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Numero Atti:56786
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 19 settembre 2017 Ultima Modifica: 20 settembre 2017
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Dettaglio atto

Ministero della Salute

Ordinanza 28 maggio 2015

Misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi bovina enzootica. (15A04879)

(G.U. Serie Generale , n. 144 del 24 giugno 2015)

 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
  Visto il testo unico delle  leggi  sanitarie  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265 e successive modificazioni; 
  Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive
modificazioni; 
  Vista la legge 9 giugno  1964,  n.  615,  concernente  la  bonifica
sanitaria degli allevamenti dalla tubercolosi e dalla  brucellosi,  e
successive modificazioni; 
  Visto l'art. 32, comma 1 della legge  23  dicembre  1978,  n.  833,
recante "Istituzione del servizio sanitario nazionale"  relativamente
al potere  del  Ministro  della  sanita'  di  emettere  ordinanze  di
carattere contingibile e urgente, in  materia  di  igiene  e  sanita'
pubblica e di polizia veterinaria, con  efficacia  estesa  all'intero
territorio nazionale o a parte di esso comprendente piu' regioni; 
  Visto l'art. 117, comma 1 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali,  in  attuazione  del  capo  I
della legge 15 marzo 1997, n. 59"; 
  Visto  il  decreto  del  Ministro  della  sanita'  28  marzo  1989,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  29
marzo 1989, n. 73,  concernente  l'obbligo  in  tutto  il  territorio
nazionale delle operazioni  di  profilassi  e  di  risanamento  degli
allevamenti bovini da brucellosi; 
  Visto il decreto del Ministro della sanita' 2 luglio 1992, n.  453,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  23
novembre  1992,  n.  276,  concernente   il   piano   nazionale   per
l'eradicazione della brucellosi negli allevamenti ovini e caprini,  e
successive modificazioni; 
  Visto il decreto del Ministro della sanita' 27 agosto 1994, n. 651,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  26
novembre  1994,  n.  277,  concernente   il   piano   nazionale   per
l'eradicazione  della  brucellosi   negli   allevamenti   bovini,   e
successive modificazioni; 
  Visto il decreto del Ministro della sanita'  15  dicembre  1995  n.
592, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 30
maggio  1996,  n.   125,   concernente   il   piano   nazionale   per
l'eradicazione della tubercolosi negli allevamenti bovini e bufalini,
e successive modificazioni; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n.
317, recante norme per l'attuazione della  direttiva  92/102/CEE  del
Consiglio del 27 novembre 1992, relativa all'identificazione  e  alla
registrazione degli animali; 
  Visto il decreto del Ministro della sanita' 2 maggio 1996  n.  358,
pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  10
luglio 1996, n. 160, recante  il  regolamento  concernente  il  piano
nazionale  per  l'eradicazione  della  leucosi  bovina  enzootica,  e
successive modificazioni; 
  Visto il decreto  legislativo  22  maggio  1999,  n.  196,  recante
attuazione della direttiva 97/12/CE del Consiglio del 17 marzo  1997,
che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE del Consiglio del  26
giugno 1964 relativa ai problemi di polizia sanitaria in  materia  di
scambi intracomunitari di animali della specie bovina e suina; 
  Vista la decisione 90/424/CEE del  Consiglio  del  26  Giugno  1990
relativa a talune spese nel settore veterinario; 
  Visto il  decreto  legislativo  9  gennaio  2004,  n.  58,  recante
disposizioni sanzionatorie per le violazioni del regolamento (CE)  n.
1760/2000 del 17 luglio 2000 e del regolamento (CE) n. 1825/2000  del
25 agosto 2000,  relativi  all'identificazione  e  registrazione  dei
bovini nonche' all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti  a
base di carni bovine, a norma dell'art. 3 della legge 1° marzo  2002,
n. 39; 
  Visto il decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  193,  recante
attuazione della direttiva 2003/50/CE relativa al  rafforzamento  dei
controlli sui movimenti di ovini e caprini; 
  Vista l'ordinanza del  Ministro  della  salute  14  novembre  2006,
pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  7
dicembre 2006 n. 285 S.O., relativa a misure straordinarie di polizia
veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e  bufalina,
brucellosi ovi-caprina,  leucosi  in  Calabria,  Campania,  Puglia  e
Sicilia; 
  Vista la decisione 2008/940/CE della  Commissione  del  21  ottobre
2008 che stabilisce requisiti uniformi per la notifica dei  programmi
di eradicazione e di controllo delle  malattie  animali  cofinanziati
dalla Comunita', e successive modificazioni; 
  Vista  l'ordinanza  del  Ministro  della  salute  9  agosto   2012,
pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  11
settembre 2012 n. 212, relativa a  misure  straordinarie  di  polizia
veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e  bufalina,
brucellosi ovi-caprina,  leucosi  in  Calabria,  Campania,  Puglia  e
Sicilia, la cui efficacia e' cessata il 12 settembre 2014; 
  Considerata la necessita' di uniformare le  procedure  diagnostiche
nei  territori  non  ufficialmente  indenni  per  brucellosi  secondo
criteri di economicita' nella  scelta  delle  prove  diagnostiche  da
impiegare, a parita' di performance delle stesse; 
  Considerato che il rafforzamento delle misure di identificazione  e
registrazione degli animali costituisce un  elemento  imprescindibile
per una efficace lotta alle malattie infettive trasmissibili. 
  Considerato che il  bolo  endoruminale  e  i  mezzi  identificativi
associati a  prelievo  di  materiale  genetico  offrono  le  migliori
garanzie  di  resistenza  alla  manomissione  nonche'  di  durata  in
condizioni ambientali specifiche, quali quelle che si  verificano  al
pascolo, e di probabilita' di risalire con certezza all'identita' del
singolo animale in caso di perdita del mezzo di identificazione; 
  Considerato      che       le       pratiche       connesse       a
transumanza/monticazione/demonticazione,    il    pascolo    vagante,
l'allevamento allo stato brado o semibrado e le stalle di  sosta  dei
commercianti  costituiscono  elemento  di  maggior  rischio  per   la
diffusione e la persistenza delle  malattie  oggetto  della  presente
ordinanza; 
  Visto  il  parere   scientifico   adottato   l'11   dicembre   2006
dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare sulle performances
dei  metodi  diagnostici  nei  confronti  della  brucellosi   bovina,
ovi-caprina e suina; 
  Visto il regolamento (UE) n. 653/2014 del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 15 maggio 2014, che modifica il  regolamento  (CE)  n.
1760/2000  per  quanto  riguarda  l'identificazione  elettronica  dei
bovini e l'etichettatura delle carni bovine  e  ritenuto  appropriato
prevedere misure atte a consentirne la graduale attuazione; 
  Preso atto del principio enunciato dalla Corte  costituzionale  con
la sentenza n. 12 del 2004, secondo cui le iniziative in  materia  di
contenimento di malattie infettive e diffusive presso gli allevamenti
situati  nei  territori  degli  Stati  membri,  individuati  mediante
decisioni   comunitarie,   sono   riconducibili   alla   materia   di
legislazione esclusiva dello Stato poiche' attengono alla  profilassi
internazionale  e   riguardano   profili   incidenti   sulla   tutela
dell'ecosistema, anch'essa riservata alla legislazione statale; 
  Ritenuto  necessario  e   urgente,   proseguire   e   intensificare
ulteriormente l'attivita' di  lotta  alla  tubercolosi  bovina,  alla
brucellosi bovina e bufalina, alla  brucellosi  ovi-caprina,  nonche'
alla leucosi bovina enzootica  nei  territori  nazionali  non  ancora
ufficialmente  indenni,  alla  luce  di  quanto  raccomandato   dalla
Commissione europea nel report dell'audit FVO 6979  del  2013,  sulla
brucellosi svoltosi nelle regioni Puglia e  Calabria,  e  nel  report
dell'audit FVO 8407 del 2010 per  la  valutazione  dei  attivita'  di
eradicazione  della  tubercolosi,  e  tenuto  conto   dei   risultati
conseguiti con l'adozione delle precedenti ordinanze in materia; 
  Considerato   che   nell'ambito    delle    indagini    conseguenti
all'accertamento di un focolaio confermato di brucellosi  ovi-caprina
in una regione ufficialmente indenne, e' stato possibile rintracciare
gli animali infetti trafugati solo attraverso il bolo endoruminale; 
  Ritenuto pertanto necessario rafforzare le misure  di  sorveglianza
anche nei territori ufficialmente indenni, al  fine  di  tutelare  la
qualifica sanitaria acquisita; 
  Ritenuto  necessario  altresi'  impedire  che  l'effettuazione   di
analisi diagnostiche svolte al di fuori  dei  piani  ufficiali  possa
favorire il verificarsi di comportamenti illeciti tesi ad aggirare le
misure restrittive previste dagli stessi piani; 
  Sentiti il Centro nazionale  di  referenza  per  le  brucellosi  di
Teramo, il Centro  nazionale  di  referenza  per  la  tubercolosi  da
Mycobacterium bovis di Brescia e il Centro nazionale di referenza per
la leucosi bovina enzootica di Perugia; 
 
                               Ordina: 
 
                               Art. 1 
 
                               Oggetto 
 
  1. La presente ordinanza  disciplina  le  misure  straordinarie  di
lotta ed eradicazione e di controllo della tubercolosi bovina,  della
brucellosi bovina e bufalina, della brucellosi  ovi-caprina,  nonche'
della leucosi bovina enzootica. 
                               Art. 2 
 
              Obiettivi delle Aziende sanitarie locali 
 
  1. Le regioni e le provincie autonome non ufficialmente indenni, di
seguito denominati:  U.I.,  assegnano  ai  direttori  generali  delle
Aziende sanitarie locali, tra gli altri, l'obiettivo  prioritario  di
raggiungere  la  qualifica  sanitaria  di  territorio   ufficialmente
indenne da tubercolosi,  brucellosi  bovina  e  bufalina,  brucellosi
ovi-caprina e leucosi bovina enzootica. 
  2.  L'obiettivo  di  cui  al  comma  1  e'  conseguito   attraverso
l'esecuzione del 100% dei controlli programmati sulle aziende e sugli
animali ai sensi della normativa vigente e una riduzione  programmata
di almeno il 10% annuo su base regionale della prevalenza di ciascuna
malattia, ed e' valutato attraverso le  informazioni  registrate  nei
sistemi informativi, fino  al  raggiungimento  della  percentuale  di
prevalenza  necessaria  per  richiedere   il   riconoscimento   della
qualifica di territorio U.I. 
  3.  Le  regioni  e  le  provincie  autonome  U.I.  da  tubercolosi,
brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina e leucosi bovina
enzootica, assegnano ai direttori generali  delle  Aziende  sanitarie
locali,  tra  gli  altri,  l'obiettivo  di  mantenere   la   suddetta
qualifica. 
  4. Nei territori U.I. e in quelli non U.I.  la  programmazione  del
diradamento dei  controlli  e'  concordata  con  il  Ministero  della
salute, sentito il parere dei Centri  di  referenza,  entro  l'ultimo
trimestre  dell'anno  precedente  a  quello  cui  si   riferisce   la
programmazione. 
  5. Le Aziende sanitarie locali  sensibilizzano  gli  allevatori  in
merito  all'obbligo  di  denuncia   dei   casi   di   aborto,   anche
contestualmente  allo  svolgimento  in  campo  delle   attivita'   di
profilassi previste. 
                               Art. 3 
 
                    Identificazione degli animali 
                   e registrazione delle attivita' 
 
  1. Su tutto il territorio nazionale, fatti salvi  gli  obblighi  di
registrazione previsti dalle norme  vigenti,  il  proprietario  degli
animali,  direttamente   o   tramite   persona   delegata,   registra
individualmente nella Banca dati nazionale dell'anagrafe  zootecnica,
di seguito denominata: BDN, entro  7  giorni  dall'identificazione  e
comunque  prima  di  ogni  spostamento,  tutti  i  capi  identificati
elettronicamente. 
  2.    Nei    territori    non    U.I.    i    capi    oggetto    di
transumanza/monticazione/demonticazione o che si spostano per pascolo
vagante,  oppure  allevati  allo  stato  brado  o  semibrado,   fatta
eccezione per gli animali gia'  identificati  elettronicamente,  sono
identificati  mediante  bolo   endoruminale   o   con   altro   mezzo
identificativo  associato  a  prelievo  di  materiale  genetico   dal
proprietario entro 6  mesi  dall'entrata  in  vigore  della  presente
ordinanza. Nel caso di mancata identificazione elettronica  da  parte
del proprietario, il Servizio veterinario  dell'ASL  territorialmente
competente, di seguito  denominato:  Servizio  veterinario,  provvede
d'ufficio  al  piu'  presto  possibile  e  comunque  prima  di   ogni
spostamento, con spese a carico del proprietario. 
  3. Le misure di cui al comma 2 possono essere applicate  anche  nei
territori U.I sulla base della valutazione del rischio. 
  4. Nei territori non U.I. il Servizio veterinario, fatta  eccezione
per gli animali gia' identificati elettronicamente e per gli  agnelli
destinati ad essere macellati entro sei mesi dalla nascita,  provvede
ad identificare mediante bolo endoruminale gli animali presenti negli
allevamenti infetti entro due  giorni  dalla  notifica  ufficiale  al
proprietario  o  detentore  della  positivita'  degli  animali.  Tale
modalita' d'identificazione sostituisce la marcatura con asportazione
di un lembo del padiglione auricolare a forma di T di cui al comma 2,
art. 8 del decreto del Ministero della sanita' 15  dicembre  1995  n.
592. 
  5. Nei territori U.I., in caso di focolaio, le autorita' competenti
regionali, fatti salvi gli obblighi  previsti  dalle  norme  vigenti,
possono adottare la misura di cui al comma 4. 
  6. Su tutto il territorio nazionale, il Servizio veterinario  rende
disponibili tutte le informazioni relative all'esecuzione e all'esito
delle attivita' di profilassi previste dalla presente  ordinanza  nel
Sistema   Informativo   SANAN,   accessibile   tramite   il   portale
www.vetinfo.sanita.it,   entro   7   giorni   dall'acquisizione   dei
risultati. Entro il 30 novembre di ogni  anno  il  predetto  Servizio
veterinario  rende  disponibili   le   informazioni   relative   alla
programmazione delle attivita' per l'anno successivo. Dette attivita'
di  registrazione  possono  essere  effettuate  anche   mediante   la
modalita' di cooperazione applicativa. 
  7.  Su  tutto  il  territorio  nazionale  le  movimentazioni  degli
animali, entro sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente   ordinanza,   sono   autorizzate   esclusivamente   tramite
l'utilizzo del modello informatizzato, la cui funzionalita'  e'  resa
disponibile nella BDN. 
                               Art. 4 
 
                  Qualifiche sanitarie e controlli 
 
  1.  Le  prove  ufficiali  per  la  diagnosi  della  brucellosi  nei
territori non U.I.  sono  descritte  nell'allegato  1  alla  presente
ordinanza.  Le  prove  ufficiali  per  la  diagnosi  di  tubercolosi,
brucellosi bovina nei territori U.I. e leucosi sono quelle  descritte
nel decreto legislativo 22 maggio 1999,  n.  196  e  nell'allegato  B
della direttiva 64/432 del Consiglio, come  sostituito  dall'allegato
del regolamento (CE) 1226/2002  dell'8  luglio  2002  e  nel  decreto
legislativo  19  agosto  2005,  n.  193,  recante  attuazione   della
direttiva 2003/50/CE per le prove per la ricerca della brucellosi  da
Brucella melitensis nei territori U.I. 
  2. Oltre ai casi previsti  dalla  normativa  vigente,  il  Servizio
veterinario sospende le qualifiche sanitarie di allevamento bovino  e
bufalino ufficialmente indenne da tubercolosi, brucellosi e leucosi e
indenne da brucellosi  e  di  allevamento  ovi-caprino  ufficialmente
indenne e indenne da brucellosi nei seguenti casi:  mancato  rispetto
della  periodicita'  dei  controlli;  mancata  cooperazione  con   il
Servizio  veterinario  nell'esecuzione  dei   piani   di   profilassi
nazionali. 
                               Art. 5 
 
            Misure da applicare negli allevamenti infetti 
 
  1. Entro due giorni lavorativi dalla conferma  di  positivita'  per
tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi  ovi-caprina  e
leucosi bovina enzootica in un allevamento, il Servizio  veterinario,
fatte salve le misure previste dalla normativa vigente in materia: 
    a) dispone la notifica  al  proprietario  e/o  al  detentore  del
riscontro di animali positivi e dell'obbligo di  macellazione,  entro
quindici giorni, degli animali dichiarati infetti; 
    b) avvia, in  collaborazione  con  l'Osservatorio  epidemiologico
veterinario  regionale,   ove   presente,   oppure   con   l'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente per  territorio,  un'accurata
indagine   epidemiologica   utilizzando   i   modelli    precompilati
disponibili sul sistema informativo nazionale per la  notifica  delle
malattie animali (SIMAN); 
    c)  effettua  la  registrazione  nel  SIMAN  delle   informazioni
relative  al  focolaio  sospetto  ed   eventualmente   confermato   e
dell'avvio della relativa indagine epidemiologica; 
    d) fatta eccezione per la leucosi bovina  enzootica,  segnala  le
misure adottate al servizio di igiene e sanita' pubblica dell'azienda
sanitaria locale territorialmente competente. 
  2.  Il  Servizio  veterinario,  sentito  il  parere   dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale e della regione competenti e sulla  base
dei criteri previsti all'allegato 2 alla presente ordinanza,  dispone
l'abbattimento  totale  dei  capi   presenti   nell'allevamento,   da
eseguirsi entro 15 giorni dalla data di  notifica  del  provvedimento
stesso.  Per  comprovate  difficolta'  di   carattere   logistico   o
commerciale, il Servizio veterinario puo' prorogare  il  termine  per
l'abbattimento totale fino a un massimo di 30 giorni  dalla  data  di
notifica del provvedimento, posto che cio' non costituisca un rischio
per la salute. 
  3. Nelle aree protette di rilievo nazionale,  qualora  un  focolaio
per una delle malattie oggetto della presente ordinanza si  verifichi
in allevamenti allo stato brado o al pascolo  permanente  nonche'  in
tutti i casi in cui  non  risulti  possibile  garantire  l'isolamento
degli  animali,  il   Servizio   veterinario   dispone   direttamente
l'abbattimento totale. 
  4. Su tutto il territorio nazionale nel caso in cui il proprietario
o detentore non provvede a macellare  tutti  i  capi,  in  base  alle
disposizioni di cui al comma 1, lettera a) e  comma  2  del  presente
articolo, l'autorita' competente ordina l'abbattimento  coattivo  dei
capi, con l'ausilio del Servizio veterinario e, se necessario,  delle
forze  dell'ordine.  In  caso  di  abbattimento   coattivo   non   e'
corrisposta l'indennita' di abbattimento di cui all'art. 8 e tutte le
spese  sostenute  per  l'applicazione   delle   misure   di   polizia
veterinaria sono a carico del proprietario o detentore. 
  5. Su tutto  il  territorio  nazionale,  per  garantire  il  rapido
abbattimento    degli    animali    positivi     o     l'applicazione
dell'abbattimento totale, in caso di assenza di adeguati stabilimenti
di   macellazione   all'interno   della   regione   di   appartenenza
dell'allevamento, il Servizio veterinario regionale puo'  autorizzare
la macellazione dei capi in stabilimenti situati  in  altre  regioni,
previo  nulla  osta  da  parte  del  Servizio  veterinario  regionale
competente sul mattatoio individuato, informando  contestualmente  il
Ministero della Salute. 
  6. Nei territori U.I. la registrazione nel SIMAN della conferma dei
focolai, corredata della relativa indagine  epidemiologica,  comporta
l'immediata notifica all'UE per il tramite del sistema  ADNS  (Animal
Disease Notification System). 
                               Art. 6 
 
               Misure sanitarie per le stalle di sosta 
                  presenti sul territorio nazionale 
 
  1.  Su  tutto  il  territorio  nazionale   le   stalle   di   sosta
costituiscono unita' epidemiologiche distinte da ogni altra struttura
zootecnica e, in  quanto  tali,  sono  fisicamente  e  funzionalmente
separate da altre aziende da riproduzione o da ingrasso. 
  2. Ai sensi dell'art. 1, lettera  r)  del  decreto  legislativo  22
maggio  1999,  n.  196,  e  dell'art.  2,  lettera  m)  del   decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 193, il commerciante  o  il  detentore
della stalla di sosta deve assicurare il trasferimento degli animali,
entro i termini previsti  dai  sopracitati  decreti  legislativi,  ad
altra azienda non di sua proprieta'. 
  3. In caso di permanenza degli animali oltre i termini previsti dai
sopracitati decreti legislativi, il Servizio veterinario  applica  al
commerciante o detentore della stalla di sosta  le  sanzioni  di  cui
all'art. 13, comma 1. 
  4. L'autorizzazione della stalla di  sosta  e'  revocata  ai  sensi
dell'art. 13, comma 3. 
  5. Al fine di  evitare  contatti  fisici  diretti  o  indiretti,  i
commercianti  garantiscono  la  netta   separazione   degli   animali
destinati direttamente al macello da quelli  da  vita  nonche'  degli
animali con  qualifica  sanitaria  differente.  In  caso  di  mancata
applicazione di quanto previsto al periodo  precedente,  il  Servizio
veterinario esegue sugli animali da vita, a spese  del  commerciante,
tutti i controlli previsti dai piani di risanamento.  In  alternativa
puo' essere disposto l'invio al macello. 
  6. In caso di correlazione epidemiologica con focolai di  infezione
in altri allevamenti o nel caso di riscontro di lesioni  in  sede  di
macellazione, il Servizio veterinario  controlla  tutti  gli  animali
ancora presenti  nella  stalla  di  sosta  con  spese  a  carico  del
commerciate. In caso di positivita' di uno o piu' animali, tutti  gli
animali presenti sono abbattuti entro 15 giorni attuando le procedure
di disinfezione della stalla. 
  7. Le stalle di sosta  sono  soggette  a  controllo  da  parte  del
Servizio veterinario almeno una  volta  al  mese.  I  controlli  sono
eseguiti sia sulla documentazione che sugli animali e, se necessario,
sono disposti approfondimenti diagnostici. 
  8.  Le  attivita'  di  controllo  sulle  stalle   di   sosta   sono
rendicontate   utilizzando   l'apposita   funzionalita'   informatica
disponibile  nel  portale  VETINFO  accessibile  tramite  l'indirizzo
www.vetinfo.it. 
                               Art. 7 
 
            Misure sanitarie per gli animali da ingrasso 
                  in tutto il territorio nazionale 
 
  1.  Gli  allevamenti  da  ingrasso  sono  costituiti   da   animali
provenienti da allevamenti U.I. da tubercolosi, brucellosi, leucosi e
indenni  da  brucellosi,  sottoposti  ad   accertamento   diagnostico
favorevole,  nei  trenta  giorni   precedenti   l'introduzione:   nei
confronti della tubercolosi, se trattasi di animali di eta' superiore
a 6 settimane; nei confronti della brucellosi  bovina  e  leucosi  se
trattasi di animali di eta' superiore a 12 mesi; nei confronti  della
brucellosi ovi-caprina se trattasi di animali di eta' superiore  a  6
mesi. L'accertamento diagnostico non e'  richiesto  per  gli  animali
provenienti da province U.I. o se movimentati all'interno  di  queste
ultime. 
  2. I controlli di cui al comma precedente possono essere effettuati
nei trenta giorni successivi alla data d'introduzione in allevamento,
a condizione che gli animali introdotti possano essere tenuti isolati
fisicamente dagli altri animali in modo da evitare qualsiasi contatto
diretto o indiretto fino all'ottenimento dei risultati della prova. 
  3. Le regioni e le province autonome, oltre ai controlli di cui  al
comma 1,  possono  sottoporre  a  prelievo  al  macello  un  campione
statisticamente  significativo  di  animali  da  ingrasso   di   eta'
superiore ai 12 mesi selezionato sulla base della prevalenza attesa a
livello regionale per indagine sulla brucellosi. 
  4.  Gli  allevamenti  da  ingrasso  possono  movimentare   animali,
direttamente o attraverso una stalla di sosta,  esclusivamente  verso
un macello o altri allevamenti da ingrasso. 
  5. Il Servizio veterinario rendiconta le  attivita'  dei  controlli
nelle  aziende  da  ingrasso  utilizzando  l'apposita   funzionalita'
informatica  disponibile  nel  portale  VETINFO  accessibile  tramite
l'indirizzo www.vetinfo.it. 
                               Art. 8 
 
                             Indennizzi 
 
  1. L'Azienda sanitaria locale, fatta salva diversa organizzazione a
livello regionale,  entro  e  non  oltre  90  giorni  dalla  data  di
registrazione nella  BDN  dell'avvenuta  macellazione  degli  animali
oggetto   del   provvedimento   di   abbattimento,   corrisponde   al
proprietario degli animali la relativa indennita', ai sensi dell'art.
2 della legge 9 giugno 1964, n. 615 e successive modificazioni. 
                               Art. 9 
 
Provvedimenti  per   gli   allevamenti   destinati   a   transumanza,
  monticazione e pascolo vagante, semibrado e brado permanente 
 
  1.  Su  tutto  il  territorio  nazionale  il  Servizio  veterinario
autorizza  la  movimentazione  per  transumanza  e  monticazione,  il
pascolo vagante, semibrado  e  brado  permanente,  esclusivamente  di
animali provenienti da allevamenti U.I. da tubercolosi, brucellosi  e
leucosi e indenni da brucellosi, identificati ai sensi  dell'art.  3,
comma 1. 
  2. All'atto  del  rilascio  dell'autorizzazione  di  cui  al  comma
precedente il Servizio veterinario verifica che i territori destinati
alla transumanza, monticazione, semibrado e brado permanente compresi
quelli demaniali, siano identificati, geo-referenziati  e  registrati
nella BDN. In caso negativo l'attivita' di registrazione dei  pascoli
deve essere effettuata al piu' presto e comunque completata entro  12
mesi dall'entrata in vigore della presente ordinanza. 
  3. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1,  nei
territori non U.I. gli animali  devono  essere  stati  sottoposti  ad
accertamento diagnostico  con  esito  favorevole  nei  trenta  giorni
precedenti lo spostamento al pascolo. 
  4. In deroga al precedente  comma  3,  i  territori  non  U.I.  che
nell'anno precedente hanno raggiunto la prevalenza minima  necessaria
per il conseguimento della qualifica, effettuano il controllo di  cui
al comma 3 nei tre mesi antecedenti lo spostamento per il pascolo. 
  5. Su tutto il territorio nazionale, sulla base  della  valutazione
del rischio, gli animali possono essere sottoposti  ad  un  controllo
entro trenta giorni dal rientro dal pascolo: per la  tubercolosi,  se
di eta' superiore alle 6 settimane; per la brucellosi bovina e per la
leucosi bovina enzootica, se di eta' superiore ai  12  mesi;  per  la
brucellosi ovi-caprina, se di eta' superiore ai 6 mesi. 
  6. Nel caso di animali allevati allo stato  brado  o  semibrado  su
pascolo permanente,  il  proprietario  garantisce  la  cattura  e  il
contenimento per  effettuare  i  controlli  previsti  dalla  presente
ordinanza. 
  7. In caso di pascoli comuni, su  cui  insistono  animali  di  piu'
allevamenti,   questi   sono   considerati   come   un'unica   unita'
epidemiologica e a elevato rischio. 
  8. Le regioni e province autonome di Trento e  di  Bolzano  possono
disporre,  sulla  base  della  valutazione  del  rischio,   ulteriori
controlli al pascolo, anche  a  campione,  per  gli  animali  che  si
spostano verso i territori di competenza e provenienti dai  territori
di altre regioni. 
  9.  La  procedura  di  richiesta,  di  conferma   e   di   rilascio
dell'autorizzazione per gli spostamenti di cui ai commi precedenti e'
attuata   esclusivamente   mediante   l'utilizzo    delle    apposite
funzionalita' informatiche presenti nella BDN. 
  10.  Il  Servizio  veterinario,  nel  caso  in  cui  verifichi   la
persistenza nei pascoli del territorio di competenza di animali senza
proprietario,  dispone  la  loro  cattura  e  sequestro,  anche   con
l'ausilio delle forze dell'ordine al fine di sottoporli ai  controlli
anagrafici e sanitari. Terminati  i  controlli  gli  animali  entrano
nella disponibilita' del Comune. 
  11. La disposizione di cui al comma 10 si applica anche ai casi  in
cui il proprietario di capi  allevati  allo  stato  brado  permanente
dichiara al Servizio veterinario competente di non essere in grado di
catturare e contenere gli animali oggetto di controllo sanitario. 
                               Art. 10 
 
        Controlli degli animali in caso di sospetto di frode 
 
  1. Il Servizio veterinario, nei casi di  sospetta  sostituzione  di
animali,   sospetta   alterazione   dell'identificazione,    sospetta
movimentazione  non  autorizzata,  sospetta  diffusione   dolosa   di
malattia infettiva o sospetta vaccinazione non autorizzata o sospetto
uso di sostanze farmacologicamente  attive,  atte  a  mascherare  gli
esiti delle prove diagnostiche, sospende la qualifica sanitaria degli
allevamenti interessati e le procedure di indennizzo eventualmente in
corso ed effettua i controlli ritenuti necessari, ivi compresi quelli
di natura genetica. 
  2. Nel caso in cui siano  accertate  la  sostituzione  di  animali,
l'alterazione    dell'identificazione,    le    movimentazioni    non
autorizzate, la diffusione dolosa di malattia infettiva  o  l'uso  di
sostanze farmacologicamente attive atte a mascherare gli esiti  delle
prove  diagnostiche,  fatte   salve   le   necessarie   comunicazioni
all'autorita' giudiziaria, il Servizio veterinario revoca  il  codice
di allevamento e adotta l'ordinanza di sequestro e abbattimento degli
animali senza indennizzo. 
  3. In caso di sospetto di utilizzo non autorizzato di vaccino RB51,
fatti salvi i provvedimenti adottati dall'autorita'  giudiziaria,  si
applica il protocollo operativo di cui all'Allegato 3. 
                               Art. 11 
 
Divieto  di  commercializzazione,  detenzione  ed  utilizzazione   di
  materiali  per  la  diagnosi  di  tubercolosi  animale,  brucellosi
  animale e leucosi bovina enzootica 
 
  1.  Sono  vietate   la   commercializzazione,   la   detenzione   e
l'utilizzazione su tutto il territorio nazionale di materiali per  la
diagnosi diretta o indiretta della  tubercolosi  animale,  brucellosi
animale e leucosi bovina enzootica. Tale divieto non  si  applica  ai
laboratori   degli   Istituti    zooprofilattici    sperimentali    e
dell'Istituto Superiore di Sanita'  nonche'  ai  veterinari  operanti
nell'ambito del Servizio sanitario nazionale incaricati di effettuare
le operazioni di cui alla presente ordinanza. 
  2. Le universita'  possono  essere  autorizzate  ad  utilizzare  il
materiale di cui al comma 1 ai fini di ricerca, previa autorizzazione
del Ministero della salute. 
                               Art. 12 
 
                              Verifiche 
 
  1. I responsabili dei servizi veterinari di sanita'  animale  delle
aziende sanitarie locali effettuano e documentano, nell'ambito  delle
verifiche dell'efficacia dei controlli  previste  dall'art.  8.3  del
regolamento (CE) 882/2004: 
    a) verifiche sul campo circa il rispetto delle procedure  seguite
per le attivita' previste dalle disposizioni della presente ordinanza
e della normativa vigente in materia; 
    b) verifiche, almeno ogni 4 mesi, del rispetto delle  percentuali
e della tempistica  dell'attivita'  svolta  monitorata  attraverso  i
sistemi informativi SANAN; SIMAN; BDN, con particolare riguardo a: 
      accertamenti diagnostici previsti dai piani di profilassi; 
      misure da applicare agli allevamenti infetti di cui all'art. 5,
commi da 1 a 4; 
      identificazione elettronica d'ufficio di cui all'art. 3,  commi
2 e 3; 
      controlli svolti presso le stalle di sosta, di cui all'art. 6 e
provvedimenti conseguenti; 
      controlli svolti presso gli  allevamenti  da  ingrasso  di  cui
all'art. 7; 
      accertamenti diagnostici di cui all'art.  9,  commi  3  e  4  e
provvedimenti conseguenti. 
  2. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano comunicano
al Ministero della salute nella relazione di attivita' svolta: 
    gli  esiti  delle  attivita'  di  verifica  sull'efficacia  delle
attivita' svolte e le eventuali azioni correttive adottate, di cui al
comma 1; 
    lo stato di avanzamento dell'identificazione elettronica dei capi
di cui all'articolo 3, comma 2; 
    lo stato di avanzamento nella registrazione e  georeferenziazione
dei pascoli di cui all'art. 9, comma 2; 
    catture e sequestri di animali senza proprietario di cui all'art.
9, commi 10 e 11; 
    le sospensioni delle qualifiche ai sensi dell'art. 4, comma 2,  e
dell'art. 10, comma 1 e le revoche del codice d'allevamento ai  sensi
dell'art. 10, comma 2; 
    i  casi  di  aborto  denunciati,  il  numero  e   l'esito   delle
prestazioni diagnostiche rese a privati dall'Istituto zooprofilattico
sperimentale competente per territorio relative a casi di  aborto  in
bovini e ovi-caprini. 
  3.  I  Centri  di  referenza  nazionali  provvedono  periodicamente
all'estrazione  dal  sistema   informativo   SIMAN   di   un   numero
significativo di indagini epidemiologiche di cui all'art. 5, comma 1,
lettera b) e alla verifica della qualita' e della  completezza  delle
stesse. I Centri di referenza comunicano l'esito  della  verifica  al
Ministero della salute che provvede ad  informare  la  regione  o  la
provincia autonoma interessata. 
                               Art. 13 
 
                              Sanzioni 
 
  1. Ai sensi dell'art. 16, comma 1 del decreto legislativo 22 maggio
1999, n. 196, il commerciante o il detentore della  stalla  di  sosta
che non ottempera all'obbligo di cui all'art. 6, comma 2, e' soggetto
alla sanzione amministrativa pecuniaria pari a una somma  che  va  da
euro 1.549,37 a euro 9.296,22. 
  2. Il Servizio veterinario provvede a ripetere, con spese a  carico
del commerciante o detentore, le prove ufficiali di cui all'art. 4  e
provvede ad assegnare un termine non superiore a 30 giorni  entro  il
quale deve essere perfezionata la vendita. 
  3. Nel caso in cui la violazione di cui al comma 1  venga  commessa
per piu' di due volte nel corso  dell'anno  solare,  e'  disposta  la
revoca dell'autorizzazione. 
                               Art. 14 
 
                         Disposizioni finali 
 
  1. La presente ordinanza, inviata  alla  Corte  dei  Conti  per  la
registrazione, entra in vigore il giorno  della  pubblicazione  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha  validita'  di  24
mesi a decorrere dal giorno successivo alla sua pubblicazione. 
    Roma, 28 maggio 2015 
 
                                                Il Ministro: Lorenzin 

Registrato alla Corte dei conti il 15 giugno 2015 
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute  e  Min.
lavoro, n. 2551 
                                                           ALLEGATO 1 
 
Prove sierologiche ufficiali per il controllo  della  Brucellosi  nei
territori non U.I. 
 
    Le prove sierologiche ufficiali sono: 
      a. la prova della sieroagglutinazione rapida con antigene  Rosa
Bengala (SAR) da eseguirsi su tutti i campioni ematici prelevati; 
      b. la prova della fissazione del complemento (FDC) da eseguirsi
su tutti i  campioni  positivi  alla  SAR  e  su  tutti  gli  animali
dell'allevamento  nel  caso  di  allevamenti  non   indenni   o   non
ufficialmente indenni e sottoposti  a  controllo  per  l'acquisizione
della qualifica.  Negli  allevamenti  ovi-caprini  la  FDC  e'  anche
effettuata su tutti gli animali dell'allevamento nel caso in cui  uno
o piu' animali abbiano reagito positivamente alla SAR. La prova della
FDC e' considerata positiva ad un  titolo  uguale  o  maggiore  a  20
UIFC/ml. Per le bovine o bufaline vaccinate con Buck  19  e  di  eta'
inferiore a 18 mesi e' tollerato un titolo di positivita' in FDC fino
a 30 UIFC/ml. 
    Interpretazione dei risultati delle due prove: 
      a. Nel caso in cui il siero di un  animale  esaminato  fornisca
esito negativo alla SAR ed alla FDC, l'animale e' da considerare  non
infetto; 
      b. nel caso il siero di un  animale  esaminato  fornisca  esito
positivo alla FDC (maggiore o uguale  a  20  UIFC/ml)  e  negativo  o
positivo alla SAR l'animale e' da considerare infetto; 
      c. nel caso in cui il siero di un  animale  esaminato  fornisca
esito  positivo  alla  SAR  e  negativo  alla  FDC,  l'esito  e'   da
considerare dubbio e l'animale sospetto d'infezione.  All'allevamento
di provenienza e' sospesa  la  qualifica  sanitaria  e  il  controllo
sull'animale sara' ripetuto. Nel  caso  in  cui  tale  risultato  sia
ottenuto su sieri di animali presenti in allevamenti infetti, i  capi
con SAR positiva  e  FDC  negativa  sono  considerati  in  ogni  caso
infetti. 
    Per gli allevamenti non infetti nei quali si ripetono esiti dubbi
durante  i  controlli  successivi,   la   Regione   puo'   richiedere
l'intervento dell'IZS competente  per  territorio  e  del  Centro  di
referenza nazionale per le brucellosi per  eventuali  approfondimenti
diagnostici. 
                                                           ALLEGATO 2 
 
Linee guida per l'abbattimento del totale dell'effettivo in  focolaio
  di brucellosi bovina, bufalina o ovicaprina, tubercolosi  bovina  o
  leucosi bovina enzootica (stamping-out) 
 
    In  caso  di  focolaio  di  tubercolosi,  di  brucellosi  bovina,
bufalina  e  ovi-caprina  e   di   leucosi   bovina   enzootica,   lo
stamping-out, e' applicato valutando i seguenti elementi: 
      a. focolaio insorto in territorio ufficialmente indenne; 
      b. l'isolamento di Mycobacterium bovis,  Mycobacterium  caprae,
Brucella spp. o il reperimento di  lesioni  da  virus  della  leucosi
bovina (in allevamento o al mattatoio); 
      c. il rischio di diffusione all'interno dell'azienda oppure  ad
altre aziende, anche in relazione alla  tipologia  di  movimentazione
degli animali ovvero in relazione al  tipo  di  allevamento  (pascolo
vagante e/o stabulazione fissa); 
      d. un'elevata  percentuale  di  positivita'  degli  animali  al
momento del controllo; 
      e. la situazione sanitaria dell'allevamento  nell'ultimo  anno,
ponendo  attenzione,  in  particolare,  alle  cause  del   persistere
dell'infezione e all'origine del contagio; il mancato rispetto  della
normativa vigente sullo spostamento per monticazione/alpeggio/pascolo
vagante e  sull'identificazione  degli  animali,  ovvero  la  mancata
collaborazione nelle attivita' di profilassi prescritte dal  presente
decreto nonche' il mancato abbattimento degli animali positivi  entro
i termini previsti. 
    I criteri di cui alla lettera e) sono sufficienti per disporre lo
stamping out. 
    In caso di focolai di  brucellosi  ovi-caprina,  l'isolamento  di
Brucella melitensis, un'alta percentuale di positivita' degli animali
nel gregge e positivita' a tre controlli successivi all'apertura  del
focolaio, sono condizioni sufficienti per decidere l'esecuzione dello
stamping out. 
                                                           ALLEGATO 3 
 
Protocollo per il controllo di  animali  adulti  vaccinati  con  RB51
senza autorizzazione 
 
    Agli allevamenti con probabile vaccinazione di animali adulti con
RB51 sono immediatamente sospese le qualifiche di aziende  Indenne  o
Ufficialmente Indenne. 
    Gli animali che hanno reagito positivamente alla  CFT-RB51,  come
regola generale, non dovrebbero  essere  abbattuti  ne'  venduti,  in
quanto utili a determinare quando l'azienda  cessera'  di  essere  un
rischio per la salute pubblica. A tal  fine,  questi  animali  devono
essere esaminati mensilmente con la prova della CFT per RB51  fino  a
che tutti abbiano dato due esiti negativi consecutivi a  distanza  di
almeno un mese l'uno dall'altro.  A  partire  dalla  negativizzazione
degli animali positivi tutti gli altri animali  presenti  in  azienda
devono essere testati e dare esito negativo a un successivo controllo
alla prova CFT-RB51 da effettuarsi contestualmente  all'ultima  delle
due prove CFT per la brucella selvaggia, che devono  essere  eseguite
necessariamente per il  ri-conferimento  della  qualifica  sanitaria,
secondo la  tempistica  prevista  dalla  normativa.  A  questo  punto
l'azienda puo' essere considerata ragionevolmente non piu' a  rischio
e  puo'  riprendere  a  produrre  il  latte  per  uso   umano   senza
pastorizzazione. 
    Nel caso in cui l'azienda decida volontariamente di abbattere gli
animali positivi alla  CFT  per  RB51,  in  deroga  a  questa  regola
generale, si devono eseguire i seguenti controlli: 
      1) in presenza di animali a  basso  titolo  (inferiore  a  1:8,
quindi esclusivamente  per  titoli  di  1:4,  +1:8,  ++1:8,  +++1:8):
trascorso  un  mese  dall'abbattimento  dei  positivi,  2   controlli
sierologici   per   RB51   ad   esito   negativo,   da    effettuarsi
contestualmente alle delle due prove CFT per il ri-conferimento della
qualifica sanitaria per la brucella selvaggia, secondo la  tempistica
prevista dalla normativa; 
      2) in presenza di animali ad alto titolo potenziali eliminatori
di RB51, al fine di scongiurare il pericolo di conferimento di  latte
contaminato: trascorsi sei mesi  dall'abbattimento  dei  positivi,  2
controlli sierologici per RB51  ad  esito  negativo,  (per  avere  la
massima probabilita' che non siano ancora presenti in azienda animali
eliminatori) da effettuarsi contestualmente alle due prove CFT per il
ri-conferimento della qualifica sanitaria per la brucella  selvaggia,
secondo la tempistica prevista dalla normativa. 
    A questo punto le aziende negative ai  controlli  possono  essere
considerate ragionevolmente non piu' a rischio e possono riprendere a
produrre il latte per uso umano senza pastorizzazione.  Relativamente
al rilascio della qualifica  sanitaria  in  presenza  di  allevamento
Indenne, e' ripristinata la medesima qualifica sanitaria, sia in caso
di mantenimento in vita e sia in caso di abbattimento  dei  positivi.
Se invece l'azienda era in possesso della qualifica di  Ufficialmente
Indenne, se ha abbattuto gli animali  positivi,  e'  ri-conferita  la
qualifica di Ufficialmente Indenne, se invece ha  mantenuto  in  vita
gli  animali  risultati  positivi  a  RB51,  data  la   presenza   in
allevamento di  animali  vaccinati,  e'  conferita  la  qualifica  di
Indenne. 
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