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Numero Atti:63787
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 17 febbraio 2020 Ultima Modifica: 18 febbraio 2020
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Dettaglio atto

Legge 20 novembre 2017 , n. 167

Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017. (17G00180)

(G.U. Serie Generale , n. 277 del 27 novembre 2017)

									Capo I * *Disposizioni in materia di libera circolazione delle merci, delle* persone e dei servizi
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Disposizioni in materia di avvocati stabiliti. Completo adeguamento alla direttiva 98/5/CE 1. Il comma 2 dell'articolo 9 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, e' sostituito dal seguente: «2. L'iscrizione nella sezione speciale dell'albo indicato al comma 1 puo' essere richiesta al Consiglio nazionale forense dall'avvocato stabilito che dimostri di aver esercitato la professione di avvocato per almeno otto anni in uno o piu' degli Stati membri, tenuto conto anche dell'attivita' professionale eventualmente svolta in Italia, e che successivamente abbia lodevolmente e proficuamente frequentato la Scuola superiore dell'avvocatura, istituita e disciplinata con regolamento dal Consiglio nazionale forense, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247». 2. Coloro che alla data di entrata in vigore della presente legge sono iscritti nella sezione speciale dell'albo di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, conservano l'iscrizione. Possono altresi' chiedere di essere iscritti nella stessa sezione speciale coloro che alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano maturato i requisiti per l'iscrizione secondo la normativa vigente prima della medesima data.
                               Art. 2 
 
 
Disposizioni in materia di  diritto  d'autore.  Completo  adeguamento
                alle diretive 2001/29/CE e 2004/48/CE 
 
  1. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 8 della
direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  22
maggio 2001, e dagli articoli 3 e 9 della  direttiva  2004/48/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile  2004,  l'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni,  su  istanza  dei  titolari  dei
diritti, puo' ordinare in via  cautelare  ai  prestatori  di  servizi
della societa' dell'informazione di porre  fine  immediatamente  alle
violazioni del diritto d'autore e dei diritti  connessi,  qualora  le
violazioni medesime risultino manifeste sulla  base  di  un  sommario
apprezzamento dei fatti e sussista  la  minaccia  di  un  pregiudizio
imminente, e irreparabile per i titolari dei diritti. 
  2. L'Autorita' disciplina con proprio regolamento le modalita'  con
le quali il provvedimento cautelare di cui al comma 1 e'  adottato  e
comunicato ai soggetti interessati, nonche' i soggetti legittimati  a
proporre reclamo avverso il provvedimento medesimo, i  termini  entro
quali il reclamo deve essere proposto e la  procedura  attraverso  la
quale e' adottata la decisione definitiva dell'Autorita'. 
  3. Con il regolamento di  cui  al  comma  2  l'Autorita'  individua
misure idonee volte ad impedire la reiterazione  di  violazioni  gia'
accertate dall'Autorita' medesima. 
                               Art. 3 
 
Disposizioni in materia di tracciabilita' dei medicinali veterinari e
  dei mangimi medicati per il  conseguimento  degli  obiettivi  delle
  direttive 2001/82/CE e 90/167/CEE 
 
   1. Al decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 89, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: 
  «2-bis. I produttori, i depositari, i grossisti,  le  farmacie,  le
parafarmacie, i titolari delle autorizzazioni alla vendita diretta  e
al dettaglio di medicinali veterinari  nonche'  i  Medici  veterinari
attraverso la prescrizione  del  medicinale  veterinario  inseriscono
nella banca dati centrale finalizzata a monitorare le confezioni  dei
medicinali  all'interno  del  sistema  distributivo,  istituita   con
decreto del Ministro della salute 15 luglio  2004,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4 gennaio 2005, le seguenti informazioni,
secondo le modalita' definite con decreto del Ministro della salute: 
    a)  l'inizio  dell'attivita'  di  vendita,  ogni  sua  variazione
intervenuta   successivamente   e   la   sua   cessazione,    nonche'
l'acquirente; 
    b) i dati concernenti la produzione e la commercializzazione  dei
medicinali veterinari. 
  2-ter.  La  banca  dati  di  cui  al  comma  2-bis  e'   alimentata
esclusivamente con  i  dati  delle  ricette  elettroniche.  E'  fatto
obbligo al medico veterinario di inserire i dati  identificativi  del
titolare dell'allevamento. 
  2-quater. L'attivita' di tenuta e di aggiornamento della banca dati
di cui al comma 2-bis e' svolta senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica, nell'ambito  delle  risorse  umane,  finanziarie  e
strumentali disponibili a legislazione vigente»; 
    b) all'articolo 118, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: 
  «1-bis. In alternativa  alla  modalita'  di  redazione  in  formato
cartaceo secondo il modello di cui al comma 1,  la  prescrizione  dei
medicinali veterinari, ove obbligatoria, puo' essere redatta  secondo
il modello di ricetta elettronica disponibile nella banca dati di cui
all'articolo 89, comma 2-bis. A decorrere dal 1° settembre  2018,  la
prescrizione dei  medicinali  veterinari  e'  redatta  esclusivamente
secondo il predetto modello di ricetta elettronica. 
  1-ter. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque falsifichi  o
tenti di falsificare ricette elettroniche e' soggetto  alla  sanzione
amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 dell'articolo 108». 
  2. Dopo il comma 1 dell'articolo 8 del decreto legislativo 3  marzo
1993, n. 90, e' inserito il seguente: 
  «1-bis. In alternativa  alla  modalita'  di  redazione  in  formato
cartaceo secondo il modello  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  la
prescrizione dei mangimi  medicati,  ove  obbligatoria,  puo'  essere
redatta secondo il modello di ricetta elettronica  disponibile  nella
banca  dati  di  cui  all'articolo  89,  comma  2-bis,  del   decreto
legislativo 6 aprile 2006, n. 193. A decorrere dal 1° settembre 2018,
la  prescrizione  dei  mangimi  medicati  e'  redatta  esclusivamente
secondo il predetto modello di ricetta elettronica». 
                               Art. 4 
 
Modifiche   all'articolo   98   del   codice   delle    comunicazioni
  elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n.  259
  - Caso EU Pilot 8925/16/CNECT 
 
  1. Dopo il comma 16 dell'articolo 98 del codice delle comunicazioni
elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003,  n.  259,
sono inseriti i seguenti: 
  «16-bis. In caso di violazione dell'articolo 3, paragrafi 1, 2,  5,
6 e 7,  dell'articolo  4,  paragrafi  1,  2  e  3,  dell'articolo  5,
paragrafo 1, dell'articolo 6-bis, dell'articolo 6-ter,  paragrafo  1,
dell'articolo 6-quater, paragrafi  1  e  2,  dell'articolo  6-sexies,
paragrafi  1,  3  e  4,  dell'articolo  7,  paragrafi  l,  2   e   3,
dell'articolo 9, dell'articolo 11,  dell'articolo  12,  dell'articolo
14, dell'articolo 15, paragrafi 1, 2, 3, 5 e 6, o  dell'articolo  16,
paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 531/2012 del Parlamento  europeo
e del Consiglio, del 13 giugno 2012, relativo al roaming  sulle  reti
pubbliche  di  comunicazioni  mobili  all'interno  dell'Unione,  come
modificato dal regolamento (UE)  2015/2120  e  dal  regolamento  (UE)
2017/920, l'Autorita' irroga una sanzione  amministrativa  pecuniaria
da euro 120.000 a euro  2.500.000  e  ordina  l'immediata  cessazione
della  violazione.  L'Autorita'  ordina  inoltre   all'operatore   il
rimborso delle  somme  ingiustificatamente  addebitate  agli  utenti,
indicando il termine entro cui adempiere, in ogni caso non  inferiore
a trenta giorni. Qualora l'Autorita' riscontri, ad un sommario esame,
la sussistenza di una violazione dell'articolo 3, paragrafi 1, 2, 5 e
6, dell'articolo 4, paragrafi 1, 2 e 3, dell'articolo 5, paragrafo 1,
dell'articolo 6-bis, dell'articolo 6-ter, paragrafo 1,  dell'articolo
6-quater, paragrafo  1,  dell'articolo  6-sexies,  paragrafi  1 e  3,
dell'articolo 7, paragrafo 1,  dell'articolo  9,  paragrafi  1  e  4,
dell'articolo 11, dell'articolo 12, paragrafo 1,  dell'articolo 14  o
dell'articolo 15, paragrafi 1, 2, 3, 5 e 6,  del  citato  regolamento
(UE) n. 531/2012, e successive modificazioni,  e  ritenga  sussistere
motivi di urgenza dovuta al rischio di un danno di notevole  gravita'
per il funzionamento del mercato o per la tutela degli  utenti,  puo'
adottare,  sentiti   gli   operatori   interessati   e   nelle   more
dell'adozione del provvedimento definitivo, provvedimenti  temporanei
per far sospendere la condotta con effetto immediato. 
  16-ter. In caso di violazione  dell'articolo  3,  dell'articolo  4,
paragrafi 1 e 2, o dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE)
2015/2120 del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  25  novembre
2015, che  stabilisce  misure  riguardanti  l'accesso  a  un'Internet
aperta e che modifica la direttiva 2002/22/CE  relativa  al  servizio
universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di  servizi
di comunicazione elettronica e regolamento (UE) n. 531/2012  relativo
al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni  mobili  all'interno
dell'Unione,   l'Autorita'   irroga   una   sanzione   amministrativa
pecuniaria da euro 120.000 a  euro  2.500.000  e  ordina  l'immediata
cessazione della violazione. Qualora  l'Autorita'  riscontri,  ad  un
sommario esame, la sussistenza di  una  violazione  dell'articolo  3,
paragrafi 1, 2, 3 e  4,  del  citato  regolamento  (UE)  2015/2120  e
ritenga sussistere motivi di urgenza dovuta al rischio di un danno di
notevole gravita' per il funzionamento del mercato o  per  la  tutela
degli utenti, puo' adottare,  sentiti  gli  operatori  interessati  e
nelle more dell'adozione del provvedimento definitivo,  provvedimenti
temporanei per far sospendere la condotta con effetto immediato. 
  16-quater.  L'Autorita'  puo'   disporre   la   pubblicazione   dei
provvedimenti adottati ai sensi dei commi 16-bis e  16-ter,  a  spese
dell'operatore, sui mezzi  di  comunicazione  ritenuti  piu'  idonei,
anche con  pubblicazione  su  uno  o  piu'  quotidiani  a  diffusione
nazionale». 
  2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le  amministrazioni
interessate provvedono  agli  adempimenti  previsti  con  le  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
									Capo II * * Disposizioni in materia di giustizia e sicurezza
Art. 5 Disposizioni per la completa attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale - Caso EU Pilot 8184/15/JUST 1. Al comma 3-bis dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, dopo le parole: «si fondano in tutto o in parte sulla negazione» sono inserite le seguenti: «, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia». 2. Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo l'articolo 25-duodecies e' inserito il seguente: «Art. 25-terdecies (Razzismo e xenofobia). - 1. In relazione alla commissione dei delitti di cui all'articolo 3, comma 3-bis, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento a ottocento quote. 2. Nei casi di condanna per i delitti di cui al comma 1 si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a un anno. 3. Se l'ente o una sua unita' organizzativa e' stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati nel comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attivita' ai sensi dell'articolo 16, comma 3».
                               Art. 6 
 
Disciplina dell'accesso alle prestazioni del Fondo  per  l'indennizzo
  delle  vittime  di  reati  intenzionali  violenti.   Procedura   di
  infrazione n. 2011/4147 
 
  1. Alla legge 7 luglio 2016, n. 122,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 12, comma 1, la lettera a) e' abrogata; 
    b) all'articolo 12, comma l, la lettera b)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
      «b)  che  la  vittima  abbia  gia'  esperito   infruttuosamente
l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato  per  ottenere
il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza
di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale;
tale condizione non si applica quando l'autore del reato sia  rimasto
ignoto  oppure  quando  quest'ultimo   abbia   chiesto   e   ottenuto
l'ammissione  al  gratuito  patrocinio  a  spese  dello   Stato   nel
procedimento penale o  civile  in  cui  e'  stata  accertata  la  sua
responsabilita'»; 
    c) all'articolo 12, comma 1, lettera e), dopo la parola:  «somme»
sono inserite le seguenti: «di importo superiore a 5.000 euro»; 
    d) all'articolo 13, comma l, lettera b), sono aggiunte, in  fine,
le seguenti parole: «, salvo il caso in cui  lo  stesso  sia  rimasto
ignoto oppure abbia  chiesto  e  ottenuto  l'ammissione  al  gratuito
patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale  o  civile  in
cui e' stata accertata la sua responsabilita'»; 
    e) all'articolo 13, comma 2, sono aggiunte, in fine, le  seguenti
parole: «ovvero dalla data del passaggio in giudicato della  sentenza
penale»; 
    f) all'articolo 14, comma 2, le parole: «pari a 2.600.000 euro  a
decorrere dall'anno 2016» sono sostituite  dalle  seguenti:  «pari  a
2.600.000 euro per l'anno 2016, a 5.400.000 euro per l'anno 2017 e  a
4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018». 
  2. L'indennizzo previsto dalla sezione II del capo III della  legge
7 luglio 2016, n. 122,  come  modificata,  da  ultimo,  dal  presente
articolo, spetta anche a chi e'  vittima  di  un  reato  intenzionale
violento commesso successivamente al 30 giugno  2005  e  prima  della
entrata in vigore della medesima legge. 
  3. La domanda di concessione dell'indennizzo ai sensi del  comma  2
del presente articolo e' presentata, a pena di  decadenza,  entro  il
termine di centoventi giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
presente legge, alle condizioni e secondo  le  modalita'  di  accesso
all'indennizzo previste dagli articoli 11, 12,  13,  comma  1,  e  14
della legge 7 luglio 2016, n. 122, come modificati,  da  ultimo,  dal
presente articolo. ((2)) 
  4. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettera f), pari a 2,8 milioni
di euro per l'anno 2017 e a 1,4 milioni di  euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2018, nonche'  agli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del
comma 2, valutati in 10 milioni di euro  per  l'anno  2017  e  in  30
milioni di euro per l'anno 2018, si provvede: 
    a) quanto a 12,8 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1,4  milioni
di euro annui a decorrere  dall'anno  2019,  mediante  corrispondente
riduzione del fondo per il recepimento della  normativa  europea,  di
cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234; 
    b) quanto a 31,4  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,  mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma  200,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 
  5. Agli oneri valutati di cui all'alinea del comma 4  del  presente
articolo si applica l'articolo 17, commi da  12  a  12-quater,  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196. 
  6. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  La L. 30 dicembre 2018, n. 145 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
594)  che  "I  termini  di  presentazione  della   domanda   previsti
dall'articolo 6, comma 3, della legge 20 novembre 2017, n.  167,  per
la concessione dell'indennizzo da corrispondere ai soggetti di cui al
comma 2 dell'articolo 6 della stessa  legge,  nonche'  i  termini  di
presentazione della domanda previsti dall'articolo 13, comma 2, della
legge 7 luglio 2016, n. 122, per la  concessione  dell'indennizzo  da
corrispondere in conseguenza di lesione personale gravissima ai sensi
dell'articolo 583, secondo comma, del codice penale, sono riaperti  e
prorogati, a pena di decadenza, fino al 30 settembre 2019.  Tuttavia,
per i soggetti in relazione ai quali, alla data del 1°  agosto  2019,
non risultano ancora sussistenti tutti i requisiti e le condizioni di
cui agli articoli 12 e 13, comma 1, della legge n. 122 del  2016,  il
termine per la presentazione della domanda di accesso  all'indennizzo
e' quello di cui al comma 2 del predetto articolo 13". 
									Capo III * * Disposizioni in materia di fiscalita'
Art. 7 Disposizioni in materia di rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto. Procedura d'infrazione n. 2013/4080 1. Ai soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di cui all'articolo 38-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che richiedono un rimborso dell'IVA prestando la garanzia richiesta dallo stesso comma e' riconosciuta, a titolo di ristoro forfetario dei costi sostenuti per il rilascio della garanzia stessa, una somma pari alla 0,15 per cento dell'importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. La somma e' versata alla scadenza del termine per l'emissione dell'avviso di rettifica o di accertamento ovvero, in caso di emissione di tale avviso, quando sia stato definitivamente accertato che al contribuente spettava il rimborso dell'imposta. 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dalle richieste di rimborso fatte con la dichiarazione annuale dell'IVA relativa all'anno 2017 e dalle istanze di rimborso infrannuale relative al primo trimestre dell'anno 2018. 3. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 23,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede, quanto a 7,3 milioni di euro per l'anno 2018 e a 11,09 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234, quanto a 16,2 milioni di euro per l'anno 2018 e a 12,41 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, mediante corrispondente utilizzo delle risorse di cui all'articolo 43, comma 9-bis, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e, quanto a 12,41 milioni di euro a decorrere dall'anno 2021, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
                               Art. 8 
 
 
            Modifiche alla disciplina delle restituzioni 
          dell'IVA non dovuta - Caso EU Pilot 9164/17/TAXU 
 
  1.  Dopo  l'articolo  30-bis  del  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' inserito il seguente: 
  «Art. 30-ter  (Restituzione  dell'imposta  non  dovuta).  -  1.  Il
soggetto passivo presenta la domanda di restituzione dell'imposta non
dovuta, a pena di decadenza, entro il termine di due anni dalla  data
del versamento della medesima ovvero, se successivo,  dal  giorno  in
cui si e' verificato il presupposto per la restituzione. 
  2. Nel caso  di  applicazione  di  un'imposta  non  dovuta  ad  una
cessione di beni o ad una prestazione di servizi,  accertata  in  via
definitiva   dall'Amministrazione   finanziaria,   la   domanda    di
restituzione puo' essere presentata dal cedente o prestatore entro il
termine di due  anni  dall'avvenuta  restituzione  al  cessionario  o
committente dell'importo pagato a titolo di rivalsa. 
  3. La restituzione dell'imposta e' esclusa  qualora  il  versamento
sia avvenuto in un contesto di frode fiscale». 
  2. All'onere derivante dal presente articolo, valutato  in  500.000
euro  annui  a  decorrere  dall'anno  2017,  si   provvede   mediante
corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
  3. Agli oneri valutati di cui al comma 2 del presente  articolo  si
applica l'articolo 17, commi  da  12  a  12-quater,  della  legge  31
dicembre 2009, n. 196.  
                               Art. 9 
 
Modifiche al regime di  non  imponibilita'  ai  fini  dell'IVA  delle
  cessioni  all'esportazione,  in   attuazione   dell'articolo   146,
  paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2006/112/CE 
 
  1. All'articolo 8, primo comma, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la lettera b) e' inserita la
seguente: 
    «b-bis)  le  cessioni  con  trasporto  o  spedizione  fuori   del
territorio  dell'Unione  europea  entro  centottanta   giorni   dalla
consegna, a cura del cessionario o per suo conto, effettuate, secondo
modalita' stabilite con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti
della  cooperazione  allo  sviluppo  iscritti  nell'elenco   di   cui
all'articolo 26, comma 3, della legge 11  agosto  2014,  n.  125,  in
attuazione  di  finalita'  umanitarie,  comprese  quelle  dirette   a
realizzare  programmi  di  cooperazione  allo  sviluppo.   La   prova
dell'avvenuta esportazione dei  beni  e'  data  dalla  documentazione
doganale;». 
  2. All'articolo 7, comma l, primo periodo, del decreto  legislativo
18 dicembre 1997, n. 471, le parole:  «lettera  b)»  sono  sostituite
dalle seguenti: «lettere b) e b-bis)». 
  3. Il comma 5 dell'articolo 26 della legge 11 agosto 2014, n.  125,
e' abrogato.  
                               Art. 10 
 
Agevolazioni fiscali per le navi iscritte nei  registri  degli  Stati
  dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. Caso EU Pilot
  7060/14/TAXU 
 
  1. Dal periodo d'imposta a decorrere dal quale entra in  vigore  il
decreto di cui al comma 3  del  presente  articolo,  le  disposizioni
dell'articolo  4  del  decreto-legge  30  dicembre  1997,   n.   457,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998,  n.  30,
dell'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre  1997,
n. 446, e dell'articolo 155, comma 1, del testo unico  delle  imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, si applicano anche ai soggetti residenti e  ai
soggetti non residenti aventi stabile organizzazione  nel  territorio
dello Stato che utilizzano navi  adibite  esclusivamente  a  traffici
commerciali  internazionali  iscritte  nei   registri   degli   Stati
dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. 
  2. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano a
condizione che sia rispettato quanto previsto dagli articoli 1, comma
5, e 3 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n.  457,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, dall'articolo 317
del codice della navigazione e dall'articolo 426 del regolamento  per
l'esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima), di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio  1952,  n.
328. 
  3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge, sono  stabilite  le  modalita'  di  attuazione  delle
disposizioni dei commi 1 e 2. 
  4. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 20 milioni di euro
per l'anno 2018 e in 11 milioni di euro annui a  decorrere  dall'anno
2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per  il
recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della
legge 24 dicembre 2012, n. 234, il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le
occorrenti variazioni di bilancio. 
									Capo IV * * Disposizioni in materia di lavoro
Art. 11 Disposizioni relative agli ex lettori di lingua straniera. Caso EU Pilot 2079/11/EMPL 1. Il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita' e' incrementato di euro 8.705.000 a decorrere dall'anno 2017, finalizzati, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 1 del decreto-legge 14 gennaio 2004, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2004, n. 63, al superamento del contenzioso in atto e a prevenire l'instaurazione di nuovo contenzioso nei confronti delle universita' statali italiane da parte degli ex lettori di lingua straniera, gia' destinatari di contratti stipulati ai sensi dell'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. 2. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e' predisposto uno schema tipo per la definizione di contratti integrativi di sede, a livello di singolo ateneo. Con il medesimo decreto sono altresi' stabiliti i criteri di ripartizione dell'importo di cui al comma l a titolo di cofinanziamento, a copertura dei relativi oneri, esclusivamente tra le universita' che ((entro il 30 giugno 2020)) perfezionano i relativi contratti integrativi. 3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 8.705.000 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede, quanto a euro 8.705.000 per l'anno 2017, a euro 5.135.000 per l'anno 2018 e a euro 8.705.000 a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e, quanto a euro 3.570.000 per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
									Capo V * * Disposizioni in materia di salute
Art. 12 Disposizioni di attuazione della direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all'alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE del Consiglio. Procedura di infrazione n. 2017/0129 1. Il presente articolo disciplina la produzione e la commercializzazione delle caseine e dei caseinati destinati all'alimentazione umana e delle loro miscele. 2. Ai fini del presente articolo si intende per: a) «caseina acida alimentare»: il prodotto del latte ottenuto mediante separazione, lavaggio ed essiccatura del coagulo acido precipitato del latte scremato o di altri prodotti ottenuti dal latte, di cui all'allegato I, sezione I, della direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015; b) «caseina presamica alimentare»: il prodotto del latte ottenuto mediante separazione, lavaggio ed essiccatura del coagulo del latte scremato o di altri prodotti ottenuti dal latte; il coagulo e' ottenuto dalla reazione del presame o di altri enzimi coagulanti, di cui all'allegato I, sezione II, della direttiva (UE) 2015/2203; c) «caseinati alimentari»: i prodotti del latte ottenuti dall'azione della caseina alimentare o dal coagulo della cagliata della caseina alimentare con agenti neutralizzanti, seguita da essiccatura, di cui all'allegato II della direttiva (UE) 2015/2203. 3. I prodotti disciplinati dal presente articolo, fermo restando quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, devono riportare sugli imballaggi, sui recipienti o sulle etichette le seguenti indicazioni in caratteri ben visibili, chiaramente leggibili e indelebili: a) la denominazione stabilita per i prodotti lattiero-caseari ai sensi del comma 2, lettere a), b) e c), del presente articolo, seguita, per i caseinati alimentari, dall'indicazione del catione o dei cationi elencati all'allegato II, lettera d), della direttiva (UE) 2015/2203; b) per i prodotti commercializzati in miscele: 1) la dicitura «miscela di», seguita dall'indicazione dei vari prodotti di cui la miscela e' composta, in ordine ponderale decrescente; 2) per i caseinati alimentari, un'indicazione del catione o dei cationi elencati all'allegato II, lettera d), della direttiva (UE) 2015/2203; 3) il tenore di proteine per le miscele contenenti caseinati alimentari; c) la quantita' netta dei prodotti espressa in chilogrammi o in grammi; d) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dell'operatore del settore alimentare con il cui nome o con la cui ragione sociale e' commercializzato il prodotto o, se tale operatore del settore alimentare non e' stabilito nell'Unione europea, dell'importatore nel mercato dell'Unione; e) per i prodotti importati da Stati terzi, l'indicazione dello Stato d'origine; f) l'identificazione della partita dei prodotti o la data di produzione. 4. Le diciture di cui al comma 3, lettere a), b), e) e f), devono essere riportate in lingua italiana; le stesse indicazioni possono essere altresi' riportate anche in altra lingua. 5. Quando risulta superato il tenore minimo di proteine del latte stabilito nell'allegato I, sezione I, lettera a), punto 2, nell'allegato I, sezione II, lettera a), punto 2, e nell'allegato II, lettera a), punto 2, della direttiva (UE) 2015/2203, e' consentito indicarlo in modo adeguato sugli imballaggi, sui recipienti o sulle etichette dei prodotti. 6. I lotti di prodotti fabbricati anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge e le etichette stampate anteriormente a tale data, non conformi a quanto stabilito dal presente articolo, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, purche' siano conformi alla normativa previgente. 7. Resta salva, in ogni caso, la possibilita' di utilizzare etichette e materiali di confezionamento non conformi, a condizione che siano integrati con le informazioni obbligatorie previste dal presente articolo mediante l'apposizione di etichette adesive inamovibili e graficamente riconoscibili. 8. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza per la preparazione di alimenti le caseine e i caseinati che non soddisfano le norme stabilite nell'allegato I, sezione I, lettere b) e c), nell'allegato I, sezione II, lettere b) e c), o nell'allegato II, lettere b) e c), della direttiva (UE) 2015/ 2203 e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000. 9. Le sanzioni previste al comma 8 non si applicano a chi utilizza caseine e caseinati in confezioni originali, qualora la mancata corrispondenza alle prescrizioni di cui al medesimo comma 8 riguardi i requisiti intrinseci o la composizione dei prodotti o le condizioni interne dei recipienti, purche' l'utilizzatore non sia a conoscenza della violazione o la confezione originale non presenti segni di alterazione. 10. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque denomina ed etichetta le caseine e i caseinati, legalmente commercializzati per usi non alimentari, in modo da indurre l'acquirente in errore sulla loro natura o qualita' o sull'uso al quale sono destinati e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000. 11. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque pone in commercio, con le denominazioni indicate al comma 2 ovvero con altre denominazioni similari che possono indurre in errore l'acquirente, prodotti non rispondenti ai requisiti stabiliti dal presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000. 12. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque pone in commercio i prodotti di cui al comma 2 con una denominazione comunque diversa da quelle prescritte dal presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 2.500. 13. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di violazione delle disposizioni stabilite dal comma 3, relative alle indicazioni obbligatorie che devono essere apposte su imballaggi, recipienti, etichette o documenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000. 14. Il Ministero della salute, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le aziende sanitarie locali, nell'ambito della propria organizzazione, provvedono, nelle materie di rispettiva competenza, all'accertamento delle violazioni e all'irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo. 15. Per l'accertamento delle violazioni e l'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte delle autorita' competenti ai sensi del comma 14 si applicano, in quanto compatibili con il presente articolo, le disposizioni contenute nella sezione II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689. 16. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 17. Il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 180, e' abrogato.
                               Art. 13 
 
Disposizioni in materia  di  anagrafe  equina  per  l'adeguamento  al
  regolamento (UE) 2016/429 e al regolamento (UE) 2015/262 
 
  1. Il Ministero della salute organizza e gestisce l'anagrafe  degli
equidi, avvalendosi della  banca  dati  informatizzata  istituita  ai
sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo  22  maggio  1999,  n.
196. 
  2. Con  decreto  del  Ministro  della  salute,  da  adottare  entro
centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge,  di  concerto  con  il  Ministro  delle   politiche   agricole
alimentari  e  forestali  e  previa  intesa  in  sede  di  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  sono  definite  le   procedure
tecnico-operative per la gestione e  il  funzionamento  dell'anagrafe
degli equidi. 
  3. Alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 del
presente articolo  e'  abrogato  il  comma  15  dell'articolo  8  del
decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito, con  modificazioni,
dalla legge l° agosto 2003, n.  200.  Conseguentemente,  a  decorrere
dall'anno 2018 le risorse di cui al  capitolo  7762,  iscritto  nello
stato  di  previsione  della  spesa  del  Ministero  delle  politiche
agricole  alimentari   e   forestali   nell'ambito   della   missione
«Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca», programma «Politiche
competitive, della qualita' agroalimentare, della pesca,  dell'ippica
e mezzi tecnici di  produzione»,  pari  a  euro  43.404  annui,  sono
trasferite in apposito capitolo di spesa dello  stato  di  previsione
del Ministero della salute. 
  4. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.  
                               Art. 14 
 
Modifica all'articolo 12, comma 5, del decreto legislativo 12  maggio
  2015, n. 71, in materia di norme sanitarie per la gente di  mare  -
  Caso EU Pilot 8443/16/MOVE 
 
  1. Al comma 5 dell'articolo 12 del decreto  legislativo  12  maggio
2015, n. 71, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «,  purche'
tale periodo non sia comunque superiore a tre mesi». 
  2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.  Le   amministrazioni
interessate provvedono  agli  adempimenti  previsti  con  le  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.  
                               Art. 15 
 
Disposizioni sanzionatorie per la  violazione  dell'articolo  48  del
  regolamento  (CE)  n.  1272/2008  relativo  alla   classificazione,
  all'etichettatura e all'imballaggio di sostanze e miscele 
 
  1. Dopo l'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre  2011,  n.
186, e' inserito il seguente: 
  «Art. 10-bis (Violazione degli obblighi derivanti dall'articolo  48
del regolamento in materia di pubblicita'). - 1. Salvo che  il  fatto
costituisca reato, chiunque  viola  le  prescrizioni  in  materia  di
pubblicita' di cui all'articolo 48, paragrafi l e 2, primo comma, del
regolamento e' punito con la sanzione amministrativa  pecuniaria  del
pagamento di una somma da 10.000 euro a 60.000 euro». 
  2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.  Le   amministrazioni
interessate provvedono  agli  adempimenti  previsti  con  le  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.  
									Capo VI * * Disposizioni in materia di tutela dell'ambiente
Art. 16 Disposizioni in materia di tutela delle acque. Monitoraggio delle sostanze chimiche. Caso EU Pilot 7304/15/ENVI 1. All'articolo 78-sexies, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le autorita' di bacino distrettuali promuovono intese con le regioni e con le province autonome ricadenti nel distretto idrografico di competenza, al fine di garantire l'intercomparabilita', a livello di distretto idrografico, dei dati del monitoraggio delle sostanze prioritarie di cui alle tabelle 1/A e 2/A e delle sostanze non appartenenti alla lista di priorita' di cui alla tabella 1/B dell'allegato 1 alla parte terza. Ai fini del monitoraggio e della valutazione dello stato della qualita' delle acque, le autorita' di bacino distrettuali promuovono altresi' intese con i medesimi soggetti di cui al periodo precedente finalizzate all'adozione di una metodologia di valutazione delle tendenze ascendenti e d'inversione della concentrazione degli inquinanti nelle acque sotterranee. A tale fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l'ISPRA rende disponibile mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale l'elenco dei laboratori del sistema delle agenzie dotati delle metodiche di analisi disponibili a costi sostenibili, conformi ai requisiti di cui al paragrafo A.2.8-bis dell'allegato 1 alla parte terza. Le autorita' di bacino distrettuali rendono disponibili nel proprio sito internet istituzionale, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, i dati dei monitoraggi periodici come ottenuti dalle analisi effettuate da tali laboratori».
                               Art. 17 
 
Corretta attuazione della direttiva 91/271/CEE in  materia  di  acque
  reflue urbane,  con  riferimento  all'applicazione  dei  limiti  di
  emissione degli scarichi idrici 
 
  1. Nella tabella 2 dell'allegato 5 alla  parte  terza  del  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Limiti di  emissione  per
gli impianti di acque reflue urbane recapitanti in  aree  sensibili»,
le parole: «Potenzialita' impianto in  A.E.»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «Carico generato dall'agglomerato in A.E.». 
  2. Le eventuali ulteriori attivita'  di  monitoraggio  e  controllo
derivanti da quanto previsto dalla disposizione di  cui  al  comma  1
sono svolte con le risorse disponibili a  legislazione  vigente,  nei
limiti delle disponibilita' di bilancio degli organi di controllo  e,
comunque, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica o a carico della tariffa del servizio  idrico  integrato  di
cui all'articolo 154, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, per le attivita' svolte dal gestore unico del servizio idrico
integrato. 
  3. Dall'applicazione delle disposizioni  di  cui  al  comma  1  non
devono  derivare  effetti  sulle  materie   disciplinate   ai   sensi
dell'articolo 92 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,  ne'
conseguenze sull'applicazione del medesimo articolo 92  in  relazione
ai limiti di  utilizzo  di  materie  agricole  contenenti  azoto,  in
particolare degli effluenti zootecnici  e  dei  fertilizzanti,  nelle
zone vulnerabili da nitrati di origine agricola.  
                               Art. 18 
 
 
         Disposizioni in materia di emissioni industriali - 
                     Caso EU Pilot 8978/16/ENVI 
 
   1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 5, comma  1,  lettera  1-bis),  dopo  le  parole:
«producano  effetti  negativi  e  significativi  sull'ambiente»  sono
aggiunte le seguenti: «o sulla salute umana»; 
    b) all'articolo 29-ter, comma 2, le parole: «sintesi non  tecnica
dei dati di cui alle lettere da a) a l) del comma 1» sono  sostituite
dalle seguenti: «sintesi non tecnica dei dati di cui alle lettere  da
a) a m) del comma 1»; 
    c) all'articolo 29-quater, comma 2: 
      1) le parole: «almeno per quanto riguarda  il  contenuto  della
decisione»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «,  non  appena   sia
ragionevolmente possibile, del progetto  di  decisione,  compreso  il
verbale conclusivo della conferenza di servizi di cui al comma 5, del
contenuto della decisione»; 
      2) le parole: «gli elementi» sono  sostituite  dalle  seguenti:
«con particolare riferimento agli elementi»; 
      3) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche' delle
proposte di riesame pervenute dalle autorita' competenti  in  materia
ambientale ai sensi dell'articolo  29-octies,  comma  4,  ovvero  dal
sindaco ai sensi del comma 7, del presente articolo»; 
    d) all'articolo 29-quater, comma 13, lettera c), dopo le  parole:
«consultazioni  condotte»  sono  inserite  le  seguenti:   «,   anche
coinvolgendo altri Stati ai sensi dell'articolo 32-bis,»; 
    e) all'articolo 29-decies, comma 9, la lettera b)  e'  sostituita
dalla seguente: 
      «b) alla diffida e contestuale sospensione  dell'attivita'  per
un tempo determinato, ove si manifestino situazioni che costituiscano
un pericolo immediato per la salute umana o per l'ambiente o nel caso
in cui le violazioni siano comunque reiterate piu' di due volte in un
anno. Decorso il tempo determinato contestualmente alla  diffida,  la
sospensione e' automaticamente  prorogata,  finche'  il  gestore  non
dichiara di aver individuato e risolto il  problema  che  ha  causato
l'inottemperanza. La sospensione e' inoltre automaticamente rinnovata
a cura dell'autorita' di controllo di cui al comma 3,  alle  medesime
condizioni e durata individuate contestualmente alla  diffida,  se  i
controlli sul  successivo  esercizio  non  confermano  che  e'  stata
ripristinata la conformita', almeno in relazione alle situazioni che,
costituendo  un  pericolo  immediato  per  la  salute  umana  o   per
l'ambiente, avevano determinato la precedente sospensione»; 
    f) all'articolo 32-bis, dopo il comma 2 e aggiunto il seguente: 
      «2-bis. Il  Ministero  dell'ambiente   e   della   tutela   del
territorio e del mare provvede, attraverso il proprio  sito  internet
istituzionale, a rendere disponibili al pubblico in modo  appropriato
le informazioni ricevute  da  altri  Stati  dell'Unione  europea,  in
attuazione degli obblighi recati dall'articolo 26, paragrafo 1, della
direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  24
novembre 2010, circa le decisioni adottate in tali Stati  su  domande
presentate per l'esercizio di attivita' di cui all'allegato VIII alla
parte seconda del presente decreto»; 
    g) all'articolo 237-ter; comma 1, lettera  b),  dopo  la  parola:
«caldaie,»  sono  inserite  le   seguenti:   «le   installazioni   di
trattamento degli scarichi gassosi,»; 
    h) all'articolo 237-ter, comma 1,  lettera  c),  le  parole:  «le
apparecchiature  di  trattamento  degli   effluenti   gassosi»   sono
sostituite dalle seguenti: «le  installazioni  di  trattamento  degli
scarichi gassosi»; 
    i) all'articolo 237-sexies,  comma  3,  lettera  a),  le  parole:
«Allegato 2» sono sostituite dalle seguenti: «Allegato 1»; 
    l) all'articolo 237-sexies,  dopo  il  comma  3  e'  aggiunto  il
seguente: 
      «3-bis.  L'autorita'  competente  riesamina  periodicamente   e
aggiorna, ove necessario, le condizioni di autorizzazione»; 
    m) all'articolo 237-nonies,  dopo  il  comma  l  e'  inserito  il
seguente: 
    «1-bis. Per le emissioni di carbonio organico totale e  monossido
di  carbonio  degli  impianti   di   coincenerimento   dei   rifiuti,
autorizzati a modificare le  condizioni  di  esercizio,  e'  comunque
assicurato  il  rispetto  dei  valori  limite  di  emissione  fissati
nell'Allegato 1, paragrafo A»; 
    n) all'articolo 237-terdecies, comma 8, dopo le parole:  «possono
essere  attribuiti  alla   depurazione   degli   effluenti,   gassosi
dell'impianto di» sono inserite le seguenti: «incenerimento o»; 
    o) all'articolo 237-octiesdecies, comma 5, dopo  le  parole:  «ne
da' comunicazione nel piu' breve tempo possibile»  sono  inserite  le
seguenti: «all'autorita' competente e»; 
    p) all'articolo 273, comma 5, all'alinea e alla  lettera  b),  la
parola: «2023» e' sostituita dalla seguente: «2022»; 
    q) all'articolo 275, dopo il comma 5 e' inserito il seguente: 
      «5-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 271, commi
14 e 20, il gestore informa tempestivamente l'autorita' competente di
qualsiasi violazione delle prescrizioni autorizzative»; 
    r) all'articolo 275, comma 6, le  parole:  «,  individuata  sulla
base di detto consumo,» sono soppresse; 
    s) all'articolo 298-bis, introdotto dall'articolo  25,  comma  1,
del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, dopo  il  comma  1  sono
inseriti i seguenti: 
      «1-bis. Il gestore delle installazioni e degli stabilimenti che
producono  biossido  di titanio  informa  immediatamente  l'autorita'
competente in caso di violazione delle condizioni di  autorizzazione,
adottando  nel  contempo  le  misure  necessarie  a  ripristinare  la
conformita' nel piu' breve tempo possibile. 
      1-ter.   In   caso   di   violazione   delle   condizioni    di
autorizzazione, l'autorita' competente impone al gestore di  adottare
ogni misura complementare  appropriata  che  ritiene  necessaria  per
ripristinare la conformita', disponendo la sospensione dell'esercizio
della parte interessata laddove la violazione determini  un  pericolo
immediato per la salute umana o minacci  di  provocare  ripercussioni
serie e immediate  sull'ambiente,  finche'  la  conformita'  non  sia
ripristinata con l'applicazione delle misure adottate  ai  sensi  del
presente comma e del comma 1-bis»; 
    t) all'articolo 298-bis, introdotto dall'articolo  25,  comma  1,
del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, al comma 3,  le  parole:
«possono effettuare» sono sostituite dalla seguente: «effettuano»; 
    u) all'articolo 298-bis, introdotto dall'articolo  25,  comma  l,
del decreto legislativo 4 marzo 2014, n.  46,  dopo  il  comma  3  e'
inserito il seguente: 
      «3-bis. Alle installazioni e agli  stabilimenti  che  producono
biossido  di  titanio  si  applicano  le  disposizioni  dell'articolo
29-undecies»; 
    v) all'allegato 1 al titolo III-bis della parte quarta: 
      1) al paragrafo C, punto l: 
        1.1)  e'  premesso  il  seguente  periodo:  «Le   misurazioni
relative  alla  determinazione  delle  concentrazioni  di  inquinanti
nell'atmosfera sono eseguite in modo rappresentativo.»; 
        1.2) alla lettera d): 
          1.2.1)  al  secondo  capoverso  sono  aggiunti  i  seguenti
periodi:  «Il  campionamento  e  l'analisi  di  tutte   le   sostanze
inquinanti, ivi compresi le  diossine  e  i furani,  sono  effettuati
conformemente alle norme CEN. Se non sono disponibili norme  CEN,  si
applicano norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che
assicurino  dati  equivalenti  sotto  il   profilo   della   qualita'
scientifica.»; 
          1.2.2) al terzo capoverso e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «. I sistemi automatici  sono  sottoposti  a  controllo  per
mezzo di misurazioni parallele in base ai metodi  di  misurazione  di
riferimento almeno una volta all'anno.»; 
          1.2.3) al sesto capoverso, dopo il periodo: «Non piu' di 10
valori medi giornalieri all'anno possono essere scartati a  causa  di
disfunzioni o per ragioni di manutenzione del sistema di  misurazione
in continuo.» e' aggiunto il seguente:  «I  valori  medi  durante  il
periodo di campionamento e i  valori  medi  in  caso  di  misurazioni
periodiche  di  HF,  HC1  e  SO2  sono   determinati   in   fase   di
autorizzazione   dall'autorita'   competente,    insieme    con    la
localizzazione dei punti di campionamento e misurazione da utilizzare
per  il  controllo  delle  emissioni,  secondo  quanto  previsto  nel
presente paragrafo C.»; 
      2) al paragrafo E, punto 1, dopo la lettera d) e'  aggiunta  la
seguente: 
        «d-bis) le misurazioni  relative  alla  determinazione  delle
concentrazioni  di  inquinanti  nell'acqua  sono  eseguite  in   modo
rappresentativo»; 
    z) al punto 1 del paragrafo C dell'allegato 2 al  titolo  III-bis
della parte quarta: 
      1) e' premesso il seguente periodo:  «Le  misurazioni  relative
alla determinazione delle concentrazioni di inquinanti nell'atmosfera
sono eseguite in modo rappresentativo.»; 
      2) alla lettera b): 
        2.1) al secondo capoverso sono aggiunti, in fine, i  seguenti
periodi:  «Il  campionamento  e  l'analisi  di  tutte   le   sostanze
inquinanti, ivi compresi le diossine  e  i  furani,  sono  effettuati
conformemente alle norme CEN. Se non sono disponibili norme  CEN,  si
applicano norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che
assicurino  dati  equivalenti  sotto  il   profilo   della   qualita'
scientifica.»; 
        2.2) al terzo capoverso e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: «. I sistemi automatici  sono  sottoposti  a  controllo  per
mezzo di misurazioni parallele in base ai metodi  di  misurazione  di
riferimento almeno una volta all'anno.»; 
        2.3) all'ultimo capoverso e' aggiunto, in fine,  il  seguente
periodo: «I valori medi durante  il  periodo  di  campionamento  e  i
valori medi in caso di misurazioni periodiche di HF, HC1 e  SO2  sono
determinati in  fase  di  autorizzazione  dall'autorita'  competente,
insieme  con  la  localizzazione  dei  punti   di   campionamento   e
misurazione da utilizzare per il controllo delle  emissioni,  secondo
quanto previsto nel presente paragrafo C.»; 
    aa) alla parte I dell'allegato II alla parte quinta: 
      1) al punto 3.1,  dopo  le  parole:  «ossidi  di  azoto,»  sono
inserite le seguenti: «il monossido di carbonio,»; 
      2) al punto 4.4, le parole:  «delle  polveri»  sono  sostituite
dalle seguenti: «degli ossidi di azoto»; 
      3) il punto 5.1 e' sostituito dal seguente: 
        «5.1. In caso di misurazioni continue,  i  valori  limite  di
emissione indicati nella parte II, sezioni da 1 a 5,  si  considerano
rispettati se la valutazione dei risultati evidenzia che,  nelle  ore
operative, durante un anno civile: 
          nessun valore medio mensile convalidato supera i pertinenti
valori limite, e 
          nessun valore medio giornaliero convalidato degli  impianti
nuovi supera i pertinenti valori limite, 
          nessun valore medio giornaliero convalidato degli  impianti
anteriori al 2002 e anteriori al 2013 supera il  110  per  cento  dei
pertinenti valori limite, 
          il 95 per cento di tutti i valori  medi  orari  convalidati
nell'arco dell'anno non supera il 200 per cento dei pertinenti valori
limite»; 
      4) il punto 5.3 e' soppresso; 
    bb) alla parte I dell'allegato III alla parte  quinta,  al  punto
3.4, le parole: «In alternativa alle apparecchiature di cui al  punto
3.2,» sono sostituite dalle seguenti: «In caso di  emissioni  che,  a
valle dei dispositivi di abbattimento, presentano un flusso di  massa
di COV, espressi come carbonio organico totale, non  superiore  a  10
kg/h,». 
									Capo VII * * Disposizioni in materia di energia e di fonti rinnovabili
Art. 19 Adeguamento della normativa nazionale alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020. Imprese a forte consumo di energia elettrica. Decisione C(2017) 3406 della Commissione 1. Nell'ambito dell'adeguamento di cui al presente articolo e al fine di assicurare una reale riduzione degli oneri tariffari sul consumo di energia elettrica, le risorse derivanti dal minor fabbisogno economico relativo alla componente A3 per gli anni 2018, 2019 e 2020 rispetto all'anno 2016 sono destinate, dal 1° gennaio 2018 e nella misura minima del 50 per cento, alla riduzione diretta delle tariffe elettriche degli utenti che sostengono gli oneri connessi all'attuazione delle misure di cui ai commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico adotta i provvedimenti necessari ai fini dell'applicazione del presente comma. 2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di adeguare la normativa nazionale alla comunicazione della Commissione europea 2014/C 200/01, del 28 giugno 2014, recante «Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020», e alla decisione della Commissione europea C(2017) 3406, del 23 maggio 2017, con uno o piu' decreti del Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di decreto, decorsi i quali essi possono essere comunque adottati, sono ridefinite le imprese a forte consumo di energia elettrica e le agevolazioni di cui all'articolo 39, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per le medesime imprese. Con gli stessi decreti sono definiti criteri e modalita' con cui l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico provvede all'attuazione della misura e del piano di adeguamento, per gli ambiti di competenza. 3. Con i decreti di cui al comma 2, le agevolazioni sono definite in modo progressivo per classi di intensita' di consumo elettrico calcolata sul fatturato dell'impresa, purche' nel rispetto dei livelli di contribuzione minima stabiliti dalla comunicazione della Commissione europea di cui al comma 2, applicando parametri di riferimento per l'efficienza del consumo di energia elettrica a livello settoriale o, qualora tali parametri non siano disponibili, utilizzando la media aritmetica del consumo dell'impresa calcolata sugli ultimi tre anni, nonche' tenendo eventualmente conto dell'intensita' degli scambi a livello internazionale definita a livello settoriale. Con i decreti di cui al comma 2 sono altresi' definite le modalita' di applicazione della clausola sul valore aggiunto lordo (VAL) di cui ai punti 189 e 190 della medesima comunicazione. 4. Restano fermi gli obblighi di effettuazione della diagnosi energetica di cui all'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, per le imprese a forte consumo di energia elettrica. 5. All'articolo 1, comma 3-ter; del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, la lettera b) e' sostituita dalla seguente: «b) ad adeguare, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, in tutto il territorio nazionale, la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico, applicate ai clienti dei servizi elettrici per usi diversi da quelli domestici, almeno in parte ai criteri che governano la tariffa di rete per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura in vigore alla medesima data, tenendo comunque conto dei diversi livelli di tensione e dei parametri di connessione, oltre che della diversa natura e delle peculiarita' degli oneri rispetto alla tariffa». 6. Fino alla data di entrata in vigore della riforma della struttura delle componenti tariffarie di cui all'articolo 1, comma 3-ter, lettera b), del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, come sostituita dal comma 5 del presente articolo, gli effetti dell'articolo 29 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, si intendono limitati alla sola componente compensativa. Per gli oneri generali di sistema continua ad applicarsi quanto previsto dal regime tariffario speciale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 1963, n. 730, per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 11, comma 11-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 7. All'articolo 29 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Il regime tariffario speciale al consumo della societa' RFI-Rete ferroviaria italiana Spa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 1963, n. 730, e' applicato a decorrere dal 1° gennaio 2015 ai servizi di trasporto ferroviari eserciti sull'infrastruttura ferroviaria nazionale della societa' RFI, con esclusione dei servizi di trasporto di passeggeri effettuati sulle linee appositamente costruite per l'alta velocita' e alimentate a 25 kV in corrente alternata»; b) il comma 2 sostituito dal seguente: «2. La componente tariffaria compensativa annua, riconosciuta in attuazione del regime tariffario speciale di cui al comma 1, e' ridotta, sulla parte eccedente il quantitativo di 3300 GWh, di un importo fino a un massimo di 80 milioni di euro. I consumi elettrici rilevanti ai fini della determinazione della componente tariffaria compensativa sono calcolati sulla base del numero di treni per chilometro elettrico rilevato dalla societa' RFI».
                               Art. 20 
 
Adeguamento  della  normativa  nazionale  alla  comunicazione  2014/C
  200/01 della Commissione, in materia di aiuti  di  Stato  a  favore
  dell'ambiente e dell'energia 2014-2020. Sostegno alla produzione di
  energia da fonti rinnovabili 
 
  1. Allo scopo di proseguire la politica di sostegno alla produzione
di energia elettrica da fonti rinnovabili, in  conformita'  a  quanto
previsto dalla comunicazione della Commissione europea 2014/C 200/01,
del 28 giugno 2014, recante «Disciplina in materia di aiuti di  Stato
a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020», all'articolo 24 del
decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
      «3. La produzione di energia elettrica da impianti  di  potenza
nominale fino a un valore, da stabilire con i decreti di cui al comma
5, differenziato sulla base delle caratteristiche delle diverse fonti
rinnovabili, comunque non superiore a 5 MW elettrici per gli impianti
eolici e a 1 MW elettrico per gli  impianti  alimentati  dalle  altre
fonti rinnovabili, ha diritto a un incentivo stabilito sulla base dei
seguenti criteri: 
        a) l'incentivo e' diversificato per fonte e per scaglioni  di
potenza, al fine di favorire la riduzione dei costi; 
        b) l'incentivo riconosciuto e' quello applicabile  alla  data
di entrata in esercizio sulla base del comma 5»; 
        b) al comma 4, lettera c), le parole: «a  un  contingente  di
potenza da installare per ciascuna fonte  o  tipologia  di  impianto»
sono sostituite dalle seguenti:  «a  contingenti  di  potenza,  anche
riferiti a piu' tecnologie e specifiche categorie di interventi».  
                               Art. 21 
 
Adeguamento alla normativa nazionale alla comunicazione 2014/C 200/01
  della  Commissione,  in  materia  di  aiuti  di  Stato   a   favore
  dell'ambiente e dell'energia 2014-2020. Imprese a forte consumo  di
  gas naturale 
 
  1. Al fine di consentire, in modo conforme ai criteri di  cui  alla
comunicazione della Commissione europea 2014/C 200/01, del 28  giugno
2014, recante «Disciplina in materia  di  aiuti  di  Stato  a  favore
dell'ambiente  e   dell'energia   2014-2020»,   la   rideterminazione
dell'applicazione  al  settore  industriale   dei   corrispettivi   a
copertura degli oneri generali del sistema del gas il cui gettito  e'
destinato al finanziamento  di  misure  volte  al  raggiungimento  di
obiettivi comuni in materia di  decarbonizzazione,  con  decreto  del
Ministro dello sviluppo economico, da  emanare  entro  quarantacinque
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,  sentita
l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, sono
definite le imprese a forte  consumo  di  gas  naturale,  in  base  a
requisiti  e  parametri  relativi  ai  livelli  minimi  di   consumo,
all'incidenza del costo del gas naturale  sul  valore  dell'attivita'
d'impresa  e   all'esposizione   delle   imprese   alla   concorrenza
internazionale. Le imprese che ne fanno  richiesta,  previa  verifica
della sussistenza dei requisiti di cui al  precedente  periodo,  sono
inserite in un apposito elenco delle imprese a forte consumo  di  gas
naturale. 
  2. Entro centoventi giorni dalla data di emanazione del decreto  di
cui al comma 1, su indirizzo adottato  dal  Ministro  dello  sviluppo
economico, l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e  il  Sistema
idrico provvede alla rideterminazione dei corrispettivi  a  copertura
degli oneri generali del sistema del gas, il cui gettito e' destinato
al finanziamento di  misure  volte  al  raggiungimento  di  obiettivi
comuni in materia di decarbonizzazione, e dei criteri di ripartizione
dei medesimi oneri a carico dei clienti finali, tenendo  conto  della
definizione delle imprese a forte consumo di gas naturale di  cui  al
comma l, nel rispetto dei requisiti  e  dei  limiti  stabiliti  nella
citata  comunicazione  della  Commissione  europea  2014/C  200/01  e
applicando parametri di riferimento per l'efficienza del  consumo  di
gas   a   livello   settoriale.   Il   sistema    risultante    dalla
rideterminazione dei corrispettivi di cui  al  comma  1  assicura  il
rispetto dei limiti di cumulo degli aiuti di' Stato  stabiliti  dalle
norme europee e l'invarianza del gettito tributario e  non  determina
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
  3. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico
adotta i provvedimenti necessari a garantire che tutti i  consumi  di
gas superiori a 1 milione di Smc/anno  per  usi  non  energetici  non
siano  assoggettati  all'applicazione  dei  corrispettivi   tariffari
stabiliti per la copertura degli oneri generali del sistema  del  gas
il cui gettito e' destinato  al  finanziamento  di  misure  volte  al
raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione. I
provvedimenti di cui al presente comma  assicurano  l'invarianza  del
gettito tributario e non determinano nuovi o maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica.  
									Capo VIII * * Altre disposizioni
Art. 22 Modifiche alla legge 24 dicembre 2012, n. 234 1. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 234, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, comma 9, le parole: «individuato l'ufficio di» sono sostituite dalle seguenti: «individuata la»; b) all'articolo 29, comma 7, dopo la lettera e) e' inserita la seguente: «e-bis) fornisce l'elenco delle direttive dell'Unione europea che delegano alla Commissione europea il potere di adottare gli atti di cui all'articolo 290 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea»; c) all'articolo 31, comma 6, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Resta ferma la disciplina di cui all'articolo 36 per il recepimento degli atti delegati dell'Unione europea che recano meri adeguamenti tecnici».
                               Art. 23 
 
Disposizioni per l'integrale attuazione  della  direttiva  2014/33/UE
  relativa  agli  ascensori  e  ai  componenti  di  sicurezza   degli
  ascensori nonche' per l'esercizio degli ascensori 
 
  1. Al fine di assicurare  l'integrale  attuazione  della  direttiva
2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  26  febbraio
2014, relativa agli ascensori e  ai  componenti  di  sicurezza  degli
ascensori nonche' per l'esercizio degli ascensori, il certificato  di
abilitazione previsto dall'articolo 15, comma 1, del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  30  aprile  1999,  n.
162, e' valido in tutto il territorio nazionale ed e' rilasciato  dal
prefetto in seguito all'esito favorevole di una prova teorico-pratica
innanzi a un'apposita commissione esaminatrice, dal medesimo nominata
e composta da cinque funzionari, in possesso di  adeguate  competenze
tecniche, dei quali almeno uno, oltre al presidente,  con  laurea  in
ingegneria, designati rispettivamente  dal  Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali, dal Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti, dal  Ministero  dello  sviluppo  economico,  dall'Istituto
nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)
e da un'azienda sanitaria locale, ovvero da un'agenzia regionale  per
la  protezione  ambientale,  qualora  le  disposizioni  regionali  di
attuazione del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.  61,  attribuiscano  a
tale agenzia le competenze in materia. La commissione  e'  presieduta
dal funzionario designato dal Ministero del lavoro o delle  politiche
sociali. Alla prova teorico-pratica sono presenti almeno  tre  membri
della  commissione,  compreso  il  presidente.  Al  presidente  e  ai
componenti della commissione non spetta alcun compenso. 
  2. La data e la sede delle sessioni di  esame  e'  determinata  dal
prefetto. Il prefetto del capoluogo  di  regione,  tenuto  conto  del
numero e della provenienza delle domande pervenute, previe intese con
gli altri prefetti della regione, puo' disporre apposite sessioni  di
esame per tutte le domande presentate nella  regione  allo  scopo  di
razionalizzare le procedure finalizzate al rilascio  del  certificato
di abilitazione. 
  3. Gli articoli 6 e  7  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767, sono abrogati. 
  4.  Il  Governo  e'  autorizzato   a   modificare,   con   apposito
regolamento, il regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, sulla base delle disposizioni  del
presente articolo. Alla data di entrata  in  vigore  del  regolamento
adottato ai sensi del presente comma sono abrogati i commi 1 e 2  del
presente articolo.  
                               Art. 24 
 
 
                  Termini di conservazione dei dati 
                 di traffico telefonico e telematico 
 
  1. In attuazione dell'articolo 20 della direttiva (UE) 2017/541 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo  2017,  sulla  lotta
contro  il  terrorismo  e  che  sostituisce   la   decisione   quadro
2002/475/GAI  del  Consiglio,  al  fine  di  garantire  strumenti  di
indagine efficace in considerazione delle straordinarie  esigenze  di
contrasto del terrorismo,  anche  internazionale,  per  le  finalita'
dell'accertamento e della repressione dei reati di cui agli  articoli
51, comma 3-quater, e  407,  comma  2,  lettera  a),  del  codice  di
procedura penale il termine di conservazione  dei  dati  di  traffico
telefonico e telematico nonche' dei dati relativi alle chiamate senza
risposta, di cui all'articolo 4-bis, commi 1 e 2,  del  decreto-legge
18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
aprile 2015, n. 43, e' stabilito in settantadue  mesi,  in  deroga  a
quanto previsto dall'articolo 132, commi 1 e  1-bis,  del  codice  in
materia  di  protezione  dei  dati  personali,  di  cui  al   decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.  
                               Art. 25 
 
Trattamento  economico   del   personale   estraneo   alla   pubblica
  amministrazione selezionato per partecipare a iniziative e missioni
  del Servizio europeo di azione esterna. 
 
  1. Dopo il comma l dell'articolo 17 della legge 21 luglio 2016,  n.
145, sono aggiunti i seguenti: 
    «1-bis. L'indennita' di missione corrisposta dal Ministero  degli
affari  esteri  e  della  cooperazione  internazionale  al  personale
estraneo alla pubblica amministrazione selezionato per partecipare  a
iniziative e missioni  del  Servizio  europeo  di  azione  esterna e'
calcolata ai sensi dei commi 2, 3, 4 e 6 dell'articolo 5. 
    1-ter. La corresponsione del trattamento di missione previsto dal
comma  1-bis  e'  subordinata  all'effettiva   autorizzazione   della
partecipazione del personale di cui al medesimo comma alle iniziative
e missioni del Servizio europeo di azione esterna  con  le  procedure
previste dagli articoli 2 e 3».  
                               Art. 26 
 
Autorita'  nazionale  competente   per   la   certificazione   e   la
  sorveglianza  degli  aeroporti  nonche'  del  personale   e   delle
  organizzazioni che operano in essi, ai sensi del  regolamento  (UE)
  n. 139/2014 
 
  1. L'Ente nazionale dell'aviazione civile (ENAC) svolge le funzioni
di autorita' competente nazionale ai sensi del  regolamento  (UE)  n.
139/2014 della Commissione, del 12 febbraio 2014. Sono fatte salve le
competenze  del  Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco   di   cui
all'articolo 26 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.  
                               Art. 27 
 
 
              Interventi di cooperazione allo sviluppo 
                con finanziamento dell'Unione europea 
 
  1. Per realizzare e  monitorare  interventi  di  cooperazione  allo
sviluppo  con  il  finanziamento   dell'Unione   europea   ai   sensi
dell'articolo 6, comma 2, della legge 11  agosto  2014,  n.  125,  le
rappresentanze diplomatiche  e  gli  uffici  consolari  possono,  nei
limiti del suddetto finanziamento, avvalersi, senza nuovi o  maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, di personale non  appartenente
alla pubblica amministrazione, per la durata degli  interventi,  alle
medesime  condizioni  previste  per   l'Agenzia   italiana   per   la
cooperazione allo sviluppo,  ai  sensi  dell'articolo  11,  comma  1,
lettera c), del regolamento di cui  al  decreto  del  Ministro  degli
affari esteri e della cooperazione internazionale 22 luglio 2015,  n.
113. Per gli interventi nei Paesi in cui l'Agenzia ha  proprie  sedi,
il presente comma si applica  fino  al  subentro  dell'Agenzia  nella
responsabilita' per gli interventi stessi. 
  2. Il controllo della rendicontazione degli interventi  di  cui  al
comma 1 puo' essere  effettuato  da  un  revisore  legale  o  da  una
societa' di revisione legale individuati nel rispetto del codice  dei
contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016,  n.
50, con oneri a carico del finanziamento dell'Unione europea.  
                               Art. 28 
 
Modifiche al codice in materia di protezione dei dati  personali,  di
  cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 
 
  1. Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al
decreto legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 29: 
      1) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
        «4-bis. Fermo restando quanto previsto ai commi 1, 2, 3 e  4,
il titolare  puo'  avvalersi,  per  il  trattamento  di  dati,  anche
sensibili, di  soggetti  pubblici  o  privati  che,  in  qualita'  di
responsabili del trattamento, forniscano le garanzie di cui al  comma
2. I titolari stipulano con i predetti responsabili atti giuridici in
forma scritta, che specificano la finalita' perseguita, la  tipologia
dei dati, la durata del trattamento, gli obblighi  e  i  diritti  del
responsabile  del  trattamento  e  le  modalita'  di  trattamento;  i
predetti atti sono adottati in conformita' a schemi tipo  predisposti
dal Garante»; 
      2) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
        «5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi  alle
condizioni stabilite ai sensi  del  comma  4-bis  e  alle  istruzioni
impartite dal titolare, il quale, anche tramite verifiche periodiche,
vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui  al  comma
2, delle proprie istruzioni e di quanto stabilito negli atti  di  cui
al comma 4-bis»; 
    b) al capo III del titolo VII della parte II, dopo l'articolo 110
e' aggiunto il seguente: 
  «Art. 110-bis.  (Riutilizzo  dei  dati  per  finalita'  di  ricerca
scientifica o per scopi statistici). - 1. Nell'ambito delle finalita'
di ricerca  scientifica  ovvero  per  scopi  statistici  puo'  essere
autorizzato dal Garante il riutilizzo dei dati, anche  sensibili,  ad
esclusione di quelli genetici, a condizione che siano adottate  forme
preventive di minimizzazione e di anonimizzazione dei  dati  ritenute
idonee a tutela degli interessati. 
  2. Il Garante comunica la decisione  adottata  sulla  richiesta  di
autorizzazione  entro  quarantacinque  giorni,  decorsi  i  quali  la
mancata  pronuncia  equivale  a  rigetto.  Con  il  provvedimento  di
autorizzazione o  anche  successivamente,  sulla  base  di  eventuali
verifiche, il Garante stabilisce le condizioni e le misure necessarie
ad  assicurare  adeguate  garanzie   a   tutela   degli   interessati
nell'ambito del riutilizzo dei dati, anche  sotto  il  profilo  della
loro sicurezza».  
                               Art. 29 
 
 
              Disposizioni in materia di funzionamento 
          del Garante per la protezione dei dati personali 
 
  1. Al fine di  assicurare  il  regolare  esercizio  dei  poteri  di
controllo affidati al Garante per la protezione dei dati personali  e
per  fare   fronte   agli   accresciuti   compiti   derivanti   dalla
partecipazione  alle  attivita'  di  cooperazione  fra  autorita'  di
protezione di dati dell'Unione europea, e'  attribuito,  a  decorrere
dall'anno 2018, un contributo aggiuntivo pari a 1.400.000  euro.  Per
le finalita' di cui al  primo  periodo,  il  ruolo  organico  di  cui
all'articolo 156, comma 2, del codice in materia  di  protezione  dei
dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
come incrementato in attuazione dell'articolo  1,  comma  542,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e  successivamente  dall'articolo  1,
comma 268, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e'  incrementato  di
25 unita'; e' autorizzata a questo fine la spesa di euro 887.250  per
l'anno 2017 e di euro 2.661.750 annui a decorrere dall'anno 2018. 
  2. All'onere di cui al comma 1, pari a euro 887.250 per l'anno 2017
e a euro 4.061.750 annui a  decorrere  dall'anno  2018,  si  provvede
mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del   fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale
2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di  riserva  e  speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017,  allo  scopo
parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo   al   medesimo
Ministero. 
  3. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.  
                               Art. 30 
 
 
                 Clausola di invarianza finanziaria 
 
  1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla  presente  legge,
con esclusione degli articoli 6, 7,  8,  10,  11  e  29,  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza  pubblica.  Le
amministrazioni  interessate  provvedono  agli  adempimenti  previsti
dalla medesima legge con le risorse umane, strumentali e  finanziarie
disponibili a legislazione vigente. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 20 novembre 2017 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                Gentiloni  Silveri,  Presidente   del
                                Consiglio dei ministri 
 
Visto, Il Guardasigilli: Orlando 
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