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Numero Atti:59706
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 15 settembre 2018 Ultima Modifica: 18 settembre 2018
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Dettaglio atto

Decreto del presidente del consiglio dei ministri 12 gennaio 2017

Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (17A02015)

(G.U. Serie Generale , n. 65 del 18 marzo 2017)

									Capo I * * Livelli essenziali di assistenza
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, con particolare riferimento all'art. 1, commi 1, 2, 3, 7 e 8; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, recante «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» pubblicato nel Supplemento ordinario n. 26 alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, e successive modificazioni; Vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita', con Protocollo opzionale, adottata a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con la legge 3 marzo 2009, n. 18; Vista la legge 15 marzo 2010, n. 38, recante «Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore»; Vista la legge 18 agosto 2015, n. 134, recante «Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie» e, in particolare, l'art. 3, comma 1, che prevede l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, con l'inserimento, per quanto attiene ai disturbi dello spettro autistico, delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle piu' avanzate evidenze scientifiche disponibili; Visto l'art. 1, comma 553, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2016)» con cui si dispone che, in attuazione dell'art. 1, comma 3, del Patto per la salute 2014/2016, approvato con l'Intesa tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 10 luglio 2014, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 1, comma 556, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e dall'art. 9-septies del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e in misura non superiore a 800 milioni di euro annui, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge si provvede all'aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, recante «Definizione dei livelli essenziali di assistenza», nel rispetto degli equilibri programmati della finanza pubblica; Visto l'art. 1, comma 554, della citata legge 28 dicembre 2015, n. 208 con cui si dispone che la definizione e l'aggiornamento dei LEA di cui all'art. 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono effettuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari; Visto l'art. 1, comma 559, della stessa legge 28 dicembre 2015, n. 208 secondo il quale se la proposta attiene esclusivamente alla modifica degli elenchi di prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale, ovvero alla individuazione di misure volte ad incrementare l'appropriatezza della loro erogazione e la sua approvazione non comporta ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, l'aggiornamento dei LEA e' effettuato con decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere delle 2 competenti Commissioni parlamentari, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale previa registrazione della Corte dei conti; Visto l'art. 6, comma 3, del decreto legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, che ha sostituito il comma 16 dell'art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, disponendo che le tariffe massime vigenti delle strutture che erogano assistenza ambulatoriale, nonche' le tariffe delle prestazioni relative all'assistenza protesica di cui all'art. 2, comma 380, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, costituiscono riferimento, fino alla data del 30 settembre 2016, per la valutazione della congruita' delle risorse a carico del Servizio sanitario nazionale, quali principi di coordinamento della finanza pubblica e che le tariffe massime vigenti delle strutture che erogano assistenza ospedaliera costituiscono riferimento, fino alla data del 31 dicembre 2016, per la valutazione della congruita' delle risorse a carico del Servizio sanitario nazionale, quali principi di coordinamento della finanza pubblica; Vista la legge 19 agosto 2016, n. 167, recante «Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie»; Ritenuto, pertanto, che le nuove tariffe che saranno definite rispettivamente entro il 30 settembre 2016 ed entro il 31 dicembre 2016, debbano essere determinate in coerenza con il livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato; Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, reso in data 14 dicembre 2016; Vista l'intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 7 settembre 2016 (Rep. Atti n. 157/CSR); Decreta: Art. 1 Oggetto 1. Il Servizio sanitario nazionale assicura, attraverso le risorse finanziarie pubbliche e in coerenza con i principi e i criteri indicati dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 e dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche e integrazioni, i seguenti livelli essenziali di assistenza: a) Prevenzione collettiva e sanita' pubblica; b) Assistenza distrettuale; c) Assistenza ospedaliera. 2. I livelli essenziali di assistenza di cui al comma 1 si articolano nelle attivita', servizi e prestazioni individuati dal presente decreto e dagli allegati che ne costituiscono parte integrante.
									Capo II * * Prevenzione collettiva e sanita' pubblica
Art. 2 Aree di attivita' della prevenzione collettiva e sanita' pubblica 1. Nell'ambito della Prevenzione collettiva e sanita' pubblica, il Servizio sanitario nazionale garantisce, attraverso i propri servizi nonche' avvalendosi dei medici ed i pediatri convenzionati, le seguenti attivita': a) sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali; b) tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati; c) sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; d) salute animale e igiene urbana veterinaria; e) sicurezza alimentare - tutela della salute dei consumatori; f) sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening; sorveglianza e prevenzione nutrizionale; g) attivita' medico legali per finalita' pubbliche. 2. Nell'ambito delle attivita' di cui al comma 1, il Servizio sanitario nazionale garantisce le prestazioni indicate nell'allegato 1 al presente decreto.
									Capo III * * Assistenza distrettuale
Art. 3 Aree di attivita' dell'assistenza distrettuale 1. Il livello dell'assistenza distrettuale si articola nelle seguenti aree di attivita': a) assistenza sanitaria di base; b) emergenza sanitaria territoriale; c) assistenza farmaceutica; d) assistenza integrativa; e) assistenza specialistica ambulatoriale; f) assistenza protesica; g) assistenza termale; h) assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale; i) assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale.
                               Art. 4 
 
 
                    Assistenza sanitaria di base 
 
  1. Nell'ambito  dell'assistenza  sanitaria  di  base,  il  Servizio
sanitario  nazionale  garantisce,  attraverso  i  propri  servizi  ed
attraverso  i  medici  ed  i  pediatri  convenzionati,  la   gestione
ambulatoriale e domiciliare delle patologie acute e croniche  secondo
la migliore  pratica  ed  in  accordo  con  il  malato,  inclusi  gli
interventi e le azioni  di  promozione  e  di  tutela  globale  della
salute. 
  2. Il Servizio sanitario nazionale  garantisce  in  particolare  le
seguenti attivita' e prestazioni: 
    a) lo sviluppo e la  diffusione  della  cultura  sanitaria  e  la
sensibilizzazione   sulle   tematiche   attinenti    l'adozione    di
comportamenti e stili di vita positivi per la salute; 
    b) l'informazione ai  cittadini  sui  servizi  e  le  prestazioni
erogate dal Servizio sanitario  nazionale  e  regionale  e  sul  loro
corretto uso, incluso il sistema di  partecipazione  al  costo  delle
prestazioni sanitarie ed il regime delle esenzioni; 
    c) l'educazione sanitaria del paziente e dei suoi  familiari,  il
counselling per la gestione della malattia o della disabilita'  e  la
prevenzione delle complicanze; 
    d) l'attivazione di percorsi assistenziali a favore del  bambino,
che prevedano la presa in carico entro il  primo  mese  di  vita,  in
collaborazione con le strutture consultoriali  ed  ospedaliere,  e  a
favore dell'adulto, anche attraverso la valutazione multidimensionale
e la tenuta della scheda sanitaria, il consulto con lo specialista  e
la continuita' assistenziale  nelle  fasi  dell'accesso  al  ricovero
ospedaliero, della degenza e in quella  successiva  alla  dimissione,
con particolare riguardo  alle  patologie  ad  andamento  cronico  ed
evolutivo; 
    e) il controllo dello sviluppo fisico, psichico e sensoriale  del
bambino e la ricerca di fattori di rischio, con particolare  riguardo
alla individuazione precoce dei sospetti handicap neuro-sensoriali  e
psichici ed alla individuazione precoce di problematiche anche  socio
sanitarie; 
    f) le visite ambulatoriali  e  domiciliari  a  scopo  preventivo,
diagnostico, terapeutico e riabilitativo; 
    g)  la  prescrizione  di  medicinali   inclusi   nel   prontuario
terapeutico nazionale, la prescrizione di prestazioni  specialistiche
incluse nel Nomenclatore dell'assistenza specialistica ambulatoriale,
la proposta di prestazioni di assistenza integrativa, la proposta  di
ricovero e la proposta di cure termali; 
    h) le prestazioni  sanitarie  e  socio-sanitarie  previste  dalla
normativa nazionale e dalla normativa regionale applicativa; 
    i)  l'esecuzione  degli  screening   previsti   dalla   normativa
nazionale e dalla normativa regionale applicativa; 
    j)  l'assistenza  domiciliare  programmata   alle   persone   con
impossibilita'  a  raggiungere  lo  studio  del  medico  perche'  non
deambulanti, o con gravi limitazioni funzionali o  non  trasportabili
con  mezzi  comuni,  anche  in  forma  integrata   con   l'assistenza
specialistica, infermieristica e riabilitativa ed in collegamento, se
necessario, con l'assistenza sociale; 
    k)  le  certificazioni  obbligatorie  per  legge  ai  fini  della
riammissione alla scuola dell'obbligo, agli asili nido,  alla  scuola
materna  e  alle  scuole  secondarie  superiori,  nonche'   ai   fini
dell'astensione dal lavoro del genitore a  seguito  di  malattia  del
bambino; 
    l) la certificazione di idoneita' allo svolgimento  di  attivita'
sportive non agonistiche di cui al decreto del Ministro della sanita'
del 24 aprile 2013 e successive modifiche  e  integrazioni,  art.  3,
lettera a) e  c)  nell'ambito  scolastico,  a  seguito  di  specifica
richiesta dell'autorita' scolastica competente; 
    m) la certificazione per l'incapacita' temporanea al lavoro; 
    n) la certificazione  per  la  riammissione  al  lavoro,  laddove
prevista; 
    o) le vaccinazioni obbligatorie e  le  vaccinazioni  raccomandate
alla popolazione a rischio; 
    p) l'osservazione  e  la  rilevazione  di  reazioni  indesiderate
post-vaccinali. 
                               Art. 5 
 
 
                      Continuita' assistenziale 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  la  continuita'
assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti  i  giorni
della  settimana.  Le  aziende  sanitarie  organizzano  le  attivita'
sanitarie per assicurare l'erogazione, nelle ore serali e notturne  e
nei giorni prefestivi e festivi, delle prestazioni assistenziali  non
differibili. 
                               Art. 6 
 
 
                        Assistenza ai turisti 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale  garantisce  nelle  localita'  a
forte  afflusso  turistico  individuate  sulla   base   di   apposite
determinazioni regionali, l'assistenza sanitaria di base rivolta agli
assistiti non residenti nella regione stessa, dietro pagamento  della
tariffa fissata dalla normativa regionale. 
                               Art. 7 
 
 
                  Emergenza sanitaria territoriale 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale  garantisce,  in  situazioni  di
emergenza urgenza in ambito territoriale extraospedaliero, interventi
sanitari tempestivi e finalizzati alla stabilizzazione del  paziente,
assicurando il trasporto  in  condizioni  di  sicurezza  al  presidio
ospedaliero  piu'  appropriato.  Il  coordinamento  e   la   gestione
dell'attivita'  di  emergenza  territoriale  sono  effettuati   dalle
Centrali operative 118, nell'arco delle 24 ore. 
  2. In particolare, sono garantiti: 
    a) gli interventi sanitari mediante mezzi di soccorso di  base  e
avanzato, terrestri e aerei, con  personale  sanitario  adeguatamente
formato, 
    b) i trasporti sanitari secondari assistiti e non assistiti, 
    c) le attivita' assistenziali e  organizzative  in  occasione  di
maxiemergenze,  eventi  a  rischio  nucleare,  biologico,  chimico  e
radiologico (NBCR), 
    d)  le  attivita'  assistenziali  in  occasione   di   eventi   e
manifestazioni programmati, con le modalita' fissate dalle regioni  e
province autonome. 
  3. L'attivita' di emergenza sanitaria  territoriale  e'  svolta  in
modo  integrato  con  le  attivita'  di  emergenza   intraospedaliera
assicurate nei PS/DEA  e  con  le  attivita'  effettuate  nell'ambito
dell'Assistenza sanitaria di base e Continuita' assistenziale. 
                               Art. 8 
 
 
Assistenza farmaceutica erogata attraverso le farmacie convenzionate 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  attraverso   le
farmacie convenzionate la fornitura dei medicinali appartenenti  alla
classe a) di cui all'art. 8, comma 10, della legge 24 dicembre  1993,
n.  537,  la  cui  erogazione  non  sia  affidata  direttamente  alle
strutture sanitarie regionali.  Limitatamente  ai  medicinali  aventi
uguale composizione in principi attivi, nonche'  forma  farmaceutica,
via di somministrazione, modalita'  di  rilascio,  numero  di  unita'
posologiche e dosaggio unitario uguali, la  fornitura  attraverso  le
farmacie e' assicurata fino alla concorrenza del  prezzo  piu'  basso
fra quelli dei farmaci disponibili  nel  normale  ciclo  distributivo
regionale; se per tale tipologia di medicinali l'Agenzia italiana del
farmaco (AIFA) ha fissato il prezzo  massimo  di  rimborso  ai  sensi
dell'art. 11 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e  tale  prezzo  e'
inferiore al piu' basso dei prezzi  dei  medicinali  considerati,  la
fornitura attraverso la farmacia e' assicurata fino a concorrenza del
prezzo massimo di rimborso. 
  2. Attraverso le medesime farmacie sono inoltre assicurati i  nuovi
servizi  individuati  dai  decreti  legislativi  adottati  ai   sensi
dell'art. 11, comma 1,  della  legge  18  giugno  2009,  n.  69,  nel
rispetto di quanto previsto dai piani regionali socio-sanitari e  nei
limiti delle risorse rese disponibili in attuazione del  citato  art.
11, comma 1, lettera e). 
                               Art. 9 
 
 
             Assistenza farmaceutica erogata attraverso 
                i servizi territoriali e ospedalieri 
 
  1. Ai sensi dell'art. 8, comma 1, del  decreto-legge  18  settembre
2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16  novembre
2001, n. 405, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano garantiscono  attraverso  i  propri  servizi  territoriali  e
ospedalieri i medicinali necessari al  trattamento  dei  pazienti  in
assistenza domiciliare, residenziale  e  semiresidenziale  nonche'  i
farmaci per il periodo immediatamente successivo alla dimissione  dal
ricovero  ospedaliero  o  alla  visita  specialistica  ambulatoriale,
limitatamente al primo ciclo  terapeutico  completo,  sulla  base  di
direttive regionali. 
  2. Il Servizio sanitario nazionale garantisce altresi': 
    a)  qualora  non  esista  valida   alternativa   terapeutica,   i
medicinali innovativi la cui commercializzazione  e'  autorizzata  in
altri Stati ma non sul territorio nazionale, i medicinali non  ancora
autorizzati per i quali siano disponibili almeno dati  favorevoli  di
sperimentazioni cliniche di fase seconda e i medicinali da  impiegare
per un'indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, qualora
per tale indicazione siano  disponibili  almeno  dati  favorevoli  di
sperimentazione clinica  di  fase  seconda,  inseriti  in  un  elenco
predisposto e periodicamente  aggiornato  dall'Agenzia  Italiana  del
Farmaco (AIFA), conformemente alle procedure ed ai  criteri  adottati
dalla stessa; 
    b) i medicinali utilizzabili per un'indicazione diversa da quella
autorizzata, alle condizioni previste dall'art. 1,  comma  4-bis  del
decreto legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito  con  modificazioni
dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648. 
                               Art. 10 
 
 
                       Assistenza integrativa 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza integrativa  il  Servizio  sanitario
nazionale garantisce le prestazioni che comportano  l'erogazione  dei
dispositivi medici monouso, dei presidi per diabetici e dei  prodotti
destinati  a  un'alimentazione  particolare  nei  limiti  e  con   le
modalita' di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14. 
                               Art. 11 
 
 
              Erogazione di dispositivi medici monouso 
 
  1. Agli assistiti tracheostomizzati, ileostomizzati, colostomizzati
e urostomizzati, agli assistiti che  necessitano  permanentemente  di
cateterismo, agli assistiti affetti da grave incontinenza urinaria  o
fecale cronica, e agli assistiti affetti da patologia  cronica  grave
che obbliga  all'allettamento,  sono  garantite  le  prestazioni  che
comportano l'erogazione dei dispositivi  medici  monouso  di  cui  al
nomenclatore allegato 2 al presente decreto. La condizione di  avente
diritto alle prestazioni e' certificata dal  medico  specialista  del
Servizio sanitario nazionale, dipendente o convenzionato,  competente
per la specifica menomazione o disabilita'. 
  2. Le  prestazioni  che  comportano  l'erogazione  dei  dispositivi
medici monouso di cui al nomenclatore allegato 2 al presente decreto,
sono erogate su prescrizione del medico  specialista  effettuata  sul
ricettario standardizzato del Servizio sanitario nazionale. E'  fatta
salva la possibilita' per le regioni e per le  province  autonome  di
individuare le modalita' con le quali la prescrizione  e'  consentita
ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera  scelta  ed  ai
medici dei servizi territoriali. I prodotti per la prevenzione  e  il
trattamento delle lesioni da  decubito  sono  prescritti  dal  medico
nell'ambito  di  un  piano  di  trattamento   di   durata   definita,
eventualmente rinnovabile, predisposto dallo stesso medico; il medico
prescrittore e' responsabile della conduzione del piano. 
                               Art. 12 
 
 
       Modalita' di erogazione dei dispositivi medici monouso 
 
  1. Le modalita' di erogazione dei dispositivi medici  monouso  sono
definite nell'allegato 11. 
                               Art. 13 
 
 
Erogazione di presidi per persone affette da malattia diabetica o  da
                            malattie rare 
 
  1. Agli assistiti affetti da malattia diabetica  o  dalle  malattie
rare di cui  allegato  3  al  presente  decreto,  sono  garantite  le
prestazioni che comportano  l'erogazione  dei  presidi  indicati  nel
nomenclatore di cui al medesimo allegato 3. 
  2. Le regioni e le province autonome disciplinano le  modalita'  di
accertamento del diritto alle prestazioni, le modalita' di  fornitura
dei prodotti e i quantitativi  massimi  concedibili  sulla  base  del
fabbisogno determinato in funzione  del  livello  di  gravita'  della
malattia, assicurando l'adempimento agli obblighi di cui all'art.  50
del  decreto  legge  30  settembre  2003,  n.  269,  convertito   con
modificazioni dalla legge 24 novembre  2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni. 
                               Art. 14 
 
 
                  Erogazione di prodotti dietetici 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce  le  prestazioni  che
comportano l'erogazione di  alimenti  a  fini  medici  speciali  alle
persone affette  da  malattie  metaboliche  congenite  e  da  fibrosi
cistica. Le patologie sono accertate  e  certificate  dai  centri  di
riferimento a tal fine identificati dalle regioni  e  delle  province
autonome. 
  2. Il Servizio sanitario nazionale garantisce altresi' ai  nati  da
madri sieropositive per HIV, fino al compimento  del  sesto  mese  di
eta', l'erogazione dei sostituti del latte  materno  e  alle  persone
affette  da  celiachia  l'erogazione  degli  alimenti  senza  glutine
specificamente formulati per celiaci o per  persone  intolleranti  al
glutine. 
  3. I prodotti erogabili  alle  persone  di  cui  al  comma  1  sono
elencati nel Registro nazionale istituito presso il  Ministero  della
salute ai sensi dell'art. 7 del decreto ministeriale 8  giugno  2001.
Ai soggetti affetti da  celiachia  l'erogazione  dei  prodotti  senza
glutine e' garantita nei limiti dei tetti massimi  di  spesa  mensile
fissati dal medesimo Ministero della salute. 
  4. Le regioni e le  province  autonome  provvedono  alla  fornitura
gratuita dei prodotti dietetici a favore  delle  persone  affette  da
nefropatia cronica nonche' dei preparati addensanti  a  favore  delle
persone con grave disfagia affette malattie  neuro-degenerative,  nei
limiti e con le modalita' fissate dalle stesse regioni e le  province
autonome. 
  5. Le regioni e le province autonome disciplinano le  modalita'  di
erogazione delle prestazioni di cui al presente articolo, assicurando
l'adempimento agli obblighi di cui all'art. 50 del decreto  legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla  legge  24
novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni. 
                               Art. 15 
 
 
               Assistenza specialistica ambulatoriale 
 
  1.  Nell'ambito  dell'assistenza  specialistica  ambulatoriale   il
Servizio sanitario nazionale garantisce le prestazioni  elencate  nel
nomenclatore di cui all'allegato 4 al presente decreto.  L'erogazione
della prestazione e' subordinata all'indicazione  sulla  ricetta  del
quesito o sospetto diagnostico formulato dal medico prescrittore. 
  2. Il nomenclatore riporta, per  ciascuna  prestazione,  il  codice
identificativo, la definizione, eventuali modalita' di erogazione  in
relazione  ai  requisiti  necessari  a  garantire  la  sicurezza  del
paziente, eventuali note riferite  a  condizioni  di  erogabilita'  o
indicazioni di appropriatezza prescrittiva.  L'elenco  delle  note  e
delle corrispondenti condizioni  di  erogabilita'  o  indicazioni  di
appropriatezza prescrittiva e' contenuto nell'allegato 4D. 
  3. Al solo fine di  consentire  l'applicazione  delle  disposizioni
legislative relative ai limiti di prescrivibilita' delle  prestazioni
per ricetta e di partecipazione al costo da parte dei  cittadini,  il
nomenclatore  riporta   altresi'   le   prestazioni   di   assistenza
specialistica ambulatoriale raggruppate per branche specialistiche. 
  4. Le regioni e le province autonome disciplinano le  modalita'  di
erogazione delle prestazioni di cui al presente articolo, assicurando
l'adempimento agli obblighi di cui all'art. 50 del decreto  legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla  legge  24
novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni. 
  5. Sono erogati in forma ambulatoriale organizzata i  pacchetti  di
prestazioni  orientati  a  finalita'   diagnostica   o   terapeutica,
individuati  con  le  modalita'  indicate  dall'art.  5,   comma   20
dell'Intesa tra il Governo, le regioni  e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano del 10 luglio 2014 concernente il Nuovo Patto per
la salute per gli anni 2014/2016, nel rispetto  della  disciplina  in
materia di partecipazione alla spesa sanitaria. 
                               Art. 16 
 
 
Condizioni o limiti di erogabilita' delle prestazioni  di  assistenza
                     specialistica ambulatoriale 
 
  1. Le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per  le
quali sono indicate note corrispondenti a  specifiche  condizioni  di
erogabilita'  riferite   allo   stato   clinico   o   personale   del
destinatario,   alla   particolare   finalita'   della    prestazione
(terapeutica, diagnostica, prognostica o di monitoraggio di patologie
o condizioni)  al  medico  prescrittore,  all'esito  di  procedure  o
accertamenti  pregressi,  sono  erogabili  dal   Servizio   sanitario
nazionale  limitatamente  ai  casi  in  cui  sussistono  le  medesime
condizioni, risultanti dal numero della nota e dal quesito clinico  o
dal  sospetto  diagnostico  riportati  sulla   ricetta   dal   medico
prescrittore. 
  2. Le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per  le
quali  sono  indicate  specifiche   indicazioni   di   appropriatezza
prescrittiva  riferite   allo   stato   clinico   o   personale   del
destinatario,   alla   particolare   finalita'   della    prestazione
(terapeutica, diagnostica, prognostica o di monitoraggio di patologie
o condizioni)  al  medico  prescrittore,  all'esito  di  procedure  o
accertamenti  pregressi,  sono  erogabili  dal   Servizio   sanitario
nazionale a seguito di una autonoma e  responsabile  valutazione  del
medico circa  la  loro  utilita'  nel  singolo  caso  clinico,  fermo
restando l'obbligo del  medico  prescrittore  di  riportare  il  solo
quesito o sospetto diagnostico sulla ricetta. 
  3.  Le  prestazioni  ambulatoriali  di  densitometria  ossea   sono
erogabili dal Servizio sanitario nazionale limitatamente ai  soggetti
che presentano le condizioni definite nell'allegato  4A  al  presente
decreto. 
  4.  Le  prestazioni  ambulatoriali  di  chirurgia  refrattiva  sono
erogabili dal Servizio sanitario nazionale limitatamente ai  soggetti
che presentano le condizioni definite nell'allegato  4B  al  presente
decreto. 
  5. Le prestazioni ambulatoriali di  assistenza  odontoiatrica  sono
erogabili dal Servizio sanitario nazionale limitatamente ai  soggetti
indicati nelle note corrispondenti a ciascuna prestazione, sulla base
dei criteri generali riportati nell'allegato 4C al presente decreto. 
  6. Il Servizio sanitario  nazionale  garantisce  alle  persone  con
patologia diabetica le prestazioni  specialistiche  ambulatoriali  di
assistenza podologica incluse nel nomenclatore di cui all'allegato 4. 
                               Art. 17 
 
 
                        Assistenza protesica 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone  di  cui
all'art. 18 le prestazioni sanitarie che comportano  l'erogazione  di
protesi,  ortesi  ed  ausili  tecnologici  nell'ambito  di  un  piano
riabilitativo-assistenziale volto alla prevenzione, alla correzione o
alla  compensazione   di   menomazioni   o   disabilita'   funzionali
conseguenti a patologie o lesioni, al  potenziamento  delle  abilita'
residue, nonche' alla promozione dell'autonomia dell'assistito. 
  2. Il nomenclatore di cui all'allegato 5 contiene gli elenchi delle
prestazioni e delle tipologie di dispositivi, inclusi  i  dispositivi
provvisori, temporanei e di riserva di cui all'art. 18, commi 2 e  3,
erogabili dal Servizio sanitario nazionale. Il nomenclatore  riporta,
per ciascuna  prestazione  o  tipologia  di  dispositivo,  il  codice
identificativo, la definizione, la descrizione delle  caratteristiche
principali, eventuali condizioni o limiti di erogabilita',  eventuali
indicazioni cliniche prioritarie volte a migliorare  l'appropriatezza
della prescrizione. Le prestazioni e i dispositivi sono erogabili nei
limiti e secondo  le  indicazioni  cliniche  e  d'uso  riportate  nel
nomenclatore. 
  3. Il nomenclatore contiene: 
    a) le protesi e le ortesi costruite o allestite su misura  da  un
professionista abilitato all'esercizio  della  specifica  professione
sanitaria  o  arte  sanitaria  ausiliaria,  gli   aggiuntivi   e   le
prestazioni di manutenzione, riparazione, adattamento o  sostituzione
di componenti di ciascuna  protesi  o  ortesi.  I  dispositivi  e  le
prestazioni di cui alla presente lettera sono indicati nell'elenco 1; 
    b) gli ausili tecnologici di fabbricazione continua o  di  serie,
indicati nell'elenco 2A, che, a garanzia della corretta utilizzazione
da parte dell'assistito in condizioni  di  sicurezza,  devono  essere
applicati dal professionista sanitario abilitato; 
    c) gli ausili tecnologici di fabbricazione continua o  di  serie,
pronti per l'uso, che non  richiedono  l'applicazione  da  parte  del
professionista sanitario abilitato, indicati nell'elenco 2B. 
  4.  Nel  caso  in  cui  risulti  necessario  l'adattamento   o   la
personalizzazione  di  un  ausilio  di  serie,  la   prestazione   e'
prescritta dal medico specialista ed eseguita, a  cura  dei  soggetti
aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto degli ausili,  da
professionisti abilitati all'esercizio della professione sanitaria  o
arte sanitaria ausiliaria, nel rispetto dei compiti  individuati  dai
rispettivi profili professionali. 
  5.  Qualora  l'assistito,  al  fine   di   soddisfare   specifiche,
apprezzabili, necessita' derivanti dallo stile di vita o dal contesto
ambientale, relazionale o sociale richieda, in accordo con il medico,
un dispositivo appartenente a una  delle  tipologie  descritte  negli
elenchi allegati, con  caratteristiche  strutturali  o  funzionali  o
estetiche non indicate  nella  descrizione,  il  medico  effettua  la
prescrizione riportando le motivazioni della richiesta, indicando  il
codice della tipologia cui il  dispositivo  appartiene  e  informando
l'assistito    sulle    sue    caratteristiche    e     funzionalita'
riabilitative-assistenziali. L'azienda sanitaria locale di competenza
autorizza la fornitura. L'eventuale differenza tra la  tariffa  o  il
prezzo  assunto  a  carico  dall'azienda  sanitaria  locale  per   il
corrispondente dispositivo incluso negli elenchi  ed  il  prezzo  del
dispositivo fornito rimane a carico dell'assistito; parimenti, rimane
a carico dell'assistito l'onere di tutte le prestazioni professionali
correlate alle modifiche richieste o alle  caratteristiche  peculiari
del dispositivo fornito. 
                               Art. 18 
 
 
        Destinatari delle prestazioni di assistenza protesica 
 
  1. Hanno diritto  alle  prestazioni  di  assistenza  protesica  che
comportano l'erogazione dei dispositivi contenuti nell'allegato 5  al
presente decreto gli assistiti di seguito  indicati,  in  connessione
alle menomazioni e disabilita' specificate: 
    a) le persone con invalidita' civile, di guerra e  per  servizio,
le persone con cecita' totale o parziale o ipovedenti gravi ai  sensi
della legge 3 aprile 2001, n. 138 e le persone sorde di cui  all'art.
1, comma 2, della legge 12 marzo  1999,  n.  68,  in  relazione  alle
menomazioni accertate dalle competenti commissioni mediche; 
    b) i minori di anni  18  che  necessitano  di  un  intervento  di
prevenzione,  cura  e  riabilitazione  di  un'invalidita'   grave   e
permanente; 
    c) le persone di  cui  alla  lettera  a)  affette  da  gravissime
patologie evolutive o degenerative che hanno determinato  menomazioni
permanenti   insorte   in   epoca   successiva   al    riconoscimento
dell'invalidita', in relazione alle medesime  menomazioni,  accertate
dal medico specialista; 
    d) le persone che  hanno  presentato  istanza  di  riconoscimento
dell'invalidita'  cui  siano  state   accertate,   dalle   competenti
commissioni mediche, menomazioni che, singolarmente, per  concorso  o
coesistenza, comportano  una  riduzione  della  capacita'  lavorativa
superiore  ad  un  terzo,  in  relazione  alle  suddette  menomazioni
risultanti dai verbali di cui all'art. 1, comma  7,  della  legge  15
ottobre 1990, n. 295; 
    e) le persone in attesa di accertamento  dell'invalidita'  per  i
quali il medico specialista  prescrittore  attesti  la  necessita'  e
urgenza di  una  protesi,  di  un'ortesi  o  di  un  ausilio  per  la
tempestiva attivazione di un  piano  riabilitativo-assistenziale,  in
relazione alle menomazioni certificate  ai  fini  del  riconoscimento
dell'invalidita'; 
    f) le persone ricoverate in una struttura sanitaria  accreditata,
pubblica o privata, per le quali il medico  responsabile  dell'unita'
operativa  certifichi  la  presenza  di  una  menomazione   grave   e
permanente e la  necessita'  e  l'urgenza  dell'applicazione  di  una
protesi, di un'ortesi o di un ausilio  prima  della  dimissione,  per
l'attivazione    tempestiva    o    la    conduzione    del     piano
riabilitativo-assistenziale.  Contestualmente  alla  fornitura  della
protesi o  dell'ortesi  deve  essere  avviata  la  procedura  per  il
riconoscimento dell'invalidita'; 
    g) le persone  amputate  di  arto,  le  donne  con  malformazione
congenita che comporti l'assenza di una o di entrambe le  mammelle  o
della sola ghiandola mammaria ovvero che abbiano subito un intervento
di  mastectomia  e  le  persone  che  abbiano  subito  un  intervento
demolitore dell'occhio, in relazione alle suddette menomazioni; 
    h) le persone affette da una malattia rara di cui all'allegato  7
al presente decreto, in relazione  alle  menomazioni  correlate  alla
malattia. 
  2. Hanno diritto ai dispositivi provvisori e  temporanei  le  donne
con malformazione congenita  che  comporti  l'assenza  di  una  o  di
entrambe le mammelle o  della  sola  ghiandola  mammaria  ovvero  che
abbiano  subito  un  intervento  di  mastectomia,  le   persone   con
enucleazione del bulbo oculare. Le persone con  amputazione  di  arto
hanno  diritto  al  dispositivo   provvisorio   in   alternativa   al
dispositivo temporaneo. 
  3. Le regioni e le province autonome o le aziende sanitarie  locali
possono  fornire  dispositivi  di  serie   di   cui   all'elenco   2B
dell'allegato 5  alle  persone  con  grave  disabilita'  transitoria,
assistite in regime di ospedalizzazione  domiciliare,  di  dimissione
protetta o di assistenza domiciliare integrata, su prescrizione dello
specialista, per un  periodo  massimo  di  60  giorni,  eventualmente
prorogabile, nei casi in cui le medesime regioni o aziende  sanitarie
locali  abbiano  attivato  servizi   di   riutilizzo   dei   suddetti
dispositivi. 
  4. Qualora i dispositivi siano prescritti, per motivi di necessita'
e  urgenza,  nel  corso  di  ricovero  presso   strutture   sanitarie
accreditate, pubbliche o private, ubicate fuori del territorio  della
azienda sanitaria locale di residenza dell'assistito, la prescrizione
e' inoltrata dalla unita' operativa di ricovero all'azienda sanitaria
locale di residenza, che rilascia  l'autorizzazione  tempestivamente,
anche  per  via  telematica.  Limitatamente  ai  dispositivi  inclusi
nell'elenco 1 dell'allegato  5,  in  caso  di  silenzio  dell'azienda
sanitaria locale,  trascorsi  cinque  giorni  dal  ricevimento  della
prescrizione,  l'autorizzazione  si  intende  concessa.  In  caso  di
autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al  fornitore  e'
pari alla tariffa o al prezzo  fissati  dalla  regione  di  residenza
dell'assistito. 
  5. L'azienda sanitaria locale puo' autorizzare la fornitura di  una
protesi di riserva per  le  persone  con  amputazione  di  arto.  Nei
confronti di altri soggetti per i quali la mancanza  del  dispositivo
impedisce lo  svolgimento  delle  attivita'  essenziali  della  vita,
l'azienda sanitaria locale e' tenuta a provvedere immediatamente alla
sua eventuale riparazione o sostituzione. 
  6. Agli invalidi del lavoro, i  dispositivi  dovuti  ai  sensi  del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono
erogati  dall'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro   gli
infortuni sul  lavoro  (Inail)  con  spesa  a  carico  dell'Istituto,
secondo le indicazioni e le modalita' stabilite dall'Istituto stesso. 
  7. Sono fatti salvi i benefici gia' previsti dalle norme in  vigore
in favore degli invalidi di guerra e categorie assimiliate. 
  8. In casi  eccezionali,  per  i  soggetti  affetti  da  gravissime
disabilita',  le   aziende   sanitarie   locali   possono   garantire
l'erogazione di protesi, ortesi o  ausili  non  appartenenti  ad  una
delle tipologie riportate nel  nomenclatore  allegato,  nel  rispetto
delle procedure fissate dalla regione e sulla base di criteri e linee
guida. 
  9. I dispositivi inclusi nell'allegato 5 sono ceduti in  proprieta'
all'assistito, fatta salva la facolta' delle regioni e delle province
autonome di  disciplinare  modalita'  di  cessione  in  comodato  dei
dispositivi di serie di cui agli elenchi 2A e 2B dell'allegato 5  per
i quali le  regioni,  le  province  autonome  o  le  aziende  abbiano
attivato servizi di riutilizzo dei dispositivi stessi. L'assistito e'
responsabile della custodia  e  della  buona  tenuta  della  protesi,
dell'ortesi o dell'ausilio tecnologico. 
  10. L'azienda sanitaria locale  autorizza  la  fornitura  di  nuovi
dispositivi inclusi nell'elenco 1  dell'allegato  5,  in  favore  dei
propri assistiti di eta' superiore a 18 anni, quando siano  trascorsi
i tempi  minimi  di  rinnovo  riportati,  per  ciascuna  classe,  nel
medesimo elenco e in ogni caso quando sussistono le condizioni di cui
alle lettere a)  e  b)  e  con  le  procedure  ivi  indicate.  Per  i
dispositivi per i quali non sono indicati tempi minimi di rinnovo  si
applicano  le  previsioni  di  cui  alle  lettere  a)  e  b).  Per  i
dispositivi forniti agli assistiti di eta' inferiore a 18  anni,  non
si applicano i tempi minimi di rinnovo e l'azienda  sanitaria  locale
autorizza le sostituzioni o modificazioni dei dispositivi erogati  in
base  ai  controlli   clinici   prescritti   e   secondo   il   piano
riabilitativo-assistenziale. La fornitura di nuovi  dispositivi  puo'
essere autorizzata nei casi di: 
    a) particolari necessita' terapeutiche o riabilitative o modifica
dello stato psicofisico dell'assistito, sulla base di una dettagliata
relazione del medico  prescrittore  allegata  alla  prescrizione  che
attesti, con adeguata motivazione,  l'inadeguatezza  dell'ausilio  in
uso e la necessita' del rinnovo per il mantenimento  delle  autonomie
della persona nel suo contesto di vita; 
    b)  rottura  accidentale  o  usura,  non   attribuibili   all'uso
improprio del dispositivo, a grave incuria o  a  dolo,  cui  consegue
l'impossibilita' tecnica  o  la  non  convenienza  della  riparazione
ovvero  la  non  perfetta  funzionalita'  del  dispositivo  riparato,
valutate dall'azienda sanitaria locale anche con l'ausilio di tecnici
di fiducia. 
                               Art. 19 
 
 
          Modalita' di erogazione dell'assistenza protesica 
 
  1. Le  modalita'  di  erogazione  dell'assistenza  protesica  e  di
individuazione degli erogatori sono definiti dall'allegato 12. 
                               Art. 20 
 
 
                         Assistenza termale 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale  garantisce  l'erogazione  delle
prestazioni di assistenza termale ai soggetti, inclusi gli assicurati
dell'INPS   e   dell'INAIL,   affetti   dalle   patologie    indicate
nell'allegato 9  al  presente  decreto,  che  possono  trovare  reale
beneficio da tali prestazioni. Nel medesimo allegato sono elencate le
prestazioni erogabili suddivise per tipologia di destinatari. 
  2. L'erogazione e' garantita  nel  limite  di  un  ciclo  annuo  di
prestazioni,  fatta  eccezione  per  gli  invalidi  di  guerra  e  di
servizio, dei ciechi, dei sordi e degli invalidi civili, che  possono
usufruire  di  un  secondo  ciclo  annuo  per  il  trattamento  della
patologia invalidante. 
									Capo IV * * Assistenza sociosanitaria
Art. 21 Percorsi assistenziali integrati 1. I percorsi assistenziali domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali di cui al presente Capo prevedono l'erogazione congiunta di attivita' e prestazioni afferenti all'area sanitaria e all'area dei servizi sociali. Con apposito accordo sancito in sede di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee di indirizzo volte a garantire omogeneita' nei processi di integrazione istituzionale, professionale e organizzativa delle suddette aree, anche con l'apporto delle autonomie locali, nonche' modalita' di utilizzo delle risorse coerenti con l'obiettivo dell'integrazione, anche con riferimento al Fondo per le non autosufficienze di cui all'art. 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. 2. Il Servizio sanitario nazionale garantisce l'accesso unitario ai servizi sanitari e sociali, la presa in carico della persona e la valutazione multidimensionale dei bisogni, sotto il profilo clinico, funzionale e sociale. Le regioni e le province autonome organizzano tali attivita' garantendo uniformita' sul proprio territorio nelle modalita', nelle procedure e negli strumenti di valutazione multidimensionale, anche in riferimento alle diverse fasi del progetto di assistenza. 3. Il Progetto di assistenza individuale (PAI) definisce i bisogni terapeutico-riabilitativi e assistenziali della persona ed e' redatto dall'unita' di valutazione multidimensionale, con il coinvolgimento di tutte le componenti dell'offerta assistenziale sanitaria, sociosanitaria e sociale, del paziente e della sua famiglia. Il coordinamento dell'attivita' clinica rientra tra i compiti del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, fatti salvi i casi in cui il soggetto responsabile del rapporto di cura sia stato diversamente identificato. 4. Nell'ambito dell'assistenza distrettuale territoriale sono privilegiati gli interventi che favoriscono la permanenza delle persone assistite al proprio domicilio, attraverso l'attivazione delle risorse disponibili, formali e informali; i trattamenti terapeutico-riabilitativi e assistenziali, semiresidenziali e residenziali, sono garantiti dal Servizio sanitario nazionale, quando necessari, in base alla valutazione multidimensionale.
                               Art. 22 
 
 
                          Cure domiciliari 
 
  1. Il Servizio sanitario  nazionale  garantisce  alle  persone  non
autosufficienti e in condizioni di fragilita', con patologie in  atto
o esiti delle stesse, percorsi assistenziali a  domicilio  costituiti
dall'insieme  organizzato  di  trattamenti   medici,   riabilitativi,
infermieristici e di aiuto infermieristico necessari per stabilizzare
il quadro clinico, limitare il declino  funzionale  e  migliorare  la
qualita'  della  vita.  L'azienda  sanitaria   locale   assicura   la
continuita' tra le fasi  di  assistenza  ospedaliera  e  l'assistenza
territoriale a domicilio. 
  2. Le cure domiciliari, come risposta ai bisogni delle persone  non
autosufficienti e in condizioni di fragilita', si  integrano  con  le
prestazioni di  assistenza  sociale  e  di  supporto  alla  famiglia,
secondo quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio  dei
ministri 14 febbraio 2001 recante «Atto di indirizzo e  coordinamento
sull'integrazione sociosanitaria». Il bisogno clinico,  funzionale  e
sociale e'  accertato  attraverso  idonei  strumenti  di  valutazione
multidimensionale che consentano la presa in carico della  persona  e
la  definizione  del  «Progetto  di  assistenza  individuale»   (PAI)
sociosanitario integrato, fatto salvo quanto previsto dalle regioni e
dalle province autonome in merito al comma 3, lettera a). 
  3. In relazione al bisogno di salute dell'assistito ed  al  livello
di intensita', complessita' e durata  dell'intervento  assistenziale,
le cure domiciliari, si articolano nei seguenti livelli: 
    a) cure domiciliari di livello base:  costituite  da  prestazioni
professionali in risposta a bisogni sanitari di bassa complessita' di
tipo medico, infermieristico e/o riabilitativo,  anche  ripetuti  nel
tempo; le cure domiciliari di livello base, attivate con le modalita'
previste dalle regioni e dalle province autonome, sono caratterizzate
da un «Coefficiente di intensita' assistenziale» (CIA (1) ) inferiore
a 0,14; 
    b) cure domiciliari integrate (ADI) di I^ livello: costituite  da
prestazioni      professionali      prevalentemente      di      tipo
medico-infermieristico-assistenziale ovvero prevalentemente  di  tipo
riabilitativo-assistenziale a  favore  di  persone  con  patologie  o
condizioni funzionali che  richiedono  continuita'  assistenziale  ed
interventi programmati caratterizzati da un CIA compreso tra  0,14  e
0,30 in relazione alla criticita' e  complessita'  del  caso;  quando
necessari sono assicurati gli accertamenti diagnostici, la  fornitura
dei farmaci di cui all'art. 9 e dei dispositivi medici  di  cui  agli
articoli 11 e 17, nonche' dei preparati per  nutrizione  artificiale.
Le cure  domiciliari  di  primo  livello  richiedono  la  valutazione
multidimensionale,  la  «presa  in  carico»  della   persona   e   la
definizione di un «Progetto di assistenza individuale»  (PAI)  ovvero
di un «Progetto riabilitativo  individuale»  (PRI)  che  definisce  i
bisogni riabilitativi della persona, e sono attivate con le modalita'
definite dalle regioni e dalla province autonome anche  su  richiesta
dei familiari o dei servizi sociali. Il medico di medicina generale o
il pediatra di libera scelta assumono la responsabilita' clinica  dei
processi di cura, valorizzando e sostenendo il ruolo della famiglia; 
    c) cure domiciliari integrate (ADI) di II^ livello: costituite da
prestazioni      professionali      prevalentemente      di      tipo
medico-infermieristico-assistenziale ovvero prevalentemente  di  tipo
riabilitativo-assistenziale a  favore  di  persone  con  patologie  o
condizioni funzionali che  richiedono  continuita'  assistenziale  ed
interventi programmati caratterizzati da un CIA compreso tra  0,31  e
0,50, in relazione alla criticita' e complessita'  del  caso;  quando
necessari sono assicurati gli accertamenti diagnostici, la  fornitura
dei farmaci di cui all'art. 9 e dei dispositivi medici  di  cui  agli
articoli 11 e 17, nonche' dei preparati per  nutrizione  artificiale.
Le cure domiciliari di  secondo  livello  richiedono  la  valutazione
multidimensionale,  la  «presa  in  carico»  della   persona   e   la
definizione di un «Progetto di assistenza individuale»  (PAI)  ovvero
di un «Progetto riabilitativo individuale» (PRI), e sono attivate con
le modalita' definite dalle regioni e dalle province  autonome  anche
su richiesta dei familiari  o  dei  servizi  sociali.  Il  medico  di
medicina  generale  o  il  pediatra  di  libera  scelta  assumono  la
responsabilita'  clinica  dei  processi  di  cura,   valorizzando   e
sostenendo il ruolo della famiglia; 
    d) cure domiciliari integrate (ADI) di III^  livello:  costituite
da  prestazioni  professionali  di  tipo  medico,  infermieristico  e
riabilitativo, accertamenti diagnostici, fornitura dei farmaci di cui
all'art. 9 e dei dispositivi medici di cui agli  articoli  11  e  17,
nonche' dei preparati per nutrizione artificiale a favore di  persone
con patologie  che,  presentando  elevato  livello  di  complessita',
instabilita' clinica e sintomi  di  difficile  controllo,  richiedono
continuita' assistenziale ed interventi programmati caratterizzati da
un CIA maggiore di 0,50, anche per la necessita' di fornire  supporto
alla famiglia e/o al  care-giver.  Le  cure  domiciliari  ad  elevata
intensita' sono attivate con le modalita' definite  dalle  regioni  e
dalle province autonome richiedono la valutazione  multidimensionale,
la presa in carico della persona e la definizione di un «Progetto  di
assistenza individuale» (PAI). Il medico di medicina  generale  o  il
pediatra di libera scelta assumono  la  responsabilita'  clinica  dei
processi di cura, valorizzando e sostenendo il ruolo della famiglia. 
  4. Ai sensi dell'art. 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502 e successive modificazioni e del decreto del  Presidente
del Consiglio  dei  ministri  14  febbraio  2001,  recante  «Atto  di
indirizzo e coordinamento sull'integrazione sociosanitaria», le  cure
domiciliari sono integrate da prestazioni di aiuto infermieristico  e
assistenza  tutelare  professionale   alla   persona.   Le   suddette
prestazioni  di   aiuto   infermieristico   e   assistenza   tutelare
professionale, erogate secondo i modelli  assistenziali  disciplinati
dalle regioni e dalle province autonome, sono  a  interamente  carico
del Servizio sanitario nazionale per i primi trenta  giorni  dopo  la
dimissione ospedaliera protetta e per una quota pari al 50 per  cento
nei giorni successivi. 
  5. Le cure domiciliari sono  integrate  da  interventi  sociali  in
relazione agli esiti della valutazione multidimensionale. 

(1) CIA:  coefficiente  intensita'  assistenziale  =  GEA/GdC;   GEA:
    giornate di effettiva assistenza nelle quali e' stato  effettuato
    almeno un accesso domiciliare; GdC: giornate di cura  dalla  data
    della presa in carico alla cessazione del programma 
                               Art. 23 
 
 
                     Cure palliative domiciliari 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce le  cure  domiciliari
palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38, nell'ambito  della
Rete di cure palliative a favore di persone affette da  patologie  ad
andamento cronico ed evolutivo per le quali non esistono  terapie  o,
se  esistono,  sono   inadeguate   o   inefficaci   ai   fini   della
stabilizzazione della malattia o di  un  prolungamento  significativo
della vita. Le cure sono erogate  dalle  Unita'  di  Cure  Palliative
(UCP) sulla base di protocolli formalizzati nell'ambito della Rete  e
sono  costituite  da  prestazioni  professionali  di   tipo   medico,
infermieristico,   riabilitativo    e    psicologico,    accertamenti
diagnostici,  fornitura  dei  farmaci  di  cui  all'art.  9   e   dei
dispositivi medici  di  cui  agli  articoli  11  e  17,  nonche'  dei
preparati  per  nutrizione  artificiale,  da  aiuto  infermieristico,
assistenza tutelare professionale  e  sostegno  spirituale.  Le  cure
palliative domiciliari si articolano nei seguenti livelli: 
    a) livello base: costituito da interventi coordinati  dal  medico
di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, secondo  quanto
previsto dall'art. 2, comma 1, lettera f) della legge 15 marzo  2010,
n. 38, che garantiscono un approccio palliativo attraverso l'ottimale
controllo dei sintomi e una adeguata comunicazione con il malato e la
famiglia; sono erogate da medici e infermieri con buona conoscenza di
base delle cure palliative e si articolano in interventi  programmati
caratterizzati da un CIA minore di 0,50 in funzione del  progetto  di
assistenza individuale; 
    b) livello specialistico: costituito da interventi  da  parte  di
equipe multiprofessionali e  multidisciplinari  dedicate,  rivolti  a
malati con bisogni complessi per i quali gli interventi di base  sono
inadeguati; richiedono un elevato livello di competenza  e  modalita'
di lavoro interdisciplinare. In relazione al livello di complessita',
legato anche all'instabilita'  clinica  e  ai  sintomi  di  difficile
controllo, sono garantiti la  continuita'  assistenziale,  interventi
programmati caratterizzati da un CIA maggiore di  0,50  definiti  dal
progetto di  assistenza  individuale  nonche'  pronta  disponibilita'
medica e infermieristica sulle 24 ore. 
  2.  Le  cure  domiciliari  palliative  richiedono  la   valutazione
multidimensionale, la presa in carico del paziente e dei familiari  e
la definizione di un «Progetto di assistenza individuale»  (PAI).  Le
cure domiciliari palliative sono integrate da interventi  sociali  in
relazione agli esiti della valutazione multidimensionale. 
                               Art. 24 
 
 
                Assistenza sociosanitaria ai minori, 
               alle donne, alle coppie, alle famiglie 
 
  1.  Nell'ambito   dell'assistenza   distrettuale,   domiciliare   e
territoriale ad accesso  diretto,  il  Servizio  sanitario  nazionale
garantisce alle donne, ai minori, alle coppie  e  alle  famiglie,  le
prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche,  diagnostiche
e  terapeutiche,  ostetriche,  psicologiche  e  psicoterapeutiche,  e
riabilitative, mediante l'impiego di metodi e strumenti basati  sulle
piu' avanzate evidenze scientifiche, necessarie  ed  appropriate  nei
seguenti ambiti di attivita': 
    a)  educazione  e  consulenza  per  la  maternita'  e  paternita'
responsabile; 
    b) somministrazione  dei  mezzi  necessari  per  la  procreazione
responsabile; 
    c) consulenza preconcezionale; 
    d) tutela della salute della donna, prevenzione e  terapia  delle
malattie sessualmente trasmissibili, prevenzione e  diagnosi  precoce
dei tumori genitali femminili  in  collaborazione  con  i  centri  di
screening, e delle patologie benigne dell'apparato genitale; 
    e) assistenza alla donna in stato di gravidanza  e  tutela  della
salute del nascituro anche ai fini della  prevenzione  del  correlato
disagio psichico; 
    f) corsi di accompagnamento alla nascita in collaborazione con il
presidio ospedaliero; 
    g)   assistenza   al    puerperio,    promozione    e    sostegno
dell'allattamento al seno e supporto nell'accudimento del neonato; 
    h)   consulenza,   supporto   psicologico   e   assistenza    per
l'interruzione volontaria della gravidanza e rilascio certificazioni; 
    i) consulenza, supporto psicologico e assistenza per problemi  di
sterilita' e infertilita' e per procreazione medicalmente assistita; 
    j) consulenza, supporto psicologico  e  assistenza  per  problemi
correlati alla menopausa; 
    k) consulenza ed assistenza psicologica per problemi  individuali
e di coppia; 
    l) consulenza e assistenza a favore degli adolescenti,  anche  in
collaborazione con le istituzioni scolastiche; 
    m) prevenzione, valutazione, assistenza e supporto psicologico ai
minori in situazione di disagio, in stato di abbandono o  vittime  di
maltrattamenti e abusi; 
    n) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    o)  supporto  psicologico  e  sociale  a  nuclei   familiari   in
condizioni di disagio; 
    p) valutazione e supporto  psicologico  a  coppie  e  minori  per
l'affidamento familiare e l'adozione,  anche  nella  fase  successiva
all'inserimento del minore nel nucleo familiare; 
    q) rapporti con il Tribunale dei minori  e  adempimenti  connessi
(relazioni, certificazioni, ecc.); 
    r) prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei  casi  di
violenza di genere e sessuale; 
    s)  consulenza  specialistica  e  collaborazione  con  gli  altri
servizi distrettuali territoriali; 
    t) consulenza e collaborazione con i pediatri di libera scelta  e
i medici di medicina generale. 
  2. L'assistenza distrettuale ai minori, alle  donne,  alle  coppie,
alle famiglie tiene conto di eventuali condizioni di  disabilita'  ed
e'  integrata  da  interventi  sociali  in   relazione   al   bisogno
socioassistenziale emerso dalla valutazione. 
                               Art. 25 
 
 
          Assistenza sociosanitaria ai minori con disturbi 
           in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo 
 
  1.  Nell'ambito   dell'assistenza   distrettuale,   domiciliare   e
territoriale ad accesso  diretto,  il  Servizio  sanitario  nazionale
garantisce ai minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico  e  del
neurosviluppo, la presa in carico multidisciplinare e lo  svolgimento
di  un  programma  terapeutico  individualizzato  differenziato   per
intensita', complessita' e durata, che include le prestazioni,  anche
domiciliari, mediche  specialistiche,  diagnostiche  e  terapeutiche,
psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative, mediante l'impiego
di  metodi  e  strumenti  basati   sulle   piu'   avanzate   evidenze
scientifiche,  necessarie  e  appropriate  nei  seguenti  ambiti   di
attivita': 
    a) individuazione precoce e proattiva del disturbo; 
    b) accoglienza; 
    c) valutazione diagnostica multidisciplinare; 
    d) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e
abilitativo/riabilitativo   personalizzato   da   parte   dell'equipe
multiprofessionale, in collaborazione con la famiglia; 
    e) visite neuropsichiatriche; 
    f)  prescrizione,  somministrazione  e  monitoraggio  di  terapie
farmacologiche e dei dispositivi medici di cui agli articoli 11 e 17; 
    g) colloqui psicologico-clinici; 
    h) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    i) colloqui di orientamento, training e  sostegno  alla  famiglia
nella gestione dei sintomi e nell'uso dei dispositivi medici  di  cui
agli articoli 11 e 17; 
    j)  abilitazione   e   riabilitazione   estensiva   o   intensiva
(individuale e di gruppo)  in  relazione  alla  compromissione  delle
funzioni sensoriali, motorie, cognitive,  neurologiche  e  psichiche,
finalizzate  allo   sviluppo,   al   recupero   e   al   mantenimento
dell'autonomia personale, sociale e lavorativa, mediante l'impiego di
metodi e strumenti basati sulle piu' avanzate evidenze scientifiche e
le Linee guida, ivi incluse le Linee guida dell'Istituto superiore di
sanita'; 
    k) interventi psicoeducativi e di supporto alle autonomie e  alle
attivita' della vita quotidiana; 
    l) attivita' di orientamento e  formazione  alla  famiglia  nella
gestione  del  programma  terapeutico   e   abilitativo/riabilitativo
personalizzato del minore; 
    m) gruppi di sostegno per i familiari; 
    n) interventi sulla rete sociale, formale e informale; 
    o)  consulenza  specialistica  e  collaborazione  con  i  reparti
ospedalieri  e   gli   altri   servizi   distrettuali   territoriali,
semiresidenziali e residenziali; 
    p) consulenza e collaborazione con i pediatri di libera scelta  e
i medici di medicina generale; 
    q)   collaborazione   con   le   istituzioni   scolastiche    per
l'inserimento e l'integrazione nelle scuole di ogni ordine  e  grado,
in riferimento alle  prestazioni  previste  dalla  legge  104/1992  e
successive modificazioni e integrazioni; 
    r)  adempimenti  nell'ambito   dei   rapporti   con   l'Autorita'
giudiziaria minorile; 
    s) collaborazione ed integrazione con i servizi per le dipendenze
patologiche, con particolare riferimento ai minori con comorbidita'; 
    t) progettazione coordinata e condivisa  con  i  servizi  per  la
tutela della salute mentale del percorso di continuita' assistenziale
dei minori in vista del passaggio all'eta' adulta. 
  2.   L'assistenza   distrettuale    ai    minori    con    disturbi
neuropsichiatrici e del  neurosviluppo  e'  integrata  da  interventi
sociali in  relazione  al  bisogno  socioassistenziale  emerso  dalla
valutazione. 
                               Art. 26 
 
 
     Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali 
 
  1.  Nell'ambito   dell'assistenza   distrettuale,   domiciliare   e
territoriale ad accesso  diretto,  il  Servizio  sanitario  nazionale
garantisce alle persone con disturbi  mentali,  la  presa  in  carico
multidisciplinare  e  lo  svolgimento  di  un  programma  terapeutico
individualizzato,  differenziato  per  intensita',   complessita'   e
durata,  che  include  le  prestazioni,  anche  domiciliari,  mediche
specialistiche,   diagnostiche   e   terapeutiche,   psicologiche   e
psicoterapeutiche, e riabilitative, mediante l'impiego  di  metodi  e
strumenti  basati  sulle   piu'   avanzate   evidenze   scientifiche,
necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attivita': 
    a) individuazione precoce e proattiva del disturbo; 
    b) accoglienza; 
    c) valutazione diagnostica multidisciplinare; 
    d)   definizione,   attuazione   e   verifica    del    programma
terapeutico-riabilitativo  e  socio-riabilitativo  personalizzato  da
parte dell'equipe multiprofessionale in accordo con la persona  e  in
collaborazione con la famiglia; 
    e) visite psichiatriche; 
    f) prescrizione e somministrazione di terapie farmacologiche; 
    g) colloqui psicologico-clinici; 
    h) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    i) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia; 
    j) interventi terapeutico-riabilitativi e socio-educativi volti a
favorire il recupero dell'autonomia personale, sociale e lavorativa; 
    k) gruppi di sostegno per i pazienti e per i loro familiari; 
    l) interventi sulla rete sociale formale e informale; 
    m)  consulenza  specialistica  e  collaborazione  con  i  reparti
ospedalieri  e   gli   altri   servizi   distrettuali   territoriali,
semiresidenziali e residenziali; 
    n) collaborazione con i medici di medicina generale; 
    o) collaborazione ed integrazione con i servizi per le dipendenze
patologiche (SERT),  con  particolare  riferimento  ai  pazienti  con
comorbidita'; 
    p)  interventi  psicoeducativi  rivolti  alla  persona   e   alla
famiglia; 
    q)  progettazione  coordinata  e  condivisa   del   percorso   di
continuita' assistenziale dei minori in carico ai servizi competenti,
in vista del passaggio all'eta' adulta. 
  2. L'assistenza distrettuale alle persone con disturbi  mentali  e'
integrata   da   interventi   sociali   in   relazione   al   bisogno
socioassistenziale emerso dalla valutazione. 
                               Art. 27 
 
 
       Assistenza sociosanitaria alle persone con disabilita' 
 
  1.  Nell'ambito  dell'assistenza  distrettuale  e  territoriale  ad
accesso diretto, il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  alle
persone   con   disabilita'   complesse,   la   presa    in    carico
multidisciplinare e lo svolgimento  di  un  programma  terapeutico  e
riabilitativo   individualizzato   differenziato   per    intensita',
complessita' e durata, che include le prestazioni, anche domiciliari,
mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche,  psicologiche  e
psicoterapeutiche, e riabilitative, mediante l'impiego  di  metodi  e
strumenti  basati  sulle   piu'   avanzate   evidenze   scientifiche,
necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attivita': 
    a) valutazione diagnostica multidisciplinare; 
    b) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e
riabilitativo personalizzato, in collaborazione con la persona  e  la
famiglia; 
    c) gestione delle problematiche mediche specialistiche, anche con
ricorso a trattamenti farmacologici e relativo monitoraggio; 
    d) colloqui psicologico-clinici; 
    e) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    f) colloqui di orientamento, training e  sostegno  alla  famiglia
nella gestione dei sintomi e nell'uso degli ausili e delle protesi; 
    g) abilitazione e  riabilitazione  estensiva  (individuale  e  di
gruppo) in relazione alla compromissione delle  funzioni  sensoriali,
motorie, cognitive, neurologiche e psichiche, finalizzate al recupero
e al mantenimento dell'autonomia in tutti gli aspetti della vita; 
    h) interventi psico-educativi, socio-educativi e di supporto alle
autonomie e alle attivita' della vita quotidiana; 
    i) gruppi di sostegno; 
    j) interventi sulla rete sociale formale e informale; 
    k) consulenze  specialistiche  e  collaborazione  con  gli  altri
servizi ospedalieri e distrettuali territoriali,  semiresidenziali  e
residenziali; 
    l) collaborazione con i medici di medicina generale e i  pediatri
di libera scelta; 
    m) collaborazione e consulenza con le istituzioni scolastiche per
l'inserimento e l'integrazione nelle scuole di ogni ordine e grado in
riferimento  alle  prestazioni  previste  dalla  legge   104/1992   e
successive modificazioni e integrazioni; 
    n)  interventi  terapeutico-riabilitativi  e  socio-riabilitativi
finalizzati all'inserimento lavorativo. 
  2. L'assistenza distrettuale alle persone con disabilita' complesse
e'  integrata  da  interventi  sociali  in   relazione   al   bisogno
socioassistenziale emerso dalla valutazione. 
                               Art. 28 
 
 
               Assistenza sociosanitaria alle persone 
                     con dipendenze patologiche 
 
  1.  Nell'ambito   dell'assistenza   territoriale,   domiciliare   e
territoriale ad accesso  diretto,  il  Servizio  sanitario  nazionale
garantisce  alle  persone  con  dipendenze  patologiche,  inclusa  la
dipendenza  da  gioco  d'azzardo,  o  con  comportamenti   di   abuso
patologico di sostanze, ivi incluse le persone detenute o  internate,
la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma
terapeutico  individualizzato  che  include  le  prestazioni  mediche
specialistiche,   diagnostiche   e   terapeutiche,   psicologiche   e
psicoterapeutiche, e riabilitative mediante  l'impiego  di  metodi  e
strumenti  basati  sulle   piu'   avanzate   evidenze   scientifiche,
necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attivita': 
    a) accoglienza; 
    b) valutazione diagnostica multidisciplinare; 
    c) valutazione dello stato di dipendenza; 
    d) certificazione dello stato di dipendenza patologica; 
    e) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e
riabilitativo personalizzato, in accordo con  la  persona  e,  per  i
minori, in collaborazione con la famiglia; 
    f)  somministrazione  di   terapie   farmacologiche   specifiche,
sostitutive, sintomatiche e  antagoniste,  compreso  il  monitoraggio
clinico e laboratoristico; 
    g) gestione delle problematiche mediche specialistiche; 
    h) interventi  relativi  alla  prevenzione,  diagnosi  precoce  e
trattamento delle patologie correlate all'uso di sostanze; 
    i) colloqui psicologico-clinici; 
    j) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia; 
    k) interventi di riduzione del danno; 
    l) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    m)    interventi    socio-riabilitativi,    psico-educativi     e
socio-educativi finalizzati  al  recupero  dell'autonomia  personale,
sociale e lavorativa; 
    n) promozione di gruppi  di  sostegno  per  soggetti  affetti  da
dipendenza patologica; 
    o) promozione di gruppi di sostegno per i familiari  di  soggetti
affetti da dipendenza patologica; 
    p)  consulenza  specialistica  e  collaborazione  con  i  reparti
ospedalieri  e   gli   altri   servizi   distrettuali   territoriali,
semiresidenziali e residenziali; 
    q) collaborazione con i medici di medicina generale e i  pediatri
di libera scelta; 
    r)  interventi  terapeutici  e  riabilitativi  nei  confronti  di
soggetti detenuti  o  con  misure  alternative  alla  detenzione,  in
collaborazione con l'amministrazione penitenziaria; 
    s) collaborazione ed integrazione con i servizi di salute mentale
con riferimento ai pazienti con comorbidita'. 
  2.  L'assistenza   distrettuale   alle   persone   con   dipendenze
patologiche e'  integrata  da  interventi  sociali  in  relazione  al
bisogno socioassistenziale emerso dalla valutazione. 
                               Art. 29 
 
 
Assistenza residenziale extraospedaliera ad elevato impegno sanitario 
 
  1.  Il  Servizio   sanitario   nazionale   garantisce   trattamenti
residenziali intensivi di cura e mantenimento funzionale, ad  elevato
impegno  sanitario  alle  persone  con  patologie  non   acute   che,
presentando  alto  livello  di  complessita',  instabilita'  clinica,
sintomi di difficile controllo, necessita' di supporto alle  funzioni
vitali   e/o   gravissima   disabilita',    richiedono    continuita'
assistenziale   con   pronta   disponibilita'   medica   e   presenza
infermieristica  sulle  24  ore.  I  trattamenti,  non  erogabili  al
domicilio o in altri setting assistenziali di minore intensita', sono
erogati mediante l'impiego di metodi e strumenti  basati  sulle  piu'
avanzate  evidenze   scientifiche   e   costituiti   da   prestazioni
professionali   di   tipo   medico,    psicologico,    riabilitativo,
infermieristico  e  tutelare,  accertamenti  diagnostici,  assistenza
farmaceutica, fornitura di preparati per nutrizione artificiale e dei
dispositivi medici di cui agli articoli 11 e 17. 
  2. La durata  del  trattamento  ad  elevato  impegno  sanitario  e'
fissata in base alle condizioni dell'assistito che  sono  oggetto  di
specifica valutazione multidimensionale, da  effettuarsi  secondo  le
modalita' definite dalle regioni e dalle province autonome. 
  3. I trattamenti di cui  al  comma  1  sono  a  totale  carico  del
Servizio sanitario nazionale. 
                               Art. 30 
 
 
               Assistenza sociosanitaria residenziale 
         e semiresidenziale alle persone non autosufficienti 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza residenziale, il Servizio  sanitario
nazionale  garantisce  alle  persone  non   autosufficienti,   previa
valutazione multidimensionale e presa in carico: 
    a) trattamenti estensivi di cura e recupero funzionale a  persone
non  autosufficienti  con  patologie   che,   pur   non   presentando
particolari criticita' e sintomi complessi, richiedono elevata tutela
sanitaria con continuita' assistenziale  e  presenza  infermieristica
sulle 24 ore. I trattamenti, erogati mediante l'impiego di  metodi  e
strumenti basati sulle  piu'  avanzate  evidenze  scientifiche,  sono
costituiti   da   prestazioni   professionali   di    tipo    medico,
infermieristico,  riabilitativo  e  di  riorientamento  in   ambiente
protesico,   e   tutelare,   accertamenti   diagnostici,   assistenza
farmaceutica, fornitura dei preparati per  nutrizione  artificiale  e
dei dispositivi medici di cui  agli  articoli  11  e  17,  educazione
terapeutica al paziente e al caregiver.  La  durata  del  trattamento
estensivo, di norma non superiore a sessanta giorni,  e'  fissata  in
base alle condizioni dell'assistito che  sono  oggetto  di  specifica
valutazione multidimensionale, da effettuarsi  secondo  le  modalita'
definite dalla regioni e dalle province autonome; 
    b)  trattamenti  di  lungoassistenza,  recupero  e   mantenimento
funzionale, ivi compresi interventi di sollievo per chi  assicura  le
cure, a persone non autosufficienti. I trattamenti sono costituiti da
prestazioni   professionali   di   tipo   medico,    infermieristico,
riabilitativo e di riorientamento in ambiente protesico, e  tutelare,
accertamenti diagnostici, assistenza  farmaceutica  e  fornitura  dei
preparati per nutrizione artificiale e dei dispositivi medici di  cui
agli articoli 11 e  17,  educazione  terapeutica  al  paziente  e  al
caregiver, con garanzia di continuita' assistenziale, e da  attivita'
di socializzazione e animazione. 
  2. I trattamenti estensivi di cui al comma 1,  lettere  a)  sono  a
carico  del  Servizio   sanitario   nazionale.   I   trattamenti   di
lungoassistenza di cui al comma 1,  lettera  b)  sono  a  carico  del
Servizio sanitario nazionale per una quota pari al 50 per cento della
tariffa giornaliera. 
  3.  Nell'ambito  dell'assistenza  semiresidenziale,   il   Servizio
sanitario nazionale garantisce  trattamenti  di  lungoassistenza,  di
recupero, di mantenimento funzionale e di riorientamento in  ambiente
protesico,  ivi  compresi  interventi  di  sollievo,  a  persone  non
autosufficienti con bassa necessita' di tutela sanitaria. 
  4. I trattamenti di lungoassistenza di cui al comma 3 sono a carico
del Servizio sanitario nazionale per una quota pari al 50  per  cento
della tariffa giornaliera. 
                               Art. 31 
 
 
               Assistenza sociosanitaria residenziale 
            alle persone nella fase terminale della vita 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale, nell'ambito della  rete  locale
di cure palliative, garantisce  alle  persone  nella  fase  terminale
della vita affette da malattie progressive  e  in  fase  avanzata,  a
rapida evoluzione e a prognosi infausta, il complesso integrato delle
prestazioni mediante l'impiego di metodi  e  strumenti  basati  sulle
piu'  avanzate   evidenze   scientifiche,   mediche   specialistiche,
infermieristiche,  riabilitative,  psicologiche,   gli   accertamenti
diagnostici, l'assistenza farmaceutica e la  fornitura  di  preparati
per  nutrizione  artificiale,  le  prestazioni  sociali,  tutelari  e
alberghiere, nonche' di  sostegno  spirituale.  Le  prestazioni  sono
erogate da equipe multidisciplinari e multiprofessionali  nei  Centri
specialistici di cure palliative-Hospice che, anche  quando  operanti
all'interno di una struttura ospedaliera,  si  collocano  nell'ambito
dell'assistenza sociosanitaria territoriale. Gli  Hospice  assicurano
l'assistenza medica e infermieristica  e  la  presenza  di  operatori
tecnici dell'assistenza sette  giorni  su  sette,  sulle  24  ore,  e
dispongono di protocolli formalizzati per il controllo del  dolore  e
dei sintomi, per la sedazione, l'alimentazione,  l'idratazione  e  di
programmi formalizzati per  l'informazione,  la  comunicazione  e  il
sostegno al paziente e alla famiglia, l'accompagnamento alla morte  e
l'assistenza al lutto, l'audit clinico ed il  sostegno  psico-emotivo
all'equipe. 
  2. I trattamenti di cui  al  comma  1  sono  a  totale  carico  del
Servizio sanitario nazionale. 
                               Art. 32 
 
 
Assistenza sociosanitaria semiresidenziale e residenziale  ai  minori
    con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza semiresidenziale e residenziale,  il
Servizio sanitario nazionale garantisce ai  minori  con  disturbi  in
ambito neuropsichiatrico  e  del  neurosviluppo,  previa  valutazione
multidimensionale,   definizione   di   un   programma    terapeutico
individualizzato    e    presa    in    carico,     i     trattamenti
terapeutico-riabilitativi  di  cui  al   comma   2.   I   trattamenti
terapeutico-riabilitativi residenziali sono  erogabili  quando  dalla
valutazione multidimensionale emerga che i trattamenti territoriali o
semiresidenziali risulterebbero inefficaci,  anche  in  relazione  al
contesto familiare del minore. 
  2. I trattamenti terapeutico-riabilitativi includono le prestazioni
garantite mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle  piu'
avanzate  evidenze  scientifiche,  necessarie  ed   appropriate   nei
seguenti ambiti di attivita': 
    a) accoglienza; 
    b) attuazione e verifica del Progetto  terapeutico  riabilitativo
individuale, in collaborazione con il  servizio  di  neuropsichiatria
dell'infanzia e dell'adolescenza di riferimento e con la famiglia; 
    c) visite neuropsichiatriche; 
    d)  prescrizione,  somministrazione  e  monitoraggio  di  terapie
farmacologiche  e  fornitura  dei  dispositivi  medici  di  cui  agli
articoli 11 e 17; 
    e) colloqui psicologico-clinici; 
    f) psicoterapia (individuale, familiare, di gruppo); 
    g) interventi psicoeducativi (individuali e di gruppo); 
    h)  abilitazione   e   riabilitazione   estensiva   o   intensiva
(individuale e di gruppo) finalizzate  allo  sviluppo  dell'autonomia
personale e sociale in relazione alla compromissione  delle  funzioni
sensoriali, motorie, cognitive, neurologiche  e  psichiche,  mediante
l'impiego di metodi e strumenti basati sulle Linee guida; 
    i) interventi sulla rete sociale, formale e informale; 
    j) attivita' di orientamento e  formazione  alla  famiglia  nella
gestione  del  programma  terapeutico   e   abilitativo/riabilitativo
personalizzato del minore; 
    k)   collaborazione   con   le   istituzioni   scolastiche    per
l'inserimento e l'integrazione nelle scuole di ogni ordine  e  grado,
in riferimento alle  prestazioni  previste  dalla  legge  104/1992  e
successive modificazioni e integrazioni; 
    l) collaborazione con i pediatri di libera scelta e con i  medici
di medicina generale; 
    m)  adempimenti  nell'ambito   dei   rapporti   con   l'Autorita'
giudiziaria minorile; 
    n) collaborazione ed integrazione con i servizi per le dipendenze
patologiche, con particolare riferimento ai minori con comorbidita'; 
    o) progettazione coordinata e condivisa  con  i  servizi  per  la
tutela della salute mentale del percorso di continuita' assistenziale
dei minori in vista del passaggio all'eta' adulta. 
  3.  In  relazione  al  livello  di   intensita'   riabilitativa   e
assistenziale l'assistenza residenziale si  articola  nelle  seguenti
tipologie di trattamento: 
    a)  trattamenti  ad  alta  intensita'   terapeutico-riabilitativa
rivolti  a  pazienti  con  grave  compromissione  del   funzionamento
personale e sociale, parziale instabilita' clinica, anche nella  fase
della  post-acuzie,  e  per  i  quali  vi  e'  l'indicazione  ad  una
discontinuita' con il contesto  di  vita.  I  trattamenti  hanno  una
durata massima di 3 mesi, prorogabili in accordo con il  servizio  di
neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza di riferimento; 
    b)    trattamenti     residenziali     a     media     intensita'
terapeutico-riabilitativa rivolti a pazienti con  compromissione  del
funzionamento personale e sociale di gravita' moderata, nei quali  il
quadro clinico non presenta elementi rilevanti di instabilita' e  per
i quali vi e' l'indicazione ad una discontinuita' con il contesto  di
vita. I trattamenti hanno una durata massima di 6  mesi,  prorogabili
in accordo  con  il  servizio  di  neuropsichiatria  dell'infanzia  e
dell'adolescenza di riferimento; 
    c)    trattamenti     residenziali     a     bassa     intensita'
terapeutico-riabilitativa   rivolti   a   pazienti    con    moderata
compromissione  di  funzioni   e   abilita',   con   quadri   clinici
relativamente stabili, privi di elementi di particolare  complessita'
e per i quali vi  e'  l'indicazione  ad  una  discontinuita'  con  il
contesto di vita. La durata massima del  programma  non  puo'  essere
superiore  a  12  mesi,  salvo  proroga  motivata  dal  servizio   di
neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza di riferimento. 
  4.  Nell'ambito  dell'assistenza   semiresidenziale   il   Servizio
sanitario nazionale garantisce  interventi  terapeutico-riabilitativi
intensivi ed estensivi, multiprofessionali, complessi  e  coordinati,
rivolti a  minori  per  i  quali  non  vi  e'  l'indicazione  ad  una
prolungata discontinuita' con il contesto di vita. 
  5.    I     trattamenti     residenziali     e     semiresidenziali
terapeutico-riabilitativi di cui ai commi 3 e 4 sono a totale  carico
del Servizio sanitario nazionale. 
                               Art. 33 
 
 
             Assistenza sociosanitaria semiresidenziale 
          e residenziale alle persone con disturbi mentali 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza semiresidenziale e residenziale,  il
Servizio sanitario nazionale garantisce  alle  persone  con  disturbi
mentali, previa  valutazione  multidimensionale,  definizione  di  un
programma  terapeutico  individualizzato  e  presa   in   carico,   i
trattamenti     terapeutico-riabilitativi     e     i     trattamenti
socio-riabilitativi,  con  programmi  differenziati  per  intensita',
complessita'  e  durata.  I  trattamenti  includono  le   prestazioni
necessarie ed appropriate, mediante l'impiego di metodi  e  strumenti
basati sulle piu' avanzate evidenze scientifiche nei seguenti  ambiti
di attivita': 
    a) accoglienza; 
    b) attuazione e verifica del Progetto  terapeutico  riabilitativo
individuale, in collaborazione con il Centro  di  salute  mentale  di
riferimento; 
    c) visite psichiatriche; 
    d)  prescrizione,  somministrazione  e  monitoraggio  di  terapie
farmacologiche; 
    e) colloqui psicologico-clinici; 
    f) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo); 
    g)  interventi   terapeutico-riabilitativi,   psico-educativi   e
socio-educativi finalizzati  al  recupero  dell'autonomia  personale,
sociale e lavorativa; 
    h) interventi sulla rete sociale formale e informale; 
    i) collaborazione con i medici di medicina generale. 
  2.  In  relazione   al   livello   di   intensita'   assistenziale,
l'assistenza residenziale si articola  nelle  seguenti  tipologie  di
trattamento: 
    a)  trattamenti  terapeutico-riabilitativi  ad  alta   intensita'
riabilitativa ed  elevata  tutela  sanitaria  (carattere  intensivo),
rivolti  a  pazienti  con  gravi  compromissioni  del   funzionamento
personale  e  sociale,  anche  nella  fase   della   post-acuzie.   I
trattamenti,  della  durata  massima  di  18  mesi,  prorogabili  per
ulteriori 6 mesi in accordo  con  il  centro  di  salute  mentale  di
riferimento, sono erogati nell'ambito di strutture  che  garantiscono
la presenza di personale sanitario e socio-sanitario sulle 24 ore; 
    b) trattamenti terapeutico-riabilitativi a  carattere  estensivo,
rivolti a pazienti stabilizzati con compromissioni del  funzionamento
personale e sociale di gravita' moderata, che richiedono interventi a
media intensita' riabilitativa. I trattamenti, della  durata  massima
di 36 mesi, prorogabili per ulteriori  12  mesi  in  accordo  con  il
centro di salute mentale di riferimento, sono erogati nell'ambito  di
strutture che garantiscono la presenza di  personale  socio-sanitario
sulle 24 ore; 
    c)  trattamenti  socio-riabilitativi,  rivolti  a  pazienti   non
assistibili nel proprio contesto familiare e con quadri variabili  di
autosufficienza e di compromissione  del  funzionamento  personale  e
sociale, che richiedono interventi a bassa intensita'  riabilitativa.
La  durata  dei  programmi  e'  definita  nel  Progetto   terapeutico
riabilitativo individuale.  In  considerazione  del  diverso  impegno
assistenziale necessario in relazione alle condizioni  degli  ospiti,
le strutture residenziali socio-riabilitative possono articolarsi  in
piu'  moduli,  differenziati  in  base  alla  presenza  di  personale
sociosanitario nell'arco della giornata. 
  3.  Nell'ambito  dell'assistenza   semiresidenziale   il   Servizio
sanitario nazionale garantisce trattamenti  terapeutico-riabilitativi
erogati da equipe multiprofessionali in strutture attive almeno 6 ore
al giorno, per almeno cinque giorni la settimana. 
  4. I trattamenti residenziali  terapeutico-riabilitativi  intensivi
ed estensivi di cui al comma 2, lettere a) e b) sono a totale  carico
del  Servizio  sanitario  nazionale.   I   trattamenti   residenziali
socio-riabilitativi di cui al comma 2, lettera c) sono a  carico  del
Servizio sanitario nazionale per una quota pari al 40 per cento della
tariffa     giornaliera.     I      trattamenti      semiresidenziali
terapeutico-riabilitativi di cui al comma 3 sono a totale carico  del
Servizio sanitario nazionale. 
  5. Ai soggetti cui  sono  applicate  le  misure  di  sicurezza  del
ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e  dell'assegnazione  a
casa di cura  e  custodia  sono  garantiti  trattamenti  residenziali
terapeutico-riabilitativi a carattere intensivo  ed  estensivo  nelle
strutture residenziali di cui alla legge n. 9 del 2012 ed al  decreto
ministeriale 1 ottobre 2012 (residenze per l'esecuzione delle  misure
di sicurezza). I  trattamenti  sono  a  totale  carico  del  Servizio
sanitario nazionale. 
                               Art. 34 
 
 
             Assistenza sociosanitaria semiresidenziale 
             e residenziale alle persone con disabilita' 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza semiresidenziale e residenziale,  il
Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone di ogni eta' con
disabilita'   fisiche,   psichiche    e    sensoriali,    trattamenti
riabilitativi mediante l'impiego di metodi e strumenti  basati  sulle
piu' avanzate evidenze scientifiche, a carattere intensivo, estensivo
e di mantenimento  previa  valutazione  multidimensionale,  presa  in
carico e progetto riabilitativo individuale (PRI)  che  definisca  le
modalita' e la durata del trattamento. I trattamenti residenziali  si
articolano nelle seguenti tipologie: 
    a) trattamenti di riabilitazione intensiva rivolti a persone  non
autosufficienti in condizioni di stabilita' clinica  con  disabilita'
importanti e complesse, modificabili, che  richiedono  un  intervento
riabilitativo pari ad almeno tre ore giornaliere e un elevato impegno
assistenziale riferibile alla presenza di  personale  infermieristico
sulle 24 ore; la durata dei trattamenti non supera, di  norma,  i  45
giorni, a meno che la rivalutazione multidimensionale non  rilevi  il
persistere del bisogno riabilitativo intensivo; 
    b) trattamenti di  riabilitazione  estensiva  rivolti  a  persone
disabili  non   autosufficienti   con   potenzialita'   di   recupero
funzionale, che richiedono un intervento riabilitativo pari ad almeno
1 ora giornaliera e un medio impegno  assistenziale  riferibile  alla
presenza di personale socio-sanitario sulle 24  ore;  la  durata  dei
trattamenti non supera,  di  norma,  i  60  giorni,  a  meno  che  la
rivalutazione multidimensionale non rilevi il persistere del  bisogno
riabilitativo estensivo; 
    c) trattamenti socio-riabilitativi  di  recupero  e  mantenimento
delle  abilita'  funzionali   residue,   erogati   congiuntamente   a
prestazioni assistenziali e tutelari di diversa intensita' a  persone
non autosufficienti con disabilita' fisiche, psichiche  e  sensoriali
stabilizzate. In considerazione  del  diverso  impegno  assistenziale
necessario in relazione alla gravita' delle condizioni degli  ospiti,
le strutture residenziali socio-riabilitative possono articolarsi  in
moduli, differenziati in base alla tipologia degli ospiti: 
      1) disabili in condizioni di gravita'  che  richiedono  elevato
impegno assistenziale e tutelare; 
      2) disabili che richiedono  moderato  impegno  assistenziale  e
tutelare. 
  2. I trattamenti di cui al comma 1, lettera a) e b) sono  a  totale
carico del Servizio sanitario nazionale.  I  trattamenti  di  cui  al
comma 1 lettera c), punto 1) sono a carico del Servizio sanitario per
una  quota  pari  al  70  per  cento  della  tariffa  giornaliera.  I
trattamenti di cui al comma 1, lettera c), punto 2) sono a carico del
Servizio sanitario per una quota pari al 40 per cento  della  tariffa
giornaliera. 
  3. I trattamenti  semiresidenziali  si  articolano  nelle  seguenti
tipologie: 
    a) trattamenti di  riabilitazione  estensiva  rivolti  a  persone
disabili  non   autosufficienti   con   potenzialita'   di   recupero
funzionale, che richiedono un intervento riabilitativo pari ad almeno
1 ora giornaliera; la durata dei trattamenti non supera, di norma,  i
60 giorni, a meno che la rivalutazione multidimensionale  non  rilevi
il persistere del bisogno riabilitativo estensivo; 
    b) trattamenti socio-riabilitativi  di  recupero  e  mantenimento
delle  abilita'  funzionali   residue,   erogati   congiuntamente   a
prestazioni assistenziali e tutelari di diversa intensita' a  persone
non autosufficienti con disabilita' fisiche, psichiche  e  sensoriali
stabilizzate, anche in laboratori e centri occupazionali. 
  4. I trattamenti di cui al comma 3, lettera a) sono a totale carico
del Servizio sanitario nazionale. I trattamenti di cui  al  comma  3,
lettera b) sono a carico del Servizio sanitario per una quota pari al
70 per cento della tariffa giornaliera. 
  5. Il Servizio sanitario nazionale garantisce ai soggetti portatori
di handicap individuati dall'art. 3, comma 3, della legge 5  febbraio
1992, n. 104, che necessitano di cure specialistiche presso centri di
altissima specializzazione  all'estero  il  concorso  alle  spese  di
soggiorno dell'assistito e del suo accompagnatore nei casi e  con  le
modalita' individuate dal decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri 1° dicembre  2000  e  dai  relativi  Accordi  sanciti  dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano. 
                               Art. 35 
 
 
             Assistenza sociosanitaria semiresidenziale 
       e residenziale alle persone con dipendenze patologiche 
 
  1. Nell'ambito dell'assistenza semiresidenziale e residenziale,  il
Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone  con  dipendenze
patologiche,  inclusa  la  dipendenza  da  gioco  d'azzardo,  o   con
comportamenti di abuso patologico di sostanze, ivi incluse le persone
con misure alternative alla detenzione  o  in  regime  di  detenzione
domiciliare, previa valutazione multidimensionale, definizione di  un
programma terapeutico individualizzato e presa in carico, trattamenti
terapeutico-riabilitativi e trattamenti pedagogico-riabilitativi, con
programmi differenziati per  intensita',  complessita'  e  durata.  I
trattamenti includono le prestazioni erogate  mediante  l'impiego  di
metodi e strumenti basati sulle piu' avanzate evidenze  scientifiche,
necessarie ed appropriate nei seguenti ambiti di attivita': 
    a) accoglienza; 
    b)  attuazione   e   verifica   del   programma   terapeutico   e
riabilitativo personalizzato, in collaborazione con il  servizio  per
le dipendenze patologiche (SERT) di riferimento, in  accordo  con  la
persona e, per i minori, in collaborazione con la famiglia; 
    c)   gestione   delle   problematiche   sanitarie   inclusa    la
somministrazione ed il monitoraggio della terapia farmacologica; 
    d) colloqui psicologico-clinici; 
    e) psicoterapia (individuale, familiare, di coppia, di gruppo); 
    f)    interventi    socio-riabilitativi,    psico-educativi     e
socio-educativi finalizzati  al  recupero  dell'autonomia  personale,
sociale e lavorativa; 
    g) interventi di risocializzazione (individuali o di gruppo); 
    h) collaborazione con la rete sociale formale e informale; 
    i) collaborazione con l'autorita' giudiziaria per le persone  con
misure  alternative  alla  detenzione  o  in  regime  di   detenzione
domiciliare; 
    j) collaborazione con i medici di medicina generale e i  pediatri
di libera scelta; 
    k)  collaborazione  ed  integrazione  con  i  servizi  di  salute
mentale, con riferimento ai pazienti con comorbidita'; 
    l) rapporti con il Tribunale dei minori  e  adempimenti  connessi
(relazioni, certificazioni, ecc.) 
    m) collaborazione e consulenza con le istituzioni scolastiche per
l'inserimento e l'integrazione nelle scuole dei minori  sottoposti  a
trattamento. 
  2.  In  relazione   al   livello   di   intensita'   assistenziale,
l'assistenza residenziale si articola  nelle  seguenti  tipologie  di
trattamento: 
    a) trattamenti specialistici, destinati a persone con  dipendenza
patologica  che,   per   la   presenza   concomitante   di   disturbi
psichiatrici, o dello  stato  di  gravidanza  o  di  gravi  patologie
fisiche o psichiche necessitano di trattamenti terapeutici specifici,
anche con ricorso a terapia farmacologica e relativo monitoraggio.  I
trattamenti della durata massima di 18 mesi sono erogati in strutture
o moduli che garantiscono la presenza  di  personale  socio-sanitario
sulle 24 ore; 
    b) trattamenti terapeutico-riabilitativi destinati a persone  con
dipendenza patologica, finalizzati al superamento  della  dipendenza,
al  miglioramento  della  qualita'  della  vita  e  al  reinserimento
sociale.  I  trattamenti,  della   durata   massima   di   18   mesi,
eventualmente    prorogabili    a    seguito     di     rivalutazione
multidimensionale da parte dei servizi territoriali delle  dipendenze
patologiche,  sono  rivolti  a  persone  che,  anche  in  trattamento
farmacologico sostitutivo, non  assumono  sostanze  d'abuso,  e  sono
erogati nell'ambito di strutture  che  garantiscono  la  presenza  di
personale sulle 24 ore; 
    c) trattamenti pedagogico-riabilitativi finalizzati  al  recupero
dell'autonomia personale e alla integrazione sociale e lavorativa.  I
trattamenti, della durata massima di 30 mesi, sono rivolti a  persone
che non assumono sostanze d'abuso e non hanno  in  corso  trattamenti
con farmaci sostitutivi, e sono erogati in strutture che garantiscono
la presenza di personale socio-sanitario nell'arco della giornata. 
  3. I trattamenti residenziali di cui  al  comma  2  sono  a  totale
carico del Servizio sanitario nazionale. 
  4.  Nell'ambito  dell'assistenza  semiresidenziale,   il   Servizio
sanitario nazionale garantisce: 
    a)   trattamenti   terapeutico-riabilitativi,   finalizzati    al
superamento  della  dipendenza  patologica,  al  miglioramento  della
qualita' della vita e al reinserimento sociale. I trattamenti,  della
durata massima di 18 mesi, eventualmente  prorogabili  a  seguito  di
rivalutazione multidimensionale da  parte  dei  servizi  territoriali
delle dipendenze patologiche, sono rivolti a persone  che,  anche  in
trattamento farmacologico sostitutivo, non assumono sostanze d'abuso,
e sono erogati in strutture che garantiscono l'attivita' per 6 ore al
giorno, per almeno cinque giorni la settimana; 
    b) trattamenti pedagogico-riabilitativi finalizzati  al  recupero
dell'autonomia personale e alla integrazione sociale e lavorativa.  I
trattamenti, della durata massima di 30 mesi, sono rivolti a  persone
che non assumono sostanze d'abuso e non hanno  in  corso  trattamenti
con farmaci sostitutivi, e sono erogati in strutture che garantiscono
l'attivita' per  6  ore  al  giorno,  per  almeno  cinque  giorni  la
settimana. 
  5. I trattamenti semiresidenziali di cui al comma 4 sono  a  totale
carico del Servizio sanitario nazionale. 
									Capo V * * Assistenza ospedaliera
Art. 36 Aree di attivita' dell'assistenza ospedaliera 1. Il livello dell'assistenza ospedaliera si articola nelle seguenti aree di attivita': a. pronto soccorso; b. ricovero ordinario per acuti; c. day surgery; d. day hospital; e. riabilitazione e lungodegenza post acuzie; f. attivita' trasfusionali; g. attivita' di trapianto di cellule, organi e tessuti; h. centri antiveleni (CAV).
                               Art. 37 
 
 
                           Pronto soccorso 
 
  1. Nell'ambito  dell'attivita'  di  Pronto  soccorso,  il  Servizio
sanitario  nazionale   garantisce   l'esecuzione   degli   interventi
diagnostico terapeutici di urgenza, i primi accertamenti diagnostici,
clinici strumentali e di laboratorio e gli interventi necessari  alla
stabilizzazione  del  paziente,  nonche',   quando   necessario,   il
trasporto assistito. 
  2. Nelle unita' operative  di  pronto  soccorso  e'  assicurata  la
funzione di triage che  sulla  base  delle  condizioni  cliniche  dei
pazienti e del loro  rischio  evolutivo  determina  la  priorita'  di
accesso al percorso diagnostico terapeutico. 
  3. E' altresi' assicurata all'interno del  PS/DEA  la  funzione  di
Osservazione   breve   intensiva   (OBI)   al   fine   di   garantire
l'appropriatezza dei percorsi assistenziali complessi. 
                               Art. 38 
 
 
                    Ricovero ordinario per acuti 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  le  prestazioni
assistenziali in regime di ricovero ordinario  ai  soggetti  che,  in
presenza di problemi o patologie  acute,  necessitano  di  assistenza
medico-infermieristica   prolungata   nel   corso   della   giornata,
osservazione  medico-infermieristica   per   24   ore   e   immediata
accessibilita' alle prestazioni stesse. 
  2. Nell'ambito dell'attivita' di ricovero ordinario sono  garantite
tutte le prestazioni cliniche,  mediche  e  chirurgiche,  ostetriche,
farmaceutiche,  strumentali  e  tecnologiche   necessarie   ai   fini
dell'inquadramento diagnostico, della terapia, inclusa la terapia del
dolore e le cure palliative,  o  di  specifici  controlli  clinici  e
strumentali; sono altresi' garantite le prestazioni assistenziali  al
neonato, nonche' le  prestazioni  necessarie  e  appropriate  per  la
diagnosi precoce delle malattie congenite  previste  dalla  normativa
vigente e dalla buona pratica clinica, incluse quelle per la diagnosi
precoce della sordita' congenita e della cataratta congenita, nonche'
quelle per la diagnosi precoce delle malattie metaboliche  ereditarie
individuate con decreto  del  Ministro  della  salute  in  attuazione
dell'art. 1, comma 229, della legge 27 dicembre  2013,  n.  147,  nei
limiti e con le modalita' definite dallo stesso decreto. 
  3.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce   le   procedure
analgesiche nel corso del travaglio e  del  parto  vaginale,  inclusa
l'analgesia epidurale, nelle strutture individuate  dalle  regioni  e
dalle province autonome tra quelle  che  garantiscono  le  soglie  di
attivita' fissate dall'Accordo sancito in sede di Conferenza  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 16
dicembre 2010  e  confermate  dal  decreto  2  aprile  2015,  n.  70,
«Regolamento  recante   definizione   degli   standard   qualitativi,
strutturali,  tecnologici  e  quantitativi  relativi   all'assistenza
ospedaliera», all'interno di appositi programmi  volti  a  diffondere
l'utilizzo delle procedure stesse. 
  4. Le regioni e le province autonome adottano adeguate  misure  per
incentivare l'esecuzione del parto fisiologico  in  una  percentuale,
sul totale dei parti, fissata sulla base di criteri uniformi su tutto
il territorio nazionale in coerenza con gli standard  indicati  dagli
organismi sanitari internazionali, nonche' per disincentivare i parti
cesarei inappropriati. 
  5. Gli interventi di chirurgia estetica sono garantiti dal Servizio
sanitario nazionale  solo  in  conseguenza  di  incidenti,  esiti  di
procedure medico-chirurgiche o malformazioni congenite o acquisite. 
                               Art. 39 
 
 
          Criteri di appropriatezza del ricovero ordinario 
 
  1. Si definiscono appropriati i ricoveri ordinari per  l'esecuzione
di interventi o procedure che non  possono  essere  eseguiti  in  day
hospital o in day surgery con identico o maggior beneficio e identico
o minor rischio per il paziente e con minore impiego di risorse. 
  2. Le regioni e le province autonome adottano adeguate  misure  per
incentivare l'esecuzione in ricovero diurno delle classi di  ricovero
elencate  nell'allegato  6A  in  una  percentuale,  sul  totale   dei
ricoveri, fissata per ciascuna classe, entro il 31 marzo 2017,  dalla
Commissione nazionale per l'aggiornamento dei  LEA  e  la  promozione
dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale di cui  all'art.
1, comma 555, della legge 28  dicembre  2015,  n.  208,  nonche'  per
disincentivare i ricoveri inappropriati. 
                               Art. 40 
 
 
                             Day surgery 
 
  1. Nell'ambito delle attivita' di day surgery il Servizio sanitario
nazionale garantisce le prestazioni  assistenziali  per  l'esecuzione
programmata di interventi chirurgici o di procedure invasive che, per
complessita'  di  esecuzione,  durata  dell'intervento,   rischi   di
complicazioni e condizioni sociali e logistiche del  paziente  e  dei
suoi accompagnatori, sono eseguibili  in  sicurezza  nell'arco  della
giornata, senza necessita' di osservazione post-operatoria prolungata
e,  comunque,  senza  osservazione  notturna.  Oltre   all'intervento
chirurgico o alla procedura invasiva sono  garantite  le  prestazioni
propedeutiche e successive, l'assistenza medico-infermieristica e  la
sorveglianza infermieristica fino alla dimissione. 
                               Art. 41 
 
 
              Criteri di appropriatezza del day surgery 
 
  1. Si  definiscono  appropriati  i  ricoveri  in  day  surgery  per
l'esecuzione  di  interventi  o  procedure  che  non  possono  essere
eseguiti in regime ambulatoriale con identico o maggior  beneficio  e
identico o minor rischio per il paziente  e  con  minore  impiego  di
risorse. 
  2. Le regioni e le province autonome adottano  entro  il  15  marzo
2017 adeguate misure per incentivare il trasferimento dal  regime  di
day surgery  al  regime  ambulatoriale  degli  interventi  chirurgici
elencati nell'allegato 6B in una percentuale, sul totale dei ricoveri
di day surgery, fissata per ciascuna classe,  entro  il  28  febbraio
2017, dalla Commissione nazionale per l'aggiornamento dei  LEA  e  la
promozione dell'appropriatezza nel Servizio  sanitario  nazionale  di
cui all'art. 1, comma 555, della legge  28  dicembre  2015,  n.  208,
nonche' per  disincentivare  i  ricoveri  inappropriati.  Le  regioni
possono prevedere l'erogabilita' di ulteriori interventi  chirurgici,
precedentemente erogati in day surgery, nelle strutture ambulatoriali
a cio' specificamente  accreditate  e  tenute  alla  compilazione  di
idonea documentazione clinica, dandone tempestiva comunicazione  alla
suddetta Commissione nazionale ai fini  dell'eventuale  aggiornamento
dell'allegato 4 al presente decreto, e al Ministero della  salute  ai
fini della fissazione della corrispondente tariffa. 
                               Art. 42 
 
 
                            Day hospital 
 
  1. Nell'ambito delle attivita' di day hospital medico  il  Servizio
sanitario   nazionale   garantisce   le   prestazioni   assistenziali
programmabili, appartenenti a branche specialistiche  diverse,  volte
ad affrontare patologie o problemi acuti che richiedono inquadramento
diagnostico,   terapia,   accertamenti   clinici,    diagnostici    o
strumentali, nonche' assistenza  medico  infermieristica  prolungata,
non  eseguibili  in  ambulatorio.  L'attivita'  di  day  hospital  si
articola in uno o piu' accessi di durata limitata ad una  sola  parte
della giornata, senza necessita' di pernottamento. 
                               Art. 43 
 
 
       Criteri di appropriatezza del ricovero in day hospital 
 
  1. I ricoveri in day hospital per finalita'  diagnostiche  sono  da
considerarsi appropriati nei seguenti casi: 
    a) esami su pazienti che, per particolari condizioni di  rischio,
richiedono monitoraggio clinico prolungato; 
    b) accertamenti  diagnostici  a  pazienti  non  collaboranti  che
richiedono un'assistenza dedicata e  l'accompagnamento  da  parte  di
personale  della  struttura  negli  spostamenti   all'interno   della
struttura stessa. 
  2. I ricoveri in day hospital per finalita'  terapeutiche  sono  da
considerarsi appropriati nei seguenti casi: 
    a) somministrazione di  chemioterapia  che  richiede  particolare
monitoraggio clinico; 
    b) somministrazione di  terapia  per  via  endovenosa  di  durata
superiore a un'ora ovvero necessita'  di  sorveglianza,  monitoraggio
clinico e strumentale dopo la somministrazione di durata prolungata; 
    c)  necessita'  di  eseguire  esami  ematochimici   o   ulteriori
accertamenti diagnostici nelle  ore  immediatamente  successive  alla
somministrazione della terapia; 
    d) procedure terapeutiche invasive  che  comportano  problemi  di
sicurezza per il paziente. 
  3. Le regioni e le province autonome adottano  entro  il  15  marzo
2017  adeguate  misure  per  incentivare   il   trasferimento   delle
prestazioni dal regime di day hospital al  regime  ambulatoriale,  in
una percentuale sul totale dei ricoveri di day hospital, fissata  per
ciascuna classe  di  ricovero,  entro  il  28  febbraio  2017,  dalla
Commissione nazionale per l'aggiornamento dei  LEA  e  la  promozione
dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale di cui  all'art.
1, comma 555, della legge 28  dicembre  2015,  n.  208,  nonche'  per
disincentivare i ricoveri inappropriati. 
                               Art. 44 
 
 
              Riabilitazione e lungodegenza post-acuzie 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce,  in  regime  di
ricovero ospedaliero, secondo le disposizioni vigenti,  alle  persone
non assistibili in day hospital  o  in  ambito  extraospedaliero,  le
seguenti  prestazioni   assistenziali   nella   fase   immediatamente
successiva ad un ricovero ordinario per acuti ovvero a un episodio di
riacutizzazione di una patologia disabilitante: 
    a) prestazioni di riabilitazione intensiva diretta al recupero di
disabilita'  importanti,  modificabili,  che  richiedono  un  elevato
impegno diagnostico, medico specialistico ad indirizzo  riabilitativo
e terapeutico, in termini di complessita' e/o durata dell'intervento; 
    b) prestazioni di riabilitazione estensiva  a  soggetti  disabili
non autosufficienti, a lento recupero, non in grado di partecipare  a
un  programma  di  riabilitazione  intensiva  o  affetti   da   grave
disabilita'   richiedenti   un   alto   supporto   assistenziale   ed
infermieristico ed una tutela medica continuativa nelle 24 ore; 
    c)  prestazioni  di  lungodegenza  post-acuzie  a   persone   non
autosufficienti  affette  da  patologie  ad  equilibrio  instabile  e
disabilita' croniche non stabilizzate o in fase terminale, che  hanno
bisogno  di  trattamenti  sanitari  rilevanti,  anche  orientati   al
recupero, e di sorveglianza medica continuativa nelle 24 ore, nonche'
di assistenza infermieristica non erogabile in forme alternative. 
  2.  L'individuazione  del  setting  appropriato  di   ricovero   e'
conseguente alla valutazione del medico specialista in riabilitazione
che predispone il progetto riabilitativo e definisce  gli  obiettivi,
le modalita' e i tempi di completamento del trattamento, attivando la
presa in carico dei servizi territoriali domiciliari, residenziali  e
semiresidenziali  per  le  esigenze  riabilitative  successive   alla
dimissione. 
                               Art. 45 
 
 
      Criteri di appropriatezza del ricovero in riabilitazione 
 
  1. Si definiscono appropriati i ricoveri ordinari in riabilitazione
che  non  possono  essere  eseguiti  in  day  hospital  o  in  ambito
extraospedaliero con identico o maggior beneficio e identico o  minor
rischio per il paziente e con  minore  impiego  di  risorse.  Per  la
determinazione dei ricoveri inappropriati in  ambito  ospedaliero  si
applicano le disposizioni di cui  all'art.  9-quater,  comma  8,  del
decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2015 n. 125. 
                               Art. 46 
 
 
                          Centri antiveleni 
 
  1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce attraverso  i  Centri
Antiveleni  (CAV)   attivita'   di   consulenza   specialistica   per
problematiche di carattere  tossicologico  di  alta  complessita',  a
supporto delle unita' operative di  pronto  soccorso  e  degli  altri
servizi ospedalieri  e  territoriali,  nonche'  adeguati  sistemi  di
sorveglianza, vigilanza e allerta. 
                               Art. 47 
 
 
                       Attivita' trasfusionali 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  in  materia  di
attivita'  trasfusionale  i  servizi  e  le  prestazioni  individuati
dall'art. 5 della legge 21 ottobre 2005, n. 219. 
  2. Il Servizio sanitario nazionale garantisce altresi'  la  ricerca
ed il reperimento di cellule staminali emopoietiche presso registri e
banche nazionali ed estere. 
                               Art. 48 
 
 
         Attivita' di trapianto di cellule, organi e tessuti 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  l'attivita'  di
selezione, di prelievo, conservazione  e  distribuzione  di  cellule,
organi e tessuti e l'attivita' di  trapianto  di  cellule,  organi  e
tessuti in conformita' a quanto previsto dalla legge 1° aprile  1999,
n. 91 e dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191. 
                               Art. 49 
 
 
                  Donazione di cellule riproduttive 
 
  1. Il Servizio sanitario  nazionale  garantisce  la  selezione  dei
donatori  di  cellule  riproduttive  e   l'attivita'   di   prelievo,
conservazione e distribuzione delle cellule, in conformita' a  quanto
previsto dalla direttiva 2006/17/CE, come modificata dalla  direttiva
2012/39/UE e dai successivi decreti di recepimento. Le coppie che  si
sottopongono  alle  procedure  di   procreazione   medico   assistita
eterologa contribuiscono  ai  costi  delle  attivita',  nella  misura
fissata dalle regioni e dalle province autonome. 
									Capo VI * * Assistenza specifica a particolari categorie
Art. 50 Assistenza specifica a particolari categorie 1. Nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza di cui al presente provvedimento, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone appartenenti alle categorie di cui ai seguenti articoli le specifiche tutele previste dalla normativa vigente indicate nei medesimi articoli.
                               Art. 51 
 
 
                      Assistenza agli invalidi 
 
  1. Ai sensi dell'art. 57 della legge 23 dicembre 1978, n.  833,  il
Servizio sanitario nazionale garantisce agli invalidi  per  causa  di
guerra e di servizio, ai ciechi, ai sordi ed agli invalidi civili  le
prestazioni   sanitarie   specifiche,   preventive,   ortopediche   e
protesiche, erogate ai sensi delle leggi e degli ordinamenti  vigenti
alla data di entrata in vigore della citata legge n. 833 del 1978. 
  2. Ai sensi della legge 19 luglio 2000, n. 203,  e  della  legge  3
agosto 2004, n. 206, come modificata dalla legge 24 dicembre 2007, n.
244, il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  ai  titolari  di
pensione  di  guerra  diretta  vitalizia  ed  ai  soggetti  ad   essi
equiparati, i medicinali appartenenti alla classe C) di cui  all'art.
8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, nei casi in cui il
medico ne attesti la comprovata utilita' terapeutica per il paziente. 
  3. Le prestazioni sanitarie erogate agli invalidi e, ove  previsto,
ai loro familiari, inclusi i familiari dei  deceduti,  sono  esentate
dalla partecipazione al costo nei limiti e con le modalita'  previsti
dalla normativa vigente. 
                               Art. 52 
 
 
                  Persone affette da malattie rare 
 
  1. Le persone affette dalle malattie rare indicate nell'allegato  7
al presente decreto hanno diritto all'esenzione dalla  partecipazione
al costo delle correlate prestazioni di assistenza sanitaria. 
                               Art. 53 
 
 
         Persone affette da malattie croniche e invalidanti 
 
  1.  Le  persone  affette  dalle  malattie  croniche  e  invalidanti
individuate  dall'allegato  8  al  presente  decreto  hanno   diritto
all'esenzione  dalla  partecipazione  al  costo   delle   prestazioni
sanitarie indicate dal medesimo. 
                               Art. 54 
 
 
                 Persone affette da fibrosi cistica 
 
  1. Ai sensi dell'art. 3 della legge 23 dicembre 1993,  n.  548,  il
Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  l'erogazione,  a   titolo
gratuito, delle prestazioni sanitarie, incluse nei livelli essenziali
di assistenza, per la cura e la riabilitazione a domicilio dei malati
di fibrosi cistica, ivi compresa la fornitura gratuita del  materiale
medico, tecnico e farmaceutico necessario. 
                               Art. 55 
 
 
            Nefropatici cronici in trattamento dialitico 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario  nazionale   garantisce   ai   soggetti
nefropatici cronici in trattamento dialitico il rimborso delle  spese
di trasporto dal domicilio al centro dialisi, nei  limiti  e  con  le
modalita' fissati dalle regioni e dalle province autonome. 
                               Art. 56 
 
 
                 Persone affette da Morbo di Hansen 
 
  1. Ai sensi della  legge  31  marzo  1980,  n.  126,  e  successive
modifiche e integrazioni, il Servizio sanitario nazionale  garantisce
ai soggetti affetti da  Morbo  di  Hansen,  a  titolo  gratuito,  gli
accertamenti diagnostici e i trattamenti profilattici  e  terapeutici
necessari, inclusi i farmaci specifici  non  inclusi  nel  prontuario
terapeutico. Il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  altresi'
l'erogazione del sussidio di cui all'art. 1 della legge citata. 
                               Art. 57 
 
 
                  Persone con infezione da HIV/AIDS 
 
  1. Ai sensi  della  legge  5  giugno  1990,  n.  135,  il  Servizio
sanitario nazionale garantisce alle persone con infezione da HIV/AIDS
le   prestazioni    sanitarie    e    socio-sanitarie    ospedaliere,
ambulatoriali, domiciliari, semiresidenziali e residenziali  previste
dalla medesima legge e dal Progetto obiettivo AIDS dell'8 marzo 2000. 
                               Art. 58 
 
 
      Persone detenute ed internate negli istituti penitenziari 
            e minorenni sottoposti a provvedimento penale 
 
  1. Ai sensi dell'art. 2, comma 283, della legge 24  dicembre  2007,
n. 244,  il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  l'assistenza
sanitaria alle persone detenute, internate ed ai minorenni sottoposti
a provvedimento penale,  secondo  quanto  previsto  dal  decreto  del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  1°  aprile  2008   recante
«Modalita' e criteri  per  il  trasferimento  al  Servizio  sanitario
nazionale delle funzioni sanitarie, dei  rapporti  di  lavoro,  delle
risorse finanziarie  e  delle  attrezzature  e  beni  strumentali  in
materia di sanita' penitenziaria». 
                               Art. 59 
 
 
    Assistenza specialistica ambulatoriale per le donne in stato 
              di gravidanza e a tutela della maternita' 
 
  1. Sono escluse dalla partecipazione al costo, ai  sensi  dell'art.
1, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 29  aprile  1998,  n.
124, le prestazioni specialistiche ambulatoriali per la tutela  della
maternita' indicate dal presente articolo e dagli allegati 10A e 10B,
fruite presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate,
ivi compresi i consultori  familiari.  Sono  comunque  escluse  dalla
partecipazione al costo le visite periodiche ostetrico-ginecologiche,
i corsi di accompagnamento alla nascita  (93.37  training  prenatale)
nonche' l'assistenza in puerperio erogati dalle medesime strutture. 
  2. La prescrizione delle prestazioni  specialistiche  ambulatoriali
e' effettuata dai medici di medicina  generale  o  dagli  specialisti
operanti presso le strutture accreditate, pubbliche  o  private,  ivi
compresi i consultori familiari. La prescrizione dello specialista e'
obbligatoria  nei  casi  previsti  dai  commi  3  e  5  e  nei   casi
specificamente indicati dagli allegati 10A e 10B. 
  3. In funzione  preconcezionale,  oltre  alle  prestazioni  di  cui
all'Allegato 10A, sono  escluse  dalla  partecipazione  al  costo  le
prestazioni specialistiche  ambulatoriali  necessarie  per  accertare
eventuali rischi procreativi correlati ad una condizione patologica o
un rischio  genetico  di  uno  o  entrambi  i  genitori,  evidenziati
dall'anamnesi riproduttiva o  familiare  della  coppia  e  prescritte
dallo specialista. 
  4. Nel corso  della  gravidanza,  oltre  alle  prestazioni  di  cui
all'Allegato 10B, sono  escluse  dalla  partecipazione  al  costo  le
prestazioni specialistiche ambulatoriali  necessarie  ed  appropriate
per le condizioni patologiche che comportino  un  rischio  materno  o
fetale,  prescritte  dallo  specialista  o  dal  medico  di  medicina
generale. 
  5.  Nelle  specifiche  condizioni  di   rischio   fetale   indicate
dall'allegato 10C, sono escluse  dalla  partecipazione  al  costo  le
prestazioni specialistiche ambulatoriali  necessarie  ed  appropriate
per la valutazione del rischio e la  successiva  diagnosi  prenatale,
prescritte dallo specialista.  Le  regioni  e  le  province  autonome
individuano le strutture di  riferimento  per  l'esecuzione  di  tali
prestazioni, garantendo che le stesse strutture forniscano alle donne
e alle coppie un adeguato sostegno. 
  6. In caso di minaccia d'aborto sono escluse  dalla  partecipazione
al costo tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali necessarie
per il monitoraggio dell'evoluzione della gravidanza. 
  7. In presenza delle condizioni  di  rischio  di  cui  al  presente
articolo, le prescrizioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali
devono indicare la diagnosi o il sospetto diagnostico. 
  8. Qualora dalle visite ostetrico-ginecologiche periodiche, durante
la frequenza ai corsi di accompagnamento alla  nascita  o  nel  corso
dell'assistenza  in  puerperio  emerga  il  sospetto  di  un  disagio
psicologico, e' escluso dalla partecipazione al  costo  un  colloquio
psicologico clinico con finalita' diagnostiche. 
  9. Il decreto del Ministro della sanita'  del  10  settembre  1998,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 20  ottobre  1998,  e'
abrogato. 
                               Art. 60 
 
 
            Persone con disturbi dello spettro autistico 
 
  1. Ai sensi della  legge  18  agosto  2015,  n.  134,  il  Servizio
sanitario  nazionale  garantisce  alle  persone  con  disturbi  dello
spettro autistico, le prestazioni della diagnosi precoce, della  cura
e del trattamento individualizzato, mediante l'impiego  di  metodi  e
strumenti basati sulle piu' avanzate evidenze scientifiche. 
  2. Ai sensi dell'art. 4 della legge 18 agosto 2015, n.  134,  entro
centoventi giorni dall'adozione del presente  decreto,  il  Ministero
della  salute,  previa  intesa  in  sede  di  Conferenza   unificata,
provvede, in  applicazione  dei  livelli  essenziali  di  assistenza,
all'aggiornamento delle linee di indirizzo per la  promozione  ed  il
miglioramento della qualita' e dell'appropriatezza  degli  interventi
assistenziali  nei  disturbi  pervasivi  dello  sviluppo  (DPS),  con
particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico,  di  cui
all'accordo sancito in sede di Conferenza unificata  il  22  novembre
2012. Le linee  di  indirizzo  sono  aggiornate  con  cadenza  almeno
triennale. 
                               Art. 61 
 
 
                   Assistenza sanitaria all'estero 
 
  1.  Il  Servizio  sanitario   nazionale   garantisce   l'assistenza
sanitaria, in forma diretta, agli assistiti in  temporaneo  soggiorno
negli Stati della UE e dell'area EFTA (Svizzera,  Norvegia,  Islanda,
Liechtenstein) nonche' negli Stati con i quali sono in vigore accordi
bilaterali in materia di sicurezza sociale. L'assistenza  e'  erogata
alle medesime condizioni previste per  i  cittadini  dello  Stato  di
soggiorno nei limiti e con le modalita' fissate dai Regolamenti CE n.
883/2004 e n. 987/2009 o  dalle  convenzioni  stipulate  dallo  Stato
italiano  e  dalla  normativa  nazionale  o  e  regionale  attuativa.
L'assistenza sanitaria in forma diretta e'  altresi'  garantita  agli
assistiti italiani del SSN residenti in uno Stato UE, dell'area  EFTA
o in un Paese in convenzione, nei limiti e con le  modalita'  fissate
dai regolamenti CE n. 883/2004 e  n.  987/2009  o  dalle  convenzioni
stipulate dallo Stato italiano. 
  2. Ai sensi dei regolamenti CE n. 883/2004 e n.  987/2009  e  della
normativa nazionale e  regionale  attuativa,  il  Servizio  sanitario
nazionale  garantisce  agli  assistiti  obbligatoriamente   iscritti,
previa autorizzazione dell'azienda  sanitaria  locale  di  residenza,
l'erogazione, in forma diretta, negli Stati della UE, dell'area  EFTA
e, ove previsto, negli Stati con i quali sono in  vigore  accordi  di
sicurezza sociale, l'erogazione delle prestazioni incluse nei livelli
essenziali di assistenza se le prestazioni stesse non possono  essere
erogate in Italia entro  un  lasso  di  tempo  accettabile  sotto  il
profilo medico, tenuto conto dello stato di salute  dell'assistito  e
della probabile evoluzione della sua malattia. La medesima tutela, in
forma diretta, e' prevista, nei limiti e con le modalita' fissate dai
regolamenti CE n. 883/2004 e n. 987/2009, agli assistiti italiani del
SSN residenti in un Paese UE e dell'area EFTA, previa  autorizzazione
rilasciata dalla  Istituzione  competente  del  Paese  di  residenza,
sentita l'azienda sanitaria locale di ultima residenza in Italia. 
  3. Ai sensi della direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio  e  del  decreto  legislativo  4  marzo  2014,  n.  38,  di
attuazione della direttiva stessa, il  Servizio  sanitario  nazionale
garantisce agli assistiti il rimborso delle spese  sostenute  per  le
prestazioni sanitarie incluse nei livelli essenziali  di  assistenza,
fruite  negli  Stati  della  UE  fino  a  concorrenza  delle  tariffe
regionali vigenti per le prestazioni stesse,  nei  limiti  e  con  le
modalita' fissate  dal  decreto  legislativo  citato  e  delle  norme
nazionali e regionali attuative. 
  4. Ai sensi dell'art. 3 della legge 23 ottobre  1985,  n.  595,  il
Servizio  sanitario  nazionale  garantisce,  in  via  di   eccezione,
l'assistenza  sanitaria  all'estero,   preventivamente   autorizzata,
limitatamente alle prestazioni di altissima specializzazione  incluse
nelle aree di attivita' di cui ai livelli essenziali  di  assistenza,
che non  siano  ottenibili  in  Italia  tempestivamente  o  in  forma
adeguata alla particolarita' del caso clinico, nelle forme e  con  le
modalita' stabilite dalle regioni e dalle province autonome.  A  tale
scopo, si applicano le previsioni del decreto ministeriale 3 novembre
1989 «Criteri per la fruizione di prestazioni assistenziali in  forma
indiretta presso centri  di  altissima  specializzazione  all'estero»
(pubblicato nella G. U. n. 273 del 22 novembre  1989),  e  successive
modificazioni, di seguito indicato come «decreto ministeriale»,  come
modificato dai seguenti commi 5, 6 e 7. 
  5. Il comma 4 dell'art. 2 del decreto  ministeriale  e'  sostituito
dal seguente: «E' considerata «prestazione non  ottenibile  in  forma
adeguata  alla  particolarita'  del  caso  clinico»  la   prestazione
garantita ai propri assistiti dall'autorita' sanitaria nazionale  del
Paese   nel   quale   e'   effettuata   che    richiede    specifiche
professionalita' ovvero procedure tecniche o curative non  praticate,
ma ritenute, in base alla letteratura scientifica internazionale,  di
efficacia superiore alle procedure tecniche o curative  praticate  in
Italia ovvero realizzate mediante attrezzature piu' idonee di  quelle
presenti  nelle  strutture  italiane  pubbliche  o  accreditate   dal
servizio sanitario nazionale.» 
  6. Il comma 1 dell'art. 5 del decreto  ministeriale  e'  sostituito
dal seguente: «Ai fini  del  presente  decreto,  e'  da  considerarsi
centro di altissima specializzazione, la struttura  estera,  nota  in
Italia, e riconosciuta nell'ambito del sistema sanitario del Paese in
cui opera come idonea ad erogare prestazioni agli assistiti con oneri
a carico del  sistema  sanitario  nazionale,  che  sia  in  grado  di
assicurare prestazioni sanitarie di altissima specializzazione e  che
possegga  caratteristiche  superiori  agli   standards,   criteri   e
definizioni propri dell'ordinamento italiano.» 
  7. Sono  confermate  le  previsioni  del  decreto  ministeriale  24
gennaio 1990 «Identificazione  delle  classi  di  patologia  e  delle
prestazioni fruibili  presso  centri  di  altissima  specializzazione
all'estero» (pubblicato nella G. U. n. 27  del  2  febbraio  1990)  e
successive modificazioni. 
                               Art. 62 
 
 
       Cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea 
              iscritti al Servizio sanitario nazionale 
 
  1. Ai sensi dell'art. 34 del decreto legislativo 27 luglio 1998, n.
286 e  successive  modificazioni  e  dell'art.  42  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 31  agosto  1999,  n.  394,  il  Servizio
sanitario nazionale garantisce  agli  stranieri  obbligatoriamente  o
volontariamente iscritti, parita' di trattamento e piena  uguaglianza
di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani per quanto attiene
all'assistenza sanitaria erogata in  Italia.  L'assistenza  sanitaria
spetta altresi' ai familiari a carico regolarmente soggiornanti. 
                               Art. 63 
 
 
       Cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea 
             non in regola con il permesso di soggiorno 
 
  1. Ai sensi dell'art. 35 del decreto legislativo 27 luglio 1998, n.
286 e successive modifiche e integrazioni e dell'art. 43 del  decreto
del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394,  il  Servizio
sanitario nazionale garantisce ai cittadini  stranieri  presenti  sul
territorio  nazionale,  non  in  regola   con   le   norme   relative
all'ingresso ed al soggiorno, le cure  ambulatoriali  ed  ospedaliere
urgenti o comunque essenziali, ancorche' continuative,  per  malattia
ed infortunio ed i programmi di medicina  preventiva  a  salvaguardia
della salute individuale e collettiva. Sono  considerate  urgenti  le
cure che non possono essere differite senza pericolo per  la  vita  o
danno per la  salute;  sono  considerate  essenziali  le  prestazioni
sanitarie, diagnostiche e  terapeutiche,  relative  a  patologie  non
pericolose nell'immediato e nel  breve  termine,  ma  che  nel  tempo
potrebbero determinare maggiore danno alla salute  o  rischi  per  la
vita, per complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti. 
  2. Sono, in particolare, garantiti: 
    a) la tutela sociale  della  gravidanza  e  della  maternita',  a
parita' di trattamento con le  cittadine  italiane,  ai  sensi  della
legge 29 luglio 1975, n. 405 e della legge 22 maggio 1978, n. 194,  e
del decreto del Ministro della sanita' 6 marzo 1995, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, a parita' di trattamento
con i cittadini italiani; 
    b)  la  tutela  della  salute  del  minore  in  esecuzione  della
Convenzione  sui  diritti  del  fanciullo  del  20   novembre   1989,
ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio  1991,  n.
176; 
    c)  le  vaccinazioni  secondo  la  normativa  e  nell'ambito   di
interventi di campagne di prevenzione  collettiva  autorizzati  dalle
regioni e dalle province autonome; 
    d) gli interventi di profilassi internazionale; 
    e) la profilassi, la diagnosi e cura delle malattie infettive  ed
eventualmente la bonifica dei relativi focolai. 
  3. Secondo quanto  previsto  dall'art.  35,  comma  4,  del  citato
decreto legislativo 27 luglio 1998, n. 286 e successive  modifiche  e
integrazioni, le prestazioni di cui al comma  1  sono  erogate  senza
oneri a carico dei richiedenti qualora privi  di  risorse  economiche
sufficienti, fatte salve le quote  di  partecipazione  alla  spesa  a
parita' con i cittadini italiani. 
  4. I minori stranieri presenti sul  territorio  nazionale,  non  in
regola con le  norme  relative  all'ingresso  ed  al  soggiorno  sono
iscritti   al   Servizio   sanitario   nazionale   ed    usufruiscono
dell'assistenza sanitaria in condizioni di parita'  con  i  cittadini
italiani. 
                               Art. 64 
 
 
                     Norme finali e transitorie 
 
  1.  Con  successivi  appositi  Accordi  sanciti  dalla   Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome, su proposta del Ministro della salute sono fissati  criteri
uniformi per la individuazione di limiti e  modalita'  di  erogazione
delle prestazioni che il presente decreto demanda alle regioni e alle
province autonome. 
  2.  Le  disposizioni  in  materia   di   assistenza   specialistica
ambulatoriale, di cui agli articoli 15  e  16  e  relativi  allegati,
entrano in  vigore  dalla  data  di  pubblicazione  del  decreto  del
Ministro della salute di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, sentita l'Agenzia per i  servizi  sanitari  regionali,
previa intesa con la Conferenza permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  da
adottarsi  ai  sensi  dell'art.  8-sexies,  comma  5,   del   decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni,  per
la definizione delle tariffe massime delle prestazioni previste dalle
medesime disposizioni. Dalla medesima data sono abrogati  il  decreto
ministeriale 22  luglio  1996,  recante  «Prestazioni  di  assistenza
specialistica  ambulatoriale  erogabili  nell'ambito   del   Servizio
sanitario nazionale e relative tariffe» e il decreto  ministeriale  9
dicembre 2015 recante «Condizioni di erogabilita'  e  indicazioni  di
appropriatezza   prescrittiva   delle   prestazioni   di   assistenza
ambulatoriale   erogabili   nell'ambito   del   Servizio    sanitario
nazionale». Fino all'entrata in vigore delle  suddette  disposizioni,
l'elenco delle malattie croniche ed  invalidanti  che  danno  diritto
all'esenzione e' contenuto nell'allegato 8-bis. 
  3.  Le  disposizioni  in  materia  di  erogazione  di   dispositivi
protesici inclusi nell'elenco  1  di  cui  al  comma  3,  lettera  a)
dell'art. 17, entrano in  vigore  dalla  data  di  pubblicazione  del
decreto del  Ministro  della  salute  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e  delle  finanze,  previa  intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano,  da  adottarsi  ai  sensi  dell'art.
8-sexies, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e
s.m.i., per la definizione delle tariffe  massime  delle  prestazioni
previste dalle medesime disposizioni. 
  4. Le disposizioni in materia di malattie rare di cui all'art. 52 e
all'allegato 7 entrano in vigore  dal  centottantesimo  giorno  dalla
data di entrata in vigore del presente decreto; entro  tale  data  le
regioni e le provincie autonome adeguano le  Reti  regionali  per  le
malattie rare con l'individuazione dei relativi Presidi e i  Registri
regionali. 
  5. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre
2001 recante «Definizione dei livelli  essenziali  di  assistenza»  e
successive integrazioni e modificazioni e' abrogato,  fermo  restando
quanto previsto dai commi 2 e 3 e 4. 
  6. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
    Roma, 12 gennaio 2017 
 
              Il Presidente del Consiglio dei ministri 
                          Gentiloni Silveri 
 
 
                      Il Ministro della salute 
                              Lorenzin 
 
 
              Il Ministro dell'economia e delle finanze 
                               Padoan 
 

Registrato alla Corte dei conti il 7 febbraio 2017 
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,
reg.ne prev. n. 304 
									
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              Parte di provvedimento in formato grafico 
 
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                                                          Allegato 4D 
 
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                                                           Allegato 5 
 
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                                                          Allegato 6A 
 
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