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Numero Atti:63788
Ultima Gazzetta Ufficiale del: 17 febbraio 2020 Ultima Modifica: 20 febbraio 2020
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Dettaglio atto

Direttiva del presidente del consiglio dei ministri 14 dicembre 1995

Divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori di servizi pubblici.

(G.U. Serie Generale , n. 11 del 15 gennaio 1996)

									
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 11 novembre 1975, n. 584, concernente il divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico; Visto l'art. del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, recante nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarita' dell'esercizio delle ferrovie e degli altri servizi di trasporto; Visto l'art. 25 del regio decreto 24 dicembre 1934, n. 2316, concernente il testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternita' e dell'infanzia; Vista la decisione del tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione I-bis, 17 marzo 1995, n. 462, che, confermando un proprio indirizzo giurisprudenziale, ha dato una interpretazione estensiva dell'art. 1, lettera b), della legge 11 novembre 1975, n. 584, nel senso che, ai fini della tutela dei non fumatori, debbano intendersi per "locali chiusi adibiti a pubblica riunione" non solo quelli di proprieta' pubblica, ma anche quelli di proprieta' privata, in relazione alla fruibilita' degli stessi da parte di membri indifferenziati della collettivita' per il servizio che vi si rende o per l'attivita' che vi si svolge; Considerato che nella predetta decisione del tribunale amministrativo regionale del Lazio si rileva che dall'accoglimento del ricorso discende, per le amministrazioni interessate, l'obbligo di provvedere concretamente in maniera satisfattiva dell'interesse fatto valere; Vista l'ordinanza 14 maggio 1995, n. 687, della quarta sezione del Consiglio di Stato, con la quale e' stata rigettata la domanda di sospensione cautelare della decisione sopra citata, con l'argomentazione che "l'obbligo imposto alle amministrazioni intimate dalla sentenza appellata deve intendersi limitato all'adozione dei provvedimenti necessari ad assicurare il divieto di fumo negli ambienti chiusi, di proprieta' della pubblica amministrazione, e negli altri locali pubblici o parti al pubblico nei quali i cittadini debbono recarsi in funzione dell'utenza di servizi resi dall'amministrazione"; che "restano estranei all'ambito della efficacia oggettiva della sentenza appellata i locali di proprieta' pubblica non aperti al pubblico e quelli di proprieta' privata nei quali non vengono erogati servizi dell'amministrazione" e che "il suddetto obbligo deve ritenersi operativo nei confronti dei soli ambienti con riguardo ai quali le singole amministrazioni intimate (Ministero della sanita' e, comuni di Roma, Torino, Genova, Napoli e Bari) sono titolari di specifici e tipici poteri di ordinanza o di direttiva intesi ad assicurare l'osservanza del divieto di cui all'art. 1 della legge n. 584 del 1975"; Ritenuta peraltro l'opportunita', nel dare doveroso adempimento a quanto prescritto dalla giurisdizione amministrativa, di estenderne gli effetti oltre i limiti soggettivi del rapporto processuale, vale a dire non solo nei confronti delle amministrazioni parte in giudizio (Ministero della sanita' e, comuni di Roma, Torino, Genova, Napoli e Bari) ma nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni naturali destinatarie dei poteri di direttiva del Governo, nonche', per il tramite di queste, nei confronti dei privati esercenti pubblici servizi a titolo di concessione o appalto o convenzione o accreditamento; Visti gli articoli 2, comma 3, lettera d), e 5, comma 2, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Sentito il Consiglio dei Ministri nella riunione del 14 dicembre 1995; Sulla proposta del Ministro della sanita'; A D O T T A la seguente direttiva: Art. 1. La presente direttiva, emessa ai sensi dell'art. 5, comma 2, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, sara' osservato dalle amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e dalle istituzioni educative; dalle aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; dalle istituzioni universitarie; dagli enti locali e dai loro consorzi ed associazioni; dagli enti pubblici non economici nazionali e locali; dalle aziende e dagli enti del servizio sanitario nazionale.
                               Art. 2.
  Le amministrazioni e gli enti  pubblici  destinatari  del  presente
atto  eserciteranno  i  loro  poteri  amministrativi, regolamentari e
disciplinari,  nell'ambito  dei  propri  uffici   e   delle   proprie
strutture,  nonche'  i  loro  poteri  di indirizzo, di vigilanza e di
controllo sulle aziende ed istituzioni da  esse  dipendenti  e  sulle
aziende private esercenti servizi pubblici, anche sanitari, in regime
di  concessione o di appalto, ovvero di convenzione o accreditamento,
affinche' sia data piena applicazione al divieto di  fumo  in  luoghi
determinati,  di  cui  alla  legge  11 novembre 1975, n. 584, secondo
l'interpretazione  recepita   nelle   pronunce   della   magistratura
amministrativa citate nel preambolo del presente atto.
                               Art. 3.
  In particolare saranno osservati i seguenti criteri interpretativi:
    a) il divieto va  applicato  in  tutti  i  locali  utilizzati,  a
qualunque  titolo,  dalla  pubblica  amministrazione  e dalle aziende
pubbliche per l'esercizio di proprie funzioni istituzionali,  nonche'
dai privati esercenti servizi pubblici per l'esercizio delle relative
attivita',  sempreche' si tratti - in entrambi i casi - di locali che
in ragione di tali funzioni sono aperti al pubblico;
    b) per locale "aperto al pubblico" s'intende quello al  quale  la
generalita'   degli   amministrati   e  degli  utenti  accede,  senza
formalita' e  senza  bisogno  di  particolari  permessi  negli  orari
stabiliti;
    c)  il  divieto  va comunque applicato nei luoghi nominativamente
indicati nell'art. 1 della legge 11 novembre 1975, n. 584,  ancorche'
non  si  tratti  di  locali  "aperti  al  pubblico"  nel  senso sopra
precisato (esempio: corsie di ospedali, aule scolastiche);  a  questi
fini  s'intende  che  fra le aule delle scuole di ogni ordine e grado
sono comprese quelle universitarie;
    d) resta salva l'autonomia  regolamentare  e  disciplinare  delle
amministrazioni  e  degli enti in ordine all'eventuale estensione del
divieto a  luoghi  diversi  da  quelli  contemplati  dalla  legge  11
novembre  1975,  n.  584,  con gli strumenti e gli effetti propri dei
rispettivi ordinamenti.
                               Art. 4.
  Per l'attuazione delle presenti direttive saranno curati i seguenti
adempimenti:
    a) nei locali nei quali si applica il  divieto  di  fumo  saranno
apposti   cartelli  con  l'indicazione  del  divieto  stesso  nonche'
l'indicazione della relativa norma, delle sanzioni  applicabili,  del
soggetto   cui   spetta   vigilare   sull'osservanza  del  divieto  e
dell'autorita' cui compete accertare le infrazioni;
    b) i  dirigenti  preposti  alle  strutture  amministrative  e  di
servizio  individueranno  in  ciascuna  di esse uno o piu' funzionari
incaricati di procedere alla contestazione di  eventuali  infrazioni,
di  verbalizzarle  e  di  riferirne  all'autorita'  competente,  come
previsto dalla legge 24 novembre 1981, n. 689;
    c) per i locali condotti da  soggetti  privati,  il  responsabile
della   struttura,  ovvero  il  dipendente  o  collaboratore  da  lui
incaricato, richiamera' i trasgressori all'osservanza del divieto,  e
curera'  che  le  infrazioni siano segnalate ai pubblici ufficiali ed
agenti competenti a norma dell'art. 13 della legge 24 novembre  1981,
n. 689;
    d)  a  cura  dei  prefetti  saranno  rilevati  i  dati  in merito
all'osservanza,  nelle  diverse  amministrazioni,  delle  norme   sul
divieto   di   fumare  e  sul  numero  delle  infrazioni  annualmente
contestate; i dati sono comunicati al Ministro della sanita', che  ne
riferisce in Parlamento.
  La  presente  direttiva sara' trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana.
   Roma, 14 dicembre 1995
                                              Il Presidente
                                       del Consiglio dei Ministri
                                                   DINI
Il Ministro della sanita'
      GUZZANTI
Registrato alla Corte dei conti il 9 gennaio 1996
Registro n. 1 Presidenza, foglio n. 3
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