vai al Contenuto

Portale Norme & Concorsi Salute

Numero Atti:60820
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 19 gennaio 2019 Ultima Modifica: 21 gennaio 2019
servizio rss

Dettaglio atto

Ministero della Salute

Ordinanza 13 giugno 2016

Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. (16A05143)

(G.U. Serie Generale , n. 165 del 16 luglio 2016)

 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
  Visto il testo unico delle  leggi  sanitarie  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni; 
  Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive
modificazioni; 
  Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e  successive
modificazioni; 
  Vista la legge 11 febbraio 1992, n.  157,  recante  «Norme  per  la
protezione  della  fauna  selvatica  omeoterma  e  per  il   prelievo
venatorio», in particolare l'art. 21, comma 1, lettera u); 
  Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1998, n.
392, concernente «Regolamento recante norme  per  la  semplificazione
dei procedimenti di autorizzazione alla produzione  e  all'immissione
in commercio di presidi  medico-chirurgici,  a  norma  dell'art.  20,
comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59»; 
  Visto il decreto legislativo 25  febbraio  2000,  n.  174,  recante
attuazione della direttiva  98/8/CE  in  materia  di  immissione  sul
mercato di biocidi; 
  Visti gli articoli 440, 544-bis, 544-ter, 638, 650 e 674 del codice
penale; 
  Visto il  regolamento  (CE)  n.  1107/2009  del  Parlamento  e  del
Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all'immissione sul mercato dei
prodotti  fitosanitari  e  che  abroga  le  direttive  del  Consiglio
79/117/CEE e 91/414/CEE; 
  Visto  il  regolamento  (CE)  n.  528/2012  del  Parlamento  e  del
Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a  disposizione  sul
mercato e all'uso dei biocidi; 
  Vista l'ordinanza del  Ministro  della  salute  10  febbraio  2012,
recante «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o  di
bocconi avvelenati», pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  9  marzo
2012, n.  58,  come  prorogata  dall'ordinanza  ministeriale  del  14
gennaio 2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3  marzo  2014,  n.
51, e dall'ordinanza ministeriale 10 febbraio 2015, pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 2 marzo 2015, n. 50; 
  Considerato  che  la  presenza  di  veleni  o   sostanze   tossiche
abbandonate  nell'ambiente  rappresenta  un  serio  rischio  per   la
popolazione umana, in particolare per i bambini, ed e' anche causa di
contaminazione ambientale; 
  Considerato  che  la  presenza  di  sostanze  tossiche  abbandonate
nell'ambiente  e'  causa  di  danni  al  patrimonio  faunistico,  ivi
comprese le specie in via d'estinzione, e all'ambiente; 
  Rilevato  che  l'adozione  delle  precedenti  ordinanze,  ha   reso
possibile  un  maggior  controllo  del  fenomeno  con   significativa
riduzione  dell'incidenza  degli  episodi  di  avvelenamento  e   con
individuazione dei responsabili che sono stati  perseguiti  ai  sensi
delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un  deterrente  per
il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi; 
  Considerato  il  persistere  di  numerosi  episodi,  accertati   da
approfondimenti diagnostici eseguiti dagli  Istituti  zooprofilattici
sperimentali territorialmente competenti, relativi ad avvelenamenti e
uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi
avvelenati,   accidentalmente    o    intenzionalmente    disseminati
nell'ambiente; 
  Considerato che continua a sussistere la necessita' e l'urgenza  di
confermare le misure  di  salvaguardia  e  prevenzione  ai  fini  del
controllo e monitoraggio del predetto fenomeno; 
 
                               Ordina: 
 
                               Art. 1 
 
  1. Ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e
dell'incolumita' delle persone, degli  animali  e  dell'ambiente,  e'
vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare
e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze nocive
o  tossiche,  compresi  vetri,  plastiche  e  metalli   o   materiale
esplodente, che possono causare intossicazioni o lesioni o  la  morte
del soggetto che li ingerisce. Sono vietati, altresi', la detenzione,
l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato  in  maniera
tale da poter  causare  intossicazioni  o  lesioni  o  la  morte  del
soggetto che lo ingerisce. 
                               Art. 2 
 
  1. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite  da
imprese specializzate, sono effettuate mediante l'impiego di prodotti
autorizzati con modalita' tali da non  nuocere  in  alcun  modo  alle
persone  e  alle  altre  specie  animali   non   bersaglio   e   sono
pubblicizzate dalle stesse ditte tramite avvisi  esposti  nelle  zone
interessate con  almeno  cinque  giorni  lavorativi  d'anticipo.  Gli
avvisi devono contenere l'indicazione di pericolo per la presenza del
veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento,
la durata del trattamento e l'indicazione delle sostanze utilizzate e
dei relativi antidoti. 
  2. Al termine delle operazioni di cui al comma  1  il  responsabile
della ditta specializzata provvede alla bonifica del sito mediante il
ritiro delle esche non utilizzate e delle  carcasse  di  ratti  o  di
altri animali  deceduti,  informando  l'azienda  sanitaria  locale  e
l'Istituto zooprofilattico sperimentale  territorialmente  competenti
in caso di recupero di specie non infestanti. 
                               Art. 3 
 
  1. Il proprietario o il responsabile dell'animale, deceduto a causa
di  esche  o  bocconi  avvelenati  o  che   abbia   manifestato   una
sintomatologia riferibile ad avvelenamento, segnala l'episodio ad  un
medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto  avvelenamento,
corredata da referto  anamnestico.  L'Ente  gestore  territorialmente
competente o il sindaco sono responsabili per gli animali selvatici e
domestici senza proprietario. 
                               Art. 4 
 
  1.  Il  medico  veterinario  che  emette   diagnosi   di   sospetto
avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica
ne da' immediata comunicazione al sindaco,  al  servizio  veterinario
dell'azienda  sanitaria   locale   e   all'Istituto   zooprofilattico
sperimentale territorialmente competente, inviando i  moduli  di  cui
all'allegato 1 e all'allegato 2,  sezione  A  e/o  sezione  B,  della
presente ordinanza. 
                               Art. 5 
 
  1. Ai fini dell'identificazione del veleno o della sostanza che  ha
provocato     l'avvelenamento,     l'azienda     sanitaria     locale
territorialmente competente assicura l'invio di carcasse  di  animali
deceduti per avvelenamento e campioni biologici  da  essi  prelevati,
nonche' di esche o bocconi sospetti  di  avvelenamento,  all'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente per territorio. I campioni  e
le  carcasse   sono   accompagnati   dalla   diagnosi   di   sospetto
avvelenamento corredata dal referto anamnestico di cui all'art. 3. 
  2.  L'Azienda  sanitaria  locale   puo'   autorizzare   il   medico
veterinario libero professionista o il proprietario  dell'animale  ad
inviare direttamente  all'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  le
carcasse di animali deceduti per avvelenamento, i campioni biologici,
nonche' le esche o i bocconi sospetti. 
                               Art. 6 
 
  1.  Gli  Istituti  zooprofilattici  sperimentali   sottopongono   a
necroscopia l'animale ed  effettuano  gli  opportuni  accertamenti  e
analisi di laboratorio sui campioni pervenuti  o  prelevati  in  sede
necroscopica per verificare la presenza di sostanze tossiche o nocive
negli stessi. 
  2.  Gli  esami  necroscopici  sugli  animali  morti  per   sospetto
avvelenamento sono eseguiti e refertati  entro  quarantotto  ore  dal
loro  conferimento  e  gli  esiti  comunicati   immediatamente   alle
autorita' competenti e al veterinario richiedente. L'esame  ispettivo
delle esche o  dei  bocconi  che  si  sospettano  contenere  sostanze
tossiche o nocive deve essere eseguito o refertato entro ventiquattro
ore dal loro conferimento e gli esiti comunicati immediatamente  alle
autorita' competenti e al richiedente. 
  3. Sulla base del quadro anatomopatologico riscontrato,  a  seguito
degli esami necroscopici eseguiti ai sensi del precedente comma 2, il
responsabile della necroscopia puo' confermare o meno il sospetto  di
avvelenamento  e  decidere  se  e'  necessario  proseguire  con   gli
accertamenti di laboratorio chimico-tossicologici.  Gli  esiti  delle
valutazioni sulla conferma o meno del sospetto di avvelenamento  sono
immediatamente comunicati dall'Istituto zooprofilattico  sperimentale
di  prima  accettazione  al  medico  veterinario  che  ha   segnalato
l'evento, alle autorita'  competenti  e,  in  caso  di  conferma  del
sospetto avvelenamento, all'autorita' giudiziaria,  mediante  l'invio
del  modulo  di  cui  all'allegato  3,  sezione  A,  della   presente
ordinanza. Gli accertamenti di laboratorio chimico-tossicologici, ove
ritenuti necessari per la rilevazione delle sostanze  tossiche,  sono
conclusi e refertati entro trenta giorni dall'arrivo del campione  in
laboratorio e  gli  esiti  comunicati  dall'Istituto  zooprofilattico
sperimentale di prima  accettazione  al  medico  veterinario  che  ha
segnalato l'evento, alle autorita' competenti e, in caso di accertato
avvelenamento, all'autorita' giudiziaria, mediante l'invio del modulo
di cui all'allegato 3, sezione B, della presente ordinanza. 
  4. Nel caso in cui il campione da analizzare sia costituito solo da
esche o bocconi sospetti,  prima  degli  esami  di  laboratorio  deve
essere eseguito un esame ispettivo atto ad evidenziare la presenza di
materiali nocivi, compresi vetri, plastiche  e  metalli  o  materiale
esplodente. In caso di riscontro positivo  sui  campioni,  l'Istituto
zooprofilattico sperimentale territorialmente competente  deve  darne
immediata  comunicazione  al  medico  veterinario  che  ha  segnalato
l'evento, alle  autorita'  competenti  e  all'autorita'  giudiziaria,
mediante l'invio del modulo di cui all'allegato 3, sezione  C,  della
presente ordinanza. 
  5. Per i campioni conferiti dagli organi di polizia giudiziaria per
specifiche investigazioni su casi  di  avvelenamento,  vincolati  dal
segreto  istruttorio,  le  comunicazioni  relative   al   caso   sono
concordate con gli organi di polizia giudiziaria richiedenti. 
                               Art. 7 
 
  1. Il sindaco, a seguito delle segnalazioni di cui all'art. 4,  da'
immediate disposizioni per l'apertura di un'indagine da effettuare in
collaborazione con le Autorita'  competenti.  Entro  quarantotto  ore
dalla   ricezione   del   referto    dell'Istituto    zooprofilattico
sperimentale che non  esclude  il  sospetto  di  avvelenamento  o  la
presenza di sostanze tossiche o nocive in esche o  bocconi,  provvede
ad individuare le modalita' di bonifica del luogo interessato,  anche
con  l'ausilio  di  volontari,  guardie  zoofile  o  nuclei  cinofili
antiveleno e organi di polizia giudiziaria, nonche' a segnalare,  con
apposita cartellonistica, la sospetta presenza nell'area di  esche  o
bocconi avvelenati e a  intensificare  i  controlli  da  parte  delle
autorita' preposte nelle aree considerate a  rischio  sulla  base  di
precedenti segnalazioni. 
  2. Al fine di coordinare la gestione degli interventi da effettuare
e di monitorare il fenomeno, le  Prefetture  attivano  un  tavolo  di
coordinamento presieduto dal Prefetto o  da  un  suo  rappresentante,
composto da: 
    a) un rappresentante della regione o della provincia autonoma; 
    b) un  rappresentante  del  Servizio  veterinario  delle  aziende
sanitarie locali competenti per territorio; 
    c) un rappresentante del Corpo forestale dello Stato; 
    d) un rappresentante dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale
competente per territorio; 
    e) un rappresentante delle Guardie zoofile; 
    f) uno o piu' rappresentanti dell'Ordine provinciale  dei  medici
veterinari. 
  3. Detto tavolo e' integrato, all'occorrenza,  dai  sindaci  e  dai
rappresentanti delle Forze dell'ordine  dei  comuni  interessati  dal
fenomeno. 
                               Art. 8 
 
  1.  La  presente  ordinanza  entra  in  vigore  il   giorno   della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  e  ha  efficacia  per  dodici
mesi. 
  La presente ordinanza e' trasmessa alla  Corte  dei  conti  per  la
registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana. 
    Roma, 13 giugno 2016 
 
                                                Il Ministro: Lorenzin 

Registrato alla Corte dei conti il 28 giugno 2016 
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute  e  Min.
lavoro, foglio n. 2795 
                                                           Allegato 1 
 
        Modulo per la segnalazione di sospetto avvelenamento 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato 2 
 
                       Sospetto avvelenamento 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
                                                           Allegato 3 
 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico 
Torna su