vai al Contenuto

Portale Norme & Concorsi Salute

Numero Atti:60828
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 19 gennaio 2019 Ultima Modifica: 22 gennaio 2019
servizio rss

Dettaglio atto

Decreto legislativo 02 febbraio 2001 , n. 31

Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano

(G.U. Serie Generale , n. 52 del 03 marzo 2001)

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

   Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
   Vista  la  direttiva  98/83/CE  del Consiglio, del 3 novembre 1998
concernente la qualita' delle acque destinate al consumo umano;
   Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante "Disposizioni per
l'adempimento  di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza dell'Italia
alle  Comunita'  europee" (legge comunitaria 1999), e in particolare,
gli articoli 1 e 2 e l'allegato A;
   Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988,
n. 236;
   Visto  il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive
modifiche;
   Vista  la  deliberazione  preliminare  del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 26 gennaio 2001;
   Sentita  la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, unificata, per le
materie  ed  i  compiti  di  interesse  comune  delle  regioni, delle
province  e dei comuni, con la Conferenza Stato - citta' ed autonomie
locali;
   Vista  la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 febbraio 2001;
   Sulla  proposta  del  Ministro  per le politiche comunitarie e del
Ministro  della  sanita',  di  concerto  con  i Ministri degli affari
esteri,   della   giustizia,   del   tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica,  dei  lavori pubblici, dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato  e  del  commercio con l'estero, delle
politiche  agricole  e  forestali,  dell'ambiente  e  per  gli affari
regionali;

                                EMANA
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                             (Finalita')

1.  Il  presente decreto disciplina la qualita' delle acque destinate
al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti
negativi derivanti dalla  contaminazione delle acque, garantendone la
                      salubrita' e la pulizia.
                               Art. 2
                             Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) "acque destinate al consumo umano":
   1)  le  acque  trattate o non trattate, destinate ad uso potabile,
   per  la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici,
   a  prescindere  dalla loro origine, siano esse fornite tramite una
   rete  di  distribuzione,  mediante  cisterne,  in  bottiglie  o in
   contenitori;
   2)   le   acque   utilizzate   in  un'impresa  alimentare  per  la
   fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l'immissione sul
   mercato  di  prodotti  o  di  sostanze destinate al consumo umano,
   escluse  quelle,  individuate  ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
   lettera  e),  la  cui  qualita'  non  puo' avere conseguenze sulla
   salubrita' del prodotto alimentare finale;
b) "impianto  di distribuzione domestico": le conduttore, i raccordi,
   le   apparecchiature   installati   tra  i  rubinetti  normalmente
   utilizzati  per l'erogazione dell'acqua destinata al consumo umano
   e  la rete di distribuzione esterna. La delimitazione tra impianto
   di  distribuzione  domestico  e  rete di distribuzione esterna, di
   seguito denominata punto di consegna, e' costituita dal contatore,
   salva diversa indicazione del contratto di somministrazione;
c) "gestore":  il  gestore  del servizio idrico integrato, cosi' come
   definito  dall'articolo  2,  comma  1,  lettera o-bis) del decreto
   legislativo  11  maggio  1999,  n. 152, e successive modifiche ((,
   nonche' chiunque fornisca acqua a terzi attraverso impianti idrici
   autonomi o cisterne, fisse o mobili;));
d) "autorita'  d'ambito":  la  forma  di  cooperazione  tra  comuni e
   province  ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge 5 gennaio
   1994,  n.  36, e, fino alla piena operativita' del servizio idrico
   integrato, l'amministrazione pubblica titolare del servizio".
                               Art. 3.
                             (Esenzioni)

   1. La presente normativa non si applica:
   a) alle acque minerali naturali e medicinali riconosciute;
   b) alle acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali la
qualita'  delle  stesse  non  ha ripercussioni, dirette od indirette,
sulla salute dei consumatori interessati, individuate con decreto del
Ministro  della  sanita',  di concerto i Ministri dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato,  dell'ambiente, dei lavori pubblici e
delle politiche agricole e forestali.
                               Art. 4.
                         (Obblighi generali)

   1.  Le  acque  destinate  al consumo umano devono essere salubri e
pulite.
   2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano:
   a) non devono contenere microrganismi e parassiti, ne' altre
sostanze,  in  quantita'  o  concentrazioni  tali da rappresentare un
potenziale pericolo per la salute umana;
   b)  fatto  salvo  quanto  previsto  dagli articoli 13 e 16, devono
soddisfare  i  requisiti minimi di cui alle parti A e B dell'allegato
I;
   c)  devono  essere  conformi  a  quanto previsto nei provvedimenti
adottati ai sensi dell'articolo 14, comma 1.
   3. L'applicazione delle disposizioni del presente decreto non puo'
avere l'effetto di consentire un deterioramento del livello esistente
della  qualita'  delle acque destinate al consumo umano tale da avere
ripercussioni   sulla   tutela  della  salute  umana,  ne'  l'aumento
dell'inquinamento  delle  acque  destinate  alla  produzione di acqua
potabile.
                               Art. 5 
                 Punti di rispetto della conformita' 
 
  1. I valori di parametro  fissati  nell'allegato  I  devono  essere
rispettati nei seguenti punti: 
a) per le acque fornite attraverso una  rete  di  distribuzione,  nel
   punto di  consegna  ovvero,  ove  sconsigliabile  per  difficolta'
   tecniche o pericolo di inquinamento  del  campione,  in  un  punto
   prossimo della rete di distribuzione rappresentativo e  nel  punto
   in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il  consumo
   umano; 
b) per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui fuoriescono
   dalla cisterna; 
((c) per le acque  confezionate  in  bottiglie  o  contenitori,  rese
   disponibili  per  il  consumo  umano,  nel  punto  in   cui   sono
   imbottigliate o introdotte nei contenitori)); 
d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui
   sono utilizzate nell'impresa. 
  2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, lettera a), si considera che  il
gestore abbia adempiuto agli obblighi  di  cui  al  presente  decreto
quando i valori di parametro fissati nell'allegato I sono  rispettati
nel punto di consegna, indicato all'articolo 2, comma 1, lettera  b).
Per gli edifici e le strutture in cui l'acqua e' fornita al pubblico,
il titolare ed il responsabile della gestione dell'edificio  o  della
struttura  devono  assicurare  che  i  valori  di  parametro  fissati
nell'allegato 1, rispettati nel punto di  consegna,  siano  mantenuti
nel punto in cui l'acqua fuoriesce dal rubinetto. 
  3. Fermo restando quanto stabilito al comma 2, qualora sussista  il
rischio che le acque di cui al comma 1, lettera a), pur  essendo  nel
punto  di  consegna  rispondenti  ai  valori  di  parametro   fissati
nell'allegato I, non siano  conformi  a  tali  valori  al  rubinetto,
l'azienda sanitaria locale  dispone  che  il  gestore  adotti  misure
appropriate per eliminare il rischio che le acque  non  rispettino  i
valori  di  parametro  dopo  la  fornitura.   L'autorita'   sanitaria
competente  ed  il  gestore,  ciascuno  per  quanto  di   competenza,
provvedono affinche'  i  consumatori  interessati  siano  debitamente
informati  e  consigliati  sugli  eventuali   provvedimenti   e   sui
comportamenti da adottare. 
                               Art. 6
                              Controlli

  1. I controlli interni ed esterni di cui agli articoli 7 e 8 intesi
a  garantire  che le acque destinate al consumo umano soddisfino, nei
punti  indicati  nell'articolo  5,  comma 1, i requisiti del presente
decreto, devono essere effettuati:
a) ai  punti  di  prelievo  delle acque superficiali e sotterranee da
   destinare al consumo umano;
b) agli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione;
c) alle reti di distribuzione;
d) agli  impianti  di  confezionamento  di  acqua  in  bottiglia o in
   contenitori;
e) sulle acque confezionate;
f) sulle acque utilizzate nelle imprese alimentari;
g) sulle acque fornite mediante cisterna, fissa o mobile.
  2.  Per  le  acque  destinate  al  consumo  umano  fornite mediante
cisterna  i  controlli  di  cui al comma 1 devono essere estesi anche
all'idoneita' del mezzo di trasporto.
  3.  Nei  casi  in  cui  la  disinfezione  rientra  nel  processo di
preparazione  o  di  distribuzione  delle  acque destinate al consumo
umano,  i  controlli  di  cui al comma 1 verificano l'efficacia della
disinfezione  e  accertano  che  la  contaminazione  da  presenza  di
sottoprodotti  di  disinfezione  sia  mantenuta al livello piu' basso
possibile senza compromettere la disinfezione stessa.
  4.  In  sede di controllo debbono essere utilizzate, per le analisi
dei  parametri  dell'allegato I, le specifiche indicate dall'allegato
III.
  5.  I  laboratori  di  analisi  di  cui  agli articoli 7 e 8 devono
seguire  procedure  di  controllo analitico della qualita' sottoposte
periodicamente   al   controllo   del  Ministero  della  sanita',  in
collaborazione  con  l'istituto superiore di sanita'. Il controllo e'
svolto nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
  ((5-bis.  Il  giudizio di idoneita' dell'acqua destinata al consumo
umano spetta all'azienda U.S.L. territorialmente competente.))
                               Art. 7
                          Controlli interni

  ((1. Sono controlli interni i controlli che il gestore e' tenuto ad
effettuare  per  la  verifica della qualita' dell'acqua, destinata al
consumo umano.
  2. I punti di prelievo e la frequenza dei controlli interni possono
essere concordati con l'azienda unita' sanitaria locale.
  3.  Per  l'effettuazione  dei  controlli  il  gestore  si avvale di
laboratori  di  analisi  interni, ovvero stipula apposita convenzione
con altri gestori di servizi idrici.))
  4.  I  risultati  dei  controlli  devono  essere  conservati per un
periodo  di almeno cinque anni per l'eventuale consultazione da parte
dell'amministrazione che effettua i controlli esterni.
  5.  I  controlli  di  cui  al  presente articolo non possono essere
effettuati dai laboratori di analisi di cui all'articolo 8, comma 7.
                               Art. 8
                          Controlli esterni

  1.  I  controlli  esterni  sono  quelli  svolti dall'azienda unita'
locale  territorialmente  competente,  per  verificare  che  le acque
destinate  al  consumo  umano  soddisfino  i  requisiti  del presente
decreto, sulla base di programmi elaborati secondo i criteri generali
dettati  dalle  regioni  in ordine all'ispezione degli impianti, alla
fissazione dei punti di prelievo dei campioni da analizzare, anche un
riferimento   agli   impianti  di  distribuzione  domestici,  e  alle
frequenze  dei  campionamenti,  intesi  a  garantire la significativa
rappresentativita'  della  qualita'  delle  acque distribuite durante
l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II.
  2.  Per quanto concerne i controlli di cui all'articolo 6, comma 1,
lettera   a)  l'azienda  unita'  sanitaria  locale  tiene  conto  dei
risultati  del  rilevamento  dello stato di qualita' dei corpi idrici
((.  .  .))  di cui all'articolo 43 del decreto legislativo 11 maggio
1999,  n.  152,  e successive modificazioni, e, in particolare per le
acque  superficiali  destinate alla produzione di acqua potabile, dei
risultati della classificazione e del monitoraggio effettuati secondo
le  modalita' previste nell'allegato 2, sezione A, del citato decreto
legislativo n. 152 del 1999.
  3.   L'azienda   unita'   sanitaria  locale  assicura  una  ricerca
supplementare,  caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi per
i   quali  non  sono  stati  fissati  valori  di  parametro  a  norma
dell'allegato  I, qualora vi sia motivo di sospettarne la presenza in
quantita'  o  concentrazioni  tali  di  rappresentare  un  potenziale
pericolo  per la salute umana. La ricerca dei parametri supplementari
e'  effettuata  con  metodiche predisposte dall'Istituto superiore di
sanita'.
  4.  Ove gli impianti di acquedotto ricadano nell'area di competenza
territoriale  di piu' aziende unita' sanitarie locali la regione puo'
individuare  l'azienda alla quale attribuire la competenza in materia
di controlli.
  5.   Per   gli  acquedotti  interregionali  l'organo  sanitario  di
controllo e' individuato d'intesa fra le regioni interessate.
  6.  L'azienda  unita' sanitaria locale comunica i punti di prelievo
fissati  per  il  controllo,  le  frequenze  dei  campionamenti e gli
eventuali  aggiornamenti alla competente regione o provincia autonoma
ed  al  Ministero  della  sanita'  ((secondo  modalita'  proposte dal
Ministro  della  salute  e  sulle  quali  la Conferenza Stato-regioni
esprime  intesa)) entro il 31 dicembre 2001 e trasmette gli eventuali
aggiornamenti entro trenta giorni dalle variazioni apportate.
  7.  Per  le  attivita'  di  laboratorio le aziende unita' sanitarie
locali  si  avvalgono  delle  agenzie  regionali  per  la  protezione
dell'ambiente,   ai   sensi  dell'articolo  7-quinquies  del  decreto
legislativo  30  dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. I
risultati  delle  analisi  eseguite  sono  trasmessi mensilmente alle
competenti regioni o province autonome ed al Ministero della sanita',
secondo  le  modalita'  stabilite  rispettivamente  dalle  regioni  o
province autonome e dal Ministero della sanita'. ((1))
---------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.Lgs.  2 febbraio 2002, n. 27 ha disposto (con l'art. 1, comma
1,  lettera  k)) che al comma 7 del presente articolo dopo le parole:
"e successive modificazioni;" sono inserite le seguenti: "o di propri
laboratori secondo il rispettivo ordinamento."
                               Art. 9
           ((Assicurazione di)) qualita' del trattamento,
                 delle attrezzature e dei materiali

  1.  Nessuna  sostanza o materiale utilizzati per i nuovi impianti o
per  l'adeguamento  di  quelli  esistenti,  per  la preparazione o la
distribuzione  delle  acque  destinate  al consumo umano, o impurezze
associate  a tali sostanze o materiali, deve essere presente in acque
destinate  al  consumo  umano  in  concentrazioni  superiori a quelle
consentite  per il fine per cui sono impiegati e non debbono ridurre,
direttamente  o indirettamente, la tutela della salute umana prevista
dal presente decreto.
  2.  Con  decreto del Ministro della sanita', da emanare di concerto
con  i  Ministri  dell'industria,  del commercio e dell'artigianato e
dell'ambiente,  sono  adottate le prescrizioni tecniche necessarie ai
fini dell'osservanza di quanto disposto dal comma 1.
                               Art. 10
               (( (Provvedimenti e limitazioni d'uso).

  1. Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 13, 14 e 16, nel caso
in  cui  le  acque  destinate  al  consumo umano non corrispondono ai
valori  di  parametro  fissati  a  norma dell'allegato "I", l'azienda
unita'  sanitaria  locale interessata, comunica al gestore l'avvenuto
superamento e, effettuate le valutazioni del caso, propone al sindaco
l'adozione  degli  eventuali provvedimenti cautelativi a tutela della
salute pubblica, tenuto conto dell'entita' del superamento del valore
di  parametro  pertinente e dei potenziali rischi per la salute umana
nonche'   dei  rischi  che  potrebbero  derivare  da  un'interruzione
dell'approvvigionamento  o  da  una  limitazione  di  uso delle acque
erogate.
  2.   Il  gestore,  sentite  l'azienda  unita'  sanitaria  locale  e
l'Autorita'  d'ambito, individuate tempestivamente le cause della non
conformita',  attua  i  correttivi gestionali di competenza necessari
all'immediato ripristino della qualita' delle acque erogate.
  3.  La  procedura  di  cui al comma precedente deve essere posta in
atto  anche  in  presenza di sostanze o agenti biologici in quantita'
tali che possono determinare un rischio per la salute umana.
  4.  Il  sindaco,  l'azienda  unita'  sanitaria  locale, l'Autorita'
d'ambito   ed  il  gestore  informano  i  consumatori  in  ordine  ai
provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza.))
                               Art. 11
                         Competenze statali

  ((1.  E'  di  competenza  statale  la  determinazione  di  principi
fondamentali concernenti:))
a) le   modifiche   degli   allegati   I,  II  e  III,  in  relazione
   all'evoluzione   delle   conoscenze   tecnicoscientifiche   o   in
   esecuzione   di   disposizioni   adottate   in   materia  in  sede
   comunitaria;
b) la  fissazione  di  valori  per parametri aggiuntivi non riportati
   nell'allegato I qualora cio' sia necessario per tutelare la salute
   umana  in  una parte od in tutto il territorio nazionale; i valori
   fissati   devono,   al  minimo,  soddisfare  i  requisiti  di  cui
   all'articolo 4, comma 2, lettera a);
c) l'adozione   di   metodi  analitici  diversi  da  quelli  indicati
   nell'allegato   III,   punto   1,   previa   verifica,   da  parte
   dell'Istituto superiore di sanita', che i risultati ottenuti siano
   affidabili almeno quanto quelli ottenuti con i metodi specificati;
   di  tale  riconoscimento  deve  esserne data completa informazione
   alla Commissione europea;
d) l'adozione,   previa   predisposizione   da   parte  dell'Istituto
   superiore  di  sanita',  dei  metodi  analitici  di riferimento da
   utilizzare per i parametri elencati nell'allegato III, punti 2 ((.
   . .)), nel rispetto dei requisiti di cui allo stesso allegato;
e) l'individuazione  di acque utilizzate in imprese alimentari la cui
   qualita'  non puo' avere conseguenze sulla salubrita' del prodotto
   alimentare finale;
f) l'adozione   di  norme  tecniche  per  la  potabilizzazione  e  la
   disinfezione delle acque;
g) l'adozione  di  norme tecniche per la installazione degli impianti
   di   acquedotto,   nonche'  per  lo  scavo,  la  perforazione,  la
   trivellazione,  la  manutenzione,  la chiusura e la riapertura dei
   pozzi;
h) l'adozione  di  prescrizioni tecniche concernenti il settore delle
   acque  destinate  al  consumo umano confezionate in bottiglie o in
   contenitori  ((,  nonche'  per  il  confezionamento  di  acque per
   equipaggiamenti di emergenza;));
i) adozione  di  prescrizioni  tecniche  concernenti  l'impiego delle
   apparecchiature   tendenti   a   migliorare   le   caratteristiche
   dell'acqua  potabile  distribuita  sia in ambito domestico che nei
   pubblici esercizi;
l) L'adozione  di  prescrizioni  tecniche concernenti il trasporto di
   acqua destinata al consumo umano.
  2.  Le  funzioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), f),
h),  i)  l), sono esercitate dal Ministero della sanita', di concerta
con  il Ministero dell'ambiente, per quanto concerne le competenze di
cui  alle  lettere  a)  e b); sentiti i Ministeri dell'ambiente e dei
lavori pubblici per quanto concerne la competenza di cui alla lettera
f);  di  concerto  con il Ministero dei trasporti e della navigazione
per quanto concerne la competenza di cui alla lettera l). Le funzioni
di  cui  al  comma  1,  lettera g), sono esercitate dal Ministero dei
lavori  pubblici,  di  concerto  con  i  Ministeri  della  sanita'  e
dell'ambiente,  sentiti  i  Ministeri dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e delle politiche agricole e forestali.
  3.   Gli   oneri  economici  connessi  all'eventuale  attivita'  di
sostituzione   esercitata,  ai  sensi  dell'articolo  5  del  decreto
legislativo  31  marzo  1998, n. 112, in relazione alle funzioni e ai
compiti  spettanti  a  comma del presente decreto alle regioni e agli
enti locali, sono posti a carico dell'ente inadempiente.
                              Art. 12.
           (Competenze delle regioni o province autonome)

   1. Alle regioni e alle province autonome compete quanto segue:
   a)   previsione   di   misure   atte   a   rendere   possibile  un
approvvigionamento  idrico  di  emergenza  per fornire acqua potabile
rispondente  ai  requisiti previsti dall'allegato 1, per la quantita'
ed  il  periodo  minimi necessari a far fronte a contingenti esigenze
locali;
   b)  esercizio  dei  poteri  sostitutivi  in  casi di inerzia delle
autorita' locali competenti nell'adozione dei provvedimenti necessari
alla  tutela  della  salute umana nel settore dell'approvvigionamento
idrico-potabile;
   c)  concessione  delle  deroghe  ai  valori  di  parametro fissati
all'allegato  I  parte  B  o  fissati ai sensi dell'articolo 11,comma
1,1ettera b),e gli ulteriori adempimenti di cui all'articolo 13;
   d) adempimenti relativi all'inosservanza dei valori di parametro o
delle   specifiche   contenute  nell'allegato  1,  parte  C,  di  cui
all'articolo 14;
   e)  adempimenti  relativi  ai  casi  eccezionali  per  i  quali e'
necessaria particolare richiesta di proroga di cui all'articolo 16;
   f)  adozione  di  piani  di  intervento per il miglioramento della
qualita' delle acque destinate al consumo umano;
   g)  definizione  delle  competenze  delle aziende unita' sanitarie
locali.
                               Art. 13
                               Deroghe

  1. La regione o provincia autonoma puo' stabilire deroghe ai valori
di  parametro  fissati  nell'allegato  I, parte B, o fissati ai sensi
dell'articolo  11,  comma  1,  lettera  b),  entro  i  valori massimi
ammissibili  stabiliti  dal  Ministero  della  sanita' con decreto da
adottare  di concerto con il Ministero dell'ambiente, purche' nessuna
deroga  presenti potenziale pericolo per la salute umana e sempreche'
l'approvvigionamento  di acque destinate al consumo umano conformi ai
valori  di  parametro  non  possa  essere assicurato con nessun altro
mezzo congruo.
  2.  Il  valore  massimo ammissibile di cui al comma 1 e' fissato su
motivata  richiesta  della  regione  o  provincia autonoma, corredata
dalle seguenti informazioni:
a) motivi  della  richiesta di deroga con indicazione della causa del
   degrado della risorsa idrica;
b) i  parametri  interessati,  i  risultati  dei controlli effettuati
   negli ultimi tre anni, il valore massimo ammissibile proposto e la
   durata necessaria di deroga;
c) l'area  geografica,  la quantita' di acqua fornite ogni giorno, la
   popolazione  interessata  e  gli eventuali effetti sulle industrie
   alimentari interessate;
d) un  opportuno  programma  di controllo che preveda, se necessario,
   una  maggiore  frequenza  dei  controlli  rispetto a quelli minimi
   previsti;
e) il  piano  relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un
   calendario  dei lavori, una stima dei costi, la relativa copertura
   finanziaria e le disposizioni per il riesame.
  3. Le deroghe devono avere la durata piu' breve possibile, comunque
non  superiore  ad  un  periodo  di  tre  anni.  Sei mesi prima della
scadenza  di  tale  periodo,  la  regione  o  la  provincia  autonoma
trasmette al Ministero della sanita' una circostanziata relazione sui
risultati  conseguiti,  ai  sensi  di quanto disposto al comma 2, nel
periodo di deroga, in ordine alla qualita' delle acque, comunicando e
documentando  altresi' l'eventuale necessita' di un ulteriore periodo
di deroga.
  4.  Il  Ministero della sanita' con decreto da adottare di concerto
con il Ministero dell'ambiente, valutata la documentazione pervenuta,
stabilisce  un  valore massimo ammissibile per l'ulteriore periodo di
deroga  che  potra'  essere  concesso dalla regione. Tale periodo non
dovra', comunque, avere durata superiore ai tre anni.
  5.  Sei mesi prima della scadenza dell'ulteriore periodo di deroga,
la  regione o provincia autonoma trasmette al Ministero della sanita'
un'aggiornata  e  circostanziata  relazione sui risultati conseguiti.
Qualora,  per  circostanze  eccezionali, non sia stato possibile dare
completa  attuazione  ai  provvedimenti necessari per ripristinare la
qualita'  dell'acqua,  la  regione  o la provincia autonoma documenta
adeguatamente la necessita' di un'ulteriore periodo di deroga.
  6.  Il  Ministero  della  sanita'  con  decreto  di concerto con il
Ministero dell'ambiente, valutata la documentazione pervenuta, previa
acquisizione   del   parere  favorevole  della  Commissione  europea,
stabilisce  un  valore massimo ammissibile per l'ulteriore periodo di
deroga che non deve essere superiore a tre anni.
  7. Tutti i provvedimenti di deroga devono riportare quanto segue:
a) i motivi della deroga;
b) i  parametri  interessati,  i  risultati  del precedente controllo
   pertinente ed il valore massimo ammissibile per la deroga per ogni
   parametro;
c) l'area  geografica,  la quantita' di acqua fornita ogni giorno, la
   popolazione  interessata  e  gli eventuali effetti sulle industrie
   alimentari interessate;
d) un  opportuno  programma  di controllo che preveda, se necessario,
   una maggiore frequenza dei controlli;
e) una  sintesi del piano relativo alla necessaria azione correttiva,
   compreso  un  calendario  dei  lavori,  una  stima  dei  costi, la
   relativa copertura finanziaria e le disposizioni per il riesame;
f) la durata della deroga.
  8.  I provvedimenti di deroga debbono essere trasmessi al Ministero
della  sanita'  ed  al  Ministero  dell'ambiente  entro  e  non oltre
quindici giorni dalla loro adozione.
  9.  In deroga a quanto disposto dai commi da 1 a 8, se la regione o
la  provincia  autonoma  ritiene  che  l'inosservanza  del  valore di
parametro  sia  trascurabile  e  se  l'azione correttiva intrapresa a
norma  dell'articolo  10,  comma  1,  e'  sufficiente  a risolvere il
problema  entro  un periodo massimo di trenta giorni, fissa il valore
massimo  ammissibile  per  il  parametro  interessato e stabilisce il
periodo  necessario  per  ripristinare  la  conformita'  ai valori di
parametro.  La regione o la provincia autonoma trasmette al Ministero
della  sanita',  entro  il  mese  di  gennaio  di  ciascun  anno, gli
eventuali provvedimenti adottati ai sensi del presente comma.
  10.  Il  ricorso alla procedura di cui al comma 9 non e' consentito
se   l'inosservanza   di  uno  stesso  valore  di  parametro  per  un
determinato  approvvigionamento  d'acqua  si  e' verificata per oltre
trenta giorni complessivi nel corso dei dodici mesi precedenti.
  11.  La regione o provincia autonoma che si avvale delle deroghe di
cui   al   presente   articolo   provvede  affinche'  la  popolazione
interessata  sia  tempestivamente  e  adeguatamente  informata  delle
deroghe  applicate  e  delle  condizioni  che  le  disciplinano.  Ove
occorra,  la  regione o provincia autonoma provvede inoltre a formare
raccomandazioni  a  gruppi  specifici  di  popolazione per i quali la
deroga  possa  costituire  un  rischio particolare. Le informazioni e
raccomandazioni  fornite  alla popolazione fanno parte integrante del
provvedimento  di  deroga. Gli obblighi di cui al presente comma sono
osservati  anche  nei casi di cui al comma 9, qualora la regione o la
provincia autonoma lo ritenga opportuno.
  12.  La  regione  o la provincia autonoma tiene conto delle deroghe
adottate  a  norma  del presente articolo ai fini della redazione dei
piani  di  tutela  delle acque di cui agli articoli 42 e seguenti del
decreto legislativo n. 152 del 1999 e successive modifiche.
  13. Il Ministero della sanita', entro due mesi dalla loro adozione,
comunica  alla Commissione europea i provvedimenti di deroga adottati
ai  sensi  del presente articolo e, nei casi di cui ai commi 3 e 4, i
risultati conseguiti nei periodi di deroga.
  14.  Il  presente  articolo  non  si  applica  alle acque ((fornite
mediante   cisterna   ed  a  quelle))  confezionate  in  bottiglie  o
contenitori, rese disponibili per il consumo umano.
                               Art. 14
                 Conformita' ai parametri indicatori

  1.  In  caso  di  non  conformita'  ai  valori  di parametro o alle
specifiche di cui alla parte C dell'allegato I, l'autorita' d'ambito,
sentito  il  parere dell'azienda unita' sanitaria locale in merito al
possibile rischio per la salute umana derivante dalla non conformita'
ai  valori di parametro o alle specifiche predetti (( mette in atto i
necessari  adempimenti  di  competenza e)), dispone che vengano presi
provvedimenti  intesi a ripristinare la qualita' delle acque ove cio'
sia necessario per tutelare la salute umana.
  2.  Entro  il 31 gennaio di ciascun anno, la regione o la provincia
autonoma  comunica  al  Ministero  della  sanita'  e dell'ambiente le
seguenti informazioni relative ai casi di non conformita' riscontrati
nell'anno precedente:
a) il  parametro  interessato  ed il relativo valore, i risultati dei
   controlli effettuati nel corso degli ultimi dodici mesi, la durata
   delle situazioni di non conformita';
b) l'area  geografica,  la quantita' di acqua fornita ogni giorno, la
   popolazione  coinvolta  e  gli  eventuali  effetti sulle industrie
   alimentari interessate;
c) una  sintesi  dell'eventuale  piano relativo all'azione correttiva
   ritenuta  necessaria, compreso un calendario dei lavori, una stima
   dei costi e la relativa copertura finanziaria nonche' disposizioni
   in materia di riesame.
  3. Nel caso di utenze inferiori a 500 abitanti, l'obbligo di cui al
comma  2  e'  assolto  mediante  la  trasmissione  di  una  relazione
contenente  i  parametri  interessati  con  i  relativi  valori  e la
popolazione coinvolta.
  4.  Il  presente articolo non si applica alle acque confezionate in
bottiglie  o contenitori, rese disponibili per il consumo umano ((e a
quelle fornite tramite cisterna.)).
                               Art. 15
                 Termini per la messa in conformita'

  1.  La  qualita' delle acque destinate al consumo umano deve essere
resa  conforme  ai  valori  di  parametro dell'allegato I entro il 25
dicembre 2003, ((fatto salvo quanto disposto dalle note 2, 4, 10 e 11
dell'allegato I, parte B.))
                               Art. 16
                          Casi eccezionali

  1.  In  casi  eccezionali  e  per  aree geograficamente delimitate,
qualora non sia possibile un approvvigionamento di acque destinate al
consumo umano, conformi ai valori di parametro di cui all'allegato I,
con  nessun  mezzo  congruo,  il  Ministero della sanita', su istanza
della  regione,  o provincia autonoma, puo' chiedere alla Commissione
europea  la proroga del termine di cui all'articolo 15 per un periodo
non superiore a tre anni.
  2.  L'istanza  di cui al comma 1 deve essere trasmessa al Ministero
della  sanita'  entro  il  31  marzo  2002  e deve essere debitamente
motivata,  deve  indicare  le  difficolta'  incontrate  e deve essere
corredata almeno delle informazioni di cui all'articolo 13, comma 2.
  3. Sei mesi prima della scadenza del periodo di proroga concesso ai
sensi  del  comma  1,  la  regione, o provincia autonoma, interessata
trasmette  al  Ministero della sanita' un'aggiornata e circostanziata
relazione sui progressi compiuti, comunicando e documentando altresi'
l'eventuale   necessita'  di  un  ulteriore  periodo  di  proroga  in
relazione  alle  difficolta'  incontrate.  Il Ministero della sanita'
puo'   chiedere  alla  Commissione  europea  la  concessione  di  una
ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni.
  4.   La  regione,  o  provincia  autonoma,  provvede  affinche'  la
popolazione   interessata   dall'istanza   sia   tempestivamente   ed
adeguatamente  informata  del  suo  esito.  La  regione,  o provincia
autonoma,  assicura,  ove  necessario,  che  siano forniti consigli a
gruppi  specifici  di  popolazione per i quali potrebbe sussistere un
rischio  particolare.  La  regione,  o  provincia  autonoma,  informa
tempestivamente  il Ministero della sanita' delle iniziative adottate
ai sensi del presente comma.
  5.  Il  presente  articolo  non  si  applica  alle  acque ((fornite
mediante   cisterna   ed  a  quelle))  confezionate  in  bottiglie  o
contenitori rese disponibili per il consumo umano.
                               Art. 17
                      Informazioni e relazioni

  1.  Il  Ministero  della  sanita' provvede all'elaborazione ed alla
pubblicazione  di  una relazione triennale sulla qualita' delle acque
destinate al consumo umano al fine di informare i consumatori.
  2. La relazione di cui al comma 1 contiene le informazioni relative
alle  forniture  di  acqua  superiori  a 1000 mc al giorno in media o
destinate   all'approvvigionamento   di   5000  o  piu'  persone.  La
relazione,  in  particolare,  deve  rendere conto delle misure di cui
agli articoli 3, comma 1, lettera b), 4; 8; 10; 11; 13, commi 9 e 11;
14; 16 e all'allegato I, parte C, nota 10.
  3.  La  relazione  di  cui al comma 1 viene pubblicata entro l'anno
successivo  al  triennio  cui  si  riferisce  e  viene trasmessa alla
Commissione  europea  entro  due  mesi  dalla pubblicazione. La prima
relazione dovra' riferirsi agli anni 2002, 2003 e 2004.
  4.  Il  Ministero  della  sanita'  provvede  alla  redazione di una
relazione  da  trasmettere  alla  Commissione  europea  sulle  misure
adottate  e  sui  provvedimenti da prendere ai sensi dell'articolo 5,
((comma  3,))  ed in relazione al valore parametrico dei trialometani
di cui all'allegato I, parte B, nota 10.
  5.  Le  informazioni elaborate dal Ministero della sanita' ai sensi
del presente decreto sono rese accessibili ai Ministeri interessati.
                              Art. 18.
       (Competenze delle regioni speciali e province autonome)

   1. Sono fatte salve le competente delle regioni a statuto speciale
e delle province autonome di Trento e Bolzano.
                               Art. 19
                              Sanzioni

  1.   Chiunque   fornisce  acqua  destinata  al  consumo  umano,  in
violazione  delle  disposizioni  di  cui  all'articolo 4, comma 2, e'
punito  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  lire venti
milioni a lire centoventi milioni.
  2. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2,
secondo  periodo, e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria
da lire dieci milioni a lire sessanta milioni.
  3.  Si  applica  la  stessa sanzione prevista al comma 2 a chiunque
utilizza,  in  imprese alimentari, mediante incorporazione o contatto
per  la fabbricazione, il trattamento, la conservazione, l'immissione
sul  mercato di prodotti o sostanze destinate al consumo umano, acqua
che,  pur  conforme  al  punto  di  consegna alle disposizioni di cui
all'articolo  4,  comma  2, non lo sia al punto in cui essa fuoriesce
dal rubinetto, se l'acqua utilizzata ha conseguenze per la salubrita'
del prodotto alimentare finale.
  4.  L'inosservanza  delle  prescrizioni  imposte,  ai  sensi  degli
artigli  5,  comma 3, o 10, commi 1 e 2, con i provvedimenti adottati
dalle competenti autorita' e' punita:
a) con  la sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquecentomila
   a  lire  tre  milioni  se  i  provvedimenti  riguardano  edifici o
   strutture in cui l'acqua non e' fornita al pubblico;
b) con  la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a
   lire  sessanta  milioni  se  i  provvedimenti riguardano edifici o
   strutture in cui l'Acqua e' fornita al pubblico;
c) Con  la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti milioni a
   lire centoventi milioni se i provvedimenti riguardano la fornitura
   di acqua destinata al consumo umano.
  ((4-bis.  La  violazione  degli  adempimenti di cui all'articolo 7,
comma  4, e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
5165 a euro 30987.))
  5. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 9 e' punita
con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da lire venti milioni a
lire centoventi milioni.
  ((5-bis.  Fatta  salva  l'applicazione  delle sanzioni penali per i
fatti  costituenti reato, la violazione delle disposizioni emanate ai
sensi  dell'articolo  11,  comma 1, lettere f), g), h), i) ed l) sono
punite con la sanzione amministrativa da euro 5165 a euro 30987.))
                             Art. 19-bis

  ((1.  In  relazione  a  quanto  disposto  dall'articolo  117, comma
quinto,  della Costituzione e fatto salvo quanto previsto dalla legge
di  procedura  dello  Stato  di  cui  al medesimo articolo 117, nelle
materie  di  competenze  delle  regioni e delle province autonome, le
disposizioni  di cui agli articoli precedenti del presente decreto si
applicano,  per  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano  che  non  abbiano  ancora  provveduto  al  recepimento della
direttiva  98/83/CE,  sino  alla  data  di  entrata  in  vigore della
normativa  di  attuazione  di  ciascuna regione e provincia autonoma.
Tale  normativa  e'  adottata  da  ciascuna  regione  e provincia nel
rispetto dei principi fondamentali desumibili dal presente decreto.))
                               Art. 20
                     Norme transitorie e finali

  1.   Le  disposizioni  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  24  maggio  1988,  n.  236, cessano di avere efficacia al
momento  della  effettiva  vigenza  delle  disposizioni  del presente
decreto  legislativo,  conformemente  a quanto previsto dall'articolo
15,  fatte  salve  le  proroghe concesse dalla Commissione europea ai
sensi dell'articolo 16.
  ((2. Le norme tecniche adottate ai sensi del decreto del Presidente
della  Repubblica  24  maggio  1988,  n.  236, restano in vigore, ove
compatibili,   con   le   disposizioni  del  presente  decreto,  fino
all'adozione di diverse specifiche tecniche in materia.))
  3.  Dall'attuazione  del  presente  decreto  non  derivano  nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana.  E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 2 febbraio 2001

                               CIAMPI

                    AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri
                    MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie
                    VERONESI, Ministro della sanita'
                    DINI, Ministro degli affari esteri
                    FASSINO, Ministro della giustizia
                    VISCO, Ministro del tesoro, del bilancio e della
                    programmazione economica
                    NESI, Ministro dei lavori pubblici
                    LETTA, Ministro dell'industria, del commercio e
                    dell'artigianato e del commercio con l'estero
                    PECORARO SCANIO, Ministro delle politiche
                    agricole e forestali
                    BORDON, Ministro dell'ambiente
                    LOIERO, Ministro per gli affari regionali

Visto, il Guardasigilli: FASSINO
    


                             ALLEGATO I

                  PARAMETRI E VALORI DI PARAMETRO*

                               PARTE A

Parametri microbiologici

         ===================================================
         |                         |  Valore di parametro  |
         |        Parametro        |    (numero/100 ml)    |
         +=========================+=======================+
         |  Escherichia coli (E.   |                       |
         |          coli)          |0                      |
         +-------------------------+-----------------------+
         |      Enterococchi       |0                      |
         +-------------------------+-----------------------+

Per le acque  messe  in  vendita  in  bottiglie  o  contenitori  sono
applicati i seguenti valori:


           ===============================================
           |        Parametro        |Valore di parametro|
           +=========================+===================+
           |Escherichia coli (E.coli)|0/250ml            |
           +-------------------------+-------------------+
           |      Enterococchi       |0/250 ml           |
           +-------------------------+-------------------+
           | Pseudomonas aeruginosa  |0/250ml            |
           +-------------------------+-------------------+
           |Conteggio delle colonie a|                   |
           |          22°C           |100/ml             |
           +-------------------------+-------------------+
           |Conteggio delle colonie a|                   |
           |          37°C           |20/ml              |
           +-------------------------+-------------------+


                               PARTE B

Parametri chimici

=====================================================================
|                           |           | Unita'|                   |
|                           | Valore di |  di   |                   |
|         Parametro         | parametro |misura |       Note        |
+===========================+===========+=======+===================+
|        Acrilammide        |0,10       |µg/l   |Nota 1             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|         Antimonio         |5,0        |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|         Arsenico          |10         |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Benzene          |1,0        |µg/1   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|      Benzo(a)pirene       |0,010      |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|           Boro            |1,0        |mg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Bromato          |10         |µg/l   |Nota 2             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Cadmio           |5,0        |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|           Cromo           |50         |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|           Rame            |10         |mg/l   |Nota 3             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Cianuro          |50         |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|     1.2 dicloroetano      |3,0        |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|       Epicioridrina       |0,10       |µg/l   |Nota 1             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|         Fluoruro          |1,50       |mg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Piombo           |10         |µg/l   |Note 3 e 4         |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|         Mercurio          |1,0        |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Nichel           |20         |µg/l   |Nota 3             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|    Nitrato (come NO3)     |50         |mg/l   |Nota 5             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|    Nitrito (come NO2)     |0,50       |mg/l   |Nota 5             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|      Antiparassitari      |0,10       |µg/l   |Nota 6 e 7         |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|  Antiparassitari-Totale   |0,50       |µg/l   |Note 6 e 8         |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|                           |           |       |Somma delle        |
|                           |           |       |concentrazioni di  |
| Idrocarburi policiclici   |           |       |composti specifici;|
|         aromatici         |0,10       |µg/l   |Nota 9             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Selenio          |10         |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|                           |           |       |Somma delle        |
|                           |           |       |concentrazioni     |
|     Tetracloroetilene     |           |       |dei parametri      |
|     Tricioroetilene       |10         |µg/l   |specifici          |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|                           |           |       |Somma delle        |
|                           |           |       |concentrazioni di  |
|                           |           |       |composti           |
|    Trialometani-Totale    |30         |µg/l   |specifici;Nota 10  |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|     Cloruro di vinile     |0,5        |µg/l   |Nota 1             |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Clorito          |700        |µg/l   |Nota 11            |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|          Vanadio          |140        |µg/l   |                   |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+
|    Cromo esavalente       | 10        |µg/l   |Nota 12  ((7))     |
+---------------------------+-----------+-------+-------------------+

Indipendentemente  dalla  sensibilita'   del   metodo   -   analitico
utilizzato, il risultato deve essere espresso indicando lo - stesso
numero di decimali riportato in tabella per il valore - di parametro.


+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Il valore di parametro si riferisce alla   concentrazione  |
|       |monometrica residua nell'acqua calcolata secondo  le       |
|       |specifiche di rilascio massimo del polimero                |
|Nota 1 |corrispondente a contatto con l'acqua                      |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Ove possibile, ci si deve adoperare per   applicare valori |
|       |inferiori senza compromettere la disinfezione. Per le acque|
|       |di cui all'articolo 5 comma 1,   lettere a), b) e d), il   |
|       |valore deve essere soddisfatto al piu'   tardi entro il 25 |
|       |dicembre 2008. Il valore di parametro per   il bromato nel |
|       |periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25 dicembre |
|Nota 2 |2008 e' pari a 25 µg/l.                                    |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Il valore si riferisce ad un campione  di acqua destinata  |
|       |al consumo umano ottenuto dal rubinetto tramite un  metodo |
|       |di campionamento adeguato e prelevato in modo da essere    |
|       |rappresentativo del valore medio dell'acqua ingerita       |
|       |settimanalmente dai consumatori. Le procedure  di prelievo |
|       |dei campioni e di controllo vanno applicate se del caso,   |
|       |secondo metodi standardizzati da stabilire ai  sensi       |
|       |dell'articolo 11 comma 1 lettera b). L'Autorita'           |
|       |sanitaria locale deve tener conto della presenza di        |
|Nota 3 |livelli- di picco che possono nuocere alla salute umana.   |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Per le acque di cui all'articolo 5, comma 1,  lettere a),  |
|       |b) e d), questo valore deve essere soddisfatto   al piu'   |
|       |tardi entro il 25 dicembre 2013. Il valore di parametro    |
|       |del piombo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed |
|Nota 4 |il 25 dicembre 2013 e' pari a 25 µg/l.                     |
|       |                                                           |
|       |Le regioni, le Aziende sanitarie locali   ed i gestori     |
|       |d'acquedotto, ciascuno per quanto di   competenza, devono  |
|       |provvedere affinche' venga ridotta al   massimo la         |
|       |concentrazione di piombo nelle acque destinate   al consumo|
|       |umano durante il periodo previsto per conformarsi  al      |
|       |valore di parametro; nell'attuazione delle misure   intese |
|       |a garantire il raggiungimento del valore in   questione    |
|       |deve darsi gradualmente priorita' ai punti in cui  la      |
|       |concentrazione di piombo nelle acque destinate   al consumo|
|       |umano e' piu' elevata.                                     |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|Nota 5 |Deve essere soddisfatta la condizione:                     |
|       |  [nitrato] [nitrito]                                      |
|       |  --------- + --------- < o = 1,                        |
        |      50      0.5(0.1)                                     |
|       |ove le parentesi quadre esprimono la concentrazione in mg/1|
|       |per il nitrato (NO3) e per il nitrito (NO2), e il valore di|
|       |0,10 mg/l per i nitriti sia rispettato nelle acque         |
|       |provenienti da impianti di trattamento.                    |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|Nota 6 |Per antiparassitari s'intende:                             |
|       |- insetticidi organici                                     |
|       |- erbicidi organici                                        |
|       |- fungicidi organici                                       |
|       |- nematocidi organici                                      |
|       |- acaricidi organici                                       |
|       |- alghicidi organici                                       |
|       |- rodenticidi organici                                     |
|       |- sostanze antimuffa organiche                             |
|       |- prodotti connessi (tra l'altro regolatori   della        |
|       |crescita) e i pertinenti metaboliti, prodotti di           |
|       |degradazione e - di reazione.                              |
|       |                                                           |
|       |Il controllo e' necessario solo per gli   antiparassitari  |
|       |che hanno maggiore probabilita' di trovarsi in un          |
|       |determinato approvvigionamento d'acqua.                    |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Il valore di parametro si riferisce ad   ogni singolo      |
|       |antiparassitario. Nel caso di aldrina, dieldrina,          |
|       |eptacloro ed eptacloro epossido, il valore parametrico   e'|
|Nota 7 |pari a 0,030 µg/l.                                         |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |"Antiparassitari - Totale" indica la somma   dei singoli   |
|       |antiparassitari rilevati e quantificati nella   procedura  |
|Nota 8 |di controllo.                                              |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|Nota 9 |I composti specifici sono i seguenti:                      |
|       |- benzo(b)fluorantene                                      |
|       |- benzo(k)fluorantene                                      |
|       |- benzo(ghi)perilene                                       |
|       |- indeno(1,2,3-cd)pirene                                   |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |I responsabili della disinfezione devono   adoperarsi      |
|       |affinche' il valore parametrico sia piu' basso possibile   |
|       |senza compromettere la disinfezione stessa. I composti     |
|       |specifici sono: cloroformio, bromoformio,                  |
|Nota 10|dibromoclorometano, bromodiclorometano.                    |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |Per le acque di cui all'articolo 5, comma 1,   lettere a), |
|       |b) e d), questo valore deve essere soddisfatto al piu'     |
|       |tardi entro il 25 dicembre 2006. Il valore di parametro    |
|       |clorite, nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 e il |
|Nota 11|25 dicembre 2006, e' pari a 800 µg/l.                      |
+-------+-----------------------------------------------------------+
|       |  La ricerca del parametro deve essere effettuata quando   |
|Nota 12|   il valore del parametro Cormo supera il valore          |
|       |  di 10 µg/l. ((7))                                        |
+-------+-----------------------------------------------------------

                                 PARTE C



    
              Parte di provvedimento in formato grafico 
(1) 
 
RADIOATTIVITA' 
 
        TABELLA SOPPRESSA DAL D.LGS. 15 FEBBRAIO 2016, N. 28 
 
(AVVERTENZA) 
 
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8, comma 3,  a  giudizio
dell'Autorita' sanitaria  competente,  potra'  essere  effettuata  la
ricerca concernente i seguenti parametri accessori con  i  rispettivi
volumi di riferimento: 
 
    

     Parametro        Volume di riferimento
        --                     --
Alghe.................... 1L
Batteriofagi anti-E.coli. 100L
Nematodi a vita libera... 1L
Enterobatteri patogeni... 1L
Enterovirus.............. 100L
Funghi................... 100mL
Protozoi................. 100L
Pseudomonas aeruginosa... 250mL
Stafilococchi patogeni... 250mL


    
 
Tali parametri vanno ricercati con le metodiche di  cui  all'articolo
8, comma 3. Devono comunque essere costantemente assenti nelle  acque
destinate  al  consumo  umano   gli   Enterovirus,   i   Batteriofagi
anti-E.coli, gli Enterobatteri patogeni e gli Stafilococchi patogeni. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1, lettera bb)) che "l'allegato I, parte C, e' modificato come segue:
nella nota "*** valore minimo consigliato 0,2 mg/L  (se  impiegato)."
e' soppressa la parola: "minimo"." 
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  1,  comma  1,  lettera  cc))  che
"l'allegato I, parte C, e' modificato come segue:  alla  nota  3,  le
parole: "Per le acque frizzanti" sono sostituite dalle seguenti: "Per
le acque non frizzanti"." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (7) 
  Il  Decreto  6  luglio  2017  (in  G.U.  15/07/2017,  n.  164)  nel
modificare l'art. 2, comma 1 del Decreto 14 novembre  2016  (in  G.U.
16/01/2017, n. 12), ha conseguentemente disposto (con l'art. 1, comma
1) che "La data di entrata in vigore del decreto del  Ministro  della
salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del
territorio  e  del  mare,  14  novembre   2016   recante   «Modifiche
all'allegato I del  decreto  legislativo  2  febbraio  2001,  n.  31,
recante «Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa  alla  qualita'
delle acque destinate al consumo umano»,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2017,  e'  prorogata  al  31  dicembre
2018". 
                             ALLEGATO II 
 
                             ((CONTROLLO 
 
Parte A 
Obiettivi generali e programmi di controllo per le acque destinate al
consumo umano 
    1. I programmi di controllo per le  acque  destinate  al  consumo
umano devono: 
      a) verificare che le misure previste per contenere i rischi per
la salute umana, in tutta la filiera idro-potabile, siano efficaci  e
che le acque siano salubri e pulite nel punto in cui i valori  devono
essere  rispettati.  Ai  fini  del  presente  allegato   la   filiera
idro-potabile e'  costituita  dalla  sequenza  di  tutte  le  fasi  e
operazioni  coinvolte  nella   captazione,   adduzione,   produzione,
trattamento,  distribuzione,  stoccaggio  e  gestione   delle   acque
destinate al consumo umano, in tutti gli aspetti correlati, anche per
quanto  riguarda  l'ambiente  circostante  l'area  di  captazione,  i
materiali e processi; 
      b)  mettere  a   disposizione   informazioni   sulla   qualita'
dell'acqua fornita per il consumo umano al fine di dimostrare che gli
obblighi di cui all'art. 4, nonche' i  valori  parametrici  stabiliti
nell'allegato I, siano stati rispettati; 
      c) individuare le misure piu' adeguate per  mitigare  i  rischi
per la salute umana. 
    2. A norma dell'art.  8,  le  autorita'  competenti  stabiliscono
programmi di controllo che rispettano i parametri e le  frequenze  di
cui alla parte B del presente allegato che consistono in: 
      a) prelievo e analisi di campioni discreti delle acque; oppure 
      b) misurazioni acquisite attraverso un  processo  di  controllo
continuo. 
    I  programmi  di  monitoraggio   prevedono   l'effettuazione   di
controlli  in  tutta  la  filiera   idro-potabile,   secondo   quanto
specificato nell'art. 6, tenendo conto dei controlli interni  di  cui
all'art. 7, e comprendendo: 
      a) verifica delle registrazioni inerenti la funzionalita' e  lo
stato di manutenzione delle attrezzature; e/o 
      b) ispezioni  dell'area  di  captazione,  delle  infrastrutture
relative alla captazione, al trattamento,  allo  stoccaggio  ed  alla
distribuzione. 
    3. I programmi di controllo possono basarsi sulla valutazione del
rischio  stabilita  nella  parte  C,  sulla  base  della  valutazione
eseguita dal gestore del servizio idrico. 
    4.  I  programmi   di   controllo   devono   essere   riesaminati
regolarmente e aggiornati o riconfermati almeno ogni cinque anni. 
Parte B 
Parametri e frequenze 
    1. Quadro generale. 
    Il programma di  controllo  deve  prendere  in  considerazione  i
parametri di cui all'art. 4, compresi quelli che sono importanti  per
la valutazione dell'impatto dei sistemi  di  distribuzione  domestica
sulla qualita' dell'acqua nel punto in cui  i  valori  devono  essere
rispettati,  come  stabilito  all'art.  5,  comma  1.  La  scelta  di
parametri  adeguati  per  il  controllo  deve  tenere   conto   delle
condizioni locali per ciascuna filiera idro-potabile e dei  controlli
interni che il gestore e' tenuto ad effettuare per la verifica  della
qualita' dell'acqua destinata al consumo umano, di  cui  all'art.  7,
che dovranno essere fondati su una valutazione del rischio a cura del
gestore, come stabilito nella parte C. 
    I parametri elencati al successivo  punto  2  sono  sottoposti  a
monitoraggio con la frequenza di campionamento stabilita al punto 3. 
    2. Elenco dei parametri. 
Parametri - gruppo A 
    Occorre controllare i seguenti parametri (gruppo  A)  secondo  la
frequenza di cui alla tabella 1 del punto 3: 
      a) Escherichia coli (E. coli), batteri coliformi,  conta  delle
colonie a 22°C, colore, torbidita', sapore, odore, pH, conduttivita'; 
      b) altri parametri ritenuti  pertinenti  per  il  programma  di
controllo, per il rispetto degli obblighi generali di cui all'art. 4,
e, se del caso, attraverso la valutazione del  rischio  di  cui  alla
parte C. 
    In circostanze  specifiche,  ai  parametri  del  gruppo  A  vanno
aggiunti quelli elencati di seguito: 
      a) ammonio e nitrito, se si utilizza la clorammina; 
      b) alluminio e ferro, se utilizzati come prodotti  chimici  per
il trattamento delle acque. 
Parametri - gruppo B 
    Al  fine  di  determinare  la  conformita'  con  tutti  i  valori
parametrici di cui all'allegato  I,  occorre  controllare  tutti  gli
altri parametri non  previsti  nel  gruppo  A  e  stabiliti  a  norma
dell'art. 4, alla frequenza indicata nella tabella 1, terza colonna. 
    3. Frequenza di campionamento. 
 
                                                            Tabella 1 
 
Frequenza minima di campionamento  e  analisi  per  il  controllo  di
                             conformita' 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
 
Parte C 
Valutazione del rischio 
    1. E'  possibile  derogare  ai  parametri  e  alle  frequenze  di
campionamento di cui alla parte B, a condizione che venga  effettuata
una valutazione del rischio in conformita' alla presente parte. 
    2. La valutazione del rischio di cui al  punto  1  dovra'  essere
eseguita dal gestore del servizio idrico anche al fine di definire  i
controlli interni di cui all'art.  7.  La  valutazione  si  basa  sui
principi generali della valutazione  del  rischio  stabiliti  secondo
norme internazionali quali  la  norma  EN  15975-2  (Sicurezza  della
fornitura di acqua potabile - Linee guida per la gestione del rischio
e  degli  eventi  critici)  e/o  le  Linee  guida  nazionali  per  la
valutazione  e  gestione  del  rischio  nella  filiera  delle   acque
destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety  Plans
(Piani di sicurezza dell'acqua), elaborate dall'Istituto superiore di
sanita'. 
    3. La valutazione del rischio tiene conto dei  risultati  forniti
dall'attuazione dei programmi di monitoraggio stabiliti per le  acque
utilizzate per l'estrazione di acqua potabile di cui  all'art.  82  e
allegato 1 alla parte terza, del decreto legislativo 3  aprile  2006,
n. 152, e successive modificazioni ed integrazioni, nonche'  di  ogni
altra informazione rilevante inerente le risorse idriche da destinare
al consumo  umano  ai  sensi  del  presente  decreto,  comprese,  tra
l'altro, quelle  relative  alle  aree  di  salvaguardia  delle  acque
superficiali  e  sotterranee  destinate  al  consumo  umano,  di  cui
all'art. 94  del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e
successive modificazioni, e  alle  zone  vulnerabili  da  nitrati  di
origine agricola e da prodotti fitosanitari, di cui agli articoli 92,
93 e allegato 7 alla parte terza del  decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152, e successive modificazioni ed integrazioni. 
    4. La valutazione del rischio, deve comprendere: 
      a) banca dati sulla filiera idro-potabile, sulla valutazione di
rischio e sulle misure di controllo  e  monitoraggio,  condivisa  con
l'autorita' sanitaria locale e centrale; 
      b)   ridefinizione   delle    «zone    di    approvvigionamento
idro-potabile»   sulla   base   della   descrizione   della   filiera
idro-potabile; 
      c) dati di monitoraggio per elementi  chimici  e  sostanze  non
oggetto di ordinario controllo sulla  base  di  elementi  di  rischio
sito-specifici. 
    5. Sulla base dei risultati della valutazione del  rischio  viene
ampliato l'elenco dei parametri di cui al punto 2 della parte  B  e/o
vengono aumentate le frequenze di campionamento di  cui  al  punto  3
della  parte  B,  se  si  verifica  una  qualsiasi   delle   seguenti
condizioni: 
      a) l'elenco dei parametri o delle frequenze di cui al  presente
allegato non e' sufficiente a soddisfare gli obblighi imposti a norma
dell'art. 6, paragrafi 1, 2, 3; 
      b) e'  necessario  procedere  a  ulteriori  controlli  ai  fini
dell'art. 8, paragrafo 3; 
      c) e' necessario fornire le necessarie garanzie di cui al punto
1, lettera a), della parte A. 
    6. Sulla  base  dei  risultati  della  valutazione  del  rischio,
possono essere ridotti l'elenco dei parametri di cui al punto 2 della
parte B e le frequenze di campionamento di cui al punto 3 della parte
B, a condizione che si osservino le seguenti condizioni: 
      a) la frequenza di campionamento per E. coli  non  deve  essere
inferiore a quella stabilita al punto 3  della  parte  B,  quali  che
siano le circostanze; 
      b) per tutti gli altri parametri: 
        i) la localizzazione e la frequenza  del  campionamento  sono
determinate in relazione  all'origine  del  parametro,  nonche'  alla
variabilita'  e   alla   tendenza   a   lungo   termine   della   sua
concentrazione, tenendo conto dell'art. 5; 
        ii) per ridurre la frequenza minima di  campionamento  di  un
parametro, come indicato al  punto  3  della  parte  B,  i  risultati
ottenuti da campioni raccolti ad intervalli regolari nell'arco di  un
periodo di almeno tre  anni  a  partire  da  punti  di  campionamento
rappresentativi dell'intera zona di approvvigionamento  devono  tutti
essere inferiori al 60% del valore parametrico; 
        iii) per rimuovere un  parametro  dall'elenco  di  quelli  da
sottoporre a controllo, come indicato al punto 2  della  parte  B,  i
risultati ottenuti  dai  campioni  raccolti  ad  intervalli  regolari
nell'arco di un periodo di almeno tre anni  a  partire  da  punti  di
campionamento rappresentativi dell'intera zona di  approvvigionamento
devono tutti essere inferiori al 30% del valore parametrico; 
        iv) la rimozione di un particolare parametro di cui al  punto
2 della parte B, dall'elenco di parametri da sottoporre  a  controllo
deve basarsi sui risultati della valutazione del rischio, sulla  base
dei risultati del controllo delle fonti di acqua destinata al consumo
umano e deve confermare  che  la  salute  umana  sia  protetta  dagli
effetti nocivi di eventuali contaminazioni delle acque  destinate  al
consumo umano, come stabilito all'art. 1; 
        v) e' possibile ridurre la frequenza di campionamento  oppure
rimuovere un parametro dall'elenco dei parametri da controllare  come
stabilito ai punti ii) e iii), solo se  la  valutazione  del  rischio
conferma  che  nessun  elemento  ragionevolmente  prevedibile   possa
provocare un deterioramento della qualita' delle acque  destinate  al
consumo umano. 
    7. Le valutazioni del rischio sono sottoposte  a  valutazione  da
parte dell'Istituto superiore di sanita' al fine dell'approvazione da
parte del Ministero della salute. 
    8. Le approvazioni delle valutazioni del  rischio,  unitamente  a
una sintesi dei risultati, saranno rese disponibili al pubblico. 
Parte D 
Metodi di campionamento e punti campionamento 
    1. I punti di prelievo dei campioni sono individuati in  modo  da
garantire l'osservanza dei  punti  in  cui  i  valori  devono  essere
rispettati, di cui all'art. 5, comma 1.  Nel  caso  di  una  rete  di
distribuzione, i campioni possono  essere  prelevati  nella  zona  di
approvvigionamento  o  presso  gli  impianti   di   trattamento   per
particolari parametri se si puo' dimostrare che  il  valore  ottenuto
per i parametri in questione non puo' essere modificato negativamente
fino al punto di conformita'. Nella misura del possibile,  il  numero
di campioni deve essere equamente distribuito in termini di  tempo  e
luogo. 
    2. Il campionamento al  punto  in  cui  i  valori  devono  essere
rispettati soddisfa i seguenti obblighi: 
      a) i campioni per verificare l'osservanza di obblighi  relativi
ad alcuni parametri chimici (in particolare rame,  piombo  e  nichel)
sono prelevati dal rubinetto del consumatore senza prima far scorrere
l'acqua. Occorre prelevare un  campione  casuale  diurno  pari  a  un
litro. In alternativa, si possono utilizzare metodi che ricorrono  al
tempo fisso di ristagno e riflettono piu' precisamente le  rispettive
situazioni  nazionali,  a  condizione  che,  a  livello  di  zona  di
approvvigionamento, cio' non  rilevi  un  minor  numero  di  casi  di
infrazione rispetto all'utilizzo del metodo casuale diurno; 
      b) i campioni da utilizzare  per  verificare  l'osservanza  dei
parametri microbiologici nel punto in  cui  i  valori  devono  essere
rispettati vanno prelevati in conformita' con la norma EN  ISO  19458
(scopo B del campionamento). 
    3. Il campionamento presso la rete di distribuzione, ad eccezione
che presso i rubinetti dei consumatori,  deve  essere  conforme  alla
norma ISO 5667-5. Per i  parametri  microbiologici,  i  campionamenti
presso la rete  di  distribuzione  vanno  effettuati  e  condotti  in
conformita' con la norma EN ISO 19458 (scopo A del campionamento).)) 
                            ALLEGATO III 
 
              ((SPECIFICHE PER L'ANALISI DEI PARAMETRI 
 
    1. I laboratori, o i terzi che ottengono appalti dai  laboratori,
applicano pratiche di  gestione  della  qualita'  conformi  a  quanto
previsto  dalla  norma  UNI  EN  ISO/IEC  17025  o  da  altre   norme
equivalenti internazionalmente riconosciute devono essere accreditati
in  conformita'  alla  norma  UNI  EN  ISO/IEC   17025:2005   recante
«Requisiti generali per la competenza dei laboratori di  prova  e  di
taratura» da un ente di accreditamento designato da uno Stato  membro
dell'Unione europea, ai  sensi  del  Regolamento  (CE)  n.  765/2008.
L'accreditamento e la valutazione dei laboratori di prova  riguardano
singole prove o gruppi di prove e deve essere conseguito entro il  31
dicembre 2019. 
    2. I metodi di analisi utilizzati ai fini  del  controllo  e  per
dimostrare il  rispetto  del  presente  decreto  sono  convalidati  e
documentati conformemente alla norma UNI EN ISO/IEC 17025 o ad  altre
norme equivalenti internazionalmente accettate.  In  mancanza  di  un
metodo di analisi che rispetta i criteri minimi di efficienza di  cui
alla parte B, il controllo e' svolto applicando le migliori  tecniche
disponibili che non comportino costi eccessivi. 
Parte A 
Parametri microbiologici per  i  quali  sono  specificati  metodi  di
analisi 
    I metodi per i parametri microbiologici sono: 
    Escherichia coli (E. coli) e batteri coliformi (UNI EN ISO 9308-1
o UNI EN ISO 9308-2); 
    enterococchi (UNI EN ISO 7899-2); 
    Pseudomonas aeruginosa (UNI EN ISO 16266); 
    enumerazione dei microrganismi coltivabili - conta delle  colonie
a 22°C (UNI EN ISO 6222); 
    enumerazione dei  microrganismi  coltivabili  -  conteggio  delle
colonie a 36°C (UNI EN ISO 6222); 
    Clostridium perfringens spore comprese (UNI EN ISO 14189). 
Parte B 
Parametri chimici e  indicatori  per  i  quali  sono  specificate  le
caratteristiche di prestazione 
    1. Parametri chimici e indicatori. 
    Per i parametri di cui alla  tabella  1,  le  caratteristiche  di
prestazione specificate esigono che il metodo di  analisi  utilizzato
debba essere quantomeno in grado di  misurare  concentrazioni  uguali
all'indicatore parametrico con un limite di quantificazione (definito
nell'art. 74, comma 2,  lettera  uu-ter  del  decreto  legislativo  3
aprile  2006,  n.  152,  e  successive  modificazioni)  del  30%,   o
inferiore, del  valore  parametrico  pertinente  e  un'incertezza  di
misura quale quella specificata nella  tabella  1.  Il  risultato  e'
espresso utilizzando almeno lo stesso numero di  cifre  significative
per il valore parametrico di cui alle parti B e C dell'allegato I. 
    Fino al 31 dicembre 2019  e'  consentito  l'uso  di  «esattezza»,
«precisione» e  «limite  di  rilevazione»,  quali  specificati  nella
tabella 2,  in  quanto  insieme  alternativo  di  caratteristiche  di
prestazione rispetto al «limite di quantificazione» e all'«incertezza
di misura» specificati, rispettivamente, nel primo paragrafo e  nella
tabella 1. 
    L'incertezza di misura indicata nella tabella 1 non  deve  essere
utilizzata come tolleranza supplementare per i valori parametrici  di
cui all'allegato I. 
 
                                                            Tabella 1 
 
     Caratteristica di prestazione minima «Incertezza di misura» 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
 
 
                              Tabella 2 
 
Le caratteristiche di prestazione minima «esattezza», «precisione»  e
«limite di rilevazione» che possono  essere  utilizzate  fino  al  31
                            dicembre 2019 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
 
Note alle tabelle 1 e 2 
    

           +-------------+-------------------------------+
           |             |L'incertezza della misura e' un|
           |             |parametro non negativo che     |
           |             |caratterizza la dispersione dei|
           |             |valori quantitativi attribuiti |
           |             |a un misurando sulla base delle|
           |             |informazioni utilizzate. Il    |
           |             |criterio di prestazione per    |
           |             |l'incertezza di misura (k = 2) |
           |             |e' la percentuale del valore   |
           |             |parametrico indicato nella     |
           |             |tabella, o una percentuale     |
           |             |superiore. L'incertezza della  |
           |             |misura e' stimata a livello dei|
           |             |valori parametrici, salvo      |
           |Nota 1       |diversa indicazione.           |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |L'esattezza e' la misura di un |
           |             |errore sistematico, cioe' la   |
           |             |differenza fra il valore medio |
           |             |di numerose misurazioni        |
           |             |ripetute e il loro valore vero.|
           |             |La norma ISO 5725 riporta      |
           |Nota 2       |ulteriori specifiche.          |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |La precisione e' la misura di  |
           |             |un errore casuale ed e'        |
           |             |generalmente espressa come la  |
           |             |deviazione standard            |
           |             |(nell'ambito di un singolo     |
           |             |lotto di campioni e fra lotti) |
           |             |dell'intervallo di variabilita'|
           |             |dei risultati rispetto alla    |
           |             |media. La precisione           |
           |             |accettabile e' pari al doppio  |
           |             |della deviazione standard      |
           |             |relativa. Questo termine e'    |
           |             |definito in maniera piu'       |
           |Nota 3       |completa nella norma ISO 5725. |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Il limite di rilevazione e'    |
           |             |pari a: tre volte la deviazione|
           |             |standard all'interno di un     |
           |             |lotto di un campione naturale  |
           |             |contenente una concentrazione  |
           |             |poco elevata del parametro;    |
           |             |oppure cinque volte la         |
           |             |deviazione standard del        |
           |             |campione bianco (all'interno di|
           |Nota 4       |un lotto).                     |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |In caso sia impossibile        |
           |             |soddisfare il valore           |
           |             |dell'incertezza di misura,     |
           |             |occorre scegliere la miglior   |
           |             |tecnica disponibile (fino al   |
           |Nota 5       |60%).                          |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Il metodo determina il tenore  |
           |             |complessivo di cianuro in tutte|
           |Nota 6       |le sue forme.                  |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |I valori di esattezza,         |
           |             |precisione e incertezza di     |
           |             |misura sono espressi in unita' |
           |Nota 7       |pH.                            |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Metodo di riferimento: EN ISO  |
           |Nota 8       |8467.                          |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Le caratteristiche di          |
           |             |prestazione dei singoli        |
           |             |pesticidi vengono fornite a    |
           |             |titolo indicativo. Per diversi |
           |             |pesticidi e' possibile ottenere|
           |             |valori di incertezza di misura |
           |             |di appena il 30%, mentre per   |
           |             |molti e' possibile autorizzare |
           |Nota 9       |valori piu' alti, fino all'80%.|
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Le caratteristiche di          |
           |             |prestazione si riferiscono alle|
           |             |singole sostanze al 25% del    |
           |             |valore parametrico che figura  |
           |Nota 10      |nella parte B dell'allegato I. |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |Le caratteristiche di          |
           |             |prestazione si riferiscono alle|
           |             |singole sostanze al 50% del    |
           |             |valore parametrico che figura  |
           |Nota 11      |nella parte B dell'allegato I. |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |L'incertezza di misura va      |
           |             |stimata a livello di 3 mg/l del|
           |             |carbonio organico totale (TOC).|
           |             |Utilizzare le linee guida CEN  |
           |             |1484 per la determinazione del |
           |             |TOC e del carbonio organico    |
           |Nota 12      |disciolto (DOC).               |
           +-------------+-------------------------------+
           |             |L'incertezza di misura va      |
           |             |stimata a livello di 1,0 NTU   |
           |             |(unita' nefelometriche di      |
           |             |torbidita') conformemente alla |
           |Nota 13      |norma EN ISO 7027.             |
           +-------------+-------------------------------+))

    
Torna su