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Numero Atti:63787
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 17 febbraio 2020 Ultima Modifica: 18 febbraio 2020
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Dettaglio atto

Ministero della Salute

Decreto 30 aprile 2015

Procedure operative e soluzioni tecniche per un'efficace azione di farmacovigilanza adottate ai sensi del comma 344 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilita' 2013). (15A04666)

(G.U. Serie Generale , n. 143 del 23 giugno 2015)

 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
                           di concerto con 
 
                     IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO 
                           ALLA PRESIDENZA 
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
                  CON DELEGA ALLE POLITICHE EUROPEE 
 
                   IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI 
                 E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 
 
                             IL MINISTRO 
                      DELLO SVILUPPO ECONOMICO 
 
                                  e 
 
                             IL MINISTRO 
                    DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE 
 
  Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219,  e  successive
modificazioni, recante  "Attuazione  della  direttiva  2001/83/CE  (e
successive direttive di modifica) relativa ad un  codice  comunitario
concernente i medicinali  per  uso  umano,  nonche'  della  direttiva
2003/94/CE"; 
  Vista  la  direttiva  2010/84/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 15 dicembre 2010, che modifica, per quanto concerne la
farmacovigilanza,  la  direttiva   2001/83/CE   recante   un   codice
comunitario relativo ai medicinali per uso umano; 
  Vista  la  direttiva  2012/26/UE  del  Parlamento  Europeo  e   del
Consiglio, del 25 ottobre 2012, che modifica la direttiva  2001/83/CE
per quanto riguarda la farmacovigilanza; 
  Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante "Disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (Legge
di Stabilita' 2013)" e, in particolare, l'art. 1, comma 344; 
  Vista la legge 27 dicembre 1997,  n.  449  recante  Misure  per  la
stabilizzazione della finanza pubblica" e, in particolare, l'art. 36,
comma 14; 
  Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 recante  "Disposizioni  per
la formulazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge
finanziaria 2007)" e, in particolare, l'art. 1, comma 819; 
  Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti  tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,
nella seduta del 25 marzo 2015; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
                Ambito di applicazione e definizioni 
 
  1. Il presente decreto disciplina, in  attuazione  della  direttiva
2010/84 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre  2010,
e della direttiva 2012/26/UE del Parlamento Europeo e del  Consiglio,
del 25 ottobre 2012 le procedure operative e  le  soluzioni  tecniche
per una efficace azione di farmacovigilanza. 
  2. Ai fini del presente decreto si intende: 
    a)  per  reazione  avversa:  la  reazione  nociva  e  non  voluta
conseguente non  solo  all'uso  autorizzato  di  un  medicinale  alle
normali condizioni di impiego ma anche agli errori terapeutici e agli
usi non conformi alle indicazioni contenute nell'autorizzazione  all'
immissione in  commercio,  incluso  l'uso  improprio  e  l'abuso  del
medicinale; 
    b) per studio sulla sicurezza dopo  l'autorizzazione  (PASS):  lo
studio relativo ad un medicinale autorizzato, effettuato  allo  scopo
di individuare, caratterizzare  o  quantificare  un  rischio  per  la
sicurezza, confermare  il  profilo  di  sicurezza  del  medicinale  o
misurare l'efficacia delle misure di gestione del rischio; 
    c) per sistema di gestione del rischio: l'insieme delle attivita'
di  farmacovigilanza  e  degli  interventi  mirati  ad   individuare,
caratterizzare, prevenire o  minimizzare  i  rischi  connessi  ad  un
medicinale, inclusa la valutazione dell'efficacia di  tali  attivita'
ed interventi; 
    d) piano di gestione del rischio: una descrizione dettagliata del
sistema di gestione del rischio; 
    e) sistema di farmacovigilanza: un  sistema  di  controllo  e  di
segnalazione usato dal titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio e dagli Stati membri per svolgere le funzioni ed  assolvere
le  responsabilita'  individuate  nel  presente  decreto,   volto   a
monitorare la sicurezza  dei  medicinali  autorizzati  e  a  rilevare
eventuali cambiamenti del loro rapporto rischio/beneficio; 
    f) fascicolo di riferimento del sistema di farmacovigilanza:  una
descrizione dettagliata del sistema  di  farmacovigilanza  usato  dal
titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio in relazione
ad uno o piu' medicinali autorizzati. 
                               Art. 2 
 
                   Ulteriori obblighi del titolare 
          dell'autorizzazione alla immissione in commercio 
 
  1. Al fine di consentire una efficace azione di farmacovigilanza il
richiedente dell'AIC deve presentare una domanda all'AIFA che,  oltre
a contenere le informazioni di cui all'art. 8, comma 3,  del  decreto
legislativo 24 aprile  2006,  n.  219,  e  successive  modificazioni,
contiene anche i seguenti elementi: 
    a) un riassunto del sistema di farmacovigilanza  del  richiedente
che comprenda i seguenti elementi: 
      1) certificazione del fatto che il richiedente disponga di  una
persona qualificata responsabile della farmacovigilanza; 
      2) Stati membri nei quali la persona  qualificata  responsabile
della farmacovigilanza risiede e esercita le sue funzioni; 
      3)  informazioni  per   contattare   la   persona   qualificata
responsabile della farmacovigilanza; 
      4) dichiarazione firmata dal richiedente secondo la quale  egli
dispone delle risorse necessarie per svolgere le funzioni  ed  assume
le responsabilita' elencate nel presente decreto; 
      5) riferimento al sito in cui viene conservato il fascicolo  di
riferimento del sistema di  farmacovigilanza  per  il  medicinale  in
questione; 
    b) il piano di  gestione  del  rischio  con  la  descrizione  del
sistema di gestione del rischio che sara' istituito  dal  richiedente
per il medicinale in questione, corredato di una sua sintesi; 
    c) copie dei documenti seguenti: 
      1) ogni autorizzazione ottenuta in un altro Stato membro  o  in
un Paese terzo  ad  immettere  in  commercio  il  medicinale  di  cui
trattasi, una  sintesi  dei  dati  sulla  sicurezza  comprendente  le
informazioni contenute nei rapporti periodici di aggiornamento  sulla
sicurezza, ove  disponibili,  e  nelle  segnalazioni  sulle  sospette
reazioni avverse, unitamente all'elenco degli Stati membri  dove  sia
in corso l'esame di una domanda di autorizzazione presentata a  norma
del presente decreto; 
      2) riassunto delle caratteristiche del  prodotto  proposto  dal
richiedente a norma dell'art. 14, comma  1,  decreto  legislativo  24
aprile 2006, n. 219  e  successive  modificazioni,  oppure  approvato
dalle autorita' competenti dello Stato membro a norma dell'art. 31  e
foglio  illustrativo  proposto  a  norma  dell'art.  77  del  decreto
legislativo 24 aprile 2006,  n.  219  e  successive  modificazioni  o
approvato dalle autorita'  competenti  dello  Stato  membro  a  norma
dell'art. 78 decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e  successive
modificazioni; 
      3)   particolari   di   qualsiasi    decisione    di    rifiuto
dell'autorizzazione, sia nell'Unione  che  in  un  Paese  terzo,  con
relativa motivazione. 
  2. Il sistema di gestione del rischio di cui al  comma  1,  lettera
b), e' proporzionato ai rischi individuati e ai rischi potenziali del
medicinale, nonche' alla necessita'  di  dati  sulla  sicurezza  dopo
l'autorizzazione. Le informazioni di cui al comma 1 sono  aggiornate,
se e quando opportuno. 
                               Art. 3 
 
                        Informazione sull'AIC 
 
  1. L'AIFA cura la sollecita pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana, per estratto del provvedimento  di  AIC  e
provvede a rendere pubblico  il  foglio  illustrativo,  il  riassunto
delle caratteristiche del prodotto, e loro successive  modificazioni,
oltre ad eventuali condizioni stabilite a norma degli articoli 5 e  6
e dell'art. 33 del decreto legislativo n. 24 aprile 2006,  n.  219  e
successive modificazioni, con le eventuali scadenze per l'adempimento
delle condizioni, se applicabili,  per  ciascun  medicinale  da  esse
autorizzato. 
                               Art. 4 
 
                       Rapporto di valutazione 
 
  1. L'AIFA, redige un rapporto di valutazione e formula osservazioni
sul dossier per quanto riguarda i risultati dei test farmacologici  e
preclinici e degli studi clinici e per quanto riguarda il sistema  di
gestione  del  rischio  e  il  sistema  di  farmacovigilanza  per  il
medicinale interessato. Il  rapporto  di  valutazione  e'  aggiornato
ogniqualvolta siano disponibili nuove informazioni rilevanti ai  fini
della  valutazione  della  qualita',  sicurezza   o   efficacia   del
medicinale di cui trattasi. 
  2.  L'AIFA,  previa  comunicazione  al  titolare  dell'AIC,   rende
pubblicamente e prontamente accessibile, tramite il  proprio  portale
web, il rapporto di valutazione con la motivazione  del  suo  parere,
previa cancellazione di tutte le informazioni commerciali a carattere
riservato.  La  motivazione  e'  fornita   separatamente   per   ogni
indicazione richiesta. 
  3.  Il  rapporto  pubblico  di  valutazione  contiene  una  sintesi
redatta, previa comunicazione al titolare dell'AIC, in modo  tale  da
essere comprensibile per il  pubblico.  Tale  sintesi  comprende,  in
particolare, una sezione relativa alle  condizioni  di  utilizzazione
del medicinale. 
                               Art. 5 
 
                     Disposizioni supplementari 
 
  1.  Ai  fini  della  istruttoria  della  domanda   presentata   dal
richiedente l'AIC ai sensi degli articoli 8, 10, 11,  12  e  13,  del
decreto  legislativo  24  aprile   2006,   n.   219,   e   successive
modificazioni, a supplemento delle  disposizioni  enunciate  all'art.
30, comma 1 del medesimo decreto legislativo, l'AIC per un medicinale
puo' essere rilasciata solo nel rispetto di una o piu' delle seguenti
condizioni: 
    a) adozione di determinate misure per garantire l'utilizzo sicuro
del medicinale da includere nel sistema di gestione del rischio; 
    b) svolgimento di studi sulla sicurezza dopo l'autorizzazione; 
    c)  rispetto  degli  obblighi   sulla   registrazione   o   sulla
segnalazione delle sospette reazioni avverse, piu' rigorosi di quelli
previsti nel presente decreto; 
    d) rispetto di  altre  eventuali  condizioni  o  restrizioni  per
quanto riguarda l'uso sicuro ed efficace del medicinale; 
    e) assicurazione della l'esistenza  di  un  adeguato  sistema  di
farmacovigilanza; 
    f) effettuazione, sulla base degli atti delegati adottati a norma
dell'art. 6, tenendo conto  degli  orientamenti  scientifici  di  cui
all'art. 41, di studi sull'efficacia dopo l'autorizzazione ove  siano
individuate problematiche connesse ad alcuni  aspetti  dell'efficacia
del  medicinale  ed  esse  possano  essere  risolte   soltanto   dopo
l'immissione in commercio del medesimo. 
  2. L'AIC  deve  contemplare  scadenze  per  l'adempimento  di  tali
condizioni, qualora necessario. 
  3. Misure supplementari a quanto previsto dal presente articolo, al
fine di determinare le situazioni in  cui  possono  essere  necessari
studi sull'efficacia dopo l'autorizzazione, sono adottate con decreto
del Ministro della salute, in conformita' ad atti  della  Commissione
europea  adottati  ai  sensi   dell'art.   22-ter   della   direttiva
2001/83/CE. 
                               Art. 6 
 
                     Studi dopo l'autorizzazione 
 
  1.  Dopo  aver  rilasciato  un'autorizzazione   all'immissione   in
commercio, l'AIFA puo' imporre al titolare della stessa l'obbligo: 
    a) di effettuare uno studio sulla sicurezza dopo l'autorizzazione
se  esistono  problematiche  quanto  ai  rischi  per  un   medicinale
autorizzato. Se sussistono le stesse problematiche  di  sicurezza  in
merito a piu' di un  medicinale,  l'AIFA,  previa  consultazione  del
comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza, invita  i
titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio interessati
a   effettuare   uno   studio   congiunto   sulla   sicurezza    dopo
l'autorizzazione; 
    b) di effettuare uno studio sull'efficacia dopo  l'autorizzazione
qualora  le  conoscenze  della  malattia  o  la  metodologia  clinica
indichino che le  precedenti  valutazioni  dell'efficacia  potrebbero
essere riviste in misura significativa. L'obbligo  di  effettuare  lo
studio sull'efficacia dopo  l'autorizzazione  e'  basato  sugli  atti
delegati  adottati  a  norma  del  comma  5,  tenendo   conto   degli
orientamenti scientifici di cui all'art. 41. 
  2. L'imposizione dell'obbligo di cui  al  comma  1  e'  debitamente
motivata, notificata per iscritto e  comprende  gli  obiettivi  e  le
scadenze per la presentazione e l'effettuazione dello studio. 
  3. L'AIFA fornisce al titolare dell'AIC, che lo chieda entro trenta
giorni  dal  ricevimento   della   notifica   scritta   dell'obbligo,
l'opportunita'  di  presentare  osservazioni  scritte   in   risposta
all'imposizione dell'obbligo, entro il termine da essa stabilito. 
  4. Sulla base delle osservazioni scritte  presentate  dal  titolare
dell'AIC, l'AIFA annulla o conferma  l'obbligo.  Se  l'AIFA  conferma
l'obbligo, l'AIC e'  modificata  per  inserire  detto  obbligo  quale
condizione dell'autorizzazione stessa ed il sistema di  gestione  del
rischio e' aggiornato di conseguenza. 
  5.  Con  provvedimento  del  Ministero  della  salute  su  proposta
dell'AIFA sono adottate misure supplementari alle disposizioni di cui
all'art. 5, ed ai commi 1,  2,  3  e  4  del  presente  articolo,  in
conformita' a quanto previsto  dagli  atti  delegati  adottati  dalla
Commissione  europea  ai  sensi  dell'art.  22-ter  della   direttiva
2001/83/CE. 
  6. Il titolare dell'AIC inserisce nel proprio sistema  di  gestione
del rischio le condizioni di cui all'art. 5 e dei commi 1, 2, 3  e  4
del presente articolo. 
  7. L'AIFA informa  l'EMA  delle  autorizzazioni  all'immissione  in
commercio che  ha  rilasciato  subordinandole  a  condizioni  di  cui
all'art. 5 e dei commi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo. 
  8. Il  titolare  dell'autorizzazione  all'immissione  in  commercio
fornisce immediatamente all' AIFA tutte  le  informazioni  nuove  che
possano implicare modifiche delle informazioni o dei documenti di cui
agli articoli 8, paragrafo 3, 10, 10-bis, 10-ter e 11 o all'art.  32,
paragrafo  5,  o  all'allegato  I  della  direttiva  2001/83/CEE.  In
particolare,  il  titolare  dell'autorizzazione   all'immissione   in
commercio comunica immediatamente all'autorita' nazionale  competente
i divieti o le restrizioni  imposti  dalle  autorita'  competenti  di
qualsiasi Paese nel quale il medicinale e'  immesso  in  commercio  e
qualsiasi altro nuovo dato che possa influenzare la  valutazione  dei
benefici e dei rischi del  medicinale  interessato.  Le  informazioni
comprendono i risultati positivi e negativi degli studi clinici o  di
altri studi per  tutte  le  indicazioni  e  per  tutti  i  gruppi  di
pazienti, presenti o non presenti nell'autorizzazione  all'immissione
in commercio, nonche' i  dati  relativi  a  usi  del  medicinale  non
conformi    alle    indicazioni     contenute     nell'autorizzazione
all'immissione in commercio. 
                               Art. 7 
 
              Obblighi ulteriori del titolare dell'AIC 
 
  1. Le informazioni che il titolare dell'AIC  fornisce  all'AIFA  ai
sensi dell'art. 34, comma 3, del decreto legislativo 24 aprile  2006,
n. 219 e successive modificazioni, comprendono i risultati positivi e
negativi  degli  studi  clinici  o  di  altri  studi  per  tutte   le
indicazioni e per tutti i gruppi di pazienti, presenti o non presenti
nell'AIC, nonche' i dati relativi a usi del medicinale  non  conformi
alle indicazioni contenute nell'AIC. 
  2. Il titolare dell'AIC garantisce che le informazioni relative  al
medicinale sono aggiornate, sulla base delle conoscenze  scientifiche
piu'  recenti,  comprese  le  conclusioni  della  valutazione  e   le
raccomandazioni rese pubbliche tramite il  portale  web  europeo  dei
medicinali istituito ai sensi dell'art. 26 del  regolamento  (CE)  n.
726/2004. 
  3. Al  fine  di  poter  effettuare  una  valutazione  continua  del
rapporto  rischio/beneficio,  l'AIFA  puo',  in  qualsiasi   momento,
chiedere al titolare dell'AIC di presentare dati che  dimostrano  che
il rapporto rischio/beneficio resta favorevole. Il titolare  dell'AIC
ottempera in modo esaustivo e tempestivo ad ogni  richiesta  di  tale
tipo. 
  4. L'AIFA puo', in qualsiasi momento, chiedere al titolare dell'AIC
di trasmettere una copia del fascicolo di riferimento del sistema  di
farmacovigilanza. Il titolare dell'AIC trasmette la copia entro sette
giorni dal ricevimento della richiesta. 
  5. Quando adotta un'iniziativa diretta a ritirare il  prodotto  dal
mercato o a sospenderne la commercializzazione, per ragioni attinenti
all'efficacia del medicinale o alla protezione della salute pubblica,
il  responsabile  dell'immissione  in  commercio  del  medicinale  la
notifica  immediatamente  all'AIFA  e   alle   competenti   autorita'
sanitarie degli altri  Paesi  della  Comunita'  europea  interessati;
l'AIFA comunica  all'EMA  l'iniziativa  notificata  dal  responsabile
dell'immissione in commercio del medicinale. 
  6. Il  titolare  dell'AIC  fornisce,  su  richiesta  dell'AIFA,  in
particolare nell'ambito della farmacovigilanza, tutti i dati relativi
ai volumi di vendita del medicinale e qualsiasi dato in suo  possesso
relativo al volume delle prescrizioni. 
                               Art. 8 
 
                              Obblighi 
 
  1. Al fine del rinnovo, il  titolare  dell'AIC  fornisce  all'AIFA,
almeno nove mesi  prima  della  scadenza  del  periodo  di  validita'
dell'autorizzazione,  una  versione   aggiornata   del   dossier   di
autorizzazione del medicinale relativa a tutti gli aspetti  attinenti
alla qualita', alla  sicurezza  e  all'efficacia,  comprensiva  della
valutazione dei dati  contenuti  nelle  segnalazioni  sulle  sospette
reazioni avverse e nei  rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza  presentati  a  norma  del  presente   decreto,   e   delle
informazioni su tutte  le  variazioni  introdotte  dopo  il  rilascio
dell'AIC. Eventuali variazioni del dossier che si rendono  necessarie
per l'aggiornamento dello stesso ai fini del rinnovo, sono presentate
separatamente e  preliminarmente  all'ufficio  competente  dell'AIFA;
esse sono elencate nella domanda di rinnovo. L'AIFA puo' decidere per
motivi  giustificati  connessi  con  la  farmacovigilanza,   compresa
l'esposizione di un insufficiente numero di pazienti al medicinale in
questione, di procedere ad un rinnovo di durata quinquennale. 
                               Art. 9 
 
                          Compiti dell'AIFA 
 
  1. L'AIFA partecipa al gruppo di coordinamento, istituito, ai sensi
dell'art. 27 della direttiva 2001/83/CE,  per  l'esame  di  tutte  le
questioni concernenti autorizzazioni all'immissione in  commercio  di
un medicinale in due  o  piu'  Stati  membri,  secondo  le  procedure
previste nel capo V dal decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219  e
successive   modificazioni,    delle    questioni    connesse    alla
farmacovigilanza di medicinali  autorizzati  dagli  Stati  membri,  a
norma degli articoli 26, 28, 30, 34 e 39 e delle questioni connesse a
variazioni dell'AIC rilasciate dagli Stati membri a  norma  dell'art.
35, paragrafo 1, della direttiva 2001/83/CE. 
  2. Ai fini della partecipazione al gruppo di coordinamento,  l'AIFA
nomina un rappresentante e un membro supplente per un periodo di  tre
anni  rinnovabile.  I  rappresentanti  per  l'AIFA   al   gruppo   di
coordinamento si avvalgono delle competenze scientifiche e giuridiche
disponibili presso l'AIFA e possono essere accompagnati da esperti 
  3.  L'AIFA  vigila  sul  livello  qualitativo   delle   valutazioni
effettuate ed agevola le attivita' dei membri nominati del gruppo  di
coordinamento  e  degli  esperti  designati,  assicurando   la   loro
indipendenza ed imparzialita' secondo quanto  disposto  dall'art.  63
del regolamento (CE) n. 726/2004. 
                               Art. 10 
 
Casi particolari di interesse comunitario per adire il Comitato per i
  medicinali per uso umano o il Comitato di  valutazione  dei  rischi
  per la farmacovigilanza 
 
  1. In adempimento a quanto previsto dall'art.  31  della  direttiva
2001/83/CE,  in  casi  particolari  che  coinvolgono  gli   interessi
dell'Unione, l'AIFA o il richiedente o il titolare dell'AIC  adiscono
il Comitato per i medicinali per uso umano affinche' si  applichi  la
procedura di cui agli articoli 32, 33 e 34 della direttiva 2001/83/CE
prima che sia presa una decisione sulla domanda, sulla sospensione  o
sulla revoca dell'AIC, oppure su qualsiasi altra variazione  dell'AIC
che appare necessaria. Se dalla valutazione  di  dati  connessi  alla
farmacovigilanza di un medicinale autorizzato si rende necessaria una
nuova  valutazione,  la  questione  e'  deferita   al   comitato   di
valutazione dei rischi per la farmacovigilanza e  si  puo'  applicare
l'art. 33, comma 3. Il comitato di  valutazione  dei  rischi  per  la
farmacovigilanza formula una raccomandazione secondo la procedura  di
cui all'art. 32 della direttiva 2001/83/CE. La raccomandazione finale
e' trasmessa al Comitato per i medicinali per uso umano o  al  gruppo
di coordinamento di cui all'art. 9, secondo il caso, e si applica  la
procedura di cui all'art. 34. Tuttavia, quando si reputa  una  azione
urgente, si applica la procedura di cui agli articoli da 32 a 34. 
  2.  L'AIFA  identifica  chiaramente  la  questione  sottoposta   al
Comitato per i medicinali per uso umano e ne informa il richiedente o
il titolare dell'AIC. 
  3. L'AIFA, il richiedente o il  titolare  dell'AIC  trasmettono  al
Comitato tutte le informazioni disponibili riguardanti la questione. 
  4. Se il Comitato per i medicinali per uso umano e' adito in ordine
a una serie di medicinali o a  una  classe  terapeutica,  l'EMA  puo'
limitare   la    procedura    a    determinate    parti    specifiche
dell'autorizzazione. In tal caso, l'art. 47 del  decreto  legislativo
24 aprile 2006, n. 219 e successive modificazioni, si applica a detti
medicinali soltanto se sono oggetto delle procedure di autorizzazione
di cui al capo V del medesimo  decreto  legislativo.  Se  la  portata
della procedura avviata a norma del presente  articolo  riguarda  una
serie di medicinali o una classe  terapeutica,  anche  i  medicinali,
autorizzati ai sensi del regolamento (CE) n. 726/2004 appartenenti  a
tale serie o classe, sono inclusi nella procedura. 
  5. Fatti salvi i commi 1, 2 e 3, l'AIFA, se e' necessaria un'azione
urgente per tutelare la  salute  pubblica  in  qualunque  fase  della
procedura, sospende l'AIC o vieta l'uso del medicinale  in  questione
sul  territorio  nazionale  fino  all'adozione   di   una   decisione
definitiva. Essa informa la Commissione europea, l'EMA  e  gli  altri
Stati membri dei motivi della sua azione non piu'  tardi  del  giorno
feriale successivo. 
  7. Dopo l'espletamento della procedura di cui agli articoli 32,  33
e  34  della  direttiva  2001/83/CE,   l'AIFA   adotta   le   proprie
determinazioni o,  ove  necessario,  adegua  le  determinazioni  gia'
adottate, conformandosi alla  decisione  della  Commissione  europea,
entro trenta giorni dalla notifica della stessa. 
                               Art. 11 
 
                              Ispezioni 
 
  1.  Fermo  restando  quanto  previsto  dall'art.  53  del   decreto
legislativo 24 aprile  2006,  n.  219,  e  successive  modificazioni,
l'AIFA,  in  cooperazione  con  l'EMA,  assicura  con  ispezioni,  se
necessario senza preavviso, nonche', ove opportuno,  chiedendo  a  un
laboratorio ufficiale di controllo dei medicinali o a un  laboratorio
designato a tal fine di effettuare  controlli  su  campione,  che  le
disposizioni  normative  sui  medicinali   siano   rispettate.   Tale
cooperazione consiste in scambi di informazioni con l'EMA  sia  sulle
ispezioni programmate sia sulle ispezioni che  sono  state  condotte.
L'AIFA coopera con gli Stati membri e l'EMA nel  coordinamento  delle
ispezioni nei Paesi terzi. L'AIFA puo': 
    a) procedere, in qualsiasi momento, anche  senza  preavviso,  ove
necessario ai fini di verificare l'osservanza delle prescrizioni  del
presente decreto e, in particolare  di  quelle  del  titolo  III  del
decreto  legislativo  24   aprile   2006,   n.   219   e   successive
modificazioni, ad ispezioni degli stabilimenti e dei locali  dove  si
effettuano   la   produzione,   l'importazione,   il   controllo    e
l'immagazzinamento dei medicinali e delle sostanze attive  utilizzate
come materie prime  nella  produzione  di  medicinali.  Inoltre  puo'
ispezionare la produzione  e  importazione  di  materie  prime  e  la
produzione di eccipienti; 
    b) prelevare campioni di medicinali e,  se  del  caso,  di  altre
sostanze necessarie alle analisi; 
    c) prendere conoscenza e, se necessario, acquisire copia di tutti
i documenti relativi all'oggetto delle ispezioni. 
  2. Dopo ogni ispezione, l'AIFA redige un verbale in cui si  riporta
se le strutture ispezionate rispettano i principi e  le  linee  guida
delle norme di buona fabbricazione  dei  medicinali.  Il  verbale  e'
comunicato alla struttura ispezionata. Prima di adottare il  verbale,
l'AIFA  fornisce  alle  strutture   ispezionate   l'opportunita'   di
presentare osservazioni. 
                               Art. 12 
 
          Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale 
 
  1. Per i medicinali compresi nell'elenco di  cui  all'art.  23  del
regolamento (CE) n. 726/2004, il foglio illustrativo riporta anche la
seguente dicitura "Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale."
Tale dicitura e' preceduta dal simbolo nero di cui  all'art.  23  del
regolamento  (CE)  n.  726/2004  e  seguita  da  una  specifica  nota
esplicativa standard. 
  2. Per tutti i medicinali il foglio illustrativo riporta  anche  un
testo  standard  che  invita  espressamente  i  pazienti  a  riferire
eventuali sospette reazioni avverse al  proprio  medico,  al  proprio
farmacista, ad altro operatore sanitario o  direttamente  al  sistema
nazionale  di  farmacovigilanza;  in  detto   testo   standard   sono
specificati i vari mezzi di  segnalazione  disponibili  (segnalazione
elettronica, recapito postale, ovvero altri)  conformemente  all'art.
24,  comma  1,  terzo  periodo.  Con  provvedimento  dell'AIFA   sono
stabilite le modalita' applicative del presente articolo. 
  3. Per i medicinali inclusi nell'elenco  di  cui  all'art.  23  del
regolamento (CE) n. 726/2004, il riassunto delle caratteristiche  del
prodotto deve contenere la seguente dichiarazione: "Il medicinale  e'
soggetto ad  un  monitoraggio  addizionale".  Tale  dichiarazione  e'
preceduta dal simbolo nero di cui all'art. 23 del regolamento (CE) n.
726/2004 e seguita da una pertinente nota esplicativa standard. 
  4. Per tutti i medicinali e' inserito un testo standard che  invita
espressamente gli operatori sanitari a segnalare  eventuali  sospette
reazioni avverse conformemente al sistema nazionale  di  segnalazione
spontanea. Sono disponibili  diversi  mezzi  per  tali  segnalazioni,
inclusa la segnalazione elettronica, conformemente all'art. 24, comma
1, terzo periodo. 
                               Art. 13 
 
                         Procedura ispettiva 
 
  1. Dopo ogni ispezione effettuata  ai  sensi  dell'  art.  109  del
decreto  legislativo  24  aprile   2006,   n.   219,   e   successive
modificazioni,  l'autorita'  competente  redige  un  verbale  in  cui
riporta se le strutture ispezionate rispettano i principi e le  linee
guida in materia di buona pratica di  distribuzione.  Il  verbale  e'
comunicato  agli  interessati,  oggetto  dell'ispezione.   Prima   di
adottarlo definitivamente, la autorita' competente che ha  effettuato
l'ispezione, fornisce agli  interessati  medesimi  l'opportunita'  di
presentare  osservazioni.  Su  richiesta  motivata,  il  verbale   e'
trasmesso alle autorita'  competenti  di  un  altro  Stato  membro  o
all'EMA. 
  2. Se l'ispezione accerta l'inosservanza, da parte delle  strutture
ispezionate, degli obblighi di legge  ovvero  dei  principi  e  delle
linee guida di buona pratica di distribuzione, l'autorita' competente
che  ha  effettuato  l'ispezione   trasmette   tempestivamente   tale
informazione all'AIFA che provvede  a  iscriverla  nella  banca  dati
dell'Unione di cui al comma 9 dell'art. 53 del decreto legislativo 24
aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni. 
                               Art. 14 
 
                Sistema nazionale di farmacovigilanza 
 
  1. Il sistema nazionale di farmacovigilanza  e'  gestito  dall'AIFA
per lo svolgimento  delle  funzioni  di  farmacovigilanza  a  livello
nazionale e per la partecipazione alle attivita' di  farmacovigilanza
dell'Unione europea. Il  sistema  nazionale  di  farmacovigilanza  e'
utilizzato per raccogliere informazioni sui rischi dei medicinali  in
relazione alla  salute  dei  pazienti  o  alla  salute  pubblica.  Le
informazioni si riferiscono  in  particolare  alle  reazioni  avverse
nell'uomo, derivanti sia dall'utilizzo del  medicinale  conformemente
alle condizioni contenute nell'AIC sia dall'uso  al  di  fuori  delle
condizioni di autorizzazione  in  questione,  nonche'  alle  reazioni
avverse associate all'esposizione per motivi professionali. 
  2. Attraverso il sistema nazionale di farmacovigilanza  di  cui  al
comma 1, l'AIFA valuta tutte le  informazioni  in  modo  scientifico,
esamina le possibilita' di ridurre al minimo e di prevenire i  rischi
e, se necessario, adotta azioni regolatorie concernenti l'AIC. L'AIFA
sottopone il sistema  di  farmacovigilanza  a  verifiche  regolari  e
riferisce i risultati alla Commissione in fase di prima  applicazione
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente  decreto;
successivamente entro il mese di settembre 2015 e in seguito ogni due
anni. 
  3  Su  richiesta  della  Commissione,  l'AIFA  partecipa,  con   il
coordinamento  dell'EMA,  ad  attivita'  di   armonizzazione   e   di
standardizzazione internazionale delle misure tecniche in materia  di
farmacovigilanza. 
  4. Le regioni, singolarmente o di intesa fra loro, collaborano  con
l'AIFA nell'attivita' di farmacovigilanza, per la  realizzazione  del
programma di farmacovigilanza attiva che sono oggetto di  convenzione
tra l'AIFA e regioni ai sensi dell'art. 1, comma, 819 della legge  27
dicembre 2006,  n.  296  e  per  fornire  elementi  di  conoscenza  e
valutazione ad integrazione dei  dati  che  pervengono  all'AIFA.  Le
regioni  provvedono,  nell'ambito  delle  proprie  competenze,   alla
diffusione  delle  informazioni  al  personale  sanitario   ed   alla
formazione  degli  operatori   nel   campo   della   farmacovigilanza
sviluppando  azioni  mirate  al  monitoraggio  della  sicurezza   dei
medicinali ivi compresi  quelli  di  origine  biologica.  Le  regioni
collaborano inoltre a fornire  i  dati  sui  consumi  dei  medicinali
mediante programmi di monitoraggio sulle prescrizioni dei  medicinali
a livello regionale. Le regioni  si  possono  avvalere  per  la  loro
attivita' anche di  appositi  Centri  Regionali  di  farmacovigilanza
adeguatamente organizzati e strutturati. Laddove  presenti  i  Centri
Regionali di farmacovigilanza operano in stretta  collaborazione  con
AIFA sulla base di specifiche procedure operative che garantiscono il
controllo di qualita' e la corretta codifica delle  segnalazioni  del
sistema  di  qualita'  nazionale  e  coordinano   le   attivita'   di
farmacovigilanza a livello regionale. 
                               Art. 15 
 
                          Compiti dell'AIFA 
 
  1.  L'AIFA,  conformemente  alle  modalita'  concordate  a  livello
comunitario  e  definite  dall'EMA,  nonche'  alle  linee  direttrici
elaborate dalla Commissione europea ai sensi  degli  articoli  108  e
108-bis della direttiva n. 2001/83/CE: 
    a) adotta, coadiuvata dalle regioni, tutte le misure adeguate per
incoraggiare pazienti, medici, farmacisti ed altri operatori sanitari
a segnalare sospette reazioni avverse alle autorita'  competenti  sul
territorio nazionale; ai  fini  di  tali  obiettivi,  se  necessario,
possono  essere  coinvolte  le  organizzazioni  che  rappresentano  i
consumatori, i pazienti e gli operatori sanitari; 
    b) promuove il processo di informatizzazione di tutti i flussi di
dati necessari  alla  farmacovigilanza  gestendo  e  coordinando,  in
particolare, la rete telematica nazionale  di  farmacovigilanza,  che
collega  le  strutture   sanitarie,   le   regioni   e   le   aziende
farmaceutiche; 
    c) promuove e coordina, anche in  collaborazione  con  l'Istituto
superiore di  sanita',  studi  e  ricerche  di  farmacoutilizzazione,
farmacovigilanza attiva e farmacoepidemiologia; 
    d) facilita le segnalazioni dei pazienti  offrendo  loro  formati
alternativi di segnalazione oltre a quelli in formato elettronico; 
    e)  adotta  le  misure  adeguate  per  ottenere  dati  esatti   e
verificabili ai fini della valutazione scientifica delle segnalazioni
di sospette reazioni avverse; 
    f) garantisce che al pubblico vengono fornite tempestivamente  le
informazioni importanti sui problemi  di  farmacovigilanza  attinenti
all'uso di un medicinale, mediante la pubblicazione sul  portale  web
e, se necessario, attraverso altri mezzi di informazione al pubblico; 
    g)  garantisce,  attraverso  i  metodi  per  la  raccolta   delle
informazioni e,  se  necessario,  attraverso  il  monitoraggio  delle
segnalazioni di sospette  reazioni  avverse,  che  sono  adottate  le
misure adeguate per individuare chiaramente qualsiasi  medicinale  di
origine biologica prescritto, distribuito o  venduto  nel  territorio
nazionale e che e' oggetto di una segnalazione di  sospetta  reazione
avversa, tenendo debito conto della denominazione del  medicinale,  a
norma dell'art. 1, lettera v),  del  decreto  legislativo  24  aprile
2006, n. 219 e successive modificazioni, e del numero  del  lotto  di
fabbricazione; 
    h) provvede, avvalendosi della Commissione tecnico scientifica  e
in  collaborazione  con  il  Consiglio  superiore   di   sanita',   a
predisporre e a trasmettere al Ministero della salute, per il seguito
di   competenza,   la   relazione   annuale   al   Parlamento   sulla
farmacovigilanza. 
  2. Ai fini del comma 1, lettere a) e g), su proposta dell'AIFA, con
decreto del Ministro della salute, sentita la  Conferenza  permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano, possono essere elaborate specifiche linee  guida
sulla  farmacovigilanza  previa  consultazione   delle   associazioni
dell'industria  farmaceutica  e  di  categoria  interessate,  nonche'
specifici obblighi, rivolti  agli  operatori  del  settore,  comunque
conformi alle linee guida comunitarie. 
                               Art. 16 
 
         Deleghe tra autorita' competenti degli Stati membri 
 
  1. L'AIFA puo' delegare una o piu' tra le attivita'  affidatele  ai
sensi del presente decreto all'autorita' competente di un altro Stato
membro, o ricevere delega da parte dell'autorita'  competente  di  un
altro Stato membro, sulla base di un accordo scritto.  Ciascun  Stato
membro non puo' rappresentare piu' di un altro Stato membro.  L'AIFA,
quando delega, ne  informa  la  Commissione,  l'EMA  e  le  autorita'
competenti degli  altri  Stati  membri  per  iscritto.  L'AIFA  rende
pubblica tale informazione. 
                               Art. 17 
 
            Disposizioni concernenti il titolare dell'AIC 
 
  1. Al fine di svolgere le proprie attivita' di farmacovigilanza, il
titolare dell'AIC gestisce un sistema di farmacovigilanza equivalente
al sistema di farmacovigilanza dell'AIFA previsto dall'art. 14. 
  2. Attraverso il sistema di farmacovigilanza di cui al comma  1  il
titolare dell'autorizzazione valuta tutte  le  informazioni  in  modo
scientifico, esamina le  possibilita'  di  ridurre  al  minimo  e  di
prevenire i rischi e, ove necessario, adotta le misure opportune. 
  3. Il titolare dell'AIC effettua  revisioni  regolari  del  proprio
sistema  di   farmacovigilanza.   Il   titolare   dell'autorizzazione
inserisce una nota con i principali  risultati  della  revisione  nel
fascicolo di riferimento del sistema di farmacovigilanza e, basandosi
sui risultati della revisione, agisce  affinche'  venga  elaborato  e
attuato un piano d'azione correttivo appropriato. Una  volta  che  le
azioni correttive sono state  pienamente  realizzate,  la  nota  puo'
essere rimossa. 
  4.  Nell'ambito  del  sistema  di  farmacovigilanza   il   titolare
dell'autorizzazione deve: 
    a) disporre a  titolo  stabile  e  continuativo  di  una  persona
adeguatamente qualificata, responsabile  della  farmacovigilanza  con
documentata esperienza in  tutti  gli  aspetti  di  farmacovigilanza,
fatte salve le situazioni regolarmente in atto alla data  di  entrata
in vigore del presente decreto; 
    b) mantenere e mettere a disposizione su richiesta  un  fascicolo
di riferimento del sistema di farmacovigilanza; 
    c)  attuare  un  sistema  di  gestione  del  rischio   per   ogni
medicinale; 
    d) monitorare i risultati dei provvedimenti volti  a  ridurre  al
minimo i rischi previsti dal piano di gestione del  rischio  o  quali
condizioni dell'AIC secondo gli articoli 5  o  6  o  33  del  decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e successive modificazioni; 
    e) apportare gli aggiornamenti al sistema di gestione del rischio
e monitorare i dati di farmacovigilanza, onde determinare la presenza
di rischi  nuovi  o  il  cambiamento  degli  stessi  o  del  rapporto
rischio/beneficio dei medicinali. 
  5. La persona qualificata di cui al comma 4, lettera a), risiede  e
svolge  la  propria  attivita'   nell'Unione   ed   e'   responsabile
dell'istituzione e della gestione del sistema di farmacovigilanza. Il
titolare dell'autorizzazione comunica il nominativo e le informazioni
per contattare la persona qualificata all'AIFA e all'EMA. 
  6. Fatte salve le disposizioni del comma 4, l'AIFA puo' chiedere la
nomina  di  una   persona   di   contatto   per   le   questioni   di
farmacovigilanza a livello nazionale la quale riferisca alla  persona
qualificata  responsabile  della  farmacovigilanza.  La  persona   di
contatto per le questioni di farmacovigilanza a livello nazionale,  o
in sua assenza  la  persona  adeguatamente  qualificata  responsabile
della farmacovigilanza, provvede a registrarsi alla rete nazionale di
farmacovigilanza. 
                               Art. 18 
 
                 Eventuali deroghe alle disposizioni 
                  concernenti il titolare dell'AIC 
 
  1. Fatte salve le previsioni di cui ai commi 2, 3 e 4,  i  titolari
delle autorizzazioni all'immissione in commercio rilasciate prima del
21 luglio 2012, non sono tenuti,  in  deroga  all'art.  17  comma  4,
lettera c), ad applicare un sistema di gestione del rischio per  ogni
medicinale. 
  2. L'AIFA puo' imporre al titolare dell'AIC l'obbligo di  applicare
un sistema di gestione del rischio  di  cui  all'art.  17,  comma  4,
lettera c), se esistono problematiche circa i rischi che incidono sul
rapporto rischio/beneficio di  un  medicinale  autorizzato.  In  tale
contesto, l'AIFA obbliga inoltre il  titolare  dell'autorizzazione  a
presentare una descrizione dettagliata del sistema  di  gestione  del
rischio che  intende  introdurre  per  il  medicinale  in  questione.
L'imposizione di tale obbligo deve essere debitamente motivata,  deve
essere notificata per iscritto e deve specificare il termine  fissato
per la presentazione della descrizione  dettagliata  del  sistema  di
gestione del rischio. 
  3. L'AIFA fornisce al titolare dell'AIC che lo richiede,  entro  il
termine di trenta giorni dal ricevimento della notifica per  iscritto
dell'obbligo  di  cui  al  comma  2,  l'opportunita'  di   presentare
osservazioni scritte in risposta all'imposizione dell'obbligo,  entro
il termine da essa stabilito. 
  4. Sulla base delle osservazioni scritte  presentate  dal  titolare
dell'AIC, l'AIFA annulla o conferma  l'imposizione  dell'obbligo.  Se
l'AIFA  conferma  l'obbligo,  l'autorizzazione   e'   modificata   di
conseguenza per inserire, come condizione della medesima,  l'adozione
delle misure quale parte del sistema di gestione del rischio  di  cui
all'art. 5, comma 1, lettera a). 
                               Art. 19 
 
               Gestione dei fondi di farmacovigilanza 
 
  1. Tutte le attivita' di farmacovigilanza, funzionamento delle reti
di comunicazione e sorveglianza del mercato sono finanziate da  fondi
pubblici in  base  alla  normativa  vigente,  al  fine  di  garantire
l'indipendenza  dell'autorita'  medesima  nello   svolgimento   della
predetta attivita'. 
  2. Con decreto del Ministro  della  salute,  adottato  su  proposta
dell'AIFA, possono essere applicate tariffe  a  carico  dei  titolari
delle autorizzazioni all'immissione in commercio per  lo  svolgimento
delle attivita' di controllo di cui al comma 1 dalla medesima Agenzia
esercitate, in misura  non  inferiore  ad  un  quinto  delle  tariffe
applicate dall'EMA, per analoghe attivita'. 
                               Art. 20 
 
                        Portale web nazionale 
 
  1. L'AIFA sviluppa e aggiorna la sezione  dedicata  ai  medicinali,
presente sul proprio portale web, collegato al  portale  web  europeo
dei medicinali istituito a norma dell'art. 26 del regolamento (CE) n.
726/2004. Sul proprio portale web l'AIFA  mette  a  disposizione  del
pubblico almeno gli elementi seguenti: 
    a) rapporti  di  valutazione  pubblici,  unitamente  a  una  loro
sintesi redatti in conformita' all'art. 32; 
    b)  riassunti  delle  caratteristiche  del   prodotto   e   fogli
illustrativi; 
    c) riassunti dei piani di gestione del rischio per  i  medicinali
autorizzati a norma del presente decreto; 
    d) elenco dei medicinali di cui all'art. 23 del regolamento  (CE)
n. 726/2004; 
    e) informazioni sulle diverse modalita' per  la  segnalazione  di
sospette reazioni avverse dei medicinali  alle  autorita'  competenti
sul territorio nazionale da parte  degli  operatori  sanitari  e  dei
pazienti, compresi i moduli con maschera web di inserimento  dati  di
cui all'art. 25 del regolamento (CE) n. 726/2004. 
                               Art. 21 
 
            Comunicazioni del titolare di AIC e tra AIFA, 
            altri Stati membri, EMA e Commissione europea 
 
  1. Quando il titolare dell'AIC intende fare un comunicato  pubblico
su informazioni relative a questioni di farmacovigilanza  riguardanti
l'uso  di  un  determinato  medicinale,  e'  tenuto   ad   informarne
tempestivamente l'AIFA, le autorita' nazionali competenti degli altri
Stati membri, l'EMA e la  Commissione  europea  contemporaneamente  o
prima  di  rendere  pubblico  il  comunicato.  Il  titolare  dell'AIC
garantisce che tali informazioni siano presentate al pubblico in modo
obiettivo e non fuorviante. 
  2. Se non  sussiste  la  necessita'  di  pubblicare  un  comunicato
urgente  ai  fini  di  salvaguardia  della  salute  pubblica,  l'AIFA
comunica agli altri Stati membri, all'EMA e alla Commissione europea,
le informazioni su questioni di farmacovigilanza al piu' tardi 24 ore
prima della loro divulgazione al pubblico. 
  3. Per le sostanze attive contenute in  medicinali  autorizzati  in
piu'  Stati  membri  l'AIFA  rispetta,  per  la  pubblicazione  delle
informazioni riguardanti la sicurezza, i termini  stabiliti  dall'EMA
in sede di coordinamento fra le autorita' nazionali  competenti.  Con
il coordinamento dell'EMA, l'AIFA si adopera per concordare  con  gli
altri Stati membri un messaggio comune sulla sicurezza del medicinale
in questione e i calendari della  loro  pubblicazione.  Su  richiesta
dell'EMA,  il   comitato   di   valutazione   dei   rischi   per   la
farmacovigilanza  fornisce  consulenza  in   merito   ai   comunicati
riguardanti la sicurezza. 
  4. Quando l'AIFA rende pubbliche le informazioni di cui ai commi  2
e  3,  omette  tutte  le  informazioni  di  natura  personale  e   le
informazioni commerciali a carattere riservato, a meno  che  la  loro
pubblicazione non sia necessaria a fini di salvaguardia della  salute
pubblica. 
                               Art. 22 
 
Obblighi a carico  delle  strutture  e  degli  operatori  sanitari  e
                  successivi adempimenti dell'AIFA 
 
  1.  Le  aziende  sanitarie  locali,  le  aziende  ospedaliere,  gli
istituti di ricovero  e  cura  a  carattere  scientifico  pubblici  e
privati, i policlinici universitari pubblici e  privati  e  le  altre
analoghe strutture  sanitarie  nominano  una  persona,  con  adeguata
esperienza negli  aspetti  di  farmacovigilanza,  responsabile  della
farmacovigilanza.   La   persona   qualificata   responsabile   della
farmacovigilanza della struttura provvede  a  registrarsi  alla  rete
nazionale di farmacovigilanza al  fine  dell'abilitazione  necessaria
per la gestione delle segnalazioni. Le strutture  sanitarie  private,
diverse da quelle richiamate nel primo periodo, al fine di  assolvere
ai  compiti  di  farmacovigilanza,  fanno  riferimento  alla  persona
qualificata  responsabile  della   farmacovigilanza   della   azienda
sanitaria locale competente per territorio. 
  2. I medici e gli altri operatori sanitari sono tenuti a  segnalare
tempestivamente, e comunque entro due giorni,  le  sospette  reazioni
avverse da medicinali di cui vengono a conoscenza  nell'ambito  della
propria  attivita',  in  modo  completo  e   secondo   le   modalita'
individuate nel modello di  segnalazione  avversa  predisposto  dall'
AIFA. 
  3. I medici e  gli  altri  operatori  sanitari,  nell'ambito  della
propria attivita', sono tenuti a segnalare, non oltre le 36  ore,  le
sospette reazioni avverse di medicinali di origine biologica, in modo
completo  e  secondo  le  modalita'  individuate   nel   modello   di
segnalazione avversa predisposto dalla Agenzia italiana del farmaco. 
  4. Alle segnalazioni di reazioni avverse verificatesi in  corso  di
sperimentazione clinica, si applicano  le  disposizioni  del  decreto
legislativo del 24 giugno 2003, n. 211 e successive modificazioni. 
  5. I medici, gli altri operatori sanitari e i pazienti trasmettono,
tramite le apposite schede e secondo le modalita' indicate dall'AIFA,
le  segnalazioni  di  sospette  reazioni  avverse  o   alla   persona
qualificata  responsabile  della  farmacovigilanza  della   struttura
sanitaria di appartenenza  o  direttamente  alla  rete  nazionale  di
farmacovigilanza  attraverso  il  portale  web  dell'AIFA.   Per   le
segnalazioni ricevute tramite l'apposita scheda cartacea, le  persone
qualificate responsabili della  farmacovigilanza  provvedono,  previa
verifica   della   completezza   e   della   congruita'   dei   dati,
all'inserimento e alla validazione della segnalazione,  entro  e  non
oltre sette giorni dalla data del  ricevimento  della  stessa,  nella
banca dati della rete nazionale di farmacovigilanza e  alla  verifica
dell'effettivo inoltro alle parti interessate del messaggio  relativo
all'inserimento. Per le segnalazioni inviate direttamente  alla  rete
nazionale di farmacovigilanza, attraverso il portale  web  dell'AIFA,
le persone  qualificate  responsabili  della  farmacovigilanza  della
struttura sanitaria di  appartenenza  del  segnalatore  provvederanno
alla validazione di tali segnalazioni, entro e non oltre sette giorni
dalla data di  inserimento  della  stessa  nella  rete  nazionale  di
farmacovigilanza, e alla verifica dell'effettivo inoltro  alle  parti
interessate  del  messaggio  relativo  all'inserimento.  Le   persone
qualificate  responsabili  della  farmacovigilanza  provvedono   alla
ricerca attiva di informazioni  aggiuntive  sulle  segnalazioni,  ove
necessario. 
  6.  Le  schede  cartacee  di  segnalazione  in  originale   saranno
conservate presso la struttura sanitaria che le  ha  ricevute  e,  se
richiesto, inoltrate in copia all'AIFA, alla regione di  appartenenza
o al Centro di farmacovigilanza individuato dalla regione. 
  7. I follow-up  delle  sospette  reazioni  avverse  possono  essere
richiesti al segnalatore dalla persona qualificata responsabile della
farmacovigilanza della struttura sanitaria di appartenenza  o  da  un
suo delegato, o da personale dell'AIFA, in tutti i casi in  cui  cio'
e' ritenuto necessario. I follow-up sono comunque richiesti  in  caso
di reazioni avverse gravi, salvo che la segnalazione  originaria  non
sia gia' completa di  informazioni  aggiornate  o  non  ulteriormente
aggiornabili. Il richiedente provvede ad  inserire  in  rete  i  dati
acquisiti aggiornando la scheda inserita.  Per  i  casi  di  reazioni
avverse ad esito fatale, la persona  qualificata  responsabile  della
farmacovigilanza e' comunque tenuto ad acquisire dal segnalatore  una
relazione clinica dettagliata, da trasmettere  all'AIFA  entro  sette
giorni solari e da inserire nella rete nazionale di  farmacovigilanza
nell'apposita sezione follow-up. 
  8.  Eventuali  integrazioni  alle  modalita'  operative  circa   la
gestione e l'aggiornamento delle segnalazioni  di  sospette  reazioni
avverse, di cui ai commi 5, 6 e 7, possono essere incluse nelle linee
guida di cui all'art. 15, comma 2. 
  9. L'AIFA provvede affinche' le segnalazioni di  sospette  reazioni
avverse gravi da medicinali verificatesi sul territorio  nazionale  e
le  informazioni  successivamente  acquisite  a  tal  riguardo  siano
trasmesse per  via  elettronica  alla  rete  per  la  raccolta  e  il
trattamento dei dati di cui  all'art.  24  del  regolamento  (CE)  n.
726/2004 di seguito  denominata  "banca  dati  Eudravigilance",  come
indicato  all'art.  24,  comma  4,  entro  quindici   giorni   solari
successivi alla data di ricevimento della segnalazione. 
  10. L'AIFA provvede affinche' le segnalazioni di sospette  reazioni
avverse non gravi da medicinali verificatesi sul territorio nazionale
e le informazioni successivamente  acquisite  a  tal  riguardo  siano
trasmesse per via elettronica alla banca  dati  Eudravigilance,  come
indicato all'art. 24, comma 5, entro novanta giorni solari successivi
alla data di ricevimento della segnalazione. 
                               Art. 23 
 
             Registrazione di sospette reazioni avverse 
                    da parte del titolare di AIC 
 
  1. I  titolari  dell'AIC  registrano  tutte  le  sospette  reazioni
avverse nell'Unione o nei paesi terzi, che  sono  portate  alla  loro
attenzione spontaneamente, dai pazienti o dagli operatori sanitari, o
che si verificano nell'ambito di studi dopo l'autorizzazione. Inoltre
garantiscono che tali registrazioni sono accessibili presso un  punto
unico all'interno dell'Unione. 
  2.  In  deroga  al  comma  1,  le  sospette  reazioni  avverse  che
intervengono nell'ambito di una  studio  di  sperimentazione  clinica
sono registrate e comunicate  a  norma  del  decreto  legislativo  24
giugno 2003, n. 211, e successive modificazioni. 
  3.  I  titolari  dell'AIC  tengono  in   considerazione   qualsiasi
segnalazione  di  sospette  reazioni  avverse  effettuata   per   via
elettronica o mediante qualsiasi altro mezzo adeguato da pazienti  ed
operatori sanitari. 
  4. Ad eccezione delle segnalazioni  di  sospette  reazioni  avverse
contenute  nella  rete  nazionale  di  farmacovigilanza,  i  titolari
dell'AIC  trasmettono   per   via   elettronica   alla   banca   dati
Eudravigilance informazioni su tutte  le  sospette  reazioni  avverse
gravi che si  verificano  nell'Unione  e  nei  Paesi  terzi  entro  i
quindici giorni solari  successivi  al  giorno  in  cui  il  titolare
dell'AIC interessato viene a conoscenza dell'evento. 
  5. Ad eccezione delle segnalazioni  di  sospette  reazioni  avverse
contenute  nella  rete  nazionale  di  farmacovigilanza,  i  titolari
dell'AIC  trasmettono   per   via   elettronica   alla   banca   dati
Eudravigilance informazioni sulle sospette reazioni avverse non gravi
che  si  verificano  nell'Unione  entro  i  novanta   giorni   solari
successivi al giorno in cui il titolare dell'AIC interessato viene  a
conoscenza dell'evento. 
  6. Per i medicinali contenenti sostanze attive presenti nell'elenco
di pubblicazioni oggetto di monitoraggio da parte  dell'EMA  a  norma
dell'art. 27 del regolamento (CE) n. 726/2004,  i  titolari  dell'AIC
non sono tenuti a riferire alla banca dati Eudravigilance le sospette
reazioni avverse menzionate nella  letteratura  medica  elencata,  ma
sono tenuti a monitorare tutta la restante  letteratura  medica  e  a
trasmettere qualsiasi sospetta reazione avversa. 
  7. I titolari dell'AIC istituiscono  procedure  per  ottenere  dati
pertinenti e verificabili ai fini della valutazione scientifica delle
segnalazioni di sospette reazioni avverse.  Essi  inoltre  raccolgono
informazioni su tali segnalazioni nell'ambito  del  follow-up  e,  ad
eccezione delle segnalazioni di sospette reazioni  avverse  contenute
nella rete nazionale di farmacovigilanza, li trasmettono  alla  banca
dati Eudravigilance. Per le segnalazioni di sospette reazioni avverse
contenute  nella  rete  nazionale  di  farmacovigilanza,  i  titolari
dell'AIC fanno  riferimento  alle  persone  qualificate  responsabili
della farmacovigilanza della struttura sanitaria di appartenenza  del
segnalatore  per  la  raccolta  delle  informazioni  nell'ambito  del
follow-up. 
  8. I titolari dell'AIC collaborano con l'EMA e gli Stati membri per
la rilevazione di duplicati  di  segnalazioni  di  sospette  reazioni
avverse. 
                               Art. 24 
 
                 Registrazioni di sospette reazioni 
                     avverse da parte dell'AIFA 
 
  1.  Le  sospette  reazioni  avverse  verificatesi  nel   territorio
nazionale e segnalate dagli operatori sanitari e  dai  pazienti  sono
registrate nella rete  nazionale  di  farmacovigilanza.  L'AIFA  puo'
coinvolgere gli operatori sanitari e i pazienti nel  follow-up  delle
segnalazioni ricevute a norma dell'art. 15, comma 1, lettere e) e g).
Garantisce inoltre che  le  segnalazioni  riguardanti  tali  reazioni
avverse possano essere trasmesse direttamente alla rete nazionale  di
farmacovigilanza attraverso il proprio portale web. 
  2. Per le segnalazioni di sospette  reazioni  avverse  verificatesi
nel territorio nazionale e trasmesse alla banca  dati  Eudravigilance
da parte del titolare dell'AIC, l'AIFA puo' coinvolgere  il  titolare
dell'AIC nel follow-up delle segnalazioni. 
  3. L'AIFA collabora con gli altri  Stati  membri,  con  l'EMA  e  i
titolari dell'AIC nella identificazione di duplicati di  segnalazioni
di sospette reazioni avverse. 
  4.  L'AIFA  trasmette  per  via   elettronica   alla   banca   dati
Eudravigilance le segnalazioni di sospette reazioni avverse gravi, di
cui al comma 1, entro quindici giorni  solari  dal  loro  inserimento
nella rete nazionale di farmacovigilanza. 
  5.  L'AIFA  trasmette  per  via   elettronica   alla   banca   dati
Eudravigilance le  segnalazioni  di  sospette  reazioni  avverse  non
gravi, di cui al comma  1,  entro  novanta  giorni  solari  dal  loro
inserimento nella rete nazionale di farmacovigilanza. 
  6. I titolari dell' AIC hanno accesso alle segnalazioni di  cui  ai
commi 4 e 5 sia attraverso la rete nazionale di farmacovigilanza  sia
attraverso la banca dati Eudravigilance. 
  7. L'AIFA garantisce che le segnalazioni  delle  sospette  reazioni
avverse derivanti da un errore connesso all'uso di  un  medicinale  e
verificatesi nel territorio nazionale,  sono  registrate  nella  rete
nazionale di farmacovigilanza e successivamente trasmesse alla  banca
dati Eudravigilance. 
  8. L'AIFA garantisce che tutte le  segnalazioni  sono  disponibili,
attraverso  il  proprio  portale  web  nazionale,   alle   autorita',
organismi, organizzazioni e istituzioni responsabili della  sicurezza
dei pazienti all'interno del territorio nazionale. Tali  segnalazioni
sono opportunamente identificate nelle schede di cui all'art. 25  del
regolamento (CE) n. 726/2004. 
  9.   L'AIFA   non   impone   ai   titolari   delle   autorizzazioni
all'immissione  in  commercio  alcun  obbligo  supplementare  per  la
segnalazione di sospette reazioni avverse, a meno che vi siano motivi
giustificabili connessi alle attivita' di farmacovigilanza. 
                               Art. 25 
 
                Obblighi di presentazione degli PSUR 
 
  1. I titolari  delle  autorizzazioni  all'immissione  in  commercio
trasmettono all'EMA  i  rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza contenenti: 
    a) una sintesi dei dati pertinenti  rispetto  ai  benefici  e  ai
rischi del medicinale, compresi i risultati di tutti  gli  studi  che
esaminino il loro potenziale impatto sull'AIC; 
    b) una valutazione scientifica del rapporto rischio/beneficio del
medicinale; 
    c) tutte le informazioni relative al  volume  delle  vendite  del
medicinale ed eventuali dati in  possesso  del  titolare  dell'AIC  e
riguardanti il volume delle prescrizioni del medicinale, compresa una
stima delle popolazioni esposte al medicinale. 
  2. La valutazione di cui al comma 1, lettera b) e' basata su  tutti
i dati disponibili, compresi i  dati  di  studi  clinici  riguardanti
indicazioni e gruppi di pazienti non contemplati nell'autorizzazione. 
  3. I rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla  sicurezza  sono
trasmessi per via elettronica. 
  4. L'AIFA, i membri del comitato per i medicinali per uso umano,  i
membri del comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza
e i membri del gruppo di coordinamento hanno accesso ai  rapporti  di
cui ai commi 1, 2 e 3, attraverso l'archivio di cui  all'art.  25-bis
del regolamento (CE) n. 726/2004. 
  5. In deroga alle previsioni di cui ai commi 1, 2 e 3,  i  titolari
di autorizzazioni all'immissione in commercio per i medicinali di cui
agli articoli 10, commi da 1 a 4, o  all'art.  11  e  i  titolari  di
autorizzazione all' immissione in commercio di medicinali di cui agli
articoli 16 o 21, del decreto legislativo 24 aprile 2006,  n.  219  e
successive   modificazioni,   presentano   rapporti   periodici    di
aggiornamento sulla sicurezza relativi a  tali  medicinali  nei  casi
seguenti: 
    a) quando tale  obbligo  e'  stato  prescritto  quale  condizione
nell'AIC ai sensi dell'art. 5 o dell'art. 33 del decreto  legislativo
24 aprile 2006, n. 219 e successive modificazioni; 
    b) quando richiesto da  un'autorita'  competente  sulla  base  di
problematiche relative ai dati di farmacovigilanza o per la  mancanza
di rapporti periodici di aggiornamento sulla  sicurezza  relativi  ad
una sostanza attiva dopo la concessione  dell'AIC.  Le  relazioni  di
valutazione dei rapporti periodici di aggiornamento  sulla  sicurezza
richiesti sono trasmesse al comitato di valutazione dei rischi per la
farmacovigilanza, per il seguito di  competenza  ai  sensi  dell'art.
107-ter, paragrafo 3, lettera b) della direttiva 2001/83/CE. 
                               Art. 26 
 
                Frequenza di presentazione degli PSUR 
 
  1. La  frequenza  con  cui  devono  essere  presentati  i  rapporti
periodici di aggiornamento sulla sicurezza e'  specificata  nell'AIC.
Le date di presentazione,  secondo  la  frequenza  specificata,  sono
calcolate a partire dalla data dell'autorizzazione. 
  2.  I  titolari  di  autorizzazioni  all'immissione  in   commercio
rilasciate prima del 21 luglio 2012, per le quali la frequenza  e  le
date di presentazione dei rapporti periodici di  aggiornamento  sulla
sicurezza non sono  stabilite  quali  condizioni  dell'autorizzazione
stessa,  presentano  i  rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza secondo quanto riportato nelle  lettere  a)  e  b)  finche'
altra frequenza o altre  date  di  presentazione  dei  rapporti  sono
stabilite nelle condizioni dell'AIC o determinate a norma  dei  commi
da 4 a 6. I rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza vanno
presentati all'AIFA immediatamente su richiesta o in accordo a quanto
di seguito riportato: 
    a) se il medicinale non e' ancora  stato  immesso  in  commercio,
almeno ogni sei mesi dopo l'autorizzazione e fino  all'immissione  in
commercio; 
    b) se il medicinale e' stato immesso in  commercio,  almeno  ogni
sei mesi nei primi due  anni  successivi  alla  prima  immissione  in
commercio, una volta all'anno per i due anni seguenti e poi ogni  tre
anni. 
  3. Il comma 2 si applica ai medicinali autorizzati solo in Italia e
per i quali non si applica il comma 4. 
  4.   Per   i   medicinali   soggetti   a   diverse   autorizzazioni
all'immissione in commercio e contenenti la stessa sostanza attiva  o
la  stessa  associazione  di  sostanze  attive  si   applicano,   ove
esistenti, le decisioni sulla frequenza armonizzata di  presentazione
dei rapporti e sulla fissazione di una data unica  di  riferimento  a
partire dalla quale sono calcolate le date di presentazione stabilite
ai  sensi  dell'art.  107-quater,  paragrafo   4,   della   direttiva
2001/83/CE. 
  5.  Nei  casi  disciplinati  dal  comma   4,   i   titolari   delle
autorizzazioni all'immissione  in  commercio  presentano  domanda  di
variazione dell'AIC per adeguarsi alla frequenza armonizzata  per  la
presentazione dei rapporti resa pubblica dall'EMA. 
  6. Ogni modifica delle date e della frequenza di presentazione  dei
rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla  sicurezza  specificata
nell'AIC in seguito all'applicazione dei commi 4 e 5 ha  effetto  sei
mesi dopo la  data  della  relativa  pubblicazione  sul  portale  web
europeo. 
                               Art. 27 
 
                       Valutazione degli PSUR 
 
  1. L'AIFA  valuta  i  rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza  onde  determinare  la  presenza  di  rischi  nuovi  o   il
cambiamento  degli  stessi  o  del  rapporto  rischio/beneficio   dei
medicinali. 
                               Art. 28 
 
                    Valutazione unica degli PSUR 
 
  1. Per i medicinali autorizzati in piu' Stati membri e, nei casi di
cui ai commi da 4 a 6 dell'art. 26, per tutti i medicinali contenenti
la stessa sostanza attiva o la stessa associazione di sostanze attive
e per i quali e' stata fissata una data di riferimento  per  l'Unione
nonche' la frequenza dei rapporti periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza, e' effettuata una  valutazione  unica  di  detti  rapporti
secondo la procedura prevista dall'articolo107-sexies della direttiva
2001/83/CE. 
                               Art. 29 
 
                Sospensione, revoca o modifica di una 
                 AIC per ragioni di farmacovigilanza 
 
  1. L'AIFA basandosi sulla valutazione  dei  rapporti  periodici  di
aggiornamento  sulla   sicurezza   di   un   medicinale   stabilisce,
all'occorrenza,  la  modifica,  la  sospensione,  la  revoca   o   il
mantenimento dell'AIC. 
                               Art. 30 
 
              Sospensione, revoca o modifica congiunta 
             di una AIC per ragioni di farmacovigilanza 
 
  1. Se e' effettuata una valutazione unica dei rapporti periodici di
aggiornamento sulla  sicurezza  che  raccomandi  un'eventuale  azione
relativa a piu' autorizzazioni all'immissione in commercio,  a  norma
dell'art. 28, tra le quali  non  figurano  autorizzazioni  rilasciate
secondo la procedura centralizzata di cui al titolo II, capo  1,  del
regolamento (CE) n. 726/2004, e in base alle procedure previste dalla
direttiva 2001/83/CE, gli Stati membri rappresentati  raggiungono  un
accordo sull'azione da  adottare  all'unanimita'.  L'AIFA  adotta  le
misure necessarie per mantenere, modificare, sospendere o revocare le
autorizzazioni all'immissione in commercio in questione in linea  con
il calendario per l'attuazione stabilito nell'accordo. 
  2. In caso di variazione, il titolare  dell'AIC  presenta  all'AIFA
idonea  domanda  di  variazione,  comprendente  il  riassunto   delle
caratteristiche del prodotto  e  il  foglio  illustrativo  aggiornati
entro i termini di attuazione stabiliti. 
  3. Se e' effettuata un'unica valutazione dei rapporti periodici  di
aggiornamento sulla  sicurezza  che  raccomandi  un'eventuale  azione
relativa a piu'  autorizzazioni,  a  norma  dell'art.  28,  comma  1,
l'AIFA, si conforma entro 30 giorni dalla  notifica  della  decisione
adottata dalla Commissione  europea  a  conclusione  della  procedura
prevista  dall'art.   107-octies,   paragrafo   3   della   direttiva
2001/83/CE. 
                               Art. 31 
 
                     Identificazione del segnale 
 
  1. Nei confronti dei medicinali autorizzati ai sensi  del  presente
decreto, l'AIFA, in collaborazione  con  l'EMA,  adotta  le  seguenti
misure: 
    a) monitora  i  risultati  delle  misure  di  minimizzazione  del
rischio previsti dai piani di gestione del rischio e delle condizioni
di cui agli articoli 5 o 6 del presente decreto, o dell'art.  33  del
decreto  legislativo  24   aprile   2006,   n.   219   e   successive
modificazioni; 
    b) valuta gli aggiornamenti del sistema di gestione del rischio; 
    c) monitora i dati della banca Eudravigilance per stabilire se vi
siano rischi nuovi o che si sono modificati o se tali rischi  abbiano
un impatto sul rapporto rischio/beneficio. 
  2. L'AIFA per l'attivita' di identificazione del segnale su  rischi
nuovi o su rischi che si sono modificati e su modifiche del  rapporto
rischio/beneficio e per l'adozione delle misure di cui al comma 1, si
avvale della collaborazione dei Centri regionali di  farmacovigilanza
in accordo con le linee guida di cui all'art. 15, comma 2. 
  3.  L'AIFA  e  il  titolare  dell'AIC   si   scambiano   reciproche
informazioni, e le comunicano  all'EMA,  quando  identificano  rischi
nuovi o rischi che  si  sono  modificati  o  modifiche  del  rapporto
rischio/beneficio. 
                               Art. 32 
 
                   Avvio della procedura d'urgenza 
 
  1. L'AIFA, se necessario, avvia la procedura  di  cui  al  presente
articolo e di cui agli articoli 33 e 34, informando gli  altri  Stati
membri, l'EMA, la Commissione europea, quando ritiene  necessario  un
intervento urgente, a seguito della  valutazione  dei  dati  connessi
alle attivita' di farmacovigilanza, in  uno  qualsiasi  dei  seguenti
casi: 
    a)   se   intende   sospendere   o   revocare   un'autorizzazione
all'immissione in commercio; 
    b) se intende vietare la commercializzazione di un medicinale; 
    c)  se   intende   negare   il   rinnovo   di   un'autorizzazione
all'immissione in commercio; 
    d) se il titolare dell'autorizzazione comunica all'AIFA  medesima
che, per motivi di sicurezza, ha interrotto la commercializzazione di
un medicinale, ha avviato un'azione di ritiro di un'autorizzazione, o
intende   farlo,   ovvero   non   ha   richiesto   il   rinnovo    di
un'autorizzazione all'immissione in commercio. 
  2. L'AIFA informa gli altri Stati membri, l'EMA e  la  Commissione,
se ritiene  che  sia  necessaria  una  nuova  controindicazione,  una
riduzione della dose raccomandata o una restrizione delle indicazioni
di un medicinale, a seguito della valutazione dei dati connessi  alle
attivita' di farmacovigilanza  indicando  l'azione  considerata  e  i
relativi motivi. 
  3. Qualora la procedura prevista  dal  presente  articolo  e  dagli
articoli 33 e 34 non sia avviata, per  i  medicinali  autorizzati  ai
sensi delle procedure di cui  al  titolo  III,  capo  V  del  decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219  e  successive  modificazioni,  il
caso e' portato all'attenzione del gruppo  di  coordinamento  di  cui
all'art. 27 della direttiva 2001/83/CE. 
  4. Nei casi in cui siano coinvolti interessi dell'Unione si applica
l'art. 10 del presente decreto. 
  5. Quando e' avviata la procedura prevista dal presente articolo  e
dagli articoli 33 e 34 e l'EMA comunica all'AIFA di  aver  verificato
che il medicinale in questione e' autorizzato in piu'  di  uno  Stato
membro, si applicano le procedure di cui agli articoli 33  e  34  del
presente decreto. 
  6. Se dalla verifica comunicata dall'EMA risulta che il  medicinale
e' autorizzato soltanto in Italia, l'AIFA adotta i  provvedimenti  di
competenza   e   ne   informa   il    titolare    dell'autorizzazione
all'immissione in commercio. 
  7. L'AIFA adempie tempestivamente alla  eventuale  richiesta  della
Commissione europea, formulata nel corso delle procedure  di  cui  al
presente articolo e dagli articoli 33 e  34,  di  adottare  immediati
provvedimenti temporanei sui medicinali oggetto della procedura. 
  8. Le informazioni di cui al presente articolo  possono  riguardare
singoli  medicinali  o  un  gruppo  di  medicinali   o   una   classe
terapeutica. 
  9. Quando comunica le informazioni di  cui  al  presente  articolo,
l'AIFA  mette  a  disposizione   dell'EMA   tutte   le   informazioni
scientifiche di cui dispone e le sue eventuali valutazioni. 
                               Art. 33 
 
               Comunicazioni pubbliche sui portali web 
                dell'avvio della procedura d'urgenza 
 
  1. Nell'ipotesi prevista dall'art. 32, commi 1 e 2, o  in  caso  di
analogo avvio della procedura da parte  dell'EMA  o  di  altro  Stato
membro, l'AIFA puo'  dare  notizia  dell'avvio  della  procedura  sul
proprio portale web. 
  2. Il comunicato pubblicato sul portale web ai sensi del  comma  1,
specifica la problematica sottoposta all'EMA e i prodotti  medicinali
e, se del  caso,  le  sostanze  attive  coinvolti.  Contiene  inoltre
informazioni  sui   diritti   dei   titolari   delle   autorizzazioni
all'immissione in commercio, degli operatori sanitari e del  pubblico
di presentare all'EMA informazioni pertinenti alla procedura e  sulle
modalita' di presentazione di dette informazioni. 
  3 Se il titolare di AIC o  un'altra  persona  intendono  presentare
informazioni pertinenti all'oggetto della  procedura  che  contengono
dati riservati possono chiedere il permesso di trasmettere tali  dati
al comitato di valutazione dei rischi  per  la  farmacovigilanza  nel
corso di un'audizione non pubblica, dandone comunicazione all'AIFA. 
                               Art. 34 
 
             Regolamentazione della procedura d'urgenza 
 
  1. Se a conclusione della  procedura  disciplinata  dagli  articoli
107-decies, 107-undecies e 107-duodecies della direttiva  2001/83/CE,
in cui non e' compresa alcuna autorizzazione  rilasciata  secondo  la
procedura centralizzata di cui al capo 1, titolo II, del  regolamento
(CE) n. 726/2004, e' raggiunto tra  gli  Stati  membri  rappresentati
all'interno del gruppo di  coordinamento  un  accordo  all'unanimita'
sull'azione da adottare,  l'AIFA  adotta  le  misure  necessarie  per
mantenere, variare,  sospendere  o  revocare  l'AIC  sottoposto  alla
procedura, secondo i tempi di attuazione stabiliti nell'accordo. 
  2. Se si raggiunge un accordo all'unanimita' su una variazione,  il
titolare dell'AIC presenta all'AIFA  idonea  domanda  di  variazione,
comprensiva di un riassunto delle caratteristiche del prodotto  e  il
foglio  illustrativo  aggiornati  secondo  i  tempi   di   attuazione
stabiliti. 
  3. Se  non  si  raggiunge  un  accordo  all'unanimita'  l'AIFA  da'
attuazione alla decisione adottata dalla  Commissione  a  conclusione
della procedura  entro  30  giorni  dalla  notifica  della  decisione
medesima. 
  4.  Se  la  procedura  disciplinata  dagli   articoli   107-decies,
107-undecies e 107-duodecies della  direttiva  2001/83/CE,  comprende
almeno   un'autorizzazione   rilasciata    secondo    la    procedura
centralizzata di cui al capo 1 del titolo II del regolamento (CE)  n.
726/2004,  l'AIFA  da'  attuazione  alla  decisione  adottata   dalla
Commissione sulla base del parere del comitato per i  medicinali  per
uso umano  a  conclusione  della  procedura  entro  30  giorni  dalla
notifica della decisione medesima. 
                               Art. 35 
 
             Studi sulla sicurezza dopo l'autorizzazione 
 
  1. Il presente articolo, nonche' gli articoli 36, 37, 38  e  39  si
applicano  agli  studi  sulla  sicurezza  non  interventistici   dopo
l'autorizzazione condotti sul territorio nazionale avviati, gestiti o
finanziati  dal  titolare  dell'AIC  su  base  volontaria  oppure  in
conformita' ad obblighi imposti ai sensi degli articoli 5  e  6,  che
riguardano la  raccolta  di  dati  sulla  sicurezza  da  pazienti  od
operatori sanitari. Sono comunque fatte salve le  norme  nazionali  e
dell'Unione  volte  a  garantire  il  benessere  e  i   diritti   dei
partecipanti agli studi  sulla  sicurezza  non  interventistici  dopo
l'autorizzazione. 
  2. Gli studi non vengono  svolti  qualora  il  fatto  di  svolgerli
promuova l'uso di un medicinale. 
  3. Per  la  partecipazione  agli  studi  non  interventistici  dopo
l'autorizzazione, agli operatori sanitari  spetta  esclusivamente  il
rimborso delle spese sostenute  e  una  indennita'  compensativa  del
tempo impiegato che sono gestiti per il tramite  dell'amministrazione
di riferimento del centro clinico. 
  4. Il titolare  dell'AIC  presenta  all'AIFA  il  protocollo  e  le
relazioni di avanzamento dello studio. 
  5. Il titolare dell'AIC trasmette la relazione  finale  all'AIFA  e
alle autorita' competenti degli altri Stati membri in cui  lo  studio
e' stato condotto entro dodici mesi dal termine  della  raccolta  dei
dati. 
  6. Durante lo svolgimento  di  uno  studio,  il  titolare  dell'AIC
effettua un monitoraggio dei dati emersi e ne esamina le  conseguenze
sul rapporto rischio/beneficio del medicinale in questione. Qualsiasi
nuova  informazione  in  grado  di  influire  sulla  valutazione  del
rapporto rischio/beneficio del medicinale e' comunicata all'AIFA,  ai
sensi dell'art. 7. Tale obbligo  non  pregiudica  l'informazione  sui
risultati degli studi che il titolare dell'AIC mette  a  disposizione
attraverso i rapporti periodici di aggiornamento sulla  sicurezza  di
cui all'art. 25. 
  7. Gli articoli da 36 a 39 si applicano esclusivamente  agli  studi
di cui al comma 1, che sono effettuati conformemente  ad  un  obbligo
imposto a norma degli articoli 5 o 6. 
  8. L'AIFA puo' definire apposite procedure per  l'attuazione  delle
disposizioni del presente articolo. 
  9. Gli studi di cui al comma 1 sono notificati per il  tramite  del
Registro degli Studi Osservazionali gia' operante presso l'AIFA. 
                               Art. 36 
 
                       Protocollo degli studi 
 
  1. Prima di svolgere uno studio, il titolare dell'AIC presenta  una
bozza di protocollo al comitato di  valutazione  dei  rischi  per  la
farmacovigilanza, di cui all'art. 46 della  direttiva  2001/83/CE  ad
eccezione degli studi che si svolgono solo  in  territorio  italiano.
Per tali studi il titolare dell'AIC presenta una bozza di  protocollo
all'AIFA, che stabilisce lo studio ai sensi dell'art. 6. 
  2.  Entro  sessanta  giorni  dalla  presentazione  della  bozza  di
protocollo l'AIFA, o il comitato di valutazione  dei  rischi  per  la
farmacovigilanza a seconda dei casi, rilascia: 
    a) una lettera di approvazione della bozza di protocollo; 
    b) una lettera di obiezione, che riporti in  dettaglio  i  motivi
dell'obiezione, nei casi seguenti: 
      1) qualora ritenga che lo  svolgimento  dello  studio  promuova
l'uso del medicinale; 
      2) qualora ritenga che il disegno dello studio non  corrisponda
ai suoi obiettivi; 
    c) una lettera che notifica al titolare dell'AIC che lo studio e'
una sperimentazione clinica rientrante nell'ambito d'applicazione del
decreto  legislativo  24  giugno   2003,   n.   211,   e   successive
modificazioni. 
  3. Lo studio  inizia  quando  e'  stata  rilasciata  l'approvazione
scritta dell'AIFA o del comitato di valutazione  dei  rischi  per  la
farmacovigilanza. 
  4. Se e' stata rilasciata da parte del comitato di valutazione  dei
rischi per la farmacovigilanza una lettera di approvazione  ai  sensi
del comma 2, lettera a), il titolare dell'autorizzazione trasmette il
protocollo alle autorita' competenti degli Stati  membri  in  cui  si
dovra' svolgere lo studio. 
  5. Lo studio in Italia e' condotto dal titolare dall'AIC sulla base
del protocollo approvato secondo le modalita' per la conduzione degli
studi osservazionali sui farmaci definite dall'AIFA. 
                               Art. 37 
 
                      Modifiche del protocollo 
 
  1. Dopo l'avvio di uno studio le  eventuali  modifiche  sostanziali
del protocollo  vanno  presentate,  prima  della  loro  applicazione,
all'AIFA  o  al  comitato  di   valutazione   dei   rischi   per   la
farmacovigilanza, a  seconda  dei  casi.  L'AIFA  o  il  comitato  di
valutazione dei rischi per la farmacovigilanza, valutano le modifiche
e  comunicano  al  titolare  dell'AIC  la  propria  approvazione   od
obiezione. Il titolare dell'AIC ne informa gli altri Stati membri  in
cui lo studio e' eventualmente condotto. 
                               Art. 38 
 
                     Rapporto finale degli studi 
 
  1. Dopo la conclusione dello studio un rapporto finale sul medesimo
e' presentato all'AIFA o al comitato di valutazione dei rischi per la
farmacovigilanza entro dodici mesi dal  termine  della  raccolta  dei
dati, a meno che l'AIFA o il comitato di valutazione dei  rischi  per
la farmacovigilanza non abbiano concesso una deroga scritta. 
  2. Il titolare dell'autorizzazione  valuta  se  i  risultati  dello
studio hanno un impatto sulle condizioni dell'AIC e,  se  necessario,
presenta all'AIFA, e alle autorita' nazionali competenti, una domanda
di variazione dell'AIC medesima. 
  3. Unitamente al rapporto finale dello studio, il titolare dell'AIC
presenta una sintesi dei risultati dello studio in forma  elettronica
all'AIFA  o  al  comitato  di   valutazione   dei   rischi   per   la
farmacovigilanza. 
                               Art. 39 
 
              Modifiche dell'AIC a seguito degli studi 
 
  1.  Quando  il  comitato  di  valutazione   dei   rischi   per   la
farmacovigilanza  adotta  una  raccomandazione  per  la   variazione,
sospensione o revoca dell'AIC per un medicinale autorizzato ai  sensi
della direttiva 2001/83/CE,  l'AIFA  concorda  con  gli  altri  Stati
membri rappresentati all'interno  del  gruppo  di  coordinamento  una
posizione sulla questione che tiene  conto  della  raccomandazione  e
include le scadenze per l'attuazione della posizione concordata. 
  2. Se all'interno del gruppo  di  coordinamento  gli  Stati  membri
rappresentati  raggiungono  un  accordo   sull'azione   da   adottare
all'unanimita',  l'AIFA  adotta   i   provvedimenti   necessari   per
modificare, sospendere o revocare  l'AIC  in  questione,  secondo  le
scadenze stabilite nell'accordo. Se e'  raggiunto  un  accordo  sulla
variazione, il titolare dell'autorizzazione presenta all'AIFA  idonea
domanda   di   variazione,   comprendente    il    riassunto    delle
caratteristiche del prodotto  e  il  foglio  illustrativo  aggiornati
entro le scadenze di attuazione stabilite.  L'accordo  e'  pubblicato
sul portale web europeo dei medicinali istituito a norma dell'art. 26
del regolamento (CE) n. 726/2004 e sul portale dell'AIFA. 
  3. Se  non  si  raggiunge  un  accordo  all'unanimita',  l'AIFA  si
conforma alla decisione adottata dalla  Commissione  che  applica  la
procedura di cui agli articoli 33 e 34 della direttiva 2001/83/CE. 
  4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano quando  il
comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza, basandosi
sui risultati  dello  studio  e  previa  consultazione  del  titolare
dell'autorizzazione,  adotta  raccomandazioni  sull'AIC,   ai   sensi
dell'art. 107-octodecies della direttiva 2001/83/CE. 
                               Art. 40 
 
         Armonizzazione delle attivita' di farmacovigilanza 
 
  1. L'AIFA si adegua alle misure di armonizzazione  delle  attivita'
di farmacovigilanza  adottate  dalla  Commissione  europea  ai  sensi
dell'art. 108 della direttiva 2001/83/CE. 
                               Art. 41 
 
             Norme di buona pratica di farmacovigilanza 
 
  1.  Al  fine  di  facilitare  lo  svolgimento  delle  attivita'  di
farmacovigilanza all'interno dell'Unione, l'AIFA coopera con l'EMA  e
le altre parti interessate nell'elaborazione di: 
    a) linee guida sulle buone pratiche di farmacovigilanza  sia  per
le autorita' competenti  che  per  i  titolari  delle  autorizzazioni
all'immissione in commercio; 
    b) linee guida scientifiche per  gli  studi  sull'efficacia  dopo
l'autorizzazione. 
                               Art. 42 
 
                    Accertamenti sull'osservanza 
                   delle norme di farmacovigilanza 
 
  1. In cooperazione con l'EMA, l'AIFA  assicura  con  ispezioni,  se
necessario anche senza preavviso, che le  disposizioni  del  presente
decreto siano rispettate. Le ispezioni possono riguardare  i  locali,
le registrazioni, i documenti  e  il  fascicolo  di  riferimento  del
sistema  di  farmacovigilanza  del  titolare  dell'AIC  o  di   terzi
incaricati dallo stesso titolare di realizzare le attivita' di cui al
presente decreto. La cooperazione con l'EMA  consiste  in  scambi  di
informazioni sia sulle ispezioni programmate sia sulle ispezioni  che
sono state condotte. L'AIFA coopera con le autorita' competenti degli
altri Stati membri e l'EMA  nel  coordinamento  delle  ispezioni  nei
Paesi terzi. 
  2. Dopo ogni ispezione, l'AIFA  redige  una  relazione  in  cui  si
riporta se il titolare di AIC  o  i  terzi  incaricati  dallo  stesso
titolare rispettano le  disposizioni  di  cui  al  presente  decreto.
L'AIFA trasmette il verbale alle strutture  ispezionate  che  possono
fornire le proprie osservazioni, prima che il verbale  sia  adottato.
Se  l'ispezione  accerta  che  il  titolare  dell'AIC  non  opera  in
conformita'  al  sistema  di  farmacovigilanza  come  descritto   nel
fascicolo di  riferimento  del  sistema  di  farmacovigilanza  e  nel
presente decreto, l'AIFA richiama l'attenzione del titolare  dell'AIC
su tali insufficienze e gli  fornisce  l'opportunita'  di  presentare
osservazioni. In tal caso l'AIFA  informa  gli  altri  Stati  membri,
l'EMA  e  la  Commissione  europea.  Su  richiesta  motivata,  l'AIFA
trasmette il verbale in forma elettronica alle  autorita'  competenti
di un altro Stato membro o all'EMA. 
  3. Alle ispezioni previste dal presente articolo, si applica quanto
disposto dai commi 13 e 14 dell'art. 53 del  decreto  legislativo  24
aprile 2006, n. 219 e successive modificazioni. 
                               Art. 43 
 
           Revoca della AIC per motivi di farmacovigilanza 
 
  1. La revoca  dell'AIC,  che  comporta  il  definitivo  ritiro  dal
commercio del medicinale, e' disposta  quando,  a  motivato  giudizio
dell'AIFA: 
    a) il medicinale e' nocivo; 
    b) il medicinale non permette di ottenere l'effetto terapeutico o
l'effetto per il quale e' stato autorizzato; 
    c) il rapporto rischio/beneficio non e' favorevole; 
    d)  il  medicinale  non  ha   la   composizione   qualitativa   e
quantitativa dichiarata. 
  2. L'AIFA, per un medicinale la cui  commercializzazione  e'  stata
vietata o che e' stato ritirato dal mercato a norma dei commi 1 e 2 e
dell'art.  24,  in  circostanze  eccezionali   e   per   un   periodo
transitorio, puo' consentire la commercializzazione del medicinale  a
pazienti gia' in cura con il medicinale. 
  3. L'AIC puo' essere revocata anche qualora  si  riscontri  che  le
informazioni presenti nella domanda a norma degli articoli 8, 10 o 14
sono errate o non sono state  modificate  a  norma  dell'art.  34,  o
quando non sono soddisfatte le condizioni di cui agli articoli  5,  o
3, o dell'art. 33 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n.  219,  e
successive modificazioni, o non sono stati eseguiti i  controlli  sul
prodotto finito, o sui componenti  e  sui  prodotti  intermedi  della
produzione, in base ai metodi adottati per l'AIC, nonche' nei casi in
cui le sperimentazioni presentate a supporto della richiesta  di  AIC
siano state condotte senza rispettare i principi  e  le  linee  guida
delle  norme  di  buona  pratica  clinica  fissati  dalla   normativa
comunitaria. 
                               Art. 44 
 
        Obblighi di comunicazione all'interno della comunita' 
 
  1. Su richiesta dell'autorita' competente di uno Stato  membro  che
intende commercializzare, per validi motivi di  salute  pubblica,  un
medicinale ivi non autorizzato, l'AIFA fornisce, entro trenta  giorni
dalla richiesta,  una  copia  del  rapporto  di  valutazione  di  cui
all'art. 4 e dell'AIC in vigore per quanto riguarda il medicinale  in
questione, autorizzato sul territorio nazionale. 
                               Art. 45 
 
                      Disposizioni transitorie 
 
  1. L'obbligo del  titolare  dell'autorizzazione  all'immissione  in
commercio  di  tenere  aggiornato  e  mettere  a   disposizione,   su
richiesta,   un   fascicolo   di   riferimento   del    sistema    di
farmacovigilanza per uno o piu' medicinali di  cui  all'art.  17,  si
applica alle autorizzazioni all'immissione  in  commercio  rilasciate
prima del 21 luglio 2012 o a decorrere, a seconda  della  prima  data
utile: 
    a)  dalla  data  in  cui  sono  rinnovate   tali   autorizzazioni
all'immissione in commercio; 
    b) dal 21 luglio 2015. 
  2. La procedura di cui agli articoli da 35 a  39  si  applica  solo
agli studi avviati dopo il 21 luglio 2012. 
  3. L'obbligo di trasmissione, in formato elettronico, da parte  del
titolare dell'AIC delle informazioni sulle sospette reazioni  avverse
alla banca dati Eudravigilance, di cui all'art.  23,  commi  4  e  5,
decorre dopo sei mesi dalla  data  in  cui  l'EMA  ha  annunciato  le
funzionalita' della banca dati. 
  4. Fino a quando l'EMA non potra' assicurare le funzionalita' della
banca dati Eudravigilance di cui all'art. 24 del regolamento (CE)  n.
726/2004, modificato dal regolamento (UE) n. 1235/2010 del Parlamento
europeo  e   del   Consiglio,   i   titolari   delle   autorizzazioni
all'immissione in  commercio  riferiscono  alla  persona  qualificata
responsabile della  farmacovigilanza  della  struttura  sanitaria  di
appartenenza  del  segnalatore,  entro  i  quindici   giorni   solari
successivi al giorno in cui  il  titolare  interessato  e'  venuto  a
conoscenza dell'evento, tutte le sospette reazioni avverse gravi  che
si verificano nel territorio nazionale, e all'EMA tutte  le  sospette
reazioni avverse gravi che si verificano nel territorio di  un  Paese
terzo e, se e' fatta richiesta, alle autorita' competenti degli Stati
membri in cui il medicinale e' autorizzato. 
  5. Fino a quando l'EMA non potra' assicurare le funzionalita' della
banca dati Eudravigilance di cui all'art. 24 del regolamento (CE)  n.
726/2004, modificato dal regolamento (UE) n. 1235/2010,  l'AIFA  puo'
imporre ai titolari delle autorizzazioni all'immissione in  commercio
di  trasmettere  le  sospette  reazioni  avverse  non  gravi  che  si
verificano sul territorio  nazionale,  entro  novanta  giorni  solari
successivi al giorno in  cui  il  titolare  dell'AIC  interessato  e'
venuto a conoscenza della reazione avversa. 
  6.  Durante  questo  periodo,  l'AIFA  trasmette  alla  Banca  dati
Eudravigilance sollecitamente e in ogni caso entro  15  giorni  dalla
notifica, le segnalazioni di cui al comma 4  relative  alle  reazioni
avverse che si sono verificati sul territorio nazionale. 
  7.  L'obbligo  di  trasmissione  all'EMA,  da  parte  del  titolare
dell'AIC, dei rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza  di
cui all'art. 25, comma 1, si applica dodici mesi dopo  che  l'EMA  ha
annunciato le funzionalita' dell'archivio. Fino a  quando  l'EMA  non
sara'  in  grado  di  assicurare  le  funzionalita'  concordate   per
l'archiviazione  dei  rapporti  periodici  di   aggiornamento   sulla
sicurezza,  i  titolari  delle   autorizzazioni   all'immissione   in
commercio trasmettono i rapporti  periodici  di  aggiornamento  sulla
sicurezza a tutti gli Stati membri in  cui  il  medicinale  e'  stato
autorizzato. 
  8. Al fine di dare applicazione al disposto di cui ai commi 3  e  7
l'AIFA pubblica sulla Gazzetta Ufficiale un comunicato che riporta la
data in cui l'EMA ha annunciato l'inizio  delle  funzionalita'  della
Banca dati Eudravigilance. 
  Il presente decreto sara' inviato agli organi di controllo  per  la
registrazione 
    Roma, 30 aprile 2015 
 
                      Il Ministro della salute 
                              Lorenzin 
 
                     Il Sottosegretario di Stato 
             alla Presidenza del Consiglio dei ministri 
                  con delega alle politiche europee 
                                Gozi 
 
                   Il Ministro degli affari esteri 
                 e della cooperazione internazionale 
                          Gentiloni Silveri 
 
                             Il Ministro 
                      dello sviluppo economico 
                                Guidi 
 
                             Il Ministro 
                    dell'economia e delle finanze 
                               Padoan 
 

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2015 
Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC,  Min.  salute  e  Min.  lavoro  e
politiche sociali Reg.ne Prev. n. 2376 
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