita' dell'aria ambiente ed ubicazione 
delle stazioni di misurazione delle concentrazioni in  aria  ambiente
                             per l'ozono 
 
1. Ubicazione su macroscala 
    

---------------------------------------------------------------------
 Tipo di  | Finalita' della |Rappresentativita'|    Criteri per
 stazione |   misurazione   |(1)               |  l'ubicazione su
          |                 |                  |     macroscala
---------------------------------------------------------------------
 Stazione |Protezione della |Alcuni km2        |Le stazioni devono
 in sito  |salute umana:    |                  |essere ubicate a
  urbano  |determinare      |                  |distanza dall'inflen-
          |l'esposizione    |                  |za di emissioni
          |all'ozono della  |                  |locali come traffico,
          |popolazione delle|                  |distributori di
          |zone urbane      |                  |carburante, ecc.
          |ovvero delle zone|                  |Le stazioni devono
          |con densita' di  |                  |essere collocate in
          |popolazione e    |                  |aree sufficientemente
          |concentrazioni di|                  |areate da garantire
          |ozono relativa-  |                  |un'adeguata miscela-
          |mente alte e     |                  |zione delle sostanze
          |rappresentative  |                  |da misurare (per
          |dell'esposizione |                  |esempio zone citta-
          |della popolazione|                  |dine ad uso residen-
          |generale         |                  |ziale o commerciale,
          |                 |                  |parchi - lontano
          |                 |                  |dagli alberi -, ampie
          |                 |                  |strade o piazze con
          |                 |                  |traffico minimo o
          |                 |                  |nullo, zone aperte
          |                 |                  |appartenenti a strut-
          |                 |                  |ture scolastiche o ad
          |                 |                  |impianti ricreativi o
          |                 |                  |sportivi)
---------------------------------------------------------------------
 Stazione |Protezione della |Alcune decine di  |Le stazioni non devono
 in sito  |salute umana e   |km2               |essere ubicate nelle
 suburbano|della vegeta-    |                  |immediate vicinanze
          |zione:           |                  |dell'area di massima
          |determinare      |                  |emissione, ne'
          |l'esposizione    |                  |sottovento rispetto a
          |della popolazione|                  |tale area tenuto
          |e della vegeta-  |                  |conto della direzione
          |zione alla peri- |                  |o delle direzioni
          |feria degli      |                  |principali del vento,
          |agglomerati, dove|                  |in condizioni
          |si riscontrano i |                  |favorevoli alla
          |massimi livelli  |                  |formazione di ozono.
          |di ozono ai quali|                  |Le stazioni devono
          |la popolazione e |                  |essere collocate in
          |la vegetazione   |                  |aree in cui la
          |possono essere   |                  |popolazione, le
          |esposti diretta- |                  |colture sensibili o
          |mente o indiret- |                  |gli ecosistemi
          |tamente          |                  |naturali situati ai
          |                 |                  |margini estremi di un
          |                 |                  |agglomerato sono
          |                 |                  |esposti ad elevati
          |                 |                  |livelli di ozono.
          |                 |                  |Se opportuno, devono
          |                 |                  |essere collocate
          |                 |                  |alcune stazioni in
          |                 |                  |sito suburbano e
          |                 |                  |sopravvento rispetto
          |                 |                  |all'area di massima
          |                 |                  |emissione, al fine di
          |                 |                  |determinare i livelli
          |                 |                  |regionali di inquina-
          |                 |                  |mento di fondo da
          |                 |                  |ozono.
---------------------------------------------------------------------
 Stazione |Protezione della |Livelli subregio- |Le stazioni possono
 in sito  |salute umana e   |nali (alcune      |essere situate:
  rurale  |della            |centinaia di km2) |- in piccoli insedia-
          |vegetazione:     |                  |menti e/o aree con
          |determinare      |                  |ecosistemi naturali,
          |l'esposizione    |                  |foreste o colture.
          |della popolazio- |                  |- in aree rappresen-
          |ne, delle colture|                  |tative dell'ozono
          |e degli ecosiste-|                  |purche' distanti
          |mi naturali alle |                  |dall'influenza di
          |concentrazioni di|                  |emissioni locali
          |ozono su scala   |                  |immediate, come
          |subregionale     |                  |insediamenti
          |                 |                  |industriali e strade;
          |                 |                  |- in aree aperte,
          |                 |                  |esclusa la sommita'
          |                 |                  |delle montagne
---------------------------------------------------------------------
 Stazione |Protezione della |Livelli regionale,|Le stazioni devono
 di fondo |vegetazione e    |nazionale e conti-|essere ubicate in
 in sito  |della salute     |nentale (da 1 000 |aree a bassa densita'
  rurale  |umana:           |a 10 000 km2)     |di popolazione, per
          |determinare      |                  |esempio con
          |l'esposizione    |                  |ecosistemi naturali e
          |delle colture e  |                  |foreste, ad una
          |degli ecosistemi |                  |distanza di almeno
          |naturali alle    |                  |20 km da aree urbane
          |concentrazioni di|                  |ed industriali e
          |ozono su scala   |                  |distanti
          |regionale nonche'|                  |dall'influenza
          |l'esposizione    |                  |delle emissioni
          |della            |                  |locali.
          |popolazione.     |                  |Devono essere evitate
          |                 |                  |zone soggette a
          |                 |                  |fenomeni locali di
          |                 |                  |condizioni di inver-
          |                 |                  |sione a livello del
          |                 |                  |suolo, nonche' la
          |                 |                  |sommita' delle
          |                 |                  |montagne.
          |                 |                  |E' preferibile
          |                 |                  |evitare le zone
          |                 |                  |costiere caratteriz-
          |                 |                  |zate da evidenti
          |                 |                  |cicli di vento diurni
          |                 |                  |a carattere locale
---------------------------------------------------------------------
(1) Le stazioni  di misurazione devono essere ubicate in modo tale da
risultare, per quanto possibile, rappresentative anche di aree simili
a  quelle in cui e' inserito il sito fisso di campionamento,  incluse
quelle che non si situano nelle immediate vicinanze.
---------------------------------------------------------------------

    
 
2. Ubicazione su microscala 
Si applicano, ove possibile, i  criteri  previsti  all'allegato  III,
paragrafo 4. Il punto di ingresso della sonda di prelievo deve essere
collocato a sufficiente distanza da fonti come i forni  ed  i  camini
degli impianti di combustione e ad una  distanza  dalla  strada  piu'
vicina che deve essere comunque superiore a 10 m. e che  deve  essere
aumentata in funzione dell'intensita' del traffico. 
 
3. Documentazione e riesame della scelta del sito 
Si applicano le procedure previste  all'allegato  III,  paragrafo  5,
assicurando una selezione ed una interpretazione  adeguate  dei  dati
del  monitoraggio  nel  contesto   dei   processi   meteorologici   e
fotochimici che determinano le concentrazioni di ozono nei siti a cui
il monitoraggio si riferisce. 
                             Allegato IX 
 
                  (art. 8, commi 3, 4 e 5 e art. 19 commi 8, 12, 13 ) 
 
        Numero minimo di stazioni di misurazione per l'ozono 
 
1. Numero minimo di  stazioni  di  misurazione  nelle  zone  e  negli
agglomerati in cui le misurazioni in siti fissi costituiscono l'unica
fonte di informazioni. 
    

---------------------------------------------------------------------
 Popolazione |       Agglomerati        |        Altre zone
  (× 1 000)  |(stazioni in siti urbani e| (stazioni siti suburbani e
             |   suburbani) (1) (2)     |        rurali) (1)
---------------------------------------------------------------------
    < 250    |                          |           1 (3)
---------------------------------------------------------------------
    < 500    |           1 (3)          |           2 (3)
---------------------------------------------------------------------
   < 1 000   |           2 (3)          |           2 (3)
---------------------------------------------------------------------
   < 1 500   |           3              |           3
---------------------------------------------------------------------
   < 2 000   |           3              |           4
---------------------------------------------------------------------
   < 2 750   |           4              |           5
---------------------------------------------------------------------
   < 3 750   |           5              |           6
---------------------------------------------------------------------
   > 3 750   |1 stazione supplementare  |1 stazione supplementare
             |per 2 milioni di abitanti |per 2 milioni di abitanti
---------------------------------------------------------------------
(1) Deve essere prevista almeno una stazione di misurazione nei  siti
suburbani,  dove  puo'  verificarsi  la  maggiore  esposizione  della
popolazione.
(2) Negli agglomerati per i quali sono previste due o  piu'  stazioni
di misurazione, almeno il 50%  delle  stazioni  di  misurazione  deve
essere inserito nei siti suburbani.
(3) Nei casi previsti  dal  paragrafo  4,  punto  4  le  stazioni  di
misurazione possono essere assenti alle condizioni ivi previste.

    
 
2. Numero minimo di  stazioni  di  misurazione  nelle  zone  e  negli
agglomerati in cui le misurazioni in siti  fissi  sono  integrate  da
tecniche di modellizzazione o da misurazioni indicative. 
1. Nelle zone e negli agglomerati in cui le misurazioni in siti fissi
sono integrate  da  tecniche  di  modellizzazione  o  da  misurazioni
indicative, il  numero  complessivo  delle  stazioni  di  misurazione
previsto dal paragrafo 1, puo' essere ridotto purche': 
-  le  tecniche  di  valutazione  utilizzate  ad  integrazione  delle
misurazioni in siti fissi permettano di ottenere un adeguato  livello
d'informazione ai fini della valutazione della qualita' dell'aria  in
relazione ai valori obiettivo, agli obiettivi a lungo  termine,  alle
soglie di  allarme  ed  alle  soglie  di  informazione  previsti  dal
presente decreto, 
- il numero delle stazioni di misurazione e la  risoluzione  spaziale
delle tecniche di modellizzazione e di stima obiettiva permettano  di
valutare i livelli in conformita' agli obiettivi di qualita' dei dati
di cui all'allegato I, paragrafo 1, e di soddisfare  i  requisiti  di
cui all'allegato I, paragrafo 2, 
- all'interno di ciascuna zona o di ciascun agglomerato vi sia almeno
una stazione di misurazione per due milioni di abitanti o per  50.000
km2 , applicandosi, tra tali due criteri,  quello  che  determina  il
numero maggiore di  stazioni  di  misurazione;  nelle  zone  o  negli
agglomerati con una popolazione  o  una  estensione  inferiori,  deve
essere assicurata almeno una stazione di misurazione, 
- il  biossido  di  azoto  sia  misurato  in  tutte  le  stazioni  di
misurazione dell'ozono in tal modo individuate, fatta  eccezione  per
le stazioni di campionamento di fondo in siti rurali. 
 
3. Misurazione del biossido di azoto. 
In corrispondenza di almeno il  50%  delle  stazioni  di  misurazione
dell'ozono previste al paragrafo 1 e' effettuata anche la misurazione
del biossido di azoto. Tali misurazioni devono essere  effettuate  in
continuo, fatta eccezione per le stazioni di campionamento  di  fondo
in siti rurali di cui all'allegato VIII nelle  quali  possono  essere
effettuate misurazioni discontinue o indicative. 
 
4. Numero di stazioni di misurazione nelle zone e  negli  agglomerati
in cui i livelli di ozono sono stati inferiori,  in  tutti  i  cinque
anni civili precedenti, agli obiettivi a lungo termine. 
1. Il numero delle stazioni di  misurazione  dell'ozono  puo'  essere
ridotto ad un terzo di quello previsto dal paragrafo 1. 
2. Il numero delle  stazioni  di  misurazione  dell'ozono,  le  altre
tecniche di valutazione utilizzate ad integrazione e  la  misurazione
contestuale del biossido di azoto devono essere comunque  sufficienti
per esaminare la tendenza dell'inquinamento da ozono e  per  valutare
la conformita' agli obiettivi a lungo termine. 
3. Nelle zone e negli agglomerati in cui le misurazioni in siti fissi
costituiscono l'unica fonte di informazioni sulla qualita'  dell'aria
ambiente  deve  essere  sempre  mantenuta  almeno  una  stazione   di
misurazione dell'ozono. 
4. Nelle zone e negli agglomerati in cui si  utilizzano  tecniche  di
valutazione della qualita' dell'aria  diverse  dalle  misurazioni  in
siti fissi ed in cui non sono presenti stazioni  di  misurazione,  la
valutazione della qualita' dell'aria in relazione  agli  obiettivi  a
lungo  termine  deve   essere   assicurata   anche   attraverso   una
integrazione con i dati misurati da un adeguato numero di stazioni di
misurazione presenti in zone vicine. 
                             Allegato X 
(art. 5, comma 8, art. 11 comma 1, art. 8, comma 7 e art.  18,  comma
                                 3) 
 
                Misurazione dei precursori dell'ozono 
 
1. Obiettivi 
La  misurazione  dei  precursori  dell'ozono  ha,   come   principali
obiettivi, l'analisi delle tendenze  dei  precursori  dell'ozono,  la
verifica dell'utilita' delle strategie di riduzione delle  emissioni,
il controllo  della  coerenza  con  gli  inventari  delle  emissioni,
nonche' la correlazione delle fonti di emissione alle  concentrazioni
di inquinamento rilevate. Ha inoltre l'obiettivo di  approfondire  la
conoscenza dei processi di formazione dell'ozono e di dispersione dei
precursori e di migliorare l'applicazione dei modelli fotochimici. 
 
2. Sostanze 
La misurazione dei precursori dell'ozono comprende almeno gli  ossidi
di azoto (NO e NO2 ) e gli  appropriati  composti  organici  volatili
(COV) elencati nella seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
          |1-butene       |isoprene |etilbenzene
---------------------------------------------------------------------
etano     |trans-2-butene |n-esano  |m- + p-xilene
---------------------------------------------------------------------
etilene   |cis-2-butene   |isoesano |o-xilene
---------------------------------------------------------------------
acetilene | 1,3-butadiene |n-eptano |1,2,4-trimetilbenzene
---------------------------------------------------------------------
propano   |n-pentano      |n-ottano |1,2,3- trimetilbenzene
---------------------------------------------------------------------
propene   |isopentano     |isottano |1,3,5- trimetilbenzene
---------------------------------------------------------------------
n-butano  |1-pentene      |benzene  |formaldeide
---------------------------------------------------------------------
isobutano |2-pentene      |toluene  |idrocarburi non metanici totali
---------------------------------------------------------------------

    
3. Ubicazione 
Le misurazioni sono effettuate in via principale nei  siti  fissi  di
campionamento urbani e suburbani individuati ai  sensi  del  presente
decreto  e  considerati  idonei  in  funzione  degli   obiettivi   di
monitoraggio di cui al paragrafo 1. Per  la  selezione  dei  siti  si
tiene conto della versione piu' aggiornata delle linee guida  europee
per la misurazione dei precursori dell'ozono. 
((3-bis. Metodi di misurazione. 
Per la misurazione degli ossidi di azoto  si  applica  il  metodo  di
riferimento previsto dall'allegato VI. 
Per la misurazione dei COV e' utilizzato  il  metodo  di  riferimento
contenuto nell'appendice X. E' possibile utilizzare, in alternativa a
tale metodo, qualsiasi altro  metodo  equivalente  sulla  base  delle
procedure previste dall'allegato VI.)) 
                             Allegato XI 
 
                            (art.7, comma 4, art. 9, commi 1, 4 e 10, 
                                 art. 10, comma 2 e art. 16, comma 2) 
 
                   Valori limite e livelli critici 
 
 
1. Valori limite 
    

---------------------------------------------------------------------
          |               |                       |  Data entro la
Periodo di| Valore limite | Margine di tolleranza | quale il valore
mediazione|               |                       |limite deve essere
          |               |                       |    raggiunto
---------------------------------------------------------------------
Biossido di zolfo
---------------------------------------------------------------------
1 ora     |350 μg/m3, da  |                       |- (1)
          |non superare   |                       |
          |piu' di 24     |                       |
          |volte per anno |                       |
          |civile         |                       |
---------------------------------------------------------------------
1 giorno  |125 μg/m3, da  |                       |- (1)
          |non superare   |                       |
          |piu' di 3      |                       |
          |volte per anno |                       |
          |civile         |                       |
---------------------------------------------------------------------
Biossido di azoto *
---------------------------------------------------------------------
1 ora     |200 μg/m3, da  |50 % il 19 luglio 1999,|1° gennaio 2010
          |non superare   |con una riduzione il 1°|
          |piu' di 18     |gennaio 2001 e succes- |
          |volte per anno |sivamente ogni 12 mesi |
          |civile         |secondo una percentuale|
          |               |annua costante fino a  |
          |               |raggiungere lo 0 %     |
          |               |entro il 1° gennaio    | 
          |               |2010                   |
---------------------------------------------------------------------
Anno      |40 μg/m3       |50 % il 19 luglio 1999,|1° gennaio 2010
civile    |               |con una riduzione il 1°|
          |               |gennaio 2001 e succes- |
          |               |sivamente ogni 12 mesi |
          |               |secondo una percentuale|
          |               |annua costante fino a  |
          |               |raggiungere lo 0 %     |
          |               |entro il 1° gennaio    |
          |               |2010
---------------------------------------------------------------------
Benzene *
---------------------------------------------------------------------
Anno      |5,0 μg/m3      |5 μg/m3 (100 %) il 13  |1° gennaio 2010
civile    |               |dicembre 2000, con una |
          |               |riduzione il 1° gennaio|
          |               |2006 e successivamente |
          |               |ogni 12 mesi di 1 μg/m3|
          |               |fino a raggiungere lo 0|
          |               |% entro il 1° gennaio  |
          |               |2010                   |
---------------------------------------------------------------------
Monossido di carbonio
---------------------------------------------------------------------
Media     |10 mg/m3       |                       |- (1)
massima   |               |                       |
giornalie-|               |                       |
ra calco- |               |                       |
lata su 8 |               |                       |
ore (2)   |               |                       |
---------------------------------------------------------------------
Piombo
---------------------------------------------------------------------
Anno      |0,5 μg/m3 (3)  |                       |- (1) (3)
civile    |               |                       |
---------------------------------------------------------------------
PM10 **
---------------------------------------------------------------------
1 giorno  |50 μg/m3, da   |50 % il 19 luglio 1999,|- (1)
          |non superare   |con una riduzione il 1°|
          |piu' di 35     |gennaio 2001 e succes- |
          |volte per anno |sivamente ogni 12 mesi |
          |civile         |secondo una percentuale|
          |               |annua costante fino a  |
          |               |raggiungere lo 0 %     |
          |               |entro il 1° gennaio    |
          |               |2005                   |
---------------------------------------------------------------------
Anno      |40 μg/m3      |20 % il 19 luglio 1999, |- (1)
civile    |              |con una riduzione il 1° |
          |              |gennaio 2001 e succes-  |
          |              |sivamente ogni 12 mesi  |
          |              |secondo una percentuale |
          |              |annua costante fino a   |
          |              |raggiungere lo 0 %      |
          |              |entro il 1° gennaio 2005|
---------------------------------------------------------------------
PM2,5
---------------------------------------------------------------------
FASE 1
---------------------------------------------------------------------
Anno      |25 μg/m3      |20% l'11 giugno 2008,   |1° gennaio 2015
civile    |              |con riduzione il 1°     |
          |              |gennaio successivo e    |
          |              |successivamente ogni 12 |
          |              |mesi secondo una        |
          |              |percentuale annua       |
          |              |costante fino a raggiun-|
          |              |gere lo 0 % entro il 1° |
          |              |gennaio 2015            |
          |              |(( (3-bis) ))           |  
---------------------------------------------------------------------
FASE 2 (4)
---------------------------------------------------------------------
Anno      |(4)           |                        |1° gennaio 2020
civile    |              |                        |
---------------------------------------------------------------------

    
(1) Gia' in vigore dal 1° gennaio 2005. 
(2) La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore si determina
con riferimento alle medie consecutive su 8 ore, calcolate sulla base
di dati orari ed aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore in tal modo
calcolata e' riferita al giorno nel  quale  la  serie  di  8  ore  si
conclude: la prima fascia di calcolo per un giorno e' quella compresa
tra le ore 17:00 del giorno precedente e  le  ore  01:00  del  giorno
stesso; l'ultima fascia di calcolo per un giorno e'  quella  compresa
tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso. 
(3) Tale valore limite deve essere raggiunto entro il 1° gennaio 2010
in  caso  di  aree  poste  nelle  immediate  vicinanze  delle   fonti
industriali  localizzate  presso  siti  contaminati  da  decenni   di
attivita' industriali. In tali casi il valore  limite  da  rispettare
fino al 1° gennaio 2010 e' pari a  1,0  μg/m3.  Le  aree  in  cui  si
applica questo valore limite non devono comunque estendersi  per  una
distanza superiore a 1.000 m rispetto a tali fonti industriali. 
(( (3-bis) La somma del valore  limite  e  del  relativo  margine  di
tolleranza da applicare in ciascun anno dal 2008 al 2015 e' stabilito
dall'allegato I, parte (5) della Decisione 2011/850/UE, e  successive
modificazioni.)) 
(4) Valore limite  da  stabilire  con  successivo  decreto  ai  sensi
dell'articolo 22, comma 6, tenuto conto del valore indicativo  di  20
μg/m3 e delle verifiche effettate dalla Commissione europea alla luce
di  ulteriori  informazioni  circa  le  conseguenze  sulla  salute  e
sull'ambiente,  la  fattibilita'  tecnica  e  l'esperienza  circa  il
perseguimento del valore obiettivo negli Stati membri. 
* Per le zone e  gli  agglomerati  per  cui  e'  concessa  la  deroga
prevista dall'articolo 9, comma 10, i  valori  limite  devono  essere
rispettati entro la data prevista dalla decisione  di  deroga,  fermo
restando, fino a tale  data,  l'obbligo  di  rispettare  tali  valori
aumentati del margine di tolleranza massimo. 
** Per le zone e gli  agglomerati  per  cui  e'  concessa  la  deroga
prevista dall'articolo 9, comma 10, i  valori  limite  devono  essere
rispettati entro l'11 giugno 2011, fermo restando, fino a tale  data,
l'obbligo  di  rispettare  tali  valori  aumentati  del  margine   di
tolleranza massimo. 
--------------------------------------------------------------------- 
 
2. Criteri per la verifica dei valori limite 
Fermo restando quanto previsto all'allegato I, si devono utilizzare i
criteri indicati nella seguente tabella per verificare  la  validita'
dell'aggregazione dei dati e del calcolo dei parametri statistici. 
    

---------------------------------------------------------------------
Parametro             |Percentuale richiesta di dati validi
---------------------------------------------------------------------
Valori su 1 ora       |75 % (ossia 45 minuti)
---------------------------------------------------------------------
Valori su 8 ore       |75 % dei valori (ovvero 6 ore)
---------------------------------------------------------------------
Valore medio massimo  |75 % delle concentrazioni medie consecutive su
giornaliero su 8 ore  |8 ore calcolate in base a dati orari (ossia 18
                      |medie su 8 ore al giorno)
---------------------------------------------------------------------
Valori su 24 ore      |75 % delle medie orarie (ossia almeno 18
                      |valori orari)
---------------------------------------------------------------------
MEDIA annuale         |90 % (1) dei valori di 1 ora o (se non
                      |disponibile) dei valori di 24 ore nel corso
                      |dell'anno
---------------------------------------------------------------------

    
--------------------------------------------------------------------- 
(1) La prescrizione per il calcolo della media annuale non  comprende
le  perdite  di  dati  dovute  alla  calibrazione  periodica  o  alla
manutenzione ordinaria della strumentazione. 
--------------------------------------------------------------------- 
 
3. Livelli critici per la protezione della vegetazione 
    

---------------------------------------------------------------------
Periodo di| Livello critico |   Livello critico   |   Margine di
mediazione|    annuale      |      invernale      |   tolleranza
          |  (anno civile)  |(1° ottobre-31 marzo)|
---------------------------------------------------------------------
Biossido di zolfo
---------------------------------------------------------------------
          |    20 μg/m3     |      20 μg/m3       |Nessuno
---------------------------------------------------------------------
Ossidi di azoto
---------------------------------------------------------------------
          |  30 μg/m3 NOx   |                     |Nessuno
---------------------------------------------------------------------

    
                            Allegato XII 
 
              (art. 10, comma 1, art. 14, comma 1 e art. 16, comma 2) 
 
                 Soglie di informazione e di allarme 
 
1. Soglie di allarme per inquinanti diversi dall'ozono 
 
--------------------------------------------------------------------- 
Inquinante                    Soglia di allarme (1) 
--------------------------------------------------------------------- 
Biossido di zolfo              500 μg/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
Biossido di azoto              400 μg/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
(1) Le soglie devono essere misurate su tre ore  consecutive,  presso
siti fissi di campionamento aventi un'area di  rappresentativita'  di
almeno  100  km2  oppure  pari  all'estensione  dell'intera  zona   o
dell'intero agglomerato se tale zona o agglomerato sono meno estesi. 
 
 
2. Soglie di informazione e di allarme per l'ozono 
 
--------------------------------------------------------------------- 
Finalita'          Periodo di mediazione        Soglia
--------------------------------------------------------------------- 
Informazione        1 ora                        180 μg/m3
--------------------------------------------------------------------- 
Allarme             1 ora (1)                    240 μg/m3
--------------------------------------------------------------------- 
(1 ) Per  l'applicazione  dell'articolo  10,  comma  1,  deve  essere
misurato o previsto un superamento per tre ore consecutive. 
                            Allegato XIII 
 
                                                (art. 9, commi 2 e 5) 
 
   Valori obiettivo per arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene. 
 
--------------------------------------------------------------------- 
                 Inquinante                    Valore obiettivo (1) 
--------------------------------------------------------------------- 
Arsenico                                      6,0 ng/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
Cadmio                                        5,0 ng/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
Nichel                                        20,0 ng/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
Benzo(a)pirene                                1,0 ng/m3 
--------------------------------------------------------------------- 
(1) Il valore obiettivo e'  riferito  al  tenore  totale  di  ciascun
inquinante presente nella frazione PM10  del  materiale  particolato,
calcolato come media su un anno civile. 
--------------------------------------------------------------------- 
                            Allegato XIV 
 
                            (art. 9, comma 1, e art. 12, commi 1 e 2) 
 
         Obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione, 
             obbligo di concentrazione dell'esposizione 
                   e valore obiettivo per il PM2,5 
 
 
1. Indicatore di esposizione media. 
1.1 L'indicatore di esposizione media (di seguito IEM),  espresso  in
μg/m3, e' basato sulle misurazioni di cui all'articolo 12,  comma  2,
ed e' dato dalla concentrazione  media  annua  su  tre  anni  civili,
ricavata dalla media dei risultati di tali misurazioni. 
1.2 L'IEM per l'anno di riferimento 2010 e' dato dalla concentrazione
media degli anni 2009, 2010 e 2011. 
1.3 L'IEM per l'anno 2015 e' dato dalla  concentrazione  media  degli
anni 2013, 2014 e 2015, ricavata  dalla  media  dei  risultati  delle
misurazioni effettuate dalle stazioni di cui all'articolo  12,  comma
2.  Tale  IEM  e'  utilizzato   per   calcolare   se   l'obbligo   di
concentrazione dell'esposizione al 2015 sia stato raggiunto. 
1.4 L'IEM per l'anno 2020 e' dato dalla  concentrazione  media  degli
anni 2018, 2019 e 2020, ricavata  dalla  media  dei  risultati  delle
misurazioni effettuate dalle stazioni di cui all'articolo  12,  comma
2. Tale IEM e' utilizzato per calcolare se l'obiettivo  nazionale  di
riduzione dell'esposizione sia stato raggiunto. 
 
2. Si applica l'obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione  di
cui alla seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
 Obiettivo di riduzione dell'esposizione |Anno entro il quale
 relativo all'IEM nel 2010               |dovrebbe essere raggiunto
                                         |l'obiettivo di riduzione
                                         |dell'esposizione
---------------------------------------------------------------------
  Concentrazione  |Obiettivo di riduzione|
iniziale in μg/m3 |in percentuale 2020   |
-----------------------------------------|
< 8,5 = 8,5       |0 %                   |
-----------------------------------------|
> 8,5 - < 13      |10 %                  |
-----------------------------------------|
= 13 - < 18       |15 %                  |           2020
-----------------------------------------|
= 18 - < 22       |20 %                  |
-----------------------------------------|
≥ 22              |Tutte le misure appro-|
                  |priate per conseguire |
                  |l'obiettivo di 18     |
                  |μg/m3                 |
---------------------------------------------------------------------

    
2.1 Se l'IEM nell'anno di riferimento e' uguale  o  inferiore  a  8,5
μg/m3 l'obiettivo di  riduzione  dell'esposizione  e'  pari  a  zero.
L'obiettivo di riduzione e' pari a zero anche nel caso in  cui  l'IEM
raggiunga il livello di 8,5 μg/m3 in qualsiasi  momento  del  periodo
corrente dal 2010 al 2020 e sia mantenuto a questo livello  o  ad  un
livello inferiore. 
 
3. Si applica l'obbligo di  concentrazione  dell'esposizione  di  cui
alla seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
       Obbligo di concentrazione     |Anno entro il quale deve essere
           dell'esposizione          |     rispettato l'obbligo
---------------------------------------------------------------------
               20 μg/m3              |             2015
---------------------------------------------------------------------

    
4. Si applica il valore obiettivo di cui alla seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
Periodo di mediazione | Valore obiettivo |    Data entro il quale
                      |                  | dovrebbe essere raggiunto
                      |                  |   il valore obiettivo
---------------------------------------------------------------------
     Anno civile      |     25 μg/m3     |      1 gennaio 2010
---------------------------------------------------------------------

    
                             Allegato XV 
 
                                   (art.9, comma 1 e art. 13 comma 1) 
 
 Informazioni da includere nei piani di qualita' dell'aria ambiente 
 
1. Luogo in cui il superamento del valore limite e' stato rilevato. 
  a) regione; 
  b) citta' (mappa); 
  c) stazione di misurazione (mappa, coordinate geografiche). 
2. Informazioni generali. 
  a) tipo di zona (centro urbano, area industriale o area rurale); 
  b) stima  dell'area  di  superamento  (espressa  in  km2)  e  della
popolazione esposta all'inquinamento; 
  c) dati utili sul clima; 
  d) dati topografici utili; 
  e) informazioni sufficienti sul tipo di  obiettivi  (salute  umana,
vegetazione ed ecosistemi) da proteggere nella zona interessata. 
3. Autorita' responsabili. 
Nome e  indirizzo  delle  persone  responsabili  dell'elaborazione  e
dell'attuazione dei piani. 
4. Natura e valutazione dell'inquinamento. 
  a) concentrazioni registrate negli anni precedenti l'attuazione dei
piani; 
  b) concentrazioni misurate a  partire  dall'inizio  dell'attuazione
del piano; 
  c) tecniche di valutazione applicate. 
5. Origine dell'inquinamento. 
  a)  elenco  delle  principali  fonti  di   emissione   responsabili
dell'inquinamento (mappa); 
  b) quantita' totale di emissioni prodotte da tali  fonti  (espressa
in tonnellate/anno); 
  c) informazioni sull'inquinamento transfrontaliero. 
6. Analisi della situazione 
  a) informazioni particolareggiate sui fattori che hanno causato  il
superamento dei valori (per esempio,  i  trasporti,  compresi  quelli
transfrontalieri,   o   la   formazione   di   inquinanti   secondari
nell'atmosfera); 
  b) informazioni particolareggiate sui possibili  provvedimenti  per
il miglioramento della qualita' dell'aria. 
7. Informazioni su provvedimenti precedenti la  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto. 
  a)  provvedimenti  di  carattere  locale,  regionale,  nazionale  e
internazionale; 
  b) effetti riscontrati di tali provvedimenti. 
8. Informazioni sui provvedimenti successivi alla data di entrata  in
vigore del presente decreto: 
  a) elenco e descrizione  di  tutti  i  provvedimenti  previsti  nel
piano; 
  b) calendario di attuazione; 
  c) stima del miglioramento programmato della qualita'  dell'aria  e
dei tempi previsti per conseguire tali obiettivi. 
9. Informazioni sui provvedimenti programmati o in fase di studio  da
attuare a lungo termine. 
10. Elenco di pubblicazioni, documenti, lavori,  ecc.,  utilizzati  a
complemento  delle  informazioni  richieste  a  norma  del   presente
allegato. 
                            Allegato XVI 
 
                                                   (art. 18, comma 1) 
 
                      Informazione al pubblico 
 
 
1. Ai fini dell'attuazione degli obblighi  di  informazione  previsti
all'articolo 18, le concentrazioni nell'aria ambiente  devono  essere
presentate  come  valori  medi  secondo  i  periodi   di   mediazione
applicabili indicati all'allegato VII ed agli allegati da XI a XIV. 
2.  Ai  fini  previsti  dall'articolo  18,  le  informazioni   devono
includere  almeno  i  livelli  superiori   ai   valori   limite,   ai
valori-obiettivo, alle soglie di allarme, alle soglie di informazione
o  agli  obiettivi  a  lungo   termine   fissati   per   l'inquinante
interessato. Deve inoltre essere  presentata  una  breve  valutazione
riguardo agli obiettivi di qualita' dell'aria e informazioni adeguate
sugli effetti di tali livelli per la salute o, se del  caso,  per  la
vegetazione. 
3.  Ai  fini  previsti  dall'articolo  18,  le   informazioni   sulle
concentrazioni nell'aria ambiente di biossido di zolfo,  biossido  di
azoto,  particolato  (almeno  con  riferimento  al  PM10),  ozono   e
monossido di carbonio devono essere aggiornate almeno ogni giorno  e,
se  fattibile,  anche  su  base   oraria.   Le   informazioni   sulle
concentrazioni nell'aria ambiente di  piombo  e  benzene,  presentate
come valore medio degli ultimi  12  mesi,  devono  essere  aggiornate
almeno su base trimestrale e, se fattibile, su base mensile. 
4.  Ai  fini  previsti  dall'articolo  18,  le  informazioni   devono
includere  le  concentrazioni  nell'aria  ambiente  e  i   tassi   di
deposizione di arsenico, cadmio,  mercurio,  nichel,  benzo(a)pirene,
benzo(a)antracene,     benzo(b)fluorantene,      benzo(j)fluorantene,
benzo(k)fluorantene, indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a,h)antracene).
Devono essere indicati  anche  i  superamenti  annuali  dei  relativi
valori obiettivo,  segnalando  i  motivi  del  superamento  e  l'area
interessata. In  tale  ultimo  caso  le  informazioni  devono  essere
corredate da una  breve  relazione  circa  lo  stato  della  qualita'
dell'aria rispetto al valore obiettivo e circa gli eventuali  effetti
del superamento sulla salute e sull'ambiente. 
5. Ai fini previsti dall'articolo 14 e dall'articolo 18, il  pubblico
deve essere informato in modo tempestivo sui superamenti, effettivi o
previsti, delle soglie di allarme e delle soglie informazione. Devono
essere fornite almeno le seguenti informazioni: 
  a) informazioni sui superamenti registrati: 
    - localita' o area in cui si e' verificato il fenomeno, 
    - tipo di soglia superata (di informazione o di allarme), 
    - ora d'inizio e durata del fenomeno, 
    - concentrazione oraria  piu'  elevata  corredata,  per  l'ozono,
dalla concentrazione media piu' elevata su 8 ore; 
  b) nella sola misura in cui cio' sia possibile, previsioni  per  il
pomeriggio/giorno o per i pomeriggi/giorni seguenti: 
    - area geografica  prevedibilmente  interessata  dai  superamenti
della soglia di informazione e/o di allarme, 
    -  evoluzione   prevista   per   l'inquinamento   (miglioramento,
stabilizzazione o peggioramento) e motivo di tale evoluzione. 
  c)  informazioni  sui  settori  colpiti  della  popolazione  e  sui
possibili effetti sulla salute e condotta raccomandata: 
    - informazione sui gruppi di popolazione a rischio, 
    - descrizione dei sintomi riscontrabili, 
    - precauzioni che i  gruppi  di  popolazione  interessati  devono
prendere, 
    - riferimenti per ottenere ulteriori informazioni; 
  d)  informazioni  sulle  azioni   preventive   per   la   riduzione
dell'inquinamento   e/o    per    la    riduzione    dell'esposizione
all'inquinamento, con l'indicazione dei  principali  settori  cui  si
riferiscono le fonti e delle azioni  raccomandate  per  la  riduzione
delle emissioni; 
                             Appendice I 
 
                                            (articolo 3, commi 2 e 4) 
 
             Criteri per la zonizzazione del territorio 
 
 
1. Nel processo di zonizzazione ((, ai fini  della  protezione  della
salute umana,)) si deve procedere, in primo luogo, all'individuazione
degli agglomerati e, successivamente, all'individuazione delle  altre
zone. 
2. Esiste un agglomerato in due casi: 
- se vi e' un'area urbana  oppure  un  insieme  di  aree  urbane  che
distano tra loro non piu' di qualche chilometro, con  la  popolazione
e/o la densita' di popolazione previste dal presente decreto. 
- se vi e' un'area urbana principale ed un  insieme  di  aree  urbane
minori che dipendono da quella principale sul piano demografico e dei
servizi, con la popolazione e/o la densita' di  popolazione  previste
dal presente decreto. 
3. Le zone in relazione alle  quali  si  rilevi  la  sussistenza  dei
requisiti  previsti  al  punto  2  devono  essere  individuate   come
agglomerati. 
4. Per gli inquinanti con prevalente o totale natura "secondaria" (il
PM10, il PM2,5, gli ossidi di azoto  e  l'ozono),  ((il  processo  di
delimitazione  delle  zone  diverse  dagli  agglomerati))  presuppone
l'analisi delle caratteristiche orografiche e  meteo-climatiche,  del
carico emissivo e del grado di urbanizzazione del territorio, al fine
di individuare le aree in cui una o piu' di tali caratteristiche sono
predominanti nel determinare i livelli degli  inquinanti.  Tali  aree
devono essere  accorpate  in  zone  contraddistinte  dall'omogeneita'
delle caratteristiche predominanti. Le zone possono essere costituite
anche da aree tra loro non contigue purche' omogenee sotto il profilo
delle  caratteristiche  predominanti.  Per  esempio,   e'   possibile
distinguere nel  territorio  le  zone  montane,  le  valli,  le  zone
costiere, le  zone  ad  alta  densita'  di  urbanizzazione,  le  zone
caratterizzate da elevato carico emissivo in  riferimento  ad  uno  o
piu'  specifici  settori   (ad   esempio   traffico   e/o   attivita'
industriali), ecc. 
5. Per gli  ossidi  di  azoto,  il  PM10  ed  il  PM2,5  deve  essere
effettuata, preferibilmente, la stessa zonizzazione. 
6. Per gli inquinanti "primari" (il piombo, il monossido di carbonio,
gli ossidi di zolfo, il benzene, il benzo(a)pirene e i  metalli),  la
zonizzazione deve essere effettuata in funzione del carico emissivo. 
7. Nell'individuazione delle zone si  deve  fare  riferimento,  nella
misura in cui cio' non contrasti con i criteri di cui ai  punti  4-6,
ai confini amministrativi degli enti locali. Per esempio, nel caso in
cui il territorio regionale sia suddiviso, secondo  il  punto  4,  in
zona montana e zona di valle ed il territorio  amministrativo  di  un
comune ricada, per  parti  sostanziali,  in  entrambe,  e'  possibile
delimitare  le  zone  con  una  linea  geografica   di   demarcazione
identificata  sulla  base  delle  caratteristiche   orografiche   del
territorio piuttosto che utilizzare i confini amministrativi. 
8. Nel caso in cui la zonizzazione non sia  riferita,  ai  sensi  del
punto 7, ai confini amministrativi  degli  enti  locali,  il  confine
della zona deve essere individuato tramite apposite  mappe  (mediante
"shape file"). 
9. Le zonizzazioni effettuate  in  relazione  ai  diversi  inquinanti
devono essere tra loro integrate in  modo  tale  che,  laddove  siano
state identificate per un inquinante zone piu'  ampie  e  per  uno  o
altri inquinanti zone piu' ridotte, e' opportuno  che  le  zone  piu'
ampie coincidano con l'accorpamento di quelle piu' ridotte. 
10.  La  zonizzazione  relativa  alla  valutazione   della   qualita'
dell'aria con riferimento alla vegetazione  ed  agli  ecosistemi  non
corrisponde necessariamente a quella relativa alla valutazione  della
qualita' dell'aria con riferimento alla salute umana. Ai fini di tale
zonizzazione le regioni  e  le  province  autonome  individuano  zone
sovraregionali ai sensi dell'articolo 3, comma 4. 
                            Appendice II 
 
                                                (articolo 5, comma 1) 
 
             Criteri per la scelta della rete di misura 
 
1. Finalita' della rete di misura. 
La rete di misura e' finalizzata  alla  valutazione  dell'esposizione
della popolazione  e  dell'ambiente  nel  suo  complesso  sull'intero
territorio  nazionale  ed  alla  valutazione  dell'esposizione  degli
ecosistemi e della vegetazione in specifiche zone. 
2. Criteri per la selezione delle stazioni di misurazione 
Nel predisporre e nell'aggiornare la  rete  di  misura  le  autorita'
competenti ottimizzano l'utilizzo delle risorse disponibili: 
- evitando l'uso di stazioni di misurazione non conformi e  l'inutile
eccesso di stazioni di misurazione; 
- assicurando che le misurazioni e le altre tecniche  utilizzate,  da
sole o in rapporto di combinazione o di integrazione, siano idonee  a
valutare  la  qualita'  dell'aria  ambiente   in   conformita'   alle
disposizioni del presente decreto; 
- assicurando una corretta manutenzione della rete di misura  ed  una
corretta copertura dei dati. 
                            Appendice III 
 
                          (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) 
 
          Criteri per l'utilizzo dei metodi di valutazione 
               diversi dalle misurazioni in siti fissi 
 
 
1. Tecniche di modellizzazione 
 
1.1 Introduzione. 
In generale, i modelli sono un utile strumento per: 
- ottenere campi di concentrazione anche nelle aree all'interno delle
zone  ove  non  esistano  stazioni  di  misurazione  o  estendere  la
rappresentativita' spaziale delle misure stesse; 
- comprendere le relazioni tra emissioni e immissioni, discriminare i
contributi  delle  diverse  sorgenti  alle  concentrazioni   in   una
determinata area (source apportionment), e determinare  i  contributi
transfrontalieri e quelli derivanti da fenomeni di trasporto su larga
scala (per esempio, le polveri sahariane); 
- integrare e combinare le misurazioni effettuate tramite le stazioni
di misurazione in siti fissi, in modo tale da ridurne il numero,  nel
rispetto dei criteri individuati nel presente decreto; 
- valutare la qualita' dell'aria nelle zone in cui non sono  presenti
stazioni di misurazione, nel rispetto  dei  criteri  individuati  nel
presente decreto; 
- prevedere la qualita' dell'aria sulla base di scenari ipotetici  di
emissione   o   in   funzione   di   variazioni   delle    condizioni
meteorologiche; 
- valutare l'efficacia delle misure di contenimento  delle  emissioni
in atmosfera. Una corretta applicazione modellistica necessita sempre
di una procedura rigorosa di confronto  con  i  dati  ottenuti  dalle
misurazioni. 
Tale confronto presuppone che la rete di misura  sia  strutturata  in
modo conforme al presente decreto e che  sia  disponibile  una  buona
conoscenza delle emissioni delle sostanze inquinanti che  influenzano
la  qualita'  dell'aria,  sia  in   termini   quantitativi   che   di
distribuzione spaziale e temporale. 
Un utilizzo efficace della modellistica ai fini dell'applicazione del
presente decreto richiede che gli operatori siano in possesso di  una
specifica esperienza. 
 
1.2 Selezione del modello 
Il risultato della simulazione modellistica e' caratterizzato  da  un
certo grado di approssimazione derivante dalle seguenti componenti: 
-  incertezza  nella  descrizione  della  dinamica  e  della  chimica
atmosferica, 
- qualita' dei dati di ingresso,  con  particolare  riferimento  alle
emissioni e ai parametri meteoclimatici, 
- incertezza inerente al modello dovuta  alla  natura  stocastica  di
fenomeni atmosferici quali, ad esempio, la turbolenza. 
Il  processo  di  valutazione  della  capacita'  di  un  modello   di
descrivere il problema a cui viene applicato e l'analisi dei vantaggi
e degli svantaggi del relativo utilizzo e' effettuato utilizzando,  a
seconda delle circostanze, uno o piu' dei seguenti metodi: 
- l'analisi Monte Carlo, ovvero molteplici simulazioni effettuate con
variazioni casuali e simultanee nell'insieme delle variabili di input
al modello seguite dall'analisi statistica dei risultati; 
- l'analisi di sensibilita', ossia lo  studio  delle  variazioni  del
risultato in funzione di piccole variazioni dell'input; 
- la simulazione d'insieme,  ovvero  la  simulazione  di  uno  stesso
fenomeno  effettuata  con  diversi  modelli,   seguita   dall'analisi
statistica delle concentrazioni simulate e dal confronto  dei  valori
ottenuti  (mediana  ed  altri  percentili  della  distribuzione   dei
risultati) con i dati ottenuti dalle stazioni di misurazione; 
- il confronto fra modelli o fra insiemi di modelli; 
- l'analisi statistica,  ovvero  il  confronto  dei  risultati  della
simulazione con i dati ottenuti dalle stazioni di misurazione al fine
di ricavare una serie di  indicatori  (indicatori  di  qualita')  che
descrivono la capacita' del modello di avvicinarsi alle misure. 
Gli indicatori di qualita' sono molteplici  e  possono  avere  natura
quantitativa o qualitativa. Ciascuno di  tali  indicatori  svolge  un
ruolo particolare nella valutazione del modello. 
La selezione dell'indicatore piu'  appropriato  dipende  dallo  scopo
dell'applicazione  modellistica  e  dalla  disponibilita'  dei   dati
ottenuti dalle stazioni di misurazione per il confronto. 
Nella selezione degli indicatori per le concentrazioni si deve  tener
conto del fatto che questi sono specifici per  ciascun  inquinante  e
per la scala dei fenomeni sia in  termini  spaziali  sia  in  termini
temporali. 
Gli indicatori quantitativi basilari sono: 
- coefficiente di correlazione R 
- fractional bias (FB) 
- Root Mean Square Error (RMSE) 
- Normalized mean square error (NMSE). 
Gli indicatori qualitativi sono soprattutto di tipo grafico: 
- diagrammi di dispersione 
- grafici quantile-quantile 
- grafico dei residui 
- diagramma di Taylor. 
La valutazione di un modello mediante gli indicatori e' necessaria ma
non sufficiente a comprendere le ragioni per  le  quali  i  risultati
delle simulazioni sono vicini  o  lontani  dai  dati  ottenuti  dalle
stazioni di misurazione. Per tale motivo la valutazione  deve  sempre
essere accompagnata dallo studio dei processi descritti nel modello. 
 
1.3 Caratteristiche generali dei modelli. 
La scelta  del  modello  o  dei  modelli  da  applicare  deve  essere
effettuata in funzione di: 
- risoluzione spaziale e temporale della valutazione 
- caratteristiche delle sorgenti di emissione 
- caratteristiche degli inquinanti da considerare 
Il modello deve essere di documentabile qualita' scientifica ed esser
stato sottoposto ad uno o piu' tra i metodi di  valutazione  previsti
dal paragrafo 1.2 in condizioni analoghe o confrontabili con  i  casi
in cui si intende applicarlo (in riferimento al tipo di inquinante ed
alla risoluzione spaziale e temporale ed al tipo di orografia). 
La tabella 1 indica le caratteristiche dei modelli da  utilizzare  in
funzione della  scala  spaziale  della  valutazione  e  del  tipo  di
inquinante. 
La tabella 2 indica la scala spaziale e temporale  della  valutazione
da effettuare con il modello in funzione del tipo di inquinante e del
periodo di mediazione del valore limite o obiettivo ed in funzione di
una serie esemplificativa di tipologie di stazioni e di siti fissi. 
 
 
                              Tabella 1 
    

---------------------------------------------------------------------
                Scala spaziale della valutazione
---------------------------------------------------------------------    
 Descrizione | Locale/hot spot |Urbana/agglomerato|    Regionale
             |   (1-1000 m)    |    (1-300 Km)    | (25- 10.000 Km)
---------------------------------------------------------------------
   Tipo di   |Modelli parame-  |Modelli parame-   |Modelli chimici di
   modello   |trizzati gaus-   |trizzati gaussiani|trasporto Euleria-
             |siani e non      |e non gaussiani   |no
             |gaussiani        |Modelli chimici di|Modelli chimici
             |Modelli statisti-|trasporto Eule-   |Lagrangiani
             |ci               |riano             |
             |Modelli fluido   |Modelli Lagrangia-|
             |dinamici con     |ni                |
             |trattazione degli|                  |
             |ostacoli         |                  |
             |Modelli Lagran-  |                  |
             |giani            |                  |
---------------------------------------------------------------------
Meteorologia |Misure meteoro-  |Modelli meteoro-  |Modelli meteoro-
             |logiche locali   |logici a mesoscala|logici sinottici/
             |Modelli fluido   |Misure meteorolo- |mesoscala
             |dinamici con     |giche localizzate |
             |trattazione degli|Modelli diagnosti-|
             |ostacoli         |ci per i campi di |
             |Modelli meteoro- |vento             |
             |logici a mesosca-|                  |
             |la               |                  |
             |Modelli diagno-  |                  |
             |stici per i campi|                  |
             |di vento         |                  |
---------------------------------------------------------------------
   Chimica   |Limitata o nes-  |Da nessuna a in-  |Inclusa
             |suna             |clusa a seconda   |
             |                 |dei casi          |
---------------------------------------------------------------------
 Inquinanti  | Locale/hot spot |Urbana/agglomerato|    Regionale
---------------------------------------------------------------------
PM10         |No processi      |Deposizioni       |Deposizioni
             |chimici          |Formazione di     |Formazione di
             |                 |particolato secon-|particolato secon-
             |                 |dario inorganico  |dario
             |                 |                  |inorganico ed
             |                 |                  |organico
             |                 |                  |Polveri sospese
             |                 |                  |Sale marino
---------------------------------------------------------------------
PM2,5        |No processi      |Deposizioni       |Deposizioni
             |chimici          |Formazione di     |Formazione di
             |                 |particolato secon-|particolato secon-
             |                 |dario inorganico  |dario inorganico
             |                 |                  |ed organico
---------------------------------------------------------------------
NO2          |Chimica foto-    |Chimica foto-     |Deposizioni
             |ossidazione di   |ossidazione       |Chimica foto-
             |base             |limitata          |ossidazione
             |Relazioni        |Schemi foto-      |completa
             |statistiche/     |stazionari        |
             |empiriche        |Relazioni         |
             |                 |statistiche/      |
             |                 |empiriche         |
---------------------------------------------------------------------
NOx          |No processi      |No processi       |Chimica foto-
             |chimici          |chimici           |ossidazione
             |                 |                  |completa
---------------------------------------------------------------------
O3           |Come per NO2     |Come per NO2      |Come per NO2
---------------------------------------------------------------------
SO2          |No processi      |Deposizioni       |Deposizioni
             |chimici          |Formazione di     |Formazione di
             |                 |particolato       |particolato secon-
             |                 |secondario        |dario inorganico
             |                 |inorganico        |Chimica foto-
             |                 |                  |ossidazione
             |                 |                  |completa
---------------------------------------------------------------------
Pb           |No processi      |Deposizioni       |Deposizioni
             |chimici          |No processi       |Schemi chimici
             |                 |chimici           |specialistici
---------------------------------------------------------------------
Benzene      |No processi      |Deposizioni       |Chimica foto-
             |chimici          |                  |ossidazione
             |                 |                  |completa
---------------------------------------------------------------------
CO           |No processi      |No processi       |Chimica foto-
             |chimici          |chimici           |ossidazione
             |                 |                  |completa
---------------------------------------------------------------------
Metalli      |No processi      |Deposizioni       |Deposizioni
pesanti      |chimici          |Schemi chimici    |Schemi chimici
             |                 |dedicati          |dedicati
---------------------------------------------------------------------

    
 
                              Tabella 2 
    

---------------------------------------------------------------------
Inquinante |Scala spaziale e temporale della valutazione modellistica
           |  in funzione del  tipo di inquinante considerato, del
           |periodo di mediazione del valore e del tipo di stazione e
           |                di tipo di sito fisso
           |---------------------------------------------------------
           | Periodo di |Tipo di stazione|Risoluzione|Risoluzione
           | mediazione |e di sito fisso |temporale  |spaziale del
           |            |                |del modello|modello
---------------------------------------------------------------------
PM10       |Media annua |Traffico        |oraria     |< 1 km
           |Media       |Fondo urbano    |           |1-5 Km
           |giornaliera |Fondo regionale |           |10-50 km
---------------------------------------------------------------------
PM2,5      |Media annua |Fondo urbano    |oraria     |1-5 Km
           |            |Fondo regionale |           |10-50 Km
---------------------------------------------------------------------
Speciazione|-           |Rurale          |Oraria    -|10-50 Km
PM         |            |                |Giornaliera|
---------------------------------------------------------------------
NO2        |Media oraria|Traffico        |oraria     |< 1 km
           |Media annua |Fondo urbano    |           |1-5 Km
---------------------------------------------------------------------
NOx        |Media       |                |oraria     |
           |annuale     |                |           |
---------------------------------------------------------------------
O3         |Media 8 ore |Suburbano       |oraria     |10-50 Km
           |            |Rurale          |           |
---------------------------------------------------------------------
SO2        |Media oraria|Tutti           |oraria     |Tutti
           |Media       |                |           |
           |giornaliera |                |           |
           |Media annua |                |           |
           |Media       |                |           |
           |invernale   |                |           |
---------------------------------------------------------------------
Pb         |Media annua |Traffico        |Annuale    |< 1 km
           |            |Fondo urbano    |           |1-5 Km
---------------------------------------------------------------------
Benzene    |Media annua |Traffico        |Annuale    |< 1 km
           |            |Fondo urbano    |           |1-5 Km
---------------------------------------------------------------------
CO         |Media 8 ore |Traffico        |Oraria     |< 1 km
---------------------------------------------------------------------
Metalli    |Media annua |Traffico        |Annuale    |< 1 km
           |            |Fondo urbano    |           |1-5 Km
---------------------------------------------------------------------

    
1.4 Misura dell'incertezza delle tecniche di modellizzazione 
Gli obiettivi di qualita' per i modelli sono descritti all'allegato I
del presente decreto e l'incertezza ivi prevista e' calcolata come di
seguito illustrato. 
Per ciascun punto in relazione al quale si confrontino dati  ottenuti
dalle stazioni di misurazione con quelli ottenuti dalle  simulazioni,
si definisce l'errore relativo (ER) come 
 
         (Ovl - Mvl ) 
    ER = -----------, 
             VL 
 
dove Ovl e' la concentrazione misurata piu' vicina al  valore  limite
(o al valore obiettivo) e Mvl  e'  la  corrispondente  concentrazione
fornita   dal   modello   nella    distribuzione    quantile-quantile
(distribuzione in cui valore misurato e valore simulato sono abbinati
ordinando tutte le  concentrazioni  misurate  e  simulate  in  ordine
crescente). 
Il massimo valore di ER trovato utilizzando il 90% delle stazioni  di
misurazione presenti nel dominio di calcolo del modello e' il Massimo
Errore Relativo (MER) e corrisponde all'incertezza della  tecnica  di
modellizzazione definita al paragrafo 1, punto 6, dell'allegato I. 
La possibilita' di escludere, per il calcolo dell'incertezza, il  10%
delle stazioni di misurazione presenti nel  dominio  di  calcolo  del
modello deve essere valutata in funzione del  numero  complessivo  di
tali stazioni e della loro rappresentativita' spaziale. 
Se il dominio di calcolo del modello comprende un numero di  stazioni
di misurazione inferiore a 10, nessuna di queste puo' essere  esclusa
dal calcolo dell'incertezza. I migliori risultati di confronto tra le
concentrazioni simulate e quelle  misurate  si  ottengono  quando  le
stazioni di misurazione  sono  rappresentative  di  una  porzione  di
territorio all'incirca pari alla risoluzione del modello. Ad esempio,
un modello con  risoluzione  5x5  km  non  e'  in  grado  di  fornire
risultati adeguati a scale inferiori. Ne consegue che la stazione  di
misurazione con  cui  confrontare  le  concentrazioni  simulate  deve
essere rappresentativa di una porzione di territorio di almeno 25 km2
. 
Per determinare l'incertezza del  modello  e',  pertanto,  necessario
operare, per quanto  possibile,  il  confronto  delle  concentrazioni
simulate con i dati ottenuti da un set  di  stazioni  di  misurazione
aventi rappresentativita'  spaziale  congruente  con  la  risoluzione
spaziale del modello. 
Dato  che  la  rappresentativita'  spaziale  dei  modelli   e'   nota
(risoluzione spaziale del modello), e' opportuno che anche l'area  di
rappresentativita' delle stazioni sia individuata. Per  tale  motivo,
e'   opportuno   che,   nell'individuare   ciascuna   stazione,    le
denominazioni  "traffico",  "industriale",   "fondo   urbano"   siano
accompagnate da una valutazione quantitativa in termini di superficie
rappresentata. 
                            Appendice IV 
 
             (art. 9, comma 1, art. 13 comma 1 e art. 22 commi 4 e 7) 
 
                Piani di qualita' dell'aria e scenari 
 
 
                               Parte I 
 
Principi e criteri per l'elaborazione dei piani di qualita' dell'aria 
 
1. Principi generali 
1. Nell'elaborazione dei piani di qualita' dell'aria, le regioni e le
province  autonome  assicurano   un   elevato   livello   di   tutela
dell'ambiente e della salute umana e si attengono, in particolare, ai
seguenti obiettivi e principi: 
a) miglioramento generalizzato dell'ambiente e della  qualita'  della
vita, evitando  il  trasferimento  dell'inquinamento  tra  i  diversi
settori ambientali; 
b) integrazione delle esigenze ambientali nelle politiche settoriali,
al fine di assicurare uno sviluppo sociale ed economico sostenibile; 
c) razionalizzazione della  programmazione  in  materia  di  gestione
della qualita' dell'aria e in materia di riduzione delle emissioni di
gas serra; 
d) modifica dei modelli  di  produzione  e  di  consumo,  pubblico  e
privato, che incidono negativamente sulla qualita' dell'aria; 
e) utilizzo congiunto di misure di carattere prescrittivo,  economico
e  di  mercato,  anche  attraverso  la  promozione  di   sistemi   di
ecogestione e audit ambientale; 
f)  partecipazione  e  coinvolgimento  delle  parti  sociali  e   del
pubblico; 
g) previsione di adeguate procedure di  autorizzazione,  ispezione  e
monitoraggio, al fine di assicurare la  migliore  applicazione  delle
misure individuate. 
 
2. Elementi conoscitivi per  l'elaborazione  dei  piani  di  qualita'
dell'aria 
1. I piani di qualita' dell'aria sono elaborati  sulla  base  di  una
adeguata conoscenza dei seguenti elementi: 
a) lo stato della qualita' dell'aria, quale risulta dalla valutazione
di cui agli articoli 5 e 8; 
b) le sorgenti di  emissioni,  quali  risultano  dagli  inventari  di
emissione armonizzati di cui all'articolo 22, comma 3; 
c) gli scenari di cui all'articolo 22, comma 4; 
d)  l'ambito  territoriale  in  cui  il  piano  si   inserisce,   con
particolare riferimento ad aspetti come  l'orografia,  le  condizioni
meteo-climatiche, l'uso del suolo, la distribuzione demografica anche
con  riguardo  alle  fasce  piu'  sensibili  della  popolazione,  gli
insediamenti produttivi, il sistema infrastrutturale e la presenza di
aree   particolarmente   sensibili   all'inquinamento    atmosferico,
caratterizzate da ecosistemi vulnerabili, specie animali  e  vegetali
protette, beni culturali ed ambientali; 
e) il quadro delle  norme  e  dei  provvedimenti  vigenti  a  livello
europeo, nazionale, regionale, provinciale e comunale aventi  rilievo
in materia di inquinamento atmosferico. 
 
3. Criteri per la selezione delle misure 
1. Le misure  da  inserire  nei  piani  di  qualita'  dell'aria  sono
selezionate sulla base di un'istruttoria  articolata  nelle  seguenti
fasi: 
a) la definizione  di  scenari  di  qualita'  dell'aria  riferiti  ai
termini previsti per il rispetto  dei  valori  limite  e  dei  valori
obiettivo, sulla base delle norme  e  dei  provvedimenti  comunitari,
nazionali,  regionali  e  locali  aventi  rilievo   in   materia   di
inquinamento atmosferico e delle misure conseguentemente adottate; 
b) l'individuazione degli obiettivi di riduzione delle  emissioni  di
inquinanti in atmosfera necessari a conseguire il rispetto dei valori
di qualita' dell'aria entro i termini prescritti; 
c) l'individuazione delle misure, aggiuntive o modificative  rispetto
a quelle previste sulla base delle norme e dei provvedimenti  di  cui
al punto a), da attuare  per  il  conseguimento  degli  obiettivi  di
riduzione di cui  al  punto  b).  Ciascuna  misura  e'  corredata  da
opportuni indicatori e analizzata  sotto  il  profilo  dei  risultati
attesi in termini di miglioramento  della  qualita'  dell'aria  e  di
riduzione delle emissioni inquinanti dell'aria, e  sotto  il  profilo
dei costi associati, dell'impatto sociale, dei tempi di attuazione  e
della fattibilita' tecnico-economica; 
d) la selezione dell'insieme di misure piu' efficaci  per  realizzare
gli obiettivi di riduzione di cui  al  punto  b),  tenuto  conto  dei
costi, dell'impatto sociale e degli inquinanti per i quali si ottiene
una riduzione delle emissioni e dell'efficacia nella riduzione  delle
emissioni di gas serra; 
e) l'indicazione, per ciascuna delle misure di cui al punto d), delle
fasi di attuazione, dei  soggetti  responsabili,  dei  meccanismi  di
controllo   e,   laddove   necessarie,   delle   risorse    destinate
all'attuazione delle misure; 
f) l'indicazione delle modalita' di monitoraggio delle  singole  fasi
di attuazione e dei relativi risultati, anche al fine di modificare o
di  integrare  le  misure  individuate,   ove   necessario   per   il
raggiungimento degli obiettivi di cui al punto b). 
 
 
                              Parte II 
 
    Individuazione degli elementi di cui all'articolo 22, comma 4 
 
1. Principali  attivita'  produttive  responsabili  di  emissioni  in
atmosfera - Sorgenti di emissione fisse. 
1.1 Produzione ed utilizzo di energia 
1.1.1 Produzione centralizzata di energia elettrica e di calore 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                     |Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Centrali elettriche e di    |Consumo di combustibile suddiviso in
teleriscaldamento           |funzione delle pertinenti tipologie di
                            |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------

    
1.1.2 Produzione e conversione di  combustibili  al  di  fuori  delle
centrali elettriche 
Il  settore  comprende  la   combustione   per   trasformazione   del
combustibile eccettuata quella che avviene, all'interno dello  stesso
processo produttivo, in  centrali  elettriche  e  di  produzione  del
calore, la quale deve  essere  invece  considerata  nella  precedente
categoria. Il settore include per esempio le raffinerie, gli impianti
di produzione di carbone 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                                      |Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Energia utilizzata nel processo di           |Energia utilizzata
trasformazione del combustibile (considera   |nel processo (PJ)
solo l'energia consumata nel processo di     |
trasformazione del combustibile e non        |
l'energia contenuta nel materiale iniziale   |
e nel prodotto finale)                       |
---------------------------------------------------------------------
Perdita di energia durante le fasi di        |Perdita di energia (PJ)
trasmissione e distribuzione del prodotto    |
finale                                       |
---------------------------------------------------------------------
Raffinazione del petrolio                   |Quantita' di petrolio
                                            |greggio raffinato (Kt)
---------------------------------------------------------------------

    
1.1.3  Consumo  energetico   per   uso   residenziale,   commerciale,
istituzionale, agricolo (DOM). 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                        |Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Consumo di combustibili a fini |Consumo di combustibile suddiviso in
energetici nel settore         |funzione delle pertinenti tipologie
residenziale, commerciale,     |di cui al paragrafo 3 (PJ)
istituzionale ed agricolo      |
(totale)                       |
---------------------------------------------------------------------
Caminetti                      |Consumo di combustibile suddiviso in
                               |funzione delle pertinenti tipologie
                               |di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Caldaie di media potenza ad    |Consumo di combustibile suddiviso in
alimentazione automatica       |funzione delle pertinenti tipologie
(fino a 50MW)                  |di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Caldaie di media potenza ad    |Consumo di combustibile suddiviso in
alimentazione manuale          |funzione delle pertinenti tipologie
(fino a 1MW)                   |di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Caldaie monofamiliari (fino a  |Consumo di combustibile suddiviso in
50 kW) ad alimentazione        |funzione delle pertinenti tipologie
automatica                     |di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Consumo di combustibili in     |Consumo di combustibile suddiviso in
caldaie monofamiliari (fino a  |funzione delle pertinenti tipologie
50 kW) ad alimentazione manuale|di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Stufe per cucina               |Consumo di combustibile suddiviso in
                               |funzione delle pertinenti tipologie
                               |di cui al paragrafo 3 (PJ)       
---------------------------------------------------------------------
Stufe per riscaldamento        |Consumo di combustibile suddiviso in
                               |funzione delle pertinenti tipologie
                               |di cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------

    
La classificazione della  tabella  puo'  essere  sostituita  con  una
differente o di maggior dettaglio qualora disponibile. 
1.1.4 Consumo energetico nell'industria manifatturiera 
    

Il settore  comprende i consumi  di energia per  uso industriale e si
divide in consumi energetici per combustione  in caldaie  industriali
destinate all'auto-produzione  di  elettricita' e  calore  (IN_BO)  e
consumi energetici in  altri  impianti  di  combustione  relativi  ai
processi produttivi (IN_OC).

---------------------------------------------------------------------
Settore                            |      Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Generatori di vapore, turbine a gas|Consumo di combustibile suddiviso
e motori stazionari per l'auto-    |in funzione delle pertinenti
produzione di elettricita' e calore|tipologie di cui al paragrafo 3
                                   |(PJ)
---------------------------------------------------------------------
Altri tipi di combustione ad       |Consumo di combustibile suddiviso
eccezione dell'industria del       |in funzione delle pertinenti
cemento e della calce              |tipologie di cui al paragrafo 3
                                   |(PJ)
---------------------------------------------------------------------

    
1.2 Utilizzo di combustibili per fini non energetici 
L'uso  non  energetico  di  combustibili  include   il   consumo   di
lubrificanti e l'uso di olio combustibile pesante come asfalto per la
costruzione di strade. 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                    |           Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Combustibili utilizzati per|Consumo di combustibile suddiviso in
fini non energetici        |funzione delle pertinenti tipologie di
                           |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------

    
1.3 Principali attivita' industriali 
Principali attivita', diverse  dalla  combustione,  che  non  possono
essere direttamente collegate al consumo energetico. Per ciascuna  di
tali attivita' il fattore da prendere  in  considerazione  e',  salvo
diversa indicazione, la quantita' di prodotti ottenuti. 
1.3.1 Industria del ferro e dell'acciaio: 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                     |          Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Produzione di coke          |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di ghisa         |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Impianti di produzione di   |         Quantita' prodotta (Mt)
pellets                     |
---------------------------------------------------------------------
Impianti di sinterizzazione |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Convertitore a ossigeno     |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Forno ad arco elettrico     |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Fonderie di ferro e acciaio |         Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.2 Industria dei metalli non ferrosi: 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                     |           Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Alluminio primario          |          Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Alluminio secondario        |          Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Altri metalli non ferrosi   |          Quantita' prodotta (Mt)
(piombo, nichel, zinco,     |
rame)                       |
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.3 Altri processi industriali 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                            |     Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Produzione di bricchette di carbone|    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di cemento              |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di calce                |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di vetro                |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di nerofumo             |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di fertilizzanti        |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di acido solforico      |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di acido nitrico        |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Produzione di paste per carta,     |    Quantita' prodotta (Mt)
carta e cartone per prodotto, paste|
chimiche e semichimiche            |
---------------------------------------------------------------------
Produzione di acido adipico        |    Quantita' prodotta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Piccoli impianti industriali       |          Popolazione
(emissioni fuggitive)              |
---------------------------------------------------------------------
Altre sorgenti industriali (livello|  Quantita' di COV emessi (Kt)
di attivita' dato come emissioni di|
COV in kt)                         |
---------------------------------------------------------------------
Altre sorgenti industriali (livello|  Quantita' di NOx emessi (Kt)
di attivita' dato come emissioni di|
NOx in kt)                         |
---------------------------------------------------------------------
Altre sorgenti industriali (livello|Quantita' di polveri emesse (Kt)
di attivita' dato come emissioni di|
Polveri in kt)                     |
---------------------------------------------------------------------
Altre sorgenti industriali (livello|  Quantita' di SO2 emessa (Kt)
di attivita' dato come emissioni di|
SO2 in kt)                         |
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.4 Industria mineraria 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                             |     Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Lignite e carbone bituminoso        |    Quantita' estratta (Mt)
(brown coal)                        |
---------------------------------------------------------------------
Antracite (hard coal)               |    Quantita' estratta (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Altro (bauxite, rame, minerali      |    Quantita' estratta (Mt)
ferrosi, etc.)                      |
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.5 Immagazzinamento e movimentazione di materia prima 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                                  |   Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Carbone                                  |  Quantita' trattata (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Minerali ferrosi                         |  Quantita' trattata (Mt)
---------------------------------------------------------------------
Fertilizzanti: azoto, fosforo, potassio  |  Quantita' trattata (Mt)
(N, P, K)                                |
---------------------------------------------------------------------
Altri prodotti industriali (cemento,     |  Quantita' trattata (Mt)
carbone, etc)                            |
---------------------------------------------------------------------
Prodotti agricoli (raccolti)             |  Quantita' trattata (Mt)
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.6 Attivita' con uso di solventi 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                      |         Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Pulitura a secco             |    Si puo' utilizzare il parametro
                             |descrittivo  che si ritiene piu' idoneo
---------------------------------------------------------------------
Sgrassatura                  | Quantita' di solvente utilizzato (Kt)
---------------------------------------------------------------------
Uso domestico di solventi    |   Popolazione (scalata con il PIL
(escluse le vernici)         |          per persona)
---------------------------------------------------------------------
Uso domestico di vernici     | Quantita' di vernice utilizzata (Kt)
---------------------------------------------------------------------
Uso industriale di vernici   | Quantita' di vernice utilizzata (Kt)
---------------------------------------------------------------------
Uso di solventi              | Quantita' di solvente utilizzato (Kt)
nell'industria chimica       |
---------------------------------------------------------------------
Processi di stampa           |Quantita' di inchiostro utilizzato (Kt)
---------------------------------------------------------------------
Altro uso di solventi        | Quantita' di solvente utilizzato (Kt)
nell'industria               |
---------------------------------------------------------------------

    
La classificazione della tabella puo' essere maggiormente dettagliata
qualora siano disponibili le necessarie informazioni 
 
1.3.7 Industria chimica 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                                |    Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Processi produttivi nell'industria     |Quantita'  di COV emessi (Kt)
chimica inorganica                     |
---------------------------------------------------------------------
Processi produttivi nell'industria     |Quantita'  di COV emessi (Kt)
chimica organica                       |
---------------------------------------------------------------------

    
1.3.8 Industria del petrolio e del gas 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                              |    Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Estrazione e distribuzione di        |Si puo' utilizzare il parametro
combustibili gassosi                 |descrittivo che si ritiene piu'
                                     |          idoneo
---------------------------------------------------------------------
Estrazione e distribuzione di        |Si puo' utilizzare il parametro
combustibili liquidi                 |descrittivo che si ritiene piu'
                                     |idoneo
---------------------------------------------------------------------
Emissioni provenienti dalle stazioni |    Consumo di benzina (PJ)
di servizio di benzina               |
---------------------------------------------------------------------
Emissioni dall'immagazzinamento      |  Consumo di benzina e diesel
(delle raffinerie o altri depositi)  |             (PJ)
e dalla distribuzione (escluse le    |
stazioni di servizio) di benzina e   |
gasolio                              |
---------------------------------------------------------------------

    
1.4 Principali attivita' agricole 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                                 |   Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Vacche da latte (esclusi i lattonzoli)  |     Migliaia di capi
---------------------------------------------------------------------
Altro tipo di bovini (inclusi tutti gli |     Migliaia di capi
altri bovini, ad esempio lattonzoli,    |
bovini da riproduzione, da macello, da  |
allevamento, manze)                     |
---------------------------------------------------------------------
Suini (inclusi i suini da ingrasso e le |     Migliaia di capi
scrofe)                                 |
---------------------------------------------------------------------
Galline da uova                         |     Migliaia di capi
---------------------------------------------------------------------
Altri avicoli (inclusi polli da carne,  |     Migliaia di capi
tacchini, anatre, oche, ecc)            |
---------------------------------------------------------------------
Ovini e caprini                         |     Migliaia di capi
---------------------------------------------------------------------
Cavalli (inclusi muli e asini)          |     Migliaia di capi
---------------------------------------------------------------------
Animali da pelliccia                    |     Migliaia di capi
---------------------------------------------------------------------
Aratura, coltivazione, raccolto         |     Superficie (Mha)
---------------------------------------------------------------------
Quantita' di fertilizzanti utilizzati -  | Quantita' di azoto (Kt N)
urea                                    |
---------------------------------------------------------------------
Quantita' di fertilizzanti utilizzati -  | Quantita' di azoto (Kt N)
altri fertilizzanti contenenti azoto    |
---------------------------------------------------------------------
Altre sorgenti agricole (livello di     |Quantita' di NH3 emessa (Kt)
attivita' dato come emissioni di NH3)    |
---------------------------------------------------------------------

    
1.5 Altre sorgenti emissive 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                                  |   Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Attivita' di costruzione                 |     Superficie (Mm2)
---------------------------------------------------------------------
Attivita' antropiche (barbecue, fumo di  |    Milioni di persone
sigaretta, fuochi d'artificio, uso di    |
protossido di azoto ecc.)                |
---------------------------------------------------------------------
Industria per produzione di alimenti e   |  Si puo' utilizzare il
bevande (se disponibile dettagliare per  | parametro descrittivo che
tipologia di produzione)                 |  si ritiene piu' idoneo
---------------------------------------------------------------------
Torcia in industria petrolchimica        | Quantita' di combustibile
                                         |  bruciato in torcia (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Incenerimento a cielo aperto di rifiuti  | Quantita' di rifiuti (Mt)
agricoli (open burning)                  |
---------------------------------------------------------------------
Incenerimento a cielo aperto di rifiuti  | Quantita' di rifiuti (Mt)
domestici (open burning)                 |
---------------------------------------------------------------------
Trattamento e smaltimento dei rifiuti    |  Quantita' di COV emessi
(discariche e trattamento dell'acqua di  |           (Kt)
scarico)                                 |
---------------------------------------------------------------------
Trattamento e smaltimento dei rifiuti    |  Quantita' di NH3 emessa
                                         |           (Kt)
---------------------------------------------------------------------

    
 
2. Principali  attivita'  produttive  responsabili  di  emissioni  in
atmosfera - Sorgenti di emissione mobili 
Le sorgenti mobili sono suddivise in trasporto su strada e  trasporto
non su strada. 
Il trasporto non su strada si suddivide  ulteriormente  in  trasporto
terrestre, che comprende per esempio ferrovie,  trattori  agricoli  e
mezzi  militari,  e  traffico  marittimo  nazionale,  che  include  i
movimenti di tutte le navi che operano  nelle  zone  costiere  o  tra
porti situati sul territorio nazionale. 
Per quanto riguarda le emissioni originate dal trasporto aereo,  sono
computate solo  le  emissioni  provenienti  dagli  atterraggi  e  dai
decolli degli aerei (LTO). 
2.1 Trasporti stradali 
2.1.2 Consumi energetici dovuti ai trasporti stradali 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                      |Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Veicoli commerciali pesanti e|Consumo di combustibile suddiviso in
autobus                      |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
    Veicoli pesanti - autobus|Consumo di combustibile suddiviso in
                             |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
     Veicoli pesanti - camion|Consumo di combustibile suddiviso in
                             |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Motocicli, motorini con      |Consumo di combustibile suddiviso in
motori a 2 tempi             |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Veicoli leggeri con motori a |Consumo di combustibile suddiviso in
4 tempi                      |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
 automobili e piccoli autobus|Consumo di combustibile suddiviso in
con motori a 4 tempi         |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
  veicoli commerciali leggeri|Consumo di combustibile suddiviso in
con motori a 4 tempi         |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Motocicli con motori a       |Consumo di combustibile suddiviso in
4 tempi                      |funzione delle pertinenti tipologie di
                             |cui al paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------

    
Le voci riportate in corsivo vanno prese in considerazione qualora vi
siano informazioni disponibili. 
Qualora siano  disponibili  maggiori  informazioni  la  tabella  puo'
essere ulteriormente dettagliata al fine di tenere in  considerazione
l'omologazione dei veicoli 
 
2.1.3 Chilometraggio totale delle sorgenti di traffico stradale 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                            |Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Veicoli commerciali pesanti e      |  Distanze percorse (Km/anno)
autobus                            |
---------------------------------------------------------------------
          Veicoli pesanti - autobus|  Distanze percorse (Km/anno)
---------------------------------------------------------------------
           Veicoli pesanti - camion|  Distanze percorse (Km/anno)
---------------------------------------------------------------------
Motocicli, motorini con motori a 2 |  Distanze percorse (Km/anno)
tempi                              |
---------------------------------------------------------------------
Veicoli leggeri con motori a 4     |  Distanze percorse (Km/anno)
tempi                              |
---------------------------------------------------------------------
   automobili e piccoli autobus con|  Distanze percorse (Km/anno)
motori a 4 tempi                   |
---------------------------------------------------------------------
    veicoli commerciali leggeri con|  Distanze percorse (Km/anno)
motori a 4 tempi                   |
---------------------------------------------------------------------
Motocicli con motori a 4 tempi     |  Distanze percorse (Km/anno)
---------------------------------------------------------------------

    
Le voci riportate in corsivo vanno prese in considerazione qualora vi
siano informazioni disponibili. 
Qualora siano disponibili maggiori informazioni  la  tabella  e  puo'
essere ulteriormente dettagliata al fine di tenere in  considerazione
l'omologazione dei veicoli, le tipologie di combustibili utilizzati e
delle strade percorse (urbane, extraurbane, autostrade). 
 
2.2 Trasporti non stradali 
    

---------------------------------------------------------------------
Settore                |           Parametro descrittivo
---------------------------------------------------------------------
Trasporti marittimi    |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
                       |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
         navi di grande|Consumo di combustibile suddiviso in funzione
tonnellaggio >1000 GRT |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
          navi di medio|Consumo di combustibile suddiviso in funzione
tonnellaggio <1000 GRT |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Navigazione da diporto |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
e interna              |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Macchine agricole      |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
                       |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Traffico aereo (atter- |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
raggio e decollo, LTO- |delle pertinenti tipologie di cui al
land and take off)     |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Ferrovia               |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
                       |delle pertinenti tipologie di cui al
                       |paragrafo 3 (PJ)
---------------------------------------------------------------------
Altri trasporti:       |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
sorgenti mobili nel    |delle pertinenti tipologie di cui al
settore delle          |paragrafo 3 (PJ)
costruzioni e delle    |
industrie              |
---------------------------------------------------------------------
Altri motori a 4 tempi |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
non stradali (militari,|delle pertinenti tipologie di cui al
domestici, compressori |paragrafo 3 (PJ)
ecc.)                  |
---------------------------------------------------------------------
Altri motori a 2 tempi |Consumo di combustibile suddiviso in funzione
non stradali           |delle pertinenti tipologie di cui al
(tagliaerba,           |paragrafo 3 (PJ)
decespuglatori, ecc.)  |
---------------------------------------------------------------------

    
Le voci riportate in corsivo vanno prese in considerazione qualora vi
siano informazioni disponibili. 
 
3. Tipi di combustibile 
Elenco delle principali tipologie di combustibile il cui consumo deve
essere preso in considerazione. 
    

---------------------------------------------------------------------
Tipologia di combustibile                           |Unita' di misura
---------------------------------------------------------------------
Antracite, grado 1 (1% zolfo)                       |       PJ
---------------------------------------------------------------------
Antracite, grado 2 (0,6 % zolfo)                    |       PJ
---------------------------------------------------------------------
Carbone da coke                                     |       PJ
---------------------------------------------------------------------
Biomasse combustibili (totale)                      |       PJ
---------------------------------------------------------------------
                      Residui agricoli (uso diretto)|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                             Bagassa|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                              Biogas|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                Biomasse gassificate|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                    Carbone di legna|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                              Letame|       PJ
---------------------------------------------------------------------
                                     Legna da ardere|       PJ
---------------------------------------------------------------------
Altre biomasse e rifiuti utilizzati come            |       PJ
combustibili (totale)                               |
---------------------------------------------------------------------
                                        Black liquor|       PJ
---------------------------------------------------------------------
   Rifiuti utilizzati come combustibili, rinnovabili|       PJ
---------------------------------------------------------------------
           Rifiuti utilizzati come combustibili, non|       PJ
rinnovabili                                         |
---------------------------------------------------------------------
Olio combustibile pesante                           |       PJ
---------------------------------------------------------------------
Distillati medi (diesel, olio combustibile leggero);|       PJ
inclusi i biocombustibili                           |
---------------------------------------------------------------------
Benzina e altre frazioni leggere di petrolio;       |       PJ
inclusi i biocombustibili                           |
---------------------------------------------------------------------
Gas di petrolio liquefatto: LPG (liquefied petroleum|       PJ
gas)                                                |
---------------------------------------------------------------------
Idrogeno                                            |       PJ
---------------------------------------------------------------------
Gas naturale (inclusi altri gas)                    |       PJ
---------------------------------------------------------------------

    
Le voci riportate in corsivo vanno prese in considerazione qualora vi
siano informazioni disponibili. 
 
4. Ulteriori voci relative alla produzione e al  consumo  di  energia
elettrica per ogni settore da prendere in considerazione, qualora  vi
siano informazioni disponibili, al fine di verificare la  consistenza
del bilancio energetico. 
    

---------------------------------------------------------------------
Energia                                             |Unita' di misura
---------------------------------------------------------------------
Produzione elettrica da rinnovabile (totale)        |      PJ
---------------------------------------------------------------------
                                          Geotermica|      PJ
---------------------------------------------------------------------
                      Piccoli impianti idroelettrici|      PJ
---------------------------------------------------------------------
                                 Solare fotovoltaico|      PJ
---------------------------------------------------------------------
                                      Solare termico|      PJ
---------------------------------------------------------------------
                                              Eolico|      PJ
---------------------------------------------------------------------
Produzione elettrica da grande idroelettrico        |      PJ
---------------------------------------------------------------------
Consumi elettrici totali                            |      PJ
---------------------------------------------------------------------
Produzione elettrica totale                         |      PJ
---------------------------------------------------------------------
Le voci riportate in corsivo vanno prese in considerazione qualora vi
siano informazioni disponibili.

    
                             Appendice V 
 
                                                   (art. 22, comma 3) 
 
     Criteri per l'elaborazione degli inventari delle emissioni 
 
1. Gli inventari delle  emissioni  sono  elaborati  utilizzando  come
riferimento:  -  il   manuale   comune   EMEP-CORINAIR,   concernente
l'inventario  delle  emissioni  atmosferiche,  nella  versione   piu'
aggiornata disponibile al momento  dell'elaborazione  dell'inventario
pubblicata sul sito dell'Agenzia europea dell'ambiente nella  sezione
"EEA activities →Emissions of air pollutants→annual  updates  of  the
EMEP/EEA    Air    Pollutant    Emission     Inventory     Guidebook"
(http://www.eea.europa.eu/themes/air/emep-eea-air-pollutant-emission-
inventoryguidebook/ emep); 
- le ulteriori specificazioni riportate nei  documenti  elaborati  da
ISPRA e pubblicati nel  sito  internet  del  Ministero  dell'ambiente
(www.minambiente.it)     nella     sezione     "Aria/Emissioni     in
atmosfera/Inventari delle emissioni". 
                            Appendice VI 
 
                                        (art. 19, comma 1, 3, 7 e 12) 
 
                Questionario sulla qualita' dell'aria 
 
1. Nei casi in cui una comunicazione  deve  essere  effettuata  sulla
base della presente appendice si deve  fare  riferimento  al  formato
excel  ((piu'  aggiornato))  ed  alle  relative  linee   guida   alla
compilazione pubblicati sul  sito  della  Commissione  Europea  nella
sezione "Environment → Air → Air Quality → Implementation of  ambient
air quality legislation → Reporting" ((...)) 
                            Appendice VII 
 
                                        (art. 19, commi 1, 2, 7 e 12) 
 
            Questionario sui piani di qualita' dell'aria 
 
1. Nei casi in cui una comunicazione  deve  essere  effettuata  sulla
base della presente appendice si deve  fare  riferimento  al  formato
previsto dalla decisione della Commissione europea 2004/224/CE del 20
febbraio 2004. Per l'individuazione dei codici delle misure di cui ai
moduli 5 e 7 di tale decisione si utilizza la seguente tabella: 
    

---------------------------------------------------------------------
 Cod.  | Macrosettore | Cod.  | Settore della |   Cod.  |Carattere
 macro |              |settore| misura        |carattere|della
settore|              | della |               |  della  |misura
       |              | misura|               |  misura |
---------------------------------------------------------------------
       |              |   0   |               |    T    |Tecnica
       |              |----------------------------------------------
       |              |   1   |Trasporto      |    F    |Economico
       |              |       |persone privato|         |fiscale
       |              |----------------------------------------------
       |              |       |Trasporto      |         |Informazio
M      |Mobilita'     |   2   |persone        |    I    |ne
       |              |       |pubblico       |         |educazione
       |              |----------------------------------------------
       |              |   3   |Trasporto merci|    E    |Altro
       |              |----------------------------------------------
       |              |       |Trasporto per  |
       |              |       |unita' di      |
       |              |   4   |servizio       |
       |              |       |(rifiuti,      |
       |              |       |pulizia strade,|
       |              |       |etc.)          |
       |              |-----------------------|
       |              |   5   |Altro          |
----------------------------------------------| 
       |              |   0   |               |
       |              |-----------------------|
       |              |       |Impianti       |
       |              |   1   |produzione     |
       |              |       |energia        |
       |              |-----------------------| 
       |              |   2   |Impianti       |
       |              |       |industriali    |
       |              |-----------------------|
       |              |       |Impianti       | 
P      |Attivita'     |   3   |attivita'      |
       |produttive    |       |artigianali    |
       |              |-----------------------|
       |              |       |Impianti       |
       |              |   4   |attivita' di   |
       |              |       |servizio       |
       |              |-----------------------|  
       |              |   5   |Attivita'      |
       |              |       |agricole       |
       |              |-----------------------|    
       |              |   6   |Allevamenti    |
       |              |-----------------------|       
       |              |   7   |Altro          |
-----------------------------------------------           
       |Attivita'     |       |
D      |domestico/    |   0   |
       |commerciali   |       |
------------------------------| 
E      |Altro         |   0   |
-------------------------------


I  codici  delle  misure  sono   del   tipo  Ixx_M2T_01,  dove:  'xx'
rappresenta il codice Istat della regione, la  lettera successiva  il
macrosettore  della   misura   ('M'  in  questo  esempio   sta    per
'Mobilita''), il numero successivo il  settore della stessa  ('2'  in
questo  esempio  sta per  'Trasporto  persone  pubblico'), la lettera
successiva il carattere  della misura ('T' in questo esempio  sta per
'Tecnica') ed un numero progressivo di due cifre preceduto da '_' che
individua il numero progressivo della misura.

    
                           Appendice VIII 
 
                                              (art. 19, commi 7 e 12) 
 
Sezione I - comunicazione per le zone e gli  agglomerati  interessate
da livelli di ozono superiori ai valori obiettivo di cui all'allegato
VII (art. 13 comma 1) 
    

          -------------------------------------------------
          Codice della zona|   Riferimento al piano (2)
          (1)              |
          -------------------------------------------------
                           |
          -------------------------------------------------
                           |
          -------------------------------------------------    

    
    (1) Usare il  Codice  identificativo  della  zona  o  agglomerato
    utilizzato nella comunicazione di cui all'appendice VI; 
    (2) Inserire un link ad una pagina web in cui il  piano  e'  reso
    disponibile al pubblico. 
 
 
Sezione II - comunicazione per le zone e gli agglomerati  interessate
da livelli di ozono superiori  agli  obiettivi  a  lungo  termine  ed
inferiori ai valori obiettivo di cui all'allegato VII (art. 13  comma
2) 
    

            ------------------------------------------
             Codice della zona |      Misure (2)
                    (1)        |
            ------------------------------------------
                               |
            ------------------------------------------
                               |
            ------------------------------------------

    
    (1) Usare il  Codice  identificativo  della  zona  o  agglomerato
    utilizzato nella comunicazione di cui all'appendice VI 
    (2) Inserire un link ad una pagina web in  cui  il  documento  di
    riepilogo delle misure adottate e' reso disponibile al pubblico. 
 
 
Sezione III - comunicazione per le zone  e  gli  agglomerati  in  cui
sussiste il rischio di superamento delle soglie di allarme dell'ozono
di cui all'allegato XII 
    

            ---------------------------------------------
             Codice della zona | Riferimento ai piani di
                    (1)        |      azione (2)
            ---------------------------------------------   
                               |
            ---------------------------------------------    
                               |
            ---------------------------------------------

    
    (1) Usare il  Codice  identificativo  della  zona  o  agglomerato
    utilizzato nella comunicazione di cui all'appendice VI 
    (2) Inserire un link ad una pagina web in cui il  piano  d'azione
    e' reso disponibile al pubblico. 
                            Appendice IX 
 
                                          (art. 19, commi 8, 12 e 13) 
 
     Sezione I - Comunicazione mensile dei dati estivi di ozono 
 
1. Nei casi in cui una comunicazione  deve  essere  effettuata  sulla
base della presente sezione si deve fare riferimento  al  formato  ed
alle linee  guida  riportati  nella  sezione  del  sito  dell'Agenzia
europea dell'ambiente relativa al reporting dei dati estivi di  ozono
mensili,   raggiungibili   rispettivamente   cliccando   sulle   voci
'CCYYM01.xls' e 'Monthly exceedances' presenti nella pagina: 
 
http://www.eea.europa.eu/maps/ozone/compare/summer-reporting-under-di
rective- 2002-3-ec#rules-for-monthly-data 
 
 
  Sezione II - Comunicazione riepilogativa dei dati estivi di ozono 
 
2. Nei casi in cui una comunicazione  deve  essere  effettuata  sulla
base della presente sezione si deve fare riferimento  al  formato  ed
alle linee  guida  riportati  nella  sezione  del  sito  dell'Agenzia
europea dell'ambiente relativa al reporting dei dati riepilogativi di
ozono    estivi,    raggiungibili    rispettivamente    raggiungibili
rispettivamente cliccando sulle voci'CCYY001.xls'  e  'Summer  season
exceedances' presenti nella pagina: 
 
http://www.eea.europa.eu/maps/ozone/compare/summer-reporting-under-di
rective- 2002-3-ec#rules-for-monthly-data 
                             Appendice X 
 
 
         ((Metodo di riferimento per la misurazione dei COV 
 
 
Premessa 
  La  determinazione  degli  idrocarburi  volatili  leggeri  compresi
nell'intervallo  C2  -  C7  ,  degli  idrocarburi  volatili  compresi
nell'intervallo C6 - C14 e della formaldeide deve  essere  effettuata
come riportato di seguito: 
    Idrocarburi leggeri volatili compresi nell'intervallo C2 - C7 : 
    campionamento  mediante  l'uso  di  contenitori   pressurizzabili
(canisters)  oppure  mediante  preconcentrazione  su   adsorbenti   a
temperatura sub-ambiente; 
    estrazione per mezzo di desorbimento termico; 
    analisi gascromatografica; 
    rivelazione e quantificazione per ionizzazione di fiamma; 
    Idrocarburi volatili compresi nell'intervallo C6 - C14 : 
      prelievo  dall'atmosfera  mediante  arricchimento  su  trappola
adsorbente ovvero trasferimento in canisters; 
      trasferimento in capillare raffreddato (crioconcentrazione); 
      desorbimento termico; 
      analisi mediante GC capillare accoppiata alla spettrometria  di
massa o alla ionizzazione di fiamma; 
    Formaldeide: 
      arricchimento dall'aria su trappole  di  silice  ricoperta  con
2,4-dinitrofenilidrazina; 
      estrazione con solvente organico; 
      analisi  chimica  mediante  HPLC-UV  (il  metodo  consente   la
contemporanea misura di aldeidi e chetoni fino a C6 ). 
 
1. Metodo di riferimento  per  il  campionamento  e  l'analisi  degli
idrocarburi volatili leggeri appartenenti all'intervallo C2 -C7 
1.1. Prelievo del campione 
  Ai  fini  del  presente  decreto,  per   il   campionamento   degli
idrocarburi volatili leggeri appartenenti all'intervallo C2  C7  deve
essere utilizzato uno dei seguenti metodi di campionamento: 
    a) Metodi di campionamento off-line (che utilizzano  canisters  o
bombole pressurizzate; trappole adsorbenti); 
    b)  Metodi  di  campionamento  on-line   (comprendenti   trappole
adsorbenti collegate direttamente al gascromatografo). 
  Mentre le bombole pressurizzate (canisters) devono essere impiegate
per il campionamento spot dell'aria ai fini della determinazione  dei
COV (non e' necessario che lo strumento  analizzatore  sia  collocato
nel sito di misura), le trappole adsorbenti raffreddate e  alloggiate
nell'analizzatore  devono  essere  impiegate   per   la   misura   in
semi-continuo eseguita a intervalli di tempo regolari e frequenti. 
1.1.1. Contenitori di raccolta dell'aria campione (canisters) 
  Per il prelievo dell'aria  campione  si  devono  usare  contenitori
ermetici (canisters con volume interno compreso  tra  2  e  8  litri)
pressurizzabili fino a non meno di 10 atm. Essi devono essere  dotati
di rubinetto apri/chiudi, valvola per la  regolazione  del  flusso  e
misuratore di pressione. La scelta dei materiali deve essere eseguita
con grande cura: il recipiente deve  essere  in  metallo,  le  pareti
interne devono essere opportunamente trattate, in modo  da  passivare
la superficie metallica, ovvero renderla inerte ai COV e all'umidita'
mediante processi elettrochimici. 
  Prima della raccolta  del  campione,  pulire  il  canister  con  la
seguente procedura: svuotare il canister dell'aria residua producendo
il vuoto per aspirazione con una pompa da gas in condizioni di blando
riscaldamento (T = 40°C); quindi immettervi azoto iperpuro e produrre
di nuovo il  vuoto;  lavare  ancora  con  azoto  iperpuro  e  operare
definitivamente il vuoto. 
1.1.2. Controllo del «bianco» del contenitore 
  Un'aliquota dell'azoto di secondo lavaggio  del  contenitore  (vedi
sopra) deve essere sottoposta ad  analisi  allo  stesso  modo  di  un
campione reale di aria secondo la procedura appresso descritta. 
  La concentrazione dei COV che ne risulta  rappresenta  il  «bianco»
del sistema di prelievo ed analisi e fornisce,  per  sottrazione  del
«bianco della trappola» (vedi di seguito) il «bianco  del  canister»,
che deve risultare inferiore a  0.2µg/m³.  Qualora  tale  limite  sia
superato, il  contenitore  pressurizzato  deve  essere  ulteriormente
purificato  e  infine,   se   l'operazione   non   fornisce   effetto
apprezzabile, deve essere sostituito. 
1.1.3. Sistema pneumatico 
  Per il prelievo dell'aria campione devono essere  utilizzate  pompe
per aspirazione -  compressione  per  bassi  flussi  (2  -  5  l/min)
costruite o internamente rivestite  di  materiale  inerte,  prive  di
spurgo di olio (non lubrificate); tali pompe devono essere  in  grado
di operare a flusso costante (±2%) compensando la crescente impedenza
offerta dalla progressiva pressurizzazione del canister. 
  II sistema pneumatico deve essere accessoriato con: 
    regolatori-misuratori  di  flusso  di   massa   di   gas   aventi
accuratezza e precisione  (superiori  al  99%)  negli  intervalli  di
flusso operativi (50 - 300 ml/min) 
    misuratori - regolatori di pressione, per pressioni comprese  tra
0 e 7 atmosfere 
    rubinetti apri/chiudi a tenuta in materiale inerte. 
  Regolatori-misuratori di pressione e del flusso di massa sono posti
in linea con la pompa. La tenuta pneumatica dell'intero sistema  deve
essere verificata sperimentalmente. 
1.2. Operazione di prelievo 
  Il  canister  deve   essere   collegato   al   sistema   pneumatico
immediatamente prima del prelievo. Il prelievo dell'aria campione  e'
protratto per l'intervallo temporale  di  un'ora,  ad  un  flusso  di
aspirazione prefissato (50  -  300  ml/min)  affinche'  la  pressione
finale risulti non inferiore a 2 atmosfere. 
  Operando come sopra descritto il volume di aria campione  prelevato
e'  notevolmente  superiore  a  quello  necessario  per  l'analisi  e
permette di eseguire non meno di tre repliche, attraverso le quali si
puo' valutare la ripetitivita' della misura. Le analisi devono essere
eseguite entro e non oltre 15 giorni dal prelievo. 
1.3. Separazione gascromatografica 
1.3.1. Gascromatografo per colonne capillari 
  Il  gascromatografo,  atto  all'impiego   di   colonne   separative
capillari, deve essere dotato di  unita'  criogenica  per  operazioni
sub-ambiente (alimentata con anidride carbonica compressa oppure  con
azoto liquido) e del modulo di controllo di costanza del flusso (Mass
Flow Controller). 
1.3.2. Colonna capillare 
  Per i COV compresi nell'intervallo da 2 a 7 atomi di carbonio  sono
disponibili colonne capillari in  grado  di  separare  selettivamente
tutti i congeneri saturi  e  insaturi.  A  tal  fine,  devono  essere
utilizzate colonne separative  con  fase  stazionaria  costituita  da
ossido di alluminio poroso, drogato con KCl o Na2 SO4 .  Proprio  per
la natura molto polare della fase, le suddette colonne  non  sono  in
grado di eluire i composti polari i quali,  eventualmente  introdotti
in  colonna,  vi  rimangono  intrappolati  e  possono  anche   subire
decomposizione.  Le  stesse  colonne,  inoltre,  non  permettono   la
separazione  di  alcuni  idrocarburi  di  origine  naturale  quali  i
monoterpeni. 
1.3.3. Rivelazione, identificazione e quantificazione dei COV 
La rivelazione dei COV (C2 - C7 )  deve  essere  effettuata  mediante
ionizzazione  di  fiamma   (FID);   l'identificazione   deve   essere
realizzata in base ai tempi di ritenzione dei singoli componenti, per
confronto con miscele di standard, le quali devono essere  utilizzate
anche per la determinazione quantitativa. 
1.4. Caratteristiche strumentali necessarie per il  monitoraggio  dei
COV C2 -C7 atmosferici 
  L'analizzatore per il rilevamento automatico selettivo  e  continuo
degli  idrocarburi  nell'atmosfera  deve   comprendere   i   seguenti
elementi: 
    a) modulo di campionamento ed arricchimento; 
    b)  sistema  automatico  di  iniezione   (incluse   l'unita'   di
criofocalizzazione e termodesorbimento); 
    c) colonna analitica dedicata all'analisi specifica; 
    d) rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID); 
    e) interfaccia di comunicazione seriale. 
  L'intero sistema  puo'  essere  reso  automatico  o  semiautomatico
grazie  alla  programmazione  da  computer  con  softwares  e  moduli
dedicati. 
1.4.1. Modalita' di funzionamento dello strumento 
  L'apparecchiatura deve essere equipaggiata con un'unita-pompa,  con
un autocampionatore dotato di trappola lineare a  piu'  carboni,  con
una colonna capillare gascromatografica specifica per gli idrocarburi
gassosi,    con    un    sistema    di    rivelazione.    A     monte
dell'autocampionatore, rispetto  alla  linea  di  gas,  e'  collocata
l'unita' di prelievo dei gas, equipaggiata di  controllo  elettronico
del flusso (mass flow controller). Il complesso  e'  gestito  tramite
computer da un software dedicato, responsabile anche  della  gestione
ed elaborazione dei  dati  analitici.  La  rivelazione  dei  composti
organici d'interesse deve essere realizzata tramite la rivelazione  a
ionizzazione  di  fiamma   (FID),   l'identificazione   deve   essere
effettuata tramite il tempo di ritenzione assoluto. 
  L'autocampionatore, inserito nella linea dei gas  dello  strumento,
deve avere caratteristiche adatte  per  arricchire  quantitativamente
dall'aria ambiente i composti  organici  volatili  e  successivamente
inviarli alla colonna separativa al momento dell'analisi chimica. 
  L'invio dei gas al  sistema  analizzatore  puo'  essere  effettuato
attraverso due diversi condotti,  uno  adatto  ai  gas  pressurizzati
(trasferiti all'analizzatore da canisters o bombole di calibrazione),
l'altro utile per campionare direttamente l'aria esterna (operante  a
pressione atmosferica o in leggera depressione). Il campione di aria,
che provenga da uno o dall'altro ingresso, viene fatto passare  nella
trappola adsorbente, preventivamente  raffreddata  sub-ambiente,  che
trattiene i COV di interesse analitico. 
  I composti di interesse  eventualmente  intrappolati  nell'adeguato
adsorbente sono desorbiti mediante rapido riscaldamento (fino a  250°
C) e trasmessi con una corrente di gas inerte (elio) ad un  capillare
di  silice  (liner)  raffreddato  con  azoto  liquido.  Il  gas   che
attraversa il liner, a sua volta,  puo'  essere  inviato  all'esterno
(vent)  oppure  alla  colonna  di  separazione  dei  COV.  Quando  il
desorbimento  dalla  trappola  primaria  e'  completo,   i   composti
d'interesse sono iniettati nella  colonna  analitica  mediante  nuovo
riscaldamento istantaneo del liner. 
  Le fasi operative di analisi pertanto sono: 
    Iniezione/backflush: Rappresenta la fase di iniezione  e  pulizia
della trappola per mezzo di  un  flusso  di  elio  in  controcorrente
rispetto alla direzione di prelievo; 
    Attesa: E' la fase di sincronizzazione tra l'autocampionatore  ed
il ciclo gascromatografico; 
    Raffreddamento della trappola primaria:  La  trappola  adsorbente
viene raffreddata mediante circuito criogenico alimentato  con  azoto
liquido; 
    Campionamento: Il campione gassoso passa attraverso  la  trappola
adsorbente fredda che ritiene i componenti d'interesse; 
    Raffreddamento del liner: Mentre la colonna analitica continua la
fase di campionamento, il liner viene raffreddato  mediante  circuito
criogenico ad azoto liquido; 
    Desorbimento  della  trappola  primaria  dei  gas:  La   trappola
adsorbente viene riscaldata in modo da trasferire e crioconcentrare i
composti di interesse analitico nel liner  di  silice  fusa  mediante
flusso di gas di trasporto. 
  La trappola di arricchimento  dei  composti  organici  volatili  e'
costituita  da  una  cartuccia  adsorbente  contenente  due   carboni
grafitati  (Carbopack  C,   Carbopack   B   o   materiali   di   pari
caratteristiche), con  le  due  estremita'  vuote  per  prevenire  la
condensazione del vapore acqueo atmosferico nella fase di prelievo  a
freddo. 
1.4.2. Specifiche dei sistemi adatti alla determinazione dei  COV  C2
-C7 in aria 
  Un'apparecchiatura   o   sistema    strumentale    dedicato    alla
determinazione dei COV deve soddisfare le seguenti specifiche: 
    Rivelatore: 
      Limite di rivelabilita': 10 -12 g/s n-C12 
      Sensibilita': 40 mC/g 
    Ripetibilita': 
      Tempo di ritenzione: 5% RSD (Relative Standard Deviation) 
      Quantita' misurata: 5% RSD (Relative Standard Deviation) 
    Colonna: 
      Tipo PLOT (fase stazionaria: A12O3/KCI, oppure A12O3/Na2SO4,  L
= 50 m, d.i. = 0,3 mm, d.e. 
      = 0,45 mm, spessore fase = 10 µm) o equivalente 
    Regolazione gas: 
      Regolatori  di  pressione  all'entrata  con   interruttore   di
limitazione della pressione per tutti i gas necessari. Regolatori  di
flusso di massa atti alle  portate  di  gas  d'esercizio.  Tutti  con
precisione migliore del 95%. Valvole a spillo con valvole di chiusura
rapida per idrogeno e aria 
    Trappola lineare: 
      Trappola lineare in vetro (L = 25 mm, D.I. = 6mm, D.I. = 3  mm)
contenente Carbotrap C, Carbotrap B, nell'ordine secondo la direzione
di  aspirazione,  in  quantita'  atte   a   ritenere   e   rilasciare
quantitativamente e  selettivamente  gli  idrocarburi  C2  -C7  (vedi
appresso), ovvero misture adsorbenti di pari caratteristiche 
    Tempi di ciclo: 
      Periodo di campionamento individuale: pari a 60 min o migliore. 
1.4.3. Esempio  di  procedura  di  monitoraggio  dei  COV  C2  -C7  ,
standardizzata e applicata in campo 
  Per  l'analisi  dei  campioni  d'aria  sono  adottate  le  seguenti
condizioni operative: 
    Ttrap,camp = -20°C 
    Ttrap,des = 250°C 
    Tliner,cri = -120°C 
    Tliner,des = 125°C 
  Flusso gas di trasferimento al liner = 4 ml/min per 4 min. 
  I  composti  organici  volatili  sono   trasferiti   alla   colonna
gascromatografica per riscaldamento rapido del liner a  +125°  (flash
heating). Contemporaneamente la trappola adsorbente e'  riscaldata  a
275°C sotto flusso di elio (20 mL/min)  per  eliminare  le  eventuali
tracce  di  idrocarburi  rimaste  intrappolate  dal  ciclo  analitico
precedente. 
  La separazione dei composti e' realizzata su colonna  capillare  di
AL2 O3 /KC1 mediante gradiente di temperatura, sotto flusso  di  elio
(flusso = 4 ml/min). Il programma di temperatura del  gascromatografo
e' appresso riportato: 
    

T1 = 50°C    isoterma1     I grad. temp =    fino a T
             = 2 min       + 4°C/min

T2 = 150°C   isoterma2 =   II grad. temp =   Fino a
             10 min        + 10°C/min        T3

T3 = 200°C   isoterma3 =
             18 min

    
  Operando in queste condizioni, il sistema consente di  eseguire  il
monitoraggio dei composti d'interesse ad intervalli  regolari  di  60
minuti, campionando l'aria per 30 minuti ogni ora. 
  In sintesi, il ciclo analitico completo adottato per la misura  dei
COV C2 -C7 e' il seguente: 
    Iniezione backflush: Il liner di silice fusa e' stato  riscaldato
istantaneamente ad una temperatura di + 125°C (flash heating) in modo
da iniettare in colonna gli idrocarburi crio-concentrati  nella  fase
precedente di desorbimento. Contemporaneamente la trappola adsorbente
e' stata riscaldata per 5 min ad una temperatura di +275°C  e  tenuta
sotto flusso in controcorrente di elio (20 ml/min) per  eliminare  le
eventuali tracce  di  composti  non  eliminati  nel  ciclo  analitico
precedente e  quindi  preparare  la  trappola  stessa  per  l'analisi
successiva. 
    Attesa: Questa fase (durata di 1 minuto) e' usata dal sistema per
sincronizzare il programma di temperatura dell'auto-campionatore  con
il ciclo gascromatografico. 
    Raffreddamento della trappola: La trappola e' raffreddata fino ad
una temperatura  di  -20°C  mediante  circuito  criogenico  ad  azoto
liquido per predisporla al successivo campionamento. 
    Campionamento dell'aria: Il campionamento  ha  la  durata  di  30
minuti e viene effettuato facendo passare il campione di  aria  nella
direzione che va dall'adsorbente piu' debole al piu' forte mantenendo
la trappola ad una temperatura di -20°C ed un flusso di  elio  di  20
ml/min. 
    Raffreddamento della  trappola  adsorbente:  Mentre  la  fase  di
campionamento continuava, il liner di silice e' stato raffreddato  in
2 minuti ad una temperatura di -120°C,  mediante  circuito  ad  azoto
liquido. 
    Desorbimento: La trappola adsorbente e' stata riscaldata  ad  una
temperatura  di  250°C  per  5  minuti  in  modo  da   trasferire   e
crioconcentrare i COV di interesse analitico nel liner di silice fusa
mediante un flusso di gas di trasporto di 20 ml. 
1.4.4. Calibrazione 
  Dopo aver definito e verificato la validita'  del  ciclo  operativo
prescelto, sono eseguite le prove di calibrazione dello strumento  ai
fini della quantificazione dei COV atmosferici. 
  L'esigenza di ottenere un recupero quantitativo dei COV si riflette
nella necessita' di disporre di una bombola di taratura contenente in
quantita' esattamente calibrate tutti i COV di interesse, in modo  da
minimizzare gli errori nelle valutazioni quantitative. 
  Per calibrare il sistema sono processati almeno tre diverse miscele
standard, contenenti gas in concentrazioni che comprendono i  livelli
riscontrati in atmosfera reale (ppb e frazioni).  Ad  ogni  prova  e'
processato un volume di miscela standard pari a quelli  dei  campioni
di aria abitualmente analizzati (200ml). Il test su ciascuna  miscela
standard deve essere ripetuto almeno tre volte per definire la  retta
o curva di calibrazione strumentale.  Si  definiscono  i  fattori  di
risposta strumentale per ogni componente di interesse. 
  Le prove di calibrazione richiedono l'utilizzo  di  una  bombola  a
miscela di gas con  titolo  noto  ad  elevata  accuratezza  (standard
primario, fornito da Ditte o Enti certificati). 
  Lo strumento di misurazione e' sottoposto a prove  di  calibrazione
con un gas standard, a prove di diluizione per la  valutazione  della
linearita' della risposta nonche' a misure in aria ambiente. 
  Le prove di calibrazione sono  effettuate  utilizzando  un  sistema
composto  da  un  modulo  che   diluisce   l'atmosfera   standard   a
concentrazione nota di COV con il  gas  di  diluizione,  regolando  i
rapporti tra le portate dei flussi di massa dei gas. 
  L'uso di Mass  Flow  Controller  (MFC)  aventi  caratteristiche  di
elevata precisione e'  richiesto  per  ottenere  un'alta  accuratezza
nella fase di miscelazione e assicura quindi un Controllo di Qualita'
dello strumento sottoposto a calibrazione. 
  Le procedure di calibrazione sono effettuate mediante operazioni di
verifica dei segnali di zero e  su  un  prefissato  punto  intermedio
della scala, detto di span, tipicamente pari all'80% del fondo scala.
Allo scopo sono utilizzati gas di riferimento, ossia gas per lo  zero
e gas per lo span a concentrazione nota. In particolare le  prove  di
calibrazione prevedono l'utilizzo di una bombola a miscela di gas con
titolo noto e ad elevata accuratezza. I valori  delle  concentrazioni
dei gas della bombola possono ritenersi precisi almeno dell' 1%. 
  Per la calibrazione deve essere adottato un sistema Multi-Point. 
  La  tecnica  Multi-Point  va  utilizzata  per  generare   atmosfere
standard a diverse concentrazioni e attraverso di  queste  verificare
la  linearita'  della  risposta  strumentale  entro   il   range   di
concentrazioni di interesse per lo studio  di  ambienti  esterni.  La
miscela contenuta nella bombola di calibrazione e' sottoposta  ad  un
processo di diluizione con aria pulita. I rapporti di diluizione sono
regolarmente controllati mediante sistemi per la misura della portata
ad elevata precisione. 
  Le analisi sono effettuate collegando l'analizzatore in oggetto con
una bombola di calibrazione contenente gli analiti (COV di interesse)
con concentrazione nota e ad un sistema di diluizione, connesso a sua
volta ad una bombola di aria sintetica pura (priva di idrocarburi). I
gas sono forniti all'analizzatore simultaneamente. Il flusso dei  gas
e'  regolato  mediante  l'utilizzo  di  MFC  aventi  una  portata  di
200ml/min e 50ml/min, interfacciati con PC via seriale. 
  Il sistema deve  essere  munito  di  valvola  Vent  per  verificare
l'effettivo flusso di uscita dei gas ed  eliminare  gli  eccessi.  Le
misure di flusso di gas sono effettuate mediante Mass Flow Controller
il cui componente principale e' un sensore termico di portata dei gas
che  produce  un  segnale  elettrico  di  uscita  in  funzione  della
velocita' del flusso. 
  Ogni punto di calibrazione a cui  corrisponde  un  ben  determinato
valore di concentrazione deve essere ripetuto  almeno  quattro  volte
per verificare la riproducibilita' del dato. In una apposita  tabella
sono riportati i risultati delle prove  effettuate  sull'analizzatore
(rapporti  di  diluizione,  valori  teorici   delle   concentrazioni,
risposta  strumentale  espressa  in  termini  di  «area   del   picco
cromatografico»). 
  Riportando  in  grafico  i  valori  teorici  delle   concentrazioni
impostate in funzione dei valori delle aree registrate, e'  costruita
la «curva di taratura» la quale  definisce  il  campo  di  linearita'
strumentale, entro il quale occorre eseguire  la  determinazione  dei
composti di interesse, 
1.4.5. Procedure di controllo di qualita' 
1.4.5.1. Tests di zero e span 
  Un gas di span per il controllo della  stabilita'  dello  strumento
deve contenere una concentrazione di COV  da  70%  a  90%  del  range
massimo della certificazione. 
  La pressione iniziale della bombola della miscela e' di  circa  200
atm e la pressione dopo l'uso non puo' essere al di sotto di 20 atm. 
  Il gas  di  span  e'  uno  standard  secondario  necessario  per  i
controlli  di   qualita',   ovvero   per   verificare   il   regolare
funzionamento dello strumento inclusa la sensibilita' e la deriva. 
  Il gas di span deve essere a concentrazione nota. 
  Tests  di  span  devono  essere  effettuati  almeno  una  volta  la
settimana ma  a  diverse  ore  del  giorno  in  modo  da  evitare  la
possibilita' di introdurre errori sistematici. 
1.4.5.2. Bianco d'analisi (test di zero) 
  Tests  di  zero  devono  essere  effettuati  almeno  una  volta  la
settimana,   a   differenti   ore   del   giorno.   Mediante    corse
cromatografiche di «bianco» deve risultare l'assenza di picchi  spuri
dovuti ad effetti memoria o ad eventuali contaminazioni del  campione
analitico interne allo strumento stesso. 
 
2. Metodo di riferimento  per  la  determinazione  degli  idrocarburi
volatili (COV) appartenenti all'intervallo C5 - C14 
  Il metodo di rivelazione per la determinazione degli idrocarburi C5
-C14 deve essere basato sulla  spettrometria  di  massa,  oppure,  in
alternativa, sulla ionizzazione di fiamma. 
  L'identificazione  e  quantificazione  degli  idrocarburi   gassosi
mediante MS puo' essere operata in due modalita', a scansione di ioni
(scan) con  successiva  ricostruzione  delle  tracce  delle  correnti
ioniche (Total Ion Current  mode),  oppure,  in  alternativa  con  la
registrazione selettiva di un numero  limitato  di  correnti  ioniche
derivanti dalla ionizzazione delle diverse sostanze chimiche e  dalla
rispettiva frammentazione per bombardamento  con  fasci  d'elettroni,
aventi rapporti carica/massa specifici per le specie d'interesse. 
  Nel primo caso, il cromatogramma e' ricostruito sommando le  tracce
dei segnali di tutti gli  ioni  derivanti  dalla  frammentazione  dei
composti chimici  eluiti  parallelamente  al  procedere  dell'analisi
gascromatografica, entro un intervallo  predeterminato  del  rapporto
massa su carica (m / z). Nel secondo caso, invece, e'  effettuata  la
ricerca selettiva di alcuni ioni specifici, che risultano  indicativi
della presenza dei composti chimici  di  interesse.  Si  opera  nella
prima modalita' di rivelazione  nel  caso  si  voglia  effettuare  lo
«screening»  di  tutti  i  composti  chimici  presenti  nel  campione
analitico, mentre si utilizza il metodo selettivo quando interessa la
ricerca esclusiva di  un  numero  ristretto  d'idrocarburi  scelti  a
priori, facenti parte di una miscela complessa. 
2.1. Campionamento mediante trappole riempite di materiali adsorbenti 
  La scelta del mezzo assorbente da usare nel campionamento  dei  COV
dall'aria deve essere modulata in funzione del tipo  di  applicazione
che si vuole fare, ovvero dall'intervallo di massa  molecolare  o  di
volatilita' che si vuole  investigare,  dal  volume  d'aria  unitario
necessario per l'analisi e dalla risoluzione temporale  scelta.  Allo
stato  attuale  della  tecnologia,  non  si  dispone  di   adsorbenti
singolarmente capaci di catturare tutti i composti  organici  gassosi
presenti in aria e successivamente rilasciarli grazie al desorbimento
termico o per estrazione con solventi. Per ampliare il piu' possibile
il numero di composti che si possono  monitorare  in  un  unico  step
(ovvero, assorbirli e rilasciarli con un unico sistema di prelievo  e
analizzarli chimicamente in un solo passaggio),  si  ricorre  percio'
all'uso di trappole contenenti piu' adsorbenti  aventi  capacita'  di
ritenzione degli idrocarburi  differenti,  in  modo  da  combinare  i
vantaggi offerti  da  ciascun  materiale.  In  questo  caso,  i  vari
adsorbenti sono organizzati in sezioni successive, fino a  costituire
trappole multistrato. Le trappole multistrato sono formate da un tubo
di vetro contenente un adsorbente forte nella parte  terminale  e  un
adsorbente debole  nella  sezione  frontale  rispetto  al  flusso  di
campionamento  di  gas.  Questa  disposizione  consente   il   facile
desorbimento dei composti a piu' alta temperatura d'ebollizione (piu'
ritenute dai materiali assorbenti) semplicemente invertendo il flusso
di gas rispetto a quello utilizzato al momento del campionamento. 
2.2. I materiali adsorbenti per i COV C5 -C14 
  E' dimostrato che una combinazione ottimale di carboni permette  di
utilizzare una temperatura  di  desorbimento  atta  a  minimizzare  i
fenomeni  di  degradazione  dei   composti   ritenuti.   Una   simile
combinazione consente il prelievo dall'aria  e  l'identificazione  di
composti polari e non polari C5 -C14 e il loro monitoraggio  in  zone
urbane, suburbane, rurali e  remote.  Un'  efficace  combinazione  di
carboni contempla l'uso di Carbopack C e  Carbopack  B  che,  essendo
grafitati e idrofobi, consentono analisi di COV anche in presenza  di
un elevato tasso di umidita' atmosferica. 
  Il recupero dei composti adsorbiti  e'  di  regola  effettuato  per
desorbimento  termico  oppure  per  estrazione   con   solventi.   Il
termodesorbimento  risulta   di   gran   lunga   preferito   rispetto
all'estrazione  con  solventi  in  quanto  consente  di  ottenere  le
sensibilita' necessarie per identificare e  quantificare  i  composti
presenti  nell'atmosfera  a  livello  di   pptV.   Per   evitare   la
decomposizione  degli  analiti  nella  trappola   ed   aumentare   la
sensibilita' del  metodo  si  preferisce  introdurre  uno  stadio  di
criofocalizzazione del  campione  prima  dell'iniezione  in  colonna.
Questo e' compiuto in tubi capillari per consentire un  trasferimento
in colonna ad alta risoluzione  senza  eccessivo  allargamento  della
banda cromatografia. 
2.3. Preparazione delle trappole multistrato 
  Le trappole per i COV sono costituite da tubicini in vetro di 15 cm
di lunghezza aventi un diametro interno di 3 mm e un diametro esterno
pari a 6  mm;  esse  sono  riempite  sia  con  due  tipi  di  carbone
grafitato, differenti per area superficiale.  Il  carbone,  in  forma
granulare e porosa, viene mantenuto nell'alloggiamento  da  batuffoli
di lana di quarzo; la lana di quarzo separa tra loro anche gli strati
di carbone. Il principio seguito nell'assemblaggio delle trappole  e'
l'inserimento dei carboni secondo  una  sequenza  crescente  rispetto
alle  rispettive  aree   superficiali.   Durante   il   campionamento
dell'aria, la linea di flusso va dal carbone  con  area  superficiale
minore verso quello con superficie specifica maggiore. 
  Le trappole d'adsorbimento devono essere pulite tramite trattamento
termico sotto flusso di elio (300°C per 20 minuti con  un  flusso  di
elio di 100 ml/min) sia prima del loro  primo  impiego,  sia  tra  un
prelievo e il successivo (infatti esse  possono  essere  riutilizzate
indefinitamente,   purche'   non    si    osservino    contaminazioni
irreversibili, notificate dalla  comparsa  di  spurghi  fastidiosi  e
consistenti nei cromatogrammi d'eluizione dei campioni  reali  e  dei
bianchi). 
2.4. Procedure analitiche 
  Il campionamento/arricchimento viene  effettuato  direttamente  con
trappole adsorbenti, facendo passare la quantita' voluta di aria (250
ml) attraverso la trappola, a temperatura ambiente. 
  Le trappole in vetro (d.i. =3 mm, L =15 mm) contengono Carbotrap  B
e Carbotrap C, rispettivamente 0,17 g  e  0,034  g,  entrambi  aventi
granulometria compresa tra 20 e 40 mesh. 
  La pulizia delle trappole adsorbenti prima del loro  uso  di  campo
deve essere effettuata mediante riscaldamento fino  a  285°C  per  10
minuti, sotto un flusso di elio di 300mL/min. 
  Dopo il prelievo dall'aria,  i  COV  devono  essere  trasferiti  al
sistema di  separazione  e  analisi  chimica  (GC-MS  oppure  GC-FID)
tramite unita' di termodesorbimento. Dopo aver raffreddato  il  liner
di criofocalizzazione (in silice fusa) ad una temperatura  di  -150°C
mantenendo la trappola adsorbente sotto flusso in  controcorrente  di
elio (10 ml/min per 1 min), il  flusso  del  gas  di  trasporto  deve
essere indirizzato al liner, allo stesso tempo deve essere riscaldata
la trappola adsorbente a 250°C (flusso di elio  =  20  ml/min  per  5
min). In questo modo, i COV desorbiti dalla  trappola  d'assorbimento
sono nuovamente  condensati,  per  crioconcentrazione,  sulle  pareti
interne del liner collegato alla colonna separativa. 
  Successivamente, gli idrocarburi  C5  -C14  devono  essere  inviati
nella colonna capillare mediante  rapido  riscaldamento  (~100°C/min)
del liner da -150°C a 230°C, mentre un flusso di elio  lo  attraversa
nella direzione della colonna. 
  Un  sistema  GC-MS  gestito   attraverso   un   programma   termico
d'eluizione  e  un  programma  informatico   per   l'acquisizione   e
elaborazione   dei   dati   cromatografici   deve    consentire    la
determinazione dei COV appartenenti all'intervallo C5 -C14 . 
  La separazione dei COV  deve  essere  effettuata  mediante  colonne
capillari di tipo siliconico (DB 1 o equivalenti, L = 60  m,  d.i.  =
0.32, fase = 0,25 um). 
  L'eluizione degli analiti deve essere effettuata in programmata  di
temperatura: 
T1 = 5°C, 3 minuti; +3°C/min fino a T2 = 50°C; +5°C/min fino a  T3  =
220°C; isoterma1 = 8 min. 
  I COV individuali devono essere identificati  sia  sulla  base  dei
tempi  di  ritenzione  assoluti,  sia  tramite  l'acquisizione  degli
spettri di massa caratteristici di sostanze  pure  (miscele  standard
sottoposte alla medesima procedura di eluizione e rivelazione. 
2.5. Descrizione delle fasi operative strumentali 
  Di  seguito  e'  riportato  in  modo  dettagliato   il   ciclo   di
funzionamento dell'apparato per il desorbimento e per  l'analisi  dei
COV (C5 -C14 ). 
  Il ciclo di funzionamento del termodesorbitore e' costituito da: 
  fase 1 - pre-flush:  durante  questa  fase  il  liner  deve  essere
raffreddato alla temperatura impostata mentre la trappola deve essere
tenuta a temperatura ambiente sotto flusso di elio inviato secondo il
flusso di campionamento; 
    fase 2 - desorbimento: durante  questa  fase  il  capillare  deve
essere mantenuto a temperatura sub-ambiente mentre la  trappola  deve
essere riscaldata velocemente fino a 250°C (da  25°C  a  250°C  in  3
min.). Il flusso di elio nella trappola  deve  essere  invertito  per
trasferire i composti desorbiti nel liner; 
    fase 3 - iniezione: il liner deve essere  riscaldato  velocemente
(da -160°C a 200°C in pochi secondi) e i composti sono  iniettati  in
colonna separativa. Le sostanze, separate  dalla  colonna  capillare,
entrano nell'area del rivelatore spettrometrico di  massa  dove  sono
sottoposte ad  un  bombardamento  d'elettroni  accelerati  a  70  eV,
prodotti da un filamento riscaldato. L'energia degli  elettroni  deve
risultare  sufficientemente  alta  da  ionizzare  il  composto  (ione
molecolare)  e  rompere  i  legami  piu'  deboli  creando   frammenti
ionizzati. Gli ioni positivi generati nella sorgente vengono  espulsi
mediante   un   campo   elettrico   ed   inviati    nell'analizzatore
quadrupolare. 
  Applicando alle barre del rivelatore  un  voltaggio  oscillante  in
radiofrequenza e' possibile  destabilizzare  tutti  gli  ioni  tranne
quelli aventi un valore di m/z prefissato. Variando  il  campo  delle
frequenze  di  oscillazione  delle   barre   secondo   una   sequenza
prefissata,  si  ottiene  la  scansione  degli  ioni  in   grado   di
raggiungere un rivelatore-fotomoltiplicatore. Il rivelatore trasforma
la corrente ionica in segnale elettrico. Se alle barre  sono  imposti
solo valori definiti di potenziale, sono  registrati  solo  frammenti
con determinati valori m/z (acquisizione SIM). 
 
La colonna separativa utilizzata per separare gli idrocarburi C5 -C14
e' di tipo CP-SIL (L = 50 M; I.D. = 0,32 mm; spessore  della  fase  =
0,41 µm) o di pari caratteristiche; la pressione del gas di trasporto
= 0,8 bar di elio. 
  Prima di iniziare la scansione dello spettrometro si deve attendere
1 min. (solvent delay). 
  Il fotomoltiplicatore deve essere  posto  ad  una  ddp  di  2000  V
(Resulting Voltage). 
  Usando lo  spettrometro  di  massa  come  rivelatore,  la  risposta
strumentale non e' proporzionale  al  numero  di  atomi  di  carbonio
presenti nella molecola del composto; pertanto e' necessario generare
una linea di calibrazione per ciascun composto iniettato se si  vuole
determinare la quantita' di questo presente in un campione incognito. 
2.6. Calibrazione 
  Le prove di calibrazione dello strumento devono essere eseguite  ai
fini della quantificazione dei COV atmosferici. 
  L'esigenza di ottenere un recupero quantitativo del COV si riflette
nella necessita' di disporre di una bombola di taratura contenente in
quantita' esattamente calibrate tutti i COV di interesse, in modo  da
minimizzare gli errori nelle valutazioni quantitative. 
  La linearita' dell'analizzatore deve essere testata  usando  almeno
tre concentrazioni (incluso il punto zero). Le concentrazioni  devono
essere piu'  o  meno  egualmente  distribuite  nell'intero  range  di
concentrazione ambientale. A ciascuna concentrazione (incluso  zero),
devono essere eseguite almeno quattro misure indipendenti e la  prima
misura, a ciascun livello di concentrazione, deve essere scartata. 
  La calibrazione e' calcolata  riportando  in  grafico  la  risposta
strumentale in funzione della concentrazione della miscela standard. 
2.7. Calcolo del fattore di recupero dei COV 
  Per correggere i risultati  grezzi  dell'analisi  e  determinare  i
valori esatti di concentrazione degli  analiti  nell'atmosfera,  deve
essere calcolata la percentuale di recupero complessivo  dei  singoli
COV nel sistema adottato. Il recupero % deve essere valutato  con  la
seguente formula: 
    Recupero % = [A (i campione)·V  (standard)  /  A  (i  standard)·V
(campione)]·100 
    Dove: 
      A (i campione) = Area  del  picco  corrispondente  al  composto
i-esimo nel campione; 
      A (i standard) = Area  del  picco  corrispondente  al  composto
i-esimo nello standard; 
      V (campione) = Volume d'aria campionato (mL); 
      V  (standard)  =  Volume  di  gas  standard  iniettato  per  la
calibrazione (ml). 
  Riportando in grafico il recupero % di un determinato  composto  in
funzione sia del volume campionato che della  lunghezza  del  carbone
utilizzato si ricava una stima del Volume di sicurezza (SSV). 
 
3. Metodo di riferimento per la determinazione della  formaldeide  in
aria ambiente 
  La formaldeide non puo' essere  misurata  con  le  stesse  tecniche
analitiche degli altri COV. 
Principio del metodo 
  Ai fini del presente decreto per la misura della  formaldeide  deve
essere utilizzato il seguente metodo: 
    campionamento dell'aria su cartuccia di gel di  silice  ricoperta
con 2,4-dinitrofenilidrazina acidificata (DNPH); 
    analisi mediante HPLC con rivelazione UV; 
    identificazione e quantificazione alla lunghezza d'onda di 360 nm
attraverso il fenilidrazone corrispondente. 
  Il metodo di campionamento fornisce valori di concentrazione  della
formaldeide mediati su periodi compresi tra 1 e 24 h. 
3.1. Interferenze dovute alla presenza di ozono 
  L'ozono  ad  alte  concentrazioni  interferisce  negativamente  per
reazione con la DNPH e l'idrazone formato. Il livello di interferenza
dipende dalle concentrazioni dell'ozono e della formaldeide  e  dalle
loro variazioni durante il periodo di campionamento. 
  L'esposizione diretta della cartuccia di DNPH campionata alla  luce
solare puo' produrre artefatti; pertanto, essa deve  essere  protetta
dalla luce diretta rivestendola con carta di alluminio. 
  L'interferenza dell'ozono durante la  fase  di  campionamento  deve
essere eliminata facendo passare l'aria da analizzare  attraverso  un
dispositivo in grado  di  rimuovere  l'ozono,  indicato  come  «ozono
scrubber». 
3.2. Metodo di campionamento 
  Per il campionamento della  formaldeide  devono  essere  utilizzate
cartucce di gel  di  silice  ricoperte  di  2,4  dinitrofenilidrazina
(1,4-DNPH) e dei seguenti materiali e strumentazione: 
    pompa di campionamento il cui flusso non deve essere inferiore di
2 L/min, tenendo conto che la caduta di pressione nella cartuccia  di
campionamento e' dell'ordine di 19 kPa con un flusso di 1,5L/min;  la
pompa deve essere equipaggiata di regolatore di portata; 
    contatore volumetrico per gas a secco; 
    ozono-scrubber costituto da un denuder anulare ricoperto  di  una
soluzione satura di KI. 
  I denuders anulari sono costituiti da due tubi di  vetro  coassiali
lunghi circa 10 cm e con diametri dell'anello  di  10  e  13  mm.  Il
ricoprimento  del  denuder  deve  essere  eseguito  introducendo  una
soluzione satura di KI nell'intercapedine  anulare  per  bagnarne  le
pareti. L'eccesso di KI deve essere  scaricato  e  le  pareti  devono
essere asciugate  mediante  un  flusso  di  azoto  puro.  Un  denuder
ricoperto  di  KI   delle   dimensioni   sopra   riportate   presenta
un'efficienza per l'ozono vicina all'unita' (E > 99,9%)  con  portate
di aria di 1 L/min. La sua capacita' operativa fino a quando E scende
a 95% e' pari a 250 µg di  ozono  (2000  ppb/h).  In  alternativa  e'
possibile  utilizzare  come  ozono  scrubber  cartucce   commerciali,
contenenti KI granulare. 
  L'aria campione deve essere raccolta connettendo  l'ingresso  della
cartuccia ricoperta di DNPH con il denuder ricoperto con KI o con  la
cartuccia contenente KI granulare. L'uscita della cartuccia  di  DNPH
deve  essere  collegata  alla  pompa  di  aspirazione   dell'aria   e
quest'ultima a sua volta al contatore volumetrico di aria. 
3.3. Procedura di campionamento 
  Assemblare il sistema di campionamento e assicurarsi che  la  pompa
sia capace di garantire una  portata  di  aria  costante  durante  il
periodo di campionamento. Prima di  procedere  con  il  campionamento
assicurarsi che la linea di prelievo dell'aria non presenti  perdite.
Questa verifica viene effettuata occludendo  l'ingresso  dell'aria  a
monte dell'ozono scrubber e controllando che il contatore volumetrico
non indichi alcun passaggio di aria nella linea. 
  Installare la linea di campionamento nel  sito  di  monitoraggio  e
verificare che il flusso di aria sia vicino a quello programmato.  Il
flusso di aria puo' variare da 0,5 a 1,2 L/min e  generalmente  viene
regolato a 1 L/min. Le moli totali di formaldeide nel volume di  aria
campionata non devono eccedere quelle di DNPH nella cartuccia  (2  mg
oppure 0,01 millimoli/cartuccia). In generale una stima  conservativa
del volume del campione puo' essere  approssimativamente  quella  del
50% della capacita' di saturazione della DNPH. 
  Terminato il campionamento, rimuovere  la  cartuccia  di  DNPH  dal
sistema e chiuderla da entrambi i lati  con  appositi  tappi,  quindi
riporla in un contenitore di vetro etichettato che  va  mantenuto  in
ambiente refrigerato. 
  Il periodo di conservazione del campione  in  ambiente  refrigerato
prima dell'analisi di laboratorio non puo' eccedere i 30 giorni. 
3.4. Procedure di estrazione 
  Rimuovere la cartuccia campionata dal contenitore; iniettare  nella
cartuccia mediante siringa 3 mL di CH3 CN ad un flusso non  superiore
a  1,5  ml/min  in  direzione  inversa  a  quella  di  campionamento.
All'eluato vanno aggiunti 2 ml di acqua  per  ottenere  una  migliore
prestazione cromatografica. 
3.5. Analisi mediante HPLC 
  L'analisi del campione deve essere effettuata utilizzando un'unita'
base  HPLC  costituita  da  una  pompa  isocratica,  una  valvola  di
iniezione dotata di loop da 20 µL, una colonna cromatografica in fase
inversa tipo ODS (5µ m, 250 x 4,6 mm), un rivelatore ad  assorbimento
UV   regolato   alla   lunghezza   d'onda   di   360    nm    e    un
processore-integratore di dati cromatografici. 
  Prima di ciascun'analisi  verificare  che  la  linea  di  base  del
rivelatore non presenti deriva. 
  Preparare   la   fase   mobile,   costituita   da    una    miscela
acetonitrile-acqua (60:40). 
  Caricare il serbatoio dell'HPLC con la miscela eluente  e  regolare
il flusso della pompa peristaltica ad 1.0 ml/min. 
  Caricare l'iniettore con 100 µl di soluzione campione mediante  una
siringa per HPLC. Azionare  la  valvola  dell'iniettore  in  modo  da
introdurre il contenuto del loop (20 µL) nella colonna  separativa  e
procedere con l'analisi cromatografica. 
  Procedere all'identificazione e quantificazione dell'idrazone della
formaldeide. 
  Se la concentrazione dell'analita eccede il range di linearita' del
rivelatore, il campione deve essere  opportunamente  diluito  con  la
fase mobile. 
3.6. Calcolo delle concentrazioni 
  La concentrazione della formaldeide nel campione di aria,  espresso
in µg/m³ e' dato da 
    C = [H (p)·v·k (c - c0 ) / H (s)·V] 
    Dove: 
      C = concentrazione  della  formaldeide  nel  campione  di  aria
(µg/m³), 
      c  =  concentrazione  dell'idrazone  della  formaldeide   nello
standard (µg/ml), 
c0 = concentrazione  dell'idrazone  della  formaldeide  nel  «bianco»
(cartuccia non esposta), 
      H (s) = altezza/area del picco della formaldeide nello standard
(unita'), 
      H (p) = altezza/area del picco della formaldeide  nel  campione
(unita'), 
      k = fattore di conversione  da  idrazine  della  formaldeide  a
formaldeide (= 0.143), 
      V = volume di aria campionata (m³), 
      v = volume della soluzione iniettata (ml). 
    N.B. La concentrazione c0 del  bianco  va  determinata  per  ogni
lotto di cartucce ricoperte di DNPH utilizzate. 
3.7. Calibrazione dell'HPLC 
  Preparare una soluzione stock di calibrazione sciogliendo 10 mg  di
2,4 dinitrofenilidrazone della formaldeide in 100 ml di acetonitrile. 
  Da questa soluzione si prelevano 4 standard  di  calibrazione  alle
concentrazioni di interesse (0.25, 0.50, 1.0 e 2.0 µg/ml)  attraverso
opportuna diluizione con la miscela eluente. 
  Analizzare ciascuno standard di calibrazione tre volte  e  tabulare
l'area di risposta strumentale in funzione della concentrazione. 
  Costruire la curva di calibrazione. La risposta e'  lineare  quando
si ottiene un coefficiente di correlazione di almeno 0,99. 
  Eseguire quotidianamente il controllo della risposta del rivelatore
iniettando  una  soluzione  standard  avente  concentrazione  pari  o
superiore a 10 volte il limite di rivelabilita'  strumentale  (es.  1
µg/ml). 
  La risposta ottenuta non deve scostarsi piu'  del  10%  dal  valore
medio registrato con soluzioni di uguale concentrazione. 
  Se si osserva una variabilita' maggiore e'  necessario  ripetere  i
test di calibrazione oppure eseguire una nuova curva di  calibrazione
utilizzando soluzioni standard preparate di fresco.)) 
                            Appendice XI 
 
    ((APPENDICE SOPPRESSA DAL D.LGS. 24 DICEMBRE 2012 , N. 250)) 
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