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Numero Atti:61747
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 24 maggio 2019 Ultima Modifica: 27 maggio 2019
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Dettaglio atto

Legge 19 febbraio 2004 , n. 40

Norme in materia di procreazione medicalmente assistita.

(G.U. Serie Generale , n. 45 del 24 febbraio 2004)

									CAPO I*PRINCIPI GENERALI*
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1. (Finalita'). 1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilita' o dalla infertilita' umana e' consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalita' previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. ((5)) 2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilita' o infertilita'. ((5)) ------------- AGGIORNAMENTO (5) La Corte Costituzionale, con sentenza 14 maggio - 5 giugno 2015, n. 96 (in G.U. 1ª s.s. 10/6/2015, n. 23), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravita' di cui all'art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternita' e sull'interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche".
                               Art. 2. 
        (Interventi contro la sterilita' e la infertilita'). 
1. Il Ministro della salute,  sentito  il  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita' e della  ricerca,  puo'  promuovere  ricerche  sulle
cause patologiche, psicologiche, ambientali e  sociali  dei  fenomeni
della sterilita' e  della  infertilita'  e  favorire  gli  interventi
necessari  per  rimuoverle  nonche'  per  ridurne  l'incidenza,  puo'
incentivare   gli   studi   e   le   ricerche   sulle   tecniche   di
crioconservazione dei gameti e puo' altresi' promuovere  campagne  di
informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilita'  e  della
infertilita'. 
2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa massima
di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004. 
3. All'onere  derivante  dall'attuazione  del  comma  2  si  provvede
mediante corrispondente riduzione  dello  stanziamento  iscritto,  ai
fini  del  bilancio  triennale  2004-2006,  nell'ambito   dell'unita'
previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"  dello  stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno
2004, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo
al Ministero della salute. Il Ministro dell'economia e delle  finanze
e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti
variazioni di bilancio. 
                               Art. 3.
            (Modifica alla legge 29 luglio 1975, n. 405).
1. Al primo comma dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405,
sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere:
"d-bis)  l'informazione  e  l'assistenza  riguardo  ai problemi della
sterilita'  e  della  infertilita'  umana,  nonche'  alle tecniche di
procreazione medicalmente assistita;
d-ter)  l'informazione sulle procedure per l'adozione e l'affidamento
familiare".
2.  Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
									CAPO II*ACCESSO ALLE TECNICHE*
Art. 4. (Accesso alle tecniche). 1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita' da causa accertata e certificata da atto medico. ((5)) 2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi: a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu' gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasivita'; b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6. 3. E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. (4) ------------- AGGIORNAMENTO (4) La Corte Costituzionale, con sentenza 9 aprile - 10 giugno 2014, n. 162 (in G.U. 1ª s.s. 18/06/2014, n. 26) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente articolo, comma 3, "nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all'art. 5, comma 1, della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilita' o infertilita' assolute ed irreversibili". ------------- AGGIORNAMENTO (5) La Corte Costituzionale, con sentenza 14 maggio - 5 giugno 2015, n. 96 (in G.U. 1ª s.s. 10/6/2015, n. 23), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravita' di cui all'art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternita' e sull'interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche".
                               Art. 5.
                       (Requisiti soggettivi).
1.  Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono
accedere  alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie
di  maggiorenni  di  sesso  diverso,  coniugate o conviventi, in eta'
potenzialmente fertile, entrambi viventi.
                               Art. 6.
                        (Consenso informato).
1.  Per  le  finalita'  indicate dal comma 3, prima del ricorso ed in
ogni fase di applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente
assistita  il medico informa in maniera dettagliata i soggetti di cui
all'articolo  5  sui  metodi,  sui  problemi bioetici e sui possibili
effetti    collaterali    sanitari    e    psicologici    conseguenti
all'applicazione   delle   tecniche  stesse,  sulle  probabilita'  di
successo  e sui rischi dalle stesse derivanti, nonche' sulle relative
conseguenze  giuridiche  per la donna, per l'uomo e per il nascituro.
Alla  coppia  deve  essere prospettata la possibilita' di ricorrere a
procedure  di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio
1983,  n.  184,  e  successive  modificazioni,  come alternativa alla
procreazione  medicalmente  assistita.  Le  informazioni  di  cui  al
presente  comma  e  quelle  concernenti il grado di invasivita' delle
tecniche  nei confronti della donna e dell'uomo devono essere fornite
per  ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da garantire il
formarsi di una volonta' consapevole e consapevolmente espressa.
2.  Alla  coppia  devono  essere  prospettati  con  chiarezza i costi
economici  dell'intera  procedura  qualora  si  tratti  di  strutture
private autorizzate.
3.  La  volonta'  di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di
procreazione   medicalmente   assistita   e'  espressa  per  iscritto
congiuntamente   al  medico  responsabile  della  struttura,  secondo
modalita'  definite  con decreto dei Ministri della giustizia e della
salute,  adottato  ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto  1988,  n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della   presente  legge.  Tra  la  manifestazione  della  volonta'  e
l'applicazione   della  tecnica  deve  intercorrere  un  termine  non
inferiore  a  sette  giorni.  La  volonta'  puo'  essere  revocata da
ciascuno  dei  soggetti  indicati  dal presente comma fino al momento
della fecondazione dell'ovulo.
4.  Fatti  salvi i requisiti previsti dalla presente legge, il medico
responsabile  della  struttura  puo'  decidere  di non procedere alla
procreazione  medicalmente  assistita,  esclusivamente  per motivi di
ordine  medico-sanitario.  In  tale  caso  deve  fornire  alla coppia
motivazione scritta di tale decisione.
5.   Ai   richiedenti,  al  momento  di  accedere  alle  tecniche  di
procreazione  medicalmente  assistita,  devono essere esplicitate con
chiarezza  e mediante sottoscrizione le conseguenze giuridiche di cui
all'articolo 8 e all'articolo 9 della presente legge.
                               Art. 7.
                           (Linee guida).
1.  Il  Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di
sanita',   e  previo  parere  del  Consiglio  superiore  di  sanita',
definisce,  con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  della presente legge, linee guida contenenti
l'indicazione  delle  procedure  e  delle  tecniche  di  procreazione
medicalmente assistita.
2.  Le  linee  guida  di  cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le
strutture autorizzate.
3.  Le  linee  guida  sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre
anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime
procedure di cui al comma 1.
									CAPO III*DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA TUTELA DEL NASCITURO*
Art. 8. (Stato giuridico del nato). 1. I nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli ((nati nel matrimonio)) o di figli riconosciuti della coppia che ha espresso la volonta' di ricorrere alle tecniche medesime ai sensi dell'articolo 6.
                               Art. 9. 
(Divieto del disconoscimento della paternita' e dell'anonimato  della
                               madre). 
1.  Qualora  si  ricorra  a  tecniche  di  procreazione  medicalmente
assistita  di  tipo  eterologo  in  violazione  del  divieto  di  cui
all'articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il  cui  consenso
e' ricavabile da atti concludenti non  puo'  esercitare  l'azione  di
disconoscimento della paternita' nei casi previsti dall'articolo 235,
primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile, ne' l'impugnazione di
cui all'articolo 263 dello stesso codice. ((5)) 
2. La madre del nato  a  seguito  dell'applicazione  di  tecniche  di
procreazione medicalmente assistita non puo' dichiarare  la  volonta'
di non essere nominata, ai  sensi  dell'articolo  30,  comma  1,  del
regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  3
novembre 2000, n. 396. 
3.  In  caso  di  applicazione  di  tecniche  di  tipo  eterologo  in
violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3, il donatore di
gameti non acquisisce alcuna relazione  giuridica  parentale  con  il
nato e non puo' far valere  nei  suoi  confronti  alcun  diritto  ne'
essere titolare di obblighi. ((5)) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (5) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9 aprile - 10 giugno 2014, n.
162  (in  G.U.   1a   s.s.   18/06/2014,   n.   26)   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale del presente articolo, commi 1  e  3,
"limitatamente  alle  parole  «in  violazione  del  divieto  di   cui
all'articolo 4, comma 3»". 
									CAPO IV*REGOLAMENTAZIONE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATE*ALL'APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE*MEDICALMENTE ASSISTITA*
Art. 10. (Strutture autorizzate). 1. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e iscritte al registro di cui all'articolo 11. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono con proprio atto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge: a) i requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture; b) le caratteristiche del personale delle strutture; c) i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse; d) i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture.
                              Art. 11.
                             (Registro).
1.  E'  istituito,  con  decreto  del  Ministro  della salute, presso
l'Istituto   superiore   di  sanita',  il  registro  nazionale  delle
strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione
medicalmente  assistita,  degli embrioni formati e dei nati a seguito
dell'applicazione delle tecniche medesime.
2. L'iscrizione al registro di cui al comma 1 e' obbligatoria.
3.   L'Istituto   superiore  di  sanita'  raccoglie  e  diffonde,  in
collaborazione  con  gli  osservatori  epidemiologici  regionali,  le
informazioni  necessarie  al  fine  di consentire la trasparenza e la
pubblicita'  delle  tecniche  di  procreazione medicalmente assistita
adottate e dei risultati conseguiti.
4.   L'Istituto   superiore  di  sanita'  raccoglie  le  istanze,  le
informazioni, i suggerimenti, le proposte delle societa' scientifiche
e degli utenti riguardanti la procreazione medicalmente assistita.
5.  Le  strutture  di  cui al presente articolo sono tenute a fornire
agli osservatori epidemiologici regionali e all'Istituto superiore di
sanita'  i  dati necessari per le finalita' indicate dall'articolo 15
nonche'  ogni  altra  informazione  necessaria allo svolgimento delle
funzioni  di  controllo  e  di  ispezione  da  parte  delle autorita'
competenti.
6.   All'onere   derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo,
determinato   nella  misura  massima  di  154.937  euro  a  decorrere
dall'anno  2004,  si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2004-2006,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale"  dello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  per  l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento  relativo  al  Ministero  della  salute. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
									CAPO V*DIVIETI E SANZIONI*
Art. 12. (Divieti generali e sanzioni). 1. Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 3, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro. ((5)) 2. Chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell'articolo 5, applica tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro. 3. Per l'accertamento dei requisiti di cui al comma 2 il medico si avvale di una dichiarazione sottoscritta dai soggetti richiedenti. In caso di dichiarazioni mendaci si applica l'articolo 76, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 4. Chiunque applica tecniche di procreazione medicalmente assistita senza avere raccolto il consenso secondo le modalita' di cui all'articolo 6 e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro. 5. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in strutture diverse da quelle di cui all'articolo 10 e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a 300.000 euro. 6. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternita' e' punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. 7. Chiunque realizza un processo volto ad ottenere un essere umano discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto, e' punito con la reclusione da dieci a venti anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il medico e' punito, altresi', con l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione. 8. Non sono punibili l'uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2, 4 e 5. 9. E' disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 7. 10. L'autorizzazione concessa ai sensi dell'articolo 10 alla struttura al cui interno e' eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del presente articolo e' sospesa per un anno. Nell'ipotesi di piu' violazioni dei divieti di cui al presente articolo o di recidiva l'autorizzazione puo' essere revocata. --------------- AGGIORNAMENTO (5) La Corte Costituzionale, con sentenza 9 aprile - 10 giugno 2014, n. 162 (in G.U. 1a s.s. 18/06/2014, n. 26) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente articolo, comma 1, "nei limiti di cui in motivazione".
									CAPO VI*MISURE DI TUTELA DELL'EMBRIONE*
Art. 13. (Sperimentazione sugli embrioni umani). 1. E' vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano. 2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano e' consentita a condizione che si perseguano finalita' esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative. 3. Sono, comunque, vietati: a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge; b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalita' diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo; ((6)) c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca; d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere. 4. La violazione dei divieti di cui al comma 1 e' punita con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro. In caso di violazione di uno dei divieti di cui al comma 3 la pena e' aumentata. Le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste dal comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste. ((6)) 5. E' disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo. --------------- AGGIORNAMENTO (6) La Corte Costituzionale, con sentenza 21 ottobre - 11 novembre 2015, n. 229 (in G.U. 1ª s.s. 18/11/2015, n. 46), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 13, commi 3, lettera b), e 4 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui contempla come ipotesi di reato la condotta di selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata ad evitare l'impianto nell'utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravita' di cui all'art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela della maternita' e sulla interruzione della gravidanza) e accertate da apposite strutture pubbliche".
                               Art. 14 
       (Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni) 
 
  1. E' vietata la crioconservazione e la soppressione  di  embrioni,
fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194. 
  2.  Le  tecniche  di  produzione  degli  embrioni,   tenuto   conto
dell'evoluzione   tecnico-scientifica   e    di    quanto    previsto
dall'articolo 7, comma 3, non devono creare  un  numero  di  embrioni
superiore  a  quello  strettamente   necessario   ad   un   unico   e
contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre. ((1)) 
  3. Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni  non  risulti
possibile per grave e documentata causa di  forza  maggiore  relativa
allo stato di salute della donna non  prevedibile  al  momento  della
fecondazione e' consentita la crioconservazione degli embrioni stessi
fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile. 
((1)) 
  4. Ai fini della presente  legge  sulla  procreazione  medicalmente
assistita e' vietata la riduzione embrionaria di gravidanze  plurime,
salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194. 
  5. I soggetti di cui all'articolo 5 sono informati sul numero e, su
loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni  prodotti  e  da
trasferire nell'utero. 
  6. La violazione di uno dei divieti e  degli  obblighi  di  cui  ai
commi precedenti e' punita con la reclusione fino a tre anni e con la
multa da 50.000 a 150.000 euro. 
  7. E' disposta  la  sospensione  fino  ad  un  anno  dall'esercizio
professionale nei confronti dell'esercente una professione  sanitaria
condannato per uno dei reati di cui al presente articolo. 
  8.  E'  consentita  la  crioconservazione  dei  gameti  maschile  e
femminile, previo consenso informato e scritto. 
  9. La violazione delle disposizioni di cui al comma 8 e' punita con
la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 1 aprile-8  maggio  2009,  n.
151 (in G.U. 1a s.s. 13/5/2009, n. 19) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale del comma 2 del presente articolo "limitatamente  alle
parole "ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non  superiore
a tre"". 
Ha inoltre dichiarato l'illegittimita' costituzionale del comma 3 del
presente  articolo  "nella  parte  in  cui   non   prevede   che   il
trasferimento degli embrioni, da  realizzare  non  appena  possibile,
come stabilisce tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio
della salute della donna". 
									CAPO VII*DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE*
Art. 15. (Relazione al Parlamento). 1. L'Istituto superiore di sanita' predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell'articolo 11, comma 5, sull'attivita' delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati. ((2)) 2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull'attuazione della presente legge. ------------ AGGIORNAMENTO (2) Il D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 1, comma 1), in relazione al comma 1, del presente articolo, che "E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011". Ha inoltre disposto (con l'art. 2, comma 1-quinquies) che il termine di cui al comma 1 del presente articolo e' prorogato al 30 aprile 2011.
                              Art. 16.
                      (Obiezione di coscienza).
1.  Il  personale  sanitario  ed  esercente  le  attivita'  sanitarie
ausiliarie  non  e'  tenuto  a  prendere  parte  alle  procedure  per
l'applicazione  delle tecniche di procreazione medicalmente assistita
disciplinate   dalla  presente  legge  quando  sollevi  obiezione  di
coscienza    con    preventiva    dichiarazione.   La   dichiarazione
dell'obiettore  deve  essere  comunicata entro tre mesi dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge al direttore dell'azienda
unita'  sanitaria  locale  o  dell'azienda  ospedaliera,  nel caso di
personale  dipendente,  al direttore sanitario, nel caso di personale
dipendente da strutture private autorizzate o accreditate.
2. L'obiezione puo' essere sempre revocata o venire proposta anche al
di  fuori  dei  termini  di  cui  al  comma  1,  ma  in  tale caso la
dichiarazione  produce  effetto  dopo un mese dalla sua presentazione
agli organismi di cui al comma 1.
3.  L'obiezione  di  coscienza  esonera  il  personale  sanitario  ed
esercente  le  attivita'  sanitarie  ausiliarie  dal compimento delle
procedure   e  delle  attivita'  specificatamente  e  necessariamente
dirette  a  determinare  l'intervento  di  procreazione  medicalmente
assistita   e   non   dall'assistenza   antecedente   e   conseguente
l'intervento.
                              Art. 17.
                     (Disposizioni transitorie).
1.  Le  strutture  e i centri iscritti nell'elenco predisposto presso
l'Istituto  superiore di sanita' ai sensi dell'ordinanza del Ministro
della  sanita'  del 5 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n.  55 del 7 marzo 1997, sono autorizzati ad applicare le tecniche di
procreazione  medicalmente assistita, nel rispetto delle disposizioni
della  presente  legge,  fino  al  nono  mese successivo alla data di
entrata in vigore della presente legge.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  le  strutture  e  i  centri  di cui al comma 1 trasmettono al
Ministero  della  salute  un elenco contenente l'indicazione numerica
degli  embrioni  prodotti  a seguito dell'applicazione di tecniche di
procreazione medicalmente assistita nel periodo precedente la data di
entrata  in  vigore della presente legge, nonche', nel rispetto delle
vigenti   disposizioni  sulla  tutela  della  riservatezza  dei  dati
personali, l'indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso
alle  tecniche  medesime a seguito delle quali sono stati formati gli
embrioni.  La  violazione  della  disposizione  del presente comma e'
punita  con  la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 50.000
euro.
3.  Entro  tre  mesi  dalla  data di entrata in vigore della presente
legge  il  Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore
di  sanita', definisce, con proprio decreto, le modalita' e i termini
di conservazione degli embrioni di cui al comma 2.
                              Art. 18.
               (Fondo per le tecniche di procreazione
                      medicalmente assistita).
1.  Al  fine  di  favorire  l'accesso  alle  tecniche di procreazione
medicalmente  assistita  da parte dei soggetti di cui all'articolo 5,
presso  il  Ministero  della  salute  e'  istituito  il  Fondo per le
tecniche   di   procreazione  medicalmente  assistita.  Il  Fondo  e'
ripartito  tra  le  regioni  e  le  province  autonome di Trento e di
Bolzano  sulla  base  di criteri determinati con decreto del Ministro
della  salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in  vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per
i  rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano.
2.  Per  la  dotazione  del Fondo di cui al comma 1 e' autorizzata la
spesa di 6,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2004.
3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  articolo si
provvede   mediante   corrispondente   riduzione  dello  stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2004-2006, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo  al  Ministero  medesimo.  Il Ministro dell'economia e delle
finanze   e'   autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 19 febbraio 2004
                               CIAMPI
                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Castelli
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